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La nostra storia ha inizio in un mondo magico ed immaginario, dove il peccato
cerca di dominare i suoi sentimenti.
Gli uomini di sentimento sono naturalmente contrari, ma la tentazione
di vivere all'insegna della perversione lentamente li spinge a cambiare
opinione. Un mondo di peccatori, dunque.
Forse sì, ma ancora qualcuno resiste.
Tra questi un tal Mastro Geppetto, uomo di sentimento, nonché umile falegname,
che convive felicemente con la bellissima sorella di nome Artemide.
Perché non parli?
Bello, bello!
Bello di papà tuo!
Ma Gepetto, ancora con questo pezzo di legno? Ma questo è mio figlio. Guarda
quanto è bello.
Un figlio di legno?
Certo, di legno.
Perché dopo la fata turchina gli darà la vita.
Ma con tutte le donne che ci sono in circolazione, perché non te lo fai in
carne ed ossa un figlio?
No, no, no, no, no, no, no.
No, no, no, no, no, no. Io con le donne un figlio non lo faccio.
Lo faccio di legno, perché poi un burattino di legno conserverà in questo
mondo di lati e di mascalzoni quei sentimenti buoni che noi abbiamo.
Perché noi siamo persone di sentimento, non siamo persone del peccato. Quindi io
adesso mi costruisco un burattino di legno, che però diventerà poi un
maschietto bello, normale, di carne come tutti gli altri, grazie all'intervento
della fata Turchina. E vedrai che il mio bambino conserverà l'animo puro, l'animo
del legno, l'animo sano della vita.
Fai come vuoi, Geppetto, ma adesso scusami, devo andare.
E dove vai, dove vai?
Da Clotilde a prepararti la torta di mele. Ah, una torta per me? Sì.
Grazie, che brava, che brava, che brava la mia sorellina. Tu sì che sei una
brava ragazza, non come certe donnacce che ci sono in giro, che pensano solo al
sesso, che vivono nel peccato, senza di morti di Dio. Brava, brava, brava e
bella. Vai, cara, vai nella tua amichetta, vai a preparare la torta per
il tuo fratellino, vai. A dopo.
Bello, bello.
Bello, figlio mio!
Bello!
Clotilde! Ciao! Finalmente! Vieni su, dai, muoviti!
Sì, vengo subito!
Tieni!
Si può sapere perché è fatto così tardi? È tutta colpa di quel cretino di mio
fratello. Si è messo a parlare con suo figlio. Perché è un figlio? Sì, cioè,
non proprio.
Si è costruito un burattino di legno e dice che è suo figlio.
Poverino, mi fa tanta pena. Sai com'è, sempre solo.
Andiamo?
Andiamo a casa mia, così possiamo starcene un po' tranquille e non ci
pensare, tuo fratello è irrecuperabile
Buonasera Mastro Geppetto, io sono il Grillo Parlante e vengo da parte della
Fata Turchina. Ah bene, allora mi raccomando, io glielo affido, ma lo
tratti bene, non gli faccia prendere freddo!
Lo porti dritto alla Fata Turchina che deve fare tutte le sue magie e poi me lo
riporti subito qui, perché lui è come un figlio per me, mi raccomando, piano
piano!
Oh!
Attenzione!
Piano, piano!
È come un figlio per me!
Piano, piano!
Addio, figlio mio!
Il grillo parlante, Ligio al suo dovere, porta immediatamente il
burattino nella reggia della fata turchina. Con quanta cura, con quanta
premura maneggia il prezioso fagotto.
Signora, ecco a lei Penocchio.
Da parte di Mastroge, petto.
Vai.
Ora questo burattino lo trasformo in ragazzino. E dal posto del nasone voglio
spunti un gran cazzone.
Alto, bello ed elegante, sarò un fusto affascinante.
Con un gesto delle dita io ti darò la vita.
La magia perfetta farò con la bacchetta.
La fata turchina guarda ammirata la sua opera.
La magia è perfettamente riuscita.
Ma c'è qualche piccolo problema.
Il burattino è diventato un ragazzo in carne ed ossa, ma ha qualche difficoltà
a muoversi.
Beh, certo, dovrà imparare tante cose.
Come ogni bambino che si rispetti, deve imparare a parlare, a camminare, a
rapportarsi col mondo esterno.
a conoscere gli uomini e la vita.
Oh, ma dove vai, Pinocchio? Così ti farei male. Fermo, fermo!
Di qua, da bravo.
Oh, no, non sul bordo della piscina.
Girati a sinistra. E questa è la tua sinistra. E va dritto.
Un passo davanti all'altro, così bravo.
Indietro.
Ubbidisci, birichino.
Siediti, va? Sei carino.
Riposati un pochino.
Cosa sento sotto il vestito?
A quanto pare Mastro Geppetto ti ha ben fornito.
Eh sì, proprio bene.
Complimenti al vecchio Geppetto. Ha scolpito un bel giochetto.
Sei proprio un bel burattino.
Ho in mente una magia proprio adatta a
te.
Vedrai, mi ringrazierai.
Avrei voluto lasciartelo di legno.
Ma così è anche più degno.
Ti piace, vero?
Ti insegnerò tante cose.
Per far felice una donna.
Basta un bel attrezzo.
Devi usare bene il mezzo.
e adesso la seconda lezione si chiama penetrazione
Spingi, pinocchio.
cominci a imparare marmocchio
Grazie mille
Ma che bravo purettino. Ora leccami un pochino.
Un pochino.
suonami il cuore
La fatina sta godendo!
Ti è piaciuto?
Sì, la tua fatina ti ha insegnato i segreti dell'amore, mio dolce purattino.
Ma tu non abusarmi.
Maestro, si svegli.
Sono il Grillo. Oh, mio figlio! Come sta? Dove sta?
Oh, dorme come un angioletto. È di là. Oh, bene!
E mi dica, com'è andata?
Tutto a meraviglia. C'è solo un piccolo problema. Un piccolo problema?
Che cosa è successo? Un piccolo problema?
Sì, vado pure a vedere. Niente di grave.
Un piccolo problema.
Pirocchio, come sei bello!
Ma guarda! Sembra proprio un ragazzino vero! Tutto vero! Tutto...
È quello?
Invece del naso?
Che ti avevo fatto tanto carino!
Guarda che ti ha combinato!
Altro che fatta turchina!
Fatta purcina la dovrebbero chiamare!
Ma vi metto a posto io! Vi metto a posto io! A te e a lei!
Guarda che roba!
Non te lo toccare! Che poi diventi cieco, hai capito?
Ricordatelo! Non te lo devi mai toccare!
Giù! Deve stare! Ci pensano io a correggerti! A metterti a posto! Ci
pensano io a insegnarti l'educazione!
Giù!
Buono!
Grazie.
Oh, no!
Grazie.
Sì.
Ah, un'idea.
Aspetta qui, torno subito. Fa presto però.
Certo.
Ma che cosa fai? La gente di solito mi dà qualche centesimo, dei bottoni, una
sigaretta, ma nessuno mi ha mai dato la fica.
Mi dai la fica?
Vieni con me.
Eccomi.
Ma dove andiamo? Non ti preoccupare.
Niente male, però.
Guarda a cosa ti ho portato.
Oh, cazzo.
Femmine.
Sì. Che
puzza. Forse è meglio
lavarlo.
Dacci dentro col bagno schiuma.
Sì, mi piace questo servizio.
Oh,
sollevico!
Sì,
un po' qui.
Ancora bagnoschiuma, tesoro.
Ah, che bello!
Che bello! Ecco, adesso è pulito come Mastro Lindo. Un po'
davanti.
È primavera.
Sbagliatevi.
Ah! Ah! Ah!
ma che fai?
ma che fai?
vado anche qui che
bello
Grazie.
Oh!
No.
Grazie.
Oh!
Sì.
Grazie.
Mettila dentro.
Vieni qui.
Vieni qui.
Avanti.
E poi a te!
Ah, coccoli!
Grazie
Oh!
Oh!
Ah!
No!
Oh!
No.
Oh!
Oh!
Oh!
no
Grazie.
Oh.
oh oh oh
Baciami, tesoro.
Ehi, svegliati.
Stavo dormendo così bene.
Volete scoprire ancora?
No, no, no, grazie. Voi siete matte, no.
No, no, grazie. Non se ne parla neanche. No, grazie.
Senti, Artemide.
Perché non fuggiamo e andiamo a conoscere il mondo del peccato?
Artemide non fece più ritorno a casa e Mastro Geppetto, dopo un periodo di
profonda disperazione, cominciò a dedicare il suo tempo al tanto
desiderato figliolo.
che finalmente la fata turchina gli aveva trasformato in un ragazzino in
carne ed ossa.
Gli insegnò a camminare. Avanti, fammi vedere tu!
Un disastro, è un disastro!
Guarda papà, guarda che cazzone! Ma che cosa fai? Ma scusa papà, scusa! Ma
scalzone!
Porcaccione! Ma scalzone!
Sempre queste porcherie!
A parlare. Allora Pinocchio, prima che tu vada a scuola, io almeno ti devo
insegnare le lettere dell'alfabeto.
Cominciamo dalle vocali.
No,
no, no, senza aggiunte, senza aggiunte, che io so chi te l'ha messa in testa
queste cose.
La fata turchina, senza aggiunte, andiamo avanti.
Ecco. Lo sapevo. Continui sempre ad aggiungere cose che non c'entrano
niente. No, basta.
Basta aggiunte.
Solo la vocale. Solo la vocale e basta.
Vabbè, proviamo quest'altra. Voglio vedere.
Ma cazzone!
Piccolo, piccolo, piccolo, piccolo. Ah, vabbè, almeno piccolo.
A mangiare? Allora adesso facciamo una bella lezione per imparare a mangiare
come un bravo ragazzo educato.
Allora, questo è un coltello e forchetta. Il coltello si tiene con
questa mano, la forchetta con quest'altra.
Adesso, per esempio, prendiamo questa banana.
Sì. Tu come la mangi?
Ma la banana si mangia così.
Ma che cosa fai, mascalzone?
Come così? La banana?
Chi te l'ha insegnata? La fata turchina! Ma la fata turchina ti insegna solo
porcherie! La banana si deve sbucciare, tagliare così, vedi?
Poi? Poi tagliare anche da questa parte, poi la apri, così, la sbucci per bene, e
adesso che ci fai?
La piglio e la ficco in culo alla fata turchina! Ma scalzone maleducato! Basta
con queste porcherie, hai capito? Basta!
A diventare un ragazzo educato. Oggi facciamo lezione di buone maniere. È
importante per un bravo ragazzo. Se tu incontri una signora che ti dice
buongiorno Pinocchio, tu che cosa le rispondi?
Buongiorno signora, che piacere vederla. Che vuole un po' di cazzo? Eh ma come
cazzo? Ma cosa dici? Cosa dici mascalzone?
A capire l'importanza del lavoro.
Ed è probabile che diventerai falegname anche tu. Allora devi imparare a che
cosa servono gli strumenti del lavoro.
Questo qui è il martello. A che cosa serve il martello?
A ficcarlo nel culo delle donne, così.
Mamma mia, mamma mia, questa fata turchina, mamma mia.
Lasciamo perdere il martello, passiamo alla lima. La lima, a cosa serve la
lima? Questa è la sua, questa è la sua. Con questa ci limbo la figa così e poi
nel culo così.
Così, così.
Basta, basta, basta.
Lasciamo perdere la lima.
Passiamo allo scalpello. Passiamo allo scalpello. Lo scalpello.
Questo attrezzo ha un dita. A che cosa serve lo scalpello?
Ah, mi ci scappello il cazzo. Così poi lo fico nel culo delle donne, così.
Basta, basta.
Ma che cosa ti ha inculcato la fata turchina?
La fata turchina mi ha inculcato. Sono io che ho inculcato a lei. Non lo voglio
sentire, non lo voglio sentire.
E a capire l'importanza della scuola.
Adesso dovrai andare a scuola.
Quindi, a scuola ti insegneranno a scrivere. Per scrivere ci vuole la
penna. Questa è penna.
Pene. Non pene.
Penna. Penna. Basta con sto pene.
È una frustrazione questa.
Allora, questa è la penna. E la penna serve per che cosa?
Per scrivere.
Adesso ti insegno a fare le aste. Guarda, questa è un'asta.
E questa è un'altra asta.
Avanti, falli anche tu.
E questo che cos'è?
Un'asta.
No, questo qui è un pene. E tu fai sempre soltanto questo.
Chi te l'ha insegnato?
La fata turchina. Basta con questa fata turchina, non è possibile.
Ma queste ti sembrano aste?
Eh, sì. Questo è un pene. E tu sei un ragazzino maleducato. Avanti, rifalle.
Le aste. Un'asta, due aste.
Falle anche tu. Prova ancora.
Un'asta, due aste e due palle.
La devi smettere!
Maleducato! Basta con queste schifezze, sei un mascazzone! La devi smettere!
Capito?
Geppetto, con grande impegno, è riuscito a far diventare a Penocchio un ragazzino
educato, pronto ad uscire di casa.
E ad affrontare la vita.
Oh, figlio mio, bravo! Che cosa vuoi? Babbo, oggi è il mio primo giorno di
scuola, sono così emozionato. Bene, benissimo!
Mi raccomando, comportati bene.
Non dare confidenza agli sconosciuti, non parlare con nessuno. Vai subito
dritto a scuola. E se la maestra ti interroga e ti dice Pinocchio, fammi
vedere cosa sai fare.
Cosa rispondi tu?
Le faccio vedere il cazzo? No, no, ma... Mai, questo mai!
Non parlare mai di queste cose con la maestra, mai!
Mi raccomando, comportati bene.
Anzi, a proposito, siccome io devo stare fuori una settimana perché devo andare a
cercare mia sorella, voglio che ti conosca, voglio che torni a casa, perché
la casa senza una donna è vuota, allora io ti lascio questi soldi. che sono i
risparmi di tutta una vita. Mi raccomando, non li spendere, non li
sprecare. Se ti serve qualche cosa, ce li hai. Se no, quando torno, me li
restituisci. Ricordati di non dare confidenza agli sconosciuti. Ora a
scuola, che se no fai l'armi. Vai, vai figliolo, vai. Grazie papà, grazie.
Bello figlio mio, bello.
Oh, dunque, questo lavoro è finito.
E adesso vado a cercare mia sorella.
Penocchio si avvia verso la scuola, dove incontra Lucignolo.
Ah, ma tu sei Penocchio. Ciao, Penocchio. Dove stai andando? Sto
andando a scuola. Io devo andare. A scuola? Ciao. Cosa ci vai a fare a
scuola? È una noia. Il mio babbo mi ha detto che devo imparare a leggere e
scrivere. Ah, la scuola è tutto tempo sprecato.
Darretta a me. Andiamo al bordello. Bordello?
No, io devo imparare. Conosci il grande Mangiafiche? No, non lo conosco. Non so
chi sia. Ah, è un grand'uomo.
Vieni con me.
Questa roba non ti serve. Dai, Penocchio, non fare quella faccia.
Ti piacerà.
Signori, buonasera. E benvenuti al grande bordello di Mangiafiche.
Questa sera voglio presentarvi una ragazza magnifica.
Salome! Un applauso per voi.
Forza! Forza!
Avanti!
Che carina!
Guardate che meraviglia della natura, è splendida. Siete d'accordo? Sì, sì.
Adesso danzerà solo per voi. Vai, forza.
Facci vedere chi sei.
Bella!
Mi piace, è vero? E voi? Voi cosa aspettate? A tirare fuori i vostri
cazzi? Coraggio, mi sembrate quattro crocetti.
Bravo! Tu sì che mi piaci, è così.
Ehi, Lucigno! Mangia fighe! Come va la vita? Sempre in forma, eh?
E tu?
Dove pensi di andare tu, eh?
Carnevale è finito, lo sai?
Un bravo ragazzo, è solo un po' timido, vero Penocchio?
Guarda che tu mi devi dare ancora 100 euro.
Io sono venuto apposta per darteli.
Il mio amico qui è pieno di soldi, non ti preoccupare, stendi a lui.
Pagherà anche per me.
Io ho tanti soldi, me li ha dati il babbo, però non li posso spendere perché
mi ha detto che poi li devo istituire.
Bravo,
bravo!
Sei un amico? Sì, questo mi prende a schifo. Perché si fa così? Accomodatevi
ragazzi, dai.
Bello il mio burattino.
Vieni. Buon divertimento a tutti.
Grazie.
Brava! Brava! Brava!
Brava!
Grazie mille! Fa sul serio, eh?
Dai, Penoppio! Guarda, Penoppio! Guarda, Penoppio! Guarda, Penoppio!
Guarda, Penoppio! Guarda,
Penoppio! Guarda, Penoppio!
Guarda, Penoppio! Guarda, Penoppio!
Guarda, Penoppio!
prendigli il capellino Salomè ah si il capellino prendilo Salomè
bravo Penocchio bravissimo è
un grande al culo sono me oh sei divertentissimo
vieni un po' da me però eh
Stai giocando per te, Penocchio?
Dai, Penocchio, è il tempo giù, eh?
Eccolo, bravo!
Ci sei proprio zainito con le donne.
Guarda quelli!
Sì, sì!
Ma che sta facendo?
Guarda!
Dai,
che le piace, Penocchio!
E'
meglio dal vivo, Penocchio!
Sì, non se le piace tanto!
Penocchio!
Penocchio!
Allora, vi è di dolore o no?
Vorrei stare con lui.
Grazie perché si va di legno.
Vai!
Bravi ragazzi!
Fantastiche, vero?
Bellissime! Ma guarda come si butta!
Eccoci! Ora ti fanno nero per l'occhio!
Mi piace la sorpresa!
Che divertente!
Mi
piace!
Grazie.
Grazie.
C'è il pomeriggio!
Sì, sì, sì.
No.
Sì, sì!
Grazie.
Grazie mille.
Sì. Sì.
Grazie.
forte ci sa fare questa troietta anche la mia grazie amico grazie
Ah!
no no
certo avevo una gran voglia di cazzo guarda come ci dà incredibile non si
direbbe pazzesco
No!
Scusi.
Sì, sì.
Così, così.
Così, così.
Oh!
No.
Ah!
Sì, sì, sì.
Noi...
Sì, sì.
Sì, sì, sì.
Sì.
si si così si
si
Sì, sì, sì, sì.
Oh no!
Viva Penocchio!
Sì, sì!
Viva Pinocchio!
Ah sì, mi ha insegnato la fata turchina, mi ha spiegato del cazzo, della pica,
come funzionano queste cose qua.
Permette?
Sono il gatto. E lei è la Volperi, una mia collega. Dunque, sono un amico della
fata turchina, mi ha detto che lei ha dei piccoli problemi finanziari che
io... Potrei risolverle. Non ho nessun problema finanziario. Guardi quanti
soldi ho.
Questi me li ha dati mio babbo. Sono i suoi risparmi. Mi servono per... Io,
come lei saprà bene, penso che mi avrà riconosciuto. Avrà sicuramente visto la
mia foto su tutti i giornali. È così vero? Io sono il rappresentante
ufficiale della Parmagat. E sono grande amico della fata Turgina. Ecco, se lei
mi dà questi soldi, noi li investiamo, li sotterriamo nel campo dei miracoli,
certo. E dopo... Lei ritorna qui da me, dopo un breve periodo, insomma due o tre
giorni almeno, e io le ridò indietro questi denari con degli interessi.
Capisce? Ecco, diciamo che io adesso prendo questi soldi.
Io li prendo, li prendo, ma me li dia per cortesia. Io li prendo e li sotterro
lì, così quando lei ritorna, perché dovrà esplicare alcune pratiche con la
mia collega e firmarla. Allora faccio delle pratiche.
Fermo, ha capito? Sì, va bene. Insomma, lei sarà ferma.
Va bene, bene, firmo. Va bene così? Allora siamo d'accordo. Mi raccomando,
lei va, firma, poi ritorna e io le do il denaro. Lo mettiamo qui, vede? Ecco, qui
frutterà per belino. Io sto qui, fermo, controllo.
E quando lei ritorna ci avrà gli interessi. Perfetto, grazie.
Contento? Arrivederci, signor Penocca.
Ti
saluti.
Mastro Geppetto, intanto, cerca la sorella Artemide dappertutto. Ma non
riesce a trovarla.
Per cui, sfinito e disperato, decide di rivolgersi alle autorità, al terribile
maresciallo Balena.
Allora, che cosa vuole?
Io sto cercando mia sorella. È scomparsa da molto tempo ormai, ma io non so dove
cercarla, non so, non la trovo.
Mi dica qual è il suo nome.
Si chiama Artemide.
Artemide.
Dunque, Artemide e Clotilde sono molto amiche, non è vero? Sì, sì, è lei, è
lei, è lei, mi dica dove la posso trovare, la devo riportare a casa, deve
conoscere, è lei, è lei, sì, è lei, è proprio lei.
Vede, queste due ragazze hanno firmato una dichiarazione per entrare nel mondo
del peccato.
Tu chi?
Perché? No, no, io non posso. Non puoi? Perché?
Perché? No, no, no, io... Dimmelo!
Guarda che c'è un solo modo per entrare in contatto col mondo del peccato.
Sei un vecchio deficiente. Firma, firma, dai, cosa aspetti? Firma! Da bravo,
firma il contratto. Ecco, va bene.
Anche l'altro.
Sì, anche l'altro, firma. Facciati sulla schiena, così, ecco, così.
Ma poi vado a riprendere i soldi.
Certo, certo, poi ci andiamo insieme, tranquillo. Va bene.
Oh, bene.
Tieni. Così si fa. Firmali tutti da bravo. Bravo.
Dammi il foglio, che te ne frega tu?
Quante storie, su.
Bravo, amico mio. Ok, ho firmato tutto.
Bene. D'accordo, ma adesso devo andare a prendere i soldi. No, dai, cerchiamo.
Dai, Penocchio, su, muoviti, non fare il timido, forza.
Ma che aspetti? No, dai.
Ah, va, c'è su, fai il bravo. Vuoi che io... Oh. Ok, tieni.
Sentite, credo che sia meglio andare a vedere se il capo di Milano... No, no,
no, resta qui. Ci andiamo dopo, avanti, smettila. Zitto e lega.
Ma... ok.
Dai...
Grazie.
Grazie a tutti
no no
Grazie.
... ...
No.
si si
si
si si
Sì. Sì.
Sì.
Grazie
Sì.
Sì...
Gatto!
Signor Gatto!
Ma dov'è finito il signor Gatto?
Doveva fare la guardia ai miei soldi.
Gatto! Signor Gatto!
Andiamo a vedere se i miei soldi si sono moltiplicati.
Il povero Penocchio, purtroppo, si rende conto di essere stato gabbato dal
perfido gatto.
Cerca che ti ricerca, ma del suo denaro nessuna traccia.
Non ci sono più i soldi.
E adesso chi lo dice al babbo?
Quel farabutto mi ha giocato.
Gatto! Gatto!
Gatto! Dove sei? Dove sei?
Mi ha fregato i soldi! Frutto ladro!
Guardate cosa mi è rimasto! Mi hanno rubato tutti i soldi! Ma com'è
possibile? Non te la prendere, Penocchio.
È la svalutazione.
Svalutazione?
La svalutazione.
Penocchio, Penocchio, lo sai?
Le cattive compagnie portano alla perdizione.
Ebbene, visto che oramai il povero ragazzo ha perso tutto, decide di
rivolgersi al maresciallo Balena per chiedere notizie del suo povero babbo.
Ma si sa, non si può entrare nel mondo dei peccatori senza firmare la
dichiarazione di peccato. E Penocchio, mal consigliato da Lucignolo, decide di
farlo.
Maresciallo.
Due ragazzi vogliono firmare la dichiarazione di peccato.
Falli accomodare subito. Sì, signore.
Prego.
Per quale motivo siete qui?
Stiamo cercando il mio babbo. E come si chiama tuo padre?
Geppetto.
Oh, Geppetto, quel babbione.
No, no. È un babione babbo. È un babione. Un deficiente.
È in prigione. E ti garantisco che farete anche voi la stessa fine.
A meno che non accettiate di scopare con me subito. Chiaro?
Intanto Artemide comincia ad avere dei ripensamenti.
Ehi, Clotilde.
Clotilde, svegliati.
Che c'è? Perché non dormi?
Voglio tornare a casa.
Vuoi tornare con quello stupido di tuo fratello? Sei pazza.
Sì, ma io gli voglio bene. E a me no?
Ma certo, ma sono un po' stanca di questa vita.
Fa come vuoi, io resto qui.
Ho nostalgia di casa, della mia famiglia.
Non sei fatta per questo tipo di vita, lo so.
Devo andare.
A presto. Spero che sarai felice.
Allora ragazzi, sveglia.
Adesso qui sono rimasta sola, la mia amica se n'è andata. E io ho tanto,
tanto bisogno di coccole, va bene?
No.
... ...
Grazie.
oh oh
Sì.
Sì. Sì.
No.
Sì.
No.
Grazie a
te.
No.
Grazie
Grazie
No.
E bravi i miei ragazzi.
Così il nostro Pinocchio, dopo aver rubato la chiave della prigione alla
balena, va a liberare il suo amato babbo e fa ritorno con lui alla casa paterna.
Ora la famiglia è finalmente riunita. E dopo aver conosciuto le spire del
peccato, Artemide e Penocchio sono pronti ad accettare la vita che Mastro
Geppetto aveva sempre desiderato. Una vita di sentimenti. Cin cin allora.
Cin cin.
Alla famiglia.
Ora Mastro Geppetto può finalmente dormire sereno.
Anche Penocchio pare sereno. Che bravo ragazzo. È tranquillo come un
angioletto. Ma vedete, signori, non possiamo dimenticarci che questa è sì
una favola, ma soprattutto è una favola erotica. E quindi non poteva mancare il
lieto fine.
Artemide, saluta i nostri amici.
No, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no,
no.
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