All language subtitles for Cinque Giorni Di Tempesta (1997)

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Original subtitles

Ciao Giovanni, come vanno i capperi? Come vanno? Manco l'ho venduto quei

quattro che mi hanno lasciato i verbi.

Cos'è?

Devo fare il biglietto per Bolzano con lo sconto dei militari.

Ma non ne date materia quest'anno?

A 27 anni ti fanno partire comunque.

Vuoi la cucetta?

No, no, seconda, normale.

Non ti

preoccupare,

quando arriva il telefono va bene?

Va bene, va bene.

Eccolo qui.

Buongiorno, come stai?

Vince!

Hai una moto oggi?

Questa è mareggiata che arriva. Eh.

A dove vai?

No, aspetta, mia moglie e i miei figli.

Andano a Panarea a spendere soldi.

A ogni martedì.

Voglio fare un malattare.

Fai dentro.

Io ti volevo proporre di venire con me.

No, Scirallo.

A lavorare nel fruit shop.

No.

Ora, hai una farm.

Cento chilometri fuori a Sydney.

Opera House.

Abba Bridge.

Bello.

La farm.

Mi serve uno come a te.

Uno in cui mi posso fidare.

Facciamo una società. Tu fai un boss e diventi ricco, capisci?

Un boss?

Eh.

Angie.

Angelina.

Angelina.

Allora che fai? Ma come faccio a venere così?

Ok, pensaci.

Però non posso aspettare troppo tempo.

Io torno a Sydney la settimana prossima e faccio business.

Sono in caserma la settimana prossima.

L'anno che viene.

No.

Too late.

È tardi.

Vodica o un'altra.

Ma che cancia un anno?

Everything cancia.

Ora io posso avere un permesso per far andare a essere un parente.

Roba di governo federale, amici di amici.

Department of Immigration.

You understand?

Tra un anno.

I don't know.

Ma come faccio, Vince?

Se non voglio mamma ne carabinè.

Notte in Australia.

E poi se vengo non posso più tornare qua.

Come faccio con me pace, con nonno?

Loro vogliono morire qua.

Eppure tu mi pare... Lo sai perché me ne andai?

Perché qua sali i montagni e non arrivi a nulla da parte.

In Australia il cielo è basso.

Tu allunghi la mano.

E puoi afferrare le stelle.

Ok.

Ringami se ti decidi.

Sì.

Bene. Da fortemere.

Scrivi il tuo numero.

Eh... Puravin.

0061 2 9299 8735

Capisci a distanza?

Stesi un mese sano, mucciato, da stiva di nanaca.

E quando arrivai, era così lordo che paria non era.

Ora, tu puoi pigliare l'aereo.

No more distance.

Tu pago, io ho il ticchetto.

Non sono un problema, Sotti.

Eccole qua.

Grazie a voi.

La posso chiedere una cosa?

Che vuoi? Devo entrare qui giovedì prossimo.

E allora?

Si può dare un'occhiata a vedere la caserma?

Come vedere?

Devi tornare giovedì prossimo, giorno 26.

Sì, ma se mi fate entrare faccio solo un giro, così poi dopo non mi sento

sbandato.

Da dove vieni tu?

Salina, l'isoleone.

Guarda che questo non è un villaggio turistico, qui bisogna rispettare le

regole. Non la vedi la data?

Torna giovedì prossimo insieme agli altri.

Non hai capito cosa ha detto?

Non puoi entrare adesso.

Vabbè, ma che fastidio ho?

Devi tornare giovedì, hai capito?

Per me è finita.

Grazie a tutti.

No,

grazie.

Signore!

Costo 80.000 a notte? Ce l'ho, ce l'ho.

Con la collazione, la prima collazione.

Io non la faccio mai.

Tanto lo paga lo stesso.

E il vostro fratello, quello?

No, quello è un attore, Umberto Orsini, non lo conosce?

Una volta è stato qui alla Schwarzikrazi con tutta la compagnia.

Un grande artista.

Un uomo affascinante.

Uno della compagnia ci ha fatto la foto.

Lui ce l'ha mandata con sulla dedica.

Lega. A Frida e Milena, femmelle per sempre. Vostro Umberto Orsini.

Per sempre vostro.

Come?

Qui c'è scritto a Frida e Milena.

Gemelle, per sempre vostro Umberto Orsini.

Come per sempre vostro? C'è una virgola?

Ma è una macchia, non la vede?

Ma guarda che sceme, per tutti questi anni.

Ma se c'è una distanza qui?

No, no, no, ha proprio ragione lui.

Però era più bello, gemelle, per sempre.

Mi dispiace.

Qui non si può fumare.

Ecco la sua vodka.

Scusa.

Sì, prego. Non è che c'è una sigaretta?

No, mi dispiace.

Scusa.

Scusa.

Ce l'hai una sigaretta?

Sì, sì.

Grazie.

Guarda però che qui si seccano se uno fuma, lo sai?

Forse perché io ho rovinato la debiga sulla foto.

Ma che è successo?

Ah, no, è una keratite.

A me mi fa lo stesso effetto la salamoia dei capperi.

Signorina? Ah, vai, vai.

No, amica.

Hanno telefonato per lei.

Perché non ha passato la telefonata? Il signore mi ha detto solo che vuole

lasciare un messaggio. Ma dove?

Io? Eri?

Erika, telefonerai prima dei tuoi clienti. Non devi farlo.

Non lo sai nemmeno.

Scusami, è mia madre. Non dormi.

Chiudi tutto.

Una notte.

Scusa, posso fare una telefonata? Certo, grazie.

Prende qualcosa?

Lo stesso suo.

Allora me la dai con la sigaretta?

Cattive notizie?

No.

Ma sono di colore diverso.

Te ne sei accorta? E io ce le ho difettose dalla nascita.

Ma sono belli.

Il problema è che ho le tasche corte. Mio padre dice che quando mi siedo esce

fuori e li perdo.

Però ce l'ho il portafoglio.

Ecco la sua botta. Pago io.

Ma tu che fai? Piangi sempre. Ma io non piango mai, io. Ma non piangi io. È che

ho la cheratina. Ma come ti è venuta questa cosa?

Perché per l'altro cosa è brutta e cattiva. Gli uomini.

Veramente? E vabbè, ma qua non c'è nessuno. Ma come c'è nessuno?

E non vedete? Numero 11.

Numero 12.

E numero 13.

Cosa c'è?

Guarda che sono tedesche, non fanno rumore.

Allora sai cosa gli dici a Carla?

Non lo so, non lo so. E a me cosa mi dici?

Non lo so.

Sì. Non lo so.

No,

gli occhiali!

Ma stai zitto.

Certo! Lo vogliamo smettere? Sì.

Silenzio! Ti piacciono?

Vieni con me.

E allora sai cosa faccio?

Buona.

Aspetta. Aspetta.

Così non ci vedo più niente. Dove mi porti? Ti faccio vedere.

No, aspetta un attimo.

No! Ma che c'è? Non l'hai vista questa?

Aiuto, non ci vedo più.

Eccolo qua.

Eccolo qua.

Ridi.

La vita.

Guarda. Che cosa?

Le mie mani. Le mani a paletta.

Cosa vuol dire le mani a paletta? Con le mani a paletta. Cioè?

Ma me ne piacciono.

E te quelle ti piacciono più, la destra o la sinistra? Tutte e due.

Tutte e due.

Tutte bugie.

Sai cosa faccio adesso?

Basta con gli uomini, non ne voglio più vedere.

Veramente.

Non devo andare.

A te no, a te no.

Sei come un fratello.

Come un fratello? Ma sì, sei come un fratello.

Guarda che è molto meglio.

Sai perché?

Povero.

Forse.

No, no, no.

Non si può. Poi c'è la keratide.

È contagioso.

E chi se ne frega?

Non è che... Non è che poi se mi addormento ti approfitti di me.

Ma che c'hai?

Niente.

Grazie.

Scusi, mi dice il numero di stanza di quella signorina, quella che piange?

È partita.

Non ha detto dove andava?

Forse tornava a Malamocco.

No, perché si è dimenticata degli occhiali e volevo... È appena uscita,

forse si fa una corsa.

Grazie.

Questa.

Ma tra tre giorni non avrai più bisogno di soldi?

Ma noi chi ci paga?

Qualcosa mi è rimasto.

Sono pochi, non bastano neanche per la colazione.

Ma allora che fate? Lo sbattete in mezzo alla strada?

Ma tu non riesci proprio a trovare qualcun altro che ti mandi i soldi?

Se vi interessa.

O qualcuno in zona che possa ospitarti?

Beh, c'ho il mio amico a Prato.

Prato non è in zona.

E Malocchio?

Malamocco. Malamocco.

Senti, io per sdebitarmi ti regalo questi.

Grazie, ma questi sono grandi, grandi questi.

Questi sono mezzani, puntine. Allora se vedi capperoni che dici?

Sono più pregiati. No, più pregiati sono quelli piccoli piccoli, lacrimelle le

chiamiamo.

Da noi non se ne fanno grandi.

Lo vedo. E fate male perché sono buoni. E poi lo sai che fanno pure bene alla

salute?

Servono per i calcoli, per l'artrite. E con i fiori ci profumi la biancheria. Lo

vedi? Ma apprezzo.

Visto quante cose si imparano nei viaggi?

Hai fame?

No, voglio andare subito alla mocca. Ma come ci vai?

Non lo so, ora vedo. E i soldi?

20.000 lire.

No, non le voglio i soldi da te, Nea.

Ma è tua quella?

Sì, ma non te la posso dare.

Te la riporto, te lo giuro.

Ehi!

Ti cerchi?

Sono un amico di Loredana.

Loredana non c'è.

Ah.

Ehm... Posso aspettarla?

Sta a cortina.

A cortina da un pezzo.

E non ritorna?

Non lo so.

Ma non è che lei per caso la deve sentire?

Tu che cosa vuoi?

No, io le dovevo restituire degli occhiali.

Ascolta, se sei uno di quelli che le stanno appresso, gira a largo, sai,

quella è matta.

Andate via, senza una lira in tasca, con i capelli sporchi, senza sapere con chi

avrete a che fare.

È questo che succede.

Tu lo sai perché succede?

Perché voi dovete fare esperienza.

Ma io glielo ho detto tante volte, l'esperienza è qui, è qui, non è qui.

Certe cose si sa come vanno a finire.

Non c'è bisogno di stare a provarle.

Dai.

Adesso sono quattro mesi che lascia fuori casa.

Data via da un giorno all'altro senza neanche dare una spiegazione.

Una volta mi diceva tutto.

Era carina il santo.

Adesso... ha sempre quell'aria.

Taccano, arrabbiato.

Bruta.

Conta. Te la chiami la tua mamma qualche volta?

Male.

Mia madre è morta da 5 anni.

Io non sono morta.

Ma quella lì non mi telefona neanche per chiedermi come sto.

L'altro giorno mi ha telefonato.

Quattro parole in croce soltanto per ordinarmi a demandargli sua vespa.

Non so neanche come si apre la vespa io.

Perché non la chiami adesso?

Ma sei a casa?

Magari con te la parla un po' di più, ti racconta qualcosa.

Poi magari mi chiami.

Io non capisco.

Perché?

È meglio fare la cameriera cortina che lavorare qui.

Io da sola potevo fare, ho dovuto chiudere.

E ce n'era di gente che veniva a mangiare qui.

Non sono in casa, potete comunque lasciare un messaggio, grazie.

Mi spiace, ho solo questo.

Posso mangiare altro?

Allora?

Allora, era di corsa, come al solito.

Ha detto tanta voglia di vedermi, di vederti.

Vieni qui e portami gli occhiali.

È la Vespa.

Questa è la prima volta che lo faccio. Oh mio Dio, me neither.

Non lo farò.

Senti, Loredana, falla ancora una così e qui non l'avrai più. Hai capito?

Sera. Chiuso?

No, però io non devo mangiare, sto cercando Loredana.

Ciao.

Ti ricordi di me?

Un po' sano, ieri sera.

Ma cosa fai qui?

Volevo rivederti.

Scusate.

Ma com'è che non ti ricordi quello che è successo? Io e te nella mia stanza.

Ma scusa, ma che ci siamo anche baciati?

Ascolta, ero ubriaca, capito?

E che c'entra?

No, ma questa è la mia bestia.

Certo. Ma cosa è successo?

Ha avuto un incidente. Eh, lo vedo, guarda com'è ridotta.

Ma cazzo, l'avevo già venduta.

E adesso cosa gli porto, un rottame?

Mi dispiace, sono caduto. Mi sono fatto anche male, non lo vedi?

Senti, ma te chi ti ha detto di venire fin qua su con la mia vespa? La mia

madre mi ha chiesto di venire. Mia madre?

Quella non capisce niente.

Ma bisogna essere degli idioti per buttare una vespa della nomina fin qua

su. Io pensavo di farti felice. Felice?

Vai, mora!

Loredana, gli occhiali!

Loredana, tu dove vuoi restituire gli occhiali?

Ehi!

Io li ho dimenticati nella mia stanza, te lo ricordo.

Lasciami stare.

Me le può dare 10.000 lire?

Signore?

Me le può dare 10.000...

se volevo!

è diventato pazzo

Sei capace di cambiare una gomma?

Lei me lo dà un passaggio?

Solo il vento si sente.

Ma devi tornare a Salina tu?

No, vado a Prato, dal mio amico, gli faccio una sorpresa.

Allora ti dicevo, se una donna mai sedersi di fianco a lei, mai andare in

camera da letto.

Rischi, a volte ti propongono... No, adesso.

Ma ci sono certe che è dura dirgli di no. È un lavoro difficile e delicato.

Sai come faccio io?

Tu non sei uno che parla molto, eh?

Hai sentito quello che ti ho detto?

Scusi, qual è la domanda?

La domanda è non sei uno che parla molto, vero?

Solo quando mi fanno le domande.

459, non siamo in casa, lasciate un messaggio.

Ciao Monica, sono io, cercavo Carla.

So che è da te comunque, io sto venendo a Bologna.

Carla, perdonami, noi dobbiamo parlare, è colpa mia.

Senti, lo so che è stupido, ma ascolta.

Ritorna da me.

Mia cara, sono così solo.

Torna indietro, torna indietro amore mio, torna indietro, sono tuo.

Ritorna da me.

Il mio cuore vuole solo te.

Torna a casa, torna a casa, te ne prego, torna a casa dal mio cuore.

Mia cara.

Se ti ho ferito, mi spiace.

Perdonami.

E ti prego, di che sei mia.

Ritorna da me.

Per favore, torna indietro.

Torna

indietro.

Torna a casa tra le mie braccia, le mie labbra e il mio cuore.

Ritorn to me Oh my darling I love

you Only you, only you, only you, only you

My sweet

La vita è durissima.

Avete notificato?

Perché?

Perché... Ma tu non eri quello che parlava solo quando gli facevano le

domande?

Mia moglie, non so, è scappata di casa.

Ma perché è scappata? E dai questo perché.

Perché le donne sono così, scappano, scappano sempre.

Vanno matte a farsi inseguire.

E dove hai dormito poi?

In albergo, solo con un cane.

Ma così siamo pari, no?

No.

Comunque non è stato carino da parte tua lasciarmi fuori dalla porta.

Ma se per questo neanche per darmi il bolzano, Daria.

Se tu mi avessi fatto spiegare, io ero venuto per chiederti scusa.

Ma no, è che ho litigato di nuovo col proprietario.

E poi...

E poi ce l'avevo con un idiota e mi ha distrutto la Vespa.

Ecco.

Adesso che ho pagato per tutti io, posso avere il tuo perdono?

No.

No, perché tanto lo so che non lo lascerai mai tua moglie.

Mi riconosci?

Ma tu

ora

questi libri leggi?

E ora che sono istitutore ho il dovere di farmi una cultura.

Perché sennò come faccio a esercitare un ruolo di controllo e di stimolo con i

compitori? Non sai che sono contento che hai fatto Gaddiera a potere? Ehi

Gaddiera, mettiti seduto, mettiti seduto che ti cerco qualcosa da mangiare.

Tu piuttosto, parlami un po' di te. Tu che fai? Che faccio?

Ora ti racconto.

Non è andato qualcosa, ma lì al buro si vede niente. Grazie.

Voglio sapere tutto, tutto, tutto, tutto.

Che vuoi sapere?

Il lavoro.

Non volevi fare il veterinario?

Ti faccio vedere una cosa.

Che cos'è?

Un business in Australia.

Costa pecore.

E altre mille come lei.

Me l'ha proposto il cugino Vance.

Alla grande!

E che è una foto australiana?

Fa puzza di pecore.

No, quello sono io che mi sono buttato il latte addosso prima.

Lo sai che ho parlato di te ai confittori?

Veramente? Sì, gli ho detto che uno può stare qui cinque anni, prendere sempre

buoni voti, ma se la notte sta dentro e non capisce che fuori c'è il mondo, non

conclude uno cazzo. Soprattutto quelli come noi, quelli poveri che stanno qui

con la borsa di studio.

E per confermare, gli ho fatto vedere il buco.

Lo so, sono istitutore, non dovevo, però... Ma te lo ricordi il buco?

Secondo te da dove sono entrato io?

Infatti, da dove entravi, se no... Madonna, Gio... Eh, Sergio!

Sergio? Lo vedi più?

L'ho chiamato poco fa, pensavo ritrovarlo, invece la madre mi ha detto

che si è trasferito a Roma, da qualche sei mesi. Ma dai, Madonna, Sergio, ma ti

ricordi tutta la cena a casa sua, sempre un brienio?

E' la volta che abbiamo fatto l'incidente con la macchina, che casino.

Giovanni, senti, ma come hai fatto a diventare amico con lui?

Uno del sud con uno di prato, io lo vedo pure adesso con i convittori, no? Tra i

convittori e quelli di qui, c'è come una barriera.

Quando suona la campanella, quindi ognuno prende la sua strada, non c'è

contatto, capito?

Invece grazie a te, lo devo dire, hai cambiato la nostra vita, Giovanni, qui.

Non esagerare. Sì, sì.

Dovrebbero ricordarselo tutti che hai studiato qui. Come col d'annunzio

dovrebbero fare. Dovrebbero mettere il tuo ritratto nella sala visita senza

aspettare che muori.

Madonna.

Secondo me tu guarda, in dieci anni diventi più ricco dell'Australia. E ti

fanno pure presidente magari, vuoi vedere?

Ma tu ci credi veramente che uno come me si cambia la vita e diventa ricco?

Che se ne va in Australia si sposa una donna bionda e fa carriera come il

cugino Vince.

Manco il veterinario sono riuscito a fare.

Nella vita ci sono quelli che nascono per andare in Australia e quelli che

devono restare coi capperi.

Ma tu sei uno che può fare, Giovanni. Ma l'hai dimostrato qui.

Non ci posso andare in Australia, Michele.

Giovedì entro militare.

Veramente? Eh.

E non ci puoi andare dopo che ti concedi.

E allora non lo vuole fare proprio il militare.

Ma scappatene in Australia, agli australiani che gliene importa se è

fatto il soldato oppure no.

Ma quello è il mio dovere.

Ma c'è dovere, dovere, Giovanni.

Tu sei uno che le cose le sa come si devono fare, pure che non rispetti le

regole, se lo fai a fin di bene. Le regole vanno comunque rispettate,

Michele. Ah, sì, una volta non la pensavi così, però.

Come non la pensavo così?

Guarda che il buco per uscire la notte l'hai fatto tu, mica io. Sì, vabbè, ma

adesso io che devo fare?

Antonella. Giovanni.

Non è possibile.

Oddio. Tanto la situazione è che sulle oli continua a piovere. Questo rende

difficile l'operazione. Sì, ma la mia domanda è relativa alla tempestività dei

soccorsi. Da quello che è stato riferito.

Sergio è un vigliacco.

Sembra di aver buttato via dieci anni.

Quando l'hanno trasferito è stata una liberazione.

Occasione per dirgli...

Forse è meglio se ci si allontana un po'. E lui che ha detto?

Meno male che l'hai detto te.

Cosa?

No, no, non hai capito.

Il tuo amico si è permesso di dirmi meno male che l'hai detto te per prima.

Mi dispiace.

Che meraviglia di giornata.

Bello.

Io ci vengo sempre qui.

È vicino alla scuola, sicché.

Ne approfitto per correggere i compiti.

Mi preparo le lezioni del giorno dopo.

Se posso, ci resto finché fa buio.

E non mangi?

Per quello ci vengo qui.

Così evito di mangiare. Guarda come mi son fatta.

Secondo me ti sei fatta bellissima.

È un po' tardi?

Andiamo? Ma te non hai fame?

No, no, anch'io salto spesso.

Come balla dietro? Anche questo sedile è scassato.

Senti un po', ma te ce l'hai una fidanzata?

So, una specie.

Che vuol dire?

Una che ho conosciuto a Bolzano, era lì che doveva incontrare il suo uomo, poi

questa non è potuta venire.

E allora?

E allora?

Allora quello che doveva fare con lui l'ha fatto con me.

Ah!

E... e dov'è adesso?

Lei? E continua da un pezzo.

Pensa che gli ho portato la Vespa a finire, sai come mi ha trattato? Come

uno scocciatore.

Ti trattano male se le insegui.

Bisogna lasciare aria intorno a loro.

Anche se sei innamorato perso. Pare che sono innamorato perso, sì. Ah no?

Guarda che ti conosco io.

Lo capisco quando sei partito.

Lo capisci?

E da che?

Ma a suo tempo l'avevo capito.

E anche Sergio.

Ma che cosa?

Sì, Giovanni, non c'è mica nulla di male.

Poi è passato tanto di quel tempo.

Anche Sergio si era seccato, sai?

Anzi, la cosa lo divertiva.

Lo divertiva?

Ma perché uno come me non può stare con una come te?

C'entra, nessuno ha detto questo.

Però, prima...

Prima ti ho toccato e hai fatto un salto, manco se ero il lebroso di

Alicuti.

Ma perché non... non me l'aspettavo. Vabbè, vabbè, vabbè.

Il caserno.

Tutto a posto, c'è questo nostro amico, va a Roma e ti dà un passaggio lì.

Ciao.

Grazie di tutto.

Ma è veramente così bella la tua fidanzata?

È bellissima.

Però non è solo bella, è profonda.

È una ragazza intelligente.

Come potrei definirla?

Una venere mischiata con Leonardo.

Poi quando cammina per la strada, tutta la gente si ferma a guardarla.

Tutti, uomini, le donne.

Pensa che succederebbe se si mettesse a parlare in mezzo di strada.

Io mi domando delle volte, guarda, me lo domando come faccia a star con me. Boh,

pure io in fondo sono uno normale.

No, non sembra.

Senti Ciccio, io sono stato gentile a darti il passaggio e capisco che te vuoi

essere carino con me. Ma se io ti dico che io sono normale come tutti, sono

normale come tutti.

Allora se io sono normale e lei che non è normale, come fa a stare con me? Io me

lo chiedo, come fa?

Perché ti ama.

E allora per una ragazza che ti ama, te non faresti quello che faccio io tutti i

giorni?

La lasceresti sola in mezzo di strada, con tutta la gente che si ferma a

guardarla, gli uomini, le donne.

Comunque io la conosco gente innamorata, ma non va così forte.

Perché dicano di essere innamorati? Ma uno che è veramente innamorato non

capisce più nulla.

Comunque questi che tu conosci sei, e sono ridotti come me.

No, no, come te no.

Ah, ecco.

Potrei guidare anche bendato.

No, lascio stare.

E la so a memoria che questa strada la fa tutti i giorni.

E non è pericolosa avanti e indietro ogni giorno.

E che faresti?

Andrei più piano.

Sì, oggi va più piano, poi domani non ci va più per niente.

E poi alla fine, tutto svanito.

Ragazzo, ricordati che quando fai militare le cose più importanti che hai

rischi di perderle.

Questo lo so.

Basta che te ti manchi un attimo e la vita ti toglie subito l'assaggio da

sotto il culo.

Prendi Antonella, per esempio.

Stava con un bischerino che ora sta a Roma.

Questo faceva il cretino con tutti, gli faceva le corna.

Appena è andato via, la prima cosa che ho fatto è che ho presentato Lorenzo.

E ha funzionato.

Tiè, bischero!

Guarda che Sergio è il mio migliore amico, pensi in mezza!

Ma se lei ti vuole bene.

No, mi lascia, mi lascia.

Tutti gli uomini e le donne, no, no, no.

Dai.

Adesso andiamo.

Andiamoci.

Andiamo, andiamo, andiamo.

Non ce la fa, ce la fa.

Non ce la fa.

Chiamala te, chiamala.

L'ha aperto io. L'ha aperto io, adesso.

Fido il nome.

8086.

E' tutto l'ordine.

Che dovevo fare?

Poi l'ha insultato il mio amico.

Grazie.

Che faccio ora?

È tutta l'ordine.

Che dovevo fare? Quello ha insultato il mio amico. Non importa, tranquillo.

lo sannarivagno.

Si è fatto tardi.

Secondo me questa volta ti becca.

Ci vediamo domani?

No, posso, c'ho da fare.

Se mi sei dato una cosa ti chiamo.

Pronto? Ma chi è?

Giovanni!

Giovanni, dove tu sei?

Davvero?

Aspetta, aspetta.

No,

no, puoi dormire da me.

Aspetta un attimo.

No, non mi disturbi affatto, no.

Giovanni!

Ma che ti è successo?

Tutto mi è successo, Sergio.

Manco lo so com'è che sono vivo.

Via, ti accompagno all'ospedale. No, è da lì che vengo.

Sono scappato dalla finestra del bagno. La polizia sicuro mi sta cercando.

Polizia? Ma chi te fa? Non ti preoccupare.

Non ho ammazzato nessuno, sto bene.

Mi porti a casa tua? Sì.

Aspetta, devo fare prima una telefonata. A chi devi telefonare?

Venere mischiata con Leonardo.

Chi?

Lista non c'è in casa.

Provo a chiamare mio padre.

Questo fruscio.

Il vento si è portato via le linee. Senti, questa è tempesta.

Io sento solo un gran casino.

Quasi quasi mi faccio un abbraccio.

No, mi dispiace, a quest'ora non c'è l'acqua, stanno facendo i lavori.

Vedi?

Oddio, però forse qualcosa c'è nella vasca. Ma domani ritorna? Sì, certo.

Allora mi lavo domani mattina, ora sono troppo stanco.

Anch'io sono bello e cotto.

Sergio, ma c'era qualcuno qui prima quando ho chiamato?

Femmine?

Femminissima.

Veramente?

E questa stava proprio qui prima.

Però mi

dispiace

che vi siete lasciati con Antonella.

Io qua devo dormire, al posto di questa.

E dove sei?

Però guarda che non mi lavoro da tre giorni.

Non importa.

Lasciate un messaggio dopo il bivio.

Sergio.

Sergio.

Sergio, è urgente. Ti prego, rispondimi.

Sergio, lo so che ci sei.

Sergio? Pronto?

Sergio?

No, sono Giovanni.

E Sergio non c'è? Non è uscito.

E dove è andato?

A prendere un amico suo che arrivava stasera.

E non sei tu l'amico?

No, non sono io.

Ho capito.

E quando torna? Non lo so quando torna, no.

Va bene.

Buonanotte. Ciao.

Ma che cazzo ti è venuto in mente di rispondere? Ma hai sentito? Aveva una

voce. Ma che voce? Quella che fa sempre così, è una che sa neanche.

Poi Giovanni, io non ce la faccio.

Siamo innamorati.

Siamo innamorati.

Sergio.

Sai cosa ho pensato?

Io devo stare a Bolzano dopo domani.

Parto domani notte.

Così possiamo stare un altro giorno assieme.

Una volta tanto che uno si può parlare.

No, mi dispiace, ma domani sono in ufficio tutto il giorno. Anzi, dobbiamo

uscire a due notte.

Dormi adesso.

Vabbè.

Allora parto domani mattina Eh sì

Signorina non casa, ospedale policlinico Hai visto?

Vedrai che ce la fa, quelli come lui ce la fanno sempre Speriamo Ma che mi stai

dando? I soldi per il biglietto, treno, intercity, prima classe per Bolzano, ok?

Fine dell'avventura No, guarda, Sergio, che io non li voglio No, no, adesso te

mi ascolti e fai come dico io, va bene?

Altrimenti non mi cercare mai più

Io vado di qua e tu vado di là. Giovanni, scusami se non ti aspetto, ma

mi capo se in cazzo se faccio tardi. Senti, la tua fermata è termine, capito?

Termine. Davide, capito? E quando ti danno la prima licenza, vieni a trovare,

eh?

Sicuro? Certo che sono sicuro.

Ciao.

Sergio, ma come abbiamo fatto a diventare amici a te?

Michele dice che è una cosa che non si capisce.

L'amicizia è così.

E come sta?

Come sta?

Fratture del femore, ferite varie.

I medici dicono che non ci sono complicazioni, anche se ha perso molto

sangue.

Lo so,

ero io in macchina con lui.

E tu come stai?

Bene, bene.

Vuoi sederti?

Non devo andare, devo partire.

Bene.

Allora, ciao.

Per questo avevi quella voce ieri sera.

Ti saluto, Sergio.

Nonna.

Nonna.

Vieni qua, stai qui.

Dammi la mano.

Dai, spiano. Dammi la mano, stai qui.

Aioi, che golosic.

si fa la stazione questo?

No, no.

Senta!

Senta!

Mi scusi, quando è il primo treno per Bolzano? Dopo domani.

Come dopo domani? Non sai, c'è sciopero. E io come faccio a arrivare in tempo in

casella? Prende l'aereo.

Signore e signori, vi ricordiamo che su questo volo non è consentito fumare e vi

preghiamo di rimanere seduti con la cintura allacciata fino a quando l

'apposito segnale verrà aspetto.

Scusa, com'è che si slaccia questa cosa?

Così, ecco.

Grazie.

Dov'è che vai?

Dove vai tu? A Venezia?

No, io dopo devo prendere la corriera per Bolzano.

Domani entro militare.

A Bolzano non c'è l'aeroporto.

Dovevo prendere l'aereo per Verona, ma erano tutti pieni.

Alla fine mi hanno fatto il biglietto per Venezia.

Però dice che sono più scomodi i collegamenti, è vero?

Penso di sì, non so.

Capito?

Scusa.

Scusi.

Beh, non è un attore famoso.

Eh, magari.

È andato a Bolzano alla pensione Svarsegazze. Scusi, che cosa desidera?

Niente, volevo solo sapere se lui è un attore che è stato a Bolzano tanti anni

fa.

Umberto Orsini è stato dappertutto con i suoi spettacoli.

Ma lo sai che in tanti anni non è cambiato per niente?

Eh sì, è vero, ma quando ci siamo conosciuti?

A Bolzano, alla pensione Svarsegazze. Sì, ho capito, ma quando?

Boh, io non c'ero, ho manco eronato a quel tema.

D'accordo, grazie. Lascia, lascia.

Senti mio giovane amico, ma in che cosa posso esserti utile?

Me la farebbe una dedica?

C'hai un taccuino o qualcosa?

Non ce l'ha una foto sua.

Ah, va bene.

Allora, come ti chiami?

No, no, non importa, lei deve scrivere.

Affrieda e Milena, virgola, gemelle per sempre, punto.

Carino, adottarmi anche in interpunzione.

Va bene così?

Adesso vostro, poi il suo nome e cognome, scritto chiaro.

Va bene così?

Perfetto. Dove vai di bello?

In Australia.

Come mai?

Non levo pecore.

Signori e signori, a causa di...

Vuoi una dedica anche qui?

Dovrebbe andare al suo posto.

Se non fosse Alessandro, vorrebbe essere di oggi.

Grazie.

Hai notato? Aveva lo sguardo di Alessandro il Macedone.

Grazie

Ma sei loredana?

No. Non ti preoccupare, perché sto seguendo?

Non sembra.

Sono di passaggio, domani vado a Bolzano, entro militare.

E allora buona fortuna.

Grazie.

Lo so che è stata col famiglia, l'ho capito.

Che cosa hai capito?

Ti sono piombato a cortina, con la vespa rotta.

Anch'io mi sarei comportato così.

Soprattutto se ero una ragazza favolosa come te.

Vabbè, dai.

Lascia perdere.

Stai tornando a casa?

Sì. Posso aiutarti?

Grazie.

Scusi. Tenta.

Tua madre stava proprio male per il fatto che non mi vedessero, sai?

Adesso non starà più mai.

Ma stai qua per sempre.

Per colpa di quel Dario Garamatti.

E tu cosa ne sai?

Mi dispiace che vi siate lasciati, davvero.

Ah, te le vuoi prendere questa volta?

Sono rotti con l'incidente d'Aula.

Ascolta, non ti volevo trattare male.

Scusami per quello che ho detto.

Non mi hai baciata solo perché eri ubriaca, di la verità.

No.

Piazzale Roma.

Quello è il mio.

Perché ti sei fatta i capelli neri?

Questo è il mio colore e le mie routine.

Ehi Lido!

Ciao.

Puoi venire a mangiare a casa mia?

Tra un'ora mi parte il pulmone.

E non ne puoi prendere uno domani mattina?

Grazie.

pure quale ce l'ha rimasta?

Non voglio vederlo.

Loretana, hai visto chi c'è?

Vieni su, dai.

Scusa un attimo.

Ha lasciato la moglie per lei.

Fu da una brava persona.

Sto anni!

Pronto? Nea? Mi senti?

Sto venendo a portarti la bicicletta.

Come no? Te l'avevo giurato, no? Va bene.

No, io... Pronto?

Mi senti?

Sono da una cabina, sì.

Pronto, Nea?

Non ho ancora parlato.

Mi spiego subito.

Salutami la sorella, salutami la sorella.

Non ti passa più, non ti passa più.

Fanto culo.

Ma senti, no, non è avvento, è a distanza.

Come la vuole dire a distanza?

A distanza.

Usa un esugno.

Fammi parlare. Usa un esugno.

Un esugno. Sidney.

Sidney in talla Australia.

Sidney in talla Australia.

Dress in a white shirt, with my hair combed straight, here in my

black shoes, and me without the gait.

Me without hindsight, me without...

When will change come?

Just like spring rain.

Grazie.

a jazz

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