Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Ora alla sinistra.
Ok, mettiti là.
Quelle che stiamo trasmettendo sono le immagini che documentano l'arresto di
Nemesio Bandera.
Hai sentito, sì?
Quello ora ci muore in carcere.
Oggi è una grande giornata.
E con gli altri Bandera cosa pensi di fare?
Niente.
Quelli dentro gli altri non sono nessuno.
Chi c'è?
Nina, Lara, Serena.
Alla fine sono femmine, dai.
Pure il tuo ex, quel tipo lì, il figlio di Tony.
Pure Ferro. Erano tutti spazzati via.
Il nostro piano ha funzionato a meraviglia.
Dobbiamo festeggiare. No, no, aspetta.
Prima devo parlare con un paio di consiglieri contrari all'ampliamento del
porto. Tranquilla, ce penso io.
Mandami il nome di questi due eroi.
Io a te ci vediamo stasera.
Al momento le autorità mantengono assoluto riservo sui dettagli dell
'inchiesta. Sappiamo soltanto che alcuni giorni fa è stato ficcato un mandato di
cattura e da quel momento l'imprenditore si è reso irreveribile. Quando te l'ho
chiesto mi hai detto che la bomba era opera di lemma.
La guerra ha le sue regole.
E tu dovresti stare in prima linea a mio fianco invece di farmi domande
patetiche.
Stavo seguendo Daniel.
Non è con chi si è incontrato.
Va bene.
Lo seguo ancora.
No, no, no.
Ti sono lasciato male.
Ora dovranno fare la pace.
Perché continuerà a occuparsi di Nina.
Anche Dania sta combattendo per noi.
Lascialo fare.
Decreto di fermo, verbale d'arresto, provvedimenti del PM, insomma, c'è
tutto. Ci piace fare le cose per bene, avvocato. Sì.
Mi sa che stavolta non avrà caviglie con Appellazzi.
Certo che potevate evitare di esibirlo in televisione. Sì, forse sì.
Ma vuole mettere la soddisfazione...
Dimostrare a tutti quanti che a Levante non ci sono più intoccabili.
La partita per bandiera finisce qua.
Staremo a vedere.
Buona giornata.
Buona giornata.
Nina,
dimmi. L'hai visto?
Lo vedrò più tardi. Voglio vederlo anch'io, voglio sapere come sta.
Presenterò l'istanza oggi stesso, stai tranquilla.
Ok? Ok.
Dopo che l'hai visto fammi sapere, ti prego, sono preoccupata per la sua
malattia. Sì, ora devo incontrare una persona, poi vi dirò tutto a voce, non
mi va di parlarne al telefono. Spero di avere informazioni importanti.
Prima di andare da lui passi a casa per favore, voglio fargli una borsa per
farsi la barba, lavarsi e il quaderno degli esercizi, grazie.
Certo, va bene, a dopo.
Finalmente ce l'hai fatta a metterlo dietro le sbarre.
Non apprezzo della vita di un bambino e di suo padre.
Non sarebbe successo se avessi fatto le cose per bene.
Credi che non lo sappia?
Che non ci pensi mille volte tutte le notti? La tua era una vendetta, non
giustizia che è fatta di regole.
Quella bomba doveva uccidere anche me e sarebbe stato meglio.
Lasciatemi stare!
E basta!
Tanto io riconosco i miei diritti.
Voglio parlare con il mio avvocato.
Che ha fatto?
Un furto in un grande magazzino.
Ancora?
Stai fermo o devo chiamare un esorcista?
Quanti anni hai?
18.
Brava.
Complimenti.
Allora?
Guarda.
Bene, ottimo lavoro.
Bravo.
Sempre a disposizione.
Stai andando alla Dipsy?
Sì.
C'è un'altra cosa che dovresti fare.
Ci sono un paio di tizi in comune, consiglieri, e stanno facendo un po' di
casino, cercando di impedire l'ampliamento del porto.
Aiutali a ragionare a modo giusto.
Perché non lo chiedi alla sindaca?
Io ho già troppe cose da fare alla Dipsy.
L'ampliamento del porto è nel nostro interesse, non solo in quello del...
Della tua complice?
Ti ha dato il suo cagnolino perché non lo chiedi a lui?
Io dei vostri affari non ne voglio sapere.
E soprattutto, stai lontano dalla Dipsy.
Lì è zona mia.
Ciao. Ciao.
Lara.
Eh, se sei venuta per sapere di Nemo non abbiamo ancora notizie. Sì, no, ne ho
io.
Ah.
Nemo si è fatto arrestare perché... perché era l'unica maniera per provare
la sua innocenza, però mi ha chiesto di dirti che devi essere forte, Serena, e
che adesso tocca a te tenere in piedi la famiglia.
Quando ti ha detto queste cose?
Aveva chiesto a Mario di portarmi qui perché voleva che fossi al sicuro.
Mario? Sì, ma io non volevo perché sapevo che sarebbe stato un problema e
quindi non... Quando hai visto Nemo?
Dice anche di prendervi cura del bambino che quello che sta facendo è pericoloso.
Quando hai visto mio padre?
Ero con lui.
Quando si è fatto arrestare.
Tu lo sapevi?
Sì, ossia... Nemo mi aveva detto che voleva tenerla al sicuro. Che cosa
fantastica! Nina!
Lara, credo che sia meglio che tu te ne vada adesso.
Sì. Grazie per essergli stata vicina e grazie per le notizie, mi danno
conforto.
Senti, Serena, scusami con Nina, io non volevo ferirla. Nemo non voleva... No,
no, non ti preoccupare, tranquilla.
Serena, ascolta, io non potevo sapere ovviamente... Portala a Nemo.
Ne parliamo dopo.
Con te facciamo i conti dopo.
Prego, testa.
Mettiti pure su questo sotto, eh?
Io m'otterò libero e mi metto io sopra.
Ti hanno dato il benvenuto, eh?
Come ti chiami?
Sono Angelo.
Angelo Partan.
Io sono Nemo Bandera.
Ma io lo so chi sei tu.
Lara è un problema che non si risolve.
Ma è un problema tra me e Nemo, ok?
Finita questa storia mettiamo a posto le cose.
Lo so che la vita ci sta mettendo di fronte a una prova durissima, ma noi ce
la faremo.
Noi ce la faremo.
Anche perché è quello che tuo padre si aspetta da noi.
Dottor Amitrano. Ancora lei.
Guardi, le rubo giusto un minuto. Ma se ne vada. Sì, fra un attimo. È sua moglie
quella? Che cosa vuole?
Gran bella donna, lasci che glielo dica. Senta, per caso mi sta minacciando? No,
non ancora.
Ma dia un'occhiata qui.
Gliel'ho già detto.
Se ne vada.
Mi dia retta, farebbe bene a vedere quello che le sto mostrando.
Senta, qualsiasi cosa sia, non mi interessa. Come vuole. Forse interesserà
a sua moglie. O magari finirà in rete.
Ora. La sto minacciando.
Ragazza interessante, eh?
Maggiorenne, ovviamente, o forse non proprio.
Però molto graziosa.
E la persona che le sta a fianco, in effetti, le somiglia molto.
Credo che si tratti giusto di una somiglianza, niente di più.
Non crede?
Mi dica cosa vuole. È in fretta.
Ferro. Mario, che novità hai?
È Arfio.
Ah.
Ma sei sicuro?
Sì.
Bravo, avvocato, bravo.
Allora?
Mario ha fatto sputare a PM il nome dell'infame che accusa Nemo.
E allora dobbiamo costringerlo a ritrattare, deve dire la verità. Prima
devo controllare che abbia detto il nome vero. In fretta, Ferro, ti prego.
Ho paura che questa volta Nemo non reggerà il carcere.
Nemo è una roccia serena. Non più.
E tu lo sai come lo so io.
Io lo so come ci si sente il primo giorno.
Anche se non è veramente il primo giorno.
Non è che uno ci fa mai un'abitudine.
Io ci ho messo un po' di zucchero, forse lo preferite amaro. No, no, va bene, va
bene. Se vuoi ci abbiamo un po' di latte.
A lunga conservazione però, perché frigorifero non è incluso nell
'arredamento.
Lo sai perché sono qui?
Lo sanno tutti.
E anche se prima avevo degli amici qui dentro, adesso non ce li ho più.
Mi dovrò difendere pure da te?
No, da me.
Buongiorno signora.
Sono il cugino di Alfio.
Sono di Foggia, mi trovavo a passare, volevo salutare.
Ma non c'è nessuno, che ha cambiato casa?
No, però Alfio da un po' di giorni che non lo vedo.
E la moglie l'hanno portata via due poliziotti.
Grazie. Prego.
Sì. Il tuo amico Mitrano non ha detto cazzate.
Finalmente un po' di luce.
La vicina mi ha pure detto che due poliziotti hanno portato via la moglie.
Beh, l'avranno nascosta sicuramente per proteggerla.
Ottimo lavoro, bravo. Muovo da avvocato.
Sì. Non ti avevo detto di chiamarmi.
Non c'è bisogno, tutto tranquillo.
Cosa fa?
Mangia? Dorme?
Ora vedo...
Dorme.
Ma che gli hai dato? Sta bene, sta... Non esagerare, ci manca soltanto che la
fai schiantare. Sì, sì.
Tutto bene, Dorma?
Quella ragazza d'assicurazione che andiamo a marciare a calciare.
Non le può succedere niente. Non le succederà niente.
Garantito. Ti stai comportando bene.
Ho un altro lavoretto per te.
Mi segue.
Che è successo?
Niente, piccolo incidente di percorso.
E a parte questo come stai?
Una meraviglia.
Scusa domanda stupida.
Ti ho portato le vestiti pulite e le medicine, te le faranno avere gli
agenti.
Allora, abbiamo scoperto chi è il nostro pentito?
Alfio Longo.
Alfio? Sì. Ma è impossibile.
Conosco Alcio da quando era un ragazzino e non è il tipo che tradisce.
Come sarà riuscito a convincere il loro abito?
Soldi?
Accusando me ha accusato se stesso di un reato terribile.
Queste cose non si comprano con i soldi. Mi ricatto allora, o le minacce?
Intanto farei in modo che il PM ti dia almeno i domiciliari. Lo tengo in pugno.
No, niente trucchetti stavolta.
L'amo è troppo rischioso. Tutte le prove sono contro di te. Qui dentro sei in
pericolo. Fa come ti ho detto.
Va bene, va bene.
Che facciamo con Alfio?
Bisogna trovare il modo per farsi che ritratti le accuse.
Ma dove sta Alfio? Dove lo tengono?
Lui è qui dentro.
La sezione è riservata ai pentiti.
Ma io non lo potrò mai incontrare. Ma tu sei un avvocato. Chiedi un colloquio e
parlaci. Lo farò.
Mandarmi in galera.
È solo parte del piano di Raul.
Adesso che mi considera fuori gioco vorrà prendersi tutto, vorrà
annientarci. Tempo scaduto!
Mario, devi tenere la famiglia unita.
Solo una famiglia unita resiste a una tempesta.
E ti prego, cerca di stare vicino a Nina.
Falle vivere qualche momento di serenità.
Lo farò.
Andiamo. Dov'è? In un posto. Prendi il cappato e andiamo.
Sì, sì, ho segnato l'apportamento. Perfetto.
Daniel, hai fatto bene a venire.
È il momento di sbattere fuori bandera dalla Dipsy.
Vuoi goderti lo spettacolo?
E questo sarebbe?
Un pezzo della macchina che esplosa.
Che cosa vuoi, Daniel?
È stato mio padre a far esplodere quella bomba.
Tu lo sai?
Dillo.
Chiedilo a lui.
Ho fatto.
Mi ha detto che è un colpevole. Già c'è ed è in galera.
Ti sembra una risposta?
Sì, lo è.
Guarda bene.
Lì. C'è una macchia, la vedi?
A me sembra sangue rappreso.
Di chi sarà?
Del bambino o di suo padre?
Io non ho tempo per queste cose, Daniel.
E non dovresti averne neanche tu. Ho una cosa molto importante da fare.
Vuoi venire o no?
Innanzitutto vogliamo dirvi quanto ci dispiace per l'arresto di Nemo.
Posso solo immaginare come vi sentiate.
Riuscirai ad immaginare meglio quando ci finirà Raul.
Sempre si sarà fortunato.
Possiamo deporre le armi per un momento?
Mio padre è innocente. Non ha fatto quella cosa orribile.
E sono convinta. Non ne sei certa.
Comunque, questa cosa rappresenta un danno d'immagine enorme per la Dipsy.
Dovete uscire dalla società.
Vi pagheremo bene le vostre quote.
Raul è un uomo molto generoso.
Ti sta bene che tuo padre sia così?
Dimmi una cosa.
Perché non lo lasci?
Per lo stesso motivo per cui tu non lasci Nemo.
Ah, intendi l'amore?
No, piuttosto questa società che nostro padre vi ha lasciato.
Papà ti ha escluso dall'eredità perché non si fidava di Raul.
Era longimirante.
Adesso basta.
Ferma.
Hai detto che se dovessimo accettare saremmo ricompensati bene. Bene quanto?
Mamma, non vorrei... Quanto?
Vi pagheremo le quote il doppio del loro valore.
Guarda.
Wow.
Raul è veramente un uomo generoso.
Eh sì, tu hai ragione.
Con Nemo in prigione io non...
Non riesco a pensare ad altro, ma... Ma una cosa mi è chiara, però.
Andiamo, amore.
Grazie. Sei stato di grande aiuto.
Che vuoi?
Vattene.
Ti devo parlare. Io no.
Te l'ho anche scritto.
Sono convinto che tuo padre non c'entri con la bomba.
E da dove ti arriva tutta questa convinzione?
Lo penso perché lo pensi tu.
E sono sicuro che se avessi anche il minimo dubbio lo lasceresti capire.
Daniel, forse sei davvero un bravo ragazzo. E se ti avessi conosciuto in
altre circostanze, in un'altra vita magari, mi saresti anche piaciuto.
Perché in un'altra vita e non in questa? Perché le nostre famiglie sono troppo
nemiche.
Per qualche ragione che nemmeno io so di preciso tuo padre e il mio sia di non
morte.
Alla fine uno dei due ucciderà l'altro, lo capisci? Ma proprio per questo.
Io e te siamo diversi.
Noi dobbiamo parlare.
Solo così potremo trovare un modo per mettere fine a tutta questa storia.
O per non esserne vittime.
Ti illudi?
Noi dobbiamo parlare.
Vai, ti prego. Non voglio che mia madre ti veda qui. Quando vuoi tu.
In un posto dove possiamo stare tranquilli.
Bello, eh?
Bello, sì.
Ma non è per il panorama, è per questo qua.
Non è per questo qua.
Senti Alice, non ci siamo più parlate poi dall'altra sera.
Sai come io avevo bevuto, ero felice.
Ecco, forse sono stata un po' scorretta in tuoi confronti. Se così è stato, mi
dispiace. No.
No, no, non è quello, è che non mi era mai successo con una
donna. Ah no?
E come sta?
Non lo so, sono un po' confusa, dovrei riprovare.
Che cosa ha combinato stavolta?
Entrata in un magazzino ed è uscita con quattro paia di pantaloni e sette
magliette, una sopra l'altra.
L'hanno beccata perché sembrava un canotto.
La principessa dei ladri. Ah, ma era roba da poco, non valeva niente. E poi
sono stata tutto il giorno in cella.
Non riesci a capire che sei nei guai?
Tessore, io l'ho fatto solo perché non avevo niente da ammettermi. È comunque
un furto.
Io oggi ti so di necessità.
Cretina, vai dentro e fammi parlare con l'ispettore. Va bene. E non toccare
niente! Ok, ok.
La denuncia è stata presentata?
Tranquilla, parlerò con il direttore del magazzino.
Grazie.
Non pensavo che un ispettore si occupasse di furtarelli.
No, in realtà sono venuto qui per parlare di tuo padre.
Mi ha colpito una cosa che ha detto, cioè che per dimostrare la sua innocenza
si affiderà alla giustizia.
Se l'ha detto vuol dire che ti riconosce la capacità di andare oltre all'odio che
provi per lui e trovare la verità.
Ti sta dando la possibilità di essere un poliziotto migliore.
Già.
Ultimamente non lo sono stato molto.
Vuoi sempre cambiare?
Sai, ci sono cose in questa storia della bomba che non mi tornano.
Se la giustizia sarà giusta mio padre verrà assolto, perché questo crimine non
l'ha commesso.
Ma lo sarà?
Sarà giusta?
Per quanto mi riguarda sì.
Però non è nemmeno del tutto vero che sono venuto qui solo per tuo padre.
Ti volevo ringraziare per non avermi messo in mezzo, insomma non aver detto
che ero con voi quando l'hanno arrestato.
Ti andrebbe di venire a cena da me una di queste sere?
Sì. D'accordo. Ok.
Dovresti stare alla larga da quello.
Tutto bene?
Sì.
Niente, ero passato per...
Per dirti che tuo padre sta bene e voleva che tu lo sapessi.
Grazie.
È preoccupato per te e sinceramente un po' lo sono anch'io.
Non serve.
Adesso dobbiamo concentrarci sul farlo uscire da questa situazione.
Beh, sappiamo chi è che lo accusa. Un suo uomo.
Morabito deve averlo costretto a tradire.
Non capisco cosa può spingere un uomo come Morabito a...
Commissionare un crimine così orribile, io... Davvero arriva a questo? Il
desiderio di vendetta?
Una volta mio padre, Raul, Nemo e Ferro erano amici.
Molto amici.
Poi deve essere successo qualcosa, non lo so.
Nemo non mi ha mai voluto raccontare molto di questa storia. Lo sappiamo com
'è fatto.
Ora cosa succederà?
A quello che ha tradito?
Tuo padre lo deciderà.
Sì, ma lui ha anche detto che vuole... Affidarsi alla legge, lo so.
Ora ascolta, tutto quello che ti ho detto deve rimanere un segreto, chiaro?
Certo. Ok.
E non dovresti parlare a un Monte Rosso.
Hai intenzione di rivederlo?
L'ho invitato a cena.
Senti, quello che è successo è stato uno sbaglio. Non deve ripetersi.
So che è stato tutto sbagliato, però per me è stato un momento di felicità che
non mi capitava da annunzio. Basta.
Basta. Ti prego, vattene.
Hai finito di spiegarmi?
Ma anch'io.
Anch'io.
E dammi questi biscotti.
Li hai finiti? Li avevo comprati ieri.
Che c'è? L'avevo fatta, non si può.
Allora?
Niente.
E quindi chi ti piace di più dei due?
Il poliziotto o l'avvocato?
Tu sei tutta scema, lo sai, sì? Dovresti pensare ai tuoi problemi e non ne hai
pochi, eh?
E dimmelo su. Oh mio Dio, nessuno dei due.
Ah, ah, sbagliato.
E l'avvocato, dai, si vede? E si vede male, l'avvocato sarebbe il marito di
mia sorella, aspettano pure un bambino.
Ah. Ah.
Allora sì che è interessante.
Jessica, io ti riporto al commissariato, ti lascio lì, quant'è vero il Dio, è
chiaro? Ok.
Ce l'hai un posto dove stare?
Sì, sto da mia cugina.
Da tua cugina?
Mia cugina.
Vabbè, un giorno me la presenti. Stanotte stai qui.
Sì.
Va bene.
Stai uscendo?
Qualche problema?
Solo uno.
L'idea della bomba è esattamente richiestata.
Tua o della sindaca?
T'è pieno di interesse?
Sì.
Mia.
È stata mia.
E la sindaca ha provato?
Sai come sono le donne.
Hanno certi scrupoli che non dovrebbero avere.
Ma poi ha capito.
Con questa mossa... Questa mossa?
Non solo mi sono sbarazzato di Nemo, ma ora a Levante lo odiano tutti.
È stata un'idea grandiosa.
Hai qualche dubbio?
Ne ho io uno su di te.
Perché non hai tolto a tua sorella le azioni della Dipsy?
Che ancora possiede.
Già ce l'hai messo il sale.
Fa buono.
Non ti preoccupare.
Cinque minuti... Cinque minuti e bollo un'altra volta.
Non c'è il modo di alzare, vero?
Io me ne sono accorto perché non me l'hai riconosciuto.
Io ho lavorato molto tempo con Raiz.
Portavo i carichi.
Dal porto al tuo bunker.
Ci siamo visti un sacco di volte.
Non so che dire.
Mi ha pure pagato l'avvocato.
Io dovevo fare 12 anni, me ne avete fatti fare soltanto 6. E li ho scontati
quasi tutti, anzi io proprio da un giorno all'altro dovrei uscire.
Io te l'ho detto perché mia madre è la tua stessa malattia.
Inizio a dimenticare anche le cose del passato, non solo quelle recenti.
Ma in modo strano.
Certe volte si aggrava.
Poi ti sembra che sei fermato, poi addirittura ti pare che migliori.
Ti muori bene qua dentro tu.
Ma facci fatti i miei.
Io non do fastidio a nessuno e nessuno da fastidio a me.
Ho bisogno di un favore, ma me lo fai solo se non corri rischi.
Che ti serve?
Mi servono un po' di cose, cioè diverse cose.
Puoi procurarmele?
Dipende, ci posso provare.
Secondo me ci può riuscire.
Quindi parte delle quote sono ancora di Serena?
Senti, le cose vanno avanti comunque.
Con il controllo della dipsia preculo del porto, ma non è detto che non si
possa fare al contrario.
Ah, l'incontro con i consiglieri d'opposizione.
Com'è andato?
Beh, i consiglieri d'opposizione non hanno fatto opposizione.
Complimenti.
Ti devi complimentare con Palumbo.
Sa essere convincente quel uomo.
Senti, invece di tua moglie ti fidi?
Non è che sotto sotto fa gli interessi di sua sorella, no?
Guarda, per il momento le lascio il guinzaglio lungo.
Poi se veramente pensa di poter fare come vuole, so come farle capire chi
comanda. Ah, davvero?
Conosco mia moglie.
E conosco te.
Siamo una squadra?
Siamo un'ottima squadra.
Ti agitavi stamotte?
No, non ho dormito granché.
Troppi pensieri.
Anche per me, sì.
Sì.
Passerà anche questo brutto periodo.
Ma certo che passerà.
Buongiorno. Buongiorno.
Andiamo, Mario?
A presto, non fai provazione? No, non ho fame.
Va bene.
Ciao, tesoro.
Ti faccio sapere.
Stai bene?
Sì. Tutto bene?
Ok. Ciao.
Vieni.
Guardami. Ti ricordi di me?
Perché dovrei?
Perché è colpa tua se io sto qua dentro. Tu mi hai fatto arrestare.
Perché l'avrei fatto?
Ah, fai finta di non ricordarti.
Per una rapina a uno dei tuoi alberghi.
Sparisci.
Tu sarei stato pure il Patriarca di Levante.
Ma con quello che hai fatto qua dentro funziona in un altro modo.
Ci vediamo presto. Io sono ancora il Patriarca di Levante.
E tu sei un povero idiota. Che hai detto?
Che solo un idiota poteva tentare una rapina in uno dei miei alberghi.
E se sei ancora vivo, è che prima di me ti hanno preso i poliziotti.
Perciò se pensi che li abbia chiamati io, sei un idiota.
Bandera, c'è una visita per lei.
Ci vediamo presto, Nemo Bandera.
Ehi. Ehi. Come stai?
Non so nemmeno che ci faccio qui.
Quando è che sei stata felice?
Un periodo? Un giorno? Quando?
Che domanda è? Non dico adesso che tuo padre sta in prigione.
Dico prima che succedesse. C'è stato un momento della tua vita in cui sei stata
veramente felice?
Beh sì.
Quando ero piccolina.
Quando papà tornava a casa con qualche regalino.
E poi dopo, tutto il periodo a Parigi.
Anche se so che non sono una grande pittrice.
Sono stata felice quando Mario mi ha baciato la prima volta.
E poi?
E poi ti accorgi che forse... è tutto un'illusione.
Sei felice quando credi che le cose siano in un certo modo e poi ti accorgi
che in realtà non sono così.
E tu?
Io?
Io ho smesso di esserlo quando sono arrivato qui.
Io non ne voglio andare, Nina.
Perché non lo fai? Perché voglio farlo con te.
Ma in che mondo vivi? No, chiedimi in che mondo voglio vivere.
In un mondo in cui non c'è mio padre. In un mondo in cui non c'è il tuo padre.
Lontano da qui, da un'altra parte.
Pensi che basti prendere un treno, un aereo? Sì, lo penso.
Aspetto un bambino, Daniel, dove vuoi che vada.
Lontano, Nina.
Quel figlio non è veramente tu.
Tuo padre in un modo o nell'altro se lo prenderà. Lo farà crescere alle sue
regole, lo farà diventare uguale a sé. Senti, basta.
Nemmeno io voglio stare alle regole di mio padre. Io non posso lasciare la mia
famiglia. Non con mio padre in carcere, non lo posso fare.
Nina, un'altra vita è possibile.
Vattene Daniel.
Ehi, ti faccio questo brutto effetto? Ah no, sto bene, sto bene.
Che ti è successo? Niente.
Ti hanno fatto del male?
Non è niente, stai tranquilla.
Amore, chiedo a Mario di presentare un'istanza. No, no, non lo farei. Non
puoi restare qui.
Le tue condizioni di salute non sono compatibili. Serena, basta, basta.
Se vuoi aiutarmi non è questo il modo.
Ascolta, ci sono delle novità.
Novità importanti.
Ho trovato il modo per far cadere le accuse contro di me.
Come?
Tu però devi fare una cosa importante.
Non ti preoccupare per la tipsi, ci pazzo. Non sto parlando della tipsi.
In questo momento tutti penseranno che io sono la nave che affonda.
E quando è così, i topi scappano.
A chi ti riferisci?
Rais.
Non si è cambiato un granché in questi trent'anni.
Anche tu te li porti bene.
Hai fatto strada, eh?
Ma senza tradire le origini.
Siamo diventati tutti più grandi e più potenti.
Ma che ti bevi ancora quella intruglia?
Dice che fa campare di più.
È per quello che non si è ancora morto.
Che brutta battuta.
Era solo una battuta, era.
Anche se hai aiutato Nemo a farmi saltare in aria un affare.
E questo mi è costato parecchio, mi è costato.
Diciamo che a conti fatti potresti essermi più utile da vivo.
Ti ascolto. Voglio riprendermi Levante.
E per riprenderlo ho bisogno del porto.
Non questo, eh.
Quello che sarà...
Guarda.
La nuova banchina per attracco delle grandi navi, le piazzette di stoccaggio
e i collegamenti ferroviari con le aree retroportuali.
Che ne pensi?
Grandioso.
Pensi che non abbia abbastanza soldi o abbastanza appoggi per farlo?
Ce l'ho.
Pensi che Nemo possa impedirmelo?
Non può.
Di certo non ora.
Io Nemo non lo tradisco.
Se sono qui è per merito suo. Mi sono debitato.
Raiz.
Raiz.
Tu sei un uomo pratico come me.
Andiamo in galera e ci passerà il resto dei suoi giorni.
Eppure malato.
E con quell'accusa ci sta pure che in galera lo trattino come si deve.
Il suo potere non esiste più.
Sei tu il nuovo potere?
Reis.
O sei intorno alla tavola a mangiare, o sei sulla tavola e vieni mangiato.
E una serie per te in sala da pranzo c'è ancora.
Comunque.
consideralo un anticipo per quello che potrai avere.
Tè, caffè e orecchiette.
Giornale inutile perché sei un alfapeta, ma... E
quello
che ha chiesto... Vabbè, fortuna che non si rompono.
Ho un sacco da leggere, il tempo ti passa.
E quindi tu credi che Raul apporta il terrestre alla sua parte?
Nemo dice che è possibile.
Tu che ne dici?
Dico che i cani hanno bisogno di un padrone.
Andiamo a sentire questa cappata a bacio.
Fai parlare me.
Va bene, Serena, ma mi raccomando, prudenza. Se ti succede qualcosa,
andiamo a Miss Quart.
Ma che bello vederti.
Comandante.
Avreste dovuto avvertirmi di questa visita. Vi avrei fatto trovare dei
pasticcini.
Ma posso offrirti un tè? Ci stavo preparando per me.
Questo viene direttamente da Singapore.
Voglio sapere se sei con noi o se sei contro di noi.
Ma come? Non ti ho detto che l'ho aiutato con i calabresi contro Morabito?
Non mi hai risposto.
Raul è venuto qui.
Ti avrà illustrato i suoi grandiosi progetti per il porto, immagino. Roba
grossa. Roba grossa anche per te, giusto?
Così ha detto lui.
E tu che cosa gli hai risposto?
Io Nemo non lo tradisco.
Gli devo troppo.
Anche se Raul mi ha offerto... Del denaro?
Che io ho rifiutato.
E io ti credo, Reis.
Da quanto tempo ci conosciamo?
Troppo.
E ti conosco così bene che so che nascondi al fresco le mazzette che
prendi.
Su quei soldi non c'è scritto Morabito?
Sì, invece.
È proprio con un deposito in questa banca che Raul ha garantito l'offerta
per le quote della Dipsy.
Serena Nemo è finito.
E io non voglio andare a fondo con lui.
Quello che gli dovevo glielo ho già restituito con gli interessi. Cosa stai
facendo? Il disinvetro, a tocca di Raoul.
Un porto più grande significa più lavoro per tutti e un bene per Levante.
Certo che il nemo è veramente finito.
Sei il patriarca, si fa aiutare da una femmina.
E tu invece saresti un uomo?
Sei solo un topo di fogna.
E mi fai schifo. Non la toccare.
Fallo.
Se mi spari non uscite vivi da qua.
Tu non di certo.
Io non ho paura di te.
O di voi.
Dovresti.
Andiamo serenando.
Se l'avessi avuta io la pistola gli avrei sparato in quel verbo. E poi i
soldi li racconti tu.
E questo si che gli fa male.
Ciao, Alfio.
Non avere paura, dai, vieni.
È tutto a posto.
Siediti.
Allora... Ascolta, Nemo sa che
non l'avresti mai tradito. E se l'hai fatto è perché qualcuno ti ha costretto
a farlo.
Non ti vuole fare del male.
Capito? Bene, ora io e te parliamo un po' e vedrai che tutto sia giusto.
Sei tranquillo adesso?
Dimmi, sei stato tu a mettere la bomba?
Te l'ho già detto, nemo al corrente di tutto.
Lui sa riconoscere le persone e sa che tu sei uno che non tradisce.
Io non volevo accusarlo.
Ti annevo che non volevo. Certo.
Sa anche chi ti ha costretto a fare quello che hai fatto.
Raul Morabito.
Io voglio sapere come ci hai riuscito.
Dai, parla.
Hanno preso mia moglie.
Il trio comico del cancere. E ora lo vedi se c'entra a ridere?
Facciamo un po' di anestesia? No, non mi voglio fare iniettare niente.
Guarda che ti farà male.
Non fa niente, cuci.
E riportatemi in cella.
Come desideri, signore.
Sotturiamo.
Ciao. Ciao.
Non sapevo se preferivi bianco o rosso e ho preso questi.
Sono molto belli.
Prego, entri.
È carino qui.
Grazie.
Senti, io volevo passare una serata tranquilla, quindi insomma, se sei d
'accordo non parlerei di niente di quello che è successo nell'ultimo anno,
anno e mezzo.
Sono d'accordo.
Ok.
Ti piacevano le favole?
Mi piacciono ancora le favole.
E qual è la tua preferita?
Alice nel Paese delle Meraviglie. E anche la mia.
Questo era meglio non dirlo.
Perché?
Perché è roba da femminuccia.
No, però, dai.
Lewis Carroll, l'autore, praticamente ha inventato un gioco che facevo sempre con
mia madre.
Tu devi passare da una parola ad un'altra cambiando una sola lettera alla
volta. Lo conosco. Non è vero.
Ti sistemo dalla testa ai piedi.
Testa, pesta, pista, pinta, pinna, piena, pieni piedi. Visto?
Complimenti. Lo facevo sempre con mia figlia, quando la vedevo.
Adesso la mia ex compagna si è trasferita in Belgio con il suo nuovo
compagno. E non è proprio dietro l'angolo.
Mi dispiace.
Vino? Sì, vino.
L'avevo saputo.
Il lufotente è un merda. Quello appena esce dall'isolamento ci riproverà.
Infatti mi devo sbrigare a risolvere questo casino.
Ce l'hai? Sì.
Voi state attenti.
Se ti beccano con questo andiamo a processo.
Aspetta un attimo.
Vai, puoi chiamare.
Mario, sono io, mi senti?
Hai parlato con Alfio?
No, no, non fare niente.
Ci penso io.
Per la cena ti dovrai accontentare.
Perché io non sono una gran poca. No, figurati, io mangio tutto.
Mi dicevi di tua figlia?
Ti deve mancare molto.
Avere una famiglia, stare con loro.
Beh, una famiglia ce l'avevo.
È che non ho fatto molto per trattenerla.
È andata così.
Non ci posso fare niente.
Può sempre andare meglio.
Da nero a rosa.
Nero, pero, peso, reso, rosorosa.
Avremo bisogno di più vino.
Scusa, scusa, scusa.
Chi è? Lara, sono io, mi senti? Papà.
Che succede, stai bene? No, no, tranquilla, tutto a posto, tutto a
posto.
Devi fare una cosa importante per me.
Ascoltami bene.
Va bene, lo farò.
Grazie.
Hai la tuo padre?
Mi ha chiesto di fare una cosa difficile.
Un cellulare in carcere.
Domani gli faccio avere un computer con internet.
Anzi, chiedigilo. Se vuole gli faccio avere anche la tv satellitare. Alfio
Longo.
Che cosa hai detto?
È il nome dell'uomo che ha incastrato mio padre, no?
È stato lui a dirtelo.
Quel nome doveva restare segreto.
Come fa a saperlo?
Non lo so.
Lo sai, basta.
Mi ha chiesto di rivolgermi a te.
Dice che di te si fida e che... che forse mi darai ascolto.
L'ongo lo ha incastrato perché è sottoricato.
E chi mi dice che non è il contrario?
Che è tuo padre che ha trovato il modo per mettergli paura per farlo
ritrattare.
Dov'è la moglie di Longo?
Sparita, scomparsa.
Si starà nascondendo per paura di ritorsioni.
Oppure l'hanno presa.
E la tengono per costringerlo a incastrare mio padre.
Ti ha detto lui anche questo?
Ti sembra così impossibile?
Era questa la cosa difficile.
Dirmi di fare quello che vuole lui.
Non solo.
Dovrò dirlo anche a Serena e Nina.
Lo farai?
Sì, ma perché Monte Rosso? Lara, quello Sbiro ha sempre fatto l'impossibile per
incastrare lei.
Ma è questo il punto. Non ci saranno dubbi se a scagionarlo è la persona che
l'ha sempre ritenuto colpevole. No, questo è un errore. Sergio è una persona
onesta. Non nasconderà le prove dell'innocenza di papà una volta che le
avrà trovate.
Perché ha chiamato te?
Siamo noi la sua famiglia, doveva rivolgersi a noi. Non lo so.
Forse perché Sergio non vi avrebbe creduto, avrebbe pensato ad un tentativo
di manipolazione. Non lo so.
Lara ha ragione.
Monterosso non ci avrebbe mai ascoltate.
Allora lasciamolo agire come vuole Nemo.
Va bene.
Nemo che si fida di uno sbirro.
E questa la doveva ancora sentire.
Lara!
Lara!
Ti vuoi fermare?
Mi dici come fai a fidarti di quel poliziotto? Lasciami in pace.
Putacaso trovasse qualcosa che può scagionare Nemo. Chi ti dice che magari
non se lo tiene per sé? Sergio non è così.
Ah no?
E tu come lo sai?
Lo so.
Pensi di saper gestire questo rapporto con Monterosso? Sto solo facendo quello
che mi ha chiesto papà. E non è un buon motivo per stare con un poliziotto. Ma
cosa vuoi da me?
Mi terrai perlomeno informato su quello che farà Monterosso, per favore. Non
posso.
Mi dispiace.
Nina. Ehi.
Ora sono io che voglio parlarti.
Certo, quando vuoi. Ci vediamo al solito posto. Va bene.
Posso?
So che sei arrabbiata perché Nemo ha chiesto aiuto a Lara.
Pensi che a me faccia piacere?
Allora perché non hai detto niente?
Perché voglio che l'uomo che amo esca di galera a qualunque costo anche se
dovesse fare un patto col diavolo.
Pensi che sia tutto qui?
Se c'è dell'altro dimmelo.
Che cosa sono io per te mamma?
Ma che domanda è?
Sei mia figlia amore, io ti amo più di ogni altra cosa al mondo.
Lo capirai quando nascerà tuo figlio.
Io non perdo la memoria come papà.
Io me lo ricordo che la Dipsy la volevi dare a Carlo.
Eri troppo inesperta. E mio fratello con tutti i casini che ha avuto ce l'avrebbe
fatta meglio di me, no? Stavo solo cercando di proteggerti. E basta con
questa storia. Io non voglio essere protetta e non voglio essere considerata
una che non vale niente. Tutti i genitori sbagliano.
Ho sbagliato io, ha sbagliato papà. Ci sarà tempo per parlare di questo, per
rimediare a questo.
Ora però stiamo in guerra e dobbiamo stare uniti. Anche questa l'ho già
sentita. Chiedo solo di pensare a tua madre. Puoi farlo?
Bene.
Hai parlato con Monterosso? Sì.
Dice che farà il possibile per arrivare alla verità. Hai parlato anche con
Serena e tua sorella? Sì. Senti, dovresti parlare con Nina.
Io...
Non lo so, credo si sia messa in testa che preferisci me a lei.
Si sente trascurata.
Va bene, va bene, le parlerò.
Ora devo andare.
Lara, ce l'hai il numero di Nina?
Non lo so, credo di sì, perché?
Me lo mandi a questo numero per piacere perché non me lo ricordo.
Te lo mando io.
Ciao.
Non lo voglio nemmeno sapere con chi era il telefono.
Anche perché non te l'avrei detto.
Tu lo sai che non dovresti essere qui, vero?
Allora non dovevi dirmi che saresti stato qui.
Eccola.
Scusa, scusa.
Sei di queste parti?
Beh, ci lavoro.
Sai per caso dov'è via di San Nicola?
È la terza traversa più avanti.
E invece tua madre lo sai dov'è?
Vogliamo solo parlarle.
È scappata per la vergogna di quello che ha fatto mio padre.
È scappata dove?
Non lo so, non me l'ha detto.
Non l'hai mai sentita? Non ti ha chiamato? No, mi sto dicendo che non so
niente. Tua madre è nelle mani di persone molto cattive e tu lo sai.
Chi ti dice che sta bene?
Che è ancora viva?
Va bene, senti se ci ripensi.
Chiamami.
Poverina, terrorizzata.
Ora speriamo che succeda quello che deve succedere.
Che voleva il poliziotto?
Voleva sapere di mia madre.
E tu che le hai detto?
Niente, lo giuro.
Non fatele del male.
Sai che se fai la furba, quello che può succedere, no?
Voglio parlare con lei.
Lo hai già fatto due giorni fa.
Solo un momento, per favore.
Voglio solo sapere se sta bene.
Eccomi. Che c'è? È partita una chiamata.
Chi ha chiamato?
Ritracciala. Un momento, devo triangolare un sacco di celle.
Va bene, aspetta.
È la figlia, vuole parlarne.
Avevamo detto 100 euro.
Prima la chiamata.
200. O non ti dico nulla.
Ma che strozzino che sei. Allora?
Ehi!
Ci sei?
Tieni.
Pronto? Pronto.
Mamma, come stai?
Martina, piccola mia.
Sto bene.
Intanto questa, l'altra quando ci dici dove si trova il cellulare che ha
ricevuto la chiamata.
Allora, c'è solo una cella che aggancia il telefono trasmittente.
Copre una zona molto vasta, ci vorrà tempo per estringerla. Allora sbrigati.
Sì, pronto, chi è?
Nina, sono io.
Papà, come stai? Sto bene, sto bene, non preoccuparti per me. Dimmi di te
piuttosto.
Sto bene anch'io.
Senti, io ho incaricato Lara per... Io lo so perché.
Hai fatto bene.
Monterosso si fida di lei.
Mario, la mamma, tutti ci fidiamo di lei. Ma tu veramente pensi che io
preferisca lei a te?
No, perché dovrei?
Amore, io vi amo nella stessa maniera.
Voi siete le mie due figlie, siete il dono più bello che ho avuto dalla vita.
Ti sto parlando dal profondo del cuore, Nina, credimi.
Ma certo, papà.
Davvero?
Davvero. Ti credo.
Scusa, ma adesso devo andare.
Tu riguardati, ok?
Ciao.
Sono contento che mi hai chiamato.
Non te l'aspettavi, eh?
No. Male.
Io ti piaccio, Daniel.
Sì. Sì?
Anche se mio padre e il tuo si odiano.
Questo non c'entra niente con me, con te, con...
Che vuoi, non te lo so.
A quest'ora?
Perché?
Va bene.
Va bene, arrivo. Grazie. Ciao.
Che succede?
Te lo spiego mentre andiamo in commissariato.
Basta.
È tardi, devo andare.
A casa si staranno chiedendo che fine abbia fatto e non mi va di raccontare
cazzate.
Allora di la verità.
Sì, certo.
Parliamo un secondo.
Solo un secondo.
Dimmi.
Tu sai perché l'abbiamo fatto?
Qual è la domanda di riserva?
Io so perché l'ho fatto.
Perché?
Perché mi sono innamorato di te.
E so che magari non lo dovevo dire, però è così.
Daniel, lo sai che cosa c'è qua dentro? E non è tuo figlio.
Però potrebbe diventarlo. Ma tu sei pazzo.
Perché?
Tu ami tuo marito?
Pensi che sarebbe un buon padre?
Andiamo via.
Io e te.
Lontano, da un'altra parte.
E lui con noi. Stai dicendo un sacco di cose assurde. Perché?
Mina, io e te siamo giovani.
Facciamo 50 anni in due, possiamo avere un'altra vita da un'altra parte, dove
vogliamo. Sì.
Nel paese dei balocchi. Andiamo lì.
Io voglio solamente che tu ci pensi.
Lo farai?
Sì.
Sì.
Ora vai, è tardi.
Andormi?
Non ti dà fastidio la luce?
No, ma che... Allora... Senti, se hai bisogno di qualcosa per dormire, forse c
'ho una pasticca, eh?
Non so che bisogna venire a prenderle lì, quando te le danno, però io ogni
tanto... No, non serve, non serve, grazie.
Siediti un attimo.
Quanto tempo è passato prima che tua mamma perdesse completamente la memoria?
È difficile perché non è che si vede subito quando comincia la malattia.
Io però ho capito che qualcosa non andava quando lei mi ha detto che non si
ricordava più come si cucinavano le cozze.
Ha fatto mille volte.
Io ho dimenticato il numero di mia figlia Nina.
Vabbè, ma quelli chi se li ricorda, Nemo? Ormai stanno nella memoria dei
telefonini, mica più nelle teste come una volta.
Io ho costruito tutto il mio potere sulla memoria.
Ricordarmi tutto di tutti.
Favori, debiti, crediti, nomi, cognomi, amici, nemici, date, cifre, tutto.
C'è una cura o una medicina che a tua madre le ha fatto bene?
Che ti posso dire, Nemo?
Qualcosa le ha fatto bene.
O almeno le è servita a non perdere la speranza.
Forse questo non te lo dovevo dire.
Questa malattia si prenderà tutto.
Ma questa malattia non che sta cercando di togliermi il rispetto e la libertà.
E tu come fai a saperlo, scusa?
Ho fatto intercettare l'uomo che teneva sotto occhio la figlia.
Tu...
Ma come cazzo ragioni, Monterosso?
A parte che le intercettazioni le dispone il magistrato, poi se permetti
sono sempre io che comando qui.
Guarda che dispiace più a me che a te molare quell'osso.
Solo che in galera ci sono due innocenti che contano molto di più della tua
carriera. O no?
E questa te la potevi risparmiare? No, questa me la paghi doppia.
Polizia, stia tranquilla, ti fico.
Non è te.
Ti senti bene, sì? Sì.
Va bene, ricominciamo da capo.
Sei italiano o straniero?
Oh! Sei slavo, italiano, straniero, rumeno, di dove sei?
Beh, almeno non sei cinese. Questo lo possiamo escludere, no?
Anche l'altro ha le impronte digitali stenate dall'acido.
E il programma di riconoscimento facciale non ha prodotto risultati.
Ma non vale scerti bene.
In più la moglie di Alfio Longo è sempre stata sotto effetto di sonniferi.
Non si ricorda un nome, niente che ci possa ricondurre a un mandante.
Vuoi fare qualcosa di veramente inutile?
Continua a interrogare questo.
Ma dove vai?
Non è me che aspettavi, eh?
Entra, prego. Sì.
È successo qualcosa?
Sono passato solo per sapere se ci sono delle novità.
No, ancora no. Sto aspettando Sergio, ma non... Infatti faccio davvero fatica a
credere che... Monterosso si stia dando da fare per scagionare Nemo.
È lui.
Ehi, ci sono novità?
Non è ancora ufficiale, ma quasi.
Grazie.
Grazie, grazie. Sei... Papà lo sa? Sto andando da lui.
Credo che in un paio d'ore sarà fuori.
Grazie.
Ciao.
Nemo sta per uscire.
Non sei felice?
Certo che lo sono.
Sei il suo avvocato?
Vai da lui.
Mi sono ricreduto su di te.
Sei stato capace di mettere da parte il rancore che provi verso di me per amore
di giustizia.
Complimenti. Pagherai per quello che hai fatto e ce n'è più che abbastanza.
Ma non per quello che non hai fatto.
Adesso per farti uscire ci vuole che Alfio Lungo ritratti la sua
testimonianza. Lo farà.
Tu però stai attento, Monte Rosso.
Aiutandomi ti sei fatto un nemico molto potente.
Ho già tante cose sulla coscienza e non vorrei avere anche te.
È stato Raul Morabito a rapire quella donna, vero?
È
stato
lui a mettere la bomba.
E poi ha cercato di far ricadere la colpa su di te.
Non mi aspettavo che mi rispondessi, tranquillo. Hai la mia stima,
Monterosso.
Non pretendo di avere la tua.
Grazie.
Grazie per avermi informata.
Raul, hai già saputo?
Che cosa?
Ma com'è possibile?
Ma come cazzo è possibile?
C'è qualche brutta notizia, Raul?
Quel bastardo di Nemo sta scendendo dal carcere.
Quindi il piano che avete ideato tu ed Elisa non era così infallibile?
E così che fa un vero uomo.
Domani.
Ciao.
Papà.
Come va?
Bene, e te?
Grazie.
Grazie davvero.
Non ho fatto niente.
Prego entra.
A un certo punto ho pensato che fossi migliore di me.
Questa è tosta, mi sono detta.
Veloce, determinata, una spada.
Ho persino pensato di lasciarti il campo libero. Scommetto che ora mi dici perché
non lo farai. Un bambino e suo padre sono morti e non è servito a niente.
Hai fallito.
E sai perché?
Perché agisci spinta dal rancore.
E Raúl fa lo stesso.
Solo che il rancore toglie lucidità.
Quindi non c'è nessun rancore nel tuo essere qui?
No, non più.
Questo me l'ha fatto passare.
Monica, da che parte stai?
Perché se Raul perde, parti anche tu.
Ne sei così sicura?
Se davvero vuoi andare via, vengo via con te.
Dove vuoi.
Io qua non resisto più.
Se davvero vuoi andare via, vengo via con te.
Dove vuoi.
Io qua non resisto più.
Daniel!
Qualcuno deve pagare per quello che è successo.
E voglio che paghi adesso.
Dammi un nome.
E consideralo fatto.
Cominciamo col poliziotto.
E tu da ora in avanti farai quello che ti dico di fare.
Niente più cazzate.
È chiaro?
Va bene.
Ho detto che lo farò.
Mario, che vuoi?
Fermati, devo darti una cosa.
Ma mi stai seguendo?
Ma hai capito quello che ci ho detto?
Oggi è il mio giorno libero, mi sto facendo un giro e non voglio rotture.
Ti ho detto di fermarti.
Beh, vediamo se riesci a fermarmi tu, avvocato.
Quindi vuoi giocare, eh? Va bene.
cazzo di bambini vieni qua via!
corri! corri cazzo!
Sì? Serena, ti devo parlare. Va bene.
Ti aspetto in dipsi.
Avresti dovuto lasciarmi morire.
Almeno avresti risolto tutti i tuoi problemi. Vaffanculo, bastava anche un
semplice grazie.
È strano come io e te finiamo sempre appiccicati.
Tu mi hai ricattato, io ti ho ricattato.
E insieme abbiamo fatto morire due innocenti.
Siamo proprio bravi.
Sì, ma lo sai che non è soltanto quello.
Stai parlando di Lara?
Ma che cazzo? Hai sposato sua sorella?
Ma soprattutto io sono l'uomo che sono.
A Lara ho fatto soltanto del male, non lo so, forse... forse tu saprei renderla
felice.
Ascoltatevi promettermi una cosa.
Con quel video fanno ciò che vuoi, non mi interessa, ma non farglielo mai
vedere.
Per favore. Che almeno Lara non veda che ho ammazzato suo fratello. Tu questo me
lo devi promettere.
Promettimelo.
Te lo prometto.
Questa è da parte di me.
Per ringraziarti.
A quanto pare le cose non sono andate come volevate tu e Raul.
Non è di questo che voglio parlarti.
E allora non abbiamo niente da dirci. Devo dirti una cosa che riguarda Nina.
E Daniel.
Però non qui.
Vieni.
I rapporti tra me e te, o tra Raul e Nemo, non c'entrano niente con quello
che sto per dirti.
Io voglio bene a Nina.
E ne volevo anche a Carlo.
Non ti seguo.
Nina e Daniel hanno una relazione.
Sì, certo.
Aspetta, Serena.
Guarda qua.
A me non importa di quello che fa Daniel, ma non voglio che la tua
famiglia si sfasci.
Lo dico davvero, Serena.
Mi dispiace.
Sei pronta?
Ho preso due biglietti per Doha.
Ti aspetto all'aeroporto.
Mamma, ridammelo. Devi stare ferma. Ridammelo. Ferma, ho detto.
Sei pronta? Ho preso due biglietti per Doha. Ti aspetto all'aeroporto.
Volevi scappare con lui?
Sì, lo farò. Ma sei stupida?
Ho deciso ormai. Non mi sfidare, Nina. Non lo fare.
Ti prego, non farlo. Non puoi fermarmi. Vieni qua. Mi fai male.
Ti faccio male. Vieni qua.
Mi fai male. Devi stare zitta.
Oh.
Che succede?
Beh, succede che tua moglie ha una relazione con Daniel Morabito.
Stavano per partire insieme.
Non lo sapevi?
E perché non lo sapevi?
Oh, forse eri distratto da qualcos'altro.
Voi forse non avete capito la situazione. Vi comportate come due
ragazzini stupidi, fate cose senza pensare le conseguenze.
Voi adesso rimetterete a posto il vostro matrimonio, crescerete questo bambino e
magari ne farete anche altri due.
D'accordo?
O preferite parlarne con Nemo?
No.
Grazie.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.