All language subtitles for Squadra Antimafia 2 Ep.07

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Original subtitles

La questura di Roma non ha gradito l'idea di spostare il computer di

Montero dalla Duomo.

Ce l'hai ancora con me?

Te lo meriteresti, ma mi manchi troppo.

Volevo tenertelo nascosto, soltanto che quando sono uscito dall'ufficio reperti

per andare alla Duomo ho seguito l'istinto del momento.

Sì, lo so, ma non volevi farmi litigare con quelli della squadra.

Ti vengo a prendere all'aeroporto?

Non serve, il volo è tra poco e poi ci viene a prendere la macchina del

questore. Beh, allora ci vediamo al bar vicino alla tua, così magari facciamo

colazione insieme.

Mi sto abituando a farla con te, sai?

Va bene.

Sai cosa sto pensando?

Quello che penso io?

No.

Ma forse sì.

Soprattutto a tutte le ferie elettrate che ho accumulato.

Voglio andare in un posto dove non ci conosce nessuno.

Dove siamo solo io e te.

Prima o dopo le nozze?

Allora non hai cambiato idea?

Ah, io no.

Tu? Non vedo l'ora.

Non voglio prendere il tuo cognome.

Basta un vicequestore di me al mondo.

Ti amo.

Dillo ancora.

Ma chi è stato?

Ma non lo so, non fare domande, cazzo!

Cittadino, non lo so.

Se te muovi ti sparo.

Fulgone bianco, bande nere, targato PK230HW.

Ricevuto, attendiamo coordinate.

Ok, tanto fate convergere verso il nostro quadrante.

Chiamo Sandro, presto! C'è quello che sto facendo.

Dimmi Luca.

Sì.

Dove?

È un'emergenza, sono un poliziotto. Lascio qui il mio figlio. Ci pensa lei?

È un'emergenza.

Allora, avete localizzato quel furgono o no?

Niente, ancora niente.

Che sappiamo?

Niente, solo che hanno rapito Ivan. La Mares? È all'inseguimento.

È allertata anche la mobile.

Dai, fuori! Qui c'è!

Li ho persi! Sono scomparsi!

Novità dalle volanti!

Negativo, cavolo.

Sembra svanito nel nulla.

Siamo arrivati quando le fiamme si erano già estese.

È tutto carbonizzato. La scientifica dice che sarà difficile trovare indizi

utili lì dentro.

Chi può averla organizzata, questa cosa?

Di me è un morto di cammina.

Merda.

Un secondo, scusate.

Pronto Elena?

È il giorno del suo compleanno e tu lo molli in un negozio come un pacco? Ma

non l'ho mollato, c'era una commessa lì. Ma chi se ne frega della commessa?

È stata un'emergenza Elena.

Lo sai tu che cosa sei?

Tu sei un deficiente e sei un deficiente inaffidabile.

Vaffanculo Sandro, vaffanculo!

Sandro, ci vediamo in luogo?

Subito!

Dottor De Silva, non si preoccupi di me.

Tutto bene.

Allora buon lavoro, se ha problemi faccia sapere.

D'accordo.

A me non me la conta giusta.

Io non mi fido di De Silva.

Una cosa alla volta, Totò.

Prima occupiamoci di Ivan.

Poi... Penseremo a quell'altro infame.

Un poliziotto rapito davanti alla Duomo. Ma si rende conto della figura?

Mi scusi, in questo momento la figura mi sembra l'ultimo dei problemi. L'ultimo

di una lunga serie.

In buona parte creati proprio dal suo modo di agire. Che significa?

Quel computer doveva già essere nelle mani del magistrato.

Invece lei, come al solito, agito di testa sua, ha lasciato che Di Meo lo

nascondesse. E nemmeno si è fatta dire dove.

Avevamo altre priorità.

Tipo la cattura di Lipari. Le priorità fino a prova contraria le deve

concordare con me.

Ad ogni modo, si è fatta un'idea di chi può averlo rapito.

Se non fosse morta penserei a Rosebate.

Ivan potrebbe averle parlato del PC.

Se no, l'altra persona è De Silva.

Ma andiamo, ancora con sta storia dei servizi.

Guardi che quello è un figlio di puttana e lei lo sa benissimo. Ed era anche in

contatto con Lipari.

Va bene, diciamo che c'entra.

Ma mi ha detto di avere visto almeno tre uomini rapire Di Meo, più gli altri

complici che li aspettavano in quel garage.

Io non credo che De Silva possa disporre di tutti questi uomini. Il problema è

che Ivan non parlerà mai e se non lo troviamo finirà per farsi ammazzare.

Di Meo è Di Meo, è abituato a gestire certe situazioni.

Farà tutto quello che può per prendere tempo.

E noi quel tempo dobbiamo farci bastare.

Cazzo siete?

Tu devi rispondere.

Siamo noi che facciamo le domande.

Rispondere a cosa? Che cosa volete?

Minchia, ancora domande.

T'ha appena detto che non ne devi fare.

Non capisci?

E di noto, di Manzella, di Zagaria.

O tutti insieme A Palermo soltanto loro Possono aver organizzato un sequestro

del genere Sicuramente avevano un palo Forse più di uno Ascoltatemi bene

Lasciate tutto quello che state facendo Dobbiamo controllare i circuiti di tutte

le telecamere della zona Dobbiamo setacciare centimetro per centimetro

Dove è il computer?

Quale computer? Io non so

Tu devi rispondere. Sono il vice sovrintendente Ergosi. Mi servono tutti

i nastri di Via Mercurio e Via del Bastione. Non è un computer libero, è un

pezzo mio.

Vabbè culo!

Ma di che cazzo di computer state parlando?

Chi vi manda i dinoti, Manzella? Chi?

Niente, sto jarroso con noi non ci vuole proprio giocare.

Mi servono tutti i filmati delle telecamere a circuito chiuso della

vostra banca.

Mi servono tutti i nastri del lato est del supermercato.

Sì, tra cinque minuti arriverà un'auto a prenderli. Per caso il vostro negozio è

dotato di telecamere a circuito chiuso?

Bene, mi servono tutti i filmati subito.

Eh, mi sa che hai capito.

Queste sono le immagini provenienti dalle telecamere di sorveglianza dei

negozi vicino alla Duomo.

Ci siamo, qui, ferma, ore 10 e 30.

Un uomo stava al telefono un minuto prima che Ivan venisse rapito.

Potrebbe essere una coincidenza? Non esistono le coincidenze. Fiamo, possiamo

avere un'immagine più nitida dell'uomo?

No.

Allora trovami tutte le informazioni su quella macchina.

Ecco, la targa corrisponde ad un'auto rubata, appartenente a Rosolino Lepre.

È un professore di scuola media superiore, incensurato. Ci siamo.

Una macchina con la targa sostituita davanti alla Duomo non è una

coincidenza. Trovatemi con la cazzo di macchina. L'avrà.

Andiamo, Serena.

Riguardiamo il video.

Neanche sapevo che ce l'avesse un computer lì pari.

Vuoi continuare a dire minchiate?

Conti!

Tanto non è tempo ce l'abbia.

Ciao, Musso.

Pietrangeli. Ti presento il mio nuovo amico, Serino.

Che minchia volete?

Il fumo uccide, Musso.

Chi vi ha dato questa informazione si sbagliava.

Chi è stato se lo vuole fare è faticare. E ora lo facciamo faticare noi.

Dai Musso, guarda questa foto, l'hai vista o no questa macchina? Non so

niente, ve l'ho detto che non so niente.

Musso, non mi fa rincazzare, guarda questa foto, guardala almeno, guardala.

Io non l'ho mai vista questa cazzo di Clio.

Musso, e te ci conosciamo, e conosco anche quelli del tuo giro.

Da alcuni siamo già stati, dagli altri ci andiamo adesso.

Se io vengo a sapere che la Clio è stata qui, io torno e tiro un po' il culo.

Potenzio, quella che non l'ho mai vista.

Che puttana!

Cusso, cusso, mi sta facendo incazzare! Lo sai perché? Perché io continuo a

pensare che tu con quella macchina centri, eh?

Centri, sì o no?

Pietrangeli, non puoi fare questo.

Non posso fare questo, hai ragione.

Mi sa che con te le buone maniere non funzionano. Sandro, che cazzo fai?

Hai da accendere?

Pietrangeli? Musso da accendere?

Dammi da accendere!

Sandro!

Non puoi fare questo!

Che c'è? Non puoi fare questo, Pietrangeli! Non posso farlo?

Perché ho un collega qui che potrebbe testimoniare che ti ho squagliato la

faccia, è vero?

Pietrangeli, forse non è il caso di...

Te lo chiedo per l'ultima volta.

Dove cazzo sta quella macchina?

Dove cazzo sta quella macchina? Alla pressa!

Alla cazzo di pressa!

Fermo!

Tu sei proprio un tipo incorreggibile.

C'ha ragione tuo moglie.

Grazie.

Vaffanculo. Dai.

Basta per me.

Non voglio parlare col vostro capo.

Ci stai prendendo per il culo?

Io sono il capo.

Se non parli di scanno come un maiale.

E allora scannami.

E il computer te lo scordi.

Te la puoi prendere questa responsabilità?

Tu non conti un cazzo.

Con te non parlo.

Allora muori.

Cornuto. Vai.

Basta.

Cos'è?

Non hai mai visto un fantasma?

Ma come è possibile?

Ho visto la macchina.

No, avanti.

Pagando puoi falsificare un contesto del DNA.

Lo sapevi?

Uscite tutti.

La morte ci si muove molto meglio che da vivi.

Ma tu questo lo sai bene, vero?

Senti, io sono ancora viva.

Vuoi sapere qual è la differenza fra noi due?

Che io sono morta per finta, tu invece muori per davvero se non mi dici dove

hai nascosto il computer.

Si chiesta perché l'ho nascosta. Ah, non mi interessa.

Quello che conta è che a Palermo i segreti durano poco.

Presto i clan verranno a sapere che io sono ancora viva.

E se ci voglio rimanere, mi serve il PC di Lipari.

Ancora non hai risposto alla mia domanda.

Vaffanculo.

Non hai capito, non ho più tempo per i tuoi giochetti.

Con te non ho mai fatto giochetti.

Vaffanculo.

Lo si guarda a me.

Su quella nave abbiamo arrestato tutti tranne te.

Certo. Perché io sono stata l'unica a tenersi una via di fuga.

Ma tu pensi davvero che potevi scappare su un motoscafo senza qualcuno che ti

lasciasse un margine?

Se saresti tu?

Saresti tu quello che me l'ha lasciato?

Tu soltanto una cosa sai fare.

Lo sbirro.

Hai lavorato da mesi a questo blitz. Ci volevi fottere a tutti quanti.

Ti sbagli.

Sei tu che hai fottuto me.

Perché non pensavo di potermi innamorare.

Tu hai sempre amato Claudia.

Claudia non sa nemmeno dove è il computer.

Lo avevo nascosto. Mi stavo preparando la fuga con te.

Soltanto che non ho avuto il tempo di dirtelo.

Non riesco a respirare.

Se magari... Dov'è?

In una cassetta postale.

All'ufficio di via Salvemini.

La cassetta era 121.

La chiave?

Sta nel giubbotto.

La chiave piccola verde.

Adesso che so dov'è, la tua vita è nelle mie mani.

Beh, diciamo che è dove ho sempre sperato che fosse.

Io e te siamo uguali, Rosa.

E che ancora non lo sai.

Ti saresti fatto ammazzare pur di non dire niente ai miei uomini.

Non sapevo che fossero i tuoi uomini.

Il coraggio, Ivan.

Il coraggio è l'unica cosa che non teme mai.

Fai che non stai cercando di fottermi.

Perché ti giuro sott'io da m***a.

Tu vai.

Cassetta numero 121.

Ufficio di via Salvemini.

Mi raccomando. Va bene.

Io vado.

Ecco lo svelo che dobbiamo fare.

Intanto vediamo se il computer sta lì.

Nel frattempo voglio che non gli torcete più neanche un solo capello.

Chiaro?

Abbiamo un nostro uomo. La scientifica ha rilevato una serie di impronte nell

'auto appartenenti al proprietario, alla moglie e a Francesco Cottafavi. Chi è?

Una vecchia conoscenza, attualmente a piede libero. Ha precedenti per rapine e

distorsioni.

È lui.

Proprio adesso che stai raddiviso a lasciarmelo vedere, devo ascoltare

questo casino.

Beh, ma è normale che sia incazzata.

Adesso lasci passare un po' di tempo, la fai sfogare, poi vai da lei, le chiedi

scusa. Ma quali scuse?

Al limite le faccio ai miei figli le scuse, non a quella stronza.

Sarà pure stronza, ma anche tu che ti dimentichi il figlio nel centro

commerciale per tre ore. Centro commerciale? Mica un campo minato.

È lei che è sempre esagerata.

Sai che cosa gli puoi raccontare a Marco?

Che sono un pazzo pericoloso.

Tu, eh!

Esagerate. Oh, è lui.

Sta uscendo, signora.

Mi raccomando, è l'unico contatto che abbiamo con i rapitori.

C'è la scheda di Cottafavi, c'era una cartella medica.

Vai, apri, vai giù, vai giù.

Ecco, che cosa sta comprando Cottafavi?

In che senso? Che spesa sta facendo? Che compra? Che prodotti?

Non lo so, pane, pasta... Come pensavo, non è per lui quella roba. Ma che vuol

dire? Cottafavi è celiaco, l'ha fatto presente al medico del carcere. E sicuro

non mangia merendine.

Quindi? E quindi la sta portando ai rapitori. Io vi raggiungo.

Tu, Fiamma, guidaci da qui.

Squillaci, prendi il mio posto. Va bene, dottoressa.

Ci voleva una femmina a te per farti parlare, eh?

È che non lo sai, con le buone maniere si tiene tutto.

Fai poco lo spiritoso, che a me non mi incanti.

Come un canto a rose.

Tranquillo.

Non sei il mio tipo.

Stai attento a come parli. Perché sennò che fai?

Non mi puoi fare niente.

Perché non conti niente.

Lo vuoi vedere come ti apro la faccia?

Grazie.

Siamo sulla litoranea, stiamo uscendo da Palermo. Mi raccomando ragazzi, non

perdete l'otivista che questo ci porta dritti da Ivan.

Rosi, Rosi, ma che vuole fare?

Che ne saggio io?

Parliamo con Platania.

Eh, ci diciamo che Rosi sta sbagliando?

Sì, Platania.

Quello pende dalle labbra di Rosi.

Speriamo che lo trovi.

Spara, spara!

Caputo supera, vai.

Ricevuto Pietro.

Fermiamoci al prossimo spiazzale.

Dottoressa, così lo perdiamo.

Tranquillo, Sandro.

Secondo me non è andato tanto lontano. Qui davanti c'è solo il mare.

Ci incoloniamo in una stradina e diamo troppo nell'occhio.

Fiamma, mi vedi?

Sì, sì, sì, la riceviamo.

Più avanti, sulla destra, c'è uno svincolo. Cosa c'è?

Controlliamo, un attimo.

Veloce, veloce!

Ingrandisci.

A pochi chilometri da voi, sulla statale 113, c'è un vecchio villaggio turistico

in disuso. Ok, ok.

Che vuole? Guarda che non può stare qua.

No, solo una cosa.

Merenemme!

Un uomo di platania.

Questa è Diva.

Questa era la sua prigione.

Rosi è stata qui.

Cosa?

Dottoressa, Rosi è morta.

Questa è la fumata una donna.

Conoscete altre donne mofiose, voi?

È una follia.

Rosi era qui.

Ad osservare Ima mentre lo torturavano.

Lei sapeva del PC di Lipari.

Tutto torna. Tranne il fatto che Rosa è saltata in aria.

Va bene, facciamo analizzare questi mozziconi.

Vediamo se il DNA corrisponde con quello di un fantasma.

Chiamate la scientifica, fate perlustrare tutta la zona.

Ci sono sbirri dappertutto, che cazzo facciamo? Chiama Totò, chiama Totò, ci

deve venire a prendere.

Minchia, ci dovevamo scannare subito, figli in sua camminchia.

Fermo, fermo, vivo ci serve. Qual è il motivo? Che cazzo sta dicendo?

Ci ha preso per il culo.

Il computer non è dove ci ha detto, altrimenti non scappava.

Che cos'è?

Dobbio, dobbio.

No, stai tranquilla.

Non sono più in pericolo adesso.

Ho mai superato quella soglia.

Non ho più paura adesso.

Ma sai qual è la novità?

Che ho smesso di giocare.

Adesso faccio giocare gli altri.

Una squadra contro l'altra, sì.

Ma io non ci sono più sul campo.

E loro giocano... E loro giocano per me.

Vincono per me.

Perdono per me.

Perché io... Io sto per diventare...

Il padrone del campo.

Ma è... caldo, freddo, sole, pioggia,

vento.

Tutto cambia, tutto sta cambiando, sì.

Va bene, va bene, noi...

Va bene.

Ciao, mamma.

Grazie.

Muoviti, forza.

Forza, cammina.

Cammina, forza.

Sto connuto con mia, già sotto terra dove restare.

Ma che dici, ma, Joe?

Se non cercava di scappare, gli sbirri ne attaccavano a tutti.

C'hai ragione.

Grazie, figlio di... Consolati, Di Meo.

Queste sono carezze, sono.

Oh, sì, Di Meo, è qui. Sì, sì.

Ho capito, ho capito.

Va bene.

Tu intanto farlo parlare che io adesso arrivo.

Fottutissimo bastardo.

Ma che è?

Ma che è successo? Che è? Ma che c'è fu?

Non c'è niente, non c'è niente.

Mi scusi, mi scusi, mi scusi, mi scusi.

Mi scusi.

Avrei dovuto capirlo prima.

Tutto questo non sarebbe successo. Ma crede davvero che la batte sia ancora

viva? Più ci penso e più ci credo. È stato tutto...

Troppo perfetto.

L'auto esplosa, la catenina di Rosie ritrovata su quel corpo è riconoscibile.

Ma su quel corpo è stato fatto un test del DNA?

Sì, su un campione è arrivato dall'obitorio. Qualcuno ha fatto un

favore agli abbate.

Ma lei ne è proprio sicura?

Non ci sono dubbi, la saliva sul mozzicone in sigaretta appartiene a

Rosie Abbate.

Passala questa palla, passala.

A te, a te!

E che minchia fa?

Quanto ci piaceva Zanella, era pazza di te.

Ma tu ritorni, vero, un'altra volta?

Non lo so.

Ma tu sai, Rosi, che sei a tua casa quando vuoi, eh?

Cercati bene, però.

Ci ha portato tanta gioia.

Non siete uomini, ma picchiatevi i femmine!

Amici, i saluti di Jacopo Manzella ti portiamo. Ma tu davvero pensavi di

fottere a noi?

Tu solo gli sbirri puoi fottere.

Che c'è?

Tiene paura?

Una muetta non ci può avere paura di morire.

Il business con lepre, tutte minchiate.

Tu e i nostri soldi le sei fattute.

No, le cose non dovevano andare così.

Sono stati gli sbirri che... Fai il culo agli sbirri!

Tu ti sei feccato in questa camorria e tu i peggiori ci devi ridare, ho capito.

Tieni bisogno di un incoraggiamento.

Peccato per Nardo.

No, Nardo no.

Nardo lasciatelo fuori, lo dovete lasciare stare. Ti giuro che... Non ci

pensare. Tu non lo tieni più un fratello.

Pace.

Il figlio, lo spirito santo, eh?

Il padre, il figlio, lo spirito santo, eh?

Sono tutti morti.

Tutti morti.

Rosie Abbate è viva.

E solo De Silva può averle parlato del PC di Lipari.

Rosie ha scenato la sua morte per ingannare i clan che avevano investito

nell'affare con Lipari.

Quel computer è la sua unica salvezza.

Beh, ma se fosse così, allora ci sono buone probabilità che Di Meo sia ancora

vivo. Sì.

Forse.

Forse Rosy non lo ucciderà fin quando Ivan gli dirà dove è il computer.

E se avesse già parlato?

Se avesse già parlato avremmo trovato il suo cadavere in quel villaggio.

Sì.

Quando?

Ma com'è stato possibile?

Sì, sì, va bene.

Che è successo?

Nardabate.

È stato ucciso in carcere.

Si sa chi è stato?

Non lo sappiamo con certezza.

Ma Rosy sarà la prossima.

Appena scopriranno che è diva.

A questo punto ci resta solo una cosa da fare.

Arrivare a quel computer prima che ci arrivi Rosy.

Per negoziare da un punto di forza.

Dottoressa, mi dobbiamo fare uno scambio.

Non lo so.

So solo che devo salvare Ivan.

È quello che vogliamo tutti.

Ma di me o le hai detto qualcosa?

Non so, un dettaglio?

Mi ha detto che si è trattato dell'impulso di un momento mentre

tornava a piedi dall'ufficio riperti alla Duomo.

Deve averlo nascosto da qualche parte, in un posto che sentiva sicuro.

È una follia.

Ma dobbiamo controllare tutti i posti, tutti quanti.

Troppo presto per questo.

Me l'hanno passato come un cane, cazzo!

L'hanno a pagare, Rosi.

Per tuo frate Nardo l'hanno a pagare.

E la pagheranno cara.

Però vorrà lasciare il cane. Io non mi calmo!

Io mi calmo solamente quando li vedo tutti quanti dentro la vara.

Dobbiamo scendere giù a Palermo e li dobbiamo sterminare tutti. Ora per ora

li dobbiamo sterminare. Non adesso.

Ci dobbiamo riorganizzare.

Lo sai che siamo tutti quanti qui.

Ci puoi guantare sulle dita di una mano.

E se scendiamo a Palermo, a pezzi ci fanno. Ha ragione.

Rosi, tu hai una cosa che rimanzerla un anno.

Uscire il vento, la testa. E adesso lo devi usare, chiossate le pistole.

Stai facendo giusto.

Il computer.

Rosy, tu ora pensare solo al computer.

Sempre se lo troviamo.

E adesso lo sbirro solo per il culo che ti ho preso.

Va beh.

Tu esci.

Ma se non è che... T'ho detto di uscire!

Cos'è?

Non parli?

Non ce n'hai più belle cose da dirmi?

Non avete trovato il computer?

Io ai poliziotti li rispetto.

In fondo sono persone che fanno il loro lavoro. Ho lavorato in merda, ma fanno

il loro lavoro.

Ma tu no.

Tu non sei un poliziotto.

Tu non sei niente.

Un uomo?

Un uomo muore con dignità.

Un uomo non si inventa le cazzate che tu mi hai detto solamente per salvarsi la

pelle. Ma che cazzo ne sai tu della dignità?

Ma davvero pensavi che potessi innamorarmi di una come te?

Di una mafiosa?

Lo sai dove ti vedo bene a te.

E ti verrei a trovare pure con piacere.

Dietro le sbarre di un carcere a vita.

E si vede che il mondo gira all'incontrario allora.

Il prigionero sei tu, stronzo.

Io invece sono quella che ti viene a trovare.

Se ti aspetti altre paroline dolci, scordatele.

Fai quello che devi fare.

Che l'ora che divisi è finita.

Se non parla, ammazzatelo.

Adesso ci andiamo a fare una bella passeggiata.

Bene.

Avevo proprio voglia di sganchermi un po' le gambe.

Cammino.

cammina Teresa

vai,

stai ferma inizia a scavare, per tu

E tu che minchia ci fai qua?

Che cazzo state facendo voi?

L'ho chiamato io.

E per che cosa? Per risolvere questo problema, perché voi avete solo perso

tempo. De Silva, tu a stare attenta come parte con me, ho capito?

La facciamo finita di fare i bambini?

E questa sera ci siamo dentro tutti.

E vogliamo tutti quanti la stessa cosa, o sbaglio?

Dov'è l'eroe?

Vieni.

Basta!

Butta la palla.

Sei arrivato al capolineo di me.

Oltre questa fossa per te non c'è niente.

Solo una cosa puoi fare, ma è l'ultima volta che te lo chiedo.

Dov'è il computer di Lipani?

I miei nonni erano di queste parti.

Ci venivano testate da piccolo.

E' bello qua.

Un sacco di bei ricordi.

Ha un buon posto per morire.

Bene.

Questa volta la madre su una cosa giusta l'ha detta.

Cosa? Luca, questa ricerca è una follia.

Noi possiamo entrare in tutti i negozi locali, ma se Di Meo il PC l'ha mollato

ad un amico, che facciamo?

Suoniamo a tutti i campanelli?

Ma non credo che Di Meo avesse tutti i stilici a Palermo. Ne basta uno.

Ma scusa, il minimo di ottimismo dove è finito? Ma quale ottimismo? Qua serve un

miracolo, serve.

Ti chiami l'aiuto da casa?

No, chiamo la stronza.

Ma mica la mare, stai!

Elena! Aspetta, lasciami parlare. Sì, lo so, lasciami parlare.

Non mi fa parlare la stronza!

Per cortesia, che abbiamo cose più importanti a cui pensare. Senti, io

penso a quello che cazzo mi pare.

Non ha parlato.

Quello non parla.

Era sicuro di morire e non parlava.

Per certi uomini la propria vita non è il bene più prezioso.

Lo minchia vai dicendo.

È la cosa giusta che va dicendo.

Noi come facciamo?

Voi non dovete fare niente, ci penso io.

Sennò mi sento inutile.

Novità? Nessuna.

Vuole mangiare qualcosa?

No, no.

Luca e Sandra hanno già battuto tutto il quadrante dietro piazza Europa.

Niente.

Sto colpa mia.

Che dice?

Avrei dovuto capire subito che Rosa e Batele non era morta per davvero. E chi

se lo immaginava?

Anche sapendo che Rosa era viva non poteva sapere che avrebbe rapito di me.

Lo so, ma dovevo stare più attenta.

Dovevo immaginare che si sarebbe vendicata alla prima occasione.

E poi ho pure lasciato il computer del santo in mano a Ivan. Lo devo dare al

magistrato, ho sbagliato, ho sbagliato tutto.

Adesso ritroviamo sto computer e ci riprendiamo di me.

Sì, sì.

Deve durare ancora, sai questa teatrina?

Tanto non te lo dirò mai dove stai.

Tu non ti preoccupare.

Ti ho promesso che se mi prendevi per il culo ti ammazzavo con le mie mani.

E io le promesse le mantengo.

È solo questione di tempo.

Devi aspettare un altro po'. Cos'altro

vuoi?

Voglio impedirti di morire da eroe.

Voglio che Crote pianga sulla tomba di uno che...

Alla fine non ce l'ha fatta a tenere il segreto.

Tu, Claudia, non la devi neanche nominare.

È un peccato, lo sai?

E avrei potuto amarti molto più di lei.

Io so solo che ti sei coperta di ridicolo.

Con me, con Claudia, con i tuoi uomini.

Rosia Abate.

Chi da casa fece fottere lo spirro?

Tu ancora non lo sai, ma io fra un po' ti faccio parlare.

Sì, ok.

Perfetto, tra un minuto sono in linea.

Va bene.

Tutto sistemato.

Bene.

Allora andiamo.

Sì, ma adesso parleremo.

Di Meo, ti vedo in forma.

Che si dice?

I miei amici ti stanno trattando bene?

E chi altro poteva esserci dietro a questa camorria?

Affari, Di Meo, non sono una questione di affari. Tu sei un pezzo di merda.

Sei peggio di loro.

Getti fango sull'istituzione, ve le gettimi lo Stato.

Quelli come te sono il vero cancro di questo paese.

Finito? Bravo.

Voglia parlare dei pecivi lipari?

Te lo puoi scordare.

La domanda che mi sono posta è questa.

Nella vita di un eroe come Ivan Di Meo, pronto a morire per lo Stato, esiste

qualcosa che abbia più valore della sua stessa patria?

Sì, mi sono detto.

Sì. Credo di sì.

Sei in linea?

Videotelefoni. Sono fantastici.

Vedere la gente con cui parli è molto meglio che sentirla.

Ti sembra di stare proprio lì con loro?

Guarda.

Guarda che meraviglia.

Questa non è la Mares.

Affanculo! Non ti distrarre che ti perdi più bello.

Ti rimangono pochi secondi e poi la Mares è morta. Non sei morto figlio di

puttana, io ti ammazzo!

Così non la salvi più.

Dov'è il computer?

Affanculo! Dov'è il computer? Sei un pezzo di merda!

Dieci secondi!

Sette. Sette, sei, cinque, quattro.

Sei un figlio di puttana! Dov'è il computer?

Tre,

due... Al circolo sportivo. Quale circolo? Radius. Dove? Via del Fante.

Fermalo, fermalo! Ferma tutto.

Bene.

Grazie.

Ma lei menziona l'amore.

Lo vedi?

Te l'avevo detto che ti facevo parlare.

Con l'amore non dovevi giocare.

Buongiorno, polizia, riconosce quest'uomo?

Sì, mi sembra lui.

Lui chi?

Un signore che è venuto ieri mattina, ma mi ha detto che era un poliziotto. Sì,

sì, è un poliziotto.

Dai.

Sandro, circolo radio, via Delfante, subito.

Si è iscritto? Si è iscritto ieri mattina.

Aveva con sé qualcosa, una borsa?

Francamente non ricordo. Ha chiesto un po' di informazioni sui nostri corsi di

apnea. Mi ricordo che ha insistito molto per avere subito un armadietto. Un

armadietto? Dov'è?

Dovrei controllare nel registro.

Prego, si accomodi.

Mi scusi, abbiamo un po' di problemi con la luce.

Allora, 60 no, questo neanche.

Dovrebbe essere questo, il 49.

Dottoressa?

Questo? Scusi.

L'abbiamo trovato.

Sandro!

Luca, abbiamo il computer.

Due volanti, circolo radio, spia del fante. Presto, eh?

o computer c'è una bottega

Non siamo riusciti ad entrare, sono arrivati per i vari noi.

Figli di puttana, ci è mancato poco, un pilo, un pilo.

Tassalo usando il cuore.

Grandissima stronza, fa un culo.

Questi figli di pulla.

E ora che facciamo?

Niente, facciamo.

Facciamo che siamo fottuti, ecco che cosa facciamo.

E' un sbirro, Rosa.

Rosy. Lo sbiro non ci serve a niente così.

Ti è andata male?

Adesso ti va male pure a te.

Ma Claudia, il computer...

Io posso morire tranquillo.

Se gli uomini di Rose erano al centro sportivo,

Vuol dire che di me ho parlato?

Già.

E adesso quei bastardi non servono più.

No.

Forse un margine c'è.

Cioè?

Cioè Rosi Abate adesso sa che il computer ce l'abbiamo noi.

Scusi dottoressa, cosa cambia?

Voglio dire, anche se lei avesse voluto fare uno scambio, Rosi non poteva

saperlo.

Non vi preoccupate, tranquilli.

Torno subito.

Buongiorno, Mares.

Perché non sei venuta su nel mio ufficio? Sai che da me sei sempre la

benvenuta? Non piantala, De Silva.

Oggi non ho proprio tempo per i tuoi giochini.

Che è successo? Sei nervosa?

So che sei riduce da una sparatoria. Ecco, appunto, parliamo di quello.

Beh, credo che tu ne sappia molto più di me.

Io so solo che ho il computer del tuo amico Lipari.

Fai un uso un po' troppo disinvolto della parola amico.

Quel computer dovrebbe già essere dal magistrato, invece ce l'ho io.

E questa notizia potrebbe essere molto interessante per un'altra tua amica. Non

so di cosa stai parlando.

Ascoltami bene, De Silva.

Quel PC per me è importante.

Ma la vita di Ivan lo è molto di più.

Per me?

È successo qualcosa di me?

Fa un culo, Arlus.

Sì, ho capito.

Fermi!

Fermi!

Che succede, Mares?

C'è stato un conflitto a fuoco con gli uomini di Rosebate.

Questo lo so anch'io perché mi ha avvisato la mobile.

E avete anche recuperato il PC di Lipari senza informarmi.

Che gioco sta facendo, Mares?

Niente.

Abbiamo aperto il computer.

Ma è criptato.

E da quando la Duomo si occupa di decriptazioni?

Io adesso prenderò quel computer e lo porterò personalmente alla scientifica.

Mares, se ricordi, lo Stato non tratta con i mafiosi.

Sono stato chiaro?

Fiamma Nicosi mi dia quel computer.

Che cosa?

Ha capito bene?

Fiamma, tagli il computer.

Che minchia significa uno scambio?

I sbirri non ne fanno scambi con noi.

Ma la maress adesso non ragiona come una sbirra.

Ragiona come una che vuole salvare quello che ama.

A me le puzza sta cosa.

Io non mi chiedo di quella buttana della maress.

E manco le da cose nutri di De Silva.

Non importa.

Non importa perché è un rischio che dobbiamo correre.

Totò c'ha ragione, Rossi.

Pur con me è una trappola.

A quello scambio tutti ce li troviamo i cui note sbirri.

Vero è.

Ma no se facciamo come dico io.

Eccomo forse.

Che c'è?

Non mi fa entrare?

Ah no, vuoi pure richiudere che tanto sono da sola. Ah, sei da sola?

Dimmi dove cazzo stai, Eva!

È vivo.

Sta bene.

Però tu ti devi calmare.

Noi due dobbiamo parlare da amiche.

Da vaffanculo!

Claudia Mares!

Tu non sei nella condizione che ti puoi permettere di mandarmi a fanculo né

tantomeno di minacciare.

Quindi mossa la pistola, va bene?

Tu a me?

Ordini non me ne dai!

Ma non hai detto tu che volevi trattare?

Bene.

Se vuoi rivedere a quel cornuto tu lo sai che cosa mi devi dare.

È troppo tardi.

Ma che minchia vai dicendo, Claudia?

Io non posso fare più niente.

Ma almeno la soddisfazione di vederti marcire in galera.

Ah sì?

E sia.

Tanto meglio per me, così mi salvi.

Senza quella micchia di computer io sono già morta.

E Ivan con me. Io non posso fare niente.

E alla scientifica. E allora?

Lo vai a prendere.

Lo vado a prendere. Non è così facile.

Ma la nostra non è una situazione facile.

Né per me né per te.

Ma bisogna guardarli in prospettiva, pensaci.

Io in un carcere a vita e tu a portare i fiori sulla tomba di Ivan per tutto il

resto dei tuoi giorni.

Secondo te chi sta peggio, eh?

Andiamo. Ma dove...

Ma tu forse veramente pensi che sono cretina?

Pensi che sono deficiente? Mi trovi deficiente a me?

Fino a che questa storia non è finita io e te dobbiamo stare sempre insieme, sei

contenta?

E se solo provi a fare qualche camorria, tu Ivan non lo vedi più.

Lo scambio si deve fare entro un'ora e il posto lo decido io.

E a me?

Chi mi dici che Ivan è ancora vivo?

Io?

Che fai, non ti vedi?

Sono una donna d'onore.

Brasi.

Pensi di che dobbiamo andare.

Chi ha blindato questo computer sapeva il fatto suo.

E adesso che cosa possiamo fare?

Niente. Aspettare che il programma di decritazione faccia il suo lavoro.

Vuole un caffè?

Sì, grazie.

Vai a

rubare,

poliziotta.

Rispondi e tieni aperta la comunicazione, voglio sentire tutto

quello che dici.

Non fare minchiate perché sennò Ivan è morto.

Dottoressa Mares, cosa ci fa qua? Sono pronti i risultati bellissimi della

sparatoria al circolo? Non so, dovrei andare a chiedere al collega.

Allora glieli chieda, ne ho bisogno subito, abbiamo nuovi indici. Ora? Ora,

adesso. Mi scusi, vado subito. Grazie.

Vai. Luca.

Fiamma, dimmi. Claudio ha preso il computer di Lipari.

Che cazzo dici?

Io la seguo.

Avverti Sandro. Ok, arriviamo subito.

Allora è tutto chiaro?

Fai qualche cazzata e ti ammazzo.

Tranquilla.

A me se lo compio del mio interesse.

Adesso facciamo come dico io.

Scendi!

Zona industriale nord-est.

Raggiungetemi subito.

Che succede?

Fallo nascere!

Muovetevi!

Cammini!

Forza, cammini!

Res, cammina! Vai avanti, muoviti.

Lasciatelo!

Vai, avanti, cammina!

Fermati!

Montemore!

avanti. Lasciatelo, ho detto.

Fate come dice lei.

Vai, cammina lentamente.

Non fare schifo, sbill.

Il computer adesso.

Qui le cose si stanno mettendo male.

Vedi di non fare minchiate perché se no Claudia muore qua.

Tanto la pagherai cara.

È solo colpa tua se siamo arrivati a questo punto.

Baffanculo.

Ma lo sai almeno perché ci chiamano uomini d'onore?

Perché noi manteniamo sempre le promesse.

Presto, un'ambulanza.

Resisti. Amore mio, resisti. Resisti.

Sta arrivando un'ambulanza.

Resisti. Fate presto, cazzo, è un'emergenza, presto!

Resisti, amore mio, resisti.

Grazie.

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