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VOCE NARRANTE: LA MADRE
«Erano passati tanti anni dal "fatto" del paese».
«Mio figlio Francesco, il professore, se ne era dovuto andare all'estero».
«lo e Nicola, l'altro mio figlio, o' eravamo trasferiti al nord, dove lui aveva fatto fortuna».
- «Quel giorno in casa erano tutti in agitazione, perché si sposava mia nipote Chiara». - Chiara!
«Nicola ci teneva tanto a quel matrimonio, perché ci imparentavamo con una famiglia importante del nord.»
E papà e Roberto?
Stanno arrivando!
Oh mamma! Speriamo... Speriamo che papà non si faccia venire un dei suoi soliti attacchi d'ansia e mi accompagni all'altare.
Oh tesoro "speriamo, speriamo"! Ma sai stamattina era agitatissimo, sembrava si dovesse sposare lui.
(SERVITÙ): Brava! (applausi)
Grazie! Grazie a tutti! Grazie!
Grazie! Si, però adesso basta! Tornate a lavoro! Grazie!
Tieni mamma reggi il velo.
Ma ti reggo qualsiasi cosa! Non sai il costo di questo vestito, ci siamo rovinati!
Piano, piano!
FUORI CAMPO: (PADRE) Tu lo fai apposta!
Non capisci che la nostra è un' azienda importante!
L'ho creata dal niente in 40 anni di duro lavoro
e mi sono fatto un mazzo così!
Ricorda che io vengo da un paese (INSIEME) che non sta neanche su una canina geografica!
(FIGLIO) Lo so papà, ma io non capisco niente di mozzarelle,
invece di barche a vela si!
(P) Perché? Cosa hai contro le mozzarelle?
Guarda che io, con una mozzarella sopra l'altra,
ho costruito tutto quello che vedi qua: e scusa se è poco!
L'ho fatto per voi! L'ho fatto!
(F) Grazie! Però, se permetti, voglio costruire da solo il mio futuro!
Con il noleggio delle barche a vela si guadagna bene!
Ti chiedo solo un piccolo prestito per pagare la mia quota!
(P)Ma guardati intorno!
Tra poco qui ci saranno 200 industriali:
Tutta gente altolocate del nord che ci fa l' onore di venire a casa nostra!
Ci stiamo imparentando con i Borghetti di Camerano,
una delle famiglie più importanti e "spocchiose" della zona,
e in un momento che mi scoppia la testa, tu mi parli di queste stronzate!
- (F) Me li presti questi soldi o no? - (P) No!
(MOGLIE) Pure oggi con i guanti anallergici?
Pure oggi, perché?
Ma è il matrimonio di tua figlia!
Beh? Mica hanno chiesto la mia mano, hanno chiesto la sua!
Papà, ti prego! Così sembri un cameriere! Dai!
Allora è meglio se mi viene l'allergia alle mani, vero?
Non ce l'hai l'allergia,
come non avevi l'enfisema, il mal di cuore e l'asma bronchiale.
Ah si? Allora ditelo che non mi credete quando dico che sto male!
Ma no, che ti crediamo, Nicola! Noi ti abbiamo sempre creduto.
È vero ragazzi?
Sì, è vero papà, scusaci. Però non ti agitare, eh?
"Non ti agitare": è una parola!
Che fai?
Che succede adesso?
Che succede? Niente succede!
Che ci siamo dimenticati mamma a casa!
Oddio, la nonna!
«Povero Nicola! "Mado' si agitava per qualsiasi cosa!»
«Non aveva preso da me. Io sono stata sempre calma, rilassata...»
«…anche quella mattina»
«…e forse un po' troppo rilassata».
Mamma!
Mamma, sei pronta?
Dai, che stanno aspettando solo noi!
Su, che si sposa la tua nipotina: vedessi come è bella!
Si è addormentata un'altra volta, che disperazione!
Su mamma! Non ti ci mettere pure tu, adesso!
Mamma, mamma svegliati dai! Mamma!
Svegliati!
Mamma!
Ceno che era una sensazione strana.
Sentivo la voce di mio figlio, ma non riuscivo a rispondere.
Mamma! No... no… oddio… che…
Mamma!
«Però mi sentivo tranquilla, leggera»
«Mi era anche passato il dolore alle ossa»
«Per questo sul momento non avevo realizzato che…»
«…vabbè, insomma, avete capito, no?»
«E poi sapete che vi dico: non tutti i mali vengono per nuocere…»
«Lo so, lo so. Cene cose non è facile capirle da vivi».
«Ma dal mio punto di vista quella situazione non era per niente triste, anzi!»
«Mi sentivo che stava per succedere quello che in 40 anni non era mai successo».
(SACERDOTE) Ma il Signore è Grande e Misericordioso.
E, se proprio in questo momento ha chiamato a sé la tua cara mamma, carissimo Nicola, sicuramente c'è un perché
«E certo che c'era un perché, ma solo una mamma lo può capire».
«E se in quella situazione io ero l'unica ad essere contenta»
«e perché sapevo che da un momento all'altro lui sarebbe arrivato»
«e questa cosa mi faceva bettere il cuore forte forte».
(CIGOLIO DELLA PORTA)
Che c'è?
Eh?
È lui?
Sì.
«E infatti, in ritardo come al suo solito,»
«Francesco, l'altro mio figlio, arrivò.»
(BISBIGLI) Non è di queste pani. Lo conosci tu? Mai visto prima!
«Nicola non lo aveva detto a nessuno d'avere un fratello».
«Sempre per quel "fatto" del paese: la cosa che Francesco era diverso».
«Ma le bugie hanno le gambe corte».
- Gamarota? - Sì?
Chi è quel tipo bizzarro, là?
Non l'ho mai visto in giro. Lo conosce lei?
Quale tipo?
Quella specie di checca, lì.
Non lo so, non… non lo conosco, non l'ho mai visto,
forse un vecchio amico di mamma.
Ah, meno male, per un attimo ho avuto paura di diventare parente di un "vecchio culattone".
Però adesso bisognerà fissare una nuova data per il matrimonio dei nostri ragazzi.
Sì, sì, vado a chiedere.
Chiariamo subito una cosa: io non ti conosco.
Non ci siamo mai visti.
Se ti azzardi a dire in giro che siamo fratelli, ti giuro che questa volta t'ammazzo!
Mhm, non mi dire, vedo che il tempo non ti ha cambiato.
Ti vergogni ancora di avere un fratello omosessuale.
Sei rimasto lo stesso piccolo provinciale, preoccupato solo del giudizio degli altri.
Invece tu del giudizio degli altri te ne sei sempre altamente fregato, vero?
Tu sei uno spirito libero.
Guarda che io non te lo perdonerà mai quello che hai fatto!
Non mi sembra di aveni chiesto "perdono"!
Comunque stai tranquillo.
Dopo la sepoltura di nostra madre non ci vedremo mai più!
Meglio così!
«Mah, anche da piccoli qualche volta litigavano, però poi alla fine facevano la pace».
«Ora almeno si erano incontrati di nuovo e così mi potevo giuocare la mia ultima carta...»
«...che, siccome sono previdente, mi ero già preparata da tempo».
Ehi! Un momento! Aspettate! Aspettate un attimo!
È questo il funerale della signora Rosa Gammarota?
Perché? Chi è lei scusi? Che vuole?
Aspettate un momento voi!
Ché devo leggere il testamento della defunta.
Sono il suo notaio.
Ma quale notaio? Mia madre non ha mai avuto un notaio! E poi non aveva niente, povera donna!
Le ultime volontà, non sono niente.
Che fa?
Date le circostanze, non c'è tempo di portarvi nel luogo più consono, per cui vi leggo le ultime volontà di vostra madre.
La signora ha dettato a mio padre -notaio Francesco Marezzetti in Casebianche-prima di lasciare il paese.
Io, sottoscritta, Rosa Lucci Gammarota, nel pieno possesso delle mie facoltà fisiche e mentali,
«…esprimo queste mie volontà: chiedo di poter tornare a casa mia, cioè in Puglia»
«e di essere sepolta nel cimitero di Casebianche, dove stanno le tombe della buona anima di mio marito Giovanni, di mammà e di zia Antonietta».
«Seconda volontà»
«Non so se al momento della mia mene i miei due figli si saranno riconciliati.» - No!
«Credo di no!»
Esatto!
«Perché so' tutti e due due "capatoste" ma, in ogni caso, la seconda volontà vale lo stesso.»
- «A Casebianche mi ci devono portare loro». - Che cosa?
Come sarebbe, scusi?
Scusa, come "come sarebbe"? La defunta esprime la volontà di essere accompagnata dai voi figli nel suo ultimo viaggio.
E voi fareste bene ad obbedire.
E perché mai?
Perché se non lo farete non sarò autorizzato ad aprire l'altra busta.
Che busta?
Questa!
Si tratta di una busta contenente un segreto che vostra madre intendeva conservare fino alla sua mene,
e che mi autorizza a leggere e a rivelare solo nel rispetto delle sue disposizioni.
Tra me e mia madre non c'erano segreti.
E se anche mi sono perso qualcosa, non sono più interessato a saperla.
Bravo, complimenti, pure da mona la devi far soffrire quella povera donna, eh?
Hai visto?
Perché? Tu invece non vedi l'ora di fare un bel viaggetto con me?
Per tutta la vita non ho mai obbedito a nessuno,
e con il rispetto che ho sempre avuto per mia madre,
sono troppo vecchio per cominciare a farlo adesso.
Tu fai come ti pare!
Francesco!
Te l'ho detto: tu fa' comm vu'!
Papà, sai che facciamo?
Se vuoi l'accompagniamo io e te, la nonna a Casebianche.
Così magari parliamo anche un po' della barca, eh?
Ma non dire cretinate! La volontà di mamma è sacra!
E se vuole che io e che quel disgraziato "la dobbiamo accompagnare", io lo devo convincere a tutti i costi!
Dottore! Che dobbiamo fare qua?
Non avete sentito? Mia madre non ci vuole stare qui: riportatela in macchina.
Francesco!
Non vengo, te l'ho già detto!
Non lo voglio conoscere il segreto!
Neanch'io lo voglio conoscere, ma voglio che tu rispetti la volontà di nostra madre.
Perché, mentre tu andavi in giro a divertirti per il mondo,
io mi sono occupato di lei per 40 anni.
No! Tu l'hai sequestrata per 40 anni,
per impedirmi di vederla, perché sapevi che io ero il suo preferito.
(TRA Sé E Sé) Tu, il suo preferito? Tu le facevi pena, le facevi.
Vabbè, ho capito, taglia cono: dimmi cosa vuoi per venire. Avanti, che cosa vuoi?
In che senso?
In tutti i sensi: vuoi soldi? Teli do! Vuoi che ti pago il viaggio dalla Puglia a Messico? Ti pago! Qualsiasi cosa!
Qualsiasi cosa?
Eh, beh, più o meno.
Chiedimi scusa e poi ripeti tre volte:
sono un razzista, ottuso e intollerante.
No, questo mai.
Allora non se ne fa niente, e tu avrai disobbedito alla volontà di mamma.
Francesco!
Sì???
«Insomma, a modo loro si erano messi d'accordo».
«E, anche se non vedevano l'ora di separarsi di nuovo»,
«io ero contenta lo stesso, perché alla fine, dopo tanti anni»,
«ce ne saremmo tornati tutti e tre insieme a Casebianche, il nostro paese».
«E il viaggio era lungo e, prima di arrivare, potevano succedere ancora tante cose».
Che fai? Bevi alcool a quest'ora?
Ti preoccupi per me?
- Che schifo! Mi ha leccate la mano! - Vieni qua, Pepe -
Avrà la saliva piena di germi!
Ma non dire assurdità! Ti ha solo manifestato il suo affetto.
- Dovresti essere lusingato. - Ah si? - Pepe e molto selettivo.
Allora ringrazialo da pane mia, ma tienitelo lì, però!
Stai qui piccolino, qua, bravo.
Eh, lui è cattivo, lo sappiamo: non gli dare retta!
Che fai adesso?
Mi faccio una sigaretta.
- La regola numero zero è che in questa macchina non si fuma! - E perché?
Il fumo passivo mi fa male, mi fa venire l'asma.
A me, invece viene l'asma se non fumo: guarda un po'!
Ma ti avevo detto di no! È la regola base! Anche la mamma la rispettava: tutti!
E io no!
Lo sai che fra me e le regole c'è una cena incompatibilità.
(COLPI DI TOSSE)
Vabbè, ho capito.
Che fai adesso? Chiudi! Ho la cervicale!
Chiudiamo.
Sei sempre scontento, come quando eri piccolo.
Non fai che lamentarti.
(GEMITI DEL CANE)
Ti dispiace fermarti alla prossima stazione di servizio? Pepe deve fare pipì.
Pepe?
Sì, Pepe.
La fa almeno una volta ogni ora.
Ogni ora?
Ma questo non è un viaggio! È una "Via Crucis"!
Sarà meglio che lo "Sgorbio" impari a tenersela la pipì, sennò non rientreremo mai nella tabella di marcia.
Va bene, rientriamo nella tabella. Ma tanto te la farà in macchina.
Mate lo giuro, Cecilia, lo sta facendo apposta!
Quello si diverte a sabotarmi il programma.
E che ne 80? Ha detto: "Voglio un panino!" È entrato lì dentro da un'ora e un quarto e non esce!
E come faccio? M'ha lasciato pure il cane, non posso entrare lì!
Sto calmo, sì, non ti preoccupare amore.
Ti richiamo io dopo.
Eh? La prendo la pasticca, sì, ciao!
Proietti?
Ehi!
Beh, ma che siamo in discoteca, qui?
Un po' di rispetto, no?
No, guardi, ho… ho acceso la radio perle informazioni sul traffico. Scusi.
Vada a vedere dentro che sta combinando quell'incosciente!
Sì.
Eccolo là dottore.
Ah, Nicola!
Ti presento queste amiche.
Lei è Maria Conchita e lei è Dolores.
Encantada.
Vengono dalla Spagna.
Stanno viaggiando in autostop.
Hanno bisogno di un passaggio fino a… a un paesetto qua vicino.
Non ti dispiace, no?
- Prego, prego. - Gracias.
Che ti sei impazzito?
Stai tranquillo! È solo una piccola deviazione.
Ma ti rendi conto di come ti stai comportando?
Perfettamente!
Qual è il problema?
Allora?
In quel carro funebre c'è la bara di nostra madre e tu…
… tu le stai mancando di rispetto!
Hai vissuto 40 anni con mamma, ma non la conosci per niente.
Lei era generosa, come me, e non ipocrita, comete.
E se Conchita e Dolores le avessero chiesto un passaggio, lei glielo avrebbe dato.
- Ah Sì? - Sì.
Allora siccome questa macchina è mia -Si-Conchita e Dolores si trovano un altro passaggio, va bene?
Dici?
(RISATE)
- Questo non è tutto: ora ti racconto! - Che vergogna! Che vergogna! - E come è successo?
- (ACCENTO SPAGNOLO) Nella mattina sono andata come d'abitudine a trovare mia madre. - Eh!
Dopo sono andata a mangiare con una mia amica e, naturalmente,
sono ritornata a casa e ho scoperto che mi aveva fregato tutti i mobili!
Questo fio de buna madre!
- E tu quanti fratelli hai? - Cinco! - Cinco, ah!
Cinque fratelli, tutti maschi!
Es por esto che io sono così, perché serviva una bella donna en familia,
(RISATE)
Ehi, vuoi morsetto?
No, no, no, non voglio niente, davvero.
Dì alla tua amica di non fare mollichine sulla tappezzeria.
Che cosa dice?
Gratias!
Che state dicendo? State parlando di me?
Stai tranquillo. Gli ho detto che sei gay anche tu.
(SOTTOVOCE) Io non lo so se reggo fino a Casebianche. Non lo so.
Salve agente!
Buongiorno. Documenti per favore...
Sì.
- Scende dalla macchina, per favore. - Io?
Sì, sì, sì. Pure voi, per favore, scendete dalla macchina!
C'est la vie…
Noi turiste, capito?
Guardi, agente, io lo so cosa sta pensando, ma mi creda: c'è un equivoco.
Ma dico io, ma non vi vergognate... alla vostra età!
Guardi che io non mi devo vergognare di niente!
- Quest... ehm… le signorine, qui, hanno chiesto un passaggio a mio fratello. - Sì!
Sì, sì… la conosco sta storia!
E quello? Che è?
È nostra madre, la stiamo accompagnando al cimitero, in Puglia.
Tutto in regola, eh! Se vuole controllare i documenti mortuari...
Allora? Che si fa?
Andate via, per favore, va'!
E ringraziate il cielo che non ci sta una legge che punisce le perversioni.
Ehi eccolo! Eccolo! È là!
Quello è il casale dove abita Alvaro, il nostro amico!
Hai visto? Siamo già arrivati! Sei sempre il solito esagerato! (RISATINA)
Ah! Finalmente!
Hai visto che bel posto, Pepe? Eh?
…Questo è suo… tenga...
Senti che aria pulita!
Possiamo andare adesso?
Tu, Nicola, veramente hai un cuore d'oro!
Su questo ho i miei dubbi...
- Dai, venite anche voi! Bevete un bicchiere... e poi ripartite! - E perché no?
Vieni anche tu Nicola, per favor!
Ma dove vai? Guarda che lì è è mamma che sta aspettando!
Mamma non ha fretta.
Invece queste due poveracce hanno fatto 2000 Km con l'autostop
per venire a trovare questo Alvaro.
- Non lo vuoi conoscere? - Eh!
- Non vedevo l'ora, io, di conoscere Alvaro! - Allora vieni! - Ma dico, ma tu sei pazzo completo! Ma… ma perché fai così?
Ah, ci mancava Alvaro adesso! Cosi abbiamo conosciuto tutta la famiglia!
Olè! Como stes?
Senti, volevo dirti...
…che io non avevo capito che quei due…
...insomma... quelle due…
...stavano andando a trovare… il loro amico malato…
Non mi meraviglio. Non hai mai avuto alcun interesse ad andare oltre le apparenze.
Senti, non voglio discutere sempre. Cerchiamo di fare il resto del viaggio tranquilli, eh?
Tranquilli? È una parola!
Siamo troppo diversi.
40 anni fa, però, tu non eri così... diverso.
Sono sempre stato così.
E allora perché non me lo hai mai detto?
Non mi andava di parlartene.
Ceno! Era più facile fare una bella dichiarazione pubblica, vero?
E farmelo sapere dal giornale del paese, insieme a tutti i 5000 abitanti di Casebianche!
Pensa che bella soddisfazione!
E se c'è uno che ha pagato le conseguenze delle tue scelte, quello sono io.
E qual era la mia colpa? Quella di essere il fratello di un…
Il fratello di uno… (RISATINA)
Cos'è? Non trovi la definizione?
Eh, eppure ne hai molte a disposizione:
...omosessuale, invertito, frocio, ricchione, checca...
Smettila, per piacere!
Hai ragione, questa conversazione è piuttosto noiosa.
(RECLAMI DEL CANE) Pepe!
Fermati da qualche pane: Pepe deve fare pipì.
Noooo!
Nicola! Che hai?
Mi sento male! Mi sento male! Mi gira tutto! Mamma mia!
Lei vada a dare l'allarme: chiami la polizia, i pompieri, i carabinieri, qualcuno!
Si occupi di mia madre, a mio fratello ci penso io!
Ma dove ce l'ha la frizione questa macchina?
Non ce l'ha la frizione, ha il cambio automatico.
Ma le fanno complicate adesso queste automobili!
Ma quanto tempo è che non guidi, tu?
Eh… non mi ricordo. Guidava sempre Josè.
Eh? Vero Pepe? Te lo ricordi come guidava bene Josè, eh?
Chi è questo Josè?
"Era", purtroppo!
È stato il mio compagno per 20 anni.
Pepe era il suo cane.
Gliel'ho regalato io per il nostro 18-esimo anniversario.
Povero Pepe!
Manca tanto anche a te, vero?
Com'è mono?
Un incidente d'auto. Non riesco ancora a perdonarmelo.
Perché?
Quella volta lì guidavo io.
Accosta, accosta che mi sento meglio. Guido io la macchina.
Smettila con quest'ansia! Ora troviamo un paese e poi la farmacia.
Così compriamo il tuo ansiolitico.
Grazie.
Ti senti meglio?
Sì, ma non devo pensare a mamma.
Bravo, lei ha capito tutto.
In che senso, scusi?
Non ha mai fatto una psicoterapia?
No, guardi, io per tutta la vita ho sempre e solo fatto mozzarelle.
Beh, allora… se mi posso permettere…
…lei ha una chiara "sindrome abbandonica".
Prego?
La bara di sua madre, che si allontana sul fiume, è un'immagine simbolica,
che rappresenta per lei il momento della separazione.
Guardi, sarà come dice lei, dottore, però la bara di nostra madre e finita veramente nel fiume. Lei si rende conto?
La valenza simbolica è molto più forte di quella reale:
il reale perde consistenza di fronte alla metafora.
Che vuol dire?
Che abbiamo sbagliato farmacia!
Questo se ne è scappato con tutto il carro funebre!
Con quello che ha combinato… non mi meraviglierei!
Ah!
Che c'è? Che hai?
Niente… sto morendo.
(CAMPANE) Le senti?
Smettila di prendermi in giro, eh! Ché non è giornata oggi!
Peccato!
Volevo farti uno scherzo!
Quand' eri piccolo ci cascavi sempre!
(BANDA)
Sembra la banda di Casebianche, te la ricordi?
Mela ricordo si! Era il giorno di San Nicola… Il mio onomastico.
- E tu ti fregavi sempre i dolcetti di mamma! - Sì…
Son qua!
Proietti, dove cavolo è andato lei?
È tutto a posto, state tranquilli. Ho già avvisato polizia, pompieri, carabinieri.
Cercheranno di recuperare la signora più a sud dove il fiume fa un'ansa e rallenta.
Dicono di andare lì, aspettarli e stare in contatto con loro.
Eh!
Andiamo, dai!
«Non è facile spiegarlo»,
«ma tante volte, viste con le dovute distanze»,
«le cose appaiono diverse da come sembrano».
«Le litigate, le incomprensioni, le divisioni…»
«…sembrano cose così piccole, che basta un poco di vento per spazzarle via».
«Ma è pure vero che, nelle vita, le cose non sono così semplici»,
«…e tutto arriva quando deve arrivare».
Ma non ho capito... cosa sta succedendo?
È un gioco della televisione.
È una scommessa!
Che scommessa?
Devono recuperare un tizio che è chiuso dentro una cassa.
(RUMORE DI UN ELICOTTERO)
Povera mamma.
Chi glielo doveva dire: quando era viva non voleva prendere neanche l'aereo.
Uhm… finalmente una botta di vita!
...Dopo tanti anni di sequestro…
«Quanto erano affettuosi!»
«Ognuno a modo suo».
«Ma non era di me che si dovevano preoccupare»:
«la verità è che dovevano pensare a loro».
«…A dirsi quelle cose che ancora non si erano detti».
«Io, però, non avevo perso le speranze, e il viaggio per Casebianche era ancora lungo…»
«…e tutto poteva succedere».
Signora, io vado a mangiare un boccone.
Non mi faccia altri scherzi, per favore. Lascio la luce accesa, eh!
- Ecco qua! Le sue zucchine! - Grazie!
Serve altro?
- No, no, va bene così. - Va bene.
Devono essere buonissime!
...forse però non dovresti mangiarle tutte...
...magari fai indigestione…
Sfotti, sfotti tu!
Intanto questa è la cena di un 60enne responsabile.
La tua, invece, è la cena di un pazzo: ma ti rendi conto?
Bevi come una spugna! Fumi come un turco! Stai mangiando come un maiale!
Avrai i trigliceridi a 1000...! E non parliamo della glicemia, del colesterolo...
(RISATINA) E allora? Non pretendo di essere eterno.
Le uniche persone alle quali, morendo, avrei potuto dare un dispiacere...
non ci sono più!
- Quindi, di cosa dovrei preoccuparmi? - Te stesso.
(RISATINA) L'argomento, credimi, non è dei più avvincenti.
Senti, Francesco, si è fatto tardi, e…
Io la sera non riesco a guidare.
Ti dispiace se dormiamo qua da qualche pane e domani riprendiamo il viaggio?
E... la tua "tabella di marcia"?
Eh... non fa niente.
- Signora, scusi... - Mi dica!
…volevo sapere se qua vicino c'è un albergo, una pensione… per dormire stanotte.
Se vi accontentate, pure qui da noi: abbiamo delle camere al piano di sopra.
Sì, allora… avremmo bisogno di tre singole.
Eh no, tre singole non le ho: ho una sola singola e una camera matrimoniale con letto grande.
Dormiamo insieme io et o preferisci dormire con Proietti...?
«Quando erano bambini volevano sempre dormire insieme»
«Si mettevano a letto, spegnevano la luce»
«e poi, invece di dormire, cominciavano a parlare».
«Francesco, che era più grande, gli raccontava un sacco di storie fantastiche, misteriose».
«E Nicola, che pendeva dalle labbra del fratello, non si voleva mai addormentare».
«Se ne stava ad ascoltarlo con gli occhi sgranati, per resistere al sonno».
Ti dispiace se dorme con noi?
Pure il cane ci mancava!
Lui è abituato così.
Con me e Josè si metteva sempre in mezzo... Pepé!
- Vabbè, però mettilo dalla pane tua, eh? - Sì, vieni Pepe.
Spegni!
Insomma, se questo Josè fosse stato ancora vivo...
…sarebbe stato mio cognato.
Esatto.
Avresti dovuto conoscerlo:
ti sarebbe stato molto simpatico.
Ah si? Perché?
Perché anche lui era un po' fissato con le malattie, come te.
Avreste... avreste avuto svariati argomenti di ...di conversazione.
Ceno che mi dispiace, però!
Di cosa?
Beh, che sei rimasto ...solo.
Prima o poi…
Ti ricordi… a Casebianche... che dormivamo sempre insieme?
Sì.
Io non lo so, guarda… non lo so… non riesco a capire.
Sono 40 anni che mi pongo sempre la stessa domanda.
Ma perché? Che bisogno c'era?
Eri un professore di liceo stimato da tutti, eravamo tutti orgogliosi di te.
Tutte Casebianche ti portava su un palmo di mano.
La tua omosessualità era una cosa tua, privata.
Che bisogno c'era di spiattellarla ai quattro venti?
Io non l'ho spiattellata ai quattro venti.
E, se tu mi avessi dato la possibilità, e non mi avessi tolto per sempre la parola,
te l'avrei spiegato anche prima.
Ebbè, adesso ce l'hai la possibilità: avanti! Spiegamelo!
C'era un mio studente, avrà avuto 17 anni, si chiamava...
si chiamava... Collura! Benedetto Collura.
Era un ragazzo molto sensibile, introverso, decisamente effeminato.
Ma soprattutto era a disagio con questi suoi tratti, dei quali forse cominciava a capire il significato.
I compagni Io sfottevano: "frocio", "finocchio", "recchionazzo"...
E lui zitto: diventava rosso, viola, verde... Abbassava lo sguardo e non rispondeva mai.
Un giorno, entrai nel bagno della scuola, e…
…e lo vedo dritto in piedi sul davanzale della finestra aperta:
stava per buttarsi di sotto!
Eravamo al quinto piano!
Mi avvicino con calma per non spaventarlo. Comincio a parlargli.
Lui tremava come una foglia, ma aveva paura anche di quel volo che avrebbe voluto fare.
E così se ne stava lì, indeciso, ad ascoltarmi.
Gli spiego che non deve vergognarsi, che i suoi compagni sono solo un po' ignoranti…
...e che ognuno ha il diritto di essere ciò che sente.
Lui mi dice che è facile per me parlare cosi, che io non so come ci si sente nelle sue condizioni.
Io invece gli dico che lo capisco molto bene, perché ci sono passato anch'io.
E, dopo mille sofferenze, ho scelto di essere un omosessuale.
Senza più dovermene vergognare.
Lui si gira, mi guarda stupito… e poi mi sfida.
E mi dice che non si ucciderà, se io avrò il coraggio di ripetere in classe quello che gli ho appena detto.
Perché l'esempio vale più di mille parole.
Ed e cosi che siamo tornati in classe insieme... e io ho deciso di fare quella dichiarazione.
Non l'avrei mai fatto, se non fosse stato per salvare la vita di quel ragazzo.
E non avrei mai esposto me e la mia famiglia al disprezzo di quei quattro paesani ignoranti.
Tu non te lo puoi neanche immaginare quanto mi hai fatto star male.
Ma perché non ti sei mai confidato con me? Eh?
Perché non ero sicuro che mi avresti accettato.
E, quando ho capito di aver sbagliato, ormai era troppo tardi.
Buonanotte!
Buonanotte...
Quarant'anni…
...quarant'anni per dirci... delle cose così semplici...
L'importante è che ce le siamo dette.
Buonanotte Nico'!
Buonanotte France'!
Oddio so' già le 8.00, Francesco!
Svegliati, ché se partiamo alle 8.30 può darsi che per le due arriviamo.
Dai Fr…
France'? Francesco? Sei in bagno?
- Prego! - Grazie.
- Scusi, signora. - Buongiorno!
- Buongiorno. - Se è perla colazione si può mettere dove vuole!
Abbiamo delle ciambelle fritte calde -Lasci stare, no, no, grazie-
Volevo sapere se ha visto mio fratello.
No, non è ancora sceso, forse è in camera.
No, no, non c'è. Sto venendo io dalla camera.
Provi a chiedere a quel signore: forse lui l'ha visto!
- Grazie! - Prego!
(CANTA) "Tutta dispettinata"...
Proietti, ha visto mio fratello?
Sì, è andato a fare un giro con la macchina.
Un giro? Con quale macchina?
Con la sua!
L'ho visto stamattina, verso le sette, dalla finestra della mia stanza, mentre lui usciva qui, dal parcheggio.
Ho pensato che andava a comprare i giornali, non so, a fare un giro...
Ma quale giro, quali giornali! Quello s'è portato via tutto: disgraziato, maledetto! E io che credevo di aver ritrovato un fratello!
Dottore!
E adesso cosa facciamo?
E… prendiamo questa macchina e andiamo a cercare il maledetto!
No, no, guardi: io sono stato assunto per fare un trasporto funebre e basta!
Non mi metto a fare l'investigatore!
Mica mi vorrà lasciare nei guai proprio adesso, scusi?
Dottore, mi dispiace, ma io a quest'era già dovevo stare sulla strada del ritorno, eh!
Hai visto? Hai visto tuo figlio?
Dottore? Si può sapere cosa vuole fare?
Corrono, corrono. Guarda come corrono!
Ah! Ma dove vanno così di corsa!
"Tempo sfuggit", caro Pepe!
Chissà come s'è arrabbiato Nicola!
Ma tanto, se glielo avessi chiesto, non m'avrebbe mai accompagnato!
E poi, come glielo spiegavo quello che devo fare!
Troppo complicato da capire per chiunque.
...Figuriamoci per uno come Nicola!
Tutto preciso, ah! Sempre in regola…
E invece noi non siamo in regola, vero Pepe?
Eh! Povero Pepe! Bisogna che prima di andarmene ti trovi una bella sistemazione!
Purtroppo... dove vado io... non puoi venire.
Tu sei ancora un cucciolo, la devi vivere la tua vita, eh!
Io invece. Ti dico la verità…
...mi sento un po'stanco!
Ma è sicuro, lei, che è andato di qua?
Dottore! Me l'ha già chiesto tre volte! Che vuole che gli dica...?
Proietti, guarda che se lei si sbaglia, io le faccio causa, eh!
Ah, ecco! Accosti, accosti là!
Ancora?
Dottore, non possiamo mica fermarci a tutti i benzinai!
Proietti, lei si ferma tutte le volte che voglio io! Perché quel disgraziato, la benzina, la deve aver fatta...
...da qualche pane! Era in riserva ieri sera, la macchina!
La strada è questa, vediamo un po'…
224...
…228...
…questo è il 228!
Quindi siamo arrivati, Pepe. Guarda che bella casa!
Somigli a tua madre in un modo incredibile...!
(ACCENTO LONDINESE) Non credevo che saresti venuto…
...mi fai entrare o restiamo a parlare qui? (RISATINA)
Oh, sì, certo, scusami! Vieni, accomodati!
Vieni Pepe!
(RISATINA)
Mo sicuro che melo ricordo! Mi sembrava pure un po'..
Lei non si permetta di fare degli apprezzamenti, ha capito?
Mio fratello le ha detto dove stava andando?
Mi ha chiesto la direzione per Cattolica!
Cattolica? E che c'è andato a fare a Cattolica?
…e qui? Quanti anni hai?
Nemmeno due credo.
Eri molto carina! (RISATINE)
E questa?
Questa te la dovresti ricordare, no?
Eh già!
Quel giorno tua madre decise che dovevi venire al mondo.
Perché non mi racconti?
Mamma me ne ha parlato, ma mi piacerebbe sentirlo da te!
Beh… è una storia un po'… fuori dal comune!
Avanti, puoi dirmelo! Sono maggiorenne da un pezzo, sai?
Credimi, non sono molte le volte in cui mi sono sentito così... imbarazzato.
Ma questa è una delle peggiori!
Ti prego!
E va bene!
Credo che tu ne abbia il diritto.
Tua madre è stata la mia amica più grande e più cara.
C'eravamo conosciuti a Londra.
Io ero appena arrivato dall'Italia e mi sentivo… come un pesce fuor d'acqua!
Essere omosessuale era una condizione difficile...
ma con lei mi sono sentito subito a mio agio!
Le volevo davvero molto bene...
e credo che anche per lei fosse così!
Parlavamo in continuazione di qualunque cosa.
Non avevamo segreti l'uno per l'altra.
Io le confidavo le mie pene d'amore... e lei le sue!
E, spesso, ce ne andavamo insieme in giro..per il mondo!
Quella notte... c'era una luna enorme nel cielo!
Ce ne stavamo lì a guardare, nei nostri sacchi a pelo
e non riuscivamo a prendere sonno.
Avevamo bevuto un bicchiere di troppo,
e io non ne potevo più dal ridere.
A un certo punto lei mi disse... che era la condizione ideale...
per avere un figlio.
Che quella era la cosa che desiderava di più al mondo!
…e che, se ero un vero amico,
avrei dovuto aiutarla a restare incinta.
Insomma… fece tutto lei!
...mi spiace...di non ricordare quasi niente,
perché, a vederti adesso,
direi che tua madre... aveva proprio ragione.
Non te l'ho mai chiesto
...ma secondo te, ho fatto bene ad assecondare il desiderio di tua madre?
All'inizio pensavo di no.
Una volta le dissi che, secondo me, non aveva nessun diritto di farmi nascere senza padre,
di scegliere che io non lo avessi.
Le feci davvero molto male...
Poi, crescendo, ho cambiato idea.
Sono convinta che tu abbia fatto bene a dirle di sì.
Dopo tutto sono nata da… un amore vero, anche se un po' diverso…
(FUORICAMPO) Mamy! Mamy!
Sono arrivati! Te Ii presento.
Charles, Francesco… ho il piacere di presentarvi mio padre.
Lo hai chiamato come me.
Eh, già…
Ciao Francesco.
- Salve, sono felice di conoscerla. - Piacere! Ellen mi ha parlato molto di lei...
Ecco! Tienilo tu!
Grazie! Mi sa che gli sei simpatico.
Ti piacerebbe tenerlo?
I don't know. Non ti dispiace lasciarlo?
Ci sono affezionato come se fosse mio figlio
...ma mi fa piacere se resta con lui!
Si chiama Pepe: mi prometti che gli vorrai sempre bene?
Che ti occuperai di lui?...e non gli farai mai mancare niente?
Sì, si, te lo prometto, nonno! (RISATINE)
- Ti fermi qualche giorno qui con noi, vero? - Per favore!
Eh, non posso, grazie. Devo andare.
Dai! Nonno! Rimani, per favore!
Siete una bella famiglia!
Siamo la tua famiglia... se tu vuoi!
Sarebbe stato bello!
...ma ormai è tardi...
Sì, Cecilia, siamo già a Cattolica, ma non lo abbiamo ancora trovato!
E che ti posso dire io? Dipende da quando troviamo il pazzo!
Va bene, si, sto calmo, non ti preoccupare.
Ti richiamo io dopo, eh? Ciao!
Dottore?
- Sì? - Sono dodici volte che facciamo su e giù per di qua!
Avrà altre strade 'sta Cattolica?!
Eccola! Eccola lì!
- Dove? - Lì!
Non ci credo!
Meno male, va'! Almeno la macchina l'ho ritrovata!
Non è quello lì, dottore?
Ma tu guarda 'sto disgraziato! Sta a contemplare il mare! Adesso mi sente!
Francesco!!!
Ah... Fra… Franc…
(COLPI DI TOSSE)
Ma chi se lo immaginava che avevi tutti questi capelli!
Dottore, mi scusi, guardi... app… appena si asciugano Ii rimetto subito sotto al cappello!
No, no, no, per carità! Mica mi danno fastidio! (COLPO DI TOSSE)
Veramente?
Mio papà dice che fanno schifo!
Guai sei clienti me li vedono!
Io… io non posso tagliarmeli, però! Io suono in un gruppo, e in questo gruppo qua abbiamo tutti i capelli un po'…
Ah, quindi tu sei un musicista?
Sì! Mio papà non riesce a capirlo e mi obbliga a guidare il carro funebre.
Vabbè, lui dice che… quella è l'azienda della famiglia. Dice che lui ha fatto un sacco di sacrifici...
Beh, non è che ha tutti i toni tuo padre, eh?
Vabbè, ma… la mia passione è la musica, no il carro funebre!
Quando io suono... sto bene!
Potrebbe pure essere il mio lavoro, sa ?
C'è una casa discografica che ci ha chiesto di fare un disco!
Quello è un bel mestiere!
Dottore?
Tutto bene?
Senti, Proietti…
...guarda che se non era per te, mi sa che di cadaveri... ne portavi tre a Casebianche!
Non si preoccupi dottore.
Se mi permette, già sua madre è un gran bell' impegno, eh?
Poi, il signor Francesco mi sta proprio simpatico!
E mi sarebbe dispiaciuto parecchio se…
…e anche a me.
Ma no, Cecilia, non è successo niente!
Abbiamo solo deciso di prendercela un po' più comoda, ecco!
No! No, no, dormiamo qua stanotte! Poi, domani, riprendiamo il viaggio.
Ah, senti, scusa: che c'è Roberto lì?
Eh, chiamale un po'! Grazie!
Roberto? Ciao!
No! Mamma mi diceva, prima, che hai rinunciato al lavoro della barca. Perché?
Si, vabbè, lo so. Però poi... uno… ci pensa...
…succedono tante cose...
Eh! Appunto! Ti volevo dire: adesso, appena torno, fammeli vedere questi disegni..
Come? Della barca che vuoi comprare! Eh!
Ma no, sto benissimo! Ma perché vi preoccupate tutti…
Va bene, sì. Ah, Robertino...
(VOCE TREMANTE) Ti Voglio bene...
Signor Gammarota?
Ah, scusi, non volevo disturbarla. Sono il primario del reparto. Volevo dirle... che suo fratello ha ripreso conoscenza.
- Posso vederlo? - Certo! È già arrivata anche la figlia!
- La figlia? - Sì.
- Prego! Si accomodi pure. - Grazie.
...Sono scivolato, come uno stupido: non lo so nemmeno io come ho fatto...
- Ciao Nicola. - Ciao.
Ellen, questo è Nicola.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Lui è delle mie pani, è ricoverato qui perla... prostata. Abbiamo familiarizzato subito.
Ora devo proprio andare, ma vedo che stai bene e sono più tranquilla. Mi prometti di chiamarmi?
Certo. Ti telefono prima di partire.
OK, bye, daddy.
- Ciao! - Ciao.
- Arrivederci signor Nicola - Arrivederci. - E auguri perla sua prostata.
Grazie.
Oh, mi stavo dimenticando di ringraziarti ancora per Pepe. Francesco è pazzo di quel cagnolino!
Abbraccialo da pane mia.
Ciao.
Mi devo essere perso qualche passaggio.
Non e che ci siamo frequentati molto, negli ultimi 40 anni.
Insomma, questa ragazza... sarebbe mia nipote.
Sì, tecnicamente possiamo dire così!
Beh... io… io non lo so… io credevo che… cioè, boh...
Che uno come me non potesse andare con una donna…?
Si!
In effetti lo pensavo anch'io, prima di incontrare sua madre.
È successo tutto per caso.
E, comunque, è stata la mia "prima e ultima" volta con una donna.
E mamma lo sapeva che tu avevi una figlia?
No. Veramente non lo sapevo nemmeno io fino a due anni fa, dopo la morte di sua madre. È stata lei a cercarmi.
Mi mandò una lettera con una sua foto e mi disse chele avrebbe fatto piacere conoscermi.
È per questo che mi hai fregato la macchina!
Vabbè, ma… perché non le hai detto che io sono tuo fratello?
Primo: perché te ne sei sempre vergognato.
E poi perché non volevo che le dicessi la verità.
Cioè che ti volevi ammazzare!
Comunque, è un appuntamento solo rimandato.
Ah, sì??? E allora sai cosa ti dico, io?
Che la prossima volta lo vai a fare lontano da me, perché io non rischio di nuovo la mia vita per salvare te!
E poi abbi un po' di rispetto per nostra madre! Hai promesso che vieni con me a seppellirla a Casebianche, e ci vieni!
Poi ammazzati! Sei padrone della tua vita!
- Signor Gamarota? - Sì? - Posso parlarle un istante?
Mi dica!
Lei è a conoscenza delle condizioni generali di suo fratello?
Quali condizioni?
Suo fratello ha una cirrosi epatica all' ultimo stadio.
Che significa?
Significa... che non gli resta molto da vivere.
Lui lo sa?
Ce lo ha detto lui stesso.
E le analisi ce lo hanno confermato.
- Adesso è tutto chiaro. - Cosa?
Quel disgraziato... da quando ci siamo rivisti, ha tentato in tutti i modi di ammazzarsi!
Non è il solo che reagisce così a questo tipo di diagnosi.
La sua patologia e irreversibile e può causare molte sofferenze.
Non si può fare niente?
Praticamente no.
- A meno che… - A meno che?
- Venga, andiamo a parlarne nel mio studio. - Sì.
Che facciamo adesso, dottore?
Che facciamo?! Troviamo un albergo qua vicino e domani mattina veniamo a prendere mio fratello.
Magari mangiamo qualcosa, prima?
Va bene, si.
Caro Nicola…
(LA VOCE DI FRANCESCO SI SOVRAPPONE A QUELLA DI NICOLA) …ti sto scrivendo dal Messico. Qui il cielo è pulitissimo e azzurro…
E mi ricorda quello di casa nostra.
Mi sembra impossibile che io e te non ci parliamo più, ormai, da tre anni.
Carissimo Nicola, mi trovo nel Tibet. Davanti a me ci sono grandi altipiani che mi infondono una strana serenità...
…e mi chiedo perché ci siamo allontanati così.
Sono otto anni che non sappiamo più niente l'uno dell' altro.
Mio caro fratello, dopo tredici anni ti scrivo ancora.
Ma anche questa mia non ti arriverà, come le altre.
Sto attraversando le Ande con un gruppo di archeologi…
…e penso a te.
(MELODIA DI SOTTOFONDO)
Ti dà fastidio se apro un poco?
No, no, fai pure France'! Anche a me fa piacere un po' d' aria.
«Per il resto del viaggio non parlarono più»
«E comunque, senza nemmeno accorgersene, avevano smesso di litigare»
«Eh...! Erano finalmente ritornati ad essere due fratelli…»
«...che accompagnavano la loro mamma nel suo ultimo viaggio».
L'eterno riposo dona a lei, Signore...
«…ah, il piacere di ritornare alla tua terra, alle tue origini…»
«Ora che Nicola e Francesco avevano rispettato le mie volontà»
«potevo finalmente rivelare il mio segreto».
«Quel segreto che avevo gelosamente custodito per tanti anni».
Questa è la mia ultima lettera…
…che scrivo ai miei due figli, Nicola e Francesco.
Voglio che sappiate una cosa, che non vi ho mai detto quando ero in vita.
Ho sempre sentito la colpa di non avervelo detto, e vi chiedo perdono di questo.
Ma l'ho fatto per voi, oltre che per me.
Volevo essere sicura che il mio segreto vi arrivasse solo dopo esservi riconciliati.
Quindi, ora siete abbastanza grandi
e posso dirvi...
…che solo uno di voi è il mio figlio naturale.
L'altro mi è stato mandato sempre dal Signore, ma non attraverso la mia carne.
Ma io vi giuro che mai e poi mai il mio cuore ha fatto distinzione.
«Per me siete figli nello stesso e identico modo»
«ed è per questo che non vi dirò chi di voi due è il mio figlio naturale».
«Né adesso, né mai».
«Voglio che continuiate ad amarvi come fratelli, così come io vi ho amato come figli».
- Senti Francesco... - Sì?
Io ti volevo dire che…
Se non avete più bisogno di me, io andrei...
- Ah, grazie Proietti, e… vai piano, eh? - Bon! Vado!
Senta Proietti… io non l'ho ringraziata per…
No, lasci stare! Io… io volevo dirle solo che lei è una persona davvero speciale.
Mi ha fatto proprio piacere incontrarvi. Voi due siete i fratelli più simpatici che abbia mai visto!
Vado!
La strada è lunga e mi sa che devo anche prepararmi un bel discorsetto per mio papà!
Arrivederci!
Che voleva dire?
No, niente… Ho l'impressione che Proietti diventerà un bravo cantante.
"Un cantante", Proietti?
Vabbè... questa è un'altra storia, lasciamo perdere.
E adesso?
E adesso ognuno perla sua strada. Non e quello che hai sempre desiderato?
Beh, si, però tu… che cosa farai? Dove andrai?
A Brindisi!
A Brindisi? E che c'è a Brindisi?
Prendo la nave perla Grecia… e poi vado a Santorini.
Lì c'è la tomba di Josè.
Aspetterò sull'isola del nostro amore... la fine del mio tempo e poi riposerà vicino a lui.
Capisco...
E tu?
E io torno alle mie mozzarelle, che devo fare?
Adesso che ci penso bene... Brindisi non è lontano da qui. Se vuoi ti do un passaggio!
Ah, grazie, mi fai un piacere!
Non c'è di che! Vieni, vieni!
Ma tu l'avresti mai detto che era questo il segreto di mamma?
No!
Ma sai qual è la cosa più assurda?
Cosa?
Che noi non siamo fratelli però siamo compatibili.
Compatibili? Per che cosa?
Come per cosa? Per il trapianto!
Quale trapianto?
Il trapianto di fegato! Io potrei darti un pezzetto del mio fegato, che nonostante quello che ho sempre pensato e sanissimo,
e riparare il tuo che… è da buttare.
Ma che stai dicendo? Io non voglio fare nessun trapianto!
Lo so che tu pensavi di essere condannato, ma guarda che la medicina ultimamente ha fatto passi da gigante, eh?
Ma questa non è la strada per Brindisi! Il mare dovrebbe stare dall'altra pane!
Ma dove stiamo andando?
In Svizzera! A farci il trapianto.
Ferma subito questa macchina!
Chi ti dà il diritto di interferire con la mia vita?
Tu me lo dai!
Hai interferito così tanto con la mia, che pretendo un risarcimento!
Il risarcimento consiste nel farti curare.
Dammi retta France'!
Questo Josè sarà stato pure il più grande amore della tua vita, però non avrà mica fretta! Può aspettare un po', no?
Ci sei stato 20 anni con lui!
Con noi non ci sei stato mai!
Ma guarda che un trapianto è un'operazione complicata, rischiosa!
Dovrai sottoporti a un intervento chirurgico!
Affrontare l'anestesia generale!
Non hai paura di queste cose, tu?
Mi farò coraggio!
E poi, se tu accetti di rischiare di vivere…
...io posso rischiare di morire!
«Quello che stava succedendo superava tutte le mie più rosee previsioni»
«Nicola che rischiava la sua vita per salvare quella di suo fratello Francesco…»
«…Ah... erano di nuovo uniti...!»
«Proprio come quando erano bambini…»
«Era come se quei 40 anni senza rivolgersi la parola… non ci fossero mai stati!»
(RINTOCCHI DI CAMPANE)
Dio mio com'è tardi! Ma come abbiamo fatto a ridurci cosi. Saranno già tutti quanti in Chiesa!
Ehi, voi, ancora così con quei tavoli? Ma l'avete già fatto una volta, dovreste saperlo come si fa, no? Siamo in ritardo, sbrigatevi!
Chiara! Amore è tardissimo!
Eccomi mamma, sto arrivando, sono pronta! Eccomi qua: allora? Come sto?
- Sei bellissima tesoro! - Si? - (APPLAUSI)
Grazie! Grazie a tutti!
Grazie, ora basta però! Tornate a lavoro! Sbrigatevi!
Mamma dove sono papà e Roberto?
Stanno ancora discutendo della barca.
Dai! (VOCI ANIMATE DI SOTTOFONDO)
Eccoli che arrivano! Prendi il vestito! Andiamo, andiamo cara!
(P) Dico io, all..tu mi devi dire: "Papà, io sono nato con una missione: quella di farti innervosire!"
(F) Papà, io non so come ringraziarti, ma secondo me non è una buona idea.
(P) Malo è, ti dico! Insomma, ne capirò io di società, no? Le società vanno sempre male!
(F) Ma con le società si investe meno: perché vuoi comprarmi tutta la barca?
- (P) Perché sì! Avrò il diritto, no? Così puoi metterti in affari per conto tuo, come hai sempre desiderato! Va bene? - Va bene!
- Allora non preoccuparti e sta' allegro e sorridente! - (CAMERIERI) Auguri!
Buongiorno! Grazie a tutti! Grazie!
(MARCIA NUZIALE)
Ma sei sicuro che viene?
Sicuro? Ma come faccio ad esserlo? L'unica cosa sicura è che quello mi fa venire un infarto!
Carissimi fratelli, siamo finalmente qui riuniti per il lietissimo evento.
Infatti oggi celebriamo le nozze di questi due ragazzi, che conosco fin dall'infanzia:
e questo deve essere motivo di orgoglio perla nostra comunità.
Come tutti sanno, il matrimonio di Chiara e Luca
è stato rimandato già una volta. Finalmente adesso non c'è più motivo di aspettare.
No!
Mi sa tanto che dobbiamo aspettare ancora un po'!
Perdonatemi ragazzi, scusa don Ugo, ma…
Cari amici, gentilissimi ospiti, io non… non so come... dire… insomma non…
...non posso far cominciare questa cerimonia se non c'è...
…mio fratello!
Quale fratello?
Non sapevo che Nicola avesse un fratello!
(NICOLA) PUÒ darsi che abbia avuto un contrattempo, o…
…può anche darsi che all'ultimo momento abbia deciso di non venire più...
È un tipo imprevedibile, vuol fare sempre tutto di testa sua!
È per questo che io ero talmente arrabbiato con lui,
che per 40 anni
non gli ho rivolto più la parola.
Ma adesso io e lui ci siamo ritrovati e
quindi è giusto che io vi debba una spiegazione, per il fatto che non vi ho mai parlato di questo mio fratello.
Io lo avevo cancellato dalla mia vita.
Perché mi vergognavo di lui.
Questa è la verità.
Mi vergognavo di lui perché…
...mio fratello è particolare...
mio fratello è…
...cioè...
è diverso!, come si dice oggi.
Che poi credo che sia un modo molto sbagliato per dire semplicemente che e... omosessuale, si!
(CONFUSIONE DI VOCI)
Diversi? Tutti siamo diversi!
Per esempio dottore: io e lei siamo diversi,
anzi, diversissimi!
Eppure, i nostri figli si sposano.
Francesco, invece,
ne ha passate tante,
solo per essere se stesso.
Come ognuno di noi.
E questo… non è giusto!
Perché prima di tutto... lui…
...lui è una bella persona.
Sì!
E poi... Oh! E poi è mio fratello, eh! Anche questo è importante, no?
E quando… lui si sentiva solo… quando stava male...
io non c'ero.
È per questo che ho deciso
che voglio condividere con lui
...tutto!
Tutte le cose più belle che ci restano.
E questo,
questo momento, cari ragazzi, è una di quelle cose, no?
Ecco perché…
Scusatemi… se io vi chiedo ancora di aspettare o… se è necessario di rimandare ancora il matrimonio.
Permesso.
Sono qui Nicola!
(CONFUSIONE DI VOCI)
Non c'è più bisogno di rimandare!
Ma è quel tipo del funerale?
- Ciao! - Ciao.
Bene, allora ci siamo proprio tutti, nessuno escluso.
Possiamo cominciare.
Gammarota, esigo delle spiegazioni!
Sì dottore, dica...
Mi sto imparentando con un omosessuale?
Con due…
Ma è impazzito? E chi sarebbe l'altro?
Sa cosa le dico?
Evidentemente…
…è un difetto di famiglia!
«Ecco fatto! Questa storia è finita. Non so giù da voi… ma vista da qui è finita molto bene!»
«Eh...! Anche se vi devo confessare che perla mia età è stato un po'stancante»
«Comunque, ora chele cose si sono rimesse per il verso giusto»
«…credo che un po' di riposo melo sono meritato...»
«...ah... e posso pure morire tranquilla!»
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