All language subtitles for Regine del campo (2019) DVD9

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Original subtitles

Dove sono finiti i capelli?

Discorso!

Discorso, discorso...

Va bene.

È commovente rivedere queste immagini,

grazie Franck per questo splendido video.

Sono felicissimo di festeggiare con voi i 90 anni dello SPAC!

Una società creata da Lucien Tison-Martel,

il nonno di mia moglie Catherine, qui presente.

Ringrazio, ovviamente, Papy, il nostro decano.

Ringrazio anche Stéphanie,

la nostra tesoriera, per il suo ottimo lavoro.

E ovviamente Marco!

Capocannoniere dello SPAC, a oggi!

Sono io!

Oltre che allenatore, anche se i risultati non si vedono.

Allora datemi dei veri giocatori.

E per finire...

Mimil, non ho finito.

Fa tutto da sola!

Per finire, vorrei ringraziare voi,

il pubblico di Clourrières,

che ci segue ovunque, grazie!

Buon divertimento e viva lo SPAC!

Mimil, musica!

Regine del campo

- Ciao, Papy. - Hai preso le maglie?

- Sì. - Il kit del pronto soccorso?

Ho tutto!

Oggi sento odor di vittoria.

Lo dici ogni domenica, papà. Tu Papy, come te la senti?

lo non sento più niente.

Indietro...

Allungamento.

Dov'è Mimil? Siamo di nuovo in dieci.

- Marco, gioca tu. - Mi piacerebbe, ma...

Anche su una gamba sola e con la pancetta, sei meglio di noi.

- Ora basta. - Le maglie.

Franck, difensore centrale, Greg e Louis recuperate più palloni possibili.

- Non voglio vedere nessuno dormire. - Sì, mancano quattro partite.

Ci serve un punto per la salvezza, non vi chiedo di vincere,

mi basta un pareggio.

Mimil!

Campione!

- Scusa! - Puzzi d'alcol!

Sbrigati.

Riprendiamo.

- Sì, sta arrivando. - Sono le 15 e 02.

Stéphanie, vai a chiamare Mimil?

Digli di darsi una mossa.

Cazzo, cosa ci fai nudo?

Uno non può più girare nudo nello spogliatoio!

- Perché la doccia prima della partita? - Stanotte non ho chiuso occhio.

- Ti aspettano. - Arrivo.

Dove sono le mutande?

- Allora? - Non trova le mutande.

- Ti aspettiamo da dieci minuti! - Non ho le mutande.

Si chiama Mimil Non fa che tardare

Per andarsi a ubriacare

- No! - Papà, cambialo è inutile!

- E con chi? - Con Papy, sempre meglio.

Vedrai che sorprese!

Bene così, Franck!

- Scusa, Mimil. - Sono solo!

Tranquillo Mimil, torna al tuo posto!

Allargatevi, sulle fasce!

Greg, vieni fuori!

Mimil è libero!

Come, fuori gioco? Cazzo!

Ma quale fuori gioco?

Franck, basta!

Scusa! È questo!

Scusa, Marco!

Fermo.

- Fa male. - Senti, eh!

Come va? Ti hanno preso in pieno.

- È profonda. - Ho detto che sto bene.

L'occhio è rosso, dovresti andare dal medico.

- Magari la retina è lesionata. - La mamma ha ragione.

- No! - Ti porto al pronto soccorso?

Sto bene!

- Sono stanco morto, torno a casa. - D'accordo.

- Ciao, Jean-Michel. - Ciao, Marco.

Ciao, papà, a mercoledì.

Segua il mio dito, senza muovere la testa.

Il dito.

- Il dito. - Sì!

Perfetto.

Se non sono indiscreta, con chi ha fatto a botte?

Una banda di vecchiette, erano una decina,

una mi ha colto di sorpresa e...

Sì, capisco.

Non abbia paura, si avvicini.

Guardi la luce.

In basso...

Perfetto.

Direi che la retina è intatta.

È solo un'irritazione.

Metta queste gocce per tre giorni e dovrebbe passare.

- Basta? - Se no, torni tra una settimana.

Con piacere.

Certo, se non migliora.

Sì, gliel'ho detto.

Ti devo salutare, ti richiamo.

Mi scusi.

Allora,

oltre ad aver oltraggiato lo spirito del calcio,

gli incidenti causati dalla sua squadra sono oggetto di diverse denunce.

Per non parlare delle ferite inflitte all'arbitro,

che ha avuto una prognosi di 15 giorni.

Anche se la commissione disciplinare riconosce la sua correttezza

e non la sanziona come allenatore,

ha deciso di sospendere tutti i giocatori fino a fine stagione.

Non potete farci questo!

Non abbiamo altri giocatori, come finisco la stagione?

Non lo so, attinga dalle giovanili.

Non ci sono, i giovani giocano tutti nelle squadre dei paesi vicini.

Abbiamo giocato metà stagione in dieci.

La commissione ha deciso così.

Restano tre incontri!

Se non li giochiamo, retrocediamo, lo capisce?

Siamo già in ultima divisione, quindi scompariamo!

Così uccide lo SPAC.

È il regolamento, dovevate pensarci prima.

Cazzo!

- Che succede, tesoro? - Lo SPAC è finito.

Davvero? E cosa farai?

Che vuoi che faccia? È finita e basta.

Non possiamo far morire la società senza fare niente.

Da quando dai consigli sullo SPAC?

Cazzo, Mimil è proprio uno stronzo.

Devi spiegarglielo con calma, non innervosirti subito.

Che ci fate qui?

- Che succede? - Ieri sera mi è venuta un'idea.

Per cosa?

Per lo SPAC, per la sanzione.

Visto che la squadra è sospesa e non ci sono altri giocatori,

perché non fare una squadra di donne, per le ultime tre partite?

Ma che dici?

Ci sono le mie ex compagne dell'under 15 e ne troveremo altre.

- No, è una follia! - Perché?

Perché è il calcio e basta.

- lo la trovo un'idea moderna. - Visto?

Ora sei d'accordo con lei?

Quando tu eri piccolo, maschi e femmine erano divisi a scuola.

Le cose cambiano!

Qui è diverso! Non dovresti essere a scuola?

Visto, Papy? Te l'avevo detto.

Bravo, non fare niente, lascia morire la società.

Con te è sempre così.

Per una volta, potresti farla contenta.

No?

Eppure, avevamo giocato la partita del secolo.

- Non è quella la partita del secolo. - E qual è?

- Francia-Germania. - Non l'ho vista.

Era l'82, Platini, Giresse, Tigana.

Al 93°, Tresor stacca di testa e infila l'incrocio dei pali.

Subito dopo, Platini imbuca per Six,

Six serve un assist al bacio a Giresse... rete!

- La partita sembra in tasca. - Invece?

Il realismo tedesco!

- Ci fanno due gol in 5 minuti. - No!

Sì e si va ai calci di rigore, con il grande Maxime Bossis.

Un passo indietro e... lo sbaglia.

È lì, così, prostrato.

Ripensa al rigore: "Cazzo, perché l'ho sbagliato?"

- Infatti, perché? - E tu perché hai sbagliato la tua vita?

Non sei simpatico.

Se Schumacher non avesse travolto Battiston,

saremmo stati i campioni del mondo dell'82.

- Non ci hanno dato rigore? - Neanche un cartellino giallo.

Gli arbitri sono tutti bastardi.

Platini, il capitano, segue la barella che esce dal campo,

Battiston è immobile, lo prende per mano e lo accompagna,

fino fuori dal campo, davanti al pubblico, alla Francia commossa.

Solo a pensarci, mi viene da piangere.

Dai.

Léa dice di voler fare una squadra di ragazze.

- Ma ragazze vere? - Mi hai stufato!

Abbiamo fatto il possibile,

ma purtroppo non hanno voluto saperne.

- Molliamo tutto? - Cerchiamo altri calciatori!

Ho chiamato tutti, ma niente.

È assurdo, la mia famiglia gioca nello SPAC da quattro generazioni.

Rassegniamoci, lo SPAC è finito.

- Ma che dici! - Ma quale finito?

State a sentire.

Ascoltate.

Forse ho una soluzione.

Pensavo...

visto che non ci sono calciatori,

potremmo cercare delle calciatrici per i tre ultimi incontri.

Calciatrici? Mi prendi in giro?

- Perché ridi? - Non rido, scusa.

- È un'idea idiota. - Non è idiota!

lo sono d'accordo con Marco, è un'emergenza.

- Perché le donne no? - Hai mai visto uomini contro donne?

Ci sarà pure una prima volta. Il regolamento lo vieta?

Quindi, dei calciatori vengono in casa nostra,

fanno gli scemi con le nostre donne e noi non diciamo niente?

Mi dispiace, io non ci sto.

- Stiamo parlando di calcio! - Papy, tu che dici?

È vero, non si è mai visto.

Quando c'erano le fabbriche, i calciatori erano tanti,

ma durante la guerra, le donne hanno rimpiazzato gli uomini in fabbrica.

Se è l'unico modo per salvare la società, perché no?

- Grazie, Papy! - Christelle, noi da piccole giocavamo.

- Avevate 8 anni! - E allora?

Non siamo delle professioniste, ma neanche voi.

Brava!

È vero, sono anni che facciamo il tifo per voi,

vi laviamo le divise, la società è anche nostra!

- Chi ci sta? - lo!

Mimil, ascolti quando parliamo o...

Marco, se lo fai, non contare su di me.

Aspetta, Michel!

lo ho solo detto quello che penso.

Credi davvero di cavartela così?

Siamo in 5, è un inizio, no?

Ci sono anch'io.

Lei è Marlène Charier?

- Lei va bene. - È anche mancina, può essere utile.

A sua moglie andrebbe di giocare nello SPAC?

No, non ci interessa.

Si chiama Lara Dickenmen, gioca ad Arase.

Serve aiuto? Cerca qualcuno?

- Niente male lei! - Questo no!

Guarda che gioco di gambe!

- È da molto che corre? - Da qualche anno.

Sto mettendo su una squadra di calcio.

Dove credi di andare?

- Venga in tuta... - Per giocare, insomma.

- Sì, per giocare. - Va bene.

Amore, vuole i Mocochoco. Cosa sono?

lo vedo i Chocotreme, i Chocoflex... No!

Ne prendo uno di ciascuno.

Andiamo. Non ci sono i Mocochoco.

Non cambierai mai, sei un irresponsabile.

- Qual è il problema? - Sei tu.

Mi riporti Léa alle 2 di notte e il giorno dopo va a scuola. Sei matto?

Calmati. Caffè?

È un'eccezione, siamo andati a cercare una calciatrice.

Anche questo, prenderla in squadra a due mesi dalla maturità.

- Non credi abbia altro da fare? - Che colpa ne ho, se le piace il calcio?

Mi hai stufato con questo calcio.

Perché mi guardi così?

Fai ancora sport di domenica, con Jean-Michel?

Mi prendi anche in giro!

- Ciao, Marco. - Ciao.

Sono esausto.

- Non ce la farò mai. - Ce la faremo, ci sono io.

Dov'è la ragazza che volevi presentarmi?

Vedrai, ha talento.

Ieri ha fatto 35 palleggi con dei tacchi così...

Cindy!

È lei. Bella, eh?

Porca puttana!

E che cazzo, si è rotta la scarpa.

Vaffanculo!

Chi è lo stronzo di sindaco di questa città di merda?

Non puoi rifare i marciapiedi, figlio di puttana?

Ah però!

- La mettiamo in difesa. - Anche in attacco sarebbe perfetta.

Erano nuove, che cazzo!

Buongiorno, Cindy.

- Marco, piacere. - Piacere.

Come va, Mimil? Ieri sera eri bello ciucco, eh?

- A parte questo, gioca a calcio? - A parte cosa?

No, è un modo di dire...

Beviamo qualcosa o scopiamo?

Marta?

- Ciao, Cindy! - Ciao, Mimil!

Indietro.

Bene.

Lo scolapasta è nel secondo cassetto.

Il sale...

Accanto alla farina e al pepe.

Ora ti saluto, mi sto allenando.

Catherine, cosa ci fa qui?

Ho sentito dire che cerca delle ragazze,

visto che sono abbastanza sportiva e ho parecchio tempo libero,

pensavo di unirmi a voi.

Michel che ne pensa?

Sa, a lui basta che non gli stia tra i piedi.

Allora, volentieri. Benvenuta.

Vada a cambiarsi, l'aspetto in campo.

Arrivo!

Restiamo solo cinque minuti.

- "Sì, papà". - Sì, papà.

Andate a giocare.

Neanche tu riesci a farli addormentare?

Lascia stare, un inferno!

Non fanno che chiedere della mamma.

- Papà, vieni a giocare? - No.

- Dai, vieni! - Gioca con tua sorella.

Passatevi la palla, andate sullo scivolo...

Enzo, Lola, non toglietevi le felpe, restiamo solo cinque minuti.

Se ne fregano.

Non mi ascoltano, posso dire qualunque cosa.

Enzo, non sono tuo padre, lo sai, vero?

Se ne fregano!

Dammi una sigaretta.

Ve l'ho detto, tenete le mogli al guinzaglio, altrimenti sono guai.

Piantala!

Guarda che faccia stravolta!

Mani sui fianchi,

ruotiamo il bacino.

Come l'hula hoop, da una parte... e dall'altra.

Bene, basta così.

Alzate un braccio, molto in alto...

e fate "ciao" con la mano.

Molto bene, giù.

Respirate, l'altro braccio.

"Ciao" con la mano o "arrivederci", come preferite.

E respirate.

Che esercizi sono? Non siamo mica al ClubMed.

Davvero l'hula hoop?

- Non è meglio se facciamo altro? - Non so, non sono abituato.

Hanno ragione, ti ho visto, con i maschi vai giù duro.

Forza, domenica giochiamo contro degli uomini.

Va bene, sicure?

Sì! Siamo qui per questo.

Va bene.

Dai, ragazze!

Dai, riprendete fiato.

Respirate.

Avete bevuto?

Ricominciamo, forza!

Il pigiama è sotto il cuscino.

Senti, lascia tutto nell'acquaio, ci penso io quando torno.

Non hai un marito, hai un peso morto.

Dovresti vedere il mio, mai una volta che mette la tazzina nella lavastoviglie.

Con me gli uomini rigano dritto.

- Perché hai l'uniforme. - Te la presto?

Un altro nel panico. Chi è?

- È il marito di Catherine. - Guarda che faccia.

Cocchino!

No, che fai?

Ciao, cocchino, quando ci rivediamo?

- Catherine? - Sì?

Sì, vorrei parlare con mia moglie.

Non può, è salita con un cliente.

Le consiglio di richiamare tra un quarto d'ora.

Ha riattaccato!

- Perché ridete? - Così.

Ha chiamato tuo marito.

Cazzo, quanto ci mettono?

Ma che fanno?

Non possiamo aspettarle tutta la notte!

Non tutta la notte!

Vai, chiudo io.

No, devo dire una cosa a Cindy.

Cosa le devi dire?

Una cosa.

- Ragazzi! - Che ci fa lui qui?

Non lo so. Cosa devi dire a Cindy?

Sono cose private.

Sono le 10, i ragazzini dormono in macchina.

- Dov'è mia moglie? - Christelle?

Sì, Christelle.

- Non è venuta. - Mi prendi in giro?

No, credevamo fosse a casa con te.

Cazzo, lo sapevo!

No, Greg, aspetta!

È nello spogliatoio.

Dai, non si scherza su queste cose.

- Sei geloso. - No.

Invece, sei geloso.

- Che fate? - Le aspettiamo.

- Aspetto con voi. - Ci vorrà un bel po'.

Il massaggiatore non ha ancora finito.

- Quale massaggiatore? - No!

- Scherzo! - Basta, così mi fate diventare scemo.

Che poi non è neanche solo...

- C'è anche l'insegnante di yoga. - Piantala.

- Dov'eri? - Che spavento!

Tutto bene? Ti sta d'incanto questo maglione.

Chi è la pazza che ha risposto al tuo cellulare?

Ma che dici? Ero a calcio.

A calcio?

Sai quella cosa che mi costringi a vedere la domenica?

- Vuoi giocare nella loro squadra? - Perché no?

Le ragazze sono adorabili e l'atmosfera è fantastica.

L'adoro.

Fa venire una fame...

lo ti avverto...

Hai cenato? Vuoi del pollo?

Aspettate...

Insomma...

Non sono calciatori, sono calciatrici.

È la squadra con cui finiamo il campionato, sì.

- Non è possibile. - Perché?

Perché...

Perché, cosa?

Perché sono donne.

Allora? Non abbiamo altri uomini, perché non delle donne?

Mi scusi, lei chi è?

La nuova presidentessa dello SPAC.

Sentite, è assurdo.

Non possiamo pronunciarci, decidono i piani alti.

Quindi, dobbiamo chiedere alla Federazione.

Faccia come vuole, noi domenica saremo in campo.

Arrivederci.

Delle donne!

Perché non dei pensionati, allora?

Le ragazze giocano benissimo, la mia preferita è Cindy.

Speriamo che non diventi lesbica.

Perché dici così?

Pare che quando le ragazze giocano a calcio, diventano lesbiche.

Hai ragione!

Ieri sono entrato negli spogliatoi,

non vedevo bene per via del vapore delle docce,

una di loro, credo fosse Cindy,

si è avvicinata a un'altra, l'accarezzava...

Accarezzava i seni, i capezzoli...

Che ti ho detto? E poi?

Poi si baciavano, sospiravano...

Che birichine!

- E poi? - Poi cosa?

Non vedi che ti prendo per il culo?

Piantala!

Marco!

È già grave far giocare delle ragazze nello SPAC,

ma trascinare Catherine in questa cazzata, non te lo permetto.

È venuta lei, non l'ho chiamata io.

- Sì, prendimi in giro. - Dice la verità.

Se solo provi a convocarla domenica, finisce male.

Idiota! Dai, al lavoro.

- Quanto pesi? - Non lo so.

È aperto.

Come sta il mio figlioccio preferito?

- Ha solo un po' di febbre. - Sì, ho saputo.

- È un po' caldo. - Voi siete pronti?

- Sì, anche se non è semplice. - Ciao, Marco.

Il biberon è pronto, devi mettere il latte in polvere, sei misurini.

Per pranzo c'è il purè, scaldalo, ma non in microonde.

L'antibiotico, un cucchiaino, durante il pasto o gli viene il mal di pancia.

E se puoi, stendi i panni.

È tutto scritto sui post-it. A dopo, ciao bambini.

Ciao, Franck.

Non ho capito niente.

Quanto pesa Enzo?

Ciao.

Ciao!

- Ciao. - Come state?

Bene.

Papy?

- Posso verificare? - Fa' vedere.

Come pensavo!

Mi dispiace, non potete giocare con le maglie della CGB.

La partita è tra due ore, dove ne trovo altre?

Non è un problema nostro.

Michel, aspetta!

Non siete pronte? Si gioca tra 20 minuti!

- Non ci sono le maglie. - Papy non è arrivato?

- Non risponde. - Merda!

- Dai, papà! - Ho avuto un intoppo.

Tieni.

Forza, preparatevi.

- Cosa sono queste vecchie maglie? - Che figura ci facciamo?

- Ma è una vecchia muta! - Ho rovinato le altre lavandole.

Scherzi? In vent'anni non hai mai rovinato nulla.

Ragazze, giocherete con quelle. Stéphanie tu sarai il capitano.

- Perché? - Perché sì, lo decide l'allenatore.

- Non è molto democratico. - Perché lo decide l'allenatore?

- Un capitano ci vuole. - Una capitana! Ragazze, votiamo.

Sì.

Va bene, ma sbrigatevi. Cambiatevi!

Dai!

Il momento della verità.

Bene!

Così, ragazze!

Corinne!

- Cazzo! - Non importa, torna al tuo posto.

Cazzo!

Ragazze, tranquille, non mollate.

Concentrate!

- Passa! - Cindy!

Fuori gioco!

Questo era il...

E cinque.

Dai, Catherine!

- Rigore no! - Mi deprime!

Li ho quasi finiti.

- La difesa! - Marcate!

L'altra porta!

Cazzo!

Sali! Scendi!

Il 9!

Dai, brave.

Ci sono state delle cose buone.

È la prima partita, non vi conoscete, migliorerete.

All'andata, abbiamo perso 4-0.

Marco, se vogliamo ottenere qualcosa, dobbiamo allenarci di più.

Va bene, ma mancherete da casa una sera di più.

Restano solo due partire, dobbiamo mettercela tutta.

Come volete voi.

Ci vediamo da Marta, vi offro da bere.

Non posso, Greg mi aspetta, altrimenti gli prende una crisi isterica.

- lo devo studiare. - lo ho Enzo che sta male.

lo invece ci sto, se le va.

- Un'altra volta, è meglio. - Sì.

Sì, tutti insieme è meglio.

- Fa' vedere? - Full.

Ciao a tutti. Ciao, Marta.

Un calice di bianco.

Come va? È stata dura?

Tutto bene, squadra nuova, ci studiamo.

Ce la farete...

Vieni a giocare, Franck?

- Scusa... - Sì, vai.

Marta, servi da bere a tutti, 9-0 si festeggia.

Piantala.

E uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove... zero!

Grazie.

- Non sei da tua madre? - Preferisco studiare qui.

- L'hai avvisata? - Sì.

- Bene. - Papà, senti...

Sei stato grande con le ragazze. Lo vinceremo quel punto!

Grazie.

- Buonanotte. - Riposati.

- Chiudo? - Sì, grazie.

Sì?

- Buonasera, vorrei parlare con Marco. - Sono io.

- Vorrei incontrarla, se possibile. - Adesso, a quest'ora?

Lei può?

Buonasera, dovrei vedere la signorina Otmani.

Buonasera.

- Vuole qualcosa da bere? - No, grazie.

Si accomodi.

È bello quello che fa con le ragazze di Clourrières.

Cerchiamo di mettere su una squadra, non è facile.

lo gioco da quando ero piccola.

Otmani presto in nazionale?

Mia madre, incinta, era sempre allo stadio, è lì che sono stata contagiata.

Giocavo in D1 a Lille, stavo per entrare in nazionale.

E invece?

Incidente di percorso.

Ed eccomi in questo istituto di merda! lo voglio solo riavere mia figlia.

- Carina, come si chiama? - Sophia.

lo che posso fare?

Il giudice mi propone associazioni del cavolo per il reinserimento,

ma se entrassi nella sua squadra, sarebbe più rapido.

Non è semplice, devo rifletterci.

Non ha molta scelta, dopo la batosta di oggi!

Se mi prende, il punto ce l'avete in tasca.

Ma non deve dire a nessuno che sono uscita di prigione.

No, l'irritazione è sparita del tutto.

Strano, a me sembra di vedere ancora sfuocato.

- Posso fare alcune verifiche. - Sì, per favore.

Metta la mano sull'occhio destro, si giri.

La prima riga.

È piccolo, non vedo.

- E i numeri? - Sono numeri?

No, niente.

- Cosa legge? - Vedo malissimo.

- Una I? No una O. - No.

- Una N? - No.

- U? - No.

Così non vedo, così vedo male... non capisco.

E questo?

Ha la cerniera aperta

Scusi!

Continuo con le gocce e torno alla fine della settimana, va bene?

D'accordo, se lo dice lei.

- Strano, dov'è tuo padre? - Non è mai in ritardo.

- L'hai chiamato? - Non risponde, credo stia guidando.

Eccolo.

Marco, che camicia!

Scusate, ero dall'oculista.

- Tutto bene? - Sì, perché?

- Non ci eri stato la settimana scorsa? - Sì, ma oggi era un controllo.

Hai un ottimo profumo, nuovo? Per noi?

- No. - Ah, non è per noi?

- È carina l'oculista? - Sposata?

- lo mi impiccio dei fatti vostri? - È arrossito!

Adesso basta.

- Buongiorno. - Vi presento Sandra.

È qui per rafforzare il gruppo, Sandra, ti presento la squadra.

Benvenuta! Una in più non fa male.

Finisco questo e ti do il dessert.

Bambini, smettete di correre dentro casa.

- Chi è? - Papy.

È aperto.

- Tutto bene? - Sì.

- Non sei all'allenamento? - Se la cavano anche senza di me.

- Papy! - Sì, è Papy.

Enzo, Lola, a tavola, io devo dare il dessert a vostra sorella.

Ti do una mano, mi ricorda bei momenti.

- Grazie. - Figurati.

Un po' di cioccolato...

Tesoro, non è nulla, è solo cioccolato.

Non lo mangiare! Vedi perché non ne posso più?

Dai, usciamo.

Finisci tu con loro due?

Mangiate!

È brava Sandra! Dove l'hai pescata?

Per fortuna, ho ancora delle conoscenze!

Con il suo livello, non vorrà mai giocare con noi.

È qui, di cosa ci lamentiamo?

- Che succede? - Cazzo!

- Vado io. - Marco, le bollette si pagano!

Che fate? Ci stiamo allenando.

Te l'avevo detto, i proiettori nuovi, li ho messi io.

- Quindi faccio come mi pare e li spengo. - Non farlo, le ragazze sono cariche.

- Serve aiuto e ci tagli le gambe? - È solo l'inizio.

Bastardo!

Hai voluto la bicicletta, ora pedali!

Credo che per oggi è finita.

- Ciao, bella. - Non fai la doccia?

No, la faccio a casa. Ciao, ragazze!

Ciao!

Volevo dirvi che io smetto.

Conosco Michel, non mollerà finché sarò nella squadra,

quindi è meglio che smetta.

Abbiamo iniziato insieme, finiamo insieme.

- Catherine, abbiamo bisogno di te! - Quello stronzo non può decidere per te.

E che palle, lui e la sua cazzo di famiglia!

- È tuo marito, ma mi fa incazzare. - No, capisco.

Hai ragione, è uno stronzo, lui e la sua cazzo di famiglia.

Quella puttana di sua nonna...

- Scusate! - Catherine, lasciati andare!

Non ne posso più di quel coglione!

È un palle mosce!

Puzza di formaggio tutto l'anno!

Non ne posso più!

Che soddisfazione, eh?

- Ciao, Mimil. - So come salvare lo SPAC.

Domenica giochiamo contro il Liévin, li conosci, no?

Sì, li allena il mio amico Christian. Allora?

Non capisci?

Loro sono a metà classifica, potremmo metterci d'accordo.

Pareggio, chi si è visto si è visto e siamo tutti contenti.

Sei pazzo? Non abbiamo mai comprato una partita.

Così siamo sicuri al 100% di avere quel punto.

- Sei pazzo. - Tieni.

- Cos'è? - Tutto quello che ho, 87 euro.

- Che ci facciamo con 87 euro? - lo cerco una soluzione!

Papy ha una buona pensione, non ci aiuterebbe?

Ma che fai?

- Torna dentro! - Lasciami in pace!

Ti trasferisci nella dependance?

Mi vergogno di te!

Grazie.

Alla vostra.

Allora?

- Fa piacere vederti. - Sì, ne è passato del tempo.

Ricordi quella finale, quando hai fatto due gol?

Quello sì che era calcio.

Bei tempi.

E la vittoria contro il Calais, quando hai lanciato i pantaloncini in tribuna?

Che ridere, quando hai...

Tu non c'eri.

Sono le 11 di sera, perché sei qui?

Senti, Christian,

lo sai, sono nella merda per la sospensione.

Ho qualche difficoltà con le ragazze...

Possiamo fare un pareggio, domenica?

Pareggiare con delle ragazze? Vuoi scherzare?

Lo sai cosa mi chiedi?

I miei non accetteranno mai.

Fosse stato tra di noi, tra uomini, tanto tanto, ma così...

Mi prenderanno tutti in giro.

D'accordo.

Capisco.

Faremo in un altro modo.

Te l'avevo detto.

Quelli di Liévin non mi sono mai piaciuti, sono pazzi.

Stai zitto! Incolla.

Mi sono reso ridicolo con le tue cazzate.

- lo non... - Zitto!

Vedi, a fare del bene!

Che piacere avervi qui!

Tutte le volte che vuoi, soprattutto in una casa così.

- Servitevi. - Grazie.

- Belle queste tazze! - È porcellana russa.

Regalo di nozze di mia nonna.

- È disegnato a mano? - Sì.

Ogni tazza è unica.

È vero, sono tutte diverse.

- Incredibile! - Sulla mia c'è un pic-nic...

Anche se siamo tra donne, non dobbiamo per forza fare discorsi da vecchie.

Hai solo quella tisana?

Sembra di essere all'ospizio. Non vi andrebbe qualcos'altro?

- Sì, certo. - Sì...

D'accordo, nella cantina di mio marito credo ci sia quello che ci serve.

Brava, la cantina, vai all'assalto!

Aspettate!

Quello mi chiede se può rollarsi una canna.

Scommetto che ha fatto una brutta fine.

No, non ero più in servizio, per cui: fai pure,

sono pronta a tutto.

Rolla la canna, se la fuma, comincia a baciarmi,

l'atmosfera si scalda e lui... mi chiede dov'è il bagno.

Voleva incipriarsi il cazzo?

Fai schifo, Cindy!

Ma che ne so! "Vai in bagno!"

Resto lì, aspetto e niente.

Poi mi alzo e lo vedo,

nudo, davanti alla mia uniforme.

Si era letteralmente sgonfiato!

Ve lo giuro!

Devi assolutamente nascondere l'uniforme!

Ma la vita da single non è così,

non ho un uomo diverso tutte le sere, non nascondo l'uniforme...

Ma allora è come il matrimonio!

Un uomo nudo in bagno è meglio dei pannolini.

lo ne ho abbastanza, marito, figli,

la vita normale, ci sto!

- Lo troverai il tuo principe azzurro. - Non hai capito!

Chi se ne frega!

Con gli anni, le mie pretese sono diminuite:

due braccia, due gambe e quel che serve per mettermi incinta.

Come diceva mia nonna: "Ogni bidone ha il suo coperchio".

Non bidone, pentola!

C'è Michel!

Sono ubriaca.

- Che succede? - Facciamo un tè, tutto qui.

Ma quelle sono le mie bottiglie! E fumi, anche!

Ebbene sì, fumo, fumo da tutte le parti.

Comunque è finita, capito?

Basta con queste idiozie.

Dai, Mina!

Tira, così, bene.

Sì, Sandra!

Lui si chiama Mimil...

- È pazzo il tuo uomo. - Qui prendi quello che trovi.

- Ciao, ragazze. - Ciao.

- Tu stai con qualcuno? - No.

- Da quanto? - Tre anni.

Mimil, Sandra sono tre anni che non vede un bel culetto come il tuo.

- Mi offro volontario. - Non dire cazzate!

- Vieni con noi a bere una cosa - Non posso, devo tornare a casa.

Un bicchiere solo, ci conosciamo meglio.

Grazie, ma devo tornare prima di mezzanotte.

Chi sei, Biancaneve?

No, a mezzanotte è Cenerentola!

Che cambia? Sono due donne in galera.

Dai, vieni.

- Dai, vieni con noi. - Non ti piace la nostra compagnia?

Va bene, ma uno solo.

Seguitemi.

Che fa, piccolina?

Fa la nanna?

Vieni, amore.

Tutto bene?

Che storia è questa? Davanti alla TV con le patatine?

- Chi ha acceso la TV? - L'ho accesa io!

Enzo, è ora di andare a letto.

Aspetta...

- Vieni. - Domani c'è scuola.

- Che ore sono? - Le 10 e 30.

Torni sempre più tardi.

Ci alleniamo al buio, per colpa di quello stronzo.

Marco?

- Che succede? - Che bel pigiamino!

Lei dice che non può tornare a casa dopo mezzanotte.

Come Pocahontas!

Ti ho detto che è Cenerentola.

No, smettila!

Mimil, andiamo!

Porto a casa Cindy. Buonanotte, coach!

- Mimil, andiamo! - Arrivo!

Sono le 4 del mattino!

È così che pensi di riavere tua figlia?

Le 4 del mattino!

Guardati!

Vai a dormire.

Ne parliamo domattina.

Dai, piano...

Sì, ciao, grazie.

Ho parlato con il giudice, è tutto a posto.

Mi vuole vedere a Lille, che palle!

Mi dispiace, non succederà più.

Invece l'istituto ti ha sbattuto fuori.

E dove dormo?

Qui no, non è possibile.

No, è già un casino così.

- Cindy ti darà una mano. - Lei vive dalla madre.

Chiederò a Jessica.

Abita sopra il commissariato, mi ci vedi con il braccialetto?

- L'avevo dimenticato. - Eh già!

Chiederò a Stéphanie, troveremo una soluzione.

Ora c'è la partita.

Michel?

Lo sapevo!

Bastardo!

In riga, insieme.

Così... Ferme.

Scusate il ritardo.

Franck è uscito e mi ha mollato i ragazzini.

- Me li guardate voi? - Sì, vatti a cambiare.

Ciao, tesoro.

Tre piccoli tifosi in più.

Forza, ragazze!

Muovetevi!

Fate pressing!

Bella difesa!

Signorina, muovi il culetto!

Vienimelo a dire qui, pezzo di merda, figlio di puttana!

Mamma, mi scappa la pipì.

- Perché entri in campo? - Scusi, arbitro!

Non puoi entrare in campo.

Forza!

Stagli addosso!

Ecco qua!

Merda.

Non perdiamo tempo!

Incoraggiamole, ragazzi!

Non lasciatele giocare, cazzo!

- Che succede? - Crampi?

- Leva quelle mani da mia moglie! - Ti faccio passare io i crampi.

Ti spacco la faccia!

Marca le mutande!

Scendiamo!

Dai!

Bella squadra.

Se hai problemi di campo, venite ad allenarvi da noi.

Grazie.

Scusi, posso farle qualche domanda?

Sì. Arrivo.

Devo parlare con le mie calciatrici.

È lui! Più forte.

Dopo la sospensione di tutti i giocatori dello SPAC,

squadra di Clourrières, nell'Alta Francia,

le donne sono scese in campo.

Vediamo il servizio.

Che stile, eh?

Giochiamo bene!

Marco, buca lo schermo!

Se dico "calcio femminile", cosa pensa?

Niente di buono...

Sta' zitto, zoticone!

Quindi in bocca al lupo per quest'ultima partita decisiva.

Ragazze, posso dire una cosa, come nuova presidentessa dello SPAC?

Marco, a nome di tutte le ragazze, grazie.

Non è sempre facile,

ma grazie a te e a voi, ragazze, stiamo vivendo una storia eccezionale.

Anche se oggi abbiamo perso, è stata una partita fantastica!

Sono orgogliosa e lo avrai quel punto!

A Marco!

Spegni la musica.

Credi sia davvero il momento di festeggiare?

Degli stronzi insultano le nostre donne, che figura ci facciamo?

- Stavamo per vincere. - Non ce la faremo mai.

- Stéphanie, scusa, lo sai anche tu. - Che dici?

Manca una sola partita, ce la metteremo tutta.

Andiamo fino in fondo.

Facile per te, ti sei già fatto fregare la moglie.

- Mimil, tu le difendi, certo! - Calciatrici di merda!

Credi che non sappiamo che sei stata in prigione e ti hanno tolto tua figlia?

- Lasciala in pace. - Prendi anche le puttane in squadra?

Scommetto che è stato Guérin ad aizzarli.

I compagni di squadra ti vogliono bene.

Venivamo a vederti giocare, io, Franck, Greg, vero, Papy?

- È vero. - Era bravo, Marco.

Capelli lunghi, fisico asciutto, elegante.

Peccato, ti mancava solo la testa.

Come, mi mancava la testa.

Lo dicono tutti:

"Marco era bravo, ma non aveva la testa".

Che fate? Non è la vostra squadra!

Non ne hai il diritto!

Cazzo, è la mia squadra!

- Vuoi la guerra? L'avrai. - Ma vaffanculo!

- Marco, calmati. - Continuate.

Andiamo a casa.

Sono preoccupata per Enzo.

Di solito è un buon elemento, partecipa.

Ma non fa più i compiti, si addormenta in classe,

così non va.

Sono d'accordo. Te l'avevo detto che ci avrebbero rimesso loro.

Sono solo, faccio quello che posso,

ma non ci riesco.

Mi dispiace, è un brutto momento, si sistemerà tutto.

Sbrigatevi, l'anno sta per finire.

Faremo tutto il necessario.

I signori Liezac?

Buongiorno.

Salute.

Ora Marco avrà difficoltà a giocare a palla.

Ho messo i camion in mezzo al campo, ho smontato le porte.

Se l'è cercata.

Vi rendete conto a che punto siamo arrivati?

Così, brave!

Ma che fa?

Mi prende in giro?

Bene, ora di sinistro.

Con l'interno del piede.

Stop e via. Piano...

Bene così!

- Che succede? - Succede che Marco fa lo stronzo.

Solo tu puoi convincerlo, noi non vogliamo arrivare alle mani.

Non dimenticate che è mio figlio ed è tutta colpa vostra.

Lasciatelo lavorare.

Se finisce male, noi ti abbiamo avvisato.

Cosa, finisce male?

Se succede qualcosa, tu sarai responsabile.

- Ci sei andato giù duro. - Bisogna scegliere da che parte stare.

Era una festa, ci divertivamo.

Ti diverti stando appiccicata?

Mi prendi per scemo?

Platini passa a Battiston...

Non ci credo!

Platini tiene il compagno per mano.

- È tua figlia? - Sì.

È bellissima!

Ti assomiglia tantissimo.

Spero che avrà una vita migliore.

Sai, a volte mi chiedo se non sarebbe meglio lasciarla in affido.

No!

Sarebbe orribile per lei.

Però sembra felice.

- Le altre dove sono? - Da Stéphanie, credo.

- Che succede? - Non me l'hanno detto.

- Che facciamo? - Comincia tu.

- Hai chiamato tutte? - Sì.

Ragazze, andatevi a cambiare.

Che succede?

Franck se n'è andato, hanno litigato per i figli, lui è tornato da sua madre.

Posso vederla?

Mi dispiace, sono con te, ma adesso...

Perdere mio marito, non posso.

Non posso.

Ha ragione, non possiamo mandare tutto per aria per una partita.

Se Stéphanie smette, smetto anch'io.

Léa?

Cosa?

No, arrivo.

- Cos'è successo? - È stato durante l'allenamento.

È caduto, era pallido.

- È venuta l'ambulanza? - Sì.

- In dieci minuti era qui. - Cosa dicono i medici?

Non sanno cos'è stato, domani gli fanno gli esami.

Mi scusi, ci sono delle persone per lei in corridoio.

Come sta?

Molto bene, ha avuto una crisi, durante l'allenamento.

Se la caverà, Papy è tosto.

- Ora sei anche medico? - Non prenderla così! Ci dispiace.

Se hai bisogno, noi siamo qui.

Adesso mi chiedi se ho bisogno di qualcosa?

Ho bisogno che mio padre guarisca, che le ragazze vincano quel punto.

Potete farlo?

Allora non ho bisogno di voi.

Che palle!

Mi scusi, sono quasi le 10, le visite sono finite da un po'.

Torni a casa.

- Notizie di Papy? - Perché, le interessa?

Sì.

No, nessuna notizia.

Aspetti.

Le piace una nuvola di latte nel caffè.

Le piace anche questo.

Non è troppo stanca?

No, va bene.

Può dirle di tornare a casa?

Le dica che mi dispiace, se sono stato duro con lei.

- Ho tirato un po' la corda... - Perché non glielo dice lei?

Come sta, oggi?

È stabile.

Giocheremo la partita, papà.

I ragazzi hanno allenato le ragazze, ieri sera.

Vinceremo.

Tieni duro.

Ha funzionato!

Bene!

Aspetta, non ci credo!

- Torniamo a casa. - Non guardarmi così.

- Lo sapevi. - No!

Ci ho quasi creduto all'infarto.

"Tieni duro, papà!"

Ma tu sei pazzo!

- Papy, sei un grande. - Prendi le pantofole.

Che paura!

- Non farlo mai più. - No.

Che paura!

Cazzo, che ci fa qui?

- Come stai, Papy? - Benino.

Merda!

Questa storia è andata troppo oltre.

Mi dispiace, davvero.

Non so perché ho reagito così,

ma l'idea delle ragazze nello SPAC mi ha fatto uscire di testa.

Sentite,

sono qui per dirvi che sono con voi per questa partita.

Se posso aiutare la squadra...

ditemi pure.

Un'idea ce l'avrei.

- Vi piace, ragazze? - Hai fatto sul serio.

Starete bene qui.

- Venite a vedere. - Per la miseria!

Visto che attrezzi?

E soprattutto...

Che bello!

Ragazze, non siamo in vacanza, andatevi a cambiare.

Tornate su, toccate il cielo, le stelle.

Dai e giù.

Su quelle ginocchia!

Dopo, corsa calciata.

Sciolte!

Così, bene.

Altre due volte.

Forza, ragazze!

Così, Cindy!

Finiamo con la corsa laterale.

Dai, per favore, facciamo sul serio.

Facciamo gioco di squadra!

Appena una recupera la palla, non la lasciamo da sola.

Sfruttiamo le nostre qualità, inutile metterla sulla forza fisica.

Ha ragione,

è inutile cercare il contatto, siete più piccole, più lente,

calciate meno forte, perché avete i piedi più piccoli...

Abbiamo capito.

Guardate.

Primo, fate girare la palla.

Cindy recupera il pallone? Fatevi vedere.

Portate la palla sulle fasce, Corinne, davanti a te,

così liberate le due punte.

Qui, Stéphanie,

vai a cercare Sandra o Léa.

Léa ti sposti sulla fascia e così va dentro!

- Marco? - Che c'è?

Non so cosa vogliono.

- Andiamo? - Vado io.

Sandra, finisci tu. Vado io.

Ragazze, torniamo in campo, un pallone per coppia.

Ieri a Parigi abbiamo discusso a lungo del suo caso.

Le donne contro gli uomini, no.

Ma manca una sola partita.

Una sola, non è possibile!

Faccia quello che vuole, comunque finisca, non sarà convalidata.

Cosa dico alle mie calciatrici?

Mi dispiace.

In bocca al lupo.

Allora, cosa volevano?

Manca un documento del giudice per Sandra.

Glielo mando stasera.

Tranquilla.

- Sicuro? - È tutto a posto.

Ragazze, il calcio non è solo il fuori gioco!

È come un primo appuntamento.

O entri in campo, sicuro, l'occhio attento e vai a prenderti la vittoria

oppure entri con le braccia penzoloni, allora è meglio restare in spogliatoio.

Qui dentro ci sono dieci anni di calcio, ne so qualcosa.

Ma che ne sai? Prima ci hai detto di giocare 4-4-4.

Marco, noi non giocavamo 4-4-4?

Ma così fa 12!

- Dieci anni di calcio! - Avete capito lo stesso.

Aspettiamo qualcuno?

Sei stata tu?

Ma che sorpresa! Accomodati.

Chi ti ha detto che eravamo qui?

Vi presento Isabelle, la mia oculista.

Ciao, Isabelle.

Sediamoci.

Grazie, grazie...

Vedrai, ti piacerà.

Non è carinissimo?

Mamma

- Tutto bene? - Sì... Grazie!

- Posso? - Sì, vieni.

- Tutto a posto? - Sì.

Che c'è?

Non ci credo!

Vattene, domani c'è la partita.

- Spia! - Niente uomini dalle donne.

- E Isabelle con chi dorme? - Isabelle domani non gioca.

- Vai! - Vattene!

- Buonanotte, amore. - Sparisci!

Buonanotte, tesoro.

- Stéphanie, non aprire a nessuno. - Tranquillo.

Buonanotte, ragazze.

Cazzo, facci dormire! Vattene!

E va bene! Non ci credo!

Invidiosa.

Ecco, mi tocca dormire con l'autista del pullman.

Un folto pubblico sostiene la squadra femminile dello SPAC

che si è difesa alla grande nel primo tempo.

Ancora 0-0 per questo incontro combattuto tra SPAC e FC Lance...

Ecco che le due squadre entrano in campo per il secondo tempo,

l'atmosfera è calda qui a Clourrières,

anche uno 0-0 decreterebbe la salvezza della squadra.

Cazzo!

Ragazze, salite!

Tira!

Brava, Léa!

In avanti!

Vai, Catherine!

Arbitro, giallo!

Vattene!

Calma.

Tutto bene, Catherine?

In difesa!

Non importa!

Ragazze, dai!

C'è ancora tempo.

Léa resta di punta.

Bene!

Brava, Sandra!

Non è fallo!

Non è fallo!

Due minuti!

Dai, sì!

- Brave! - Vieni.

SPAC, SPAC, SPAC...

Attenzione!

Marco nudo. Marco nudo...

Discorso, discorso...

Mi dispiace, ma stamattina ho parlato con il presidente della Lega.

La partita non sarà convalidata.

- Non è possibile. - Stai scherzando.

Marco, lo sapevi?

- Veramente... - No, non lo sapeva nessuno.

Ho preferito non dirvelo.

Sei una stronza.

Perché hai detto che non lo sapevo?

Dopo tutto quello che hai fatto per noi, non volevo che ce l'avessero con te.

Ora ce l'hanno a morte con te.

Sono abituata, ne abbiamo viste tante.

Comunque, hai visto che partita?

Era tanto che non ne vedevo una così.

- Tu non ci credevi, siamo troppo forti. - Il gol di Sandra, un capolavoro.

Puoi dirlo forte.

- Che tiro! - Tu non saresti stato capace.

- Che ne sai? - Non ne hai mai fatto uno così.

Ne ho fatti di gol, io!

Sapete come mi chiamavano?

Il rapinatore d'area di rigore.

Non ci credo!

Saluta zio Marco.

Te ne ho parlato tanto.

Abbiamo gli stessi riccioli!

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