All language subtitles for Squadra Antimafia 5 Ep.08

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Original subtitles

Ehi, ma qui non lo conosco. E chi sarebbe?

Cannella.

Ehi, Lara, senti.

Non sento niente.

È tutto a posto. Qua fuori è appena le sberre.

Polizia, che basta.

Cannella, Cannella, dove cazzo vuoi?

L'ossigeno? Che cazzo vuoi? Dove stai? Ah, se vuoi stare.

Dobbiamo provare a disinnescarla subito.

Questa l'ho già sentita.

Signori, polizia, tutti tranquilli, tranquilli.

Grazie, andiamo.

Che facciamo?

Aspettiamo il botto.

Fuori, dai, diamo, diamo, diamo, dai, dai.

Sono qui!

Veloci! Vai, via!

Caputo è libero! Fuori, veloci cazzo, veloci!

Aprite!

Aprite! Bocca al mare!

Fortesia! Andiamo, dai!

Per favore!

Per fortesia!

Sono qui!

Dai cazzo, apriti bocca!

Sono qui!

Per favore, in calma, in calma.

Pico, ce l'abbiamo dietro.

Sto corno d'azio.

Dovevo scrollarcelo di dosso, via!

Non ci vede.

Rima. Sesso.

Rimo.

L'occhio ha recuperato le sue funzionalità.

Abbiamo fatto progressi?

Beh, per me è diverso, dottore.

Ormai è qualche giorno, ma io continuo ad avere appassamenti di vista. Mi si

appanna tutto, non vedo un cazzo preceduti da violentissimi mal di testa.

Beh, il corpo umano non è una macchina, ha bisogno di tempo per guarire.

Ancora una settimana e credo che sarà a posto.

Beh, il riposo non è un lusso che posso permettermi adesso.

Dottor Calcaterra, lei ha avuto un'ischemia transitoria.

Una vena non pompa sangue come dovrebbe.

E il risultato sono i suoi mal di testa e i suoi abbassamenti di vista.

Maggiore lo stress, minore la possibilità che quella vena possa

tornare a pompare sangue correttamente, ma soprattutto in tempi brevi.

Dottore, per me è molto più stressante rimanere a riposo piuttosto che tornare

a lavoro. Anzi, se mi dice dove devo firmare per andare, quello che le do è

un consiglio. Non cerchi di convincerlo.

Per lui stare in ospedale è stato come stare in prigione.

In tutti i casi non sono d'accordo, ma ovviamente non ho il potere di

impedirglielo. Quanto meno risparmiamogli un po' di azione, eh?

Quanto vuoi andare avanti così?

Così come?

Fare finta di niente, Sandro.

Non ti reggi in piedi.

È solo un po' di dolore.

È una cosa che si può gestire.

E smettila di fare l'uomo.

Se la smetto, poi non ti faccio più.

Ti ho detto piantala.

Non è vero che stai a badare a te stesso.

Tu stai rischiando la vita.

Sei un'incosciente.

Un'incosciente rischia la vita per divertimento.

Io lo faccio di lavoro.

Sì, certo.

Io un uomo che non sa badare a se stesso non lo voglio.

Vado a farmi una doccia.

E non lo voglio neanche come padre di mio figlio.

Finché non stai meglio puoi stare a casa mia.

Possiamo continuare noi le indagini nei prossimi giorni. No, non se ne parla

proprio.

Siamo già stati fortunati che Achille Ferro non ha ancora risposto all'attacco

al night.

Francesca sta collaborando nelle indagini sul padre con Pulvirenti.

Speriamo solo che i Ferro non trovino suo padre prima di noi.

Come sta Francesca?

Male.

Ma è una brava poliziotta.

Ora stiamo su, sta arrivando Bulvirenti.

Ancora non sappiamo in cosa è coinvolto tuo padre.

Però si nasconde.

Sì, ma magari si nasconde da Achilleferro, mica da noi.

Edano, ma che stai dicendo?

Francesca, ti sto dicendo di stare calma.

Tutto il problema è mio.

Il problema è nostro.

Dottore? Buongiorno.

Buongiorno. Buongiorno.

La cassetta del dottor Leoni è questa qua.

Io vi aspetto fuori.

Come mai questa chiave non è stata rinvenuta durante la perquisizione?

Perché era nascosta bene.

Mi sono ricordata di questo vaso a cui mio padre era molto affezionato.

Durante la perquisizione ho visto che non era più in casa.

Infatti era nella serra.

E la chiave era sul fondo.

Sono documenti.

Sembra che l'aveva nascosta così bene, c'è da sperare che siano documenti

sensibili. Procediamo col controllo.

Una copia di tutto, subito.

Sì, signore.

Una settimana.

Una minchia di settimana, senza trovare nessuno.

Mio pace.

Mezzanotte. Un fedoso di cannella.

Metti a imparare.

Siamo a Catania.

Un buco di culo del mondo.

Gli occhi li teniamo aperti, Don Achille?

Sì, gli occhi. Il cervello devi tenere aperto, non gli occhi.

Sì. Cosa mi dici di Leoni? Salterà fuori. Ma tu ti rendi conto di quello

che succede in questa città?

Siamo in guerra.

Io so cosa succede se lo trova la polizia prima di noi. Lo sai che c'è,

Veronica Colombo?

Leon è un problema tuo.

Ma hai scassato la minchia, adesso parla.

Se vado giù io ci vanno pure gli affari di Baia d'Angelo, che sono poi gli

affari che hai promesso alla commissione. Dico bene.

Oggi la polizia ha trovato una cassetta di sicurezza di Leoni piena di

documenti. E allora?

Da quei documenti potrebbero risalire alla Nova Trade, che è un'azienda con

cui lavoravo prima di conoscerti. Un certo barretta. E se se lo bevono gli

sbirri è un problema.

La mia carta è per me.

Barretta era molto amico di Leonice, si conoscevano dai tempi dell'università.

Ritemi come si chiama.

Barretta.

Sogno stufo di pulire la tua merda.

Vediamo quanti anni ci mette a pigliare sto stronzo.

Dottore, bentornato.

Ci stavano viando un bel po' senza di lei.

Grazie, è uscito.

Mi ci metterò di impegno a rompervi l'anima.

Come stai, Fran?

Eh, insomma... Grazie di essere andata avanti.

Ragazzi, per qualsiasi cosa io adesso vi aspetto nel mio ufficio, così potete

farmi rapporto, potete raccontarvi quello che è successo.

Che cazzo fai, Sandro?

No, che ne so.

Mi hanno detto che ricevo, che non ci vedevi. Ma chi te l'ha detto?

Meglio così, no?

Tranquillo, adesso passa.

Dovevi restare a casa.

Solo che pensi che senza di te noi non ce la facciamo, vero?

Dobbiamo trovare Leonie.

È l'unico che può farci capire chi lavorava per Spina e chi è che ha

tradito il suo socio.

Mia sorella?

Tu pensi ancora che sia stata lei?

È inutile che te lo nascondo, Lara, sì.

Sono sicuro che sia stata lei.

Pulvirente e Licata?

Ti hanno detto che non puoi continuare su questa pista.

Non fino a quando non salteranno fuori nuovi lamenti.

E quanto tempo ti occorre per capire che non salterà fuori niente?

Ci vedo un cazzo.

Avanti!

Che c'è?

Tra le ditte legate alla speculazione di Baiadangelo, c'era sfuggita questa.

Nuova trade.

Si occupa di impianti di trasmissione dati.

Il proprietario si chiama Nicola Barretta.

È un amico di mio padre.

Dobbiamo trovarlo e mettere sotto sequestro la sua azienda.

Tutto ok?

Chiama l'ufficio dei polvirenti e chiedigli l'autorizzazione.

Andiamo.

Tu rimani qui.

Io rimango qua.

Ciao. Sta via molto, dottor Barretta?

No, no, sono un paio d'ore. Sono a pranzo con l'ingegnere Corsi. A dopo.

Oh, che bollette! Oh, che bollette!

Ma che cazzo è andato?

No, è un in.

Aladino.

Nicola Barretto, immagino. Alzati.

Grazie. Senza te puoi essere morto.

Bene, adesso che sei vivo invece ci racconti un po' di cose.

Ha mandato un messaggio prima di morire.

Scusate.

Pronto?

Francesca. Papà.

Mi devi aiutare.

Certo che ti aiuto.

Dimmi dove sei che ti faccio venire a prendere.

No, no, no, no.

Io mi voglio consegnare ma devi venire a prendermi soltanto te, solo te.

Perché mi devi mettere in... questa situazione, papà. Lo sai che non lo

posso fare? Devo prendere conto ai miei superiori. I tuoi superiori?

Ma tu sei sicura di loro?

A quelli non gliene frega niente di me. Guarda che l'ultima volta mi hanno fatto

quasi ammazzare da quello lì.

Va bene.

Senti Francesca, io ho sbagliato, ma tu non devi credere a tutto quello che poi

ti dicono, perché... Non adesso, non ora.

Dimmi dove sei che ti vengo a prendere.

Sono a Roma. Allora vieni, quando vieni?

Nel pomeriggio. Dove? Ti richiamo.

Chi era al telefono? Mia madre.

Non si sente bene.

Appena la finisco qui la raggiungo a casa.

Tutto a posto? Sì, sì. Un po' ti dico, eh?

Gli sbirri ci hanno fottuto.

Come?

Un messaggio, gli sbirri ci hanno fottuto.

Michele, è la seconda minchiata che fai in 24 ore. Cadeci su in bar.

Te vuoi svegliare?

I picciotti erano a posto, Achille. Non ci aspettavamo l'arrivo di questa

minchia di polizia di merda.

Aspettavamo la polizia, aspettavamo.

Butta sta scheda prima che ci trovano pure a noi altri.

Non ci posso credere.

Almeno di questo stronzo siamo sicuri? Facciamo un'ennesima stronzata, no?

Perché se no mi suicido adesso.

Sicura? Che le cannelle agli altri infami stanno là.

Vi facciamo pagare la bomba al night, sta tranquillo. Speriamo.

Don Cannella, vi dovete nascondere.

E dove?

Quelle se mi vogliono trovare pure in capo al mondo mi trovano.

E se devo crepare, non mi vogliono nascondere come un sorce da fogna.

Ma Don Oreste aveva detto di andare da lui. Io non ci voglio portare guai a Don

Oreste. Va bene così, Don Giuffrida.

È stato un onore per me.

Magari per me.

Ciccio!

Ciccio! Oh, Ciccio!

E sono malacarne.

Questo è un ringraziamento per Don Oreste, dopo che ti ha trattato come un

figlio.

Avanti, sparami, pezzo di merda, sparami!

Hai visto che facesti male a mettersi contro di me?

Riede, tanto sei morto, sì.

No, tu sei morto.

Oggi sogno un po'.

Se mi dici dove si nasconde il mio pace, magari ti lascio campare.

In fondo, la verità che c'è non è grave, no?

Posso?

Dove si nasconde tu non resti.

Credo sia abbastanza spaventato da non farci faticare troppo durante l

'interrogatorio. Eh, me lo auguro. Ci siamo già staccati abbastanza

stamattina. Arrivo.

Sandra.

Francesca? Dalla madre.

Tu la schiera?

Eh.

Signora Colombo, bentornata, è andato bene il viaggio a Roma? Oioso, però

occorre fare public relations ogni tanto.

Aspetta un momento.

Prendo la macchina. Vado signora. Sì.

Veronica, abbiamo avuto un piccolo problema.

Gli esperti hanno preso Barretta prima dei noiaggi.

Minchia, e Leoni? Non lo so dove è questo Leoni, va bene? Non lo so dove è

sto fedoso.

Ma io sto per essere eletta governatore della Sicilia e tu non mi riesci a

trovare un ragioniere?

Ma perché mi parli con questo Leoni?

Lavoriamo insieme noi. Aspetta.

Pronto?

Pronto?

Forse abbiamo un colpo di fortuna.

Scusate.

Signorina, il suo biglietto per Roma.

Gate numero 3, imbarco previsto per le 13. Grazie.

Hai qualcuno su Roma?

Certo che ce l'ho qualcuno su Roma.

Il sindaco?

La femmina l'ha scassata da me anche a me.

Potrei avere un bicchiere d'acqua?

No.

Guido Leone lo conosco dall'università. È sempre stato un amico.

È per merito del suo amico che ero cercato di ammazzarla oggi, lo sa? Io

non capisco.

Non ho mai fatto niente di illegale. Sono io che non capisco.

Cosa c'entra il suo nome con i progetti speculativi su Baia d'Angelo?

Guido, mi avevo offerto di occuparmi della parte informatica di un complesso

turistico, solo questo.

In cambio di cosa?

Ma di niente.

La smette di prenderci per il culo?

Lo sappiamo benissimo come funziona.

Guido, mi aveva detto che avrei dovuto gestire dei pagamenti incontanti.

Soldi in nero, quindi?

Riciclaggio? Lei sa chi ricicla i soldi?

La mafia?

Io non credevo che Guido fosse coinvolto con la malavita.

Io pensavo che fossero dei soldi neri di qualche imprenditore.

Ma la mafia?

Poi, quando ho visto che la polizia sequestrava i cantieri... Hai avuto

paura? Sì.

E mi sono tirato fuori.

E Guido era spaventato quanto me.

Sono sicuro che lui non ne sapeva niente. L'ha mai detto per chi lavorava?

No.

Lui è stato sempre molto discreto con me.

L'ha mai fatto il nome di Veronica Colombo?

La politica?

No.

Dottore, usciamo un attimo.

Lo posso avere questo bicchiere d'acqua? No.

Che minchia stai facendo?

Cerco di scoprire la verità.

Mettendo nella bocca del colloso il nome di mia sorella? Volevo soltanto vedere

come è recita. Non lo puoi fare.

Il questore e Pulvirenti hanno detto che non la puoi fare una cosa del genere. Ho

fatto solo una cazzo di domanda, Lara.

E hai avuto la tua risposta. Veronica non c'entra.

La prossima volta che fai una cosa del genere io ti tolgo l'indagine, hai

capito? Non puoi farla. Sì che la posso fare.

Faccio rapporto a Pulvirenti. Non mi provocare.

Hai altre domande?

Io le ho detto tutta la verità, dottor Calcaterra. Lo vedremo.

E mi dispiace per Guido. Lei crede che sia in pericolo? Sì, sì.

Guido aveva una casa nella campagna di Roma.

Lui la chiamava al suo buon retiro.

Nemmeno sua moglie ne sa niente.

Magari mi dica esattamente dov'è.

Abbiamo novità.

Del tipo?

Secondo Barretta, Leoni aveva una casa fuori di Roma non intestata a lui per

evadere il fisco. Lì non l'abbiamo controllato. Senti, Francesco se ne sa

qualcosa.

Che c'è, dottore?

Vedo i giorni più in ospedale se li poteva anche fare.

Adesso mi passa tranquillo.

Adesso adesso.

Vuoi dell'acqua?

Pronto? Salve signora, sono Gaetano Palladino.

Ah, ciao Gaetano.

Me la passa Francesca? No, Francesca non c'è qui.

Ma mi ha detto che sarebbe passata, magari le ha telefonato. No, non la

sento da ieri.

Ah. Tutto bene?

Va bene, la ringrazio, devo aver capito male.

Benvenuta a Roma, signorina. Vuoi un tassino?

No, grazie. No, grazie, ho affittato una macchina, grazie.

Scusi, se l'ho presa io?

Ah sì, mi hanno avvisato, l'aspettavo.

Qui ci sono i documenti.

Grazie. Carta di circolazione, assicurazione.

Qui c'è la macchina, la chiave.

L'abbiamo agganciata.

Bene.

Stategli dietro, non vi fate scoprire finché non la vedete col padre.

E poi che facciamo?

Non lo so, che ore sono a Roma?

Offritegli il pranzo.

Li ammazzate.

Padre e figlia.

Buona giornata. Grazie.

Allora?

Francesca sta andando al padre.

Sei sicuro? Sì. Ho cercato dappertutto e non l'ho trovata, allora...

Ho fatto un controllo all'aeroporto e ho visto che ha preso un aereo per Roma. Il

padre si è messo in contatto con lei. Ho provato a chiamarla, ma è sparita.

Scusate, io non conosco Francesca bene quanto voi, ma non mi sembra

assolutamente il tipo da fare una cosa. Sciuto, c'è di mezzo il padre.

Vabbè, che facciamo, dottore?

Non possiamo aspettare che Francesca si faccia vita.

Andiamo a Roma. Bene. Che Roma? Sì, ma siete impazziti.

È così, senza autorizzazione.

Non ti preoccupare, non è la prima volta, ci siamo abituati.

Andiamo a Roma, andiamo a controllare l'indirizzo che ci ha dato Barretta.

Sei sicuro di vederci bene?

Se ti ricapita?

Ci vedo abbastanza bene per muovermi, Sandro.

E poi voglio essere il primo a parlare con Leonie.

Tu resti qui, ci copri il culo con Lara.

Perché io?

Perché menti meglio di Scioto.

E perché la dottoressa non dovrebbe sapere nulla? Leoni è l'unica persona

che può darci qualche indicazione su Veronica.

Lara potrebbe metterci i bastoni tra le ruote. Questo non mi sembra abbastanza

corretto. La dottoressa si fida molto di lei. Senti, Vito, anche io mi fido di

lei, ma non per quanto riguarda sua sorella.

Comunque, Vito, se non te la senti, io ti capisco.

Puoi sempre tirarti indietro.

Va bene, voglio anche una verità. Bene.

Andiamo a Roma.

E io ti copro.

Che minchia sta facendo alla sbirra?

Niente, aspetta.

Aspetta cosa?

Forse il paparino che si fa vedere.

Vediamo, se non finiamo presto sui servizi.

Pronto? Sì, Roma.

Papà, pensavo che non mi avresti chiamato più.

Lo so, scusami tanto Francesca, lo so che tutta questa storia per te è

difficile, lo so.

Dimmi dove sei che ti vengo a prendere. Sono in una villa, sulla più antica, via

Pompeo Licinio 140.

E di chi è questa villa?

Perdonami, non te l'ho mai detto.

Aspetta, ne sto arrivando.

Roma mi mancava, solo che di solito c'è sempre il sole.

Quanto tempo ci sei stato? Tre anni con l'antidroga e due anni con la

dottoressa. Su dove vai a annullare un'auto? Mi aspettate qua? Sì.

Francesca non risponde.

Ti senti bene?

Sto bene, sto bene, a posto.

Regà, vi serve un taxi?

Stiamo a posto, grazie.

Sicuro?

Mezzanotte ha perso due dei suoi alleati.

Achille Ferro non gliel'ha perdonata la bomba al night.

Domenico non risponde. Sei sicuro di non sapere dov'è?

Dottoressa Calcaterra è il mio superiore.

Non mi deve rendere conto di quello che fa.

Chissà perché ho l'impressione che mi stai prendendo in giro.

Dottoressa, c'è il questore.

Sì, pronto.

Papà?

Francesca.

Papà. Sei sola?

Sì.

Aprimi.

Oh, ma che cazzo fa?

Nessuno ti ha seguito? No.

Nessuno sa che tu stai qua?

Ho fatto un casino per arrivare fino a qua.

Adesso tutti calmi e vieni con me.

Torniamo a Catania perché ti devi costituire.

Senti. Il fucile.

Che cazzo. E tu sei sicura che è la cosa giusta da fare? Ma sì, ma certo.

Quelli mi trovano pure là.

Io non... Ma perché mi sono messo in questa situazione? Perché io pensavo che

fosse uno dei tanti lavori che faccio sempre.

Questa volta però non ho fatto i conti con chi mi mettevo.

Andiamo in macchina?

Andiamo a Catania, mi spieghi?

Tesoro mio, quanto mi dispiace.

Bella, bella. Vabbè, adesso rimediamo.

No,

papà, dobbiamo andare. No, no, via con me, via con me, vai. Va bene, vengo

però. Devi stare calmo, però. Sì, sto calmo, via con me. Che cazzo.

Quanto manca?

Tra dieci minuti siamo all'acquedotto.

Speriamo che Leoni non faccia cazzate quando ci veda arrivare. Se c'è

Francesca non le fa.

Cazzo!

Dottore, come sta? Tutto a posto?

Sta bene, Sceto, sta bene.

Sono palladino.

Lo so che sei palladino, guaglione.

Posso usare almeno?

Ma che so usare?

Oppure scarico.

Ma hai mai visto con fucile in mano, Francesca?

Papà, mi dici che cazzo stai facendo?

Ci stanno dei clienti...

Che ci hanno dei fondi neri che non dichiarano al fisco. E allora?

E allora io li rinvesto per loro. Come?

In modo anonimo.

In modo anonimo?

E l'hai fatto pure per Bayadangia, giusto?

Mi rispondi?

Sì. Mi devi dire chi ti ha contattato.

Non c'è se te lo dico, ma resti subito.

Non ci posso credere, non ci posso credere.

Papà, sei sicuro che non l'hai detto a nessuno che sei qui?

No, so io.

Che chieda a te se ti ha seguito qualcuno, fratello. Tu!

Vieni, papà, vieni.

Stai nero.

Francesca. Ma come vale?

Gli uomini del ferro ci stanno sparando addosso.

Resisti, resisti. Siamo arrivati.

Ascolta, Francesca.

Pronto? Pronto?

I ferrovi stanno sparando addosso. Dai, dai, accelera, vai.

Papà, papà, vai, vai, vai.

Papà, papà, guardami, guardami.

Usciamo vivi da qui.

Toma!

Tieni i suoi, dai!

Forza! Tieni i secondi!

Passa avanti!

Vai, vai!

Vieni, non legami.

Vimo!

Vimo!

Dottore, che fa? Non può sparare. No, rischia di prenderlo.

Giù, giù.

C'è Francesca, dottore, rischia di prenderlo. Vimo!

Verda!

Sono io, papà.

Come stai? Brava!

Sì, sì, bella.

Francesca!

Come stai? Bene.

Tutto bene?

Credevo che ti fidassi di me.

Non avevo alternativi, dottore. No? Non ci ha pensato che potevano seguirti, che

potevano vederti, no?

Ho sbagliato. Hai sbagliato, Francesca, hai sbagliato, cazzo.

Forse è meglio che ti tolgo dalle indagini. No, dottore, la prego. Sei

troppo coinvolta.

Dottore, non può farmi questo, la prego.

E allora ricordati che siamo una squadra.

È morto, è uno dei ferro.

Ci vedo ancora bene.

L'ha detto curo, dottore.

Noi adesso facciamo due chiacchiere, eh?

Novità sui latitanti?

Niente.

Mezzanotte a Chilleferro si sono rintenati bene.

Dopo le ultime stragi non mi stupisce.

Come sta il dottor Calcaterra?

È tornato in servizio.

Si è dimesso da solo dall'ospedale.

Non è mai stato un uomo paziente?

No.

Credo che stia seguendo delle tracce, ma non mi chieda quali, perché a quanto

pare ancora...

Non mi vuole dare conto. E non credo che lo farà mai.

D'altronde questa è una situazione temporanea. A breve tornerà a Palermo

con la sua squadra.

Immagino che per lei sarà un sollievo.

Prima però dobbiamo prendere mezzanotte e i ferro.

Buonanotte, dottoressa.

Buonanotte.

Signor Leoni, mi aspettavo qualcosa in più da lei dopo che gli abbiamo salvato

il culo.

Io non so più che dire.

Magari è la verità.

Ascolti, io sono soltanto un contabile.

Ferro mi ha chiesto di lavorare per lui.

Io ho detto di no e ha deciso di farmi ammazzare.

Ma non c'è altro.

Non mi faccia incazzare, Leone, la prego, non mi faccia incazzare.

Non lo sappiamo che era complice della speculazione di Bagliadangelo. È per

questo che i Ferro la vogliono morto.

Non lo sapevo dire.

E starmi a mettere nelle mani della malavita.

Tutto bene voi?

Sì, sì, per fortuna sì.

I colleghi di Roma?

Mi stanno rompendo le palle. La Caterina ha tenuto i buoni. Partiamo prima che

arrivino, così evitiamo paranoia.

Nel caso qualcuno voglia riprovarci.

Che volo prendete?

Arriviamo in macchina.

Ecco, così i guai mi becco io.

Non lo so, compagno, inventati qualcosa.

Tanto quando ti impegni sei bravo, no? Palla, fa poco spiritoso, eh. Ci vediamo

a Caterina domani mattina, ciao.

Io entro, non è possibile... Francesca!

Francesca! Francesca! Cerca di stare calma, ok?

Oh, non ti ci mettere pure te, eh?

Ma tu ci tieni a me?

Certo, che c'entra adesso?

E allora perché non mi hai detto niente di tuo padre? Che pensavi che ti facevo

un rapporto? Ma ti pare che pensavo una cosa così?

E allora perché?

Perché se fosse successo un casino, come è successo? Non volevo che ci finissi in

mezzo pure te! Senti, fino a prova contraria e te stiamo insieme, quindi ci

sono in mezzo comunque!

Gaetano, guarda che io l'ho fatto per proteggerti!

L'ho fatto solo per proteggerti, te lo giuro. Sì? Sì. E allora la prossima

volta non mi farei scattare il cuore.

Almeno tuo padre le ha detto qualcosa?

No.

L'ho capito che non l'ho mai conosciuto.

Mi devo entrare.

Ascolta.

Aspetta, aspetta.

Francesca, Francesca, fidati di Calcaterra.

Fidati. Sì, sì, fidati di lui.

E già per oggi tu hai fatto abbastanza.

Eh?

Chi cazzo era il suo contatto? Chi era il suo complice, Leoni?

Vabbè, ma questo è un interrogatorio.

E allora se è un interrogatorio io voglio un avvocato.

Perché non l'ha chiamato prima l'avvocato?

Perché non l'ha chiamato lui a prendersi i colpi, a farsi sparare addosso invece

di chiamare sua figlia?

No, dottore, questo no.

No, questo non possiamo farlo. Questo no. Per colpe... Dimmi che cazzo è

stato. Dimmi che cazzo ti ha chiamato, che ti ha messo nell'affare. Dimmelo,

cazzo. Dimmelo, Leonie!

Dimmi che cazzo è il tuo complice. Giuro che ti ammazzo.

Giuro che ti ammazzo, fammi il nome, cazzo.

È Veronica Colombo. È Veronica Colombo.

È stata Veronica Colombo.

Sì.

Sì, è stata Veronica Colombo. Lavoravo per lei. Da quanto tempo sei suo socio?

Da sempre.

Per favore.

Da quando collaborava con Sandro Renanza?

Io investivo i risparmi. I risparmi?

Le tangenti investivi?

Io non sapevo da dove venivano quei soldi. Lei mi parlava di investitori

esteri. Ma la provenienza di quel denaro io non la conosco. Ti ha detto di

lavorare per lei anche dopo che gli abbiamo fatto chiudere il cantiere?

Sì, ma avrei dovuto denunciarla.

È vero.

C'avevo tanta paura.

C'era di mezzo Francesca.

E adesso io ho più paura di prima.

Torniamo a Catania.

Non serve a niente.

Non si può fare tutto con le armi, Dante.

Qualche volta ce n'è bisogno di sedersi attorno a un tavolo e parlare.

Con quei pezzi di merda? E che ci dobbiamo dire?

Io li voglio tutti morti.

Soprattutto dopo quello che hanno fatto a Cannella.

E tu la dovresti pensare come a me. Da quanto tempo lo conoscevi?

Ho visto crescere pure a noi.

Ma l'idea mia non cancia.

Non vuoi capire?

Quelli appena ti vedono ti ammazzano.

Non lo possono fare.

Scuderi ha chiesto ad una carta di quella garantito di persona.

All'incontro nessuno può fare niente.

Intanto ci suoniamo qualcosa, mio figlio? In città lo dobbiamo indebolire.

In strada.

Non ha la commissione.

Fai come vuoi tu.

Ma me la fate capire una cosa?

Ma a voi vi piace grattarvi le palle?

Perché a me no.

E chi può farlo?

Quante persone conosciamo che sono amici di Achille Ferro?

Assai.

Assai.

E fosse più mia, ci vissi i cugnici a tutti, a Iddi e le sue famiglie.

Negozzo, fammi capire una cosa, ma che vuoi fare?

Un assaggio?

Ma perché no?

Se serve.

Però bisogna vederci i cuglioni.

E a me mi sa che da mezzanotte... Cosa, Negozzo?

Da mezzanotte cosa?

Vieni Don Mezzanotte, stavamo parlando con i ragazzi.

Tranquillo, vedi che ti voglio bene.

Ma che cosa stavi pensando?

Stavo dicendo ai ragazzi che, secondo me, dobbiamo essere più duri con gli

uomini di Achilleferro.

Senza sconti per nessuno.

Senza sconti.

Prende la pistola.

Su.

È così da tenere la pistola.

Accogliela.

E che c'ha le mani di ricotta?

Raccogli sta pistola.

Più veloce devi essere nei corsi.

E'

facile parlare del ragazzino, troppo facile.

Che faccio ti sparo?

No, da mezzanotte, no.

E ora puoi tornare a grattarti la palla.

Oh, allora, alla voce!

Cosa?

Fanculo!

Che cosa è successo?

Gli sbirri.

Gli sbirri?

Sì, gli sbirri. Gli sbirri, Achille?

Per cortesia Veronica, per cortesia. Per cortesia Veronica? Solo cinque ore che

mi dici per cortesia Veronica?

Gli sbirri hanno ammazzato i ragazzi che dovevano fare il lavoro.

La polizia ha preso Leoni, vivo!

Non mi toccare mai più.

Comincio a pensare di essermi associata alla persona sbagliata, Achille.

Ma finiscila, finiscila.

Ti sei alleata con me, altrimenti finivi nella fossa insieme al tuo autista. Non

te lo dimenticare, signorina. Non mi toccare.

Chiaro?

È chiaro? È chiaro, non ti tocco.

Non ti tocco più.

Che io non mi dimentico che io e te abbiamo degli affari da portare avanti.

E invece mi tocca stare chiusa qua dentro perché c'è timore che Leoni se la

canti su tutto.

Devo trovare un modo per far stare zitto quel pezzo di merda.

Tu te ne intendi, no?

Che cosa gli succede ora?

Cosa gli fa la polizia ora?

Che gli fa?

Lo metteranno subito sotto protezione e il giudice lo interrogerà il prima

possibile e nessuno lo potrà più incontrare. Fine dai giochi.

Buongiorno. Buongiorno. L'avvocato Scotti è in ufficio, sì.

Grazie.

Chi

è?

Chi è?

Avvocato Scotti. Cosa vuole?

Farla vivere il più a lungo possibile, felice. Lei e la sua famiglia.

Perché? Che ho fatto?

Niente, non ho fatto niente.

Devo parlare con Guido Leoni da parte nostra.

Guido Leoni? Il suo avvocato, no?

Sì, ma non capisco, non lo vedo da quando... Da quando è scappato, ma

adesso è tornato.

E lei sarà lì quando arriva, no?

Sì.

Mi posso accomodare?

Prego.

Bello studio.

Dai papà, qui sei al sicuro.

Ehi Mimmo, come vanno gli occhi?

Meglio, meglio.

Molto meglio.

Allora guarda chi sta arrivando.

Come vanno gli occhi? Bene?

Peggio.

Stanno peggiorando.

Non hai aspettato i colleghi su a Roma? Che stai facendo?

Li avevo avvisati. Sì, ma questo non vuol dire che loro fossero d'accordo.

Senti, Lara, Leone è un testimone troppo importante.

Non potevo rischiare di perderlo. Beh, se è così importante me lo potevi dire.

Ho paura che me lo vendeva la mafia.

Non è questo il problema, dai.

No, e qual è il problema?

Te lo dico io qual è il problema.

Mia sorella! Beh, che novità! È tua sorella, sì, è tua sorella. Quante volte

te l'ho detto?

Leoni lavorava per tua sorella e sta là pronto a testimoniarlo davanti ad un

magistrato, lo capisci? Sì, perché c'è solo lei, c'è solo Veronica Colombo! Va

bene!

Senti Lara, io lo so che non è facile, mi dispiace.

Ma stavolta per tua sorella finisce qui.

È arrivato Polvirenti?

No.

C'è l'avvocato Scotti per il signor Leoni. Chi? L'avvocato Scotti per il

signor Leoni.

Avvocato?

Lei è?

Sono l'avvocato Scotti, so che il mio cliente è stato di fermo. Scusi, ma chi

gliel'ha detto che il dottor Leoni è qui da noi? Ho bisogno di parlare con lui in

privato per preparare la sua deposizione.

Prego.

Grazie di essere venuto.

Anche se non so a che cosa possa servire.

Mi hanno mandato Guido.

Non è stata un'idea mia.

Ti hanno mandato?

Chi?

Devi stare zitto Guido.

Perché devo stare zitto?

Qui sanno tutto ormai.

Stavolta non ne vengo fuori.

Ma tua figlia sì.

Non si vendicheranno su di te ma su di lei.

Non oggi e non domani forse ma lo faranno.

Tu sarai protetto, ma lei è una poliziotta. Vive in mezzo alla gente.

Ma che stai dicendo?

Che vuoi dire?

La uccideranno, Guido.

No.

No, mia figlia no.

Mia figlia no.

Vedrai che metteranno sotto protezione anche lei. Le rovinerai la vita. E poi

non è detto che non riescano ad arrivarci lo stesso.

Io non posso tirarmi indietro.

Lo devi fare.

È arrivato il magistrato.

Buongiorno.

Possiamo cominciare.

Dottor Levoni, dai documenti in nostro possesso abbiamo circostanziate prove

del suo coinvolgimento legato alla speculazione.

del porto e dell'aeroporto di Bagliadangelo, operato dal clan di

Ruggero Spina.

Lei conferma o nega l'addebito?

Sì, lo confermo.

Sono stato io a costruire la rete di imprese che poi è servita a gestire l

'operazione. Una serie di scatole cinesi che dovevano impedire di risalire ai

nomi dei veri proprietari? Sì.

Chi la coinvolse in questa operazione?

Ruggero Spina.

Ma come scusi, eh?

A me ha detto che Ruggero Spina lei non lo conosce.

Calcaterra, per favore.

Eh? Il dottor Calcaterra qui presente afferma che lei ha accusato Veronica

Colombo di essere dietro l'operazione.

No, Veronica Colombo non c'entra niente. Io gestisco soltanto il suo fondo

fiduciario, ma...

Tutto legale. Sta cambiando versione.

Sta cambiando versione, magistrato.

Ma che cazzo dici, eh?

Che cazzo dici? Chi ti ha convinto a cambiare versione, eh?

È stato lei! Per favore, non intimidisca il mio cliente! È lei che l'ha

intimorito, cazzo! È lei che ha intimorito il testo! Calcaterra, basta!

Quindi lei non ha mai parlato di Veronica Colombo con il dottor

Calcaterra?

Sì, l'ho fatto.

Perché mi minacciava.

È vero che l'ha minacciato? Ma che cazzo ho minacciato? Dai Lara, lo stavo

interrogando cazzo. Per favore, calmatevi.

Dottor Leone, chi era che la interrogava? C'era lui e un altro

poliziotto. Sciuto, c'era sciuto con lui.

Lei ha sentito la deposizione del test, vero? Sì. E conferma che il test è stato

minacciato? La verità, Vito.

No, non è stato minacciato. Il dottor Calcaterra ha semplicemente alzato il

tono di voce. E lei sa bene che quando si intera con un sospetto questo può

capitare. Si limiti a rispondere alle mie domande.

È stato minacciato o no? No, fingeva. Ha finto per farlo spaventare. E comunque,

signor magistrato, io posso confermare che lui sta cambiando versione.

Un'altra cosa, chi ha tirato fuori per primo il nome di Veronica Colombo? Il

dottor Calcaterra o il signor Leoni?

Il dottor Calcaterra.

Mi dispiace, dottore.

Domenico!

Domenico, fermati!

Stai rovinando la tua carriera per un'ossessione.

E tu continua a proteggere tua sorella. Non la sto proteggendo, non abbiamo

niente contro di lei, niente!

Quando aprirai gli occhi, Lara? Quando?

Tu stai cercando solo un colpevole per la morte di Leonardino.

Uno qualsiasi.

Ma pensala così.

Pensala così, non è un problema per me.

Ma prima o poi le prove le trovo io.

E come? Non sei più credibile? Non hai una prova? Non hai un testimone? Non hai

niente? Sì, ma almeno faccio di tutto per cercarle, cazzo!

Se Veronica verrà eletta, metterà la Sicilia nelle mani di Achille Ferro. È

questo quello che vuoi?

Ti prego, Domenico, ragiona. Io non posso permetterlo.

Non dopo quello che ha fatto.

Papà, girati.

Non puoi mentire a tua figlia.

Non hai nemmeno il coraggio di guardarmi.

Leone si è ingogliato la lingua.

Ha fatto il mio nome?

No, ha accusato Ruggero Spina di averlo tirato dentro.

Tanto quello è morto e sepolto, no?

Bravo, Michele, bravo.

Sei stato bravo con l'avvocato.

Continua a farlo tenere d'occhio dai ragazzi.

Non si sa mai, ci può sempre servire.

Anche ho perso dieci anni di vita.

Ma non ti rilassare troppo.

Come hai visto in questo business non si può mai stare troppo tranquilli.

Ma adesso te ne vuoi andare a piede libero.

Bene.

Stasera ho una cena di raccolta fondi per la mia campagna elettorale.

Non ti bastano i piccoli che ti tolgo?

Ma i soldi non bastano mai.

E poi non voglio che nessuno ti faccia domande.

A proposito dei piccoli, scusa che ci penso.

I soldi per l'affare di Baia d'Angelo, per mettere in piedi l'affare, che te l

'ha dati? Ce l'ha messi tutto il Ruggero Spina o ce l'avevi del risparmio tu?

Ma questo che cosa c'entra ora?

Niente.

Appunto.

Solo che le cose che non capisco mi continuano a girare in testa, non le ho

fatto così.

Certo che te potevi stare zitto, Vito. Sì, guarda che se dicevo la verità a

Calcaterra le mettevano le manette.

Ma non lo capisci che lo stava facendo apposta? Sì, ma Leo ne era davvero

spaventato.

E poi non lo so, magari si è inventato tutto davvero, non lo so.

Tu pensi che non c'entra niente, Veronica?

Che sei innocente, come dice quella là.

Cazzo, Sandro, non lo so, non lo so.

Non abbiamo niente in mano, niente. E tu? Tu invece come fai a essere così

sicuro che col Pedro? Perché conosco Calcaterra.

E so che non si inventa mai le cazzate, mai.

Anche se adesso sarà difficile che qualcuno li creda.

Ecco Leonardino, il bambino più alto del mondo, il bambino volante, eh?

Saresti stato un buon padre.

Proprio a te pensavo.

Ehi.

Giornata pesante, gioia mia.

Abbastanza. Perché non mi racconti stasera? Tra un drink e l'altro.

Ce l'hai te insieme?

Magari, Dio.

C'ho un ricevimento a Villa Valentini.

È l'ultima raccolta fondi prima della fine della campagna. Non sembra molto

divertente. Noioso.

Da morire.

Per questo voglio che ci vieni.

Se non vieni mi metti a piangere.

Va bene.

Però al più presto voglio una cena con te.

Promesso.

Sei sicuro?

Devi smettere di preoccuparti per me.

So che tu che faccio.

E Achille non può fare niente in mezzo agli altri.

Stai attento.

Mi fa piacere che ti preoccupi di questo povero vecchio.

Negozio, adesso tu risponda.

Tu pratica? Sì, d'onore.

Don Achille, vi preghiamo di portare il rispetto a questa commissione.

Non tiene rispetto di nessuno.

Mio nipote l'hai fatto ammazzare. Colpa tua, ci doveva insegnare a stare al

mondo.

Non ti deve permettere.

Non serve a niente cercare di stare calmo. Amici, quello che sta succedendo

a Catania non è buono per nessuno.

Già troppi morti ci sono stati, troppa merce sequestrata e troppi uomini in

galera. Ma Don Oreste è venuto a proporci un accomodamento e vogliamo

ascoltarlo. Io non sono bravo a parlare, ma una cosa la so.

Molti di voi che hanno appoggiato mio figlio,

Ora sono dispiaciuti della scelta che hanno fatto.

Non dire menchiade.

Che prima avevamo la pace, gestivamo questa terra assieme. E ora combattiamo

per un pezzo di pane.

Che cosa ci proponi, don Oreste? Il mandamento della mia famiglia è grande.

E io non voglio obbligare mio figlio a obbedirmi se non vuole.

Ti offro di dividercelo.

E di dividere il business che sta dentro, la commissione garantirà il

nostro patto.

Hai visto che bravo?

Che bella proposta.

Si vede proprio che sei ridotto male.

Te la faccio io un'offerta.

Tu ti prendi tutti i tuoi uomini e te ne vai da Catania.

Non ti fai più vedere, non ti fai più sentire.

E il sottoscritto garantisce che la guerra finisce qui.

Questa è la mia città.

E lo era da prima che tu nascessi. Non lo è più.

Oreste.

Signore,

Achille Ferro vi offre una Catania nuova, che cresce.

Vi offre un porto, un aeroporto, turisti da tutto il mondo.

Piccoli. Tanti piccoli. E quando?

Trecento anni?

Duecento? È da un pezzo che ce la racconti questa favola, Don Achille.

Puoi stare con i miei padri?

Prego, accomodatevi.

Ma sia chiara una cosa.

Sia chiara una cosa.

Non sogno io quello che deve avere paura.

Tu non ci puoi menacciare.

No. Sto dicendo solo la verità.

Tu porterai solo disgrazie a questi uomini onorati e a te stesso.

Allora, che volete fare?

State con lui o con me?

Col passato o col futuro?

Orest, lo deve davvero, avrebbe accettato.

No,

ma volevo che la commissione vedesse Achille per chi tu che è.

Un pericolo per tutti.

Eh sì. Glielo dissi che si sarebbe giofinato con le sue mani.

Salutiamo.

Salutiamo.

di Sicilia Unita che ha un obiettivo chiaro, che è la riqualificazione, la

valorizzazione del territorio.

Veronica Colombo, in corsa per la poltrona della regione Sicilia e addetta

di tutti i commentatori, la favorita assoluta, sarà ospite questa sera a

Palazzo Valentini per una serata di raccoltafondi. Veronica Colombo, sindaco

uscente di Baia d'Angelo, corre infatti come indipendente per Sicilia Unita.

Polizici amici della mafia!

Dottore, sei sparito, che fine ha fatto?

Tutto bene?

Oh, Mimmo!

Sciuto, sono Sandro.

Ho appena visto Calcaterra che lasciava il rete, non c'aveva una bella faccia.

Calcaterra qui non è passato.

Francesca e Palladino sono in ballo con la casa del padre.

Pulvirenti la sta sequestrando e stanno togliendo le ultime cose.

Ma te l'ha dato semplicemente a farsi un giro, a bere una cosa.

Oggi è stata una giornata piuttosto difficile.

Si è fatto già mezza bottiglia di gin, Sciuto.

Sono un po' preoccupato.

Preoccupato per cosa?

Che possa fare qualche cazzata.

Buonasera. Incantato.

Salve, buonasera. Buonasera signora.

Ottimo programma. Grazie.

Grazie, buonasera.

Secondo me stiamo facendo un sacco di problemi Calcaterra è maggiorenne e

vaccinato Preferisco preoccuparmi adesso che incazzarmi dopo Tu sei sempre

incazzato Ma sì, dovevi conoscermi prima, sono un fiore adesso

Ma tu pensi davvero che Calcaterra possa perdere il controllo?

È molto cambiato rispetto al prima.

Quando l'ho conosciuto era un poliziotto che seguiva il regolamento alla lettera.

Ma stiamo parlando della stessa persona?

Te l'ho detto, è molto cambiato. Da quando è morta la maress, non lo so, è

come se vivesse sempre sospeso su un filo.

Questo filo si sta spezzando.

Ciao!

Gioia!

E non ti servessa l'abito che ti ho mandato?

Era immittibile quella cosa.

Gioia, che sei bella vestita da donna. Grazie. Chiave, andrei in una stanza e

mi farei una tisana sdraiata con i piedi all'insù.

Vedete qualcosa?

Bianco? Bianco.

Posso vedere il suo invito, per favore?

Va bene questo.

Carissima dottoressa Colombo.

Immagino che voglia te.

La trovo in magnifica forma. Caro, come va?

Tutto bene. Tutto a posto?

E poi gli diceva

che lei tenesse una piccola lezione magistralis.

presso la facoltà di scienze politiche. Una lezione magistrale io la terrei

volentieri se avessi tempo per farla, perché è un momento... Ho visto una

persona con cui devo assolutamente scambiare due parole, però la lascio con

il mio addetto stampa. Prego, dottoressa. Sì, sì, domenico schiavone.

Lo sento qualcuno.

E oggi ci stiamo vedendo, signora Colombo.

Golkarov.

Che cosa ci fa qua?

Farle gli auguri per le prossime elezioni onorevole.

E portarle i saluti dall'uomo che rappresentano.

Posso?

Bella serata, eh?

Di merda.

Non è il momento, non è la situazione adatta.

Onorevole, sapeva che questo momento sarebbe venuto.

I soldi che abbiamo investito su di lei non erano a fondo perduto.

Lei lo sa che la polizia ha distrutto la nostra operazione Dubai ad Angelo? Hanno

ucciso tutti i miei soci italiani.

Povero Ruggero Spina.

Ma noi sappiamo che ne ha trovati di nuovi.

E che l'affare riprenderà quando lei sarà eletta.

Rivolete indietro i vostri soldi.

Ci vorrà un poco di tempo, ma si può fare tutto.

No.

Siamo disposti a dimenticare il passato.

Ma vogliamo partecipare al nuovo business.

Non è una cosa che posso decidere sola.

E non lo posso decidere ora.

Naturalmente.

Naturalmente.

Ma non ci faccia aspettare troppo.

Siamo ansiosi di lavorare di nuovo.

Con lei.

Vai, vediamo.

Grazie. È un vero piacere rivederti.

Sì, sono contenta che stai vicino a mia sorella.

Che

festeggi,

signora Colombo?

Tu sta fermo là, eh?

Non fare un passo o ti stacco la testa. Te l'ho già detto una volta, non fartelo

dire un altro. Ti stacco la testa. Tu sei fuori di testa. E tu faticassi lui.

Domenico Calcaterra, benvenuto.

Sono venuto a guardarti, Colombo.

A farti complimenti, brava.

Brava, brava.

Brava, veramente.

Hai fottuto tutti quanti un'altra volta.

Torniamo di là.

Ma sai che mi sa che mi prendo un'altra cosa da bere adesso?

Mi prendo un'altra cosa da bere.

Posso avere un bicchiere di bianco per favore?

E cosa ha fatto il salto di qualità che adesso mi insulta anche in pubblico?

Adesso tutti che ti stanno intorno, capito?

Che ti fanno i complimenti a Veronica Colombo, la candidata, l'eletta, chi

cazzo sei?

Tutti quanti che ti leccano il culo, no? Che ti leccano i piedi. Ma tra poco

quando finisci nella merda, perché tu ci finisci nella merda, te lo dico io.

Queste persone non ti riconosceranno più.

Faranno tutti finta di non conoscere. Non mi fanno minaccia. È ridicolo.

Ma come vai a stare così tranquilla con quella coscienza che c'hai? Ma perché

non pensa alla sua di coscienza?

Scusa un attimo.

Come si sta?

Ci pensa a tutte le persone che sono morte perché lei non ha saputo fare bene

il suo lavoro?

Ci pensa al figlio di Rosy Abate? Tu non lo devi nominare quel bambino.

Tu nemmeno lo devi nominare quel bambino.

Domenico, che succede?

Lascia, lascia che si sta coprendo di ridicolo.

Di ridicolo.

Domenico, che hai?

Lascia, che devono sentire tutti, che è ridicolo, l'uomo che mi sta rovinando la

vita, che è un ubriaco. Sei una mafiosa, sei.

Sei un'assassina, Colombo. Ma una di quelle delle peggio specie.

Tu sei una di quelle che quando piove cammina tra una goccia e l'altra e non

si bagna. Che cosa ha bevuto? Che c'ha un alito fetido? Che cosa gli avete

dato? Ascoltami, è finita, cazzo. Si è arrivata. Ha un alito fetido. Non

mandarlo venire, non sa bene.

Andiamo via.

La festicciola.

Andiamo, andiamo. Vieni, schiavone.

smettere adesso.

Basta. Lo sai tu che la devi smettere di difendere tua sorella Lara.

La devi smettere cazzo.

Ma è il giornalista che gli facciamo fare qualche bella fotografia.

Buonasera polizia. La devi smettere di difendere tua sorella.

Eccoli. Arrivati.

Vito. E lei guardate.

Domenico è tutto a posto. Tranquilli. È tutto a posto.

Carissima. Scusate.

E tanti auguri a tutti quanti. Ogni tanto anche alla polizia, capito? Le

serate no, ma questa per noi è una serata sì.

Grazie a tutti quanti per essere venuti. Sono veramente contenta che siate tutti

qua. Salute, un bel brindisi.

Alla salute.

Basta che ti fa male.

Non mi fa male, Sandro.

Mi fa male lei?

Una mafiosa? Un'assassina? E non possiamo fare un cazzo per dimostrarlo?

Perché si può con le mani legate?

Perché nessuno si crede a cazzo? Io ci credo. Anch'io ci credo. Solo che questo

non è il modo giusto.

Quando era ammazzato non si è mai fatto tutto quello che sta facendo lei. Perché

avevo paura, anzi la certezza, che gli assassini se la sarebbero cavata.

E perché non l'hai fatta allora? Perché sono un poliziotto. E anche tu sei un

poliziotto. Magari ci metterò tutta la vita, ma questi li mando in galera.

Soprattutto se ce li ha a darmi una mano.

Troveremo modo per mandarli in galera.

Lei è ancora qui?

Scatti, scatti, gli faccio due foto. Che cazzo scatti? Ma cosa scatti? Ma per

cortesia. Scatti, ma cosa scatti? Ti ammazzo!

Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti

ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti

ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo!

Ti ammazzo!

Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo!

Ti ammazzo! Ti ammazzo! Ti ammazzo!

Ti ammazzo!

Ti ammazzo! Ti ammazzo!

Ora ce l'andiamo, ok?

Andiamo via.

L'ho trovato io il modo vita.

Va bene, continuate pure la serata.

Scusate, arrivederci, buona serata. Bravo, bravissimo.

Se volete continuare a lavorare con me, se veramente vogliamo incastrare

Veronica Colombo, dovrò chiedervi di fare delle cose che possono mettere a

rischio il vostro lavoro.

Ve la sentite?

Non me lo chiedi?

Beh, perso un lavoro se ne trovo un altro.

Quella donna deve marciare in galera.

Che domande fai, Mimmo? Siamo una squadra.

Io devo andare fino in fondo in questa storia. Da dove cominciamo?

Da un uomo d'affari russo.

Alla festa ho visto Veronica parlare con un uomo.

All'inizio credevo di non conoscerlo.

Ma poi mi sono ricordato di averlo visto nel casellario dell'Interpol. Si chiama

Alexander Gonkarov e credo che sia legato alla mafia russa.

Che faceva con Veronica Colombo?

Non lo so, Francesca.

Ma tuo padre parlava di investitori stranieri per quanto riguarda la

speculazione di Bagliadangelo.

Magari potrebbe essere uno di quelli.

Lo riconosco, è proprio lui.

In 25 anni nacque un capo d'accusa.

Pulito.

Sì, ma chi sta dietro di lui?

Arkady Podyadev, detto anche... Afrikanets.

Il massimo esponente della mafia russa.

Ma nessuno l'ha mai visto in faccia.

Arrivederci, Arkady.

Grazie.

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