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Ti ho spaventata?
Mi ero nascosto per controllare che nessuno ti seguisse.
Grazie, ce la faccio anche da sola.
Anzi, c'era una macchina che mi seguiva. Chi era?
Non lo so, De Silva forse.
Non mi fido più di nessuno.
Che mi devi dire?
Ci siamo.
Tra poco Lipari verrà in Italia.
L'avvocato Cifalà sta tenendo i contatti.
Montero si è convinto che ci sono le condizioni necessarie per l'incontro tra
gli Abate, Lipari e i Cannizzaro.
Quel figlio di puttana bisognerebbe radiarlo dall'albo. Beh, magari fra un
po'. A noi per adesso ci fa comodo così.
Noi chi?
Era quello che volevamo, no?
Gli Abate e i Cannizzaro hanno fatto l'accordo. Lo so.
E tu e Rosi avete festeggiato la grande, eh?
Ristorantino sulla spiaggia, saletta privata. Non ti sei fatto mancare
niente?
Eri lì.
Come hai fatto?
Facevo il mio lavoro.
Tu?
Si sarebbe insospettita.
Non potevo tirarmi indietro, lo capisci?
Eh, già.
Ti sei dovuto sacrificare.
Devi pensare che ci sono due Ivan.
Ma l'unico autentico è quello che sta qui, davanti a te.
L'altro non conta niente. Allora sei proprio un bravo attore.
Presto questa storia sarà finita. Va bene.
Fino a quel momento però io e te siamo solo colleghi.
C'è un'altra cosa.
Nardo ha emesso una sentenza.
Su chi?
Lo solo che sta indagando su una finanziaria degli abbate.
Forse un magistrato.
Nardo ha detto solamente che i piccioli raccontano storie e chi sa leggere certe
storie bisogna spegnerlo. Come avrà questo omicidio? Dove? No, non lo so.
Devi procurarti da sola questa informazione.
Io non mi posso scoprire ulteriormente.
So solo che l'ordine è stato passato via Pizzino a Cifalà.
E Cifalà parlerà con Rosi? È quello che penso.
Gli Abate sono miei nemici.
Proprio come per te.
Io sono un poliziotto. No, io sono un poliziotto.
Tu spera solo di esserlo ancora.
Fatto. Fatto. Un minuto e venticinque. Un minuto e venticinque? Buono, dai
cazzo, buono.
Un minuto e venticinque secondi, Serino.
Sei una pippa, sei.
Dai, ancora.
Un'altra volta.
Dai, ancora.
Ma è la quarta volta che lo facciamo. Dai.
Serino.
Sì?
Ho capito.
Ok, ci pensiamo noi.
È il GIT. Dice che non riescono a trovare Michela Torrisi, che la chiamano
a casa ma non si trova. Dobbiamo andare noi.
Sono preoccupato. Per la Torrisi?
No.
Per me.
Prima o poi verrò abbattuto dal fuoco amico.
Che c'è? Ti sei svegliato male stamattina? Ancora problemi con l'ex
moglie? Oh, fatti i cazzi tuoi. Ex moglie.
Chiaro come il sole.
Dai.
Matto. Non è possibile.
Anche con mio padre vincevo sempre io.
Non hai capito?
Non è possibile che mi hai battuto.
Questa è un'onta a cui devo immediatamente porre rimedio. Sai come
mi chiamano a me?
Mi chiamano Alfiere.
Se vengono a sapere che ho perso con te mi degradano a pedone.
E dal cortile vai tu?
Sì.
Adesso i bianchi li uso io. Va bene.
Abbiamo sbagliato tutto.
Non abbiamo ripulito bene.
Si accorgeranno che c'è una macchia di sangue finto. Gli sembra una stranezza,
ma non è che possono risalire alla nostra messa in scena, no? Sì, ma rimane
il fatto che per loro Michela è ancora viva, è sparita nel nulla.
Io non posso dire la verità.
Mi sento come tra due fuochi, senza alcun riparo.
Dottoressa, il suo riparo sono io.
Ma mia disgrazia, sei altro che riparo.
Dovete trovare una soluzione per la ragazza, non può rimanere qua segregata
in casa.
È troppo rischioso.
Ha ragione, non può più restare qua, non è più sicuro.
E il problema non è tanto la squadra quanto De Silva.
Ci sta addosso, ma sta addosso soprattutto a Ivan.
E se scopre che Michela Torresi è ancora viva, avrà le prove che Ivan non è
filtrato.
Questa volta Rosi gli darà retta.
Non scopriranno niente, dottoressa.
Se la ragazza mi accoglie so io già dovevo andarla. Lei deve stare
tranquilla. È tutto sotto controllo.
Va bene, devo andare adesso.
Grazie, Alfiero.
Buono?
Quella è la macchina dei miei calatorrisi.
Non risponde nessuno.
Cosa fai? Forse è meglio se prima...
Allora io
parto dentro la macchina.
Uno suona, non risponde nessuno. Boom, butta giù la porta.
Alla Duomo funziona così.
Cerca la Mares.
Intanto andiamo a parlare con i vicini.
Nelle case qui intorno non c'è nessuno, signora. Ci vengono solo l'estate, per
la villeggiatura.
Per il resto dell'anno è un mortorio.
Io parlo con i limoni. Ci ho dato un nome a tutti.
Questo è Franco e questo è Pinuccio.
Tra lei, Franco e Pinuccio, non è che avete sentito qualcosa?
Non so, persone, movimenti strani qui intorno a casa Torrisi?
No, non mi sembra. L'unica cosa, l'altro ieri notte ho sentito come il rumore di
una sirena.
Me la sarà sognata.
Michela Toresi è scomparsa, la casa è tutta in disordine.
Dottoressa! Dottoressa, venga!
Che c'è?
Guardi qui.
Sembra sangue.
Dottoressa, potrebbe essere il sangue di Maturriso.
Prendi un reperto. Portiamolo alla scientifica.
In fretta, però.
Poi andiamo alla Duomo. Vi devo parlare di un'altra cosa molto importante.
E poi c'è questa vicina che ha detto di aver sentito una sirena.
Sì, va bene. Magari qualche vicino ha chiamato una volante per un furto, uno
scippo. O magari era un'ambulanza.
Comunque, adesso la nostra priorità è un'altra.
Gli abate hanno messo nel mirino qualcuno che sta indagando sui loro
affari. Chi è?
Non lo so ancora.
Un giudice o un magistrato.
Studiamo tutti i procedimenti in corso.
Vediamo se c'è qualche causa riconducibile ad una loro finanziaria
sotto inchiesta. Ma questa dritta da chi l'ha avuta?
Da un mio informatore, perché?
Al lavoro, forza.
E Michela Torrisi? Ci penseremo dopo.
Intanto adesso aspettiamo i risultati della scientifica.
Scusi, ma fra due giorni c'è l'udienza preliminare. E Michela Torrisi è il
testimone chiave per incastrare Rosi e Abate.
So benissimo chi è Michela Torrisi. Appunto. Non sarebbe mica la prima volta
che un testimone cambia d'esparisce, no? Sì, ma lei era decisa a interrogare...
Finché non sappiamo che cosa le è successo, la nostra priorità è scoprire
che cosa hanno in mente gli Abate.
Mi sono spiegata?
È tutto, grazie.
Ti chiamo appena ho finito. Intanto comprami il giornale. Va bene.
Tuo
fratello
non è d'accordo con questa riunione.
I fratelli ragionano troppo con i coglioni e poco con il cervello.
Non possiamo permetterci di fare guerra alle altre famiglie siciliane, siamo
troppo deboli.
Dobbiamo accordarci.
Ci sono tutti?
Sì, ci sono i Manzella, i Tinoto e gli Zagardia.
Aspetta frate.
A casetta?
Ultimamente esce poco.
Io non c'ho altro che filmare.
Noi infatti non sono qui per trattare, perché da trattare non c'è niente.
Noi vogliamo tutti quanti la stessa cosa, no?
I piccoli.
Ma voi a base state a futtere i nostri piccoli.
No, noi facciamo solo affari.
Noi vendiamo la coca migliore ad un prezzo molto più basso.
Appunto. Ma da quanto è che se ne vuole decidere il prezzo? Da quanto ce lo
possiamo permettere?
Abbiamo fatto un accordo con i calabresi. Ma che minchia stai dicendo?
Gli abbiamo tolto il monopolio della coca.
Da adesso l'importazione dalla colombra la gestiamo con loro.
Cosa nostra non ha mai fatto accordo con il branco dei pecorari?
Infatti quei branco dei pecorari ci mangiavano in testa.
E a noi solo le bricioli ci lasciavano.
Ma da adesso cambia tutto.
E che lo dici te voi?
A Palermo e a Badia non contate niente.
Sentite, a me questa guerra fra poveri non mi interessa.
Siamo ancora qui a discutere per spartirci Palermo quando ci potremmo
spartire un intero traffico europeo. Ma che minchia... Ma la proposta tua qual
è? Rifare cartello.
Di riunire tutte le coste siciliane in questo business.
Perché uniti siamo più forti. Sì, e così ne facciamo comandare degli abbate.
Scordate degli abbate.
Qua nessuno comanda nessuno.
È il mercato che detta le regole.
Non esistono gli abbate, i dinoti Manzella e Zaccaria.
Esiste solamente il mercato.
La lingua è buona, pure la testa è buona.
Ma c'è t'affare, risattiamo con tuo fratello.
Ma sì, ma sì, certo.
Ma la mia solo una chiacchiera era.
Che in fondo lo sappiamo, no?
Che a comandare nel travaglio per il film, non è giusto?
Giusto.
C'è una cellulite sotto i piedi.
La prima volta che hanno arrestato mio padre avevo sei anni.
Era la notte di Natale e al posto dei regali sono arrivati i carabinieri.
Nella mia vita ci sono sempre stati guardi e ladri.
Dottoressa, tutto quello che chiedo è soltanto starmene un po' in pace.
Questo è l'ultimo favore che ti chiedo.
Te lo giuro. Anche l'altra volta era l'ultimo e poi ne viene sempre un altro.
E se non è lei, è De Silva. De Silva è un figlio di puttana.
Io non ti sto ricattando.
Se mi dici di no, trovo un altro modo.
Io a lei la rispetto.
Ma a De Silva di no, non posso dire.
E nemmeno a lei, se no dopo mi sento una merda.
Allora, come comunicano Rosa e Cifalà?
Noi teniamo i telefoni sotto controllo, ma non si dicono mai niente di
compromettente. Quello che so si vedono sempre nell'ufficio della signora Abate.
Io devo sapere quello che si dicono. È impossibile, se neanche mi lasciano
avvicinare. Con questa qua possiamo sentire le cose anche a distanza.
Io non posso farlo, dottoressa, è troppo rischioso.
Ha un microfono molto potente. Lo puoi mettere in qualsiasi punto dell'ufficio.
E noi ascoltiamo tutto.
Ogni giorno controllano le stanze con un apparecchio che trova i microfoni. Sì,
fanno la bonifica dell'ufficio. E allora questa cimice la troveranno di sicuro?
No, finché è spenta no.
Finché è spenta è introvabile.
Loro fanno la bonifica. Tu mi dai l'ok, io l'accendo a distanza e sento tutto.
Se potessi mandare uno dei miei.
Ma tu sei l'unica carta che ho.
Se mi scoprono, mi ammazzano. E allora tu fallo solamente se sei sicuro al 100%
che non ti scoprono.
Ehi.
Grazie.
Tutto a posto, signora.
Bene.
Allora a domani.
A domani. Arrivederci.
Fiamma. Dottoressa. Potete accendere.
Va bene.
Metti in via la voce.
Comandiamo. Tutto bene, grazie. Una cosa.
Grazie. Le volevo parlare dei nostri nuovi prodotti. Eh, sono qua per questo.
No, perché le spiego, la mia idea è quella di lanciare una nuova linea di
pasticceria tipica siciliana.
Però ecco, vede, con un tocco di glans è tutto.
E?
Non lo so, guardi, mi era venuto in mente che per esempio potremmo
aggiungere decorazioni pregiate come... Mi sono perso qualcosa?
Che ne so, ad esempio foglie d'oro, polvere d'oro.
Ma veramente?
Lei ci vuole fare...
Ciao Viganò, ti rubo solo un minuto.
Sai se l'amoresso qualcuno della Duomo stamattina vi ha portato qualche reperto
da analizzare?
Non lo so, ma se vuoi mi informo. Ecco, bravo, informati. E nel caso?
I risultati li faccio prima vedere a te.
È bello avere degli amici.
Vedi che non sono un tuo amico.
Gli amici sono disinteressati.
A buon rendere, Viganò.
Ma di preciso quello chi è?
Quello è Alfieri.
Sta in archivio.
E lui che mi ha detto di tuo padre?
Uno della vecchia squadra.
Ha avuto un brutto sorrimento.
Certo. Furia di lavorare con la Mares.
Io con la donna proprio non la capisco.
Era partita per catturare Ivan e poi ha smesso.
Sparisce la Torrisi e semmai non gliene frega niente.
Vabbè, ho capito. Però adesso la priorità è un'altra.
Ma la priorità è sempre un'altra.
Invece quelle vecchie finiscono in cavalleria.
Io non sono abituata a lavorare così.
Rilassati. Non ti fare tutte queste paranoie.
Ciao Pietra.
Ciao.
E appazza di me.
Ciao.
Vuole venire a cena a casa mia?
Lucia fa la pasta con le sarde.
O si lamenta sempre, ma da quando c'è Michela ogni sera sfoda da certi
piattini incredibili.
A proposito, Per Michela? Ha pensato a qualcosa?
Certo. Ho parlato con un mio amico in Puglia, uno fidatissimo.
Ha detto che tra qualche giorno mi darà risposta.
Lei la deve smettere di pensare sempre a quello che è successo tra io e Nelrosi.
Lui lo doveva fare per forza.
Non è quello, eh.
Ho paura che perda il controllo.
Lo sai che quella è una mafiosa.
Lo sa benissimo.
E sa anche quando si deve fermare.
Sì, ma non è così facile.
È un anno che sta in mezzo a loro.
Oramai è uno della famiglia.
Lei ha solo paura che quei due si innamorino?
Ma va, va.
Guardi che a me non mi sta per niente simpatico.
Infiltrato o non infiltrato, l'anno scorso ha fatto credere a tutti che io
fossi la talpa.
Ma dopo quello che gli ho visto fare mi devo fidare per forza di lui.
Anche io mi fidavo di Rosy.
E cede me, dalla guardare alla luna, è quella che fa venire i pensieri.
I pensieri fanno male a chi vive abbraccato come noi.
Così vivono i lupi, non i cristiani.
E noi lupi siamo.
Devi pensare che ci sono due Ivan.
Ma l'unico autentico è quello che sta qui, davanti a te.
Gli abbate sono miei nemici, proprio come per te.
Io sono un poliziotto.
Ivan.
Ciao Tony. Ciao Sandro.
Buonasera. Salve signora. Tratto come sta?
Bene, grazie, bene.
Arrivederci. Arrivederci.
Ora, Nardo, che gli racconti?
Qualche cosa mi invento.
È stata una pazzia.
È stata la cosa migliore che ho fatto ultimamente.
L'unica che conti davvero.
Io soltanto a te, Claudia.
Non deve succedere più.
Non così.
Non correndo questi rischi.
Rosaria Maggi.
Ricordati questo nome.
Se Nardo ti chiede dove sei stato, digli che sei stato con lei. E chi è? Uno che
mi deve dei favori.
Una puttana.
Vai adesso.
Marco? Marco?
C'è papà, Marco?
Marco?
Marco?
Che cosa ci fai tu qui?
Non ti è arrivata la lettera, non sai leggere?
Sai che mi è arrivata? Mi spieghi che cazzo significa di vieto di avvicinarsi
a più di 500 mari dal figlio? Significa che se non vai a 490 metri da qua, io ti
denuncio. Ma perché?
Non ti è bastato l'affido esclusivo? E poi che cos'è questa stronzata sulle
violenze domestiche, Elena?
Quindi tu non mi hai mai picchiata? Io su Marco non ho mai alzato un dito e tu
non puoi proibirmi di vederlo soltanto perché ti può permettere un avvocato
migliore. No, no, no, io te lo proibisco perché sia un violento e perché vai in
giro armato. È il mio lavoro, stronza!
Quello che ti ha mantenuto per dieci anni e che adesso... Finiamo se non
chiamo la polizia! Finiamo se non chiamo la polizia! Se ne vada!
Se ne vada!
De Meo, dove minchia sei stato?
A scacciare la luna.
Asset.
E De Meo, credo che si fa chi buttare, non si fa chi mogliere.
E io infatti la moglie non ce l'ho.
Peccato, ci avessi pensato, ci vuole. Una bella femmina che ti tiene il cuore
in cassaforte.
E perché ridi?
Pensavo a Rosy.
Che ci trasse me solo per ora.
Tua sorella non mi sembra così.
Dico di carattere.
Di me ho. La sorella è maschio.
Va bene. In un corpo da femmina, ma è maschio.
Mangia.
Oh, Viganò, dimmi tutto.
Quel reperto che volevi sapere. Era tutto tranne che sangue. Ma che
assomigliava molto.
Una mistura di succhi vegetali e solventi.
Quelli che si usano al cinema.
O per gli scherzi dei ragazzini.
Bene, ho capito. Grazie, Viganò.
Qualcosa di utile?
Uno scherzo di carnevale dell'ottimo Di Meo.
L'ultimo, se Dio vuole.
Va bene, grazie.
Fiamma, i risultati dalla scientifica sul sangue reperto a casa Torrisi.
Tieni. Grazie, Marlora.
I risultati del reperto prelevato a casa Torrisi. Prendo io.
Che dice?
Ma no, no, niente.
Solo tracce di vernice, non era sangue.
È sicura che era tracce di vernice?
Buongiorno signora Abate. Buongiorno avvocato.
Cazzo.
Ci va là?
Mi è stato chiesto di occuparmi di una questione delicata.
Quanto delicata?
Un uomo si sta interessando alla liquidazione di una delle nostre
consociate, la Sollo.
E il suo lavoro può regarci dei danni?
Purtroppo temo di sì.
Ho avuto ordine di...
Di licenziarlo.
Non sono d'accordo.
Stanno parlando dell'uomo da eliminare.
Sì, ma non ne parlano in modo esplicito.
Questi non spiegano mai una parola di troppo.
E con questa roba in tribunale non ci facciamo niente.
Possiamo usare altri sistemi.
Tutti quanti hanno un prezzo, no?
No.
Non la persona in questione.
L'abbiamo già verificato.
Ma vedi signora, io...
Mi sento in imbarazzo ad agire senza la sua autorizzazione.
Lei crede davvero che non ci siano altri sistemi?
Sarei il primo a suggerirli.
Inoltre, se mi posso permettere, una sua esitazione in questo caso sarebbe
considerata un segno di debolezza dalle persone con le quali lavora.
Se deve succedere, succeda.
Però si è deciso la sua sorte.
Non si preoccupi, signora.
Non ci sarà clamore su questa faccenda.
Dobbiamo stare addosso a Cifalà.
Sarà lui a contattare Killer.
Sandro. Andiamo noi.
Fatto Monzina? Tocca a te.
La Sol SRL è una piccola finanziaria.
Ha un procedimento in corso per bancarotta fraudolenta. Chi è il
magistrato che se ne occupa?
Buonagura.
Federico Buonagura.
Nel mirino del clan.
Francamente lo trovo improbabile.
La Sol è una piccola società del tutto insignificante.
Del resto il procedimento in corso non ha evidenziato alcun legame con gli
Abbata.
Sarà come dice lei, ma io ho motivo di credere che la sua vita sia in pericolo.
Ma non le dispiace le affidare una scorta?
Almeno fino a quando questa faccenda non sarà chiarita.
Non ho bisogno di angeli custodi, dottoressa.
Sono un servitore dello Stato.
I criminali non mi fanno paura.
Che tanto poi, se decidono di ammazzarti, ci riescono lo stesso.
La pregherei di non sottovalutare questa faccenda.
Forse siete voi che la state sopravvalutando.
E ora se permette...
Tornerei alla mia partita.
Dottoressa, siamo al porto.
Cifalassi sta incontrando con qualcuno.
Cercate di capire chi è senza metterlo in allarme.
Questo serve a noi.
Ci siamo.
E lui?
Alit Gashi, nato a Sovareca.
Precedenti per furto e recitazione.
È un kosovaro.
Ha il nome, direi, di Etnio Albanese.
Cerchiamo di capire meglio chi è.
Lo convochiamo qui?
No. Si potrebbe insospettire.
Controlla il suo stato di famiglia, permesso di soggiorno. Vedi se riesce a
trovare qualche piccola irregolarità.
Potrei trovare un modo di andare a casa sua? Sì.
Intanto io e Luca ci occupiamo di buon augura. Anche se rifiuta la scorta, noi
comunque gli stiamo dietro. Ordini del capo.
Alla grande. Una neve così a Palermo non se l'ha mai vista.
Vai, vai.
Che succede?
Ivan, vieni al solito posto. Ti devo parlare.
Ti avevo detto subito.
Non c'è nessuno.
Che non ti basta?
Allora sì.
Grazie.
Sì?
Salve, sono qui per il permesso di soggiorno. Salve.
Io lavoro in una pizzeria. Il mio permesso di soggiorno è valido?
Sì, ma ci sono dei problemi con quello di sua moglie.
No, tu non puoi fare questo.
Noi viviamo qua da tanto tempo, questa ormai è nostra casa.
Cara, vai, vai a vedere cosa fa la bambina.
Tu non hai mai sentito del massacro di Suwareka, vero?
Quella notte mia moglie non c'era a casa, era andata a trovare le dìe in
campagna.
A un certo punto sono arrivate le milizie serbe.
Hanno preso tutta la gente dalle case. Ci hanno accompagnato in un
supermercato.
Dicendo che dovevano controllare dei documenti.
Sai, mi ricordo il loro capo che era... Era molto... Scherzava, era
molto allegro.
Prendeva dei giocatele del negozio e...
Gli dava i bambini, erano tutti... le mie figlie erano felici.
Poi i militari sono usciti fuori, ci hanno chiuso dentro.
Da fuori hanno cominciato a tirare le granate nel supermercato.
Quasi 50 persone sono morte, tutti quanti.
Mio padre, mia madre, le mie... le nostre figlie.
Tutte. Sono due persone normali.
Per quanto si possa essere normali dopo essere scampati da un massacro. Sì, sì,
ho capito. In effetti è strano.
Sì. Gli abbattono un esercito di killer.
Perché dovrebbero affidare l'omicidio di Buonagura a una persona... Una persona
come lui?
Vabbè, ad ogni modo dobbiamo tenerlo d'occhio.
Tu rimani lì in appostamento.
Perché o Alit è un grande attore o noi non abbiamo capito niente. Resta lì. Se
Alit si muove, avvertimi subito. Ricevuto. Va bene.
Sotto casa di buon augura, tutto tranquillo.
Mi raccomando, attenti ad ogni minimo spostamento.
Come non detto, sta uscendo. Che facciamo?
State lì dietro e non fatevi scoprire.
Quando fai l'amore sembri un'altra persona.
Lo sai che dice tuo fratello?
Che sei un maschio nel corpo di una femmina.
Quella tale qua la manzella, eh.
E a proposito, lui e Santa e Zacharia sono passati a trovarmi.
E che dicono?
L'accettano l'accordo?
Avevi dubbi?
Gliel'hai detto a Nardo?
Non ancora.
Lo sto dicendo prima a te.
Questo accordo a Nardo lo devono i tuoi, pure quello che hai presi.
Ma i favori si pagano cari.
Che vuoi dire?
Che forse è meglio che Nardo per un po' si vada a parte.
È superato, è una cosa inutile.
Così come i manzelli di nota e gli zagaria.
Ci metterai in mezzo pure qualcuno dei tuoi ex colleghi.
Che c'entrano gli sbirri? C'entrano, c'entrano.
E tutta gente che ancora si diverte a giocare alla mafia e all'antimafia.
Beh, lo stai da una parte, lo stai dall'altra.
Minchiate.
Tutte minchiate.
La guerra vera si vince conquistando il mercato.
Mettendo uomini nei consigli di amministrazione e frequentando i salotti
giusti.
Se lo Stato davvero avesse voluto combattere la mafia, gli sarebbe bastato
liberalizzare la droga e contrastare l'evasione fiscale, ma no.
Lo Stato si guarda bene dal farlo.
Perché lo sa.
Perché la verità è sotto gli occhi di tutti.
E la verità è che l'economia di questo paese senza i nostri di piccoli non è
niente. È morta.
Ecco, come dice Zaccaria, la lingua ce l'è buona.
È che io sono un'imprenditrice.
L'unica differenza con gli altri imprenditori è che io guadagno molto di
più.
E quello con i pari sarà solo l'inizio.
Ci speravano, sai?
Ci speravo prima o poi di incontrare uno come te.
Uno che oltre ai coglioni ci avesse pure la testa.
Noi due insieme ci possiamo prendere tutto, Ivan.
Ciao Aldo, ho qui un articolo della Voce di Sicilia, parla di un giro di
estorsioni nel Siracusano.
Dovresti farmi una ricerca, credo che ci sia un aggancio con l'uomo che ha ucciso
mio padre.
Senti Aldo, adesso devo lasciarti, fammi sapere.
Grazie, ciao.
Dottoressa, Alice è mosso da casa.
Anche Bonagura, stagli addosso, pronti a intervenire. Sandro, Luca, con Bonagura
come va? Va verso via Brancaccio.
Dottoressa, anche Alit va verso Brancaccio.
A questo punto è chiaro che il killer è proprio Alit.
Dottoressa, lo fermo io?
No, no, è troppo rischioso. Sei da sola.
Faccio convergere una volante.
Una volante subito in via Brancaccio.
Fermate una Alfa 33 rossa.
Attenzione, il soggetto potrebbe essere armato.
Guardate che deve sembrare un semplice controllo.
Perquisite l'uomo e l'auto.
Eccoli vedo, lo stanno fermando.
Ok, stai pronta.
Sandro, che mi dici del giudice?
Siamo a Ballarò, lì del bosco.
Sta entrando in un portone.
Seguitelo. Ma che succede? Pavorisca i documenti, non un normale controllo.
Mette le mani sul copo.
È pulito.
Sicuri? Affermativo.
Sandro, il killer non è Alec. Può essere un'imboscata. Intervenite.
Polizia!
Ma che siete impazziti?
Mi spiega cosa le è saltato in mente.
Avevo motivo di credere che Bonagura fosse in pericolo. Sì, di divorzio.
Ora ne parleranno tutti i giornali.
Ma almeno la redata potevate risparmiarvela. I miei uomini erano là.
Che dovevamo fare?
Ecco, parliamo dei suoi uomini.
Di Sandro Pietrangeli, soprattutto.
Lo sa che è già stato sottoposto a indagine disciplinare per tutta una
serie di cazzate che ha già fatto?
Va bene, dai, andiamo. È un po' irruento, però. Irruento?
Quello è fuori di testa.
Crede di essere l'ispettore Callaghan.
Tra il caso che lo mette in riga, perché io alla prossima lo sbatto dietro una
scrivania. Pietrangeli non c'entra in niente.
L'irruzione l'ho ordinata io.
Davvero una grande iniziativa. Per proteggere un giudice che la scorta
nemmeno la voleva, avete bruciato un'indagine in corso dei carabinieri.
Che cosa?
Il bordello era sotto controllo.
Mesi e mesi di appostamento, così buttati alle ortiche.
Che indagine stavano conducendo i carabinieri? Attento.
Robetta, spaccio, riciclaggio. Il bordello era gestito da piccoli
pregiudicati, però... Ma Brancaccio ha il mandamento degli abbate.
Lì nessuno può fare affari senza il loro consenso.
Che Bonagura vada a puttane ci sta pure.
Ma ci sono un po' di cose che non mi quadrano.
Prima rifiuta la scorta.
Poi non prende sul serio le minacce degli abbate. Va in un bordello che
guarda caso si trova proprio nella loro zona.
Cosa sta pensando, Mares?
Che voglio approfondire la conoscenza con questo Bonagura. Veda di non
deludermi ancora.
Ancora.
Ma quando si decide a toglierlo sto coso?
A che serve poi?
È un attaccapanni.
Lei è proprio strana, Mares.
Buongiorno. Arrivederci.
Comodo, comodo.
Lei è un grave un piccolione.
Per me questa oggi è la piazza più bella di Palermo.
Una piazza su misura per un giudice in pensione. Gio Petrosino?
Giuseppe Petrosino. Il primo etalo-americano che fu messo a capo
della squadra omicidi del Dipartimento della Polizia di New York.
Sono passati cent'anni.
Non solo.
E fu chiamato a dirigere l'Italian Scud per contrastare le attività del primero
organizzato. Una squadra antimafia?
Già.
Il primo pull antimafia.
E appena mi si piede a Palermo, fu ucciso, sparato, mentre rientravi nel
verco. E non si sono più fermati.
Fino a Falcone e Borsellino.
Il giorno della strage di Capaci stavo facendo l'esame per entrare in
accademia. Vai, non dirmi che sei venuta qui solo per parlare con un vecchio.
Hai qualcosa da chiedermi?
Sì.
Il giudice Federico Bonagura.
La giusta sentenza.
Te ne dico una che vale per tutte.
1983.
La prima sezione della Corte d'Assise di Palermo processa tre killer di una cosca
per l'uccisione di un capitano dei Carabinieri.
Quattro testimoni hanno riconosciuto i killer.
In più contro di loro una marea di indizi.
Con una sentenza scandalosa la corte ritiene il quadro probatorio stranamente
eccessivo. Ma come? Che vuol dire?
Vuol dire che la corte assolve i killer per troppi indizi al loro carico.
E indomina chi era il presidente della corte.
Il giudice Federico Buonagora.
Proprio lui.
E poi qui ci sono degli articoli dove gli arrestati indicano Pinna come il
mandante dell'incendio alla discoteca.
Lo sapevo.
Lo sapevo che il cane che ha ucciso mio padre era ancora vivo.
Beh, o è ancora vivo o stanno cercando di dare la colpa a un morto.
Comunque grazie.
Figurati.
Io non ci ho mai lavorato, ma tuo padre al giornale è una leggenda.
Fiamma, e delle indagini sugli abate?
Che mi dici?
Aldo.
Lo sai che non posso dirti niente? Chiama, dovete sbatterli in galera.
Gli abbate qualche mese fa hanno ucciso un mio collega. Ma chi?
Mario D'Amico, non lo conosci.
Stava denunciando un giro di appalti truccati.
Proprio come faceva tuo padre.
Non gliel'hanno perdonata.
Non ne sapevo niente.
Perché non è stata un'esecuzione.
Non ha fatto in modo che sembrasse un incidente.
Dicono che Mario ha perso il controllo della moto sui tornanti dell'Etna.
Per colpa di un'auto pirata.
Dottoressa, si arriva subito.
Aldo, mi dispiace, devo andare.
Fa niente.
Grazie.
Ciao.
Siamo seguendo la persona sbagliata.
L'avvocato Massimo Liguori si è vista respinta proprio dal Bonagura.
Una richiesta di un'arrogatoria internazionale sui conti legati ad un
fondo pensione gestito dalla Sola.
Una finanziaria degli Abbate.
Mi sembra chiaro che è lui l'uomo nel mirino degli Abbate.
Organizziamogli subito una scorta.
Deve sembrare un incidente.
Cosa?
Deve sembrare un incidente.
Ho parlato con un mio amico giornalista.
Gli Abbate gli hanno ammazzato un collega, ma non è stata un'esecuzione. È
stato un incidente.
Adesso per sbarazzarsi di qualcuno fanno in modo che sembri un incidente.
Ma allora Halit è il killer perfetto. Proprio perché non è un killer.
Infatti non era neanche armato.
E come lo uccide a Liguori? A pastonate? No.
Come hanno fatto con il giornalista.
Un pirata della strada.
Tu chiama subito Liguori. Noi andiamo a prendere Halit.
trovato solo per noi
Dottore, sei mezz'ora che provo a chiamare Liguori, ma non risponde.
Il segnale del cellulare di Liguori arriva da Largo Sellerio. È lì che vive.
È un po' che trasmette da quella cella. Forse l'ha lasciato a casa. Continua a
provare. Noi saliamo a casa di Alit.
Dov'è?
Dov'è tuo marito?
Non lo so. Non lo sai?
Siediti. Vieni qua.
Adesso mi dici dove sta.
Io non lo so.
Dov'è tuo marito?
Dov'è tuo marito?
Non lo so.
Calma. Non lo so.
Mettila via.
Ci parlo io con lei.
Ascolta.
Tuo marito è stato trascinato in una cosa più grande di lui.
Devi dirci dov'è.
Ti prometto che non gli succederà niente.
Fidati di me.
È uscito un quarto d'ora fa, ma io non lo so dove è andato davvero.
Ma che cosa ha fatto?
Ascolta, adesso non posso spiegarti.
Dobbiamo rintracciarlo. Dammi il suo numero.
E dai!
Certo.
È acceso ma non risponde. Lo possiamo tracciare. Chiama Luca.
Dottoressa, anche il segnale del cellulare di Alita arriva da Largo
Sellerio. Muoviamoci.
Fiamma!
Sbrigatevi, Alita è fermo all'incrocio con via di Monte Pellegrino.
Non lo fare, non lo fare, non lo fare, non lo fare...
Quella donna si fidava di me.
Le avevo promesso che a suo marito non sarebbe successo niente.
È stato un incidente.
Solo un incidente.
Hai fatto quello che dovevi fare.
Stava per uccidere un uomo.
Già.
Ma chissà perché la cosa non mi fa stare per niente meglio.
Neanche a me.
Ma al nostro lavoro.
Piuttosto. Occupiamoci di Liguori.
Se gli abate vogliono farlo fuori vuol dire che sta per mettere le mani su
qualcosa di grosso.
Noi dobbiamo proteggerlo.
Fare in modo che possa arrivare fino in fondo.
Ma fino in fondo a che cosa?
Qua mi sembra che non si arrivi mai fino in fondo.
Di cosa stai parlando, scusa?
Che io non la capisco.
Non so che cosa le passa per la testa.
Tutta questa storia è cominciata per la soffiata di un suo informatore, ma lei
non vuole dirci chi è.
Mamma, mi pare che stai esagerando, eh? Sa che cosa penso?
Penso che lei non si fidi di noi, che ci dice le cose con contagocce. Io sono
stufa di lavorare così.
Ma non ti ho riattaccato il telefono in faccia, che dentro la Duomo non prende.
E dopo dovevo richiamarti, solamente che dovevo finire sta ricerca.
Non lo so quando salgo, ci hanno pure tolto i permessi.
Non sono salito venerdì scorso.
Cazzo, è già un mese.
Senti Laura, lavoro quattordici ore al giorno, dormo quattro ore a notte, le
altre sei non posso stare a pensare a te che mi dici o la famiglia o il lavoro o
Milano o Palermo.
E allora scendi tu, no?
Ma sì, ma sì, anche questo weekend va bene.
Domani finisco prima, se vuoi vengo a prenderti e ne parliamo a voce.
Laura, te lo giuro, domani cascasse il mondo, alle tre sono a Punta Raisi a
prenderti.
Ok?
Sì, anch'io.
Anch'io, Laura.
Ma certo.
Ciao, amore mio.
Ciao, a domani, amore. Ciao.
Ciao, a domani. Ciao, ciao.
Ciao.
Che c'è?
Che hai da ridere?
Buonasera dottoressa. Ciao Nello.
Salve.
buonasera sera grazie
Dottoressa, davvero, non so come ringraziarla.
È il mio lavoro, avvocato.
Piuttosto, ristoranti, luoghi pubblici... Meglio evitare le uscite per
un po'. Ma l'unica rinuncia che veramente mi costruirei è la bicicletta.
Per il resto non sono un presenzialista e non amo i ristoranti.
Ah, no?
Dicono che sia il miglior ristorante di pesce di Palermo. E so che le piacciono
molto i crostacei, i frutti di mare... Mamma mia!
Ciao, Fiamma.
No.
No, non ho mangiato.
Da te?
Va bene, arrivo.
Ciao.
Ho da fare.
Vai, vai.
Tanto vuoi la montana?
Ho da fidanzato, mi amo.
In questo momento, a chi la sta dando?
Gli abbate stanno per concludere un grosso affare con i colombiani.
Hanno bisogno di liquidità.
La droga si paga cash.
Ed è per questo che l'hanno messa nel mirino.
Adesso non hanno proprio bisogno di qualcuno che gli crei dei problemi. E
invece farò di tutto per crearglieli.
Però mi serve un'arrogatoria internazionale per verificare i conti
offshore riconducibili alla Sol.
Ma il giudice Bonagura non... Bonagura lo lasci stare.
L'arrogatoria gliela faccio avere io.
Bene.
Senta, visto che dovremmo collaborare, posso chiederle una cosa? Sì.
Vuole dividere il conto? No, ci mancherebbe.
No, se potevamo darci del tu.
Sì, certo.
Credo di avere superato il tasso alcolico consentito.
Bene.
Allora continuiamo.
Non so cosa hai preparato, quindi ho portato del rosso che secondo me ci sta
sempre bene.
Un buon rosso. Grazie.
Tanto ce ne ho un'altra.
Preliminari niente.
Questi sono i risultati delle analisi.
Di che?
Del reperto di casa Torrisi.
Da dove escono?
Da un cassetto della Mares.
Ma sei scema?
Aveva detto che erano tracce di vernice.
Leggi.
Leggi.
Sangue finto.
Ma che significa?
Che la Mares ci ha mentito.
O comunque ci sta nascondendo qualcosa.
Secondo me la Mares è coinvolta nella sparizione di Michela Turrisi. Che
minchia dice Fiamma?
Ti ricordi quella vicina?
Mi ha detto di aver sentito una sirena della polizia la notte che scomparsa la
Turrisi. Sì.
Vabbè è assurdo, che senso c'ha sta storia? Non lo so.
Ma io lo voglio scoprire.
E tu?
Io cosa? Come io cosa?
Dobbiamo indagare sulla Mares.
Finiscila. Dobbiamo starle dietro.
Senti, con tutti i cazzi che c'ho io ci manca pure sto casino. Sandro!
Io da sola non ce la faccio.
Mi fido di te.
Credevo che ci tenessi.
Ma sì, certo, Fiamma, ma sono... Ma non fa niente.
Ma lo faccio soltanto per dimostrarti che sulla Mares ti stai sbagliando.
Ehi, ferma, in questa ci va il gasolio. Ah, già.
Ma che hai venduto la moto?
Ma che, sta dal meccanico, questa l'ho affittata.
Ah, allora mettici quello che vuoi.
Dottoressa, buongiorno.
Complimenti per Liguori.
Peccato che con di me non ti stia andando altrettanto bene.
Che cazzo vuoi, De Silva?
Perché ti agiti?
Pensavo che la cattura di Ivan fosse un comune obiettivo.
Io non penso che quello sia il tuo obiettivo.
Di certo io non penso che sia il tuo.
Sono sicura.
De Silva ha mangiato la foglia.
Michela la possiamo trasferire quando vuole. Io ho parlato con quel mio amico
in Puglia, mi ha detto... Mi trasferite?
E che sono un pacco che mi spostate come volete?
Non sei più al sicuro qui, Michela.
È per il tuo bene.
Lo so che lo fate per me.
Ma io non capisco quello che sta succedendo.
Perché non mi mettete in un programma di protezione con delle guardie del corpo
vero?
Vedi... Quello che abbiamo fatto con te... La tua finta morte...
Non ha un carattere ufficiale.
Cioè? Che significa?
È un po' lunga da spiegare. Siediti.
Per adesso tu ti devi fidare solo di me e Delfiere.
Dobbiamo concludere un'operazione.
Solamente dopo potrai testimoniare contro Rosi e Abate.
Per il momento, a proteggerti, ci siamo solo io e lui.
Un po' di amici ce l'ho. Loro mi cercheranno.
E non ti troveranno.
Penseranno a un caso di lupara bianca.
E poi scopriranno che sei ancora viva.
Poi quando?
Te l'ho detto.
Dobbiamo concludere questa operazione.
È una cosa grossa. C'è di mezzo un collega.
Glielo dica, dottoressa.
Il collega è quello che ha finto di spararti.
È un poliziotto infiltrato.
Se si venisse a sapere che tu sei ancora viva, la sua copertura salterebbe.
Hai capito adesso?
Adesso sì.
Guarda che ti diverti in Puglia. Questo è un mio amico, c'è una casa bellissima
in campagna, ti puoi fare una passeggiata se vuoi. E gioca a scacchi
meglio di me. E io già sono fortissimo.
Quando devo partire?
Stasera.
Potrei magari prendere dei vestiti, ho lasciato tutto a casa.
Ci vado io, non ti preoccupare.
Vado ad aiutare Lucia in cucina.
Michela, lo vedi che sei coraggiosa?
Come tuo padre.
Ma come in che? La
roba
la prepariamo qui e basta.
Voi la dovete smerciare così com'è.
Senza tagliarla di più. È chiaro?
Chiaro. Che problemacci?
Ieri il tuo cliente si è lamentato che la roba gli andava schifo.
Ma siccome da qua esce buona, si vede che tu l'hai tagliata con della merda.
No, no.
Non è vero, io sì.
E la prossima volta che vuoi fare?
Tu vai e ti sparo un moco, pezzo di merda.
Scusami, ok, scusami.
E questo vale per tutti.
La roba che gira deve essere buona.
Tra poco arriva il carico grosso. La piazza la dobbiamo ingolosire, non
schifare.
Eccola lì.
Dove sta andando?
Mi sa la cena.
Lì ci abita il fiere.
Era da lei.
Vuoi un pezzo?
Che schifo.
Chissà cosa ci mettono dentro.
Il ghiusto.
Dentro al ghiusto, dico.
Dentro al ghiusto c'è il ghiusto.
Che ci deve stare.
Dica, è l'uomo di Pasqua, ci sta la sorpresa dentro.
Aspetta, aspetta.
Eccoli. Ma quella chi è?
Non lo so, da qua non si vede niente.
Ce l'ho.
È lei.
E Michela Turrisi?
Ma che sta succedendo?
Qui una volta c'era la pianta cobra.
La pianta cobra attira gli insetti con i suonettere.
E quando sono sazi e pronti a riprendere il volo, zac!
La cupola si richiude.
Cosa vuole?
Ho bisogno di capire che cosa sta combinando la mares, mi devi aiutare.
Io Claudia la rispetto e non voglio fare niente contro di lei.
Tu hai una sfortuna e una fortuna.
La sfortuna è che scegli male gli amici.
La fortuna è che non ti è dato scegliere.
Io scelgo e scelgo bene.
Tanto da lei che cosa ottengo?
Promesse. E mio padre continua a marciare in galera.
Io le promesse le mantengo.
Mi serve solo quest'ultimo favore. L'ultimo favore.
La farò scrivere sulla tomba questa frase.
Che pensieri tristi.
Hai tutta la vita davanti.
A meno che Rosie Abate non venga informata che il suo guardaspallo è una
spia.
E non decida di inghiottire il suo insetto.
Non ti conviene farlo eroe.
Meno che mai per difendere la Mares. Non è quello che sembra.
Sta coprendo un poliziotto corrotto, un infame. Non ci credo.
Per toglierti i dubbi basta che fai quello che ti chiedo.
Sì?
Luca, vieni su, ti dobbiamo parlare. Ok, arrivo.
Mi sa che quest'anno niente per...
Certo che l'avvocato Liguori è davvero in gamba.
Partendo dalla sola ha ricostruito un quadro di movimenti finanziari
riconducibili agli abbati. È davvero pazzesco. Dopo.
Dobbiamo parlarti adesso.
Che c'è?
Abbiamo scoperto qualcosa sulla Mares.
Sulla Mares?
Sì.
Ieri sera l'abbiamo pedinata. Voi due siete impazziti.
Ci ascolti un attimo, per favore? Io non ascolto un cazzo!
Adesso ti spieghiamo tutto. Un attimo. Zitta! Non voglio sentire niente.
E tu che le dai pure retta.
Vabbè che le sbavi dietro, ma adesso ti sei proprio incoglionito. Ma che c
'entra? Ma ti stai zitto? Che c'entra?
Tieni giù le mani, stronzo.
Stronzo a chi?
Luca, stronzo a chi? Luca, stai esagerando, calmati.
Ascolta. Zitta.
Cos'è?
Mi vuoi picchiare come la tua ex moglie?
Ma sei uno stronzo, sei!
Eh, ma che stai dicendo?
Stai zitto! C'è problemi!
Basta! Basta!
Ma che cazzo succede?
Ma siete impazziti? Spazziti!
Niente, scusi.
Scusi? Scusi un cazzo! Che succede?
Adesso ce lo spieghi lei che cosa succede.
Tra lei, Alfiero e Michela Torrisi.
Ma che avete fatto?
Vado a chiamare Alfiero.
Tutti nel mio ufficio. Ma calmi!
Ivan, nella posizione in cui è.
Rischia la vita ogni giorno.
E la minaccia non arriva solo dagli abbate.
C'è un figlio di puttana dei servizi segreti che lo vuole morto.
È uno potente, che aggancia ovunque.
De Silva?
Esatto. L'unica copertura di Ivan sono io. Se questa storia esce dalla Duomo,
non c'è più nessuno che possa proteggerlo.
Tutti pensano che sia un infame.
Bastava che solo uno di voi non mi credesse.
Perché la sua vita fosse seriamente in pericolo.
Questo è tutto.
E comunque... Vi devo delle scuse. No, è lei che ci deve scusare.
Se avevo dei dubbi avrei dovuto parlargliene.
Non fare quello che ho fatto, con il rischio poi di compromettere tutto.
Perciò... La prima cosa che faccio quando arrivo a casa è cancellare le
foto di Michela Torrisi dalla macchina fotografica.
Bene.
Vuoi dire qualche cosa?
No, tutto a posto.
Bravo.
Ottimo lavoro.
L'infame non è la Mares.
L'infame sei tu.
Come diceva Nice, non esistono fatti ma solo interpretazioni.
Puoi andare adesso.
Non ti preoccupare. Sarai ricompensato, no?
Ciao.
Com'è la registrazione?
Buona. Un po' confusa.
Trovami dove abita quella poliziotta, la Rigosi. Perché?
La macchina fotografica.
Devo prenderla.
Gaetano Lipari.
Da oggi è lui il nostro principale obiettivo.
Solo dopo colpiremo gli abate.
Anche grazie alla testimonianza di Michela Torresi.
Sarà un'operazione delicata. E agiremo nella massima segretezza.
Perciò, se qualcuno ha dei dubbi, parli subito.
Perché da adesso in poi non si torna più indietro.
Io ci sono, dottoressa.
Io ci sono sempre stato.
So cosa sta passando di me.
Può contare anche su di me, dottoressa. Bene.
Da adesso siamo veramente una squadra.
E Alfiero sarà con noi.
No, la dottoressa voleva dire massimo rispetto per il più anziano della
squadra. Soprattutto tu. Le stai con posto?
Dottoressa.
Sì? Dottoressa, sono Manuele.
Sono sotto casa di Fiamma.
Ho appena visto De Silva che entrava dentro.
Credo che sia andata a prendere la macchina fotografica con le foto di
Michela Torrisi.
No, Manuele.
Dottoressa, mi dispiace.
De Silva mi ha fatto mettere una cimicia nel suo pacchetto di sigarette.
Ma che hai fatto?
Mi dispiace.
De Silva, ci stava ascoltando.
È a casa tua.
Sulle foto di Michela Torrisi.
Muoviamoci.
Luca, tu rimani qua.
Andiamo di rimediare.
E tu che ci fai qui?
Ti ho seguito.
Vedi? Hai il tradimento nel sangue.
Non più.
Adesso so da che parte sto.
Attento, Emanuele.
Tu, a Claudia devi lasciare in pace.
Metti giù sta macchina fotografica.
Qua?
Tu dimmi, non hai capito niente.
Tu, sei tu che non hai capito niente.
Gliel'ha tolta.
Manuela è riuscita a toglierla a De Silva.
Era solo ragazza.
Non lo dovevo coinvolgere, è colpa mia.
Dottoressa, lei ha fatto quello che andava fatto.
E quando beccheremo De Silva pagherà anche per questo. E comunque Di Meo non
è ancora bruciato. De Silva ha registrazione audio di quello che ci
siamo detti alla Duomo.
Se la fa sentire a Rosi, Ivan è morto.
Alfiere. Siamo a casa di Fiamma.
Emanuele è morto.
Senti, mi devi rintracciare i rosi. Controlla tutte le utenze, capiamo.
Guarda se... No, aspetti, dottoressa. Appena uscito dall'ufficio, Serini ha
intercettato una telefonata. Forse era De Silva.
Gliela faccio sentire.
Quale bar?
Sì, sì, ho capito. Piazza Impedute, sì. Tra dieci minuti sono là.
Serini sta arrivando sul posto. Piazza Impedute. Dai, Fiamma!
Ecco Rosy.
Cos'è?
Le piace il rischio, dottor De Silva?
Per la verità non tanto, signora Abate.
Lei continua a non credermi su Ivan Di Meo, vero?
Io devo essere stata abbastanza chiara l'ultima volta.
Sì, ma oggi ho le prove.
Cazzo, lì dentro hai file audio.
Che cos'è quel cartello?
Cosa? Quale cartello? Dove? La connessione senza fili.
Allora? Aspetti un attimo.
Andiamo. Interveniamo. Degli di aspettare, di aspettare un attimo.
Sandro, ferma la Mares.
C'è qualche problema?
Qualcuno deve essere entrato nel mio PC.
Ci sono i posi, aspetta.
Che cazzo è che è entrato nel mio PC?
Guarda, guarda.
Sembrano belli incazzati.
È un peccato vederla perdere così di credibilità, lo sa? Le ho detto che
qualcuno deve essere entrato nel mio PC.
Dottore, io non sono a mio fratello.
E personalmente ritengo che la violenza sia uno strumento da usare con estremo
giudizio. Quindi glielo ripeto per l'ultima volta.
Se lei solo prova a contattarmi di nuovo o ad avvicinarsi a me o a Ivan Di Meo,
sappia che mi muoverò con estremo giudizio. Di Meo è un infiltrato, è solo
questione di tempo.
Gli avvertimenti sono finiti.
Ha capito o ha bisogno di un messaggio cifrato?
Bravi ragazzi.
De Silva.
Che fai?
Arrestiamolo, sta qui.
Non abbiamo prove.
Torniamo alla Duomo prima che ci veda. Ha ammazzato Manuele. L'ha ammazzato.
Non abbiamo prove.
Ragazzi, strade separate.
Andiamo, Sandro.
Vieni, grazie.
Ho saputo che sei stata grande oggi.
Grazie.
Lo so, lo so.
Sei arrabbiata perché ho detto a Sandro il tuo padre?
Non mi piace che si parli di lui.
Siediti un attimo.
Non sei arrabbiata, eh?
Dura e orgogliosa, come sempre.
Noi ci conosciamo da tanto tempo, Fiamma.
Tu non te lo ricordi perché eri una bambina.
Sei tu.
Tu sei il poliziotto che mi ha interrogato la notte che hanno ucciso
mio padre.
Allora te lo ricordi?
Sì.
Tutto.
Mi ricordo tutto.
Di te, della psicologa.
Mi ricordo il ticchettio dell'orologio.
Mi ricordo che ho pensato che se spostavo indietro le lancette forse mio
padre poteva essere ancora vivo.
Sai che cosa mi ricordo io?
La tua testimonianza.
Perfetta.
Una bambina così piccola in quella condizione, una lucidità... No, non ero
lucida.
Però volevo che mio padre fosse orgoglioso di me.
L'avevo visto morire guardando il suo killer negli occhi.
Trovo che non è una consolazione, ma almeno quel bastardo è morto.
Il suo cadavere non è mai stato ritrovato.
Non inseguire fantasmi.
Alfieri,
io ho gli incubi ogni notte.
Va bene.
Allora, la mattina quando ti svegli da un brutto sogno vieni in ufficio, sai
dove trovarmi e ne parliamo.
Va bene.
Magari mi porti pure il caffè, visto che ti trovi.
Amaro.
Amaro.
L'attentato è fallito e il magistrato è ancora vivo.
C'è la cazzo trafata che dice passare un petito.
Che è successo?
C'è questo rancunito d'avvocato che ci sta scassando la minchia.
È tutto per colpa di quella grandissima buttata di poliziotta che non si fa mai
i cazzi suoi.
Amica tua, Amares.
Stasera ci facevamo fare i fuochi d'artificio.
Amares ormai è una morta che cammina.
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