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Buongiorno.
Buongiorno. Mi può dire di una ragazza
bruna, molto bella,
che indossa un abito a fiori,
se per caso abita da queste parti?
Non conosco nessuna ragazza.
Allora vediamo,
neanche con queste le torna la memoria?
Sta a scendere,
giovanotto.
Vede laggiù quegli alberi.
Lì c'è un uomo.
Quello è il padre di Maria.
Sì, quello. Grazie,
buon uomo.
Che cal
do.
Sono tutta sudata. Vado a fare una
doccia.
Non è possibile,
così non si può andare avanti.
Fammi un pompino.
Brava.
Suga bene,
suga.
Tutto, tutto in bocca,
tutto.
Stai giù,
stai giù,
così.
Voi lo tocco la mano,
piano, piano,
così.
Sei stata brava,
così
mi piace.
Brava.
Sei stata proprio brava.
Mi piace così,
peggio. È da quando
ero piccolissimo che mio paccio abusa
di me.
Marce mia,
che male ho fatto per meritare tutto
questo.
Ah,
come vorrei che qualcuno mi portasse
via da questo incubo. Vedi,
tira.
Maria abita con il padre e la madre. Si
tratta di una famiglia modesta. Abitano
in questa casa.
Ora incontreremo il padre. ci parlerò.
Anche questo è
fatto. Buongiorno,
signori. Buong
iorno a lei. Buongiorno a lei. Lei è il
padre di Maria,
giusto?
Sì,
certo. Io sono qui per un contratto.
Voglio sua figlia. Mi dica quello che
vuole e io glielo darò. Datemi 20
milioni di lira e ve la portate via
quando volete.
Ha detto 20 milioni?
Sì. Ma non ci ripensi poi. Ma certo. La
ragazza è sua. Niente difficoltà?
Però voglio fottere con lei.
Vuole fottere con te.
D'accordo,
non ci sono problemi. Molto bene. Va da
lui, tira. D'accordo.
Vedrà che sua figlia sarà... Felice con
me.
Vieni, bionda.
Ripasso dopo.
Bentafiglia.
Non ci sai
fare, eh?
Viene piano piano.
Così, così.
Cazzo, fai le coglioni,
così.
Non voglio godere subito,
porcuna.
Non ve lo aspetto.
Così, così.
Forse da oggi avrò finito di soffrire.
Qualcuno ha ascoltato le mie preghiere.
Non so dove andrò e che vita mi aspetta.
Ma certamente l'incubo è finito.
Farò di tutto per non soffrire più.
Mi dispiace per mia madre,
ma per quel porco non ho pietà.
Allora,
la ragione per cui vi ho convocati è
perché confido nella vostra
professionalità.
Dovete insegnare a Maria tutte quelle
maniere raffinate che sono la dote
della nobile donna che dovrò avere al
mio fianco. Deve imparare a giocare a
tennis.
Quindi mi raccomando a tutti voi,
perché a turno le diate delle lezioni.
Dovrà imparare ad andare a cavallo,
imparare il trotto,
imparare il galoppo. Sì,
Conte.
Sicuramente ci sarà da lavorare,
ma otterremo quello che vuole.
Quando avremo finito sarà
irriconoscibile.
Questo per quanto riguarda andare a
cavallo, Franco.
Ora i vestiti,
Francesca.
Toccherà a lei pensare a come farla
apparire una donna raffinata dell'altra
società,
con degli abiti molto eleganti. Certo.
La farò indossare gli ultimi modelli
che metteranno in evidenza la sua
figura sinuosa. Curerò il trucco dei
suoi occhi,
l'acconciatura dei suoi capelli. I
gioielli saranno particolari. Sarà
perfetta,
Conte. Vedrà.
Sono sicurissimo del risultato.
E anche lei,
Carmela,
si interesserà al suo portamento. Sì,
Conte.
Sì,
sarà il mio compito. Le insegnerà come
si sta a tavola.
Giusto?
Certo. E tutto il resto?
Per il resto,
sì.
D'accordo. E in quanto tempo dobbiamo
educarla?
Un mese,
non di più. Un mese. Perché avrei
intenzione di farla debutare in società.
Mi dispiace per voi,
ma dovete subito darvi da fare per la
mia prossima festa. Sì,
certo,
certo. Abbiamo capito. Stammi a sentire
tu.
Tu devi farle un po' di curte,
Franco, capita?
Davvero?
Per metterla... D'accordo,
d'accordo,
Conte. Ci penserò io,
se è per questo.
Grazie.
Ok. Grazie. Ma che
dici?
Non mi deve ringraziare,
Conte.
E sessualmente come la dobbiamo educare?
No, no, no,
no. Non voglio che diventi una puttana
come voi,
d'accordo?
Non voglio. Tu,
Franco,
non sai quanto siano puttane queste due
troiette. Ha detto no. Non ci sono
sulla terra puttane più grandi di loro.
Vai, vai.
Le vuoi?
Sono tue.
Davvero?
Certo. Tira fuori il tuo cazzo e mi si
viva in bocca. Avanti. Divertiti pure.
No.
È allupata. Ha visto?
Ti piace come lo faccio,
eh?
Sì, brava.
È proprio a satanata.
Sì.
Vieni qui tu.
Fantastico queste ragazze. Sì. Questo
non è che è l'inizio,
eh?
Sì.
E forza così.
Forza.
Allora, Maria,
adesso è il momento di montare a
cavallo.
Per farlo devi stare sempre dalla parte
sinistra.
Ora metti la mano sinistra sul pomello.
Così?
E il piede sinistro nella staffa. Ah,
giusto.
Ok, ora uno slancio.
Ci sono.
Ti sto sistemando.
Smettila,
io sono innamorata del conte.
Ah sì?
Sicura?
Sì. Stringi
le ginocchia e tieni la schiena dritta.
Così.
Brava.
Molto bene.
Per questa volta la piccola è salva.
Ha superato la prova.
Il mio tentativo di corromperla
sessualmente è andato male.
Sembra proprio una brava ragazza.
Ma prima di riferirlo al conte,
la stuzzicherò ancora un pochino.
Molto bene.
Così.
Mantieni l'andatura,
eh?
Spalle dritte. Perfetto. Ginocchia alta.
Bravissima.
Molto bene.
Apri il braccio.
Ok.
Tieni piegata questa gamba,
così. E colpisco.
Bravo. Che fai con la mano?
Sei bello,
lo sai.
E allora?
Anche questo è un ordine del conte?
Sì. Sì. Sì. Sì.
Ecco così,
brava.
Bene.
Ancora.
Tieni dritto la racchetta.
Apri il braccio.
Apri di più.
Ecco.
Piega le gambe,
su.
Va meglio. Brava.
Lo vedi che se ti impegni sei brava?
Perfetto.
Avanti.
Ciao Maria. Ciao.
Che hai portato?
Dei regali per te.
Ma che carina.
Sei proprio brava.
Sono davvero curiosa di vedere.
Guarda.
Ora vediamo.
Ma cosa?
Che cosa sono questi?
Sono per fare dei massaggi?
C'è?
Soltanto che ne puoi fare l'uso che più
ti piace.
Certo. Perché no?
Wow.
Interessante?
Sì. Come sono strani.
È vero.
Wow.
Che carino.
Sì, carino.
E questo?
Mi piace di più. Sì,
è più particolare.
Piace anche a te?
Anche
questo?
Non è niente male. Sì,
mi piace.
E questo?
Che forma strana.
È bello.
Interessante,
non è vero?
Lo proviamo?
Certo.
Voglio cominciare con questo bianco,
ti va?
Ora lo accendo. Sì.
Che bel suono.
Senti.
È bello.
Sì, massaggio.
Ciao.
Stai bene?
Io bene, e tu?
Che stai facendo?
Ti sto prendendo un pochino d'aria qui
fuori. Però il tempo non è molto bello.
Senti, come va la Siciliana?
Stai imparando?
Sta diventando una vera signora.
Su questo non avevo dubbi.
Senti,
hai insegnato anche a lei i pompini
come li fai tu?
Certo, ma io sono sempre la più brava.
Sicura di questo?
Certo, sicura.
Non te lo
ricordi?
No,
non me lo ricordo perché è passato
tanto tempo,
dall'ultima volta.
Troppo, vero?
Forse hai ragione. Vorrei che me lo
ricordassi.
Vuoi che lo faccia ora?
Anch'io lo voglio.
Allora, signori,
è passato un mese da quando vi ho
chiesto di preparare Maria.
Sono sicuro che avete operato benissimo,
ma vorrei vedere il risultato del
vostro lavoro.
Non siamo qui per questo,
Conte. Niente difficoltà?
Assolutamente,
Conte. Maria è stata un'allieva
straordinaria.
Questa sua piacevole informazione non
fa altro che ribadire in me l'orgoglio
e il valore della mia scelta. Ora è il
momento della verità. La chiami?
Con molto piacere,
Conte.
Maria, vieni giù.
Allora che ne dite?
Persona.
Grazie, Max.
Ora vedrai tutte le terre e le
proprietà che appartengono alla mia
famiglia. Considera che da questa
collina ciò che cadrà sotto il tuo
sguardo mi appartiene.
Casali, bestiame,
paesi, villaggi,
io li ho ereditati da mio padre. Tutto,
tutto quanto vive in questo angolo di
paradiso è di mia proprietà.
Guarda, Maria,
tutto ciò che puoi vedere nel raggio di
50 chilometri fino all'orizzonte è mio.
Tutto?
Sì. Mi fa sentire molto orgoglioso
possedere questo territorio fantastico.
E poi, e poi di qua,
e poi di là. Guarda,
guarda che meraviglia. È così immenso
che quasi lo sguardo si perde ai
confini dell'orizzonte.
Sì, sono davvero fiero dei miei avi.
Tutto questo è tuo,
Max?
Sì, tutto. Tutto. Però questo è mio.
Beh, sì.
Te lo prendo in bocca. Ciò che è mio è
anche tuo. Godiamo insieme,
no?
Sì, Max.
Sì.
Che minchia leggi voglio mangiare?
Prepara la tavola.
Reducebbe la scavolo si è sposato Maria
che da oggi è contessa.
La suga minchia la mangia gazzi.
Contessa,
contessa diventò...
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