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There is a land beyond the
river that we call Lord, the
sweet forever.
And we only reach that shore by faith.
Gli schiavi che vi ho proposto oggi li avete comprati tutti, tranne questi due
che fino a questo momento non vi ho ancora offerto.
Perché Messie Lafayette me li aveva richiesti espressamente, ma per qualche
suo impedimento non ha potuto partecipare al nostro incontro. Strano
che Zad non sia venuto. E io non posso riportarli indietro, il viaggio sarebbe
molto pericoloso.
Perciò ho deciso di venderli a... Senti, prendiamoli.
No, per ora basta.
E sono già abituati a lavorare nei campi di cotone o nei campi di tabacco.
Sono rotti a tutte le fatiche.
Vieni qua, tu fatti vedere.
Gira.
Guardate che muscolatura, che corpo perfetto.
Torna al tuo posto.
Messie Lafayette.
Lo sa benissimo che rendono di più quelli che sono stati già domesticati.
Quindi, adesso osservate il secondo.
Anche per lui nessuna malattia e tutti i denti sani. Vai!
Il suo fisico ancora è in grado di sopportare sforzi notevoli senza lamenti
e senza sentire la stanchezza. E dopo una giornata di lavoro nei campi, la
sera può tranquillamente ingravidare le vostre schiave negre.
Dai, comprali.
Guardali.
Ma devo dire a questi Giorgio. Ma è il diavolo, Giorgio. Tu non li sai proprio
fare gli affari, te lo dico io.
Ma che ti prende? Bisogna saperle cogliere le occasioni.
150 dollari.
Lasciamoli comprare gli altri. Dai, comprali. No.
Allora faccio io le mie affari.
Così diventeranno nuovi.
Dai, eh. Sì, sì, come vuoi. Li compro io tutti e due, per 2000 dollari. 2000!
Nessuno offre di più! 2001, 2002, 2003!
Aggiudicati a Monsieur Blanchard!
Scendi!
Beh, sarai soddisfatta ora.
Siete stati molto abili a non far partecipare Giorgio Lafayette all'arte.
Sua moglie aspettava con ansia quei due magnifici esemplari.
E grazie a voi adesso ce li ho io.
Per me fa lo stesso.
Mio marito e George faranno un lungo viaggio.
E io ho paura di rimanere la sola in questa casa.
Perciò ho comprato quei due negri.
Sì, sono giovani e forti. Sicuramente saranno in grado di difendermi. State
tranquilla. Beh, ecco a voi.
Grazie.
Voi li conoscete bene.
Insegnatemi a trattarli.
Anzi, a comandarli.
Voi siete... siete la loro padrona.
Li penseranno con una frusta in mano.
E la notte si masturberanno pensando a voi.
Ma sempre... con la frusta li dovete trattare. E voi siete come
loro. Sì, certo.
E allora voglio provare.
Grazie.
Lo senti?
Lo senti quanto è grosso? Ti piace?
Ti piace? Dai.
Così, brava.
Così. Sì, dai.
Dai. Sfinge.
Così. Dai.
Grazie, grosso.
Sì, sì.
un ragazzo grosso come il mio non ce l'ha neanche un negro
5,
6,
7, 8,
9,
10.
Sì, però io spoccaremo.
Lo senti? Lo senti come entra bene?
Ti piace adesso, eh? Ah, sì.
Che cazzo è stato?
sei stato molto bravo
eccoci
qua siamo arrivati tieni i tuoi panni li ho lavati
Senti, me la dai una mano?
Sì. Allora aiutami per favore.
Aiutami a tirare il tuo bracco.
Così poi ti sentirai meglio.
Prendila per favore.
Ecco.
Molto bene. Ecco l'acqua.
Vedrai, adesso farò una cosa che ti farà sentire molto meglio.
Grazie. E di che? Non ti devi preoccupare. Sei molto buona tu.
Chiedi il permesso di parlarmi allora.
Se tu vuoi.
E certo.
Grazie, grazie.
Chi stai spiando, brutto zozzone?
Nessuno. Vieni qui e smettila di spiare, forza, vieni qui. Io non spiavo, bella
cameriera bianca.
Bugiardo ci ho visto.
Io guardavo cameriera con il negro vicino Pozzo.
Non devi guardarla, va bene? Non devi.
È vietato. Non devi farlo.
Hai capito?
E non guardarmi le tette. La devi smettere. E adesso vieni insieme a me.
Cammina. Raccogli quello.
Se lo sapesse mio marito, ti farebbe fruttare a sangue.
Avanti. Lo sai.
Le devi rispettare le regole di questa casa e sono molto rigide. Ma io, io...
Ma, ma insomma, stai fermo, non mi puoi toccare così.
Vedete mio marito?
Potrete imbeccarti, stai giù.
Ma... Allora cosa vuoi fare, eh?
Ti piaccio, eh?
Sì, tu piacere me tanto.
E ti piaccio più della signora Bianca, eh? Della padrona. Sì, sì,
sì, sì.
Che belle grosse tette.
Davvero.
Tanto, tanto grosse. Vediamo un po'.
Tu fai impazzire me così.
Sì.
Sì, dai, tu, tu.
Sponginarmi, dai, ancora.
Ancora.
Belle tette, belle tette.
Sì, sì, belle come tamburi.
Oh mio, un gellone in mezzo, nido, due tette. Ah, sì, così.
Ah, così mi fai bazzire.
Sì, sì, così.
Ti faccio scoperti le donne bianche. Tanto, tanto.
Io sozzone, tu grande
vanguna bianca.
Grazie.
scopami così Gigi
bravo schiavo che sei io tu lo schiavo G tu lo schiavo dai
sfonda tutta la mia figa bianca dai
Continua a mettermi in grado.
Mi piacere tanto inculare donna bianca.
Io obbedisco mia padrona.
Grazie.
Tu sgobari proprio come grande vaga.
Però tu dovresti essere in cucina ora, no?
Devi andare a lavorare, devi andare in cucina, muoviti! Basta adesso, vai in
cucina, vai!
E allora l'altro schiavo lo sodomizzano.
Così tutti sanno cosa succede a chi osa guardare le nostre donne e credetemi, fa
più paura dell'impiccagione.
Io l'avrei evirato.
Beh, vorrà dire che prenderemo esempio dal nostro amico George per trattare gli
schiavi. Non credo proprio che funzioni, specialmente con gli ultimi due. Ah,
perché? Perché non ti ci vedi a sodomizzare uno schiavo, Eric?
Invece diventerà la regola principale per la nostra piantagione.
Fai bene ad attuarle, non ci sono altri nemici. Sì, sì, ne sono com'è.
Devi convincere tua moglie. Sì.
Va bene.
Staremo a vedere. Eh, sì.
Sono degli animali. Badrone, scusa. Come osi.
Allora, che vuoi?
Sì, sì, ma vai via ora.
Avete visto a che punto sono arrivati? Per parlarmi mi tocca.
Si deve ancora abituare. Sì, ma lo sa che sono io il suo padrone. Non voglio
questa familiarità.
Oh, dice davvero?
Sì, è pazzesco che si... Allora, amici, devo dire che è stata proprio un'ottima
cena. Era tutto molto buono.
Sopportabili.
Forza, coraggio, ora è meglio che ci ritiriamo così decidiamo i dettagli del
nostro viaggio.
Ci vediamo più tardi, d'accordo? Con permesso. A dopo.
Ciao. Grazie.
Ciao, a dopo. Ciao. Ciao.
Così finalmente avremo modo di chiacchierare un po' fra di noi. Se ne
sono andate, possiamo parlare tra noi donne. Pensano soltanto a lavorare.
Eccomi.
Grazie, tesoro.
Oh, sì, baciami.
Oh, sì, così.
Oh,
così mi piace, lo fai.
Ti piace?
Sì, tanto.
Ti piace?
Una bella.
Sì.
Ancora.
Ancora.
Sì.
Sì.
Buona.
Ecco, sul cazzo.
Dai,
che ti mando in corpo anche i coglioni.
Sì, dammelo, dammelo tutto.
Ti piace?
Sì. Mi piace?
Sì.
Troie, sei troia.
Mi piace quando mi dici che sono una troia.
Giusti, scusami.
Grazie.
Che cura! Che
cura!
Non te lo voglio.
Così. Così.
Così. Fammi male così.
Dai, vai. Così.
Prendi il cazzo, dai.
No,
sì. Ancora, dammelo. Lo voglio.
Sì. Ti piace guardare come entra nel culo, eh?
Sì. Sì.
Così.
Mi eccita.
Lo vedo.
Ah, sì.
Mi piace guardarlo.
Ah, sì.
Ora voglio vedere.
Voglio tutto che mi viene addosso. Così, da dirmi addosso. Dai, dai, dai.
Aspetta, sì.
Così, dai.
Il tondo di sperma.
No!
Anche tu, spargoletto!
Buongiorno, Eric.
Temevo che fossi già partito, ma per fortuna sei ancora qui. Devo parlarti,
devo dirti una cosa molto importante.
Cosa mi devi dire?
Siediti. Grazie.
E allora?
Questa notte ho preso una decisione molto importante. E qual è?
Portami con te, per favore.
Senti, lo sai che non parto solo?
Questo lo so.
Come posso giustificare la tua presenza in un viaggio d'affari?
Dimmelo.
Sono tua cognata, Eric.
Annie, cosa vuol dire che sei mia cognata?
È sempre il mio affare.
Annie, sono affari di famiglia.
Ti prego, Eric, non lasciarmi sola, per favore.
Ma non sei sola.
Sì che lo sono, senza di te. Faremo in fretta, ti assicuro.
Non posso pensarci. Annie, calmati.
Per favore, Eric, non amare. Calmati.
Ann.
Lasciami venire con te, ti prego. Non lasciarmi venire. No, no, credimi, è
impossibile.
Però ti prometto che appena torno le parlerò.
E allora potremo stare sempre insieme. Io non ti credo.
Ma perché no? Io ti amo, amore mio.
Davvero mi ami? Sì, certo.
Ehi, amore mio.
Ehi, amore mio.
Ti piace, eh? Sì.
Sì, giuro.
Ti piace il mio bambino, è vero?
Dino, dai.
Sì, bambino.
Così, così, ancora, sì.
Vuoi farti godere, amore mio?
Oh, Teo, pensavo che lo saresti più venuto. Vieni.
Grazie.
Ti ho portato un fiore, l'ho preso nel campo, l'ho preso.
Vieni.
Non avere paura, ho chiesto il permesso e il padrone me lo ha dato.
Ecco, così possiamo incontrarci tutti i giorni dopo il lavoro.
Ci sediamo qui? Sì, va bene.
È stata una cosa meravigliosa.
Prego.
Grazie. Siedi.
Io ti voglio regalare questo.
Oh, sì, Teo. È un portafortuna, sai.
Un vero portafortuna. È molto bello.
Grazie. E ti piace? Ti è contento?
Certo.
Vieni qui vicino a me adesso, suona. Ora suono per te? Sì. Ah, sentirei che
musica.
Musica, musica meravigliosa. Davvero? Sì.
Oh, come suoni bene, sei molto bravo, Teo.
Davvero.
Grazie.
Ehi! Ehi!
Grazie.
Grazie.
Ecco, bravo.
Sì dentro.
Dentro.
Sì dentro.
Grazie a me.
Non voglio così, non voglio dura.
Tento.
Prendimi, prendimi.
Mi piace guardarlo entrare.
Grazie.
Brava!
Grazie.
Così, così, così.
ingravidare te.
Grazie.
Attento, ti ho detto.
Vieni, mettilo qui.
Sì, padrone.
Lì.
No, non mi piace lì, di là.
Qui? Sì.
Ecco fatto. Più giù, mettilo più giù. Qui?
No, mettilo al centro.
Qui? Sì.
Più avanti.
Va bene.
Benissimo.
Ecco, così. Sì, così, bravo.
Adesso siediti.
Qui, per bruna.
Sì.
Vedi, Teo, mio marito è partito per un lungo viaggio.
E da oggi in poi sarai tu a scoparmi, d'accordo?
Io? Ma padrona?
Se lo viene a sapere il padrone, io...
Stai
zitto, Teo.
Io sono la tua padrona.
Vieni qui.
Sì.
Bravo così, continua.
Leccami.
Dai Teo, leccami.
Coraggio.
Che cosa fai, non ubbidisci la tua padrona?
Ho tanta voglia di te, sai?
Del tuo cazzo.
Bravo.
Bravo, Teo.
Lecca me la feta, dai.
Ne hai voglia, vero?
Sì.
Sì.
Sì così, dai.
Uuuuh
Grazie a tutti.
Grazie.
Oh!
Patrona, quando si bella?
Oh, sì.
Sì, sì, così, davvero.
Sì.
Grazie.
Ma tu te la prendi?
Anzi, piano, c'è, non mi fai male.
Scusi, dai.
Oh, che bello, padrone.
Sì, sì, sì, grida.
Oh, si grida.
Grazie.
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