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(MUSICA ROCK)
(MUSICA PROSEGUE)
(FISCHIETTA)
MAX: Lo senti?
- Beh? - "Beh" cosa?
Perch� fischi?
- Scusa? - Ho detto: "Che cazzo hai da fischiare?".
- Saranno fatti miei, no? - No, sono anche miei.
MAX: Fischia, lui. - Dai, Max.
Smettila, torna al tuo posto.
Fischia anche male.
Ehi, Riko.
Ehi.
Il tuo amico � uno stronzo.
Anche tu te la cavi.
Lui di pi�.
- Ci vediamo. - Ciao.
GIORNALISTA: Il Rapporto sulla Corruzione della Pubblica Amministrazione
ci assegna purtroppo una maglia nera.
L'ltalia risulterebbe il paese pi� corrotto d'Europa,
superato, in questa classifica negativa, solo dalla Bulgaria.
La doccia con l'acqua gelata.
Com'� messa la caldaia?
(CELLULARE VIBRA)
Domani sera c'� la cena da Angela.
Patrizio porta il suo nuovo amico.
Ti � arrivato un messaggio.
"M"?
Come "Matador",
o come "Minchiatanta"?
Metti un nome finto di donna, no?
- Non guardarmi il cellulare. - Lui guardava me.
Non farlo mai pi�!
Luned� vado a Milano.
Mi prendo un pomeriggio per me.
(MUSICA ROCK)
(VOLUME DIMINUISCE)
La prossima volta alza, a Palermo non ti sentono.
Queste casse sono ancora mie. Vuoi friggermele?
Spulci ancora fra i miei dischi?
Ogni tanto.
Stavo giusto sistemando te.
Le riprese dell'altro giorno,
dei cartelli "Come sono arrivato qui?", "Cosa ci faccio qui?".
Ci tiro fuori un corto.
Non su di te, Rocks. Ne giro qualcun altro e poi lo monto.
Ti serve qualcosa?
Oggi ho visto un bilocale in centro.
- Piccolino, ma... - Perch�?
Perch�? lo qua sto bene.
Io un affitto non posso pagarlo e voi nemmeno.
In qualche modo facciamo.
Voglio che ti scolli, hai capito?
Sviluppati.
Staccati dal cordone.
Ho capito, hai problemi con mamma.
Lascia stare mamma.
Non voglio che te lo fai andare bene. Farsi andare bene tutto � un attimo.
"Farsi andare bene tutto � un attimo"?
Cos'hai?
(CLACSON)
� venerd�.
(CLACSON)
(IN FRANCESE): Buonasera.
Accidenti.
RIKO: Adesso tutti sanno tutto, capito?
"Oggi � salito a 215", "Ma 215 cosa?",
"Lo spread!"
Lo spread?
Non si fuma nella mia macchina.
(IN EMILIANO): Ah, s�?
- Da quando? - Da quando ho smesso io.
Perch� cazzo dovrei saperne qualcosa.
Invece sono riusciti a farmi stare in pensiero per lui.
Per lo spread, capito?
(CELLULARE VIBRA)
Tutto bene?
S�. Senti, posso richiamarti?
� meglio se ti richiamo.
Ti richiamo.
Questo calendario � di cinque anni fa.
S�.
Comunque: spread, sacrifici, balle varie...
E poi Copelli.
Copelli?
- Punga. - Ah, Punga.
Oggi l'hanno licenziato.
Il terzo in neanche un mese.
(CELLULARE VIBRA)
Gi�, a te che te ne frega dello spread?
(CELLULARE VIBRA)
Dove andiamo?
Al Baracca.
Non l'avevano chiuso?
Fanno ancora rock?
S�, rock.
Auguri.
Cos'�, non ti fanno entrare? Scarpe inguardabili?
(MUSICA DANCE)
CARNEVALE: Oh, ecco.
Lui � Riko.
- Questa � Carla, lei � Miriam. - Ciao.
Ciao.
Miriam fa l'estetista.
Potresti averne bisogno.
Carla invece � la mia osteopata e casualmente mi ha fatto da modella.
Cosa vorresti dire con quel "casualmente"?
Qualunque cosa ti abbia detto, da me non ha mai portato a casa niente.
Comunque ho posato gratis, stasera offri da bere.
Voi due siete amici da tanto?
Purtroppo.
Mi dici come si chiama?
Perch� si fa chiamare Carnevale? � il suo cognome?
Perch� si firma anche nei quadri? Non capisco.
- Ti sembra uno che sta male al mondo? - No.
Ha o no la faccia da Carnevale?
- Quel nome gli sta bene? - S�.
Aggiungi che non ha mai fatto un cazzo tutta la vita...
Non male, eh?
Miriam.
Se ti diverti troppo, diccelo. Ci diamo una calmata.
RIKO: Miriam, estetista?
MIRIAM: Esatto.
Carla.
Disturbo?
No, no. Aspettavamo te.
Avevo sentito che te la fai coi ragazzini
(VERSO)
Per� ora esageri.
Mattia, hai fatto la tua parte. Puoi andare.
A parte l'et�, non � squallido provarci con le mogli altrui?
Sai che � mia moglie?
Ex moglie. Adesso vai via.
E tu, Miriam?
Anche tu una passione per i pensionati?
(RIDE)
Vaffanculo.
Ci sei nato cos� idiota o hai fatto dei corsi?
Vieni, ho bisogno.
Mattia, vai via.
Fa anche rima.
Carlina...
non facciamo scenate.
Tanto sai che devi venire.
Ascolta, Mattia.
Forse, dico forse,
non vuole venire a parlare con te.
Quanto inizierai a farti i cazzi tuoi, sar� sempre tardi.
MATTINA: Carlina...
Vaffanculo.
- Vaffanculo, eh? CARLA: S�.
CARNEVALE: No.
(VERSl)
Mettila via.
Metti via, deficiente!
MATTIA: Andiamo, forza.
Hai smesso per poco.
Scusa, ho sbagliato io.
Ho dimenticato di portare i pannoloni.
BiancoRiko,
il supereroe cremino.
Bianco in faccia e marrone nelle mutande.
Cazzo...
che esagerati.
(lNUDIBILE)
(lNUDIBILE)
Ciao, Enea.
RIKO: Come va?
(IN EMILIANO): � un brutto momento, stai lontano.
Stai lontano.
Te lo ricordi questo? Il giubbotto calamita.
RIKO: Questo li tira via tutti, ricordi?
Facciamo come l'altra volta?
Ecco, adesso sono tutti qua dentro.
Tu sei pulito.
Ci penso io a eliminarli, va bene?
Ciao, Enea.
MATTEO: Se non hai fatto il militare, Alle,
ti spiego la legge del furiere.
TUTTl: Il furiere no!
Nell'esercito, il furiere era quello che lavorava in ufficio
e decideva chi montava di guardia.
Doveva essere a rotazione, no?
Invece, oviamente, c'era chi gli stava addosso.
"Non farai montare me, vero?", "Perch� sempre io?".
MATTEO: Si lagnavano, insistevano, a volte minacciavano.
Finch� il furiere, pur di non averceli addosso,
faceva montare di guardia chi non se lo meritava.
Che aveva solo la colpa di starsene buono, capito?
La legge del furiere � esattamente quella di questo Paese.
Chi sbraita, chi prevarica, chi fa pressione,
non monta di guardia.
Fa montare al suo posto...
- chi fa il proprio dovere in silenzio. - Chi fa il proprio dovere in silenzio.
� proprio il suo cavallo di battaglia quando conosce qualcuno di nuovo.
Lui era furiere.
� ancora furiere.
Questa � cucina libanese, Angela?
- S�, ti piace? - Buonissima, s�.
Mi fa piacere, sono contenta.
Non so se hai capito, qui si mangia etnico.
L'ultima volta che ha fatto un cotechino ero in seconda media.
Cretino!
Cio� l'anno scorso, l'hanno bocciato un po' di volte.
MATTEO: Senti, Alle. Tu cosa fai?
Gestisco una palestra insieme a un paio di soci.
Ah, e funziona?
Cercare di farsi dei clienti il sabato sera mette tristezza.
ALLE: Patrizio mi ha detto che fai il commercialista.
Funziona abbastanza bene, grazie.
- Invece tu, Angela, insegni? - S�.
- Alle Marconi, le medie. - Bello.
ANGELA: Bello, s�. ALLE: Voi?
Io ufficio pratiche automobilistiche.
Faccio venir sera tra i maiali.
Lavora al salumificio Veroni.
Guardo lui far venire sera tra i maiali.
PATRIZIO: Te l'ho detto che sono stronzi.
MATTEO: Salumificio anche lui.
Parrucchiera, ho un salone con un'amica.
MAX: Quindi...
Cos�, tanto per regolarci.
Se ti do del finocchio, t'offendi?
- S�. - Bravo, cos� ti voglio.
MAX: Mica come lui, che si d� del finocchio da solo.
Pensa che ce l'ho in casa tutti i giorni.
Se vuoi che te lo spenga, dillo.
MAX: Un'altra cosa.
Scusa, eh. Queste cose le fanno fare sempre a me.
Conti di starci almeno un mese con quello l�?
MAX: Noi facciamo presto ad affezionarci
e ci siamo gi� affezionati ad una cinquantina prima di te.
ANGELA: Dai!
Non badargli, non � vero.
Se vuoi che te lo smonti, dillo!
Ultimissima cosa...
L'ultimissima cosa te la dico io. Tanto sappiamo gi� qual �.
Non preoccuparti di loro.
Sembrano strafatti di cocaina, per la loro esuberanza.
In realt� non pippano, sembrano cos� di natura.
(lNUDIBILE)
(MUSICA ROCK)
- Oh. - Cosa vuoi?
Anche Rebecchi, adesso?
Basta, per Dio. Basta.
Lo dici a me?
Vieni a dirlo a me?
Oh, oggi cos'abbiamo?
Nutria?
Nutria in brodo? Arrosto di nutria?
MAX: Nutria caramellata...
Rebbo, mi dispiace...
Il prossimo � Gianluca.
� ufficiale. Qui dentro tutti trombano con tutti.
Scopa del luned�?
(FISCHIA)
Scopa del luned�?
� sempre bello mangiare con te.
Mi dico da tutta la mattina: "Andr� in mensa con Riko.
Mi cambier� la giornata."
(SUONERIA SMS)
"Come sono arrivata qui?"
Tutta la mia vita in due minuti?
No.
No.
Ok: "Cosa ci faccio qui?".
La mia parte.
MATTEO: Oggi dev'esserci stato una specie di concorso
per cui quelli che risultavano pi� rompicoglioni
vincevano di rompere i coglioni a me.
Ma io dico, tutti di luned�?
Spalmatevi lungo la settimana, no?
- Ehi. - Sempre l'ultimo, Riko.
- Sempre l'ultimo. - No, "gnocca detector".
No, � venuto dritto qui.
Stasera niente giro lungo prima di venire qui, sig. Tirelli?
RIKO: Eh, no.
Io e Carnevale contro le due merdacce.
Due merdacce che vi faranno molto male.
MATTEO: Cinque euro a partita.
La bella � 51, alle 23:30 ultimo giro.
(VERSO)
MAX: Settebello e una, due, tre denarine.
(VERSO)
Scopa.
Giochi con loro? Tre contro uno?
Dovevo lasciare il Settebello l�?
Se te la senti, eh.
Ti bolle l'acqua?
S�, coi miei coglioni dentro. Butta gi�, dai.
Volevo godermela un po'.
La primiera, la primiera, guarda un po' chi se la fa.
Niente fair play? Ok, niente fair play.
(lNUDIBILE)
Sei ancora qui? Vai a casa.
Vai a casa, tra sei ore timbri.
Cosa c'�?
A casa.
Hai mai pensato a casa mia?
Non faccio altro dalla mattina alla sera.
Mio nonno l'ha tirata su.
Mio padre l'ha allargata.
Io sono quello che non pu� permettersela.
Quello che deve venderla.
Solo che nessuno se la compra, la nostra casa di famiglia.
- Capito? - Ho capito che hai bevuto.
Sara ha un altro.
Anche tu hai un'altra.
Tu conosci Sara.
Sai cosa vuol dire una cosa cos� per lei?
Sicuro, vuol dire che lei non dovrebbe, mentre tu s�.
Da quant'� che dici che non ne puoi pi�?
Si pu� sapere cosa vuoi?
Cosa voglio?
C'� una vocina di merda che...
mi lavora dentro.
Da sempre.
Voglio che la smetta di prendermi per il culo.
Ecco cosa voglio.
Sono l� da una vita.
Ho una specie di preservativo in testa
a insaccare di porco e mi dico:
"lo sono quello l�?"
"Sono quello l�?"
E la vocina da sempre dice: "Cambier�".
La casa � in malora,
quel testone di mio figlio...
Cambier�.
Il Bel paese...
in vacca.
Il mondo che fa vomito.
- E cambier�. - E cambier�.
Ascolta, sai che ho un problema d'orchite coi piagnoni.
Tu hai appena vinto primo, secondo e terzo premio.
Togliti dai coglioni.
Non dico adesso. Cio�, se vuoi anche adesso.
Ma parlo in generale. Togliti dai coglioni.
Cambia citt�, lavoro, famiglia.
Ma soprattutto, per favore, cambia amici.
Cambia tu, invece di aspettare i cambiamenti.
Magari gli amici li cambio davero.
Ecco, bravo. Comincia subito.
Buonanotte.
Aspetta, aspetta.
Posso?
Dai.
Bellissimi.
CARNEVALE: Non sono male.
� la modella?
La modella.
Oh, sei sempre pi� bravo.
E tu uno che non ne capisce una fava. A nanna.
Ti porto a casa io?
Se ti fermano in quelle condizioni, prendono la patente e se la fumano.
Alla prossima.
E comunque il Bel paese non � in vacca.
E il mondo non fa vomito.
Il mondo � bellissimo.
Coglione.
Ciao.
La figa?
Come stai?
Tu ci vai a figa?
Hai pranzato?
Sono Riccardo, pap�.
Sei tutto sudato, hai caldo?
Mi chiami Rossana?
Non c'� pi�, pap�.
Mamma non c'� pi�.
Quando arriva?
Dopo te la chiamo.
Che giorno �?
Mercoled�.
Tu il mercoled� non vai a figa?
No, il mercoled� vengo da te.
E Pietro?
Pietro sta bene.
Sembra addirittura fidanzato.
E Antonio?
Antonio?
Antonio chi?
Antonio.
Pap�?
Giovanni?
Oh, pap�.
Lo fai apposta, eh?
Fai finta.
Cos� ti lasciano stare tutti.
Vero, pap�?
S�.
Il pollo � buono.
Sa di pesce gatto.
Se fanno il pesce gatto, magari scopriamo com'� il pollo.
Marted� andiamo a Roma.
Stai provando droghe nuove?
E poi andiamo chi?
Lo, te e Carnevale.
Cosa c'entra Carnevale con marted� a Roma?
Deve venire anche lui.
- Lui lo sa? - Glielo dico dopo.
E io lo so? Me l'hai chiesto?
Non c'� bisogno.
Ah.
Non c'� bisogno.
(VOCl lNDISTINTE)
Carnevale? Mauro?
Oh?
Tutto bene?
Oh?
Adesso basta, eh?
Basta davero.
MAX: La sera prima, la sera prima.
Ora siamo qui ed � la sera prima. E quindi?
Se � un tuo solito giro di fighe, io rifiuto.
Primo perch� sono fedele,
e secondo perch� volete rifilarmi sempre le pi� cesse.
Voi avete mai sentito di qualche italiano
che � venuto a Roma per turismo negli ultimi 20 anni?
No.
Allora tocca a noi.
In macchina? No.
A piedi? Quasi.
Quasi?
Quasi.
CARNEVALE: Ciao, Daniele.
Grazie mille.
No.
Non ha neanche i freni.
MAX: Cazzo!
- Ma che fa? - Levati, levati!
MAX: Siete due merde.
Ve lo dico. Siete due merde totali.
Ma che cazzo ridi?
CARNEVALE: Grazie, Giulio. Grazie davero.
- Prego. Mi raccomando. - Tranquillo.
Ragazzi, abbiamo mezz'ora.
Grazie.
Cosa gli hai detto che ho?
Due mesi di vita.
Che bastardo!
Volevate entrare o no?
MAX: Avresti una schiena da prestarmi?
Che roba, eh?
Toglie il fiato.
No?
� messo peggio del solito?
Quindi cosa facciamo?
Eh...
Cosa facciamo?
CARNEVALE: Buongiorno, culo e camicia.
MAX: Non voglio sapere chi � la camicia, tantomeno chi il culo.
Ci siamo?
Andiamo?
MAX: Riko, sei sicuro?
CARNEVALE: S�, s�.
Sai che non cambia niente se andiamo o no?
Eh...
Non sto parlando con te, ma con un collega operaio.
Che ci andiamo a fare l� sotto, Riko?
Qualcosa va fatta.
Qualcosa va fatta.
CAPO MANIFESTANTl: Gi� le mani dall'articolo 18!
MANIFESTANTl: Gi� le mani, gi� le mani.
CAPO MANIFESTANTl: Gi� le mani dall'articolo 18!
CAPO MANIFESTANTl: Gi� le mani, gi� le mani!
CAPO MANIFESTANTl: Gi� le mani dall'articolo 18!
Gi� le mani, gi� le mani!
Gi� le mani dall'articolo 18!
Gi� le mani, gi� le mani!
CAPO MANIFESTANTl: Siamo un corteo autorizzato.
Abbiamo diritto a manifestare.
Fateci largo, dobbiamo raggiungere il corteo principale.
MANIFESTANTl: Via, via, la polizia! Via, via, la polizia!
CAPO MANIFESTANTl: Lasciateci passare.
Via, via, la polizia! Via, via, la polizia!
Fermi, fermi. Oh!
CAPO MANIFESTANTl: Lasciateci passare, lasciateci passare.
Noi vogliamo andare al corteo principale, siamo autorizzati.
(SPARO)
- Che cazzo fai? - Questi ci vengono addosso.
Adesso sicuramente.
Mettiti l�. Stai l�!
(VOCIARE lNDISTINTO)
Non avete diritto di fermarci!
(SPARO)
CARNEVALE: Venti minuti di coda alla macchinetta.
Dimmi tu se devo farti anche da infermiera.
Va bene, allora alla salute.
Ti saluta Max Cuordileone.
Visto che strizza che aveva?
Dai, torna a letto.
Comunque non devo pi� tenerti la manina.
Tu stai meglio di me, il caff� l'ho bevuto.
Lo, quasi quasi, farei come il Baglioni.
(PORTA CHE SI APRE)
CARNEVALE: Ecco, neanche a farlo apposta...
- Ciao. - Ciao.
Ciao.
Ti ho portato dei cambi.
Come vedi � tutto intero.
E tutto tuo.
Vado.
Oh.
- Grazie. - Gli avr� fatto bene la botta in testa?
- Ciao. - Ciao.
Ciao.
Metto l�?
S�.
Allora...
ho parlato con la dottoressa.
� andata bene.
Non � niente.
Ti tengono qui ancora un po', solo per precauzione.
Ah, s�. Pietro. Sa che stai bene, per� vuole vederti.
- Ti va? - S�.
Ecco, aspetta.
PIETRO: Ciao. - Ciao.
- Ciao. - Eccolo qui.
PIETRO: Allora, che mi combini?
Vai alla tua prima manifestazione e subito in ospedale?
Non � la prima. Solo che alle altre non eri ancora nato.
PIETRO: Vuoi fare la rockstar, eh?
Il video dove becchi la botta e sanguini fa miliardi di visualizzazioni.
A proposito. Ti cercano La Gazzetta di Reggio e il Carlino.
Cosa devo dire?
Poi ci pensi e me lo dici.
Comunque vi vedo bene a voi due.
Prendetevi qualche giorno l� a Roma e dateci dentro.
SARA: S�... - Oddio, "Dateci dentro".
Che brutta immagine.
- Ciao. - Ciao.
- Se non hai bisogno, io vado. - Ok.
Tanto sei in buone mani.
La dottoressa...
� una bella donna.
Dai, ci vediamo domani.
Non fare avanti e indietro, dai.
Ho preso un albergo qua vicino, cos� resto qua in questi giorni.
Poi magari torniamo insieme.
Intendevo tornare a casa insieme.
- Va bene, ciao. - Ciao.
Era Angela.
Volevano venire a Roma per vederti, ma le ho detto che ormai rientriamo.
Eccovi qui.
Di sotto ci sono dei giornalisti.
Hanno saputo che domani la dimetteremo e...
DOTTORESSA: Faccio salire una troupe?
Io ve lo consiglio, altrimenti domani li avrete tutti addosso.
Le immagini che avete appena visto
sono tra le pi� virali riguardanti gli scontri di marted�.
Un manifestante � stato colpito da un poliziotto,
gli ha aperto uno squarcio sulla fronte con un manganello.
Siamo nell'ospedale dove il manifestante � stato ricoverato.
Per fortuna � fuori pericolo ed � qui con noi.
Riccardo Tirelli.
Riccardo, lei e molti altri come lei vi siete recati a Roma
per esercitare il diritto di far valere i propri diritti.
Stavate sfilando pacificamente.
Poi, di colpo, siete stati aggrediti.
Veramente io alla manifestazione non ci sono neanche arrivato.
E non siamo stati aggrediti.
Allora ci racconti la dinamica dei fatti.
Allora...
lo e due miei amici
ci siamo ritrovati in un gruppo che voleva raggiungere il grosso del corteo.
Erano gi� caldi.
- Megafono, cori... - S�.
Una specie di frangia spontanea?
Pi� o meno.
La strada era chiusa da un gruppo di poliziotti
che presidiavano un blocco.
- Qualcuno ha cominciato a insultarli... - E allora siete stati caricati.
Siamo stati noi a caricare.
� nel gioco delle parti.
Ogni giorno ti incazzi e mandi gi�.
Ti incazzi e ingoi.
Ti comprimi. Ti comprimi finch� o scoppi,
oppure ti sfoghi con qualcuno.
RIKO: Nessuno di noi si voleva sfogare coi poliziotti.
� che mandano loro.
E poi?
E poi...
Poi torni a casa.
A insaccare mortadelle per 1.200 euro al mese dopo 30 anni che lavori l�.
Avederti spostare avanti la pensione ogni tre per due,
a trovarti la casa svaligiata di quel poco che hai
ogni quattro o cinque anni.
A pregare che non si ammali nessuno, per una TAC ci vogliono otto mesi.
Fra pochi mesi mio figlio comincer� il DAMS.
Il primo della famiglia a fare l'universit�.
Per qualche motivo, � attaccato al posto in cui � cresciuto.
Secondo te quante probabilit� ha di restare?
E quante invece di ritrovarsi tra i 100.000
che ogni anno devono lasciare questo Paese?
Le immagini sono molto cruente.
Mostrano che lei ha perso molto sangue.
� svenuto subito dopo il colpo ricevuto.
Quello che vorrei chiederle � se si ricorda
se stesse pensando a qualcosa, nel momento in cui...
stava perdendo i sensi.
Pensavo...
che non volevo pi� pensare a niente.
Ecco, forse in quest'ultima frase � racchiusa tutta la frustrazione
di un'intera categoria che non si sente pi� rappresentata.
- Scusa. - S�?
- Io non sono una categoria, ok? - S�.
Io ho parlato per me... La tiri su?
- Io ho parlato per me. Ho detto di me. - Va bene.
Ok, anche questa chiusa pu� andar bene.
RIKO: Ciao.
- Ciao, mamma. - Ciao.
Dai, venite. La cena � pronta.
Stai dicendo che hai preparato tu?
Takeaway indiano, l'ha portato Martina.
Martina?
(APPLAUSl)
Ragazzi...
CRONISTA: ...la testimonianza di chi � stato ferito negli scontri.
GIORNALISTA: Le immagini sono molto cruente.
Mostrano che lei ha perso molto sangue.
Si ricorda se stesse pensando a qualcosa
nel momento in cui ha perso i sensi?
Pensavo...
che non volevo pi� pensare a niente.
CRONISTA: Passiamo ora alla rubrica...
(VOCIARE)
No, aspetta.
Riko, gliel'hai fatta vedere, eh?
Me l'hanno fatta vedere loro.
Volevi proprio spaccargli quel manganello con la tua testa.
PAVAK: Riko. - Ehi.
- Ti piace la cucina indiana? - S�, mi piace.
Vuoi provare quella vera?
Domenica a pranzo da noi. Tu e tua moglie.
Molto volentieri, grazie. (SUONERIA SMS)
A domenica, allora. Sai dove abito.
- Ciao. - Ciao.
� vero, si sono gi� lasciati tre o quattro volte, ma tornano sempre insieme.
Patrizio che si ferma con qualcuno? Mah.
Vediamo, magari s�.
- Comunque sai che ti vedo proprio bene? - Sto bene.
Ma?
Ma non gliel'hai ancora detto.
Allora non dirglielo.
Mai.
Non dirglielo.
E togliti quel "ma" dalla testa.
Sono proprio belli i nostri luned�.
Dai, facciamoli pi� spesso.
Ciao.
Ciao.
Sono stata in pensiero.
Non era il caso.
Beh? Non mi racconti niente?
Immagino saprai gi� tutto, no?
No, no, no. Dai.
No.
Davero, no.
No?
Non va bene.
"Non va bene"? Ma come parli?
L'unico uomo nella storia a opporsi a un pompino.
Edda.
Smettiamola, dai.
Chi ti scopi?
La Sogliani? La Tedeschi?
Uno di questi giorni mi faccio tagliare i capelli da tua moglie.
Non vedo l'ora di farmi quattro chiacchiere con lei.
RIKO: Sono qui davanti, esci.
Non hai capito. lo non entro, vieni fuori tu.
Allora?
Allora, quante volte dobbiamo dire basta?
Quanto basta.
Quanto basta?
Non basta che l'anno scorso ti hanno spaccato i polsi?
Chi sei, mio zio?
Comunque sto pi� guardando che giocando.
Certo.
E il casin� di Venezia un giorno s� e uno no?
E tutte le sale slot della provincia
un giorno s� e l'altro anche?
Cosa ti aspetti, che noi stiamo a guardare cos�?
No, che vi facciate i cazzi vostri.
E poi tu, tu che sai tutto.
Non sai come si fa coi tossici? Che devi toccare il fondo?
Ci salto fuori, dai.
Ci vediamo venerd�.
PAVAK: Ciao, ragazzi. - Ciao.
Tutto bene, Riko?
- Ciao. - Ciao.
Ho mangiato come se non avessi un domani.
Come, scusa?
Dicevo che non ho mai mangiato tanto in vita mia.
- Non hai mangiato tanto. - lnvece s�.
- Da quanto vivi qui? - lo sono nata qui!
E come mai i tuoi hanno scelto il posto col peggior clima del mondo?
Un fratello di mio padre gi� ci viveva.
Lo ha convinto.
A me qui piace.
Mi � sempre piaciuto.
Siete una bellissima famiglia.
Mi avete fatto venire in mente i racconti di mio padre.
Anche lui viveva con cinque fratelli, i genitori, i nonni...
La tua famiglia non ti piace?
- Non hai figli? - Abbiamo un figlio.
� quasi grande come te.
Volevamo averne tanti.
Ma io non sono pi� riuscita ad averne...
dopo Luca.
Ho perso Luca al sesto mese di gravidanza.
Ancora pochi giorni e ce l'avrebbe fatta.
Pensa, in questi casi l'ostetrica suggerisce di vederlo
altrimenti uno s'immagina chiss� che.
Cos� l'abbiamo tenuto qualche minuto in braccio.
Era perfetto.
Aveva le mani di Riko.
Perfetto.
Mi sono sempre chiesta se abbia fatto in tempo
a respirare almeno una volta la nostra aria.
Mi dispiace.
� stato tanto tempo fa.
Stai da tanto con tuo marito?
Tanto.
Forse troppo.
Pavak non fa che dirmi che � un brav'uomo.
- Ah, s�? - S�, dice sempre:
"� onesto."
Onesto.
Quella non � una famiglia.
- � un manicomio. - Che casino che fanno.
Un bellissimo casino.
Ti devo dire una cosa.
Sappi che mi sento molto pi� una merda di quanto mi consideri tu.
Non sono venuto a chiederti scusa.
So che non basta.
Ma a dirti che � stata colpa mia.
Poi un po' anche colpa sua.
Ma anche tua.
Non ti rendi pi� conto di chi vive con te. Della fortuna che hai.
Comunque non era una cosa contro di te.
Non lo era.
Adesso non c'� tempo per mangiare, siediti.
SARA: Per favore.
Per favore, siediti.
So come va a finire in questi casi. Tu stai zitto e basta.
Io non so cosa pensi, ma credo che spesso pensi il peggio.
Ma ti va bene cos� pur di non chiedere.
Perch� tu non chiedi, non chiedi mai.
Non chiedi com'� stata la mia giornata,
Se ho voglia di fare qualcosa di diverso,
cosa penso' cosa provo...
Allora mi tocca fare il monologo?
Anche stavolta?
� successo una volta.
Una volta sola.
Non doveva succedere, certo che non doveva succedere.
Ma � successo una volta sola.
Basta e avanza?
S� che basta e avanza.
Non mi sono mai sentita tanto in colpa in vita mia.
Non mi sono mai fatta cos� schifo.
Ma devi sapere che neanche in quel caso,
come in ogni altro momento di tutti questi anni insieme,
io non mi sono mai,
dico mai,
spostata di un millimetro nemmeno per un secondo.
Io sono sempre stata qui.
Anche quando avevo la certezza delle tue scopate in giro.
Penso a Luca ogni giorno.
Ancora oggi.
Ha volte ho la sensazione fisica
che sia qui.
E ancora oggi, ogni giorno,
penso a come ci sei stato quando l'abbiamo perso.
Ma � sempre andata cos�.
Io e te.
Abbiamo affrontato ogni cosa insieme, ogni cosa.
E siamo ancora qui.
Lo, per quanto mi riguarda, so perch� sono qui.
Tu non hai mai avuto una pistola alla tempia.
Adesso possiamo mangiare?
Oh!
Oh!
Dai.
Dai, Riko.
Colpisci.
Colpisci!
Grazie.
Grazie.
Questi sono duemila.
Sono gli ultimi che ti posso dare.
Cos� non dirai che t'ho dato io il colpo di grazia.
(lNUDIBILE)
(lNUDIBILE)
(lNUDIBILE)
RIKO: Questa era la fonderia.
Assemblaggio.
Verniciatura.
L� dietro c'erano uffici e spedizioni.
In un certo periodo qua ci lavorava met� Reggio, la citt� nella citt�.
Un posto pazzesco per un rave clandestino.
Non ti azzardare nemmeno.
Comunque va tirato su, devi darmi una mano.
Pronta.
S�.
Siamo abbastanza ridicoli?
Io sono bellissima.
(APPLAUSl)
(MARCIA NUZIALE ROCK)
(MARCIA NUZIALE S'lNTERROMPE)
Bene.
Siamo qui riuniti per celebrare il matrimonio vero
tra queste due anime che forse non sono anime gemelle,
- n� anime sorelle... - Cugine di terzo grado, forse.
Con il rito di oggi...
(SARA RIDE)
...intendono sfidare le insidie del tempo.
Ma parla come mangi!
Siete voi Riccardo Tirelli e Sara Vercesi?
- Direi di s�. - "Direi di s�"?
Di' s�. S�! Fai fatica?
S�.
S�.
Dopo questi 80, 90 anni di prova in cui siete stati insieme
� ora il momento di decidere se volete condividere le vostre vite
finch� morte non vi separi.
Ecco, si tocca i coglioni. E io mollo tutto.
- Mollo tutto. - Ma no, scusa.
Ti sembra una cerimonia adatta a quella formula?
- Vuoi venire tu qua? Vuoi venirci tu? - No.
Vuoi tu, Riccardo, vivere per davero
il resto dei tuoi giorni con la qui presente Sara?
Se proprio proprio...
Va bene, allora andate a fanculo.
No, no, no! Dai, scherzavo.
RIKO: Scherzavo.
S�.
Vuoi tu, Sara,
nonostante quello che hai visto e sopportato di lui,
sfidare cos� la sorte e la logica
e continuare a condividere le sfighe, diciamolo,
del qui presente Riko?
S�, s�.
Gli anelli.
(VERSl D'lNCITAMENTO)
per i poteri infiniti di cui io qui dispongo, vi dichiaro...
fuori di melone.
Ma uniti fino alla fine.
Che la forza sia con voi.
E con il mio spirito.
Bacio!
(lNUDIBILE)
(MUSICA ROCK)
(lNUDIBILE)
(lNUDIBILE)
(lNUDIBILE)
Cosa ridi? S�, la luna di miele in ltalia.
Perch�, cosa c'�?
Cos'abbiamo visto?
Tanta roba.
Tanta roba.
Voi cos'avete fatto ad agosto?
Ah.
Ah, bello.
Allora per sabato ti faccio sapere, ok?
Ciao.
Scusa.
Hai letto il messaggio che arrivavo tardi?
Aspetta, aspetta.
Sei stato tu, o c'� qualcuno nascosto in casa?
Ci ho messo due ore,
- ma disfo in un attimo. - No, no.
Va finito tutto.
Devi pronunciare la parola "delizioso" ogni tre minuti.
SARA: Hai visto che ho messo due bottiglie d'acqua sul comodino?
RIKO: � il tuo modo sottile per dirmi che era tutto leggermente salato?
(RIDONO)
Domani devo assolutamente andare a trovare i miei.
� una vita che non vado.
Non so che idea avevi tu per il dopocena,
ma l'immagine dei tuoi sta allontanando tutte le mie.
Scusa, rimedio.
(CELLULARE VIBRA)
Devi proprio usare il telefonino, eh?
Fra dieci minuti sono in fabbrica, cosa vuoi?
La puzza.
Se ne sono accorti per la puzza.
L'hanno portato via il prima possibile...
per la puzza.
Cinque giorni.
Cazzo, Riko. � morto da cinque giorni.
E nessuno lo cercava.
Neanche noi.
Neanche noi.
(CELLULARE SQUILLA)
RIKO: Dimmi, Pietro. PIETRO: So che siete rientrati.
RIKO: S�. PIETRO: Ti ho mandato un'e-mail,
credo dovresti vederla.
RIKO: Non � il momento, dai. PIETRO: Riguarda lui.
PIETRO: Ciao.
Nessuno di voi ha mai pensato di farsi fuori?
Io s�.
Non � una fissa, eh.
Ogni tanto.
� che quando hai un cuore marcio come il mio...
Fisicamente marcio, perch� spiritualmente � splendido.
Dicevo che quando ti sta marcendo il cuore,
tutti i giorni hai questa...
roulette russa.
Tutti i giorni.
Allora, se proprio deve capitare,
perch� non devo essere io a decidere come e quando andarmene?
Per� le vene non me le taglio.
Spararmi, non mi sparo.
Avelenarmi, non se ne parla...
Ho pensato al Po.
Non sar� come dal ponte di San Francisco. ma i gorghi ti tirano gi�.
Se non lo fanno loro, � l'acqua putrida a finirti.
Se scampi ai gorghi e non vieni putrefatto,
allora vuol dire che non era il tuo momento.
Devi aspettarlo e basta.
Il Po.
� un buon compromesso, no?
Agisci tu e decide la natura.
Comunque...
"Come sono arrivato qui?"
A strappi.
"Cosa ci faccio qui?"
Tutto quello che posso.
(TUONl)
MONTANARl: Poveretto, se n'� andato giovane.
D'altronde, con quel cuore, era proprio segnato.
La Gazzetta ha scritto un bel articolo.
Era proprio un artista.
S�, "Gli volevano bene tutti", "Era davero un artista".
Ma vi sentite?
Con tutto il rispetto per il dramma, diciamo la verit�.
Artista, forse. � certamente uno che non ha mai fatto un cazzo nella vita
a parte sputtanare il patrimonio della famiglia.
Perch� dev'essere sempre cos� banale?
Voglio dire, il classico clich� dell'artista.
O pere, o coca, o alcol, o gioco.
Adesso le sue opere acquisiranno valore all'improviso. Ma dai.
Chiedi scusa.
Chiedo scusa? A chi?
E per cosa, poi? Per aver detto cosa penso?
Chiedi scusa.
Ascolta.
Era tuo amico.
Sfiga tua.
(RUMORl DI LOTTA)
Vieni, Riko. Siediti.
Colpa delle normative.
I maiali "made in ltaly" sono allevati con obbligo di qualit�.
Quelli d'altri paesi no, costano meno.
Colpa del mercato, colpa della crisi.
Tu non sai, Riko,
quanto ci dispiace dirti quello che dobbiamo.
Se avessimo un'altra scelta, la faremmo. Ma non l'abbiamo...
- Ascolta, Riko... - No.
Lascia stare.
Quando ho cominciato, 30 anni fa,
qui c'era ancora la famiglia Veroni.
Il signor Arnaldo Veroni era uno che metteva sempre la faccia.
Voi io non neanche chi siete.
Il mercato, le normative, la crisi.
Volete che non vi capisca?
Vi capisco.
Volete che non vi mandi a fanculo?
Intanto grazie per avermi risparmiato un discorso
che mi fa sempre pi� schifo dover ripetere.
CANTONl: Ti abbiamo preparato un bonus insieme alla liquidazione.
Siamo riusciti a convincere Crotti a ritirare la denuncia.
Gli hai spaccato naso e mandibola,
non � stato facile.
Terremo pulite le tue referenze.
Comunque mi tengo il tuo vaffanculo
e buona fortuna.
(lNUDIBILE)
(lNUDIBILE)
Anche a colazione?
� una giornata bellissima.
Dai, facciamo qualcosa.
Riccione?
Cinque Terre?
Senti se � libera Angela.
Fate qualcosa voi due.
Secondo me per un po' dovresti smettere di cercare lavoro.
Sei entrato un po' in fissa.
Ce la facciamo, dai. Il salone va bene.
Cesenatico?
Saint Tropez?
Montecarlo.
Elegantissimi...
lo con quel vestito pazzesco, quello scollato,
tu con gli occhialoni...
Lavoro?
Proprio niente?
Ma non preoccuparti, vedrai che tu troverai.
Ti sei appena svegliato?
Si fa un po' di confusione, eh?
Giorno, notte...
Ti tira meno, vero?
Eh, succede.
Come fai a far arrivare la sera?
Non ne posso pi�.
Se ne sta l�, impalato, muto.
Matteo lo cerca sempre.
Anche Max, Patrizio...
Lo so.
Non accende pi� neanche il telefono.
Se ne sta l� tutto il giorno davanti alla televisione
col volume a zero.
Devo portarlo io dal terapista perch� lui non ci va.
Devo imboccargli le medicine.
Sono sicura che ne verr� fuori.
Sono sei mesi, va sempre peggio.
Non si lava pi�.
Ogni tanto mi sforzo di farci l'amore, ma anche l�...
devo fare tutto io.
Continua a fare domande di lavoro?
Quasi per niente.
Ma lo capisco, solo porte in faccia.
Per�...
Possiamo farcela anche senza. Non � quello.
Sai anche tu che non funziona cos�.
Non � solo prendere uno stipendio.
Adesso andiamo a ballare.
Non era una domanda.
Andiamo.
Madonna!
(CELLULARE SQUILLA)
(SEGNALE DI LINEA LIBERA)
(CELLULARE SQUILLA)
Rispondi, cazzo. Rispondi!
Dai, pap�.
Dai.
SARA: Mangia.
No, adesso tu mangi.
Ci manca che non va bene quel che preparo.
Sono stufa marcia.
Io sgobbo come un mulo e tu non muovi un dito. Un baccal�!
Scantati, fai qualcosa.
Mangia quella zuppa.
Ci ho messo mezz'ora a farla. Adesso la mangi.
Mangia, sei magro.
Mangia.
Mangia.
Mangia, mangia!
Vaffanculo!
Vaffanculo.
Vieni qua.
Vieni qua, vieni qua, vieni qua.
(PIANGE)
(CELLULARE SQUILLA)
(RUMORE MACCHINA)
Oh, fulminato.
Cio�, fulminato...
S�, fulminato.
Andiamo a berci una cosa?
Stiamo qui, in macchina.
Decidi tu.
L'ultima volta che ci siamo visti, tu parlavi.
Invece tu non hai mai smesso.
Aspetta.
Ti sei buttato nel Po.
Sei diventato radioattivo?
Se sei radioattivo, devi dirmelo.
Se diventi come Hulk, mettiamo su un circo solo per te. Va bene?
Ma vaffanculo.
Nel Po!
Si � buttato nel Po.
E allora!
Ciao.
Mi ha detto Livia che hai visto Max.
Sono contenta.
Non avevo voglia di cucinare, ho preso le pizze.
- C'� un film? - S�.
Questo � carino.
Per� alziamo il volume, eh.
Anche solo per la musica.
(RUMORE TELEVISIONE)
Vado a prendere da bere.
(VOLUME DIMINUISCE)
(CONATl)
Birra, Coca, acqua? Scegli tu.
S�?
S�?
S�.
S�, s�...
S�.
RIKO: Ciao, Carnevale, dove sei?
Dovunque tu sia, magari ti arriveranno queste righe.
Mi ci vedi come tuttofare in un ristornate a Francoforte?
Non � una brutta citt�.
Un po' dura, anche nel nome.
"Frankfurt."
Sono qui da quattro mesi e, insomma...
� dura.
Ma tengo duro anch'io.
Uno prende il lavoro che pu�.
Se pu�.
Il posto me l'ha trovato Pavak, qui ha dei parenti.
� un ristorante italiano.
Molti clienti italiani, men� in italiano...
Insomma, quasi sempre ci salto fuori.
Buona paga.
Fra poco pi� d'un mese divento di nuovo padre.
Te la ridi?
Anch'io.
Sara � terrorizzata.
Ogni giorno le ripeto che questa nascer� sana e robusta.
Ah, perch� � femmina.
Non glielo dico tanto per farle coraggio.
Glielo dico perch� andr� cos�.
Io lo so.
RIKO: Sai che una notte Sara m'ha picchiato?
Botte vere, non per dire.
Perch� avevo deciso di venire qui.
E ancora adesso, ogni santo giorno, mi tratta come un bambino.
"Piantala, vieni via, torna a casa..."
Il punto � proprio la casa.
Quella casa l� io non la vendo.
Forse un giorno potr� venderla uno dei miei figli.
Ma io non la vendo.
Ci devo tornare.
Perch� ci torno.
Ci torno.
Ho letto, non so pi� dove,
che nel giro di 7 anni tutte le nostre cellule muoiono
per lasciare spazio ad altre nuove.
Siccome ho tempo per pensare, l'altro giorno mi chiedevo:
"Come mai allora noi restiamo noi?
Di cos'� fatto quel pulviscolo
che sopravive alla fine delle nostre cellule?"
RIKO: lo sono fatto della mia famiglia.
Sono fatto di te, di Max, di tutti gli altri.
Siamo fatti della nostra piccola citt�, dei suoi muri.
Delle storie che sappiamo di lei e di altri come noi.
Siamo fatti di quell'aria.
So che ti faccio ridere
se ti dico che ho capito cos'� la nostalgia dell'emigrato.
Per� � cos�.
� cos� forte che a volte penso che l'aria non la recinti.
Allora mi sembra di vedere da qui, da lontano,
che forse, addirittura, in qualche modo,
siamo fatti anche di Trieste, di Milano, di Cagliari...
di Lecce, Venezia,
di Pescara, di Palermo.
Forse siamo fatti di bellezze in putrefazione.
Di bugie, paura.
Di caos e di meraviglia.
RIKO: E poi siamo fatti di colpi di coda.
Una lunga serie di colpi di coda.
Siamo fatti di disprezzo
e s�, di amore.
Dici che sono diventato sentimentale?
S�.
Sono in attesa di sviluppi, Carnevale.
Ma almeno so, ne sono sicuro,
che di sviluppi ce ne saranno.
Ovunque tu sia,
vedi di stare bene.
Lo, ovunque tu sia,
ti abbraccio forte.
P.S., l'altro giorno Pietro mi ha mandato un'email
con una citazione di Pavese. Te la riporto.
Dice:
"Un Paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.
Un Paese vuol dire non essere soli.
Sapere che nella gente, nelle piante,
nella terra,
c'� qualcosa di tuo.
Che anche quando non ci sei,
resta ad aspettarti."
"Cosa ci faccio qui?"
Cosa ci faccio qui?
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