All language subtitles for 1976 Stangata In Famiglia vo 4.7 - F.Nucci, P.Mazzarella, F.Benussi, L.Banfi

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Se si tassasse il sesto su scala

nazionale, faremo anche i furbi del

talamo. Per non pagare più tassi

su quello che ci resta, ci troviamo.

Sì, io stai niente del corso del signor Riccardo.

No, è presto. La burocrazia ci opera e finora si sa ben niente.

Come al solito.

Spezzatine di vitella alla borgognola, con salsa di cerignola.

Basta. Fa no il pirla, basta.

Cos'è, spezzatino di vitello? È buono.

Non mi sembra spezzatino d'elefante, mica di vitello. A me mi dà i nervi

quando uno deve giudicare prima di mangiare. Mangia prima, no?

È freddo, eh?

E scusa, uno che è ritardato mangerà freddetto, che vuoi da me? Ma io sono

ritardato. No, ma tu torna alle due, può tornare alle due. Perché lavoro, non mi

credo mica la pancia io.

Però papà sa cucinare veramente bene quando ne ha voglia, soprattutto lo

spezzatino. Insomma, come disse Cartuccioli, cucinare è un'arte, non

sono truccioli.

Ma quale stupidate credo quel Cartuccioli lì?

Balle, ah,

a proposito di balle, di inserzioni che hai fatto sui giornali per le domande di

lavoro, non si sa più niente? Eh.

Quando ha fatto così, ha fatto tutto.

Tu passi la vita a fare così.

Puoi lamentare quando i giornali vi accusano che sei un campione di

rassenteismo. Per forza, fare così?

Poi me la rompio e mica giuro al cielo, sai.

Devo cercarla, il lavoro va a darsene a fare. Via Mervis, esattivi.

Mervis!

Ma cosa deve fare, povero zio?

Non ha mica più vent'anni che può fare qualsiasi lavoro.

Questo lo devi capire, papà. Sì, sì.

Certo. Ma con tutte le domande che gli ho battuto a macchina, un giorno o l

'altro una risposta dovrà pure arrivare, no?

Tu, Sabina, non dici niente, eh? Ma che cosa vuoi che dica? È mio padre, no?

E poi sono veramente stufa di sentire tutti i giorni queste litanie.

Ha parlato l'avvocato difensore.

Ne hai di avvocati, un collegio di avvocati difensori per il signore.

Io sono il tiranno, tu mi vedi? È la vittima, porra stella.

Il giorno di incanto io per tutti gli attirano.

A proposito di soldi, in realtà nella prigione non sono ancora arrivati, eh?

Suonete, bussetto alle schele di mille palazzi.

Anche ritornando in questa canzone ho suonato a trova, eh?

Ho bussetto dappertutto, mi hanno fatto girare 8-10 uffici, dicono che bisogna

andare a Roma.

Cosa voglio fare a Roma? Se a me non stanno niente, a Roma non sanno neanche

che ho fatto la legge.

Comunque, appena riuscirò ad avere gli arretreti, io e mia figlia toglieremo il

disturbo.

vittima, la litania del disturbo, quel giorno lì che arrivano le tratti per gli

uni con le sbocche che le panno il TG1 e il TG2. Sì, sì. E io?

Io pensi mi... Faccio vedere.

Quello fai finta?

Lascia qui almeno questo, no? Ma ti fa male il vino? Fa male, ti fa male a te

il vino, non a me, mi fa male.

E già perché ragione il bambino lavora deve bere tutto il fiasco del vino, io

non lavoro e bevo l'acqua, anzi niente.

Grazie.

Sì, sono io.

Sono la Mariella, un momento che le passo il direttore.

Cavalier Brambilla? Buongiorno dottore, sono io.

Ho bisogno di vederla. Salgo subito, immediatamente.

No, adesso no, fra dieci minuti.

Posso fare subito una rampa di scale, sono da lei.

No, ho detto fra dieci minuti. A più tardi, lo aspetto. Fra dieci minuti,

agli ordini, direttore.

Sto telefono da qui l'ho mica capito io.

L'ho mai telefonato di persona.

Sarà mica formazione forse.

L'ultima volta che ne è stato sei, no cinque, cinque anni fa.

Figuriamoci.

Devono sistemare quel becca morto dell'Inzaghi prima di me.

La moglie è sorella di un onorevole, figurati.

Se penso a me, porca vacca, no.

La promozione non può migliorare.

Buongiorno, cavaliere.

Buongiorno.

Guardi che il direttore l'aspetta. Sì, lo sapevo già.

Senta, Fumagalli, voglio chiederti un'informazione a lei.

Il nuovo direttore...

A paragone di arregliati, come, più alla mano, più caldo? Oh, mica tanto, lui è

del ministero. Anch'io sono del ministero, lo accetto. Ah, ma lui viene

da Roma, mandato in missione speciale, per sistemare le cose qui a Milano.

Viene a sistemare Milano, beato lui. Comunque è un bel tipo, eh, brillante,

un po' pignolo, ma le assicuro che è un bell'uomo veramente.

Mi scusi tanto, ora vado.

Grazie, fumagalli.

Niente, cavaliere.

È del ministero ed è un bell'uomo.

Anch'io sono del ministero.

Non sarò un bell'uomo.

Vabbè, poi mi chiamo di persona, non l'ha mai fatto.

Mi chiamo di persona, ti metto addosso quel coi smart, che porca puttana,

che ti va via la voglia di lavorare, uno ce l'ha già poca.

Cosa faccio adesso?

Puoi dirmi le cose subito, perché mi star qui, tant'è che mi snerva.

Io vado al bar, vado al bar a fare, non ho neanche sete.

E io vado al cesso.

Sì, che porta buono.

Vado al cesso.

Se puoi mi chiami intanto che sono lì.

A me... Ti fai temi d'animo.

Mi metto addosso una cosa.

Avanti.

Permesso. Buongiorno. Lei è il Cavaliere Brambilla, vero?

Prego, prego, si accomodi. Grazie, grazie tante.

L'ho convocata, dicevo, l'ho convocata per affidarle un incarico specifico.

Direi quasi un compito particolare.

Delicato e importante.

Mi segue? Sì, sì, la seguo. Non sto perdendo una parola.

Dunque.

Guardando la situazione dei contribuenti della città ho potuto constatare che ci

sono determinate categorie di professionisti che non sono troppo ben

controllati da uffici come i nostri. Mi segue? La sto sempre seguendo, stia

tranquillo. E lei quale funzionario della sezione d'accertamenti dovrebbe

interessarsi in maniera più particolareggiata di queste categorie?

Un compito molto delicato e di grande responsabilità per un funzionario.

Grazie molto signor direttore della fiducia che lei accorda al sottoscritto.

Le sono grato di questa fiducia.

E mi dica, scusi, quali sono queste categorie di, chiamiamoli, evasori

fortunati? Ha visto i giornali questa mattina? Sì, ho appena dato un'occhiata.

Ha notato niente? Sì, furti, ingrassazioni, numeri dell'otto.

Sì, d'accordo, ma non mi riferisco a queste cose.

Facevo riferimento a quelle segnate in rosso. Ah, questa riga?

Sì. Estetica numero 13.

Vede quegli annunci?

Li vedo. Ha capito niente? No, niente.

Su queste signore bisogna indagare.

Centralissimo signore del studio, attrezzatura,

riscaldamento, bocchette, peromaguarda, moderno attico, certo

direttore che ce ne sono tanti e tanti. Sì, questo è il punto.

Cioppi. Cioppi. Sono attività che hanno prosperato a vista d'occhio.

Massaggiatrici, manicure, pedicure, estetiste, tutte categorie che il fisco

ha sempre trascurato. Mentre mi hanno detto che guadagnano cifre altissime.

Noi verissimo, dottore, ma anche noi, se mi permette, abbiamo le mani legate.

Giustissimo, ma io gliele slego. E lei me le slega. Perciò si prepara ad

indagare, andare a fondo, vagliare, non concedere tregua, constatare di persona.

Ma lei si immagina ad una metropole come Milano quale gettito fiscale può portare

un accertamento come questo? Io mi immagino. Ho scelto lei perché penso sia

la persona giusta.

La ringrazio.

Attento, un compito di grande responsabilità.

Mi comprende?

E poi lei con il suo fisico resisterà meglio di chiunque altro.

Mi segue?

Non ho capito la faccenda del fisico, ma la sto seguendo.

Grazie, grazie.

Io sono l'unico adatto.

Tieni giù le mani da sto pane che è mio.

Pure il pene.

L'unica persona, non l'ho mica detto io, l'ha detto lui.

Lui è un tecnico perché viene da Roma, un esperto.

E lui ha capito.

Altro che storie.

È una grande soddisfazione per me accertare l'ammontare degli introiti e

stabilire l'entità da tassazioni da applicare, io.

E avrai l'aumento di stipendio. Eh già, l'aumento di stipendio, l'avanzamento di

grado, gli arretrati.

Oh, in poche parole, noi lo stipendio lo andremo a prendere con il carretto.

Cosa vuol dire noi? Siamo mica soggete, oh.

Beh, che c'entra?

Ci vai tu, ci andrai tu, però ci vuole una scortola. Chi è?

Insomma, ogni persona che si rispetta oggi, vicino c'ha, come si dice, quando

uno diventa ricco, rotolo di Royce, macchine, deve avere l'orangotango.

Chi è quello lì, l'orang? L'uomo gorilla.

Perché io modestamente spero. E io spero tanto che tu mi rompi più le balle,

scusa.

Ignorante. Metti che viene un delinquente abituele oggi, no? E ti fa

un furto a scopo di distorsione. Che fai?

Di distorsione? Mi ingesso.

Statele. Ma sai che sono veramente contenta per te, zio?

Tu sei un uomo tutto d'un pezzo, mi pare giusto che ti abbiano affidato un

incarico di così tanta importanza.

Vedrai papà, andrà bene anche a noi.

Basta già l'esempio.

Brava, avete sentito vostra cugina?

Vuol dire che ragiona, che ha qualcosa qui, nel cervello. È figlia al padre.

Sì, figlia al padre, per fortuna ha preso tutto da sua povera mamma quella

lì.

Vedi, quando parla così l'arterio scleroso lì mi viene.

Buongiorno cavaliere, ecco la pratica migliavacca Ma sta facendo un piano di

battaglia Vedi cure, manicure, massaggiatrice E' proprio fortunato lei

a trattare le massaggiatrici per lavoro Così può avere degli sconti magari E lei

ne ha proprio bisogno Tu invece no, che hai un culo che sembra un comò

Cesena, Casertena... Beve?

Bev' che te pisset.

Poi la luce è accesa, tanto qua siamo... siamo alla fiera qua, no?

E adesso faccio la schedina al buiolo?

Tu la c'entra al buiolo!

La luce quando arriva la bolletta la pago io, no? E beh, tu sei il capo di

chiesa, sei orgoglioso di esserlo, allora paga la bolletta. Vedi che bella

soddisfazione, sei il capo di casa qui, il bel capo di casa.

E ragazzi, perché non sono ancora arrivate?

Ma non è terzo, sono passato a Vimercato, al mercato e poi andavo al

supermercato. Poi andavo dalla suora, dalla sorella. Ma quanti mercati hanno

visto quelli lì? Ma chi è sta suora?

La suora è l'amica di mia figlia. Fa la suora? No, la nuora fa la suora. Poi per

piacere, allora? No, la nuora fa la sorella della suora. La suora, sì. Che

fratello appunto.

Sembra che parlo cinese io. Eh, quasi.

Siamo già detti, ragazzi.

Allora in tassi va presto scivolare su una buccia di banane, capito?

Ecco, a me mi date ai nervi quando parlate così. Come se stesse parlando

con un ragazzo. Scivolare su una buccia di banane. Che non mi conosce a me.

Io ci spezzo gli orsi e i capocoli, ci metto l'indestino a tracolle, ci piatto

il meniscolo in testa. Vabbè, non uccide sempre la gente per niente, sta quieto.

Lasciamo stare queste stupideggini, piuttosto, il tuo lavoro come va?

Bene qua, tutto qua pronto per partire, per me non è via qua scoppia la bomba. A

proposito di bombola, visto che questa bombola la vuoi far scoppiare, tu da

solo non ce la puoi fare, ti ci vuole una meno, no? E chi me la dà la meno?

Io. Una, due, tre, quattro o meno.

Ma sei un polipo che sei un pilo di maniche, eh? Se hai bisogno di aiuto,

dicevo, sono qua. Se non vendani di carabinieri, di arma, a me, dico...

Quale arma? Qua dentro, ci avrò qualche costi o no. Ma quale arma che era in

cucina? Quale arma? Che significa? Ognuno c'era le sue manzioni. La mia

manzione era sciacquatica. Facevi lo sciacquatico del cesso della caserma?

No, sciacquatico. Sciacquavo i piatti in cucina. Però con orgoglio, patriottismo

e rosmarino. Eh, vabbè, vabbè.

Certo, certo, tu non vedi l'ora di smerdarmi, anche in presenza delle

ragazze, sempre, smerdola, smerdola, smerdola. ... per smerdare te, comunque,

un lavoro, come dire, di... Di congetta? Non solo, di... te lo spiego domani

mattina che tanto non capisci niente, notte. Edison, spegni la luce che qui la

bolletta la pago io, eh?

Jesus Christ.

Un ottimo lavoro preparatorio, Cavaliere Brambilla.

La pratica, dottore, la pratica. Beh, è venuto il momento di metterci al lavoro.

Sì.

Attenzione, questa è una somma prelevata dal fondo speciale per affrontare tutte

quelle spese che si renderanno necessarie durante l'inchiesta.

Tenga, per pagare come un cliente qualsiasi.

Paghi pure, senza fiatare.

Io pago e non fiato.

Un'unica cosa, una relazione periodica.

Questo è importante.

Sì, sì, sì.

Buon lavoro, caro Brambilla.

Grazie.

Culpato?

Finito, momento.

Io voglio buttare giù la porta, dai.

Chi è?

Era lei?

Stavo riflettendo sulla situazione mondiale.

Ma si rende conto? Se tutti gli impiegati di questo ufficio impiegassero

6 minuti e 37 secondi per i loro bisogni, si rende conto di cosa

succederebbe? Andremo a finire in merda come stiamo andando.

Merda? Prego, se comodi. Mi faccio un bel rapporto per lunga cagata durante l

'ora dell'ufficio. Prego, il posto è caldo. Ci conti, cavaliere.

Ci conti!

Buonasera, signora. Buonasera.

10 mela. Ma che sbista, no, un resto da dare. Io ho il resto, ma che scherzo.

E poi niente, poi niente.

Grazie, grazie tanto.

Sì, quello c'è la salute.

Grazie, grazie.

Sì, gioia, brava.

Solo mangiare e andare mai per casa, eh?

Che

venire

Pietro Brambilla?

Ah, buongiorno, sono le 27.38.52, mi ha telefonato.

Certamente, si incomodi pure.

Grazie.

Sono in ritardo?

No, no, anzi, va benissimo.

Dove andiamo?

In salotto, abbiamo il salotto. In salotto? Sì. Ma che devo lavorare in

salotto? La trici in cucina.

Per me tutti i buchi sono buoni.

Prego, signora.

È arrivata la signora Banda, estetista diplomata, 273852, quello con i baffi è

mio cognato.

Ex brigatiere in concetto, Nicola Zagaria, comendi.

Piacere. Scusa, fai, fai, fai, scusi, prego.

Accomodation. Prego.

Grazie. La mia famiglia.

Questa è mia figlia Tina.

Piacere. Piacere.

Mia figlia Mariuccia.

Salve. E questa è mia figlia, Sabina.

Piacere. Piacere.

Siamo... Eh, siamo qui. Tutti qui.

Sì, lo vedo. Riuniti.

Prima volta, capisci. Abbiamo anche delle cosine, dei bonbon.

C'è dei cioccolatini, c'è dei bonbon, c'è dello spumente. C'è un equivoco. Non

so, l'hai comprato? Io non sapevo che lo volevo, se no lo comprevo.

Mi sento poco bene.

Che? Sta a mele? Forse di scaldamento? Sta a mele perla, signorina, perla. È il

solito capogino. Una mero dolce. Una mero? No, no, grazie, non preoccupatevi.

Carrello, carrello. Non è il caso.

No, senza complimenti. È il solito malessico. Le incarto due paste. Vuoi

bere qualche cosa? Un dringoli? No, grazie, state pure comodi.

Buonasera, ho soltanto bisogno di prendere un po' d'aria. Ah, vuole un po'

d'aria.

Lei rimasta male, io lo so, ma io pago in contatto. Ma cerca d'annata, ne va.

L'accompagno magari con la mia macchina, eh?

Con tutto sto tempo che mi hai fatto perdere, ma a chi cazzo vuoi

accompagnare? Ma porta a spasso la tua famiglia, a stronzo.

L'ha chiamato stronzo? Stronzo, stronzo.

Ma che mi dici? Sì, sì.

E dopo questo suo primo contatto?

È meglio chiamarli contatti, capisce, cavaliere?

È meglio indicarli così.

Bene, dottore.

Dalla relazione che lei avrà senza dubbio letto, dopo questo primo

contatto, come lei giustamente lo ha definito, il secondo è stato più intimo

e anche più scioccante.

Senti, ma questo quando arriva? Ma che ti frega te quando arriva? No, per

creare un certo ambiente.

Cosa vuoi creare? Una cosa di lavoro, una cosa seria.

Vado alla signora Starita a portare le cartelle per acceleramenti dei redditi.

Mi raccomando, pedalare, sui via, eh?

Ah, mi mancano le 18.000 lire della luce. Ma quando?

Te le ho già date.

Me le hai già date?

Cretino! No, non mi ricordo. Sono migliorato un po' fatti di sotto.

Prego, prego, dopo di te.

E smammare la sveglia che quella può arrivare da un momento all'altro.

Ciao, ci vediamo, eh? Che cazzo, devo telefonare.

Non è qui il numero, ma... Io non ce l'ho.

Cosa cerchi?

L'ho perso, no?

Spot, lupare il pirle come al solito. Fallo tu.

Barese. Terrum.

È aperto?

Piero, è aperto?

Ti sei dimenticato di qualche cosa? Non vorrei che ti sei dimenticato di qualche

cosa. Sono Corinne.

Mi fai entrare?

Veramente, sei già in rete.

Tu sei timido, no?

Non ho ferretto, non ho importato. Vedrai, la tua corrente fa passare

tutto. Hai la bua, mon chou?

Non è questione di chou, è che mio cognato poi... Ah, ma siamo molto

timidi. Dove andiamo?

Non so.

Di là?

Andiamo di là.

Allo. Viva la Francia. E mi orsacchiote, mi orsacchiote. Orsacchiote. Sai, amore,

avrei fretta perché il lavoro... Cosa vuoi fare? Eh, lo so, ma se arriva mio

cognete, quello è disgraziato.

Guarda che bel divanetto.

Qua? Qua staremo benissimo.

Eh? Eh.

Guarda, regà, togliamo questo bel polverino, che bella pancetta.

No? E il suo rartrosoli. Ah, l'artrosi lui.

Cosa c'è qua? Ah, ah, ah, regà. Proprio oggi questa.

Sì? No, non lo so. Ti sfogli con me? Ti sfogli tu.

Se arriva... Puttana Eva.

Lo sapevo.

Ma se torna quello che cosa... Ma se torna mio cogneto...

Non me ne frega niente se torna.

Uno, due...

Non voglio che... Speriamo che non arriva.

Speriamo che non arriva.

Speriamo che non arriva.

Speriamo che non arriva.

E arriva. Perché ti sei fermato prima ancora di cominciare? Ma allora,

Giovannotto, non ti sentirai mica male? Non avrai mica l'infarto?

Oh, merda!

Allora, ma guarda che non è successo niente, sai, tu mi hai fatto agitare,

agitare, e poi, il mio tempo è danaro, sai, ma anagia, ma che cazzo di uomo

sei, allora, ma guarda, ma che razza di aramollito,

con una donna come me, ma che cos'hai, ma con quella fascia, ma guarda che

smorfi. Ma guarda un po' che cosa mi deve capitare. Sembra un epiletico.

Ma tu è fu con quella fascia.

Donniamo l'argento.

Quant'è?

Diecimila.

Diecimila. Io ce ne ho solo otto.

Vuoi due gettoni? Non lo so.

Donniamo le fricche, merda. Le fricche. Ma che stai facendo ancora?

Che cosa vuoi?

Madame, madame, le mutende, le mutende.

Nonno, ma culotte, merda. Please.

Tu non hai capito che io ho perso il mio tempo con te, il mio oro.

Il mio tempo è oro.

E spesso di salute.

Con quella fascia di schistofrenico.

E cancella il mio numero da tua testa. T'ha compreso?

Ma sì, nasconditi, che è meglio.

Corri, non fa beneficenza.

Spesso è pederastico come te. E questo chi è?

Sono cavaliere, ci vuole anche la targhetta? Ah sì, ebbien, cavaliere

guardone. Non lo dici? Io, io, io... Ma vedi che copia!

Dove sono capitata, brutta specie di sudicioni!

Sudicioni e culatoni, ecco! A me per colpa tua voglio di...

Sono un ex alpino con la penna, io! Ma se quella mi arriva tutta tra... Ho

preso del culatone per colpa tua!

Mangia pane a tradimento!

Io mi mantengo tutti qua dentro ospite in casa mia.

Sto Lazzarone ringrazia quella santa donna di tua moglie, che è la sorella di

quella santa donna di mia moglie, che è quelle due sante lì che abbiamo in

paradiso, devi ringraziare, perché altrimenti io ti mando il tuo paese a

pelare i fichi d'India col culo io, disgraziato!

Maledetto schifoso sozzone! In casa mia!

Le mie figlie, madonna, madonna, madonna!

Tenimi le mani che io ti ammazzo, che io ti ammazzo a te!

La marchetta dove non può andare il garibale!

Maledetto, non te rundi me mal!

Pensi un po', dottore, una locomotiva.

Quattro in un'ora.

4 per 8, 32.

Tre dozzine al giorno, le faccio i suoi calcoli.

Le guadagno di grana quella donna lì.

Capisci, dottore?

Sono anni che fanno questo mestiere.

E lì dai nostri registri non risulta niente.

Giusto.

Ingenti guadagni.

Senza tasse, senza IVA, senza ritenute. Senza niente.

Cosa da pazzi. Eh, lo so.

E lo Stato è in crisi. Come? In coma.

Ah, sì, in coma. Va bene, va bene, andiamo avanti. Andiamo avanti.

Come le stavo dicendo.

Capisci, dopo tanti appostamenti, avevo una gamba che mi faceva veramente male,

perciò ho aspettato un quarto d'ora e sono salito anch'io da quel fenomeno lì.

Posso darti del tu?

Non mi manchi del te?

Che lavoro fai?

Faccio ragioniere. A proposito di ragionieri, quando i clienti riesci a

fare durante una giornata...

Eh, sai, una decina anche di più. Sono di molto bravino. Sono molto richiesta.

Ho molti clienti affezionati, sai. Ma vedrai che anche tu verrai.

Senz'altro, sono venuto qui apposta per venire io.

Senti, ma la gamba, quando è che me la passaggi?

Eh, adesso arriva anche la gamba, non ti preoccupare. Va bene, va bene, adesso ti

farò... ti farò anche la gambina, eh. Aspetta che mi metto dalla parte giusta.

Capisci?

Da stamattina che mi faccia male la gamba, allora mi sono deciso a venire

qui su da lei.

Cosa fa adesso?

Rilassati. Non ti piace questo relax? Sì, sì, ma la gamba? Alla gambina ci

arrivo in un momento.

Qual è la gambina?

La destra o la sinistra? La destra lì vicino alla sinistra, era lì a destra,

non so più che figlio ha fatto.

E questa?

No, quella lì è estero, lì è estera la gamba. Ti piace Nini?

Dottore, io non sapevo cosa fare, capisci? L'ho cominciato a rossare,

facendo finta di dormire, e quella lì mi ha coperto senza tanti complimenti.

Ma perché l'ha coperto?

Un momento, arrivo.

Dottore, lei non ci crederà, ma c'era già lì pronto un altro cliente. Ma non

me. Invece sì.

E lei pensi che lo ha ricevuto nella stessa stanza dove c'ero io? Ma non mi

dica che ha anche operato nella stessa stanza. Ma non lo so, dottore, se ha

operato. Io ero lì truccato da morto, che facevo finta di dormire, quindi...

Mi sono trovato in una situazione strana, capisci?

Un ambiente indescrivibile, misterioso, tutto sembrava irreale, pauroso.

Scusi, ma ho sbagliato porta?

Ho sbagliato un cazzo!

Ho sbagliato un cazzo? Tutta la vita che stai sbagliando mi hai rovinato!

Ma tutta la vita mai ho... Mi sono stufato!

Guarda, guarda qua i tuoi figli disgraziati. Mi hai lasciato 87 volte,

te ne sei andato. Guarda, mi ha lasciato col frutto della colpa. Guarda, non

parlo, non ti assomiglio. I figli non si vendono. Guarda come ti guardano, ti

assomiglio.

Tu devi fare il tuo domenico. Ma che fai?

Io da questa casa non mi sposto! Mi dovete mandare via con la farsa!

Con gli ascoli la lancio fuori!

Ma io non ci vado!

Voi credete che io sia pazza? Loro pensano che io sia pazza! Non sei un

angelo! Sei un tesoro!

Sei il mio angelo!

Ma che fa?

Questo è amore! Ma che amore di merda è se mi fa una parte di schiavi così?

Fammi fare un figlio! Che bellino!

Guarda quanto sono belli questi bambini, guarda quanto è disgraziato, quanto è

brutto, guarda quanto è dimagrito, prende la tua macchina. Sembra una

radiografia, sembra.

Che va signora?

Signora che vuol fare?

Posiede qua.

Facciamela amore, facciamela amore. No amore, non davanti ai bambini, poi si

mettono a ridere, sono magri anche. Ma sono 40 anni, 40 anni che mi bruciano,

vedi che mi bruciano. 40 anni che le bruciano.

Ma no, è meno di quarant'anni.

Signora, signora.

Sfogliati, sfogliati. Domani, domani mi devo allenare.

Signora.

Non ce la faccio.

Allora non mi vuoi, eh? Io ti voglio.

Non mi vuoi, ma tu sei pazzo. Io lo so perché non mi vuoi, hai paura di

scottare. Ma non è così. Fuori, fuori da questa casa.

Gesù, si va da noi a casa. Meno male, signora. Che vergogna. Ma te lo dirai,

perché io per colpa tua diventerò pazzo.

Io sto con i figli miei.

Creatura, creatura. Perché la lasciano a piedi liberi, questa qui? Il non è papà

vostro.

Io adesso vado da papà. Ecco, seconda ripresa.

Mamma mia, sono capitato, mio Dio, signor, signor.

Ehi, bella.

Mamma mia.

Aiuto. Il femore.

Scambato pericolo.

Cosa da pazzi, cavaliere? E com'è capitato?

Dottore, avevo sbagliato porta.

La massaggiatrice era al piano di sopra.

Buon suerzo. Scusate il ritardo, sono stanca morta.

Cosa mi avete lasciato da mangiare? Una coscia di caviele. A ti pare questo l

'ora di rientrare?

Papà, io lavoro.

Ho fatto gli straordinari anche stasera alla boutique.

Sì, chiamalo straordinario.

Sì, ma presto spero di lavorare un po'. Ti abbiamo chiamato il coniglio. Il

coniglio. Sempre coniglio. E pensare che ero stata invitata al Savini. Stata

invitata al Savini, Sabina. Al Savini, Sabina. Al Savini, Sabina. Cos'è, un

calambò? No, è un ristorante.

Lo so, lo so.

Ma dovrà pur finire questa vita.

Bisogna pensare qualcosa, fare qualcosa.

Non siete d'accordo voi? Ho fiducia in te, sono sicura di questo.

Ma io ho fiducia anche in papà, con la sua esperienza.

Eh, tu sì che le cose le capisci.

La mia paura, Irma, potesse sentirti.

E poi anche Irma aveva fiducia in te.

Io, io me le vedo davanti tutte e due, me le vedo davanti.

Per buonanime.

La buonanima mia e la buonanima tua.

L'unico scrupolo di coscienza che ho è che quel giorno non ci abbiamo fatto una

tombola come si deve.

Cos'è che abbiamo fatto?

La tombola, perché la tombola che abbiamo fatto era buona. Ma cosa dici?

La tombola.

Io volevo del marmo pregetto, quelle di Scandogliola.

Scandoglia. Io volevo che ci disegnavano la pietà di Leopardi.

Ma lo letto io.

Se volete vedere la televisione... Sì, perché c'è il boruccio là. Tenete la

spenta, che qui la bolletta sale.

Buonanotte. Buonanotte, papà.

Perché vede, dopo lo stress un po' di relax va sempre bene, vero?

Eh sì, ma più che relax nel suo caso è meglio perdere qualche chilo, eh?

Qualche chilo sarebbe meglio, eh? Sì, relax fa bene, soprattutto dopo un buon

massaggio. Su questo sono d'accordo. Io mi distendo? Si distenda. Io mi

distendo? Sì, sì.

Scusa, lavora con gli occhiali, eh?

Perché, le dà fastidio? No, no, me no, no.

Posso darti del tuo?

Certo, se le fa piacere.

Senti, dammi anche tu del tuo, così siamo i due che ci diamo del tuo, eh.

Che tipo.

D'accordo, se lo vuoi tu ti do del tuo. Eh, sì.

A 30 nostri, la zona qua che... Cellulite, cellulite, sei pieno.

Voltati che controlliamo dietro. Perché non va bene così?

Dai, voltati, ci penso io.

Fai la dura con me, te.

Allora, ti vuoi girare, sì o no? Sì, sì, io mi giro.

Basta parlare che io mi giro buono come un bambino.

Giuda, bravo.

Così va bene.

No, vai sull'edito, tre docche prima, no?

Ai, ai, ma cosa schiacci? Non fare il bambino. Mi fai male, mi fai.

E mi fa male, Fabiano?

Siedi un po', ma...

Il davanti, quando me lo fai, il relax davanti, eh?

Dopo. E parla più pulito con me, intendi? Eh, va bene, va bene.

Se mi fai tanti di questi massaggi durante la giornata?

Certo, è la mia professione.

Ma proprio tanti no.

Se mi fai davanti, dietro di bianco, quanto prendi?

Cinquemila.

Ora volta, ti facciamo davanti. Oh, finalmente, il davanti. Era ora il

davanti. Avevi tanta fretta.

Beh, secondo me quando uno è... Senti, ma a Telebudo non ti mandano i clienti?

No, caro, non sono convenzionata. Non sei convenzionata? Non sono raccomandata

io. Capisco, capisco. Vogliono le conoscenze, capisci?

Sì, tu te la capi bene lo stesso, no?

Ma che cosa vuoi sapere con tutte queste domande? Niente, curiosità, semplice

curiosità, no?

Senti, Gioia, ma non ti dà fastidio il coso lì davanti, eh? Il coso lì davanti!

Ma che domande del cavolo fai, si può sapere? Guarda che tipo!

Ma cosa suoni la chitarra con questa mano?

Fermo con le mani, a posto! Dai, andiamo a suono, ehi! Ma, insomma, puoi tenere

le mani a posto, sì o no? Sei matto, eh? Io sono un celebre chitarrista!

Via di qua, sai?

Altrimenti ti denuncio!

Delinquente!

Bruttozzo di c***o!

Ti hai preso per una di... quelle, vero? Io sono una professionista, onesta,

seria, una delle poche, capito? Ti denuncio!

Sono una signora io, affanculo!

Io vado a fare il culo, stia tranquilla!

Mamma mia, che figura ho fatto!

Simone, buongiorno scusa!

Mi ha mandato a fare in culo. Ma che cosa si deve vedere di questi tempi? Mi

sentirà l'amministratore alla prossima riunione di condominio. Che

stronzo che sono.

Bisogna che mi spieghi, non si può.

Capisce ragioniere, e lei viene a fare un'inchiesta proprio a casa mia.

E mi prende per una di quelle.

Ma questo è il colmo.

Ma ha visto le tasse che pago?

Lei se ne intende, vero?

Guardi un po' qui, guardi.

Guardi cosa ho pagato l'anno scorso. C'erano le tasse, lei ne paga, eh? Eh,

ha visto quante? Ne paga tante, sì.

Lei di queste carte è pratico.

Anzi, sa cosa le dico, ragioniere?

Non tutti i mali vengono per nuocere.

Vedo se può darmi una mano, se può fare qualcosa a lei.

Con tutte le conoscenze che avrà.

Sai cosa potrei fare?

Potrei parlare con il mio nuovo direttore. Ah, sì? Credo è la persona

giusta perché lui viene da Roma.

Ah, bene.

Capito? Bene.

Questa signora mi creda, direttore? Signora, voi.

Signora, signora.

Vedova, un'ufficiale pilota, sai com'è? Si vola e si casca.

Questa signora è l'unica che paga le tasse. E non ce la fa, buona stela?

Un mucchio di tasse, dottore. Un mucchio.

Ed anche sproporzionate per la sua moresta attività.

Anzi, mi sono permesso di fare il suo nome, così parlando, sa? Il mio nome?

No, no, non mi fraintenda, dottore. Ho fatto il suo nome nel caso di un

eventuale ricorso.

Sa, si tratta sempre di una povera vedova sola.

Mi scriva il suo nome, cercherò di tenere in evidenza il caso.

Grazie. Prosegua.

Scusi. Sì?

Ce n'è per molto?

No, ho quasi finito.

Sente male, forse? No, no, lei è bravissima. Sì, c'è una mano così

delicata. Bravissimo.

Ma il piede, vedi? Ha forse paura? Ha forse paura? No, non è la paura, è la

pipa che mi frega. Oh, ma un omone così grande e grosso come lei. Vabbè, faccia,

faccia, prego.

Adesso ho finito, ancora un colpetto. Senta, signorina, le volevo, le volevo,

le volevo chiedere.

Quanti clienti riesci a fare in una giornata? Beh, un 6 o 7 al giorno.

E anche di più? Sì, beh, qualche volta anche di più. E perché lei è brava e ne

fa di più? Sì, molto brava, sì. Ma tutto guadagno perché spese sono poche, eh? Eh

sì, e poi sono tutti clienti fissi che tornano sempre.

Mi sa quanti soldi devi guadagnare? Beh, sono abbastanza, sì. Ma dico, scusi, ma

che domande mi fa? Sarà mica un agente delle tasse? Io!

Con questa faccia qua, ma le pare che io... Lo so, con i tempi che corrono non

si sa mai.

Ma no, stia tranquilla. Ma che caldo che fa qui dentro.

Sì, all'improvviso... Un'afa... Che afa fa?

Le spiace... Dica, eh? Dica, dica, cara.

Le spiace se mi apro un pochino. No, no, lei si apra, si apra pure.

Poi faccio un bel massaccio.

Io sono uno che si scalda... Caldo.

Io soffro... Basta, basta.

Un bel massaggino che ti fa bene alla circolazione.

Ma guarda, guarda cosa vedo.

Ma cosa hai qui? Mi sembra che hai un callo. Non è il posto dei calli in

quello lì. Ma dai, sì. È il posto dei funghi in quello lì. Ma dai. Ma cosa

vuoi? Vediamo se hai un callino. Vediamo un po'. Ma lascia perdere, vai a funghi,

che non ha ancora piovuto.

Vieni vicino, dai.

Ma cosa mi fai? Ma perché mi hai schiacciato la testa? Ma chi hai?

Un cattivo! Ma insomma, sei proprio veramente brutta, no? Insomma, da dire

da cosa è quella pare lì? È un fungo. È sempre un fungo, ma per me è un cazzo,

non un fungo. Ma va? Sì, ma va.

Finalmente si può parlare un po'. Sempre sto televisore a giro dalla mattina alla

sera, con quel che costa la luce qua dentro.

Eh, lascia perdere. Eh, figli miei. Lascia andare. Andiamo a finire.

Andiamo a finire in questo mondo.

Lascia il fiesco.

Quindi questo, in poche parole, era un ricchione vestito da femmina. Sì, penso

un po'. La fumo l'ho fatto, preso lo spavento che... Ma quella è gente che va

arrestata, l'ergasto la vita ci vuole. Mi ha parlato la benemerita. C'è il

dubbio piuttosto.

Su 67 mila lire di conti mancano 25 mila lire.

Mangano? Mangano.

Che tipo era quella lì? Era un ricchione.

Quale? Eh sì, la pedicure.

Possibile che non te ne sei accorto. No, non me ne sono accorto. Bella fregatura

ti sei preso, zio.

Però non dici mai niente.

Eppure di persone interessanti ne dovresti conoscere col tuo lavoro, no?

Eh, figliolo, non farmi parlare.

Queste sono cose... Sono segreti d'ufficio, eh, papà?

Che mania che c'ha di interrompere sempre la gente quando parla. C'è

ragione tuo padre. Guarda, se c'è una cosa che mi dà i nervi a me è che quando

parla lui voi lo interrompete continuamente. Sto parlando.

Uno sta parlando, non è più bello che sta svolgendo, diciamo, nel clou del

discorso, nel clou, quella arriva nel clou e... Poi non mi rompere il clou, è

un'ora che parlo, no? E va bene. Basta, no? E parla che vuoi.

Dicevo, sono cose paradossali.

Lo so, lo so che sono cose che non possono capitare a ragazze come voi.

Però nella vita bisogna essere preparati a tutto.

Lo schifo che sto vedendo io in questi ultimi tempi.

Cose da pazzi. Senti un po', ma questo schifo che tu stai vedendo, ti porterà

schifosamente, diciamo, un avanzamento a uno stipendio più... Speriamo, figliolo,

speriamo. Grazie, grazie.

Ma lo sai che sarebbe piaciuto anche a me fare l'estetista, in mezzo ai

profumi, alle creme? Non dire stupidate, che lascio andare una sberla che ti

faccio spendere e risparmio una dentiera io.

Moccio sette. Fare l'estetista.

Sì. Fare le punture.

Come te la prendi subito tu.

Ci sono anche delle brave massaggiatrici, delle vere estetiste.

Questo non lo puoi negare, zio. Beh, che c'entra.

Mancano sempre 25 mila lire.

E sono 50?

No, sono 25 di prima.

Facciamo bene i conti a vedere. I conti?

Sì, non hai torto, perché io una di quelle vere, se vogliamo, l'ho

conosciuta. Ah sì? E com'è, vecchia? Ma che vecchia?

Una donna così, di mezza età.

Per te?

Che per me? Invece no.

Piacente. Direi molto piacente.

Molto piacente. Dai, allora racconta, zio.

Sì, dai, racconta.

Non è che per mettere con dignità, coscienza.

Una vera professionista.

Ed è brava.

Sì, dico, una brava massaggiatrice, no?

E già che è brava. E tu come ti sei fatto massaggiare? Vuoi sapere?

Senti, guarda lì.

Senti, questa qui.

Ho trovato. Cosa?

Effettivamente mancano 25.000 lire. Ah, vedi che ti sono di sbagli, eh? Beh, ma

non è che è colpa... Appunto, ma ti sbagli sempre a favore tuo.

Lo capisco. Lo so, ma tu che discorsi mi fai? Che discorsi? Avete capito,

signore? Quando sbaglia, non so se è chiaro la faccenda qua.

L'abbiamo capita.

Non ci vuole dire niente.

Sono segreti d'ufficio, cose private, dice lo zio. E non sta bene raccontarle

in casa.

Specialmente se ci sono delle signorine, vero?

Notte. Notte. Notte.

E così, in maniera molto pulita e molto educata, le signorine di buona famiglia

mi hanno mandato a darvi al culo. Ed è anche giusto. Appunto. No, un momento.

Dico è giusto nel senso che queste ragazze moderne, che gira e gira al

posto del cervello e non giano niente, tu ci vai a fare anche la predica,

scusa. Ma non sai in che epoca viviamo che imbazziscono tutti quanti la

televisione per Sandokan, porca puttana.

Ma, comunque, lasciamo perdere.

Pensiamo alla cosa seria.

Dunque, tu mi dovresti fare una cortesia.

Soldi niente per piacere.

Ma è possibile che ogni volta che ti chiedo una cosa tu pensi sempre ai

soldi, mi guardi sempre con quell'occhio? Ma che non hai fiducia in

me? Non è per la fiducia, proprio perché non mi fido.

No, ti volevo dire un'altra cosa io.

Un aiuto morele, diciamo.

Tu stai affrontando questo lavoro nuovo, no?

E vai in queste chiese di queste signore che, non so, ti può servire una meno nel

senso di...

Ma di fare?

Non so che tu da solo non ce la puoi... Ma quale, in che senso, cos'è?

Insomma, in poche parole, ti può servire una meno come uomo virile, insomma, una

meno come maschio. Tu?

Sì. Con quella faccia lì? Eh. Sai se fai causa tuo padre e tua madre vinci la

causa? Capirei, ha parlato a Marsha Rifoli, ha parlato.

Oh, signor, uomo virile. Virile.

Buonanotte. Buonanotte.

Vorrei che ti trovassi tu davanti a un travestito.

Buongiorno, si accomodi.

Prego.

Mi dia il capotto.

Prego, si accomodi.

Mi si tolga pure la giacca. La giacca.

Si spogli, prego.

Mi spoglio tutto? Tutto, tutto, tutto.

Già, tutto.

Mentre tu ti spogli, io vado a prepararmi.

Vengo subito.

Cinque minuti.

Bel musetto.

Cinque minuti.

Madonna.

Sarà mica un maschio?

Che culo che ho io!

Tutti a me, mi capitano.

Il cammello, ci manca il cammello.

Se dovesse, il cammello.

No, non mi freghi mica me, angelitos negros.

Vieni qua.

Sorpresa.

Surprise.

Ma dov'è?

Questo è sparito.

Billy,

me l'hai visto?

Di chi parli? Di quel signore. Quel cliente che era di là. Non c'è più.

Che ne so, avrà alzato i tacchi, se l'è filata, cara sorellina.

Lo sai come sono fatti quelli, fanno tante belle chiacchiere e poi, alla

fine, sono razzisti come tutti. Vedono il colore della pelle... Oh, giusto, ma

questo qui sarà un uomo, sarà una donna, ma chi sarà?

C'è qualcosa che non va?

Eh?

Vedo che mi guarda con una faccia. Non devo guardarla, sembra un carnevale,

sembro Piero, sembro... Abbia pazienza un istante, eh? E poi le tolgo subito la

mascherina. Poi a un certo momento lei deve anche capire che anche il suo nome

è Tony.

Non è che sia molto convincente, capito? Beh, sì, capito. Beh, questo era un

vezzo di mio padre, non è il primo che me lo dice. Beh, ma lì il papà c'ha i

mezzi e gli altri si conforano.

Tutto bene? Le tira?

Beh, siamo lì sulla strada buona, ecco. Ecco, guardi, perché appena le tira lei

me lo deve dire che io intervengo subito. No, no, ma io appena sento che

mi tira glielo dico subito, eh.

Però io continuo a sospettare, eh?

Il culo è uguale per tutti, per essere giusti.

Però è lì davanti che comincio a cambiare musica.

Finché non sono sicuro di che cosa ci sono, io, i miei dubbi, se non tolgo con

mano, io... Non ci credo!

Ma come si permette? Ma cosa cerca lei? Lei è un maleducato, un porco!

Ma no, era una carezzina così!

Ma che carezzina, un corno? Lei sta cercando qualcosa!

Glielo dico io che cosa cerca! Lei cerca il cazzo, sì! Lei mi ha preso per uno di

quelli, sì!

Lei mi ha preso per un travestito! Antonietta! Ma brutto porco, io sono una

donna! E adesso te lo faccio vedere se sono una donna, sai!

Guardone, te!

Te, sono una donna? Ma io te le sbatto in faccia, beh! Mi scusi, Antonietta, ho

sbagliato! Sì, non te lo sei mai illustrato gli occhi di una donna! Sì,

ma lei ha ragione, Antonietta! Infatti io te la faccio mangiare tutta, sai,

brutto porco! C'è rottura? No, no, no,

tutto a posto.

Meno male, va.

Certo che lei ne sta passando di tutti i colori.

Ma in un certo senso le sta bene.

Così impara a curiosare.

Curiosone. Potrebbe lasciar perdere, chiudere un occhio.

Ma chi glielo fa fare?

Fa presto lei a dire chi me lo fa fare.

Senta, siamo sicuri che non c'è rottura? No, no, no, no, stia tranquillo. Farebbe

un male.

Lo sa che le volevo telefonare. A me?

Ma sì, per ringraziarla.

Ah.

Il dottore Esposito è una persona veramente a modo. Ha capito molto bene

la mia situazione. E subito. È un capiscione quello lì? Anzi, mi ha

affidato la mutua degli uffici.

Mi ha convenzionata.

Che persona gentile, distinta.

Capisco che qui sono stati fatti tanti cambiamenti, tante abbaragature in più,

però, eh?

Beh, sì, che vuole. Mi sono buttata.

Del resto lo dovevo fare.

Certo, ci voleva proprio. Ci voleva, ci voleva.

Le milanesi vi piacciono? Che sono slancette, capisci? Io le guardo sempre

nel loro slancio. Guardavo il culo, tè, terrone. Guarda lo slancio, il

paracadutista.

Minchia, che macchina.

Hai capito cosa ti sta... Ma dove è andato quello là?

Oh, ammazza.

Ma, ma scusi.

Lei che cosa fa? Vuole anche le chiavi? No, grazie. Così può fare un giro anche.

Stavo guardando il suo bianco. Sì, sì, va bene, non c'è bisogno di sedersi sul

parafango. Sai che più bianco non si può? Sì, è bianco, sta a vedere. Scusi,

perdoni, è un povero sottosviluppato, capisci?

Io guardavo la sua utilitaria, non c'era niente di più. Sì, chiamala pure

utilitaria. L'ho seduto qua sopra. Levati e togli il culo dal parafango.

Vabbè, ma non si arrabbia, rivedersi.

Viva in colonia, capisci? Ma cosa si inghezzi, Piranesi? Che razza di gente.

Oh, guarda che... Porca puttana, sono tre volte che mi dici deficiente. Questa

è la quarta.

Devi comportarti da persona per bene.

Pagare senza discutere.

Indagare e riferire.

Oh, ma se indagando, indagando, come si dice, da cose nasce cose, insomma,

dovesse nascere che questo è buono e viene fuori un inghiappettetto, io me la

prego. Ma consiglio, c'è sempre in mente l'inghiappettetto. Signore, io sono sei

anni che sono vetro. Con tutti i rispetti alla buonanime mi sento ancora

frizzante, pimpente.

Sì, pimpante.

Che numero è?

25, all'ombra.

Eccolo qua, eccolo là, lo vedi?

Allora è meglio suonare subito il campanello? No, sta' attento, vai sopra,

guardi, deduci e subisci, atti in un momento, comportati bene, devi

comportarti da gentiluomo, capito?

Ma io adesso vado sopra. Un momento, devi comportarti da gentiluomo, porca

Ema. Va bene, non ti preoccupare, se lo sapevi mi mettevo lo spezzatino. I due

ossi buvi dovevi portarti, ti aspetto al barrio. Ma vai dove chezzo vuoi, ma

fammi andare di sopra. Ma vaffanze, non fosse per la buon'anima.

Chi è ? Sono l'ex brigadiere Nicola Zagaria, vorrei fare un massaggio e così

via. Vengo ? Salga all'ultimo piano. Vengo.

Sono un poco tresandate queste mani, dovreste venire più spesso qua, sapete?

Volete venire? Come no, voglio venire sì.

Che mestiere fate lei?

Io faccio cose, esportazione all'estero, esportazione, esportazione.

Sigarette? No, no, mobili giapponesi e cinesi.

Certo che adesso che ci sono io, vedrai che servizio che ti faccio.

Te lo ricorderai per un bel pezzo. Ci credo.

La tariffa la conosci? No, veramente, io per telefono non è che ho capito molto.

Beh, certo, io per telefono non la dico mai.

Una cosa è dirla per telefono, una cosa di persona.

Eh sì, è meglio di persona.

Certo.

Comunque sono solo 5.000.

Cap di chezzo.

Meridionale? Sì, del tavoliere proprio, del tavoliere caldo della Puglia. Sono

nativo di Andre, ma sono cresciuto a Canossa e quando... Non mi interessa.

No. Io sono di Torregalda. Ah, napoletana. Eh sì, ha bei posti quelli,

aria, un sole stupendo.

Altro che qui a Milano con questa nebbia.

Ma là grana nisba, zero.

E allora bisogna venire qui. Certo che tu lavori molto qua, eh? Fa molti sghei,

diciamo. Oddio, molti.

Ci si arrangia, non molti. Vedo una bella chiesa. Troppo buono, qualche

cosina.

Di buon gusto, insomma, ci si arrangia. Sì, ci si arrangia, sì.

Buono. Sì, sì, buono. Ora facciamo l'altra mano. Sì, sì, facciamo l'altra

mano. Ecco.

Facciamo l'altra mano, che mi piace.

Dopo.

Dopo quando?

E dopo, eh?

Prima il lavoro delle mani, eh? Sì, con le mani. Buono.

Senti, non è meglio che andiamo di là sul sofà, sulla branda?

No, prima le mani. Sì, le mani. Suda, bravo. Adesso mettiamo un poco di

cremina. Sì. Certo che mettiamo un poco di cremina. Ma quale cremina? Qua ci

vuole la margarina per affondere le mani nelle tue tettole. Che belle.

Ho capito, ti piace toccare. Sì, mi piace.

Madonna, bella detta dell'ingoroneta.

Buona. Sì, buon gustaio del tavoliere. Tocca, tocca.

Tanto il tempo passa.

Mi fai morire.

Bella, bella, vedrai dopo che ti faccio. Chi è?

Niente, niente, non ti preoccupare.

Questo è il preambolo. Quando sei fuoco?

Sexy.

Cinquemila. Prego.

Il tempo, il tempo è scaduto, non lo vedi? Sì, ma lascio raddoppio a questo.

Ah, il tempo è scaduto, vai ora, vai. Proprio prima hai fatto riscaldare che

mi è venuta una braboscia, mi è venuta. Ma che cascara, ma va, lascia perdere,

su, su, lascia perdere. Oh, io non ci sto a queste cose, a me mi viene il

dolore di chi è passato. Io non ci vedo più niente, no? Senti, ti do anche

venti, prenda mila. Quello che vuoi, basta che continuiamo l'ingombiuta.

Facciamo una cosa, in piedi, in piedi, non me ne frega niente, in piedi.

Sì, io non vedo più niente, ciao, fammi toccare, fammi toccare. Ciao, non

capisco più niente, ciao, ciao.

E dai, che tengo fretta Fammi toccare ancora un poco, ti prego. Ma che

vuoi? Ti ho detto che aspetto gente.

Sì, ma neanche facciamo la toccata e fuga. Giusto, prima hai fatto la

toccata, adesso fai la fuga, eh? Vai, vai. Scusa un attimo, scusatemi.

Ma che vuoi? Vattene. Che respingenti.

Hai capito, l'ha detto una.

Toccata e fuga, eh?

Brutta puttana partenopea, mi hai freghetto, eh?

Cinquemila, e poi, cornutazza.

Ma io due milioni di tassi ti faccio pagare per questa ingombiuta.

Fatto tutto? Ok. Guarda allora.

E lo so, ma tu devi anche capire me, capisci? Ho fatto... Dai,

vieni, parla.

Dunque, come manicure, normale.

Normale. Come scopeta, super.

Sai, in un primo momento lei voleva fare la ritrosola, non gestiva, faceva tutta

quella del convento, l'arrossamento.

Sai, finché io me lo sono inghiapettato, poi tu mi conosci a me, vero, quale

persona? Sì, ma dopo la cosa... Inghiappettata? Sì, ma quanto?

Oh, lei lì per lì ha chiesto quindi... Servo qualcosa?

Quindi, uncinare.

Dicevo a te.

Normele. E una minestra anche, perché ha lavorato lui.

Insomma, 15.000 franc, te capì?

15.000. Però valeva la pena, porca puttana. C'aveva due tettoli, guarda,

che sembravano due moschettoli. Due chiappole che quando... Insomma, una

donnola, ecco. Sì, una puzzola.

No, no, non si sentiva niente. Profumato l'ambiente da morire.

Ma se io ho capito, si fa per dire, no?

Mentre me la inghiapetevo... Prego. Grazie.

E allora?

Dopo l'inghiapettamento... C'è gente intorno, no?

Dopo l'inghiapettamento... Si sente un cazzo, su!

E appunto è che siamo in chiesa. Dopo l'inghiapettamento io osservavo tutto,

se no che carabiniere sono?

Me la inghiapettevo e guardavo l'ambiente e l'ho fatta candere.

Cos'hai candato? La mignotta.

Dunque queste, in poche parole, si fa 15, 20, 30, 40 servizi al giorno.

Cosa mi dici? Eh, fa un bel conto.

15-20 mila franchi. Sono 6 milioni al mese. Anche 7, anche 8.

8 milioni.

Guadagna più di un ministro.

Non ho afferrato.

Guadagna più di un ministro.

Ah, avevo capito che anche i ministri si inghiapettevano. Per piacere, basta, eh?

Va bene?

Va bene, andiamo. Ho bisogno dei miei coglioni.

Tutto da solo devo fare.

Siamo comodi.

Prego, si accomodi.

Prego. Sì, sì.

Dopo il lettino faremo la sauna, per lo slargamento dei pori e l'allungamento

dei tendini, per avere poi una bella fase finale.

Grazie. Si spogli. È tutto?

Certo, è sempre così.

Eh, giusto. Preferisce il metodo Toroschi o il Fregamantò?

Ma non so io... Sono due metodi svedesi.

C'è il fregamantò e il metodo Toroschi. Ma io questo fregamantò non lo conosco

e... Il fregamantò è più leggero, c'è il Toroschi eventualmente. Il Toroschi...

Dal dietro. Dal dietro?

Sì, abbiamo mio cugino. Lo vuole vedere? Che è?

Enrico, prepara... No, no, no.

Ma chi è il tuo cugino? C'è forse un altro cliente, metodo Toroschi.

La prego, ci sfogli. Scusi, lei mi deve spiegare. Prego. Io non ho mica capito

bene com'è il metodo Toroschi. Metodo Toroschi, si sentirà benissimo. È un

metodo nuovo.

Grazie mille. No, ma a me è la faccenda che mi preoccupa. Di che?

Non è d'altro il frega Mantoli di... Sono due metri di svedesi. Fali...

Poltaroschi forse più.

Non si spogli, non abbia paura, su via.

Su via.

E io mi spoglio? Ma qui c'è da lavorare. C'è da lavorare, dice lei.

Vedrà, vedrà. Perderà anche questo po' di timidezza che ha adesso.

Ma mi sa già io... Ecco. Prendiamo il nostro bell'asciugamannino. E io mi

stendo. Lei comincia da... Cominciamo dal dietro. Dal dietro? Dal dietro, sì.

No, no.

Da soli, da soli, senza l'errico. Se vuole ricco... No, no, no, lo voglio

mica l'errico. Non l'avete mai trovato? No, no. Eh, bravissimo, guardi. C'ha un

par di polsi così e una capoccia che... Sì, ma io... No, no, no.

Ma non guardi, io c'ho una forza, sono molto esperto. Non mi paragonerei mai

con questi giovani d'oggi che non rendono niente. Hanno reso dei conti

niente. Va via deluso. Lo aprio fortemente. L'altra cosa sia giorni.

Se vuole l'aiuto anch'io. Vogliamo farla in tre?

No, è meglio che faccio io, mi sdraio. Sì, la facciamo in tre.

No. Facciamo prima, sa?

No, non è meglio di no.

Facciamo un bel dottorowski davanti con lo sfregamento di dietro. Ma vedrà che

sarà bello. Su, su, su, sbagli.

Cominciamo da dietro, eh? Via.

Sì, anche un po' di lavoro di mani. Vedrà, andrà benissimo. Vuoi la crema?

Vuoi la crema allargante o quella astringente?

La astringente... Qui ci vuole quella astringente. Per il di dietro? Sì, per

il di dietro.

No, ma stia tranquillo, è il mio bel ragazzone. Accidenti, non ci arrivo.

Grazie. Scusi, telefono.

Pronto, hai da massaggi? Dica pure.

Ah, sei tu.

Come?

Come?

Ma no, non è possibile.

Ma quale? Non sono cose che si possono fare. Togliere la mutua. Non si può

levare la mutua da un giorno all'altro. È un'informazione sbagliata che ti hanno

dato.

Non è possibile, informati più profondamente, non è possibile.

Guarda, tu informati su tutti i nomi, tanto siamo sempre riusciti a sapere

tutto.

Ecco, grazie, poi mi richiami, mi raccomando, eh?

Ciao.

Ecco la crema.

Adesso noi facciamo l'irrigidimento dei tendini.

Senta, ma lei è sicura che si rigidiscono? Via tranquillo che si

rigidiscono! Lei mi ha fatto la toro, non la caramattola! No, lei ha voluto la

toro, mio caro! Pazienza!

Porca miseria, se pensa a quello che fanno nella vita e quello che mi succede

a me, togliermi la mutua e non averla più, non me lo sarei mai immaginato!

Madonna, ma dove sono capitato?

Stia buono!

Non mi doveva capitare, certo a me! Ma neanche a me, per l'amor di Dio, faccia

piano! Per favore, guardi!

Per favore, lei mi sigili perché adesso facciamo l'allentamento dei tendini!

Qui lei mi sta allentando tutto. Ma ce l'hai per molto?

Enrico, adesso vengo e ti racconto. Enrico, non romperle male, lasciala

perdere, Enrico. E lei la lascia perdere per piacere. Lei lo sa che sono duecento

anni che lavoro?

Duecento. Sa cosa vuol dire duecento anni? Lei vi porta bene duecento anni,

vi porto bene.

Vedrà come andranno le cose qua. Lo so già come vanno le cose, vanno giù dal

letto, vanno.

Stia calmo. Ho le spalle in fuoco. Sente un po' d'allentamento?

Sento un allentamento qui, ma...

Oh, mamma mia, adesso è un capitano.

Questo è pazzo. Eh, ma ci penso io adesso, che mi ha telefonato adesso.

Oh, mamma, signor, signor, proprio in che lui è capitano. Mamma mia, il suo

capitano.

Ecco. Mamma mia bella. Si accomodi, signore.

Si accomodi in sauna.

Ah, sì.

Pronto?

Ah, i nomi.

Voglio sapere tutti i nomi, dal primo all'ultimo. Eh sì, caro, gliela faccio

pagare. A me non la si fanno queste cose.

Eh sì, per favore, almeno me ne dia uno di nome.

Sì. Ah,

ho capito.

Adesso lo sistemo per le feste. Si ricorderà per un pezzo di Aida.

Vedrai, si ricorderà per un pezzo. Stia tranquilla. Sì, arrivederci.

Cavaliere, dove sta? Dove sta, cavaliere?

Venga fuori.

Ecco.

Mi dia il braccio. Un braccio.

Mi dia l'altro. Un altro braccio.

Mi dia l'orologio. Perché mi parli della cura che mi ha messo l'orologio? Sì, ma

che brutta razza voi uomini. Che brutta razza!

Anche Enrico è una brutta razza. Sì, anche Enrico è uno stronzo. Uno stronzo.

E l'immaginavo che doveva essere un po' stronzo. Sì, sto a pensare a lei. Io ho

gli affari miei.

Mamma mia.

Ecco, adesso telefono e lo sistemo per le feste.

8, 5, 4, 3.

Sì, stia

calmo,

adesso vengo.

Sono nelle tasse.

Mi fanno fuoco.

Ecco papà, ti ho portato una cosa calda, ti farà bene. Grazie. Come stai?

Ehi, comincio a star meglio, perché vedi, i massaggi della Margherita, sì,

della signora Margherita, cominciano a farmi bene.

E' proprio brava.

Ah, lo sai che ti hanno pidato anche le mutue adesso?

Ah, sì. Eh, ma se lo meritava pure a stare tutta la vita che lavora.

Come stai bene, sei elegante, bello, eh? Ti piace?

Beh, sei una liquidazione, non costa mica tanto, poco poco.

E poi sembra fatto su misura. Forza, se te che sei bella, tua storia la vuole.

A proposito, ha telefonato e ha detto che ritarderà un po', sei straordinario.

Quello mi voleva dare l'assegno posto a te, ma che sei scemo.

Ciao. Ciao.

Caro cogneto.

Ciao, caro. Come stai, tio, stai bene? Bene, grazie.

Visto che bisogna avere fiducia nelle massaggiatrici, qualche volta possono

rimetterti a nuovo.

E' vero, uno ti rompe e l'altro invece ti aggiusta.

Scusatemi se mi permetto, ma cosa avete vinto? La lotteria, voi tre?

I carichini eleganti?

Guarda quello là, sembra tirato a lucido, sembra il sindaco di San

Colombano.

Ma ti ho portato i giornali. Quali giornali?

Night and day. Cos'è? I giorni alla notte.

Potrei portarmi l'aurora al pomeriggio e la sera tardi. Piuttosto sei stato il

direttore per i documenti. Come no, sono stato... Certo, Tio, l'ho accompagnato

io. Anzi, simpatico il tuo direttore, sai? Eh, ma insomma, parlare sempre di

lavoro. Ma perché parli sempre di lavoro, tu?

Eh, noi che parliamo sempre di lavoro rompiamo, chiaramente.

In gamba, Margherita. Deve essere proprio un donnino a posto.

Sì, è un donnino a posto.

Un giorno o l'altro ve la presento.

Ma tu come...

Come l'hai conosciuta?

Così. A proposito, il tuo direttore ti aspetta a fine inchiesta nel suo

ufficio. Bene.

Ma dai, finisci il brodo, altrimenti si fredda. No, no, no, più voglio te.

Sentite piuttosto voi altre, che state dietro a me oggi e non mangiate neanche.

Sì, sì, adesso mangiamo. Anzi, andiamo. Ci vediamo dopo.

A più tardi, ciao.

Beh, me ne vado a mangiare. No, tu vieni qui un attimo. Sì.

Fatti vedere.

Sei bellissimo. Ti piace?

Principe di gallo. Bello, ti fa anche il piede piccolo oltretutto.

Bella, eh?

Senti una cosa, giovanotto.

Sì?

Come mai?

Non è che stai combinando qualche cosa che non va?

Ma che scherziamo?

Io mi muovo, insomma, mi do da fare una pratica qui, una pratica lì, cammino,

faccio commissioni, esporto in bordo.

Tu?

Traffico, ecco.

Traffico? Mi do da fare, d'altronde me l'hai sempre detto tu.

Datti da fare, terù, sbrighes, sbrighes, e mi sono sbrigheto.

Andracite, ti piace?

Bello, eh?

A proposito, Sandy, abbiamo trovato la chiesa, molto bella, veramente.

Santacite ebbe il riscaldamento della casa?

No, no, cercherò sede. Ah, cercherò sede.

Sì, vengo.

Così io e Sabina, capisci, andiamo via.

Stiamo incontretti a te, ci telefoniamo, eh?

Ciao, stai bene?

Ciao, Stellassa.

Arriva il lavoratore affamato.

Boh.

A me quello lì non mi racconta mica tanto giusto.

E così dove l'hanno trovato questo appartamento?

Ehm, in zona magenta.

E quanto pagano al mese?

170.000 più le spese, ammobiliato.

170.000?

170.000 al mese. Sabina guadagnava bene, cosa credi? E con la liquidazione? Sì,

sì. Quando era qui.

Faceva tante storie per pagare il telefono, eh?

Beh, ma per mettersi in proprio bisogna rischiare.

Ci vuole un bel appartamento e tutto il resto.

Beh, oggi le clienti sono esigenti, vogliono il lusso, le comodità.

Poi, papà, potremo lavorare anche noi da Sabina. Sappiamo cucire, disegnare,

indossare. Eh, è un'idea.

E il gollo?

Papà? Beh, sai, lo zio continuerà a cavarsela con i suoi piccoli traffici.

E poi, e poi potrà fare le consegne, non ti pare?

Se siete bambinesi come io, o qualche mese più di voi, cosa c'è ancora avanti?

Sputtiamo l'osso?

Ma papà, siamo a tavola. Lo sputtiamo anche a tavola.

Ma noi avevamo, avevamo pensato che oltre a lavorare con Sabina, avremmo

potuto andare a vivere con lei nel nuovo appartamento.

Qui vi trovate male, siete stretti o presi, e qui c'è il tiranno che rompe,

eh? Ma no, cosa dici papà?

Ecco, adesso se comincio a prenderla su questo tono, e se non mi lasci spiegare?

Cosa vuol spiegare?

Sono sempre io qui la nota stonata, eh?

Dico soltanto castronerie, parlo a bandera, volete essere indipendenti, eh?

Sì, sì, è il vostro diritto anche perché è giusto, siete maggiorenni.

Noi, arrivati a una certa età...

Diventiamo l'impaccio, eh?

Va bene, e allora io vado in libertà.

Ma che roba!

Cos'è che fanno?

Si spogliano note?

Oh, mamma mia! Che

vergogna!

Che cosa?

Cos'è?

Eh? Che tutti i giapponesi... No.

Non resisto più a queste cose qui.

Palletti gialli, palletti verdi.

Un funzionario in maniche di bretello che guarda queste cose qui.

No, no, vado via, altro che storie.

Cos'è?

C'è un fantasma!

Ma lei chi è?

Ma guarda un po' che schifo.

Un guardone in naftalina.

Pelato e occhialuto.

Per giunta.

Non so dove com'è!

Capisci come è, dottore?

Io faccio di tutto per tirare avanti, ma ci sono dei momenti che ti viene voglia

di piantarla lì.

Io ho capito che l'affare è delicato, importante, lo so, ma non sai dove

attaccarti.

Piano umano non... Lei mi insegna che oggi è una giungla.

Non sai mai con chi tratti.

Ci sono delle persone che sembrano per bene e sono quelle che ti fregano.

Poi invece ci sono delle altre che sembrano leggere e invece... e invece si

prendono delle grandi cantonate.

Comprendo benissimo, ma bisogna proseguire. I frutti non tarderanno a

maturarsi. E incominceremo il nostro raccolto che sarà abbondante, di questo

sono sicuro.

Proseguire, perseverare, Cavalier Brambilla, perseverare, questo deve

essere il suo motto.

Perseverare. Lo Stato ci paga poco, ma ci paga. Poco, pochissimo. Noi dobbiamo

servirgli. Perciò, coraggio, perseverare.

E io persevero.

Bravo. Ci vediamo fra qualche giorno, quando l'indagine sarà finita.

Perseveri e non si scoraggi.

Vada pure.

Grazie, persevererò.

Permesso? Buongiorno.

Buongiorno.

Buongiorno.

Prego.

Andiamo di là?

Grazie. Io mi chiamo Susi. Susi.

Si tratta di servizio completo?

Completo, completo, tutto completo.

Prego, attendo le gradine.

Grazie mille.

Che bella casa che ha questa qui.

Questa qui oggi la siringa, guarda che casa.

Prego. Grazie mille. Lei è quella che ha telefonato ieri, sì. Sì, ho visto l

'annuncio e mi sono precipitato qui.

Vuole bevo qualcosa, sì. Grazie mille, grazie.

Scusi, stroniera?

No, sono a Maretta di Saronna. Ah, è andata per un video di Saronna. Ah no,

quello l'ho capito.

Domandavo se lei è...

estera, straniera?

Sono svedese. Svedese, come i piamiteri.

Oh, grazie, non fuma.

Quando fuma questa qui, io la siringo.

Chissà quando pagherà di tasse lei per tutta questa casa.

Prego? No, dico, chissà quanti soldi di tasse pagherà per tutto l'ambiente.

Oh, 50.000. Solo?

Sì, io fa abbonamenta. Abbonamento le tasse, non l'ho mai saputo.

Ma sì, io fa abbonamenta, 50.000. E dopo tu paghi solo 10.

Ah, l'abbonamento, ho capito, un forfè.

Grazie.

Sì, io darò a te tesserina. Sì, sì, come sulla filovia. Ogni trattamento un bel

buco. Io lo siringo.

Prego, facciamo il primo trattamento.

Primo trattamento facciamo. Prego, si accomodi. Tanto di siringo lo stesso, di

siringo lo stesso.

Dammi giacca.

Vuole? Sono pratico ormai.

Grazie. Un mese sullo script di sesto in tendenza di finanza ti si reggo io a te.

Ecco bene.

Si spoglio pure ora.

Senti, bionda slovenca, volevo domandarti una cosa.

È necessario che mi spoglio tutto nudo? No, basta solo questa parte un po' che

posso. Ah, ecco questa parte grossa.

Grazie.

Mi stravago sul lettino, eh? Così almeno... Eccoci.

Che grande pancetta.

Bella, eh? Qui ci vuole molta seduta. Eh, lo so.

Senti, bionda, mi faranno bene questi massaggi, non è che... Oh, ma sì,

guarda. Dopo tre mesi, con questa cura svedese che io ti faccio, diventerai

come me.

Dopo tre mesi. Dopo tre mesi.

Se ti vedi oggi in mente un'altra cosa, ti faccio fare una cura milanese che in

nove mesi diventerai come me.

Uè, uè, eh?

Madonna, che bella, che bella, che bella.

Spiritosa, va bene, tu aspetta un momento.

Cominciamo subito. Sì, vai, vai, bella manza bionda.

Io così quasi fiscalmente non la scrivo.

Aspetta un momento, ah?

Bello.

Eccomi qua.

Tutte le mani d'oro, tutto per lei.

Mamma mia.

Dio l'orto, che esca l'erotica.

Speriamo bene.

Chi poteva immaginare che dopo mi si presentava davanti a tuo padre? L

'inghiesta era finita, avevo visto la lengua, non c'era più nessun indirizzo

da controllare. Il guaio è che chissà lui come l'ha pezzata quando ci ha

visti. Buonasera.

Buonasera.

Cavaliere Brambillo.

No, no, no, stia buono, stia buono.

Grazie di essere venuto.

Beh, caro cavaliere, cos'è successo?

L'immigrato è venuto a disturbarsi con tutte le cose che dovrà fare lei.

Ma si figuri.

Cos'è successo?

Può parlare?

Sì, sì, posso parlare. Amico mio, cos'è stato?

Ora le spiego, se più ammette.

Io ho voluto perseverare, capisce?

Ma come mai adesso viene sempre qui? Mi scusi, sa, se la domanda è impertinente.

Perché sono a casa solo.

Poi comincia a far freddo, quindi c'è il tuo momento.

Però, cavaliere, è dimagrito. Sì, ho perso trenta e mezzo.

E il suo cognome? quel simpaticone che fine ha fatto, non lo vedo da tanto

tempo. Sta benissimo, lavora adesso, rimane un lavoro che non lo vuole mica,

quello è nato per il lavoro.

Le signorine stanno bene? Le signorine crepono, crepono di salute, volevo dire.

Piace il lesso?

Buono il brasato, vero? Eh, il brasato, un brasato così, il brasato... Le

signorine sono fidanzate?

Fidanzatissime, tutte fidanzatissime.

Buon appetito!

Eh, ma che rompa mal che ne sei tu, un appetito!

Questo è nuovo.

Una giornata di lavoro stressante, ritornata in forma con una visita al

tocca sana.

Le nostre giovani esperte massaggiatrici, manicure e pedicure,

vederanno a nuovo.

Telefonare dalle 10 alle 20, all'87, 63, 45, 78.

Prodotto Cassano.

Spinta che lui solo è.

E non piente, niente da dire, qui non bastano cento sacchi.

Sarà il colpo di grazia questo, no?

Benvenuto al Poggio Sana.

Il nostro personale ha sua completa disposizione per ogni tipo di

prestazione.

Scelga lei la specialità che più gradisce per il servizio che preferisce.

Ecco Mariuccia, espertissima creatura, per la gioia duratura della vostra

vogliosa manina.

Ecco Sabina, espertissima creatura dalla mano sexy, che vi dona il piacere di una

calda bambina.

Ecco Tina, espertissima creatura per il sollievo del piede che più vi cruccia.

Prego signore, oltre al sopravvito e cappello, può già versare al nostro

Battista le centomila, che è quanto richiesto.

E così sono finito qui.

E questa ragione mi capisce perché ho voluto parlare con lei.

Perché non mi pido più di nessuno.

Soltanto di lei mi fido.

Che vergogna, che vergogna.

Eh, capisco, capisco.

La vita disordinata di oggi, l'incertezza del futuro, sono cose, caro

Brambilla, che possono accadere a tutti.

Ma perché proprio a me?

Vede, caro amico, mi consente, dicevo, lei senza Morello ha indicato la strada

dei facili guadagni ai suoi familiari.

La miseria, parto, volevo dire, la ristrettezza spaventa tutti.

E non appena si prospetta un progetto attuabile che capovolga la situazione,

lei mi capisce?

Sì. Chi non ne approfitterebbe?

In casa sua, un tenore di vita modesto, le sue figlie, suo nipote, tre belle

ragazze, sempre a dover rinunciare.

Bisogna a volte capire e perdonare.

Ormai le cose stanno così.

Se lo dice lei, intanto adesso io cosa faccio?

Avevo anche pensato di risposarmi.

Se la ricorda quella signora, vedo, signora Margherita.

Sì, vagamente.

Ma non disperi.

Vedrai che tutto si aggiusterà.

Anzi, ho una buona notizia.

Ecco la promozione.

A terzo ispettore.

Con l'incarico di dirigere l'ufficio di Laveno.

Contento? E con effetto immediato.

Grazie. Per il momento le faccio tutti i miei auguri e le mie congratulazioni.

Si rimetta presto e parta, perché il posto è vacante. Sì, sì.

Grazie. Mi sembra di stare già meglio.

In gamba, Brambilla.

L'aria dal lago le farà bene. Farà bene.

Addio.

Domani mattina alle nove tutti in ufficio.

Spettore.

Venite.

Venite pure avanti.

Come è andata?

Tutto in ordine.

Ah, sì?

Domani si può riprendere il lavoro a Toccasana.

Bene. Cara.

Il tuo istituto. Il nostro istituto. Sei meraviglioso.

Anche qui.

Grazie.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.