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Grazie
Qui non c'è più l'altro pavimento che lo soffia ancora oggi.
Possiamo riuscire.
Signorina Riccardo, per fortuna lei è fuori pericolo, ma stia tranquilla.
Insieme al commissario De Paoli provvederemo alla sua incolumità. La
interrogheremo solo quando starà meglio.
Le indagini intanto procedono, non si preoccupi. Ora pensi solo a guarire.
Signorina?
Signorina, devo darle una buona notizia.
Lei è stata fortunata.
Per questa volta le è andata bene.
Il proiettile nell'addome l'abbiamo estratto.
Presto starà molto meglio e così potrà tornarsene a casa.
Il signor Licata? Sì? Una telefonata per lei. Ah, grazie.
Pronto, chi è al telefono?
Certo, ma è impossibile in questo momento.
Sono con gli amici in un ristorante. E che c'è anche tua moglie lì con te?
In questo momento non posso, la richiamo io domani.
Telefono dalla cabina di fronte al ristorante. Ti voglio vedere adesso,
stronzo! Ah, ho capito.
Va bene, ho capito.
Devo allontanarmi 5 minuti per problemi di lavoro.
Scusate.
La ringrazio. Di niente, dottore.
Vai, io sto qua.
Dai muoviti, non ho tempo da perdere, devo tornare da mia moglie.
Aspettami, aspettami, non correre.
Vuoi bere qualcosa?
Un whisky. C'è due whisky.
Non riesco a capire perché mi hai telefonato, lo sapevi che ci dovevo
andare con mia moglie in quel ristorante.
Mi avevi promesso che non saresti più uscito con lei. E io che t'avevo pure
creduto.
Sai che devo aspettare l'esito della causa di separazione. Io a mia feghia
non intendo rinunciare. Devi avere un po' di pazienza, dobbiamo essere
potenti.
Questa è la tua vecchia scusa di sempre.
Ora è arrivato il momento che devi scegliere.
Sì, sì. Ah, così è? Allora la Romagna vai a Palermo e ci vediamo.
Sì, capisci? Che c'è qui?
Chi stia parlando?
Casu, non ne vai!
Faccio io.
Senti, senti.
Che faccia, Renesce, lo che dici?
Ci posso domandare come si chiama? Senti, non rompere il cazzo. Come si
chiama cazzo? Ma vuoi finire o no? Ma io veramente ci ho domandato solo un no. E
lassami stare.
Ancora. Ma si
può sapere perché corri?
Fermate un poco, no?
Voglio solo fare amicizia.
Ti ho già detto di lasciarmi stare. Ma che hai paura?
Oh, con te stai a parlare?
Ehi!
Ma che stai a cantare che ti mangio?
Ci voglio caducere solo per scambiare due parole.
Non mi piace.
Ma insomma, sei proprio insistente, lo sai?
Finiscila di stare ma presto e tornati nei tuoi amici, vattini!
Senti, ora che siamo soli, la puoi finire di fare la virginità.
Avanti, rammi un vaso nero.
Uno solo può te giuro che te lascio stare in mennavaio.
Sei bella, sei stupenda.
Sei una femmina meravigliosa.
Che cosce, che cosce che è!
Soca. Soca. Soca la tutta.
Ti piace, eh?
Sì.
Le camme cugione, così.
Così, soca.
Che fame, guarda.
Metà lì.
Soca.
Andrà a socare tutta.
Così.
E la socca meglio.
Soca.
vuoi sentire lo spaccione della buca è vero troia cos'è quanto minchia su casti
è vero è vero hai una buca che è una favola
allecca allecca la tutta su che minchia su che
Ma fai diventare pazzo.
Leccami pure il coglione.
Te lo voglio infilare in tuo steccio. Lo capeste?
Susate. Voglio fottere.
Lo steccio voglio. Lo steccio.
Da susare.
Mi piace.
Mi piace.
Mi
piace.
Io ti oscar.
Ma come si muove a buttare la sua camicia?
Muoviti.
Muoviti.
Con la sua camicia.
Ti piace il tuo cuore, eh?
Mi ha già... Mi ha già...
Buonasera signora. Ciao.
La piccioletta è stata buona?
Sì signora. Bene, meglio così.
Davvero nessun problema? Stai tranquilla? Nessuno, stia tranquilla.
Meno male.
Beh, ora ti pago.
Ecco, piglia.
Grazie. Prego.
E mio marito? Ho visto?
No, non ho visto, non è ancora rientrato.
Perché sei andato via e non mi hai aspettato in tuo ristorante?
Perché mi avevi stufato da aspettare?
Ho visto quello che hai fatto sulle scale, bottana!
Io, bottana?
Ma non romperà minchia!
Sei tu lo scionzo, lo scionzo seduso! Chi sei a verità?
Basta, ma io ho stancato di stare a sto mondo!
Basta! E quello che hai fatto non vedrai più il tuo figlio!
Nel tuo paese saprà la casina buttana!
Nessun temporale affaderà pure un bambino e una gioia come te!
Che cosa c'è?
Avrei fatto un brutto sogno. Ti preparo la camomilla.
Ma che minchia fa?
Senti, se manca tanto ancora per finire il suo motore.
No, una mezz'oretta, un'oretta al massimo.
E poi che fai dopo mangiare?
Vai a spasso con congetta o fai stradonario?
Lo sai che nell'officina c'è una macchina che mi piace assai, un
forestale, di un cliente romano. Ma tu che vuoi che succeda? Vai a pegare la
congettina mia per farci una sorpresa, ci voglio sempre come un torino.
Ma che spacchio dice?
È peccato succedere un incidente con questa macchina, ancora non hai mancato
la patente.
Che ne sei sto pazzo?
Ma perché non ti fai cazzatura?
Mi faccio.
Ora io ho un appuntamento dopo pranzo. Non voglio fare una freccata con la
moglie del loro principale.
Che c'è aspetta, chi è?
Non hai a chiamare.
Non hai più idea di questa macchina, io non ho più capito, tu riesci a fare con
una macchina come questa?
Ah, non ti preoccupare, mi ha detto un amico, dai, muoviti.
Va bene.
Qui ci sono delle irregolarità. E che sono queste irregolarità? Nome e cognome
non si leggono bene e la foto è sbiatita.
Accosti.
Buongiorno, documenti, prego.
Ecco, io veramente mi scuidavo a casa, mi creda, ce lo giuro.
Ma io ho la carta d'identità. Ma non è possibile.
Dovete seguirmi in caserma per un controllo.
Hai inteso un rumore. Può arrivare mio marito da un momento all'altro.
Aspetta ancora un po'. Tuo marito si sta togliendo la battita e le visioni. Sta
tranquilla.
Brava. Zucca.
Volevo rinare la lingua.
Riccardo, forza un po'. Forza, apriamo questo port... Forza.
Chi sei tu?
Io sono un operaio, un operaio di questa officina.
Dimmi un po', lavoro qua e un certo Santino lanza fame.
Sì. Ma perché? Che si è successo? Qualche cosa?
No, niente, volevamo solo questa informazione, non ti scambare. Vabbè,
vabbè, puoi tornare a dormire.
Non ti preoccupare, tu vai a letto perché io farò molto tardi.
Abbiamo ricevuto le informazioni dalla volante mandata sul posto e il signor
Santino Lanzafame lavora effettivamente presso l'officina Auto Pavone, come da
lui dichiarato. Da controlli effettuati risulta sprovvisto di patente di guida e
inoltre ha al suo carico una condanna a sei mesi con i benefici della
condizionale.
Sentenziata dal tribunale di Palermo il 20 maggio 92 per furto d'auto. La
ragazza invece ha tutti i documenti a posto e risulta incensurata.
Vabbù, fatrasi a guaglione. Comandi.
Signorina, può venire?
Entri pure.
Prego, si accomodi signorina. Ci scusi se si è fatto così tardi, ma che vuol
farci? Gli accertamenti che dovevamo fare purtroppo ci hanno portato via
molto tempo.
Sì, me ne hai accorgiuto.
Sono sette ore che ci state trattenendo. Noi non ci avevamo detto tutto quello
che sapevamo.
Ci avete lasciato ieri ora.
Vedete, signorina, lei può andare tranquillamente. Per lei non c'è nessun
problema.
Purtroppo per il suo ragazzo devo effettuare un fermo provvisore.
E che ha fatto un mozzico?
Noi non abbiamo visto niente, ve l'abbiamo già detto.
Vi l'avevo detto, vi l'avevo detto la verità. Ti concio di lui, non avete
niente, non potete trattenere. Che cosa ha fatto?
Non riesce a capire perché devo trattenere il suo ragazzo.
Ma pare una cosa assurda. Non riesco ad immaginare come, essendo sul posto, non
avete visto in faccia a nessuna.
Ha succeduto tutto così, Prescia. Gli spari, la confusione. Ma chi ne sapeva?
Tutto quello che avevamo visto vi l'avevamo detto.
È inutile che continuate a tenerci qua. Ci domandate sempre la stessa cosa, più
ri e più ri. E non sappiamo più di quello che vi abbiamo detto.
Signorina, lei continua con la sua versione. E io purtroppo devo attenermi
alla legge. Le cose restano esattamente come prima.
Lei può andare tranquillamente, il ragazzo resta qui e lunedì mattina sarà
il GIP a decidere se convalidare il nostro fermo o lasciarlo andare, ma sono
spiegato.
Sì?
Pronto?
Scusi l'orario, è l'avvocato Martignoli?
Sì, sono l'avvocato Martignoli, chi ha il telefono?
Senta, io mi chiamo Concetta Licata, sogna a Zitari, Santino Lanzafame, è lui
che mi ha dato il suo numero.
Mi scusi signorina, mi spieghi innanzitutto di che cosa si tratta, lei
telefona alle 6 del mattino, mi ha svegliato, non so, cos'è successo, spero
tanto che non sia nulla di grave.
Avvocato, la cosa è piuttosto grave, Santino è stato arrestato. Cosa?
Mi ha detto che lei ha visto avverte la famiglia.
Lo farò immediatamente, ma perché lo?
Però certamente si mette in contatto con il commissariato. Va bene, telefonerò
subito per avere informazioni.
La ringrazio.
Ricciotto, ti auguro una buona permanenza.
Buongiorno.
Perché hai? Che pediste la voce?
Hanno messo un galera a Santino.
Che cosa?
Una cosa terribile.
Hanno ammazzato troppo le ziozze e la vanno a nuocere.
Calmati, Concetta, ti prego.
Avanti, cerca di stare tranquilla e poi ne punti tutto con calma.
Sai, è assurdo che gioca successante, povero peggioro.
Mi poteva ammazzare con una canna e un bacione.
Fu una cosa terribile.
E gli ho detto, non ti faccio a tutti i tuoi assassini.
Voglio parlare con il commissario.
Il mio non mi pare.
Certo, hai ragione.
Ma stai attento.
Si tratta di gente che non scherza.
Allora, ci ha pensato due volte.
Perché ti ha messo bene nella testa.
Che è pericoloso, la tua picciotta può fare una brutta fine.
Guarda che fine hai fatto, devi sempre cacciarti nei guai, era prevedibile.
Stai tranquillo, ti tireremo fuori di qua.
Ho già parlato col magistrato, lui sta analizzando la tua posizione.
Vedi, è questione di giorni.
Tua madre ti manda questo dolce. Dice che è il tuo preferito.
Lei, poveraccia, non ha avuto la forza di venire.
E lei la smetta di piangere.
Anna, non farla così.
Calmati, un lantissimo capriccio torna a casa.
Non è possibile, frate mio, che ti ammettere sempre in te guai.
Non ci arrivesci a campare tranquillo? Vuoi fare morire la tua marcia, è vero?
Ma perché ti pigliassi questa macchina dell'officina? Non potevi nascere come
Turino, come ha fatto sempre?
Oh, basta, basta!
Ma che è tutto questo casino? Dove stiamo? Al mercato? Le visite sono
sospese! Nico, fai uscire questi signori da qua dentro!
Tu non ti puoi comportare così!
Noi non siamo bestie! Ah no?
Non siete bestie! Voi siete porucchi, siete meglio le bestie animali! Per
questo state qua!
Dico, riporti questi scarafoni nella loro cella! Ci vorremmo strunzi!
No! No!
No!
No! No!
No! No!
No!
E che, ci volete dire qualche cosa?
Da sto momento non c'è.
Riciclici a sentire un toccaic, che se parla di quello che ha visto, ci succede
un vuoto.
Ha i suoi amici pure in galera.
E pure se è chiuso tutto ci può succedere, pure muore.
Riciclici che abbiamo un nabba dalla sua zitta e pure la sua famiglia.
Mi hai spiegato?
Pronto?
in modo che Udozito resta muta, capito?
Alcemente la pagata è cara.
Pronto!
Pronto! Per carità, Voscenza la va a perdonare. Mio marito non è cattivo,
solo che aveva bisogno di una famiglia.
Ci poteva pensare prima, allora.
Vostro marito è stato condannato a quattro anni per spaccio di droghe,
signora Bell. Se avesse cercato un lavoro a resto, oggi non marcierebbe in
galera.
Un vero problema, signor direttore, voi lo sapete. Un vero problema è che a
Palermo non si trova un lavoro onesto.
Signor, per piacere non parliamo di politica, che a me già mi ha bruciato.
Io vi ho convocato qua per comunicarvi che le visite sono sospese per tre mesi.
Come tre mesi?
Un lavaffare eccellenza?
E dove bisogna no auge? Ave bisogno di avere il suo figlio?
Se non lo vi ripete tanto tempo, che domore.
Signor, signor, signor, vi ho pregato, finiamolo con questa lagna, per piacere.
Signor direttore, ce lo dico in ginocchio.
Vedremo, vedremo, vedremo, vedremo.
Ma muoiatevene, per piacere. Sono veramente molto stanco, capite?
Molto stanco.
Se ci fa piacere, io la prego in ginocchio. Signor, per piacere, ma qua a
ginocchio.
Lasciatemi stare qui e tornatevene a casa.
Voi che uscite con Cetta, la ragazza che sta con me, avete un problema proprio
grosso. Problema di che genere?
I Deo Sozzito hanno assistito all'omicidio di due poliziotti.
Hanno detto di non conoscere l'assassino, ma purtroppo il commissario
non ha creduto a chi lo hanno dichiarato. E Picchisto, il povero
Santino, è stato arrestato e ora si trova chiuso in calera.
Ma loro li hanno visti in faccia gli assassini?
Ma certo che li hanno visti in faccia.
Però hanno paura di parlare.
Vi volessi chiedere di faremi un grande favore?
Se posso, senz'altro.
Io saccio che ogni giorno i tè di Remi sono tardelli.
Vi avessimo informare se Santino corre qualche rischio. Se ci succedesse
qualche cosa, Concetta mi potesse morire.
Cercherò di fare il possibile.
Vi ringrazio, pace.
Sì, va bene, però che decidi io, io riesci. Speriamo che facesse preso,
perché non c'è pazzo qua, stare chiuso qua.
Ieri ho parlato con tua moglie.
Azze, che bella femma.
Quello che non riesco a capire è come fa a vivere con un vermo azzuzzo come te.
Sai che mi ha detto? Che è disposto a qualunque sacrificio per migliorare la
tua situazione.
Tu come mogliere non ci devi nemmeno parlare, sonzo di merda.
Ho buone notizie, signor giudice. Il ragazzo ha parlato.
Bene, bene. Qui ci sono gli identikit formulati su indicazione del lanzafame
alla nostra squadra investigativa.
Dai primi confronti fatti nei nostri archivi, i disegni sembrano
corrispondere a due pregiudicati di San Giuseppe Iato, tali Nicola Anzino e
Pietro Piccirillo, appartenenti alla famiglia di Castro.
Dobbiamo proseguire con molta cautela in queste indagini, signor commissario. La
situazione è estremamente delicata. Ma cosa vuol dire?
Intendo dire che lei sa quanto siano importanti per noi le indagini sulla
famiglia Licastro.
Non possiamo compromettere tutto uscendo allo scoperto proprio ora.
Aspetti un momento, signor giudice. Le indagini sulla famiglia Licastro sono in
corso da anni.
Io credo che gli inquirenti abbiano già rilevato tutti gli indizi utili. Cerchi
di capirmi, signor commissario. Noi non possiamo agitare le acque esclusivamente
in base a due disegni raffiguranti la descrizione rilasciata tra l'altro da un
testimone poco attendibile in quanto pregiudicato. Abbiamo bisogno di
elementi probanti di più certa provenienza.
Lei prosegue le indagini.
E mi raccomando, con la più assoluta discrezione.
Bene, allora cosa dobbiamo fare col ragazzo?
Tratteniamolo ancora un po'. Giusto il tempo per verificare se le sue
informazioni sono esatte.
Qualche giorno di galera in più non potrà fargli che bene.
Non ti preoccupare. Senti, cos'è meglio incontrare tuo marito quando ti pare
piace o aspettare tre mesi per poterlo rivedere?
Voscenza mi promette che a nessuno lo verrà mai a sapere.
Se no, Pimmia è la fine.
Ma che sono scema? Ma chi parla? Tu puoi stare tranquilla. Di lui ti puoi fidare.
Conosce tutti i miei segreti. Quella è una tomba. Pensa da lui e alla tua
creatura giornale.
Stai tranquillo, direttore.
E pure voi, signore.
Si chiama, sono un bimbero.
Insomma, quando si è accolto che tutti erano così convolti e imbrogliati,
pensavo che Edo, capisci, non... Locascio!
Vieni qua!
Ma tu chi è stamattina che non ti muovi?
Il direttore della prigione.
Mi manda a dirti che è di là.
È una persona molto importante per te, eh?
Stavo a fottere, eh?
Pornuto! Bastardona!
Stavo a fottere che ti ha pozzato la nozze! Guarda la spoglia!
Direttore!
Stavo a fottere, eh?
Pornuto!
Bastardo! Stavo a fottere!
Stavo a fottere!
Stavo a fottere!
Stavo a fottere! Stavo a fottere!
Stavo a fottere! Stavo a fottere!
Stavo a fottere!
Con grande bucciacca così, sei troppo bella.
Ma te lo ritardino.
Sia così.
Che l'uomo in merda non sa merda da una femmina come te.
Perché ti sei fermata?
Continua.
Rosalía! Perché sei pazza? Non lo pare che mi ammazzo!
Vostra sfaccimimo.
Sì.
Sì.
Sì.
C'ho capito!
Guarda che grande drago è!
Guarda!
Guarda!
Guarda!
Guarda! Guarda!
Guarda! Guarda!
Guarda! Guarda! Guarda! Guarda!
Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda!
Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda!
Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda!
Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda!
Guarda!
Guarda!
Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda!
Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda! Guarda!
Guarda!
Uff,
un bel bucchino!
Ambre, essi schiattamino sto gazzo!
Questa ragione è un gioco!
Ma non è caro appunto metterlo in c***o!
Potrebbe essere così che lo stronzio è marito!
Questa ragione è un gioco!
Potrebbe essere così che lo stronzio è marito!
Ciao.
Ciao a tutti.
Mamma mia.
Ho bevuto un po'. Ho bevuto un po'. Ho bevuto un po'. Ho
bevuto un po'.
Ma... Massimo!
Guardie!
Vieni, questo figlio di puttana è passato.
Lascia ora ora la notizia, subito al giornale.
Ma che cazzo ha fatto?
Chi stai infame? Non famone!
Io ci asparrò nella faccia a questo figlio di puttana e poi ci scafazzare la
testa come una meita.
E tu che ci fai qua?
Santina, amore, perché io volevo rischiare da sola?
Faccivi parlare a me, non era meglio?
Tu mi aiutare a nascere di carincia.
Queste bastarde arrivano a un negheo, sai?
Mi hanno già fatto tante menacce.
Concetta, ti prego, aiutami.
Solo tu puoi fare.
E allora, non è?
È un parlatorio.
Molto bene.
Voglia, so solo.
Parroco, parroco, il due sape tutto.
Hai capito?
Sta' già in quello.
Ma scusate una domanda, perché siete venuti a parlare con me?
Senta, direttore, Santino è nascito in carcere a tutti i costi.
Ah, io ho parlato con il magistrato e mi ha detto che i tempi della scarcerazione
sono lunghi.
Veramente mi dispiace, ma se lui ha denunciato i killer, non capisco perché
trattenerlo ancora.
Aspettano delle verifiche.
Chi sta a chiedere che manoretto?
Credono che lui abbia dato una denuncia falsa solo per nascere in carcere.
Direttore, le ma aiutare.
Santino non può stare in carincia manco un altro giorno.
L'ammazzeranno.
No, no, no.
Ma ti devo dire una cosa, che nella mia prigione non si muore senza il mio
permesso. E poi i spiù, quando parlano, si devono assumere la piena
responsabilità di quello che fanno. E chi mi vuole inserire?
Che ti voglio inserire?
Che mi sono sfastariato, mi sono scassato in palla di queste richieste d
'aiuto. E vengono i bambini, le fidanzate, le mogli, e qua ci vengono
solo i nonni e i zii. Non me ne vuoi trucazza del tuo fidanzato.
Guarda questo ufficio, guarda questo posto di merda. Io qua dentro ci passo
12 ore al giorno e non ho commesso nessun crimine.
E lo sai quanto mi danno al mese? Lo Stato mi dà solamente due milioni, tutto
compreso, anche gli assegni familiari. E da lì ci devi pagare la casa, la
macchina, da mangiare. E forse ti rimanono quattro soldi per puttane.
Almeno i soldi per le puttane li devo risparmiare o no? Mi spiego?
Se c'è di nuovo vogliono tuoi che io gli faccio un favore, anche tu devi fare
qualche piccolo sacrificio. Che ne dici, eh?
Vedi che hai capito, bravo.
Eh, bravo.
Hai qualche novità?
Parrai con chi in tuo carcere dispone da vite e da morti.
È quella di Santino.
Dieci milioni vale.
È una visita e so solo in cella per una notte, Don Erminio.
La sorella? E che cosa c'entra la sorella? Non fate tanto l'ingenuo.
I femmine a tutti piacciono.
Pure a voi uomini di chiesa.
Immaginatevi a uno che è stato a carcere.
Come ti permette di parlare ma così?
Ora basta, prete. Noi ci sappiamo tutti che non fai che addivettire di chi ti ha
peccato. E' inutile che te la muci lontano dagli occhi della gente del
quartiere.
Sappiamo tutto.
Veramente è tutto.
A proposito, domani sera facciamo un festino in tuo carcere
proprio in occasione della visita da Soro e Santino.
Tu sei invitato alla festa.
Ho capito tutto che gioca a Iorito.
Basta, finiscila. E dai, che cosa a Iorito è strano?
Lo so troppo bene che ti piace tagliare quando sei sul cammino che allarga le
cosce.
Domani voglio che porti pure la contesta da Dio.
Che già che ha fatto tanta spazzatura e che tutto il paese si è fottuto.
Che già mi fa sangue, prete.
Tu sei un infedele.
Esci da questo luogo sacro con tutte le tue falsità.
Ma certo che me ne vai.
Voglio agire a un funerale.
E non voglio fare tardi.
Ah, c'è un'altra cosa.
Alle condizioni richieste, aggiungi pure che mi voglio buttare a concetta.
E io ho visto una sua foto che mi ha fatto fuggire lo sangue.
Se non saranno soddisfatte le nostre richieste, Santino avrà vita corta,
quanto a voi.
Il Vescovo sarà messo al corrente dei vostri vizi.
Mi sono spiegato.
Ciao, Concetta.
Hai ostato un tiro a Nermini.
E allora?
Chi ti ha detto?
Che la situazione è troppo seria.
Santino, corri rischi grossi.
Ron Nerminio ha parlato con la fattia. Pare che qualche cosa si può fare.
Ma le condizioni sono cemente.
Sono disposta a tutto per salvare Santino. Parla!
Ma non è facile.
Si tratta di cose mortificanti.
Parla, per favore.
Parla!
Signora, ci chiedo scusa.
Devo parlare un attimo.
Scusate un momento, papà. Ritorno subito.
Ecco, qui siamo soli. Che cosa mi dovevate dire?
Mia cara signora, vi prego di scusarmi.
Sono venuto per portare le sentite condoglianze del direttore Do Carcere.
Non vi voglio ascoltare, non accetto niente da quell'animale, andate via!
Datemi ascolto.
Non vagitate.
Umi direttori, mi incaricate di ricordarvi che avete un picciriggio.
Se voi parlate, ci può succedere qualcosa.
Ora che Ho Parci non c'è più, la responsabilità è tutta vostra. Avete
capito bene?
Io non lo so che cosa ci passa a Pamenta, Ducaruso.
Non sono ancora riuscita ad andare a trovarlo in carcere.
Ci mandai a Sosoro con l'avvocato.
Perché non c'è la faccia di averlo in quello stato?
Ma perché continuano a tenerlo dentro pure dopo che ha passato?
Io non lo so, signora mia, ma il problema non è questo.
Santino corre dei gravi rischi in prigione.
E io ho venuto a parlare a voi.
Perché mi occorre l'aiuto suo e anche di suo figlio.
Ma che cosa vuole inserire?
Signora, chiedo che ci stai a pedire.
E' già puccisti.
Lo so che ci posso fare male a voi.
Ma se vogliamo salvare la vita di Santino, bisogna che noi ci prepariamo
tutti a soffrire.
A soffrire e a pagare.
Ma che
cosa
vuole dire?
Ti ha voluto dire due cose.
La prima è che tu hai fatto la spia, ma è stata inutile perché sei ancora qua.
La seconda...
Che è arrivato il momento di ammazzare il direttore.
Ma... Bocchinaria, bocchina.
Pagranda bocchina che sei.
Ti piace, eh? Ti piace sto cazzo?
Così mi mangi anche una da bocchinar.
C'è un gelato.
Granda droga.
Zuccolo.
Sì, sì.
C'è roba per sta bucciacca.
Che forte.
Zuccolo.
Ah!
È proprio di grande conforto in questo momento parlare con una persona
simpatica come voi.
Io non lo sapevo che mio figlio avesse amici così.
Ma a proposito, voi siete venuti qui in casa mia e ancora non mi avete detto
dove avete conosciuto mio figlio.
In vacanza, signore.
Che bravo ragazzo, Santino.
Hai conosciuto anche la vostra figlia, bellissima femmina.
Ho saputo anche che fa l'endosserrice.
Ma il motivo mio è un altro, signore. Io sono qui perché potrei essere molto
utile a vostro figlio.
Specialmente per tirarlo fuori dal posto dove si trova ora.
Potete farlo nascere dalla prigione?
E com'è possibile fare una cosa del genere, eh?
Non ci sono problemi, signore. Io posso fare tutto.
Lo sape chi ci vuole per farlo nascere?
Ammazzare la sua madre e invitarlo a un po' di funerari!
Ciao Peppe, stai leggendo?
Oh, bello.
Come si chiudono le cose?
Tutto a posto. Ci ha fatto cagare il sangue della vecchia bottana.
E cosa può fare con il suo figlio quando viene a sapere come si ha detto?
Non riesci a capire perché il figlio della bottana di Giovanni non lo
protegge tanto.
Giovanni sta facendo un gioco tutto solo.
Ancora non ha capito dove vuole arrivare.
L'unica cosa che non riesce a fare è scogliere la nella per un po' di tempo.
Capito?
Signorina Alcata, l'ho convocata qui perché devo darle una brutta notizia. Di
che si tratta?
Ieri hanno ucciso la madre di Santino.
Che cosa?
E non è finita qui.
Santino ha coltellato il direttore del carcere nella sala mensa.
È in fin di vita.
La situazione di quel ragazzo si è complicata moltissimo.
Però sono riuscito a fargli ottenere un'autorizzazione dal giudice per farlo
assistere ai funerali della madre.
Hai ragione, sì.
Ovviamente che brutta finita fisce.
Santino, amore mio!
Hai visto che non vado?
Concetto.
Concetto.
Tomaccio dice che io.
Quando finirà?
Mariuzzo.
C'è un amico che ha nascito a carcere rumane e aveva un posto più concetto a
Malano.
Porterà tu lontano il carro. Ti prego.
Non ti preoccupare, Santino.
La fede a te, Mario.
Spero che non ne lasciano fermi qua tutta la notte. Mi auguro di no.
Signori, scusate, un momento d'attenzione, per piacere.
Vi vorrei pregare di avere un altro pochino di pazienza.
È successo un guasto grave, un mutore, è una cosa che non si può reparare.
Abbiamo telefonato a Torrione e ne stanno mandando una voce pulma. Si
tratta solo di te o qualcuno?
No, anche me.
Così quando arrivo.
Tanto, Eddie, non ce ne fotti niente di noi.
Ma tu, Mario, ti arraghi?
Ma Giorire, che fai nella vita per campare?
Faccio un meccanico, un travaglio in un'auto-officina.
Ah, bravo!
Buono sapere se tu fai un meccanico.
Allora, se avessi un problema con la mia macchina, tu potresti venire a trovare.
Ma certo, perché no?
E tu, Giovanni, che tipo di travaglio fai?
Ah, vedi, adesso invece sono disoccupato.
Tu sai bene, ho avuto un problema con la giustizia.
Ma a che serve parlare?
Senti, dimmi una cosa, per levarmi solo una curiosità, ma mi puoi dire quanto
guadagna un meccanico come te?
Ma, più o meno, un paro di milioni o mesi mi vuol dire.
Ah, Mario mio, solo un milione o mesi.
Certo che con una cifra come questa la vita non si può correre pendente.
Eh, professore.
Che hai i soldi preferisci?
Una bella picciola.
Una bella picciola? E'
bravo Paolozzo, che comporta essere proprio buono.
Ecco, che hai i tuoi soldi? Ti ringrazio.
Ma stai a coda, tu non sai niente e manco me ne conosci. No, non ti ho mai
incontrato.
Questa donna della miseria qua non ne fa sapere niente a nessuno.
Ora mi serve.
Per questa sera facete tutta l'attenzione, grazie.
Mi dispiace assai, ma mi hanno incaricato di dirvi che ci vogliono
ancora diverse ore. Per fortuna hanno trovato una casuzza qui vicino. L
'autista vi sta aspettando per accompagnarvi.
Appena arriva l'autopullman, vi veniamo a chiamare. D'accordo?
Piano, senza pressure, c'è tempo. E c'è un telefono? E c'è una casa.
Sì, ma cangiatela, sta autobus scassata.
Scusate.
Prego, prego.
Ah, aspetta, ma c'è pure il scavo.
Scusate.
Ma c'è troppo freddo, Mario.
Come stai aggiuntando?
E va bene, va. Però cerchiamo di riposare un poco.
De qua, de qua.
Dovete avere pazienza. Comunque c'è la stufa.
Sì, riscaldate. State bene? E voi, signorina, o ne siete diretta?
Stiamo andando a Milano.
Ah, scusate, che cosa c'è da fare fino a Malano?
Un calzatoreficio dell'Ambrate ha indetto un concorso per operaie, operaie
specializzate nella cucitura delle tomaie, lo capisce? E io a suo tempo la
domanda la feci e ora... e ora spero proprio che mi prendano.
Ma questo signore che ci fa compagnia?
Questo è mio padre.
Perché non si attacca vicino a me?
Così lasciamo dormire tranquillamente al suo pace.
Ehi, Mario.
Vieni a recanciare il posto, per cortesia.
Perché? Fai che gioco di ricco.
Si accomoda a sé qua.
Una bella ragazza come a te, una simpatica picciotta come a te, non è
facile incrociarla. Ma provate a usare questo vino speciale che viene dalle mie
campagne.
Provalo, provalo.
Dai, dai, non ti fermare, dai, ancora, ancora, che ti fa bene.
Grazie.
Ehi, allora spiegatelo a Mario.
Oh, mi senti?
Su, se ti vuole con me, dai.
Dai.
Meglio, meglio. Che cammino.
Allora, sogno o non sogno, amico? Ti voglio presentare Anita.
Molto a vieta. Anita, ti presento a Mario. Io sono Mario.
Anita è una bella picciotta di Siracusa.
Il suo padre fa un meccanico, come a te.
Ma ora, assaggia questo.
È un vino speciale.
Pensa che io penso.
Beve una portova. Certo, a me mi piace.
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