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Le cose da fare prima di morire:
vedere i ghiacciai prima che si sciolgano,
fare un Safari in Africa,
incontrare i mammiferi più grandi del mondo.
Le esperienze definitive da provare prima di morire.
O no?
Ho viaggiato fino all'altro capo del mondo.
Non è stato come lo immaginavo.
È la casa giusta?
Ho messo le mani nella cacca di rinoceronte.
Aveva un sapore orrendo.
Una lotta per la sopravvivenza. Ho sofferto la fame.
- È andato a male. - No.
Puzza da morire. Senti.
La cosa che mi è piaciuta di più è stata l'ippopotamo dentro casa.
Tieni, bello.
Non mi sono ripreso. Mi batte ancora il cuore.
Dopo un viaggio simile...
Ci stavo rimanendo secco.
Brutti bastardi.
Benvenuti all'ottavo episodio di An Idiot Abroad 2.
Siamo Ricky Gervais e Stephen Merchant.
E la star del programma, la nostra testa d'uovo
- Karl Pilkington. - Ciao.
Karl è andato in giro per il mondo, di nuovo.
Prima di leggere le domande... Karl, perché l'hai fatto di nuovo?
Hai giurato davanti alle telecamere che non l'avresti fatto mai più.
È sempre un lavoro, no? Devo pur guadagnarmi da vivere.
Non ci sono offerte di lavoro in giro.
LA STORICA "ROUTE 66".
No.
No.
È enorme.
Hai scelto di stare su un'isola deserta.
- Com'è stato? - L'avete visto. Non è stato bello.
A me sembrava bellissimo.
Fa un freddo cane.
Cominciamo male. Sembra di camminare sotto la pioggia.
Mi aspettavo la sabbia.
È pieno di scogli taglienti.
Ho viaggiato fino all'altro capo del mondo. Un incubo.
Non è stato come mi aspettavo.
Quando immagini qualcosa
ci infili tutti i tuoi desideri.
- Ricky non sarebbe d'accordo. - Me ne sbatto.
Vorrei vedere se ci fosse lui qui.
Mettilo sulla testa, così ti riscaldi.
Onestamente, stare su un'isola deserta con addosso solo qualche foglia,
a rompersi la schiena per costruire un riparo
come una scimmia su un albero, neanche io lo definirei "paradiso".
No. L'avevo immaginato...
- Come la pubblicità del Bounty. - Esatto.
Sabbia bianca, mare blu, qualche palma...
Con i Bounty dentro le noci di cocco.
La pubblicità dura 30 secondi. La tizia mangia il Bounty,
ma subito dopo di sicuro le giravano le palle.
- È questa la verità. - Sì.
Non pensi in grande. Cerchi solo di andare avanti.
Hai persino nuotato con gli squali. Spero di farlo anch'io un giorno.
Sembra fantastico.
Sì, bello.
L'hai vissuto tu per noi, quindi grazie.
- Non riesci nemmeno a descriverlo. - È difficile. Ognuno la vive a modo suo.
Dipende da come te lo immagini.
È una follia.
Lo vedo.
Non sembra felice.
- Dicci come ti sei sentito. - Uno schifo.
Pensavo che saremmo usciti per una notte a vedere i delfini.
Alla fine le notti erano due e per vedere gli squali.
Odio andare in barca e la mia stanza puzzava di gamberi.
Tutte le stanze puzzavano, infatti poi è arrivato uno e fa: "Cazzo,
"cos'è questo schifo?".
Finché le cose le vedi in TV, sembra tutto bello.
Per esempio, non vedi le 10 ore di escursione.
È vero.
- Te lo aspettavi così? - No.
Assolutamente.
Al diavolo.
Sei seduto sul divano a guardare un gorilla
con i cuccioli. Ci mettono pure una musichetta di sottofondo.
A ritmo.
I gorilla che salgono sull'albero.
- Ti coinvolge. - Luminoso, in HD.
"Oh, quanto vorrei essere lì".
Sembro ET.
Nella realtà, mi sanguinavano i piedi ed ero pieno di morsi di zanzara.
Per prima cosa ho visto un gorilla con le dita nel culo del cucciolo.
Non è una cosa che guardi con stupore.
Secondo me la gente lo guarda con stupore.
Questa è stata una delle più belle escursioni.
- Belle? - Sì.
- Grandioso. - Le darei un 10.
Diceva che bastava cercare il gorilla e osservarlo. Cavolate.
Bisognava portarlo alla tenda, farlo sedere, osservarlo e riportarlo indietro.
Si osservano così i gorilla.
Karl, ci accusano spesso di trattarti male.
Ma entrambi, specialmente Ricky, ci preoccupiamo molto del tuo benessere.
Soprattutto in Alaska, ti ricordi?
Non ti mangeranno gli orsi polari, ma quando hai fatto le analisi
non ti sei fatto controllare la prostata.
No.
- No, ma... - Solo nel Regno Unito
si muore più per cancro alla prostata che per l'attacco di un orso.
È un po' strano parlarne mentre sono in mezzo al nulla.
È una delle prime cause di morte. Basta un semplice test.
Il dottore ti infila un dito nell'ano e ti dice che va tutto bene
- ...e sei tranquillo per un anno. - Non capisco perché ne parliamo ora.
Ho la batteria del cellulare scarica.
Se succede qualcosa, sono morto.
Certo che mi preoccupo, è come un fratello.
Perché non mi chiedi mai se ho la pressione alta?
O come sto, se sento freddo.
- Solo "Fatti infilare un dito in culo". - Perché spesso è asintomatico.
- Non voglio farlo. - Lo so, ma è per il tuo bene.
Può venire qui il dottore?
- È una perdita di tempo. - Lui è Frank.
- Ti presento Karl. - Salve, piacere.
- È il primario di urologia. - Sì, al St Barts.
Il guaio è che a volte, anche se stai benissimo
potresti avere un cancro alla prostata.
Con l'esplorazione rettale possiamo capire se c'è qualcosa che non va.
- Basta solo... - Non voglio un dito infilato in culo.
Possiamo continuare così.
Te l'ho detto mille volte. Ci sarà un sacco di gente
che aspetta di essere visitata da Frank. E lui sta qui a discutere con me.
Quanto dura se lo facciamo adesso?
Quindici secondi.
È un sacco di tempo. Cosa volete da me?
Vogliamo controllare due cose: la dimensione
e la consistenza della ghiandola prostatica.
- Semplice e veloce. - Ascoltami un attimo.
Bastano 10 secondi e ti dirà che va tutto bene.
Vedrai che non c'era motivo di fare storie e saprai di stare bene.
- Non oggi. - Non c'è miglior occasione.
Forse è colpa delle telecamere. Potete andare in un'altra stanza.
C'è una stanza privata.
Restate qui. Non mi seguite.
Va bene. Frank, puoi raggiungerlo? Mostrategli la stanza.
Controllagli anche i testicoli.
Mi dica come...
...come funziona.
- So che è una cosa importante. - Certo.
È il loro atteggiamento.
Sono stato in posti pericolosi e non gli è mai importato un tubo.
E oggi insistono con questa storia.
Gli uomini si vergognano perché non ci sono abituati.
Però ne vale la pena, anche perché è rapido e indolore.
Potrebbe salvarti la vita.
- Finisce prima che tu te ne accorga. - Lo so, ma...
Lo faccio continuamente.
- Sul serio? Ogni giorno? - Ogni giorno al lavoro.
Non vorresti fare carriera, o sei condannato a infilare dita nei culi?
Fa parte del mio lavoro.
Passo molto tempo in sala operatoria,
in clinica.
- Quante persone visita al giorno? - Da 10 a 20.
- E quale dito usa? - L'indice.
- Perché non il mignolo? - Perché con quello non ci arrivo.
Guarda la mano, non ce la fai con il mignolo.
- Lo infila e lo gira? - Lo infilo e giro leggermente.
È peggio il pensiero che non la cosa in sè.
- Il fatto di pensarci. - Va bene, facciamolo.
E vai.
- Si mette i guanti? - Sì.
- Conosce Richard Blackwood? - Il comico.
Gli è venuta
la diarrea in TV. Sparito per sempre.
Quello è molto peggio. Poggia la testa sul cuscino.
Guarda di là. Piega il ginocchio.
Metti il braccio così.
Prendo il gel lubrificante.
- Se permetti, ti abbasso... - Ok.
Ti abbasso i pantaloni. Alza di più la gamba.
Fino al bordo del lettino. Perfetto.
Fai un respiro profondo.
Ok, ora respira normalmente. Sto infilando il dito.
- Bravissimo. - Cristo, perché così in fondo?
Per poco non mi toccava i polmoni.
Abbiamo finito.
Perfetto.
Devo solo...
La prostata è perfetta.
Evviva!
- Fantastico. - Oh, Signore.
Magnifico.
Non credo che sia per questo che la gente paga l'abbonamento...
...con l'HD.
Congratulazioni, Frank. Sei un dottore vero, giusto?
Cercami su Google.
Rappresenti tutti quelli che non vogliono farlo e rischiano di morirci.
- Davvero. - Non l'ho superata.
Mi batte ancora il cuore.
Non capivo cosa stesse succedendo.
Nessuno era arrivato così in fondo.
Quindi, sei un uomo calamita.
Calamita.
Si appiccica.
Non è truccato.
Non ho mai visto niente del genere.
È utile per fare la spesa.
Le buste per la spesa si rompono facilmente.
Sono troppo sottili.
Esci dal supermercato. Fatto.
Quando ti capiterà mai di pensare: "Meno male che
sono un uomo calamita"?
A che serve?
Quale superpotere vorresti?
Ce l'ho.
Vorrei essere l'uomo anti-stronzate. Sai a quanti convegni andrei?
Non serve una costume particolare.
Arrivi volando e dici: "Non dite stronzate!"
ed esci. E la gente: "Sì, è l'uomo anti-stronzate".
E alla fine la gente smette di dire stronzate.
Potrebbe andare. Hai detto che non ti serve un costume
- ma in caso di che colore lo vorresti? - Non mi serve.
- Lo so, ma fai finta. - Sarebbe una perdita di tempo.
E come facciamo a riconoscere l'uomo delle stronzate?
- Perché volo. - Ah, sai volare.
Quindi i tuoi superpoteri sono placare le stronzate altrui e volare.
Sì, ma se dico che sono stronzate la gente sa che sta dicendo stronzate.
- Aspetta. - È questo il mio superpotere.
- Ma sai anche volare. - Chiunque sa dire: "Basta stronzate!"
Devo volare perché si dicono troppe stronzate nel mondo.
- Ma se voli... - Come faccio se non volo?
Faccio sali e scendi dai taxi?
- Non avrei un attimo di pace. - Ma sei tu che decidi se voli o no.
- Calmati. - Devo volare per forza.
Non voglio il costume, se no lo dovrei portare tutto il giorno.
- Perché vengono dette troppe stronzate. - Ho capito.
Chiunque sa dire "Basta stronzate!", ma devi volare per sbrigarti.
All'istante.
- Appena uno apre bocca... - Allora hai anche il super udito?
Aspetta, voglio capire. Riesci a vedere dove si trovano o...
- Li sento. - Se ci fosse un convegno a Leeds
e un tizio dicesse: "Se investi un milione in questa azienda
ti assicuro che guadagnerai un altro milione.
Raddoppierai...
...il capitale in un anno.
Non dire stronzate!
- Andrebbe così. - Guarda come...
Certo, perché sono anni e anni che la gente ne spara
di continuo ai convegni, ne abbiamo sentite di tutti i colori.
- Si ma come... - X Factor mi terrebbe impegnato.
La quantità di cretinate
che dicono, con gente che piange ogni minuto
e le ragazze che fanno questo gesto, non so come si chiama.
Quando stanno per piangere.
Vorrei andarci e dire: "Dacci un taglio!".
Fa una puzza terribile, odora.
Non puzza, fa buon odore.
- È andato a male. - No.
- Fidati. - No.
Da quando sono tornato dal Giappone, mi gusto di più il cibo.
- Perché apprezzi... - Il buon cibo.
A te non piaceva quel cibo solo perché era diverso.
No, è che in Giappone era brutto. Ho perso peso
e mi lamentavo perché morivo di fame.
Andavo in giro a elemosinare un toast.
Ma non ne hanno e vorresti spruzzargli l'inchiostro in faccia.
E si comincia dalla colazione.
Non risparmiano quelle schifezze per l'ora del tè.
- Si comincia subuto in bellezza. - Non l'ho detto a nessuno,
ma per due volte stavo morendo di fame e ho mangiato le caramelle per la gola.
Le papille gustative erano insensibili. Buttavo giù qualsiasi cosa.
Prendine un pezzo.
Assaggia. Non dire che non mi capisci.
Mi sento male. In mezzo c'è una cosa disgustosa.
Vomiterò in un giardino giapponese.
Mandavo giù qualsiasi cosa, persino i gechi.
Non sono schizzinoso.
Ho assaggiato pure la cacca di rinoceronte.
Faceva veramente vomitare.
È da questa cosa che è nato poi il sushi.
Com'è possibile che nessuno si sia opposto?
Qualcuno avrebbe dovuto dire di smetterla di servire questo schifo.
Centosettanta sterline.
- Secondo te cosa dovrebbero servire? - Leggi il menù di un ristorante.
Uno qualsiasi. La gente non vuole una cosa che sa di catarro.
Scusate.
Qualcosa di normale.
È gigantesco quando esce dall'acqua.
Ha imparato a...
È mostruosamente bello.
È una follia.
Mio padre non faceva entrare il gatto.
Qui c'è un ippopotamo.
È stata la parte migliore. Vedere un animale aggressivo,
che uccide le persone
che puoi vedere solo da lontano perché devi starne alla larga
diventare l'animale domestico di qualcuno.
Tè e biscotti a volontà e un ippopotamo in salone.
È la massima aspirazione.
- Perché vederli nel loro ambiente... - È una crudeltà.
- Non è una crudeltà. - In questo caso...
...sarebbe morto, l'hanno salvato.
Però nessuno dovrebbe addomesticare un animale selvatico.
Non puoi tenere un animale selvatico in casa
perché vuoi guardarlo mentre mangi i biscotti.
Dico solo che per me è stato indimenticabile.
- Li ho già visti nel loro habitat. - Sai che noia.
- Anch'io li ho visti. - Che noia.
Dove ti siedi?
Dov'è il tappeto di pelle di orso?
Stai dicendo che preferisci vedere gli animali tristi di uno zoo
piuttosto che entrare in una casa e poter dire:
"Bel televisore. Carino il divano. Ah, c'è un gorilla nell'angolo".
Onestamente è meglio così. Non fa neanche tanto strano.
Non lo dimenticherò mai, al contrario di tante altre cose.
L'ippopotamo è stata la cosa più bella.
Insieme al vulcano.
Ma che diavolo.
- Come mai il vulcano? - Perché è imprevedibile e pericoloso.
Quando sali lassù capisci che il mondo è vivo.
Non te ne rendi conto quando cammini sull'asfalto.
Ne vorrei uno in salone. TV, tappeto e vulcano.
Arrostiamo i marshmallow.
Non devo spostarmi. Ne ho uno qui.
Ha le orecchie piccole,
braccia lunghe,
gambe corte.
Comunichi così?
Non è terribile che alcune specie potrebbero estinguersi?
- Come i gorilla di montagna. - Sono rimasti solo 700 esemplari.
- Sono preziosi. - Avresti preferito vederli dentro casa?
Non voglio che si estinguano.
È la specie più vicina all'uomo. Che male c'è a tenerla in casa?
La tratti come una persona. "Prego, entra".
"Siediti".
Non voglio che muoiano. C'è chi vuole la loro mano per farci un posacenere.
Che cosa disgustosa.
Nemmeno funziona come posacenere.
La cenere cade tra le dita. È di cattivo gusto.
Non ci starebbe con i miei mobili.
Lasciando stare la crudeltà, è un oggetto orrendo.
- E se fosse finto... - È una mano! Al di là del gorilla.
- Una mano umana. - Se fosse un'opera d'arte...
- Ma non serve a niente! - Per me il problema è la crudeltà.
La forma è stupenda...
- ...se è attaccata al braccio! - Non serve a niente, guarda.
Non stiamo parlando dell'utilità, ma di quanto sia spregevole.
Ma è inutile anche per una persona spregevole.
A che serve averlo sul tavolo
se poi la cenere cade tra le dita?
Non serve a niente.
Il messaggio che dovrebbe passare non è che è crudele, anche se lo è,
- ma che è inutile. - Doppio problema.
Prendi la testa piuttosto. La tagli e ci metti la frutta dentro.
È sempre crudele, ma almeno è utile.
La cosa che mi piace del programma, non è tanto dove ti mandiamo
ma che interagisci con la gente.
- Tutto bene? - Sì.
Che bello.
- Sei gay? - No, ho la ragazza.
Come dici?
- C'è la sicura, è un AK-47. - Ne ho sentito parlare.
Cereali, biscotti, frutta, vermi vivi.
La mia parte preferita è stata quando ha cucinato per il re.
Si sentiva nella sua cucina e quando gli hanno detto:
"Vogliono altro pudding, tutti".
E lui: "Mi è rimasto l'ultimo barattolo di crema".
- "Ma è il re". - "Non nella mia cucina! Sono io lo chef!"
- Pudding? - Sì.
- Torta al cioccolato, crema. - Grazie.
È calda.
Sono sfinito.
Ecco perché Ramsay dice sempre parolacce.
- Karl. - Sì?
- Vogliono un'altra fetta di torta. - Chi?
Tutti.
Non mi basta la crema.
L'hai presa sul serio.
Le cose o faccio sul serio o non le faccio.
- Ben detto. - A me è piaciuto il tassista russo.
Quanto mi piacerebbe fare un giro con lui.
Non credo proprio. Ero bloccato nel traffico con lui in Russia.
È stato un incubo.
Spero che la tua vita non valga molto e che tu abbia l'assicurazione.
I freni non funzionano bene. È la macchina peggiore di sempre.
È inglese e non pensavo che potessero farla così male.
Capisco.
- Era la versione russa di Karl. - Ero bloccato in auto con quel bastardo.
- Diceva la stessa cosa di te. - Diceva che il bastardo eri tu.
La Russia...
è un paese in cui essere felici non è contemplato.
Era il tipico russo. È tutto così difficile.
I cartelli, le insegne. Non mi piacciono le parole lunghe.
Troppi caratteri.
E poi sono sempre in maiuscolo, come se te le stessero urlando.
Anche se c'è scritto qualcosa di carino. "Vendesi gattini".
Sembrano sempre arrabbiati.
Anche se la Russia non ti ha entusiasmato,
Il viaggio in Transiberiana ti ha portato in uno dei tuoi posti preferiti.
Sei finito nel paese dei nani.
Mi è piaciuto, che ci posso fare?
Sono usciti questi mini Richard e Judy
e hanno presentato i vari cantanti. Sembrava il mondo in miniatura.
Hanno rifatto Britain's Got Talent con un Peter Andre in miniatura.
Una piccola Lily Allen con gli occhiali. Era un ambiente familiare.
Mi è piaciuto. A casa qualcuno avrà pensato che non fosse giusto
guardare dei nani che si esibiscono. Ma a X Factor è così:
nelle prime fasi ci sono una massa di cretini, lo sanno tutti.
Non ci vai solo per vedere cantare e ballare.
Sanno di essere nani e stanno bene così.
Qual è il problema?
Se fossi nano, ci verrei sicuramente.
È inutile stare a casa. Qui te la passi meglio.
Ci sono casette su misura e un palco per esibirsi.
Che problema c'è ad essere nani? Meglio nani che alti come Steve.
Lui è quasi un gigante ma il mondo non è fatto per i giganti.
Se sei un nano
in aereo hai più spazio per le gambe,
l'edizione king del Twix ti sembra enorme.
In Cina ci abita più di un miliardo di persone.
Se fossero tutti più piccoli ci sarebbe più spazio. Hanno bisogno di loro.
Magari è così che ci evolveremo e che il futuro è questo.
Se ci pensi, forse siamo noi quelli strani.
Diventiamo nani.
Non è un consiglio intelligente.
- Come facciamo? - E vabbè.
Dico solo che è stato uno dei momenti più belli
e che chiunque dovrebbe andarci, perché lo aiuterebbe.
Potrebbero mettere in piedi un mercato, offrendosi in affitto
a chi non sa se vuole avere figli.
Sono adulti, ma devi trattenerti per non accarezzarli come bimbi.
Troppa gente fa figli senza sapere se è quello che vuole.
- Dovrebbero comportarsi da bambini? - Già lo fanno.
- Per come ridono e giocano. - Ma lo facciamo tutti.
- Tutti ridono e giocano. Solo tu... - È così che la pensi?
- Tu cosa gli faresti fare? - Niente.
- Ma non lavorano. - Potrebbero.
- E fare? - Lavoro d'ufficio.
No, i tavoli sono troppo alti. E nessuno gli verrebbe incontro.
Ma se abbiamo creato gli accessi per i disabili.
Non fai altro che contraddirmi.
- Sono solo cazzate. - Vorresti dire che...
Non c'è niente di male nel fare i bambini...
...in affitto. Dovrebbero poterlo fare.
- Se uno di loro... - Bambini in affitto.
Nani in affitto.
Abbiamo chiesto agli spettatori di scriverci le domande per te.
Sarah da St Louis in Missouri chiede:
"Ciao Karl. Mi chiedevo: perché sei amico di Ricky?
"Siete completamente diversi e gli piace punzecchiarti
"Che bene può farti questo rapporto?".
Bella domanda.
- Secondo me siamo molto simili. - No.
Non è vero.
È una bella sfida. Come avere un animale aggressivo in casa.
Non sai mai se ti ucciderà, proprio come questo viaggio.
Ha cercato di farmi fuori. Posso essere felice e contento...
...chiamo Ricky.
Bastano due minuti e lancio il telefono.
Ma perché l'ho chiamato?
Ti dà una scossa.
"Cosa ti piacerebbe fare, Karl?"
- "Vorrei guidare sulla Route 66". - "Perfetto".
Allora che sto facendo qui?
Tu alla "festa degli abbracci".
- Insopportabile. - Perché non hai abbracciato nessuno?
- Non li conoscevo. - Che importanza ha?
Per me l'abbraccio ha uno scopo.
- Cioè quale? - Far stare meglio chi si sente avvilito.
Ok, sono avvilito.
Non è vero.
- Non è così che funziona. - Karl, guardami.
- Tanto non te lo do. - Ma noi ci conosciamo.
- Non abbraccio i ragazzi. - Parlavi di sconosciuti, non di maschi.
- Ti conosco meglio di chiunque altro. - Non mi sento a mio agio.
Se mi mettessi a cucchiaio dietro di te ti darebbe fastidio?
- È peggio di un abbraccio. - È un abbraccio.
È molto di più.
- E se metto la schiena contro la tua? - Va bene, c'è tanta gente.
- Sembrerà di essere in metropolitana. - Posso?
- Di solito tocchi la gente in metro? - In quella di Londra, sì.
- Nell'ora di punta non si ragiona. - Davvero?
Vi piacerebbe.
Abbracciare gli sconosciuti può sembrare ridicolo. Ma tra amici...
...è normale. Mi abbracci?
- Solo se lo facciamo tutti e tre. - Voi vi conoscete da più tempo.
- Ho detto no. - E dai.
- Uno piccolo piccolo. - Così non vale.
- Abbracciami. - No.
Mettilo giù, ha i pantaloni imbottiti.
Rimani per terra così facciamo un sandwich umano.
Mettiti sopra di me, Steve.
- Voglio un po' di Karl anch'io. - Prendi un po' di sandwich dell'amore.
- Ma non eri dimagrito? - Ho avuto un'erezione.
- Oh Dio, ora si alzerà anche a me. - Dov'è Frank?
Che programma è?
- Il nome. - An Idiot Abroad.
Abroad.
Idiot Abroad.
Idiot...
Te lo scrivo.
Ah, Idiot Abroad.
È il programma.
Il nome del programma.
- Idiot Abroad. - Sì, non lo urlare.
- Idiot Abroad. - Non l'ho scelto io.
Avrei preferito "Karl e Le 7 meraviglie."
Lo so, è brutto.
- È il nome, sì. - Idiot.
Significa idiota, stupido.
Ma non sono un idiota.
- L'ha inventato un amico. - Non lo sei?
- No. - È solo il nome.
- Lo so, lascia perdere il nome. - Idiot Abroad.
- Sì. - Ok.
Ti leggo un'altra domanda.
Gareth Sutcliffe ci scrive:
"Karl, lo scrittore francese Marcel Proust diceva:
"'Il viaggio non consiste nella ricerca di paesaggi ma nell'avere nuovi occhi'.
"Tenendo a mente questa frase, ci daresti la tua visione di viaggio
con una citazione altrettanto profonda?"
Non vi uccidete per viaggiare. Risparmiatevi jet lag e cibo orrendo.
Chiudete gli occhi e viaggiate col pensiero.
- Bellissima. - Profonda.
Ho passato l'inferno.
Questo coso dovrebbe rinfrescare.
Non fa passare il mal di testa, lo fa venire.
È difficile anche andare in bagno.
Devi avere le doti di Bill Gates
pure per fare cacca.
Non sa fare queste mosse?
Ma è un robot.
Un prendi-patatine.
Se vuoi mangiare le patatine senza sporcarti le mani.
Mi è piaciuto il fatto che a volte ti ribellavi.
Ti ho chiamato quando eri in Giappone e te ne sei uscito col fatto che volevi
fare una cosa prima di morire.
Cioè inventare qualcosa, per avere un'eredità da lasciare.
- L'ho trovato geniale. - Passi più tempo da morto che da vivo.
Giusto.
Mi vengono in mente idee sempre nuove, dovrei sfruttare questa capacità.
Non posso fare questa specie di lavoro in TV.
Dyson ha inventato un aspirapolvere e lo considerano un Einstein.
Per un semplice aspirapolvere. Io so fare di meglio.
Non per forza una cura per il cancro.
Qualcosa che usi tutti i giorni e che pensi sia un'invenzione geniale.
- Qualcosa per l'umanità. - Sì.
Me l'ha detto per telefono e io non ne ho voluto sapere.
Spara, ti ascolto.
In Giappone, queste non ce le hanno.
- Dici... - Le sedie.
Certo che ce le hanno.
Ti sfido a trovarne una. Si seggono per terra.
Al ristorante stai con le gambe incrociate.
- Risultato: culo piatto. - E cos'hai inventato?
I Pilko Pump Pant.
- Cosa sarebbero? - Pantaloni col cuscino sotto al sedere.
Pantaloni gonfiabili.
Niente più sedere bagnato.
Per uomo o donna. Hai presente quel coso che ti metti
dietro al collo in aereo?
Ho usato quello. Verrà più o meno così.
È un prototipo.
- I Pilko Pant. - Grande.
Ne ho venduti alcuni. Tu che dici che non ne vuoi sapere, guarda qui.
Ecco l'ospite di cui vi parlavo, Karl. Vi mostrerà un paio di pantaloni.
- Tutto bene? - Ciao.
Bella questa. Buongiorno a tutti.
Vi parlerò di questi pantaloni.
Non male, vero?
"Questo viene in TV per rifilarmi un paio di pantaloni? Li conosco."
No, questi non li avete mai visti.
È per questo che sono qui, per vendervi i Pilko Pump Pant.
Funziona così: c'è una zip che non si inceppa.
Una zip di ottima qualità.
Di qualità, chiaro?
Si apre ed ecco il cuscino. Bisogna avere uno di questi.
Se state seduti per molto tempo o il divano non è ancora arrivato.
Dove vi sedete se aspettate l'autobus
e la panchina è occupata? Dove vi pare, è questo il bello.
Sul marciapiede, in strada. No, in mezzo alla strada è pericoloso.
Sul pavimento, sull'erba. Non è fantastico?
Ci sono solo 15 paia in tutto il mondo. Vuoi essere uno degli unici 15...
- Ce ne sono ancora 15. - ...ad averne un paio?
Guardalo.
- È bruttissimo - Terribile.
- Guardate quanto è facile. - Sembra tipo un affare ortopedico.
- È quello che penserebbe la gente. - Che ti hanno amputato il sedere.
Lo togliete...
...e diventa una tasca.
Di solito ci portiamo dietro molte più cose.
Immagina di metterle lì.
Con il cellulare nel sedere...
- Computer, iPad, di tutto. - ...frutta...
Ma chi si mette il computer nel sedere?
- Latte, pane. - Addio alle buste del supermercato.
Non servono.
Arrivate alla cassa, vi girate, ci mettete la busta di latte e chiudete.
È bella grande. Prendete il cuscino...
La salute è importante oggigiorno.
Vi piace passeggiare?
Compratelo a vostro figlio se camminate sul lungofiume. Sa nuotare?
Non lo so, ditemelo voi. Ma se cade in acqua, galleggia.
Al contrario, però. Così affoga.
- Rimarrebbe così. - Dico solo che c'è la possibilità
di salvarlo se cade in un lago, un fiume.
C'è altro? Come vanno gli ordini? Qualcuno ha chiamato?
Due persone al telefono. Vogliono parlare con me o...
È andata. Venduti! Bel lavoro, complimenti.
- Ve li faccio vedere dal vivo. - Pilki Pump Pant.
Pilko Pump Pant.
- Sono ridicoli. - Come quelli che vanno di moda.
- Ok, ma è soggettivo. - Siediti. Non sulla sedia.
Così non vale, sei troppo comodo. Siediti a terra.
Sul pavimento.
È utile se ti hanno appena infilato un dito in culo.
Ecco.
Super comodo.
Comodissimo.
Karl, mi andresti a prendere...
- ...il latte e il pane? - Hai i soldi per la busta?
- No. - Capisco. Non preoccuparti.
Arrivo subito. Cosa vuoi? Pane e latte?
- Te lo immagini per strada? - Ridicolo.
Karl,
- è una cosa ridicola. - Non è vero.
- Sì, invece. - Se vai in giro così...
Nessuno andrebbe in giro in quel modo.
- Karl, ti ho portato... - Guarda.
Puoi farci di tutto.
Ti ho portato tazze e piattini.
- Tieni. Le ho portate per te. - Hai una busta?
No, non ce l'ho. Mettili dentro.
- Apri. - Infila.
Li sto mettendo.
Ecco fatto. Anche questi.
- Bene. - Corri, è arrivato l'autobus.
Sbrigati, corri.
Lo sente pure Suzanne da casa. "Ah, ecco Karl".
- "Ha portato il servizio nuovo". - Non mi dà nessun fastidio.
È assolutamente ridicolo.
Di solito le imballi, vero?
Dio mio!
Da non credere.
Va bene?
Karl, vorrei dirti che mi ha colpito tutto quello che hai fatto.
Hai fatto cose che non volevi fare, hai reso il tutto più vivo.
Non eri solo la marionetta, "l'idiota" o l'assetato di adrenalina.
Ti sei pentito
di non aver fatto qualcosa?
Se dovessi ricominciare, c'è qualcosa che faresti?
Qualcosa che avresti voluto fare, ma che non hai fatto.
- Il karaoke, in Giappone. - Cosa canteresti?
Qualcosa di...
...Chas & Dave.
Come va?
Non riesco nemmeno ad arrabbiarmi con te, sei un incapace.
Stronzate!
Karl? Puoi cantare.
No, non lo farò mai.
Sorridi.
Alzati. Ce la puoi fare.
- Fatto? - Sì.
Uccidetemi.
Ecco cosa farò.
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