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Stupenda!
Ti faccio vedere una cosa.
Questa era l'arte della sua grande passione, cioè il tamburo, il bongo.
- Le era presa un po' quella... - Da qui si vede una bella persona.
- Sì. - Una bella persona.
Lei è sempre stata un'anima dolce.
Le è passata...
Le è arrivato addosso una valanga, una cosa tremenda.
Porca miseria.
- Questo faggio qui, eh? - Sì.
- Eccoci. - Eccola qua!
- Dia a me! - No, perché?
Diamoci del tu, però. Siamo anche coetanee, mi sa.
- Siamo coetanee? - Eh, penso di sì.
- Io sono dell'88. - Io '86, ho due anni di più.
- Sono più grandicella io. - Piacere.
Fino a qua sei arrivato. Tu sei matto! Fino a qua.
Siamo venuti a trovarti, a pescare.
- A pizzicare, dai! - Sì.
- Lui è Giulio, il nostro operatore. - Piacere.
Che bel giovanotto! Prima mi spiava quando facevo il tè pure.
È una deformazione professionale. Lei è Monica, la nostra producer.
- Piacere. - Emanuela.
- Il coniglietto che stava sul mobile. - Sì. Mia suocera li collezionava.
- Allora mi sono permessa un attimo... - Ma pensa.
Io questo lo presi... Lui invece è?
- Lui è Matteo, il nostro fonico. - Emanuela. Il fonico, certo!
Mi ricordo ancora un pochino.
Senti, mi dicevi "documentario", no?
L'unica cosa, vi chiederei di non parlare di quella storiaccia.
- Pensavamo solo a un accenno. - Però vediamo...
- Non ti preoccupare, lo cancelliamo. - Magari... no?
- Lo dimentichiamo. - Proprio...
Dove va in onda?
Guarda, ancora non si sa.
Potrebbe essere un podcast alla fine.
Madonna, perché dobbiamo pensare subito al peggio?
- Dai! - Ci manchi tanto, lo sai?
- Tanto proprio. - Un documentario su di me è esagerato,
- se posso permettermi. - Stai scherzando?
- Dai! - Oggi come oggi?
- Se non lo faccio su di te, scusami. - È proprio un po'...
- Che devo dire? - Stai sempre a diminuirti.
- Sono passati tanti anni. - Possiamo raccontarci tante cose.
Sì, ma non è... Oh, amore!
Ciao, amore mio.
Loro sono una troupe italiana.
Sono venuti a fare un'intervista. Mi hanno fatto una sorpresa.
- Lui è Malcom. - Salve Pagani, Malcom.
Piacere, Theo, come Theo van Gogh!
- Ah, certo! - Il fratello del pittore.
Certo, certo.
- Eccoci. - Se possiamo fare una prova audio.
Sì, Fanelli.
Sa, sa. Prova.
Prova. 1, 2, 3, 4...
- Perfetto, grazie. - Meno male, non le sapevo più.
Mi fanno effetto, eh?
Le... telecamere.
Stai tranquilla, Emanuela.
È una chiacchierata in serenità, tra amici.
Va bene.
Questi li levo? Per i riflessi.
Al montaggio mi ringrazieranno per questa intuizione.
Che bello avervi qui.
Hai fatto caso che non espone i premi?
- Hai fatto caso? - Ma chi?
La Fanelli, di chi parliamo? Stiamo parlando della Fanelli.
Non espone i premi.
Il tuo operatore ha fatto la carrellata sulle mensole, le cose...
- Non c'era un premio. - È vero, non ci ho fatto caso.
Certo, perché tu fai il giornalista e io faccio il regista.
Falle la domanda.
Le chiedi: "Come mai non esponi i premi?"
La prima cosa che si nota entrando a casa tua è la totale assenza di premi.
Abbiamo guardato ovunque, non ne abbiamo visto neanche uno.
C'è un significato particolare per questa scelta?
Classica domanda alla Ozpetek.
Mi fanno un po' tristezza le case degli attori.
Quelle che entri e ci stanno le fotine, gli oggettini,
i gingilli, i premi.
Non...
Non lo so, mi fa effetto viale del tramonto, capito? Un po' di...
Nostalgia decadente.
È una scelta che ti fa onore, ma nel 2023 vinci il David di Donatello.
Sarà stata una grande soddisfazione.
Sì, è stata proprio una sorpresa perché non me lo aspettavo, quindi...
Un'emozione grande e una grande soddisfazione.
Solenghi Tullio.
- Ora del decesso? - Un'ora e mezza fa?
I miei premi addirittura...
Credo di averli lasciati a Roma.
Stanno a Roma, sì. Per dirti.
Il 2023 è stato un anno molto importante, molto fortunato per lei.
Le proposte fioccavano e credo abbia rifiutato molti progetti.
Vabbè, oggi posso pure dirlo. Sono passati talmente tanti anni.
Allora, ho detto di no, ancora me ne pento,
a... "Attenti a quei quattro".
Poi ha rifiutato un mio programma TV. Si chiamava "Che faccio? Lascio?"
È proprio il caso di dire... Che faccio?
Lascio?
Poi ho detto di no
anche a un bel progetto,
di Elisa Mazzitelli. Era un film TV in due puntate.
La vera storia della prima donna
che si rifiutò di stirare i calzoni a suo marito.
Se non sbaglio, rifiutò anche un programma che si chiamava "Mare profumo di mare".
"Mare profumo di mare"?
No, "Profumo di mare" e basta.
La sua forma è più affusolata rispetto al sarago,
ma meno slanciata del branzino. Giancarlo! Giancarlo!
Cazzo!
Poi un giorno mi chiama Paola.
Paola?
"C'è ancora domani" è stato il mio primo film, il mio esordio.
E quando fai la tua opera prima...
- Ferzan, correggimi se sbaglio. - Dimmi.
Quando fai la tua opera prima, pretendi il meglio.
- Non ti sbagli. - Grazie.
Perciò ho chiamato Valerio Mastandrea per il ruolo del marito,
Giorgio Colangeli per quello del suocero,
Romana Maggiora Vergano per la figlia,
Vinicio Marchioni per il ruolo del primo amore
e, naturalmente, per il ruolo della migliore amica,
avevo contattato Geppi Cucciari.
Purtroppo lei aveva un'esclusiva per un programma,
"Mare d'inverno" e...
- "Profumo di mare". - Prego?
"Profumo di mare". Lei stava sulla barchetta.
- Prendevano il pescato del giorno. - Sì, "Mare profumo di mare".
- No, "Profumo di mare" e basta. - Giulio!
Mettevano il polipone sulla bilancia. Tu dovevi chiamare da casa.
- Giulio! - Dovevi indovinare quanto pesava.
Mia zia ci ha vinto duemila euro.
Un bel programma. Non so perché lo hanno chiuso.
Geppi non c'era, così ho chiamato Emanuela.
- Stava tanto bene! - No, non stava bene.
Come non stava bene! Stava tanto bene!
Stava bene! Stava bene!
Signora, purtroppo suo marito è deceduto.
No!
No! No! No!
Tullio! Tullio!
Sì, la conoscevo da qualche anno.
Eravamo amiche.
Apro la busta e dico che...
Miglior attrice non protagonista
Emanuela Fanelli per il film "Siccità".
Quanto cambia, un premio del genere la percezione di sé.
Bah, se sei giovane e acerbo, magari ti cambia,
ma se sei adulto...
Io comunque nel 2023
avevo 36 anni.
Se sei adulto, se sei strutturato e soprattutto se sei intelligente,
non è...
un riconoscimento che ti cambia.
Devo dire però che sul set
l'avevo trovata un po' cambiata. Non sembrava lei.
No, deve essere tra me, deve essere la più bella di tutte.
- Ed entro io. - E dai la sigaretta.
- Apro la busta e dico... - Te la fumi.
- Migliore attrice non protagonista... - Devo piangere?
- No, però... - ..Emanuela Fanelli...
- È più una tenerezza. - Apro la busta...
- Sì, è una... - Migliore attrice non protagonista...
- Che è 'sto suono? - Emanuela Fanelli per il film "Siccità".
Aiuto, scusate.
- Apro la busta... - Mamma, sto girando. Ti chiamo dopo.
Scusate, lo spengo. Ero convinta di averlo spento.
Allora, ti voglio portare l'esempio del collega Woody Allen.
Il signor Woody Allen non andò a ritirare l'Oscar.
L'Oscar per "Manhattan"
perché aveva un concerto. Lui suona lo zufolo.
Che ora abbiamo fatto?
- Paola, sono le 12 e mezza. - Cavolo, è tardi!
Vabbè, facciamo questa, poi chiudiamo e andiamo in pausa.
- Va bene, Manu? - Il 10 maggio.
- Prego? - Il 10 maggio.
- Il 10 maggio che? - Che mi hai chiesto?
Ho detto: "Finiamo l'ultima inquadratura e poi andiamo in pausa."
Avevo...
No, avevo capito "In che giorno hai vinto il David di Donatello."
Scusa, c'è una confusione. Non ti sento a tre centimetri.
Chi strilla, chi mi chiama, cellulari che squillano,
Ragazzi, un po' di silenzio, eh?
Grazie.
Ma già dalle letture, in prova, era sembrata un po' strana.
- Facciamo le prove. - Ho due cose da chiederti.
Se non ti dispiace, facciamo il backstage.
- No. - Li ho fatti venire per...
- Come i film veri. Ciao! - Ti dispiace?
Sennò non lo facciamo.
Lui non andò agli Oscar perché doveva suonare.
Questo per me è un artista.
- Andiamo dalla prima? - Sì, quella del mercato.
- È questa. Io leggo Peppe. - Sì.
I fagiolini belli, i fagiolini freschi!
So' un burro 'sti fagiolini, signo'!
[accento pugliese] Ma come i fagiolini? Ti ho detto che la bietola devi vendere!
- Io con chi parlo? - Perché la fai così?
Non mi viene bene il sardo, lo so.
Sembra pugliese, però ho preso già il dialect...
- Lo so, non mi posso sentire. - No, non devi farlo in sardo.
Perché ti sei fissata con il sardo? Né sardo, né pugliese.
Marisa è romana, parla romano.
Insomma, come parli tu.
Qua c'è la didascalia, non sono impazzita.
Marisa, tra parentesi, con spiccatissimo accento sardo.
Porca miseria! Sai perché c'è scritta questa nota?
Deve essere la versione... Ma questa è una cosa...
una cosa preistorica!
Non so perché sia finita su questo tavolo.
- Perché Marisa era sarda prima? - Allora, era sarda...
Non era sarda, in verità. Era una che aveva avuto...
Vabbè, da generazioni aveva...
Sai, per far sentire un po' il... mare. Quando...
- Te la faccio stampare subito. - Vabbè, ma...
Ragazzi, ma che copione diamo a Emanuela?
Vogliamo darle la versione giusta, per favore?
Dai che stiamo lavorando!
- Scusa. - No, mi fai un favore.
- È romana? - Sì!
- Mi hai fatto un regalo. - Ora la risolviamo.
Sì, diamo subito la nuova versione. Adesso ti danno quella nuova.
Ma non c'è... È solo... Scusa, quindi pure qui, no?
- "Ajò" va via. - Certo.
- Vabbè, è solo questo? Che è romana? - Sì.
- La cancello con la matita. - Hai la matita?
- Ce l'ho - Scusa..
- I ragazzi sono fantastici, però... - Scusa di che?
Guarda, a volte si comportano come dei coglioni.
- Dei coglioni. - Più che altro, trovare la matita!
- Io lavoro con degli idioti. - È un bel casino.
Idioti e teste di cazzo.
Mannaggia a me!
Quando mi deciderò...
Quando mi deciderò a mettere a posto 'sta borsa, veramente.
Ecco qua! Allora, abbiamo detto...
Via "spiccatissimo accento sardo".
"Ajò" via.
Qua tutto...
- "Quanto amo i nuraghi"? Via! - Via, pure quello.
- Magari le piacciono. - No, a Marisa che le frega dei nuraghi.
"Quanto amo i nuraghi", via.
Chi si fa definire da un premio è uno scemo.
Scusami, non so come altro dirlo.
C'è gente che ci diventa matta, ma matta...
- No! - È andata via la luce?
Ecco qua.
Ecco qua.
Theo!
Vai a controllare?
- Ti possiamo dare una mano? - No, è sempre il contatore.
Malcom, per un gioco di prospettive sembra che ha le corna.
- Cambio posizione alla macchina? - Quanti cazzi...
Hai la coda di paglia, eh?
Hai la coda di paglia?
Tu la devi fare finita! Tanto so che mi senti!
La devi fare finita!
Che livello.
- È tornata. - È tornata, sì.
- Meno male. - Eccomi.
Eh, eccomi. È saltato il contatore.
È saltato il contatore. Figurati se oggi non saltava il contatore.
Ci stanno loro, le telecamere. Ti vuoi piantonare qua?
Scusami, eh?
Quando deve venire, no. Poi vabbè.
Dunque, dicevamo.
Prendeva iniziative, metteva bocca su questioni
non di sua competenza.
Deve essere la più bella di tutte.
Tie', mettitela via.
La fumi domenica, dopo il fidanzamento.
Ho visto lei che bacia lui
Che bacia lei che bacia me.
- Che fai? - Mon amour, amour
- A chi baci tu. - Stop!
- Emanuela, che fai? - Perché hai dato stop?
Perché hai dato stop? Neanche mi hai fatto arrivare a "Ehi, garçon, ho un'idea".
- Scusa! - Non ho capito che stai facendo.
Tu mi hai detto che vuoi metterci le canzoni moderne, quelle svelte.
- Questa ci stava. C'era un silenzio! - Ma che c'entra?
Le metto io, quelle che decido io, dopo il montaggio, capito?
Tu devi attenerti al copione.
- Attieniti alle tue battute. - Era una proposta.
Il mestiere è pure proporre, mettere del proprio nel personaggio
- e io ho messo... - Il personaggio?
- Che personaggio è questo? - Marisa per me è una...
Che mi rappresenta che ti alzi "ehi, garçon"?
Che mi rappresenta che fai questa cosa? Non c'entra niente con il personaggio.
- Non lo capisci? - Non ti è piaciuta la proposta.
- Non mi è piaciuta. - Allora non facciamola,
però così rischi di fare una lagna. Ti piace la lagna, fai pure la lagna.
- Mi piace la lagna, va bene? - Allora facciamo la lagna.
- Il film è mio e decido io! - Va bene.
Ma guarda questa! Io non lo so.
Adesso pausa e scena chiusa.
Andiamo avanti con il cortile e la lite con le comari, dai.
Nico'?
Guarda che botto fa questa, eh?
Guarda come ci schiantiamo.
Waterworld.
"C'è ancora domani" è un film a cui sono molto legata. È il primo.
Nonostante sia quello che ha incassato meno tra i miei film,
però per me ha un valore emotivo davvero inestimabile.
Eravamo forti insieme. C'era proprio una chimica,
una sintonia che si vedeva.
In quel periodo ci sono arrivate diverse proposte per tornare a lavorare insieme.
Sì, però nessuna ci convinceva.
Non ci andava di svenderci, di banalizzare.
Ecco, di banalizzare quello che avevamo fatto.
Poi, a un certo punto,
la proposta giusta è arrivata.
Non potevamo dire di no.
Sinceramente
Quando, quando, quando, quando piango
Anche se poi cadesse il mondo
Non mi sogno di morire di sete
Sto tremando, sto tremando
Sto lasciando dei chiari di luna indietro
E tu non sei leggero, sinceramente
Sinceramente
Sinceramente
Sinceramente
Sinceramente tua.
- Grazie! - Grazie!
Ringraziamo i nostri velini Michael e Niccolò,
entrambi diplomati all'Isef. Ci vediamo più tardi con voi.
Ce li invidiano in tutte le trasmissioni.
Bravissimi! Bravissimi!
Adesso, amici, ci colleghiamo con Ariano Irpino,
in provincia di Avellino, dove il nostro Luca Abete
ha da raccontarci una storia...
Agghiacciante!
Non per dire, però dovevo fare io "Striscia la notizia".
Antonio mi chiamò e dissi:
"Antonio, ma io ho i palazzetti
e tutte le date, ti piovono carote ai tour."
Lui disse: "Aspe' capiamo."
Passò qualche settimana e...
Belle e buono, vidi...
Emanuela.
- Dai, dai, si risolverà presto. - Sì, si risolve, si risolve.
È polemica per Giovanni Floris.
Rimbalza sui social da giorni,
il video della bestemmia che gli è scappata.
Gli è scappata.
Durante l'ultima puntata di "Di martedì".
Giovannino, Giovannino.
Il nostro Velerione Staffelli l'ha raggiunto
per consegnargli il tapiro d'oro.
Vai, Valerione!
Finché lei non si fissò con quel tormentone.
Era ossessionata da quel tormentone.
Lo infilava ovunque, senza senso, rompendo anche il ritmo del programma.
Cari amici, ora tocchiamo le dolenti note
delle contravvenzioni.
Siamo sicuri di essere nel torto ogni volta che ne riceviamo una?
- Sentiamo... - Pensavate di aver visto tutto?
Pensavate di aver sentito tutto?
No, no! No, no.
Vai, Jimmy!
Naturalmente siamo qui per eventuali repliche.
- Quando volete! - Ma parliamo di pensioni e truffe
ai danni dei nostri cari nonnini.
Ce ne parla la nostra...
Pensavate di aver visto tutto?
Pensavate di aver sentito tutto?
No, no. No, no.
Vai, Rajae!
Una cosa senza senso, non faceva ridere nessuno.
Nessuno.
Cari amici, tra poco è Natale.
Le famiglie si riuniscono per stare insieme, per festeggiare,
ma sappiamo che purtroppo non è per tutti così.
L'associazione "Briciole di Cuore" raccoglie fondi
per donare pasti caldi alle persone intolleranti al nichel,
cassintegrate e senza fissa dimora.
Donate al numero 880...
Pensavate di aver visto tutto? Pensavate di aver sentito tutto?
No, no! No, no!
Pensavate di aver pensato tutto? Pensate di aver visto tutte le cose?
No, magari ero io a non capire quel tipo di umorismo, eh?
Mi metto anche in discussione, per carità.
Io, Antonio, ce la faccio più. Te lo dico sinceramente.
Gli è partita 'sta cosa del tormentone e io non la fermo più,
però non fa ridere, non piace a nessuno, non...
Non glielo posso...
Visionaria.
Quella cosa era visionaria.
Forse troppo? Per quell'ambiente lì, per quegli anni lì?
Una cosina, scusate se vi ho interrotto.
Quando ti faccio il tormentone, hai presente?
- Quello bello. - Ah, sì, sì, sì!
Rimani un po'... Non so se è un'impressione mia.
Rimani un po' troppo rigida. Sembra quasi che non ti faccia ridere.
Ma no, figurati!
Se invece partecipi un pochino di più...
Paola pure era entusiasta.
Era entusiasta, ma Paola è una donna intelligente.
Conosce l'umorismo, mastica l'umorismo. Era...
- Troppo forte quella cosa. - Ti prego.
Io sto in difficoltà, aiutami!
Aiutami.
Solo che pure lei, secondo me, ha avuto un po' paura di essere...
- No? - Voi trovatemi una persona,
non dico dieci, una persona che abbia riso a quel tormentone e io...
C'era anche un po' di umana invidia. Umana, ribadisco,
perché alla fine il tormentone lo avevo io, non lei.
Non dico riso! Una persona che abbia fatto...
Va bene anche...
Una cosa piccola, così.
Trovatemene una.
Basta questo e io...
Avete mai riso voi al tormentone?
- No. - Ha detto così?
Va bene. Figuriamoci se la contraddico.
Oggi, poi.
Per carità.
Quell'edizione di Striscia la ricordo come una delle più faticose
che ci siano mai state.
Senz'altro è colpa mia
che non riuscivo a controllare la Fanelli.
La Fanelli esondava da tutte le parti con questo tormentone.
Era travolta, invasata.
Purtroppo è stato uno degli anni più brutti di Striscia.
Beh, i motivi
sono sempre, sempre gli stessi per le coppie comiche.
Spesso tutto finisce quando uno dei due ambisce a provocare
più dell'altro.
E poi...
Poi basta. Non so...
Probabilmente tutto il clamore attorno al compagno, alla storia del processo...
Credo, ma non è stata neanche la questione del processo.
Semplicemente credo che...
Così, alcuni...
Alcuni rapporti siano destinati a... a sgretolarsi.
È andata così.
- Tullio, no! - Mamma...
- No! Perché? - Ti prego.
- Perché? - Mamma...
- No, non posso vivere! - Mamma, mamma...
- No! Dove sei? Tullio! - Ma perché?
Ma perché!
Mamma, ti prego, non fare così.
La Cortellesi è buona, carina.
Sai come la vedo io?
Come un'energia rinnovabile, la Cortellesi.
Invece quell'altra è il metano.
Tra il metano e l'energia rinnovabile
che è la Cortellesi.
Però che è successo.
La Cortellesi è rimasta, ma com'è rimasta la Cortellesi?
Che cosa è diventata la Cortellesi?
Dove sta la Fanelli?
Dove sta la Fanelli? Sparita!
- Vi dispiace se ci fermiamo? - Ci mancherebbe, siamo qua per te.
- Quest'ultima cosa mi ha un pochino... - Ragazzi, ci fermiamo.
Grazie, scusate.
Per oggi, per favore, basta così.
Scusa, Malcom.
A conclusione di questa prima giornata di lavoro,
una sola domanda risuona nella mia mente.
Che frega alla gente della vita di questa?
No, dico, oh... Siamo stati venti minuti a sentire cosa?
La litigatina tra lei e la Cortellesi? Ma chi se ne frega?
Io a questo episodio non ho parlato mai.
- Ti pare normale? - Lo so, Sabrina, è una vergogna.
Hai perfettamente ragione.
Ma quell'altra pure!
Ma dico io, sei il Presidente della Repubblica, non hai da fare?
Rifiuta l'intervista, no? Inventa una scusa.
Dici che neanche di Morante e Moravia te ne frega niente.
Tu fammelo fare e poi vediamo.
Francamente potevo continuare a vivere senza il freddo del Canton Vallese.
Questo cibo dozzinale che mi spetta con la mia ridicola diaria
e l'ennesima, estenuante narrazione sul mondo dello spettacolo
che mitizza e distrugge se stesso.
Vaffanculo.
In paesi civili, che so, in Spagna,
non imbastirebbero mai un documentario su una storia così inutile.
Oreste!
Pronto?
Vai!
Già...
Non siamo più dei ragazzini.
Qual è la parte del corpo di noi maschietti
che prima di tutto inizia a fare le bizze?
Il cuore.
Con Salva la Vita Beghelli ti basterà sfiorare il palmo della mano
e tutti i tuoi familiari verranno contattati.
In più un altoparlante di ultima generazione
diffonderà la tua richiesta d'aiuto fino a dieci metri da te.
Salva la Vita Beghelli!
Il tuo aiuto sempre a portata di mano.
Mi sento male.
Mi sento male.
Mi sento male.
Mi sento male.
Mi sento male.
Mi sento male.
Mi sento male.
In questo nuovo episodio di "Dove sta Emanuela"
la Presidente Paola Cortellesi ci racconta la sua amicizia
con l'attrice italiana sparita dalle scene più di dieci anni fa.
Era ossessionata da questo tormentone.
Lo infilava dappertutto senza senso
rompendo anche il ritmo del programma.
I motivi sono sempre,
sempre gli stessi per le coppie di comici.
Spesso tutto finisce quando uno dei due
aspira a provocare più dell'altro.
Sottotitoli: Audio Laser Service s.r.l.
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