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Ecco la stella che aspettavo,
per iniziare la Vigilia. Guarda!
E più in basso,
c'è come una nebbia. Guarda.
Non è nebbia.
Sono milioni di piccole stelle.
Indicamele.
(Donna) Ecco la prima foglia. E' primavera e le foglie nascono.
(Donna) Nella parte chiara ha delle piccole vene e una leggera peluria.
- Hai cantato splendidamente.
- Grazie.
- Dovresti cambiarti.
- Vieni.
- Preso! ...Fammelo vedere.
- Mi vergogno
- Com'è successo?
Il padre di un'amica me l'ha schiacciato nello sportello della macchina.
Dopo la maturità.
Feci appena in tempo a dare l'esame di pianoforte...
Poi,
sono svenuta.
Papà...
che stai ascoltando?
La solita cosa.
Mi sono svegliata e...
Dì a Antek che dovevo partire, si preoccupa
E tu?
Mi spiace che la zia sia stata male,
Ma sono contenta che abbia chiamato.
- Vuoi partire?
- Sì.
Mi piace Cracovia.
- Le hai chiesto tu di telefonarci?
- No.
Ho una strana sensazione.
Mi sembra di non essere sola...
Come sola?
...di non essere sola al mondo.
Non lo sei.
Non lo so.
Che cosa voglio veramente, papà?
Non saprei.
Probabilmente molte cose.
- È uno biondo?
- Sì.
- Sei andata a letto con lui?
- Ci sono stata, sì.
Racconta.
L'ultima volta...
pioveva a dirotto.
Eravamo sotto un portico
io ero fradicia,
e volevo farlo... proprio lì...
- Chi è?
L'avvocato.
Devo sistemare alcune questioni.
- Quali?
- Questioni legali.
Ieri ti sei sorpresa, di vedermi ancora viva.
Nella nostra famiglia si muore senza ammalarsi.
Mia madre è morta così, e anche la tua.
- Testamento.
- Zia!
Weronika, alzati. È arrivato l'avvocato.
- Weronika?
- Sì...
Weronika.
- Mio Dio, ma sei qui?
- Sono qui.
- Qui a Cracovia?
- Proprio qui,
da una settimana
- Davvero. Vieni a trovarmi?
- Certo che vengo.
- Magari oggi alla prova, alle due.
- Alla prova?
Guarda come li dirige.
Suona bene, potrebbe andare.
Proviamo ancora.
Grazie a tutti, a domani.
Marta, devi suonare con più forza.
- Lei canta bene.
- Sì.
- Mi ha sentito?
- Sì, era bellissimo.
- Grazie!
- Vorrei farle un'audizione. Lei ha una...
...strana voce.
Come si sente?
Bene grazie.
Si sieda
Posso stare in piedi.
Si sieda.
Lei non ha una reale esperienza canora
Ha solo un diploma di musica...
in pianoforte.
L'unanimità non c'è stata,
ma ha vinto
il concorso
Congratulazioni.
Come sei bella, zia.
Davvero.
Bella.
Se avessi giocato a carte tutta la notte
e bevuto vodka, avresti la mia stessa faccia.
Com'è andata?
Bene...
da aver paura che sia troppo...
Mi chiedevo quando mi avresti notato...
È da tanto che mi segui?
Da tanto?
La zia mi ha detto che hai chiamato.
Ho parlato con mio padre.
Mi ha detto che stavi bene.
Sono vivo
Ho pensato...
di portarti un regalo.
Natale è vicino.
Non ti ho chiamato perché...
No, non l'hai fatto.
Sono venuto a dirti che ti amo.
Sono all'Holiday Inn.
Se hai voglia di parlarmi, chiamami.
Stanza 287.
Antek!
Portami a casa.
Chiamerò.
Ti telefono...
Signora!
Vuole che l'aiuti?
- Weronika...
- Ti vesti?
- Sì.
- Sì.
# O voi che siete in piccoletta barca... #
# ...desiderosi d'ascoltar, seguiti... #
# ..dietro al mio legno che cantando varca... #
# Non vi mettete in pelago, ché forse... #
# ..perdendo me, rimarreste smarriti. #
# L'acqua ch'io prendo... #
# ..già mai non si corse;... #
# ..Minerva spira, e conducimi Apollo,... #
# ..e nove Muse mi dimostran l'Orse. #
È morta.
- L'ultima volta ci eravamo visti... - Al traghetto.
No, di già ?
Sì.
- Cosa c'è ? Sei triste ? - No.
Sì. Non lo so. E' come se avessi un dispiacere.
Per qualcuno ?
Non lo so.
- Ti racconto qualcosa di divertente. - No.
Va meglio ?
- Vuoi che resti ? - No.
Oh, Veronica ! Ma... lei ha sbagliato ora o giorno ?
- Magari sono io che mi sbaglio. - No.
Vengo...
- Volevo dirle che ho deciso di abbandonare. - Come ?!
Abbandono.
- Perché ? - Non so perché.
Ma so che devo abbandonare adesso.
Ma lei spreca il suo talento. Questo è un diritto che non si ha.
Meriterebbe di essere... trascinata davanti a un tribunale.
Sì, non si ha il diritto.
Veronica,...
..non la vedrò più ?
- Buongiorno, signorina. - Buongiorno, bambini.
Mi scusi,...
..non c'è un corso, qui ?
Non ne so niente.
Ah, mi scusi.
- Che buon profumo ! Sei bella. Adoro le tue campane. - Grazie.
Hai dormito bene, stanotte ?
Se vuoi, ti aiuto a portare a casa le campane. Oggi si finisce prima.
- Perché ? - Le marionette. - Cosa ?
# Non vi mettete in pelago, ché forse... #
# ..perdendo me, rimarreste smarriti. #
# L'acqua ch'io prendo... #
# ..già mai non si corse;... #
# ..Minerva spira, e conducimi Apollo. #
A me piace molto questo pezzo.
E' un compositore interessante, scoperto di recente,...
..vissuto in Olanda più di due secoli fa.
Cominciamo ?
Uno, due...
Pronto ?
Chi è ? Risponda, per favore.
- lo riattacco. - (Uomo) No !
# Minerva spira, e conducimi Apollo,... #
# ..e nove Muse mi dimostran l'Orse... #
Su, riattacchi. Riattacchi prima lei.
Dormivo.
Ho comprato una fresatrice, guarda.
- Fa 27.000 giri al minuto. - Papà ?
Mi sono innamorata.
- Sono veramente innamorata. - (Papà) Lo conosco ? - No.
Ed io neppure.
Non capisco. Me lo spiegherai ?
Sì, quando lo avrò capito.
Giorni fa ho avuto una strana impressione:...
..ho sentito che mi ritrovavo sola... di colpo.
- Ma nulla è cambiato. - Qualcuno è scomparso dalla tua vita.
Sì, è così.
Quando mamma è morta... non hai provato lo stesso sentimento ?
Ma... allora qualcosa era davvero cambiato.
E poi, io avevo te ed eri piccola. Ti dovevo tenere per mano.
Sì, tu mi tenevi per mano.
Il mio avvocato ha messo in contatto sei sue amiche. Ma io ne conosco una.
- Si sono rifiutate tutte. E' naturale. - Anch'io non posso.
(Donna) Ci ho riflettuto e non posso.
Sì, capisco.
- Scusa, mi rincresce. - Capisco.
lo lo posso fare.
- Lo faresti ? - Perché no ?
Tu ti presenterai in tribunale.
Dirai: ''In questi due anni sono stata a letto più volte con lui.''
Lo dirò.
Ma dovresti dirmi qualcosa di lui, non lo conosco.
- L'hai visto una volta. - Sì, ma...
Dovrei sapere quello che deve sapere una moglie, almeno un po'.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Mettiti comoda. - Sono gelata. Non posso restare.
Senti, ieri mi hai detto che... non avevi fatto caso a quell'uomo.
- Il marionettista ? - Sì. - E tu l'hai notato invece.
Sì.
- Ti ricordi come si chiamava ? - Era scritto sulla sua macchina.
Il nome cominciava con ''A''. Antoine, Alexandre...
Non me lo ricordo più.
E lo spettacolo ? Ti ricordi la storia ?
- Una danzatrice. - Una ballerina.
E' dentro a una scatola. Vuole ballare ma si rompe una gamba.
- Allora si trasforma in farfalla. - Sì, aspetta.
Ho avuto l'impressione di conoscere questa storia.
Ci sono. L'ho letta a Natalie. Deve averla scopiazzata. Aspetta.
Non l'ha scopiazzata, è sua. Alexandre Fabbri.
C'è anche una storia molto carina di un laccio.
- Scusami di averti immischiata in tutto questo. - In cosa ?
Nella mia storia. Jean-Pierre è stato informato.
ALEXANDRE FABBRI RACCONTI E PASTICHE
Ha qualcosa per me ?
- Sa che cos'è ? - No, non ne ho idea.
Dev'essere una scatola di sigari: Virginia Water.
- Lo sapeva ? - Ho indovinato.
- Non c'è il mittente. Viene da Parigi. - Grazie.
Jean-Pierre. Che cosa... ?
Perché lo fa ? Ci tiene veramente ?
Dica qualcosa.
Dica almeno qualcosa.
Mio Dio.
E' tutto così complicato.
- Cosa le succede ? - Mi arrendo, nient'altro. - Mi scusi.
Papà ?
Papà ?
- Papà ? - (Papà) Sono in bagno.
- Non toccare la sedia. - Sì.
Annusa questo.
E' buono, ma l'altro era più gradevole.
Questa è la fine dell'autunno, l'altro è l'inizio.
Non so se la gente avrà bisogno di questo profumo... Ma, vedremo.
Vado a vestirmi.
Allora finalmente hai capito ?
C'è una busta per te.
Bella scrittura.
Su.
No.
- Resti ? Prepariamo da mangiare. - No, vado, ho il corso di musica.
Devo aver fatto un sogno.
Ho visto un disegno, quasi naïf per semplicità.
Una strada in una piccola città, ai due lati delle case...
..e in fondo una chiesa...
Chagal ?
No, non Chagal. Una chiesa, alta, slanciata, di mattoni rossi.
- Fermi. Nicole, suoni male. - Sì, lo so.
Bene, riprendiamo da capo.
(Veronica) Nicole ! Fermatevi.
# L'acqua ch'io prendo... #
(Donna) Scusate, scusate.
(Donna) Scusate, scusate.
Chi è ?
Shh.
- Scusi, c'è un altro caffè qui, in stazione ? - Dall'altra parte, sì.
- Di là si sente l'altoparlante che annuncia le partenze ? - Non lo so.
Non ci sono mai stato.
Grazie.
(Donna) Scusate, scusate.
Vuole un tè ?
Un caffè.
- (Uomo) Per favore... - (Donna) Un tè al limone ? - E un caffè.
Stop.
E' molto tempo che aspetta ?
48 ore. Forse anche di più.
Ma ne valeva la pena.
- Le chiedo scusa. - Perché ?
Ho avuto paura che non venisse.
- Avevo paura che non ci fosse lei. - Dovevo esserci.
L'avrei aspettata ancora due giorni o tre.
Volevo verificare. Volevo vedere se era possibile.
- Verificare cosa ? - Se fosse possibile psicologicamente.
Cosa fosse possibile psicologicamente ?
Visto che è venuta, deve sapere che scrivo libri per bambini.
Solo che adesso ho voglia di scrivere un libro, un vero libro.
In quel libro ci sarebbe una donna.
Una donna che risponde all'appello di uno sconosciuto.
Mi chiedevo se fosse possibile,...
..se psicologicamente una donna...
Insomma, se è possibile.
Non dice niente ?
Perché io ? Perché ha scelto me ?
Perché...
Non lo so.
Grazie per il caffè.
Avete stanze che danno sull'interno ? Sono molto stanca.
- Ci sono, sì. A che piano ? - Basta che sia tranquilla.
- 278. Vuole la sveglia ? - No, grazie.
Sono desolato.
Le chiedo scusa.
Perché ?
Mentre mi addormentavo ho visto cadere un lenzuolo.
Ti amo.
Ti amo.
Cos'altro vuoi sapere di me ?
Tutto.
- Questo cos'è ? - E' per le labbra secche.
Accidenti.
E' un anno che li cerco.
- Veronica ? - Sì ?
Adesso lo so perché ho scelto te.
Sì ?
Non è stato per il libro.
- Io lo sapevo. - Cosa ? - Perché lo facevi.
Dalla prima volta che mi hai chiamato di notte in avanti.
Tu sapevi...
Tutto.
Forse non c'è nessun rapporto o forse sì.
Ho sempre avuto la sensazione di essere sia qui che altrove.
E' difficile da spiegare, ma io so...
..io sento sempre quello che devo fare.
E' così.
Dov'è questa ? Non è in Francia.
E' un viaggio in Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia...
Quella dev'essere a Cracovia.
Questa è una bella foto.
E tu, con quel cappotto...
Non sono io.
Ma sì che sei tu !
Non è il mio cappotto.
- Sono io quella ? - Certo che sei tu !
Perché ?
- Perché due ? - Durante lo spettacolo le tocco parecchio.
E si sciupano.
(Alexandre) Prova.
(Alexandre) Vuoi che te lo legga ?
''Il 23 novembre 1966...''
''..è stato il giorno più importante delle loro vite.''
''E' in quel giorno, alle tre del mattino, che sono nate,...''
''..in due città diverse, in due diversi continenti.''
''Tutte e due avevano i capelli neri e gli occhi verde scuro.''
''Quando avevano due anni e sapevano camminare,...''
''..una si bruciò toccando il forno.''
''Qualche giorno dopo, anche l'altra avvicinò il suo dito al forno,...''
''..ma all'ultimo momento lo ritirò,...''
''..pertanto non poteva sapere che si sarebbe bruciata.''
(Alexandre) Ti piace ?
(Alexandre) Potrebbe intitolarsi ''La doppia vita di...''
Non so che nome dare loro.
# (L'acqua ch'io prendo già mai non si corse;...) #
# (..Minerva spira e conducimi Apollo,...) #
# (..e nove Muse mi dimostran l'Orse.) #
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