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Grazie.
O che va cerca di sufoli? Scusasse, ho un fatale equivoco.
Pista, giovano. Calma, calma.
Frate mio.
Lasciamo le mani.
Ben arrivato.
Dio te benedica.
Fratozzo, bello.
Amore in Torino.
Figlio mio, ti scrissi questa lettera con l'aiuto di Concetta.
Cape via che la terza elementare, Fici, sape leggere e scrivere.
Ho voluto scriverti prima di lasciare per sempre questo mondo
tanto bello, ma tanto ingrato.
Quante anni passarono, figliuzzo mio, senza che ti ho potuto vedere.
E la colpa è di questa miseria?
che non ci lascia mai.
Avevamo sperato, la tua povera Maci e io, di poterti chiamare prima con noi,
di trovarti un lavoro decente, migliore di quello che compare Vincenzo
tenete a Casciovillare.
Lui ha sempre sfruttato il sudore di noi poveri braccianti, ma
la vita fatosa è.
E bisogna rassegnarsi.
Figliuzzo mio, sento che sto per morire.
Per questa ragione ti scrissi.
Perché prima che questi occhi mi si chiudano per sempre, voglio parlare con
te.
Solamente con te.
Siamo arrivati.
Scendi, scendi.
Papà ti aspetta, vai.
Torito, figlio mio, finalmente.
Vieni, vieni avanti, assiediti qua.
Tanto ti aspettai concerto, voglio restare solo.
Como auci.
Tirami su, nipote mia.
Facci, facci mia.
Giusto in tempo arrivaste, figlio bello.
Sento che stai a moreno, Salvatore. Ma che dice, papà? La verità.
Ma non ti preoccupare.
Pensai pure a te perché tu nella vita non avessi a cebolare della sua ereda
universale di tutti i miei beni.
Concetta, porta il Romeo.
Nella stanza da letto, proprio qua l'avevamo a portare.
E che c'è da male, questa è pure la stanza del Romeo, no?
Te la ricordi?
È tua cugina, Concetta.
La figlia della sorella di Tomaci. Avete giocato insieme tanto tempo?
Sì, papà. Ora me la ricordo.
Si è fatta grande.
Si è fatta scema.
Vuole fare la nordica, la spregiudecata.
Sta tutto il giorno a leggere giornali illusciati.
Io le parole non le capisco. Ma i disegni sì, Salvatore.
Certe minchie e certi sticchi dell'auciobonno.
Figlio mio.
Non arriveremo.
Ecco il Romeo.
Tante grazie, Concetta.
Concetta è come una figlia per me. Non vi siete dati neanche un bacio voi due.
Stane male è l'unico bene che tengo oltre a questa casa.
D'ora in poi è tuo.
Trattalo come un figlio. È del razza buona. E se lo saprai non cecare,
diventerai ricco. Ma papà... Si chiama Romeo.
E sarà la tua fortuna.
Romeo... Me lo disse in sonno la buon'anima di Tomaci.
Sta santa femmina.
Pensò sempre a te.
Prima di chiudere gli occhi, mi fece promettere di pensare all'avvenire tuo.
Ora posso morire in pace, figlio mio.
Ma pace mio.
Siate benedetti.
Fermati, disgraziato, non devo portare.
fermati romeo ho capito non giocare ti devo però ho tempi di carestia sono se
non fosse per quella buonanima di mio padre in qualche fabbrica mi impiegherei
lo vuoi capire o no muoviti ma che sei toro o scecco avanti forza dai
madre mia che chiappe
mondiale
Scusa un momento, Romeo.
Muoviti, cretino.
Aspetta.
Un po' di pazienza, eh?
Che mi vuoi fare perdere sto colo?
Aspetta, eh? Ora vengo.
Ehi, ehi tu!
E che gioco è?
Tuo marito? Ma no, è morto tre anni fa di scarlatina.
E allora tuo padre?
Non sono orfano e figlia unica, non ti preoccupare, continua.
Ma che gioco mia ce l'ave?
Sei tu il padrone di quella bestia vaccapoia?
Sì, perché?
E perché non la tieni legata a quel torello? È un cataclisma, eh?
Maciulato tutte le mie pecore, maciulato.
Anche le pecore, Romeo, Romeo.
Stai calma, annunziatina, tra poco tocca a te, non ti preoccupare.
E ci siamo fatti di casa, eh?
Da quando noi siamo venuti in Emilia siete venuti molto spesso, signor.
Pupo mi chiamano.
Infatti è la terza volta che venite in questa settimana. Non faccio che
assecondare i desideri della mia annunziatina. Le piace il vostro Toro
Romeo?
Buongiorno. Buongiorno, Salvatore.
Signorina sono e a me certe proposte non mi si fanno. Non volevo offendere, non è
mica un reato fare l'amore, è una cosa naturale, guardate Nunziatino e Romeo.
Ste cose dopo il matrimonio si fanno.
Sei proprio molto bella Concetta, è tanto che ti desidero.
Pensare peccaminosi sono, confessate che siete venuto per vedermi. Ma lo sai che
mi stai facendo morire, non ci perdiamo un chiocchio.
Buongiorno, buongiorno Turiddu.
Se non ti dispiace, dottor Frittella, chiama Toreggio, quei fetenti dei
paesani tuoi. Scusi te. Ciao, piccola.
Buongiorno.
Buongiorno, dottore.
Buongiorno, Nicola. Te lo damo.
Scusi, c'è il signor Salvatore Fritella? Eh sì che c'è, aspetti glielo chiamo
subito. Salvatore?
Salvatore!
Che fu?
Eh c'è una signorina che ti vuole, lì.
Il signor Fritella? In persona.
Buongiorno. Buongiorno.
Ecco, vorrei parlare in privato, la sei una cosa delicata. Sono qui per
servirla.
Quale che sei il prossimo turno libero? Oh, dunque, allora, vediamo un po'.
C'è la pacca dei corti, poi quella dei ferretti. Ma no, che stai dicendo? Io
sto parlando di lei.
La mia persona d'occhiaste? Ma io sempre libero e disposto sono.
Mi son contenta.
E mia soddisfare il stesso cosiddetto debole è una missione. Ah sì?
Certo. A questo mondo c'è chi nasce toro e c'è chi nasce bove. E io toro mi
sento. Non riesco a dire basta, dottoressa. Mi sento... Mi sento addosso
come una smania, un pezzocore.
Ho bisogno di qualcosa, ecco. Un calmante, vuole dire?
Sì, sì, certo, un calmante.
Dunque, vediamo un po'. Un calmante, ha detto.
Forse ho quello che fa al caso suo.
Che rido, queste notti calde sono come quelle andalusse. Le corride, i tori
fucusi. Tutto.
Tutto di te mi ricorda la mia adorata Spagna, amore.
I tuoi baci sono del fuego, come i raggi del sol della mia terra, sulla mia pelle
assetata d'amore. Ah, Salvatore, matame da passion, te chiero, mio
amore.
Come va collega?
Domani per te sarà un gran giorno, medaglia al valore per meriti speciali.
Mio padre ragione aveva, tu sei stato la mia fortuna, ma guarda la minchia.
Lo so, lo so, è dura, ma che ci vuoi fare?
È il destino di noi superdotati. In fondo, noi svolgiamo una funzione
speciale. Lo sai che ti dico?
Non c'è molta differenza fra quello che fai tu e la politica.
Infatti, ti pagano. Perché lo schiaffi di diecio a qualche d'uno, sì signore,
lì siamo, ecco.
Come?
Quante me ne sono fatte oggi?
Aspetta, allora fammi ricordare.
Dunque. La moglie del commendatore, la figlia del pellicciaio.
Mi stai a sentire?
No, Marisa no, perché indisposta era.
Non fare confusione, quella era la magia, la magia.
Poi c'è Carlotta, che ha mandato pure la sorella e vale il doppio, hai capito?
Poi quelle due di passaggio e sono sette, non mi sputare addosso.
Come hai detto, che ti faccio ridere. E perché?
Che cosa vuol dire dieci a sette? Che so sotto di c'è?
Un momento, tu non mi imbrogli, Romeo.
Dunque, la vacca di quel tale di Novara, poi le altre due, quelle del pomeriggio.
È vero, sì, sono dieci.
E beh, questo che significa?
Finocchio, ci sarai tu!
Ma senti un poco che roba!
Meglio che me ne vado.
Comunque... Non finisce qui.
Salvatore Frittella non si arrende.
Comunicazione di servizio, l'incaricato del box numero 34 è pregato di recarsi
alla pesa.
Attenzione, il signor Salvatore Fritella è pregato di recarsi al bar della fiera.
Il comendatore Carli lo desidera.
Sì, sì, prendo tutti e cinquanti i vitelli, però fatti dare anche la
carolina.
Ma come, chi è la Carolina, Sochmer? È la vacca, no?
Ecco, guarda, senza la vacca non prendo lo stocco.
Ma quale cognac, imbecille! Voglio dire che non faccio l'affare, hai capito? Hai
già preso il tuo cappuccino di grappa?
Scusate, il commendatore Carli.
Sì, sì, ho capito.
Oh, carissimo fritella, vengo subito, ciao.
caro supplì, insomma, voglio dire caro fritella, si lasci stringere la mano,
caro mio, il principe dei tori, chissà quante palle ha lei sulla corona.
Ecco, boss, si vede? Ha le lacrime agli occhi, io la capisco, sa? Cosa
prendiamo? Non saprei, un G&B.
Quella, la mia bevanda preferita, bene.
Anacleto, un whisky anche a me, bravo.
E il signore? Un whisky.
Anche a me.
A me pure.
Anche lei un whisky. Mai, un gruadino.
Povero. Anacleto è un cronino.
Dunque, come presidente dell'Associazione per lo sviluppo
zootecnico di questa regione, ecco il suo cronino amico e buon prole faccia,
dicevo non posso che congratularmi con lei per l'indubbia abilità dimostrata
nell'allevamento del suo splendido capo. Si parla della diversità fra l'uomo e l
'animale, ma io non condivido questa teoria, sono di parere diverso. Infatti
per me non c'è nessuna differenza fra...
L'animale e l'uomo. E io ho sempre applicato gli stessi principi sia in
campo zootecnico che in quello familiare. Non ho afferrato bene il
concetto, ma... Guardi, mi spiegherò con un esempio.
Lei provi ad immaginarsi due cosce ben sviluppate e solide.
Se le immagina? Sì. Due vere e proprie colonne robuste dell'impianto che
salgono su, su, fino a formare... Il culo.
Il culo.
Ma col rispetto parlando si intende, commendatore? Ma di cos'è sta parlando,
frittella? Delle cosce, commendatore, e di quello che segue.
Ah, lei ha voglia di scherzare, e la capisco. Lei è molto simpatico. E questa
sera la voglio a casa mia. Do una piccola festa, ho una cosuccia fra enti.
E vorrei presentarle una persona.
Porti pure i suoi amici, eh? E anche il crudino, mi raccomando. Grazie, grazie.
Arrivederci, ciambella, frittella.
Cosa ne pensi della mia Sabrina, eh?
E tu cosa ne dici del nostro egregio Salvatore Bignè? Cioè, pastarella!
Frittella! Sì, insomma, frittella!
è l'allevatore di una magnifica bestiona, un toro gigante di nome Romeo,
campione il toro, campione anche il padrone, si è fatto una fama del suo
vicinato pari a quella del suo toro, dico bene?
Giovanotto ho detto dico bene?
Parole sante, commendatore.
Ah,
proprio due gocce d'acqua, Salvatore e il toro. Non ci fate caso, commendatore.
Concetta, che stai cucchiando? Stai calma, che dici? Ti dico la verità, oggi
del sesso si può parlare liberamente, no?
Sembrano fatti l'uno per l'altro, che bell'accoppiamento.
Vuole dire coppia, Concetta, moderati. E che cosa c'è di male? Siamo diventati
nordici ormai.
Lo commendatore è più sfonnato di Onassis.
Venga, che festa!
Sigarette? Sì.
Per caso, lei lesse l'ultimo numero di libertà sessuale e c'è un articolo sull
'emancipazione femminile che... Se lei permette, commendatore, vorrei portare
Sabrina domani a fare una piccola passeggiata nella mia macchina.
Ma sicuro divertitevi pure, ragazzuoli. È il vostro tempo, sciarbole.
È una questione di mentalità.
Salvatore è ancora attaccato a certi principi sorpassati. Lei ce l'allarga,
commendatore?
Cosa? La mentalità, dicevo. Ah sì, certo, certo.
E lei?
Larghissima, io ce l'ho. Lei non può immaginare quanto ce l'abbia larga.
Vuole favorire?
Dove? Mi riferivo alle sigarette.
Ah, le Mercury.
Sono le mie preferite, le adoro.
Si annoia, salvatore? La ringrazio. Oh, tutt'altro.
Anzi, mi sto divertendo moltissimo. Ma voi siete giovani, dovete divertirvi,
no? A proposito, il vostro Romeo ce l'ha la fidanzata?
Sì. Concetta, quella vacca, come si chiama? È Nunziatina. Una vacca
simpatica. Non ho dimenticato il nome. Romeo e Nunziatina, un bel
accoppiamento. Anche lui dice accoppiamento.
Fermiamoci qua.
Eccoci arrivati.
Mi piace questo posto, ci venivo con papà quando ero piccola.
Lui sparava ai tordi e io mi nascondevo perché avevo paura degli spari.
Avevo le treccine e i denti fuori.
Be' Geri.
Un disastro. Aguale.
Adesso va un po' meglio.
Minchia se va meglio.
Come hai detto? Ah, niente dissi.
Hai detto minchia, t'ho capito.
Tu non devi capire.
Parola di mascoli e espressione ammirativa dal significato oscuro e
profondamente misterioso.
Mica tanto misterioso.
Pittia misterioso deve essere. Obbedisco mio signore.
E beh, che stai facendo?
E' la prima volta che esco con un siciliano, per questo motivo chiudo gli
occhi e esprimo un desiderio.
Dove hai fatto a saperlo?
Sapere cosa?
Che ti volevo baciare. Beh, non lo sapevo.
Era quello il desiderio.
Beh, prese poco.
Che c'è, sei deluso?
No, anzi. Non bacio bene?
Menchia, no.
Ti vedo un po' strano. Vedi, il fatto è questo, che il maschio sicolo, la
femmina, so giocare la vole.
Ma non ti sembra un po' fuori moda? Ma se lo preferisci.
Alfredo, Alfredo, prendimi, sono tua.
E cui è questo Alfredo?
Sei geloso, eh?
Possessivo sono.
E allora possiedimi, che aspetti?
Sul serio dici?
Alfredo era uno scherzo, io voglio te, Salvatore. Oh, Sabrina.
Oh, no!
Mannaggia, no, non voglio possederti. Perché non ci riesci?
Ma no, perché mi piaci troppo.
E allora?
E allora, uomo d'onore sono.
E femmine sono femmine, ma tu per me altra cosa sei.
Che cose sono?
Voglio saperlo, dai. Fatti miei. Avanti, dillo, su, voglio saperlo.
Dillo, dillo, dillo. No.
Dillo.
Amici, brindiamo agli sposi. Evviva gli sposi!
Grazie, grazie a tutti. E soprattutto grazie a te, papà.
Una giornata indimenticabile come questa, avere accanto a me tutti coloro
che mi stimano e mi vogliono bene, è una gioia e una soddisfazione.
Ora, però, permettetemi di andare a brindare con Romeo.
Sarebbe una grave ingiustizia se dimenticasse l'artefice della mia
fortuna. Naturalmente ho portato anche lui.
E di là, nella dependanza del locale, vado a giuvarlo, se permettete. E gli
porterò il saluto di tutti quanti. Tu permetti, caro? Certo.
Saluto.
Giovanotto, senta un momento.
Senta un momento, ragazzuolo.
Ha presente il decimo comandamento?
Non desiderare la donna d'altri. Quinto però, non amassare, dico bene. Esatto,
mi sembra giusto.
Beviamoci sopra.
Bevo con te Romeo, alla mia e alla tua salute.
Il vostro caro augurio è la vostra manifestazione d'affetto come un impegno
d'amore.
Quello di essere per Sabrina veramente un buon marito. Un amico fedele
e devoto. E di darle nella vita tutte le soddisfazioni che merita. In senso
affettivo e in senso materiale. Più che altro sessuale. Perché anche questo è
molto importante.
Romeo mi capisce.
Questa è la solenne promessa che faccio oggi a me stesso.
E quando un buon siculo promette, mantiene.
Ho detto che è un impegno d'onore. E l'onore, signori miei, non è cosa da
prendere sotto gamba.
Anche se oggi sono in molti a fregarsene. Per noi gente sicula, gente
semplice, sincera, fatta all'antica e soprattutto moralmente sana, l'onore è
tutto.
E che sei un fulmine.
Ci voleva, Satchman.
La panna è indegesta, come se sa.
Eh sì, ci voleva.
Alla salute.
Voglio chiarire con te, occorre una spiegazione subito. Ma scusa, non
possiamo aspettare di arrivare in albergo?
Io non ho mai fatto l'amore in macchina, cerca di capire, eh? Perché fuori dalla
macchina già lo facesti?
Stupido, sei tu l'uomo della mia vita.
Ah, è così che mi piace.
Ti voglio, Sabrina. No, stai buono, Salvatore, ci possono vedere.
Non voglio paura.
Ma come sei violento!
Dai!
Dai, dai, dai.
Non dai.
Niente, un momento di debolezza fu.
Mi deconcenciai, ecco.
Ma non ti preoccupare, io non... Ah, sì, Salvatore.
Sangue di Giuda, tutti questi strumenti fetosi ci mesero stefiate dal Piemonte.
Aspettiamo di arrivare in albergo, Marostica. Va bene, aspettiamo,
aspettiamo Marostica.
Salvatore.
Salvatore.
Sbrigati.
C'è, amore?
Niente.
Allora?
Non ti piace abbastanza?
Ma che dici? Stai scherzando?
Sei anche troppo bella.
Bella, bella, bellissima.
Porco Giuda.
Tesoro, che cos'hai? Ti senti male?
Non lo so, non me lo so spiegare.
Scusami, cara.
Forse è tutto questo frastuono, questa dannata partita a scacchi. Ma proprio
oggi la dovevano fare.
Su, non te la prendere.
Riproviamo con calma.
Sangue di Giuda, proprio a me doveva capitare.
Ma sei sicuro di essere innamorato di me?
Ma tu vuoi che siano discorse da farsi la prima notte del macemonio che esse?
E perché no?
Voglio solo cercare di capire perché devo restare vergine. Ne ho il diritto,
no?
Ma io... Ma forse sei stanco del viaggio.
Riproveremo stasera, riposa adesso.
Stasera, stasera, stasera ho un corno. Torniamo a casa, ecco quello che
dobbiamo fare, tornare a casa.
Insolenti, come fai?
Scusami se ti disturbai, ma voglio congiurare le teorie del professor von
Kassel. Le teorie?
Non lasciamo le teorie, passiamo alla pratica, sorbole.
La questione di pelle con setta è fatta di miele e di mandorle.
Maria, morta sono!
Sta arrivando mio cugino Salvatore.
quando parla finisce al lupo al pugnetto finita
concetta una tempesta a
salvo torino torino ma come tornati già certo che tornai
ciao sabrina ciao ma non doveva andare a marostica e poi e poi una
minchia aiuta sabrina scarica la macchina ci vediamo più tardi va da
chiamare romeo
Vincenzo, le valigie della signora. Ma che è successo? Si può sapere?
Com'è andata?
Com'è andata? Proprio come dicono i francesi. Merda.
Bene, e ora pure tu ti ci metti. Bravo.
Bel modo di salutare un fratello. E pensare che abbiamo combattuto insieme.
Insieme abbiamo vinto tante battaglie.
E quello...
Sarebbe il saluto di un vero camerata.
In senso militare, cretino.
Comunista sono.
Mi fai sempre arrabbiare.
Se penso che l'ammirazione delle nostre femmine era... D
'accordo, d'accordo. Sono io che ho fatto fiasco. Può succedere a tutti, no?
Per ora è successo... A te no, eh? Stai attento che se passa l
'angelo e dice amen...
Forse si sarà sfruttato ciopo, è stato sempre così esuberante. Ma non è
possibile. È giovane e sano.
Non so che gli è successo.
Aspetta un momento, lasciami pensare. Devo avere letto da qualche parte...
Ecco qua.
Che stai facendo? Lasciami cercare.
Masochismo in convento no, omosessuali e cinesi nemmeno. Ah, ecco qua.
Analisi dell'eccitazione del maschio frustrato e stanco del professor Von
Kassen. E questo è il sociologo europeo e più versato nel campo dell'erotismo.
Un vero scienziato, sta tutto scritto qua. Che cosa c'è scritto? Come si può
risvegliare la potenza del maschio stanco. Sono tutte sciocchette. Ma
scusa, ci sono i nomi e gli indirizzi delle persone guarite, basta provare. Ma
che cosa ti costa? Che cosa mi costa? Dai allora, cominciamo subito, vieni.
Come mi sento eccitata.
Calmati, è lui che si deve eccitare. Sono sicurissima che ci riusciremo.
Parola di Concetta e di Von Kassel.
Romeo, scusa, puoi ripetere?
Ehi, dico, matto sei diventato.
Io andare con un'altra femmina e tradire Sabrina.
E perché vuoi?
Ah, tu dici che aiuta.
Insomma, ci avrei il complesso della scopata legittima.
Beh, potresti avere anche ragione.
E va bene, hai sempre ragione tu.
Lo sai che faccio? Io ci provo. E se dovesse funzionare...
Romeo, scusami tanto per quello che ti ho detto prima. Non lo
pensavo mica sul serio io.
Posso darti un bacio?
Ma che hai capito, scemoneto?
Un bacio serio, serio, voletevo, da mascole d'onore. Non come quelli che
danno le femmine, anche così.
Ciao.
Aspetta un momento, coca.
Ciao, bello. Ciao.
C'è di quella gentaglia in giro?
Allora, bel maschione, ce la facciamo in macchina o andiamo nella mia roulotte?
Bisognerebbe domandarlo a lui.
E mo ce lo chiedo io, sorbole. C'ho un dialogo con quei pistolini.
Però la comodità la spaga, eh?
Però siccome te mi sei simpatico, ti farò lo sconto. Ciao, culona. Vengo, non
vedi che sto lavorando?
Andiamo, bel moretto.
Ora ti piace la mia casetta? Bella.
Me l'ha regalata un cliente affezionato.
Minchia. È un bicamera e doppi servizi. E il terreno qui intorno è tutto duo.
Magari. Vieni, bambolotto.
Ti ricorderai della gigia. Certo. Come ti chiami te?
Salvatore. C
'è un Latin lover della
bassa a te, eh? Certo.
Si capisce dall'accento. Lo prendi un caffè? Sì, sì, sì, grazie. Mi fa
piacere.
Fa un caldo terribile oggi qua dentro, eh?
Mettiti in libertà anche te, tu ridi, mi pare che si dice così in dialetto. Sì.
Io ce l'ho già avuto un ragazzotto delle tue parti.
Sorbole che torse, ci penso mi eccito ancora tutta.
E il tuo pistolino com'è?
Funziona? Eh...
Chiamamolo Pestolino, funziona, funziona.
Almeno spero.
Eh, speriamo bene.
Ma dai, cosa aspetti a spogliarti?
Eh già, sì.
Ci voleva.
Su, da bravo, fai vedere alla zizia quello che sai fare.
Ma c'è Benedetta, che fai? Ti alzi? Oh, fratellino mio, che
bello.
Allora... Funzioni. Ma che cosa ti prende, mustacchione?
Beh, ma guarda, parli sul serio col tuo piffero? Ma allora è vero, Romeo aveva
ragione, sei vivo.
Oh, eh, bellezza, mi piace mica tanto te. Ma chi è sto Romeo?
Sei Busone, allora?
Ma che dici?
Giustissimo sono. Ecco qua, diecimila.
Devo andare.
Ma se non abbiamo neanche cominciato.
Oh, lo so io come devo finire.
E cosa vai a farti, una pugnetta?
Complesso.
Aspetta un momento, tu ridu.
Guarda che maniere.
Fatla far dare in tal culo.
Sabrina, insomma, mi vuoi spiegare che significa sta storia? Dove sei?
Ai! Giuda!
Matruzza mia!
E chissà che roba è? Che stanno commenando?
È un film pornografico. Sabrina, certa cosa non la devi guardare. Ma è proprio
perché lo voglio vedere che ho organizzato lo spettacolo.
È per te, amore. È per farti eccitare.
E per il tuo bene.
Ferma, ferma quell'affare. Aspetta.
Salvatore.
Spegni subito questa macchina.
Chi ti ha messo certe idee nella testa? Sono stata io.
E non sono idee come le chiami tu, teorie scientifiche sono. Ecco qua.
Che cos'è, che roba è? Il testo didattico del professor Von Kassen. Lui
sa tutto sull'inibizione sessuale.
E questa cosa qua farebbe parte della... Della cura, proprio così. E certo, non è
detto che tutto vada bene per tutti. Ogni persona è differente da un'altra.
Comunque qui ci sono duecentocenta sistemi. Dimmi, aveva dato di volta il
cervello a tutte e due.
Pazze furiose.
Salvatore, dai, che se mi dai il retta vedrai che ci riusciremo. Ma io c'ero
riuscito. Giuro.
Amore, davvero. Quando sono entrato in questa stanza ero pronto per fare il
filimondo. E ora?
E ora invece è finito il mondo.
Oh, no.
Su, andiamo, nunziatina.
Vieni per suo a godere, va.
Ehi, allegro, Romeo.
Visto che pupo ti ha portato, nunziatina?
Lo so, lo so che ti piace.
Poi vi lasciamo solo e salta che può, Romeo.
Di un po', Salvatore. Che c'è?
A quanto gliete vento, eh?
E a te che te ne frega. A me niente.
Certo che tu non sei mica fatto come Romeo.
Lui sì che è un vero maschio.
Che cosa vorresti insinuare?
Niente. Come sei permaloso.
Vai subito in puzza. Ma cos'hai, la coda di paglia?
Pensaci tu a farli accoppiare.
Ci penso io.
O se vuoi possiamo chiamare il professor von Kassen.
Affanculo von Kassen.
Allegra annunziatina che adesso ti fai fuori Romeo, mia Giulietta. Ma è mai
possibile, su Schifioti giornali parlano tutte della stessa cosa.
Io non ho problemi sessuali, ma... Guarda lì che
roba, l'Elolita è in Parlamento.
Vediamo questo.
Tutti insieme spegneremo i tuoi bolloni.
Tutta roba di sesso. E vabbè, proviamo con lo sport.
Ecco un giornale serio, finalmente.
E che?
Le donne di Gigi Riva. Ma allora è proprio una mania.
Chinaglia torna dall'America.
Sì, ha ringraziato il cielo.
Prati è il nuovo cannoniere del campionato.
Oddio, il diavolo.
Che ci fai lì dietro? Faccio la gatta. La che?
La gatta.
Ci mancava pure la gatta, ma tu guarda.
Ma dai.
Si può sapere che significa?
Sono una gatta che vuol fare l'amore. No, tu non sei una gatta, sei una matta.
Vuoi collaborare almeno una volta? Ti prego.
Pensa di essere un gatto e lasciati andare.
D'accordo, sono un gatto. Che devo fare?
Destrairti lì.
Ecco fatto.
E ora?
hai ti sente male faccio la gatta e va bene non parlo più
non
sto
ridendo di te e che mi fai il solletico
Forse funziona. Lo vedi?
Continua.
Continua.
Continua, continua, continua.
Continua.
fare così, non te la prendere. Io lo faccio perché ti voglio bene.
Ascolta amore, può darsi che in quel libro ci sia qualcosa di più adatto, di
più efficace.
Ti faccio una proposta, vuoi che lo studiamo insieme?
Bene, passa quella coda, sempre getta così, mi fa una rabbia.
Schnell, dove vai?
Abbiamo una mezza ora di ritardo.
Ma
sei
convinta? Dobbiamo proprio farlo. Sì, è necessario.
E state zitte, cretine. E' pieno di galline qua.
Io ho pensato di essere sparito in aria. Senza mica di geomania non guidare.
Ciao, puoi tu vedere i fantasmi.
Mi raccomando, fai piano.
Tu dici a me dove metti tutta la birra che ti bevi, eh?
Ah,
io sono in un grosso birro bar, lo sai?
Io vorrei che tu cantassi qualcosa, mio amico.
Questo sia il posto giusto, spogliati.
Levati i vestiti. Ma proprio tutti?
Come prescrive il libro, muti. Aiutano ad aumentare il senso del pericolo e di
conseguenza l'eccitazione. Lo dice Von Kasse. Se lo dice lui.
Salvatore, ho un po' di paura. Ma vai, non ci pensare.
Pensi di prendere il camion puttana?
Se tu scordato io frocio.
Mi ricorda sempre più dopo.
Tu pensi sempre troppo a donne.
Tu bisogna di pira per dimenticare.
Prendi.
Pira e donne per te è la stessa cosa.
Ma se tu fai furbo capisci che pira è meglio di donne.
E se poi tu non fumo, io dico te di andare a fare il vostro buco.
Di culo.
Ste galline quanto rompono, sono stanno zitte le strozze.
Andrà tutto bene.
Che ne so io, queste pollasce maledetti, io non ce la faccio, non riesco proprio
a congiungerle. Volevo dire con gli autisti e il resto.
Il fascino del rischio proprio qui sta, a così parlò il professor von Kassen.
Aiutami sopprima.
Un momento.
Tu pensa veramente che ho bevuto troppo? Perché?
Io ho visto culo. Di ragazzo maschio.
Di ragazzo donna. Ah, non interessa a me donna. Oh, meglio a me.
Voi di essere sicuro ladri di bollo? Oh, ma da me pistola!
Ma giusta, ci hanno vesti.
Tieni.
Muoviti presto.
Ladri, nudi.
Presto.
Io sparerò il loro culo.
Ma dove spariti?
Tu pazzo, via con questo cannone. Vuoi uccidere il fratello tedesco di
Germania?
E' concetta.
Ah, meno male.
Andiamo.
Ma come hai fatto a giolarci? Non vi ho mai perduti di vista, per fortuna.
Abbiamo corso un bel rischio.
E non ti scoraggiare, non tutto funziona per tutti.
Sarà niente, funziona.
Signorina, scusi signorina, è libera? Oh, e tu che vuoi? Ma non ho capito,
scusi. Ti ho chiesto che vuoi. Ma per l'appunto lo stavo dicendo alla
signorina. La qui presente non è una signorina. Lo dico bene, era tanto così
per dire, non è una signorina, è una puttana.
Che cosa?
Va bene, va bene, non è una signorina nemmeno una puttana. Per favore, ma me
lo dica bene lei, ma che cos'è?
È mia moglie. Ah, e congratulazioni.
Che fai ora, sfotte pure?
Senta, lasciamo perdere, adesso che ci penso io, volevo un caffè, si immagini.
E proprio qui dovevi appigliare, forza. E succede qui.
Ma senta, signor agente, buongiorno. Niente, niente, discutevamo.
Documenti. La gentile signorina è mia moglie. Sì, sua moglie. Sì, documenti.
Allora non mi sono spiegato. Aspetta che adesso ti spiego meglio.
Senta.
Ma dove ti porti?
A fare una bella passeggiata.
Sono suo marito. Dentro, dentro.
Allora, ti lasci per spiegare? Lo dirai al commissariato, su. Ma io non ci
voglio andare al commissariato. Forza, forza. Io ci vorrei.
Ma guarda che c'è un equivoco. Non è possibile, guarda che mi succede. Su,
avanti belle chiappe, su.
Signora Gento, non tocchi le chiappe di mia moglie. Ma cos'è, l'ha toccata? E
come non l'ha toccata? Che non l'ha toccata? E zitti, per favore.
Non ci capisco più niente, Romeo.
Le sto provando tutte e va peggio di prima.
Pure al commissariato andai a finire.
Che devo fare?
Il medico?
E' certo che sono stato dal medico.
Ha detto un mucchio di parolone. Me le sono segnate qui, ecco.
Un caso di astenia psichica dovuto a uno stato di inibizione della sfera erotica
emotiva del subconscio con conseguente paresi fisica.
E quando gli ho chiesto che cosa dovevo fare per guarire, sai che cosa mi ha
detto? Fate queste iniezioni, se non funzionano non resta che il ciapianto.
Mi ha sfottuto.
Che cosa?
Che cosa vorresti dire? Spiegati.
Che mi mette la corna.
È vero, la corna non ci avevo pensato.
Lo so che pure tu c'hai la corna.
Ma tu mica solo quelle c'hai. Romeo, non mi fare incazzare pure tu.
Allora che fai, vieni con me a quella festa?
Ma sì, sì, comunque alle sei allora. Sì, sì, ci divertiamo. Uè, guarda quella.
È dolce come lo zucchero.
Allora ce la succhiamo subito. Dai, vieni.
Ehi, pupa.
Ehi, zuccherino.
Ce la fai assaggiare, beve le chiatine e via, dai. E lasciala perdere. Ma chi ti
credi di essere?
Sei pronto, Salvatore?
Va bene, sono pronto.
Un po' d'anestesia. Non la faccio.
Lassamu perdere, tanto non serve a niente.
Tu dissi, il tuo è un blocco mentale, il professor Fongasse... Lascia perdere
quel maledetto, finirà per mandarmi in manicomio.
Però, dice cose giuste, sei bloccato con Sabrina. Me l'hai detto tu che una volta
con una batona ci stavi riuscendo.
Certo, ma non posso mica portarmela a casa per caricarmi. E da dove sta lei ad
arrivare da Sabrina?
Buonanotte, c'è troppa strada.
Già, ci vorrebbe qualcuno qui.
Salvatore, ti ricordi di quando eravamo piccoli e giocavamo insieme? Ma che vuoi
che mi ricordi? Con quello che ho in testa ora?
Oddio! A che sto dicendo?
Giocavamo al dottore.
Prima mi visitavi tu e poi ti visitavo io.
Beh? Allora quando ti visitavo io a quel punto avevi sempre un affare così.
Ma no, era piccolo. Ma così... Beh,
è passato un po' di tempo, ma forse potrebbe funzionare ancora. Tu ti
carichi di qua, poi corri da Sabrina che ti aspetta di là e paff, ti è tutto
risolto. E tu faresti questo per me? Beh... Che c'è di male, in fondo per il
vostro bene sarebbe come tornare ragazzi.
Sei un tesoro, Concetta.
Aspetta un momento, un po' di pazienza.
Sabrina, sei pronta?
Ti stavo aspettando, Conchetta.
Va bene così?
Credi che funzionerà?
Stavolta sì, sono sicura di sì. Ci penso io.
Eccomi qua.
Ehi, che cosa fai, Conchetta? Ho ricostruito l'ambiente, può servire.
Non credi, Salvatore?
Ora siamo tornati bambini e tu mi visiti, curami, curami tanto, Salvatore.
Molto, molto.
Sono molto, molto malata.
Dimmi centacce.
Centacce. Ora tocca a te.
Rilassati. Il mio malatino ha bisogno di un massaggio.
Così, dolce, morbido.
Bravo.
Ti piace, Salvatore? Sì, sì.
Bravissimo.
Bravissimo. Mi distendo.
Ma...
Speriamo che vada bene.
Tu e il generale Lamarmora.
Avanti, Romeo.
Scegli, visto che tu te lo puoi permettere.
Sono tutte a tua disposizione.
Ma che fai ora al difficile?
Avanti.
Forza.
E allora?
Metteteci pure tu ora, avanti, muovete.
Che ti prende, che ti succede, perché ti sei impuntato?
Pensa a Nunziatina.
Ah, ho capito.
Ci siamo innamorati. Ma fammi ridere, va!
Ho paura che il tuo toro dovrà rassegnarsi. Nunziatina l'abbiamo
venduta alla troiera ad un allevamento a Totesino come fattrice di razza.
In famiglia non siete fortunati in amore, a quanto pare.
Andiamo via, portatelo nella stalla, sbregatevi. Qua, vedete, ci manco panni.
Vai!
Su, non ci pensare, Romeo.
Salvatore, Salvatore, aspetta.
Salvatore, non devi prenderla così.
Oramai l'ho presa, minchia se l'ho presa. Sì, ma non ti devi scoraggiare,
lo sai, finché c'è vita c'è speranza.
Concettina, è inutile, tu hai fatto quello che hai potuto e te ne sono
grato. È stato un piacere per me, davvero, in tutti i sensi, solamente mi
dispiace che non è servito a un granché. Che ci vuoi fare allora?
Eh, senti Turi.
Sì. E ci sarebbe un altro sistema.
Lascia perdere.
Di che si tratta?
Ecco, veramente è un po' complicato perché si basa sulla teoria delle
reazioni opposte. E io non ci capivo niente.
Aspettati che ora te lo spiego. Il professor Von Kassen dice che il maschio
ha due nature.
Due nature.
E aspetta un momento che te lo leggo perché è veramente interessante.
L'uomo ha due nature, un'attiva e l'alcia passiva. Spesso la parte attiva
si agiofizza a vantaggio della passiva che assume vari aspetti. Dalla
pederastia... Questo non mi riguarda.
Aspetta.
Dalla pederastia al wireismo, che sarebbe come dire i guardoni, no?
Molte volte, fai bene attenzione, molte volte il wireismo può riportare in
funzione la parte attiva agiofizzata, attraverso lo stimolo diretto dello
spirito di emulazione, soprattutto...
Se l'oggetto dell'osservazione è un essere umano o comunque a noi
affettivamente vicino. Io non ho capito un tubo. E sarebbe come dire che
potresti eccitarti guardando Sabrina.
In questo caso l'eccitazione non si spegnerebbe perché riguarderebbe la
stessa persona amata.
Ma io, io la guardo tutti i giorni mia moglie e non mi succede niente. E per
forza, devi guardarla mentre fa l'amore con un altro. Ma se ti dico che non mi
succede niente... Ma che menchia ricesti? Che dovresti spiarla mentre lei
va a letto con un altro uomo. Tu sei pazza.
Completamente pazza. Guarda che ci faccio io col tuo professor von Kassen.
Tieni.
Ma il professor von Kassen dice che...
Sai perché? Per dirti una profonda verità.
Qualcosa che dovrebbe essere scolpito a carattere di fuoco nel cielo.
La vita è una merda.
Appunto per questo noi due ci capiamo.
Tu hai perduto la tua annunziatina e io... Io sto perdendo la mia Sabrina.
Siamo proprio una bella coppia.
No, noi due.
Ecco, mi sembra ieri, quando mio padre mi chiamò al suo letto di morte.
Eri un bel vitellino allora.
Non te l'ho mai fatta vedere le fotografie.
Uno di questi giorni te le porto.
Quanto tempo è passato da allora.
Tu sei diventato d'oro e io sono diventato ricco.
Ci siamo fatte tutte le porche vacche che abbiamo voluto.
E avremmo potuto continuare così.
Ma Monsignore, no!
All'improvviso tutto è andato a scatafascio per te e pure per mia.
Tu sei andato a infognarti con Nunziatina e io non sono riuscito a fare
l'amore con mia moglie.
No, e se ci voglio riuscire, il professor Von Kassen dice che la devo
fare fottere ad un altro, mia moglie.
E mia, che giù, un nazista che è.
Sai che ti dico?
Che se ne fotta della femmina.
Mia moglie vuole un vero maschio, che se lo prenda, e tanti auguri.
Io toglierei il reggiseno.
Sì, caro. E poi aggiungerei un paio di calze color... grigio fumé.
Con delle giarrettiere bianche.
Va bene.
Così il tutto avrà il sapore della pergenità.
Permetti, cara.
Così?
Sei perfetta. Le piacerai.
Che c'è, Salvatore?
Divertiti.
Salvatore!
Salvatore, ti amo tanto.
Anch'io.
Sabrina! Sabrina!
L'Apocalisse è arrivato.
Quello non se la fotte.
La disintegra.
Funziona.
Conciolla, va.
Funziona.
Altro che se funziona.
Sabrina, sei uno schianto, va.
Chi è?
Sì.
Un momento, un momento.
Sono arrivato.
E che?
Diventasti sordo o duretto?
Mi ero addormentato, ho fatto un sogno. Che volete? Un favore. Hanno portato la
polvere per i fuochi d'artificio di domenica. E dove la possiamo mettere? Lo
sai? I fuochi, i fuochi per la festa del San Calogio. Appena le sfiori scoppiano.
E' pericoloso lasciarle in giro così.
E va bene, va bene, mettetela dove è meglio vi fa comodo, dove volete voi.
Ma che c'è da tante male?
No, mai è stato meglio in vita mia.
Scusate. Ma che ci vediamo? È un po' di sconcetto.
Senta, facciamo la nicchietta d'acqua. Alleggia, così.
Piano. Piano. Piano.
Ecco sì, su scoppia chi sta se nemo, tutta parandalaria ne nemo. Eh, vabbè.
Sì, vediamo sta botta, va.
Ho paura che il tuo toro dovrà rassegnarsi.
Non si attina, l'abbiamo venduta alla troiera ad un allevamento a totesino
come fattrice di razza. Ah.
In famiglia non siete fortunati in amore, a quanto pare.
al simbolo più splendido della potenza virile, spentosi immaturamente perché
Cioppo amò.
Era la creatura più perfetta che la natura ci avesse dato.
Rappresentava la forza, la bellezza, la continuità della specie.
Non era solo un toro, ma Renaldo in campo che si batteva contro i saraceni.
Il semidio Ercole, che compiva le sue cedici fatiche. Dodici. Meglio
abbondare. Giovedonante, che soggiogava i mortali con quel popò di fulmini.
Romeo, eri un amico.
Un vero amico. Un caro compagno dei momenti gesti. Tanti
e dei momenti felici.
Pochi.
Condolianze.
Le mie condoglianze.
Grazie.
Salvatore, guarda chi c'è, Pupo.
Sempre male, Cibolle.
La coppa fuori dopo Pupo.
Figlio di bottana, la vendita di Nunziatina l'ha decise per farmi uno
sgarbo. Feci accoppiare a Nunziatina un alciotoro in presenza del Romeo.
Vero, Carmelo? E così fu. E dissi pure un fatto che a te non ti è venuto ancora
un figlio.
Allusione e sgarbo fece. Allopara lo sistema.
Lassalo stare, vale la pena. Romeo è morto e non torna più. Che disgrazia. L
'ho capito, che il mio Romeo non torna più.
Mi ammazzo, mi ammazzo.
Voglio morire.
E non lo svegliamo.
Salvatore, Salvatore, non disperarti, Salvatore. Non
tutto il male viene per nuocere. Sono venuto ad aiutarti a risolvere
il tuo problema. Tu sai cosa significa sodomizzare?
No, no, no.
Male!
Lo sai che significa? Sì, sì, no.
Ma allora non sai una minchia, Salvatore.
Beh, stai a sentire. Devi trattarla duramente, la tua donna.
Tu l'hai posta su un piedistallo, per questo non riesci a possederla.
Lascia perdere le belle maniere, trattala come io trattavo le mie vacche.
a calci e a parolacce. Ci vogliono le maniere forti con le donne.
Provaci e mi darai ragione.
Addio, Salvatore, addio, addio.
Salvatore, ma che cosa fai tutto nudo?
Spogliati.
Ma che ti prende? Sei impazzito?
Spogliati, ti disse.
Ma te il toro ha dato alla testa.
Sicuro che mi ha dato alla testa, tiè.
Ma che t'ho fatto, Salvatore? Non mi hai fatto niente, ma ti rompo le ossa lo
stesso.
Sì, sì, funziona. Ti distruggo, ti rompo. Ancora, ancora.
Picchiami, Salvatore.
Sì.
Già.
E il signore te ne rende merito.
Non si che te ne intendi.
Coraggio, Salvatore.
Dimmi le parolacce.
Ora te le dico.
Vaccozza. Va a guzza che non sei alcio.
Chiudi la bocca e apri le gambe.
Sporcaccione. Ti piace questa parolaccia? Lo sai che cosa sei?
Una maialetta in calore.
Romeo.
Le parolacce e le botte funzionano. E come se funzionano? Salvatore.
Certo che...
Salvatore,
così... Concetta, ti ho sentito, sai!
Non te ne andare, che poi tocca pure a te. Anzi, aspettami in camera tua, che
poi giochiamo al dottore.
Va bene.
Allora, dove eravamo rimasti?
Oh, Romeo, Romeo, non finirò mai di riniziarti.
Concetta!
Sto io morendo, dottoressa mia, sono cercato di visita, voglio subito una
bella analisi. Non è da odottore che hai bisogno, ti serve ben altro.
E apri, per favore.
Dottoressa mia, il tuo malattino aspetta. Devo proprio aprire?
Apri subito.
Buongiorno. Buongiorno.
Buongiorno. Il generale Lamammora funzionò.
Ma che c'entra Lamammora?
C'entra, c'entra. Buongiorno. Oh, buongiorno. Buongiorno. Eh, già.
Anzi, diciamo che c'è entrato. Dove risco?
A tutte e due.
Metà per uno.
Buongiorno.
Cose nostre. Cose di casa nostra.
Ho sempre detto io che la forma più perfetta è la sfera.
Il mondo è rotondo.
Tutto quello che è bello è tondo, cara.
Buongiorno, buongiorno. Buongiorno, signora. Buongiorno, lo dicevo io.
Buongiorno.
Guarda questa quanto passa e ripassa. Che bello.
Guarda chi c'è. Le signore mi permettono?
ma certamente stiamo a
vedere la buona creanza insegna che le moglie degli altri vanno rispettate
quando si incontrano delle signore le mie signore gli è d'obbligo il saluto
maleducato ora ti insegno qualche
cosa
Per tua norma è regola che sto caso si chiama Cappello di Minchia alla
Palermetana. Ci siamo capiti?
E questo, se permetti, un calcio d'angolo alla bolognese, poi ad un mon
leather.
Non è successo niente.
Prego.
Buongiorno. Lo abbiamo sistemato?
Vaffanculo, beh!
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