All language subtitles for S03E01 Blanca Cane 3 - Parte Uno (2025) WEBRip 1080p x264 EAC3 ITA - Lullozzo

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Original subtitles

Oh Branca, Bacigalupo ti vuole nel suo ufficio.

Tutto bene Branca?

Chiama Stella.

Cosa rompi?

Sbrigati che devo fare un'inguinella brasiliana.

Mi devi aiutare con una cosa importante. Guarda che non ti aiuto più a scegliere

le foto dei tizi su Tinder, eh. Dai, scema.

E poi queste cose ancora non le hanno fatte per ricevere... Blama,

quello è? Veste di gravidanza, sì.

Blama, sei incinta? Per questo che tu hai chiamata, me lo devi dire tu.

Scusa, ma con chi hai... Vabbè, adesso non è importante.

Mi devi dire quante strisce vedi?

Quante?

No darling, ain't got superpowers, just me and my dog, don't be scared, don't

you worry, I'm surrounded by problems I'm trying to resolve, but this world is

so rotten, it needs someone powerful to turn it upside down, to turn it black,

to win a statue, square my splinter, and life may be bitter, but I'm back and I'm

better, and I know that's just set up.

How does it feel when the world is black?

Intercettazione ambientale RIT 24, progressivo 125, possibile caso di

femminicidio.

No,

non ti porto fuori.

Linnea se la teneva anche per 12 ore di fila.

Vincile cane!

Guarda che sei tu che devi portare me, non il contrario.

Ti piace la birra, eh?

Scusami, ti sta dando fastidio?

Oddio. Bello il tuo cane.

Uno di quei cani addestrati, no? Non è il mio cane.

Il mio cane, quello vero, non c'è più.

Mi dispiace.

Non è facile quando perdi qualcuno a cui vuoi bene.

Stai bene?

Sì.

Devo andare.

Stavo aspettando qualcuno male, non è venuto.

Ciao.

L'offro io la birra.

Ciao. Ciao.

Non è certo che ce la offre.

L'hai slinguazzata tutta?

Guarda che se vomiti non ti tengo la testa.

russo capito non sono morta non sto morendo russo baci galupo

baci galupo baci galupo

capo una

suora morta

Eh. Ha i chimosi sul collo. Molto probabilmente l'hanno strangolata, ma

non l'hanno uccisa qui. Come fa a dirlo?

Perché ho le visioni, come la veggente di Lourdes.

Intorno al corpo non ci sono tracce di avvicinamento a piedi.

L'assassino l'ha strangolata da un'altra parte e poi il mare ha portato il corpo

sulla spiaggia.

C'è qualcuno in ritardo?

Veggente di Lourdes.

Chi c'è? Liguori con sua altezza?

Dai.

Proprio antipatica questo cannello. Eh, fatti due domande.

Beh, io non ho fatto niente.

Tutti così dicono.

Ma cosa c'è in testa? I ricci di mare.

Prima la illudi, poi vai a vivere con la stampellona. Arrivi, te la sbacciucchi

davanti. Questa è cieca, ma ha un orecchio che sente le luma che

strisciare.

L'abbiamo trovata stamattina.

Com'è?

Giovane. È bella.

Come si fa ad ammazzare una sua?

Sappiamo chi è.

Non ha documenti. Non ha cellulare, non ha portafoglio.

Neanche un crocifisso, un rosario, niente. C'è una catenina.

Con l'immagine di San Fabrizio.

Qui vicino c'è un ordine di sole di San Fabrizio.

Cos'è, sei un'esperta? Volevi fare la sua lavoro tu?

Casta è pura.

No, semplicemente 11 anni dall'orsoline.

Asilo, elementari, medie. Sempre in fondo alla classe.

Come mai in fondo alla classe?

Perché davanti ci mettevano quelle belle, alte e antipatiche.

Andiamo al convento, magari riusciamo a capire chi è. Carità.

Oh, e quel cane?

Lo porti lei in commissariato? A me non serve.

Senta che sei proprio brutto, eh? La pettinata te la potevi anche dare, te la

potevi dare la pettinata.

Sì.

Praticamente lo sanno tutti.

Io Russo, va bene?

Russo. Quel cretino di Cane 3 mi ha svegliato. Pensava che stessi morendo.

Sarebbe ora di dargli un nome. Non puoi certo continuare a chiamarlo Cane 3.

Perché no?

Blanca, Linneo non c'è più.

È morta.

Prima o poi avrà bisogno di un altro cane.

Voglio dire, Cane 1 era il requieto.

Sbavava. Quando ti faceva le feste ti faceva la doccia, praticamente.

Va bene. Invece Cane 2 era pigro. Pigro?

Attenzione, era narcolettico. Molto pericoloso.

Capito, però questo cosa c'è che non va?

Mi sta addosso.

Mi soffoca.

Ha anche distrutto la felpa preferita di Lucia, che quando torna mi ammazza.

Ti vuole bene? Vuole aiutarti?

Non ho bisogno di aiuto. Ho il mio bastone, che non deve fare pipì, non

deve mangiare.

Appunto. Vieni.

È colpa di Canetre, va bene? Mi fa uscire fuori di testa.

Si chiamava.

Vali Alikova.

Era arrivata da due settimane dall'Ucraina.

Come mai dall'Ucraina?

Noi abbiamo diversi conventi in giro per l'Europa. E ne abbiamo proprio uno in

Ucraina. È stato distrutto dalla guerra.

E la nostra sorella è venuta qui.

Questa è la casa generalizia dell'ordine. Ci sa dire come mai è

uscita dal convento? Di notte? Ci siamo accorte che non c'era stamattina, prima

delle lodi.

Stavamo telefonando alla polizia prima che voi arrivasse.

Giusto in tempo.

Condivideva la cella con Suor Camilla.

Una novizia.

Eccola.

Tu cominci a parlare con questa novizia. Ti raggiungo fra poco, faccio qualche

domanda in giro.

Ok.

Buongiorno. Buongiorno.

Questa era la nostra stanza.

Questi erano i suoi vestiti.

Camilla, posso chiamarti Camilla?

Non sì?

Sì.

Tu non ti sei accorta di niente quando sei alzata ed è uscita dalla cella?

No, ho il sonno molto pesante.

Faccio fatica ad alzarmi anche per le preghiere del mattino, era sempre valia

svegliarmi. E sai se avessi dei problemi con qualcuno qui nel convento? No,

nessuno le voleva male qui dentro.

E' fuori?

No, non credo.

E poi Valle non usciva così mai.

Non succede mai niente qui.

Pregano, mangiano e dormono.

E la sua uccisa invece?

Vedevo qualcuno al di fuori del convento, che le sappia. Ogni tanto

usciva dal convento.

Per le commesse, comprare il pane, il giornale per le suore, cose così.

Capisco. Liguori!

Liguori! Eccomi. È la stessa ragazza, la stessa.

Che ragazza? Ieri sera sono uscita per portare fuori l'incontinente e ho

incontrato una ragazza. Era Valia, la suora.

Sei sicura?

Nel suo armadio c'è una collana con un campanellino.

E allora?

È lo stesso che ho sentito ieri sera.

E lei?

C'è anche una camicetta che puzza di birra e di sigaretta e aveva un accento

dell'est.

Era Valia la suora, te lo giuro.

Quindi la suora era sulla spiaggia la sera a fumare e a bere birra?

Prendi subito carta e penne e schiviamo al Papa.

Per fare che? Per dirgli che non ci sono più le suore di una volta.

In effetti una suora che esce da sola di sera a bere e fumare, insomma. Magari è

in crisi di vocazione.

La sera la stessa persona. Perché non l'hai riconosciuta sulla scena del

delitto? Eh? Care da tartufo.

Forse perché è rimasta in acqua tanto tempo?

Eh? E comunque aspettava qualcuno.

Scusate, è arrivato uno che dice che sa qualcosa sulla suora morta.

Sarà uno che abita in San Luca che ha visto la suora spacciare nel crack.

Veramente lavora in convento.

Era una battuta.

Era

facile.

A volte Valia usciva dal convento in abiti civili.

Per quale motivo usciva in abiti civili?

Io gliel'avevo chiesto, ma lei non mi ha mai voluto rispondere. Ieri notte l'hai

vista uscire dal convento? Ieri notte no.

Gli altri giorni invece?

Io vi dico tutto, ma non dite nulla alla madre superiore.

Mi serve questo lavoro.

Non ti preoccupare.

A noi le sore ci stanno antipatiche.

Due giorni fa il giardiniere ha visto la suora che parlava con un uomo fuori al

convento. Ha anche scattato una foto della targa della sua macchina.

Potrebbe essere il fratello, un amico, un parente. O un fidanzato.

Magari era lui che aspettava sulla spiaggia.

Perché pensi sempre mai? Che cose ti hanno fatto le sue?

Stavolta la cecca ha ragione.

Fermi tutti.

Lo ripeta.

Cosa?

Che ragione, ripeta. Blanca ragione, blanca ragione. Così me lo metto come

suoneria. È arrivato il referto del medico legale.

Conferma che è stata strangolata e che non aveva acqua nei polmoni. Quindi l

'hanno strangolata, l'hanno buttata in mare da morte ed è arrivata lì sulla

spiaggia. E soprattutto dice che la sua ora aveva partorito da poco.

Partorito? Trova il proprietario di sta targa, vai.

Dottore, non sono ancora asciutti ma le macchine non ci sono più.

Di che sta parlando?

I suoi pantaloni.

Ma che è nudo?

No, allora, non sono in mutande, è comunque poi la colpa del tuo cane che

ha fatto la pipì in macchina. Il piscione.

Grazie. Quindi ogni tanto qualcosa di buono la fa.

L'hai sentito?

Direi di sì.

Vabbè, capo, la lasciamo... Andes a bille. Andiamo a controllare la targa.

Tu non puoi dormire qui, capito? Non puede.

Non ti permettere. Non... Pussa via.

Compriende?

Non me lo ascolti.

Bravo. Se vuole dormire accanto a te, perché si fida di te?

E perché vuole proteggerti?

Come hai fatto?

Sto simpatico ai cani. No, no, no, no. Non parlo del cane.

Non ti ho sentito arrivare.

E io sento tutto.

È formazione professionale.

E che lavoro fai?

Sicurezza.

Mi chiamo Domenico Falena.

Bianca Ferrando.

Mi avete convocato voi per discutere la targa della mia auto.

Vieni.

Fai il contractor.

Mi occupo della protezione delle navi cargo che devono percorrere rotte

pericolose a causa di attacchi di pirati o per conflitti bellici in corso. Una

specie di marcenario.

Io pensavo fosse illegale. Non siamo mercenari.

Ci occupiamo della sicurezza sulle navi.

Mi occupo della protezione delle navi cargo che devono percorrere rotte

perifolose.

L'agenzia per cui lavoro si occupa della formazione di nuovi addetti alla

sicurezza.

Ti hanno urlato anche le suore?

Qualche giorno fa ti hanno visto litigare con una suora.

E stamattina l'abbiamo trovata morta.

Cercavi di arruolarla nell'esercito della salvezza, ma era una suora

pacifista. Vaglia non era una suora.

In che senso?

Nel senso letterale.

Non era una suora.

Era una cameriera. Quindi la conoscevi? Ci siamo conosciuti circa un anno fa a

Odessa, in Ucraina.

Dovevo scortare una nave che sarebbe stata attraccata nel porto per qualche

settimana. Vaglia lavorava in un bar lì vicino.

Ci siamo conosciuti e abbiamo avuto una storia. E poi?

E poi sono ritornato. Non l'ho più vista.

Fino a qualche giorno fa a Genova.

Vestita da suora.

E perché si fingeva suora?

Non ne ho idea.

Perché avete litigato?

Beh, questo almeno lo sai.

Per via di nostro figlio.

Un giorno Odessa Paglia mi disse di essere incinta.

Voleva che la portassi con me in Italia.

Ma tu non hai voluto.

Credevo che fosse una palla, un modo per scappare dal paese.

E sono ripartito da solo.

Invece lei era davvero incinta.

Il bambino adesso dov'è?

Non lo so.

Valia mi ha raccontato che aveva partorito Rodessa, ma all'ospedale le

dissero che il bambino era morto.

Morto? Il fatto è che lei era convinta che non fosse vero, che glielo avessero

rapito e che fosse qui a Genova e voleva che la aiutasse a cercarlo.

Tu non ne hai voluto, avete ridicato, hai perso la pazienza e l'hai ammazzata.

No, non è vero, io non ho ucciso Valia.

È vero, abbiamo discorso.

Ma ieri notte non l'ho vista.

Ero al lavoro.

Mi piace il tuo cane.

Non è il mio cane.

Tu eri dietro al vetro, vero?

Hai ascoltato tutto.

Se anche fosse.

Quando Valia ha detto che il bambino era ancora vivo, mi sembrava che dicesse la

verità. Forse era solo un modo per sopportare il dolore.

Non è facile quando perdi qualcuno che vuoi bene.

E me lo ha detto proprio Valia, l'ho incontrata ieri sera.

Beh, ha detto quando perdi qualcuno, non quando ti muore qualcuno. E quindi?

E quindi forse il bambino è ancora vivo.

È solo perso da qualche parte.

Se scoprite qualcosa di mio figlio, fatemelo sapere.

Per me l'ha ucciso lui.

Lei lo accusava della morte del figlio, lui ha perso la testa e l'ha ammazzata.

E tu che cosa ne pensi?

Diceva la verità sul bambino morto, su Valia?

Non lo so.

Come non lo sai?

Non lo so perché il tono della voce e il battito del cuore erano costanti, lenti

e continui.

Cara Blanca, se non ci servi più manco come macchina della verità.

Andersen!

È come se fosse abituato a controllare i sentimenti. Per mentire, per

manipolarci. Però quando ha parlato di Valia e di suo figlio, è stata l'unica

volta in cui il cuore ha cambiato ritmo. E allora?

Era sinceramente addolorato, come se si sentisse in colpa. Perché l'ha uccisa

lui? Oh madre!

Allora... Quando avete finito di litigare, andate dove lavora sto tizio e

verificate il suo alibi.

E la faccenda della suora finta?

Se Valia non è una suora, perché fingere di esserlo? Perché voleva stare in quel

convento? Bitto e alloggio gratis?

Dottore, Valia non è stata uccisa sulla spiaggia. È stata strangolata altrove e

poi buttata in mare.

Sì, e allora?

Il convento è sul mare.

Controlliamo le telecamere di sorveglianza. Non ci sono telecamere lì.

Dio non ha bisogno di telecamere. Dio ti vede lo stesso.

Allora quella novizia è impossibile che non sia accorta che vale uscita dal

convento. Quella sa qualcosa.

Allora è vero che sei suorofobica, allora ha ragione lui. Abbi pazienza.

Sapete cosa?

Me ne vado.

Dove sei? Che fai, ti nascondi? Hai paura e fai bene!

Sei cattivo, cane tre!

Cattivo! Brutto e cattivo!

Tanto andava cambiata, era vecchia, dai.

Era di Linneo.

E non aveva il diritto di rovinarla.

Ascolta.

Ci andiamo domani mattina a controllare l'albi di quello.

Perché ti accompagni a casa?

Meglio di no.

Se no continuiamo a litigare.

Allora?

A me piace litigare con te.

Ah sì?

Sì.

Posso essere onesto?

Dimmi. Io lo so che l'inneo ti manca.

Ma sono passati sei mesi. Cinque mesi e tre settimane.

Devi guardare avanti.

Che detta una cieca.

Eh, lo sai cosa voglio dire.

Senti, puoi essere sincera?

Sei mio fidanzato? No.

Un amico?

Non mi sembra. Sei un collega.

I colleghi non ti dicono come gestire la vita.

Io ti ho detto qualcosa quando hai deciso di andare a vivere con sua

altezza. Non mi pare.

Ecco. Sai qual è l'unica cosa buona di questo cane?

Che gli stai antipatico.

Forse sono io che gli sto antipatica.

Ciao. Sono venuta perché magari potevamo fare un aperitivo. Che dici?

Sì. No, solo sto accompagnando Blanca. No, vabbè, se è un problema, non...

Nessun problema.

Tra colleghi ci si aiuta, no?

Ci vediamo dopo.

Gentilissimo.

Vai su.

Eccomi.

Scusa se ho fatto tardi, ma... C'era molto traffico.

Allora, com'è andata oggi al lavoro?

Bene.

A proposito di lavoro... A

proposito di lavoro?

Mi hanno offerto un posto a Roma.

A Roma?

Mi darebbero anche una casa in centro e altri benefit.

Sarebbe un posto di prestigio.

Sì, ma così ci vedremo poco, però.

No, se tu vieni con me.

Andiamo a Roma.

Lì potresti fare la carriera che meriti.

Tu madre non c'è più qui.

E allora perché restare qui?

Alia. Ciao.

Ciao.

Che ci fai qui?

Ivan è nato.

Non era malato.

Stava bene.

Ma me l'hanno portato via lo stesso.

Ma che stai dicendo?

Me l'hanno rubato.

Guardalo.

Questo è mio figlio.

Non sono pazza. Me l'hanno rubato.

E l'hanno portato qui a Genova.

Non mi credi.

Non mi crede nessuno. No, aspetta, aspetta. La verità è che te ne freghi di

me.

E del bambino.

Non dovevo fidarmi nemmeno di te.

Aspetta.

Alia!

Dovete riprendervelo!

Adesso! Mandate qualcuno, non lo voglio questo cane!

Dio! Con chi ce l'hai? Con quelli dell'associazione che mi hanno dato il

cane. Se lo devono riprendere.

Vieni.

La mia società offre servizi di sicurezza marittima da circa dieci anni.

Tutto secondo la legge.

Sicurezza marittima?

Io li chiamerei piuttosto mercenari.

Invece li chiamo team armati per la protezione delle navi civili.

Una!

Uno!

Noi qui facciamo corsi di formazione.

Vorremmo sapere se uno dei suoi uomini, Domenico Falena, era qui al lavoro

domenica notte.

Era negli uffici.

Due! È andato via all'alba, alle cinque più o meno. È sicura?

Sì, era con me.

Potete controllare le videocamere di sicurezza.

Sappiamo che un anno fa ha operato ad Odessa, in Ucraina.

L'hai mai detto di aver conosciuto una certa Valia Licova?

No, non mi interesso della vita privata dei miei dipendenti. E durante la

missione è successo qualcosa di particolare?

Dico, da un punto di vista operativo.

No, la missione è andata in porto nella massima tranquillità. Uno!

Comunque, se volete io posso fornirvi tutte le schede e tutti i rapporti di

servizio che riguardano Domenico e la missione in questione.

Cos'altro può dirci di Falena?

Che tipo di passione è?

Non ha famiglia, non ha fidanzate.

Pensa solo al lavoro.

Ed è molto bravo in quello che fa.

Lo vedo.

Tu sei convinto che quel contractor c'entri qualcosa?

Però l'alibi regge. Vale è stata uccisa tra le 3 e le 5 del mattino e le

telecamere confermano che lui è uscito dal lavoro alle 5.

Sì, ma non sappiamo però dove è stata uccisa. E quindi?

E allora forse ha incontrato Vale alle 5 di mattina all'uscita dal suo lavoro al

porto, l'ha uccisa e l'ha buttata in mare.

Mi spieghi perché quel tizio non ti sta proprio simpatico? Perché quella è gente

che vive sempre in guerra, Blanca.

Certo. Perché tu ti accontenti di stare sempre sul sicuro.

No?

Scusate. C'è la sorella della suora, della finta suora. È arrivata un'ora fa

da Milano.

Le avevo detto tante volte di venire a Milano.

Io ci vivo con mio marito.

Faccio l'infermiera.

Vieni, le dicevo, che lì c'è la guerra.

Ma Valia non voleva. Perché?

Non voleva lasciare suo marito.

Marito? Vale era sposata?

Faccia vedere.

È morta circa un anno fa.

Al fronte.

Prima suo marito, poi suo bambino.

Sua sorella ne ha mai parlato di un certo Domenico Valena?

Lui dice che aveva avuto una relazione con sua sorella.

No, io non lo so, io...

Ma io neanche sapevo che era arrivato in Italia.

E del bambino?

Gli aveva detto qualcosa?

Che pensava che gliel'avessero rubato?

Al telefono diceva che gliel'avevano rubato all'ospedale Vesriatka, a Odessa.

Lei cosa pensa?

Che era depressa.

Ma io volevo tornare in Ucraina. Io volevo aiutarla. Ma Valia diceva... Mi

credi?

Credi che il mio bambino è ancora vivo?

Io ho risposto di no.

E Valia?

Allora non finire.

Non finire, se credi che io sono pazza.

Il marito va in guerra e muore.

E Valia ha una relazione con Falena.

Forse avrà pensato che restare incinta era un modo per scappare via dalla

guerra. O magari il bambino manco era di falena e quella gli era fatto credere.

Bella considerazione avete delle donne, complimenti.

Forse vale se è solo innamorata. È rimasta incinta e succede, va bene? È la

vita.

Scusate, il dottore mi ha portato il cornetto alla crema.

Carità, ora che sono a dieta lo trovi. È la vita che te lo chiedo. Vai, Andersen!

Controllate questo ospedale ucraino.

Vedete se riuscite a capire se sto bambino è vivo o morto, o almeno questo.

Posso prenderlo io il cornetto alla crema?

Certo.

Grazie, è carino. Di qua.

Mi hanno detto che lei ha visto Valia prima che morisse.

Sì.

Per favore, puoi portarmi dove è morta mia sorella?

Mia sorella amava un malo.

Anche io avevo una sorella.

Anche lei amava molto il mare.

Era da tuniti?

Era più grande.

Mi odiava già dalla nascita perché le avevo rubato metà delle cose che aveva.

Però se qualcuno se la prendeva con me era un'aliena.

Mi difendeva sempre.

Conosco il tipo, sì.

Anche io ero la sorella maggiore.

Però...

Ora non la posso più difendere.

Io dovevo andare da lei. Io dovevo crederle.

La dovevo salvare.

Troveremo chi l'ha uccisa.

E se tua sorella aveva ragione, troveremo anche il suo bambino.

Berbello. Che cosa?

Che ti commuovi.

Che ogni volta cerchi sempre di trovare il colpevole. Sì, mi commuovo.

Ed è per trovare gli stronzi come quello che ha ammazzato mia sorella che faccio

questo lavoro.

Qualcosa da ridire?

No. Bene.

Solo che sarà difficile fare questo lavoro senza di te.

Bacigalupo, mi vuole far trasferire? Guarda!

Se ti dice qualcosa, tu gli dici che gli manda il sindacato dei cechi. Non esiste

un sindacato per cechi. Chi se ne frega, lui non lo sa. Va bene, gli dici così?

Scusa.

Che fa?

Erità, dimmi.

Sì, perfetto, grazie. Ci andiamo noi.

Ho consultato il sito dell'ospedale di Beselka, dove parto di tovaglia.

Ha trovato il certificato di morte del bambino?

No, ma ha trovato qualcosa di interessante.

Cioè? Con l'ospedale ci lavoravano alcune suore appartenenti all'Ordine di

San Fabrizio.

Che avevo detto io?

Io ho sempre ragione.

Non sapevamo che Valia fosse una suora finta.

Certo, la sua storia non mi convinceva. Per questo stavo controllando i suoi

documenti. Ma non è facile.

In Ucraina c'è la guerra.

E poi quale sarebbe il problema?

L'avremmo uccisa perché si fingeva una suora?

No.

Valia pensava che le aveste rubato il figlio.

Vede, Valia ha partorito in un ospedale ad Odessa.

Nello stesso ospedale operavano delle vostre consorelle.

In quell'ospedale aiutiamo la povera gente.

E magari alla povera gente gli rubate anche i figli per portarli in Italia e

darli alla gente ricca, no?

Io lo ripeto, non sappiamo niente.

E adesso andatevene.

Avete disturbato anche troppo la tranquillità di questo luogo.

Tu lo sapevi, vero?

Lo sapevi che Valia non era una suora?

E sapevi anche di suo figlio?

No, io... Io... Blanca, dai, lasciamo stare.

Quando ho parlato del bambino, prima del fatto che forse l'avevate rubato voi, la

madre superiore era sorpresa, ma tu no.

Hai continuato a sgranare il tuo rosario, senza nessuna reazione.

Dormiva con te, pregava con te.

E l'hanno uccisa perché cercava suo figlio.

Se sai qualcosa, diccelo.

Fallo almeno per il bambino.

Era di Valia.

Io sapevo che non era una suora.

Perché non hai detto alla madre superiore?

Perché volevo evitarla a scoprire la verità.

Se davvero qualcuno qui dentro era coinvolto in un traffico di bambini, io

lo volevo sapere. Se volevi scoprire la verità, perché non ce l'hai dato subito?

Ho avuto paura.

Paura di cosa?

Che uccidessero anche me.

Allora che c'è dentro?

Ci sono delle foto sue.

C'è lei col marito e poi... con il figlio.

Deve averla scattata subito dopo il parto. E meno male che ero sorofobica.

Per me se lo sono fregato loro il bambino. E mi sa che ti sbagli.

Dall'ospedale Biesertka è arrivato il certificato di morte del bambino.

L'ho fatto tradurre.

Dice che aveva una grave malformazione al cuore. È morto due giorni dopo il

parto. Il certificato è autentico, quella donna si sbagliava. E ti

sbagliavi pure tu.

Regista pure questa e usano come suoneria. Ti sbagliavi, Blanca. Ti

sbagliavi, Blanca. Ti sbagliavi, Blanca.

Dove stai andando?

A parlare con Domenico Falena. Meglio non dirgli niente, Blanca.

È un sospettato.

E anche un padre a cui è morto un figlio.

Stan!

Due!

Continuate, torno subito.

Ehi, che ci fai qui? Sei venuto a ruolarti?

Abbiamo scoperto una cosa su tuo figlio.

Per un attimo ho sperato che fosse ancora vivo.

Assurdo, vero?

No, non è assurdo.

Uno ci spera sempre.

Quando è morta mia sorella, io ogni mattina mi svegliavo e dicevo non è

vero. Non è possibile.

Adesso entra da quella porta e mi dice che sono una stronza.

Invece non è mai successo.

Eh no.

Se ti muore il padre sei un orfano.

Se ti muore la moglie sei un vedo, ma se ti muore un figlio o una sorella,

che cosa sei?

Non hanno inventato neanche la parola.

Ti va di mangiare qualcosa insieme?

Salute. Abbiamo scoperto un'altra cosa.

Su Valia. Cosa?

Era sposato.

Lo sapevi?

No. Perché?

Domenico, forse quel bambino non era tuo figlio.

È impossibile.

Come fai ad essere sicuro?

Perché prima che rimanesse incinta io e Valia siamo stati insieme molti mesi.

Mi portava a casa sua. Non aveva il marito.

Ma ne sarei accorta.

Non aveva nessun altro uomo.

A parte me.

Sì, effettivamente il marito era al fronte.

E poi lo stronzo sono io.

Ho pensato male di Valia.

Per paura.

Per vigliaccheria.

Ma Valia non mi avrebbe mai ingannato.

No, questo non puoi saperlo. Ha ingannato il marito. Era vivo, al

fronte, lei stava con te. Era una donna sola.

In un paese in guerra. Non sto dicendo... Una persona fa di tutto per

sopportare il dolore. L'hai detto anche tu? Sì, sì.

Posso farti una domanda?

Spara.

Perché fai questo lavoro?

Perché non ho mai avuto molta fortuna con le donne.

Che c'è da ridere?

Che c'è, una donzella ti ha spezzato il cuore?

Direi pure frantumato.

Benvenuto nel club.

Hai i cuori frantumati?

Cin cin.

Che voleva quella donna?

Solo comunicarmi che il bambino di Valle è morto.

E che quindi non c'è più nessun bambino da cercare.

Se la polizia scopre quello che hai fatto ad essa, sei... siamo fottuti. Non

lo scopriranno.

E Valia?

Lo aveva scoperto.

Il tuo prossimo incarico.

Golfo Persico. No, Eva. Sali su quella nave e vai via.

Lo dico per te.

Voglio solo proteggerti.

Vieni a bere una cosa da me?

Aspetta, Eva.

Forse è meglio di no.

Domani devo alzarmi presto.

Scusa.

when the world

... ...

Grazie a

tutti.

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