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Original subtitles

ADDIO, CARO EVERT. MI MANCHI.

Venite, ragazzi.

IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO

CARO EVERT, LA VERITÀ VERRÀ A GALLA.

- Navigare senza vento - Navigare

- Senza vento, senza remi - Remare senza remi

Dire addio a un amico

Senza versare una lacrima

- Navigherò senza vento - Navigherò

- Senza vento, senza remi - Remerò senza remi

Ma non dirò addio a un amico

Senza versare una lacrima

Sì.

Secondo Evert e Babette,

la morte non è la fine del nostro viaggio.

L'anima, l'anima di Evert,

continua a vivere e si prepara per la prossima vita.

Questo pensiero mi ha dato, ci ha dato, molto conforto

in questi ultimi giorni.

L'anima di Evert era pura, l'anima di Evert era bella.

Ecco perché il modo in cui è morto

è così incomprensibile

per me e per tutti noi.

Non ricordiamo la sua morte.

Ricordiamo la persona che era.

Un amico meraviglioso per noi,

un compagno amorevole per Babette

e un papà tosto.

Niente rendeva Evert più orgoglioso

dei suoi due figli, Beau e Luuk.

Vi amava, ragazzi.

Vi amava tantissimo.

Non capisco.

- Non capisco. Evert non… - Scusate.

Evert non avrebbe mai…

Forse… forse noi…

Forse è colpa nostra.

Noi…

Va tutto bene.

- Vieni qui. - Mi dispiace.

Ok.

Non intendevo letteralmente.

Non è che noi…

No, Evert si è tolto la vita.

Allora perché ha detto: "Forse è colpa nostra"?

Sì…

Sapevamo che Evert era stressato.

E forse avremmo dovuto…

Stress?

Che tipo di stress?

Ma…

lo sapete già, no?

Scusate, ma…

pensavo che ve l'avessero già detto molte volte. Giusto?

Vorremmo sentirlo da lei.

Eravate amici, giusto?

Dai, Michel, puoi farcela.

- Ehi. - Lasciati andare.

- Non vuole farlo. - No.

Non sto dicendo che non voglio.

È solo che tira molto vento.

- È questo il bello. - Possiamo giocare a biliardo al bar.

- Non è quello. - Sì.

Ho paura che sia pericoloso.

Se sei incinto, l'assicurazione ci riterrà responsabili.

Non possiamo raccogliere ostriche come normali snob?

Facciamolo, Ief. Forza.

Ehi, Eef. Sei diventato lento, un vecchio.

Dai.

È pazzesco.

- Sì, che c'è? - Dai.

Sì.

Oddio.

Ehi.

Ehi.

Mich.

Cazzo.

Mich.

- Ehi. - Ehi.

- Ehi, Michel. - Ehi.

- Cazzo. - Forza.

- Tiriamolo su. Forza. - Forza.

- Ehi. - Yo.

Mich.

- Stai bene? Michel. - Ehi, Mich.

- Cazzo, amico. - Che c'è?

Cazzo. Gesù.

Amico, che stronzo, eh?

- Sì, ok. - Le vostre facce.

- Birra? - Yo.

- Ief, birra? - Sì. Ehi. Che…

Ho appena rischiato di morire. Sopravvivrò a questo.

Ief, attento con quella stecca.

- "Dove sei?" - Eh?

Non l'hai avvertita.

- Ehi. Dammi quel telefono. - Aspetta.

No, smettila. Dammi il telefono.

Bella foto. Scrivo che sei occupato.

Ehi. Dammi il telefono.

- "Ehi, tesoro…" La chiami tesoro? - Ehi.

Ehi. No.

- Ahi. - Ehi.

- Eef. - Ahi.

- Che fastidio. - Ehi.

Ho birra per tutti. Guardate.

Una per te. Ecco qua.

- Scusa, amico. - Sì…

- Salute, ragazzi. - Salute.

Sì.

- Salute. - Yo.

Certo che è un modo per controllarti.

- Perché la fai tanto lunga? - È del tutto naturale.

È l'evoluzione.

Gli uomini sono cacciatori, vanno nella savana.

Bello. E le donne mandano messaggi di gelosia.

Sul serio. Anche Patrice lo fa.

Altrimenti perché suo fratello lavorerebbe con noi?

Solo per tenermi d'occhio.

- Non gli serviva un lavoro? - Sì, anche.

Gli serve o no?

Sì, come ho già detto. Anche.

Beh, meglio subire la gelosia che fare la pipì da seduti.

O dover asciugare il box doccia con il tergivetro. È solo…

- Karen non è affatto gelosa. - Ti stupisce? Sei un casalingo.

- Oddio. - Cosa? Non me lo sto inventando.

I casalinghi fanno meno sesso degli uomini in carriera. È statistica.

La mia vita sessuale va bene.

E non sono affatto un casalingo.

"Va bene."

Com'è andata la tua presentazione?

Con quel cliente? Come si chiama? Il tipo dei jeans?

Un'azienda leader di jeans.

Quaranta negozi in Europa e si stanno espandendo.

È andata bene. È quasi fatta.

- Forse assumerò qualcuno. - Davvero?

Ehi, un altro giro? Sì? Una birra, due?

Non per me, io devo andare. Ci sentiamo.

- Ok. - Eef…

A dopo. Finisco la partita e vado.

Quello non sta per niente bene.

Chi? Evert?

Ehi, Ricky. Stammi bene.

Si comporta in modo strano ultimamente.

Si fa un sacco di paranoie.

Grazie ai tuoi consigli vuole vedere i nostri conti.

Beh, può farlo, giusto?

O no?

Senti.

Avevo un po' di soldi da parte.

Qualche centinaio di migliaia di euro.

Vorrei usarli per la ristrutturazione.

E ho ritoccato un po' i numeri.

Ho aumentato le iscrizioni…

Ok, farò finta di non aver sentito. Ok?

- Mich. Ehi. - Sì…

- Non sono un trafficante d'armi. - No.

Faccio qualche lavoretto extra.

- Io… - Cos'è…

Ehi. Guardami.

Immagina una cravatta. La vedi? Ok.

Qual è la differenza con gli snob per cui lavori?

Si arricchiscono sfruttando la società,

ma fanno di tutto per pagare meno tasse possibile.

- Sì. - Mentre io voglio pagare le tasse.

Ecco perché sto creando un'attività completamente legale.

Ma avevo bisogno di una spintarella.

Mi dispiace, mi conosci. Sono un cittadino modello.

- Va tutto bene, amico. Ehi. - Sì…

Hai un acceleratore e un freno. Servono entrambi.

O non ti muovi o ti schianti.

Wow. Come sei profondo.

Ma parliamo seriamente.

Mi faresti comodo.

Ha chiamato Han. Per la cucina.

Dobbiamo scegliere il materiale del ripiano.

Giusto.

- A me piace il Portoro. - Mich…

- È il più bello. - E il più costoso.

Ma mica prenderemo quello? Soprattutto ora.

Quello bianco andava bene. Eri d'accordo.

- No, io… - È perfetto.

Tua figlia farà il drago a scuola.

Per San Giorgio e il Drago. Faccio le zampe anteriori.

Che bello. Le zampe anteriori guidano.

Stabiliscono il ritmo e il resto segue docilmente a ruota.

Mangiamo. Vieni? E chiama Hanneke.

Ehi, Han. Ciao.

Non ci abbiamo messo molto a decidere.

Vogliamo il marmo Portoro.

- …con i bambini. Dobbiamo andare. - Non ci pensare ora.

…la tua casa è bella grande, ma preferirei che loro…

Andiamo nella sala crematoria?

- Non so. - Sì.

Tesoro.

Non devi andarci. Vado io. Anche tu? Ok.

CARO EVERT, LA VERITÀ VERRÀ A GALLA.

Hanneke ti ha detto qualcosa?

- E se loro… - Siamo pronti.

Diceva sempre…

Ehi.

Credo si sentisse solo.

- Babette? - Diceva…

Scusate. Posso dire una cosa?

- Scusa, ne parliamo dopo. - No, va tutto bene.

Volevo scusarmi per il mio comportamento. È stato…

Il motivo per cui sono stata dura è che ho scoperto che Simon…

Non ti vergogni per niente?

- Scusa? - Come osi venire qui?

Mentre sono qui con i miei figli.

Cosa?

Tu ed Evert avete avuto una storia.

Non puoi aspettarti che la gente menta per te.

Scusate.

Han?

Han. Ehi. Dove vai?

Aspetta.

Hai detto a Babette che ho avuto una storia con Evert?

No.

Incredibile.

Cosa? Non l'ho fatto.

Che ironia. Io che ho una relazione mentre tu…

Mi dispiace.

- Che fai? - Han. Ehi.

Han, mi dispiace. Per favore, aspetta…

Sai una cosa? Sei la peggiore di quel club di ipocriti.

Per favore. Abbiamo appena salutato Evert.

E tu hai il coraggio di mostrare la tua faccia ipocrita qui.

L'hai usato per riciclare i soldi e gli hai rubato l'attività.

- Era tuo amico. - Basta.

- Siete dei bugiardi. - Hanneke.

Ma che ti prende?

- Ti porto a casa. - No, non vengo a casa con te.

Che vuoi fare? Hanneke?

Non fare sciocchezze.

- Non scherzo. - Aspetta e vedrai.

Perché l'ha colpita?

Non l'ha fatto?

Non l'ha colpita…

…in faccia?

Ha la lingua tagliente.

È una giornalista ed è sotto un'enorme pressione.

Ma non è mai stata violenta, no.

Cosa? Non direte sul serio. Non ha alcun senso.

- Non ha picchiato Hanneke? - Sì…

Ma stava attraversando un brutto periodo.

GIORNALISTA DEL CAZZO

GIORNALISTA DEL CAZZO

SEGRETERIA GIORNALISTA DEL CAZZO

Salve, Karen. Sono Marina Terborg dell' NRC.

Ho provato a richiamarla,

visto che pubblichiamo domani.

Ma lei continua a non rispondere.

Se vuole darci la sua versione…

- Ehi, non mi hai vista? - No.

Ti ho salutata.

…mi chiami a questo numero.

Era quella giornalista?

- Sì. - Non le hai ancora risposto?

Kar, devi rispondere.

So come va a finire. Non bisogna dargli ossigeno.

Tesoro, se non è vero, non puoi lasciar correre.

Potrebbero scrivere qualsiasi cosa.

- Ti ha chiamato Michel? - Sì.

Volete il marmo di Portoro. Ottimo.

Non ve ne pentirete.

Eccole. Che tesori.

Ok, ci siamo. Al trotto. Bravissimi, forza.

Forza, potete farcela. Tornate al passo.

Togliti le scarpe. Dai.

- Ucci ucci, sento odor di cavallucci. - Non sono io.

No, i cavalli non hanno odore, puzzano da morire.

Vai a farti la doccia.

- Ehi. - Ehi.

Guarda. Un esperimento: burrata con uva grigliata.

È degno del club delle cene?

Hai scelto il marmo costoso?

Ah, sì.

Credevo avessimo deciso di scegliere l'opzione più economica.

Non abbiamo deciso, l'hai deciso tu.

E poi ho scelto quello più bello.

Avevamo due opzioni e ho fatto una scelta.

Esatto. Non è da te.

Scusa?

Non credo sia una buona idea. Considerando come vanno le cose.

Capisco che ti preoccupi per i soldi,

ma ho preso un grosso cliente, quindi andrà tutto bene.

Perché fai tante storie?

Ma che…

Sapevi che San Giorgio dovette bere del veleno?

Cos'ha fatto per meritarselo?

E fu gettato vivo nell'olio bollente.

Santo cielo. Immagino che sia morto.

No, solo quando lo decapitarono.

Ehi. Tesoro?

Domani uscirà un articolo su di me.

Su di me e il mio lavoro.

Ci sono…

persone che pensano che sia stata un capo troppo severo.

A volte sei severa.

Sì, io…

Solo quando voglio che le cose siano fatte bene.

Perché voglio fare le cose al meglio.

Ma quelle storie non sono vere.

Io non sono così.

Ma sei anche molto dolce.

Potresti sentirne parlare a scuola.

- Sì? - Sì.

Però sono tutte…

tutte bugie.

Ok?

Sì…

- Ehi. - Buongiorno.

Come sapevi che ero qui?

Ti conosco.

Fa un po' freddo.

Vuoi fare tutto da sola, Karen van der Made,

ma non ti libererai di me.

Tesoro, hai letto il giornale?

Andiamo a comprarlo?

IVO: STAI BENE, TESORO? PATRICIA: CHE STRONZI!

MICHEL: DOVE SEI?

Ok.

ESAURIMENTI E PILLOLE CULTURA DEL TERRORE A NL VANDAAG

"Nonostante le ripetute richieste, la caporedattrice non ha parlato con noi."

"Nonostante le ripetute richieste." Te l'avevano mandato?

E non hai risposto e non me l'hai detto?

Perché sono stronzate.

Ignoralo. Passerà.

È sul giornale a caratteri cubitali. Come faccio a ignorarlo?

- Sì. - Sì.

Scusa, io…

Come ti senti?

Andiamo lo stesso alla recita?

Sì, certo.

- È oggi, vero? - Sì.

- Vado a cambiarmi. - Sì.

- Sei a destra? - A destra.

A destra? Perfetto. Ti muoverai per prima.

Cosa c'era scritto nell'articolo?

Che c'era una cultura del terrore.

Parolacce, insulti, denigrazione, intimidazione.

Sì.

Lei si è arrabbiato?

Arrabbiato? No. Beh…

Avrebbe potuto prepararmi.

Un articolo del genere ha delle conseguenze, non solo per lei.

Mamma.

Andiamo. Se non usciamo, faremo tardi.

Mamma.

Mamma.

Un momento.

- Hugo. - Ciao, Michel.

Non mi sono dimenticato. Il contratto è quasi pronto.

Senti, Michel. Purtroppo ho brutte notizie.

Abbiamo deciso di collaborare con qualcun altro.

Ma avevamo un accordo.

Capisco che sia fastidioso,

ma il consiglio d'amministrazione ha deciso per una cosa diversa.

Posso chiedere perché?

Politica.

E vogliono uno studio più grande.

Mamma.

Non c'entri tu. Siamo ancora entusiasti.

Magari in futuro.

Sì.

Buona fortuna con tua moglie e il resto. Buona giornata.

Ok, andiamo a vedere quel drago.

Vuoi il cappotto?

Mio Dio, Karen.

Se devo lanciare una bomba a qualcuno, fammelo sapere.

Gesù, Ka. Che casino.

È giornalismo da quattro soldi.

E il tuo capo, quel Bram? Che stronzo.

È pericoloso starti così vicino?

- Grande, Siem. - Non succederà niente se mi obbedisci.

Io…

farò tutto quello che vuoi.

George, prendi la spada!

Sì. Bravi.

- Stanno litigando. Anne e Sophie. - Chi?

- Anne e Sophie. Presto. - Cosa? Litigano?

- Sophie sta litigando. Non so. - Cosa?

- Lasciami. - Stai zitta.

- Calmatevi. - Stai zitta.

- Stronza. - Stai zitto.

Calmatevi.

- Lasciami. - Non toccarmi, faccia di merda.

Che succede? Evert…

No, dai, bambini.

Che succede qui? Cosa fate? Ehi.

Ehi, non si fa così.

- Beau, che ti prende? - Calmati, tesoro.

Ehi.

- Mi metti sempre in imbarazzo. - Ti odio.

Nessuno mi parla così, soprattutto tu.

Calmati. Siamo a scuola. Vieni qui.

Soph, calmati. Ehi.

- Ehi. Basta. - Che succede?

- Ha detto che mia mamma picchia la gente. - E tu fai a botte?

- Bell'esempio. - Scusa?

Sarà normale nel tuo ufficio, ma non qui.

- Cos'hai detto? - Calmati.

Cosa hai detto, coglione arrogante con lo chignon?

Ok. Mi scuso per mia moglie. ȅ

Scusate. Andiamo a casa. Tesoro, andiamo a casa.

- Farò un esposto. - Non mi sembra necessario.

- Possiamo parlarne. - Con chi? Con lei?

Non è brava a parlare. Abbiamo letto il giornale…

- Ora hai qualcosa da denunciare. - Gesù…

Dai, andiamo.

Ehi, tesoro. Guardami. Stai bene?

- "Mi scuso per mia moglie." - Sì.

Sophie ha sbagliato.

Poi Beau con quel mattone.

E tu decidi di insultare quel papà. È incredibile.

- Scusa, avevo la testa altrove. - Sì, lo so.

Non è facile neanche per me e Sophie.

Sei un coglione debole.

Sono un coglione debole? Molto matura. Sono un coglione debole.

Le cose a cui ho rinunciato per la tua carriera. Sul serio.

Michel, il bravo papà casalingo che fa il fiscalista part-time.

Pensi che fosse il mio sogno? Che volessi fare questo?

No, quello che fa Karen è importante: giornalismo.

Caporedattrice, nientemeno. E poi fai così.

- Cosa dovevo fare? - Dovevi dire che era grave.

- Non hai detto niente. - Perché sono cazzate.

- Certo. Cazzate. - Sì.

La parte sul tuo egoismo e narcisismo è piuttosto azzeccata.

Wow.

Sono contenta che abbiamo chiarito.

Se sei infelice, non è colpa mia.

Sei tu responsabile delle tue cazzo di scelte.

Ehi, ma sul serio.

Pensavo di averlo colpito bene. Davvero.

Ma era una specie di Terminator.

- Con lo chignon. - Con lo chignon.

Meno male che c'erano i nostri eroi, i nostri Power Rangers.

Io sono un pacifista convinto.

- Un alcolista professionista. - Sì, anche quello.

Beh, soprattutto Michel, lui ha dovuto trattenersi.

- Mich, volevi fare a botte, vero? - Michel.

- Dov'eri? - Lascialo stare.

- Non potremo più tornare a scuola. - Cosa?

Mich, prendi il vino? Ho portato una scatola di Montepulciano.

- Tutto quanto. - Nella dispensa.

È finito.

- Sì, ma è solo una scocciatura. - Io vado a casa.

Una domanda.

I bambini si stanno addormentando.

- Ciao, bellezza. - Ciao, tesoro.

Diciamo che ti aiuto con…

i conti della palestra, per così dire.

Cosa ci guadagno io?

Beh, io pago bene.

"Bene", quanto?

Di quanto hai bisogno?

Ok. E da dove vengono tutti quei soldi?

Vuoi sapere che lavoro faccio.

Una cosa.

Niente droga, né armi né donne. No, dico sul serio.

Mich, lo giuro sui miei figli.

Facciamolo.

Come ho detto, non mi diverte.

Michel non l'ha supportata?

È stato difficile.

Anche per lui.

Ma ha sempre cercato di sostenermi.

Segreteria di Hanneke Lemstra. Lasciate un messaggio dopo il segnale.

E allora?

Non risponde.

Sarà arrabbiata.

Andrà tutto bene. Vado a casa di Hanneke.

Per vedere come sta.

- Mi lasci un po' di pizza? - Sì.

- Andrà tutto bene. - Sì.

Ehi, amico.

Simon, che cazzo succede?

Ehi, Michel.

Cos'è successo con Hanneke?

- Niente. Non è niente. - No?

Ha parlato di droga, vero?

No, Mich, calmati. Ok?

- È vero? Se sì, vengo subito da te. - No.

No, è una pessima idea. Ti spiegherò tutto, ma non adesso, ok?

Sto andando da lei.

- Cosa? No. - E se andasse dalla polizia?

Non andare nel panico così. Non andare da lei.

Risolverò tutto.

Ok.

Ho detto: "Qui si guida a sinistra".

"No, si guida a destra." "Ok, guarda qui. Il volante è a destra."

Ok, tesoro…

Dimentica quegli sfigati. La prossima settimana parleranno d'altro.

Magari dovresti picchiare qualcuno.

- Oh, per favore. - Ottima idea. Facciamo pratica, Ief.

- Sogni d'oro. - Ciao.

- Guidi tu, vero? - Cosa?

"Si guida a destra se il volante è a sinistra."

Ho detto: "A sinistra…

A sinistra se il pollice è a destra". Non lo so più.

- Ehi. Ciao. - Ehi, Kaar.

- Possiamo… Tu? Voglio un altro… - Io vado.

- Devo andare. - Devi restare.

- Devi andare a letto. - No, ti voglio…

No, non voglio andare a letto con te. L'ho detto.

Dai, Mich. Ehi.

Va bene. No, non serve.

Wow. Ieri sera…

- Dannazione. - Mich.

- Me lo regalo da solo. - Vecchio infortunio al ginocchio.

Ci siamo. Grazie. Attento al muro. Bang.

- Attento. - Aspetta.

Cavolo. Va bene. Devo… Sì, ecco. Di là.

- Va tutto bene. - La mano.

- Sto bene. - Beh…

- Dritto. - Non proprio. Dai.

- Aspetta. - Dai.

Tutti insieme al piano di sopra. Uno, due, tre. Ahi.

- Ok. - La testa.

- Cammina, Mich, non riesco… - Papà è un po'…

- Ok, sollevalo. I piedi. - Papà è un po' ubriaco.

Ma non importa.

Tu pensi che io sia un codardo, vero?

Ma non sai un bel niente. Sai perché? Non mi conosci affatto.

Ma io… Che c'è?

Neanch'io ti conosco.

Ok, amico, dovresti farti un bel pisolino.

Ehi. Ma tu sei… Sei un bravo ragazzo, amico mio.

Posso prendere in prestito una bici?

Certo.

SIMON: POSSO SPIEGARE TUTTO. KAREN? PER FAVORE?

È un bel tocco.

È bellissimo, Beau.

- Hai trovato dei bei fiori? - Sì.

NON POSSO CHIAMARE. SONO CON BABETTE.

PUOI USCIRE?

Mi dispiace.

Se ho complicato le cose tra te e Hanneke.

Mi dispiace per lei, in un certo senso.

Era innamorata. Gli innamorati fanno cose stupide.

CASA SULLA SPIAGGIA? ORA?

Devo uscire un attimo.

Dopo il funerale è andato da Hanneke?

Sì.

Sì, io…

l'ho chiamata.

Volevo vederla perché ero preoccupato.

Anche Karen lo era, ma lei è rimasta con i bambini e Babette.

Era solo un modo facile per fare soldi.

Non lo dico per giustificarmi.

L'ho fatto per la palestra.

Dovevamo espanderci. Noi…

Sai quanto costa una nuova sede?

Sì, e allora? Tradisci il tuo migliore amico?

Cosa? No. Ho cercato di tenere Evert fuori da tutto questo.

Non è stata una mossa intelligente.

Ma era una cosa temporanea.

Ehi.

Ciao, tesoro.

Come va? Tutto bene? Sophie si è addormentata?

Sì, è appena andata a letto.

Ok.

Hai parlato con lei? Con Hanneke?

No, non è ancora tornata a casa.

Quindi resto qui con Ief e l'aspetto. Ok?

Certo.

Ok.

- A dopo. - Sì.

Non è ancora tornata?

Ma…

Hanneke pensa che tu c'entri qualcosa con Evert…

C'entri qualcosa con l'incendio?

Cosa?

Aspetta. Dici sul serio?

Pensi davvero che potrei fare una cosa del genere?

Gesù.

Non hai idea.

Non hai idea di come mi sono sentito questa settimana.

Ogni volta che vedo quei bambini…

mi sento così…

in colpa.

Sì.

Anch'io.

Non volete mangiare?

Wolf, vuoi che prepari qualcosa?

- No. Arriverà, vero? - Sì.

- Andrà tutto bene, giusto? - Sì.

Sì…

Potresti provare a chiamarla di nuovo.

Sì.

Merda.

Ehi.

Ehi, non riuscivo a contattarti. Perché non rispondevi?

Scusa, mi ero addormentata.

Sono con Ivo all'ospedale. Vieni subito qui.

È successa una cosa terribile.

Hanno trovato Hanneke. È molto grave. Devi venire subito qui, ok?

ISPIRATA A "IL GUSTO AMARO DEL TRADIMENTO"

Sottotitoli: Silvia Gallico

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