All language subtitles for Monterossi.the.Series.S01E06

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Original subtitles

[Ghezzi] La vera identità di Anna era "Angela Gelloni",

nata a Meda il 14 novembre del 1979.

Aveva due identità false.

Antonia Galli, per affittare casa e fare una vita normale,

e Anna Galinda, per lavorare come escort.

Una volta trovato un falsario, era meglio fare un doppio di tutto.

È evidente che aveva paura. Si nascondeva.

Non è costoso procurarsi documenti falsi?

- Mica li vendono al mercato. - Costa parecchio.

Evidentemente aveva qualcosa da parte.

"Il tesoro di Anna."

Che tutti vogliono trovare, ma nessuno sa dov'è.

Guardate che ho trovato io, intanto.

- Cos'è? - Un altro articolo sulla morte di Domini.

- [Nadia] Quello del rapimento Caprotti. - Ma è in tedesco.

Purtroppo in Austria parlano così.

Una precaria della conoscenza come te saprà il tedesco.

Capisci qualcosa o no?

È un pezzo di cronaca, ci sono stati dubbi per l'identificazione.

Il cadavere carbonizzato aveva una gamba più lunga dell'altra.

- Addirittura. - Mmh.

Per caso Domini era zoppo?

- Zoppo mi pare poco probabile. - [Nadia] Perché?

Il capitano Madeddu mi ha detto che Domini era un belloccio,

un ex calciatore.

O questo è un articolo che spara cazzate, oppure...

Oppure Domini ha inscenato la sua morte

e poi è tornato a Milano per riprendersi il suo tesoro.

Eh, sì.

Devo far sapere tutto a Carella. Non so come, ma devo dirglielo.

[musica di suspense]

[apertura elettronica auto]

[Lucia] Carlo?

Ma che ci fai qui?

Io ero in un bar... Ma che ci fai tu, qua?

Io veramente ci abito, qui.

Ho preso un appartamento in affitto in questo palazzo.

Ah.

Vuoi venire a vederlo?

Va bene.

Dai! Sali.

Ci beviamo una cosa al volo.

Entra. Accomodati.

[Lucia] Ti metto un po' di musica?

Non saprei.

[musica di suspense]

Allora?

Che cosa ti piace?

No, scusa...

Non mi sento tanto bene.

Forse è meglio che vada.

[sparo] [grida]

Vaffanculo...

[musica con fisarmonica]

[Gregori] Dottor Morzeni,

non le nascondo che lei è la nostra ultima risorsa.

Poi ha un alibi perfetto, quindi non farò i soliti giochetti.

Ci serve qualcosa che non sappiamo ancora su questa Anna Galinda.

[Gregori] Le chiedo solo di dirci tutto,

magari ci sono cose a cui lei non dà importanza,

ma che possono aprire uno spiraglio.

Vuole che prendiamo il bastardo che l'ha ammazzata?

Certo, è ovvio!

Solo che è un po' imbarazzante.

No, Morzeni, non verbalizziamo. Vada avanti.

Allora, io l'ho conosciuta a una cena di lavoro a Lione.

Un grosso cliente si era presentato con questa ragazza molto bella,

elegante, la esibiva come fosse un trofeo.

Poi verso mezzanotte me la trovo al bar dell'hotel.

Il boss si era addormentato ubriaco marcio e per lei era meglio così.

Non aveva nascosto il suo lavoro.

Ne parlava con ironia, disincanto,

e... poi alla fine mi ha lasciato il suo biglietto.

E quindi l'ha chiamata.

Sì, ma dopo un mese!

Non ci pensavo quasi più.

Invece dopo il primo incontro...

Sì, pagavo, 700 euro ogni volta,

- però, ecco... - Si stava innamorando.

Beh, lo sapevo che mestiere faceva,

non mi sarei potuto permettere gelosie,

ma mi faceva sentire speciale.

Ogni tanto mi sentivo un ragazzino,

quando pensavo che ci saremmo incontrati...

- Una volta l'ho addirittura seguita! - Come?!

Sì... uscivo da un cliente lì vicino,

faccio via Borgo Nuovo e vedo che sale sulla sua macchina,

una decappottabile celeste.

Non avevo niente da fare e mi sono messo dietro.

- Ero in moto, era facile. - E perché?

- Non lo so, mi sembrava divertente. - E dove andava?

Ha posteggiato in via Montello. [musica intrigante]

[Morzeni] Vicino al quartiere dei cinesi, zona cimitero Monumentale.

È entrata in un portone all'inizio della strada.

- Che numero? - Dunque, era a destra, quindi pari...

All'inizio, subito dopo l'incrocio con via Elvezia.

- L'ha vista proprio entrare. - [Morzeni] Sì.

Lo ha aperto con le chiavi, il portone?

Sì, con le chiavi.

[Gregori] Selvi, sei sempre dietro l'etiope, giusto?

Ieri hai detto che gironzolava dove, esattamente?

[Gregori] A che altezza di via Montello?

Bene, non lo perdere. Oggi lo fermiamo, ti chiamo io.

Va bene, ci è stato di grande aiuto, dottor Morzeni.

Grazie.

Grazie a voi.

- Chiudersi sempre dentro, no? - Sì.

Mi scusi, Sov.

Hai notato qualcosa?

No, macché.

È venuto un tizio, forse un cliente,

poi a un certo punto è andata a fare la spesa.

- Hai chiamato Carella? - Ah, sì.

Gli ho detto che ho trovato l'articolo della gamba più lunga,

gli ho detto che il mio fidanzato sa il tedesco, forse l'ha bevuta.

Si è convinto che il Domini è vivo.

Hai il fidanzato che parla tedesco?

Con gli orari che faccio, è tanto se lo trovo che sa l'italiano.

Vabbè, anche questa la mettiamo nel conto.

Ma che conto?

Quello dove segno le belle figure che ti faccio fare.

[Ghezzi] Questo chi è?

Ah, boh! Però ha suonato a lei.

Intanto direi di prendere il numero di targa.

Tieni, chiedi a chi appartiene.

Pronto?

Eh, mi controlli al volo questa targa?

AF...

564 JK.

[Ghezzi] Di già?

Troppo rapido anche per una sveltina.

Ok, grazie.

[Sannucci] È una società di Desio, però non so il nome.

Vabbè, adesso ci pensiamo.

Intanto Desio, guarda caso, è vicino a Meda, il luogo del sequestro.

E a Garbagnate, il paese di Anna.

E se questo tipo fosse il terzo del sequestro?

Quello che l'ha scampata e non si sa chi è?

- Monterossi! - [Monterossi] Ghezzi?

Sì, senta, le devo chiedere un favore, subito.

[Monterossi] Io tra poco ho un appuntamento, però.

- Tranquillo, è una cosa veloce. - Va bene, mi dica.

[Serena] Sì?

Ciao.

Sei tu!

Non ci speravo più.

Finalmente uno che ne vale la pena.

Dai che ci divertiamo.

Bastano questi?

Pure troppi, ma tu puoi darmeli anche dopo.

Di te mi fido.

[Serena] Prego.

Allora...

hai visto l'annuncio.

- Ti piace? - No, aspetta, Serena, aspetta.

Io voglio solo parlare.

- Solo parlare? - Sì.

E questo?

- Si vede? - Insomma.

Fa male?

Passa. Lo sportello della cucina.

Lo sportello della cucina?

Dai, che hai capito.

Vuoi parlare di questo?

Sì. Ogni tanto allungano le mani.

È meglio prenderne una, che resistere e prenderne quattro.

Lo sapevi che Anna si chiamava Angela?

Eh?

Ho scoperto anche altre cose.

- Hai scoperto qualcosa del tesoro? - Forse.

Però...

tu lo sai che c'è anche qualcun altro che lo cerca, vero?

- [Serena] Ah, sì? - Sì.

Ho trovato una casa.

Non mi chiedi quale casa?

- Quale casa? - La casa di Anna, quella vera,

- non il posto figo dove lavorava. - [Serena] Ah.

- Sapevi che l'avrei cercata, no? - [Serena] Ci speravo.

Perché ci speravi?

Perché tu puoi trovare il tesoro meglio di me.

Solo per questo mi hai detto di Amilcare Neroni?

E mi hai dato quel bigliettino che hai trovato nella borsetta?

Mi sono detta che tentare...

Tutto da sola?

Nessuno ti ha fatto venire in mente quest'idea?

- Magari lo sportello della cucina. - Ma no!

Certo che da sola, che vai a pensare?

- Nella casa, a casa di Anna... - Mmh?

C'era il tesoro?

No.

Nessun tesoro.

Ma forse...

ho capito come trovarlo.

E perché lo vieni a dire a me?

Non lo so.

Perché mi hai aiutato, credo.

Te lo chiedo un'altra volta. Hai fatto tutto da sola, Serena?

Puoi non crederci,

ma ho pensato: "Ecco un cliente come li vorrei io."

Che ti parla come una persona, un cliente come li aveva Anna.

Ho pensato che trovare il tesoro insieme...

Non so, mi faccio questi film ogni tanto, che scema!

Mi sono detta che...

uno così, uno come te

- poteva cambiare le cose. - Sì, come no.

Il principe azzurro che ti porta il tesoro, certo.

Dovrei crederci?

Certo.

Hai ragione.

Scema io.

Però adesso vai via.

Sì, scusa.

[uomo] Che c'è?

È venuto Monterossi.

Bene? L'hai fatto scopare?

- Non ha voluto, ma… - Ma un cazzo!

- È l'unico che ci può portare ai soldi! - Sì, lo so!

Ma forse ha scoperto qualcosa, ha detto che...

Non per telefono, cretina! Sto arrivando.

Chiama la centrale.

- Di nuovo? - Di nuovo.

Chiedi se c'è una pattuglia nei paraggi.

Pronto, sono Sannucci.

Mi metti in contatto con una pattuglia che gira in zona?

Sì, siamo in via Legnoni.

Non è che passate di qua tra una decina di minuti?

Va bene, vi chiamo poco prima, grazie.

- Perché, Sov? Che dobbiamo fare? - Ascoltami.

Se il tipo torna, mentre lui parcheggia...

[Ghezzi] scatti e lo centri, gli fai un danno,

- qualcosina, uno specchietto. - [Sannucci] Ma perché?

[Ghezzi] Così si incazza, scende, litigate...

[Ghezzi] Sai come funziona a Milano, no?

[Sannucci] No, Sov, non la so fare, questa cosa.

- [Ghezzi] Come no? - [Sannucci] Se gli faccio male?

- Se vuole menarmi? Non ce la faccio. - [Ghezzi] Ma dai, un danno piccolo!

[musica di suspense]

Che cazzo fai? Guarda che hai combinato!

- [Sannucci] Cosa fa lei! - Sei pure scesa dalla macchina?

- Stia calmo, eh! - Torna in macchina!

- Deve mettere la freccia! - Ti do una sberla...

[sirene] Calmo, per favore...

- Che succede qui? - La deficiente mi ha disfatto l'auto.

- Patente e libretto, prego. - Io?

- Ma ero praticamente fermo! - Documenti, poche storie!

Anche lei.

- Tamponamento. - Sì, te li do, 'sti documenti...

To', uno...

e due. Ciao, divertiti.

[Lucia] Carlo!

- Ma che fai? Hai ricominciato a fumare? - Ma no, una ogni tanto.

- Tu hai smesso? - Con le sigarette ho chiuso, per carità!

Brava!

Senti, sai che ho ripensato a quella cosa di Nadia e hai ragione,

è giusto che venga con te, non ti fare nessun tipo di problema.

Apprezzo, ma ci ho ripensato anch'io.

Arrivo qui da Londra, ti tolgo la tua collaboratrice di fiducia...

Insomma, non mi sembra giusto.

Tra qualche giorno arriverà la mia co-autrice da Londra,

si è liberata, per fortuna, e quindi...

- Meglio così per tutti! - Beh, meglio così...

- Magari non per Nadia, ecco. - Ho capito, Carlo!

Però prima, se ti portavo via Nadia, ti staccavo un braccio,

adesso ci hai ripensato, dimmi tu...

Gli spaghettoni al nero di seppia com'erano?

- Non li ho neanche toccati. - Perché?

Almeno ho la scusa per tornarci e mangiarli insieme.

Va bene!

- Volentieri. - Carlo!

C'è Manuel che vorrebbe parlarti.

- Manuel chi? - [autore] Manuel Macchi!

Ah, sì.

- [ride] - Scusa, devo andare.

- Vai. Ciao. - Ciao.

Allora?

- Allora è andata bene, Sov. - Cioè?

Ce l'ho fatta, il tipo si è incazzato davvero.

Brava, ma le generalità del tipo? Come si chiama, cosa fa?

Sì, scusi.

Allora...

Ah, Giuseppe Serpieri, guardia giurata,

è residente all'indirizzo della società di Desio a cui è intestata l'auto.

- Una guardia giurata? - Sì.

Per avere una macchina così deve lavorare 200 anni.

- Sov... - Mmh?

Grazie.

Per cosa?

Ho imparato più in due ore che in due anni d'Accademia.

[squilli del cellulare]

[sottovoce] Questa la segniamo.

[sottovoce] Segna, segna.

- Monterossi, che c'è? - [Monterossi] Va tutto bene?

- Sì, tutto bene. - Che avete scoperto, allora?

Niente, c'è un tipo che fa avanti e indietro come fosse casa sua.

- [Monterossi] Mi devo preoccupare? - Eh...

Non lo so, non lo so.

La saluto, Monterossi, arrivederci.

Allora, in che rapporti sta col Monterossi?

Mi sta aiutando a trovare lavoro.

- E poi... - Cosa?

Anche lui è molto arrabbiato per la signorina Anna.

Come me.

Tra un po' torniamo col sostituto Procuratore,

deciderà se confermare il fermo.

Se vuoi un consiglio, pensa a cosa dire,

non le cazzate che ci hai detto adesso.

Se c'è in giro un assassino e uno lo nasconde,

- per noi, quello è suo amico. - [Meseret] No!

[gridando] Non è così!

Non l'ha ammazzata nemmeno se lo vedo in un video.

Però se ne stava a fare la guardia a chissà cosa,

quindi potremmo sentire Monterossi e l'amico.

Non ci diranno un cazzo, senza pressarli.

Un altro modo c'è, ma non mi piace.

Non è il nostro stile, Carella.

- Stile? - Sì.

- Sì, però... - Però?

Cazzo, "stile"? Ma che stiamo diventando, artisti?

- Calmati, Carella. - Mi calmo quando lo prendiamo.

Allora fallo, fuori da questo ufficio, col tuo telefono.

Se succede un casino, sono cazzi tuoi.

Mmh, ok.

Carella.

[Carella] Sei in redazione?

[Carella] Prendi carta e penna, devo dirti una cosa.

[colpi alla porta]

[musica di suspense]

- [Caterina] Scusi, signor Carlo? - [Monterossi] Sì?

È arrivato il signor Oscar e ha chiesto un caffè.

- [Monterossi] Sì. - [Caterina] Gliel'ho fatto.

[Monterossi] Hai fatto bene, Caterina.

Siediti.

Posso fare come se fossi a casa mia?

- Posso versarmi un po' di caffè? - [Falcone] Prego!

[Monterossi] Ti saresti divertito, l'altra sera con Ghezzi.

Lo so, Nadia mi ha raccontato tutto.

Sei venuto per farti perdonare?

Per farmi perdonare sono andato a fare un giro al paese di Angela,

- ma forse meglio se vado alla polizia. - Ma vaffanculo, smettila.

- Allora? - Ho parlato con un paio di amiche,

dicono fosse una studentessa modello,

ma, da quando i suoi sono morti, è rimasta sola,

senza soldi e con una laurea in Lettere.

Dopo un po' è diventata strana,

strana e con un sacco di soldi. Capito?

- Dopo che ha fatto? - Si è trasferita a Milano.

In paese ci è tornata solo per andare al cimitero,

pare fosse fissata con i cimiteri e con Enrico Domini.

Stavano insieme, o cosa?

Almeno fin quando non è scappato in Austria,

storia travolgente, romanzesca... [squilli del cellulare]

Scusa un attimo.

Pronto?

[Katia] Si può sapere che cazzo combini?

Di cosa stai parlando, Katia?

Lo chiedi? Mi ha chiamato l'amministratore delegato in persona!

Ah, cazzo, e perché?

Vuole sapere se hai fatto assumere alla rete un assassino di puttane!

- Oh, merda… - Merda lo dico io!

- Che succede? - A difenderti come una scema,

- a dire che sai cosa fai... - Scusa, Katia, ti richiamo io.

No, Carlo, adesso tu... Mannaggia!

- [Monterossi] Merda, merda! - Carlo? Quindi?

Merda, merda!

È colpa mia, cazzo.

Colpa nostra, cazzo.

Dopo due settimane senza piste,

gli serve per far star zitta l'opinione pubblica, è pure nero.

Avrà bisogno di un avvocato, adesso.

Anche noi, mi sa. Vorranno sentirci di sicuro.

Che bastardi...

Carlo, ma dove vai?

Non lo so, adesso vedo.

["Hurricane" di Bob Dylan]

- Sono Monterossi. - [Carella] Ma non mi dire.

- Sto venendo lì. - Benissimo.

- Non è stato lui! - [Carella] Sì, lo sappiamo.

Lei è un bastardo, Carella.

Mette nella merda un povero disgraziato perché non sa dove sbattere la testa.

[Carella] No, è lei che è un coglione, Monterossi.

Viene a fare lo sbirro, ma con le vite degli altri.

Ma quali vite, Carella?

La vita di un poveraccio sbattuto in prima pagina come un assassino?

O le vite di Anna? Perché ne aveva più di una, lo sa?

Non era solo una puttana di lusso, come crede lei,

un altro caso da chiudere.

Lei non sa un cazzo delle vite degli altri, Carella.

[Carella] Venga qua, Monterossi, che è meglio.

Sì, sto arrivando.

[sospira]

- Sì, è la mia pistola. - Aveva ragione lei.

- Pare di sì, ma è un caso. - Vabbè,

adesso che l'abbiamo trovato, gliene daranno un'altra più in fretta

e questa non farà danni.

- Vuole dare un'occhiata? - Volentieri.

[Madeddu] Ci ha chiamati stamattina l'albergatore.

Le impronte digitali non lasciano dubbi, Enrico Domini.

Abbiamo avvertito gli austriaci che l'abbiamo trovato noi,

morto per davvero, stavolta.

[Madeddu] Abbiamo trovato anche la sua pistola,

che è la stessa che ha ammazzato il Reali e la ragazza, quella Anna.

- Che in realtà si chiamava Angela. - Eh.

[Madeddu] La pistola era in un borsone insieme a un silenziatore

- e seimila euro in contanti. - Gli scienziati cosa dicono?

Cosa dicono... Che aveva bevuto.

E che si è sparato verso le due di notte.

- Con la mia pistola? - Esatto.

Sono appena andati via i suoi,

è venuto il Vice Questore, la Gregori, credo.

E un sostituto Procuratore che pare volesse fare molto in fretta.

[Madeddu] Il caso l'hanno preso loro, gli abbiamo dato tutto.

Per noi la faccenda è chiusa e anche per loro.

Senta, capitano, secondo lei, un tipo così si spara in testa?

Eh, la gente si spara di continuo, Ghezzi.

Questo lo so, ma un bandito di strada, che fa le rapine alle banche,

che ammazza il socio e lo brucia in una macchina,

si spara in testa?

Quelli preferiscono farsi ammazzare da noi.

[Madeddu] Ci ho pensato anche io, ma noi che ne sappiamo?

Questo è venuto qua a cercare qualcosa, ma non l'ha trovata.

Ha ammazzato due persone.

Che ne sappiamo di quello che gli è scattato in testa?

[Ghezzi] Se lei ha una pistola silenziata, che conosce bene...

Sa come sono le pistole, sono oggetti personali,

perché spararsi con quella di un altro, che fa un rumore della Madonna?

Bisogna mettere un cuscino per attutire lo sparo!

- Non è assurdo? - Certo che lo è.

Però...

una volta accettato che uno si spara in testa,

ogni altra assurdità diventa secondaria.

- Il telefono l'avete guardato? - Nessun telefono.

- Nessun telefono?! - Ghezzi, gliel'ho detto.

È venuto il Procuratore, ha visto, ha firmato,

ha detto che è tutto chiaro... Cioè, a me il caso non compete più.

Lei, se non ho capito male, è sospeso dal servizio...

Cosa dice? La finiamo qua?

Per il Domini non piangerà nessuno, creda a me.

La ringrazio, capitano.

- È stato un piacere. - Arrivederci.

Il caso è chiuso, quindi!

Eh, da esattamente venti minuti. Visto che tempismo?

Non le hanno dato nemmeno il tempo di incazzarsi con me.

L'assassino si è tolto dai coglioni da solo, va bene?

Alla fine... l'ha uccisa per niente, se ne rende conto?

Il suo amico Meseret l'abbiamo mandato via con tante scuse,

abbiamo fatto un comunicato, non è servito nemmeno quell'avvocatone,

almeno ha aiutato a scrivere le righe di riabilitazione da mandare in giornale.

Ormai è un immigrato assassino, anche se lo riabilita il Papa.

È stato un errore mio.

Come si dice nel calcio, "il fallo di frustrazione".

La volevo mettere sotto pressione, perché lei sa cose che non ci ha detto.

No, per favore, non ce le dica adesso che è troppo tardi.

Allora...

direi che me ne posso anche andare, no?

Sì, però prima devo dirle una cosa.

Lei... è uno che chi fa delle indagini non vorrebbe mai trovarsi tra le palle.

Sa perché?

Lei pensa,

e questo non va bene.

E poi vuole fare pure giustizia, ma la giustizia non esiste, Monterossi.

[Carella] Io le potevo far passare dei guai, lo sa?

Occultamento di prove, intralcio di indagini, cose così.

Sa perché non l'ho fatto?

[accento pugliese] Perché lei era rabbioso, proprio come me.

Qua pensano che sono un pazzo a prenderla sempre sul personale,

che prima o poi farò degli errori, a causa di questo. [ride]

[Carella] Ma vede, Monterossi, io sto...

in un punto molto delicato della catena

e cioè, sto dopo che le disgrazie sono avvenute

e prima che diventino dei fogli da archiviare, capito?

Ma io me ne fotto, vedo il sangue e mi incazzo,

proprio come lei.

Sì, ho capito.

E allora?

E allora...

le faccio un regalo.

Anche se non se lo merita.

Diciamo, per solidarietà tra persone che la prendono sul personale?

Eh, ecco, sì.

La...

tesi di laurea

di Anna... Angela.

L'ho letta, inutile ai fini dell'indagine,

l'ho presa solo perché aiutava a fare volume sui faldoni.

La prenda.

Meglio in mano sua che nel deposito del tribunale.

[Carella] Vada a casa, Monterossi.

Il fatto che ci somigliamo, non significa che ci stiamo simpatici.

Grazie del regalo, comunque.

Il regalo in realtà sarebbe un altro.

[Monterossi] Ah, sì?

E quale?

È entrato dalla finestra,

dal terrazzino.

Ma chi?

[Carella] Il Domini, in casa di Anna.

Non è entrato dalla porta chiusa a scatto, non l'ha aiutato lei.

Può cancellare i suoi incubi,

può smettere di farsi tormentare da quel "clack".

Ma cazzo, ma allora...

Perché non me l'ha detto subito, scusi?

[Carella] Gliel'ho già detto, perché mi sta sui coglioni!

Ah, sì!

È un sentimento ampiamente corrisposto.

La saluto, Carella.

[campanello]

Cosa ci fa qua?

Carella mi ha detto che il caso è chiuso,

mi sembrava giusto festeggiare almeno il ritrovamento della sua pistola.

Si accomodi. Mia moglie è andata a fare la spesa.

- Bella, mi piace la sua casa. - [Ghezzi] Non mi pigli per il culo.

Se vuole, le dico che non mi piace.

[Ghezzi] Se non dice niente, non mi offendo.

È accogliente, invece.

[Ghezzi] Si metta sul divano.

È l'unica cosa per cui vale la pena di festeggiare.

Uguale a quello che c'era prima, ma almeno è nuovo.

Beh, a Anna,

che forse almeno un po' di giustizia l'ha avuta, no?

Dice?

Cosa c'è che non le torna?

Senta, Monterossi...

Io di prenderla per il culo non c'ho mica voglia.

E allora?

Le dico che secondo me il caso non è chiuso per niente.

Ah... e perché?

Perché il Domini non si è suicidato.

- No, eh? - Ma dai!

Aveva la sua pistola silenziata e si spara con la mia?

Al primo piano, finestre aperte, non ha un cellulare...

Quanti indizi servono ancora?

Allora è stato il Serpieri.

- Se no... - Perché dice così?

Perché dopo che si è fatto il suo nome,

Nadia e Oscar hanno trovato tutta una serie di cose strane

che la metà basta.

[Ghezzi] Cose strane le so pure io.

Vediamo se coincidono.

Beh, intanto ha fatto per una vita la guardia giurata

e contemporaneamente recupero crediti,

intimidendo, se non peggio, quelli che non pagavano.

E poi...

Ecco, dopo il 2011 non va più a lavorare in cooperativa.

Versa i contributi, ma non c'è mai. Se non è una copertura questa...

Non ci sono prove di un legame tra il Domini e il Serpieri.

Sappiamo che andava da quella lì, Serena, ma niente di più.

Ho capito, ma Meda, Desio, Seveso, tutta la stessa zona!

Ho capito, ma ci vivono un milione di persone!

Propone di arrestarle tutte?

Ecco, poi c'è il sequestro Caprotti, settembre 2011.

Domini scappa subito, questo qua invece, quattro mesi dopo,

si compra l'azienda del suo datore di lavoro, apre gli uffici,

presta i soldi a strozzo! Ma dove li ha trovati tutti 'sti soldi?

Illazioni... Servono prove concrete.

Allora...

Supponiamo che il Serpieri fosse il terzo del sequestro.

Il riscatto era tre milioni, tolto quello che avranno dato al Reali,

quasi un milione a testa, no?

Domini torna per recuperare il suo milione, da chi si fa aiutare?

Da lui, no?

Dal complice a cui è andata meglio, che è rimasto in zona.

Solo che, dopo l'omicidio di Reali e di Anna,

Domini si nasconde in albergo

e ingenuamente lascia fare tutto a Serpieri.

Pensava che il Domini fosse, come si dice, la mina vagante.

- Andava in giro a uccidere Anna e Reali. - Eh, certo!

Appena pensa di avere qualche speranza di beccare tutti i soldi, cosa fa?

Fa fuori il suo complice e mette su un finto suicidio.

[fischia] Fila che è una meraviglia.

Peccato per il dettaglio delle prove. Mi dispiace, ma il PM le vuole.

Le ripeto, serve un legame tra Serpieri e Domini, se no è solo teoria.

Ci dev'essere per forza, 'sto legame.

[Ghezzi] Non c'è, anche noi abbiamo studiato a lungo questo Serpieri.

- Un legame diretto non c'è. - Ha un porto d'armi, Beretta modello 92,

più un fucile da caccia. È anche invalido!

- Invalido? - Ha perso un pollice in un incidente.

Qui Nadia non precisa l'anno, ma se lo scrive, lo do per certo.

[musica di suspense]

Cazzo!

Era lui!

- Ma chi? - Era lì col Domini!

- Ma dove? - E mi hanno fregato la pistola!

Ma no!

Ma sono un coglione, ce l'avevo davanti agli occhi!

La guardia giurata che mi ha salvato da Domini era Serpieri!

Gli faceva da palo!

Ma cazzo, allora è questo il legame, no?

Eh!

Ma che coglione che sono, porca vacca.

[squilli del telefono]

Pronto?

[Ghezzi] Sannucci, i verbali della mia aggressione.

- Aspetti, Sov... - Dai, poi ti spiego!

Ok...

- Ce l'ho. - Allora...

controllami le generalità del tipo che mi ha salvato, la guardia giurata.

- Oh, cazzo! - È lui?

È Serpieri! Come ho fatto a non pensarci...

Cazzo, ce l'avevamo sotto al naso!

- È lui. - Quindi i bigliettini,

"Amilcare Neroni"... C'era sempre il Serpieri?

Sì, lui e la sua complice Serena.

Ma quale complice! Quella è una vittima, aveva un livido in faccia l'altra volta.

Allora tocca chiamare Carella.

- Carella? - Carella...

[Serena] Carlo?

- [Monterossi] Ciao. - Ciao.

Allora? Dov'è Amilcare Neroni?

Dovrebbe arrivare, mi ha detto solo che ci saremmo visti qui

e che mi avrebbe riconosciuto lui, con la camicia rossa.

- E quindi? - Quindi aspettiamo.

Mica sarà lui?

Adesso vediamo.

- Lei è il signor Monterossi? - Sì.

Questo è per lei.

- Ma perché, scusi? - Anna avrebbe voluto così.

Non mi chieda altro.

Andiamo!

Aspetta, Serena... Ma dove?

- Andiamo, andiamo! - Ma no, Serena...

Abbiamo un sacco di soldi, adesso!

Andiamo via insieme, io e te, da soli. Eh?

Lo so che quello ti minaccia.

Io e te? Ma cosa dici? In che senso?

Volevi il tesoro di Anna? Ce l'abbiamo adesso.

- Lascialo perdere, vieni con me. - No, aspetta, aspetta.

Non fare cazzate, lui è qui.

Dove? Non guardare.

Dietro l'autoscontro.

Dietro l'autoscontro, dietro l'autoscontro!

[Serena] Ma che fai? Che cazzo fai?

[Ghezzi] Fermo!

Fermo...

[Carella] Calmi, stiamo calmi.

[sirene] Sei solo una merda.

- Come tutti gli altri. - Quello è un assassino, Serena.

Ti sto evitando un sacco di rogne.

È così che mi aiuti? Stronzo!

[sputa] Andiamo, forza.

[musica di suspense]

[Flora] Piero! Smettila.

[Piero] Sì, scusate.

- [Flora] Ancora niente? - [autore] Ancora no.

Eccolo.

Trentadue e sei percento.

Otto milioni e settecento mila.

[autore] "Amore nero" staccato di sette punti!

- [Piero] Io lo sapevo, eh! - Bene, bene!

- Bene... - [Piero] Flora?

- Sei stata fantastica. - Ma non dire così...

Quando hai chiesto a Manuel quella cosa

sulla vita come un concessionario di auto da rottamare! [ride]

Lì ho visto che stava per piangere e...

Ho affondato! [ridono]

Lì ho capito che avevamo vinto!

[Flora] Però sappiamo tutti chi ha pettinato la storia, no?

Chi ha avuto quel colpo di genio.

Che ti devo dire, Flora? Ogni tanto mi sbaglio anch'io, succede.

[ridono]

A parte gli scherzi...

ti voglio ringraziare che sei tornato.

E voglio chiederti scusa a nome di tutta l'azienda

per aver dubitato di... Meseret.

Anzi, pensavo una cosa...

Potrebbe essere anche l'ospite della prossima puntata.

[Flora] No? "L'immigrato accusato ingiustamente", eccetera.

[Flora] Che ne dici?

[Piero] Bellissima idea, Flora. Bellissima!

- Assolutamente. - Sì, perché no?

No, ma poveraccio, invece!

Non ha passato già abbastanza guai? Vi ci dovete mettere anche voi?

Lasciatelo in pace! [ridono]

Che sagoma che sei, Carlo!

[ridono]

[Ghezzi] Serpieri si difenderà

dicendo che erano tutte coincidenze, ma il caso è chiuso.

Stavolta per davvero.

Si tratta di capire quando PM e giudice vorranno picchiare duro.

E Serena?

Non scappa, non può inquinare le prove,

per adesso è libera.

Al processo dirà che l'hanno costretta, "mi hanno rapita, picchiata".

Solo che l'accusa tirerà fuori i messaggi del Serpieri

in cui sembrerà che sia complice.

Di andare al luna park l'aveva avvertita lei, quindi...

- Ma che doveva fare, poveretta? - Lo so, lo so.

Ma è la parola di una puttana

- contro le evidenze indiziarie. - Ma lasciatela in pace.

Non vedete che la sua condanna ce l'ha già addosso?

Non funziona così, Monterossi.

I tribunali, le condanne, vogliono darle loro.

Non gli bastano quelle della vita.

[sospira]

[Monterossi] Quando non hai niente, non hai niente da perdere.

Sei invisibile, adesso.

E non hai più segreti da nascondere.

Lo sa tutto a memoria, Dylan?

Anche lei non scherza, vedo.

È stato un bel pensiero, spostarla qui a Garbagnate, sa?

Era qua che voleva riposare.

Almeno questo glielo dovevo.

Era fissata coi cimiteri, ci ha scritto su anche la tesi.

Ghezzi, io adesso dovrei andare.

Così? Non ci andiamo a bere una cosetta?

Un'altra volta, mi scusi.

Mi è venuta in mente una cosa che, se non faccio subito,

rischio di dimenticarla di nuovo. Cosa vuole?

È l'età che avanza. La saluto!

Saluti.

["Like a Rolling Stone" di Bob Dylan]

["Like a Rolling Stone" di Bob Dylan]

["Like a Rolling Stone" di Bob Dylan]

["Like a Rolling Stone" di Bob Dylan]

[Monterossi] La signorina Anna

ti aveva promesso un po' del suo tesoro, no?

Sì, ma la signorina Anna scherzava.

Non credo tanto.

[Meseret] Ma...

Non dire niente, Meseret.

Cosa vuoi ancora?

Ti ho portato una cosa, posso?

Cos'è?

Cercavi un tesoro.

Oddio...

Oddio, io non...

Ma non ho niente da offrirti, neanche un vino, una cosa...

Se vuoi, puoi scoparmi! [ridono]

Tieniti da conto, Serena.

Ti voglio bene.

Anche io.

["Like a Rolling Stone" di Bob Dylan]

["Like a Rolling Stone" di Bob Dylan]

[musica con fisarmonica]

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