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Carlos, quello è per me?
Esatto, signor Manuel.
I signori hanno ordinato gamberi rossi?
- Era ora! - Che buoni!
- II Time dice che è l'invenzione dell'anno. - È tutto tattile.
Super intuitivo.
Non posso, devo sottopormi a un'operazione.
- Che cosa? - Che nome gli ha dato Cabrera?
- Amadeus. Che operazione devi fare? - Niente di importante.
Deve togliere le adenoidi.
- Sì, certo, le adenoidi... - Proprio così.
- Ho anche le adenoidi. - Certo, devi operarti proprio adesso.
La "signora" si deve operare!
- La "signora"! - "Signora"!
Che stronzi...
AI battesimo di Amadeus ci devi essere, niente scuse.
- Quand'è? - Quando Cabrera torna dalla Svizzera.
- Dalla Cina. - Pensavo fosse in Svizzera.
- Pensavi male. - Paco era Iì, com'era la neve?
- Bella. Devo parlarti. - No, raccontaci delle tue vacanze.
Ricordati di scrivere quella cosa di Jean-Baptiste.
- Ora non posso. - No, adesso non è il momento.
- Sei a tavola. - Dammelo.
- L'agenduccia... - L'agenda!
- Passatemi quell'agenda. - Sembra un messale.
- José Luis. - La "signora" sta perdendo la memoria.
- Poi facciamo pasticci. - Daglielo.
"Signora! Signora!"
Facciamo una bella ispezione alla "signora"!
La "signora" sta per mandarvi tutti a fare in culo.
Vedrete quante risate ci faremo con questo.
- Scrivi quella cosa. - Ok.
Allora, le vacanze.
Sì, le tue ci sono già.
- Versione corta o lunga? - Corta, per favore.
Corta.
Corta. Vacanze: isole Cies,
intossicazione etilica di Luci,
chiamata al consigliere al Turismo. Fanculo le vacanze.
- Consigliere? - L'elicottero per portare Luci in ospedale.
Grazie, Susana.
- Quella ragazza mi ucciderà. - E uguale a te.
Lo dice anche mia moglie.
Ehi, guardate, c'è il capo.
Per me è un onore, anche se non è una novità,
presentarvi Rodrigo Alvarado, il nostro Vice Segretario Generale.
Grazie a quest'uomo il nostro Paese andrà ancora più lontano.
Sta presentando la nuova recluta. Invidioso, Paco?
Ti prego... Ma se non può vederlo!
Non sarà un lavoro facile ma so come muovermi.
Sono qui per risolvere i problemi del Paese.
- Fa' l'imitazione. - Di lui o di lei?
Lascia stare lei, ha già tanti problemi.
- Di lui, idiota. "D'Artagnan". - Vediamo!
Forza, Manu.
Sono più basso di mezzo metro.
Non ridete, non siate cattivi.
Vado. "Sono Rodrigo Alvarado,
sono giovane e determinato,
assomiglio a Dolph Lundgren e soprattutto,
tolleranza zero per la corruzione.
Sono nato per combattere la corruzione
e voi siete una banda di criminali."
- Che pagliaccio. - Un pagliaccio che ha un sacco di amici.
- José Luis. - Sì?
È il quarto.
E molti dei suoi amici
sono dell'Audiencia Nacional, quindi...
C'è poco da ridere.
José Luis presidente! Presidente!
Presidente, presidente!
Non te ne andare!
Presidente, presidente!
Tutto bene in vacanza?
Sì, bene.
E voi?
Siamo andati in un resort, a rilassarci.
Ottimo.
Darò l'ok a procedere.
Quando?
Non domani né dopodomani. Ma presto.
Scusa,
è successo qualcosa?
Preferisco tenere da subito la situazione sotto controllo.
Ma avevamo detto entro quattro anni, vero?
Le cose potrebbero cambiare in fretta.
- A Madrid cosa dicono? - Non me ne frega un cazzo.
- Cosa c'è, non vuoi più farlo? - Certo che sì.
È un onore.
No, non è un onore. E il mio ufficio.
Devi essere tu.
Perché non ti inginocchi davanti a Madrid né a nessun altro.
Per adesso puoi dirlo solo a Inés. D'accordo?
Mi rendi l'uomo più felice di tutta la Spagna.
Lo sai, vero?
Grazie.
IL REGNO
- Non cambi mai idea? - Molte volte.
Ma non sul lavoro.
Non ho altro da aggiungere, ti ho detto tutto al telefono.
Lourdes, sai quanta gente devo vedere oggi?
- Ho tanto lavoro anche io. - Anche io, più di te.
Sai che Frias voleva venire qui quando ha sentito questa storia?
Ma io gli ho detto: "Aspetta."
- Da quanto tempo ci conosciamo? - Molto.
Quando eravamo all'opposizione e avevi bisogno ti abbiamo aiutata, no?
Sì, sei sempre stato gentile con me, Manuel.
Allora perché ci fai questo? Cazzo!
Perché mi sembra il caso di smettere. A te no?
Proprio non capisci. Lo faremo con o senza di te. Punto.
L'unica opzione che mi viene in mente, se moralmente non ce la fai più,
è che tu faccia un passo indietro.
Troveremo un sostituto.
- Quindi non ho altra scelta. - Hai già fatto la tua scelta.
Non devi pensarci ora, hai avuto tutto il tempo per farlo.
Devo ricordarti tutto quello che è successo qui dentro?
Per favore.
Sii responsabile, forza.
- C'è tanta gente? - Sì, è quasi pieno.
Di qua, signor Manuel.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Rosa, come stai? - Bene, Manuel. E tu?
- Mi fa piacere vederti. - Anche a me.
Come va?
Bene, tu?
Disturbo?
- Stavo ripassando. - Come vanno le cose?
C'è molto lavoro ultimamente. Bene.
- Credevo avessi già finito. - No, mi hanno posticipata.
- Arrivi da Madrid? - Sì, sì.
Perderò l'ultimo treno, probabilmente.
- Dovevi passare prima di me? - Sì.
Ma dato che stavi arrivando mi hanno messa dopo di te.
Detesto aspettare.
Come sta Enric?
Enflc?
Bene.
- È orribile quello che gli è capitato. - Già.
Bisogna stare attenti a quello che si dice.
No, se è la verità. Perlomeno nel mio campo.
- Sono certo che tornerà in prima linea. - Sì, sicuramente.
- Portagli i miei saluti, ok? - Va bene.
Chi sta andando bene, invece, sei tu. Congratulazioni.
- Stai facendo un ottimo lavoro. - Grazie.
Anche se devi correre da una città all'altra.
- Tra i notiziari del mattino, sei la migliore. - Grazie mille.
Non ti piaccio molto, vero?
Mi vedi come un nemico?
A quale domanda vuoi che risponda per prima?
Signor Manuel Vidal. Vuole seguirmi?
- Faccia andare lei, io intanto ripasso. - Non fa niente.
Abbiamo cambiato perché ha detto di aver fretta.
SÌ, ma mi hanno annullato l'impegno successivo.
- Davvero, non è necessario. - Quindi?
Insisto che passi prima lei.
D'accordo. Venga, Amaia.
Sul serio?
- Prego. - Grazie, allora.
- Così ti rivedrò domani. - Sì, senza dubbio.
Andiamo avanti?
Va bene.
Manu.
Manu, sveglia.
Ti cercano al telefono. Manu.
FRANCISCO CASTILLO IN CUSTODIA
La ricerca è iniziata alle prime ore di questa mattina,
dopo che era stata riscontrata un'attività da uno dei suoi conti in Svizzera.
Le autorità credono che il Vice Segretario sia coinvolto in un caso
di concorso pubblico truccato.
II Vice Segretario Regionale...
Io vado.
...è ora in custodia, in un momento delicato per il partito.
Madrid sta provando a dare un'immagine rinnovata
e trasparente di sé, con l'arrivo di Rodrigo A/varado,
ex giudice della Corte di Giustizia.
Esatto, Amaia. Alvarado ha dichiarato...
- Ci sentiamo più tardi? - Va bene.
Nella sede ha ribadito la totale innocenza del partito...
Quanto è grave?
Non Io so.
- Devo preoccuparmi? - No.
Queste cose non vanno tollerate.
Stiamo lavorando duramente, con tutte le risorse disponibili
per scavare a fondo nella faccenda.
Senza indugio.
- Ciao, Manuel. - Ehi.
È tutto sotto controllo?
- Non mi vedi? - Sicuro?
Sì, non rompere, dai.
- Non troveranno niente? - Tranquillo.
- Mi raccomando. - Addio!
Buongiorno, Tere. Che caos, eh?
Continuano a chiamare. Senti, vuole vederti.
Grazie.
- Se siamo uniti non diranno di no. - Posso?
- Non hanno scelta. - Torno più tardi?
E non ti lamentare, non è nel tuo stile.
Sì, va bene, ma non posso dirti altro.
- Peggio per me. - Per quale cazzo di motivo?
Sai benissimo perché.
AI diavolo, almeno facciamo qualcosa!
Per il tuo ragazzo sarà dura, sappilo.
Penseremo cosa fare esattamente con lui, però ti dico già di no per l'altra cosa.
- Mi ascolti? - Sì, ciao.
Accidenti, quanto parla questa donna!
- Come stai? - Sono preoccupato.
- Hai visto che roba? Cosa ne pensi? - E un casino.
- Quel Paco non ne fa una giusta. - Cosa facciamo?
- Ho pensato di far visita a quei quattro. - Ai quattro?
- Quelli dell'ultimo casino. - Perché?
- No, non fare niente. - Ma in quel modo copriremmo Paco.
No, per una volta fa' quello che dico. Sta' tranquillo. D'accordo?
Aspetta, una cosa devi farla.
Cerca di placare quell'idiota di Cabrera.
- Va un po' troppo forte, va frenato. - Farò quello che posso.
- Però sai com'è. - No, com'è?
Non so, si lamenta, dice che Io guardiamo dall'alto in basso.
- Chi? - Lui, gli altri uomini d'affari...
- E allora? - Poi si arrabbia e non torna più.
Non mi importa. Il partito è più importante di un "arraffa soldi"!
Sì .
- Quando torna dalla Cina ci parlo. - Bene. Tutto chiaro, quindi?
- Sì, sì. - Allora va' là fuori e sorridi.
No, meglio nel mio ufficio, a pranzo ho un incontro.
- Sì, ottimo. - Forza, ragazzi, non è poi così difficile!
Dobbiamo ancora mettere tutte le sedie.
- Cazzo, Manuel. Abbracciami. - Gallardo.
Ci sono novità?
- Possiamo parlare? - Sì, certo, vieni.
Sediamoci. Sergio!
Porta un caffè. Che succede?
Vuoi un succo d'arancia? Senza zucchero.
Sergio! Anche un succo d'arancia!
- Ci provi gusto, eh? - Mi interessa solo che tu stia bene, Manu.
Se vuoi che stia bene, non dire niente sulla storia di Paco finché non sarà finita.
- Intesi? - Sono una tomba.
Una tomba un cazzo.
- Sulle questioni importanti... - Ti conosco, Gallardo.
- Non stai zitto nemmeno sott'acqua. - Manu...
- II succo? II succo! - Arriva subito.
Ottieni quello per cui paghi. E per Paco farei qualsiasi cosa.
- Allora non dire una parola, intesi? - Sì.
- Hai capito bene? - Sì.
Molto bene.
- Me ne vado. - Di già?
- Sì. - E il succo?
- Ci vediamo sabato per Amadeus, giusto? - Sì.
- Chissà che ci racconta della Cina! - Vedremo.
Tra qualche settimana, forse due mesi questa storia verrà dimenticata, ok?
- Va bene. - Tranquillo, Pareja, non accadrà niente.
Guardati, cazzo. Sei nervoso da morire.
Non puoi andare in giro con quella faccia.
Se nessuno parla, a Paco non succederà nulla.
Togliti quell'espressione angosciata. Cos'hai?
- Hai litigato con tua moglie? - No, no...
È solo che...
Andrà tutto bene, davvero. Sta' tranquillo.
E l'altra questione?
- Quale? - Lo sai quale.
Nessun problema. Persika, dici?
- Tranquillo. Tutto sotto controllo. - Sembri troppo sicuro.
Sai qualcosa?
- No, però ci beccheranno. - Ma cosa dici?
Con quella faccia sì che ci beccheranno!
Ho parlato con Juan Ignacio, ha detto di stare tranquilli.
Tutti quanti. Ho pranzato con lui Ia scorsa settimana.
Gli ho detto:
"Fa' sparire qualsiasi cosa, ripulisci tutto."
E fine della questione. D'accordo? Hai capito?
- A Paco. Che questa storia finisca presto. - Andrà così.
Tu sei tranquillo, Manu?
- Certo, Susi. - Io mi fido di te.
Se mi dici che è tutto a posto... sto tranquilla.
Non ti preoccupare.
- Non posso sopportare altre cattive notizie. - Cos'è successo?
- Abbiamo beccato mio figlio con della droga. - Guille?
È stata la domestica, controllava i vestiti prima di lavarli.
Accidenti, Susi.
- Voi siete fortunati con Nati. - Nemmeno lei è una santa.
Sì, ma almeno ha la testa a posto.
Solo certi giorni.
- Sono esausta, davvero. - Susi, io ci sono.
Lo so. Sei gentile, grazie.
- Bentornato. - Non vedevo l'ora.
Perché nessuno mi ha avvertito di tutta quella merda?
- È andata così male? - Quelli fanno schifo.
Durante i meeting sputano e ti ruttano in faccia mentre si mangia.
Per loro è un segno di educazione.
Ti fanno venire voglia di vomitare quello che hai appena mangiato.
E mangiano merda!
C'è una puzza, poi! Cinesi che brulicano ovunque.
A quegli stronzi piacciono i soldi, però.
E ti tengono d'occhio.
- Sì, e tenevano d'occhio te. - Ehi.
Sei stupido o cosa? Non mi credi?
- Io non mi invento le cose, Manuel. - Ok, andiamo.
Hai capito? Non mi invento le cose.
Salve, un Martin Miller's con acqua tonica a parte.
Avete Io Yamazaki? Con ghiaccio.
- Allora? - È andata alla grande.
Davvero alla grande. Anche per te, direi.
- Accidenti, Cabrera. - Buon Natale.
- Ma dove l'hai presa? - Un bel gioiellino, eh?
Eccome! Ma non devo certo spiegartelo.
Finocchio.
- Ci vediamo sabato, no? - Sì, sì.
La "signora" non può venire, deve operarsi alle adenoidi.
Verrà, vedrai.
Impazzirete per il nuovo giocattolino, è una cannonata.
- Cosa dovevi dirmi? - Paco.
È successo un casino, eh?
Non una parola.
Vediamo.
Ifone... lphone, giusto?
- Giusto? - Sì.
Questo telefono è il massimo, fa delle riprese pazzesche.
Fantastico, fantastico.
Capitano! Come andiamo? Com'è il vento?
Abbiamo il vento in poppa, a tutta velocità!
- Andiamo! - Avanti tutta, bastardo!
Gallardo, come va?
E laggiù abbiamo...
la principessa dei mari del Sud.
Lucia, figlia mia!
Dimmi qualcosa!
- Lasciami in pace, papà. - Ha i postumi di una sbronza.
Dura la vita!
Come state? Mamma mia!
Mamma mia, che visione! Due sirene!
- Come vi sentite? - Come regine.
Come dev'essere, care mie. Sissignore.
Qui abbiamo un gentiluomo, un re!
Paco, Paquito! Come stai? Meglio qui che in prigione, eh?
Che bastardo...
- Viene bene il video? - La camera è da 2 megapixel.
Le immagini sono fantastiche. Inés, questa è tecnologia!
Dopo se vuoi ti mando il link via mail.
- Fa' attenzione, vale una fortuna. - Come si spegne?
- Non lo so. - Schiaccia il pallino centrale.
- Ti ha detto qualcosa? - No.
- Lasciamo perdere. - Con me non parla.
- È finito tutto. - Parla solo con la Ceballos e Alvarado.
Un'altra che mi sfugge.
Non risponde alle chiamate, mi cerca solo se ha bisogno.
Sai che novità, dai!
- Sembra che tu non conosca l'ambiente. - Ehi, tortorelle.
Ascolta, i media si stanno già stufando di questa storia.
E per quell'altra questione sei coperto. Sta' tranquillo, ok?
- Sarei perso senza di te. - Non dire così.
- Allora? Che ne pensate? - Di cosa?
Della storia della casa a Teixeiro. Chi credete che sia stato?
La polizia.
Sì, certo, ma chi ha fatto la soffiata?
Diccelo tu!
- Quello nuovo. - Chi?
II nuovo idraulico.
- Cosa c'entra con la retata? - Quel tipo fa tutto quello che vuoi.
Ti consegna qualsiasi cosa. Lavora bene.
- Tubature belle, roba fine. - Ah, sì?
- Quindi Io conosci? - Non sono mica un nuovo arrivato.
Ah, per favore! Tu non volevi diventare ministro?
- Sì. E la gente mi chiede istanza. - Certo, come no!
Parlando di istanze, non ci sono quei documenti da firmare?
Sì, vieni su.
- A far che? - Ad ascoltare quello Iì.
- E questo cos'è? - Sono stati loro, io non c'entro!
Caspita, non dovevate. Guardate qua.
Chissà cosa sarà...
Ragazzi, è troppo!
Vai, Gallardo! Metti un po' di musica, balliamo!
Alza la musica! Forza!
Grazie, bellissima.
Alzate il volume, non si sente un cazzo.
Più alto!
Grandi, ragazzi!
- Sì? - Manuel. Sono Jacobo.
Come stai?
So che è tardi, ma ho pensato che fosse meglio chiamarti.
Cos'è successo?
Niente di buono.
- Dimmi. - Domani si saprà tutto di te.
Anzi, è già lunedì, quindi martedì.
- Cos'è successo'? - Ci sono delle intercettazioni.
- Legate a Paco? - So solo delle intercettazioni.
- Sì, ma c'entrano con lui? - Non Io so.
- Allora cosa cazzo sai? - Che sono recenti.
Chi è stato?
- Non Io so. - Non mi prendere per il culo.
- Non dovrei nemmeno dirtelo. - Lo so.
Ti ricompenserò, dimmi chi può essere.
Qualcuno vicino a te.
Che magari ha fatto casino o ha detto qualcosa di troppo.
Non so altro, ora ti lascio. Buona fortuna.
È la segreteria di Roberto Gallardo...
Buongiorno.
Mandala via, dobbiamo parlare.
- Cosa? - Mandala via.
Lorena, tesoro, va' a farti una doccia.
- Va' in bagno. - Adesso?
Fatti una doccia.
- Che c'è? - Hai detto qualcosa di troppo.
- L'hai fatto apposta? - No.
Con chi hai parlato, Gallardo?
Cazzo, ti avevo avvertito. Te l'avevo detto o no?
Calmati.
- Con chi? - Con nessuno!
- Non ho parlato con nessuno! - Pensaci bene.
Sì, ci sto pensando, ma ti dico che non ho parlato con nessuno.
- Se mi chiedi una cosa la faccio. - Non fare il lecchino.
Cosa ci guadagnerei, scusa?
- Se beccano te, beccano anche me. - II problema è che non sai stare zitto.
Pensa bene con chi hai parlato in quest'ultimo mese e di cosa.
Persona per persona, ok? Inclusa lei.
Poi fammelo sapere.
Siamo spiacenti, il numero selezionato...
- Che succede, Manuel? - Cabrera.
- Hai un minuto? - Anche due.
Hai parlato di noi con qualcuno, ultimamente?
No, con nessuno.
- Sicura? - Manu, sono sicurissima.
- Né in passato né recentemente? - Assolutamente no.
Un bacio, chiamami quando scopri qualcosa.
Devo scappare. A presto.
Alarcòn è tuo amico. Digli che per 500...
- Tu che ci fai qui? - Hai due minuti perle tue scemenze.
Non sono sufficienti.
- Meglio, ho fretta. Chi è stato? - Lo vedrai domani.
- Come tutti i comuni mortali. - Perché sta ridendo?
Forse perché sei entrato nel mio ufficio in quel modo.
Sai bene chi sono, mostra un po' di rispetto.
- Ferma la notizia. - Sono sorpreso anch'io, te l'assicuro.
Ascolta.
O hai fatto arrabbiare qualcuno,
o eri nel posto sbagliato al momento sbagliato.
- Rimandala di un paio di giorni. - Non posso rimandarla neanche di un minuto.
- Questa conversazione sta diventando... - Ci rivedremo.
- Fottiti! - Non vedo l'ora!
Che uomo cazzuto!
Vedremo chi la spunterà!
Siamo spiacenti, il numero selezionato non è al momento disponibile.
Che succede, Pareja?
Non vuoi parlare con me, ora?
- Lo accompagno a casa e poi... - Può andarci da solo.
Ci andrà da solo!
- Come l'hai scoperto? - Ti importa?
Certo che mi importa, cazzo. Ho dei figli!
E questo cosa c'entra?
- Ne hai uno addosso anche ora? - Non ho niente, cazzo.
Come puoi farmi questo?
Come puoi farmi questo?
- Mi dispiace, amico. - Per chi lavori?
- Per chi? - La polizia.
- Da quanto? - Due mesi o poco meno.
Sei un idiota!
- Credi che non ti incolperanno? - Pagherò la mia parte.
- Faccia tosta... - Ero stufo.
Di cosa? Stufo di cosa?
- Di vivere alla grande? - Non urlare.
Pezzo di merda.
Guadagnavi senza muovere il culo.
Facevi fare la bella vita a tua moglie e ai tuoi figli. Cosa volevi di più?
Poterli guardare in faccia. Non riuscivo più a dormire.
L'hai fatto per come ho diviso le quote Persika.
- Cosa dici? - Volevi di più.
Ora riesci a guardare negli occhi i tuoi figli?
Lo scopriranno, che hai mandato i tuoi amici e le loro famiglie in prigione
per due soldi in più!
Dove vai? Cos'hanno su di me?
- Credi che mi raccontino qualcosa? - Saprai cosa gli hai detto, no?
A parte quando Ii incontro nei bar e nei ristoranti, non so nulla.
Fammi capire, sanno poco o tanto? Cos'hanno su di me?
Credo ci abbiano ascoltato in ufficio, l'altro giorno. Non c'erano rumori.
- Scherzi? - Mi dispiace tanto, Manu, davvero.
Non ho niente contro di te.
Manu, stammi a sentire.
Manu!
José Luis Frîas, lasciate un messaggio.
José Luis, chiamami. È importante.
LÒPEZ-VIDAL, PRINCIPALE INDIZIATO NELLO SCANDALO SULLA CORRUZIONE
Ecco.
...potrebbero esserci conseguenze molto gravi per il partito.
È stata resa pubblica la conversazione tra uno dei politici più influenti
a livello regionale, il Vice Segretario Manuel Lòpez-Vida/
e un membro del Consiglio Comunale la cui identità non è stata rivelata.
Ascoltate: "E l'altra questione?
Nessun problema. Persika, dici? Sta' tranquillo. È tutto sotto controllo.
- Ci beccheranno. - Ma no, cosa dici!
Ho parlato con Juan lgnacio. Gli ho detto:
'Fai sparire qualsiasi cosa, ripulisci tutto'.
Dobbiamo fermarlo. Punto.
Come abbiamo sempre fatto."
La riqualifica di terreni e la sottrazione delle sovvenzioni dell'Unione Europea
potrebbero superare centinaia di migliaia di euro.
Oltre a tutto questo il Vice Segretario dovrà rispondere
della cosiddetta "Operazione Amadeus" su cui Ia polizia sta indagando
già da un po' di tempo.
Che bastardi...
A partire da adesso voglio che mi racconti tutto.
Voglio essere al corrente di qualsiasi cosa.
Manu.
Sì .
- Quanto ti devo, José? - Arrivo subito, capo.
Perché siete entrati in politica?
Francisco? Manuel?
- Allora? - Cosa intende?
Cosa speravate di ottenere?
Vi prego di sbrigarvi a rispondere, siamo venuti da Madrid per questo.
Non capisco la domanda.
Cosa vuoi dalla vita, Manuel? Ora hai capito la domanda?
Beh, voglio...
le stesse cose che vogliono tutti.
Che la mia famiglia stia bene. Voglio essere felice, affermarmi.
Ottimo, direi che hai rovinato tutti i tuoi piani.
Se avevate bisogno di qualcosa potevate chiedere.
II partito si prende cura di voi, vi abbiamo dato tutto.
Francisco, Manuel. E l'abbiamo fatto volentieri.
Ma quello che è successo è una vergogna.
Per il partito, peri nostri elettori e per il Paese.
Stiamo cercando di dare l'esempio. Dovremmo essere intoccabili.
Fino a dove sei arrivato?
Fino a qui. Madrid non è implicata.
Paco. E tu, in Svizzera?
Anch'io ho agito solo localmente.
- Nel settore dei rifiuti. - Da quando?
Ho iniziato nel 2003.
Aspetta, nel 2003 eri...
Nella politica comunale.
- Quindi hai agito con il tuo Comune? - Sì, certo. Con le Politiche Urbane.
Chi c'era alle Politiche Urbane nel 2003?
- In Comune? - Ovvio, Paco.
- Stiamo parlando di quello. - Che problema hai, Paco?
- Perché ci giri intorno? - C'eri anche tu, con me.
E c'erano anche altre persone.
- Ecco, appunto. - Non capisco dove vuoi arrivare.
- Le cose che diciamo ora... - Manuel!
Calmati. Datti una regolata.
Sì, calmati.
Comunque, la situazione cambia parecchio
se si parla di una sola mela marcia invece che di un gruppo organizzato.
L'anno prossimo ci sono le elezioni. Non hai pensato a questo?
Certo che sì.
Paco.
Ormai sei compromesso.
- Dobbiamo capire cosa fare, con te. - In primis, devi restituire tutti i soldi.
Certo, senza dubbio.
Manuel, tu sei fuori.
- Io? - Sei fuori, sì.
Devi prendere Ie distanze dal partito, pubblicamente.
Sei stato beccato... Ammettilo pubblicamente.
- Ci hanno beccati. - Sei stato beccato.
E ora quelli continueranno a indagare perché ce l'hanno con noi
per colpa di individui come te.
A partire da adesso esigiamo totale trasparenza. Siamo intesi?
II partito viene prima di tutto, tu vieni dopo.
- Hai capito bene? - Sì, cazzo.
Se hai capito, allora, comportati come si conviene.
Non so cosa sia per te la politica, ma di sicuro non è come la intendi tu.
Bisogna dare l'esempio, ma da quello che vedo...
tu non sei all'altezza.
Allora? Che impressione hai avuto?
Molto brutta, a dire la verità.
Tranquillo, abbiamo messo su uno show per quell'idiota di Alvarado.
Però sembrava vero, ha sentito tutto il partito...
Hai paura?
- Tranquillizzami tu. - Dovrai mangiare merda.
A palate, anche.
- Ottimo. E se la situazione peggiorasse? - Resisteremo.
Se venisse fuori l'altra questione, quella più grande?
- Persika? - Esatto.
No. Non può venire fuori, è impossibile.
Anche se non sei stato furbo.
- Come potevo sapere delle intercettazioni? - Persika non verrà fuori. Te Io assicuro.
Saremmo in un mare di merda. No.
Tu adesso ti impegni, ti prendi tutte Ie colpe e aspetti.
Puoi essere più specifica? A volte non capisco bene.
Ancora? Sei sordo?
Dovrei assumermi la responsabilità di tutto? Anche per ciò che ha fatto Paco?
Non fare il presuntuoso. La faccenda di Paco sarà solo una lavata di testa.
Fantastico. Porca puttana!
- Tranquillo, c'è una cosa che non sai. - Sentiamo.
C'è un posto vacante a Washington, bello comodo.
Frias Io sa?
Natividad potrebbe andare in un'università prestigiosa. Sì, Io sa.
- E cosa dice? - Niente. Decido io.
Non ci credo che mi state facendo questo, Asun.
Mandate a puttane la mia vita per proteggere quell'altro.
Non essere ridicolo.
E non mi rompere i coglioni, ti sto salvando il culo.
O preferisci...?
Ora me ne vado, per qualsiasi cosa ci sentiamo.
- Dov'è? - Oggi ha la giornata piena.
- Dove cazzo è? - Chiamalo, Manuel, non so cosa dirti.
Per favore. Ridammi l'agenda.
Grazie.
Buonasera.
Gli faremo quel trattamento e...
Scusate, possiamo riparlarci più tardi?
- D'accordo. - Grazie.
- Manuel. - Come stai?
- Bene, tu? - Bene. C'è José Luis?
È andato via dieci minuti fa. Tutto a posto? Mi devo preoccupare?
No, tutto bene. Devo solo parlare con José Luis.
- Credevo non volesse far sapere che è qui. - Beh...
Sai com'è fatto.
- Ti accompagno su? - SÌ, grazie.
Credo avesse una cerimonia di premiazione.
Salve.
- Che ci fai qui? - Possiamo parlare?
Scusate.
Vogliate scusarci. Grazie.
Sono due giorni che ti chiamo.
E se non ti rispondo, non riesci a intuirne il motivo?
- Signor Frîas, tocca a lei. - Sì.
- Vuole seguirmi? - Sì.
- Non seguirmi. - Ti aspetto e andiamo a cena.
- Non posso. - O non vuoi?
- Non è il caso. - Lo sai che può essere la fine per tutti?
Sono consapevole di molte più cose di quanto immagini.
Se non ti rispondo, non chiamarmi. Se non ti guardo, non mi cercare.
È ovvio che Io faccio per una ragione più importante della tua curiosità.
Buonasera!
Saremo coerenti, saremo trasparenti,
saremo responsabili.
- Salve. - Buonasera.
- Mia sorella non Io sa. - Chiamala.
- Altrimenti Io scoprirà dalla TV. - Sì, giusto.
Vi tengono d'occhio da un anno, hanno un fascicolo alto così.
- Che giudice c'è? - Una donna. Costa.
- II procuratore che dice? - Non risponde.
Va' a casa sua, più tardi.
Ancora non sappiamo se dovrai affrontare un processo.
Voglio essere preparato.
Va bene, perfetto. Ricorda, due cose semplici.
È tuo padre, rispondo io.
- Quali due cose? - Spostare il denaro.
Nascondere Ie prove. Se riusciamo, andrà tutto bene.
- Alla prima cosa ci ha pensato Bermejo. - Ti fidi?
No. Sono rimasto in sede tutta la notte, guarda.
Qua c'è tutto quello che riguarda Persika. Se vengono da me, Ii distruggo.
- Tutti quanti. - Fa' vedere.
Vediamo... Non so se sia una buona idea.
Invece sì. Preoccupati dei tuoi nemici ma soprattutto dei tuoi compagni di partito.
Quelli sono i peggiori.
- Hai fatto delle copie? - Sì, su due chiavette USB.
Quando finiamo vado a trovare la Ceballos a Madrid.
Vediamo se riesco a farla ragionare.
No, è a Milano. Tornerà domani.
Cazzo, è vero.
Sfruttiamo questa giornata, organizzami un incontro con Cabrera.
- Lì come andiamo? - Ci sta mettendo un secolo, ma ce la farò.
Della Costa non ci si può fidare, Ramiro.
- Hai sentito? - Sì, non ti preoccupare.
L'altra parte? In Svizzera?
- Fernando, che dici? - Tutti con questa mania...
Quante volte devo ancora ripeterlo? Trasferire denaro in Svizzera è banale.
Allora niente, la Svizzera è esclusa.
Cosa faccio ora?
Quello che faresti se non avessi rubato tutti quei documenti, no?
In primo luogo, a livello personale sono deluso e amareggiato.
Questa persona ha sempre avuto la mia totale fiducia, fino a questo momento.
Ad ogni modo, è tutto nelle mani dei giudici adesso.
José, ti lascio i soldi qui.
Buongiorno.
Ciao, Rafa, come va?
Ciao.
Manu.
Buongiorno.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Scusa, questo è il mio posto.
Non puoi sederti da un'altra parte?
No, non ci sono altre sedie.
Non c'è problema, Carlos. Ne cerco un'altra.
- Comunque, non ti stavamo aspettando. - In politica si deve improvvisare.
Ecco risolto il problema della sedia.
Carlos, mi passi le mie cose, per favore?
Grazie.
Bene, cominciamo dal budget per l'anno prossimo. Maite, chiudi la porta.
Riprendiamo da dove abbiamo lasciato ieri.
II totale delle entrate tributarie...
Quando dico che è aumentato poco, in relazione a...
Scusate. Maite, per favore...
Vatti a fumare una sigaretta.
- Metti in moto, ce ne andiamo. - Che succede, Manu?
- Non ci prendiamo una birretta? - Non posso.
Credi che Ie cose vadano meglio per me? Te l'hanno detto loro?
Dai, Manu. Beviamoci una birra veloce.
Ho delle novità.
No, Paco.
- Avresti fatto Io stesso come me. - Ma non l'ho fatto.
Manu, per favore!
Per te è facile. Frias ti adora. A me detesta e Io sai.
Non ti conviene comportarti in questo modo, ti avverto.
- Te ne renderai conto. - Vattene a fanculo.
Fa' come vuoi, io ci ho provato.
A volte si perde, Io sai? A volte si perde!
Come va?
- Antonio, un caffè, per favore. - Subito.
- Allora, signori? Come procede? - Bene.
Allora, Manuel, per me è un'assurdità.
No, stiamo parlando di sicurezza, prendere delle precauzioni.
I cinesi sono assurdi.
Andiamo, non farne una tragedia.
"Non farne una tragedia", dici?
Vediamo, hanno messo il nome della tua barca ad un'operazione losca?
Ah già, tu non hai una barca! Quelli sono pezzi grossi, non si scherza.
Va bene, non è il caso di agitarsi.
Ecco l'assurdità. Questa commissione è abusiva.
Devi dirmi qualcosa? Parla pure apertamente.
Hai una bella faccia tosta.
Calmati, Fernando.
Senti, non ti permetto di parlarmi così. Portami rispetto.
Non ci guadagno niente da questa storia, sto solo facendo un favore a lui.
II mio nome è in quei documenti e rischio l'immagine anch'io.
Non mi fa piacere che si metta in dubbio la mia lealtà nei suoi confronti.
Sta' tranquillo. Possiamo darci una calmata?
Va bene, ma di' a questo qui di sparire dalla mia vista.
Non dargli retta.
II pranzo te Io offro io!
II caffè.
In queste riprese Io vediamo con la moglie
e con i compagni di partito intento a godersi una giornata di festa
a bordo dello yacht di un amico.
Come stai?
Manu, Manu.
- Che succede? - II signor Lòpez-Vidal?
Buongiorno.
Ho un'ordinanza del giudice Costa: lei è in custodia e perquisiamo la casa.
Con permesso.
Signor Lòpez-Vidal, ha una cassaforte, vero?
- Sì. - Me la mostri.
La apra e si faccia da parte, per favore.
Faccia un passo indietro. Grazie.
Bene, sembra che ci vorrà un po'.
- Facciamo colazione, Inés? - Certo. Preparo il caffè?
- Sì. Qualcuno vuole un caffè, dell'acqua? - No, grazie.
- Papà, hanno preso tutti i miei appunti! - Tranquilla, Nati, fanno il loro lavoro.
- Una volta chiarito tutto, se ne andranno. - Vieni, tesoro.
Dato che ci metterete un po', posso vestirmi?
Certamente.
La prego.
Hanno chiamato dal tribunale...
Scusi, svuoti le tasche e posi il contenuto sul tavolo, per favore.
- Sì, sì, subito. - Grazie.
Può mostrarmi Ia scarpa, per favore?
L'altra.
Tenga. La chiavetta USB la prendo io.
Fernando.
- Com'è andata? - Bene. Manda un messaggio alla Ceballos.
"Ho una cosa che ti interessa, vengo a trovarti."
- E datti da fare per Cabrera. - Lo sto facendo.
Come va, Manuel? Come hai passato la notte?
Di' a Ines di prendermi il biglietto per il treno delle tre.
- Sono in tempo? - Sì, eccome.
Fermati alla porta.
AI momento hanno interrogato solo Gallardo e non ha detto niente, quindi rilassati.
Tu non entri.
- Come? - Sei licenziato.
- Che cosa dici? - Preferisci "traditore" o "imbranate"?
Ti avevo detto di far sparire tutte le prove, o no?
- Come sapevano che avevo due chiavette USB? - Non ne ho idea.
- Dimmelo tu, sono io che non ne ho idea. - Non Io so.
- Cosa ti prende? - Sparisci.
Su, smettetela.
- Andiamo. - Manuel, ascoltami.
Fernando, digli qualcosa.
Ecco qui.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Possiamo cominciare? - Sì, mi scusi.
II signore chi è?
- II mio nuovo avvocato. - Bene.
È stato informato dei suoi diritti mentre si trova in custodia?
Sì .
Conferma di essere il signor Manuel Lòpez-Vidal?
- Confermo. - Bene.
II secondo Tribunale Istruttorio
ha condotto un'indagine che ha rivelato diversi crimini commessi:
peculato, evasione fiscale ripetuta nei confronti dell'amministrazione pubblica,
corruzione, appropriazione indebita,
frode politica, concorsi truccati e traffico di influenza.
- Desidera aggiungere qualcosa? - Niente.
- Procuratore? - Nemmeno io.
Si pronuncino le parti.
L'accusa chiede Ia custodia cautelare preventiva
per rischio di distruzione di prove e pericolo di fuga.
La difesa si oppone, signor giudice.
Chiediamo la libertà vigilata
perché il mio cliente preservi la vita familiare e sociale
e per l'impossibilità di distruggere prove data la perquisizione già avvenuta.
Dunque, per adesso andrà in custodia cautelare preventiva
con cauzione fissata a 200.000 euro, confisca del passaporto
e obbligo di comparizione ogni due settimane.
II procuratore le farà avere gli atti d'accusa.
- Corretto. - Corretto.
- Potete andare, buona giornata. - Buona giornata.
- Non puoi parlare con qualcuno? - Con chi?
- Non so, José Luis. I - Non posso parlare con nessuno, Ines.
- Ma andrai in prigione? - Cosa ne so? Che domande mi fai?
Sai cos'è successo ieri notte? Me l'ha raccontato Ana al telefono.
Ti ricordi Marina, la moglie di Anselmo, quello di Persika?
- Sì, il contabile. - E morta.
Marina è morta?
È finita fuori strada, con l'auto.
Merda, è stato un incidente?
- Forse no. - Non farmi agitare, sì che Io è stato!
Dobbiamo deciderle insieme, le cose.
- Dopo ti chiamo e ti spiego tutto. - No, fallo ora!
- Quando arrivo a Madrid. - Adesso!
- Non posso! - Perché no?
Perché mi hai fatto un biglietto del treno e devo partire tra 40 minuti! Cazzo!
Ti chiamo dal treno.
Ti chiamo anche quando arrivo a Madrid e stasera torno a casa, d'accordo?
Ascoltami, ti spiego tutto quando torno a casa stasera.
Se non riesco, ti avverto.
Ti chiamo sempre, va bene?
NON VENIRE. DA: A. CEBALLOS
- Manuel. - Asunciòn.
- Come possiamo aiutarti? - Sono qui per parlare con te.
Dovrai aspettare, perché qui stiamo lavorando.
Non fa niente, posso parlare davanti a loro, se vuoi.
Per favore, non fare una delle tue scenate.
Parliamo di Persika, ti dispiace?
- Non ci posso credere. - Guarda, nemmeno io, tesoro.
Scusate, continuiamo più tardi. Rosa, Alberto, signori...
Rodrigo,
lasciaci soli un paio di minuti.
Forse dovrei restare.
Per me non c'è problema. Può rimanere.
Solo due minuti, Rodrigo. Ti prego.
Due minuti.
Chiudi la porta,
se non ti dispiace.
- Ma che problema hai? - Ti avevo avvertita.
Nominare Persika davanti a lui!
- Ce l'ho sempre col fiato sul collo! - Fammi parlare un attimo.
Sei un completo idiota! Come osi presentarti qui?
Cazzo, fammi parlare o giuro su mia figlia che ti distruggo!
- Mi distruggi? - Sì, te e tutti quanti. Allora?
Si può sapere che cazzo vuoi?
- Lo chiediamo ad Alvarado? - Possiamo chiedergli quello che vuoi.
Ascoltami bene, o facciamo subito un accordo o salto sul primo taxi
e vado a fare un discorsetto alla stampa.
Alla stampa?
Torna a casa da tua figlia, invece di sproloquiare.
Avevo un'altra chiavetta USB.
- Non so di cosa parli. - Avevo fatto due copie.
- E ora dove si trova? - A Madrid.
Madrid è grande, sii più preciso.
Lo scoprirai dal banco degli imputati.
A meno che non mi prendi sul serio,
facciamo un accordo e dimentichiamo tutti i casini che abbiamo avuto.
I tuoi piani con Paco, i miei con Frias e pianifichiamo il futuro.
Altrimenti il partito non si salverà.
Pensaci bene.
Falla finita.
Non hai niente. Sei solo, ormai sei finito.
Dovevi ascoltarmi quando ne avevi l'opportunità.
Fuori.
Stai facendo uno sbaglio.
Guarda i notiziari, nei prossimi giorni.
Vedrai.
II suo Yamazaki.
Alvarado!
Cosa vuoi? Non ti fermare.
- Per favore. - Non seguirmi.
Devo parlarti un attimo.
Solo un momento, per favore.
Va' avanti, ti raggiungo.
- Cosa vuoi? - Ho bisogno di cinque minuti.
Ti chiamo io.
Rodrigo Alvarado Urrea,
laurea in Legge con lode e menzione, giudice dell'Audiencia Nacional,
Vice Segretario Generale del partito,
sposato, due figlie.
Tutto questo e non hai nemmeno 40 anni. Non male! Anche se non sei il primo.
- E non mi interessa esserlo. - Andiamo...
San Rodrigo, patrono degli onesti!
Detto da te, sembra un insulto.
D'accordo, ascolta.
Sono qui per aiutarti a rimpolpare il tuo curriculum.
Credi davvero che per farlo abbia bisogno di te?
Dipende.
Vorresti essere il nostro nuovo Presidente Regionale?
Strana, la vita, no? Pensavamo tutti che saresti stato tu.
- E guardami adesso. - Comunque, non mi interessa minimamente.
E poi, credo che Frias sia già a posto.
Frias sta morendo.
- Certo, sicuro. - Tumore alla gola.
Con metastasi nelle ossa.
Non Io sa nessuno.
L'erede del regno... è Paco.
Ti sto offrendo la sua testa.
Per Asunciòn non sarebbe... molto divertente.
Si è fregata dando a te la colpa dei conti in Svizzera.
Sono felice che tu l'abbia notato.
Allora?
Ti dico di no, non credo che al partito servano altri scandali.
Ma ti scaricherei addosso solo Io scandalo di Paco.
- Perché tu Io gestisca. - Che banda di criminali.
Ascolta, non me la caverò mai con quel processo.
- No. - Ecco perché ho bisogno di te. Lo sai.
Già, peccato che non riesca a fare miracoli.
Ma sai come lavorarti il procuratore.
Mi chiedi una cosa complicata.
Non per te.
D'accordo, supponiamo che voglia aiutarti e sostituire un giudice antipatico
con un altro più gentile.
Supponiamo anche che sia tentato di trasferirmi in una città sul mare.
Dimmi, perché diavolo dovrei privarmi...
dell'immenso piacere... di vederti andare in prigione?
Perché non ho fatto niente di assurdo.
Di cosa ho colpa? Ho cercato di sopravvivere? Sì.
Di cosa?
Di essermi trovato in una macchina che viene oliata dai tempi dei nostri nonni?
Sì .
Non pretendo di passare alla storia.
Però voglio il meglio per mia moglie e per mia figlia. Solo questo.
Oh, Dio, chissà quante altre versioni di questa storia sai raccontare.
Sei appena arrivato, ragazzo.
Non ti sopravvalutare.
Alvarado, Io capisco perfettamente che tu mi dica di no adesso.
Lo capisco.
Però passeranno mesi e mesi. E io me ne starò lontano dai riflettori.
E finché non finirà il processo, ogni volta che berrai una birra
ti ricorderai questa conversazione.
Puoi risparmiarti quattro anni con la Ceballos.
Se vuoi cambiare le cose,
se davvero vuoi cambiare le cose,
nel mondo reale si fa così.
Si agisce dall'interno,
con forza.
No, così no.
E come, allora?
Pazzesco. Credi che riuscirai a convincermi?
- Sì. - Ah, sì?
Perché ne sei così sicuro?
Perché ci sono già riuscito.
- Ciao. - Come va?
- Entra. - Grazie.
Prego, Prego-
- Vuoi sederti? - D'accordo.
- Ti preparo una vodka? - SÌ, grazie.
Poca.
- Così? - SÌ, grazie.
- La cena era per affari o di piacere? - Affari.
Lasci il tg della mattina?
Non Io so. Sembra tutto perfetto, ma...
Ma?
Più mi offrono, meno mi fido.
Pensi sia una trappola?
Chi è al potere protegge il potere.
Come mai questo invito?
Ho perso il treno per tornare a casa.
Mi sono detto: "Perché no?"
Non dovrei essere qui.
Eppure sei venuta.
No?
- Credi di conoscermi bene? - Sono bravo a capire la gente.
Ah, sì?
- Proviamo? - Dai. Sentiamo.
II tuo lavoro ti piace. Moltissimo.
E va bene, dato che sei brava. Sei davvero brava.
Sei intelligente, una gran lavoratrice. E hai un carattere tosto.
Eppure ti manca qualcosa perché ti prendano sul serio.
- II pene? - No.
Una buona storia.
E me la racconti tu?
Se aspetti, sì.
Detesto aspettare, te l'ho detto.
Alla pazienza.
Ancora?
No.
Torniamo.
- Parla Rodrigo Alvarado... - Merda.
Cambiami questi.
Mi fai il conto, per favore?
II resto.
Parla Rodrigo Alvarado...
Fernando.
- Quello chi è? - Iturralde, l'avvocato della Ceballos.
Come indicato negli atti, il mio cliente, Roberto Gallardo Antùnez,
collaborerà con l'accusa per chiarire tutti i dettagli in suo possesso
sulla cosiddetta "Operazione Amadeus".
Ci auguriamo che ne terrete conto in sede di giudizio.
Si sostiene che il mio cliente sia stato complice
ma non creatore, istigatore e/o figura attiva dell'operazione.
L'altro imputato presente, Manuel Lòpez-Vidal, è stato il creatore,
istigatore e a tutti gli effetti il cervello dell'operazione, come dimostrano le prove.
II mio cliente
intende dichiarare inoltre che l'obiettivo di Manuel Lopez-Vidal
era l'appropriazione di una percentuale delle sovvenzioni di Bruxelles
destinata alla riqualifica di terreni comprati in precedenza con dei prestanome.
- Dopo questa riqualificazione... - Scusi, Iturralde.
Può mostrare le prove alla difesa?
Dicevo, dopo la riqualifica da suolo agricolo a suolo urbano,
ogni terreno veniva rivenduto ai costruttori per una cifra all'ettaro
fino a cento volte superiore.
Ci troviamo davanti ad anni e anni di appropriazioni indebite.
Ecco i documenti Persika. Hanno cambiato tutto meno il mio nome.
- Possiamo proseguire? - Sì, certamente.
Grazie.
II mio cliente sostiene che era presente
alle riunioni di queste attività criminali in vari luoghi della città e dintorni.
I vari estratti conto collocano Manuel Lopez-Vidal a tutti questi incontri.
Cito alcuni luoghi:
sala riunioni dell'hotel Las Arenas, calle Virîas numero 22,
Club Sportivo Green Village, situato in calle Mercaderes numero 7,
Club Afrodita, situato al chilometro 13 della statale 3,
Club Pink Paradise, chilometro 37...
Direi che è sufficiente, no?
- Fatelo finire, per favore. - Scusate.
Grazie.
Club Pink Paradise, situato al chilometro 37 della statale 1,
Club La Bambola, situato al chilometro 41 della statale 2,
Ristorante Asador El Torreòn, in calle del Maestre Gonzalbo numero 91,
Casa Sherezade, in avenida de Ios Robles, numero civico non presente.
I Ascoltami, Ines.
Ti hanno solo dato un anticipo di quello che possono farti. Devi chiamare José Luis.
Mi dispiace per ciò che stai passando, ma sono tutte falsità.
Mi butteranno addosso molta altra merda, ma tu non devi credere a nulla.
Decido io a cosa credere.
Tu pensa a risolvere le cose urgenti.
Mancano tre settimane al processo, chiama José Luis e fa' tutto il necessario.
Agisci prima che la situazione peggiori, perché peggiorerà.
II taxi.
- Non vieni? - No, torno da sola.
Ci vediamo a casa?
Signor Lòpez-Vidal?
Ha collaborato con l'accusa? Ha parlato di altri membri del partito?
Grazie.
Domani andiamo comunque, vero?
Sì, ovvio.
Nell'altro armadio.
Ah, grazie.
Nati, vado a fare una telefonata, ok?
È venuto con la figlia.
Parla Rodrigo Avarado, lasciate un messaggio.
Parla Rodrigo Avarado, lasciate un messaggio.
Alvarado, mancano tre settimane e sono stufo marcio
di farmi cambiare monetine da un euro per provare a chiamarti.
Hai avuto abbastanza tempo per pensare. Dammi una risposta: sì o no.
Ce ne andiamo, per favore?
- Ti hanno detto qualcosa? - No, niente.
- Nati, guardami. Ti hanno detto qualcosa? - No, non mi hanno detto niente.
Hai sentito?
- Avete sputato? - Che cosa?
- Avranno sputato a terra. - No, l'hanno fatto verso di noi.
- Fammi andare. - Non l'hanno fatto a noi!
- Avete sputato verso di me? - Papà, non hanno fatto niente!
Sì, invece. Cosa c'è, non avete le palle di rifarlo?
- Non avete rispetto. - Parli proprio tu, ladro!
Ehi, non ho rubato niente a nessuno, hai capito?
- Moccioso. - Ladro e puttaniere!
- Fai schifo. - Papà.
- Forza. - Cosa vuoi?
- Cos'hai detto? - Ma vattene.
- Papà, andiamo via! - Ridimmelo in faccia!
Papà, guardami! Ascoltami!
- Levati di torno, o ti spacco la testa. - Papà, sei impazzito?
Lasciami stare!
Vuoi sederti?
Posso offrirti qualcosa da bere?
Non Io sa ancora nessuno, però...
ti darò un'altra opportunità. L'ultima.
L'opportunità di fare cosa?
Di chiudere bene questa storia.
Non mi hai chiamato per questo motivo.
Roba da matti.
Non cambierai mai, vero?
Non meriti di avere una moglie così intelligente, non come te.
E ha ragione, a volte nella vita è meglio essere come Gallardo.
- Ognuno è come è. - E tu sei uno stronzo superbo.
- Superbo, io? - Sì. La superbia è il male di questo Paese.
- Per superbia si tradisce? - Tradire è non obbedire agli ordini.
E tu non hai mai obbedito. Non hai imparato niente, vero?
Non hai ancora capito come iniziano le brutte situazioni?
- Rispondi. - No, non fa niente.
No, rispondi pure.
VA BENE. HAI UNA SETTIMANA. DA: R. ALVARADO.
Eccola Iì.
La superbia, nei tuoi occhi che brillano.
Mi conosci proprio bene.
- Come se fossi mio figlio. - Be', non Io sono.
Non è un gioco, quelli fanno sul serio.
Scusa?
È una minaccia?
Cosa cerchi di dirmi, José Luis?
Che potrei avere un incidente?
Che la mia auto potrebbe schiantarsi? Che cazzo cerchi di dirmi?
Dimmelo, se hai le palle!
Non sei più sotto la mia responsabilità, Manuel.
Cos'è successo?
Due biglietti per l'aereo e un po' di dollari.
Ho parlato con tua sorella. Quando domani sarete a Toronto, vi verrà a prendere.
Non ci posso credere. Dovevi solo ascoltare...
Inés, ti prego, è difficile anche per me.
Prendili, è la cosa migliore.
- È difficile anche per te. - SÌ.
- Certo. - Sì.
- Tu e il tuo orgoglio. - Inés, dove vai?
A preparare la valigia di tua figlia.
I Non si tratta di orgoglio, Ines, ma di giustizia!
Ok, proseguiamo da sole. Ciao.
Mi raccomando. Vi chiamo io, va bene?
Cedrùn, Càceres, Aguado, Solana, Belsué,
Aragòn, Nayim, Poyet, Higuera, Pardeza e Esnàider.
Ripetili mentre mangi.
All'interno di un discorso, come se non fosse un elenco di nomi.
Io metterei Cedrùn in porta.
Come ali, Chucho Solana e Belsué,
che ha evitato quel gol nel primo tempo.
A destra, l'uomo che ha cambiato per sempre la storia del calcio con il suo piede destro...
Perfetto.
Cedrùn, Céceres, Aguado, Solana, Belsué,
Aragòn, Nayim, Poyet,
Higuera, Pardeza e Esnàider.
Mi scusi.
Le dispiace abbassare un po' la musica?
SÌ, Luis, dimmi.
Ho avuto un problema e non riesco a venire.
No, cazzo. Perché?
Devo finire una cosa in ufficio, poi ho solo 15 minuti per il pranzo
perché dopo arrivano i cinesi.
Domani come sei messo?
Parto presto per Belmopan. Te l'avevo detto.
- Devo parlarti, è molto importante. - Fammi controllare.
Fine settimana prossima.
Ti trovo un buco, sei il primo.
Giuro su mia figlia che ci vediamo.
- Oppure parliamo al telefono. - No. Sei in ufficio ora?
Ti ho detto di sì, sono in ufficio.
- Arrivo, dammi dieci minuti. - No, arrivano i cinesi.
Cinque minuti, allora.
Ecco, tenga il resto.
- Salve. - Buonasera, signore.
- Buonasera. - Buonasera, signori.
Dobbiamo ancora mettere a punto alcune questioni strategiche.
- Sarà difficile. Buonasera. - Salve.
Ora sto allenando la Prima Divisione, sono tutti studenti universitari.
Fantastico.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Ciao.
Ciao.
- Vai giù? - No, salgo.
Salve, mi sta aspettando.
- Ti ha visto molta gente? - No.
- Sicuro? - Sì, sì.
Non far entrare nessuno, intesi?
Non puoi presentarti così, non è il caso che ti vedano qui con me.
Vuoi un po' di riso? Ce n'è un sacco. Aiuta a non cagare troppo.
Hai cinque minuti, Manuel. Cosa posso fare per te?
Manuel, tra cinque minuti arrivano i cinesi.
Non puoi pensarci una settimana! Cosa vuoi?
Manuel, stai per avere un ictus o mi prendi per il culo?
Dimmi perché cazzo sei venuto qui. Ehi!
HAI MICROFONI DAPPERTUTTO
Devo parlarti.
Dove possiamo andare?
- Come fai a saperlo? - Stanno indagando su molte persone.
- Sai anche da quando? - Da un mese, come minimo.
- Ho ascoltato delle intercettazioni. - Mie?
Sì, di questo ufficio. Tue e mie...
Ma perché hanno piazzato delle microspie nel mio ufficio, Manuel?
Perché è una cosa grossa, una sola testa non gli basta.
E vengono a indagare su di me? Perché su di me?
Indovina su chi non stanno indagando? Sulla Ceballos né su Frias né su Paco...
Ma io mi sono sempre fatto in quattro per loro!
Quando Alex ha combinato quel casino al convento... io ero Iì!
È questo il ringraziamento?
Voglio dirti una cosa: le intercettazioni a volte non reggono, durante i processi.
Siamo uomini d'affari, cazzo! Vogliamo solo fare bene il nostro lavoro.
Invece no, Ia paghiamo sempre cara. Ci rimettiamo sempre.
In che Paese di merda viviamo?
- E per loro è tutto facile. - Loro chi?
- Quelli del partito. - È Frias!
È Frias! Quel gran figlio di puttana mi odia!
- Quel pallone gonfiato ce l'ha con me! - Non solo lui.
Non mi ha mai stretto la mano. No, una volta l'ha fatto, ricordi?
Eri davanti a Rojas e Serrano quando Ii ha nominati Direttori Generali dei miei coglioni.
Solo quella volta, poi mai più.
E quando tu e Paco avete mangiato merda per Persika chi hanno chiamato?
Bermejo.
Erano terrorizzati: "Dobbiamo nascondere tutto in Andorra."
E io ero IÌ, Manuel.
A portare tutto in Andorra su un cazzo di elicottero.
Già.
- E questo è il ringraziamento. - Già.
Proprio così.
Merda, i cinesi!
- Luis. - Dove cazzo Ii porto i cinesi?
- Hai capito perché è andata così? - No.
È perché non ci vedono come loro pari.
Ce l'hanno con noi.
Con me perché non ho mai finito gli studi, con te perché vieni da dove vieni.
È così, ci detestano. Sai come ti chiama Paco?
L'arraffa soldi.
Una volta l'ha detto davanti a me: "Cabrera, Parrafia soldi".
"Arraffa soldi", io?
Paco, la "gitana"?
E da dove viene la gitana?
Se non fosse stato per la Ceballos
sarebbe Iì a pulirmi il culo mentre gli cago in testa!
È lui che dovrebbe guardare se ha delle microspie sotto la scrivania.
Ma è così. Quello stronzo cospiratore ha sempre in mente qualcosa.
- E scappa via con i soldi? - Neanche esisterebbe Persika.
Se non fosse stato per lui e la sua idea, in quel cazzo di convento, in che anno?
1997.
Era completamente ubriaco. I terreni, la riqualifica...
Che bastardo!
- Cazzo. - Le cose non cambiano mai.
No?
Qui non cambierà mai nulla.
Devi sempre pagare in questa vita di merda.
Ci rimetti sempre.
E quando le cose si mettono male, chi chiamano?
- Te. - II sottoscritto.
E la gitana apre la mano così, come un egizio.
E non c'è nessuno al mondo che Io faccia bene come lui.
Nessuno!
Come diceva a proposito di Bruxelles?
"Se vogliono Ie nostre pesche che prima bacino Ie mie palle fresche."
Che bastardo!
Non Io trovo divertente.
Andiamo.
Se scopri qualcosa vediamoci. Non mi telefonare.
Paco.
- Come va? - Che ci fa qui?
Non sono affari tuoi.
Mr. Woo, just five minutes and l am with you.
- Cosa stavate facendo? - Offri un caffè ai cinesi, per favore.
Luis, non prendermi in giro. Di cosa avete parlato esattamente?
Niente di che...
- Manuel vorrebbe spostare dei soldini... - Dei soldini?
Sei veramente incredibile.
Paco, ti chiedo molto gentilmente di calmarti.
- Calmarmi? - Sì, certo.
Parlate con calma di quello che volete.
Ma non qui, per l'amor del Cielo. Susi, diglielo tu.
Ha ragione, non è il luogo adatto. Andiamo nel suo ufficio. No, Manu?
Preferirei non nel mio ufficio. Scendiamo, vi offro io un bicchiere.
No, che tutti vedano quant'è idiota il loro capo.
- Io devo andare. - Qui non si muove nessuno.
- Togliti la giacca. - No.
- L'hai perquisito? - Vuoi farlo tu, ora?
- Certo. - Sei diventato un poliziotto?
- Voglio vedere cos'hai Iì. - Chiedo scusa, ma me ne vado.
No, non vai da nessuna parte. Sta' fermo.
- Non mi toccare. - Ma non ti sto toccando.
- Giù le mani! - Che cazzo fai?
- Perché allunghi le mani? - Ehi, e questo? Cos'è?
Cos'è questo?
Oh, wow!
Accidenti. Avete visto?
Non ci credo, Manu. Non ci posso credere.
Cosa devo fare con te adesso?
Cosa devo fare? Me Io dici tu?
Dimmi che cosa devo fare. Sei finito.
Figlio di puttana!
Figlio di puttana!
Sì, vattene, bastardo! O ti ammazzo!
- Hai visto? - Sì.
Lo rompi per sicurezza, eh?
Forse è il momento di fermarsi.
No. No.
- No. - E quindi?
Ho una settimana per dare qualcosa ad Alvarado.
Devo andare ad Andorra peri soldi di Bermejo.
Quanti ne ho? Quanti ne possiamo muovere in questi giorni?
- Dipende. A cosa ti servono? - Per un idraulico.
- Chi è? - Uno nuovo.
Per fare cosa?
Localizzare la cassaforte di Bermejo ad Andorra
e noi corromperemo il banchiere di turno.
Quanto costa?
Caro.
Non posso disporre di tanto denaro in un giorno.
- Come stai? - Bene.
Fa molto freddo, sì.
E Nati?
Nati, un po' alla volta... Si diverte coi cugini.
Inés...
Ti chiamo perché mi servono soldi, praticamente tutti.
E non ti posso promettere che Ii restituirò presto.
Però ti assicuro che ne ho davvero bisogno, altrimenti...
Altrimenti cosa?
Non so cosa succederà.
Non sono tutti soldi tuoi.
- Sono anche di tua figlia. - Lo so.
Non voglio discutere. Dimmi quanti e come faccio a darteli.
Però voglio dirti una cosa.
Non ti ho mai cacciato di casa o lasciato senza niente.
Ti ho sempre trattato con rispetto e amore, sei sempre stato la cosa più importante.
Dimmi come fare.
Grazie.
Ascolta, Manu. È meglio se ti chiama Estrada.
Tu non mi telefonare più, chiaro? Mai più.
Sarò io a mettermi in contatto con te se ho bisogno, d'accordo?
Ehi, come stai?
Bene.
Passami Io zaino.
C'è tutto.
Voi siete quelli che...
Ti chiameranno.
- Ma... - Ti chiameranno tra 3-5 giorni.
Bene, è tutto pronto.
Hanno chiamato?
Cazzo.
- Raccontami. - C'è poco da dire.
AI Crèdit Andorra conosco un tizio che sembra abbastanza rammollito, ma...
Va' a sapere.
All'Andbank mi hanno parlato di uno, ma neanche lui è sicuro.
Se tutto va bene
abbiamo un contatto alla Privada, dove c'è Curro, un vecchio cliente.
L'importante è evitare la MoraBanc, perché IÌ ce l'hanno con me.
E se dovessi sceglierne uno?
Trattandosi di Bermejo...
Punterei sull'Andbank o sul Crèdit.
- Sì? - Sono io.
- Mi mancavi. - Ci siamo quasi.
- Quando lo vedrò, ci crederò. - E complesso ma ci siamo quasi.
Ho saputo della tua sceneggiata.
Non preoccuparti, puoi far partire il tutto.
So di essere ripetitivo ma ci crederò quando Io vedrò.
Mi resta solo una settimana, non è un tempo sufficiente.
Finché non ho qualcosa in mano dimenticatelo, chiaro?
- Che c'è? - Non è in una banca.
- Vestiti. - Come, non è in una banca?
Ecco la figlia di Bermejo.
- Chi, la bionda? - Sì.
Non vedo niente.
- La bionda è Lucia. - Sì?
Guarda che casetta si è costruito la "signora", in questi anni. Andiamo.
- Chi è? - Ciao, Lucia. Sono Manuel Lòpez-Vidal.
L'amico di tuo padre.
- Che succede? - Scusa, ci ha mandati a prendere una cosa.
È urgente, davvero. Ci vorranno pochi minuti.
- Aprimi, per favore. - D'accordo.
- Ciao, tuo padre non ti ha detto nulla? - No, nulla.
Ha avuto un problema e ci ha chiesto di venire a prendere dei documenti.
Credo che ci vorranno pochi minuti. Possiamo entrare?
- Sì. - Grazie.
Ciao.
Che bella festicciola avete organizzato!
- Tuo padre Io sa? - No.
- Ok, non preoccuparti. - Cosa dovete prendere, di preciso?
Documenti, che sono in una cartellina o in un hard disk?
Sì, in un hard disk, ha detto.
- In un hard disk. - Possiamo dare un'occhiata?
Certo.
Luci?
- Tutto a posto? - Sì, tranquillo.
Perdonaci, Lucia, ci metteremo poco.
- Non Io dirai a mio padre? - Figurati!
Grazie.
Fernando, tu guarda di là.
Ciao.
- Sono amici di mio padre, ora vanno via. - Ah, ok.
- Tranquillo, continuate pure. - Sì, siamo molto tranquilli.
- Niente. - Di sopra c'è qualcosa?
- Non so, c'è una stanza chiusa. - Bene, andiamo a vedere.
Potrebbe essere Iì. Andiamo?
Grazie. Guarda ancora laggiù per sicurezza.
- Che succede? - Niente, stanno cercando una cosa.
Perdona il disturbo, Lucia. Poi tuo padre ti aggiornerà.
C'è stato un problema.
- È quella stanza lì. - Ehilà... Io non ho visto niente.
- In effetti, non si riesce ad aprire. - No.
- Beh, avrà una chiave, no? - Non c'è.
Lucia, dev'essere qui per forza perché e l'unica stanza chiusa a chiave.
Però mio padre mi ha detto che la porta non si può aprire.
Certo, te l'ha detto perché qui ci sono documenti importanti.
Ed è per questo che sono venuto, devo recuperare dei documenti per tuo padre.
Ti prego, Cerca quella chiave. Di certo una che apre questa porta ci sarà.
- Ti prego! Hai visto che ora è? - Ma non ho una chiave per aprirla...
Una chiave o qualunque altra cosa.
- Fernando, sali. È qua. - Arrivo.
Chi è?
Ehi, ehi! Sei matto?
Quei documenti mi servono, ragazzi.
Va bene, ma abbiamo un problema. La vita non è sempre una festa.
Sì, ma non mi sembra il caso di buttare giù una porta.
Ascolta, so quello che faccio.
Eccola qui.
Non fare il furbo con me.
Dammi le chiavi, Lucia.
Vediamo... Cazzo.
- Perché non è venuto mio padre? - Perché è a un congresso, Io sai.
- Perché non ti ha dato la chiave? - Me Io chiedo anch'io.
Fernando, buttiamo giù la porta. I documenti sono qui.
- Ehi, la porta non si tocca. - Vediamo se capisci qual è la situazione.
Dobbiamo prendere dei documenti per tuo padre. Se preferisci Io chiamo ora.
Alle 04:00 di mattina, dopo tre ore di sonno e una giornata di merda...
E gli spiego che non siamo potuti entrare nella stanza
perché sua figlia non ci ha fatto buttare giù la porta.
Questa porta di merda! Che cazzo!
Calmati, per favore!
Per aprirla cerchiamo una cassetta degli attrezzi.
Per favore.
Vuoi aiutare tuo padre
e cercare una cassetta, o qualcosa per aprire la porta?
Grazie, grazie. Un po' più attive, però. Forza!
Ecco, magari basta una patente.
- Ma come una patente? - Cercate anche una spranga.
Cercate una spranga o qualcosa per aprire la porta.
- Io da qui non mi muovo, sto così bene. - Cercatela da solo.
Io me ne vado.
- È Iì, Fernando. - Già.
Ehi, ehi! Che fai?!
Lucia, sali, veloce!
Fernando, va' in macchina.
- Ti serve aiuto? - No, tra un attimo Ii trovo.
- Vediamo. Vediamo, Manuel. - Guarda.
È una bugia.
Ehi, aspetta che salga, davvero.
Hai pagato il biglietto per assistere?
Ti sembra un cazzo di programma TV? E una cosa di lavoro!
Tornatene alla festa, va' di sotto a farti una striscia.
Lasciami fare quel che mi ha chiesto il padre di Lucia.
- E chiudi quella cazzo di bocca! - No, che non la chiudo.
Non è né casa tua né casa mia. La padrona è di sotto...
Oh, cazzo!
Amico!
Lucia, sali! Cazzo!
- Calmati un attimo. - Che cazzo avete combinato?
Ora riordino.
Questo non è un amico di tuo padre, hanno litigato per l'operazione Amadeus.
Hai sentito?
- Tranquilla. - Aspetta un attimo.
Fermati, per favore!
Lucia, tranquilla. Non mi toccare! Non provare a toccarmi!
- Giù Ie mani! - Ok, smettetela.
- Va bene, ma non mi toccate. - Fermi tutti, chiamo mio padre.
- Certo, chiamalo. Chiamalo. - Sì.
Non risponde.
Vero?
- No, non risponde. - Certo, perché dorme.
E ha mandato me a prendere i documenti tanto importanti.
E io non glieli posso portare
perché quei deficienti dei tuoi amici mi stanno tra i coglioni!
Non mi lasciano lavorare!
Luci, richiamalo finché non risponde.
- Ehi, non toccare niente. - Va bene, ora sta' tranquilla.
- Ti ho detto di non toccare niente! - Giù le mani.
Non toccatemi! E lasciatemi lavorare.
- Non uscirai da qui, Io sai? - Sì, certo, come no.
- Perfetto. - Benissimo.
Cercati un lavoro come guardiano.
- Ti ha detto di non toccare nulla. - Vuoi farmi pensare in pace?
Non puoi aspettare che torni Lucia?
- Basta frugare, cazzo! - E proprio stupido, eh!
- Eccolo, eccolo. - Che cosa?
Quello che stavo cercando. Sta' zitta, va.
Andiamo, dai. E voi cretini che non volevate...
Rimettiamo in ordine, forza.
Non volete aiutare Lucia? Riordiniamo.
Abbiamo fretta, forza.
- Raccogliete?! - Sì, ti aiuto.
Bene, grazie.
Mi dai una mano anche tu, per favore?
Guarda che ti ho visto! Ehi, tu!
Che succede? Non toccarmi!
Non toccarmi che ti rovino, idiota!
Allontanatevi. Che succede, qui?
- Che c'è? - Calmiamoci tutti!
Lui non se ne va finché non parli con tuo padre.
Da qui non si muove nessuno.
Né tu né tu, finché non ci parlo.
- Tuo padre sa che sei qui? Lo sa? - Certo che sì.
Allora gli scrivo per dirgli che sei con due col doppio dei tuoi anni, della cocaina
e che uno stava per scopare con una minorenne.
Glielo dico?
O magari Io racconto al mio amico Emilio Pino, capo della polizia?
È abuso di minore.
Calmati. Intanto si considera minore uno sotto i 15 anni.
Anche in Andorra?
Allora chiamiamola polizia e spieghiamo loro
che qui ci sono tre tizi quasi della mia età che stanno rubando, abusando...
Sì, rubando. Quei due hanno rubato, guardate lui.
Lui ha preso pezzi da 500 euro di tuo padre.
Stanno abusando, drogandosi e rubando.
O chiamo la polizia o me ne vado con quei cazzo di documenti!
Chiamo la polizia!
Grazie. Mi lasci passare?
Imbecille!
Tuo padre ti spiegherà tutto.
Mi lasci passare?
Mi fai passare?
Fammi passare.
- Ti sposti, per favore? - Mi scusi.
- Stai bene? - Sì, andiamo.
Guarda: "Asun C.", questa è la Ceballos.
E qui: "JLF". È Frias.
Guarda: "FC", Francisco Castillo.
Guarda qui. Persika, quelli di Madrid. Questo è troppo anche per Alvarado.
Dobbiamo consegnare tutto ai media.
II suo nome esce molte volte.
Se c'è lui, ci sono tutti.
Compagnie elettriche, costruttori,
case farmaceutiche,
mezzi di comunicazione, le banche...
Tutti e di qualunque campo.
Non solo di un partito.
Con questi facciamo saltare tutto.
- Non possiamo. - Perché no?
Sarebbe distruggere un Paese. Non stiamo parlando solo di un partito.
Andiamo a Madrid, a casa non possiamo tornare.
Ci verranno a cercare.
No, non ci cercheranno. Adesso abbiamo le informazioni.
Fernando, abbiamo le prove.
Quando tutto questo verrà fuori saranno Ia nostra assicurazione sulla vita.
Bermejo sarà già al corrente di tutto.
Fernando, guardami.
D'accordo, torna a casa. Davvero.
Su di te non hanno niente.
Dirò che ti ho ingannato.
Andiamo verso una stazione, prendi il primo treno che ti porta a casa
e dimenticati tutto, ok?
No, no.
Preferisco venire con te.
Non si scherza.
Sei sicuro?
Certo, sono sicuro. Andiamo a Madrid.
Come vuoi.
Solo una cosa: fammi chiamare Rosa affinché non si preoccupi.
Possiamo fermarci qui? Devo andare in bagno.
Buonasera.
- II bagno dov'è? - Laggiù.
È entrato un signore anziano ed elegante?
- No. - Un caffè, per favore.
Vado al bagno, ecco i soldi.
Dai, Fernando, rispondi.
Il numero che ha chiamato è spento o non raggiungibile.
Porca puttana!
- Ciao. - Ciao, come stai?
- Bene, mi sta dando un'aggiustata. - Sì, Io vedo.
Va tutto bene, no?
Stai bene?
Hai l'aria stanca.
- È stata dura. - Dura, sì.
- Andrà tutto bene, vedrai. A dopo. - Ciao.
Buonasera. Lo stiamo annunciando da una settimana e il momento è arrivato.
Oggi come ospite c'è Manuel Lòpez-Vidal,
uno dei nomi più sentiti negli ultimi mesi.
È accusato di essere la mente e il principale beneficiario dell'operazione Amadeus.
Il processo inizia tra pochi giorni, ma oggi è qui con noi.
È la prima volta davanti alle telecamere e ci ha assicurato di avere molto da dire.
Cominciamo tra qualche minuto. A tra poco.
- Buonasera, Manuel Lòpez-Vidal. - Buonasera, Amaia.
Praticamente tutto il Paese sa già cosa lei sostiene contengano quelle agende.
Proprio così. Qui troviamo i nomi di alte cariche del mio partito che hanno...
...che hanno incassato mazzette in cambio di favori, come si è sentito al telegiornale.
Ma gli spagnoli si domandano: "Perché qui?"
Perché non è in tribunale a presentare Ie agende come prove,
avendo anche una causa pendente?
Ovviamente quando sarà ora porterò queste informazioni in tribunale,
non potrei non farlo, ma prima voglio assicurarmi che i cittadini e la stampa
siano a conoscenza dei fatti.
- Npn si fida della giustizia? - E una domanda delicata.
Delicata perché la risposta è no?
Ho perso la fiducia in parecchie persone
e pertanto anche in alcune istituzioni, diciamo così.
È consapevole che secondo alcune persone tutto questo è solo un regolamento di conti
con gli ex-compagni di partito?
Sì, Io sono.
Ma sono tranquillo perché quando il contenuto di queste agende
verrà reso pubblico, tutto si sistemerà come deve.
Avete sentito: Manuel Lòpez-Vidal è tranquillo che tutto si sistemerà come deve.
Torniamo tra 30 secondi, dopo la pubblicità.
- Bene, 30 secondi! - Ok, fuori onda.
Ci sei andata pesante, eh?
Quando torniamo in onda, mostra alla telecamera Ie agende...
- Facciamo una prova? - Mi senti?
- Primo piano. Alzalo un pochino. - Come, così'?
- Sì, però... - Tienilo così.
Così è perfetto...
- Così Io vedi? - Sì, grazie.
Bene.
- Ok, grazie. - Grazie a te.
10 secondi e riprendiamo!
Ci sei?
- 5, 4... - Bene, ricominciamo.
Siamo di nuovo qui con Manuel Lòpez-Vidal.
Lei afferma che rivelare nomi e attività illecite darebbe vita
a uno tsunami politico di una grandezza mai vista.
Ne sono convinto. Inizi pure a leggere, quando vuole.
E lei quanto denaro ha ricevuto in cambio di favori?
Perché qui c'è anche il suo nome. Dando uno sguardo veloce, l'ho intravisto.
Sì, c'è anche il mio nome, come ci sono quelli dei vertici del partito.
Però risponda alla domanda, per favore. Se vuole essere preso sul serio.
A cosa rispondo prima, alla domanda o all'infamia?
Nessuna infamia, signor Lòpez-Vidal.
Signora Marin, ho l'impressione che voglia sviare l'attenzione dalle agende.
Non risponde alla domanda?
- La risposta è: non ricordo. - Non Io ricorda?
No, però possiamo controllarlo lì.
Non vuole farlo o non glielo permettono?
Non insinui nulla che non può provare.
Molto bene, prossima domanda.
Da quando è a conoscenza di queste attività del partito?
Praticamente da quando entrai a farne parte, nel maggio 1993.
Quasi 15 anni.
E a quanto afferma i vertici del partito sono nelle agende
e sono a conoscenza di queste attività.
Assolutamente sì.
Compreso il presidente del partito, candidato alla presidenza.
Anche lui.
E se apre quelle agende, Io possiamo mostrare in camera e Ie dimostrerò che...
Signor Lòpez-Vidal...
Mi deve spiegare una cosa: perché ogni volta che un cittadino va in TV
con informazioni verificate, chiare, convincenti, che attaccano il potere
dovete fare tanti problemi?
Forse ha ragione quello che una volta disse che chi è al potere protegge il potere.
- Sta vincendo, ferma/0. - Le ricorda qualcosa?
Vuole un premio per essere venuto qui?
Bravissima.
Ho avuto Ie guardie del corpo per 15 giorni perché hanno tentato di uccidermi.
La mia famiglia ha dovuto lasciare il Paese, sono lontano da mia moglie e mia figlia.
Ho rischiato Ia vita per portarvi queste agende, affinché tutti Ie conoscessero.
E invece di fare il suo lavoro, lei gioca a fare la star.
No, non voglio un premio e Io sa bene. Voglio essere ascoltato.
- Lei può farlo? - Sì, posso farlo.
Perfetto.
Però mi viene difficile accettare
che un "cittadino normale", come si definisce, nel settembre '98
sia stato invitato in Giordania con la moglie, dal presidente dell'azienda
che si era aggiudicata la costruzione di un aeroporto nella sua comunità.
Come è difficile accettare che lei nel 2002
comprò un quadro di Joaquin Sorolla del valore...
Intende continuare a umiliarmi o dirà anche qualcosa di interessante?
Ora dobbiamo andare in pubblicità, però dopo dirò cose interessanti.
Non me la bevo questa nuova immagine dell'eroe nazionale,
che noi dovremmo accettare, comprendere e perdonare,
mentre il "cittadino normale" ha rubato denaro pubblico per quasi 15 anni.
Come ho detto, ora andiamo in pubblicità poi ritorniamo con Manuel...
- No, no, niente pubblicità. - Mi scusi?
Perché io mi alzo e me ne vado con Ie agende.
Forse nel suo partito era abituato a decidere lei, ma qui non va così.
Niente pubblicità, altrimenti mi porto via Ie agende.
Dica alla regia che se manda la pubblicità
io mi alzo, prendo le agende e torno a casa.
Così nessuno vedrà più quello che tutti volevano vedere.
Le conseguenze saranno queste.
Andiamo in pubblicità o non andiamo in pubblicità?
- Amaia, dicci tu. - Ci sta pensando, eh?
Di sicuro in regia stanno facendo Io stesso.
E cade a pennello perché, mentre voi pensate,
io vorrei puntualizzare una cosa che mi colpisce molto in quelli come lei.
Come me?
Sì, che non so se classificare come ignoranza o ipocrisia.
Mi manca di rispetto.
Le spiego cosa intendo.
Ce Io dimostri, allora.
Lei sa e non Io dice,
che, nonostante sia la conduttrice del programma, ha comunque un capo,
Armando Pla, il direttore generale di questa rete,
che ha un altro capo, José Manuel Zafra,
che è il consigliere delegato del gruppo a cui appartiene quest'emittente.
Che hanno altri capi, ovvero i soci azionisti
che sono i veri proprietari di tutto questo.
E ho mangiato insieme ad alcuni di loro in diverse occasioni.
E sa una cosa?
A questi signori l'unica cosa che importa è l'andamento dell'indice IBEX-35.
E anche che questo programma, intitolato "La voce del popolo",
raggiunga il suo obiettivo.
Spiego io qual è, o Io dice lei?
Prego.
Far arrabbiare Ia gente quanto basta perché quei tre signori dell'IBEX
restino ai propri posti nei secoli dei secoli, amen.
E sì, certo, ci sono anch'io nell'obiettivo.
Io e quelli come me alimentiamo questo sistema, sì.
Ma Io fa anche lei, signora Marin.
Anche lei!
Lei è uno strumento concepito dalle stesse persone che io sto tentando
di smascherare invano.
Perciò, andiamo al punto, per favore.
Mostriamo queste agende o andiamo in pubblicità
e assistiamo tutti in diretta al suo suicidio professionale.
Lei è pentito?
A cosa si riferisce?
Ecco, stavo solo provando a immaginare gli ultimi 15 anni della sua vita.
Quando tornava a casa e rivedeva Ia sua famiglia.
Pensava“.
- Certo che mi pento, o non sarei qui. - No, no.
Sto formulando male la domanda,
perché vorrei un'analisi, non il suo pentimento.
Lei mi ha appena fatto un'analisi della situazione e le sono grata.
Per questo non credo che abbia molto valore scusarsi qui, pubblicamente.
In fondo mi sembra troppo facile.
Sa che cosa capita, signor Lòpez-Vidal? Che ce ne sono molti come lei.
Ce ne sono molti, perfino troppi.
E ho Ia sensazione che l'unica speranza che abbiamo perché non torni gente come lei
passa attraverso l'analisi e la riflessione.
Perciò mi risponda.
Negli ultimi 15 anni della sua vita,
in cui ha rubato e vissuto come un re,
si è fermato a pensare, a riflettere, ad analizzare ciò che faceva?
Ha pensato che sua figlia è cresciuta credendo che le sue azioni fossero normali?
O perfino che fossero riservate a pochi eletti,
a quelli che se Io meritano, ai furbi.
Perché non ci credo che uno così intelligente non si sia fermato a pensarci.
E se Io ha fatto, non riesco a concepire come abbia fatto a dormire bene con una vita così.
Mi risponda.
In tutto questo tempo si è mai fermato a pensare una volta, per un istante,
a quello che stava facendo?
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