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Stai lavorando sulla Cielo Azzurro?
Sì.
Ma non per quella storia dei soldi rubati.
Sto cercando tracce dell'abbate.
Notizie della tua ex fidanzata?
No.
Ho chiesto anche a Caputo di fare una ricerca, ma... niente, non riesco a
trovarla.
Sai che devi dirlo alla Maris, vero?
Gli aspetti è peggio, eh? Lo so.
Non posso più andare avanti, eh?
Vabbè.
Allora vado.
Bocca al lupo.
Rebi.
Ragioniamo, cavrones.
In quel orfanotrofio sarà pieno di bambini. Come lo troviamo al figlio di
Lucy? Montiamo una pistola sulla testa di una suora e ce la facciamo dire.
No, il figlio di Lucy Abate sarà sotto falso nome.
Può darsi che quelle suole non ne sappiano nulla. E allora?
E allora dobbiamo fare un sopraluogo.
Sì, e che raccontiamo? Che siamo quattro missionari colombiani?
Quello è il piano B.
E il piano A?
Il piano A è che il sopraluogo lo facciamo fare a qualcun altro.
Dottoressa, dovrei parlarle di una cosa.
Però in privato se posso.
Certo.
I colombiani.
Nettini la voce.
Hola Juan.
Hola un cazzo. Dove sei finita? Dove siete finiti voi?
Sono stata all'albergo. Era pieno di sbirri. Tutta Palermo è piena di sbirri.
L'avete fatto di casino in giro? Già. E chi è stato l'uccelino che ha messo
tutti questi sbirri sulle nostre tracce? Ma vaffanculo va.
Non mi conosci. Sero, io e l'infamma a quest'ora eravate tutti in galera.
Può darsi.
Comunque ci servi.
Per cosa?
Per Rosy Abate.
Perché? Che è successo?
Abbiamo delle novità su di lei.
Grosse novità.
Quali, dimmi? Te lo diciamo tra poco.
Ti interessa ancora la sua testa, vero?
Certo che mi interessa. Me lo chiedi?
Allora ci vediamo tra mezz'ora. Dove?
A Reparte di Mezzogliuso.
Intanto vicinati, poi ti richiamo.
Dottoressa, non vorrà andare all'appuntamento? Certo che ci voglia
andare. Hanno novità su Rosi.
Potrebbe essere una trappola. Non credo. È troppo rischioso. Hanno ragione. La
tua copertura è saltata. Ti sei fatta vedere troppo in giro. Non per i
colombiani, evidentemente. Se no non mi avrebbero richiamata. Magari ti hanno
chiamato proprio per questo, per tenderti un agguato.
Quelli hanno l'acqua alla gola. La polizia dietro. Vanno a pensare a
vendicarsi di me.
Sono sicura che hanno novità su Rosi. Va bene.
Ma stavolta veniamo pure noi. E avviciniamo il questore.
Ma quello vorrà che li arrestiamo. Ebbè, e questo è quello che faremo. Non
possiamo sprecare sta possibilità. Claudia, non possiamo rischiare che ci
scappino ancora.
Noi ti seguiamo, li arrestiamo e poi sentiamo quali sono queste cazzo di
novità sulla base. Se questo non è un blef, io a quei bastardi li faccio
parlare. Con le buone o con le cattive.
Con le buone, con le buone. Vai, muoviamoci.
Abbiamo poco tempo.
Ma questa non è una riunione della commissione. Ho ragione, Ruggero. Sì,
Frank, hai ragione. Non è una riunione della commissione. Un'antichia di vino,
pure io.
Ci voleva.
E allora, Ruggero?
Ci vuoi parlare della piccioletta?
Rose sta imparando.
Sta diventando brava. Sta diventando brava come il pace.
Di più.
Ma i giochi in cui si è messa sono troppo grandi per lei.
Rattare con lo Stato è sempre difficile.
Ma che Stato? Dove sta lo Stato?
Non esiste lo Stato.
Ce ne sono tanti, buoni e attenti.
Ma Rossi sta lavorando con la parte peggiore.
Quella che noi tre conosciamo bene.
Ma insomma, Ruggiero, che cosa ci stai chiedendo?
Mi sto chiedendo di poter rompere il giuramento.
Ma tu stai parlando della lista.
Abbiamo giurato che sarebbe scomparsa con noi, che l'avremmo bruciata e
avremmo sparso le ceneri al vento.
Adesso vi chiedo di darla a Rosy Abate.
E con la lista nelle sue mani, De Silva e i suoi uomini non possono più
toccarla.
Dove cazzo siete?
All'incrocio con via Estrasburgo, gira destra.
Sì, e poi?
Poi ti richiamo.
Domenico? Che succede?
Mi stanno facendo fare il giro dell'oca.
Probabilmente hanno qualche uomo apposato da qualche parte.
Fermatevi, altrimenti va tutto a puttane. Ok, noi ci fermiamo, ma adesso
ti fermi pure te e torni indietro.
No, io proseguo. Claudia, Claudia, è troppo pericoloso. Non possiamo
permetterci di rischiare così.
Tanto potete seguirmi col GPS del cellulare di Manzella.
Claudia. Cacca terra, vaffanculo, dai, è un ordine.
Ok.
Domenico. Dimmi.
Scusami.
Lascia stare che le scuse non ti vengono bene.
Dai, ti richiamo appena si fanno sentire.
Che cazzo facciamo?
Aspettiamo.
Questa storia a me non mi piace per niente.
Luca, attiva il GPS, guarda dove sono.
Ok, la mare sta lasciando la Palermo Shack all'altezza di Corleone.
Si sta allontanando troppo, così la perdiamo, dottore.
Andiamo lì dietro.
Rischiamo di peggiorare la situazione, Sandro.
I colombiani sono svegli.
La mare si è fermata. Dove? Kilometro 36, statale 118. Andiamo lì dietro.
Dottore, andiamo lì dietro.
Andiamo.
Salve, maress.
Salve, Juan.
No, tu a me non mi tocchi. Leva ste mani, coglione.
Ha ragione.
Non si tocca così una signora.
Che, non ti fidi di me?
Io non mi fido di nessuno.
Ma che pensi?
Che ha delle cimici addosso? Peggio.
Questa per il momento la teniamo noi.
E questo non ci serve più. Che cazzo fai?
Ora possiamo andare.
E dove andiamo?
Dove sta Rosie?
Te lo diciamo quando è il momento, rilassati.
Adesso vieni.
L'operazione Grillo. Abbiamo finito ora di caricare.
Fare i vari tir.
Va bene.
Rosy, tutte le scorie sono arrivate tutte.
Tra poco le spediamo in Albania e i tuoi problemi sono finiti.
No, purtroppo i miei problemi sono cominciati quando ti ho conosciuto, De
Silva.
Abbi fede, Rosy.
Abbi fede.
Vai, Vito.
Rosalia, è da quando hai iniziato a lavorare con De Sipa che sei di cattivo
umore.
Stammassiti, io lo so che è quella una merda.
Sono d'accordo con te, io la penso alla stessa maniera.
Ma i soldi che ci dà sono veri. Vito, quello ci paga per far sparire i scori
nucleari, va bene? Non si tratta della solita munnezza. Lo so.
Ma noi non la lasciamo qua in Sicilia dove sta tuo figlio, hai capito? La
mandiamo lontano.
Io lo voglio vedere.
Voglio andare da Leo.
Ma mo' adesso?
Eh, mo' adesso.
È tutta la mattina che ho cattivi presentimenti, va bene?
E vabbè, andiamo da Leonardo, va?
Sandro, dottor Calcaterra, il telefono della Mares.
Che cazzo succede?
I colombiani devono aver dato appuntamento alla Mares in questo punto
e poi devono averla caricata sulla loro macchina.
Non si fidano più di lei, o almeno non troppo.
L'hanno fatta arrivare qua e poi l'hanno fatta abbandonare macchina e cellulare.
Ci siamo giocati la Mares.
Luca, avvisa la centrale.
Perché ci siamo fermati qua?
Perché siamo arrivati.
Voi due, mi copri la destra.
E tu, coprimi la destra, per favore.
Andiamo.
Mares, la prego.
Questo non è un convento.
Infatti, è un orfanotrofio.
Il figlio di Rosi.
Brava, ci sei arrivata.
No, signor questore, ancora non ci sono novità. Vuol dire che dobbiamo dare un
ordine di ricerca ad ampio raggio.
Io lo sconsiglio, signor questore. Rischiamo di mettere in pericolo
Claudia. La mare sia a rischio comunque. E soprattutto sono a rischio le vite di
cittadini innocenti. Questi volomiani ammazzano senza pensarci. E io non
voglio altri morti per le strade, capito? Ci sono novità.
Mi dispiace, devo salutarla. Arrivederci.
Pronto, Calcaterra? Pronto?
Pronto, Calcaterra?
Hanno trovato il cadavere di un prete. Don Sergio.
Don Sergio.
Io vado a vedere. Voi restate qui e coordinate le ricerche.
Evitate situazioni di pericolo.
Noi andiamo là, prendiamo il bambino e poi troviamo il modo di metterci in
contatto con la madre.
Che dici?
Accetterà lo scapio?
È pieno di bambini là fuori. Per questo ci servi tu? Per andare a fare un
sopralluogo?
Fanculo, Juan.
Io non scendo. Non erano questi i batti. Quel bambino non c'entra niente. Io
voglio tenerlo fuori da questa storia.
Tu ora fai quello che dico io.
Altrimenti andami a fare compagnia al bambino.
dentro una bara.
Una follia.
Non possiamo andare là fuori a cercare il figlio di una sabbata come se niente
fosse. Chiameranno la polizia. Per questo ci servi tu.
Io e te entriamo come una coppia che vuole adottare un figlio e tu convinci
le suore a farci vedere i bambini.
Sì.
E poi?
E poi prendiamo quello giusto. Con il bambino in mano costringeremo il
serpente a mettere fuori la testa. E una volta fuori gli schiacceremo la testa.
Il bambino di Rosie potrebbe non essere tra quelli.
Il prete ha detto di sì.
E non si dicono bugie in punto di morte.
Scendi.
Dov'è il testimone? È laggiù.
Un bambino? Sì, si chiama Michele Giuffè, ha dieci anni. Non ha aperto
bocca, è sotto shock.
Stiamo aspettando l'assistente sociale.
No, no, non c'è tempo.
Ciao, io mi chiamo Domenico e sono un poliziotto.
E tu come ti chiami?
Senti,
io lo so che è difficile, ma io ho bisogno che tu mi risponda a qualche
domanda.
Sai, c'è una mia amica, una mia cara amica, che è in difficoltà, che
dipende da te.
Anzi, diciamo che è proprio in pericolo.
Lo sai che da ragazzino facevo il tirichetto anch'io?
Poi un giorno, durante la cerimonia di Natale, mi sono addormentato mentre
tenevo il cielo tra le mani.
Mi sono bruciato tutto.
Il prete mi ha cacciato.
Ti piacciono i poliziotti?
Sì, ma non mi piacciono le pistole.
Bravo.
Ti faccio una confidenza.
Neanche a me piacciono le pistole.
Hai sete?
Sì. Vuoi qualcosa da bere?
Un'aranciata? Una gazzosa?
Un succo al mirtillo?
Un chinotto.
Un chinotto.
Agente, due chinotti.
Dammi la mano.
Invece di non fare cazzate ti faccio saltare la testa. Guarda che io voglio
prendere rosa e bate quanto te. Più a terra di minacciarmi.
Finora non sei servita a niente. Non capisco perché sei ancora viva. Perché
sono l'unica che ha un po' di cervello.
Juan, stiamo rischiando troppo.
E allora non fare una brutta figura.
Ecco la sua, la sorridi.
Sì?
Buongiorno, che cosa volete?
Eh, diglielo tesoro.
Io... Noi... Volevamo adottare un bambino.
Un bambino?
No, non è qua che dovete venire.
Dovete andare a fare domanda di adozione al tribunale dei minorenni.
Sì, sì, lo so, è che volevamo dare un'occhiata per farci un'idea.
Guardi che questo qua non è un canile, non è che potete venire qui a scegliere
bambini. Sì, sì, lo so, volevamo solo guardare, non disturbiamo nessuno, non
ci parliamo nemmeno.
Noi abbiamo tanti bambini, non possiamo averli.
Vogliamo fare una famiglia.
Va bene, voi aspettate qua, io chiedo alla direttrice e deciderà lei.
Grazie, grazie mille.
Vedete di non fare cazzate, faccio un casino.
Piano di bambini, ti prego.
Buono.
Meglio di quella roba americana.
Ascolta, Michele.
Io adesso ho davvero bisogno che tu parli.
Don Sergio è stato ucciso.
E noi dobbiamo capire chi è stato.
Tu hai visto tutto, vero?
Erano tre... stranieri.
Sembravano spagnoli, lo picchiavano, gli chiedevano... Cosa?
Volevano sapere dove era un bambino.
Un bambino?
Un bambino, non una donna? No, un bambino.
Dicevano che Don Sergio lo aveva messo da qualche parte.
Dove li tengono gli altri?
Stai calmo, Juan, stai calmo, ti prego.
Ecco la direttrice.
Salve, piacere Claudia.
Salve. Piacere, sono Ornella Monti, la direttrice. Mi diceva il suo Ormatille
che siete interessati a un'adozione.
Sì. Ma avete già fatto le carte? No, in realtà ancora no, volevamo vedere i
neonati.
Non li abbiamo qui.
Abbiamo solo bambini dai 3 ai 12 anni. No, no, no, noi vogliamo vedere quelli
con meno di un anno, quelli piccoli.
Allora mi dispiace perché qui non ce ne stanno.
Hai sentito Juan? Ci siamo sbagliati, dai torniamo un'altra volta. Non mi
mettete l'imbarazzo, è una situazione incresciosa.
Questa è incresciosa?
Dove cazzo è il figlio di Rosiabate?
Non lo so, non c'è nessuno nato qui, nessuno. Ah no?
Cerca di convincela, vai.
Signora la prego, se c'è uno nato glielo dica, è fuori controllo. Vai, non
rompere i coglioni, dove cazzo è il figlio di Rosiabate? Non lo so, non lo
so.
Porca troia.
Diego!
Allora, dove nascondi il figlio di Rosia Pate? No, Dio, mi prego, mi prego.
Io vi posso aiutare.
Ferma, polizia!
Venite qua, venite!
Fermo polizia! Si che passa!
Lasciala! Lasciala! Non fare cazzate!
Lasciala andare!
Le faccio volare la testa! Putta la pistola! Non ce la puoi fare!
Vieni qua!
Lasciala! Lasciala! Non fare cazzate! Vieni! Vieni! Vieni con le puta!
Malica! Putta la pistola! Lasciala andare!
Lasciala andare! Lasciala andare!
Lasciala andare! Lasciala andare! Lasciala andare!
Lasciala andare!
Lasciala andare!
Lasciala andare!
Butta la pistola! Lasciala, non fare cazzate!
Voglio andare via!
Voglio andare via!
Non hai scampo, Juan!
Come sta Leonardo?
Bene, bene, bene.
Il nuovo trattamento si sta rilevando positivo.
È solo che vorrei tenerlo qualche altro giorno in osservazione, ecco.
Preferisco portarlo con me adesso, grazie. Come vuole, signor Abbate.
Al suo servizio sempre, signor Abbate.
Hai visto che Leonardo sta bene?
Lo voglio tenere con me qualche giorno prima di portarlo in orfanatrofio.
Quello è un brutto posto, io ci sono cresciuto là dentro. Sì, ma lui non ci
cresce. Ma perché sono venuto così male?
Brava Mares.
Brava.
Io non ho mai sentito nominare Rossi e Bate. È sicura?
Glielo giuro.
Quando il colombiano la stava minacciando, lei ha detto che l'avrebbe
aiutato. Che cosa intendeva?
Ma ero nel panico, io non mi ricordo neanche.
Va bene, può andare. Vieni.
Niente, abbiamo controllato tutto il complesso.
Non ci sono bambini sotto i tre anni.
Quindi Don Sergio ha mentito?
No.
Secondo me no.
Non avrebbe mai mandato quei pazzi in un orfanotrofio pieno di bambini.
Forse non pensava si sarebbero spinti a tanto.
Dopo che hanno minacciato di fare una strage in una chiesa.
Almeno loro non saranno più un problema.
Allora si abate sì.
Se troviamo suo figlio troviamo lei.
Che c'è?
Una confezione usata di pannolini, per neonati.
E qui non ci dovrebbe essere.
Forse li usano per i bambini più grandi.
Fino a un anno.
Secondo me il figlio di Rosy c'era.
Facciamo la prova del DNA.
Se c'è la scatola, magari ci sono pure i pannolini, no?
Ragazzi, chiamate la nettezza urbana.
Voglio il contenuto di quel cassonetto alla Duomo.
Fino a quel momento che nessuno si avvicini.
Tieni.
Ok.
Tieni. Eccoli.
Eccolo un altro.
Ma quanti rimarcano? Altri cinque.
Caputo, che cazzo ridi?
No, niente, niente.
Dacci una mano al posto di ridere. Non ho i guatti.
Da matto, tocca. Vai, vai, vai.
Dai.
La mascherina questa.
Che, oh, oh, si sente male.
Portalo via, portalo via.
Aspetta, aspetta.
Aspetta un po'.
Sì? Sono Robutti, della procura di Trapani.
La stavo aspettando da un paio di ore.
Guarda, mi devi parlare?
Sì. Mi seguo? Sì.
Allora, che succede? Sono stato incaricato di occuparmi del troncone
trapanese dell'inchiesta sulla Cielo Azzurro.
Un cementificio...
che Rosy Abate utilizzava per far sparire rifiuti tossici. Sì, sì, sì, mi
ricordo. Non è proprio al centro dei miei pensieri in questo momento, ma mi
ricordo.
Ho cominciato a spulciare le carte e c'è un problema.
Il rapporto è particolarmente, come dire, scarno e confuso.
Lo so, abbiamo avuto qualcosa da fare in questi giorni. Già, ma vede...
Quello che io non ho potuto fare a meno di notare è che c'è una differenza tra
la trascrizione dell'intercettazione ambientale e il verbale del sequestro.
Una differenza significativa. Quanto significativa?
Nell'intercettazione ambientale si sente il pregiudicato Vito Portanova
consegnare 30.000 euro al proprietario della Cielo Azzurro. Ma?
Nel verbale di sequestro questi soldi non risultano.
Ci deve essere una spiegazione.
È per questo che ho voluto parlare personalmente con lei, dottoressa.
Ma posso darle solo qualche giorno, non di più.
Se questi soldi non saltano fuori, io sarò costretto ad aprire un'inchiesta
formale.
Sì, sì, capisco.
Le faremo sapere.
Vada pure, grazie.
Arrivederci. Arrivederci.
E allora?
Ancora? Ma che fanno? Ne hai bambini?
Eh, ma io non... Ma la scientifica?
Di corsa.
Ok.
Serino, Pietrangeli, potete venire, per favore?
Ma siete voi che puzzate?
Sono i pannolini che puzzano, dottor Calcaterra.
Dottoressa, abbiamo trovato dei pannolini nella spazzatura dell
'orfanotrofio. Se siamo fortunati uno potrebbe essere del figlio di Rosy.
Sedetevi, adesso parliamo della scella azzurro.
Allora? Cos'è successo?
Voglio sapere tutta la verità.
Dove sono finiti quei soldi?
Li ho presi io. È colpa mia.
Cazzo.
Permettene, puoi anche andare.
Confessa, dimettiti, fai quello che ti pare.
Non ti voglio più vedere con la tua mamma.
Dottoressa... Serino!
Qua siamo all'antimafia!
Noi i ladri li mettiamo in galera.
La gente deve avere fiducia in noi. Non pensare che siamo come i mafiosi.
Quello che ha fatto Pietrangelo è ingiustificabile.
Hai gettato merda su tutti quanti.
Non solo su di te.
È giusto.
È giusto che paghi.
Dottoressa, aspetti, la prego.
Dottoressa, Pietrangeli non ha preso quei soldi per lui. Li ha dati a qualcun
altro.
E a chi li avresti dati?
Non ha più importanza. Certo che ce l'ha importanza.
Dottoressa, li ha dati alla vedova di Platania.
Platania non era un mafioso.
Sì, quello che Pietrangeli ha ucciso in un conflitto a fuoco l'anno scorso.
Ma perché?
Ma ti ha dato di volta il cervello, eh?
Dottoressa, la stavano sbattendo fuori di casa.
Non aveva soldi. Ha una bambina piccola.
E io mi sentivo in colpa. Tu ti sentivi in colpa?
Suo marito era un mafioso, tu hai fatto il tuo dovere. Ma io mi sentivo
responsabile. Io non ho mai preso soldi in vita mia. Mai, mai.
Mai preso una mazzetta. Mai.
Bassa la voce Pietrangeli.
Ma per Giulia ho perso il controllo.
Ti sei innamorato?
E adesso? Dove sta?
Non lo so.
È scappata.
Lei non sapeva che era un poliziotto.
Poi l'ha saputo.
Sono un coglione.
Sì, sei un coglione.
Un grandissimo coglione.
Su questo finalmente, per la prima volta, siamo tutti d'accordo, no?
Dottoressa, comunque io quei soldi li restituisco.
Tutti. Non so quando, non so come, ma li restituisco.
Io lo giuro.
Ho anche scritto una lettera per il questore dove mi assumo tutte le mie
responsabilità. Gliel'hai recapitata? No.
Volevo aspettare di arrestare l'abbate.
Dottoressa, per me è importante.
Potrebbe essere l'ultima occasione che ho per dimostrare che valgo ancora
qualcosa come poliziotto.
Dottoressa, la prego.
Hai ancora qualche giorno.
Vedete di usarlo bene.
Grazie.
Serino!
Il procuratore ha detto che il rapporto della cella azzurro fa schifo. Adesso
capisco perché.
Vedete di metterlo a posto.
Sì. E comunque, per quello che può valere,
Pietrangeli merita davvero una seconda possibilità.
Andate a fare una doccia, va?
Io non è possibile, no.
Non è possibile.
Ha intenzione di coprirlo?
Certo che no.
Ma Pietrangeli è un bravo poliziotto.
Abbiamo bisogno di lui e lui ha bisogno della squadra.
Poi, quando questa storia di Rosy sarà risolta, vedremo come comportarci.
La scientifica? Che dice?
Oggi hanno preso i pannolini, domani dovrebbero essere pronti i risultati.
Che io ancora non ci posso credere che quella bottanara Amares ha continuato
per tutto questo tempo a dirigere l'atomo.
Asbiro giocava a fare l'infiltrata, capito?
Usava i colombiani per fottere a mia.
E noi abbiamo fottuto lei.
L'Amares, amica nostra, è... Per Lugero qua c'è poco da scherzare.
Finché quella ci rimane fra i piedi per noi diventa tutto più difficile.
Soprattutto ora che dobbiamo concludere l'affare con De Silva.
Hai paura che qualcosa vada assolto?
No, in realtà ci siamo organizzati fin troppo bene.
Sono i capiti de Silva che mi preoccupano.
Perché in fondo lui non è un cane sciolto. A qualcuno deve pur rendere
conto. A qualcuno che sta nascosto in molto inante e che a quelli come noi
prima li usa e poi le fotte.
I servizi segreti, lo stato deviato.
Quella solo merda è.
Quelli solo infami sono, solo infami sono.
Vieni qua, passettati, devi stare tranquillo.
È arrivato il momento di dirti una cosa.
Hai mai sentito parlare della lista?
Cazzo! Quello di cui parlavano l'altro giorno. Silenzio!
Alla fine degli anni Ottanta, tra lo Stato e la mafia, si furono
dei momenti difficili.
I corleonesi fecero saltare a suon di bomba tutti gli equilibri.
L'eco di questi botti arrivò fino in America e gli americani un po' così
spaventarono. E allora volevano capire che minchia stava succedendo. Chi erano
i nuovi amici di Cosa Nostra?
Politici, uomini d'affari, imprenditori, chi saliva sul carro e chi scendeva,
insomma. Gli americani, insieme a qualcuno dei servizi segreti amico loro,
tracciarono la mappa precisa del nuovo potere in Italia.
L'ho visto.
Ti sei mai chiesta come che uno come me tira ancora a campare?
E come mai?
La commissione regionale ancora mi ascolta.
E mi porta rispetto.
Che cosa mi state dicendo? Che la lista ce l'avete voi?
Per questo ti dicevo che a me nessuna mi può fottere.
Nemmeno tutti quei minchioni come De Silva.
Se escono fuori i nomi di quella lista, succede un terremoto che nemmeno ti
immagini. Ma di che sta parlando? Sì, silenzio!
L'Italia il giorno dopo si risveglia e non è più l'Italia.
A voi chi ve l'ha data?
Amici che non ci sono più.
E Don Ruggero?
Chi altro lo sa che ce l'avete voi?
Solo i grandi vecchi. Don Inuzzo e Franco Toriello.
Avevamo fatto un patto.
Che la lista sarebbe morta con noi.
Ma l'altro giorno ci ho parlato.
E gli ho fatto cambiare idea.
Adesso la lista.
Quella lista è un dono enorme, ma allo stesso tempo è una croce.
Dipenderà come la userai, ma in mano a te.
Sta bene.
Gli uomini che hanno fatto grande cose nostre, ne ho conosciuti tanti.
E tu sei come loro.
Sei nata per essere capo.
La lista adesso dov'è?
Tu credi che io sia così pazzo da tenerla qui?
Vieni con me.
Non
si
sente più niente.
Non si sente più niente. Sono usciti, sono usciti.
Stai qua, io devo andare.
La sua macchina è pronta.
Grazie ciccia. No, ascolta. Sì.
Chiama Bruxelles e avverte che stasera io alla riunione del capigruppo non ci
vado. Va bene onorevole. Eh.
Onorevole, buongiorno.
Allora, che succede De Silva?
Lo sa che per me incontrarla è pericoloso.
La lista di Greco è saltata fuori, pensavo volesse saperlo.
Ma sta scherzando?
La lista è andata distrutta.
Non esiste neanche più una copia.
Era quella che credevamo.
Una copia invece ce l'ha Don Ruggero Geraci, detto Puparo.
E la sta consegnando a Rosiabate.
Deve recuperarla immediatamente. Su quella lista ci sono nomi troppo
preziosi. Non possono finire nelle mani sbagliate.
La lista ha un prezzo, onorevole.
Mi sta minacciando?
No, nessuna minaccia. Sono un suo fedele servitore, però... Che cosa vuole in
cambio? Voglio rientrare.
La titanza non fa per me. Voglio rientrare ufficialmente.
Avere un ufficio, una segretaria, una cazzo di auto blu come avevo una volta.
Mi riporti quella lista, De Silva?
E le prometto che il giorno dopo tornerà a avere il suo incarico come funzionario
dello Stato, anzi, alto funzionario.
Devo aspettare che Rosiabate finisca il suo lavoro.
Non posso mettere a rischio il trasporto delle scuole nucleari.
Stanno già arrivando al deposito di agrillo a Messina.
E chi sarebbe questo agrillo?
Un uomo legato a doppio filo al clan degli Abate. Non posso usarlo senza
Rosi.
E vabbè, allora mandi questi fusti in Albania e poi si occupi di questa
faccenda. Una volta risolta però, noi ci dovremmo trovare di nuovo i referenti
del mondo della mafia.
Portanova, Agrillo, ma soprattutto Rosiabate.
Devono sparire.
Peccato.
Avevo dei grandi piani per Rosiabate.
Anche il giudice Antonucci diceva la stessa cosa.
Sosteneva che Rosiabate fosse la soluzione a tutti quanti i nostri
problemi.
Infatti adesso si trova in carcere.
Adesso è lei che sta minacciando me?
Avvisandoti, Silva.
Adesso se ne vada.
Devo presenziare alle celebrazioni per l'unità d'Italia.
Non la ruberò altro tempo, allora.
Il nostro paese ha bisogno di lei.
Sì? Dottoressa? Dimmi.
Ho rimesso mano alle carte della Cielo Azzurro, come mi ha chiesto.
Allora? Prima che lo mettessimo sotto sequestro, Rosi e Portanovo usavano il
cementificio per smaltire i rifiuti tossici, giusto?
Quindi?
Stanotte, spulciando l'atto costitutivo della Cielo Azzurro, ho scoperto che tra
i soci c'è anche un certo Bartolomeo Agrillo.
Chi è?
Un cugino del Puparo.
Ma la cosa ancora più strana è che del dossier se ne stava occupando Antonucci,
prima che lo arrestassimo.
Antonucci era un magistrato esperto, corrotto ma esperto. Soprattutto era un
maestro nei riscontri incrociati.
Antonucci copriva Rosi. Se non se ne ha accorto vuol dire che o Rosi o De Silva
gli hanno chiesto di non farlo.
Purtroppo Antonucci si è rifiutato di collaborare, signore.
Forse posso fargli cambiare idea.
Contento di vedere che stai bene.
Non è una visita di cortesia.
Questo l'avevo immaginato.
Bartolomeo Grillo, perché hai evitato di indagare su di lui?
Solo sai perché.
Dimmelo tu.
Perché nella mia inchiesta ho dovuto coprire l'attività dell'abate e nell
'indagine ho evitato di andare a fondo su certe cose, tutto qui.
Che cosa vuole Rosi da Grillo?
Non lo so.
Ma qualcosa la sai?
Dimmela.
Per me è... Anche un piccolo dettaglio può essere importante in questo momento.
Scusa Claudia, ma perché ti dovrei aiutare?
Ora sono in carcere, no?
Mi sembra evidente che sia dalla parte sbagliata.
Io non penso che tu sei del tutto marcio.
Sì, ti ringrazio.
Però quando mi hai puntato la pistola alla testa non mi sembra che la pensassi
in questo modo.
Abbiamo controllato i tuoi conti.
Non avevi preso soldi sporchi.
E quando potevi uccidermi non l'hai fatto.
Tu sei legato a De Silva?
Di lui non intendo parlare. Ma tu non sei come lui.
Dimmi qualcosa.
Me lo devi?
Lo devi a questo paese dopo tutte le schifezze che hai fatto?
Questo paese?
Claudia, ma tu davvero pensi di sapere tutto di questo paese?
Damiretta, tu non sai niente.
Accanto allo stato che tu difendi, ce n'è un altro che fa cose ben peggiori di
quelle che sai o che puoi immaginare.
Lo stato perché tu lavori.
Ma è anche quello da cui tu devi stare attenta.
Dimmi di Agrillo.
Cosa vuoi che ti dica? Cosa che sai?
Che Agrillo attraverso una rete di prestanomi era socio anche in altre
attività. Non solo nella Cielo Azzurro. Che attività?
Spostamento terra, cantieri.
Ma forse posso dirti una cosa che non sai.
Agrillo gestisce anche un terminal allo scavo merci ferroviario di Messina.
Messina. Messina è uno snodo importante per le merci che arrivano dal nord
Italia.
Soprattutto se uno traffica rifiuti dosi.
Esatto.
Ecco, questo è tutto quello che ti potevo dire.
Ma sappi che se un giorno me lo chiederanno, io dovrò negare di avertelo
detto.
Stai attento.
Tutto a posto, queste sono le bolle di accompagnamento.
Tecno 2?
Sì, è un'azienda fittizia di Palermo che tratta macchinari industriali. In teoria
è quella la destinazione del carico.
Gli hai disse bolle, eh? Mi raccomando, non ti sbagliare.
Non è che le porti veramente alla Tecno 2, invece, che accadano. Non mi cado
scemo.
Non si mancano i geni, cammina, va, che siamo pronti.
Appicci questo coso, eh?
Sì, Cilenti, tutto procede. Il resto del carico parte per Catania. Tra poco le
tue scuole nucleari saranno intombate in Albania.
Fammi star tranquillo, De Silva.
Perché io qua mi sto giocando il culo.
Se qualcosa va storto, la polizia ci mette un attimo a capire che quei fusti
arrivano dai miei siti di stoccaccio. Il culo me lo sto giocando pure io,
Cilenti.
Il prestanome di Bartolomeo Grillo ha un terminal di carico e scarico merci allo
scalo ferroviario di Messina.
Ho già chiesto l'autorizzazione al PM per mettergli sotto controllo tutte le
utenze telefoniche. Per lo meno quel bastardo di Antonucci è servito a
qualcosa. Già.
Sono sicura che Rosi ha dei traffici che passano da Messina.
Ma non sono i suoi soliti traffici. Deve essere qualcosa di molto più grosso.
Organizziamo un appostamento.
Serino, Pietrangeli, andiamo a Messina.
Avverto i colleghi locali? No, non ancora.
De Silva ha orecchi dappertutto. Aspettiamo un po'. Dottoressa, abbiamo i
risultati della scientifica sui panolini trovati nella pattumiera dell
'orfanotrofio. Eh?
Il figlio di Rosia Abate è stato lì.
Al cento per cento.
Grazie.
Non capisco.
Non capisce?
Allora glielo spiego io.
Lei teneva nascosto qui il figlio di Rosia Abate. Abbiamo le prove.
Adesso lei ha due possibilità. O collaborare con noi.
O finire in prigione per favoreggiamento?
Devo parlare con un legale.
Signora, lei non ha possibilità di venirne fuori.
Nessuna. Perderà questo lavoro, perderà tutto questo.
Lei può solo collaborare con noi.
Può dirci, per esempio, che a lei piacciono molto i bambini.
Molto. E quando Don Sergio le ha chiesto un favore, Lei ha consentito, ma non
sapeva che si trattava del figlio di una latitante. Sì, è così. Io l'ho capito
solo ieri, quando sono arrivati i colombiani.
Quindi lei teneva nascosto qui il figlio di Rosiabate?
Sì.
In una stanza all'ultimo piano, vicino agli alloggi delle suore, ma loro non
sapevano. Rosia Abate si è mai messa in contatto con lei? No, ve lo giuro, io
non l'ho mai vista.
Veniva sempre un vecchio a prendere il bambino.
Il puparo?
Il vecchio è venuto a prendere il bambino l'altro ieri. Ha detto che l
'avrebbe riportato in un paio di giorni, ma non è più venuto.
E lei non ha idea di dove portava il bambino?
No, ma deve essere vicino, perché una volta mi ha chiamato che stava partendo
e dopo una ventina di minuti era qui.
E non si ricorda nient'altro? Un particolare, qualsiasi cosa per noi
importante? No, non mi sembra.
Cioè, aspetti, una sera il puparo ha preso il bambino e gli ha detto che lo
stava portando a casa di mamma, diceva. E poi per farlo sorridere ha fatto come
se imitasse il rumore del treno.
E quando se ne andava il puparo, che direzione prendeva? Verso Palermo o
verso Corleone? In su, verso Palermo.
Io non so altro, ve lo giuro.
Va bene.
Sei presente in quest'ora per il vulpare.
Ma io pensavo... No, lei non ha pensato.
Mai.
Adesso confido nella sua fede.
Allora.
Sappiamo che il covo di Rosi potrebbe essere una ventina di minuti da qua, in
direzione nord, vicino a una ferrovia.
La zona dovrebbe essere questa, compresa tra Misilmeri e Marineo.
Sì, sta sulla tratta Palermo-Catania, ma possiamo restringerla tra Marineo e
Polognetta, la ferrovia passa solo di là.
Perfetto. Che dice il satellite?
Sembra poco abitata, ci sono molti capannoni ma poche villette.
Bene, andiamoci a dare un'occhiata.
Siamo nei forsi.
Faccio circondare l'aria? No, no, si potrebbero insospettire, magari hanno
delle vedette. Facciamo un sopralluogo io e te.
Non avviso nemmeno Sandro e Luca?
No, lasciamogli allo scalo di Messina.
Sono partiti.
Eh, ho capito.
Vabbè.
Vabbè, niente.
Tranquillo, ci vediamo fra un paio d'ore a Catania. È il tempo di arrivare.
Ma tu, Mario, sai?
Da Rosalina?
Vito, tu ti stai a ziccare troppo anche la fibra. Eh, Mizzio, vieni in un room
per... Eh, vi capite, eh?
Ciao, ciao, ciao, ciao.
Che dice?
Che dice?
C'ho un fratello che è geloso di noi.
No, Vito, che dice del carico? È arrivato?
Sì, Rosalì, è arrivato.
Oh, e sta tranquillo, entro sera si stimiamo a te cose.
E speriamo.
Oh!
Mi spieghi che è successo adesso?
Ma niente, Vito.
Vessiti, dai, che andiamo.
Ma come andiamo? Che viene pure tu?
Sì. Io credo.
Dopo quello che è successo all'orfanatrofia, il bambino viene con
me.
Lo sai ma che bisogno c'è? C'è bisogno, c'è bisogno. Si fa così e basta.
Finché il carico non arriva in abbannia io non sono tranquilla.
Ammonigna va.
Di tutti i termini questo sembra più sfigato.
È per questo che Agrillo si è messo a trafficare con i rifiuti.
Rimettersi in pare.
Guarda là. Ecco la stazione.
Fermati un attimo.
Diamo un'occhiata.
Rosi e Portanova, guarda.
Cazzo, sembrano loro.
Sì, potrebbero. Siamo distanti, sono due sagome.
Andiamo a vedere allora, dai.
Tu sei sicura che vuoi venire?
Sì.
Venga.
Le mura di cinta dovrebbero essere queste a sinistra.
Stiamo andando alla cieca.
Lo sai che mi ci vede un po'? E portalo tu allora, va.
Esce qualcuno.
Sono loro, sei anche il bambino. Andiamo, dai.
È inutile, Claudia.
Andiamo alla macchina, li becchiamo sulla provinciale.
Agrillo, ce n'ho mai.
Guarda, io qua voglio fare a bonificare tutto.
Assolutamente, anzi, lo sai che cosa ti dico?
E io questi magazzini li chiudo proprio.
Ah, e perché?
Ma come perché? Qua ci sono stati estivati centinaia di fusti radioattivi.
E quella merda resta veleno per centinaia di anni.
Vabbè, prima o poi qualche cosa mi muore, no, Agri? Ma va caca, va. Basta
cazzate, ora ce ne dobbiamo andare.
Eh, Bartanna? Eh? I miei piccoli buttasti?
Cammate il sangue, Agri.
Che fai, ti preoccupi?
Verde, un brancherocchi.
Ricevuto, dove siete diretti? Convergete sulla statale 113.
Ricevuto. Teniamo il contatto.
Aspettate il mio ordine di intervenire. Al bordo del SUP c'è anche un bambino.
Cerchiamo di evitare i conflitti a fuoco.
Ok, dottoressa.
Eccoli! Sono loro, vai, vai!
Dobbiamo stare calmi.
Il SUP è davanti a noi, dirige verso Bacheria.
Cazzo!
Ma quello è Salvino, uno degli stritari del Poparo.
Chiama la maestra.
Luca, dimmi.
Dottoressa, siamo al termine al Viagrillo. Noi invece stiamo seguendo
Rosi e Portanova. Non ci deve sfuggire nessuno oggi. Su centomila euro.
Lavoci quando i fusi arrivano in Albania.
E che non ti fidi?
Ci diamo una mossa, non abbiamo tutto il tempo del mondo.
Via, tutto a posto. Andiamo.
Votiamo container.
Cazzo! Qui c'è mezzo stato maggiore di rosi.
Salvino, Bartanna, Mizzio. C'è anche De Silva.
Ancora queste container?
Oh! Il mio amico ti ha detto che sono centomila. E centomila sono!
Sei un pezzo di merda! Oh!
Dottoressa, che facciamo?
Chiamate i rinforzi e intervenite. Noi prendiamo rosi e voi prendete loro.
Interveniamo? Mi raccomando, Sandro. Mi fido di te. Mi fido!
Andiamo, cazzo! Ciro!
Rosalie, guarda dove era finito l'ippopoto.
L'ho cercato come una pazza, l'ho cercato.
Grazie.
E che strada vogliamo fare, Vito?
Facciamo la statale, più sicuro. E poi prendiamo l'autostrada fino a Catania.
Che ore sono?
Sono le quattro e mezza.
Tra un'ora siamo arrivati.
Sono Serino della squadra antimafia di Palermo. Siamo al Terminal Tormen.
Servono rinforzi. Subito! Che cazzo è? Minchia la polizia!
De Tilco, che cazzo facciamo? Sono in due, dobbiamo andarcene subito!
Bloccate tutti gli accessi alla Statale 113, ripeto, bloccate tutti gli accessi
alla Statale 113, tutti!
Ma noi per forza questa strada dobbiamo fare.
Ma si può sapere che ti prendo?
Non mi piace, Vito, non mi piace.
Sento! Sento!
Dove cazzo sono? L'abbiamo persi, cazzo! Dove cazzo sono?
È impossibile!
Dove cazzo sono i rinforzi? È il cugino del puparo! Che cazzo me ne frega bene
il cugino del puparo, eh? Che cazzo me ne frega? Se veniva arrestato chi
spuntava tutti, stronzo?
Che cazzo faccia tu? Mi dici che vuoi fare?
Ho un diversivo.
Ma che fai?
Scendi, Rosalì. Ma che stai dicendo, Vito?
Scendi. Prendi il bambino, attraversa il bosco, arriva sulla strada e prendi una
copiera per cadagni, sì?
Scendi.
Vito. Non mi fare questo, per favore.
Stamma a sentire, Rosalì. Fai come ti ho detto, è più sicuro. Fai come ti ho
detto, è più sicuro. Fai.
Vito. Vai, Rosalì.
Eccoli! Cazzo fanno, è fermo!
Vai,
vai, vai, è partito!
attendiamo l'ordine
Questo silenzio non mi piace.
Il soggetto è solo, non c'è nessun bambino a bordo.
Grazie
Allora, Agrillo, che trafficiatura.
Questi camorristi che cazzo ci facevano? Ancora, a noi non ci hanno mai detto
nulla. Questi zitti zitti entravano, caricavano i camion e se ne andavano.
Cosa caricavano? Non lo so, su container c'era scritto macchinari industriali.
Dove li portavano?
Boh, rispetto... Forse non ci siamo capiti.
Sì, solo una volta ho sentito uno di quei napoletani che stava al telefono.
Sì. Diceva che quella merda dovevano imbarcare. Dove?
Dove li imbarcavano? Non lo so, ve lo giuro, rispetto a noi non sappiamo
altro. Sandro!
Sì? Vieni qua!
Che c'è? Queste sono tute speciali antiradiazioni. Le usano nelle centrali
nucleari. Porca troia.
Che bella mare, sì.
Sì, te la agite, sono arrivati gli sbili.
Ma Vito l'avete sentito voi?
Ma chi s'faccia in marifina ha fatto? Io lo sto provando a chiamare, non mi
risponde manca a me.
Va bene, noi stiamo arrivando, ciao.
Vito a Catania ancora non c'è arrivato.
E manco Rosi. L'importante è che il camion è arrivato.
Eccolo, andiamo.
Oh, ma che è successo? Andiamo a Catania, veloce.
Dai!
Ortanova è morto.
Rosa l'abbiamo persa.
Dottoressa, al terminal di Agrilo la scientifica ha rilevato tracce di
radioattività. Rosa Abate sta trafficando i rifiuti nucleari.
Ecco che cos'era il grande segreto.
Ecco perché De Silva e Antonucci l'hanno aiutata.
Non è più solo mafia questa.
Vediamo di scoprire al più presto dove hanno intenzione di portare quelle
scorie. Gli operai hanno detto che le casse andavano imbarcate. Sì, ma dove?
A Palermo, Catania, Siracuta? Da quale porto?
Sempre che quella cazzo di nave non sia già partita, poi.
Io non credo.
Secondo me anche Labate e Portanova stavano andando all'imbarco. E stavano
percorrendo la strada per Villalba, che li avrebbe portati sulla A19.
Quindi non a Palermo, ma andavano o a Catania o a Siracusa.
Aspettate un attimo.
L'operaio di Avillo ha interrogato. Mi diceva che i camorristi caricavano dei
container con su scritto macchinari industriali.
Di solito quel tipo di scorie le portano in qualche paese battomiera del terzo
mondo. Troviamo i mercantili in partenza per l'Africa, chiamiamo le capitanerie
di Porto di Catania e Siracusa, troviamo quei rifiuti nucleari e troviamo Rosi.
Sono Serino della squadra antimafia, passatemi la capitaneria di Porto di
Catania. Sequestore Calcaterra dalla Duomo, mi passi la capitaneria di Porto
di Catania. Voglio informazioni su tutte le navi mercantili in partenza direzione
Nord Africa.
Mi avevi detto che non ci sarebbero stati problemi, niente polizia.
Ci sono stati degli imprevisti. Non me ne frega niente.
Appena metteranno le mani sulle scorie capiranno subito da dove provengono. È
come se ci fosse il mio nome lì sopra. Abbiamo ancora un margine, possiamo
riuscire ancora a far sparire tutto. Sì, è come.
In Albania ci sarà l'Interpol ad aspettare la nave, la scaricheranno
direttamente loro.
Sempre che non ci fermino prima di arrivare. Non è detto che ci debba
arrivare. Dove vai? Le patite coglioni!
Che cazzo ne so, lo sto provando a chiamare ma non risponde, dovevano già
stare qua lui e Rosi.
Nemmeno Rosi risponde.
E avranno acchiappato gli sbirri, se quei figli di puttana sono venuti a
Messina può essere pure che sono andati al covo di Rosi.
Don Ruggi, ce ne dobbiamo andare.
E io che cazzo si faccio con la nave? Ehi, vieni come tu dica, a me passa
bucazza, io la merda te l'ho caricata tutta, ma te la vedi con De Silva.
No.
Ce la vediamo tutti insieme.
Dobbiamo liberarci subito della nave e del carico. Ma non abbiamo il tempo di
farla arrivare a destinazione.
La vuoi affondare?
Bravo. Ma che miglia dici?
Ma lo sai che significa?
Tonnellate di scorie nucleari, disperse davanti alla nostra costa.
Ruggero, voi mo' ci avete proprio rotto il cazzo. È la tua costa! Noi siamo in
Napoli, in mezza a sta storia ci hai messo tu e che la bucchina raccompagna
tu! Tu a Rossi ti devi portare rispetto, hai capito?
Vaffanculo. Ma nessuno affonda niente.
Senza il permesso di Rossi.
Io non ve lo permetto. Noi siamo uomini d'onore.
Io no.
Adesso pensiamo alla nave.
Ti sembra? Ma tu chi cazzo ti credi di essere?
Sono quello che ti ha salvato il culo. Toglimi le mani di dosso, brutto
struzzo!
E sono anche quello che vi farà ricchi.
Adesso la parte di Rosy ve la prendete voi.
Ma prima fate affondare questa cazzo di nave!
D'accordo.
Cioran. Tu sai come fare?
Black, chiede.
Tranquillo.
Mi servono due uomini dei tuoi.
Stanno qua fuori che ti aspettano.
E chiamo.
Ascoltami bene, Cioran deve affondare c'è la nave. Ma perché l'ammaccino?
Perché non mi fido.
La nave deve sparire per sempre, come se non fosse mai esistita.
Ok.
Sì, va bene, grazie.
C'è un solo mercantile che dichiara di trasportare macchinari industriali. L
'Asso 2.
Però non è diretto in Africa, ma in Albania. Dov'è la nave?
A Catania, molo 7.
E allora andiamo a Catania.
Da dove cazzo arrivi tu?
Dall'inferno.
Vito.
Sono peccati, Mizzio.
Dov'è Vito, Rosi?
Vito non c'è più, Mizzio.
Come cazzo è possibile che a te non ti hanno fatto niente?
Inizio. Ti devi andare.
Inizio, ti prego.
Ma che minchia avete fatto?
E' stato io.
Vai, spegni i moduli. Ok, li spegno.
Mizzio, ma che minchia stai dicendo? Ma che vi siete impazziti tutti quanti?
Volete far saltare la nave? Ma vi rendete conto che facciamo una strage,
Mizzio? Rosi, hai rotto il cazzo! Se siamo in questa situazione la colpa è
tua! Se Vito è morto la colpa è tua! Tu hai le tue facce in mare e viso! Ma lo
sai che è veramente un peccato?
È un peccato perché non gli somigli per niente a tuo fratello.
Tu in confronto a Vito sei solo un falco, sei un mezzogiorno!
Lascia il bambino! State indietro! Lascialo! Mizzio, mettilo giù! Stai
zitta! Lo ammazzo!
Non gli buttare la pistola!
Buttala! Mio Dio, ti prego!
Lo spero, ti prego, Claudia! Butta quella pistola, ho detto!
Buttala!
Non fare cazzate, Mizzio! Non hai scampo!
Togli quella pistola dal bambino, dai!
Togli quella pistola!
Stai calmo, Mizzio!
Lascialo!
Mincio, di vero. Lascia il bambino, dallo a me. Mettilo giù. Dallo.
Mincio, mettilo giù! Mettila tu!
Butta quella pistola, ho detto!
Lascialo. Stai tranquillo.
Togli la pistola dal bambino, dai. Mincio.
Buttala giù, non ti facciamo niente.
Per favore, lascialo!
A facculo!
Tranquilla, l'ambulanza sta arrivando.
È finita, Rosy Abate.
Questa volta è davvero finita.
L'asso 2 è scomparso. Hanno spento il GPS e non riusciamo a localizzarlo.
Dottoressa, mi ascolti? L'asso 2 non c'è più al porto. È scomparsa.
Hanno spento il GPS e di medicazione.
Non si trovano neanche sulla rotta comunicata.
Sicuramente non stanno andando in Albania.
Fatti dire il posto con il fondale più profondo qua vicino. Il fondale? Perché?
La nave vogliono farla sparire. Più profondo meglio è per loro.
Il fondale più profondo dov'è?
I profondi si trovano sul quadrante est, rotta a 12 gradi nord. Sta uscendo anche
un pattugliatore della guardia costiera con a bordo degli artificiali.
Continuata per lussare anche a Strovebro.
Comunque se hanno deciso di affondarlo lo dovranno già abbandonato alla deriva.
Dobbiamo essere fortunati e sperare che lo intercettino a vista.
E noi questo speriamo.
Guarda laggiù. Dove?
Nel marcatore.
E lascia dove?
Ci siamo.
E lascia dove?
Sì. L'abbiamo individuata?
La posizione.
Qual è la posizione? Posizione 37 gradi, 27 primi punto nord.
015, 46 punto due est. Ok. Mandiamo subito gli artificiali.
Ok, noi cerchiamo di abbordarla e poi proviamo a salire.
Aspettate gli artificieri.
Pronto, pronto.
Grazie.
cerchiamo di tremere l'orizzontale ce l'hai?
ce l'hai?
Che cazzo facciamo?
Tu ci capisci di bombe? Sono quelle che ho imparato al corso.
O a quello rosso o a quello blu. Gli artificieri non arriveranno mai.
Gettiamo la mare, Claudia. No, no, no, dobbiamo disinnescare.
E allora vattene.
È inutile che rischiamo in due.
No, vattene te. È un ordine.
O ci saldiamo o saltiamo in aereo in due.
Mi danno.
Sandro!
Santo, tra 30 secondi saltiamo in aria e gli artificieri dove cazzo sono?
Cosa?
Andate via!
Abbandonate la nave, andate via!
Pronto? Pronto?
Lo so.
Sinistra, prova sinistra, Claudia.
Prova sinistra, Claudia.
Grazie.
Sandro, ce l'abbiamo fatta?
attenzione
E questi che cazzo sono?
Mi hanno intercettato i colleghi della Polmare, sono quelli che hanno minato la
nave.
Lo sapevi che cazzo stai per fare?
Viaggio seguito solo gli ordini. E chi cazzo sei?
Un militare? Un difessore della patria? Chi cazzo sei? Lascialo stare. Chi cazzo
sei? Lascialo stare!
Portalo via, dai!
Un difessore della patria.
Dai, dai, dai!
Voglio magari il bambino, portami.
Sì, Rosy, io gli amici non li abbandono.
Affanculo, tu sei un pezzo di merda.
Adesso dormi.
Che cazzo fai?
troppo preziosa per morire.
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