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Original subtitles

[PASSI VELOCI PER LE SCALE]

[CAMPANELLO]

[SBUFFA]

Ciao! Scusami, non ho sentito il campanello. Facevo pole-dance. Ci hai messo poco, però.

(ragazzo) Me sbrigo, sì: per ogni consegna in ritardo me levano tre euro.

Va be', ti darò una buona mancia: così se fai tardi a quella dopo... mh?

Dai, entra, ti prendo i soldi.

Mi sa che è successo un guaio.

Ho lasciato il portafoglio in ufficio.

(ragazzo) Ah, e come facciamo? Eh, se torno senza soldi mi licenziano.

- Io una soluzione ce l'avrei. - E che soluzione?

Facciamo che per questa volta la pizza me la offri tu e io trovo il modo per sdebitarmi.

(ragazzo) Oh, piano!

Come sei carino, tutto timido! Com'è che ti chiami?

Eh, io mi chiamo... Non mi ricordo più come mi chiamo.

(madre in bengali) Phaim? È tardi, alzati.

(in bengali) La colazione è pronta, muoviti. E lascia aperta la finestra.

(in italiano) Puzza!

Mi chiamo Phaim, ho 22 anni, e anche se mi vedete un po' negro in realtà so' italiano.

Diciamo più una via de mezzo, tipo cappuccino.

50% bangla, 50% Italia

e 100% Torpigna.

Torpignattara, volgarmente noto come "Torpigna",

il quartiere più multietnico di Roma.

Da quando piazza Vittorio è diventata tutta precisa, siamo noi la zona di frontiera.

Sono nato qui un paio di anni dopo che i miei si sono trasferiti in Italia.

Ultimamente Torpigna va parecchio di moda,

soprattutto quando si parla di negri, immigrazione, attentati e cose così.

Vero è che ci sta un sacco di gente, ma proprio tanta, tutta diversa.

Come una specie di globalizzazione.

Qui cammini e a tutte le ore senti odore di lasagne, curry, kebab, tutto mischiato.

È un'esperienza psichedelica.

A Torpigna di base ce stanno tre bande che si spartiscono il territorio:

gli stranieri; gli hipster... Aho, 'n'ce prova'! Tu passa dillà!:

E poi ce stanno i vecchi.

[FISCHIO] Bomba, Bomba! Bomba! No!

Tutti quelli che non sono italiani da almeno tre generazioni

qui sono considerati stranieri.

La maggioranza sono bangla, ma non bangla come me.

I "bangla made in Bangladesh" parlano di merda e si vestono pure peggio.

Quanto costa una birra grande?

Eh, due "iuri".

- Due "ieuri". E gli ombrelli? - Cinque "iuri".

Hanno sempre freddo, e poi questa fissa di mettersi la sciarpa intorno alle orecchie

non la capirò mai. Ma compratelo un cappellino, zi'!

Comprare un ombrello, eh?

Un ombrello? Ma, beh, non piove.

Dopo pioverà.

Ok.

Gli hipster sono arrivati qualche anno fa perché le case costavano poco.

Lavorano tutti nel cinema, quando lavorano, o fanno altre cose "artistiche".

Si accoppiano tra loro e hanno bambini con nomi artistici.

Non c'hanno mai 'na lira, ma spendono un sacco di soldi per cose bio e aperitivi.

Aperitivi di lavoro, eh!

HOP CORNER BIRRA BISTROT

Per i vecchi lo straniero era chi veniva da un'altra parte d'Italia.

Hanno visto il quartiere cambiare completamente

e adesso non ci capiscono più un cazzo.

Si lamentano di tutto, ma non è razzismo:

è più una cosa di abitudine, come il fatto che non usano WhatsApp

e guardano solo Rai Uno.

So' vecchi, non è colpa loro.

Matteo sta qui tipo dalla fondazione di Roma.

Me sa che j'hanno costruito il parco attorno.

Quando ho bisogno di un consiglio, lui ce sta sempre.

Bella Matte'.

No, non consegno pizze. Lavoro qui: "stewart".

Non è difficile. In pratica devo solo controllare che nessuno scatti foto,

danneggi o s'inculi le opere d'arte.

L'unico problema è che qui il tempo non passa mai. Ma proprio mai!

No pictures, please.

Please, keep the distance.

Lui è il mio collega Fede. Abbiamo un sacco di interessi in comune.

Guess her muff.

No pictures, please.

Moustache...

Fede è un artista.

E... op!

A modo suo. - Aho, è proprio la sua.

Era bianco bianco, nebbia come panna montata.

Poi certo punto vedo questi due lunghi grandi...

corna uscire dalla nebbia.

Era lì, davanti a me.

La renna delle isole Svalbard?

L'animale più bello, più maestoso io mai visto.

Quante volte l'ho sentita 'sta storia? Cinquanta? Cento?

Prima di venire in Italia, mio padre faceva il mozzo sulle navi da crociera.

In pratica s'è fatto il giro del mondo senza mai scendere dalla nave.

Quando è arrivato qui ha cominciato col più antico dei mestieri: il venditore ambulante.

Prima le rose, i fazzolettini; poi gli accendini, collane e bracciali.

La gavetta è tosta, te devi fa' er culo.

Lui se l'è fatto. S'è comprato un furgoncino e s'è messo in proprio.

Ce l'ha fatta, insomma, tipo i rapper.

- Oh, ma', non è avanzata un po' di lasagna? - No, basta! Mangia biriani.

Mia madre è tipo la Corea del Nord: si fa come dice lei e basta.

E lei ha sempre qualcosa da dire.

L'unico momento in cui non parla è quando guarda la sua serie preferita.

È la storia di un gruppo di bangla che si trasferisce a Londra,

la città dei sogni e delle opportunità.

Mia madre sta totalmente in fissa col fatto di andare a vivere lì.

(in bengali, incomprensibile) ...prendi un po'.

No, ma', sto a dieta da adesso fino al matrimonio.

Mia sorella, una spaccacazzi atomica.

Da che mi ricordo abbiamo sempre avuto un rapporto un po' conflittuale.

"Cog-lione".

Studia giurisprudenza ed è fidanzata da due anni con Rajib,

che non è l'uomo più sveglio del mondo, visto che se l'è accollata.

- Che vuoi? - Puoi fa' tutte le diete che vuoi,

ma tanto quello 'n te se leva da lì, eh!

- Almeno io non puzzo. - E chi è che puzza?

(madre) Basta! Deve dire qualcosa Shipon tutti e due e finire la mangiare.

(Navila) Il solito "cog-lione"!

Non t'aggita': se te scoppia quer coso poi è 'n macello!

(da un altoparlante) Allahu Akbar. Allahu Akbar.

Come avrete capito, se siete un minimo svegli, sono musulmano e praticante:

non bevo, non fumo, non mangio maiale.

E, ovviamente, che ve lo dico a fare?, niente sesso prima del matrimonio.

(Rifat) Oggi parleremo di tabù. A me va bene tutto:...

l'alcol, il maiale... ma 'sta cosa del sesso mi fa sbroccare.

Io ce provo a non pensacce, ma come si fa?

Il sesso è ovunque: tutti a parlarne, tutti a fornicare.

Tutti tranne me e gli sfigati qui presenti.

(Rifat) La poligamia nell'Islam

non vuol dire essere obbligati a sposare più di una donna.

Quella è un'opzione facoltativa,

diciamo, che la nostra religione ci concede.

Vi faccio una domanda: secondo voi, qui in Italia è possibile essere poligamo?

No, è vietato dalla legge. Ce sbattono ar gabbio.

(Rifat) Esattamente. Ma soprattutto bisogna capire quali sono i principi che un musulmano

deve rispettare in caso si faccia questo tipo di scelta.

È interessante anche ricordare

che in tempo di guerra la poligamia si applicava anche per ragioni economiche.

Perché gli uomini morivano e le donne rimanevano da sole con i figli.

Se pensavate che uno si sposa dieci mogli per fare la bella vita, ve siete sbajati.

[CANTO IN BENGALI]

Alla chitarra c'è Tangir: è con lui che abbiamo messo su la band.

La pischella tutta in tiro che canta è Shoshi.

Fayruj suona il basso e non azzecca un attacco manco se je spari.

Siamo i Moon Stars Studio.

[CANTO IN BENGALI]

Facciamo cover di pezzi bangla, principalmente.

Anche se ultimamente ci stiamo parecchio evolvendo.

[MUSICA MOLTO RITMATA] Forse troppo.

[FISCHI DI DISAPPROVAZIONE]

(in bengali) Chiudi questa musica!

[INTERRUZIONE DELLA MUSICA]

[VERSI DI APPROVAZIONE]

[RIPRESA CANZONE IN BENGALI]

Questa è la mia vita, più o meno.

Non mi posso lamentare: ho una specie di lavoro,

una famiglia abbastanza normale, degli amici. Manca solo una cosa...

Esatto, proprio quella!

(in bengali) Ogni volta che gli dico di prendere le medicine, non le prende.

(in bengali) È pigro, faccio tutto da sola.

(in bengali) Gli dico di fare una cosa e non la fa.

Quanto ti manca? Qua i cecchini stanno puntando, oh!

- Oh, un'altra scatola e ho finito, aspe'. - Va be', ho capito, va'.

Oh, lascia, stai a fa' un casino!

Ho capito, ma tu' madre lo sa che questo è sfruttamento del lavoro?

Sì, jelo dici te? So' tre volte che m'hanno segato ai test di medicina

- e adesso m'ha murato vivo qua dentro. - Ho capito, ma te devi fa' rispetta'.

È più importante sopravvive che fasse rispetta', eh.

Sì, ma te ce mori, qua dentro, fidate.

È per questo che siamo amici: nun se dimo mai cazzate.

Mah, siamo amici perché abbiamo fatto elementari, medie e liceo insieme.

E poi suoniamo nella stessa band.

E poi non è per cattiveria, eh, ma io sto proprio a un altro livello.

Tipo qua. Te stai qua.

Anzi, no: qua. Tie'.

Comunque ieri ho visto una tipa sul 105 che te dico mamma mia, oh!

- Be', a te piacciono tutte. - Perché, a te no?

A me italiane non piacciono.

Poracce, oh! Saranno disperate, eh?

- Ma perché non piacciono a te o a tua madre? - Ma che c'entra mi' madre?

Tu' madre c'entra sempre.

Non lo so perché non me piacciono.

Come a te non piacciono i funghi, a me non piacciono le italiane.

Te lo dico io perché nun te piacciono. Perché nun te se filano. Ecco perché.

No, so' io che non le calcolo proprio!

- Allora è perché puzzano? - Le italiane puzzano?

Di brutto!

- E de che puzzano? - Eh, de maiale!

- Le italiane puzzano di maiale? - Ti giuro! De würstel, cotechino, sarsiccia.

Sì, di pancetta!

De guanciale, casomai, visto che semo a Roma.

(ridono)

- No. - No? - No, eh?

[MUSICA ROCK IN INGLESE]

Il nostro primo ingaggio.

In effetti non è proprio un ingaggio perché è un concorso e non ce pagano,

ma insomma: finalmente suoniamo di fronte a un pubblico vero.

Daje, spaccamo tutto!

Ragazzi, ma che posto è questo? Qua ci prendiamo le malattie, ve lo dico, eh!

Comunque secondo me abbiamo fatto una cazzata a iscriverci.

Adesso lo dici?

Ma se prendiamo gli strumenti e ce ne andiamo? Così, zitti zitti?

Eh!

Ok sì, è vero che so' di bocca buona e me piacciono tutte.

Ma 'sta pischella è... è proprio... cioè...

Ma dove m'hai portata?

Io una così bella non l'ho vista mai.

Va be', io vado a bere.

C'avete presente quando passate davanti a un pizza al taglio

e vi scatta quella cosa che se nun ve magnate un pezzo di pizza entro due minuti

ve vengono le convulsioni? Ecco.

- Do' vai? - Oh, ma do' stai a anda' che tra poco tocca a noi!

Oh, non fare il coglione. Di' una cosa qualsiasi, attacca bottone.

Aho, sei un musicista, te 'a devi senti' calla.

- Ce l'hai il permesso di soggiorno? - Eh?

Niente, era una battuta di merda per rompere il ghiaccio.

No va be', faceva ridere. Comunque sono italiano.

Si vede.

Ma perché, sembro un terrorista? In metro mi controllano sempre.

Ma che posso farci?

Sembri uno che non ha mai parlato con una ragazza.

- Ma chi è quella? - Oh, ma è italiana!

Va be', 'sti cazzi.

E tu che cosa fai?

Studio.

Ma roba artistica?

Perché ho i capelli blu?

Ehm, non per forza.

Studio statistica.

Ah, ok. Io invece suono. Poi per arrotondare faccio lo stewart nei musei.

Che figo! Che suoni?

Suono musica multiculturale, e poi facciamo etno-trap.

Tra poco noi suoniamo qui.

Suoni qua? Allora resto a sentirti.

Sì, ma non ti garantisco niente, perché abbiamo appena iniziato. Siamo in rodaggio.

Ma sei un musicista, devi avere la faccia come il culo! Così non va bene.

Hai ragione, devo ancora migliorare su questo.

Mi sa che vado a migliorare. E... io vado

- Ma 'ndo stavi? Mo' tocca a noi. - Ho capito, ho avuto una venerazione!

- Ma che c'entra? - Sparisci così?

Oh, ma era italiana!

- E quindi? - Oh, ma era italiana!

- Qual è il problema? - Oh, italiana, Pha'!

Ciao a tutti, noi siamo i Moon Stars Studio e... [FISCHIO DEL MICROFONO]

E ora vi suoniamo un pezzo. E... E cominciamo.

[FISCHIO DEL MICROFONO]

[CANTO IN BENGALI]

Dai, su, andiamo.

(ragazza dal pubblico) Grandi, raga'! Da paura. Com'è che ve chiamate?

Moon Stars Studio.

Munsta Studio, da paura! Ma c'hai du' spicci pe' 'na birra?

Eh... sì.

[GRIDO]

È inutile che cancelli la cronologia.

Eh, potresti bussare ogni tanto, così, per sbaglio, eh?

Mamma ha detto che devi andare dal dottore a prendere la ricetta di papà.

Eh, ok, vado. Però adesso potresti uscire dalla mia stanza, per favore?

Mo' esco.

Ecco.

Pensa, Phaim, pensa! Una risposta originale, spiritosa, auto-ironica, spiazzante...

(Rifat) Ramadan non vuol dire solo non mangiare, non bere e non andarsene in giro.

(Phaim) Ma se... faccio un esempio, eh...

...un giorno di Ramadan, per puro caso, eh, non perché io lo voglio eh,

mi si scarica l'orologio e quindi non so quando posso mangiare e quando no...

Non serve l'orologio per capire se è giorno o notte.

Ok, sì. Era un esempio, così per dire.

C'è sempre una scelta, anche di fronte al caso. Altre domande?

Ok, ma se io, diciamo, eh, faccio questa scelta

e scelgo una cosa che potrebbe, dico potrebbe, eh, mica deve accadere per forza

però, in particolari circostanze, magari farmi fare peccato,

quella scelta è peccato o no?

No, se non c'è peccato. Altre domande?

Sì, dicci, Phaim.

Ma anche...

Ma anche se mi piacerebbe tanto peccare?

(in bengali) (Fayruj) Oh, ma se te beccano?

(Phaim) Non me beccano, zio, vado in centro. - Appunto. Se te vede qualcuno?

Ma hai presente quante persone ce stanno a Roma?

Quante probabilità ce so' de becca' qualcuno dall'altra parte della città?

Be', anche se una su un milione, c'è comunque una possibilità, eh.

Ah, grazie! Sempre positivo, eh?

Io dico de sta' attento. Poi se fossi in te...

Ho capito, zi', ma se tu' madre ti becca a usci' co' 'n'italiana...

A parte che te taglia le palle,

e poi te incatena qui per il resto della tua vita a piegare vestiti.

Che poi, in effetti, è quello che già fai, eh.

Perché, tu' madre ne sarebbe felice?

Comunque beato a te. A me 'ste cose non capitano mai.

Eh, perché devi uscire, zi', muoverti.

Pensi che le pischelle te imboccano qui a farti la pole-dance?

[SOSPIRO] Ti giuro, io mollo tutto e vado via.

Do' vai?

Non lo so, in Brasile, in Olanda, in Islanda. Basta che non sto qua a piega' i vestiti.

(in bengali) - Non hai ancora finito? - Mamma, mancano ancora due scatole.

(in bengali) Sbrigati! Sbrigati! Sbrigati!

(Asia) Ma perché siamo venuti in centro?

Perché, non ti piace il centro?

Non tanto.

In realtà per niente. Pieno di teste di cazzo, posti fighetti...

Era un'idea, così...

Io ho un'idea: andiamo a casa mia.

Ah, a casa tua? Proprio tua?

Sì, proprio mia mia.

È venti minuti a piedi da qua. Ci facciamo una passeggiata.

Non ci dovrebbe essere nessuno.

Emergenza! Emergenza! Scappa, Phaim, inventati una scusa! Qualsiasi cosa, ma non andare!

Daje! Ok.

Sei ufficialmente nella merda.

Che entusiasmo!

Eh, scusa. Ero un attimo sovrappensiero.

Tu sei uno un po' strano, lo sai? Però mi piaci. Ti giuro che non so perché.

È un complimento che sembra un insulto o il contrario?

Fai tu.

Oh! Ma che ti sei incantato?

[MUSICA ROCK AD ALTO VOLUME]

È tuo fratello che ascolta questa musica?

No è papà, che deve abbassare il volume!

[SBUFFO] Ciao. Olmo, papà di Asia.

Mi sono incriccato facendo l'assolo.

- Mi date una mano con la chitarra, per favore? - Ancora? - Sì, sì. Ahia!

- Aiutami. - Scusa!

- Tieni. - Grazie.

- Ma non devi andare al locale? - Ci pensa Max al locale, amore.

- E il dottore? - Ci andiamo, ci andiamo. - Ci andiamo? - Sì. - Ecco.

Vado a mettere un attimo le gambe... Grazie, ciao.

Noi andiamo in camera.

Ma tuo padre non ci dice niente che andiamo di là?

Perché sei un ragazzo o perché sei nero?

- Be', tutt'e due. - Be', mica sei il primo.

Eh no! Certo, chiaro.

Comunque è simpatico. È giovane.

Be', simpatico sicuramente. Giovane non lo so: guarda come sta...

Pensa che aveva ventidue anni quando sono nata.

Dice che sono l'incidente più bello della sua vita.

Poi, va be', i miei si sono separati che avevo sei anni...

- Ma hai freddo? - No, no. Io sto bene.

Ah, in realtà ho anche un fratello.

Guarda che carino.

Ivan.

Praticamente c'è un sito danese

che per trecento euro ti manda a casa un kit per fare l'inseminazione artificiale.

Mia madre vive a Velletri con Marzia, la sua compagna.

E quindi, scusami, tuo padre sta con qualcuna o... o qualcuno?

Stava con una che aveva conosciuto al locale:

Livia "Bocca-di-culo". [RISATA]

Va be', comunque parlo sempre io! Raccontami qualcosa tu.

- Eh, che ti devo dire? - Che ne so? La tua famiglia... qualcosa!

Be', la mia famiglia, diciamo che è più normale, ecco.

Anche io...

ho una sorella che è un po' "bocca-di-culo" anche lei.

[RISATA]

Poi mia madre, che è la dittatrice... E mio padre è uno che viaggia, ecco.

Che fico. Poi me li presenti.

Certo, avoja!

È bellissima! Come faccio? Mannaggia a' 'e religioni tutte!

- Ti piacciono gli horror? - Eh, 'na cifra.

Vediamo se ne troviamo uno fico, allora.

L'unico horror che ho visto, che poi non è manco un horror

è "Lo squalo", quello vecchio.

Da allora, quando faccio il bagno in mare, entro solo fino alle ginocchia.

Ok, forse ne ho trovato uno carino. Vieni?

Adesso Phaim ringrazia, saluta e se ne va.

Phaim? Phaim? Ma...

Puzzo, per caso?

- Ma perché sei italiana dici? - No! E perché?

[URLA E RUMORE DELLA SEGA ELETTRICA DAL PC]

Va be', palesemente una copia di "Venerdì 13" venuta malissimo, comunque. Orrendo, no?

[ANNUISCE]

- Che è? Che c'è lì? - No, è che...

Ma quella?

- Ma cosa? - La cicatrice.

Ah, no, è...

Niente, mi so' ritrovato in mezzo a 'na storiaccia tra bangla e rumeni.

Roba di territorio.

Tipo come ne "I guerrieri della notte"?

Eh, sì, tipo.

Ti sta bene, però. È carina.

(dal PC) Sammy, non la toccare! No!

Eh... Scusa, io devo andare.

Eh, mi so' dimenticato che devo fare una cosa urgente. Devo proprio scappare.

Va be', ma mancano dieci minuti!

Va be', tanto si capisce che la tettona muore, il nerd pure

e gli unici che si salvano sono il tatuato e la lesbicona.

Oh, eh... senza offesa, eh?

Cioè, a me mi piacciono le lesbiche.

Cioè tipo tu' madre... (versi)

Cioè, hai capito, no? Nel senso che comunque, come donne, dico...

Cioè, non è che tua madre mi piace per davvero.

A parte che manco la conosco... Va be', comunque ti scrivo, ti chiamo e...

Ci sentiamo.

Ma ho fatto qualcosa di strano?

No, no! Ma tu non hai fatto niente, è tutto a postissimo.

È solo che mi so' dimenticato questa cosa e devo andare.

- Ok. - Ok, io vado.

Non poi capi' che m'ha fatto Grappa, stanotte.

Che t'ha fatto?

Ma non m'ha pisciato sur cuscino mentre dormivo?

Eh, i gatti so' così: fanno come je pare, aho.

'N te poi fida' de nessuno, manco der gatto tuo, guarda.

- C'hai 'r gatto, tu? - C'ho mi' sorella.

Uguale, 'a stessa cosa!

Amici, pischelle, cani, gatti:

un giorno je gira e te pisciano in testa. Ma così, proprio, eh!

Ma che cazzo se corrono tutti?

[MUSICA]

Comunque, rega', 'n ce possa fa' niente: hanno deciso tutto i miei.

- Quindi? Quand'è che partite? - Eh, la settimana prossima.

- Hanno già comprato i biglietti e tutto. - Ma in quella città di merda?

Ma te pare che te ne vai adesso che abbiamo cominciato a suonare in locali veri?

(Shoshi) Io non voglio suonare ai matrimoni per sempre.

(Fayruj) Senza chitarrista non sonamo manco quelli.

Ho capito, rega', che devo fa'? Io a Londra manco che vojo anda'!

Eccola lì, 'a pisciata sul cuscino, calda e silenziosa:

te ne accorgi solo quando senti l'odore.

Va be', scusate, eh? Basta! Molliamo tutto, tanto ormai...

Scusate, ma ora solo perché ce sta un problema uno molla tutto e ciaone?

Ma è proprio nella situazione de merda che bisogna insiste', oh!

Te va' a Londra, va'. Tanto t'aspettano i Beatles, no?

Ok. Allora qui tocca che se mettemo d'accordo, perché se no io scapoccio.

Te non me dici niente, giustamente,

ché in teoria dovrei già sapello cos'è giusto e cosa no.

E 'nfatti 'o so! Ma faccio una fatica che non poi capi' a metterlo in pratica.

Problema mio mi dirai, no?

Oh, ciao. Che ti disturbo?

Ah, ok.

Eh no, è che pensavo che se ti va oggi stiamo un po' insieme.

Eh, sì, no: non scappo più, giuro.

(Phaim) Oh, stasera io non ceno a casa. Avviso!

- Ah. Ok. - E dov'è che vai?

E che te 'o vengo a di' a te?

Questa canzone si chiama "Love Turns Around".

[CANTO IN INGLESE E MUSICA LEGGERA]

(Asia) Quindi tu non bevi, non mangi maiale e immagino che non...

No, nemmeno.

- (Asia) Va be', a volte è anche meglio. - In che senso?

Che magari ti capita che muori di noia e preferisci stare a casa a sistemare l'armadio.

- A volte è anche meglio il dentista. - Va be', oh! Così mi fai passare la voglia.

Meglio, no?

- Ma tu che te ne intendi, volevo chiedere... - Ma per chi mi hai preso?

- Sì, no... Mica volevo dire che tu sei... - Dai, spara!

Ma la prima volta... com'è stato?

È capitato.

Lui non mi piaceva neanche tanto, in realtà. Però io ero curiosa.

Ah, ok. Quindi sei andata un po' random.

Scusa, pensavo che...

No, è che questa storia che la prima volta dev'essere indimenticabile

secondo me è una stronzata.

Cioè: le altre volte non sono importanti?

Giusto.

Che c'è?

- Tu ti masturbi? - Io?

Nel senso che... Ma come mai questa domanda?

- Be', non puoi fare sesso. Almeno quello... - Sì, quello lo faccio.

- Cosa? - Quella cosa che hai detto.

Quale cosa?

Eh, in teoria non potrei nemmeno fare quello.

(ridendo) Non riesci a dirlo?

- Dillo: "Io mi masturbo". - Ma perché lo devo dire, scusa?

Perché ti senti meglio, credimi. Dillo: "Io mi masturbo".

- Tu sei pazza! - E tu ti masturbi.

Eh... sì, mi masturbo.

Non ti sento.

- Ho detto che mi masturbo. (a voce più alta) - Non ti sento.

(urlando) - Mi masturbo! - Anch'io mi masturbo.

(cameriere) E ogni tanto tocca arrangiasse, eh!

- Ma tutta 'sta Coca-Cola non te farà male? - E perché, l'alcol?

Grazie per la serata. Fico il concerto.

Bello, vero?

È grazie a mio padre se conosco tutti questi gruppi sfigati degli anni novanta.

Va be', tu vai di qua, io di là.

- Sicuro che non vuoi un passaggio? - No, no, grazie. Mi faccio due passi.

- Ok, buonanotte. - Eh... notte.

Adesso vado a casa e 'o sai che faccio? [RISATA DI ASIA]

No, scherzo. Eh... Ti chiamo.

O mi chiami tu. Va be', chi fa prima.

(Rifat) - Sono le sei! - È un macello, Rifat. Un grande macello.

Va be', l'hai baciata.

Non è gravissimo, può succedere.

Ma da che parte stai, scusa?

Prima mi dici che non si fa, che è peccato. Invece adesso va tutto bene!

Non ho detto che non è sbagliato. Ho detto che può succedere.

Ma adesso io che faccio? Cioè, nel senso: a me lei piace.

Me piace 'na cifra. Però c'ho paura: chissà che succede.

- La cosa migliore sarebbe non vederla più. - Eh?!

Per stare proprio tranquillo.

Ma non vederla più? Ma proprio per niente? Ma mai più?

È l'unico modo, fidati.

Ma se la vedessi un po' di meno? Diciamo, che ne so, nei luoghi pubblici e di giorno? No.

- Va be', grazie, oh! Sei di grande aiuto, eh. - Non devo dirti io quello che devi fare.

- Dentro di te tu sai qual è la cosa giusta. - Dai, non attaccare col predicozzo, ti prego!

Phaim, mi hai tirato giù dal letto all'alba! Ma che ti devo dire?

Ho capito ma è stato più forte di me: l'ho presa e pam!, l'ho baciata.

Ero tipo telecomandato.

E poi sento queste scariche elettriche e non riesco a stare fermo.

Non riesco a dormire, a mangiare.. Poi c'ho voglia di abbracciare tutti.

Ho capito. Ho capito.

E quindi, secondo te, che significa questo?

Che significa? Che ti sei innamorato.

- Innamorato? - Eh sì.

Daje!

(dal PC) E poi le ragazze non poi capi': bianche, nere, mulatte... di tutti i tipi!

E sono molto più aperte e disponibili che in Italia. Non se la tirano per niente.

Ammazza! E la musica? Hai fatto fare pace agli Oasis?

(dal PC) Eh, ci sto lavorando.

Per il momento ho fatto il provino per una band e hanno detto che mi faranno sapere.

Comunque, a proposito di ragazze... (dal PC) Eh, sì, sì, sì, ti faccio sapere.

Adesso devo andare. Ciao.

(in bengali) Questo?

(in bengali) Costa troppo, non ce lo possiamo permettere.

Scusa, fateli compra' da Rajib, no?

No, scusa, certo: 'n c'ha i sordi! Certo, mica lui lavora: lui studia.

Be', almeno non è ignorante come te.

Tre esami in tre anni! Se continua così, alla sua laurea ci porto i miei figli.

Se continui così, tu dove la trovi una che ti sposa e ti dà dei figli?

Prima lavoro, poi moglie, poi figli.

(in bengali) Se vuoi diventare adulto devi imparare prima a rifarti il letto la mattina.

Va be', e chi ha detto che voglio sposarmi?

Cioè, c'è tempo! In quel senso.

(in bengali) Non dimenticare mai da dove vieni, la tua cultura, la tua storia.

Eh, capirai, ma': so' nato al Vannini che sta qua dietro.

Ho fatto le elementari alla Pisacane, le medie alla Laparelli e il liceo al Kant.

Praticamente non sono mai uscito da questo chilometro quadrato.

Non è che c'ho tutta 'sta storia!

Anzi, me pare pure arrivato il momento di uscire dagli schemi, no? Dijelo un po', pa'.

Cioè, non si può stare sempre chiusi nell'angoletto, bisogna conoscere cose nuove.

Tipo le ragazze, no?

Dico bene, pa'?

Bilbao. Hm. Novantotto... no, no!

Anno novantasette. Hm?

Inaugurazione museo Guggenheim:

grande museo, cupola titanio, bello.

Corridoio lungo lungo, grande bar sulla sinistra. Hm? Ricordi?

Va be', ho capito. Lo sapete che faccio?

Adesso esco, mi faccio un bel panino con la porchetta,

mi sbronzo e poi vado pure a puttane.

Va be', va. Ciao, belli.

[SUONO DI RIAVVOLGIMENTO DEL NASTRO]

Bar sulla sinistra. Hm? Ricordi?

Grazie, pa', per il supporto.

Fondamentale, come sempre!

[CANTO IN BENGALI]

Oh, rega', ma che è 'sta roba? Stiamo andando ognuno per i fatti suoi, oh!

Ho capito, è che senza Tangir non è la stessa cosa, lo sai pure te.

Ho capito! Stiamo andando da paura, dobbiamo semplicemente sistema...

- Ha ragione lei: facciamo cagare. - Ecco.

Ho capito, rega', ma mi state remando contro? Allora chiudiamo tutto e andiamo a casa.

- Ci sto provando. - Va be', dai, ricominciamo dal ritornello.

[SUONERIA DEL CELLULARE]

[SUONERIA DEL CELLULARE] [CANTO IN BENGALI]

- Che c'è? - (Shoshi) Che fai, non rispondi?

[SOSPIRO]

(Shoshi) Dai, cominciamo.

[CANTO IN BENGALI] [SUONO DI SMS IN ARRIVO]

- Ancora? Che volete? - Ma chi è, quella dell'altra volta?

- Quella italiana? - Ma tu tutta questa perspicacia all'improvviso?

- Perspicacia? - Va be', ciao!

Sì, intanto però non hai risposto.

[SUONI DI SMS]

Va be', rega', muti! Se lo scoprono i miei è un casino, eh.

Dai, stai tranquillo. Continuiamo.

[CANTO IN BENGALI]

[SUONI DI SMS]

[ALLARME]

Oh, I'm sorry.

Please, keep the distance.

[ALLARME] Oh, I'm sorry again.

You have to keep the distance.

(Asia) Really? I was too close?

(Fede) Brasiliana. Sicuro come la morte.

Ma che sei scemo?

Ah, dici integrale?

[ALLARME]

(Phaim) Mi puoi lasciare qua. Dietro a questo qua.

Allora ci sentiamo?

Ah, ma tu sei uno di quelli che bacia una e poi sparisce?

- No, ti pare! - È una tattica?

- No, non è per quello. - Hm. E che cos'è?

Eh... c'ho il lavoro, le prove... C'ho da fare.

(Asia) Il lavoro, le prove... Sì.

Tu mi piaci, mi piaci 'na cifra.

- E allora? - È difficile.

- È difficile. - Difficilissimo.

Secondo me no.

Domani a pranzo da me.

- Domani? - Sì.

Cucina mio padre: fa il pollo al forno, che l'una cosa che sa cucinare.

C'è tutta la famiglia e non te lo sto chiedendo.

Eh, io domani non so se posso. Cioè, ci... ci devo pensare.

Ma tu te la tiri così tanto?

Ti aspetto all'una e mezza. Non portare niente.

(dal PC) Ho trovato 'sto lavoro fichissimo.

C'ho tre mattine libere a settimana e me pagano un botto, calcola.

Ah, da paura! Ma che lavoro è?

(dal PC) È un po' complicato da spiegare. Diciamo distribuzione alimentare, va.

Comunque, zi', fidate: Londra è 'na bomba. Perché non vieni pure tu?

È che c'ho un po' di impicci qua.

(dal PC) Ah, ma quella italiana? Ma quindi è seria la cosa?

Eh...

Navila, guarda questo sari.

No, ma', non esiste proprio!

- Vedi Navila? Ecco. - No, ma', no.

- Ma sembro un saccottino co' 'sto modello! - Anche senza.

Ma te ce dovevi proprio venire qua?

E secondo te ce volevo venire? Mamma ha detto che me devo compra' il vestito pur'io.

Pensa al vestito tuo. No! Questo?

Navila! Sta vedi fuori pancia!

[SBUFFA] Pha', hai visto?

Va be', ma'. A te non ti sta bene mai niente. Facciamo che non mi sposo più.

(Layla in bengali) Questo è bello, le dia quello che le piace.

(in bengali, incomprensibile)

- Sei in ritardo. - Come?

(ridendo) No, non è vero. Vieni!

- Ah, ho preso questo. - Ma ti ho detto di non prendere niente.

Va be', che ci vuoi fare? Sono un po' terrone.

Grazie. Vieni di qua.

(Olmo) Ecco qua. E Ivan il Terribile. Di nome e di fatto.

Carla, mi prendi le coppette?

- Qua sotto, quelle verdi? Quelle che abbiamo preso a Otranto? - Quelle, sì.

- Eh, non ci sono. - Eh, guarda bene, Carla.

- Ho guardato bene: non ci sono. - Non è possibile! Stanno là.

Allora vieni a vedere tu. Ti dico che non ci sono.

- Vuoi avere ragione? Non è che sono semoventi, stanno là. - Va be'. Ah, ciao!

- Ehi! - Ciao.

- Ciao, Phaim, scusami tanto. - Ciao.

- Ciao, piacere. - Carla, la mia ex moglie.

- Phaim. - Phaim. - Phaim. Ciao, molto piacere.

- Lei è Marzia. - Ciao, Marzia, scusa. - La compagna. Eh, sì.

Ivan! Ivan, vieni qua, va.

Questo è il peggio.

- Ivan il terribile! - Vieni qua.

- Vieni qua. Non fare danni. - Ciao.

Scusate, ma sono queste le coppette di Otranto?

- Sei proprio un coglione. - E io mi chiedo perché ci siamo lasciati.

- Ah, chiedimelo un po'? - Perché?

- Eh! Perché sei un coglione. - Eh, simpatica!

- Tutto bene? - Sì.

Guarda, è tutto normale. Loro fanno sempre così.

'Mazza, 'n ve annoiate mai qua. Io che mi lamento dei miei...

- Basta! - Ehi!

Phaim, i tuoi sono bengalesi, giusto?

- Credo che si dica "bangladesi". - "Bangladesi". - Ecco. Brava, Marzia.

Si può dire in tutt'e due i modi.

- In tutt'e due i modi si può dire. - Non lo sapevo. Stai calmo!

- Che fatica, Carla, dai! - Che fatica lo dico io, guarda!

Va be', poi i miei sono arrivati un paio d'anni prima che io nascessi.

Ah, per cui sei nato in Italia e hai la cittadinanza italiana, no?

- Papà! - Che è?

Cioè, sì. L'ho presa a diciotto anni.

- Siamo un paese di merda, siamo! - Cosa?

Cioè, uno che nasce in Italia non è italiano! È un paese di merda, Carla.

- Ma non parliamo di politica a tavola, dai! - Non è politica, è civiltà! È proprio...

Va be', cioè, non è stato difficile. Ho dovuto compilare un modulo e poi portarlo in ufficio.

- Eh, lo vedi? Ha compilato un modulo... - A diciotto anni l'ha compilato, il modulo!

Siamo un paese in cui non si riesce a fare una legge

per cui uno che nasce in Italia è italiano.

- Mi posso incazzare? - Sì, sì.

- Scusa, Phaim. - Devi assaggiare questa salsetta buonissima che ha fatto Marzia.

L'idea dei miei è...

L'idea di mia madre è sempre stata quella di partire per l'Inghilterra.

Noi ce la battiamo con l'Ungheria! T'ho detto tutto.

- Ecco, è partito il pippone. - È partito il pippone, sì!

- Va be', però adesso c'ha ragione. - Ti prego, non hai capito: non ne usciamo.

Poi in verità, cioè, un botto di bangla rimangono qui giusto il tempo di organizzarsi.

- Cioè? - Cioè lo chiamano "il corridoio italiano".

[RISATE] - Un corridoio siamo diventati? - Che schifo!

Ti fa ridere corridoio, Carla? Posso sapere perché?

- È una vergogna. - Basta, amore.

Ma che "basta", scusa! Ma scusa, non posso dire la mia? - Certo che puoi.

Non ho capito. In questa casa le liti sono appannaggio esclusivo degli ex?

- Sì. - No, amore. Vieni qua. No, tu puoi dire tutto quello che vuoi.

- Anche meno. Eh. Sì, sì. - E dai! Tu sei un cretino. Cretino. Cretino!

Comunque questa salsa è buonissima.

- Hai visto? Te l'ho detto. - L'ho fatta io. - L'ho fatta io.

Be', bel coraggio!

- Fanno sempre così, capisci? - L'ho fatta io!

- Il pollo? - Eh, il pollo ha il suo perché.

- "Paraculo": come si dice in bengalese, eh? - Eh, sì!

[RISATE]

E dai, forza! Tira anche tu qualcosa!

- Simpatici i tuoi, si vede che ci tengono. - Ma se neanche ti stavano ascoltando!

- Che c'è? - Niente.

Pensavo a questa cosa dell'Inghilterra.

Eh sì. Mia madre ci sta totalmente in fissa.

E tu? Ci vuoi andare?

Da una parte sì, perché poi ho sentito anche un amico mio

che mi ha detto che lì si sta proprio da paura.

Sì, ma adesso, no dico, ora come ora, tu ci andresti?

Ma... adesso adesso, in questo momento no.

Comunque, dato che stiamo parlando di cose serie,

- tu lo sai che ho avuto altri ragazzi, no? - E che sono successe delle cose. - Chiaro.

(urlando) Vi giuro, se comincia a raccontare me metto a urla' come un matto!

Però, ecco... Non è che dobbiamo per forza farlo.

Eh, no. Infatti.

Ma possiamo...

Cosa?

...fare qualcosa?

Ma cioè, tipo "questo sì, questo no"? [ANNUISCE]

Tipo i colpi proibiti delle arti marziali?

[ANNUISCE] - Va be', facciamo niente colpi sotto la cintura.

Almeno non sotto la mia.

Ok.

Ma tu sicura sicura che stai bene?

- Ti sta bene così? - E tu sei sicuro che ti sai difendere?

- Eh, guarda! - Quanto ti sai difendere?

- Eh. Oh, oh, oh, oh! - Quanto ti sai difendere, eh?

[RISATE]

(Phaim) Oh, oh, oh, oh! Colpo proibito. Cartellino rosso.

Hai detto che si poteva fare quella cosa.

Eh no! È solo fai-da-te.

(Phaim) Comunque va una bomba, me diverto. Facciamo un sacco di cose.

E poi sto rilassato.

Non c'ho l'ansia di chissà che può succedere, perché tanto ce lo siamo detti.

Quella cosa non si può fare. Fine. Chiuso il discorso.

Mi focalizzo su altro, ecco. Ogni tanto il pensiero ci ricapita, ma è normale, no?

Mi faccio una corsetta, una bella doccia fredda, un po' di flessioni...

Ah! E se poi mi tradisce con uno che non c'ha tutte queste paranoie?

Se capita si vede che non è destino.

Poi c'ha ragione mi' madre quando dice: "Non si mischia pasta con riso".

[SUONERIA DEL CELLULARE]

Oh, eccola! Ammazza, oh, c'ha er radar.

Oh, grazie per i consigli, eh! Menomale che ce stai te.

Lo sai che stavo parlando proprio di te con un amico mio?

Lui è un grande. Te lo dovrei far conoscere.

- Magari oggi. - In che senso?

Sto venendo a Torpigna.

Ma che davvero? Ma proprio qui?

(Asia) Oh, piano con l'entusiasmo, eh!

No, no! Sono contentissimo. Sorpresa, yeah!

(Asia) È che mi devo vedere con due mie amiche in quel pub, lo "Stop Corner".

- "Hop Corner". - Eh, quello là.

Scusa, ma perché non vieni e porti il tuo amico?

Guarda, il mio amico adesso sta... Non può perché sta lavorando.

Ah, mannaggia! Va be', però tu vieni, t'aspetto. Sbrigati!

- Ok, sì, sì. Ciao ciao. - Ciao.

Sai che vor di' quando la pischella te presenta le amiche?

Che te sta a mette er guinzaglio, questo vor di'. È tutta 'na strategia.

Come i camaleonti, no: prima so' tutte der colore "fa come te pare".

Poi diventano tutte der colore "se te movi te stacco le palle".

Te stai a sbaja', lei non è come le altre, oh.

Infatti. Quindi te lo sei chiesto perché sta con te.

Eh!

Oh, ciao.

Eccolo!

Ma ci hai messo tre ore, però.

Eh, ho avuto un po' di impicci, ma insomma... Sto qua.

Loro sono Lavinia e Flaminia.

- Ciao. - Ciao.

Allora, che dite? Come mai da queste parti?

Veramente le ho fatte venire io perché volevo che le conoscessi.

È diventata insopportabile. Parla solo di te.

Almeno sappiamo che faccia hai.

Ta-dah! Eccomi qua: il fidanzato negro di Asia.

[RISATA]

Era una battuta. Cioè, tra noi diciamo sempre "negro".

Non è per forza un insulto.

Lo possono fare i froci: perché non lo possiamo fare noi?

Va be', io vado a prendere da bere mentre fate amicizia.

Senti, posso chiederti una cosa, che sono un po' curiosa.

- Vai. - Il maiale non lo mangi, ok.

Ma il cinghiale?

(Ruben) Ehi...

Ciao.

- Come stai? - Bene! Tu? (Lavinia) - Ma chi è quello?

È caruccio, però.

- È un sacco che non ci vediamo. - Troppo. - Scusate un attimo.

- Ma sei tornato dall'Australia! - Sì. Da un mesetto, adesso adesso.

- Quanto ti fermi? - Mah, penso due settimane.

[TOSSISCE]

- Lui è Ruben. - Ciao. - Ciao, piacere. - Ciao.

Abbiamo fatto un viaggio-vacanza insieme un po' di tempo fa.

È assurdo che ci siamo ribeccati adesso così!

Da matti proprio.

- È strano, molto strano. - Ma quant'è brutto?

Come fa a stare con lei?

- E quindi? L'inglese? - Scusami, una Coca per favore:

Meglio, vero?

- Vuoi? - No, non posso.

- No, è analcolico, eh. - Sicura?

Certo. Due dita di Prosecco, un po' di Aperol... Praticamente sì.

Dai, prova. Non andrai mica all'inferno!

[RUMORE DELLA CANNUCCIA CHE VIENE ASPIRATA]

Buono.

...poi ce sta quello, come se chiama, quello tutto blu con quella specie di padella...

- Capitan America! - Lui, lui!

Mi fa proprio morire, con quella alucce in testa...

anche se poi sembra un po' un prete.

Certo, io non ne conosco tanti di preti,

ma me lo sono immaginato un po' così, tutto precisino.

E comunque Black Panther ha cambiato tutto.

Adesso i negri conquisteranno il mondo.

Un altro giro!

Cos'è, oggi c'hai il permesso di bere?

Eh, be'. Ogni tanto anche noi, sai,

facciamo un po' come voi, che fate come ve pare,

trecentosessantacinque volte al giorno...

- All'anno, giusto! - Certo.

E comunque poi dovremmo parlare di quel discorso.

- Quale discorso? - L'altro discorso!

Non m'interessa più.

No, perché sembrava che...

No, no, non m'interessa.

A me invece sembrava che ti interessava parecchio quel discorso.

Magari prima. Adesso no.

Va be', eh... Comunque adesso vado che non mi sento benissimo.

Non ti senti bene? Davvero? Perché non resti qua e ti senti male davanti a tutti?

Oh, dove vai? Oh!

- Tranquillo, dai, che dopo torna. - Fa sempre così.

[RIDONO] Più o meno.

Madonna mia!

Ti serve una mano?

No, è passato. Sto molto meglio.

- Non berrò mai più, giuro. - Ti credo.

Ti ho fatto fare una figura di merda con le tue amiche.

Guarda, hanno conosciuto di peggio, credimi.

È che mi è presa un po l'ansia da prestazione.

Prima mi presenti i genitori, poi le amiche,

poi questi tizi simpatici con i baffetti.

Ah, ma allora è per questo!

- Cosa? - Sei geloso!

Solo perché tutto il mondo copula allegramente e io vorrei farlo tanto con te?

E poi c'è l'amico Ruben che ti fa le radiografie.

È per questo che dovrei essere geloso?

- Ma tu sei matta! - E te sei scemo!

Senti, fatti pulire, va.

Dai, che puzzo!

Eh sì, guarda. È l'ultimo dei nostri problemi.

Comunque se la prossima volta vuoi andare all'inferno,

magari non ti bere un litro di spritz a stomaco vuoto.

A proposito: lo sai che mi è venuta una certa fame?

- Hai fame? - Sì.

- Andiamo a mangiare? - Sì.

(Phaim) Allora, abbiamo i moghlai, che sono appunto questi fagottini con...

che sono dei fagottini con uova, carne e cipolle.

Poi abbiamo un grande classico: biryani.

Questo è con il pollo e poi quello è con le verdure.

Poi ci stanno i singara, che sono con patate, piselli e spezie.

E poi qui c'è il khichuri, questo è con riso basmati, lenticchie e delle erbe fresche.

E insomma daje! Buon appetito.

Ammazza che buono! È come l'indiano, però costa la metà.

(in bengali) Phaim, la poligamia è illegale in Italia. Stai attento.

(Phaim) È strano averti qui.

- Strano bello o strano brutto? - Strano bello!

[VERSO DI STUPORE]

(Asia) Lo sai cosa mi piace della street art?

Che si prende tutto in faccia.

Il sole, il vento, la pioggia.

E che invecchia come le persone.

Come me e te, magari. Insieme, dico.

Che ne sai? Può succedere.

[VOCI PROVENIENTI DA LONTANO]

Ma che fai?

(Phaim) Shhh!

- Chi è? - È la madre di un amico mio.

- E ti nascondi? - Eh sì! Quella conosce mi' madre.

(Asia) E quindi?

E quindi al posto della bocca c'ha 'n megafono.

Quella è il gazzettino di Torpigna.

Ma che hai paura che ci vede e magari glielo va a dire?

No, magari! Sicuro glielo andava a dire, se ci vedeva.

Scusa, ma tu non hai pensato di parlare di me ai tuoi?

Eh, è un po' più complicato.

No, non è complicato. Semplicemente non glielo volevi dire.

È che in verità sono un po' più tradizionalisti.

Per loro devo sposa' una brava ragazza del Bangladesh,

avere due-tre figli, un lavoro serio...

Anzi, è come dicono loro: "Prima lavoro, poi matrimonio".

E tu la pensi come loro?

Eh, no. Ma che ci posso fare?

Niente. Non fare niente.

Dai, aspetta, oh!

Io non voglio stare con uno che fa tutto quello che gli dicono gli altri

e non si prende le sue responsabilità.

Ho capito, ma c'ho ventidue anni. Ma ti pare che devo prendere delle responsabilità?

- Dai, mi sembri mi' madre! - E magari c'ha ragione, tua madre.

E quindi che devo fare? Mi devo trovare un lavoro, sposarmi, avere dei figli?

- Scusa, ma da che parte stai? - No, no! Tu da che parte stai!

Vuoi stare con me o no?

Eh sì, ma tu la fai facile.

Poi questa cosa che siamo tutti diversi ma in verità siamo tutti uguali

secondo me è una cazzata. E non siamo uguali.

- E non siamo uguali manco pe' niente! - Meno male!

Ah, è per questo che vuoi stare con me?

Perché sono il ragazzo esotico da presentare alle amichette?

Il fidanzato bangla! Ma che sono, la nuova moda di Roma nord?

Vaffanculo, Phaim.

Sì, sì. Torna al paese tuo, va!

(Phaim) "Cog-lione".

"Cog-lione".

"Cog-lione".

[PIANTO DI DONNA IN LONTANANZA]

[PIANTO DI DONNA IN LONTANANZA]

[PIANTO DI DONNA IN LONTANANZA]

[BUSSARE]

Oh, stai bene?

Che vuoi?

No, è che sentivo che piangevi.

- Hai sentito male. - Sicura che stai bene?

[SOSPIRO]

Phaim, è tardi, sono stanca. Mi lasci da sola, per favore?

Oh, scusa se me preoccupo, eh!

[PORTA CHE SI CHIUDE]

[BUSSARE]

Passi avanti! Almeno hai bussato.

(Navila) Ti posso parlare un attimo?

Eh sì, dai. Vieni qua.

Lo odio.

- Ma chi? - Rajib.

E perché? Che ha fatto?

Mi ha chiesto di sposarlo.

Scusa, ma non te l'aveva già chiesto?

Lo ammazzerei!

Non me lo doveva chiedere.

Scusa, non ti seguo benissimo.

Non è che lo odio. Ma non so nemmeno se lo amo.

A volte non mi sta nemmeno simpatico.

E perché gli hai detto di sì?

Perché era giusto così: se lo aspettano tutti.

- Che posso fare? - E che lo chiedi a me?

Io ho appena mandato a puttane la storia della vita mia!

Sei l'unico con cui ne posso parlare.

Va be', dai. Vieni qui.

Intanto ti fai una bella dormita.

Poi domani ci ripensi e lo chiami. E gli fai:

"Rajib, nun se po' fa'. Grazie". E lo saluti.

- Così? - Così.

(ridendo) Che consiglio di merda!

Eh, me l'hai chiesto a me. E che t'aspettavi, 'a saggezza?

[MUSICA]

[CANTO IN BENGALI]

No! No, fermi. Allora, mettiamo in chiaro una cosa.

Io me sono fatta er cambio turno, sono arrivata prima, oggi,

perché dovevamo provare e ci tengo.

Quindi non te vojo vede' che stai così come 'no straccio.

O te riprendi o la chiami. Decidi, eh, perché così 'n se po'.

(Fayruj) So' giorni che stai così.

Devi reagire! A me lo dici sempre, no? - Eh, la fate facile voi.

(Shoshi) Senti: io un'idea ce l'avrei. C'è questa mia amica che è molto carina.

- È molto carina... - Che sei matta? No!

- Ma proprio no! Enne-o! - Lo vedi come sei?

Almeno ascoltami! Guarda che è carina. Diglielo!

Ho visto le foto: confermo che è popo una figa.

- Escici tu, allora! - Ecco, a proposito di questo...

Va be', allora te piace proprio sta' de merda, dillo!

Eh no, ma è ovvio che non mi piace stare così.

Però non penso proprio che uscire con una che...

sì, magari se l'avessi incontrata in un'altra vita, in un altro mondo,

in un'altra religione, mi sarebbe anche piaciuta.

- Ma in questo momento di merda proprio no. - Mi sono fidanzato.

(gridando) - Eh? Tu? - Si chiama Radha.

La sua famiglia si sta trasferendo qui da Dhaka.

Domani ci conosciamo su Skype.

Ovviamente, che ve lo dico a fa'? Ha fatto tutto mi' madre.

Cioè, tu non sai nemmeno che faccia c'ha questa?

- Va be', magari è carina. - A parte poi, se l'ha scelta tu' madre,

come minimo peserà centocinquanta chili, avrà i denti storti e pure la fiatella.

No, no! La fiatella no!

Guarda che sei proprio stronzo, quando vuoi, eh!

Phaim? Phaim, scusa il ritardo. Ho aspettato un'ora l'autobus e...

Non fa niente, tranquilla.

- Mala. - Phaim.

Piacere.

E tre!

E... cosa?

È la terza volta nell'ultima mezz'ora che guardi il telefono.

Eh, scusa, è che...

- Va be'. Ti posso fare una domanda? - Vai.

- Rispondi sinceramente però. - Ok.

Perché sei uscito con me?

Perché qualsiasi cosa è meglio che stare a casa attaccato a Facebook.

- Aspettare che lei postasse qualcosa... - Ah, allora c'è una lei!

Lui è Daniel. Stiamo... Be', stavamo insieme

da un anno e mezzo e ci siamo lasciati da quattro mesi.

E io sto sotto a un treno.

Questa è lei.

Carina.

Bel casino.

[BISBIGLI IN BENGALI]

[BISBIGLI IN BENGALI]

Che c'è? Che so' quelle facce?

Phaim, ti ricordi tuo zio Bharat?

Tu conosciuto lui quando tu piccolo.

- Dai, pa'! Non iniziare con queste storie. - No, no.

(in bengali) A Londra ha fatto un sacco di soldi con il chiosco di street food

e ha deciso di aprire un ristorante.

Ah. Daje! Grande, zio Bharat. Ma non è avanzata un po' di frittata di ieri a pranzo?

Phaim, lui chiesto me aiutare. Io detto sì.

Tutti noi partiamo subito dopo matrimonio.

A Londra? [PADRE ANNUISCE]

Ma tutti chi?

Ma scusa, e tutti i discorsi sull'indipendenza,

che bisogna lavorare da soli?

Cambiato idea.

Ah, non sei contento?

(padre) Phaim, ricorda: barca con vela forte non teme uragano.

Scusate, ma voi pensate che la risolviamo coi proverbi?

Io qua c'ho una vita, un lavoro, degli amici!

E c'ho anch'io una...

No, niente.

Va be'.

Phaim!

(dal PC) Ma che davvero?

Hai rotto le palle co' 'sta Londra che è 'a mejo città!

Ora che sto a veni' lì reagisci così?

No, è che io stavo a pensa' de torna' a Roma settimana prossima.

Che tra l'altro me devi pure veni' a prende all'aeroporto

perché sennò poi quelli se pensano che comincio a grida' "Allahu Akbar" e chissà che!

- Stai a scherza'? - La verità è che Londra fa schifo.

C'è sempre 'n tempo de merda e sto solo come 'n cane.

Nun me se incula mai nessuno quando non sto a lavora' in quel kebabbaro de merda.

Aspetta... Cioè, lavori da un kebabbaro?

(dal PC) Qua stanno peggio che da noi. Non trovi lavoro manco se te spari.

E le ragazze?

(dal PC) Ma quali ragazze! Fino ai vent'anni pure pure, ma poi svaccano.

Sarà 'a birra, non lo so.

Sentime a me: tietti stretta quella italiana, mi raccomando.

[ALLARME]

[ALLARME]

[ALLARME]

[ALLARME]

[ALLARME MOLTO ACUTO]

(padre gridando) Phaim! Vieni aiutare, per favore. Scatola pesante.

- Piano. - Com'è la barca a vela?

Barca a vela portare noi casa. Vai.

(padre) Piano!

[CANTO IN BENGALI]

Oh, reaga': se ballo io, ballate pure voi, eh! 'Namo, su!

Balla, balla!

[APPLAUSI]

[BRUSIO IN BENGALI]

[SUONO DI INIZIO REGISTRAZIONE] Eh, niente.

È passato un po' di tempo e... sì, insomma, volevo sapere come stavi.

[BUSSARE] Occupato!

Eh, insomma, sì, è finita un po' di merda, diciamo.

No, è finita proprio di merda! È proprio per questo che volevo vederti.

E mi sei mancata.

Io sto per trasferirmi a Londra con i miei.

Ecco, magari se ti va almeno ci salutiamo.

(Fayruj) Pha'? Oh, Pha'! Dobbiamo ricominciare a suonare! Tua madre è incazzata!

Eh... Ultima cosa: sincerità per sincerità,

te ricordi della cicatrice sulla guancia?

Non sono stati i rumeni, ma ho avuto un ascesso.

Appunto, siccome c'ho una paura matta di andare dal dentista,

rimandavo rimandavo e 'sto coso è diventato un pompelmo.

E alla fine, niente: mi hanno aperto la guancia

e mi hanno levato quella roba schifosa. Ecco: te l'ho detto.

[SUONO DI INIZIO REGISTRAZIONE] Comunque ti capisco se non mi vuoi più vedere.

[SUONO DI FINE REGISTRAZIONE]

- [BUSSARE] Oh, Pha'! - Ancora? Ecco, ho finito!

Mamma mia, oh! Come state?

[CANTO IN INGLESE]

- Come hai fatto a sapere che ero qui? - Tanjir ha postato una foto.

Genio. Certo!

- Comunque ho sentito i tuoi messaggi. - Ah, li hai sentiti?

Perché ci hai messo così tanto?

(Fayruj) Oh! Ma che te sei preso?

Eh... Sorry!

Evviva gli sposi!

[MUSICA DI ATMOSFERA]

Rifat.

Oh! Rifat!

Rifat!

- Oh! - Oh, allora ci sei.

- Te posso parla' un attimo? - Siediti.

Ho fatto un casino.

[PIANTO]

Ma tutti a piagne? Ma che è, 'n virus?

Ho fatto l'errore più grande della mia vita.

Me lo dicevano tutti: "Non è per te, trovatene una di noi."

"Vuoi far morire tua madre di crepacuore?" Così l'ho lasciata.

Le ho detto che non potevo senza nemmeno darle una spiegazione.

Ti rendi conto che razza di bastardo sono stato?

Un po' sì. Ma che ci potevi fare? Dai!

Che potevo fare? Potevo mandare tutti a quel paese!

Potevo stare con lei. Invece adesso lei si sposa con un altro.

Ma scusa, ma perché non hai mai detto niente di questa storia?

Pensavo m'era passato tutto. Però oggi m'è arrivata 'sta bomba e m'è risalito tutto.

Aridaje co' 'sta storia! Ma secondo te passa o no?

Non lo so, Phaim. Ma più te la racconti più è una cazzata.

- Che c'è? - Ma hai detto "cazzata"?

Io? No!

Sì! L'hai detto forte e chiaro.

Ma vedi che effetto mi fa?

Guarda, però me so' venuti i brividi, eh! Ma proprio la pelle d'oca.

[URLA DAL PC]

- Ma oggi che giorno è? - È venerdì.

E quindi è sciopero!

Corri!

[CITOFONO]

[CITOFONO]

[APERTURA PORTONE]

Ti aspettavo.

- C'è Asia, per caso? - Troppo tardi.

Hai avuto la tua occasione e l'hai buttata via.

- Eh, hai ragione: ho fatto un macello. - Eh sì.

Non si recupera una cosa così.

Però è inutile piangere sul latte versato. Sii uomo.

Va be', salutamela. Anzi, no: facciamo che non sono mai venuto.

- Dove stai andando? - A casa!

Sto provando le battute di un provino che devo fare, Phaim!

- Ma ti pare che me vesto così? - No! Infatti.

Tra l'altro è un bellissimo ruolo. Sono otto pose.

È un imprenditore che perde tutto, finisce sotto ai ponti

e fonda una cooperativa agricola.

Ma Asia non t'ha detto che faccio anche l'attore?

Eh, veramente no.

'Mazza che stronza!

Comunque sta in camera. Non c'è una bella atmosfera.

- Vado. - Eh, in bocca al lupo.

- No, agli attori si dice "merda". - Merda?

A chi, aho?!

[RISATA] Scherzo.

Buona fortuna. Ne hai bisogno.

Asciugati.

[STARNUTI E TOSSE] [BUSSARE]

[TOSSE]

Ehilà.

Eh... Cioè, mi ha aperto tuo padre.

- Ti volevo solo di... - Senti, io sto di merda.

E se tu sei venuto qua per farmi stare peggio, te ne puoi pure andare.

- Due minuti e poi ti lascio in pace. - Che cosa vuoi?

- Ti volevo salutare. - Ciao.

[SBUFFO]

Prima di venire ho visto un horror in TV e l'ho guardato tutto.

Bravo! E quindi?

E quindi per dirti che gli horror li odio: mi fanno troppa paura.

E non te l'ho detto perché mi vergognavo.

E poi a te piacciono.

E ho fatto finta che piacessero anche a me.

Ti volevo dire che non avevo più paura.

Cioè, nel senso: c'ho paura, ma li guardo lo stesso.

Senti, tu sei molto fortunato, perché io non ho forze per mandarti fuori a calci in culo.

Eh, menomale che stai male, allora.

Sì, ma tu non sai quanto vorrei.

Vieni!

- Comunque ti volevo dire... - Senti, possiamo stare così e basta?

Ok.

- Possiamo? - Sì, possiamo.

Ok.

- Comunque... - Oh, mio Dio! Ma non ce la fai?

- A fare che? - A stare zitto.

Eh... Ok, ok: sto zitto. Muto come un pesce, giuro.

- Bravo. - Eh.

- Bravo. - Eh.

Oh.

[STARNUTO E TOSSE]

Praticamente m'hai battezzato, oh.

(Asia tossendo e ridendo) Scusa.

- (ridendo) M'hai fatto 'a doccia, oh. - (ridendo) Scusa!

[RISATE]

Scusa.

(Phaim) Il futuro non mi fa paura.

Il futuro non esiste.

È il presente che è un gran casino.

Un bellissimo casino.

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