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Zulu
È una giornata come tante.
Il sole fa capolino dopo un lungo periodo di freddo.
E la città sembra riprendersi lentamente da quel lungo letargo che è l'inverno.
La vita ricomincia a scorrere più frenetica che mai.
E tutti pronti a sfruttare al massimo ogni caldo secondo primaverile.
Tutti. Forse no.
Purtroppo non tutti in quella città si apprestano a vivere con intenso piacere
ogni nuovo momento di vita.
C'è anche chi come me non può più godere di quegli straordinari entusiasmi
giovanili che un tragico passato ha cancellato in un lampo per sempre.
Sono destinata alla solitudine ormai.
sono preda dei miei più oscuri rimpianti.
E in quella splendida villa, un po' fuori mano, che fino a pochi anni fa
adoravo in modo quasi maniacale, trascorro ore ed ore immersa nei miei
pensieri.
O forse è in quello che rimane dei miei ricordi.
Sono stanca, esausta, dopo le mie amare vicissitudini vissute tra
tradimenti e lunghi anni di prigionia.
Il tempo ha sfiorito la mia pelle.
Ma ha lasciato fresco e virgineo il mio anima.
E la mia mente non smette di ritornare a quegli anni orribili, distruttivi,
eppure indimenticabili.
Quel giorno ci avevano fatto uscire dalle celle molto presto. E come al
solito, senza darci nessuna spiegazione.
Ma che cos'è questa novità, eh?
Ma...
Lasciateci perdere. Siamo alle soli. Che c'è? Che c'è? Che c'è? Che c'è? Che c'è?
Che c'è? Che c'è? Che c'è? Che c'è? Che c'è?
Che c'è?
Che c'è?
Che c'è?
Che c'è?
Che c'è?
Avanti ragazze, non perdiamo altro tempo, siamo già in ritardo, forza! In
ritardo per cosa?
Alto!
Fermatevi, adesso fermatevi, formatevi in file ordinate, mi raccomando. Non
come al solito, che sembrate un greggio di pecore.
Dopo il solito discorso del direttore della prigione, quella volta un po'
mattiniero, ci hanno fatto rientrare di corsa in cella.
E' inutile dire che eravamo in cazzo. Pensate da morire.
Ma avevamo paura di prendercela con le guardie, per timore della cella di
punizione.
E
pensare
che tutto ebbe inizio il giorno in cui, tornando a casa,
ebbi la sgradita sorpresa di trovare mio marito a letto con la sua segretaria.
Ricordo che ero furiosa.
Ero stata costretta a tornare a casa in taxi perché il mio volo per Ginevra era
stato cancellato a causa del maltempo.
E senza nessuna giustificazione o scuse da parte della compagnia aerea ero stata
inserita nella lista degli stand-by nella speranza di essere inserita tra i
passeggeri dei voli successivi.
Potete immaginare quanto avevo voglia di strangolare chiunque mi avesse nominato
la parola aereo.
Solo un abbraccio del mio affettuosissimo maritino avrebbe potuto
darmi un po' di conforto e non vedevo l'ora di sentirmi stritolare dai suoi
bicipiti posseri.
Cercai freneticamente la chiave di casa, ma con immenso stupore, quando provai a
spingere la porta,
La trovai socchiusa.
Era molto strano, visto che quel giorno non ci sarebbe dovuto essere nessuno,
tanto meno la servitù.
Entrai con aria sospetta e spaventata.
Tesoro?
Massimo, dove sei?
Massimo?
Amore!
Sei di sopra?
Oh sì!
Oh!
impietrite dal dolore e non riuscivo a credere ai miei occhi. I loro gemiti mi
risuonavano nelle orecchie e un'acuta disperazione mi faceva piangere in modo
irrefrenabile. Con la mente riandavo al mattino, quando quel porco di mio marito
appena alzato si era preoccupato di avvertirmi di non telefonarli, adducendo
una banale scusa.
Amore, oggi sono finalmente riuscito ad avere un appuntamento con il nostro
avvocato. Non mi chiamare sul cellulare perché sarà sicuramente spento.
Hai capito?
ah ah ah ah ah ah ah ah
ah ah ah
Oh! Oh!
Grazie.
Grazie.
Certo che il cellulare era spento. Te la dovevi spassare indisturbato con la
segretaria, brutto bastardo.
Chissà da quanto tempo mi tradisci, schifoso maiale.
Ed io che ti sono stata infedele solo una volta.
Eri lontano da due mesi. Io mi sentivo così sola.
E per ingannare il tempo, avevo deciso di fare un bel bagno.
Se avessi saputo la verità, non ti avrei tenuto segreta quella mia scappatella
così a lungo. Non ne valeva proprio la pena.
Quel giorno mi sentivo stranamente eccitata e un'idea proibita mi
ronzava nella testa.
Volevo un uomo, subito.
Un uomo disponibile che riempisse la mia maledetta solitudine. Un vero maschio.
che mi facesse provare emozioni indimenticabili ore ed ore di orgasmi
estenuanti continuavo ad accarezzarmi il corpo prigioniera delle fantasie più
oscene e di colpo una figura mi venne alla mente
un uomo che vedevo tutti i giorni ma che non avevo mai preso in considerazione
dal punto di vista sessuale e adesso
Mi si presentava in tutta la sua prepotente virilità Un cazzo che avrebbe
soddisfatto la mia inesauribile sete di sperma Ma certo, perché no?
In fondo, che cosa avevo da perdere?
E poi me lo aveva fatto capire chiaramente in più di un'occasione Non
gli ero indifferente Tanto voleva approfittarne Sarebbe stato il nostro
piccolo segreto
Dove diavolo si è cacciato?
Accidenti, non è neanche qui.
E adesso chi è?
Pronto? Pronto, Antonio.
Sì, signora, mi dica.
Dovrebbe salire, ho bisogno di parlare di alcune cose alquanto importanti. Sono
nel bagno, tesoro.
Subito, signora, la raggiungo immediatamente. È nel bagno, mi ha
detto, vero?
Sì, arrivo.
Che cosa diavolo avrà da dirmi di tanto urgente?
Ormai il dado era tratto.
Tanto per usare una reminescenza scolastica.
Anzi, il cazzo era dritto.
E lo sarebbe stato ben presto se quel toro scatenato avesse reagito alle mie
invitanti avance come mi aspettavo.
Ne ero più che sicura.
Nessuno avrebbe potuto resistermi. Era così puttana che l'avrei fatto
addrezzare anche ad un seminarista.
Figuriamoci ad un giardiniere.
Tra qualche minuto avrei potuto assaporare la sua cappella gonfia e
turgida. Avrei bevuto tutto il suo seme.
Avanti, è aperto.
Rilassati, non ti ho chiamato certo per rimproverarti.
Ma per confidarti un piccolo segreto, e se sarai intelligente, questo segreto
rimarrà tra noi due. Ma non so di che cosa sta parlando, io non so niente a
questo proposito, signora. Ah, su, non fare l'ingenuo, sai benissimo di cosa
sto parlando.
Io ero lì dietro al muro quando ti sei scopato Melinda, la nostra cameriera.
Ricordi?
E così che faceva?
Così?
E adesso vuoi farmi pagare il mio unico peccato in questo modo ignobile?
Sì, sì dai, dai.
no no no no no
no no no no no no no no no no no no no
no
no no no no no no no no
No,
no, no!
Che bella! Che bella!
ah ah ah
ah
Godono come porci.
Proprio come quel montone di Antonio quando si è scopato Melinda.
Uno spettacolo indimenticabile.
Una scena talmente arrapante.
Lasciami, Antonio.
Non fare lo stupido. Se arriva la signora ci licenzia tutto il duro. La
signora è a fare shopping e tu lo sai com'è quella. Quando spende non si
accorge neanche di quanto tempo sta passando.
Lasciami. Dai.
Fatti toccare.
Ah, sì, così.
Ah,
sì.
Dai.
Dai, scatalo tutto dentro, dai.
Ah,
sì, sì, così.
Ah,
grazie.
No, no, no.
Me la voglio sfondare.
Sì. Tutto dentro, sì.
Sì.
Non senti quanto è duro, eh?
Mi stai spingendo tutta.
Sì.
Sì. Sì. Sì.
Grazie.
Mi piace così.
Che
bello,
che meraviglioso.
Sì, sì, è scoperto.
Sto bruciandoti.
Sì, è vero. Sei terribile.
ah ah ah
Volta dentro.
Così.
Sì, sì, sì.
Così mi fai godere.
Sì, sì.
Ecco dentro anche le palle.
Sì, voglio farti male.
Che bella!
Sì. Sì.
Sì. Sì.
Non mi piaccia mai, sai. Sì.
Non mi piaccia mai.
Non mi
piaccia
mai.
Oh, no!
Sì, sì,
sì, sì, sì,
sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì.
Come allora?
Anche adesso sto spiando due che fanno l'amore. Ma la cosa orribile...
è che lui è mio marito.
Ti voglio sborrare nel cuore.
Sei una troia.
Cura. Come è stretta.
Ti piace?
Sì.
Sì. Sì. Ero disperata.
Tu eri lontano. Ed io avevo una pazza voglia di maschio.
Se soltanto mi fossi rimasto vicino, non avrei mai fatto quella follia.
Ma perché tanti scrupoli in fondo?
Tu mi hai ripagato con la stessa moneta.
E allora perché dovrei pentirmi di un gesto dettato solamente dalla passione?
Allora? Che cosa ne pensi?
Non ti piaccio?
Guarda il mio corpo.
Posso fare invidia a Melinda, no? Lei può fare invidia a chiunque, mia bella.
Porca signora.
Sì, Antonio, dimmi che sono la tua porca.
Così.
si si si
si si si si si
Sì, così.
Che lingua che hai.
Ecco.
Legami tutto.
Adesso comincia il bello. Così forte.
Non smettere.
Così.
Così. Così. Così.
Così. Così.
Così.
Sì! Sei stupenda! Sì!
Sì!
Che meraviglia!
Sì.
Sì, sì.
Così, così mi piace.
La mia posizione preferita.
Scusami, scusami.
Lo senti quanto è duro? Lo sento, come se lo sento.
Antonio.
oh oh oh
Devo smettere? Sì! Ti piace tanto così? Ci sono pure!
Che gran porcone che sei!
Sì!
Che meraviglia che hai fatto.
Sì.
Aspetta. Sì.
Sì. Sei una grande troia. Sì.
Te la voglio scordare.
Sì. Sì.
Sì. Sì.
Sì.
Sì. Mi piace, mi piace, mi piace.
Sono la tua puttana, la tua taglia, la tua porca.
Antonio, sì.
Scusa. Scusa.
Scusa. Scusa.
Scusa.
Scusa.
Sì, sì.
Vengo, Antonio.
Tutto. Tutto. Ti prego.
Apri. Apri.
Sì.
Sì.
Sì. Ah.
Lo sì.
Noi.
Ah, l'incro d'aereo.
Ah. Mmm.
Ah.
Brava, così.
Ah,
lega, lega.
Ti piace il mio sperma, eh?
Il mio è stato solo uno stordimento.
Ma la tua è l'azione più schifosa che un marito potrebbe fare.
E giuro che non ti perdonerò per avermi offeso in questo modo.
Allargati, allargati bene.
Senti.
Senti come
ti entra nel culo.
Basta lacrime.
Ora so che c'è un solo modo per sistemare questa faccenda una volta per
tutte.
Ecco, ecco, dai, dai, dai.
Ero decisa a vendicarmi di quel bastardo.
E come presa da una febbre d'odio, con una furia scatenata ed un'estrema
decisione, estrassi dal cassetto la pistola e corsi verso la nostra camera
da letto.
Ma si, apri la bocca.
Sì, sì.
Oh, che bella la mia sborra, tutta.
Oh, sì.
Oh,
che bello.
No! Sei un maledetto bastardo, pensare che io... Tesoro, no, no.
Ti stai sbagliando. Eh, sì? Non è come pensi.
Te lo giuro.
Sei uno stronzo, non meriti di vivere. Cara, ti prego, non lo fare. Ti prego.
Ma ormai non ascoltavo più quelle sue scuse banali e ferili.
Negli ultimi momenti del suo godimento volevo dargli quello che si meritava.
Sparai, sparai sui corpi nudi dei due amanti.
Finalmente ero libera e per un istante mi sentii felice di quella vendetta.
Ma poi, in preda al rimorso per quelle due vite sprecate, lasciai cadere la
pistola e corsi via.
Lontano da quell'orribile spettacolo.
Uscii dal cancello della casa, presi l'auto e mi allontanai dalla scena del
delitto. Ero decisa a punirmi per il gesto criminale che avevo appena
commesso.
Arrivata in strada, dove erano soliti stazionare dei barboni, ne trovai due e
li presi subito a bordo.
Poi, senza dare loro alcuna spiegazione, li portai a casa mia, ancora ignari di
quello che gli sarebbe capitato. Non fate domande, muovetevi. Certo, certo,
come vuole, signore.
Sbrigatevi, su.
Una bella fortuna. E ti lamenti?
Bene, ragazzi.
Vi ho portato qui perché voglio che due stalloni come voi mi scopino, mi
sfondino come si deve.
Signora, forse sarebbe stato meglio se ce l'avesse chiesto. Non crede?
Senti, stronzetto, quanto vuoi per starci?
Posso assicurarti che il mio non è certo un problema di soldi.
Beh, se la mette su questo tono, credo che io e il mio amico saremo ben felici
di accontentare la signora.
Vero? Certo.
Molto bene.
Allora venitevi a prendere in ginocchio i vostri soldi.
Dai, muoviti.
Sì.
Senti pronta per il cazzo?
Sì.
Prendilo in bocca avanti signora.
Fammi vedere quanto sei puttana.
Così. Che grandissima troia.
Ti piace il cazzo, eh?
Sì.
Cosa vuoi fare?
Lontana.
Aspetta.
Sì, così. Aspetta.
No, succhia.
Succhia.
Non ti fermare, dolcezza.
Perrotta in culo che sei.
Così. Sì.
Ti piace schiarmi la cappella? Sì.
Sì.
Sì.
Non me la metto.
Sì.
Non ti buttare.
Non voglio che ti sborra, puttana.
Non diremo che ti sborra.
Sì, sì.
Toccati, toccati.
Così, così, sì.
Ti piace?
Mi piace, sì. È una troia.
Una troia. Sono una troia, è vero, una troia.
Fatemi godere come una troia, forza. Un cazzo nella figa e uno in bocca.
No, è Spampino.
ragazzi come i nostri
Così! Così sì!
E così.
Dai, muovi il cuore.
Sì, adesso chiamo.
Dai, apri il culo, dai!
Ti apro il culo con il cazzo!
Lo bevo tutta!
Così!
Hai cacciato l'inganno!
Così fino in fondo!
Oh!
ah
Quegli anni sono ormai solo un ricordo.
Ma devo confessare che in me qualche cosa è accaduto.
Mi è ritornata la voglia che avevo quando ero giovane e fresca.
Mi è venuta una bizzarra idea per accontentare quegli strani spasmi di
tutubia. Una agenzia che organizza dei parti a carattere erotico. Io vorrei un
terzetto di bella presenza che faccia del sesso davanti a me mentre mi
masturbo, ha capito bene?
Già. No, vede, non sono molto giovane. Non ci sono problemi, signora. Per noi
qualsiasi persona è un ottimo cliente. L'importante è soddisfarla.
Arrivederci. Grazie.
E quella rivista dove ho letto l'annuncio è stata provvidenziale.
Chissà che non riesca a godere come una porca davanti a quel trio scatenato.
Non vedo l'ora di conoscerli.
Beh, vediamoci da fare, no?
Certo. In fondo lei ci paga per questo, no? Ciao.
Iniziamo.
Sì, è diventato.
Grazie mille.
Grazie.
Sì.
Ah, sì.
Che zucca troia.
Ah!
Grazie.
Guarda che me ce la prende il cazzo.
Così Mi piace questa vacuna Mi piace proprio
Scoprerai fino a domani
Così Sì, sì, sì
Sì, così dentro.
Ti piace?
Sì.
Stai facendo scoppiare questo cazzone.
Sì, dentro.
Così.
Grazie.
No, no, no, no.
Grazie.
Oh!
Nella figa. La voglio tutta nella figa, dai.
Fatti fermare.
No, no, no.
Mi fai godere così.
No.
Tutto se mi piace.
Tanti così e una piccolina.
Grazie. Grazie.
Così Così Così
Così
Così Così Così
Così! Così! Così! Così ti senti meglio!
Così!
Così! Così! Così! Così! Così! Così! Così! Così!
Così!
Così!
Così!
Così!
Così!
Sì,
sì, sì.
Grazie.
Sì! Sì! Ah, guarda come entra bene!
No!
Ah! Ah!
Così, in faccia si schizza.
Che
meraviglia!
Sì. Sì.
Ti è piaciuto, eh, proia?
Sì, mi è piaciuto.
Questi due cazzoni giganti.
Guarda come succhia ancora.
Ma allora è stato tutto un brutto sogno.
Beh, in fin dei conti, proprio brutto non direi. Voi che ne pensate? Eh?
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