All language subtitles for 1987 Roba Da Ricchi vo - S.Corbucci, M.Amendola, B.Corbucci, S.Grandi

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Original subtitles

... ... ...

grazie a tutti

Grazie.

Scusi, ma io sono un assicuratore. E vuole che non sappia che ci vuole la

carta verde?

Eh? Io devo andare fino a Nizza e tornare in un pomeriggio. Quindi che

cosa ho, insomma?

Va bene.

Allora andiamo al burro.

A parte carta verde, come vuole lei.

Sì, sì, lo so.

Grazie. È molto gentile.

Vengo qui a fare le vacanze.

Grazie, lei è molto gentile.

Scusi!

Scusi un momento.

Mi scusi, sa.

Buongiorno. Purtroppo ho una gomma bucata.

Beh, non mi dia delle colpe perché io ero nel bureau a fare la carta verde e

quindi le gomme non posso averle bucate.

Non volevo dirle questo.

Vorrei solo sapere dove è diretto.

Io andavo a Venezia per un impegno. Anch'io, che bello! Le posso chiedere un

passaggio? Come, cioè, decidi, cioè, cavolo, mi scusi.

Certo, sia comodi.

Per andare a Nizza tanto basta avere la carta verde.

Perdoni la macchina, ma insomma, sa, consuma poco.

E poi andare a Nizza con lei è un po' come andare a nozze.

Scusi queste battute che mi vengono proprio naturali.

Oh, mi scusi.

Prego, prego.

Qui in Costa Azzurra è completamente diverso dall'Italia.

È tutto più raffinato, più lussuoso.

Si capisce che qui c'è gente ricca, che non ha paura di mostrare quello che ha.

E poi se una delle cose belle da fare vedere, che male c'è.

Non le pare?

Sento! Ma

cosa

ha fatto?

Volevo offrire un aperitivo.

Senta, mi chiama un taxi, per favore?

Grazie del passaggio.

Come? Ma perché volevo... volevo dare... Sì, sì, signore.

E non si preoccupi, eh!

Io ho la carta verde e quindi sono a cavallo, praticamente.

Sì, amore, sì.

Non vedo l'ora di atterrare.

Penso tre quarti d'ora, un'ora. Sì.

E come vuoi che sia andata? Come tutti i viaggi, una noia.

Sto trascrivendo delle relazioni in inglese, sì.

La prima l'ho già fatta.

Adesso tendo la seconda relazione.

Come la cavo con la lingua? Bene.

Spero.

Va bene, sì.

Ciao, amore. Non vedo l'ora di vederti.

A fra poco, ciao.

Capitano, morbido l'atterraggio, eh? Sì, tranquillo.

Soffice.

Brigitta, bella Valkyria mia.

Tendiamo un'altra relazione?

Amore, questo è for you.

Molto bello.

Grazie. Ciao. Ciao.

Vi accompagno alla sua colma, dal marito. D'accordo, comandatore.

Arrivederci.

Ciao, Brigitta.

Ciao.

Allora Salvatore, come va? Qual è il nostro motto?

Meglio la carne che il nosso. E darci dentro è più non posso.

Eh, ma questa volta c'è il riposo del guerriero, Salvatore. 15 giorni,

tranquillamente, su a Quaracchieto, in villa.

Voglio dedicarle ai miei figli, alla mia adorata moglie. Relax.

Non pensare né agli affari, né alle tendazioni, né alle svedesi.

Salvatore, ma questa qui c'aveva due tette?

Marmo di Carrara, proprio.

Beh, non ci pensiamo più, eh?

Tranquilli. Che ha fatto in Bari a proposto? Ha perso la casa, con

piacenza. Mazzo.

Monte Carlo, si arrizza, si arra...

Si eleva maestosamente nel cuore della leggendaria Costa Azzurra e 300 giorni

di insolazione all'anno, molto pericolosi, ne fanno un posto ideale per

le vostre vacanze, dove potrete alternare elettrizzanti serate al casino

con fantastiche partite di golf.

Se è l'ideal, lo schino tic. E la mamma è l'ideale per fare lo sci nautico.

Ma Don Vittorino, che cosa dice?

Perché ci leggi il déplià se poi non ci fermiamo, Don Vittorino?

Vabbè, ma un minimo di informazione culturale, non mi interessa.

D'accordo, allora preghiamo.

Ringraziamo il nostro signore per l'ottimo esito di questa gita e per i

miracoli che abbiamo... Che non ha fatto!

Ernestina, cosa dici?

Stiamo tornando tutti uguali.

Anzi, lui sta peggio di prima.

Vabbè, ma non si va a Lourdes per ottenere il miracolo. Si va per

chiederlo. La fede è come un muscolo che deve essere sempre in tensione. Come

dire che se uno suda, dopo è la scelle che gli... Ma no, no, non è neanche

così. La fede è come lo sport.

L'importante è partecipare.

La chiesa è la vostra palestra e io sono l'allenatore delle vostre anime.

E la vita è come un campionato di calcio.

Chi si sarà comportato bene rimarrà in Serie A e magari vincerà lo scudetto.

Chi invece avrà fatto male verrà retrocesso in Serie C1 o anche C2. E a

nulla varrà la nuova campagna acquisti.

Quella lì è la barca dove la povera Maria Meneghini Callas commise il primo

atto impuro con Aristotele Onassis. Il Cristina.

Sì, chi è?

Buongiorno, direttore.

Sono... sarei io.

Ah, è lei, Carbone. Venga, venga, si accomodi. Grazie, direttore. Si accomodi

pure. Qui? Mi vedo qui.

Dove vuole? Mi vedo qui. Ho detto dove vuole!

Lì! Lì!

Ma perché magari?

Lì, lì, lì, Carbone.

Me ne ha combinata un'altra delle sue. Chi? Lei, non appena arrivato, ha

causato danni ad un bar per più di due milioni di lire. Sì, 9200 franchi. Sì,

però, se mi consente, io ho avuto un'idea che oso definire quasi geniale.

La dica? Cioè, appoggiandoci al nostro ufficio legale, noi potremmo validamente

rifarci sulla fabbrica che ha costruito i freni. Di un'auto che non si fabbrica

più da 16 anni?

Sì. Sì. Ma perché io pago ancora? Oh, per non parlare poi di questa polizza

dove... Ah, eccola qui. Di questa polizza che lei ha fatto alla signora...

Dupont? La polizia di Dupont?

Sì, sì, facendo appunto sottoscrivere alla signora un contratto di

assicurazione a favore del suo cane.

Bobby, un alano? Sì, un alano, bravo, un alano gigante.

Che peraltro un po'... Supertendo la prassi, lei ha assicurato il cane contro

i morsi degli uomini.

No, dico, ma si può essere più coglione?

Scusi, non ho capito bene l'ultima presa.

Coglione! Ah, ecco, va bene, va bene.

Venga, venga qua.

C'è anche una clausola aggiunta a penna. Chi l'ha fatta? Chi l'ha fatta?

No, sono io che chiedo a lei, chi l'ha fatta?

Dunque, l'ha fatta... Chi?

L'ho fatta io.

L'ha fatta lei, eh?

Bene, bravo! Sì, ma mi perdoni, l'ho fatta nell'esclusivo interesse della

società. Perché abitualmente sono i cani che morsicano gli uomini e mai gli

uomini che morsicano i cani. Di solito è così, ma in questo caso no!

No, no, perché Bobby, l'alano gigante, è stato morso ad un orecchio da un bambino

figlio di una vicina di casa della signora Dupont, che gliel'ha quasi

strappato l'orecchio! Dottore, mi scusi, guardi che assomiglia a uno

zeppeliniero. Cosa? Non si preoccupi, io sto benissimo. Non lo so, lo so, ma vedi

mio cognato? Un giorno si è arrabbiato come lei, si è gonfiato come una foca

monaca e tac, è rimasto paralizzato. Tiè!

E adesso noi, noi dovremmo pagare per causa sua una cifra mai pagata finora

per l'orecchio di un cane.

Avanti, vada dalla signora Dupont e cerchi di fare una transazione. Le offra

che so, la metà, arrivi al massimo a 20 milioni. Di franchi?

No, no, no, aspetti, non si avventi. Adesso dunque di... Parli?

Di dollari... Jugoslavi. Jugoslavi?

Eh, no, talleri.

Aspetti, sono entrato in zona marasmo, eh? Comanti. Dunque adesso mi riprendo.

Sì. Di... Oh, rubli! Ma quali? No, spesso, com'è?

Lire turca. Eh, sì, no, volevo dire lire italiani. Ah, bene.

Bravo, bravo, Carbone.

Vada, vada. Grazie molto. Allora, vado a transettore. Vada.

Ah, Carbone.

Carbone, dimenticavo di dirle una cosa che le sarà molto utile nel caso lei

pensasse di voler far carriera nella nostra compagnia. Ma ringrazio molto.

Io la stroncherò. Ma senza possibilità di recupero? Ci può giurare.

La ringrazio. Vado via molto rinfrancato.

Io odio le donne profondamente, e soprattutto se sono ricche e belle, e

soprattutto se sono ricche e belle, tu come le me, tu sono sempre quelle, tu

come le me, tu sono sempre quelle.

Amo il tempo della mia pelle, ma io sono lo cosciano e la relle,

oramai siamo tutti dei cadavri putrefutti.

Nei cadavere tutte e tutti.

Chi è?

Mami, amore, sono io.

Non ti sei messa paura? Stavo un po' capoggiata.

Il viaggio?

Ottimamente, morbido.

In che senso, scusa?

Nel senso che è stato morbido, senza un vuoto d'aria, rilassato stesso.

Com'è andato a Stoccolma?

Stoccolma? Non sono andato a Stoccolma.

Ah, che non sono andato a Stoccolma?

Beh, è una città fredda, inutile, piena di gente svedese.

Ma gli affari, oh, a conviene l'amore, eh?

Sai come le chiamano le orecchiette?

Vrundesblad.

Però, oh, tu un milione di dollari sfattura, eh?

Tanti. Eh, tanto sì.

Adesso chiudi i tuoi occhioni perché ho portato una sorpresa alla fine del

mondo.

Guarda, chiudi le scie.

Non da dormendare però, eh?

Quando dico un, due, tre, apri le scie.

Un, due, tre.

Merveille, pure il nostro anniversario.

Gioli. Ah, gioli.

Quattrocento cucotto.

E questo è per l'umanità, per i posteri. Ma tu che cos'è, che cos'è? Che cos

'è? Come che cos'è? La confezione delle orecchiette per l'estero, no?

Confessione per le tranchere.

Qui c'è il sugo incorporato di bracione di cavallo. Che cosa schifosa.

Come una cosa schifosa? È una vita che mangiamo questo, amore. Anzi, è proprio

grazie a questo.

Ogni tanto non sarebbe male ricordare, mon amour, che tutte le cose che noi

avevamo così non le avevamo fatte con le orecchiette.

Tutto, tutto?

Tutto. Anche i nostri figli.

A proposito, ragazzi, vedo che ve ne siete fregati di accogliermi con i

fuochi d'artificio.

Poveri figli.

E che cos' dovevano fare?

Beh, fingere un po' di contendenza, sono tutti così mosci. Quella è l'età.

Ah, anche a te ti ho trovato moscetta, amore.

Eh, l'età... Ah già, perché avete la stessa... Ragazzi, un po' di allegria.

Capisco che volevate stare a Ostia, a Milano Marittima, a Terracina.

Ci è toccato il sacrificio di Monte Carlo, facciamolo, no?

Chi è quello che canta come a Brusce e Brusce Sting?

Chi? Lo scarafaone con la barba.

Lo chiamano Napoleone.

Napoleone.

Scommetto che oltre che basso si gratta l'orecchio col ditone, è corso e c'ha

luce le due denare, è vero? Ecco perché si chiama... Bentornato papà.

Ma è frascicato Muci, bella di papà.

Guardate tutti la principessa!

Andiamo a vedere!

Andiamo a vedere!

Andiamo a vedere!

Guardate tutti immediatamente sull'autobus! Ad eretro!

Fermi, fermi, non sono cose per voi! Su, lasciate perdere la princesa!

Indietro, indietro!

le mani anche tu.

Basta adesso.

Lui, è lui.

Sarà stato un colpo di su. Ma che, secondo me è incinta.

Quelle lì, le principesse, sono sempre incinte, è vero padre?

Basta, basta con i pettegolezzi e poi chi è senza peccato scagli la prima

pietra. Dai su, preparate i passaporti, che siamo quasi al confine.

Raddrizzate lo schierale della poltrona e non dimenticate gli effetti personali.

Buongiorno. Buongiorno.

Padre Vittorino Comencini?

Oui, qu'est-ce que vous voulez?

Deve venire con noi, per degli accertamenti.

Ma je ne peux pas, je suis responsable de la pèlerinage, je ne peux pas

abandonner le grège, je ne peux pas corrérer.

Con lei ci possiamo anche qualificare.

È raro, ma succede.

Siamo degli agenti del servizio segreto.

Anche nel Vangelo, secondo Matteo, si legge che in una situazione analoga sul

lungo lago di Tiberiade, Gesù, pur di non abbandonare i suoi discepoli,

moltiplicò la polizia stradale.

Non faccia storie, venga con noi. Ci vediamo oltre frontiera, a Ventimiglia.

Mi raccomando, quando passate la Dogana, scendete a baciare le strisce pedonali,

come fa il Papa quando scende dall'aereo. Ciao!

Giusto lei, finalmente si è deciso. Mi ha portato i soldi?

No. Va bene, allora si sieda.

Si sieda, avanti.

Allora preferisco proprio il sole battente.

Seduto, seduto, le ho detto.

Dunque, allora, signora, eccoci a noi. Seduto. Stavo dicendo.

La smetta di parlare, si sieda. Si metta lì.

Dunque, allora.

Ma si metta in modo composto, seduto per bene, andiamo, per favore.

Vabbè, perché io uso sempre le sedie con queste tecniche.

Che?

Scusi, mi dà una controllata? C'è ancora il piede destro?

Dunque, la mia compagnia, la Provines, che io mi degno di rappresentare, non è

assolutamente dell'avviso di dover pagare tutto il risarcimento.

Scusi, è un avviso. La colpa non è

solo del bambino, ma può essere anche qui del bassotto che ha messo l'orecchia

nelle fauci.

Del bambino. Questo cane è buonissimo.

E anche il signore è buonissimo, sa? Non si preoccupi. L'assicurazione la pagherà

fino all'ultimo centesimo. D'altronde, gli assicuratori servono per questo, non

è vero?

Ciao.

Ciao.

Mi dispiace tanto.

Venga nella mia cabina, aiuterò a pulirsi.

Ecco, entriamo qui.

Eccomi.

Che fa, chiude?

Appoggia tutto, non ti preoccupare. No, no, metto qui, poi recupera dopo.

Non ti sei sporcato tanto.

No, non tanto.

Togliamo la cravatta prima. Togliamo prima la cravatta. Slacciamo il moto. È

meglio, sì.

No, però si può, si possa anche lavare.

Lo sai che da quando ti ho visto mi hai stregato.

Io?

Ma magari è stata lei che mi ha, eh?

Sarà il tuo odore, il tuo fisico atletico.

Sei meglio di stallone, te ne approfitti, eh? Non esageriamo.

Via la camicia, nudo ti voglio. Togliamo la camicia, strappa. Sei bellissimo,

oddio, faccio una sciocchezza.

Che pelle che hai, ma da quanto tempo ce l'hai questa pelle, eh? Questa l'ho

fatta fare, cioè no, ce l'ho da sempre.

Sei un uomo perfetto, spritzi di realità.

Scommetto che tu le donne le distruggi.

Scusi, non è che mi sta prendendo per...

Ma senti, ma io invece so bene come sei, ma... Dimmi se ti è piaciuto, dimmi se

ti è piaciuto il morso.

Facciamo l'amore subito.

Facciamo. Come in nove settimane e mezzo, sotto la doccia. Sotto la doccia.

La doccia!

Dora!

Sai che c'ho la barca in rata, andiamo?

Sta arrivando mio marito, rivestiti!

Come?

Stavo dando una mano al dottor Carbone, ha avuto un piccolo incidente. La mano?

Potevi darla a me che ne ho più bisogno.

Questa, eh? Ma chi è questo Carbone?

È un assicuratore.

Eccolo.

Venga, dottore!

Prego. Mi scusi, è una presentazione un po' fuori dall'ordinario. Le presento

mio marito, il dottor Carbone. Molto piacere. A lei, signor Koch.

No, non ho capito bene quello che... Carbone, Carbone Koch.

Mi vengono così a me, spontaneo.

Io sono forte, eh? Sì.

Eh sì.

Ma cos'ha il braccio?

Ha la disfunzione della tiroide?

No, è diabete. Ha il diabete al braccio? Ma no, ha il braccio di legno diabete.

Legno diabete.

Ma siamo sicuri che lei è un assicuratore?

Certo, sta tranquillo.

Beh, però adesso andiamo, eh? Andiamo che c'è una barca alla fonda.

Au revoir, dottore.

Au revoir.

Ci vediamo stasera a casa mia a cena, a Villa Mon Amour.

Saremo soli.

Arrivederla, dottore.

Arrivederci.

Carbone, noi tiriamo i remi in barca. Ha capito il gioco?

Buona, eh?

Sempre più buona.

Sì.

Com'è che va,

Pirà?

Per me, per mia moglie, per mio figlio, per mia figlia e per gli amici di mia

figlia che non mancano mai. A Francia, a Chenes, che vuoi fare? Così è.

Allora, pesce, un grande pesce, un po' di pesce, un po' di pesce, un po' di

pesce, un po' di pesce, ma soprattutto, soprattutto, dell'argosto.

L'angosto, papà, l'angosto, ti prego papà, parla in barese che sei penoso

quando tenti una lingua estera.

Papà, papà. Parla come gli pare, sempre meglio di te che parli svizzero.

Cretina, lo svizzero non è una lingua. No, ma è una mentalità da testa di cazzo

come te. Ecco, a posto, ci facciamo conoscere tranquillamente. La famiglia

Osfordiano in vacanza, l'Accademia della Crusca di Cerignola. Alzo!

E lascia la star.

E come lascia la star, io non lo so, io do tanti convidenze e si prendono...

Vabbè, va.

Allora, a ragosta la griglia, a ragosta la griglia, a ragosta la griglia, a

ragosta la griglia... Io maiz bollito.

Cosa? Io voglio un hamburger.

Wustel e Coca-Cola.

E allora prendiamo la polenta con gli ossei, siamo a bassare del grappa. Io

non lo so, queste sono le cose che mi fanno imbazzire a me. Ci troviamo nel

miglior ristorante della costa, dove nessuno si accosta. Che Dio sa quello

che costa e non ordina la ragosta. Beh, vedi, queste sono le cose... Tu la vuoi

una ragostina, amore? Due uova al tegamino.

Vabbè, comunque la ragosta la prendo io, eh?

Cinque, me le mangio io, va bene?

Cinque.

Tu avevi ordinato le uova da ragosta, amore?

Due uova al tegamino, avec du cristallo. Due uova al tegamino e cosa di cristallo

vuole mia moglie?

Papà, il cristallo è champagne.

Lo so, il tegamino è di cristallo con lo champagne dentro.

Fate quello che volete, va bene?

Uè, Anzellotti!

Ciao, né? Ciao, Ardo!

Anzellotti è uno di frascati, un puttaniere. Dice che questa è la figlia.

Ma come si fa a dire che una negretta è la figlia? È l'amante.

Adesso arrivo, eh?

Arrivo. Ci vediamo.

Anzellotti, vecchio marchione.

Meglio la carne con l'osso e darci dentro a più non posso.

Com'è andato ieri sera? Eh, ho perso solo mezzo miliardo. Ma sono salvato. Il

solito culo, eh? Ciao.

Grazie per il bel gioiello che mi hai regalato. Grazie a te. Tu mi hai fatto

felice a me e ti ho fatto felice a te stessa.

Tu conosci mio figlio? Ah, piacere. Buongiorno.

Oh, guardate chi è arrivato.

Ehi, ciao Nap.

Guardateci, mamma.

Napoleone.

Sì, dai, vieni.

Allora, permettete che vi presenti tutta la mia famiglia, i miei figli, mia mo...

Mamma dov'è?

Mamma dov'è? Ma dove vuoi che sia, papà? Se n'è andata?

Vabbè, ma dove è andata? Non ha lasciato detto... Ah, domandolo a lei.

E partite repentinamente.

Ma come si fa di cogli avverti, no?

Venga, venga, venga pure avanti.

Incredibile, lei è un prete.

Monsignore.

Che mani fredde, quanto ha di pressione? Si alzi, si alzi. La faccia, gli guardi

bene la faccia.

Avrò un po' di barba, sono stanco, vengo da loro. Venga un po' più alla luce.

Beh, certo che la faccia... Ha la faccia uguale.

Ma come, mi è venuta la faccia uguale? Un vittorino risponda sinceramente ad

una mia domanda.

Lei ha conosciuto la principessa Topazia Dajon?

No, e come potrei? È proprio sicuro di non averla mai vista?

Mai.

Solo una volta, in fotografia. Ma era presa da lontano, tutta sgranata, col

teleobiettivo. E prendeva il sole nuda su una barca.

E si stava spalmando tutta, credo di marmellata.

Senta, lei è già stato qui?

No, mai. Eppure la principessa dice che l'ha riconosciuto.

Non ci sono dubbi, è proprio lui l'uomo che tutte le notti terrorizza la

principessa. Ma come la terrorizzo, monsignore? Glielo dica lei. Io sono un

prete e certe cose non le posso fare. La principessa insiste.

Mi creda, c'è un equivoco di carattere somatico. Non è possibile che la

principessa sia poco fisionomista.

Magari un po' miope, oppure un po' cretina, no?

Lei chi è? Io sono il fidanzato della fanciulla che lei violenta tutte le

notti di plenilunio.

Dai su, io violento. Ma io la sera mi corri con le 19.45 dopo le previsioni

del tempo. Mi alzo le 5 del mattino e controllo se le previsioni erano esatte.

Poi prego, controllo il tempo, poi riguardo le previsioni del tempo e le

ricontrollo. Io, monsignore, guardo le previsioni del tempo e le controllo.

Praticamente sono un barometro. Domani che tempo farà? Nevi in Valpadana, calmi

gli altri mari.

Ha portato i disegni, professore? Certamente, sono qui.

Guardi, guardi questi disegni. Che ne dice?

Beh, mi ricordano mio padre. No, questi sono suoi ritratti.

E chi li ha fatti?

Topazia. È lei che li disegna. Sotto ipnosi. Vabbè, ma sotto ipnosi può

succedere di tutto. Questo non sono io.

E allora perché è svenuta non appena l'ha vista?

Ma forse è un'allergia. No, la principessa è samissima. Glielo posso

assicurare io che sono il suo psichiatra. O almeno era samissima

finché non è arrivato lei a turbare il suo talamo. Perché lei ogni notte di

plenilunio entra nei sogni della principessa Topazia.

Ma quali sogni?

Adesso glielo faccio vedere io, guardi. Qui è rappresentato tutto perfettamente.

La principessa che interviene ad una festa di palazzo. E un giovane ufficiale

dei dragoni misterioso e affascinante.

Scende la scalinata, lei lo vede, lui la vede ed è il classico coup de foudre.

Quel dragone sarei io.

Proprio così.

Noi ricostruiremo il sogno in ogni minimo particolare e lei ne sarà l

'interprete principale. Ma io non so recitare, sono un po' le preghiere, ma

poi mi emoziono, sbaglio, non è che... Stia bene attento. Dopo il ballo lei la

inviterà in terrazza e le fa una dichiarazione d'amore che la infiamma

ulteriormente, ma la principessa le confessa che pur essendo invaghita di

lei è promessa ad un altro, a lui. Bene.

Così va con lui felice e contenti e... Eh no, perché il dragone a quel punto la

rapisce, la solleva sulle sue braccia e salta direttamente dal balcone sulla

macchina.

Non si potrebbe fare con la bicicletta, la porto in canna, con rispetto

parlando. C'è lì vicino un locale malfamato, la vecchia lanterna, dove la

principessa vuole andare a bere qualcosa.

Lì dentro ci sono dei ceffi che la infastidiscono, ma il dragone a questo

punto la salva facendone fuori addirittura cinque a suon di pugni.

No, la violenza no.

No, ma non si preoccupi, sono dei prezzolati. È vero, faranno un po' i

gradassi, ma non appena le ritoccherà andranno per terra. E ci avviciniamo al

momento più importante.

Esattamente allo scoccare del plenilunio, l'irreprensibile dragone si

trasforma in una bestia feroce. No, eh sì, purtroppo nel sogno succede proprio

così. Lui le strappa i vestiti, le salta addosso, si toglie i pantaloni, abbassa

la zip con gesto brutale e poi le fa vedere.

L'immane dardo.

Sembra una gamba. Ma questo viene soltanto in sogno. Da quando Topazzi ha

questo incubo, non è più lei.

Anch'io non so più cosa fare. Se questo matrimonio non si farà, sarà un

disastro.

I due promessi sono rappresentanti di due enormi forze finanziarie che

unendosi darebbero luogo ad un holding importantissima per tutti noi.

Don Vittorino, questo matrimonio sa da fare.

Ma io che cosa c'entro? La Provvidenza ha voluto che fosse proprio un sacerdote

ad avere sul viso i lineamenti dell'incubo di Topazia.

Pensi che fortuna.

Siccome la Provvidenza non mi ha avvisato, io vi saluto.

Arrivederci, grazie. Don Vittorino!

Si ricordi che le ha fatto un voto di obbedienza?

Sì, ma non di stupidaggine, perché questa cosa, dai, non sta in piedi.

Guardi che la ricostruzione della storia non è ancora finita. Lei non riuscirà ad

usarle violenza perché il cavaliera d'Alberto davanti alla principessa

Topazia la ucciderà. Come mi ucciderà?

Così!

Così il mostro dei sogni è eliminato definitivamente e la principessa è

salva. Perfetto. Grazie.

Andiamo, si alzi, Don Vittorino.

Ma non si è accorto che era un colpo a salve?

A salve?

Sì, ma io sono spaventato.

Ho sentito male, ma ci vuole anche meno controfigura, perché secondo me questi

scherzi da prete, scherzi da prete, guarda, cazzo. Come?

Pax et bon.

Don Vittorino, è per lei.

Fratello diletto, figliolo, devi fare ciò che ti è

stato richiesto. Ti chiediamo di sacrificarti per far sì che il

matrimonio della nostra diletta Tupatia sia possibile.

Ciao Jean, come ça va?

Eh, je viens tout de suite.

Ciao, Cloretta. Ciao, Aldo. E Matti? Eh, je ne sais pas. L'apri le motoscaffe e

je ne sais pas. E sui anche il cassetto. Ci vediamo dopo, eh?

Ciao, come detto.

Vengo subito, io vado a changer le sabite. Dov'è?

Muci, dov'è mamma? Boh.

Ma possibile che... Possibile che l'ho fatta a posto per farmi diventare una

bestia a me?

Eh? Papà, perché ti agiti tanto?

Voi dici che mi sa la pressione a 200?

Bonsoir. Aldo, caro, dov'è mamma? Eh, appunto, vorrei salvare anch'io. Dopo

fra un po', sì. Bene.

Mappy, amore, ma perché te ne sei andato con il motoscafo? I ragazzi sono venuti

a nuoto, io sono venuto con il pescareccio di François. Ma si può fare

questo? Giù è pieno di invitati, già.

Dobbiamo fare sempre queste figure deleterie con la gente.

Perché io... Mappy?

Mappy, Mappy, Mappy, la porta che mi devo cambiare, razzo!

Mappy, amore, ma... Che è successo? Apri!

Oddio, guarda che sfondo la porta, eh!

Io sfondo!

È sul letto, amore! Che c'è?

Che c'è, amore? Che c'è? Dimmi!

Che è successo?

Mati si è avvelenata.

Avvelenata?

Come sarebbe a dire avvelenata?

Per fortuna ha preso solo 12 compresse, poi mi ha telefonato piangendo.

Ma perché? C'è un perché?

Oh, sì.

Ma come una donna che si suicida e mi dice così?

Scomendatore, così la agita.

Adesso può parlare, sta meglio? Ma sì, sta meglio, le ho fatto un'iniezione.

Grazie, dottoressa, la ringrazio di cuore, però adesso ho bisogno di... Va

bene, ma mi raccomando a lei, stia calma.

Ma, amore, tu lo devi dire ad Aldo tuo, perché l'hai fatto?

Perché sono felice.

Ma come una donna che è felice fa questo gesto, ma...

Ma parlami chiaro, che cosa c'è sotto?

Tu non capiresti. E che so, scemo io?

Sì, cuore mio.

Come sarebbe?

Io sono cattiva, tanto cattiva.

Sono indegna di te. Ma che stai dicendo, amore? Tu sei l'angelo di questa casa.

Oh, caro, caro.

Sono tanto innamorata. Anche io, tanto.

Ma io sono innamorata di un altro.

Come di un altro? E di chi?

No. Un brigatista?

Ti sei innamorata?

Di Napoleone, il candante.

Ma quale Napoleone? Quello con la chitarra, selloso, schifoso, fedente,

che suonava? Non parlare così di lui.

Ma come tu mi dici questo a me? Ma io gli spazio la mente per una ora, gli

mangi il fegato, quanto è per il Dio! Che succede? Che sono questi urli?

Vostra madre si è suicidata.

Ma se sta benone.

Adesso. Si stava suicidando, sapete per chi?

Non ve lo dico, non ve lo voglio dire. E no, abbiamo il diritto di saperlo.

Cavolo, è forte sta faccenda.

Graziata. L'hai fatto per lui, vero?

Non ti vuole?

Non mi vuole.

Non mi vuole.

Ti piace pure, che non ti vuole?

Dottoressa, dottoressa.

Azzo, dottoressa.

Un'altra iniezione.

No, ma più ora sta benissimo.

Un'iniezione per me.

Perché se no faccio una strada! Ti accalmo, non gridi così!

Commendatore!

Venga, stia tranquillo, le darò un calmante.

Grazie.

Sieda e si calmi.

Ma come?

Vedi Aldo, mi scusi, commendatore.

Come dottore ho il dovere di informarla che sua moglie sta attraversando una

grave crisi.

E potrebbe anche ripetere il folle gesto.

Questa volta però in modo irreparabile. Madonna Benedetto, ma noi che cosa

possiamo fare noi?

Abbassarsi i calzoni intanto.

Io? Certo, lei no.

Io ho studiato psicanalisi a Zurigo.

E così ho potuto diagnosticare il male di sua moglie.

È una tipica voglia di bruttezza.

Ma che cos'è questa voglia di cos'è che dice lei?

È un fatto di ribellione psicologico-sessuale. Lei preferisce la

sinistra o la destra? Che me ne frega, me ne sono a politico. Ah, la così.

E che cosa consiste questa malattia?

È un impulso irrefrenabile che aggredisce le donne di mezz'età che

hanno avuto una vita troppo felice.

Si ricopra.

Già fatto?

No, l'ago è difettoso, devo cambiare siringa. C'è la miseria. Ma io vorrei

capire, con parole più povere, dottoressa... Quando una donna è stata

sempre amata, coccolata e viziata, a un certo momento sente la carenza dell

'opposto, e cioè l'elemento pendant, la bruttezza, lo sgradevole, il mostruoso,

che sono parte essenziale nell'equilibrio corretto della persona.

Ha capito adesso che cos'è la voglia di bruttezza? Eh sì, ho capito, ma voglia

di bruttezza per voglia di bruttezza, perché deve andare con quello sgorbio?

Tantiani che sta con me, grazie a Dio, non è che io sono... Ma non basta!

Lei supplisce alla bruttezza con la bellezza del suo affetto e con lo sfarzo

delle cose di cui circonda Mapi. Il desiderio di Mapi rimane così

inappagato. Ma va bene, ma concludiamo. Che cosa bisogna fare?

Lei deve favorire in ogni modo un rapporto sessuale disinibitorio tra sua

moglie e quell'individuo. E in che senso? Insomma, sua moglie ci deve

scompare! No!

Sorridi topazia, tutti ci guardano.

Non posso.

Smettila di soffrire, amore.

Mai finché farò quell'orribile sogno. Ma presto finirà, vedrai. Ma come, se

adesso mi tormenta anche da sveglia. Oggi quando l'ho visto sul molo e mi ha

guardato con quella bestiale cupidigia negli occhi, un brivido mi ha scossa

tutta e allora ho capito. È arrivato per separarci da Alberto.

Topazia, un'allucinazione non può compromettere il nostro amore, anzi l

'ora forza. Non era un'allucinazione, ti dico, era vero, era proprio lui.

Ed allora è come se lo avessi sempre davanti agli occhi, anche adesso.

Eccolo!

Ma chi?

Ma dove?

Vai, non lasciarmi, ti prego. Non capisci? È proprio come nel sonno. Lo

faccio per te.

Dovrai confrontarti da sola con le tue paure.

Solo così potrai rivelartene, amore.

Signorina, scusi, sa che ora è?

Scusi.

L'ora del nostro incontro.

Il piano è scattato. Mi raccomando, non perdiamo di vista la principessa. Stia

tranquillo, professore.

Mi scusi, Sam, ma questo non lo so ballare bene e non mi sono preparato.

No, tu sei il dragone che sogno tutte le notti e sai ballare benissimo.

Grazie. Sono abituato con le gonne lunghe.

E poi mi gira anche la testa, forse per la pettinatura.

Anche a me sta girando la testa ed è colpa tua.

Ma che cosa vuoi tu da me?

Dimmelo.

Un cia cia cia.

Orchestra? Un cia cia cia.

Un cia cia cia.

Possiamo essere sicuri di quell'uomo, Monsignore.

Non farà del male alla nostra bambina.

Le loro altezze possono stare tranquille.

Quell'uomo è più sicuro di un angelo.

È un sacerdote.

Sei fantastico, mio dragone.

Me l'ha insediato un missionario.

C'è troppa gente qui e io ho bisogno di un po' d'aria, vieni.

È proprio come nel sogno, vero?

Lo sto rivivendo attimo per attimo.

Non avrei mai potuto immaginare che questo un giorno potesse accadere.

Io invece mi sogno sempre di essere un deltaplano.

Forse perché nel mio inconscio ho tanta voglia di diventare un angelo. Di la

verità, tu sei qui per me. Ti ho visto oggi al porto, erai tutto vestito di

nero. Mi sono messo la prima cosa che mi è capitata. Io non sono un eccentrico.

Preferisco il tradizionale.

Non importa ciò che indossi, importa ciò che senti per me. Tu mi desideri, vero?

Lo so che mi desideri.

A questo punto nel sogno mi dicevi sempre qualcosa di poetico.

Guarda, una stella cadente, esprimi un desiderio.

Lassù nel cielo una stella cadente, dolce un pensiero corre da te.

Mi piacerebbe raccogliere le stelle, ma preferisco le tue mammelle.

Accalici incrociato, sugello d'amore.

Che cosa si dice in questi casi?

Che sa di tappo?

Presto, rapissimi.

Portami via.

Andiamo, mio dragone.

Ci ha visto?

Forse sospetta qualcosa.

No, non sospetta niente. Oh, meno male.

Allora sta andando tutto come avevamo previsto. Sì, l'importante è che si

compia lo stesso iter del sogno. Adesso lei va dalla villa, io andrò alla

vecchia lanterna a distruire gli uomini. Andrà tutto bene.

macchina che ci aspetta, la dorata cabiola del peccato.

Ma la devo guidare io?

Certo, partiamo a 200 all'ora verso la felicità.

E no, è perché se è così, voglio sapere, acqua e olio tutto a posto, c'è l

'antigelo?

No, perché se succede qualcosa, non vorrei affrontare delle responsabilità

che non mi competono.

E poi perché non rimaniamo qui, scusa, è così bello.

Vuoi che ti racconti una mazzelletta?

Senti, la sai quella che c'è una guardia svizzera, no?

Che compra un uovo di Pasqua, lo apre e sai cosa ci trova dentro?

Il cioccolato!

Insomma, è una barzelletta vaticana.

Comunque io questa macchina non la so guidare perché ho il motorino e

tecnicamente è molto diverso da questa. Non fa niente, guido io.

Ecco, queste cose bisogna avere il sangue freddo perché altrimenti si perde

il controllo degli strumenti.

Sai che non so nemmeno come ti chiami?

Petit Victoire.

Vittorino.

Mi piace, è carino. Ah, sì, sei giù lì.

Merci. Grazie.

Filippo, metta un po' di musica poi vada.

Senti, io non vorrei che tu avessi equivocato e che pensassi che io sono il

tipo di donna che si getta tra le braccia del primo venuto.

Escargot, sono buonissime, una vera specialità, lumache di Borgogna.

Ah, sì, sì, sono molto, molto, a me piacciono molto queste.

Sono contento. Dicono che sono afrodisiache.

Senti, in te io ho trovato un tipo di uomo disponibile, buono, così sensibile,

proprio come era mio marito prima che lo sposasse.

Ti piacciono?

Ma cosa fai? Le mangi così?

Ma come? Ma no, prima devi tirare fuori il mollusco.

Prego?

Adesso?

Con questo.

Ma non sarà pericoloso?

Va bene, adesso lo vado a piccare.

Ma che fai?

Faccio con qui. Ma no, questo si usa così.

Fa come faccio io.

Ah, ecco, avevo equivocato. Come ti dicevo, mio marito era un marito

adorabile.

Ma a causa di quel brutto incidente che le ha fatto perdere il braccio destro, è

diventato irascibile, nervoso, sospettoso, violento.

Ma come è successo così?

Per via di una sega.

Cioè, mentre ti faccio... Bricolage. Ah!

Aveva l'hobby della falegnameria.

Gli successe adoperando una sega nastro. Dove?

Lui guidava con le mani il pezzo da tagliare sul tavolo da lavoro.

Ma è bastato un attimo di distrazione e... Si staccò di netto il braccio.

E da allora la mia vita è diventata un infermo. Con tutti i problemi che la

situazione crea. Con tutti i problemi!

Mi senti?

Sì, sì, sì, la sento.

Perché mi guarda così?

Sarà semplice, vedrai.

Che cosa?

Farlo morire.

Chi? Lui.

Suo marito? Ma guardi che forse lei non ha capito che io sono una persona per

bene, sa? Non sarei capace neppure di uccidere una zanzara.

Ma no, non ucciderlo.

Farlo morire.

Dopodiché io e te vivremo felici, liberi e pieni di soldi. Ma con quali soldi?

I soldi ce li darà la tua compagnia di assicurazione.

Vedi, mio marito vuole assicurare il bras de bois, il braccio di legno.

Ma contro il furto e l'incendio?

Guarda che il bras de bois è il nome della nostra barca. Hai sentito anche tu

che Guidobaldo la vuole assicurare?

Poi per farlo morire non ci vorrà molto.

Ha le coronarie a pezzi. Basterà procurargli una forte mozione e ci

rimarrà secco, te lo garantisco io.

Ma te l'ho detto che non sono capace di fare... Sei sicuro? Beh, se tu mi

guardi così... Dai, adesso pensiamo un po' noi due. Fa un caldo terribile. Ho

voglia di rinfrescarmi un po'. Tu no?

Sì.

Non va di fare un bagno?

Allora?

Non vuoi stare con me?

Ma quanto sei buffo! Ma cosa fai in bagno vestito? Faccio notare.

Fate una sciocchezza.

Sto bevendo metà della...

Adesso calmati adesso.

Attenzione. Posso attaccarmi a salvagenti?

Quando il nostro piano sarà stato eseguito ci penserò io ad insegnarti a

vivere. Ma tu dovrai fare tutto quello che ti dirò senza discutere. E cioè?

Senza che se ne accorga dovremo fargli sottoscrivere a mio favore un

'assicurazione sulla vita.

Sostituendo la polizza preparata per la barca proprio al momento della firma.

Sarà un gioco da ragazzi. E tu erediterai la barca e tutti i suoi

soldi, eh?

No, erediteremo insieme il premio dell'assicurazione.

E poi potrai avermi per sempre, come vuoi tu, amore mio. Però attenzione, che

lui ha il braccio di legno, ma la testa gli funziona ancora e come. E quindi...

No, no, tu pensa a preparare le polizze. Al resto ci penso io.

D'accordo.

Poi finalmente vivremo felici io e te a Pataka Island.

Dove? Nelle permute. Faremo l'amore 24 ore al giorno.

24? Sì. Guarda, sento già che mi sta cambiando dimensione il mollusco.

Dora, cara, sei lì?

C'è il mio marito.

Sotto, vai sott'acqua.

Guido Baldo, amore?

Come mai il bagno a quest'ora? Eh, faceva troppo caldo.

Tu piuttosto non dovevi restare a giocare tutta la notte? Una serata di

merda. E poi devo cambiare il braccio, questo per l'umidità mi si è bloccato

nelle giuniture.

E poi il fatto di saperti qua da sola mi ha messo in agitazione.

Io un po', sarei mica stata con qualcuno. Non cominciare con le tue

solite scenate di gelosia, eh?

No, perché lo sai che a me queste cose...

Mi fanno agitare subito. Io mi agito moltissimo per queste cose. E quando mi

agito fibrillo. Lo sai che fibrillo? Adesso sto fibrillando, fibrillo. Sto

fibrillando d'ora, d'ora.

Fibrillo. Guido Baldo.

Attilio, Attilio.

Hai visto?

Può morire in qualsiasi momento.

Vai, vai. Ti chiamo io.

Guido Baldo.

Vai.

Senti, mamma, dove sta?

Eccola là, sul terrazzo.

No.

Madonna, prete, quello ci provo un'altra volta.

Ma, mappi!

Mappi! Non ti muovere, aspetta!

Aspetta!

Che stai facendo, amore? No, ti prego, ti supplico. Ma tu mi vuoi vedere morto

a me, eh?

Morto. Che cosa stavi facendo?

Amore. Caro.

Caro.

Che stai facendo?

Stavo sola a guardare.

A che cosa?

Non sta.

Chi? Di solito sta.

Ma chi? Lui.

Ma lui chi? Lui.

Buoni maccheroni di spaghetti con ragù,

ma le orecchiette petruzzelli sono buoni ancora

di più.

Sta cantando, amore. Madonna mia, ma non fare così.

Senti, io...

Ma non finisce mai questa canzone qua. Cantano sempre nei casi gravi.

No, Napoleone.

Madonna che sofferenza, cosa possiamo fare? Ma gliel'ho detto, occorre un atto

sessuale liberatorio, altrimenti impazzirà definitivamente.

E ma qua impazzisco io.

Passando valentino si fa una bella cosa, la verginella sposa si fanno

deflorare.

La follia di Ophelia.

Amleto, atto quarto, scena quinta. Oh, questo è un canto della provincia di

Foggia, il cerignolo del suo paese, ma questo non c'entra. Se lo sozzone non la

vuole a lei, io che posso fare?

Dovrà essere lei a convincerlo.

Io? E che faccio ruffiare a quello che mi sta pure, pure... Ma, piccara, devi

stare tranquilla.

Sarà il tuo Aldo a unirti al tuo Napoleone.

Grazie, tesoro.

Tesoro. Tesoro caro.

Sì, sì, grazie, cuore mio. Va bene, ma basta, basta con questi piagnistei.

Se c'è da bere il calice amaro si beve fino in fondo.

Da uomo.

E con dignità.

Matteo!

Sto male.

Ma, senti, ma non ti spiace andare al piodaggio?

Mi gira la testa, mi viene da vomitare.

Voglio fare con questa Rolls quello che fanno i piloti della Formula 1.

Voglio battere il loro record.

Sì, vabbè, ma lasciali perdere quelli là. Sono dei professionisti, si

allenano. Noi non abbiamo neanche lo sponsor.

E poi, atteniamoci al copione del sogno, dai.

Andiamo alla vecchia lanterna a bere.

Dai. Dopo, dopo.

La notte è lunga, ci si avverrà tante sorprese. Non essere impaziente per ti

vittuare. Sì, vabbè, ma rallenta.

Attenzione.

Adesso lei vada a parlare con gli uomini e offre 5.000 franchi, anzi no, è meglio

soltanto 3.000, a tutti coloro che dovranno farsi picchiare da Don

Vittorino. Naturalmente non dovranno reagire, tanto il prete certamente non

può far male a nessuno. Professor Schweitzer? Sì, che c'è? Ci comunicano

che l'auto della principessa non si sta dirigendo qui, ma sta facendo di nuovo

il giro del Grand Prix. Meno male, hanno cambiato idea.

Così risparmieremo tempo e denaro.

Significa che si dirigono direttamente al punto finale d'incontro e noi li

aspetteremo lì. Andiamo su? Subito.

dentro me la passi per favore non ti farà male la fanno apposta per me 90

gradi no no

scusa ma cerca di

non guardarti allo specchio mentre guidi voglio essere sicura di essere più bella

che mai scusi professore che c'è il campanile ha suonato da un'ora ma i due

ancora non si vedono Stia calmo, è questione di secondi. Arriveranno

sicuramente. E gli uomini? Sono tutti appostati per ogni evenienza. La pistola

è stata caricata, sì? Certissimo. Bene.

Se vuole può provarlo. Non dica stronzate, cavaliere.

Vado a prendere qualche altra cosa da bere.

Io ti aspetto. Sì, tu aspettami qui.

Tanto io in questo posto ci vengo tutte le notti...

Voglio lo champagne più costoso e più buono, lo stesso del sogno.

Ma uno brutto come te non c'era nel sogno.

Ma quanto è un sogno!

Va schifo!

Speriamo che questo le piaccia, charmotte mademoiselle.

Se no, forse lei potrebbe tradire qualcos'altro. Potremmo darle qualche

altra cosa.

E invece sono sicura che anche questo non mi piace. Anzi, mi fa schifo.

Lo sai quello che devi fare adesso, no?

Sì, dovrei... Andare dentro e dare a tutti quello che gli spetta.

Svegliati! Sì, sì.

Permesso.

Sera, signori.

Signorine.

Allora, tutto va bene, eh? Sta andando tutto a gonfie vele. A questo punto del

sogno io dovrei spaccare la faccia a tutti voi.

Ma siccome lei è fuori, noi ne approfittiamo per fingere.

Qualche rumore, qualche finto schiaffo, qualche urlo di dolore?

Lei è il figlio di Walt Disney?

Vuole incominciare lei a urlare?

No, fammi sentire prima te.

Mi gira la testa!

Cosa hai fatto? Un macello, eh? Come ha detto Gesù?

Mi fa male anche l'altra guancia.

Sali, su.

Dai, dai, su, andiamo.

Andiamo, facciamola finita con sto sogno. Ma come?

Adesso viene il vento.

Vieni fuori.

Porca miseria.

Ti sembra questo il modo di guidare? Neanche il tempo di allacciarmi la

cintura.

Dai, allora, dov'è la villa?

Dov'è la cancellata? Dove sono quelli che mi devono far fuori? Dai, su, che io

comincio ad avere un po' piene le scatole, eh? E ho finito anche le

pastiglie. Non ricordi? Il bello del sogno comincia adesso.

Così.

E cazzo!

Basta con la violenza negli stadi!

E ora sei tu che devi violentarmi, avanti, che aspetti?

Violento, ti ho detto.

Come nel sogno.

Che nevralgia.

No, al massimo mi faccio uccidere, come da contratto, ma niente di più.

Cretino.

La sinusite.

Io ho bisogno di un rapporto violento, non lo capisci?

Se non lo capisci, vuol dire che non sei un vero dragone, ma un fu...

Ti riconosco, sei il mio dragone Su, adesso spogliati Saltami addosso,

prendimi No, basta La cosa finisce qui, chiuso Si torna a casa

Per me c'è finito, tutto chiuso.

Perché proprio io?

Perché hai disegnato il dragone con la mia faccia? Perché ho sempre sognato che

il mio primo uomo doveva avere una faccia come la tua, una faccia da

diavolo.

Io ti ho sempre fatto di tutto per stare lontano dalle tentazioni, dai dragoni,

dai diavoli.

io sono il diavolo però sappi che l'imbanedardo esiste davvero per questo

sono andato a Lourdes per chiedere un ridimensionamento che non mi è stato

concesso basta parlare adesso guarda Petit Victoire è il momento del

plenilunio

attento

amore mi fa male Con la gamba. Non è la gamba.

Pronto?

Sono io.

Senti, come stai?

Io sto bene.

Sei sola?

Sì, sono sola.

E lui come sta?

Ah, sta benissimo.

Ci mancherebbe altro che fosse morto prima di firmare la polizza.

Deve morire dopo.

Sì, allora sta a sentire.

Io ho i contratti già preparati. La polizia a favore tuo, naturalmente, è

massimale un miliardo.

Sì, però prima bisogna che... Insomma, bisognerebbe pagare almeno la prima

rata, che sono 3 milioni e mezzo in lire italiane.

Sì, che però pagando in franchi, dato che c'è il cambio favorevole, si

risparmia un po'. Eh?

Come non avete?

Non avete soldi?

E allora chi scusa?

Ah, io dovrei.

Sì, ma io come?

Beh, sì, potrei, potrei vendere i botti. E poi dovrei vendere l'automobile.

E poi potrei vendere l'orologio di mio padre.

E va bene, e va bene.

A proposito, devi comprare degli hamburger, mi raccomando. Come, come gli

hamburger? Sì, duecento hamburger.

Duecento? Ma come?

Lo vuole ammazzare con gli hamburger.

È fatta.

L'uomo è nostro.

Il pollo è caduto nella rete.

Sei stata bravissima.

Era un pezzo che la docchiavo. Io non mi sbaglio mai.

Il povero scemo non sa che i soldi dell'assicurazione ce li godremo noi.

Ci pensi, Dora? Con tutti quei soldi quell'isola ce la potremo comprare e

andarcene via finalmente da questa costa che di azzurro non c'ha proprio una

bella fava.

Certo che io sono proprio forte.

E voilà, mademoiselle, c'è tutto? Sì, c'è tutto, merci.

Buongiorno, signore. Buongiorno.

Cosa posso fare per voi?

Io vorrei 250 hamburger.

250 hamburger.

Non ho capito.

250 hamburger!

Perché ho molto appetito, ho molta fame.

Vuole su un po' di mostarda?

No, no, crudi.

Allora, sta arrivando.

Dottor Attilio, siamo qui.

Venga, dottore, sia comodi, venga a bordo. Buongiorno.

Ecco, agile, agile.

Buongiorno, dottore. Andiamo così, bene, bene, scattante.

Un bel passone, un bel passone, faccia un bel passone.

Come va?

Vieni così.

Si accomodi, si accomodi.

Si vede subito che lei è un homme de mer.

Mi scusi, non vedo perché lei mi deve trattare ora in codesto modo. Io penso

di non meritare. Ma cosa ha capito? Homme de mer, non uomo di merda come

pensa lei.

Uomo di mare.

E' inutile, io sono forte, sono forte nelle battute proprio.

Va bene, va, qua la mano, amici come prima. Amici come prima, come... Mi

scusino, di chi è il titolare di questo oggetto?

C'è cascato, eh? C'è cascato un'altra volta, eh? E' mio, va, l'avevo

allacciato male.

Cosa ha portato là? Eh, la signora mi ha detto... Sì, gli avevo detto di portare

un po' di colazione, ma evidentemente ha esagerato. No, pensavo che il mare mette

appetito, allora mi sono... Bene, bene, bene, bene, bene, bene, fai tu gli onore

di... casa d'ora, bene, bene, bene, bene, bene, io c'ho il flying che mi

aspetta, lei lo sa cos'è il flying ? Dice a me ? Sì,

che cos'è ? Aspetta un attimo, dunque, ecco,

dice sì, lei,

ecco, sa uno di quei budini che si, ah no, è un flan provenzale

al formaggio, ah, questa è buona, il flying, il flying bridge, Il ponte

superiore, Piccio.

Piccio, mi ha chiamato Piccio. Ci sono gli hamburger qui dentro.

Eh, come, come è bella. Ah, sì, sì, ci sono gli hamburger qua dentro. Ti avevo

detto di nasconderli, lui non se ne deve accorgere.

Eh, lo so, ma sono 250, non potevo nasconderli in tasca. Dai, muoviti.

Anzi, andiamo.

Come è bella. Muoviti.

Ha una pelle bellissima.

Senta, le posso fare una domanda?

Sti hamburger a che servono?

Te lo dirò al momento opportuno, eh, coccolone mio.

Amore. Oh, me lo dirà al momento opportuno.

Eh, messie, s'il vous plaît, vous savez où est l'hôtel qui s'appelle Meublé? Un

hôtel de merde où habitent toutes les chaussons.

Les chaussons et les stronzons comme à vous. Rispondi almeno, no?

Scusami, signore, cerco Napoleone. E io cerco Garibaldi.

Scusami, mademoiselle, che...

Monsignor Napoleone, dove sta?

Napoli, Napoli, camera 24, c'è par là, monsignor, va lì, va lì. Ah, merci.

Passe. E con passe, madame, busetta in avanti.

Tu vuoi di lei della mamma?

No, grazie, ho già fatto collazione.

Peccato.

È permesso?

Vien, vien.

Bonjour. Bonjour.

Mi conosce a me?

Sì, tu sei il signor Petruzzullo, il re degli orecchioni. Quale Petruzzullo,

quale orecchioni, io sono Petruzzelli, re delle orecchiette, ero Petruzzelli.

Adesso sono un povero paralitto disgraziato che se lo va a raccontare in

Givessur ci creda una disavventura del genere.

Allora, allora, che c'è da fare?

Ti devo parlare di una cosa molto importante.

Ma Gheddafi non può andare via da qui?

È un marocchese, non capisce l'italiano.

Grazie.

Devo sapere che io ho la fama di avere la moglie più bella e più onesta di

tutta la costa.

Hai capito la fama che ho io?

A chi, a me? Non la voglio questa schifesca. E cos'è questa roba? Tu hai

detto che è fame, no? Ma quale fame? Ma come mi permettete di dire questo? E

allora, mamma mia, giù, mamma mia.

Sì, dammi.

Sì, è buono, è buono. Un po' più di questo nelle persone, eh?

Di più.

E allora?

E allora?

Allora, parla. Che c'è che tu fai di me?

Come ti stavo dicendo, mia moglie, no?

Che tu conosci benissimo, Mappy.

Ah?

Mia moglie, sei innamorata di te?

Sì, lo so, lo so.

Tutte le donne si innamorano di me. Tutte le donne.

Guardi che mia moglie non è uguale alle altre donne, capito? Mia moglie è buona,

è singera, è onesta.

Purtroppo, ultimamente, che ne so io, ci è andato in acqua il cervello, non

capisce più niente.

Mia moglie, ti piace a te?

No, non mi piace.

Non ti piace mia moglie? No. Ma come ti permetti di dire che mia moglie non ti

piace, che farebbe una botte in tutta la costa per andare con...

Con mia moglie. Ma ti rendi conto che ha detto che mia moglie non ci piace?

Mi viene da vomitare, mi viene.

Non ce la faccio. Ma perché non muoio? Perché?

Io mi trovo proprio nello sprofondo.

No, non ci badare, Mohamed.

Sono tutti così, gli italiani.

Ha parlato l'anglosassone, ha parlato. Ascoltami bene, ti prego.

Qui si tratta di una malattia, tu mi devi aiutare.

Perché mia moglie ha una specie di trauma, come si dice, di silibitorio

sessuale. Sì, vabbè, ma tu...

Insomma, tu devi ricevere mia moglie qua, no?

No, no, no, no. Io non voglio ricevere nessuno di sì.

Perché io odio le donne.

Io lo dico anche nelle mie canzoni. Ecco te.

Io odio le donne profondamente. E soprattutto se sono ricche e belle.

E soprattutto se sono ricche e belle. Oh, che cazzo mi fai sentire in

concerto? Che me ne frega me?

Ma allora, che vuoi tu? Arriviamo al sordo. Senti, scarafone. Quando vuoi,

che cosa vuoi? Vuoi soldi? Io sono ricco. Je suis très riche. Cosa vuoi?

Eh?

Ah, è questo che ti darei? L'orologio d'oro? E tienilo, tienilo.

Io ce ne ho altri dieci, che me ne frecca? Me ne compri altri duecento,

vaffanculo.

Però stavi bene a sentire e guardami bene dentro gli occhi, eh?

Mia moglie viene qua.

Anzi, viene, l'accompagno io qua.

E tu con molto garbo?

Sì, lo so, lo so.

Appena arriva qui... No, tu a mia moglie non fai nessuno... Hai capito?

Anzi, il contrario devi fare.

Se no l'orologio che te l'ho dato a fare? Fai quello che dico io.

A mia moglie la devi prendere un po' in giro, insomma, le devi far capire che a

te, come si può dire, devi far finta che è proprio una specie di repulsione verso

il sesso femminile, capisci?

Così mia moglie si sente delusa e soprattutto devi far vedere proprio che

ti fanno schifo le donne.

Cerco, sforzati, fai finta che sei, che ti posso dire, un gay, un uomo diverso.

Ma, ma come tu?

Oh, allora tu e lui, io...

Io, Kresensky, io pensavo che invece... Sì, sì, Muhammad è mio amichetto, eh. E

allora, che c'è?

Io amo i giovani ragazzi, mediterranei, marocchi, sono molto buoni.

Dovresti essere contento, Petruzzello.

Petruzzello, se è così è felicissimo, ma che scherziamo veramente.

Allora è un miracolo della Madonna dell'Incoronata, questo.

Io ti faccio, guarda, ti abbraccerei.

Ti faccio un altro regalo, vuoi anche il braccialetto? No, questo non me l'ha

regalato Mavi. Ti do un guidaio di orecchiette.

Anzi, che dico, una tonnellata, che me ne frega bene.

Oh, però mi raccomando, devi fare tutto per bene, eh? Allora ti ricordi tutto.

Sì, mi ricordo tutto quanto.

Se non ricordo bene tutto, allora Mohamed fa un bel nodo. Ah, a

fazzoletto? Ma che fazzoletto?

Mohamed, fatti vedere dove tu fai il nodo.

Allora, prega, che ne dici?

Mamma mia, è che è un distributore di benzina.

La provvidenza questa volta è stata benevola.

Le cose sono andate benissimo.

Fortunatamente la principessa è uscita illesa dall'incidente, ma quel che conta

è che è guarita completamente da ogni incubo.

Vede, Don Vittorino, la sua decisione di auto-eliminare il mostro dai sogni della

principessa è stata provvidenziale. Oddio, può anche darsi che nei prossimi

pleniluni la principessa ritorni a sognare. Mi fa male la gamba.

Sì, ma lei dovrà stare vicino, confortandola con le sue preghiere e la

sua presenza.

Noi l'abbiamo nominata...

personale assistente spirituale della principessa. E' contento. E la gamba?

Monsignore, gli augusti genitori della sposa.

Come andiamo, Don Vittorino?

Insomma, la gamba.

Le porgiamo i saluti della nostra cara figliola, ormai, grazie a lei, libera

dal suo male.

È felice. Ha voluto rimandare le sue nozze per quando l'ese sarà

completamente rimesso.

Noi vogliamo che sia lei a celebrare il nostro matrimonio. Ci teniamo.

Topatia dice che lei è un prete molto in gamba.

Messie Carbone, questa imbarcazione è perfetta!

Per questo ho voluto che la firma del contratto avvenisse qui, in mezzo al

mare. Perché lei possa controllare che il bras de bois è un naviglio in piena

efficienza. Hai visto? Non sospetta assolutamente di niente. È tutto pronto.

Sì, dunque, guarda, è tutto a posto, no? Dunque, qui... Senti, non si

potrebbe magari rinviare, che ne ne so, diciamo di due o tre anni?

Rinviare? Neanche per sogno.

Pensa alle Bermude e a quando saremo soli.

No, no, Dora, non è vero, non ti illudere, non saremo mai soli, saremo

sempre in compagnia del nostro terribile rimorso, che comincerà a scavare, a

scavare, a croc, sai che io me lo sento già addosso, anche per le quattro ore

che non mangio. Il rimorso, ma cosa vuoi che sia il rimorso? È una mosca che ti

passa davanti, tu la chiappi con la mano, le stacchi un'ala, le stacchi l

'altra, la lasci cadere, la calpesti, e il rimorso non c'è più.

Che stavate facendo voi due, eh?

Buongiorno, comandante.

Dunque, io e la tettorella, signora, stavamo disossando una mosca.

Una mosca?

Eh, sì.

Ah, sì, sì, sì! So quei mosconi che l'ho preso. Toc! E ho cominciato con prudenza

a staccare la prima ala, la seconda ala... Ma quante cazzo di ali ha questa

mosca?

Una trentina. Ha sentito?

Ha sentito?

Chi è?

Che c'è? Il silenzio. Dove?

Lei l'ha fatto il militare? No, ma saluta lo stesso.

Il silenzio. Io ho spento il motore, eccoci qua.

Noi, soli col mare.

Col mare. Vero, cara?

A Guidobaldo piace molto stare a largo.

Pensi, dottore, che qui non ci può vedere né sentire nessuno.

Io adesso potrei anche uccidere.

E nessuno si accorgerebbe di niente.

È finta, no? È vera. È vera, la uso per gli scuoli.

Scusi. Sì? Mi dispiace girarla gentilmente verso la sua signora?

Certo. E dopo di lei potrei uccidere anche la mia cara moglie. Lei lo sa,

vero che lo sai, cara?

È vero che lo sai? Io sono gelosissimo, so. Beh, sì, sì.

Anche se il mio povero cuore ne soffre, io sono molto geloso.

Vero, cara?

Lo sa cosa ci farei al malcapitato che sorprendessi con mia moglie? Eh, no. Lo

sa cosa ci farei?

Cosa fa?

Prima ci spopolerei il cervello. Ah, quello lì? E poi ci prenderei la mano.

Una a caso, una a caso. E ce la taglierei tutta a pezzettini, a

pezzettini, a pezzettini, a pezzettini.

Poi ci farei le esche per le murene.

A bocca, no?

Sempre. Meno male.

Le murene sono golosissime, delle falangine.

Sono contento. È pronta la polizza? Sì, sì, ha tutto pronto.

Ah, sì, sì, sì. Eccola qui.

Fermi qua. La polizza della barca.

Eccola.

Eccola qua.

Perché trema in quel modo?

Chi? Lei.

È perché ha rinfrescato un po'. Ah, sì?

Sì. Mi dia la penna. La penna. L'avverto che io non vedo niente senza occhiali,

eh? Non vedo assolutamente niente, mi fido. Mi fido della mia dolce

mogliettina e di lei, che è una persona per bene.

Che cos'ho? Niente.

Allora firmo, eh?

E poi?

E poi metto firma qui.

E poi metto la firma qui.

E poi metto la firma qui.

E poi metto la firma qui.

Secondo me lei non sta bene Lei c'ha qualcosa che non va, si faccia vedere

Ecco, tutto a posto, tutto fatto Guardi, a questo punto può anche crepare, eh?

Eh, voleva dire affondare, vero, dottore? No, no, no, crepare, volevo

dire affondare E poi no, lei, perché per la sua marca questo pericolo non c'è

Senti, Guidobaldo, perché non ci riporti a terra?

Volentieri, volentieri, pronti? Si salpa, il fly mi aspetta, come al solito

Io vado su, eh?

Lei non lo sa che c'è il fly, eh? E io non ce la dirò mai

Andiamo, vieni.

Questo è il nostro momento.

No, ho paura. Muoviti, dai. Guardi che qui c'è una rivoltella vera, mica finta.

Oh, mamma mia.

Ecco.

Un momento, no, non c'ho il calambullo. Vieni, prendimi. Non sono pratico io.

Non porre di stupido.

C'è lui, c'è lui.

Ma è per questo che dobbiamo farlo. Quando ci vedrà a fare l'amore, gli

prenderà un colpo e morirà. Siamo sicuri? Su, violento. Allora, allora lo

faccio.

Stringimi. Non mi ricordo più niente. Mi dà qualche indicazione fondamentale.

Dai, è possibile che non ti ricordi come si fa. Vieni, su.

Allora, comincio dall'alto?

Ma senta, mi dica almeno com'è il movimento, i piedi, come, dove li metto.

Perché è una trentina d'anni che non esercito.

Lasciami, lasciami.

Guido Valdo.

Voleva approfittare di me questo brutto! Schifoso, piccio bastardo maledetto! Hai

approfittato di mia moglie, eh? Ma guardi che è stata lei, sa?

Ma io ti ammazzo, hai capito? Io ti ammazzo, ti spappolo il cervello! Piccio

bastardo schifoso!

Cipio! Come? Cosa ha detto?

Cipio! E cosa vuol dire?

Beh, Cipio sarebbe l'equivalente di culatone a Milano, busone a Bologna,

ricchione a Napoli, via dicendo, ecco. Ah, grazie! Allora approfitto di questa

delucidazione, io la saluto e vado!

Fermi, schifoso, maledetto, dove vai? Io ti sventro, hai capito che ti sventro?

Io con la mia fedele pistola qua ti spoppolo. Non fare pazzie.

Guarda la pistola. Devi passare sul mio cadavere prima di rovinarti. Ecco, passi

sul cadavere. Sì, passate su di me. Ammazzi la sua signora. Vabbè, allora

ammazzo lei insieme al suo ganso, hai capito? Ma no, no, qui la prego. Ma chi

è sto ganso? Ma che ganso dice?

Oddio.

Oh,

mio Dio, che impressione.

Oh, mamma.

Ha avuto un leggero malessere. No, è morto, finalmente.

Avanti, su, sbrigati. Vallo a prendere. Io? Dobbiamo buttarlo in mano.

Saranno delle ditte specializzate, no?

Lo faccio io. C'è nessuno che lo vuol fare.

Nessuno.

Non lo so guardare.

Adesso lo tiro.

Bravo Attilio, hai fatto un buon lavoro.

Adesso buttalo in acqua, io penso agli hamburger.

No,

mi si è chiuso lo stomaco, non ho più fame.

Ma non sono per te, sono per gli squali.

No, gli squali.

Adesso mangiano come nei fast food.

Ma no, la carne servirà da tirarli verso la barca e verso Guidobaldo.

Dai, gettiamolo in mare, su.

Andiamo. Via.

E adesso?

Adesso dovremo solo aspettare che maturino gli eventi, che saranno proprio

quelli che ci eravamo proposti. E poi arriveranno i miliardi. Sta tranquillo,

coccolone mio, a te ci penserò io.

E su, papà, non fare quella faccia. Siamo nel 2000 e ormai certe cose si

fanno. E poi l'ha detto anche la dottoressa, no? È un sacrificio che

dobbiamo fare per la salute di mamma.

Ciao, mamma.

Divertiti, sii felice.

E tu, papà, non fare il cattivone.

Cattivone?

Io voglio vedere dove l'ho trovato un marito come me. In tutto il mondo non c

'è uno scemo così.

Ecco, perciò io ti voglio bene di più. Una volta che mi sarà passata la

malattia, la nostra vita sarà più serena senza problemi. Speriamo a San Nicolo,

speriamo.

E non fare quella faccia, altrimenti me ne torno a casa, mo proprio non se ne fa

più niente.

No, no, ma più perché?

Deve essere un fatto di silibitorio.

E ti devi bere il calcio di questo veleno fino alla fine.

E anch'io, di conseguenza, devo portare la croce fino in fondo.

Sei cattivo, crudele, ma non capisci che parlando così mi fai sentire come una

svergognata? Ma no, detto questo, tesoro, però io ti voglio avvertire che

se poi per un motivo qualunque dovessi andare a finire male, non è che te la

prendi con me.

Come sarebbe a dire?

Perché?

Perché... Ecco, siamo arrivati, amore, vieni.

Madonna!

Buongiorno, bella!

Signora. Vieni, vieni.

Accomodatevi per il truzzullo.

No, grazie, non mi accomodo perché... Non so, mi sento... Che do disturbo?

Tesoro, tu non disturbi mai.

Anzi, perché non ti fermi ancora un poco con noi?

Ma perché mi dici questo, papi? Mi fai venire ancora... Mi fai venire da

vomitare, sembra. Mi fai sentire... Hai capito?

Carino qui.

Molto accogliente.

Si vede che ci abita una persona che mette ogni cosa al posto giusto.

Di grande carisma.

Io... No, dico, me ne vado.

Vai, amore, vai!

E va, Petruzzulo!

Tu puoi andare, non ti preoccupare, io penso tutto a me.

Ricorda il loro oggi.

Allora vai, ciao, ciao.

Papi, non ce ne fa più. Ciao.

Allora,

amico, cosa stai facendo? Ehi, è con me, eh? E beh, che buono.

E allora?

Biodone in piccione.

Ciao. E tu sei Biodone Ricchione.

Hai sentito? Mi ha detto guardone a me. Mi travestito. Che travestito? Quello

mio grande amore. E che cos'è? Una donna? È carino? Lo fa sempre amore.

Quello mio flerte. Mi piace molto. Si chiama Dominique.

Ma scusa un attimo.

Tu sei Mohamed, no? Sì. Tu quando stavi su con il Scarafond, Napoleone, tu sei

fidanzato, no?

Scarafond fidanzato?

Ma cosa dici?

Tu sei matto, io ho fidanzato con Napoleone.

Hai una canona, non si può dire a Napoleone.

Tu non sei ricchio. Ma che cazzo dici te?

Ma finché scherza, scherza.

Ma allora è uno scherzo. E quello è uno scherzo, lo sta facendo a tua voglia.

Tutto matto.

Un momento, scusami, scusami.

Tu ti ricordi quando hai baciato l'amico tuo, Ricchione, no? Che hai fatto il no

da distributore, tu rappelle? Io, baciare, Ricchione, distributore, ma

cosa dire? Ma come è successo tutto stamattina, come fanno a ricordarti?

Scusa.

Ma che cazzo gli dici, non ti vedi che cosa sto parlando? Sto parlando come un

amico, una cosa indima.

Loro ridono perché tua moglie è sopra con Napo a fare... Non ti azzardare a

prendermi per il culo che faccio un casino qua dentro.

Ma che ti credi che i ricchi sono stronzi?

Casomai le mogli dei ricchi sono stronze. Io vi faccio un mazzo così. Io

facevo il magliaro prima di fare il comandatore. Avete capito? Ah, Mosciù,

ti do il latte della mamma.

Ma vaffanculo, qua non sei altro la mamma. Tu sei una nonna.

Toglietemi le mani di dosso, ti mando una bestia. Capito?

E anche a te, guarda che ti spazzo.

Grazie, commissario, per non aver detto niente a mia moglie.

arrivederci maresciallo un'altra volta però non frequenti certi posti può

essere pericoloso non ci sarà più un'altra volta au revoir

Grazie

Attenzione, come tutti possono vedere, non ci sono dubbi. Il povero signor

Guidobaldo è stato divorato da un pesce cane.

Notate, i denti del mostro marino sono ancora là, conficcati nel braccio di

legno. Sentito?

Eh, sì, ho sentito.

Beh, caro avvocato, è un po' tutto da vedere. Il nostro esperto deve ancora

esaminare l'oggetto, vero?

Vero? Eh, chi?

Eh sì, come dicevo... Guido Baldo,

Guido Baldo mio, che brutta fine che hai fatto.

Signore, il nostro perito ha esaminato questo braccio artificiale dopo che lo

avevano ripescato. È stata fatta un'analisi che ha rivelato indubbie

tracce di sangue appartenenti allo stesso gruppo del marito della mia

cliente. Dovrete pagare, la vostra compagnia non ha scampo.

Che... che... che c'è?

Clausola numero 14, comma B, paragrafo S.

La famosa clausola... Dello squalo. Beh, la conosce, eh? Eh, sì, la

conosco. Me la dica!

In casi del tutto eccezionali, dovuti a morte per morso di squalo, la compagnia

paga dieci volte il premio concordato. Stavolta l'ha fatta grossa.

Ma dico, come si fa a firmare una pollice d'assicurazione sulla vita per

un premio di un miliardo di lire con un tale che dopo cinque minuti muore in

bocca agli squali e ci rovina?

Sì, ma prima di morire era vivissimo. Carbone, lei sarà licenziato.

E io farò in modo di sputanarla dappertutto. Bene. Affinché lei non

trovi più un posto nemmeno come sciacquapiatti.

Mi sono lasciato trascinare dall'entusiasmo. Lei dovrà sprofondare

nella merda fino agli occhi.

Occhi? Sì. Non si potrebbe farlo? No.

Sì, e io sarò felice soltanto quando le potrò negare anche l'elemosina di un

tozzo di pane sui gradini di una chiesa. Direttore, la posso fare una confidenza?

Sì. Lei è una persona molto umana.

Ehi, svegli.

Lasciatemi morire, Zanda Pai, sto agonizzando. Ma perché, davvero pensi

che puoi morire?

Per forza, ho preso 24 pasticche di sonnifera. Queste sono pasticche di

crusca, che fanno bene solo contro la stitichezza.

Ma allora tu ti sei avvelenato con la crusca? Ero stanca delle tue continue

infedeltà. Ti ho voluto far provare come si soffre quando uno tiene le corna.

Ma non ho capito, scusa.

Capisco io.

Ma cosa credevi che non sapessi niente? La mia amica Silvana, la signora Mazzei,

la figlia dell'ingegnere, Giovanna la Rossa, le mani qui anche del defilé di

Parigi, Margareta, Ingrid, Svenka.

E quel puttanone di Maria Rosa la cuoca, che me l'hai fatta pure licenziare e

cucinava così bene.

Ah, proprio tutto l'elenco, perfetto. Chi è che ti ha comunicato il tutto?

Tengo il mio servizio informazioni. Ho organizzato tutto questo scherzo per

farti passare la voglia di tradirmi. Ah, quindi con la dottoressa tua amica

tedesca eravate... Era d'accordo con me, logicamente.

Eh, lo scherafone Napoleone Schifosi.

Era d'accordo anche lui.

Ma... Allora, nella stanza dell'albergo?

Non è successo niente, stupidone.

Amore, mai più con una donna, te lo prometto. Santa, tu sei una santa.

Stupidone. Santa, madonna, benedetta, sempre nei club. Sarà la dottoressa.

Deve suonare.

Sì?

Ciao, dottoressa. È andato tutto benissimo.

Amore, tu sei una donna meravigliosa.

Sì. Ma di un po', ma il cornotone è ancora lì?

Ah, senti Mabiu, qui c'è uno yacht meraviglioso, è in vendita.

Potremmo passarci delle giornate favolose.

Me lo compri? Sono d'accordo, è una buona idea.

Lo farò senz'altro.

Sì? Amore, grazie.

Tu sei una donna straordinaria.

Ti amo.

Zinnacchiona mia!

Grazie, dottoressa, presto. Ero la dottoressa. Eh, ho capito. Se era l

'idraulico, dicevi che era l'idraulico.

Tesoro. Mapina.

A santo valentino si fa una bella cosa. La vergine e la

sposa si fanno deflorare.

Coccolone, sono Dora.

Ci sei, batti un colpo.

Domattina incasserò il premio dell'assicurazione.

Dieci miliardi.

Come? Dieci?

Che?

Purtroppo dovremo stare un po' di tempo senza vederci.

Poi quando ti avvertirò dovrei raggiungermi in un posto meraviglioso,

nella nostra bella isola.

Nelle Bermude.

Attento che arriva qualcuno.

Scusami, signore?

Potrebbe darmi un'indicazione? La strada per l'aeroporto. Sì, signore. Deve

andare fino al bivio, poi a destra e tutto direttamente all'aeroporto, sì?

Grazie, signore. Siete gentili. Arrivederci.

Vado qua, signora.

Buon viaggio.

E allora, comandatore, com'è andata la vacanza? La vacanza è andata benissimo,

anzi, con mia moglie invece.

Ci ho dovuto promettere che non andrò mai più con una ragazza.

Con una ragazza, non con tre.

Merci, les trois bambolons. Oh,

mi raccomando, comandante, morbido.

Vuoi tu ad Alberto prenderla qui presente topazia come tua legittima

sposa? Sì.

E vuoi tu topazia prendere qui presente ad Alberto come tuo legittimo sposo?

Sì. Ma vorrai tu, Don Vittorino, assistermi stanotte durante il

plenilunio?

Vi dichiaro moglie e cornuto.

Scusate, qui non vedo neanche un albergo, ma siamo sicuri che siamo a

Pataka Island?

Tu chiedi Pataka Island, questa è Pataka Island, no?

Pataka, Pataka.

La valigia prende. La valigia prende.

Signore, questa lettera per Pataka Island, tu prendi. Vabbè,

andiamoci, non va.

Andiamoci. Andiamo.

Arrivederci, eh?

Speriamo.

Andiamo, anche voi.

Un po' buona questa isola, no, no, no.

Troppo lontano. Dora!

Ma quale mutilato?

Io e mia moglie eravamo d'accordo per truffare l'assicurazione.

Lei doveva incassare quei miliardi e tornare a riprendermi qui dopo due mesi.

Ma è la stessa cosa che ha detto anche a me.

Eh, lo so. Ci ha fregati tutti e due.

Quella deve essere per me.

Questa? Sì.

Tenga.

Infatti, è la caligrafia della troiola. Scetta! Non le consento di esprimerci in

maniera così volgare nei confronti di una creatura che...

che fino a meno di mezza minuto fa io amavo più della mia vita. Comunque, che

dice? La troiona?

Sì, lei.

Miei cari coccoloni, per realizzare il mio colpo perfetto avevo bisogno di un

marito cretino e di un amante più cretino di lui.

Fortunatamente ho incontrato voi due e così adesso posso godermi da sola i

miliardi dell'assicurazione. Vi faccio tanti auguri, sperando che lontani dal

mondo. che se vi vedesse tornare vi manderebbe subito in galera, possiate

cominciare una nuova vita.

Tanti cari saluti e ringraziamenti, la vostra affezionatissima Dora.

Queste sono le donne, amico mio, infide, intriganti, corrotte.

Meglio tenerle lontane, direte a me, un bel televisore e un buon amico sono più

che sufficienti per essere felici, anche su un'isola deserta. Ma perché qui c'è

la televisione?

No, però c'è un buon amico.

Posso chiamarti venerdì?

Grazie.

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