All language subtitles for Totò sceicco 1950.srt - ita(3)

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Original subtitles

Colazione per il signor marchese.

La colazione del signor marchese.

Avanti.

La colazione del signor marchese.

Bene, Battista. Grazie.

Voilà.

- E' una schifezza! - Dobbiamo cambiarlo? - No. Va bene così.

Battista, andiamo.

- Buongiorno. - Ludovico, buongiorno. Buongiorno.

Buongiorno.

- Lei chi è? - La nuova guardarobiera.

Guardaroba? Guarda che roba!

- Sai chi sono? - Il maggiordomo.

Allora sai che io sono sopra a tutti e volendo...

Ne parleremo. Battista, andiamo.

Sono le 10. La colazione del signor marchese è pronta.

Signor marchese. Non c'è.

Perbacco, non c'è.

- Battista, guardate sotto il letto. - Sotto il letto? - Sì.

- Non c'è. - Avete guardato bene? - Sì, signor Antonio.

- Guardiamo nei cassetti. - Nei cassetti?

Se non c'è il marchese, forse c'è il suo portafoglio.

- Niente. - Non c'è? - No. - Mi dispiace.

Mi dispiace che non ci sia il marchese.

Ricordate, l'onestà soprattutto!

( Sono la mammina. - La marchesa.

Povera donna! Madre di un figlio dissoluto!

E' così esile! Un colpo troppo forte la schianterebbe.

- Andate, lasciatemi solo con lei. - Sì, signor Antonio.

Povera madre!

Gastone!

- Antonio. - Buongiorno, signora marchesa.

Dov'è il signorino?

- Antonio, che c'è sotto? - Sotto al letto non c'è nessuno.

Neanche nei cassetti. Forse è nell'armadio.

Basta, ho compreso la triste verità.

Gastone ha passato la notte fuori casa con quella donna!

Come soffro!

- Antonio, lasciatemi sola. - Come vuole, marchesa.

TONFO

Come il solito!

Avevo detto che un dolore troppo forte l'avrebbe schiantata...

- La poltrona. - Che dolore!

Lo credo, marchesa.

FISCHIETTO

Lo so.

SUONO DEL CORNO

- Non avrei mai pensato di soffrire tanto. - Lo so.

Mai... mai tanto.

Grazie, Ludovico.

- (MARCHESA) Andiamo. - Chiudete la porta.

- Issate la marchesa. - Come soffro. Come soffro!

Che dolore! Ha passato la notte con Lulù, la canzonettista!

- Che schifo! - Quella donna lo ha stregato.

E' bella, sensuale, procace.

- Antonio, vai da lei. - Subito. - Sai quello che devi fare? - Eh!

Devi portare qui mio figlio, a tutti i costi!

Dove volete arrivare? Giù!

- Antonio... Dove siete? - Giù.

- Antonio, una mano. - Subito, anche due.

Venga. Adagio. Adagio.

- Adagio. Ecco fatto. - Grazie.

Antonio, andate da quella sgualdrina

- e conducete qui mio figlio. Subito. - Subito.

- lo soffro. - Vado.

TONFO

Soffro!

Soffro tanto!

- Antonio. - Subito, marchesa.

Gastone mio!

- Gastone, calmati. - No, sono stanco! - Allora torna da tua madre.

- Lo farò. - Bene, lasciami al mio teatro e ai miei ammiratori!

- Amanti! - No, ammiratori!

Se fossero ammiratori,

non ti lascerebbero sgambettare davanti alle poltrone vuote!

- Poltrone vuote? - Sì! - Il mio numero è un trionfo!

- Tutti cantano la mia canzone. - Tutti i tuoi amanti!

Smettila, altrimenti ti rompo la testa!

- Invece lo ripeto: I tuoi amanti! - Smettila!

Chissà se sono in casa.

Sono in casa.

Ludovico, aspettatemi, torno subito.

- Vigliacco, mascalzone! - lo ti uccido!

- Provaci! - Tu mi fai impazzire!

- Basta! BUSSANO ALLA PORTA - Chi è?

Sei tu! Bene, un testimone. Tutti devono sapere che lei mi tradisce!

Deve sapere che lui dice di essere un gentiluomo,

invece è un vigliacco e un mascalzone!

- Gli dica che mi ha stancato! - Va bene, riferirò.

Ecco il ringraziamento per averle dato tutto me stesso!

- E anche qualcosa della mamma. - E' vero.

Ho dilapidato un patrimonio per lei.

- Tu lo capisci perché qui dentro hai un cuore! - Sì.

- Ce l'hai? - Sì. - lolo so!

Gli dica di andare via subito!

- Lo odio! Gli dica di andare via, o gli cavo gli occhi così. - Aah!

"La luce che si spense"! Michele Strogoff, "La troika".

Tieni pure i tuoi regali, non li voglio!

Perbacco, ci vedo!

Buonanotte. Non ci vedo più.

Marchesino, sua madre mi ha mandato qui per dirle...

Gli dica che può riprendere questo appartamento

e che non mi vedrà mai più. E' un mascalzone e un vigliacco!

Sarà servita.

La signorina mi prega di dirle che lei è un mascalzone e un vigliacco.

- Accompagna la signorina alla porta! - Subito.

Sì, vado via. Addio!

Arrivederla.

- E' andata via? - Sì, signore.

- Perché l'hai lasciata andare via? - Me l'ha detto lei.

Come sono infelice! lo mi ammazzo!

- Che opera è, "La traviata"? - No.

- "Il barbiere di Siviglia". - No, la faccio finita!

Sì, la faccia finita.

- La faccia finita di farla finita! - No, voglio morire!

Morire? Morire!

Si annoierebbe tutto il giorno sotto terra, solo con i vermi.

Ci sono i "fuochi fatui", ma solo la domenica.

Gli altri giorni sempre chiuso in "cassa".

Marchese, desista, non insista.

Sarebbe una vita da morto che non è adatta a lei.

- Hai ragione, uccidersi è una viltà. - Certo.

Antonio, tu mi vuoi bene?

Beh... sì.

- Sei al servizio da noi da 20 anni, vero? - Sì.

Allora ammazzami.

- Eh? - Ammazzami tu. - Cos'è? Non facciamo scherzi!

- Marchese! - Sparami.

Mi scusi, ma lei è scemo.

- Spara, è un ordine! - Rifletta.

- Premi il grilletto! - Ma se poi le faccio male?

Se non mi ammazzi tu, ti ammazzo io.

No, non mi ammazzi.

Conto fino a tre. Se al tre non hai sparato, sparo io!

- Uno! - S... S... Sì, Ss... sparo.

Signor marchese, do... dove desidera la pallottola?

- Al cuore! Due! - Cu... cu... cuore.

- Dove ha il cuore, a destra o a sinistra? - Tre!

- Spari! - Sparo. - Grazie, Antonio.

Pre... pre... prego, signor marchese.

Scusi, signor marchese, io devo svenire.

Tutti mi tradiscono.

Non ci sono gioie nella vita. Anche tu, servo, schiavo,

perché vivi? Ti ammazzo.

No! Non mi am...

SPARO

Segui il tuo destino, io seguirò il mio. Da solo!

Vergogna. Vergogna!

- Non hai cercato di trattenerlo? - Sì.

Ci siamo "colluttati". C'è stato un "colluttorio".

- Mi perdoni, ma all'improvviso "non ci ho visto più". - E allora?

Quando ho visto di nuovo, lui era andato via con Ludovico.

Dove sarà andato, povero figliolo!

- Come soffro! - No, per carità!

Ecco Ludovico. Dov'è Gastone? Dove l'hai accompagnato?

- Si è arruolato. - Arruolato? - Sì, nella Legione Straniera.

Nella Legione Straniera!

Ma io non lo abbandonerò. Non posso abbandonare mio figlio.

- Si vuole ARROVARE anche lei? - No, lo farai tu.

- lo? - Sì, lo seguirai, vigilerai sulla sua vita

e lo riporterai a me sano e salvo. Partirai subito.

- Mi permette una parola? - Sì.

- Posso parlare senza reticenza? - Senza reticenza.

- Allora dico no. - No? - Sì. - Che significa?

Significa no. No. No.

Antonio, sono 25 anni che tu rubi in questa casa.

- La marchesa lo sa? - Lo sanno tutti. - Vibò.

Va bene, lo confesso.

Ho rubato per 25 anni.

Ma l'ho fatto per fare del bene.

Ho aiutato un orfano, senza madre, senza padre, senza tetto.

Chi è questo povero orfano?

Chi è questo orfano?

Ma... marchesa.

- Sono io. - Tu? - Sì.

Ho il papà? Ho la mamma? Questo palazzo è mio?

- Antonio, io voglio trasferirmi in campagna. - Sì.

Se mi riporti mio figlio sano e salvo, io ti regalo questo palazzo

- con tutti i mobili dentro. - Davvero? - Sì.

- Questo palazzo? - Sì. - Allora parto subito.

- Grazie. - Di niente. - Sapevo di poter contare su di te.

- Lo salverai? - Certo.

Se penso che Gastone è solo in quel deserto, soffro terribilmente.

Quanto soffro! No! Andrò a soffrire in campagna.

Brava, lì ci sono le panchine di pietra, può soffrire come vuole.

- Sì. Ludovico, andiamo. - Arrivederla.

Come si fa ad arruolarsi nella Legione Straniera?

- E' semplice, vada al Caffè Verdi a Via del Porto. - E poi?

Si siede e ordina birra e salsicce.

- Ma se non ho appetito? - E' la parola d'ordine.

Ah, capisco. Puoi darmi un passaggio con la macchina?

Volentieri, ma devo accompagnare la marchesa alla villa.

- Però posso portarle la valigia al Caffè. - (IN FRANCESE) Grazie.

- Ha imparato il francese? - Certo, devo andare nella Legione Straniera!

(IN FRANCESE) Addio, mio piccolo cavolo.

Ma ho detto bene?

"Caffè Verdi a Via del Porto" o "Caffè Porto a Via Verdi"?

APPLAUSI

# La donna cambia ogni momento.

Segue il progresso, infatti è ver

che muta come cambia il vento.

Muta d'accento e di pensier.

Lulù del cabaret

ormai non sei più tu.

Tu sei scomparsa ahimè

dai tempi di Fru-fru. #

- Desidera? - Birra e salsicce.

Va bene.

# Ma il progresso poi ti cambiò e la moda si trasformò.

Ora danzi nel cabaret tutta nuda da capo a piè.

(IN CORO) E come, come sei cambiata, mia romantica Lulù.

Vai girando tutta scollata, dov'è andata la tua virtù.

Balla, balla pur la raspa che ci vien dal Paranà.

Tra la lima, la raspa e il rospo impazzita è l'umanità.

Balla Lulù, canta Lulù, più non ritorna quel tempo che fu.

Però sei sempre tu, Lulù! #

Brava!

Ecco la birra e le salsicce.

Giovanotto, qui c'è un "quiproqud".

- Cosa c'è qui dentro? - Qui niente.

Tu non hai capito quello che ho detto.

lo ho detto che volevo birra e salsicce.

- E queste cosa sono? - Birra e salsicce. - E allora? - Eh, no!

lo intendevo dire "Birra e salsicce".

- Ah, ho capito! Un momento, torno subito. - Grazie.

- Non vuole birra e salsicce. - E che vuole?

Birra e salsicce.

- Quante gliene hai portate? - Due. - Portagliene quattro.

- Ecco le birre e le salsicce. - Giovanotto, basta!

lo ho detto birra e salsicce.

Birra e salsicce.

- Così? - Già.

lo avevo capito così.

- E' la stessa cosa. - Allora vado a prenderle. Scusi. - Prego.

Cameriere, è venuto un signore che ha ordinato birra e salsicce?

- Birra e salsicce? - Sì. - No.

- Lei vuole birra e salsicce? - lo no.

- Ho capito. - Un signore... - Ho capito. - No... - Ho capito.

C'è un equivoco. Non ci siamo capiti.

- Avevo chiesto... - Birra e salsicce. - No.

- Volevo... - Birra e salsicce. - No!

- lo voglio... - Un pugno in faccia. - Che modi! Giù le mani!

Intendevo dire che voglio ARROLLARMI.

Via.

- Lei vuole arruolarsi? - Come ha fatto a capirlo?

L'hanno capito tutti.

Sì, voglio ARROLLARMI.

- Per l'Africa? - Oppure nei paesi vicini, per me è la stessa cosa.

Venga con me, la farò aggregare in un corpo di spedizione clandestino.

Veramente...

Poiché si tratta di "corpo" avrei preferito...

Lei capisce, l'atmosfera erotica, sensuale, canti, balli.

- Siete decisi ad arruolarvi per i ribelli del Sahara? -Sì, colonnello.

- Combatteremo contro la Legione Straniera. - Bene. Firmate qui.

Per evitare sorprese della polizia, viaggerete in questi barili.

Preferisco dormire in una botte che nel letto della mia vecchia.

E' per lei che sono qui.

Capisco. Bene, si parte fra poco.

Principessa.

Colonnello, sapete che non voglio essere chiamata così.

- Scusate. - Vi ho portato un nuovo arrvolando.

- E' lui il nuovo arruolando? - No, io mi chiamo Antonio Sapone.

- Sei disposto a partire con noi? - Sì.

- A combattere con noi? - Sì.

- A morire con noi? - Sì... No.

- Cosa? - Se devo morire, voglio farlo solo.

- Allora saresti un eroe? - No, un bugiardo.

Il capitano dice che bisogna partire subito.

Bene, io devo vedere subito una persona.

- Entra lì. - Qui? - Sì. - Non è possibile, è troppo piccolo.

- Quelli più grandi sono occupati. - Non arriva nemmeno al cavallo.

- Avanti, entra! - Ma è piccolo. - Avanti!

- (ANTONIO) Piano. (

- Non spingete! - Giù. Giù! - Forza!

Ancora uno sforzo. Spingi.

Metti dentro la testa.

- Bene. Adesso questo. Metti il coperchio. - (ANTONIO) Ahi!

ANTONIO GRIDA

Grida pure, ma poi starai zitto.

(ANTONIO) Aahh! Aiuto!

(ANTONIO) Ahi!

- Mi è sembrato di sentire un grido. - Strano. Carica.

- E' vino. - Il vino grida?

E' vino "nuovo", ancora non sa come comportarsi.

- Eppure ho sentito gridare. - Vede? Ha imparato, non grida più.

Buonasera. Andiamo.

PARLA IN ARABO

PARLA IN ARABO

Dice che in quelle zattere ci sono i mercenari che vengono dall'Europa.

Credi che potremo impedire lo sbarco? Siamo in pochi.

Il segnale.

- Strano, non ci sono i ribelli. SPARO

Presto, dietro le dune!

SPARI

In nome di Allah! Fuggono! Andiamo incontro agli amici.

Il mio cavallo!

GRIDA CONCITATE

Benvenuta, principessa.

Che Allah ti protegga per la vittoria dei suoi fedeli.

Grazie, Mohamed.

- Vi siete scontrati con i legionari. - Li abbiamo battuti.

Notizie di mio fratello? E' tornato dall'Europa?

Tristi notizie. Il tuo diletto Omar, il figlio del compianto sceicco,

la speranza dei ribelli, la spada di Allah, è caduto prigioniero.

Maledizione! Come faremo a dare coraggio alle tribù ribelli?

Un momento. Chi conosce il figlio dello sceicco?

Nessuno. Mio padre a 6 anni lo mandò ad Oxford per salvargli la vita.

- Nessuno l'ha più visto? - No, mai.

Faremo credere che uno di quegli uomini è il figlio dello sceicco.

- Sei astuto, colonnello. Chi sceglieresti? - Non so. Quello.

No, è biondo, tutti sanno che mio fratello è bruno.

- Allora quello. - No, è troppo vecchio.

- E quello è troppo giovane. - Allora non so....

Un momento, ce n'è ancora uno, quello.

- Sì, è distinto, bruno e ha l'età giusta. - Fatelo uscire.

Alì, monta a cavallo.

Corri al villaggio a dire che il figlio dello sceicco è tornato.

- Qui dentro? - Non vi preoccupate. Aprite.

- No. Non qui, colonnello. - Avete ragione.

Portatelo via.

Il principe Omar arriva domattina all'alba.

Andate a dormire.

Domani mattina all'alba.

Il figlio dello sceicco arriva domattina, andate a dormire.

Domani mattina all'alba. Andate.

Avanti.

Lasciatelo qui. Tiratelo su.

Così va bene.

Andate.

- Siete sicuri che andrà bene? - Sì, apri.

Oooh! Mi voglio sgranchire un po' le gambe.

Ta-tà, ta-tà, ta-tà.

- Voilà! - Bravo! Ma è troppo piccolo.

Allunghiamolo.

(ANTONIO) Ma che fate? Le mie gambe!

- Fermo! - No, ora è troppo lungo!

- Ahi! - Va bene così? - Può andare.

- Ha fatto buon viaggio? - Un po' stretto e con il cuore in gola.

- E' l'emozione. - No, il cuore in gola, i piedi in bocca,

le frattaglie sotto le ascelle e le dita nel naso.

Siamo in Africa! Che bella tenda!

E si mangia. Si mangia!

Permetti? Rancio speciale per il primo giorno!

Buono. Cuoco siciliano?

- Lo riconosco dal peperoncino. - E' un piatto arabo: "cuscus".

Ho capito. Ma se non mi dà qualcosa da bere...

il CUSCUSSU non mi va CUSCUGIU'.

- Da bere. - Mezzo litro.

- Ti piace questo trattamento? - Perbacco, magnifico!

- E' il trattamento riservato al tuo grado. - Sì, io ero caporale.

No, tu devi fare il figlio dello sceicco.

E' impossibile, grazie della sua gentilezza, lei è un buongustaio,

io sono bello, piaccio, ho il "sex APPELLO",

ma non posso fare il figlio dello sceicco. - Perché?

L'ha già fatto Rodolfo Valentino.

Non hai capito. Devi prendere il posto di Omar Bei Hussein.

Mio fratello.

Guiderai i predoni del deserto che stermineranno la Legione Straniera.

La Legione Straniera? C'è un equivoco. Ma dove mi sono arruolato?

Fra i ribelli del deserto che combattono contro la Legione.

No, io mi ribello, non farò il ribelle.

Beviamoci sopra e nemici più di prima!

Cane infedele, ti ucciderò!

- Fermo, è troppo tardi. Vuoi fare il figlio dello sceicco? - No.

- Allora portalo nella cella bianca. - Passate di là.

- Ho capito. - Ho sete. - Alzati, andiamo!

- Ma datemi da bere. Un liquido! - Muoviti!

- Con quel sistema accetterà la nostra proposta? - Credo di sì.

Il cuscus è molto persuasivo.

- Ho sete, voglio bere! - Avanti! - Ho sete.

PARLA IN ARABO

Come?

Non capisco. PARLANO IN ARABO

- Che ha detto? - Ha detto: "Va bene."

- Ha parlato tre ore e ha detto solo "va bene"? - Se hai sete, puoi bere.

Grazie! Signorina, lei è gentile, bella e graziosa.

E' il simbolo della freschezza. Mi dia un po' d'acqua.

Non ne posso più, sto morendo. Mi dia l'acqua.

"Dare da bere agli assetati" è un comandamento. Sia buona.

- E' sparita! PARLA IN ARABO

Ma che dice?

ANTONIO PARLA IN FINTO ARABO

Ehi! lo ho sete!

Ho sete!

Ho sete!

Che belle! Ma adesso no, prima mi voglio dissetare.

Le donne dopo. Ho sete!

lo muoio di sete!

Grazie. No! Non la sprecate!

Non la sprecate, è un peccato!

- Fetente! - COMA TI PERMETTA DE CHIAMARMA FETENTA?

- Perbacco! E' di Bitonto. - lo NO Bitonto.

PARLA UN FINTO ARABO - Non sono fesso! - Che hai detto?

- Non sono fesso, lui è di Bitonto! PARLA IN ARABO

Ho sete! Non vedi che sto morendo?

- Ah, hai sete! - Sì. - Perché non l'hai detto prima?

- Fermo! Guarda. - Vibò.

- Da dove è uscita questa botte? - Qui c'è l'acqua fresca.

- Guarda. - Sì. Che bella!

E' acqua bagnata!

E' acqua leggera. Guarda!

- Perché l'hai buttata? - Prego.

La prendo io.

Non c'è. L'hai presa tutta tu.

No, guarda, l'acqua c'è.

La vedi? Che bella! Guarda.

- Non la buttare. - Prendila da solo.

- Non c'è. - Sì, c'è! Guarda.

- Ma perché... - Prendila tu.

- Non c'è. - Sì, c'è. Guarda.

Non è colpa mia se non sai bere, io ti ho dato l'acqua.

- Tu sei un arabo cafone. - lo sarò cafone, ma l'acqua c'è. Guarda.

- Guarda quanta! - Non la sprecare, fammi bere!

- lo sono cafone? - No.

- Sono di Bitonto? - No. Mia nonna era di Bitonto. E anche mio nonno.

Aspetta. Prima di bere, dimmi una cosa.

- Fai lo sceicco? - Faccio tutto quello che vuoi. - Allora bevi.

Acqua!

- Guarda quanta! - Che bellezza!

Allarmi!

Guardate.

- Una donna. - Che bella ragazza!

Una signora!

- Siamo arrivati. - Finalmente!

- Desidera? - Posso parlare con il comandante? - Prego. - Grazie.

Scusi, le donne non possono entrare senza il permesso del maggiore.

- Un momento. - Prego.

- Ludovico! - Signorina Lulù. - Caro! E dov'è Gastone?

- In prigione. - In prigione? Perché?

- Si ubriaca sempre per dimenticare lei. - lo sono astemio.

- Che succede? - Il comandante.

- Desiderate? - Vorrei parlare con il legionario Gastone.

RISATE - Silenzio!

- Venite nel mio ufficio. - Certo.

- Ma chi è? - Non lo so.

Bravo il signor maggiore!

- Ecco la "sbobba". - Non voglio mangiare, voglio morire!

Tutto per una donna! Lulù! Magari è anche brutta.

- Lulù è la più bella di tutte. - No, è l'amica del maggiore.

Se è venuta fin qui, deve essere innamorata.

Sono nell'ufficio. Chissà cosa fanno! Guarda.

Maledetta! Viene fin qui a tradirmi!

- Che è successo? Ehi! - Maledetta!

- Hai capito? - Sì, maggiore.

- Grazie. - Non avrei dovuto farlo. La disciplina è la disciplina.

Ma un minuto, un bacio solo.

- Maledetta! - Tutte le donne sono così.

- Gastone. - Che c'è? - Il maggiore ti vuole.

Ah, sì? Ci vado molto volentieri.

Grazie, non dimenticherò quello che avete fatto per me.

- E' un doveroso omaggio all'artista. - Grazie.

- Eccomi. - Gastone! - La signora ti deve parlare.

- lo non la conosco. - Ma che dici, sei impazzito?

- Ha altri ordini? - No.

Non ascoltatelo, finge, è ancora arrabbiato con me.

Maggiore, il figlio dello sceicco è tornato

- per lottare al posto del padre. - Ma era stato arrestato.

- Sarà fuggito. E' con la sua tribù. - Maledizione!

- Mi offro per catturarlo. - E' una missione pericolosa.

- Appunto! - Vi prego, non lasciatelo partire.

Va bene, buona fortuna.

- Grazie. - No! ( - Gastone!

Non partire! Ti prego, ti spiegherò tutto! Gastone!

Gastone, torna indietro!

Non dovevate lasciarlo partire.

Non posso impedire a un soldato di fare il suo dovere.

MUSICA ARABA

- Ballano bene queste ausiliarie. - Ma sono le tue mogli!

- Davvero? - Le hai sposate da bambino prima di andare in Europa.

- Perbacco! - Da allora ti aspettano. - Che costanza!

- Sono tutte mogli? - Sì. - Quante sono? - 22.

Allora mi serve un letto a 23 piazze.

- No, ogni notte ne scegli una. - Ah, sì?

- Vuoi il fazzoletto? - Non sono raffreddato.

- Non hai capito. - Come?

- Non sai come si fa? - Giovanotto!

- Tu getti il fazzoletto e chi lo raccoglie... - Lo lava.

- Passa la notte con te. - No! Davvero?

Porco cane! Adesso faccio un macello!

Faccio un macello.

Quante bambole! Quanto sono carine!

Che dici, "me la fazzoletto"?

Ma ce ne sono tante. Vediamo un po'.

Oddio, mi fa il solletico!

"Queste o quelle per me pari sono!"

- Colonnello. - Che c'è? - Voglio una decina di fazzoletti.

- Non ce ne sono. - Allora bisogna adattarsi.

lo chiudo gli occhi e conto fino a tre.

- Uno, due e tre! - Basta!

- Ascolta, fratello. - Fratello? - Sei suo fratello. - Ah, è vero.

- E' giunta l'ora della lotta. - Sono qui per questo.

RISATE

Vai a controllare la tua tribù pronta per la battaglia.

- Proprio in questo momento? - Andiamo.

Andiamo.

Cara.

Ragazze, non vi muovete, vado a controllare e torno subito.

GRIDA ESULTANTI

Aiuto! Che spavento! Ero distratto.

- Perché mi acclamano? - Sei il figlio dello sceicco.

No, hanno capito che io sono napoletano.

Sceicco napoletano!

I meridionali all'estero hanno avuto sempre successo.

- Passiamo alla rivista. - Andiamo.

- Come ti chiami? - Alì.

- "Morté"? - No, Alì Babà.

- Babà. E la mammà come sta? - Bene. Salutamela.

- Chi ti ha fatto quella cicatrice? - Un infedele.

Le mogli! Prima ti mettono le corna e poi ti fanno le cicatrici!

- Tu che hai fatto? - Ho dato un occhio per la causa.

Lo so, le cause "costano un occhio". Lascia perdere gli avvocati!

- Devi essere energico, duro. Ricorda che sono dei mori. - Sì.

- Tu pulisci la pistola così? - Ma cosa fai?

- Lasciami! - Non esagerare.

"Ridendo castigo i mori".

Perbacco! Facciamo presto.

- Sì, una parola ognuno. - Sì.

Bel predone. Bel guerriero.

Bell'arabo. Bel guerriero. Bella gente.

Largo! Permesso!

Non scappare così. Saluta.

PARLA IN FINTO ARABO

Salam!

(INSIEME) Salam!

- A chi? - Ate. - "Salam" è il saluto.

Ah, è vero. SALAMELECC!

- A che ora la sveglia domattina? - Macché sveglia!

- Oggi che giorno è? - Giovedì.

- Allora svegliami lunedì. - Macché lunedì. Ti sveglieremo all'alba.

- Perché? - Ora chiamiamo la kamila di Amhed Zibib.

- Lo ZIBIBBI? - Domattina c'è il combattimento.

Ah, già, il combattimento!

Non m'importa, io combatto questa notte. Andate via!

Mogliettine!

Mogli!

Qui c'è il vostro maritino. Vedete il fazzolettino?

Mogli!

Fatma! Dove sono le mie mogli?

- Le ho mandate via. - Perché?

Non devi toccare le mogli di mio fratello.

- Non sfiorerai mai quelle donne. - Come?

Prima dovrai passare sul mio corpo.

Allora ci passerò.

- Come osì? - Oso. Oso!

- lo sono una principessa di sangue reale. - Bene, io sono monarchico.

Impudente! Sai che potrei farti frustare?

Chi oserebbe frustare Omar, il figlio dello sceicco?

O-MAR! # Guarda 'o mar quanto è bello,

'spira tanto sentimento! #

- Mi piaci. - Lo sapevo.

Sei astuto come lo sciacallo, audace come il leone.

Lo sapevo. E forte come... Lasciamo perdere.

- Non sembra. - Eppure è così.

Assaggiami. Assaggiami e diventeremo amici.

- Hai vinto. - Lo sapevo.

- Aspettami. - Dove? Sì, ho capito.

Ma che faccio a queste arabe! Boh!

(ANTONIO) Fatma!

Fatma!

Fatma, perché non rispondi?

(ANTONIO) Sei pronta?

Ti sei spogliata?

No? Capisco.

C'è troppa luce, ti vergogni.

Ecco fatto.

Cara.

Fatmella. Fatmella.

Fammi un po' di posto.

Ecco, così. Abbracciami.

Aiuto! Ha la barba!

E' un uomo!

Aiuto!

Antonio!

Cane! Voleva uccidere il figlio dello sceicco!

Ci ha provato, ma non ci è riuscito.

Vigliacco, parla!

- Parla! - Lo tortureremo per farlo parlare.

Ragazzi, non abbiate fretta. Voglio torturarlo io.

- Sì. - E se ti salta addosso?

Ma no! Via, lasciatemi solo con lui.

Via! Ve lo ordina il figlio dello sceicco.

PARLA IN FINTO ARABO

Marchese, mi scusi, ma ho dovuto fingere davanti a loro.

- Ma che fai qui? - Mi ha mandato sua madre.

Dovevo avere cura di lei, assistere alla sua persona.

Ma guardi! Ha la barba lunga, il vestito sgualcito,

i pantaloni senza la piega, le scarpe sporche!

- Lo sto torturando. - Aahh!

- Ha parlato? - Ancora no, ma parlerà.

GASTONE GRIDA

Andate via e non entrate senza il mio ordine. Capito?

Aahh!

- Le ho fatto male? - Stavo meglio prima.

- lo devo farlo. Strilli. - Aahh!

- Parla, vigliacco infedele! - Aaah!

Dobbiamo trovare il modo di andare via. Strilli.

- Parla! - Ho un'idea. - Vigliacco! Infedele!

- Ho capito. Parla, vigliacco! - Servirebbe una lampada.

- Cosa? - Una lampada. Aaahh! - Infedele!

- Parla, vigliacco! - Aahh!

- Infedele! - Aah!

- Trovato? Infedele! - Aaah! - Cane!

- Aaah! - Parla, cane vigliacco, infedele!

Come lo tortura! Che sceicco di ferro!

- Che c'è? - Lo sceicco ha catturato un legionario e lo sta massacrando.

Andiamo a vedere.

- Ah! - Ecco il mistero!

Principessa!

Sono scappati di là.

- Maledetti! - Quel traditore è fuggito con un legionario.

- Inseguiamoli. - E' inutile, colonnello.

Lasciamoli andare, il deserto non perdona.

- E' come sua madre. - Antonio, fermati, non resisto più.

Coraggio, ancora 3 o 400 chilometri e siamo arrivati.

- Antonio! - Che c'è?

- Guarda! - Che c'è? - Siamo salvi! Un'oasi!

- Un'oasi! - Sì!

- L'oasi! - L'oasi!

Non c'è più! Non facciamo scherzi, chi si è fregato l'oasi?

Era un miraggio, è colpa di questo tremendo sole africano!

- Questo tremendo sole africano! - Mi sta venendo un "chiodo" solare.

Un chiodo in testa? Come facciamo, non ho portato la tenaglia!

Aspetti. Sì, così.

Maggiore, non dovevate lasciarlo partire. Povero Gastone.

- Ho tanta paura. - Si calmi, il legionario Gastone è in gamba!

Condurrà a termine la sua missione

e porterà qui il figlio dello sceicco vivo o morto.

- Allora anche Gastone può morire! - Il figlio dello sceicco vivo...

Silenzio! Posso spiegarmi benissimo da solo.

Signor marchese, guardi! Un gelataio!

- E' un miraggio. - Anche se lo fosse, io ci provo!

ALLAH! MAOMET! SALAAM!

- Desidera? - Un gelato da 50 lire.

- Avevo detto che era un miraggio. - Però si è preso le 50 lire!

- La testa mi scoppia! - Il chiodo?

Antonio, guarda! E' il fortino!

- E' un miraggio. - E' il fortino, non mi contraddire.

- E' un miraggio di fortuna... di fortino! - E' il fortino!

Questo sole africano!

Guarda, il fortino!

Non è il fortino!

- E' il fortino! - Scommettiamo le 50 lire del gelataio che non lo è?

Forse hai ragione.

Mi sembra di vedere un arabo con un legionario.

- E' Gastone. - L'altro? - Forse il figlio dello sceicco. - L'ha preso!

- Dove sono? - Nel centro del deserto.

- Signor marchese, non ricorda? - Sì, ma tu chi sei? - Antonio.

- Il mio maggiordomo? - Sì. - Non è vero!

- Come? - Tu sei il figlio dello sceicco!

- Marchese, che fa? - Ti ucciderò. - Non facciamo scherzi con le armi.

Devi morire, così vendicherò i legionari che hai fatto uccidere.

Sta per commettere un MAGGIORDICIDIO! Aiuto!

Siamo nel deserto! DESERTANI! DESERTANI!

Dev'essere il chiodo solare. Voleva uccidermi con questa.

- Lo sta ammazzando! - Vigliacco! - Sparate!

Sono armati! Sporco arabo!

Siete impazziti? Perché ci sparate?

- Lo volevi uccidere! - E' finita per te!

- lo non sono un arabo. - E' il figlio dello sceicco!

- lo sono... - E' vero! - Ma quale sceicco?

E' il sole dell'Africa, è un colpo di "insolenza" in testa.

Portiamolo dentro! Ci penserà il maggiore.

E' il chiodo solare! Ragazzi, facciamo sul serio o scherziamo?

lo non sono il figlio dello sceicco!

Mettetelo in prigione!

Lasciatemi, non sono il figlio dello sceicco!

Via, lasciatelo.

- Ora sei in salvo. - Dove sono?

- Nella Legione. - Il figlio dello sceicco è in prigione.

- Quale figlio dello sceicco? - E' sotto l'impressione del colpo.

Il maggiore è entusiasta di quello che hai fatto.

Voglio vedere il prigioniero, devo vederlo!

Ah, meschino! Ah, tapino!

Tapino che non sono altro, tutto a me doveva capitare!

- Me meschino, colpa di quella marchesaccia. - Antonio.

- Aiuto! - Cos'hai? - Aiuto!

- Ho paura di lei. - Perché? - Mi vuole ammazzare. - No.

- Dice che sono il figlio dello sceicco. - Ero stordito dal sole.

Voglio rimediare, è un increscioso equivoco.

Ti proporrò per un premio per il tuo coraggio.

- Sì. - Lei all'ombra ragiona bene.

Il maggiore mi aspetta, gli parlerò di te. Scusami di nuovo.

Prego, marchese.

Dov'è? Voglio guardare.

Ah, meschino me! Tapino!

- Signor maggiore. - Cosa c'è? - Quell'uomo che è in prigione...

- (MAGGIORE) Ebbene? - Ah!

- E' il figlio dello sceicco! - Maggiore, mente!

E' un assassino! Un ribelle! Un cane feroce!

Lo porti all'ombra!

Silenzio! Vi proporrò per una promozione.

No... signor maggiore...

Uccidetelo! E' una belva inferocita!

State tranquillo, il figlio dello sceicco sarà Ucciso.

Presto!

Prendetelo. All'infermeria, presto.

Povero ragazzo, un colpo di sole, avvertite la signora.

- E il figlio dello sceicco? - Sia ucciso.

- Morirai, brutto predone. - Ma che "pretone"?

lo sono laico, LAICONE! Mi chiamo Antonio Sapone, nativo di Caserta.

- (INSIEME) Caserta? - Sì, capitale morale d'Italia.

- Facciamo giustizia da soli. - Come?

Ragazzi, non scherziamo. Cosa volete fare?

- Leviamogli la pelle. - Che ve ne fate? E' una pellaccia!

E' un'imitazione. Aiuto!

Fermi tutti!

- Non vorrete ammazzarlo così! - Questo è un uomo che ragiona.

Non potete comportarvi barbaramente, siamo gente civile.

- Prendete esempio da lui. - Dobbiamo agire civilmente.

- Questi sono uomini! - Lo fucileremo con tutte le regole.

Una bella fucilazione con tutte le regole, bella, pulita...

Aiuto! Mi fucilano!

- Si sta svegliando. - Gastone, caro, come ti senti?

Lulù, amore... Antonio...

- Chi è Antonio? - Dov'è Antonio? - Quale Antonio?

- Il colpo di sole! - Stai calmo, ti prego.

Il figlio dello sceicco... Antonio è in pericolo.

Cerca di riposare, caro.

Me meschino! Me meschino!

SUONO DI TROMBA

Tapino!

- Presentat'arm! - Li lasci fare, riposo!

Silenzio! Puntate...

Antonio è in pericolo, lo credono il figlio dello sceicco!

- Lo stanno fucilando. - Cosa? Lo devo salvare!

Meschino e tapino!

Fermatevi! C'è un errore, lui non è il figlio dello sceicco!

- E' Antonio. - Mi ha salvato la vita.

E' degno di far parte del nostro glorioso battaglione.

- Ve l'avevo detto che non ero il figlio dello sceicco. - Va bene.

Congratulazioni,

io ho sempre pensato che non potevi essere il figlio dello sceicco.

Vieni qua. Suona.

Ehi, hai finito?

(ANTONIO) Fai lo straordinario? Militare!

Scusa, vengo subito.

Andiamo.

- Goloso. - Nel deserto non si ha soltanto sete di acqua.

(ANTONIO) Ricominciamo?

- Mi prometti di non essere più geloso? - Sarò un marito modello.

- Marito? - Appena finirà il mio arruolamento, ci sposeremo. - Caro.

- Allora? - Ecco. - Ciao.

Sono 3 ore che faccio la sentinella da solo.

Se mi scoprivano, mi condannavano un'altra volta alla fucilazione.

- Se penso che stavano per ucciderti... che risate! - Già.

Mi volevano...fu... fu... fucilare.

Stanno ridendo. "Ride bene chi ride ultimo!"

Tu dicevi: "Me tapino, me meschino!"

- Meschino, tapino! - Ti avevano preso per il figlio dello sceicco.

Il figlio dello sceicco, io!

Ho la faccia del figlio dello sceicco?

Che stupidi!

- Oddio! - Che facce da mascalzoni! - Da cretini!

I ribelli! Macché ribelli!

"Ribrutti"!

- Scusi. - Di nulla.

Il figlio dello sceicco... a me poi gli sceicchi...

gli sceicchi... mi hanno fatto sempre schifo!

- Oddio. - Che faccia.

- C'era uno... un fetentone. - Ah, sì?

A proposito di fetentoni... era di Bitonto!

Signor marchese! Signor Antonio! Allarmi!

Allarmi!

# Lulù del cabaret

ormai non sei più tu.

Tu sei scomparsa ahimè dai tempi di Fru-fru.

Solo tu brillavi allor

pien di fascino e splendor.

Ma il progresso poi ti cambiò e la moda si trasformò.

Ora danzi nei cabaret, tutta nuda da capo a piè.

Come, come sei cambiata, mia romantica Lulù.

Vai girando tutta scollata dov'è andata la tua virtù?

Balla, balla pur la raspa che ci vien dal Paranà.

Tra la lima, la raspa e il rospo impazzita è l'umanità.

Danza Lulù. Canta Lulù. Più non ritorna quel tempo che fu.

Però sei sempre tu, Lulù. #

Brava. Un brindisi a Lulù e al suo legionario Gastone.

Evviva!

- Cosa volete? - I ribelli hanno rapito Antonio e Gastone.

- (LULU') Gastone? - Date l'allarme! - E' tardi.

Maggiore, bisogna salvarlo! Quei barbari lo uccideranno!

Mi dispiace, non posso fare nulla. Abbiamo già avuto troppe perdite.

Andrò sola, mi date almeno un uomo di scorta?

Nemmeno uno... ma se ve ne basta mezzo, c'è lui.

Mezzo? Meglio un mezzo uomo oggi che una gallina domani.

Che donna magnifica!

Ma... mamma!

Coraggio, moriamo da forti.

Signor marchese, preferirei vivere da debole.

Mamma!

Questa buca mi sta stretta di collo, io porto il 16.

Zitti, cani infedeli!

Subirete il castigo destinato ai traditori.

Il ribelli si serviranno delle vostre teste come bersaglio. Allah lo vuole.

- Si potrebbe parlare col signore Allah? - Ci parlerete presto.

Bene, tra galantuomini si può avere sempre delle spiegazioni.

Marchese, parla lei con questo signore?

Lei parla francese, marchese?

Anche la farfalla ci voleva!

- Le farfalle si posano sui fiori! - Accidenti!

Se la prendo, la mangio.

Te ne approfitti, vigliacca!

Incominciate!

- Marchese, percepisco un suono. - La marcia dei legionari!

Ecco i nostri! Arrivano i nostri!

- Camerati! - A noi!

Marchese, non si può dire!

Legionari! Colleghi! Colleghi, che fate?

Siete sordi?

Siete ciechi, muti d'orecchio?

Dove andate? Salvateci!

- Mi dispiace, non possiamo fare nulla. - Perché?

Perché siamo un miraggio.

Maledetto questo sole africano!

E' finita.

Chiudi gli occhi, moriremo senza accorgercene.

- Addio, Antonio. - Addio, marchese.

- Maledizione! - Non ci sono! - Dove sono?

Allora era vero!

Ohi! Chi! Ohi! Mamma!

- Signor marchese, c'è anche lei? - Sì, Antonio.

- Do... dove siamo? - Sotto terra.

- Allora siamo morti. - No, aspetta, accendo un fiammifero.

- Questa è una tomba. - Allora siamo defunti.

- No, una tomba antica. - Allora siamo morti da tanto!

Infatti sentivo un puzzo!

- Guarda, una porta! - Una porta?

(ANTONIO) Che meraviglia!

Questa è una necropoli!

Una necropoli? Speriamo di incontrare un NECROPOLITANO.

- (MARCHESE) Guarda, il gatto! - Il gatto?

Atlas! Forse non lo sai,

ma il gatto è il simbolo dell'antico popolo Atlantico.

Marchese, lo so! Come si fa a non saperlo?

Lo sanno tutti, il "gatto Atlantico".

- No! - Sì, è così. Mi creda.

- Che bel gatto. - C'è anche la ciotola per le offerte.

- Trippa? - No, occhi nemici.

Va bene, giovedì "occhi", sabato trippa.

Siamo tra le rovine di Atlantide,

l'antico continente che univa l'Africa con l'America.

Guarda!

- Chi sono? - I padroni del gatto.

- No, sono statue d'oro. - Però questo è dorato.

- Perché? - Ha una faccia da falso!

Antonio, nascondiamoci.

- Marchese. - Chi è?

- Sono io. Marchese? - Eh?

(SOTTOVOCE, Zitto, si nasconda.

I fantasmi. Mamma!

- Chi sarà? - La figlia del gatto.

- Chi era? - Mah! - Aveva la maschera d'oro. - Maschera d'oro.

Aiuto!

L'avete vista?

Chi è? Chi è?

- Sono un uomo morto. - E lei dice che qui c'è gente viva!

lo sono morto per il mondo, vivo solamente per lei.

- Per chi? - Per chi?

Per Antinea, la regina di Atlantide.

E' bellissima. Voi non l'avete vista perché ha la maschera.

- Sapete perché ha la maschera? - Sarà carnevale.

No, perché la sua bellezza è fatale.

Chi la guarda si innamora di lei e diventa pazzo.

Pazzo, come me.

- Si vede che sono pazzo? - No! Per carità!

- Eppure lo sono. Non si può vivere senza guardarla. - Già.

- Non si può guardarla senza toccarla. - Già.

- Non si può toccarla senza... - Senza "cosarla".

Senza morire.

RISATA

COLPI DI GONG

Marchese, andiamo via. Meglio gli arabi vivi che i matti morti.

Ho un brutto presentimento, andiamo via.

Mi stia vicino, l'unione fa la forza! Sì, così!

Ah!

Ecco gli stranieri, regina!

- (ANTINEA) Lasciatemi sola. - Bene, vado via anch'io.

No, voi dovete rimanere.

- Voi sapete chi sono io? - Sì, Antinea, la regina di Atlantide.

Ti hanno parlato di me? Che cosa ti hanno detto?

- Che sei bellissima, ma non ci credo. - Perché?

- Una donna bella non si copre volto con una maschera. - E' racchia.

- Vuoi vedere il mio volto? - Sì.

Te ne pentirai.

Ah! Alla faccia del bicarbonato di sodio!

- Cosa ne dici? - Sei la più bella donna che abbia visto.

- A te sembro bella? - Porco cane!

- Allora ti piaccio? - Moltissimo, è più forte di me, mi piaci!

Peccato, a me tu non piaci.

- A me piace lui. - lo?

- Sì, tu. - Lui?

- Sì, e sarai mio. - Questo non lo permetterò mai!

Marchese, se lei "ci sta", eh!

- Attento a quello che fai! - lo non faccio niente, è lei che fa.

- lo ti amo, straniero. - Mi ama.

Tu sei l'uomo che dividerà con me i tesori di Atlantide.

L'uomo che salirà al mio fianco sul trono dei miei padri.

- Vuoi? - Certo.

Salirò sul trono dei tuoi padri, delle tue madri,

dei fratelli, cugini, cognati, gli affini, fino al settimo grado!

- Ah! - Marchese, perché si arrabbia?

- Lei è innamorato di Lulù. - Chi è Lulù? lo conosco solo lei.

Anche impunito! Con rispetto parlando, lei la "pappo" io.

- Lasciala, Antonio, o ti ammazzo! - Ah, sì?

- Bellezza, qui tu sei la regina? - Sì e tu sarai il re.

Un re che comanda o un re che non comanda?

- Il padrone assoluto. - Il padrone assoluto?

Ah, sì?

Signor marchese, con rispetto parlando, ora ci penso io. Scusi.

Armigeri!

Conducete il marchese in galera! Scusi.

Obbedite.

Cosa fate? Lasciatemi!

Te la farò pagare! Ti darò gli 8 giorni!

Sissignore, intanto adesso mi faccio le 8 notti.

- Finalmente soli! - Finalmente soli.

- Sei molto bello. - E tu mi vedi adesso.

Dovevi vedermi a 3 anni. Avevo i capelli lunghi così.

Tutti mi scambiavano per una femminuccia.

Ho baciato più di 1.000 uomini.

Il passato di una donna non mi interessa, sono un uomo di mondo.

- Ma non ho mai incontrato un uomo come te. - Certo.

- Ho paura. - Perché hai paura?

Un "pezzo" di regina come te, ma smettila!

- Ho paura di innamorarmi. - Cara, baciami.

Scostati, sei impuro. Devi purificarti.

Ancelle.

Portatelo di là e acconciatelo per le feste.

- Non facciamo scherzi. - Stai tranquillo.

Profumatelo e vestitelo per il rito d'amore.

Se è per questo...

Ciao. Ragazze, sono pronto.

- Sotto è vuoto. - C'è un passaggio. - Uscite fuori.

- Che ci sarà, padrone? - So io che c'è! Via!

Tornate all'accampamento e non dite nulla. Via!

SPARI

Eccoti pronto per il sacrificio.

Ragazze, oibò! Che succede?

- Poveretto! - Poveretto!

Poveretto!

Poveretto un accidente! Proprio adesso che viene il meglio.

- Chissà perché! - Te lo dico io. - Che spavento!

Come va la pazzia?

- Vai via. - Proprio adesso? No. - Vai via.

Perché?

- In quella stanza... - Beh?

Ci sono due porte e una scalinata.

La prima porta conduce al tesoro, la scalinata verso la libertà,

e la seconda porta verso la morte. E tu uscirai da quella porta!

Oltre ad essere pazzo, sei anche iettatore!

Le statue di là non sono statue.

- Le ho toccate. - Sono dei morti.

- Morti dorati - Anche fritti? - Tu farai la stessa fine.

Dorato e fritto?

- Un bacio di Antinea uccide! - Che modi!

Che brutto difetto, non ci vedo più!

- Che dicevi? - Chi bacia la regina muore.

- Ha mangiato cipolle? - No, Antinea ha le labbra avvelenate.

Quelle labbra! Come vorrei baciare quelle labbra!

- Ma se sono avvelenate... - Non importa, voglio morire.

- Allora... - Non posso vivere senza il suo amore.

- Voglio morire. - E' ora?

Voglio morire.

Oltre ad essere pazzo, è scemo.

Sei pronto, mio signore?

- Sei magnifico. Vieni. - Non posso.

- Perché? - Ho una riunione con il consiglio d'amministrazione.

Vieni.

- Siedi. - Grazie.

- Voglio vedere come baci. - lo non so baciare.

- La mamma non mi ha detto niente. - Te lo insegnerò io.

lo mi vergogno.

- Di chi? Non c'è nessuno. - Proprio per questo.

- Cosa aspetti a baciarmi? - Se proprio vuoi...

Più su.

Più su ancora.

Ma dove baci? Qui.

- Tu sei scema. - Perché? - Ci sono i baceilli.

Con un bacio si trasmettono miliardi di centinaia di bacilli.

- Basta, ti voglio. - Aiuto! Ti approfitti della mia innocenza!

Insomma, perché fai così? Non ti piaccio?

Ti ripugno? Pagherai caro questo affronto. Morrai!

- Guardie! - Perché chiami le guardie? Non ti arrabbiare.

Mi piaci moltissimo, ma io non sono abituato a queste cose.

- Prima sposiamoci. - Va bene, ci sposeremo stasera.

Rimandiamo tutto a questa sera. Ferma, non andare via.

Mi devi capire, al mio paese queste cose non si fanno.

Il paese è piccolo, la gente mormora.

Se proprio lo desideri...

Ma non guardarmi con quegli occhiacci!

Chiudi gli occhi. lo conterò fino a tre. Al tre ti darò un bel bacione!

Chiudili forte! Forte!

Uno...

due...

due e mezzo... tre meno un quarto...

tre.

E' diventato d'oro! Ma io no!

Traditore!

- Qui c'è un tesoro! - Cosa fai?

- Sono di passaggio. - Maledetto, hai scoperto il mio segreto.

Lo cercavo da anni! Mi hai tolto il mio tesoro!

- Stia tranquillo! Non lo dico a nessuno! - Certo, morrai.

Qui dentro c'è della polvere.

Piuttosto che dividere il tesoro con altri, faccio saltare tutto.

Lei è pazzo! Signor Pietro MICCO, non lo faccia MICCA!

Stia tranquillo, vado via. Vado via!

- Maledetto, l'hai baciata, eh? - Non sono scemo, signor marchese.

- Chi la bacia "c'è pericolo di morte". - Cosa? - "Uso esterno."

"Chi tocca i fili muore!"

- Che vuol dire? - Ha le labbra avvelenate! - Scappiamo!

- Attento! Nascondiamoci di là. - Dopo di lei.

Da quella parte!

LE VOCI SI ACCAVALLANO

- Marchese, a noi, chi ce lo fa fare? - Hai ragione.

- Fermatevi! - Sì, domani! Andiamo, marchese.

Fermatevi!

- Venga via! - (MARCHESE) Antinea!

- Marchese, venga. - Antinea!

- Antinea! - Marchese!

- Antonio! - Marchese!

- Signor Antonio! - E' lui il traditore!

- Cane infedele! - Aiuto, spara!

SPARI

- Principessa, posso scendere per primo? - Sì.

Avanti, miei prodi!

Legatelo!

- Traditore! - Macché traditore! Il marchese è giù.

- Gastone? Dove? - Giù. - Andiamo.

- No! Lì ci sono le "scale mobili". SQUILLI DI TROMBA

Ecco i nostri! La Legione! Vengo subito.

Ehi!

- Scusi, siete un miraggio? - Ma cosa dici, idiota!

- Per fortuna! - Dove sei stato? - Signorsì.

- Perché sei vestito fuori ordinanza? - Signorno.

- Dov'è Gastone? - Sotto terra con gli arabi. - Morti? - No, vivi.

- Sono nella piscina di Antinea. - Antinea!

- Quella con le labbra avvelenate? - Signorsì.

- Che trasforma la gente in statue d'oro. - Signorsì.

- E' il solito colpo di sole. - Ma no! Non volete seguirmi?

- Non siamo pazzi. - Bisogna salvarli. - No!

- Non mi seguite? - No. - Ci vuole un'idea.

- Eccola! Signor maggiore dei miei stivali! - Cosa?

- Lei è qui per dimenticare una donna, vero? - Sì, perché?

Quella donna ha fatto bene a tradirla. Con quella faccia!

- Questo è troppo! - Prendetemi! Marameo! - Prendetelo!

No! I legionari devono andare per le scale.

Bene! Meglio di prima!

- Gastone! Ma che succede? - Tutto finirà bene, glielo dico io.

Bisogna salvarlo, l'avete promesso alla marchesa.

Che bella battaglia! Meravigliosa!

Prima si scontrano fra loro e poi noi...!

- Voglio andare da Gastone, abbassate la scala. - Va bene!

Ludovico, presto!

- Gastone! - Signor marchese!

- Lulù! - Gastone! - Lulù, amore mio!

No! Il mio tesoro no! Nessuno lo prenderà!

- Volete rubarmi il tesoro! - La bomba!

- Presto, scoppia la bomba! - Presto!

- Scoppia la santabarbara! - Presto!

(ANTONIO) Vieni!

Come soffro!

> La grande esplosione!

Come soffro!

> Ultime notizie! La grande esplosione!

Come soffro!

Come soffro!

Mamma!

- Mamma! - (ANTONIO) Presto, issiamo la marchesa.

IMITA IL SUONO DELLA TROMBA

Gastone. Gastone!

- Caro! - Le ho riportato suo figlio sano e salvo.

La marchesina Lulù. Oggi sposi.

La principessa Fatma.

Antinea, regina di Atlantide e mia schiava.

E' innamorata di me come un pesce.

Ma che faccio alle donne? Boh!

Cara. Appena è arrivata in Europa, si è fatta bionda.

- Vigliacca! - Sono tanto felice,

- ma soffro. - No, marchesa, soffra in piedi,

- ormai questo mobilio è mio. - E' vero.

Vieni, siediti.

Porco cane!

Antonio! Ha le labbra avvelenate.

No, l'ho fatta vaccinare.

Baciami.

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