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Original subtitles

È assurdo che nel 2019 si debbano ancora vedere queste cose.

Ha ragione. - L'immagine sgranata, i colori sbiaditi.

Non c'è luminosità. Sicura che è 4K?

Sì, certo. È pure scritto.

Bah! Vabbè. Quello quanto costa?

- Quattromila euro. - Se stasera chiudo un affare, quasi quasi lo compro.

Va bene? Tanto ne avete a bizzeffe.

- Buon Natale. Arrivederci. - Altrettanto.

Buon Natale. - Come ti sei vestito?

Ci siamo dimenticati degli ultimi.

Non li vediamo, siamo presi da cose futili.

Ma c'è un modo per aiutare gli ultimi.

Anzi, ce ne sono tre.

Pregare, pregare, pregare.

Chi prega non sbaglia mai e Dio li aiuterà.

Anche quest'anno saremo aiutati da Dio...

..a costruire il meraviglioso presepe vivente che dà lustro al nostro paese.

Perché il presepe non è solo la casa di Dio, ma è la casa di tutti noi!

Beh, adesso alziamoci.

Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente...

..creatore del Cielo e della Terra.

Diciassette. Vabbè, facciamo diciotto.

Ssh!

Bello! È veramente bello!

È una meraviglia.

- Che conti? Sono giusti, non ti fidi? - Sinceramente, no.

- Tu ti fidi di me? - Sinceramente? No.

- Ti saluto. - Rendiamo grazie a Dio! - No, rendiamo grazie a chi ci crede.

Ssh!

Qui più segatura. Ai tempi di Gesù, i falegnami lavoravano molto.

Perché? Lei c'era? - Non faccia polemica.

Il presepe è una cosa seria e soprattutto mettiamo più paglia nella capanna.

Qui nasce il figlio di Dio.

Ci rendiamo conto? Poi deve lasciare più spazio per il bue e l'asinello.

- Padre, venga qua. - Non so più... - Venga.

Che meraviglia! Abbiamo aspettato tanto, ma è valsa la pena.

- Però c'è un problema. - Che c'è? - La gru per portarla in alto.

- Raffaele ha avuto un lavoro e non ce la dà più. - Come facciamo?

- Dobbiamo metterla per forza sulla chiesa in alto? - Certo.

Si chiama "stella cometa" perché sta in alto. La metto ad altezza d'uomo?

- Allora come facciamo? - Ci vorrebbe un miracolo. - No, ci vorrebbe una gru.

Eppure...

Forse, forse, so io a chi chiederla.

Padre nostro che sei lassù, fai arrivare un'altra gru.

Padre nostro, facci un gesto e fallo pure molto presto.

Più forte, sennò nostro Signore non ci sente.

- Padre, sono arrivati quelli della televisione. - Continui lei.

Più forte! Padre nostro che sei lassù, fai arrivare un'altra gru.

È un appuntamento molto atteso.

Il 20 dicembre sarà acceso l'impianto d'illuminazione esterna della cattedrale.

È un grande lavoro che restituirà luminosità alla parte alta del monumento.

Fino a oggi era rimasta nascosta. Ora risplenderà l'intera piazza.

Passiamo alla cronaca. Nessuna novità riguardo al furto dell'ostensorio...

..risalente al XVII Secolo, compiuto la notte scorsa al Museo di Arte Religiosa.

Non è chiaro perché i malfattori abbiano manomesso l'impianto di riscaldamento...

..anziché il sistema di allarme.

Voltiamo pagina. Si avvicinano le festività natalizie.

A Roccadimezzo Sicula si lavora per l'allestimento del presepe vivente.

I lavori procedono senza sosta.

A breve io e la mia perpetua cominceremo i provini per i ruoli principali.

- La Beata Vergine, San Giuseppe, i Re Magi. - C'è il momento tanto atteso.

Sì, anche quest'anno tutti i cittadini di Roccadimezzo Sicula...

..e tutti coloro che vorranno potranno ammirare la statuina del Bambin Gesù.

- Eccola. - Si attribuisce a Giovan Battista Mazzolo.

- È uno degli scultori più influenti del XV Secolo. - Così dicono.

Di sicuro agli ascoltatori non interessa il valore materiale...

..ma ciò che la vita di Gesù rappresenta per ognuno di noi.

- Da Roccadimezzo Sicula è tutto. - Quando lo vediamo? - Al TG di stasera.

Non è male.

Però la devo richiamare, il bastone è sbagliato.

San Giuseppe aveva il bastone con la punta tonda. Comunque non inficia.

- Depenni. - Giuseppe, non contano le comodità.

In questa capanna arriveranno i Re Magi.

"Non contano gli agi, in questa capanna arriveranno i Re Magi."

Ho impiegato sei mesi per scrivere queste rime. Sei mesi, giorno e notte.

Maria, guarda che bello! Ci scalderanno il bue e l'asinello.

- Signor Giovanni, le faremo sapere. - Dice sempre così. Faccio provini da anni.

Maria, non ne parliamo più.

È nato un bambino. È nato Gesù.

- Il prossimo! - In Egitto dovete scappare perché Erode vostro figlio vuole ammazzare.

- Signor Giovanni, può fare l'angioletto? - Mi ha riconosciuto.

Siam giunti a Betlemme sui nostri cammelli...

..portando i regali più ricchi e più belli.

Giuseppe, questa è una manna!

- Fermiamoci qui, in questa capanna. - Le faremo sapere.

- Ho portato la mirra. - Signor Giovanni.

È possibile che non ci sia uno all'altezza della situazione? Uno!

- Allora non facciamo il presepe quest'anno? - È mai possibile non farlo?

- Io faccio la Madonna e lei San Giuseppe? - Non si scherza su queste cose.

- Facciamo un altro annuncio e cerchiamo candidati. A domani. - No! Pure domani?

- C'è l'ultimo San Giuseppe. - Un altro? - Sì. - Posso immaginare!

Avanti!

- Buongiorno, padre Valentino. - Mi conosce? - Ho potuto apprezzarla in TV.

Prego.

Un attimo, per calarmi nel personaggio.

- Beh. - È difficile il personaggio di San Giuseppe.

- Fondamentale. - Basilare.

Ecco qui la nostra meta, ci sta pure la cometa.

Se la vista non mi inganna, siamo giunti alla capanna.

Sì, Maria, vedo il bue, ma le bestie sono due.

Manca l'ultimo tassello, faccio entrare l'asinello.

- Bravo! Veramente bravo. - Bravo.

Quando il testo è scritto bene, è facile calarsi nel personaggio.

- Le piacciono le mie rime? - Ah!

Per me, da credente, interpretare questo personaggio sarebbe un'emozione unica.

Io le faccio i complimenti per tutto. Per la barba, per il bastone.

- Posso avere il privilegio di abbracciarla? - È un onore.

La sua interpretazione mi ha commosso. Grazie!

- Ho provato un'emozione così solo quando ho incontrato il Santo Padre. - Sono lusingato.

Non mi dica nulla ora, mi faccia sapere.

Non ho mai visto un San Giuseppe così contenuto.

Si vede che è una persona perbene, sincera.

Dio ha voluto mettere questo uomo sul nostro cammino.

- Questi sono i buoi candidati per la capanna. - Non lo so.

Non lo so perché quello non ha l'occhio consapevole del momento.

Invece quello ha uno sguardo più profondo, più adatto alla circostanza.

Però la forma della bocca mi lascia un po' perplesso.

Ssh!

Vieni da papà.

- In paese i buoi sono finiti. - Cerchiamo nei paesi limitrofi.

- Buongiorno. Buongiorno. - Ricorda? Voleva vederli nel contesto.

È vero! Visti nel contesto, sembrano perfetti.

Vi faremo sapere. Grazie.

Depenni. Qui non c'è proprio...

Le chiavi? Le chiavi...

Padre, dove va? Dobbiamo guardare gli asinelli arrivati al ballottaggio!

San Giuseppe?

Al ladro!

Al ladro! Al ladro!

Prendetelo!

- Oh! Che ci frega? Andiamo via. - Infatti.

Bimba!

Grazie.

Scusa, bimba. Hai visto...

San Giuseppe!

Fermati!

- Ladro! Fermati! - Fermati tu!

Fermati, Dio ti guarda!

- Digli di girarsi dall'altra parte. - Fermati, ladro!

Al ladro! San Giuseppe!

Tu chi "minchia" sei?

San Giuseppe!

Fermati!

Fermati!

Oh!

Tanto casino per un Bambinello? Se avessi rubato il presepe, che avreste fatto?

Che state facendo?

Non dovete arrestare lui! Non è...

Piano, piano. Mi fai male!

Piano! Il prossimo anno, tu non fai il presepe.

Fate silenzio e state in fila. Rivoltoso, tu vai lì.

- Ladro, tu di là. Che fanno? - Ci dividono.

I rivoltosi sul carro e ai ladri tagliano la mano.

- Rivoltoso, da sempre, di famiglia. - Rivoltoso.

Dove mi portate? Mi aspettano per fare il presepe.

- Che succede? - I Romani fanno degli arresti per sedare le rivolte.

Ma non ci riusciranno! Erode è un pupazzo nelle mani di Augusto.

Augusto, i Romani. Quanto è grande il presepe che hai fatto?

- Dove siamo? - Siamo in Giudea.

Basta con questa pagliacciata!

Un minuto fa eravamo a Natale e ora siamo a Carnevale! Guardali.

Da che cosa siete vestiti?

Vai!

È colpa tua. Se non fossi stato un ladro, non saremmo finiti qua.

- Colpa mia? - Sì. - È colpa tua che mi insegui. Non sei un carabiniere.

Sei un prete. Fai i matrimoni e i battesimi. Per colpa tua, sono finito tra i pazzi.

- Lavorate! Silenzio! - Vabbè, minchia.

- Quando finiamo? - Finire? Le strade di Roma arrivano in tutto il mondo.

- Io sono qui da dieci anni. - Dieci anni?

State facendo la Gerusalemme-Reggio Calabria?

In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Benedici questo cibo.

- Non ha fatto in tempo a benedirlo? - Non si scherza con queste cose.

Tieni, ti offro il mio. Mangia. Tanto so che è un incubo.

Ora mi addormento e domani mattina sparisci pure tu. Così, via.

- Finalmente! Quanto ci avete messo? - C'è il censimento. I Romani sono ovunque.

Censimento?

Allarme! Gli Zeloti ci attaccano!

Scappa! Di qua! - Andiamo!

Sono tutti esauriti. Andiamo! - Dove? - Io torno a casa.

Tu fai quello che vuoi.

- Sarà perché l'altro giorno pioveva e oggi no? - Rassegnati.

Siamo finiti nell'Anno Zero, ai tempi di Gesù.

Com'è possibile? Ora che facciamo?

Che facciamo?

- A pensarci, una speranza ci sarebbe. - Cioè?

- Hai sentito che c'è il censimento? - Sì.

San Giuseppe e la Madonna vanno da Nazareth a Betlemme per farsi censire.

Noi troviamo la Madonna e ci facciamo fare il miracolo di tornare nel 2019.

- Dalla Madonna. - Gesù è troppo piccolo. - La Madonna, i miracoli.

Io non credo a queste cose! Credo solo alle cose razionali.

Ti sembra razionale finire nell'Anno Zero?

- Fidati di me, ci serve un miracolo. - No.

Ci serve un fabbro. Andiamo.

- Che c'è di così importante? - Mio re, non ho buone notizie.

Le stelle mi hanno rivelato che il futuro è nefasto.

Noi cambiamo il futuro.

Nascerà un bambino che diventerà l'unico e incontrastato re dei Giudei.

Dove trovo questo fenomeno?

Le stelle non mi hanno rivelato altro. Io vedo solo due stranieri.

Soltanto loro potranno darti le risposte che cerchi.

Due stranieri! Dove sono?

Questo non lo so, ma so che vengono da lontano.

- Quanto lontano? - Da molto lontano.

Sei troppo vago per essere un indovino.

No, per favore! Per favore!

Signore, non lo faccio più. Non rido più! Lo giuro!

Trovate questi due stranieri che vengono da molto lontano e portateli qui.

Non ce la faccio più! Ho fame, ho sete. Fermiamoci.

Alla prossima oasi di servizio, ordiniamo due panini e una minerale.

Oppure vuoi l'aranciata? Ma cammina!

Ahi! Alzala.

- Chissà se c'è acqua! Quanto sarà profondo? - Vediamo subito.

- Che cos'è? - Fatti gli affari tuoi! Attrezzi del mestiere.

Tu hai il crocifisso, io ho il metro.

- Cinque metri e trentatré, trentaquattro. - Cinque metri?

Cinque metri?

Sono pietre antiche, modelli vecchi. Non vanno a velocità.

Oh!

- Buongiorno. - Buongiorno. - Hai acqua?

Senta, qual è la città più vicina?

- Oltre le colline, c'è Betlemme. - Allora lei conosce Giuseppe e Maria.

- Lui ha la barba, il bastone con la punta tonda. Lei è incinta. - No.

- Conosci un fabbro? - No. - Non conosce niente.

- Conosci me? - No. - Manco a me conosce.

Vabbè, se chiedevo all'asino, facevo prima. - No. - Andiamo.

Ti rendi conto? Questa è la città dove è nato Gesù.

- Vedrai, la Madonna ci fa il miracolo. - Andiamo, dai!

Piano. Non tirare, scivolo!

Non fare vedere le catene.

- Date qualcosa. Ho fame! - Pure noi.

Le tasse si pagano.

Si pagano tutte. Senza tasse come facciamo?

Guardate!

- Che volete? - Perché li tratti così? - A me i bambini mettono ansia.

- Siete stranieri? - Sì. - Venite da lontano? - Da molto lontano.

- Scommetto che vi serve un fabbro. - Perché? Si vede?

Eccolo.

- Sicuro che è bravo? - No, è l'unico che c'è.

- Andiamo? - Andiamo!

Buongiorno. Scusi.

Intanto la ringraziamo per l'attenzione che ci sta prestando.

Oh!

- Grazie! - Grazie.

- Grazie? Trenta sicli. - Eh?

- Trenta sicli! - Che sono i sicli?

- Siamo arrivati da poco e abbiamo lasciato i soldi a casa. - Trenta sicli!

- Facciamo una cosa, lei segni. - Esatto. - Noi ripassiamo, siamo sempre qua.

Le catene, un braccialetto, la collana. Troviamo sempre una cosa da tagliare.

Adesso è meglio tagliare la corda. Grazie, arrivederci.

- Qui non ci piace la gente che non paga. - Chi non vuole pagare?

- Io pago, lui non vuole pagare. - Io voglio pagare. - Che paghi?

- Tu vivi di elemosina. - Io pago e prego. - Che dici? Sentite.

C'è stato un fraintendimento. Facciamo così. Vai a sederti, parlo io con loro.

Metto tutto a posto. Vai, ci penso io.

Posso dialogare con voi? Siete due persone meravigliose.

Si vede a occhio nudo.

Quello.

Questi sono pazzi. Per trenta sicli volevano tagliarci la mano.

- Devi capirli, è gente di duemila anni fa. - Sono barbari. - Appunto.

- Com'è finita? - Non paghiamo. - Bene! - Però la tagliano a te.

- Sei pazzo? - A te basta una mano per benedire. Fermo, Nicodemo!

- Sono amici miei, sono rivoluzionari. - Sì, viva la rivoluzione!

Eravamo io, lui e Garibaldi. Siamo arrivati a Marsala insieme ai Mille.

- Ci chiama Cavour e dice: "Domani o Roma o morte". - Quello era Nino Bixio. - Eh!

- Che bastardi! Io odio questi Romani. - Isacco, smetti di dire queste cose.

- Padre, per te dovremmo stare sempre zitti. - Isacco ha ragione sui Romani.

Un po' di tempo fa, da noi si diceva "Roma ladrona".

Poi lo hanno dimenticato.

Roma ladrona.

Roma ladrona. - Roma ladrona.

Almeno i Romani pagano, voi no! Mi dovete trenta sicli, io non dimentico.

Tu venderesti i tuoi figli ai Romani, se ne avessi.

Rebecca, non è questo il modo di parlare.

- Scusala, Nicodemo. Non succederà più. - Mi dovete sempre trenta sicli!

È quasi pronto, venite a mangiare.

Che fai? Non è un gioco per bambini. Questo taglia, è pericoloso.

- Perché metti le mani? - Sara, non dare fastidio. - Mamma, è bellissimo.

- È tua mamma? - Sì.

- Poi quei Mille? - Quali Mille? - Quelli vestiti di rosso.

Vedete? Il buon Dio segue i nostri passi.

Vigila sulle nostre azioni e giudica le nostre opere.

Voi dovete ricordarlo sempre. Non dovete dimenticarlo mai, per tutta la vita.

Quando i Borboni vi hanno accerchiato, avevate paura? - No.

- Io non conosco la paura. - Sara, lasciali in pace. Sono stanchi.

- Vai a prendere un po' di acqua. Accomodatevi. - Grazie.

Non vi lavate?

- Vedi? Però sono puliti. - Sì.

Però ha uno strano odore. - È curcuma, per disinfettare.

Ssh!

Veniamo da lontano, quindi...

- Prego. Grazie. - Ci siamo rinfrescati bene.

Finalmente una cosa da mangiare!

Scusate. È per tutti.

Prima di cominciare, ringraziamo Dio per il cibo di questa sera.

Tu ringrazi Dio, ma noi lavoriamo tutto il giorno e i Romani ci prendono il raccolto.

- Dobbiamo ribellarci. Non siamo tanti, ma insieme agli altri... - Ci ammazzano.

- Giusto. Intanto... Gli Zeloti sono pronti. - Non è questa la strada.

Preghiamo Dio e lui risolverà ogni cosa.

- Giusto. Se uno prega, non sbaglia mai. - Non si può vivere così.

Siamo alla mercé di Erode e dell'esercito romano. Quanto ancora dobbiamo sopportare?

- Mia sorella ha ragione. - Domani loro si sposano e non hanno neanche il banchetto.

- Ci hanno preso il montone per festeggiare. - Abbiamo detto che avevamo solo quello.

- Ma loro non hanno sentito ragioni. - Prendi la palla al balzo e non ti sposi.

Salvo, ci racconti della rivoluzione che avete fatto con il popolo dei sigari?

Eravamo io, lui, Fidel Castro, Che Guevara e uno sparuto gruppo di combattenti.

Ricordi? Siamo arrivati a Cuba e c'erano cinquecento nemici ad attenderci.

Dopo due ore, sul campo c'erano cinquecento cadaveri.

Spostati!

Non so più come dirglielo. Vengono da Nazareth, sono su un asino.

Lui si chiama Giuseppe. Ha un bastone con la punta tonda.

- Ha la barba lunga e sua moglie è incinta. - Ma il figlio non è di lui. - Esatto.

- In che senso? - Il vero padre del bambino è il padre di tutti noi.

- Che dite? - Questo è niente, maresciallo. Padre e figlio sono la stessa cosa.

- Se dici "papà", si girano tutti e tre. - Tutti e due. - C'è pure lo Spirito Santo.

Tutto inizia con l'arrivo dell'arcangelo Gabriele che dice...

Gabriele, Gabriele...

- Che fa? - Ma che...

Non può trovare Gabriele perché non si può censire.

- Gabriele non lo vede nessuno. - Lo vede solo la Madonna.

Lui arriva da Maria e le fa l'annunciazione.

"Maria, tu partorirai il figlio di Dio!"

- "Maria, tu partorirai il figlio di Dio! Maria..." - Basta! Abbiamo capito.

- Questo è successo nove mesi fa. - Il figlio di Dio si chiama Gesù.

- Gesù. - Gesù.

Gesù!

- Manco Gesù? - Manco il catechismo! - Gesù!

Gesù! Guardi.

- Questo è lui da grande. - Andate a raccontare queste favole a qualcun altro!

- Qui devo lavorare! - È importante. - Il prossimo. - Piano.

Ti ho detto che non esistono.

- Giuseppe che lavoro fa? - Che lavoro deve fare! Parla di gente immaginaria.

- Fa il falegname. Tu lo conosci? - Lui no. Forse conosco suo cugino.

Non sappiamo come sono fatti, ma sono stranieri e vengono da lontano.

- Da molto lontano. Non lo so, non li ho visti. Lo giuro. Stavo lavorando.

Così, invece di lavorare, stai attento a chi passa.

Puoi essere più preciso? Loro devono sapere quando arrivano.

- Non lo so! Dovrebbero arrivare tra un paio di giorni. - Sei sicuro?

Mia sorella è arrivata ieri da Nazareth. Dice che sono partiti subito dopo di loro.

- Hai perso! - Voi mi avete distratto. Ora mi pagate per l'informazione.

- Non abbiamo soldi. - Allora andate via. - Non ne abbiamo. - Via!

Via!

Hai sentito? Non sono arrivati. Quindi Gesù deve ancora nascere.

- La Madonna ci fa il miracolo di tornare indietro. - Io sono affamato.

- Mi basta il miracolo dei pani e dei pesci. - Come la chiamo? Santissima Madonna.

- Oppure Sua Altezza Santissima. - Chiamala come vuoi, tu sei il tifoso.

- Di chi parli? - È una lunga storia. Posso chiamarla Sua Maestà.

Chiamala Vostro Onore. Andate, ho da fare.

- Che cosa? - Devo salutare dei parenti. - Posso venire pure io? - No, amore.

Queste sono cose da adulti. I bambini non possono farle.

Salutare i parenti è pericoloso.

- Andate. - Eccellentissima va bene.

Pagare le tasse è giusto.

Non sorride. Sorridi! Ci vediamo il mese prossimo.

Procediamo.

Quanti bei pesci!

- Ecco. - Hai messo tutto dentro?

Va bene, vai.

Maria, il momento è arrivato, ma locande libere non ho trovato.

Giuseppe, questa è una manna. Fermiamoci qui, in questa capanna.

- Bravi! - Questo quando è successo? - Se Dio vuole, succederà tra poco.

- Senti le grida? Mia cugina sta partorendo. - Pure qui aspettiamo un bimbo.

Aiutami!

Respira! Calma e respira. Respira.

- Respira! - Respira tu, è il quinto figlio!

Spingi. - Spingi, spingi.

Ecco!

Otto e cinquanta. Vabbè, facciamo nove.

Ssh!

È sempre bello vedere un bambino nascere.

- Avete deciso come chiamarlo? - Ancora no.

Ho tanti figli. Tu come lo chiameresti?

Calogero.

Calogero.

È un nome inusuale, però mi piace. Lo chiamerò Calogero.

Benvenuto, Calogero.

- Ciao, Salvo! - Che fai lì?

Tranquillo, ti aiuto io.

- Che fai? Quello taglia. - Lo so.

Vai via! No.

Ma che... No, no!

Ti sei fatto male?

Scappa!

Scappa!

- Stavi per rovinare il mio piano. - A me sembra di no.

- La strada è giusta? - Sì, è una scorciatoia.

Qui non ci sono uomini di Erode né Romani.

Appena arriviamo, ti do due mele, poi ognuno per la sua strada.

- Non dire a nessuno di quello che c'è qua dietro perché è roba mia. - Fidati.

- Tu non sei sposato, vero? - No. - Non hai bambini? - No!

- Allora è perfetto. - Che cosa? - Tu non hai bambini e io non ho un papà.

- Perché non hai bambini? - Per cortesia, non ne posso più! - Guardate!

Salvo ha portato da mangiare per festeggiare il matrimonio di Davide e Noa.

Che è? Va bene!

No! Perché? Va bene.

- Va bene. Via, sennò mi viene il prurito. - Grazie.

È molto bello quello che hai fatto per noi.

Sorridi, altrimenti si vede che è la tua prima buona azione.

Agli sposi! Che la benedizione di Dio scenda su di voi.

Calogero.

- Il vostro come si chiama? - Elia. - Elia, ti presento Calogero.

È stato un po' rischioso.

Però, non potevo non portare la bambina.

Mi racconti com'è andata?

Ho capito che il tetto era l'unica via di accesso.

Sono arrivato su. Ho calcolato che erano trentadue, trentaquattro metri.

Ho calato la corda e sono sceso come un fuso.

- Pericoloso! Hai rischiato tanto. - L'ho fatto per gli sposi.

Ci si sposa una volta sola, è il giorno più bello.

Tu perché non sei sposato?

Me lo ha detto Sara.

Noi rivoluzionari siamo sempre in giro per il mondo a combattere.

Una sommossa qui, una rivolta lì. Che faccio? Mi porto la famiglia?

Ormai siamo stranieri in casa nostra.

- A proposito di stranieri, Erode ne sta cercando due. Siete voi? - No.

Nessuno sa che siamo qui.

Non lo sapevo manco io!

Noi rivoluzionari non lasciamo mai traccia di noi, se non nella storia.

- Avete visto quanto è bello Calogero? - Calogero, a Betlemme.

Sì. Gliel'ho messo io! Mio padre si chiamava Calogero.

- Devi vedere come ride! - Perché non sa come si chiama.

- Auguri! - Grazie. - Grazie.

- Mi dispiace, io non ho portato niente. - Il vostro regalo è la vostra presenza.

A Salvo e Valentino, entrati nella nostra comunità come un raggio di sole!

- Evviva! - Eccovi qua, straccioni!

Spaccate tutto!

Vi siete divertiti con la mia roba!

Tranquilli, loro mi hanno dato i trenta sicli.

- Se continua così, preferisco morire. - Almeno ci avrò provato. Smettila.

Figlia mia, ascoltami. La violenza non porta niente di buono e tu lo sai.

Tu sei cieco. Per te anche Nicodemo era una brava persona.

Isacco, che gioia rivederti!

- Fratelli. - Li ho chiamati io, padre.

Oggi non siamo più soli. Abbiamo Ezechia e i suoi compagni. Ci uniremo a loro.

Vi uccideranno tutti.

Preferisco morire una volta sola che tutti i giorni.

Fratelli, il destino ci ha servito la vendetta su un piatto di argento.

Stasera Erode incontrerà il governatore romano alle terme. Sono molti più di noi.

Se li cogliamo di sorpresa, possiamo farcela. Alcuni di noi si nasconderanno qui.

Altri staranno alle spalle.

Qui ci sono le sentinelle che due di noi dovranno uccidere, prima che diano l'allarme.

- Chi vuole andare? - Io! - No!

Per fare questa azione, ci vuole gente esperta. Solo loro possono farlo.

Sono esperti di rivoluzioni.

Se voi continuate a mandare gente esperta, non imparate mai.

- Non mi fido di quello lì. Riconosco le carogne dall'odore. No.

- Loro hanno girato il mondo combattendo per la libertà. È vero. - Vero.

Va bene, sgozzerete le sentinelle prima che diano l'allarme.

Sgozzarle?

Preferisci strangolarle? Dà più piacere, ma ci vuole più tempo.

- Che volete fare? - Basta mettersi d'accordo.

Non vorrei che alcuni strangolano, altri sgozzano e non siamo coordinati.

Scorrerà del sangue, non sono ammessi ripensamenti.

Se qualcuno indietreggia...

Dio, Gesù, Madonna e santi, chiedo aiuto a tutti quanti.

Madonna addolorata, fai passare la nottata. Vergine gloriosa, fai succedere qualcosa.

- Prega... - So che tu e il tuo amico avete fatto tante battaglie.

Sì, anche se io dico sempre "ama il prossimo nemico tuo come te stesso".

Mi piacciono gli uomini che rispettano il nemico.

Sai che sei un bel bocconcino?

- Ti desidero! - Non desiderare la roba di altri, è peccato.

- Poi non si può fare più niente. - In battaglia stammi attaccato, proteggimi.

- Conta su di me. - Mi sento sicura vicino a te.

Sei preoccupato? - Non per me, sono preoccupato per voi.

Se vi succede qualcosa, Sara rimane sola.

Quasi quasi rinuncio io. Ho fatto mille battaglie, divertitevi voi.

- Andate voi. - Non ti preoccupare.

Tieni, è un portafortuna.

Era di mio marito.

- Era? - È morto in battaglia quando Sara aveva sei mesi.

Fratelli Zeloti, è giunto il momento.

Aspetta. Quando hai dato il portafortuna a tuo marito per l'ultima battaglia...

..gli hai dato anche un bacio?

Devo confessarmi! Una donna mi ha baciato.

Se tutto va bene, tra poco ti confessi con il tuo principale.

Siete pronti? - Finalmente! - Bene, in marcia.

Andate, è il momento. Un colpo alla gola. Quando avete fatto, dateci il segnale.

Se ci ripensate...

Carissimo governatore!

Mi prostro davanti a te e alla potenza di Roma.

- Detesto gli adulatori. Dove sono gli asciugamani? - Gli asciugamani?

Preparate gli asciugamani per il governatore.

Gli ho rotto il braccio con un colpo.

Poi ho detto: "Ora non dovrai fare la fatica di lavarti due mani".

Vieni.

Strillava come un pollo.

Gli ho detto: "Così impari a fare il rivoluzionario" e l'ho messo in prigione.

Erode lo ha saputo?

- Sono lì. - Che facciamo? Ezechia ci ammazza se torniamo indietro.

- Non c'è scelta, dobbiamo andare avanti. - Vuoi ucciderli? - Zitto.

- Nascondi l'arma e seguimi. - Che dici? - Cammina!

- Fai fare a me, ho un piano. - Mi implorava di non fargli male.

Che volete? Parla!

- Volevamo fare un bagno alle terme. - Questa sera è impossibile, c'è il re.

C'è il re! Ecco perché.

- Che vuoi dire? - Perché...

- Lui ha detto che fuori c'è gente armata. - Non ho detto niente.

- Non è vero. - Sono armati fino ai denti. - Dai l'allarme. - Che dici?

- Io non lo sapevo. Ho fatto il mio dovere di cittadino. - Non lo ascolti.

- Levatevi di mezzo! - Arrivederci. - Andiamo via. Che hai fatto?

Vieni! Vieni.

No... No!

- Che ho fatto? - Fermi! - Non muovetevi!

È una trappola.

Maledetti!

Andiamo.

Che privilegio! Gli Zeloti.

- Li hai mandati a morire! - Volevi morire tu?

- Ora come facciamo a chiedere il miracolo alla Madonna? - Basta con queste fesserie!

- Sei un egoista. Pensi solo a te stesso e non agli altri. - Tu che fai per gli altri?

Te lo dico io, preghi e basta, perché credi nel tuo Dio e non in te stesso.

Ora ti comunico che mi hai rotto le scatole. Vai per la tua strada e io per la mia.

- Va bene, pregherò per te. - Bravo, prega, così non sudi.

Oh! Guarda là.

Allora esistono.

- Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. - Scusate, voi chi siete?

- Aah! - Fai qualcosa, sta partorendo!

- Com'è possibile che quando arrivo io, partoriscono? - Dovevi fare l'ostetrico.

- Dai! - Andiamo, Sua Maestà.

Penso io a tuo figlio!

Sua Maestà, il presepe è una cosa seria.

Scusi se la tocco.

Però dovrebbe spostarsi più in là, sennò decentra la capanna.

- L'asino deve stare qua? - Riscalderà il bambino.

- Si muore di caldo! - Lei faccia il santo, io faccio i presepi.

Perfetto, ci siamo quasi. Salvo, devi farmi una cortesia.

- C'è tutto, manca solo il bue. - Dove lo trovo? - Dove vuoi, però trovalo.

- Io lo trovo, ma poi lei fa il miracolo, con le buone o con le cattive. - Sì, vai.

Ecco, state fermi così. Faccia vedere la mano. Ce l'ha, la faccia vedere.

La pancia. Spostiamo il bastone, così si vede bene. Perfetto.

Aspettiamo il bue, la cometa e possiamo partorire.

- Preoccupato? - Un po'. - L'ho capito perché mi stai ipnotizzando.

- Cammini avanti e indietro. - Speriamo che sia un bambino tranquillo. - Sì.

Sarà un bambino tranquillo. Le cose si complicano dopo i trent'anni.

Fa le cose che fanno tutti.

Moltiplica i pani, cammina sulle acque, resuscita i morti.

- I morti? - Ci hanno fatto quattro vangeli e un sacco di film. Io non ci credo, però...

Posso parlarti sinceramente? Io ti ammiro. Tu, pur sapendo di non essere il padre...

- Come? - Sì, lo sanno tutti!

Io non avrei accettato un figlio mio, figurati uno che non è mio!

Buon Natale!

Io non vorrei insistere, non è da me.

Però il bambino si deve chiamare Gesù.

- Mio suocero si chiama Matusalemme. - Non dargli il nome di mio padre. - Perché?

Ha ragione, con tutto il rispetto. Deve essere Gesù, è sempre stato così.

- Che fa, dice "ecco il corpo di Matusalemme"? - Non suona bene.

Con tutto il rispetto, si deve chiamare Gesù. Glielo dica lei, San Giuseppe.

- Giuseppe? Io mi chiamo Giovanni. - No, avrà capito male quando è nato.

- Deve chiamarsi Giuseppe. - Vuole sapere meglio di noi come si chiama?

- Susanna, chi è questo Giuseppe? - Non lo so.

Giovanni, Susanna. Dobbiamo ristampare i santini?

Sono arrivati i Re Magi.

Signori Magi, purtroppo ci siamo sbagliati. Sembravano loro.

La barba, il bastone, la capanna. Però, in effetti, mancava la cometa.

- La cometa conta. - È importante. - Lui mi ha rubato il bue.

No, non l'ho rubato! L'ho preso per il presepe.

Finisce Natale e passa tutto.

- Poi me lo ha chiesto lui. Tagliate la mano a lui. - Non c'è bisogno.

Non siamo ladri, siamo stranieri. Veniamo da lontano.

- Quanto lontano? - Molto lontano.

- Seguiteci. - No! Natale con i suoi, Capodanno con chi vuoi.

- No! - Andiamo.

Non c'è bisogno di fare così. - Cammina!

- Susanna, chi è Giuseppe? - Non lo so.

Guardate che dentatura! Guardate come sono fatti.

Hanno braccia forti!

- Inginocchiatevi di fronte al grande Erode. - Erode?

Che fate? Alzatevi.

Gli stranieri sono bene accetti qui.

Anzi, io sarei onorato se accettaste il mio invito per la cena di stasera.

Ci piacerebbe molto. Però siamo sporchissimi.

Un'altra volta andiamo a mangiare tutti insieme.

Non vi dovete preoccupare, avrete tutto il tempo per prepararvi.

Abbiamo tante cose da dirci, no?

Gratta, gratta, gratta. A destra.

Gratta, gratta. Aah!

- Parlano tanto male della schiavitù, ma è una cosa meravigliosa. - Che dici?

- Erode è una persona deliziosa. - Perché non conosci la storia.

Ha fatto uccidere cognato, moglie e due figli per mantenere il trono.

- Ha fatto uccidere tutti i parenti. - Noi non siamo parenti. Che mi frega!

Goditi la vita! Perché sei nemico della contentezza?

Erode è cattivo? È una balla!

Avete una paperella per passare il tempo?

Quanto è bello l'Anno Zero!

Eravamo io, lui, Magellano e Marco Polo.

Io ho detto: "Marco, il futuro è la Cina".

- La Cina. - La Cina, Erode!

La Cina, fidati. Non sottovalutarli pure tu!

- Si aprono un regno qui accanto e ti fanno chiudere. La Cina. - La Cina.

- Erode, è arrivato il commerciante di stoffe. - Ora non parliamo di stoffe.

Sono qui per il piacere di incontrarti e di rinnovare la nostra amicizia.

Isaia, Isaia!

Se tu fossi un amico, faresti anche prezzi da amico.

No?

Ah! Sei scemo?

Fatti una risata!

Signore, mi sono permesso di portare in dono una delizia della mia terra.

È in segno della mia riconoscenza.

I cannoli.

- Quindi tu sei di Siracusa. - Sì, conoscete? - Certo.

Io ho mia zia Stefania a Siracusa.

È sposata con zio Angelino che ha il negozio di frutta e verdura a Ortigia.

Tu prendi Corso Gelone...

- Vabbè, che ti spiego? - Compare, se venite in Sicilia, dovete cercarmi.

- Siete ospiti miei, tutto pagato. - Compare, tu quando parti? - Dopodomani.

- Compare, se volessi venire con te? - Compare, quando vuoi.

Propongo un brindisi ai miei due gentili ospiti che vengono da molto lontano.

Che persona meravigliosa! Ce ne fossero da noi!

Un brindisi anche al mio amico Isaia...

..e ai suoi favolosi cilindroni.

Cilindroni?

Si chiamano così perché hanno la forma a cilindro.

- Che c'entra? - Che dici? - Manco avete messo cioccolato e canditi.

- Questo non somiglia al cannolo. - Si chiama così perché è a forma di canna.

Ancora siete all'Anno Zero. Cannoli.

Bello, cannoli. Mi piace. Cannoli.

È arrivato! Non ti deve piacere, si chiamano "cannoli".

Da noi se ne mangiano tanti, specie in questo periodo. È un'usanza.

Che altre usanze avete?

- Ventiquattro. - La Vigilia.

È uscito l'ottantuno?

No.

- Settantadue. - La ruota.

- È uscito l'ottantuno? - No.

Indovino. Che numero è?

- Dodici. - Sì, vabbè!

- Che indovino sei? Cinquantuno. - Il lupo.

- È uscito l'ottantuno? No. - Però il banco ha fatto cinquina.

- No! - Succede.

- Trentatré. - Gli anni di Cristo. - Chi?

Vabbè.

Oh! Ottantuno!

È uscito l'ottantadue?

Lo prendo io perché tu...

- Tieni. - Venti. - Il Bambinello.

A proposito di bambino...

Che cosa sapete della nascita di questo futuro Re dei Re?

Eh? No, no. Ve lo chiedo, perché vorrei adorarlo anche io.

- Vorrei adorare il re dei Giudei. - Io manco ci credo. - Fai male.

Bisogna sempre credere ai re e inchinarsi alla loro magnificenza.

Quarantasette.

Allora?

- Non è bello quello che state facendo. - Lo so.

Io vi ho ospitato in casa mia, vi ho dato da mangiare, vi ho dato da bere.

Pensavo che fossimo amici e per me gli amici sono come i parenti.

No, Erode. Una cosa sono gli amici e una cosa sono i parenti.

Ahi, ahi!

Ottantadue.

Chi di voi due mi dirà dove si trova questo bambino, avrà salva la vita.

- Tu, lo sai? - Giuro, non so di quale bambino stiamo parlando.

Tu, lo sai?

- No. - Grazie. - Adesso vedremo se parlerete.

Peccato, ancora un numero e facevo tombola.

Non parliamo. - Sennò ammazzano Gesù. - Che mi frega di Gesù!

Se non parliamo, non ci ammazzano. Gli serviamo vivi. Zitto, mi raccomando!

Zitto!

Almeno sono sterilizzati? Così mi viene qualche malattia!

Sono allergico alla tortura! Aspetta. Conosciamoci, facciamo amicizia.

Fatemi quello che volete, non parlerò mai. Morire da martire è un onore per me.

Chissà se il tuo amico la pensa come te.

Ahi!

Mi fai male!

Ho detto che mi fai male!

Sei scemo? Mi fai male!

Ahi! - Basta, non accanitevi con lui.

Allora, dov'è il bambino?

- La cometa. Fai male! - Arriverà una cometa luminosissima.

Seguitela e vi porterà da lui.

- Bene. - Ahi!

Ahi!

Siete dei vigliacchi. Bastardi! - Maledetti schifosi!

- Sono vivi. Carogne. Avevo detto che siete delle carogne!

- Traditori! Vigliacchi! - Quando usciamo...

- Quando usciamo, voi siete morti. - Siete morti! Taci!

Pensi davvero di uscire?

Tu sei morto. Siete tutti morti!

La fossa è pronta. Chiudi.

Ahia! Sono sbruffoni.

Minacciano, ma noi gli serviamo vivi. Se non parliamo, non ci ammazzano.

A me hanno dato due frustate, poi hanno capito che sono un duro e hanno smesso.

Abbiamo fatto bene a non parlare. Il piano è perfetto.

Dico. Abbiamo fatto bene a non parlare, così non ci ammazzano.

- Ho detto tutto. - Come hai detto tutto?

Ti avevo detto di non parlare!

Non bisogna fidarsi di nessuno. Perché lo hai fatto?

Ti avrebbero ucciso e tu non c'entri in questa storia.

Volevo salvare un amico e non ci sono riuscito.

Noi non siamo amici.

Stella, stellina...

Dove sei?

Sveglia! Oggi è una bella giornata per morire. Che la festa cominci!

Apri la porta. Ehi, sveglia!

- Allora? Chi vuole morire per primo? - Cominciate da me. - Alzati.

Aspetta, venga pure io. Siamo amici.

Che bella cosa, siamo tutti commossi. Andiamo.

- Sei generoso. - Ahi! - Adesso passa tutto.

- È la giusta fine che fanno i traditori. - Scusa, Rebecca.

Buona morte!

Ci penso io.

Vieni, amico mio. Ci penso io. Stai dietro di me.

Ci penso io, amico mio.

- Via! - Andiamo! - Scappa!

Salvo! Sveglia!

- La tigre. - Non c'è. - Come non c'è? - La tigre non c'è più.

- Non è possibile. - Non c'è più. - È un miracolo!

Il Signore ha fatto il miracolo!

Signore, per la prima volta ho chiesto il tuo aiuto e tu mi hai dato ascolto!

- Che dici? - Sia lode a te, mio Signore.

- Mi hai tratto dalla fossa della morte e dal fango della palude. - Che dici?

- La tua luce mi ha salvato! - Era la luce del laser. - Sei diventato miscredente.

Com'è possibile? Io busserò a ogni porta e annuncerò la voce del Signore!

- Quelli sono i Testimoni di Geova. Dobbiamo salvare Gesù! - Allora preghiamo.

- Anzi, cantiamo. Chi canta, prega due volte. - Laudato sii...

- Dobbiamo salvare Gesù! - Recitiamo il rosario. - Basta pregare. Tieni.

Lasciami!

Via!

- Prendiamo quei cavalli. - Non possiamo, non sono nostri. - Che dici?

Manco possiamo desiderarli. Si pecca in pensieri, parole, opere e omissioni.

- Vuoi saperne più di me? - Senti... - Non raggiungeremo mai Erode.

- Ha un vantaggio enorme. - Noi sappiamo che la stella arriverà a Betlemme.

- Erode non lo sa. - Perché? - Non gliel'ho detto. - Hai mentito!

Signore, ha fatto falsa testimonianza. Perdonalo. Aspetta!

Oh! Guarda là.

Mi scuso, perdonatemi.

- Siamo entrati perché mia moglie stava per partorire. - Noi non siamo i proprietari.

- Allora chi siete? - Siamo due viandanti.

- È appena nato? - Sì.

- Possiamo vederlo? Così, per curiosità. - Sì, certo.

Venite pure.

Voi siete Giuseppe e Maria?

- Come fate a sapere i nostri nomi? - Lascia perdere, è una lunga storia.

Io l'ho vista senza barba e senza il bastone con la punta tonda.

- Non potevo riconoscerla. - Si fa nascere un bambino così, senza la barba?

Mancano pure il bue e l'asinello.

È bellissimo!

Dai, ci penso io.

La stella cometa tiene la stessa direzione da molto tempo.

- Davanti a noi c'è solo Betlemme. - Allora a Betlemme!

Quando la gente ti chiede le cose, rispondi, sennò sembra che non esisti.

- Possiamo rinviare questa polemica teologica? - Sì, è meglio.

Grazie.

Grazie a te e anche a te. Buona fortuna. - Salutami l'Egitto.

Oh!

Le vorremmo chiedere una cortesia. Siccome noi veniamo da lontano...

- Da molto lontano. - Vorremmo tanto tornare a casa.

Lui è ancora piccolo, non può fare il miracolo.

- Lo può fare lei? - Perché lo chiedete a me? Dovete chiederlo a Dio.

Lei è quaggiù. C'è bisogno di arrivare a lui lassù?

Poi abbiamo pregato. - Sì. - Però Dio non ci ascolta, siamo ancora qua.

Forse perché gli uomini fanno i veri miracoli.

Grazie di tutto e addio.

Peccato, speravo in questo miracolo.

- Andiamo, sta arrivando Erode! - Sì.

Questo è tuo.

Buon Natale.

- Fermi, bastardi! - Maledetti! - Calma.

La storia è molto più complicata di quello che pensate.

Io capisco che siete delusi.

Però la verità è che noi non siamo rivoluzionari.

- Non siamo di questo mondo, non siamo palestinesi. - Infatti, siete traditori!

Io mi fidavo di te.

Erode! Venite, nascondiamoci qua.

Sono andati via.

Andiamo a Betlemme. - Perché non ci ho pensato? - A cosa?

- Erode non trova Gesù e fa uccidere tutti i neonati di Betlemme. - È una fesseria.

Come faremo a sapere qual è il neonato giusto?

- Li uccidiamo tutti. - Lo avevo detto.

Come lo sapevate? - È una lunga storia. Non perdiamo tempo.

- Andiamo a Betlemme ad avvertire tutti. - Siamo in due su un cavallo.

- Arriverebbero prima di noi. - Ci vorrebbe un miracolo.

- Oh! Che fai? - Ora noi prendiamo il vostro cavallo.

- Voi prendete i nostri quando Erode sarà andato via. - Dove andate?

A fare il miracolo.

Giuseppe, in Egitto dobbiamo scappare.

Erode nostro figlio vuole ammazzare.

- Prima di morire lo devo dire, le tue rime fanno cacare. - Vai!

Via!

Andiamo, ormai per loro è finita.

- Dio, mi pento dei miei peccati. Peccando ho offeso te che... - Accelera!

- Vigliacchi! - Piano!

Farabutti!

- Eccovi finalmente. Carogne! - Di nuovo?

Noi siamo i buoni. I buoni!

- Buoni! Abbiamo pure il Bambinello. - Poi Erode ci sta inseguendo.

- Vi scuoierò vivi. - Avrai avuto un'infanzia difficile.

- Sei inopportuno e ineducato. - Sta arrivando Erode! Ezechia!

Arrivano uomini a cavallo!

Fratelli, il destino è ancora dalla nostra parte!

All'attacco!

Maledetti.

Andiamo.

- No! - Aah!

No!

A presto, bocconcino.

Ah!

- Tu entri alla prossima chiesa e ti confessi. - Non ho fatto niente!

Arretriamo!

Mio re, i nemici scappano. Che facciamo? Li inseguiamo?

No, torniamo indietro.

I neonati di Betlemme ci aspettano.

Mamma, non aspettiamo Salvo e Valentino?

Guardate, Salvo e Valentino sono tornati!

Sono tornati!

Sono tornati!

Vieni qua. Eccoti! - Ci aspettavate, eh? Com'è bello!

- Me lo dai un po'? - Va bene, tienilo un po'.

Calogero!

Quanto è bello Calogero!

- È diventato grande. - Sapessi quanto ho pregato Dio per voi.

Va bene pregare Dio, ma ogni tanto non sarebbe male aiutarlo.

- Calogero! - Valentino, finalmente siete qua.

- Elia! - Sembra vero.

Ciao.

- Tu non volevi tornare a casa? - Sì.

Però a casa non ho nessuno.

Qui forse ho una famiglia.

- Auguri. - Grazie.

Sorellina, io non vorrei disturbare, ma dobbiamo ripartire.

In marcia!

Lo chiedo per l'ultima volta.

Dove sono andati?

Non lo so.

- Mio signore, il tuo umile servo... - Vai al dunque, detesto gli adulatori.

- Io saprei come farlo parlare. - Fallo.

- Che brutta cosa hai fatto! - Io tradisco i grandi, non i bambini.

Adesso ti facciamo parlare.

Signore, questo uomo ha qualcosa da dirti.

- Preparate i cavalli. - Traditore!

No!

Io non vorrei insistere, ma voi girate vestiti da santini.

- Non ricominciamo. - Non era così assurdo. - Eravamo io, Valentino e il Bambinello.

- Siamo entrati in un canneto e dal 2019 ci siamo trovati qua. - Ancora?

- Tu ci credi? - È la verità! - Adesso corri. - Non sono un asinello.

Andiamo!

Ce la siamo vista brutta.

È arrivata la tigre. L'ho presa per la coda e l'ho fatta girare in aria.

L'ho sbattuta per terra e ho detto: "Ferma lì, sennò ti do il resto".

Valentino piangeva. L'ho messo sul cavallo e ho detto: "Zitto o ti prendo a schiaffi".

Guardate laggiù!

Gli uomini di Erode!

- Andiamo! - Scappiamo! - Andiamo! Venite!

Venite!

Che la potenza donatami da Dio si abbatta su queste acque e le apra...

..indicando la strada per la salvezza al mio popolo.

Mio Dio, fammi sentire la tua voce!

Compare!

Compare!

Compare! - Compare!

Forza, salite!

Compare! Compare! - È un piacere vederti.

- Sai che l'idea di chiamarli cannoli sta piacendo? - Poi ne parliamo.

- Vai! - Forza!

State al riparo. - Giù!

- Adesso. - Tirate!

Sì!

Perché nessuno mi vuole bene?

- Sì, siamo qui! - Siamo qui!

- Dopo vi spiego. Siamo qui! - Dove andate?

Non avete il permesso per passare.

Come? Quale permesso?

- Noi veniamo da lontano. - Da molto lontano.

Lo so. Noi vi faremmo passare, ma dicono che non sanno dove mettervi.

So io dove metterli!

Padre, con tutto il rispetto.

È bellissimo, ma non si è mai visto un presepe così.

San Giuseppe senza barba, mancano il bue e l'asinello.

- Vabbè, ma era così. - Perché? Lei c'era?

Sottotitoli: Laser S. Film s.r.l. - Roma

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