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Scusate, voglio una malavita, che in due cose assai
sta serenata, e sono innamorata di
Margherita, che ha per me un'acqua più bella rinfascata,
l'ha già portato capo con sordine, postizia e mi fa
sentire cantare.
Ma oggi ho bevuto un bicchiere di vino, perché stavolta voglio
intusicare.
Cosa desidera?
Vorrei parlare con il signor Andoni.
Papà, c'è un signore che dice di essere tuo amico.
Quanto tempo è passato?
Vissi, assieditati, assieditati.
Papà, vado a preparare il caffè. Sì, va, va.
Che mi racconta, Vissi?
Che va già a riuscire, papà?
20 anni di calera non è un giorno.
Ma mi hai farnuto.
Tu rima, piuttosto.
Gennarino mio, come sta?
Eh, si è fatto l'obiezione.
Hai visto che la voglio una bionda? Che lei è una moglie, si è sposata,
Gennarino. Si è sposato, eh? Sta buona.
Toto, ma tu hai fatto come dice a te, o ci hai detto qualcosa a me?
Non sape niente di te.
Ci ho sempre detto che il padre stava in America, e che io non sapevo niente.
Ho fatto come tu mi avevi detto.
Ah, Toto, sei... Tu sei un vero amico, Toto.
Toto, ma ora, Gennarino, dove stai? Io voglio andare.
Ho visto che si è preso il caffè e è andato in bagno, si staranno a
sciacquare. Eh, valla a chiamare, valla, fammi restare. Sì, vado a chiamare, vado
a chiamare.
Ah, dottor, senti, ma tu tira un album di fotografie generiche. Come?
E valla a prenderla, vado, voglio vedere, va.
Vado a prenderla, aspetta.
Vado a prenderla, aspetta.
Vado a prenderla, aspetta.
Guarda lì.
Ah,
Gesù, Gesù, Gesù, Gesù.
Sono passato 20 anni.
Ma anche fosse un giorno, mi sembra ancora di sentire il profumo del mare, o
rumori e lune che si sbattono in coppe e scoglie.
Imparare l'arte della pesca da mio padre, seppur non mi offrisse
soddisfazione economica, era sicuramente uno dei pochi modi per sopravvivere
onestamente in una città sempre più, sempre più circondata dalla cattiveria e
dalla criminalità.
O solo, o mare, bello e canzono.
erano diventate solo un triste ricordo per la mia bella Napoli, soffocata dalla
morsa dei suoi mille problemi.
Ma io ero felice, ero felice di sentirmi un napoletano sano, pulito.
Avevo una piccola casa, una moglie che amavo tantissimo e Cennarino che
riempiva la nostra vita aiutandoci ad affrontare il futuro con serenità.
Perché la vita mi ha voluto pulire così?
Guardare queste fotografie che, invietosamente, hanno fermato il tempo,
mi riempie il cuore di malingonica.
Carmela, se solo avessi avuto la forza di continuare a vivere negli stendi
economici che la mia condizione ci imponeva, oggi forse sarebbe tutto
diverso.
Sto 10 minuti che la bussa la porta, ma non mi si.
Gennarino, dove sta?
Dorme.
E te, Carmè, e te?
Guarda quanto bello sto pesce oggi.
Che freschezza, Carmè.
Queste sono triglie, guarda, le manco solo la parola.
Quando Gennarino si mangia un pesce di questo, sai quanta forfora che fa?
Vincenzo, si dice fosforo. Ma bus, forforo, forforo, sempre roba che fa l
'intelligenza. Siete vicini.
Non possiamo mangiare sempre pesce in questa casa, io mi sono stufata.
Mangiamo tutti i giorni pesce e beviamo quello che vuoi tu e facciamo come vuoi
tu. Io mi sono sfasteriata.
Anche quando eri incinta mi facevi mangiare tutti i giorni pesce e io mi
trovavo nei figherindi, no?
Mai che me li hai portati una volta sola, così nostro figlio è nato pure con
una voglia sulla faccia.
Ah, ne hai fatto con questa storia? Questa è pura fantasia di tua mamma,
guarda qua.
Ah, che vuoi dire? Che nostro figlio ha questa macchiolina per colpire i figli d
'India? Allora significa che quel giorno se tu invece di pensare ai figli d'India
pensavi alle cilieggine, nostro figlio nasce con i grappoli e le cilieggine e
le orecchie, con gli orecchini.
Scherza tu, scherza, scherza, pazzi sempre!
La verità è che quando ci siamo conosciuti tu non eri così, Vici.
Tenevi un carattere roccio, eri tutta nata così da come sei adesso, hai
capito? Irpulita, irristimata, tanti buoni propositi, col cazzo! Perché
questa casa mi fa schifo, erano questi i tuoi bei propositi. Mi fa proprio schifo
vivere qua dentro. E anche tu mi fai schifo. O sai che puzzo di pesce caete
sei da già da quando arrivi dalla strada?
Senti, Vici, guarda la verità, è una sola.
È che tu sei un fallito.
Io sono fallito, eh, Carmè?
Carmè, io non sono uno fallito.
È la vita che mi ha reso fallito.
Fallito?
Io fossi uno fallito? No, assolutamente no.
Sporco, sì, forza, con il mestiere che faccio.
Però mi lava, mi pulisce.
No, fallito proprio no.
Io mi sento forte.
Mi sento ancora di poter fare tanto.
Fallito? Assolutamente no. No, non l'accettano.
Scusami, amore.
Scusami, amore.
Io so che la nostra vita è difficile, ma da domani credo di avere una soluzione
per tutti i nostri problemi.
Buongiorno, chi è la persona che ti ha dato il mio indirizzo? E cosa?
Il mio caro amico Pasquale Esposito, il direttore del mercato del peggio. Ah,
sì, Pasquale Esposito.
Se sei venuto per comprare dei quadri, guarda quanto è bello questo.
È un Van Gogh, guarda i colori. È un capolavoro, vale almeno 50 milioni. Io
posso dartelo per soli 20 milioni. Ma è pulito e abbiamo anche il certificato.
Questo è stato rubato un mese fa solamente.
Ti piace?
Sì, è bello. Oppure ti piacciono di più le composizioni floreali.
Guarda come sono belle in questo vaso, rosa, azzurro, fiore di tutti i colori,
ha una murri, 10 milioni soltanto, può valere anche 30 milioni, subito, senza
problema, senza problema. Allora, ti piace?
Sì, sono bella assai, ma non mi interessa di quadro.
Ah, non ti interessa?
Allora ci capite, tu c'hai scritto in faccia che ti piace molto di più il
calcio. Eh, il calcio a chi non piace, un rapolo, Giuliano, non felice.
Non immaginavo che era così.
Per te ho una cosa stupenda, allora, pigliala.
Adesso guarda, guarda qua, guarda, questa è la Coppa del Mondo,
Coppa del Mondo 1970, rubata fresca fresca dal Brasile, è una sciccheria.
Quanto è bello, questo l'ha toccato belì? Belì, belì. Quanto è bello? Cinque
milioni,
solamente cinque milioni, guarda qua.
Onfili, sentite, mi accattasse subito. A me piacciono i quadra, i coppia, tutto
mi comprerei qua. Ma Onfili, io non tengo i soldi, io non ho gli occhi per
piangere.
Onfili, io sto qua per un altro problema.
Onfili, io...
Con Pasquale, che è amico mio, ne parlo tutti i giorni. Io faccio il pescatore.
La mia ispirazione è quella di aprirmi una bella pesciventolaria.
Pescheria? Eh, e mi servono 15 milioni. Pasquale mi ha mandato da voi. Se mi
potete prestare quei soldi con gli interessi, non vi dovete preoccupare di
niente. Sette, otto mesi e io ve li restituisco.
15 milioni? Ma tu la tieni una fotente di garanzia o qualcosa?
Ma che dici, io modestamente ho una casa che è bellissima, c'è un salone nella
mia casa, ma quanto è bella, c'è una cantina sotto alla casa, ho un figlio, è
una cosa favolosa. E il padrone si è proprio dovuto? Sì signore, è la mia, io
me l'ho fatta io con i miei sacrifici, con la pesca.
E quando si può vedere? Quando volete, anche subito, un figlio.
E va bene, andiamo a vedere questa casa.
E fu così che da quel giorno cominciarono tutti i problemi nella vita
mia.
Venite, venite!
Venite, venite, salite, prego, accomodatevi. Venite, vedete questa
scala? Questa porta alla cantina, è bella, ampia, poi vi renderete conto di
che cos'è la cantina guardando la casa.
Io dentro c'ho tutto l'attrezzato da pesca, poi qua c'ho una stanza, e non ve
la faccio neanche vedere, piovo un poco dentro, ma è una sciocchezza. Venite,
venite, venite, questa è la stanza di mio figlio Gennarino, venite.
Questa è la camera eletta, venite, è un po' umida, ma noi usiamo molte coperte
così dormiamo bene lo stesso.
E adesso vi faccio conoscere la regina della casa.
Venite, venite.
Carmelo. Eh, ti presento il signore, è quello della casa.
Piacere.
Eh, io vado dal bambino. Ma va, Gennarino, sì, portami però a Gennarino,
va.
Eh, ovvi lì.
Allora, questo è il salone, questa è la casa.
È bella come casa, eh. Questa poi è luminosa, ariosa.
Lasciate perdere queste poche macchioline che vedete.
Queste... Con quattro pannellate di pittura bianca subito vanno via, diventa
come nuova. Ah, poi la cosa importante, questa è antisismica, mura antisismica,
terremoti, carri armati, bombe, niente la muove. Che dite, vi piace questa
casa? Per quello che mi serve mi va bene, ma devo vedere il contratto che
attesa la... Un contratto? Come? Ma io stivo tutto cosa.
Aspettate un momento qua, vado a capigliare.
Di che c'è sti caso?
Bello questo piccolino, eh?
Ovvero? Grazie.
Sta dormendo?
Si è addormito.
E' buono?
Si, è buono.
Si è addormito da solo?
Si, ma non ho toccato che si è scelto.
Ho venuto!
Gli altri stanno chiamando mio marito.
Ci vorremmo.
Don Filippo!
Sono qua, stavate qua.
Sono andato a vedere tuo figlio, è bello, è bello, è proprio bello, fa
tanto. Eh non vorrei, è bello come il padre, non vorrei che ci stanno i
documenti della casa, quando posso passare a prendere i soldi?
Oggi prendi informazione e domani mattina puoi passare.
Vabbè, a via compagno. Ciao.
Speriamo a quella bella maronna rogarmela.
Buonasera, Carmela.
Buonasera, Totò.
Vicenza, che fai?
Sto leggendo l'olietto.
È giornalino.
Eh, sarò almeno già non so a che tempo. A quest'ora solo io ho fatica in questa
casa. Eh, ovviamente. Sì, ma da domani la mia vita cambia.
Eh, come?
Perché?
Oggi è venuto un signore a vedere la casa.
Ce l'avevamo impugnata.
Vicenza ha chiesto un prestito di 15 milioni e apriamo una pescheria.
Eh? Cos'è una pescheria?
Buonanotte, Tato.
Buonanotte, Carmè, buonanotte.
Carmè, ma che c'è?
Ti sembra strano?
Ma fosse successo qualcosa?
No, niente, che c'è? I soliti problemi, le solite cose, lo sai.
No, Carmè, c'è stata qualcosa, io te conosco bene.
Convide te, prima, che c'è?
No, che c'è? Che quella persona che hai portato oggi rientra a casa non mi
piace.
Mi fa paura, mi pare un delinquente. Secondo me appartiene a brutta gente.
No, non aveva paura.
È una persona come tante altre.
Per me quell'uomo è importante, è essenziale per la nostra vita.
In effetti io ho chiesto solo un prestito.
Apriamo le pescherie.
Con i soldi che guadagniamo pago piano piano il prestito che ho avuto. E la
nostra vita cambierà.
Gennarino crescerà bene, nel benessere. Carmela, non ti preoccupare.
Stai tranquilla.
Adesso dormi, eh?
Che il tuo Vincenzino penserà lui a tutto.
Ah,
che giornata oggi.
Cazzo, stonca caganna!
Non ci stanno aspettando in ognuno i porti, ma che stai facendo?
Cerca di morire, figli!
Il signor Rousseau si è affatto tardi, non facciamo stronzate!
Non ci muoviamo, facciamo mattini!
Sei stronzo, che cazzo stai combinando, laddì?
Allarga sti cosci, amma.
Allarga il buono.
E mo' esci dai vesti.
Così.
Mi fa piacere, ma... Stavo facendo tanto.
Fili, vado a muovere.
Fili, vogliamo fare un presso? Ce ne andiamo o no?
Vaffanculo.
Scusate tanto, eh?
Ti è piaciuto quello che hai fatto?
Scusate tanto, eh?
Oh, hai visto loro? È tardissimo. Dobbiamo andare.
Ma che ci fai con questo cazzo di mano? Devo pensare a una sorda.
Ma la dormo tu, questo cazzo, eh?
E voi che ci facete qua?
Ma... Ma io vi conosco. Voi siete San Gennaro.
Strunza!
Ma che vuoi fare con i soldi che ti danno domani? Vuoi aprire una pescheria?
No! Siete a me.
Te li giochi all'otto. Così finiscono tutti i guai.
Sette.
Ventotto.
Trentotto.
Sette. Settantuno,
novanta. Sulla ruota di Napoli.
E da domani in poi la tua vita cambierà.
Sette,
ventotto,
trentotto, settantuno, novanta. I miei problemi sono finiti.
Buongiorno, Don Filippo, tutto a posto con i documenti? Sì, tutto a posto. Ecco
il tuo contratto. E i soldi?
L'assegna.
L'assegna di 15 milioni.
L'assegna? E che cos'è l'assegna, Don Filippi? Non avete detto che mi davate i
soldi? L'assegna. E io lo so che cos'è questa assegna. Gesù.
Qui c'è Maro Viva.
Ma non è possibile.
Tu pensavi che avessi un mercato di 15 milioni.
Eh?
Con questo assegno, dove è la banca? Presenti un documento e ti danno 15
milioni di compagni. Ah, che bellezza! Fermati.
Aspetta. Tu devi prima... fermare... queste belle cambiate. Eh, ma poi c'è il
problema! Stai calmo!
Queste cambiate, quando arrivano alla scadenza, tu le apavai.
Capito? Guarda la mia faccia. Vici, non ti puoi sbagliare, perché se non me le
arrivi a pagare...
Io mi prendo la tua casa, hai capito bene?
Bella mamma.
Carme!
Ma com'è che ci hai messo tutto questo diere? Ballone?
Te l'hanno errato i soldi, finalmente l'apriamo questa pescheria.
Carme, c'è sto contratto da casa.
I soldi me l'hanno errato. Stanno cadendo, io? Me li sono giocati tutti al
banco a otto, Carmè, cadendo.
Ce stanno tutti i biglietti come questo.
Sono cinquine.
Carmè, stanotto maggio sono andato a San Gennaro quando era bello. Mi ha dato i
cinque numeri. Eccoli qua, Carmè, me li sono giocati. Me li sono giocati tutte
cose, Carmè.
Ma tu sei proprio una chiavaca. Per me tu... Tu sei uno strunzo, sì.
Sì, non me niente.
Proprio tutti i soldi ti sei giocato, ma allora sei proprio deficiente. Ma che
cazzo ci tieni in te il cervello? Che cazzo ci tieni?
Sì, non me niente.
Ma che non ha capito nemmeno un cazzo.
E' questo che è corto di cervello.
Ma domani capirà tutto.
E invece fui io a capire.
A capire quanto la vita sia lontana dalla fantasia.
Onfili, io vi sono venuto a cercare un grande piacere.
Onfili, io i soldi che voi mi avete prestato, io non ve li posso restituire.
Io me li sono giocati tutti quanti al bangolotto e li ho persi, Don Filippo.
Ma voi al posto mio avreste fatto la stessa cosa.
Don Filippo, io mi sono suonato a San Giannaro, quando era bello.
Una figura bianca, che splendeva, una luce.
E mi fa strunza.
Ma come?
Con i soldi che devi prendere da Don Filippo, tu ti vuoi aprire una
pescheria? Tu ti devi giocare tutto su questi numeri al bangolotto.
E mi ha dato i cinque numeri.
Sette, ventotto, trentotto, settantuno e novanta. Don Fili, voi al
posto mio avreste fatto lo stesso.
Che andavo a pensare, Don Fili, non è uscito il numero, il numero non è
uscito, Don Fili, ho perso tutto.
E che posso fare io?
Don Fili, io vi chiedo solo un altro po' di tempo per il pagamento.
Dio mio, che striscia.
Che scemo così, Vici.
Che scemo.
Vici!
Ti ricordi che cosa ti ho detto?
Non mi interessa.
Tu puoi fare quello che vuoi con i soldi.
Puoi giocarli al bangolotto.
Puoi aprirti una pescheria.
Puoi chiamarmi il zocco.
Non è un mio problema.
Il problema è che io rivolgo i soldi miei. E li rivolgo entro una settimana.
Hai capito?
Altrimenti non so cosa può succederti. E inoltre, ti ricordo che qui ho le tue
cambiali. Se tu non mi paghi, la tua casa è mia.
Va te.
Dì che scemo che è quest'uomo.
È tutto stronzo.
Però ha una moglie che è una grande chiavatona.
Veramente bello, chissà se si può fare qualcosa.
Ma potessi telefonare?
Allora... Ecco qua il numero.
Vorrei parlare con la signora, per favore. Sono io, con chi parlo?
Sono Filippo Iovine.
Com? Filippo chi?
Non mi ricordo, scusate.
Cercate di ricordarvi, signor.
Sono venuto da voi la scorsa settimana proprio per venire a casa vostra. Sono
la persona che ha prestato a vostro marito 15 milioni.
Sì, sì, dite.
Ho bisogno di vedervi perché...
Dobbiamo parlare insieme di un problema molto importante, signor.
No, guardate, non se ne parla proprio.
Se dovete dire qualche cosa potete parlare con mio marito. O piuttosto
venite a casa e ne parliamo insieme.
Non posso parlare con vostro marito.
È una cosa molto importante, molto seria. È una cosa che riguarda vostro
figlio.
Mi sono attaccato il creatore, non vorrei che gli succeda qualche cosa.
Ah, a mio figlio?
Non vede che cosa ci può azzeccare mio figlio in questa storia?
Signore, sono cose di cui non si può discutere per telefono, d'altra parte io
a Napoli sono molto canasciuto, con me dovete stare tranquilli.
No, no, lo so, non è questo il problema, è proprio che io non posso uscire senza
mio marito, con una persona che ho visto una sola volta nella vita mia.
Non è proprio il caso, no, guardate. Signora, cercate di capire, qua sta in
gioco il futuro vostro e di vostro figlio. Io vi chiedo solo cinque minuti.
E va bene, solo cinque minuti, se non è possibile diversamente, cinque minuti. E
dove? In un posto pubblico, dite voi.
Possiamo incontrarci stasera alle otto e mezza in piazza Vittorio, davanti al
Banco di Napoli.
Va bene, però devono essere solo 5 minuti.
Buongiorno.
Buon vicino, eccovi il pane. Che?
Volete un poco di vino?
No, grazie, voglio grazie. Lo sa che non vedo. Va bene.
Don Pasquale, come va?
Accomodatevi.
Don Pasquale, vi volete mangiare qualcosa?
No. E vi volete bere un bel bicchiere di vino?
No, bici, che vuoi?
Don Pasquale, mi hanno indirizzato a voi.
Però io non so come dirvelo.
Dice... Dimmi l'ambressa perché me ne hai già io.
Ombasca, mi servisse una pistola.
Una pistola, vici?
Vici, ma tu fai un pescatore.
Chi la fa con sta pistola? Lo ti rassegna.
Ombasca, un pescatore.
La mia vita è cambiata, ombasca.
Non posso raccontarti tutta la vita mia. No, no, no. No, vicino.
La vita tua non me la raccontare perché va che è presso. Hai giù capito?
E tieni 200.000 lire in tasca.
Ma come avete letto i tuoi pensieri? Solo 200.000 lire tengo.
Sì, vicino. Non posso, che faccio?
Stai zitto, zitto.
E stai zitto.
E' sordo, vici.
Ehi, chiamami ora per 200 mila lire, pare che mi stai dando 200 milioni.
Hai solo visto, don Nino?
Ciao, vici.
Vici, se mi consenti, te lo posso dare un consiglio.
Continua a fare il pescatore.
Qual è questo problema?
Perché hai tutta questa fretta di incontrarci? Non possiamo andare a
parlare dove stiamo più tranquilli, no?
No, ho dovuto lasciare mio figlio a casa con mio marito. Io ho anche dovuto dire
che andavo da mia madre, perciò cerchiamo di fare ambresso.
Il problema allora è questo.
Se non hai cambiato che mi ha dato tuo marito. Lui è venuto stamattina per
dirmi che non può pagarle perché ha giocato tutti i soldi a lotto. Ma questo
non è un mio problema.
o mi ridate tutti i soldi o prenderò la vostra casa.
No, la casa... la casa non è possibile, perché c'ho dentro un bambino e non è
che possiamo andare io e mio figlio in mezzo a una strada.
Mio marito... mio marito ha sbagliato a giocarci tutti i soldi, però è una brava
persona e vedrà che gli riderà. Ma i soldi per uno come me non sono affatto
un problema importante.
Posso restituirvi lo stesso le cambiali, ma ad una condizione.
La condizione è che tu devi essere gentile con me da oggi.
Porco, non ti permettere mai più, hai capito?
Allora vi c'è?
Il bambino com'è stato?
Il bambino è stato buono. Ma tu mi hai detto dieci minuti, vado da mamma e
torno. Carmè, sei stato due ore, Carmè, mi hai lasciato solo.
Vici, tenevi a che fare?
Eh, avevi da fare, ma due ore col bambino, con i panni da stirare.
Carmè, tu devi mettere in da cervello una cosa, devi giocare a casa, devi fare
la femminile di casa, capi? Vici!
Senti, pure io ho dei grossi problemi. Ma che fai?
Carmè! Hai rotto l'unico servizio di gatto che mi regalò mamma per il
matrimonio.
Carmè, ma tu sei pazza, Carmè? Carmè, me ne vado a piscare, non mi aspettare
questa notte. Cos'hai fatto in questa casa?
Che intenzione tiene di fare con il piscatore?
Non lo so ancora.
Pronto? Vorrei parlare con Don Filippo. Sì, sono io. Sentite, io vi vorrei
incontrare assieme a mio marito per cercare di mettere a posto questa cosa.
No, signora, non mi interessa, non mi interessa.
Io vorrei che voi capite questa situazione.
Mio marito si comporta in maniera strana.
Io... Ho paura che lui può fare una pazzia per ridarvi questi soldi.
Sentite, cercate di avere un poco di pazienza.
Noi i soldi ve li ridiamo. Dovete solo avere un poco di pazienza.
Non ci potete prendere così alla gola. Noi siamo gente che ha sempre faticato e
non abbiamo niente da dare a nessuno.
Voi i vostri soldi li riavrete.
Dateci solo un po' più di tempo.
Non mi interessa, noi ti abbiamo già parlato. Vi prego, per carità.
No, non mi interessa, li voglio i miei soldi, signore.
Oppure mi piglierò la casa vostra.
La casa non ce la potete portare via, è l'unica cosa che abbiamo, per carità.
Fatela per mio figlio, è così peccorile che c'è trasi sin da sta storia. Senta
signori, io non ho neanche tempo da perdere, le faccio un'ultima proposta.
Io ho le cambiali firmate da suo marito, se lei le vuole, se le deve guadagnare.
Per ogni cambiale io voglio una prestazione sessuale, senza alcun
limite. Io non posso accettare quello che voi mi chiedete. Eh, va bene. Allora
io la saluto perché tengo altre cose da fare.
No, aspettate.
Venite stasera.
Mio marito non c'è.
Allora sarò molto puntuale.
Stasera per me...
Sarà una grande sera.
Senti, io torno fra un parolore. Tu stai attento che non torni quello stronzo del
pescatore. Non voglio che assate. In questo quartiere sono molto conosciuto.
Se ci sta qualcosa che non va, butti il clac, sono tre volte.
Senti, ti devo dire una cosa, io non riesco mai a capirti, tu muovi per un
'altra donna e tu rimani qui indifferente.
A me gli uomini non interessano, sono frigida, sto con Filippo solo per
soldi.
Però secondo me tu hai un carattere proprio strano, ma strano assai.
Per me fare l'amore è solo perdere tempo.
Vuoi venire a sedere qua vicino a me? Ti faccio divertire.
Non c'è problema.
Ma si deve fare per forza in questo modo?
Non è che ci potremmo mettere d'accordo in qualche altra maniera?
Sì, non fa storia. Abbiamo già parlato a sufficienza.
Cerchiamo di non perdere tempo e rispetti i nostri patti.
Che c'è là dentro?
C'è dentro?
C'è una pelliccia della biancheria per te.
Figlio, questa valigia va tanto fa bello, va.
Ti voglio bellissima.
Muoviti.
Grazie.
Che c'è?
Oh, bella mamma.
Bello, stai buono, eh?
Buono.
Non chiagnere, eh? Non chiagnere.
Stai buono, stai buono che mamma torna presto.
Non chiangere, lo faccio solo per te.
Lo so, solo per te.
La lingua.
La lingua.
Dai, tirala fuori.
La lingua.
Ma non ti masturbi.
Andiamo a mandare così.
Ti piace?
Forza, forza.
Succhi il cazzo.
Tutto quello che dico devi fare.
Avanti, cerchi di guadagnare sti sordi. Forza. Muovi la mano e succhi il cazzo.
Così.
Mettilo in bocca, forza. In bocca, avanti.
Andiamo, in bocca.
Forza, forza. Non ti fermare.
Così, così.
Fammi sentire un buon succhio.
La lingua.
E muovi la mano. Forza.
Avanti, avanti. Non ti affermare.
Forza.
Prova così.
Sento come ballo, cazzo, sì.
Oh,
che sbraccino.
Ah,
così. In modo che stai guadagnando, stai cambiando. Vai, vai.
Ti ho detto di non fermarti.
Non ti ha fermato.
Ah, va.
Ti ha fatto un colpo, forza. Ah, così.
Sì, sì.
La mia pussierà.
Stava alle voglie di quel figlio di puttana.
Io stavo cercando il modo di raccattare quei 15 milioni.
Due giorni, due giorni sono assai, come facciamo che la casa è piccinella e la
roba mette?
Non c'è nessun problema, Totò, io mi metto un po' di vano, c'è una rinacolata
e ne stiamo a posto, un chilo di giorno e su.
Ma c'è sta pure una da ragione, ci sono le finanze che non stanno bene.
Totò, tu quello che devi avere, io quello che ti do, io contribuisco, non c
'è nessun problema.
Eh, cosa ti dici, ne va pure.
Quanti anni?
Hai spogliato?
Ma cos'è?
Spogliato come una grottaccia a un collo.
Ho trovato una bella gambiala.
Muovi il culo.
Così.
Continua. Continua, continua.
non da fermare non da fermare
la margherita, oggi la mano continua, continua, muovo pure la c***a,
muovo la c***a, va così, brava.
Va così, giù forte.
Brava, brava.
Alla nuzzangagna.
Brava, brava.
Brava così.
Continua, continua, continua.
Spingi che ti allargo il culo, spingi, capi? E te ce la rendi, poi...
Zuccialo! Zuccialo e muovi il culo!
Brava! Brava!
Brava! Stai imparando!
Stai imparando!
Stai imparando! Stai imparando!
Stai imparando! Stai imparando! Stai imparando!
Come girano, girano così.
Andava, andava.
Forza, forza, forza.
Andava.
Zucca, zucca.
Tu mi hai tacciato in buco.
L'ho fermato.
Zucca, zucca, zucca.
Zucca.
La lingua fuori.
Così, brava.
Zucca forte.
fino a quello.
Ma che sta facendo? Facetemi scendere. Sì, state zitta, non preoccuparti. È una
cosa che facciamo spesso per arrotondare le entrate.
Non succede niente, non ti preoccupare.
Ma non voglio, ma non voglio. Facetemi scendere, facetemi scendere. Zitta,
zitta.
Ma che succede?
Non so.
Non pensarci. Ho paura. Sarà qualche ubriaco.
Stai tranquilla.
Dammi tutti i soldi, forza!
Forza!
Non fa paura, Yuna.
Stanno giocando tra loro.
Non preoccuparti, dai.
giro da giacchino
un bello servizio, fai la brava.
C'è, c'è, c'è, c'è, c'è, c
'è.
Sto... Sto... Sto...
brava brava brava brava
Ma non ti ha fermato!
Sto perdendo!
Hai visto quanto è bravo?
Hai visto quanto è bravo a fare il buchino, voglione tua?
Dai, dai, arronnami.
Non torna sino lì, macine.
Oh, Giulio! Oh, Giulio!
Oh, Giulio! Oh, Giulio!
Oh, Giulio!
Oh, Giulio! Oh, Giulio!
Oh,
Giulio!
Non è... Non è... Non è... Non è...
Non è... Non
è...
Il mio povero amore aveva pagato il debito, ma era rimasto irreparabilmente
ferito per l'atroce esperienza subita.
Andiamo a trovare, andiamo a trovare, andiamo a trovare, andiamo a trovare,
andiamo a trovare.
Carmela!
Carmela!
Carmela, che fai?
Carmela, che fai?
Carmela, che fai?
Ti sembra che fai, Carmela?
Ho saldato il debito. La nostra casa è salva. Ho voluto morire per la vergogna.
Non trascurare mai, Gennarino. E se in sogno ti darò i numeri, non mi credere.
Ti amo.
Che cazzo sta
succedendo?
Che cazzo vuol dire?
Si,
è occupato, va buono.
Questa è la fine che devi fare pure tu!
Scifo!
Tu!
Guagliù, portami un'altra bottiglia di vino. Un'altra, Don Vincenzo? Un'altra.
Buonasera, Don Vincenzo.
Buonasera. Don Vincenzo, oggi ho un compito ingrato, ma lo devo fare.
E voi sapete perché.
Fate il vostro dovere, pesci. Arriva a aspettare.
Permettete l'ultimo sorcio di vino.
Prego. A saluto vostro.
Andiamo. Avanti, seguitemi.
E che te li dà, guarda?
Quello è un bravo uomo.
Buonasera.
E così da quel lontano giorno.
Sono passati vent'anni, vent'anni di rimorsi e sofferenze.
E voi
chi siete?
Cosa volete da me?
Io sono un amico di tuo padre, ci siamo conosciuti in America.
Lui sapeva che io venivo in Italia e mi ha detto di passarti a trovare. Come
stai? Ti manca qualcosa?
No, io sto bene.
Sto anche lavorando.
E mi sono anche sposato.
E che la macchia sulla faccia che è?
Eh, questa è una voglia che tengo da bambino. Eh, lo so, lo so. E voi che ne
sapete? Eh, lo so perché sono cose che arrivano fino alla nascita.
Ma rim, ma papà tuo, io, ho piense maglie, ti vuoi bene?
No.
Lui mi ha abbandonato quando ero piccolo e non mi ha dato più notizie.
Ma ti ha abbandonato, eh?
Ora che torni in America e lo incontro, devo dirgli qualcosa?
No, non ci dico proprio niente.
Vedo che stai in dolce compagnia.
Io tolgo il disturbo, me ne vado.
Arrivederci.
Ma chi è questo? E' Canasacci, dici di essere un amico di mio padre?
Tu sei proprio ballella.
Poi, giornali!
E Vicenza? E se ne chiude, che ne so dove è andata.
Papà, ma questo chi è?
Voglio riguardare una cosa.
Che se avessi la fortuna di incontrare un'altra volta quell'uomo, portagli
rispetto, perché è un gran uomo.
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