All language subtitles for Concetta Licata 3 1997

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Original subtitles

Il padre e la madre di Concetta Licata vivono un rapporto matrimoniale

estremamente tormentato.

Litigi e tradimenti sono frequenti fino al punto di indurre la madre a

commettere un gesto estremo.

Concetta crescerà da sola e per una grave malattia perderà anche il padre.

La ragazza si trasferisce a Torrioni in un appartamento che divide con l'amica

Anna Maria.

Il suo fidanzato, Santino, lavora in una piccola officina sacrificandosi nel

tentativo di sposare al più presto Concetta.

Un giorno, per fare una sorpresa a Concetta, preleva la macchina di un

cliente dell'officina con l'intento di portare la fidanzata a fare una

passeggiata. Ma il destino sta per riservare ai ragazzi una brutta

sorpresa.

A costi.

Buongiorno, documenti, prego.

Ecco, io veramente mi scuidavo a casa.

Mi creda, ce lo giuro.

Tutti quei tassi tuoi. Ma io, ma io ho la carta d'identità.

Ma non è possibile.

Dovete seguirmi in caserma per un controllo.

La polizia interroga Concetta per avere un'identichetta degli assassini, senza

ottenere però alcun risultato.

Santino invece viene arrestato per falsa testimonianza e guida senza patente. È

rinchiuso nel carcere di Torrioni.

Concetta terrorizzata riferisce l'accaduto alla sua amica Anna Maria.

Santino intanto condivide la sua prigionia con un ambiguo personaggio di

nome Giovanni.

La vita nel carcere di Torrioni è resa particolarmente difficile dal direttore,

un uomo autoritario e violento che non esita a usare il suo potere per

ricattare le parenti dei detenuti.

Intanto i killer minacciano sia i colleghi di Santino che la stessa

Concetta, intimandogli di non rivelare alla polizia la loro identità.

Santino invece decide di rilasciare agli inquirenti l'identikit degli assassini.

Entrata a conoscenza della testimonianza effettuata dal fidanzato, Concetta cerca

di evitare che le minacce dei killer possano trasformarsi in tragica realtà.

Con l'aiuto di Anna Maria stabilisce un contatto con una guardia carceraria e

con lo stesso direttore della prigione, al fine di preservare Santino da

eventuali pericoli. Per ottenere quanto desidera, la ragazza sarà costretta a

subire infamanti umiliazioni.

Entrato a conoscenza dell'accaduto, Santino decide di vendicare l'affronto

subito accortellando il direttore del carcere e ferendolo gravemente.

Nonostante tutto, i killer riescono a colpire.

La mamma di Santino infatti viene uccisa barbaramente.

Durante i funerali della madre, Santino consiglia Concetta di rifugiarsi a

Milano, affidandola al suo collega di officina Mario e al compagno di cella

Giovanni, che intanto ha ottenuto la scarcerazione provvisoria.

C'è un amico che ha nascito a carcere in Romagna e ha un posto più concetto a

Malano.

Portala tu lontano da casa.

La scelta si rivelerà sbagliata, in quanto Giovanni, in accordo con i

killer, prima violenta concetta e poi consente a uno dei criminali di

raggiungerla per ucciderla.

Ma perché ci metteste tanto a venire qua?

Solo per una fortunata coincidenza Concetta riesce a salvarsi e viene

ricoverata presso l'ospedale di Torrioni.

Giovanni rimprovera agli amici la leggerezza con cui è stato compiuto il

tentato omicidio e si assume l'incarico di portare a compimento l'operazione.

Ma ora tocca a me occuparmi di Concetta.

Intanto Don Salvatore, boss incontrastato di Torrioni, intima agli

assassini di non creare più confusione nel suo territorio.

Con la complicità di Rosalia, ottenuta attraverso il ricatto di ucciderle il

figlio, Giovanni riesce a ottenere preziose informazioni per chiudere

definitivamente il conto sospeso con concetta alicante. Allora, com'è lì il

coso ospedale?

È andato tutto bene.

Hai operato qui già appena mensura.

E com'è la situazione?

Ci sta sempre un poliziotto davanti alla porta.

E se mi ricordo bene, ci sono una o cinque femmine ricoverate in questa

stanza guida.

Un numero da istanza?

27.

Secondo piano.

E ora che come volevi ti ho fatto piacere, mi lasci tranquilla.

Foste brava, sai.

Davvero brava.

Lo so.

Su il mio sparo!

Pezzo di menta, sta zitto!

Abbasso me, sacanonte con me, lo sai? Guamora, al fondo di uno mese! Ma non

fate sciocchezze! Guarda Guamora sta voltando, perché a stavolta non c'è

scopo!

Ci troviamo a Torrioni, davanti alla piccola basilica di Sant'Agostino, dove

il Cardinale Pasini sta celebrando la messa funebre in memoria di Concetta

Licata. Come potete vedere dalle immagini, la piazza è deserta e le poche

persone giunte fin qui per rendere l'ultimo omaggio alla vittima della

mafia sono limitate esclusivamente ai conoscenti e dagli amici più stretti.

Per meglio comprendere il perché di questa diffusa indifferenza verso un

episodio che ha sconvolto l'intera opinione pubblica nazionale, siamo

andati nel cuore di questo piccolo centro della provincia di Palermo ad

intervistare la gente comune. Mi scusi signora, lei è di Torrioni?

Sì. Ma che è Castagna? No, no, siamo del telegiornale. Volevo sapere perché non

si è recata ai funerali di Concetta Licata.

Scusi, lei conosceva Concetta Licata?

Su qualche giornale ho letto.

E come mai non è andato ai suoi funerali? E che mi ha vuoto il mio da

concetto alla gara?

Scusa, Furmisano, abbiamo Elena Serra in diretta... Signor giudice, perché il

ministro dell'interno non è venuto? È vero che è venuto a capo della polizia.

Calma, per favore, calma.

Come sapete, domani mattina ci sarà una conferenza stampa in prefettura. Mi

spiace, ma non posso aggiungere... Ma come, signor giudice? Per favore, ancora

un momento. Per favore, ancora un momento, per favore.

Ecco, bravi. Ora l'avete capito che avete tenuto la bocca chiusa.

Perciò è vero che sei tu che hai tenuto la bocca chiusa, capisci?

Che minchia dici, stronzo?

Voglio dire che il picchietto che abbiamo fatto, Don Salvatore, non sarà

per niente contento.

Anzi, credo che fosse meglio che abbia un po' di tempo sparato.

Io non spariscio davanti a nessuno.

Perché Don Salvatore la va a capire, cucca va a caffare. Io?

Cioè, sei sicuro?

Dopo quello che è successo, l'ha già capito Don Salvatore.

Ci puoi scommettere.

Certo.

gentilmente, può venire un momento qua.

Si può sapere che cosa ha attaccato sulla mia macchina? Le ho fatto una

contravvenzione, lei ha parcheggiato in divieto di sosta.

Veramente? Divieto di sosta?

Lei deve essere nuova del quartiere, è vero? Lavoro in questa zona da quasi 15

giorni. Ah, ecco, adesso è tutto più chiaro, si capisce.

Quella contravvenzione la deve togliere immediatamente se vuole evitare guai

molto seri.

Ma chi la autorizza a parlarmi così?

Senta, io parlo come mi pare piace, è chiaro? Va bene.

Qui c'è il mio nome.

Sono l'ex direttore del carcere di Torrioni e conosco tutta la gente che

conta qua.

Se vuole che non le succeda niente, quella è la casa dove io abito. Si

informi al suo comando e poi venga a trovarmi, vedrà che sarò molto gentile.

Masino, io non capisco perché sei tanto preoccupato.

Vorrei che me lo spiegassi.

Beh, ovviene ste peciotte.

Cominciano a dare troppi problemi.

Credo che ora volissero arrivare perfino a Don Salvatore.

Lo sai che ti dico?

Risolvetelo in fretta questo problema.

Io non posso rischiare, neppure per ipotesi, un cambiamento di fronte,

specialmente... Sta' tranquillo, Mario.

Sai che presto Torrioni tornerà a regnare la pace assoluta come era una

volta.

Questi sono due pazzi. E la mia proposta è che ne la manovrano subito di Cuglione

a tutti e due.

Sto sconso, sparano a due poliziotti e non ammazzano invece due carusi che

hanno visto fare l'omicidio. Uno di questi fa l'identikit alla polizia e i

due usai che combinano cercano di ammazzare Ciazzita e fanno solo un gran

casino.

Poi il giornale associa nei fatti e Torione diventa una specie di caserma di

carabinieri e polizia. Ma i due non c'è basta, non contento vanno all'ospedale e

ammazzano la ragazza e un poliziotto. E tutto questo nel mio territorio, contro

la mia volontà.

E che ha complicità di uno della famiglia Denzerillo.

Ma com'è possibile che questi due picciotti hanno comandato tutto questo

gran bordello? Forse non era meglio sparire dalla circolazione per un poco

di tempo?

Ma perché sono due bastardi, gentazze di strada. Credono che tutti in questo

paese ci devono portare rispetto perché sono capaci di sparare.

Invece di pensare ai piccoli, pensano al rispetto.

Don Salvatore, ci devo ricordare però...

Che senza il rispetto i piccoli non arrivano. Però voi, quando eravate cari,

sul tuo rispetto ci tenevate assai. O mi sbaglio? E allora?

E allora tutto a posto. Io ho parlato con il mio collega, eppure lui è d

'accordo con noi sul fatto che in questo paese c'è bisogno di tranquillità per

sbagliare in pace. Avevamo tutto il suo appoggio e la sua comprensione per

risolvere i problemi di questi piccoli.

Signor giudice, già ce lo dissi a vostra signoria che andai a trovare la

signorina Licata in tuo ospitale solamente per solidarietà. Signora,

quando gli assassini entrarono nell'ospedale, sapevano perfettamente

qual era la camera in cui Concetta Licata era ricoverata.

La testimonianza di una paziente è molto precisa.

Lei sostiene che i killer rimasero sorpresi di non trovarla e infatti

nessuno sapeva che poco prima era stata trasferita. E allora?

E questo che cosa vuole dire?

Avesse potuto essere un dottore a informarli oppure un infermieri.

Io non parlo con nessuno.

Ci lo giuro, io non la canuscio sta gente.

La prego signora, questo lo lasci stabilire a noi.

Commissario, commissario, calma per favore.

La prego signora, per il momento può andare.

Grazie signor giudice.

La saluto commissario.

Signor giudice, sono convinto che questa donna sappia molte più cose di quante ne

dice. Mettiamole il telefono sotto controllo e facciamola seguire notte e

giorno. Sono certo che prima o poi qualcosa uscirà fuori.

Vedremo, vedremo.

Mi faccia analizzare la situazione prima di firmare il mandato.

Intanto si riposi un po'. Gli eventi degli ultimi giorni l'hanno scossa

notevolmente. Vedrà che alla fine li prenderemo quei balordi.

Con tutte le prove necessarie...

per far passare loro il resto dei propri giorni dietro le sbarre.

Piazzalate!

Piazzalate!

Mamma, posso andare in discoteca con i miei amici questa sera? No, Franca, no.

Questa sera i ragazzi della scorta non sono disponibili. Dunque mi farai il

favore di non uscire.

Ma io ho 16 anni, non posso stare sempre chiusa in casa.

Siamo in comitiva, che cosa vuoi che possa accadere? Ti prego, papà, lasciami

andare. No, non insistere, è troppo rischioso. Questa sera tu rimarrai a

casa, è chiaro?

Mi deve scusare, io non la conoscevo. Al comando mi hanno parlato molto bene di

lei, lo sa?

Ah, sì?

Stia tranquilla.

Forse la potrei perdonare per questa sua leggerezza.

Scusate, papà, vado in discoteca con gli amici. Tornerò tardi, perciò non mi

aspettare per la cena. Mangerò qualcosa fuori.

Come vuoi tu.

A domani. Buon divertimento.

Grazie. Ma raccomando, vicini, eh? Stai tranquillo. Chi è? Suo figlio? Sì, è

proprio un bello vaglione, non è vero?

Ha preso tutto da suo padre, non trova?

Sì, hai ragione.

Senta, perché prima mi ha detto che forse mi potrebbe perdonare? La prego,

non mi crei dei problemi. Vedremo.

Io sono molto disponibile e generoso quando voglio.

Comunque dipende da lei.

Vede, io provo un grande fascino per la divisa.

Che successe? C'è stato un omicidio.

Per favore, signore, è pregato di allontanarsi.

Eh sì, sì, va bene.

Ma stiamo qua?

Ti giuro che in tutti questi anni non avevo mai visto una donna indivisa bella

così. Quell'uniforme mi sta facendo perdere il cervello.

Quando si arrapanta, proviamo a fare un gioco con il dito, mettetelo in bocca.

Io non farò la timida, io potrei essere per te come un padre.

Brava così, muovilo dentro e fuori, così.

Brava, sei proprio una bella piccerella.

Tocca la bocchiacca.

Ah, bello, questo culo ti piace, eh?

Ti piace tutto qua.

E ora mi fai aprire pure il culo.

Muoviti.

Sì, sì, muoviti, continua così.

Ah, che grande pacca, cattina.

Sì, bella, piglia un bocca.

E' più bello così scarilla, eh?

Mi piace un cazzo un bocca.

Ma sei bravo.

Oh,

sì,

sì. C'è solo un'altra bocchia.

Ti piacesi, tu cazzo, vicino con la grossa.

Non ti abbasta, non ti abbasta, sei una grande zoccola.

Trocciati con il tuo culo.

E guardami nell'occhio, pochino, mentre tu metti il culo.

Ti piace o cazzo, ti piace?

Trocciati con il tuo culo.

Come lo tieni a funno?

Muoviti, muoviti.

Muoviti, ci sei ora, muoviti.

Con grande agli avatoni così.

Maurizio, vieni per favore.

Dica, signorina.

Ho dato appuntamento al mio ragazzo giù al portone per andare in discoteca, ma

mio padre non vuole che esca. Potrei andare giù un momento ad avvertirlo?

Ritorno subito.

Davvero? Se suo padre lo sa, sono guai per me.

E io non rischio per niente.

Ma che cosa vuoi dire con questo?

Che la farò uscire soltanto a condizione che lei mi farà vedere il suo seno.

La sbottoni lentamente.

Molto lentamente.

Va bene, ora si può fermare.

Può andare dal suo ragazzo.

E mi raccomando, rientri tra cinque minuti.

E non si allontani dal portone.

Altrimenti giuro che lo dirò a suo padre.

Ciao. Ciao.

Andiamo, si è fatto tardi.

Mi dispiace, ma non posso venire, devo rientrare tra cinque minuti.

Ascolta, ho lasciato la macchina qui vicino.

Vieni un attimo, così almeno possiamo fare due chiacchiere.

Per uscire ho dovuto promettere alla gente di scorta che non mi sarei

allontanata dal portone e non vorrei fargli correre dei rischi per causa mia.

Beh, a questo punto allora che c'è da fare? Non mi resta che andare via.

Non capisco perché mi hai fatto venire.

Francesco, io desidero stare con te. Ne ho tanta voglia.

Tesoro, certe cose per strada non le possiamo fare. È pericoloso.

Però, a pensarci bene, a me non piace di essere venuto fino a qui per niente.

Voglio masturbarmi sul tuo seno.

Hai un seno stupendo.

Mi piace masturbarmi mentre ti guardo. Sta ferma così.

Ora le cara.

Brava.

Così.

E ora salutatemi a dos sonzo e don salvatore.

Guarda che stasera faremo tardi. Devo incontrare il capo della polizia alla

prefettura di Palermo.

Pronto?

Ah, ciao tesoro.

Perché hai chiamato in ufficio? Sai, volevo soltanto avvisarti che stasera

esco. Vado al cinema.

Come mai questa scelta improvvisa ad andare al cinema?

Almeno proiettano l'ultimo film di Benigni.

Vai, non c'è problema.

Naturalmente ti farò accompagnare da Maurizio. Va bene, amore. Adesso fammi

attaccare che ho da fare. Ci vediamo più tardi a cena. Ciao. Ciao.

C'è una variazione di programma.

Stasera te le vai al cinema.

Come desidera. Non c'è problema.

Signor giudice, servire lei e la sua famiglia per me è soltanto un onore.

Ciao, ciao.

E come mai la ricordaste di questo povero vecchio?

Eh, lo sai, era tanto tempo che nessuno mi veniva a trovare.

Ascettati. No, vi ringrazio.

Preferisco stare qui.

Per me è un grande onore poter parlare con voi.

Io ho sempre avuto un gran rispetto per questa persona.

Sì, bravo.

Ma la mia persona non era mai un conteggio niente.

Lo sai che ora, qua a Torrioni...

Com'è nato Don Salvatore Buscemi?

Buscemi non contaccò niente per me.

Due picciotti di soia hanno tentato a sera di ammazzarmi.

Lo so, lo so.

Sono questi che hanno ammazzato l'amico tuo al ristorante.

Però pare che sono sparuti.

Nessuno riesce più a trovarli, eh?

Eh, ci sono amici che stanno costruendo una villetta vicino a me casa.

E proprio a sera hanno fatto una colata di cemento.

Che cosa vuoi, mio Giovanni?

Mi vengo a trovare per domandare un consiglio.

Perché voglio mandare in pensione a Don Salvatore Buscemi.

Tu sei svelto, picciotto.

Ma io, d'ostante una posizione, tu non ci potrai mai arrivare.

Comunque, un piccolo aiuto glielo posso dare.

Tanto mi è rimasto questo poco tempo di campare.

Ma un favore me lo deve fare.

Tutto quello che volete, Don Peppino.

Io so che tu conosci tante femmine.

Io sono un povero vecchio e prima di morire...

Mi piacesse ancora divertirmi un poco.

A vostra completa disposizione, Don Peppino.

Franca, io sto scendo, vado al cinema.

Prepara la cena, più tardi arriva papà. Va bene? Ciao, buon studio.

Io non riesco davvero a spiegarmi perché stai ancora dietro alla figlia di quel

giudice. Ma te l'ho già detto mille volte, mi dispiace lasciarla sola.

È una ragazza piena di problemi, perché non riesci a capirlo?

Ma che cazzo stai dicendo?

Vive in una famiglia ricchissima, non le manca niente, non vede dove stanno tutti

questi problemi.

Vuoi sapere qual è il vero problema di Franca?

Qual è, sentiamo.

È troppo depressa quella ragazza.

Vive una vita da carcerata.

Aggiungi... Il padre che è così severo.

C'è chi dice, inoltre, che la madre si fa scopare da uno della scorta. Io

invece sono certa che tu l'ami, quella stronza. Se non è come credo, lasciala e

vieni a vivere con me a casa mia.

Forse hai ragione.

Ci penserò.

Ma adesso smettila.

Su, dammi un bacio.

Ma io l'aspetto al barco. La prima mossa falsa, la prima mossa falsa.

Faccio venire il prefetto in persona a sbatterla fuori. E pensi a pagare la

rata condominiale invece di bivacare. La ricevuta giù dal portiere dell'unica che

non ha ancora tanto a pagare. Perché cos'è? Non me la migrerà. Non le piace?

Non gliela darà. Non gliela darà. Perché?

Perché sono due settimane che non la vedo né entrare né uscire.

Che c'è? Io entro e esco continuamente tutti i giorni, cambiato portiere.

E in ogni modo...

Ci riuscirò a sfatterla fuori!

Ascensore!

Ascensore!

Bravo, così mi piacerebbe... Ah!

Bluzzi schifosi, baiuzzi!

Stico! Stico! Stico! Stico! Stico!

Sono andate via, signora.

Adesso può tornare a sorridere.

Giù. Vigino, vabbè, Vigino, ma dove vai?

Vigino, vai via che è meglio.

Vigino.

Ecco, ecco, vabbè, via che è meglio. Se non finisci in casa mia così, è

assassino.

Naturalmente nessuna di voi è obbligata ad accettare questo incarico, l'impresa

è francamente molto molto bassa.

Questi soggetti psicotici a volte sono capaci di...

In breve, si tratta di prenderlo con le mani nel sacco, un sacco pieno di

marmellate.

Non deve necessariamente venire a voi, faccia parte della marmellata.

Esatto, bravo. In termini tecnici, bisogna provocare a lui un lato serotico

di violenza incontrollabile che gli faccia esplodere il cervello, sbattergli

in faccia le sue ossessioni anatomiche.

L'ipomorfisi cerebrale blocca a poche ragazze. Sì, bene, grazie dottore, credo

che abbiamo finito.

Adesso, dottore, gli dovete permettere le mani all'arma, gliela la mette nel

sospirale, appena dura la manina, gli infila la pistola in bocca e me lo

portate qui, dove?

Scusi, ma se quello poi alla mia provocazione volterà a morire, mi

sembrerà normale.

Normale?

Normale, signorini, in questo nostro caso è una parola che dovete cancellare

dal vocabolario.

Ciao, puoi partire con la prezza.

Normale. L'abbiamo ripreso di nascosto.

Una mattina quasi. Sei una gioia. Eccolo qua, è appena uscito di casa.

Sembra tranquillo, addirittura gioca con un gattino che lo segue.

Gira l'angolo.

Probabilmente sta ragazzando il gattino.

Ma ecco, guardate.

Direbbe che l'abbia accarezzato un po' troppo.

Che fa da lei?

Ha limaggiato il suo cuore. E adesso, osservate attentamente come si è

riuscito a sviluppare una perfetta situazione di cazzo.

Ecco, sta andando a un appuntamento, ma il semaforo è rosso.

Qui è preoccupato.

Allora, da un piatto all'olio, decidete di attraversare col rosso.

Molto a fretta, ecco. E così il nostro camion lo perde.

Lo scopo mio è semplice. Io ci voglio fare capire che io devo accettare con

me.

Tu non potrai mai fare capire niente a nessuno, pigiotto.

Tutti i giudici, pure chi dirà Cassazione, sono tutte quante dalla sua

parte, come pure certi elementi di polizia e carabinieri.

In più, Don Salvatore può contare su una decina di uomini pronti a tutto.

E allora che cosa posso fare, Don Peppino?

Don Salvatore non va in galera per chi è protetto da Giurici e Massetti.

La moglie di questo cornuto di Giurici sta sempre a fottere come una cane con

una guardia del corpo che è uno dell'uomo di Don Salvatore.

Insomma, un poliziotto venuto che controlla che gli accordi tra Giurici e

Don Salvatore sono rispettati.

Mentre la figlia...

frequenta un picciotto che fa il giardiniere del museo di Torrioni.

Se tu arreni a prendere questa carosella, forse potrai

convincere Iurice Massetti a passare dalla tua parte.

Ho capito ogni cosa.

Domani mattina comincio a darmi da fare.

Per ringraziarvi come meritate, vi ho portato...

Una cosa che, sono sicuro, vi farà piacere.

Rosalia! Siete qui, Don Peppino vi aspetta.

Sono il picciottino di Torreone, contento di offrirvi compagnia.

Dammi un vaso nido.

No, così, voglio un vaso vero.

Grazie a tutti.

Rosalia, c'è qualche bordo, so che mamma...

E

ora rinfilaro in dosso, Dicchio.

Sembra lo sticchio che ho cavolo ridotto la ossa.

Ah sì,

da lì a me, da lì a me che mi piace.

E ora mi fiorando lo sticchio, così.

Le dico, è un film davvero molto divertente. Oh, lo andrò a vedere. Caro

collega. Oh, ciao Mario.

È sempre un piacere averti ospite in casa mia.

Spero che ti abbiano già offerto qualcosa. Sì, certo, ma non prendo

niente. E qual è il motivo di questa visita? Come al solito, sei giatta del

lavoro. Te posso parlare in privato?

Ma certo.

Scusami, cara.

Con permesso. La ringrazio.

Come mai tanta riservatezza? Vedi, Mario, ho un messaggio per te da parte

di Don Salvatore.

Prego, si accomodi.

Come mai il direttore non mi ha avvisato che saresti arrivato?

Per chiedere se era manzogna. Un piccolo trucco per trasere.

E che cosa vuole da me?

Stai attento a quello che ti dico.

Tu non mi conosci ancora, ma ti assicuro che sono uno che mantiene sempre quello

che promette.

E adesso stai per le aricchie.

Se tu non farai tutto quello che ora io ti dico, in qualsiasi posto te ne vai,

io ti vengo a trovare e ti giuro che ti ammazzo.

Che cosa devo fare?

Bravo.

Vero che ora stiamo cominciando a ragionare.

Sei una vera amica e un giorno ti ricambierò il favore.

Maurizio, vieni qui.

Dica, signorina.

Senti, io dovrei uscire per cinque minuti, ma... ma come puoi vedere ti

lascio in buona compagnia.

Ciao, come mai hai voluto vedermi con tutta questa fretta?

Ascolta, quanto sto per dirti è davvero importante.

È necessario che tu nei prossimi giorni non ti muova di casa, hai capito?

Ma perché?

Ora non te lo posso spiegare.

Comunque è meglio che non ci vediamo per adesso.

Quando le cose si saranno calmate, ti chiamerò io. È tutto chiaro?

Ma tesoro, io desidero tanto stare con te.

Anch'io lo desidero, ma credimi che per adesso non è il caso. Ora devo andare.

Ciao. Ma bravi.

Vedo che non avete perso tempo.

chissà

Siete robottane.

Leccaccella, leccaccella.

Caso cacchio forte.

Ora infilaccella. Amore, dai, non essere egoista.

Sì.

Ti piace?

Soccamelo di nuovo.

Soccamelo di nuovo.

Bene, dai.

Sì.

Sì, preparaci il culo.

Te lo faccio guardare anche a te.

Così, prendi.

Prendilo tutto, dai.

Così.

Oh sì, fallo godere.

Continua.

Daglielo tutto fino in fondo.

Così, spingilo.

Avanti. Oh sì.

Non ho... Non ho... Non ho... Non ho...

Che sarebbe questo problema così grave?

Oggi un uomo è venuto a casa mia e mi ha minacciato con una pistola.

Oh, santo cielo, ma chi era? Cosa voleva da te?

Parla!

Vuole che lo faccia incontrare con la figlia del giudice Massetti. È chiaro

che sa che io mi incontro con lei.

Credo che la voglia rapire.

Gesù Cristo, ma devi rivolgerti alla polizia.

Oppure parlane subito con suo padre.

No, sarebbe pericoloso. Quello mi ammazzerebbe prima di andare in galera.

Io invece credo che l'unica cosa sia parlarne con mio padre. Quando era

direttore del carcere ha conosciuto tanta gente che forse potrebbe fare

qualcosa.

Sei davvero molto interessato a questa ragazza.

Non ti ho mai visto tanto preoccupato.

È proprio amore, eh?

Senti, mi hai stancato con la tua gelosia. E io sono stanca del tuo

atteggiamento.

Forse è meglio che per un po' di tempo io non veda neanche te.

Ciao.

Ciao, Vaglio.

Vabbè?

Ma perché fai che la faccia? Che cazzo hai passato?

Se per caso ti tieni qualche problema è meglio che mi lo dici, che parli. Tu non

me li hai nascondi le cose a papà, eh? Ma io non ho niente. Quali problemi?

Non dici le bucce che te conosco troppo bene, figlio mio.

Tu tieni sicuramente qualcosa che ti preoccupa. Dimmi che tieni, c'è che non

mi fa ingazzare. E dimmelo pure subito prima che ti spacca la capa. Hai capito?

E non pazzia con me.

Allora, ti piace quella puttanella?

Mi sembra carina.

Vedrai che ora ti faccio divertire.

Però no, mi deve vedere.

Non ti preoccupare, lascia fare a me.

T'ho fatto venire in casa mia solo perché so che sei una donna molto

riservata. Di questo nostro incontro non devi farne parola con nessuno.

Se ti comporterai bene e sarai molto obbediente non te ne pentirai.

Non c'è nessun problema, io sono qui.

Solo per lavorare.

Brava. Volevo sentirti dire questo.

Ti pagherò bene.

E tuo marito non verrà mai a sapere del lavoro che fai quando non sei con lui.

Questo te lo posso garantire.

Su, cacioia.

Te piace montare, eh?

Perché la circostanza è troppo grave.

Perciò la soluzione richiede un accordo generale.

Ieri ho ricevuto una confidenza importante da parte dell'ex direttore

del carcere di Torioni.

Ancora che ha un figlio di una gran puttana?

Come tutti sapete, un figlio dell'ex direttore ha una relazione con la figlia

di Iurice Massetti. E Giovanni Savelli l'ha saputo pure io, è chiaro? E allora?

La figlia di Iurice Massetti ha piena fiducia in questo picciotto. E due pezzi

di merda di Giovanni Savelli...

e aiuta la sua casa per minacciarlo.

Ma insomma, Don Salvatore, che cosa vuole questo pedacchio?

È chiaro che cosa vuole. Fare incontrare un figlio da addirittura casa ragazza. E

vorrà essere presente pure io.

Certamente ha intenzione di rapirla per ricattare iurici.

Noi che cosa dobbiamo fare, Don Salvatore?

Se non vogliamo ieri tutti in galera, domani a questo incontro ci dobbiamo

mannare i nostri uomini migliori.

Questa parentesi dobbiamo chiuderla.

Definitivamente.

Ma che cosa significa?

È semplice. Sono due puttane. Le ho pagate per te. Per dimostrarti

che è finita.

Certo. La solita storia.

No, questa volta è sul serio.

Davvero.

Non sto scherzando. E questa ne è la prova, non credi?

Come vedi non sono più gelosa.

Ti auguro buon divertimento.

Ciao.

Sì, così.

Mi piace quando mi guardi.

Ma... Ma...

Senta, suo figlio non si deve più permettere di incontrare mia figlia, ha

capito? Perché Luisa mi ha detto tutto. Mi ha riferito che lui è esposto a gravi

pericoli. No, signora, mio figlio non corre nessun rischio. Siete voi che

siete in pericolo.

Ma che cosa vuol dire? Che sto dicendo? Voglio dire che c'è qualcuno che si era

messo in testa di rapire a vostra figlia. E io l'ho potuto fermare, ma

oggi va grazie agli amici.

E mo che fa? Venite qua a farmi la morale.

Quando io poi lo so benissimo come lo sanno tutti.

Che tu fai mettere un culo da un agente della scorta di tuo marito. Come si

chiama chi lo dice stronzo?

Maurizio. E che state voi? Stai a zoccola. Che fa la gelosa con mia figlia

fino all'anno scorso faceva la puttana.

Ma come si permette di parlarci così? Andete facendoci un piacere, un

girobito, cazzo.

Sono proprio scocciato di stare a parlare qua con questi due bocchini.

Se volete evitare i problemi vi consiglio di fare altri discorsi.

Anzi, forse, se facete bravo, voi a rapita bocca, e

a te che chiuso.

Andiamo, andiamo.

E muoviti.

E muoviti.

E muoviti. E muoviti. E muoviti. E muoviti. E muoviti. E muoviti.

E muoviti.

Un leccere lavocciacadu.

Vado a pagamocchia.

Sì, sì.

Basta, tu rimani con la bocca aperta.

Vieni a prendere la bucciacca.

Oh, pesce tu.

Pesce rossa.

Magno pesce rilla.

Ma che è tutto il contrario.

Pesce pesce rilla. Sto mangiando anche il rosso.

Vieni a bocca, bocchino.

Ma se dà sta zoccola, dai tu metti in c***a.

Dai tu metti in c***a.

Ma tu direi che fu una c***a.

Questa sembra una bocca aperta, sta buchina.

Perché hai voluto farmi venere a casa tua?

Voglio farmi venere a casa, perché voglio che mi faccia un altro piacere.

Mi avevi assicurato che me la stava in pace.

Io sono stanca, Vittorio Icanti.

Ma che vuoi ancora?

Voglio far sparire una persona per un po' di tempo.

E la figlia di uno non può tanto, e perciò mi serve un posto sicuro,

capisci? Ma che si tratta? Di un rapimento?

Chiamalo come ti pare.

C'è ancora qualche cosa che si sta male, poi ti spiego.

Io non sono più disposta a fare male a nessuno.

Ormai è finita.

Io cerco di essere gentile con te, ma non è possibile.

Chi è stato mio marito?

Ma che minchia fai?

Chi è stato il concetto allecato?

Chi è stato tutto male che mi facesse?

Rosalia.

Poggio mio, non è possibile.

Rosalia, non lo devi fare.

Questa gente, questo paese, hanno bisogno di donne come te.

Continua ad amare tuo figlio e non ti condannare per tutto quello che hai

fatto.

Trasmettigli il tuo amore e crescilo nel giusto.

E se tante donne come te faranno questo, Forse verrà un giorno che il nostro

paese potrà vivere in serenità.

Grazie a tutti

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