All language subtitles for Badehotellet S03E07

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Original subtitles

Morten è mio figlio. Ma lui non lo sa.

- Non dovreste dirglielo? - No, è troppo tardi.

Ho redatto un accordo. Date una copia a mio suocero.

Pensi a come dirlo a Bruun e Hjørting?

Ho rimandato l'incontro.

- Max, quell'appartamento... - Vivremo benissimo nel mio.

Non io. Voglio stare nel mio e avere un lavoro.

Sono stato sospeso. Cacciato.

Non devo più farmi vedere a teatro.

È una catastrofe. Nessun teatro mi vuole.

Cosa devo fare? Recitare in Norvegia? Dio mio...

Sottotitoli di Northway Fansub www.facebook.com/northwayfansub

Traduzione di Hanna Lise e Lexlex

- Salve, signor Weyse. - Ma tu guarda...!

Amanda... che ci fai qui?

Sono venuta con qualcuno che vuole salutarvi.

- È qui che vi nascondete, signor Weyse? - Un conoscente si è ammalato e...

Sappiamo che il teatro vi ha cacciato. In qualche modo dovete vivere.

Non volete recitare qui? No, sarebbe troppo piccolo.

La gente vuole commedie piatte e ripetitive. Non apprezza l'arte.

Ci siamo presentati? Gerhard Flügelhorn.

Il signor Flügelhorn è un regista di film, fidanzato con Kitty Hansen.

Mi ha assunta come assistente.

Con calma, piccola Madsen. Ho un ruolo per voi nel mio film.

Se non vi dispiace rinunciare alle vostre eccitanti performance.

- E... che ruolo sarebbe? - Un colonnello.

Il giorno delle nozze la moglie lo tradisce con un giovane caporale.

Il colonnello insegue la coppia per tutto il Paese,

finché non finiscono in un albergo sul Mare del Nord.

Un albergo sul Mare del Nord? Il nostro albergo?

- No, no. - Che albergo?

Io e Amanda siamo stati nello stesso albergo per diversi anni.

- Dove si trova? - Non possiamo girare lì.

- È vuoto adesso? - Sì, ma...

- È sul mare? - Sì, ma...

È andata!

Organizza tutto! E noi come restiamo?

- Sì, ci penserò. - Le riprese iniziano domani.

Madsen, andiamo.

Due settimane dopo...

- Sono arrivati? - Non ancora.

- C'è Robert Fischer! - Chi è?

Non hai visto il suo film?

Non tutti buttano via soldi per il cinema, Edith.

Ho incontrato il postino. C'è una lettera per te da Jesper.

- Non la leggi? - Non ora.

Le scrive tutti i giorni.

- Sul serio? - Tutti i giorni!

Avrei dovuto tacere.

- Vuole che Fie vada a Copenaghen. - Davvero?

- Sono arrivato troppo presto? - No, è pronto.

Stai attento con la zuppa. Ci sono anche carne e patate avanzate del pranzo.

- Voleva anche il lavoro a maglia. - Oh, dovrebbe essere qui.

Molly sarà contenta di sapere che siete venute tutte.

Molly? Si danno del tu?

Suvvia, Edith, sono vicini di casa. È normale.

- Sta da lui, ora? - Solo quando ci sono gli ospiti qui.

- La signora Andersen sta male. - Cos'ha?

Sono due giorni che ha la polmonite.

- Sta meglio, oggi? - Sì, vorrebbe dare una mano.

No, meglio di no. Ce la caveremo da sole.

Fie, pensavo... lei sbaglia a non parlare a Morten.

- Lui deve sapere chi è sua madre. - L'hai già detto.

- Lei ci soffre. - Non immischiarti, papà.

Non lo farò.

Eccoli. Arrivano!

- Eccoli. - Ci sono le persiane?

Mi serve un gatto morto da mettere sugli scalini.

- Un gatto morto. - Non l'avevi scritto nella sceneggiatura.

No, mi è venuto in mente ora. Il mio cervello non smette mai di lavorare.

E voglio... polvere, polvere, polvere ovunque.

L'hotel deve sembrare abbandonato.

- Benvenuti. - Grazie per aver aperto apposta.

È stato un piacere. Salve, signorina Hansen, non vi avevo riconosciuta.

- È un piacere tornare. - Gli altri arriveranno con un'altra auto.

- Ci sono fiori nelle stanze? - Sì, in tutte le stanze.

Portateli via. Non tollero i fiori. E vorrei una bottiglia di whisky.

- Me ne occupo subito. - E il miglior letto per me e la signorina.

- Salve! - Benvenuti.

- Signor Fischer! Che ne pensate? - Di cosa?

Dell'hotel. Aspettate di vedere le stanze, sono molto romantiche.

Ma non mi dite.

- Sì, beh, così ci rivediamo ancora. - Mi fa molto piacere.

La signorina Fie qui è davvero in gamba. Si prenderà cura di tutti noi.

- Faremo del nostro meglio. - Posso avere una chiave?

- I numeri dispari guardano sul mare. - Allora prenderemo la 5.

È una bella stanza.

- Purtroppo la 5 è occupata. - Occupata?

- Abbiamo altri ospiti. - Altri ospiti?

Dovremmo esserci solo noi!

- Dobbiamo girare! Glielo hai spiegato, Madsen? - Altri ospiti? Chi sono?

Pensavo fossero d'accordo con voi.

- Mamma! - Ah, siete arrivati?

Rifai i bagagli e andatevene. C'è anche papà?

Non lo sopportavo più.

Non fa altro che pensare a chi possa avergli prestato i soldi.

Quindi sei sola. Non puoi stare qui. Dobbiamo lavorare.

- È arrivata l'equipe? - Sì, sono appena arrivati.

- Davvero? - Sta correndo da loro?

- No, no, sta andando a chiamare gli altri. - Gli altri?

- Mamma, a quanti l'hai detto? - Solo alla signora Frigh, ma...

- Buongiorno, Amanda. - Vieni, Hjalmar?

Ho acceso la radio. Ci sono state le elezioni, ieri. Domani avremo i risultati.

- Sono davvero eccitata. - Ho convinto mia sorella.

- C'è anche la signora Fjeldsø? - Sì! Olga!

Sì, sì, arrivo.

Oh, buongiorno, Amanda. Allora, quando iniziano le riprese?

- Avevo chiesto un albergo vuoto. - Sì, lo so...

Vuoto! Voglio le ragnatele, le finestre che scricchiolano,

freddo, desolazione, morte!

Capite di cosa parlo, signorina Madsen? No! Non lo capite.

- Anzi, avete chiamato vostra madre. - Non sapevo fossero qui.

Era un rischio. D'altra parte, non potevamo permetterci di pagare tutta la struttura.

- L'albergo lo compriamo. - Il direttore non pagherà.

Deve farlo! Chiamatelo immediatamente!

- Gerhard! - Dannazione...

Lascia stare la signorina Madsen. Sono certa che risolverà tutto.

Vieni sopra con me.

Ci hanno dato la stanza numero 1. È meravigliosa.

Non avrei dovuto dire niente a mia madre.

- Mi dispiace che se la prenda con voi. - Mi occupo io del signor Flügelhorn.

Finché abbaia non è pericoloso. È peggio quando sorride.

- Devo chiedere agli altri di andare via? - No, perdereste tutti i soldi.

Gli ospiti restano, oppure la società dovrà tirar fuori altri soldi.

- Posso usare il telefono? - Sì, prego.

Una chiamata a Copenaghen, per favore.

- Perché non piaccio al signor Fischer? - Non gli piaci?

Cerco di essere cortese, ma è sempre così freddo.

Non sta mai con noi durante la pause.

- Sta sempre a leggere il suo libro. - È tutto cervello e analisi.

Non obbedisce solo ai propri sentimenti come voi altri. Mi piace.

Se continua così non farò la scena del bacio con lui.

Sì?

- Il tè, signor Fischer. - Grazie.

- Lasciate pure il vassoio. - Sì.

Volevo solo dirvi che siete bravo. Ho visto i vostri film.

Tutto quello che fate...

- E dite... - Seguo solo il copione.

Sì, beh... naturalmente. Ma... lo fate molto bene.

Siete stata gentile. Grazie.

- Com'è? - È molto gentile...

- È "normale". - Perché non dovrebbe esserlo?

È famosissimo. Però mi dà l'aria di essere triste.

- Come se qualcosa lo tormentasse. - Sarà semplicemente stanco.

Potete stare un po' zitte? Non riesco a concentrarmi!

- Qual è il problema? - Le polpette non devono bollire.

- Si sono bruciati gli amaretti. - Stai tranquilla, andrà tutto come previsto.

Facile per te dirlo, qui dipende tutto da me.

Diranno tutti che è così perché manca la signora Andersen.

- Devo essermi addormentata. - Non volevo svegliarti.

- Non posso dormire sempre. - Il dottore dice che devi riposare.

- Come sta andando lì? - Bene.

Le tue brave ragazze se la cavano benissimo. Vuoi pranzare lì?

No, no, ora mi alzo.

Forse è meglio se rimani sdraiata. Vado a prendere la zuppa.

- Il direttore non vuole pagare di più. - Che significa?

Non possiamo permetterci le stanze degli ospiti.

No?

Sapete quanto ho fatto guadagnare al direttore,

che ora manda i figli nella scuola privata e tiene i cavalli a Klampenborg?

Ha detto che l'avreste detto.

Ha anche detto che i vostri ultimi tre film sono in perdita,

avete superato il budget, e siete economicamente irresponsabile.

Ha detto questo? E cos'altro?

Che se il budget non basta, il film non si fa.

- Non si fa il film? Sul serio? - Sì, ha detto così.

Chi si crede di essere? Chi si crede di essere per dire che il mio film non si fa?!

Solo io posso deciderlo! Dite questo al direttore!

Che dovrei dirgli?

- Che il film non lo faccio. - No, no, Gerhard.

È il mio film! Decido io se farlo o meno!

Non quel miserabile...

Gerhard. Il tuo film. Il tuo capolavoro. Ci sei molto vicino.

Perché nessuno vuole aiutare noi artisti?

Perché siamo capaci di creare qualcosa dal niente?

Vedete cosa mi fanno, piccola Madsen? Ho tutto il corpo in tensione!

D'accordo, completo il mio film, e solo per il bene dell'arte.

Ma non voglio vedere nessun amico di vostra madre. È chiaro?

- Vado subito a dirglielo. - Povero Gerhard.

- Quanta tensione. - Già...

Sai cosa penso sia?

Credo sia una tensione spermatica.

Vieni qui, Kitty. Sali su di me, sii gentile.

Fantastico.

- Avete tutti il bicchiere? - Sì.

È meraviglioso avervi qui.

- Non vi disturberemo. - Finalmente vi vedremo recitare, signor Weyse.

- Che bello che Amanda stia lavorando. - Sì...

- Cosa ne pensa il marito? - Ma Ditmar e Amanda si sono separati, vero?

- Volevo ve lo dicesse lei. - Ma quando è successo?

- Ha perso anche il titolo di contessa? - Non le è mai interessato.

- Naturalmente sono affari loro. - Precisamente. Alla salute!

Alla salute.

- Come si intitola il film? - "Impronte dal mare."

Di che tratta? Potete dirlo?

- Non posso, naturalmente. - Siamo così curiosi.

- Beh... intanto io sono il protagonista. - Immaginavamo.

Un colonnello della cavalleria di Copenaghen. Von Holzen.

E dunque... il colonnello,

è ammaliato dalla giovane nipote della moglie, Anna.

Un giorno prendo mia moglie per portarla in barca... e la affogo.

- No...! - È piuttosto forte.

Mi sposo con la nipote,

che, sfortunatamente, è innamorata del giovane caporale Niels.

- Insieme scapperanno il giorno del matrimonio. - E voi cosa fate?

Li inseguo per uccidere il giovanotto e riprendermi la mia sposa.

- Lo uccidete? - Sì.

Mi sembra piuttosto drastico.

C'è un codice d'onore militare. L'altro è un disertore.

Sì, ma c'è qualcosa di particolare.

Dovete promettermi di non rivelare nulla.

Io, cioè il colonnello, non sono l'unico a dare la caccia a qualcuno.

C'è qualcuno che insegue me... la mia moglie morta.

La moglie lo cerca...

- Lo sapevo. - E figurati.

Dovunque vada, lui vede queste impronte bagnate.

- "Impronte dal mare!" - Già, già.

E come finisce?

- Non lo dico. - Signor Weyse, siete crudele.

Domani sarà troppo eccitante!

- Allora adesso lo sanno tutti. - Il signor Frigh non c'è.

- Ma sicuramente la signora Frigh... - Allora l'ha saputo anche lui.

Il signor Weyse è stato indiscreto. Tu l'hai detto a Bruun e Hjørting.

- Veramente no. - Perché?

Hjørting è stato malato. Hanno rinviato la visita.

- Vengono oggi. - Salutameli.

Non penso sia una buona idea. Grazie di aver chiamato.

- Non sapevo foste al telefono. - Lasciavo solo un messaggio.

- Mi sento a casa, qui. - Ma certo.

Grazie per ieri. È stata una buona idea far mangiare separatamente

ospiti ed equipe.

- La signora Frigh c'è rimasta male. - Già.

D'altro canto, il signor Flügelhorn era più ragionevole, stamattina.

Peggiora sempre di più.

Flügelhorn vuole il personaggio più violento alla fine. Come una maschera di morte.

- Entrate, signora Aurland. - Non vi avevo riconosciuto.

Che ne dite ora?

Il signor Flügelhorn vuole le impronte.

Me ne ero dimenticata. Potete continuare da solo?

Sì, sì, andate pure.

- Devo dirti una cosa. - Sì?

Ma è difficile dirtela in questo stato.

Volevo ringraziarti per quello che è successo l'ultima volta.

Mi hai impedito di dirlo a Hjalmar, e...

hai ragione.

Se ognuno sapesse la verità dell'altro, nessuna coppia resisterebbe.

In tutti i matrimoni ci sono delle piccole bugie.

Beh, se la gente venisse a sapere che tuo marito non è padre di tuo figlio,

non credo la riterrebbe una piccola bugia.

Hjalmar ed io stiamo bene insieme.

Ottimo. Ne sono molto felice.

Cominciano.

Quello è il signor Weyse?

Siete giunto in questo hotel abbandonato. La porta è aperta.

Sapete che si nascondono qui. Oltrepassate il gatto morto.

- Abbiamo il gatto morto, signorina Madsen? - Lo stiamo cercando.

Tanto ci serve solo per la scena esterna, vero?

Pensate mi sia dimenticato la mia storia?

No, assolutamente.

Camera!

Azione!

Sì...

Ottimo, ottimo. E ora vi accorgete delle orme.

E siete scioccato.

Sono fatte bene le impronte?

Guardate su per le scale. Ora pensate che sia vostra moglie

che vi ha seguito per vendicarsi.

Vi sembra di sentire i suoi passi per le scale.

Sbrigati, dobbiamo uscire prima che inizino le riprese...

In effetti avevamo appena iniziato.

- Torniamo su, Olga. - No! Uscite!

- E portatevi quello spaventapasseri! - Come ci ha chiamate?

Madsen!

- Sono qui. - Sali di sopra.

Non mi interessa come, ma vedi di far rimanere quelle persone in camera!

Ci penso io.

Beh, vediamo se possiamo rifarla.

Sì?

Finalmente hanno finito la scena. Gerhard sta riposando.

Se volete fare una passeggiata posso accompagnarvi. Ero qui, l'estate scorsa.

- Sì, lo so. - Già, ve l'avevo detto.

È strano pensare che siamo quasi alla fine.

- Siete stato di grande aiuto. - Molto gentile. Grazie.

Volete venire?

No, grazie. Tra poco è ora di pranzo.

E dobbiamo girare, dopo. Meglio essere belli riposati.

Grazie dell'aiuto.

Sciocchezze. Come va col signor Flügelhorn?

Per ora il vulcano è in pausa. Aspettiamo la prossima eruzione.

Non dimenticherò mai il momento in cui la signora Fjeldsø è scesa per le scale.

È così bello lavorare. Beh, di certo lo sapete già.

Cosa farete poi? Resterete qui?

Sì, penso di sì. Forse verrò qualche giorno a Copenaghen.

- A trovare il vostro amico? - Avete parlato con Edith.

- No, me l'ha detto il signor Weyse. - Il signor Weyse?

Gli piace spettegolare. Ha detto a tutti che io e Ditmar ci siamo separati.

Sul serio? Non... lo sapevo.

- Quando è successo? - L'abbiamo deciso l'estate scorsa.

- Quando? - In estate!

- Quando siamo venuti a trovarti in albergo? - È successo dopo.

Che disgrazia.

È normale che nel matrimonio ci siano degli screzi, vero?

Lo so, ma la contessa la pensa diversamente.

- Un gentiluomo chiede di voi. - Torno subito.

Lo portiamo nella Casa dei Lord, e guarda che ci combina.

Non è possibile tornare indietro.

- Purtroppo non è il momento giusto. - Ero di passaggio.

- Volevo venire a trovarvi. - Gentile da parte vostra.

- Speravo di vedervi a Copenaghen. - Non ho avuto proprio tempo.

Pensavo fossero già iniziate le riunioni della Camera dei Lord.

Soltanto ora.

È stato bello, l'ultima volta.

Scusatemi, ma sono con degli ospiti. Il signor Dupont, un conoscente.

- Si occupa di pubblicità. - Pubblicità? Redattore Bruun.

- Buongiorno. Non voglio disturbare. - Ci mancherebbe, è un peccato se andate via.

Non si trattiene il signor Dupont?

Sarebbe interessante ascoltare la vostra esperienza con la pubblicità.

È un settore molto interessante.

- Ti manco? - Sono a Hjørring.

- Hjørring? A fare cosa? - Ho un incontro col governatore.

- Sanno chi mi ha prestato i soldi. - E chi è?

Li incontro domani. Ho parlato solo con la sua segretaria.

Ma non vedo l'ora di guardarli dritto negli occhi.

- Dopo verrai a prendermi? - È troppo lontano, Therese.

Allora ti aspetto.

Georg viene a prendermi domattina.

Che gentile. Non venite? Girano sulla spiaggia.

- Possiamo andare? - Certo, è all'esterno.

È arrivato! Ci ha trovati. L'ho visto vicino all'hotel.

- Dov'è la nave? - È salpata.

- È salpata? - Sì, siamo arrivati troppo tardi.

- Ci ucciderà! - Sì!

- Meglio finirla ora. - No! No! Non posso vivere senza di te.

Siamo fatti l'uno per l'altra. Non posso dividerti con lui...

Stop!

Queste battute non esistono nella sceneggiatura!

- Scusatemi, le ho dimenticate. - Riprendiamo!

Non dobbiamo morire noi. Deve morire lui.

- Che vuoi dire, Niels? Pensi di...? - Sì!

Sì, ottimo, ottimo. Abbracciala.

E ora andate verso l'hotel. Avvicinati di più a lei. Così.

Siete al sicuro, ma anche preoccupati. Non sapete cosa aspettarvi.

Andate verso l'albergo col gatto morto e le persiane cigolanti.

La spiaggia è deserta. Siete soli al mondo!

- Madsen! - Sono qui dietro, signor Flügelhorn.

Le mando subito via.

Rifacciamola!

- Peccato, era andata davvero bene. - Però ho dimenticato le battute.

- Siamo davvero venuti nel video? - Così ha detto il fotografo.

- Quella parte andrà tagliata. - Che peccato.

Congratulazioni, signorina Hansen.

- Otto aveva una cotta per lei. - Per la piccola Kitty?

- Non ci credo. - Sì, io credo di sì.

Ma non è voluto venire lo stesso.

- Sono pronta, signorina Hansen. - Vengo subito.

Sì?

- Ditemi in cosa sbaglio. - Cosa?

- Pensate che non sono abbastanza brava? - Non capisco cosa intendete dire.

Mi ignorate completamente.

Sicuramente non ho la vostra esperienza, ma ditemi dove sbaglio.

Beh, ovviamente non me lo direte. Tranquillo, comunque, ci rimane solo una scena.

Signorina Hansen...

Non fate niente di sbagliato.

Sono io che sbaglio. Con la mia esperienza, avrei dovuto capirlo.

- Non sarebbe dovuto succedere. - Cosa?

Che...

...mi sono innamorato di voi.

- Innamorato? - Sì, sin dalla prima scena.

- Sì, ma... - No, no, avete ragione.

Voi... non potete. Siete la fidanzata del signor Flügelhorn.

Sì... per fortuna ci rimane solo una scena.

Potete andare, per favore?

Molly?

Molly? C'è una persona che ti vuole salutare.

- Sì? E chi è? - È Morten.

Morten? È qui?

Non riuscivo a trovare il palo del recinto.

Così ho scritto a Morten per aiutarmi.

- Salve, Molly. - Morten. Da quanto tempo...

- Ho saputo che stavi male. - No, non è niente.

Ho promesso al padre di Fie di aiutarlo...

- Sì, sì, fai bene. - Spero tu rimanga a mangiare.

Beh, grazie. Allora ci vediamo dopo.

Molly, pensavo...

- C'è qualcosa che vuoi dirgli? - Per questo gli hai scritto?

No, no, cercavo il palo del recinto.

Il signor Weyse mi ha detto come va a finire.

Non c'è il signor Aurland?

No, sta aspettando i risultati delle elezioni in Germania.

Diteci tutto!

Il caporale vuole uccidere il colonnello,

ma la ragazza lo ferma, così non finirà in prigione per omicidio.

- Ci mancava solo questo. - Ma lui non desiste dal suo intento.

Quando arrivano, sentono come se ci fosse qualcuno in soffitta.

Il colonnello aspetta il giovane.

Ma proprio quando sente arrivare la coppia, avverte una mano sul braccio.

- Chi avverte la mano? - Il colonnello, in soffitta.

- C'è un'altra persona in albergo? - È la moglie morta che cerca vendetta.

- Esatto. - Che succede poi?

Il colonnello è talmente terrorizzato...

che si precipita per le scale e cade. Morendo.

Grandioso.

Bene, grazie!

Finalmente. Il sangue mi stava arrivando in testa.

Giriamo l'ultima scena?

Quando sarò pronto. Ve lo dirò io, piccola Madsen.

Scusate se sono seduta qui.

Avevo bisogno di stare in un posto con gente normale.

- Hanno finito? - Manca solo l'ultima scena.

Ma il signor Flügelhorn l'ha riscritta cento volte.

È insicuro se farli baciare o solo abbracciare.

- Potrebbe tirar fuori una terza opzione. - Il gatto morto?

Cavolo, penso se lo sia scordato.

Sapete quando verrete a Copenaghen?

No, non ancora.

È per Copenaghen o per il giovanotto che siete indecisa?

- Entrambi, penso. - E Morten?

- È finita? - Sì.

- Ha un'altra. - Hanno finito le riprese?

Manca l'ultima scena.

- Serviamo prima gli ospiti? - Sì, facciamo così.

Abbiamo i risultati delle elezioni in Germania. E sono sorprendenti.

Mentre socialdemocratici, liberali e conservatori hanno perso voti,

per il partito nazionalsocialista le cose sono andate diversamente.

Cosa fate?

- Oh, scusate... - Stiamo girando un film!

- Sì, ma... - Dovreste restare in camera!

Sì, ma ho sentito i risultati delle elezioni in Germania.

Il partito nazista è passato da 12 a 107 seggi. 107!

Stanno accadendo cose folli laggiù!

E pensate che questa cosa ci debba interessare?

Stiamo girando un film su una coppia di giovani

che lottano per il loro fragile amore!

Tornate in camera e rimanete lì. Anche se l'albergo va in fiamme,

rimanete nella vostra stanza. Chiaro?

Vogliamo riprendere? Cosa fate?

- Scusa, Gerhard. - Non dovete baciarvi.

- No. - L'avevo scritto.

Dovete abbracciarvi con tutta la vostra disperazione!

Naturalmente, sì.

Possibile che non riusciamo a fare una cosa giusta, una?!

Il partito nazista ha dato agli elettori l'impressione

che Hitler possa aiutare il paese ad uscire dalla crisi economica.

Sarà interessante seguire gli sviluppi a sud del nostro confine.

È stato il professor Stubmeier a parlarmi delle elezioni in Germania...

I nazionalsocialisti sono riusciti a unire la gente.

- Sì, è impressionante. - È quello che manca qui in patria.

Un bel vento che spazza via tutta la perversione. Ne avremmo bisogno anche noi.

- È esattamente come ho detto io. - La perversione?

- Che intendete? - È chiaro.

La musica dei negri, comunisti, gli speculatori ebrei, gli omosessuali.

Bisogna dare nuovi valori ai giovani e speranza per il futuro.

È di gente come voi che abbiamo bisogno. Gente al passo coi tempi.

- Non penso di essere l'uomo giusto. - Oh, e perché mai?

- Sono omosessuale. - Che ha detto?

I miei amici in Germania sono stati uccisi da quelli che voi acclamate.

Grazie di tutto.

Cos'ha detto di essere?

Sono scioccato quanto voi.

Se l'avessi saputo, non l'avrei mai fatto entrare.

- Avete trovato il palo? - Sì, è stato facile.

Mi vergogno un po' di aver portato fin qui Morten.

Siediti, io esco un attimo...

Sembra ti piaccia il padre di Fie.

- Sì, è un vero amico per me. - Che bello.

Stavamo parlando l'altra sera.

Gli ho raccontato di quando venni qui la prima volta.

E perché sono finita qui.

C'era un motivo in particolare.

E quale?

Io... non te l'ho mai detto, Morten.

Avevo dato alla luce un figlio che avevo dato ad altri.

Proprio qui vicino.

Non dovevo sapere dove fosse, ma alla fine l'ho scoperto.

I genitori adottivi non sapevano chi fossi.

Ero soltanto la nuova cuoca assunta dall'hotel.

Quando la signora Andersen morì, decisi di sposare Julius...

...per rimanere vicino a mio figlio.

Se tuo figlio è cresciuto qui, deve essere qualcuno che conosco.

Già...

Penso che tu lo conosca.

Era il più piccolo, qui.

Così ora lo sai, Morten.

Perché... me lo dici solo ora?

La tua madre adottiva era così felice di averti. Non volevo distruggere la sua felicità.

Mio padre, che ho odiato tutta la vita, non è mio padre.

Chi è allora?

Uno a cui facevo la donna di servizio quando ero molto giovane.

Era bravo negli affari. Hai preso da lui.

Non ti vuoi risedere?

Sei arrabbiato con me, Morten?

Arrabbiato...?

Mi sembra di sì. E capisco benissimo.

Come potrei essere arrabbiato con te?

Ci sei sempre stata, quando ero in difficoltà.

Buonasera.

Sono stato tutta la sera con tuo padre e Molly.

Allora...

Molly voleva... dirmi una cosa.

Beh, tu sai cosa.

- Da quanto tempo lo sapevi? - Da un po'.

- Anche quando stavamo insieme? - Sì.

La signora Andersen voleva dirtelo di persona.

È strano.

Per la prima volta, mi sono sentito a mio agio in quella casa.

Sono felice che vi siate ritrovati.

Ero lì e pensavo che mi mancava soltanto una cosa.

Tu.

Hai fatto male ad andare via, quando sei venuta ad Aalborg.

- Eri troppo impegnato. - lngrid è solo la mia padrona di casa.

È meglio così.

Verrai di nuovo a trovarmi?

Non lo so, Morten.

Io ci spero.

Il signor Fischer e la signorina Hansen se ne sono andati, stanotte.

- Che cosa? - L'ha detto il signor Weyse.

La signorina Hansen ha lasciato una lettera al signor Flügelhorn.

Quando si è svegliato, ha scoperto che è scappata insieme al signor Fischer.

- Tremendo! - No...

Insomma, alla fine il film è diventato realtà.

- Infatti. - Forse sono fatti l'uno per l'altra.

- La differenza di età ha il suo fascino. - Che bella cosa hai detto.

- Sono scappati? - Sì, senza dire una parola.

- C'è l'autista Larsen. - Sì, vi aiuto con i bagagli.

Siamo stati veramente bene. La cucina di Martha è assolutamente fantastica.

- Gra... grazie, signora Aurland. - Ci vediamo l'estate prossima.

Vi aspettiamo.

- Morten? Te li ha dati lui? - Sì, proprio lui.

- Ma non erano più di uno? - Lo pensavo, ma è soltanto lui.

Si è fatto strada ad Aalborg. Armatore con tre o quattro navi.

È terribile.

Prima le mie case vacanze, e ora questo.

Non può perdonarti che tu l'abbia accusato della morte del signor Lindberg.

Georg, falla finita.

Andrò fino ad Aalborg, se necessario. Devo parlare con lui.

Non tornate a casa?

Coraggio, amico...

La vita va avanti, no?

- Avete letto il giornale? - No.

Qui.

Il primo film sonoro danese.

Chi vedrà il mio film, ora che c'è il sonoro?

Nessuno.

Tutti questi sforzi per niente.

- Lo rifacciamo. - Cosa?

- Con il suono. Facciamolo, Weyse. - E che si fa con Hansen e Fischer?

Li possiamo sostituire benissimo. Siete voi quello che sa recitare.

Cambiamo la fine. Facciamo morire i giovani al vostro posto.

- Siete pronta? - Sì, stiamo per partire.

È stato bello. Mi ha fatto piacere parlare con voi.

Anche a me.

- Ecco la fattura. - Verrete a Copenaghen?

- Non lo so. - Dovreste farlo.

Potete venire da me. C'è tanto spazio.

- Ma voi e il signor Berggren... - Non ci vediamo sempre.

Non viviamo insieme. Per tutta la mia vita hanno deciso gli uomini per me.

Ora sono autosufficiente.

Ecco l'indirizzo. Mi farebbe immensamente piacere vedervi.

- Grazie. - Allora vado.

- Buon viaggio. - Grazie.

Non pensavo di pagare tutti quei soldi a voi.

Il ragazzo povero si è fatto strada.

Se avete intenzione di usare quel tono, potete andare.

Anch'io sono partito dal basso e ho perso tutto.

Ma adesso sono tornato in carreggiata.

Che ne direste se i due ragazzi poveri unissero le forze?

- Che volete dire? - Posso sedermi?

Questa guerra tra noi due deve finire.

La crisi è vicina, l'economia mondiale sta per crollare.

Le vostre navi, signor Enevoldsen, resteranno ferme nel porto.

L'unico settore in cui potrete guadagnare, è quello edilizio.

- Cosa suggerite? - Il cementificio è in vendita.

Se lo compriamo, le vostre navi potranno trasportare il materiale per il mio progetto.

Impresa e guadagni condivisi.

Potete anche aspettare e vedere cosa succede.

Ma se accettate, vi assicuro che farete tanti di quei soldi,

come non li avete mai sognati.

- Che ha detto? - Ha accettato.

Soci in affari? Benissimo.

Dietro quella grossa barba si nasconde un ragazzo tranquillo.

Quindi adesso mi ripagherà di tutto, dopodiché lo schiaccerò.

Ma come? Lo schiaccerai?

Ma non avete fatto pace?

Che intendi fare, Georg?

Alla prossima stagione!

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