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Non hai resistito, eh?
Allora, ti piace?
Certo che è stato restaurato.
È un coltello per sacrifici umani.
La forma mi ricorda quella del Copis.
Ma le sue dimensioni, il modo in cui è stato preservato... Sì,
è possibile, può darsi tu abbia ragione.
Non ce l'ho pensato.
Ma torna a 1120 Cristo.
Il Medioevo ellenico.
L'invasione dei Dori.
Tutto cambia all'improvvisa e qualcuno torna agli antichi culti sanguinari.
Giovani uomini sacrificati per il raccolto.
Sì.
Questa rama potrebbe ancora... ...vacerare e smembrare.
Scusami un attimo.
Avanti!
Scusami Silvio, è arrivata.
È peggiorata dalla scorsa volta.
Finisco e le faccio entrare un minuto.
Spegni quella sigaretta. Ti ricordi che devo partire?
Sì, ve l'ho già detto.
Buone vacanze.
Ci sentiamo.
Chiudi la porta, grazie.
Scusami, ma ti devo lasciare. È arrivata la mia ultima paziente.
Ora può entrare.
La saluto.
Vieni, accomodati.
Scusami per la confusione, ma...
Mi è appena arrivato un pezzo molto speciale per la mia collezione.
Conosci bene le mie debolezze antropologiche, chiamiamole così, no?
Mio Dio!
Ma che significa questa pagliacciata?
Cosa pensi di ottenere?
Ma non capisci che facendo così puoi solo peggiorare la situazione.
A questo punto del nostro percorso, dopo tutto quello che ci siamo prefissati...
L'hai
fatto
da solo o sei stata aiutata da qualcuno?
Tutto questo è completamente sbagliato.
Ne abbiamo già parlato.
Devi accettarti così come sei.
Non c'è nessuna ragione per dover cambiare.
Ehi, dai, calmati adesso, eh.
Ui.
Lo sai che sei bellissima anche così?
Ti dimostrerò che la tua è solo una perversione sessuale.
Una sublimazione eccitante.
Assolutamente delirante.
grazie a tutti
No, no, cazzo.
Puttana, rimuovi! Rimuovi, cazzo!
Ha
ragione.
Ha ragione!
Pronta?
Dai, muovetevi. Muovete il culo.
Ciao! Ehi!
Ma non sei ancora pronta?
Vuoi che ci mettiamo due ore al toccatorcio di mia madre? Non rompere le
palle, fatti una riga. Ma sei matta?
Quella ci porta tutti nel suo keyhole infernale. Deve restare sveglia lei.
Alicia, io a quest'ora non mi smetterai niente, nemmeno se fossimo allo ticket.
Ma se dopo le 5 lei ha ricevuto il nostro polare e noi siamo le
passeggiere, tu il nostro chaperone.
Io con la valigia ho finito.
Sei sicura? Non provo a fare un video per i tuoi followers.
Ma facciamocelo tutti insieme.
Dai, dai, dai, dai.
Quando mi avranno salutato?
Mia madre dovrà darmi le solite raccomandazioni imbarazzanti e mio padre
dovrà rompere le palle.
E sei sicura che non rimane a vigilare sulla nostra virtù?
O magari fa una riva sorpresa? Una volta mio padre l'ha fatto.
Me lo ricordo bene, mi ha trovata con la bocca piena.
Mio padre ha di meglio da fare.
E tua madre lo accompagna?
No, anche lei ha di meglio per le mani.
Ma dai, davvero?
Questi vecchi stanno parecchi da fare, ma noi non saremo da meno.
A proposito, quando arrivano gli stalloni?
Troppe aspettative. Di solito gli amici dei nostri ragazzi sono dei completi
rincoglioniti.
Beh,
un tizio scolpito in questo modo dovrebbe avere il cazzo di marmo come i
pettorali, così a sezioni tridimensionali.
Capito?
Ehi, sei connessa?
Sì, no, Roberto è un ragazzo intelligente, ma del suo cazzo non so
nulla. Beh, se sarà il caso, ve ne farò una esatta radiografia.
Nel frattempo ho messo un like alla nostra foto.
Guardate. Il parco divano non me l'ha visualizzato. Che l'ha visualizzato più
tardi, autista!
E dai, manda qualcosa pure te, no? Dai, mamma mia.
Appena li becco, guarda.
Studio del dottor Malco.
Ida!
Ida!
Ida, hai visto i miei calzini rossi? Nel cassetto non ci sono.
Sono sempre a lavare, per caso.
Che c'è, il tuo psicologo non ti risponde, eh?
Non stanno tutti con il cellulare sempre in mano come le ragazzine che frequenti
tu? Non ricominciare con le tue solite stronzate, Ida. Ho un convegno. Vuoi
controllare la mia prenotazione?
Mi dai una mano a fare questa cazzo di valigia? Ti do il telefono dell'hotel,
così puoi chiamare e chiedere conferma di tutto. Ti va bene così o no? Non me
ne frega niente dove vai e soprattutto non so dove sono i tuoi calzini!
Mi dai una mano o no?
Porca la miseria! Guarda, lascia stare, facciola solo.
Signorina Francesca. Andrea, mi apri? I miei genitori devono essere usciti
perché non mi risponde nessuno.
I suoi genitori sono ancora qui.
Andrea, mi apri?
Sì, certo, signorina.
Signorina Francesca, che bello rivedervi.
Signorina, che prestante vassallo.
Chiamami solo Francesca, Andrea. Come stai?
Benissimo, ora che ti vedo.
Francesca, lascia che ti aiuti. No, non serve. Aiuta le mie amiche, Alice e
Luisa.
Grazie, vi direi un piacere. Grazie, Andrea. Prenditi.
Ah, Francesca.
Vabbè, mi ha portato la sua assolutità, come al solito. Comunque, ragazze,
comportiamoci bene, eh? Non passiamo i canti, voglio che tutto quanto sia in
ordine. E me la quando niente, ragazzi, eh? Niente.
Tranquillo, ci facciamo gustare Andrea.
Appunto, Andrea, fai il bravo e controlla queste belle figliuole da
parte mia, va bene?
Ragazze, alla prossima.
Arrivederci.
Arrivederci.
Mi chiede proprio papà, eh?
Belloccio.
Ciao ragazze, che bello rivedervi. Alice, come stai? La mamma? Sono tutta
in regione, si godono le vacanze. Bravi. E tu Luisa, come stai?
Bene, dolce.
Francesca, tesoro, mi dispiace dover andare via così, ma ho già perso molto
tempo a fare la valigia di papà.
Devo dare aria alla casa, a Berice, a Emanuele, a Fabrizio, non sai, molte
cose.
Tranquilla mamma, sono un weekend di relax.
Bravi ragazze, vi ho preparato delle tartine e altre cosine speziose, è tutto
in frigo.
Sì, da un domenico. Ma... Levate i bastoni dal frigo un'ora prima di
mangiare, altrimenti sono troppo fredde, mi raccomando.
Francesca, tesoro, un'ultima cosa.
Cosa? Magari vi capiterà di fare festa ed essere un po' qualdice. In quel caso,
solo in quel caso, ti chiedo per favore di non entrare nel mio studio.
Ci sono ancora delle opere incomplete.
Sono molto fragile.
Non vorrei che finissero parigiare. Va bene? Non ti preoccupare mamma, non c
'entra nessuno nel tuo studio.
Grazie tesoro, mi fido di te.
Grazie, devo andare.
Francesca sa tutto su come funziona questa casa e poi per qualsiasi urgenza
c'è Andrea, va bene?
Divertitevi, ci vediamo presto.
Ciao tesoro.
Ciao mamma. Ciao ragazze. Ciao Iva.
Ciao.
C'è qualche problema con la mamma?
No, è solo preoccupata per le sue stupide statuine.
Sono veramente delle cagate. No, non sei cattiva.
Povera Ida.
Mia madre non sa più cosa inventarsi per stare lontana da suo marito.
Invece papà sa bene come coprire il tempo libero.
Ma se sarebbero così tante, ci deve essere alcuna della tua scena, no?
Altrimenti perché tutte queste scenate?
Cambiamo argomento.
I vecchi se ne sono andati e Andrea ha abbassato il suo materiale.
Per smanettarselo tipo un mese.
Beh, se ripassa più tardi si fa la scorta per tutto l'anno.
Ecco Ivano, sta con Alessandro.
Quello stronzo fa il difficile.
È da una settimana che sa di stasera e adesso incomincia con i problemi con la
macchina.
Bambuccione. Eh, dimmi che non faccia scherzi e ci porti questo amico col
cazzo di marmo, per favore.
Grazie. Come si fa a essere così stronzi?
Già. Fanno almeno mettere della musica.
Ce l'hai delle casse qui? Io ce l'ho.
Qualcosa di soffre che non ha voglia di spaccarmi subito la testa. Oh, disse la
santa.
Fra, non ti stressare però.
Ivano deve trovare una soluzione, lo so.
Beh, male che vada con tutta questa roba, finiremo per scoparci tra amiche.
Che dici, Fra?
Ida se lo sarà fatto un bel fallo di ceramica.
Bella idea.
Potremmo costruirglielo noi e farglielo come sorpresa.
Ma lei non aveva quella mento fresca con lo sprezzo a cervelli?
A quello non piacciono le donne.
Alessandro dice che ha risolto tutto.
Vuole mollarmi, lo vedo.
È ancora incazzato per la storia che ho pubblicato mercoledì.
Ma stasera lo voglio mandare fuori di testa.
Non fare troppo la troia, però.
Ognuna deve avere ciò che le spetta.
E poi se comincia a distrarre Ivano, va in confusione.
Beh, anche noi possiamo fare troia con Alessandro.
Così siamo pari.
Tranquille.
Basta che gli mandiamo una foto e la fa vedere subito anche agli altri.
Guarda che roba.
Ragazzacce, mi mandate a sbattere con queste foto, ma va bene.
Vieni qua, vieni.
Ma che figura ci fate con Roberto, voi manco lo conoscete.
Sei già fatta, siete già fatte, ragazze.
Bastarde, qui pareggiamo i conti o do fuoco a sto posto. No, ecco, non
cominciate a fare cazzate, per favore. Il papà di Francesca è bello grosso e
torna tra pochi giorni.
Io ho portato le birre.
Non fare caso a quelli che hanno già i loro confrontati rapporti da gestire.
E così, cioè, non posso più. Così dicono.
Ma te che bella tavola, tutta apparecchiavo.
Che bello è qui.
Poi fai.
Stando di calcio.
Sto sporco?
Sì.
Aspetta un attimo prima di spogliarlo.
C'è anche qualcosa da mangiare. Come?
Aiutami a prendere le tartine di mamma.
Ma ragazza, la vostra allora.
Cos'è, sei ancora incazzato?
Non volevi venire? No, va tutto bene.
Ecco, ormai ci devo solo fare l'abitudine.
A cosa?
Alle tue foto, le tue pose.
A come ti fai vedere da tutti.
Tu pensi che siano solo stronzate?
Quando ci farò i milioni ne riparleremo.
Mi sottovalutate tutti quanti.
Ma vi farò vedere io.
Prendi questo e portalo agli altri.
Aspetta, Francesca.
Non sono arrabbiato, è che... Tu sei bellissima e vorrei solo avere più tempo
per parlarne ancora.
Non adesso.
Qualcosa da dire?
C'è dell'altro in frigo, lo prendi tu?
No, bisogna ripigliare.
Dai, rega, non è momento di fare discorsi seri, ok?
Qua si mangia e si pippa, andiamo, forza. Vai, anche tu.
Grazie.
Fai l'abbraccio. Così?
E' il forziere mio?
Scusate.
Me ne mancava una.
Finita. Devo buttare giù tutto.
Dobbiamo mettere tutto fuori.
Ti cambio giù.
Ti ricordate quando
ci siamo fatti fare quelle foto dalla nostra amica, l'amici?
Posso aspettare?
Le foto tutte e tre insieme?
Esattamente. Ma dai, le avete qui?
Ne ricordo, sono sparite niente.
Troppo per i social.
Ma non troppo per noi maschietti adulti rodati. Noi non ci pressioniamo, anzi,
anni che non ci pressioniamo.
Addirittura.
Va bene.
Vogliamo vedere se ci riconoscono da dei particolari? Con me sarà più difficile.
Guarda che loro sono precisi nella misurazione.
Ok, ok. Bel gioco. Ma qual è la vostra?
Vediamo. Allora, chi indovina si prende uno shot di sfida e un
bacio. Bello.
Ok.
E quando si sbaglia?
Solo tequila.
Ma aspetta, ma questo vuol dire che chiunque di noi tre può prendersi un
bacio da una di voi?
Oh sì.
E che tipo di bacio? Questo sta alla ragazza.
Siamo sempre noi a scegliere.
Luisa.
Piedino patato, Luisa.
Beh, se non sei te, è Luisa.
Ma dice?
Che delusione, Alessandra, non mi chiede.
No, ma aspetta, ma mostrami la foto. No, non vi meritate niente, benedite.
Ah, io per esitare, basta, non ho visto bene.
Dai, riproviamo.
Magari questo è più facile.
Francesca.
Francesca.
Alice.
Bravo.
Io sto? Sì.
Ecco qui, la tua sigilla.
E il tuo bacio.
Va bene, vediamo.
No.
Questa, vai.
Ok.
Alice. No, no, no.
No?
Francesca.
Luisa.
Povero Alessandro, non è passato neanche tanto tempo dall'ultima volta che hai
visto qualcosa del genere.
Oh, felicità, però, felicità, non lo so io.
Grazie, Gio. Va.
Scusa, no, ma è... Stupida. Enjoy.
E bacio.
Oh!
Stupido.
Si può vedere la foto almeno?
No. Dai.
No. E poi ce ne sono molte altre.
Eh, allora andiamo avanti, no?
No, io mi sono già rotto i coglioni, eh, ve lo dico. Dai, dai, che c'è la
rivincita, c'è la... dai che cazzo. Guarda che... minimo di Luisa, non mi
offendo, eh. No, infatti ci mancherebbe.
Sì, cazzo.
Cazzo, attendo.
Tesoro, vatti a fare un giro e levati quel culo dalla faccia.
Guarda, non scusa, dai. Mi sa tanto che questo culo lo porto lontano da voi
stronze. Ma vai a fare un culo. Ma che cazzo fai, fai.
Ma dove vai?
Oh, le capi ce le ho io.
Un coglione.
Ma che cazzo ha fatto? Ma è fuori di testa.
Chi passerà? Gli avanti.
Ehm, finiamo il gioco? Vogliamo fare tutto insieme? Sì.
Ci stiamo.
Sì? Siamo qua. Eh, sì. Ciao ragazzi.
Mi sono rotta, vado al cesso.
Pronto?
Per via della farina numero quattro.
Mi posso avvicinare?
Sì, va bene, dai, penso di arrivarci.
Cristo!
Tossici del cazzo!
E andate da un culo tutti quanti, stronzi!
Che cazzo ci fai lì, eh?
Non mi devi trattare così, lo sai.
Non sono uno di quegli stronzi qualsiasi, hai capito?
Me ne vado a fanculo sul primo materasso che trovo. Dammi il mio telefono.
Scusa, ma noi dove andiamo a dormire?
Oddio, dobbiamo anche metterle nel suolo.
Su, nelle camere dei miei.
Basta che non mi vomitate sui letti e che domattina cambiate le lenzuole.
Grazie, però.
Ma stai bene? Hai bisogno di qualcosa?
Buonanotte.
Sta proprio piena, eh?
Sì, ma quella si sarà svuotata.
Vomita anche se ingerisce un grammo di riso di troppo.
Infatti tra un po' vogliamo andare a vedere se sta bene.
Non preoccuparti, è la solita Francesca.
Ci penso io a tenerla d'occhio.
Ah, se ci pensi tu...
Tieni
abbastanza, ti dice nei compagni di sopra.
Subito.
Io andrei sopra, questa è la camera dei genitori. Quindi dormiamo in camera
separate? Sì, non dobbiamo insieme.
Che fortuna, vero?
Ti vado ad andare su, mi stecchila.
Guarda il tuo braccio.
Guarda il tuo braccio.
Ok, andiamo, andiamo, sto paradelli, andiamo e vado a passare
una notte di fuoco, yeah!
Tutti vedono solo quanto è bella Francesca.
E dalle mediche ne sento fermare.
Papà si scopa la segretaria, la mamma si affatta di psicofarmaci.
Ma anche tu vedi solo quanto è bella.
Ma forse anche avere più tette come queste.
Cosa hai detto delle tette?
Ma io non vado a sbatterle sui social.
Non mi ha mai piaciuto.
Vorresti soffiarle?
Sì.
Sì. Sì.
Sì.
Sì. Sì.
Ma è vero, è vero, è vero.
Chissà come sta Francesca.
Boh!
Oh, cazzo! Mi hai fatto prendere un colpo.
Sai, ti stavo andando a cercare.
Come stai?
Mi stavi spettando?
Comunque le tuntane sono creepy.
Per questo che mi hai detto a te.
Oh Cristo.
Che succede?
Non è possibile.
Francesca deve essere impazzita.
Che c'è?
Adesso succede un casino.
E così Francesca?
Con Ivano?
Sì.
Ma sei fumata il cervello? Sono online già da un'ora.
Francesca mi ha mandato le foto anche su WhatsApp. Merda, mi stanno scrivendo
tutti.
Che casino.
Dobbiamo fare qualcosa prima che lui se se ne accorga. Ho capito, ma se la pure
spedite... Cazzo, troppo tardi. Mettiamoci, muoviti.
Questa puttana, dove cazzo sono andati a scopare quei figli di puttana? Lisa!
Raga, non è possibile che abbia fatto una cosa del genere.
E poi perché? Perché è una schifosa pazza schizoprenica, è una troia del
cazzo, Francesca!
Ehi, non fare la scena, svegliati!
Apri quegli occhi da più sale che te ne voglio le mani! Ma e ti la stupida?
Tutto questo la dino per quello stronzo, non l'ha mica violentato?
Che fai? Che cazzo vuoi?
Francesca, dov'è Ivano? Che cazzo ne so?
Ah sì, hai la personalità dissociata adesso. Dove cazzo è Ivano? Me lo so
superare!
Ho fatto niente, che cazzo significa? Ma chi la fa? Te la può fare alla gemella?
Non ho fatto niente! Stavo male, non ho scopato con Ivano!
Non ha scopato con Ivano? Dov'è il tuo telefono? Sta qui!
Dove?
Non c'è, non lo trovo! Non è possibile, stavo qui!
Francesca, dove l'hai visto?
Stavo qui, non è possibile!
L'aveva preso Ivano?
Dove l'hai lasciato?
Non lo so dove cazzo è Ivano! Ah no?
Perché hai pubblicato quelle foto?
Che cosa volevi dimostrare? Non ho fatto niente!
Noi da tenerno l'altro
Guarda, non ci posso credere.
È allucinante.
Mi dispiace, Romina, ma non vedo altra soluzione.
Non c'è soluzione, no?
Correre a sequestrare il cellulare di tuo figlio alle due di notte con la tua
amante. Veramente è geniale.
E inviate pure il mio cugino, ti rendi conto? Anche a lui.
Se no non faccio subito qualcosa.
Io e te, a Capulco, ci nascordiamo.
Intesi? Guarda la strada, fezzosso.
Quanto questo manca ancora? Sono quasi arrivati, cazzo! Allora stai calmo,
vediamo.
Signorina?
Luisa?
Sì, che c'è?
C'è un ragazzo qui da me.
Piange come un agnellino, povero.
Dice cose assurde, continua a chiedere perdono e a chiamare Luisa, Luisa, mi
dispiace, non volevo.
Dov'è?
Qui, nel mio capanno.
Però... Mi dovete promettere che non litigate, perché poi i vicini chiamano
la polizia e mi licenziano. Al signor Paolo non piace questo genere di cose.
Sì, va bene, va bene, portami da lui.
Ti strappo le palle in silenzio.
Prego Luisa, di qua.
Non è bello essere aggrediti alle spalle, vero?
Non mi toccare! Ti faccio sbattere in tenere e non ritomagliare! Aiuto!
Sporca puttana!
Come ti sei permessa di toccarla, di trattarla così? Lei, che è la cosa più
bella al mondo, volta di scrozza!
Aspetta qui, faccio questo, un quarto d'ora al massimo, eh?
Vai!
C'è un fumare in macchina, mi raccomando. No.
Arrivo, eh?
Cazzo, si muore una merda. Chi è questo? Il papà di Francesca.
Ragazzine strazi.
Non credo sia il mio nome.
Capito.
Che cazzo sta succedendo in casa mia? Dov'è Francesca?
Tu chi saresti?
Vai che il tuo ragazzo lì c'è.
Sì, signor Paolo, lui è Roberto.
Ah, signor Paolo, mi chiami signore adesso, quindi la situazione è grave.
Dove sono gli altri?
Dov'è Francesca? Si è chiusa in bagno e non vuole uscire.
Stavamo cercando di farla ragionare, ma è sconvolta.
Lei è sconvolta?
Ma drogate di merda.
Fate un'orgia e vi divertite a mettere in rete quelle foto.
Cosa vi racconta il vostro cervelletto di merda? Guardi che non è così, eh. È
Francesca che ha fatto casino col cellulare.
Noi ci siamo solo divertiti. Tu stai zitto, innanzitutto. Devi stare zitto.
Francesca?
Francesca, sono papà!
Dai, eh.
Andi questa volta, Francesca. Esci dal bagno così possiamo sapere queste cose
insieme, eh?
Francesca non ha il cellulare, dice che non lo trova. Non lo troviamo neppure
noi. Forse lo ha nascosto da qualche parte.
Allora, è così, Francesca?
Hai nascosto il telefono dopo che hai inviato le foto ai tuoi contatti?
È così? Ma perché l'hai fatto?
Perché l'hai fatto? Perché vuoi rovinare tutto il lavoro di una vita?
Senta, secondo me questa non è la strada giusta.
Perché piuttosto non invitiamo il suo figlio a trovare il cellulare? Io voglio
che mia figlia esca da questo cazzo di bagno, se vuoi aiutarci.
Torna a cercare il telefono, il sermato è fidanzatina.
Andate, ora!
Dai, vieni con me, muoviti.
Non ci sento di merda, di merda.
Francesca!
Avete ragione su Chiara, ma tua serata è merda, la peggiore di tutte.
Poi quando ci vediamo te la racconto minuziosamente, ne vale la pena.
Così capirai quello che sto per dirti adesso.
Io con Paolo ho chiuso.
Ecco, lo vedi?
Persino suo padre cerca di farla stare male.
Ha persino portato qua la sua troia, di nuovo.
Cosa vuole fare, eh?
Presentargliela?
Quella troia schifosa.
Che ha rovinato questa famiglia.
Ve la prendete tutti con lei, perché è così bella, così dolce.
Volete farla passire?
Brutta schifosa.
Francesca, dai, essere questo bagno non può essere tutta la notte, l'ho detto.
Francesca!
Ti prego.
Francesca, dai, apri questa porta, ti prego.
Tutto bene signorina? Oddio, mi ha spaventata.
Andrea, giusto?
Sì.
Ci siamo già visti durante le vacanze di Natale.
Romina, giusto?
Già.
Mi fermo solo un attimo. Il dottore ha dimenticato una cosa importante per il
convegno. Secondo me il dottore è molto preoccupato per sua figlia.
Come lo sono anch'io.
Però abbiamo due diversi approcci alla vita.
Questo è il problema.
Ah sì?
C'è a fare freddo, eh?
Vieni da me.
Dentro è più caldo.
Aspettiamo insieme il dottore.
Non importa, grazie. Magari torno subito.
Magari faccio un salto dentro e vedo se posso dare una mano. Meglio di no.
Perché?
Stanotte la figlia ha combinato un grosso guaio. Ho paura che si tratti di
una questione di famiglia molto privata e molto imbarazzante.
Lo capisci? Lo capisci anche tu, vero?
Dovresti capirlo.
Che cosa?
Lo capisci che anche tu sei parte del problema?
Sarebbe una famiglia così bella se non ci fossero in giro tutte queste troie
come te.
Dammi lontano.
Ecco, parli come mangi.
Cos'è, ti faccio paura ora?
Fai schifo. Fammi mangiare. No.
Allora, se non hai fatto tu le foto, chi le ha fatte?
Chi ha preso il mio cellulare? Io non ho fatto niente stanotte. Tu sei strafatto,
non sai nemmeno se dormi, se svegli, se sei qui.
Ti ho fatto per forza qualche cosa. C'eri tu su quei ragazzi di foto.
Era il tuo cellulare, Francesca, il tuo.
Non lo so.
Sto male, ti prego, basta. Non lo so.
Polo, ma lo vedi come sta?
Perché non teniamo un'ambulanza?
Niente ambulanze, no.
Basta con gli scandali qua. Cosa, non avessi venuto in questo stato? Qui
comunque c'è qualcosa che non va.
Io ve lo dico, non mi sento più tranquillo.
E poi dove cazzo sono lì, Devano?
La tua camata, bello.
Questo è per te il problema. Solo Francesca vuole le sue cazzate!
Paolo, Cristo, adesso stai veramente esagerando. Tu stai zitta, non capisci
un cazzo.
Zitta!
Paolo! Romina, ma che è successo?
Mi ha aggredito, è saltato addosso.
Chi? Chi è stato?
Andrea.
Ma chi cazzo è questa?
Andrea? Ma perché?
Non lo so, quel pervertito mi voleva morta. Quanto che sta?
L'ho colpito, forse l'ho ammazzato.
Papà, chi cazzo è questa?
Calmati Francesca, la dottoressa Romina Mori mi assiste per il convegno.
Dottoressa, ma chi vuoi prendere per il culo?
Signorina, ma lei sta sanguinando. Qui bisogna assolutamente chiamare un
'ambulanza. Ma non quel cazzo con queste ambulanze.
Lascia gestire a me la situazione, è chiaro?
Gestire?
Ma te che cazzo vuoi gestire?
Ecco, non hai fatto altro che urlare quando sei arrivato qua. Lo vedi che c'è
una persona ferita? E forse anche un morto?
Ehi, stronzetto.
Ma puoi fare in culo?
Farò questa!
Stai di cazzo, aiuti!
Sono un medico, cosa posso fare io? Sei un dentista, coglione!
Non ti permetta che tutto questo sia soltanto per colpa tua!
È colpa mia se Andrea Impazzito ha cercato di ammazzare la tua troia! Ma
che c'è in lei?
È un coglione!
Sì, sono pure un coglione, certo.
Ehi, stai bene?
Non lo so. Hai avuto tutta la testa?
No, no.
È una nottata che comincia a farsi sentire.
Sì, ma adesso ci penso io.
Io chiamo un carabiniere, ambulanza, lo faccio diventare uno a pazzo, posto di
merda. Ok, fallo subito.
E vado di là a vedere cosa succede.
Tu sei sicuro che stai bene?
Sì, sì, sto bene. Ok.
Oh!
Se Andrea cerca di ammazzare Romina, allora potrebbe aver fatto del male
anche ai nostri amici.
Hai ragione, Ali.
No, ragazze, tutto questo è pura follia. Non ha alcun senso.
Paolo, ma lo capisci che Andrea potrebbe aver fatto del male a quei ragazzi? Non
possiamo stare qui.
Non ci posso credere, è assurdo. Non riesco a conciliare un cazzo. Possono
accadere certe cose.
E allora perché non esci fuori e vai a vedere come ho ridotto quel pezzo di
merda del tuo giardiniere? Non sono un giardiniere, troia.
Andrea, cosa hai fatto?
Perché? Per te, Francesca.
Ho bisogno di difenderti da tutto questo schifo che ti circonda.
Cosa hai fatto ai miei amici?
Solo quando ho visto la luce spegnersi negli occhi di quella tua amica stronza,
Luisa, così si chiamava, solo allora ho capito che devono morire tutti.
Grazie. Via!
Andatevi adesso, subito!
Vieni con me Francesca, li ammazziamo insieme, li seppelliamo in giardino. Ho
preso una casa in scogliera, là non ci troverà nessuno.
Mettiti quell'ascia, andrà che è pericolosa. Tu non stai bene, tu non
stai bene. Io sono il peggiore di tutti, dottore.
Come ti permetti di comandarla? Io sono suo padre, come fai a pensare
lontanamente che possa fuggire insieme a te? Come cazzo ti viene in mente? Io ho
una pistola in camera, stai attento.
Che fai? Non corri dal tuo amore?
No, ho bisogno di te, morta.
Alice, andiamo!
Grazie.
C'è un'altra porta di là, la usa sempre mia madre.
Hai chiamato la polizia? Non abbiamo più tempo. Solo adesso? Sì.
sei una fra le tante però qualcosa hai fatto
Hai ucciso i miei amici?
Sì, li ho uccisi tutti.
Quei ragazzotti col cazzo sempre duri.
Ci sono cascati tutti.
Sai di chi è la colpa?
Sì,
sono tua.
Sei tu che mi hai ridotto così.
Guardati, come fai sempre, tutti i giorni, tutto il giorno.
Questa limpa di bellezza che sgonfia la tua carne, è una roba mia, mia.
Ehi, una pazza!
Tu me l'hai tolta da quando sei venuta al mondo, mi hai prosciugato.
Lo vedo negli occhi degli altri, vedo il loro disprezzo.
Vedo il tuo peccatimento.
Ogni attimo tu hai tolto il mio amore. Dall'ora.
C'è la mia mamma.
Io, io sono la tua vittima, sì.
tutti e due.
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