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[FRINIRE DI GRILLI]
[RISATA]
[FRINIRE DI GRILLI]
[MUSICA E VOCI]
[MUSICA E VOCI]
[MUSICA E VOCI]
Poi lui è stato a guardarmi in silenzio, per un tempo lunghissimo.
[RAGAZZA] - Non ha detto niente? - Muto, mi guardava muto.
[MARCO] - Perché è matto.
[LUI] - Eri tu che non parlavi.
No, invece no, io ho parlato e gli ho detto:
"Ma tu che ci facevi... a che pensavi, lì tutto solo?"
e lui mi ha risposto: "Non vorrei intristirti".
[MARCO] - Per una volta ha detto una cosa sensata.
[LUI] - Poi lei ha risposto: " Mi pare poco probabile".
Non ti vorrei intristire.
Mi pare improbabile.
Stavo pensando ad un'altra festa, quando ero bambino.
Avevo portato un dolce,
mia madre lo aveva fatto con tanto amore,
da dare a questi bambini molto ricchi.
[LUI] - Ricordo che sbagliai anche entrata.
Ricordo questi corridoi lunghissimi, lunghissimi, pieni di...
... di gente strana.
[VOCI DI BAMBINI]
All'inizio non capivo,
[VOCI DI BAMBINI]
Stavano giocando a pallone con il panettone fatto da mia madre.
Ti sei intristita?
No.
Forse sei insensibile?
Può essere.
Tu, ricordi brutti?
lo...
No, non mi viene niente.
[LUI] - perché non aveva ricordi brutti.>
[LEI] - sembrare superficiale,
è una cosa strana non avere ricordi brutti, un po' infantile, no?>
No aspetta, aspetta, forse uno ce l'ho.
[FRINIRE DI CICALE]
Quando è morto mio nonno.
Lui voleva morire sugli alberi, e...
... era...
No, però non è possibile,
probabilmente era sotto l'albero.
- Non so perché lo ricordi così. - Perché il ricordo mente.
- Sì. - Rende belle delle cose che non lo erano.
È che la vita, altrimenti, sarebbe insostenibile.
Secondo me no.
Secondo me non è il ricordo che abbellisce le cose.
Secondo me erano già belle prima e magari uno...
... se ne rende conto a distanza di tempo perché durante non stava attento.
[LUI] - Tutti che urlavano,
la macchia che si colorava...
[Bambini in coro: PISCIA SOTTO, PISCIA SOTTO]
[LEI] - Ho sempre pensato che fosse una leggenda metropolitana
questa delle pipì che si colorano.
[LUI] -In che senso?
Sicuramente è come dici tu, c'erano le piscine così.
Si vede che poi le hanno vietate.
Per la privacy.
[RIDE]
[LUI] - Lo sai che mi ha colpito quella cosa che mi hai detto?
Ricordo che ho pensato: "Forse sono io che vedo...
... queste pipì colorate dove non ci sono,
ed il mondo non è così brutto come penso".
[LUI] -Sei l'angelo che fa scolorare la pipì.
[MARCO] -Anche se non si direbbe, è una cosa molto romantica.
[MUSICA]
[LEI] - Non sappiamo nemmeno come ci chiamiamo.
[MUSICA]
[BISBIGLIA]
[BISBIGLIA]
Sai cosa mi piace di te?
Che sei felice, però non sei scema.
Mi sembra una cosa bella.
[LUI] - Ti sembra tutto una cosa bella.
È una cosa bella, no?
[LUI] -Sai, forse io non ho ricordi belli perché...
... non mi è mai successo qualcosa di abbastanza bello.
Allora...
... vediamo di rimediare.
[MUSICA]
[GARRITO DI GABBIANI]
[FINESTRA CHE SBATTE]
[FINESTRA CHE SBATTE]
[FINESTRA CHE SBATTE]
[FINESTRA CHE SBATTE]
[FINESTRA CHE SBATTE]
[FINESTRA CHE SBATTE]
[FINESTRA CHE SBATTE]
[FINESTRA CHE SBATTE]
[FINESTRA CHE SBATTE]
Non sarà mai più così bello,
lo sai?
No, non lo so.
Finiamola qui, prima che la poesia diventi pappa.
Con il tempo diventa tutto "qualunque".
Così resterà tutto una meraviglia.
[LEI] - Eccolo, forse è questo il mio primo ricordo brutto.
[MARCO] -Certo che eri proprio matto.
[RAGAZZA] - Non si dicono queste cose.
[MARCO] - Ho detto che era, infatti adesso non parla sempre di morte, di impiccarsi...
[LUI] - Basta.
[PADRE LEI] - Di solito, questa ragazza è sempre allegra, non so cos'abbia, che cos'hai?
[LEI] - Niente, scusate, stavo pensando ad un esame.
Comunque basta con questa storia che sono sempre allegra.
[UOMO] - È difficile Fisica...
Fisica no, è una meraviglia, poi c'è... c'è una...
[MARCO] - La prima volta che lo hai raccontato a me, era un fiore solo.
Si vede che il resto del mazzo è cresciuto con il tempo.
Signora!
[MARCO] - E la poesia, la pappa...
[LUI] - Tanto poi muori, ho pensato. [MARCO] -Certo.
[RIDONO]
[FRINIRE DI CICALE]
[LEI] - Era lui. [PADRE LEI] -Qualcuno che non conosciamo?
Sì.
[LEI] - È sbucato da questa finestra qui. [MARCO] - Dalla finestra sei entrato?
[LUI] - Ma no, macché entrato dalla finestra.
[MUSICA]
Basta!
Ma è la verità, scusa mica abbiamo giocato a scacchi,
poi il primo periodo è così, no?
[LUI] - Digli la teoria di noi bambini.
[LEI BAMBINA] - E adesso?
[LUI BAMBINO] -Adesso quando?
[LEI BAMBINA] -Adesso, che hai detto questa cosa.
[LUI BAMBINO] -Ah, prima, quando hai detto che il presente non esiste.
[LEI BAMBINA] -Sì, adesso.
[LUI BAMBINO] -Vedi, prima, non adesso.
[LUI BAMBINO] - Mi dispiace, il presente non esiste, è illusione.
[LEI BAMBINA] - Ma è una cosa terribile.
[LEI] - Potrebbe essere no, che fossi tu?
Mi hai detto che venivi in vacanza da queste parti,
non ti dice niente questo posto?
[LUI] -Sarebbe bello, però sarebbe troppo una coincidenza.
[LEI] -Comunque secondo me è sbagliato,
suona giusto ma è sbagliato, magari puoi avere dubbi sul resto,
sul passato, sul futuro,
perché dove sono, tu li vedi?
[LEI] - Però proprio il presente...
Anzi, forse esiste solo quello.
[LUI] -I Visigoti di Fritigerno, alleati con gli Alani,
almeno da quanto riporta Albano Marcellino,
si trovarono a scontrarsi con l'esercito imperiale del valente Valente.
[MUSICA]
[LEI] -Il primo a scuola.
- Poi c'era il fisico. - Sì.
[LUI] - E poi c'era quello di questa estate.
No, ma quello è stato... così. Era solo bello.
- Solo bello? - Sì.
Era un po'... un po' tonto.
[LEI] - E tu invece? [LUI] -lo?
[LUI] -lo... qualcuna.
[LUI] -Alle medie la prima.
Però insomma, la prima vera fu una grecista.
Poi c'è stata una cosa, un'altra...
Vabbè.
Era anche il periodo che stavo con la grecista.
Poi un'artista.
Lei faceva le...
... le collane con...
... con degli assorbenti.
Cose del genere.
[LUI] - Poi basta.
Ah, no, no, poi c'era...
Oddio, come si chiama?
[LEI] - E che ne so io, boh.
Vabbè.
[LEI] -Sono finite? Finite finite?-Sì.
- Sì? - Sì.
[LEI] - E la più importante tra queste?
No, importante nessuna.
Ragazzi, andiamo sul serio, tanto la nebbia non si alza più, vi porto in un posto...
"Vi porto" ha detto?
[MARCO] -Stasera andiamo anche a ballare, se ci sbrighiamo.
No, a ballare no.
Però che belli che siete voi due,
davvero.
Pensate che questo qua, in due mesi, non mi ha raccontato niente,
non so neanche se ha dei nonni.
[RAGAZZA] - Hai dei nonni? [MARCO] - Ho una nonna, lui la conosce, vero?
[LUI] - È simpaticissima la nonna, lui non ha preso niente da lei.
[DIALOGHI NON UDIBILI]
[LEI] -Vado a dire ai miei che andiamo.
[MAMMA] -Ciao.
Mi scusi se la interrompo, prima mi sono un po' intimidito,
le sue sculture sono veramente...
È inutile, gliel'ho chiesto per anni e non mi ha mai fatto fare il modello.
Perché tu sei brutto.
[RISATE]
Non è vero!
[PAPÀ] -I vestiti.
Anche la maglietta?
[LEI] - Papà, dai...
[RISATE]
Mi dispiace.
[LUI] -Con Marco, alla colonia,
facevamo anche una specie di laboratorio teatrale. - Tipo?
[LUI] - Tipo... ci mettevano in fila e dovevamo imitare ciò che faceva il primo,
cose così.
[MARCO] - Ho anche una zia, tre cugini...
[RAGAZZA] - Lasciami! [MARCO] - Dai scusami...
[LUI] - Ma dove va?
[LUI] - La salutiamo così?
[VOCI NON UDIBILI]
[RISATE]
Ma perché devi fare sempre il coglione?
[MARCO] -Che qui ci venivamo con quelli della colonia te l'ha raccontato?
[LEI] -Qualcosa sì.
[MARCO] -lo questa cosa della nostalgia... non ce l'ho mai avuta.
[LEI] - Nemmeno io, però un po' la sto imparando.
[MARCO] -Sei un astrofisico, no? [LEI] - Non proprio, non ancora.
[LEI] - Tu invece? [MARCO] - Ho studiato per fare il giornalista,
ma in realtà faccio la guida turistica.
[MARCO] - E la storia del cane te l'ha raccontata, a proposito di colonia?
[LEI] - No, quella mi manca. [MARCO] - Ecco perché state ancora insieme!
[MARCO] - Ragazzi, che facciamo, andiamo? [LEI] -Come volete voi.
[MARCO] - Magari provo a riprenderla. [LEI] - Dai.
[MARCO] - Fatti dire la storia del cane però! [LEI] -Se vorrà dirmela...
Me la racconti o no?
[LUI] -Aspettate un attimo, vado a vedere se c'è ancora una cosa, torno subito.
[MUSICA]
Ma è lo stesso giorno che tuo padre ha fatto lo scherzo?-Sì.
- Che c'era la nebbia? - Sì, tu poi sei sparito, c'era Marco...
[DIALOGO NON UDIBILE]
[LEI] -Siamo andati alle terme, c'era l'acqua caldissima.
Siamo arrivati?
Quasi.
Sai che la portiera non si ricordava più dei miei genitori?
Poi pare che ci abbia vissuto un'altra famiglia...
Ma non è che si vede che siamo due perditempo?
[LEI] - No. [LUI] - Forse un po' sì.
[LUI] - Però parli tu, gli devi far credere che la vogliamo prendere,
fare quelle domande sul condominio, sul riscaldamento. Guarda, guarda!
Qua c'era sempre uno con i burattini.
[LEI] -Qui in mezzo? [LUI] - No, ma forse non era qua.
[LUI] -Quello non c'era. [LEI] - No?
[LUI] - No.
[LUI] -Guarda quanto è piccola,
s'è rimpicciolita.
[LUI] - Poi tutta questa luce mica c'era.
[PORTINAIA] -lo mi vado a fumare una sigaretta.
[RUMORE SECCO]
[MADRE LUI] -Sto cazzo di soppalco.
Ma tu sei matto.
Qui c'ho congelato il cane.
Cosa?
Era morto, non volevo che marcisse.
Mi dispiaceva, gli volevo bene.
[LUI] - Forse per questo mi hanno mandato in colonia, in mezzo a quei matti.
[MARCO] - Marco.
[LEI] -Che bello che sei.
[LUI] - Non ti fa paura? [LEI] - No.
[LUI] - L'amico tuo dice che è una storia orrenda. [LEI] - Ma chi?
[LUI] - Marco.
- L'amico mio? - Eh.
No, comunque non mi fa paura per niente. Anzi sai una cosa? Ti ammiro.
A noi quando è morto il cane, lo abbiamo buttato nella spazzatura
e ne abbiamo preso un altro il giorno stesso,
però fresco, non surgelato.
Comunque è bella, a me piace.
La prendiamo?
In che senso la prendiamo?
Cioè tu dici per... per viverci io e te?
Non lo so, se ci vuoi venire con qualcun'altra?
No, ma diciamo che era uno scherzo, che...
... che facevamo i perditempo,
no?
[URLA]
Se poi la poesia diventa pappa,
ciccia.
- La prendiamo. - Come?
La prendiamo.
Allora noi la prendiamo.
- Noi la prendiamo. - La prendiamo.
[PORTINAIA] - Evviva Dio!
Sì, la prendiamo.
Sei sicura, si?
[LUI] - Oddio,
no! Questo l'ho schiacciato io, questa zanzara!
[MUSICA]
[LUI] - Una volta abbiamo rubato un orso alla festa del paese.
[LEI] - Un orso? [LUI] - Un orso finto, però era gigantesco.
[LEI] - E con Marco com'è che siete rimasti amici?
Una volta si è inventato una cosa, mi ha rimediato un bacio,
forse per quello.
[UOMO] -"Quando ti stanchi di stare lassù, cambierai idea."
[BAMBINO] -"Non cambierò mai idea!"
[UOMO] -"Ti farò vedere io, appena scendi."
[BAMBINO] -"Ed io non scenderò più!"
[LEI BAMBINA] -"E mantenne la parola..."
[LEI] -Quante cose però, che abbiamo già vissuto.
[LUI] -lo e te?
Anche, ma...
... in generale.
[LEI] - Manco avessimo mille anni.
[LEI] -Servirebbe un'altra vita per ricordarsele tutte.
[LUI] - Magari tra un po' non si morirà più,
ed avremo tutto il tempo per ricordare.
Ma se vivi in eterno, però, non so quanto senso abbia passare tutto il tempo a ricordare
e poi si accumulano altri ricordi, si ripropone il problema, no?
Beh però magari, si inventeranno una maniera di immagazzinarli.
- Immagazzinarli? - Si, così non ci perdiamo nulla.
No, non lo so se mi piace,
i ricordi sono belli così.
I tuoi forse.
[LUI] - E poi quando non si morirà più, vivremo in questa città che è anche foresta,
che avrà le cose belle di tutte e due,
e saremo una nuova civiltà, felici, sempre.
Tutto questo ottimismo?
Colpa tua.
[LEI] - Non lo so, alla fine le cose sono belle perché sai che finiscono.
[LUI] - No,
le cose sono meno belle perché ci angosciamo che finiranno.
È così.
No, non lo so. No!
O forse sì, forse hai ragione tu.
[GARRITO DI GABBIANI]
[FRINIRE DI CICALE]
[FRINIRE DI CICALE]
[LEI] -Allora io vado.
Cioè, vado via.
[PADRE LEI] -Abbiamo capito.
[PADRE LEI] - Ma cosa dobbiamo fare?
[PADRE LEI] -Chiamare la Fanfara?
[MUSICA]
[LUI] - Bizzarro.
[LUI] - Ma quando sei entrata ce l'avevi?
[LEI] - Ho fatto ripetizioni,
alimentari,
ho preso la posta,
non mi ricordo!
[LEI] - E sennò sopravviverò.
Ti fa strano stare in questa casa?
Un po' strano sì.
Però strano bello.
[MUSICA]
Tu?
Sei contenta?
Che c'hai?
No niente, una cosa che mi ha messo un po' di tristezza.
Davvero, è una cosa stupida, non mi va neanche di dirtela.
Come vuoi.
Vado avanti di là.
[RAGAZZO] - Daje professò. [LUI] - Grande, mi raccomando.
Tatataatatatatata (cantando).
Chi era questo, che non mi ricordo?
[LEI] - Boh, che è? Non lo so. [LUI] - È famosissimo, non mi viene il titolo.
[LEI] - Niente, non lo so.
Tatataatatatatata (cantando).
[LEI] - Dai mi lasci concentrare due minuti, per favore,
che me ne arriva un altro adesso. Devo finire qua.
Viene quello scemo?
[LEI] - Ma non è scemo, si annoia.
Tu dici che è scemo.
Poi se si annoia con te, è scemo.
[LEI] -Su, dai.
[RADIO]
[LEI] - Dai, per favore.
[LUI] - Nulla. Questo era un prete spretato, parlavamo latino.
Ti giuro che non mi dice niente questa storia.
[FRASI IN LATINO]
[LEI] - Dai, ma ci sei rimasto male?
Un po' sì.
Pensa, per me era uno dei nostri ricordi più belli.
Ma scusa, ma, pure io ci parlavo in latino?
Ma si, questo era esperto di Tertulliano, abbiamo cominciato...
[LEI] -Che?
Cos'hai?
Sono confuso.
Non eri te, scusami.
- Vabbè, pazienza, non è grave, succede. - No, è grave, mi dispiace.
- Ci sono cose più gravi. - Sì, ci sono cose più gravi,
però è brutto.
- È mostruoso. - Mostruoso, addirittura?
[LUI] -Quindi Bogart e la Bergman restano insieme?
- Ma no! - Come no?
- No! - Perché no?
Ma no, lei parte con il marito.
Lui resta col francese e gli dice:
"Questo è l'inizio di una bella amicizia".
[LUI] -Cioè, ma ti pare che in un film di Hollywood, lei parte con un altro?
Certo, che poi è suo marito.
Troppo romantico mi stai diventando.
Lui resta col commissario francese.
- Con l'uomo? - Sì.
È per questo che dice: "Nessuno è perfetto".
Sei proprio scemo.
Senti ma,
secondo te
anche la nostra sta diventando una bella amicizia?
Cioè?
Cioè un'amicizia. Bella,
però un'amicizia.
No, perché?
No?
Forse in un certo senso sì.
Quindi sì?
Ma nel senso...
... bello, cioè in un amore
è normale che subentrino altre cose.
Poi l'amicizia è una bella cosa. Una bella amicizia, no?
Dico che è normale che le cose cambino,
che è una cosa bella, che cambiano,
no?
- Che c'è? - Mi è venuto un po' freddo.
Ma dove vai?
[LUI] -Amicizia falla con lui.
[LEI] - La smetti? [LUI] - Di fare che?
[LEI] - Dai, per favore, la smetti? [LUI] - Di fare cosa?
[LEI] - Di essere pesante. [LUI] - Non sto facendo niente.
[LEI] -Appunto, sei pesante. [LUI] - Dici?
[LUI] -Che c'è ancora posto?
Ci stringiamo, dai.
[TELEFONO CHE SQUILLA]
[LEI] - Pronto?
Vedrai che non è una cosa grave, su.
[FUOCHI D'ARTIFICIO]
[URLA]
[URLA]
[URLA]
Andiamo via?
Non ce la faccio a stare qua.
[LEI] - La capisco, mia madre.
Dai, siamo appena arrivati.
[LEI] - Lo so, ma non ce la faccio.
Accendo il caminetto, ci mettiamo a mangiare.
Dai, su.
Vabbè, se vuoi rimani da solo.
Rimani, c'è questo buon odore di morte che ti piace tanto.
Ok? Su.
[MUSICA]
Ti dico ancora un po', vuoi?
Perché con lui non posso, devo essere sempre allegra.
Ma sei tu questo?
Guarda che bellino!
No, non sono miei.
- Come no? - No, saranno dell'inquilino che c'era prima.
Vado a finire la traduzione.
Dai no, dai, guardiamo un po', no?
Vieni qua.
Chissà che effetto gli fa rivedersi.
Dopo la chiamiamo la padrona di casa? Magari ha ancora il numero.
Eh?
Magari sono morti.
E perché dovrebbero essere morti, scusa?
Sai com'è, la gente muore.
Sì, lo so benissimo.
Scusa.
[MARCO] - Ma a te non piaceva così?
Bello e tormentato?
Magari sono cambiata io.
Dai, approfitto di quest'attimo di pausa per togliermi questi cosi.
Si scusami, scusa. lo sono anche piombata qua senza preavviso, senza...
[MARCO] - Ma figurati!
[MARCO] -Vuoi del vino?
Sì, grazie.
[MARCO] -C'è solo rosso.
[LEI] -Va bene. Ma questa casa?
[MARCO] - Era di nonna.
[MARCO] -All'inizio volevo rifarla, poi però c'ho rinunciato,
inizia a piacermi così.
[MARCO] - Prego. [LEI] -Grazie.
[MARCO] - Per distrarti ti racconto una cosa io adesso.
[LUI] - Marco,
queste poesie fanno cagare,
mi dispiace.
[LEI] - Ma lo vedi? È che sembra tutto... invece può essere cattivello.
Me ne vuoi leggere una?
"Stamattina ho asciugato un gatto col phon",
è il titolo.
[LEI] -Già mi piace.
un gatto col phon,
l'avevo visto altre volte, non l'avevo mai fatto entrare,
troppo sporco e malato, e poi, avevo da fare.
Un brutto gattaccio, una bestia di strada,
una vita di pioggia e di freddo tra il pelo.
Ma stamane,
bagnato e malmesso ha smosso il mio cuore,
bagnato e malmesso per te.
Così l'ho ospitato, mentre fuori pioveva,
e poiché starnutiva,
gli ho fatto calore.>
Invece è bella.
- Era invidioso, te lo dico io. - Ero piccolo...
[LEI] - No, è bella.
Non ti immaginavo a scrivere poesie.
[LEI] - Ne hai altre? [MARCO] -Sì, ma...
- E questa qua? - No, questa proprio...
- Perché? - È la più brutta.
Vado, dai.
Grazie del vino,
e scusa ancora se sono arrivata così.
È che mi trovavo in zona.
Vado via, ciao.
[GEMITI]
[LUI] -Che ti facevo?
[LUI] - Tu eri già spogliata.
[LEI] - No, mi avevi spogliata tu.
[LUI] - E poi?
[LEI] - E poi,
e poi...
[LUI] - E poi?
[LEI] - E poi basta, dai,
basta, questo gioco non mi piace più.
[LUI] -Come no? [LEI] - No.
[LUI] -Come non ti piace più? L'abbiamo sempre fato.
[LEI] -Appunto,
adesso mi fa un po' tristezza, non mi eccita più.
[LEI] -Che c'è? [LUI] -Come tristezza, perché?
[LUI] -Che tristezza, è romantico.
Sì ma...
... magari cambiamo gioco.
[LUI] - Perché?
Ma perché...
... perché il passato è passato, no?
Lasciamolo un po' in pace, che sennò si consuma.
[LUI] - Non c'ho più voglia, scusa.
[LEI] -Se vuoi ti tocco.
Che fai?
[LEI] - Lo facevo per te. [LUI] - No.
Va bene. Parliamo un po', allora?
[LUI] - Parliamo di che?
Di noi.
Dai, che altrimenti le cose si fanno il nido dentro.
Quali cose?
[LEI] - Le cose...
Le cose, che cose?
[LEI] -lo ieri sono stata da Marco,
e... - C'hai scopato?
No, c'ho parlato.
Ma un po' c'avevi voglia?
- No. - Un pochino sì, dai.
Sai che forse un po' sì?
Sì, forse se ci penso, un pochino mi andava.
Ci dobbiamo lasciare.
- Ma sei stupido? - Lo vedi come vanno le cose?
- No, non lo vedo. - Sì, che lo vedi.
[LUI] - Lo vedi?
[LUI] - Dove vai? [LEI] - Dove vado?
Vado dai miei. Vaffanculo, da mia madre.
T'accompagno.
[LEI] - Non c'è bisogno.
[LEI] - Non c'è bisogno, davvero.
[LUI] -Aspetta che ti accompagno.
[LUI] - Mi aspetti, che ti accompagno!? (urlando).
[FRINIRE DI CICALE]
[LEI] -Andiamo, dai.
[LUI] - Non è colpa nostra.
[LUI] - Ha cominciato a finire quando è iniziata.
[LUI] -
[LUI] -
[LUI] -
[LUI] - ci mettiamo a mangiare>
[LUI] - l'intimità che abbiamo adesso?
[LUI] -
[LUI] -Ciao, questa è la mia segreteria telefonica.
[LEI] -Che cos'è qua?
[MARCO] - Eh, non lo so.
[MUSICA DA BALLO]
[LEI] - No dai, non voglio. [MARCO] -Vieni qui.
[LEI] -Scusami. [MARCO] - No, ma non...
[MUSICA DA BALLO]
Sono stata bene.
Sì.
[STUDENTESSA] - Oh,
ma le porti spesso le ragazze qui?
- Ho capito va... - Dove vai?
- Dove vado, a studiare per il tuo esame. - No dai, resta un altro po'.
Va bene.
[STUDENTESSA] - L'impero assiro invece cade nel 604 a.C.
e segue Nabucodonosor II, che poi viene contrastato da una coalizione fenicio/egizia,
e comunque poi si scontra nella battaglia di Karkemish, appunto nel 604 a.C.
Senti,
ti dispiace se l'esame te lo fa qualcun'altro?
Non mi sembra il caso, davvero.
- Non ti sembra il caso? - No.
- E non ci potevi pensare prima, scusa? - C'ho pensato adesso, scusami.
[LUI] - Mi stavo insquallidendo,
e così questa mattina sono venuto a cercare te,
che sei...
... la cosa meno squallida che mi ricordi.
[UOMO COLONIA] - Ora anche con i ragazzini?
Ho una figlia porca e drogata.
Cazzo.
[LUI RAGAZZO] -Se ti vengo a trovare?
Dove vuoi,
al lago, al mare.
[BUSSANO ALLA PORTA]
[LUI] - No.
[LUI] - No.
[LUI] - No.
[LUI] - No.
[LUI] - No.
[LUI] - No.
[LUI] - No.
[LUI] - No.
[LUI] - No.
[LUI] - No.
[LUI] - No.
Ti conosco?
Ah, sei il figlio del fruttarolo, di coso?
[ROSSA] - Dio, scusami,
che cosa ci fai qua?
Scusami, qui c'è una marea di disordine.
Stai tranquilla.
Vieni, vieni, tanto...
... la casa è tutta qui.
[LUI] - Posso? [ROSSA] -Vai, vai.
C'è un bambino.
Ne ho due.
Tu?
No.
Ora mi ricordo bene di te.
Forse da qualche parte ho anche una tua poesia.
C'era un gatto, vero?
Sì.
Grazie.
Prego.
Che ci sei venuto a fare qua?
Che cercavi?
Cercavo...
... un po' di poesia.
[ROSSA] -Con me?
È che mi stavo insquallidendo,
e così sono venuto a cercare te,
sei la cosa meno squallida della mia vita.
Sono venuto anche qualche... qualche anno fa.
[LUI] -C'era tantissima nebbia.
Però era un periodo diverso, era un periodo...
... bello.
Mi vuoi raccontare?
Vuoi?
Mica te lo dicevo, sennò.
Ho conosciuto questa ragazza,
ed all'inizio era tutto una meraviglia,
non pensavo di potere vivere una cosa del genere.
[ROSSA] - E poi?
E poi...
... e poi... tante piccole fratture.
E se succedono queste cose vuol dire che...
... che non era più come prima,
perfetto.
Quello è normale.
Magari sono io che pensavo di aver vissuto chissà cosa, è come con te,
io pensavo... - No, è una cosa diversa.
lo per esempio con te, tutti questi bei ricordi non ce l'ho.
Chiamala.
Magari tu le porti dei fiori...
[MUSICA]
[MARCO] -A che pensi?
[MARCO] -Che cosa pensi?
[MUSICA]
[MARCO] -Allora? A che pensi?
Penso...
[LUI] -A che pensi?
[LEI] -A niente.
Penso a quanto mi diverto da quando sto con te.
[MUSICA]
[MARCO] -C'è qualcosa che vibra.
[MARCO] -Continua.
[LEI] -Aspetta un attimo.
[LEI] -Cinque minuti, cinque minuti ed arrivo. Scusatemi.
[MUSICA]
[LUI] To'.
Senti,
io ho capito che adesso a te sembra che fosse tutto bello,
ma è perché non ti va di pensare che hai sprecato tutto quel tempo,
Invece tu hai fatto bene ad andare via,
non ti devi raccontare che fosse tutto perfetto. - No.
No, no, Ma scusa, non eri tu che dicevi che una cosa è già bella durante,
non solo dopo, quando te la ricordi? - Sì,
sì, sì, lo dicevo io, però sbagliavo.
Lo so, adesso ogni tanto sembra anche a me che...
ma no, no, è soltanto nostalgia, davvero. [LUI] - No,
è colpa mia,
ero pesante, [LEI] - Ma no.
mi sono intristito, sì, sì!
Invece adesso, negli ultimi mesi,
guarda, guarda, guarda che roba!
Guarda!
No, guarda!
Ehi.
Ti voglio bene,
però non...
... non ti amo più.
Non ti amo più.
[RUMORI]
[TAMBURI]
[RUMORI]
[RUMORI]
[RUMORI]
[RUMORI]
[LEI] -Senti,
non siamo mai stati davvero bene insieme.
Ora ti sembra,
però è sempre sbagliato tornare indietro.
[LUI] - Non ti riconosco più.
[LEI] - È normale, è il tempo che passa.
Scusami, ma sei un po' patetico, ti puoi tirare su per favore?
Sei un po' patetico, tirati su, per favore.
[LUI] - Una volta dicevi che ero profondo.
Non eri profondo, eri triste,
sei rimasto triste, non voglio rovinarmi il resto della vita.
Si chiama tempo che passa.
[LEI] - Ti voglio bene.
Non ti amo più.
Non ti amo più, io non ti amo più, forse non ti ho mai amato.
[TAMBURI]
[LUI] - Niente? [LEI] - Niente.
[LUI] - Bizzarro. [LEI] - Eh, sì.
A noi quando è morto il cane l'abbiamo buttato nella spazzatura
e ne abbiamo preso un altro il giorno stesso.
[LUI] - Basta! (urlando).
Augusto,
Tiberio, Caligola,
Claudio, Nerone,
Galba, Otone,
Vitellio.
Vespasiano, Tito, Domiziano, Nerva, Traiano, Adriano,
Antonino Pio, Marco Aurelio, Lucio Vero, Commodo, Pertinace,
Didio Giuliano, Settimio Severo, Caracalla, Geta, Macrino, Diadumeniano...
[LEI] - Forse è come dicevi, è la poesia che è diventata pappa,
per me almeno è così.
[MARCO] -Ciao, Marco.
[LEI] - Poi mi ha portato a fare un giro in spiaggia.
[LUI] -Sei stata tu a prendere l'iniziativa?
[LEI] - No, guarda che allora non eri ancora così moscio.
[MARCO] - E poi avete...? [LEI] -Insomma...
Marco.
[LEI] - Marco.
Marco.
[GRIDA E APPLAUSI]
[RAGAZZO] - Davvero? [MARCO RAGAZZO] -Sì!
[RAGAZZI] - È un pazzo!
[MARCO RAGAZZO] -Stava seppellendo un cane!
[RISATE DI SCHERNO]
Un matto!
[TAMBURI]
È strano.
Che?
Tutto.
Eh, sì.
[MARCO] -Allora,
che ne facciamo di questo bel resto di domenica?
Niente.
[MARCO] -Come niente?
Come no, pigrona!
[LEI] - Tanto poi muori comunque.
[RISATE]
[MARCO] - Faccio un caffè.
[MUSICA]
[COMMERCIANTE] -Cerca qualcosa in particolare?
Profumo, però non mi ricordo il nome.
[COMMERCIANTE] - È per la sua fidanzata?
[MUSICA]
[COMMERCIANTE] -Questo è un po' più fresco.
[MUSICA]
Quello sa un po' di cocco.
[COMMERCIANTE] -Questo a me piace molto, è quello che uso io.
[MUSICA]
[PIANGE]
[MUSICA]
[TIMER]
[TIMER]
E stop.
[STUDENTESSA] - No, prof., aspetti!
[LUI] - Prego. [LEI] -Venite.
[LEI] - Di solito è più in ordine, comunque...
... comunque risistemo.
[UOMO] - Posso aiutarla?
Come?
- Ha bisogno di qualcosa? - No, no, no.
Stavo... ma lei abita qui?
Sì, è casa mia.
C'ho abitato anche io, qualche anno fa.
[UOMO] -Vuole salire?
[UOMO] - Ti ricordi il ragazzo che era venuto
chiedendoci di vedere l'appartamento un po' di tempo fa?
Lui pure ha detto che abitava qui, no?
[PARLANO E RIDONO]
Scusate, chi è venuto?
È venuto un ragazzo che ci ha chiesto di vedere l'appartamento,
perché lui ha abitato qui due volte:
da bambino e poi da grande.
Vi ricordate quando è venuto?
[CINZIA] -Sarà un anno,
al massimo due. [UOMO] - Ma pure meno, Cinzia.
[MUSICA]
Sì, pronto?
Eh!
Ciao.
[MUSICA]
Ciao.
[MARCO] - Mi sa che ti aspettano. [LEI] - Non pensavo di vederti qui.
[MARCO] - Non dirlo a me.
Dai, fai questo sforzo.
Comunque te sei matta.
[LEI] - Ti trovo bene.
[LUI] -Sì?
[LUI] -Sto bene. [LEI] -Si vede, si vede.
[LUI] -Sto molto bene.
[LUI] - È anche un po' merito tuo,
ho imparato delle cose.
[LEI] -Ah sì? [LUI] -Sì.
[LEI] - Per esempio?
[LUI] -A stare bene,
a non dover guardare indietro, a non pretendere troppo.
[LEI] -A non pretendere troppo?
[LEI] - Non mi pare di averlo mai detto.
[LEI] -Comunque anch'io ho imparato molte cose.
[LUI] - Per esempio?
[LEI] - Per esempio, sono diventata bravissima ad essere triste.
[LEI] -Sì, è anche un po' merito tuo.
[LUI] -Comunque se tu non mi avessi chiamato, non c'avrei...
... mai pensato ad invitarti.
No guarda che io non avevo neanche più il tuo numero, l'avevo cancellato, ero stata brava.
Solo che poi me lo sono ricordato.
Eh...
[LUI] - E tu perché sei venuta?
[LEI] - Perché ho sbagliato,
pensavo...
senti non lo so cosa pensavo, ho sbagliato, ho sbagliato.
[MARCO] -Ciao!
[LEI] -Ah sì?
Ah, che bello.
Sì,
come?
Ma... no, no, ma...
perché no, certo.
Guarda, tu dimmi intanto il giorno, sì,
se mi dici il giorno me lo segno, vediamo se riesco a...
... ad esserci, ok?
No, no, hai fatto bene figurati, perché? No, guarda che mi fa piacere se riesco, sì.
Devo soltanto capire se ci sono,
sì, così magari non passano altri anni prima che ci vediamo.
[PETARDI]
[PETARDI]
[PETARDI]
[PETARDI]
[PETARDI]
[LUI] - Tua madre come sta?
[LEI] - Ma, così, come al solito.
[LEI] - Ma tu invece che ci facevi al cimitero?
[LUI] -lo? [LEI] - Eh.
[LUI] - Passeggiavo, così.
[LEI] -Che domande, certo.
[PETARDI]
[PETARDI]
[LEI] - Ma non è un po' presto per i botti?
[LUI] - Festeggiano l'anno che se ne va.
Certo che...
... avresti potuto scegliere un altro posto.
Orrido nostalgico.
Glielo avevi detto?
Che cosa?
Che la sposavi sull'isola dove ci siamo conosciuti noi.
No, non glie l'avevo detto.
E...
... come va?
[LUI] -lo? [LEI] -Sì.
Abbastanza...
se n'è andata, però abbastanza bene.
Ah,
ma perché?
Perché non era stupida.
[LEI] - [LUI] -
[LEI] -
Tu come stai?
lo, bene.
Sì, sto molto bene.
Ho preso una casetta,
carina, è molto luminosa, allegra.
Insegno, insomma sono contenta, sto bene.
È stato bello vedersi, incontrarsi.
Sì, anche per me.
Ciao.
[MUSICA]
[LEI] - dei compromessi, no?
Senza pretendere troppo, sapersi accontentare,
è così che va, no?>
[MUSICA]
Sei almeno un po' felice?
[LEI] - proprio oggi al cimitero?>
[MUSICA]
[LUI] -Secondo me, un po' di neve cadeva.
[LEI] - Ma no. [LUI] - Ma sì.
[LEI] -Come vuoi.
[LEI] - E quando invece dicevi della città foresta?
[LEI] -Che non si moriva più, si sarebbe stati sempre felici?
[LEI] - Dai, che si sarebbero immagazzinati i ricordi!
[LUI] - E questo, invece, come ti è venuto in mente?
[LEI] - Ma niente, mi sono accorta che nel futuro ora c'eravamo, e...
... e così c'ho ripensato.
[LUI] - Beh, doveva arrivare anche lui, no?
[LEI] - Ma chi?
[LUI] -Il futuro,
dopo tutto quel presente.
[LUI] - Però la cosa di immagazzinare i ricordi era bella.
[LUI] - Pensa che peccato, tutti quelli che ormai si sono persi.
[LUI] -Che fine hanno fatto?
[LEI] - Non lo so,
che fine hanno fatto?
[LEI] - Puff.
[LUI] - Eh sì,
Puff.
[LUI] - Puff.
[MUSICA E VOCI]
[MUSICA]
[VOCI]
[MUSICA]
[GARRITO DI GABBIANI]
[MUSICA]
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