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- Gerardo, correte troppo ! - Sono stanca ! - Volete bere ?
- Brucia troppo. - Non vi pub fare male, bevete ! - Solo un goccio.
QueII'uomo non ha visto il cartello, il ghiaccio é sottile, si spacca !
- Lasciatemi. - No, il ghiaccio non vi regge in due!
- Lasciatemi ! - Signore!
- Venite qui ! - Ehi, signore ! C'é pericolo !
Fermatevi ! Qui il ghiaccio si pub spaccare da un momento aII'aItro!
Torniamo indietro, é pericoloso ! Non avete Ietto il cartello ?
No.
Ma qui il ghiaccio non regge, si spacca ! Guardate !
Aspettate anche me !
Signor di Valmont, venite con noi!
Signor di Valmont, stamane avete corso un serio pericolo per avvertirmi...
..e io non vi ho neanche ringraziato.
Chiunque al mio posto avrebbe fatto Io stesso.
Permettetemi di ringraziarvi e di presentarmi: Andrea Anickoff.
- Gerardo di Valmont. - Conosco bene il vostro nome e i vostri Iibri.
Ho Ietto "Faustino", il vostro ultimo romanzo, e ne sono rimasto colpito.
- Una fantasia, pura fantasia. - A volte Ia realté supera Ia fantasia.
Vi rinnovo Ia mia riconoscenza e Ie mie scuse.
E' strano: sento io il bisogno di scusarmi con voi...
_.per il mio intervento di stamattina, che forse mi é parso non desiderato.
Forse. Ad ogni modo, se potrb rendermi utile, sarb sempre al vostro servizio.
Anch'io conoscevo il vostro nome.
So che eravate uno dei piil brillanti ufficiali dello zar.
Vi nominava a Parigi, in un cerchio di amici, il principe Drutzky.
- Conoscete Drutzky ? - Una conoscenza casuale, al circolo.
Parlava di voi come di un tiratore formidabile.
Conte Anickoff, voi mi avete appena offerto di ricambiare...
Sarei felice di mantenere Ia mia parola.
Rispondete solo a una mia domanda. E' una curiosité di scrittore.
II vostro atto di stamane ha relazione con Drutzky ?
Scusate, sono stato indiscreto. Ritiro Ia mia domanda.
No, vi ho promesso ed é giusto. Vi prego, sedete.
- Non vorrei... - Sedete.
Quando avete visto Sergio, voglio dire Drutzky, a Parigi ?
L'anno scorso. Era in missione.
Non é possibile immaginare due amici Piil diversi.
Da due anni non siamo Piil amici.
Prima si, al reggimento eravamo inseparabiIi,...
..maIgrado fossi Piil Vecchio di lui di quasi sei anni.
Eravamo di guarnigione nella citté di Borisov, nel sud della Russia.
Scusate, questo racconto porta con sé Ia spiegazione...
Non interrompetemi, vi prego.
Era neII'anno 1832.
Andrea ! Permetti che ti presenti il tenente Sergio Drutzky.
E' arrivato oggi al nostro reggimento. II maggiore Anickoff.
- Piacere. - Buonasera. - II mio compito é finito.
- Vi ho presentato agli ufficiali del reggimento. Buonasera. - Buonasera.
Com'é questa guarnigione, maggiore ?
Un'antica citté di provincia, piccola. L'avrete visto, no ? Permettete ?
Oh, scusate.
Un colpo straordinario ! Che ci fa uno come voi in questo buco di provincia ?
Trovate che qui Ia mia abilité al gioco sia sprecata ?
Voi siete conosciuto anche fuori di Borisov!
Sono qui per studiare un nuovo sistema di fortificazioni...
Io perché mia madre mi voleva Iontano dalle tentazioni di Pietroburgo!
- Permettete ? - Oh, prego. - Signori, buonasera.
- Avete visto come gioca il maggiore ? - Ha un occhio infaIIibiIe!
Con Ia pistola non sbaglia un colpo nemmeno a 100 passi!
- Davvero ? - Si !
Bravo. Un colpo tirato cosi, a mano! E dicevate del maggiore!
Avete un'abiIité straordinaria !
Pura fortuna. Ho una fortuna di cui a volte mi vergogno.
E' Ia terza Volta che vi sedete sul tavolo dove io sto giocando.
- Cosa sarebbe, questo ? Un duello ? - Sarebbe...
Drutzky ! Dovete ancora cercare alloggio ! Sono gié Ie 22:00 !
Le 22:00 ? Le 22:00, avete detto ?
Scusate, signori.
- Vai via, Andrea ? - Si. - Che c'é ? Con chi hai bisticciato ?
Con quel tenente che mi hai presentato, Drutzky.
Uno sciocco, un fatuo. Molto antipatico.
Si, ho capito. Chiuso, volitivo, tenace.
A me, invece, é parso un uomo freddo, egoista e gretto. Molto antipatico.
Invece, da quel giorno diventammo amici inseparabili.
La stessa diversité dei nostri caratteri ci univa.
Egli non aveva segreti per me, io non ne avevo per lui.
Ossia, avevo un segreto per Iui,...
..ma era una cosa che tenevo segreta quasi a me stesso.
Andrea ! Ah, eccolo ! Eravamo tutti di sotto ad aspettarti.
Vieni, c'é anche Alessio. Sei stato di servizio, oggi ?
- Si, in caserma. - Vieni, ti faccio conoscere delle ragazze.
Fanny, Barbara, venite, vi presento il maggiore.
- Ecco Barbara e Fanny ! - Quanti gradi ! Siete maggiore ?
Si, maggiore Andrea Anickoff.
Alessio, datemi il braccio. Maggiore, venite ?
Vi cedo volentieri il nostro alloggio. Ecco Ia chiave. Non posso.
- Te ne vai ? - Addio, Sergio. Addio, Alessio. - Non venite ?
- Perdonatemi, ma... non posso. Arrivederci. - Arrivederci.
- Addio, Andrea. - Maggiore ! - Dove va via cosi ?
- Dimenticavo, sono Ie 22:00. - E che vuol dire ?
E' molto occupato, sta studiando un nuovo sistema di fortificazioni.
- Non sa nessuno cosa sia di preciso. - No ?
- Alle 22:00, sparisce. - Passa Ia sera a studiare.
Bravo ! In questi tre mesi hai fatto progressi straordinari !
Mi sono esercitato qualche Volta al circolo.
Le signore danno fastidio, vero ?
Ci volevano proprio i biliardi per riportarti fra di noi!
Lo dicevo oggi a mia moglie e a mia nipote.
"QueI diavolo di Andrea é stato tante volte a casa nostra da ragazzo."
"Poi, se non gli veniva Ia passione per il biliardo, non Io vedevamo piil."
Eh, gié, certo... il biliardo.
Ma come hai fatto a sbagliare un colpo cosi facile ?
Forse oggi sono stato troppo a cavallo e mi trema un po' Ia mano.
Dobbiamo andare a salutare Ie signore,...
..o penseranno che sono venuto solo per Ia mia passione del biliardo.
Con che faccia I'hai detto! Ma domani sera, vedrai che partita !
Attenzione, faccia composta e sguardo malinconico.
C'é mia nipote che sta cantando.
Buonasera.
Ti é piaciuta, zia ?
- Come hai cantato bene! - Molto brava !
- Molto bene ! - Bravissima ! - Davvero ?
- Buonasera, Andrea. Non ti avevo visto. - Buonasera, Mascia.
- Cosa state facendo ? - Scusatemi tanto.
Da quando dai del "voi" a questa monella ? Le hai sempre dato del "tu".
- Da che ci siamo rivisti... - Sono diventata una signorina.
Non darti delle arie, pettegola !
Ricordati che Andrea, quand'eri alta cosi, ti portava a cavalluccio.
Lui era un giovanottone di vent'anni con i gradi di aspirante.
Si, ma adesso é maggiore. E anch'io ho fatto carriera.
Sono offesa e vado sul balcone.
II momento é propizio, se vuoi svignartela.
A domani sera, per Ia solita partita !
Mascia, sono venuto per salutarvi.
- Ve ne andate di gié ? - Si, devo andare e volevo...
A domani. Non potete mancare. Avete una tale passione per il biIiardo!
Forse domani parto. Vado vicino a Kiev per Ie manovre e starb via un mese.
Spero di rivedervi. Sarete ospite di vostro zio fino al mio ritorno ?
Oh, Andrea, un mese! Starete fuori tutto un mese !
Allora vi dispiace che io parta ! Sentite, Mascia...
Mi dispiace per mio zio. Era cosi abituato alle sue partite.
- Vi ho interrotto ? Volevate dirmi qualcosa ? - Io ?
Si, avete detto: "Sentite, Mascia...".
Volevo dirvi che avete cantato molto bene. Buonasera, Mascia.
Cosi passavo Ia sera, questa era Ia cosa che tenevo segreta a Sergio.
Ma il carattere di Mascia, I'averIa conosciuta da bambina,...
..nliinlpedivano di dichiarare i nlieisentinlenti.
Quindi partii per Ie manovre, deciso a non pensarci Piil.
Ebbi un incarico importante, venne adottato il mio sistema di difesa,...
..ma tutto cib non mi diceva niente.
Trascorsero tre settimane, finché...
Era stata una faticasa giarnata,...
..i reparti rientra vana agli allaggiamenti...
..mentre squilla va sulle calline il segnale di ”cessate il fuaca 'Z
Prendete.
- Maggiore, il secondo battaglione ha Iasciato Ia posizione. - Bene.
- Da parte del generale. - Guardate voi.
Un ufficiale qui, che avvii i reparti del partito verde su Kormanecky.
- Cosa c'é ? - E' un Iasciapassare per delle signore.
Questo non é un posto per delle signore.
Antonietta, vieni qui ! Ci sono i cavaIIi!
Papé, é vero che conosceremo il maggiore Anickoff ?
Certo, e anche molti altri valorosi ufficiali.
- Maria! Maria! Hai visto Maria ? - No, cara.
Dove saré, con tutta questa confusione ? Maria, Maria !
Avanti, venite, bisogna salire !
Maria, vieni anche tu, I'osservatorio é I5 in alto !
Signor maggiore, ecco qui Ie signore.
Generale, queste cannonate ! Ho una paura!
Avanti, venite, presto ! Che bella giornata !
- Eccoci finalmente arrivate ! - Signor generale.
Vi presento il maggiore Anickoff e questi ufficiali che ci accoglieranno.
- Che bella veduta ! - Mia moglie, la principessa Caroline e sua figlia.
La baronessa von Lembe, Donna Nusoff e mia nipote.
Anch'io voglio essere presentata ! Piacere !
Maggiore, ci mostrate Ie grandi manovre ?
- Quello che portate é I'0rdine di San Giorgio ? - Si, signorina.
- Mi fate vedere con il vostro cannocchiale ? - Prego. - E' questo ?
- Io non vedo niente. - Dallo a me, cara.
Si vedono... tante cose! Vuoi guardare tu, Marina ?
Grazie, no. Preferisco vedere cosi, é tutto tanto bello, quassil.
- Vedo tutto piccolo. Come mai ? - Permettete ? Ecco, guardate.
Grazie. Adesso capisco come deve essere facile sgominare il nemico.
- Davvero ? - Non volete far vedere anche a me ? - Si, certo. Mascia !
- Cosi Ie manovre sono finite. - Mascia !
- Mascia ! - Scusate. Oh, quante cose si vedono !
- Cosa si vede ? - Si vede un giovanotto.
- Un ufficiale. Un aspirante che porta a cavalluccio una bambina. - Dove ?
Sul prato. Piil in I5 c'é un altro ufficiale che gioca. A biliardo.
Ho capito. Dici delle sciocchezze per fare la graziosa con lui.
Ma I'ufficiaIe é distratto, perché sul prato di fronte a lui...
..c'é una contadinella, che canta... al pianoforte.
Anche Ia contadinella é distratta.
Sbaglia a causa deII'ufficiaIe, ma lui non se ne accorge.
Anzi, Ie dice: "Avete cantato molto bene".
E poi si vede... Non si vede Piil niente.
- Non é tardi, zia ? - Come dici ? - Non sarebbe or a di andare ?
- E' tardi, Porfirio ? - Si. - Non ci rimane che ringraziare il maggiore.
E anche questi valorosi ufficiali. Vieni, cara.
Oh, grazie, Andrea.
Questo cannocchiale direi quasi che é miracoloso.
- Vorrei guardarci dentro anch'io, per vedere, sapere... - Sapere ?
Per sapere perché Ia ragazza che cantava sul prato, al pianoforte,...
..é venuta qui.
La ragione é sempIice:...
_.ho una zia anche a Kiev e or a sono sua ospite.
Mamma mi ha dato il permesso.
- E non c'é un'aItra ragione ? - Oh, vi pare ?
Ebbene, forse c'é: mi piace tanto Ia campagna.
- Mascia, quando parlerete sul serio ? - Ma io parlo sul serio.
Adoro Ia campagna e penso che dovrebbe piacere anche a voi.
Se é un vostro ordine, dirb: "Mi piace".
Come potrei darvi degli ordini ?
Per voi ho tutto il rispetto che esige mio zio. L'aItro mio zio.
Ma vi trovo molto cambiato, Andrea.
In citté avevate Ia guarnigione, gli ufficiali, Ie riviste...
Mi mettevate tanta soggezione !
Qui, se non aveste quella divisa cosi importante,...
_.mi piacerebbe fare delle passeggiate a cavallo, nei campi...
- Mascia ! Andiamo! - Mascia ! Mascia !
Se dovessi vivere con voi, vorrei vivere in campagna, in un castello.
Se insistete, trasmetterb Ia vostra Iettera di dimissioni al ministero.
Lo sapevate che eravate stato proposto per I'avanzamento a colonnello ?
Si, Io sapevo.
Mi dispiace perdere un ufficiale come voi. Avvicinatevi !
Potevate almeno aspettare che fossimo di ritorno a Pietroburgo.
Altri cento ufficiali si sono sposati. E' questo il vostro caso, no ?
- Senza per questo troncare Ia carriera. - Signor generale...
Mi auguro che cib che fate sia per Ia vostra felicité. Firmate.
Signor generale, una preghiera:...
..nessuno sa della mia decisione, neanche Ia persona interessata.
Ho capito tutto: vi riservate una sorpresa.
Certo, é una bella prova troncare Ia propria carriera...
State tranquillo, non dirb una parola. Avanti, firmate. L'avete voluto voi.
- C'é il maggiore Anickoff ? - Come ? - Dov'é il maggiore ? - Come ?
- Pietro, dov'é il tuo padrone ? - E' uscito, ma é gié ritornato.
- Ma adesso dov'é ? - Di sopra, su quella terrazza.
Che fai ? - Sergio!
- Che ti succede ? - Mi esercito al bersaglio.
- Non sbaglia un colpo ! - Come vedi, mi esercito abbastanza bene.
- Lo metto sul piatto ? - Fai come vuoi.
- Porta Ia pistola a Pietro e di' che Ia pulisca. - Si.
- Si pub sapere cosa ti é successo ? - Sono contento di rivederti.
Anch'io. Ah, vedo che I'appetito non ti manca !
Ti credevo a Pietroburgo. Non sono gié finite Ie manovre ?
- Da una settimana. - Si pub sapere cos'é successo ?
- E' successo che... - Non Io dire! Ai vostri ordini, colonnello !
- Ti hanno fatto coIonneIIo! Lo dicevano tutti ! - No, siedi.
Che ne diresti se a un tratto...
..ti sentissi Iibero di fare quello che ti piace ?
Organizzare delle passeggiate, avere una bella casa, anzi un bel castello.
Caccia... uno stagno per pescare, una scuderia, una biblioteca...
Vivere, insomma, in campagna...
..e non avere altra preoccupazione che quella di sentirti felice.
Le tue preoccupazioni or a sono queste ? E Ia carriera ? L'esercito ?
- Ho deciso di dare Ie dimissioni. - Che dimissioni ?
- Dinlissionidall'esercito. Le ho date. - No! - Si!
Per stabilirti in campagna ad allevare dei polli ?
Polli ! Ecco una cosa che ancora non avevo pensato.
"Po||i"...
Domenica ci saré una passeggiata in campagna. Naturalmente sei invitato.
Sei un uomo straordinario!
Troncare cosi una carriera per fare scampagnate e pescare in uno stagno!
Voglio dirti una cosa: in fondo, sono contento,...
..perché, malgrado il tuo caratteraccio, ti voglio bene.
Facevi una vita assurda: Ia carriera, gli studi, Ie fortificazioni...
Sai cosa ti manca ancora ? Una donna.
- Ah, gié, tu non hai mai saputo cosa sono queste cose. - Gié.
- Ti trattieni fino alla scampagnata ? - Ci saranno delle belle signore ?
Dovrebbero esserci, benché io queste cose non ho mai saputo cosa sono.
La mattina di damenica fu una di quelle mattine...
"tanto pic? sp/endide quanto pic? rare ne/ nostro Paese.
Era ansiasa di canascere aid che Sergio avrebbe detta di Mascia.
Valenda un giudizia spassianata, aveva rinunciata a parlargli di lei.
Allegramente ca valcamma incantra alle signare,...
..che venivana su carrazze scaperte partanda i panieri per la merenda.
Mamma, guarda |3SSi| Andrea !
- Andrea ! - Buongiorno, signora. - Temevamo che non ci raggiungeste.
Anch'io avevo paura che non veniste.
Ho fatto un giro Piil Iungo per mostrare i dintorni al mio amico.
- II principe Drutzky. - Si pub dire che gié vi conosciamo.
- La principessa Gourville e sua figlia, Marina. - Piacere.
Vieni, Sergio, voglio farti conoscere una persona.
- Ecco il mio amico, Mascia. - Si, I'ho gié visto.
- Buona, Galupka. - Non corrisponde alle descrizione che ve ne ho fatto ?
Andrea, io me Io figuravo molto Piil alto.
Come potete giudicarne I'aItezza, se é a cavallo ?
Tacete, quando parla una signora ! Dicevo, Piil slanciato.
L'avevate descritto tanto un beII'uomo che pensavo somigliasse un po' a voi.
Sono desolato di non accontentarvi, madamigeIIa,...
..ma, chissé, ho ancora speranza di crescere.
Sergio, prendiamo per Ia scorciatoia, cosi faremo Piil presto.
- Quia sinistra ? - Si, troveremo Ie altre carrozze.
Spero che almeno voi avrete per il mio amico un po' di simpatia.
Si, ma non credo che al vostro amico occorrano Ie vostre raccomandazioni.
- Perché ? - Lo credevo tanto sicuro di sé.
Poco fa vostra cugina mi diceva che sono troppo basso,...
..ora voi che sono troppo sicuro di me.
Direi che in certi casi Ia disinvoltura non deve mancarvi.
Mi pare di capirvi, ma non scambiate I'ingenuité per disinvoltura.
Potrei sapere cosa significa questo dialogo misterioso ?
Domandatelo a un certo signore,...
..che verso Ie 18:00 dice di amare Ia solitudine della campagna.
0 a una fanciulla che a queII'ora sta a Ieggere sulla spalletta di un ponte.
Potrei sapere di che cosa state parlando ?
Vi tolgo il piacere di punzecchiarmi, scusate, ma il gioco é insostenibile.
- Ieri ci siamo incontrati. - Voi mi avete incontrata !
- In circostanze piuttosto strane. - "Strane" Ie chiamate ?
Immaginate una fanciulla, io, seduta su un muricciolo...
- Era Ia spalletta di un ponte. - Ero Ii seduta... - A Ieggere!
Va bene, e un individuo che non ho mai conosciuto si ferma e dice:...
.."Signorina, voi credete aII'amore ?".
- Che ve ne pare, Andrea ? - Eh, si, si...
Con Ia vostra fretta, vi dimenticate troppe cose.
Intanto, sotto il ponte scorreva un torrente con un mormorio incantevole.
Poi era il tramonto, i pioppi tremavano con mille foglioline...
Caro Sergio, stai rivelando delle qualité poetiche insospettate.
Siete sicuro di non aver Ietto questo da qualche parte ?
E' una cosa che imparai in collegio da ragazzo. Lasciatemi continuare.
Voi tenevate il libro fra Ie mani e guardavate scorrere I'acqua.
Mi era caduto il segnalibro.
- Mi é parso un atteggiamento poetico. Non sarebbe parso anche a te ? - Si.
Mi sono sentito trasportare e con estrema innocenza Ie ho chiesto:...
.."Voi credete aII'amore ?", ma senza nessuna intenzione, ti assicuro.
Come sarebbe a dire: "Ti assicuro" ? Potrei anche offendermi.
La signorina non interpretb Ia mia frase con altrettanta innocenza.
Mi Iancib un'occhiata d'odio.
Non meritavate tanto ! Uno sguardo di sorpresa, di noia, se volete.
Odio ! Balzb verso il cavallo e scomparve. Cosi fini I'incontro.
Strano incontro, vero, Andrea ?
Si, infatti, ma... forse il Piil adatto ai vostri strani caratteri.
Andrea, vi prego, venite qui, vicino a me. Volevo dirvi una cosa.
Non ricordo Piil... Ah, si, avete mai provato I'impressione...
_.di esservi gié trovato in una certa situazione o in un certo Iuogo ?
Si, forse.
Il rumore della carrozza, i sonagli, Mascia e il vostro amico che ridono...
Ho provato un'impressione triste,...
..come se cib mi fosse accaduto in un'aItra vita,...
..oppure come se questo avesse dovuto accadere inesorabilmente.
- Non é vero, Andrea ? - Si, tutto deve accadere.
Sembrate distratto. E' simpatico quel vostro amico.
Devo aver conosciuto sua madre. Sentite come ride, dev'essere allegro.
Sua madre... Non erano i Dubrovsky di Orel ?
Ad Orel avevo dei parenti. Non Ii vedo da due anni.
Sergio !
# Girotondo, girotondo, giro, giro, girotondo ! #
# Giro, giro, girotondo! Sotto Ia benda non guardar! #
- Mascia ! - Non vale ! Ci vedeva !
- Non é vero ! - Non vale !
Lo so, ma mi bendo Io stesso, per mostrarvi che ho un buon carattere.
- Ahi, mi fate male! - Non é colpa mia. - Come sarebbe a dire ?
Se sapessi farvi i madrigaIi,...
..vi direi che confondo Ia seta della benda con Ia seta dei vostri capelli.
Mascia e Sergio si erano nlessid'accordo.
Volete che anche noi ci nlettianlo d'accordo ?
# Girotondo, girotondo, giro, giro, girotondo ! #
# Giro, giro, girotondo! Sotto Ia benda non guardar! #
Perché non cantate ? Non sapete il ritornello ?
- Mascia conosce bene Ia mia voce. - Cantate in falsetto.
- Se poi mi rimane, come faccio a dare gli ordini ai soldati ? - Ssh!
- Non Io riconosce ! - Si, per I'0rdine di San Giorgio!
Sergio, siete...
Andiamo a prendere il té!
Andrea ! Andrea !
Venite qua.
Dove eravate ? Vi ho tanto cercato. Mettetevi qua, alla mia destra.
Cercate Mascia per una tazza di té, vero ? Ora ve Ia chiamo. Mascia !
Non posso venire, sto servendo il té a Sofia.
- Sergio, dove siete ? - Sono qui, dietro di voi.
- Un po' di té ? - No, tartine. - Sergio, tartine.
Sbagliate sempre ! Le tartine! Adesso vengo subito da te !
- Quanti anni ha il vostro amico ? - Chi? Sergio ?
- Si, naturalmente. Ma, bambini! - 25, 26, credo.
Che giornata straordinaria !
- Che bella coppia fanno, vero ? - Sonia, Andrea, una tazza di re ?
Grazie, Marina. Aspettiamo che ce Io porti Mascia.
- Marina! - Eccomi, vengo subito.
Voi prima pensavate di essere gié stata in un posto.
Non vi é invece mai accaduto di pensare che Ia vita non ha senso ?
Ma Ia vita non ha senso! Questo é il bello.
Non avete mai pensato che I'unica cosa che riempie Ia vita é I'odio ?
Andrea ! - Scusatemi. Volete del té ? Vado da Mascia a prenderlo.
- Ecco il té. Di chi é Ia tazza ? - Di vostra zia. Voleva del té.
Eccolo. Sono diventato bravissimo.
- Voi non volete del té ? - No, grazie.
- Almeno una tartina dovete prenderla. - Hole mani ingombre.
Lasciate tutto e venite ad aiutarmi al posto di Sergio.
Bisogna tagliare Ia torta in parti uguaIi,...
..e Sergio mi ha detto che avete I'occhio infallibile.
Colpisce qualsiasi bersaglio a Piil di cento passi.
Io cosa faccio ? Mi Iicenziate cosi ?
Farete compagnia a mia zia, siete gié stato troppo con me. Andiamo, Andrea.
- Sedete, Sergio. - Grazie.
- Dove vanno Mascia e Andrea ? - Stai buona, cara.
- II sole se ne va, non vorrei che venisse un temporale. - Spero di no.
- Mascia ! Mascia ! - Andiamo ?
Chi ha insegnato a voi, cosi giovane, tante civetterie ?
Cosa avete detto ? Fa caldo. Guardate come si é annuvolato il cielo.
Posate il vassoio e venite qua.
Fate vedere Ia vostra bravura almeno su questa torta.
Cosi... trovate che sono civetta ? Io ?
Fino alla disperazione.
Andrea, perché Mascia ride tanto ?
- Forse ho detto qualcosa che ha avuto Ia fortuna di farla ridere. - Cosa ?
Ecco il dolce, cara. Dividetelo fra voi bambini e non bisticciate.
Scusa, non I'ho fatto apposta. Pesava troppo per noi bambini!
L'avete offesa, siete stata crudele.
Anche crudeIe! Prima civetta e poi crudele.
Spiegatevi, almeno ! Civetta con voi o con Sergio ?
Con Sergio ! Non vedo che necessité avreste di esserlo con me.
Non vedete ? Che uomo siete! Ma perché dite cosi ?
Sentite, Mascia...
Se tra voi e Sergio dovesse accadere quaIcosa,...
_.per quel bene che vi voglio fin da bambina, io ne sarei felicissimo.
Sergio ? Non ci avevo nemmeno pensato!
Ma vi sona grata di avermene data I'idea.
In fondo, Ia sua comparsa al ruscello...
Vanno bene Ie parti, cosi ?
Non vedo il vostro occhio infallibile. Questa é davvero troppo piccola.
La daremo a quella noiosa della baronessa.
Andiamo a prendere i piatti, ma con Ia torta, naturalmente.
Venite ?
- Perché avete dato Ie dimissioni ? - Che dimissioni ?
Ma si, Sergio... Oh, che bello, é tornato il sole!
Sergio mi ha detto che avete dato Ie dimissioni daII'esercito.
E' uno sciocco e un villano, non mi sarei mai aspettato questo da lui.
Povero Sergio, lui che vi stima tanto!
Mi ha detto del bel castello, della deliziosa vita campestre...
Ma io sono meno ingenua di lui e mi chiedo: perché o per chi tutto cib ?
- Mascia... - Chi ci porterete Ii dentro ? Marina ? - Basta !
Non é possibile che un uomo debba sopportare questo da una bambina !
Non capite che siete una bambina per me, che Io siete sempre stata ?
Una bambina come Antonietta, non Piil...
Vi sono amico, ma non potete servirvi di me per far ingelosire Sergio!
Se Ie civetterie sono per me, sono inutili, come quelle di Antonietta.
Avete ragione, non sono che una bambina sciocca.
- Scusatemi, non volevo... - Non dovete chiedermi scusa.
Mascia, vieni ad aiutare, sta per scoppiare un temporalel
Devo chiedere scusa io a voi. Riparatevi, se non volete bagnarvi !
Maggiore, riparatevi. Vado a cercare il vostro cavallo, si é spaventato.
Andrea, siete ancora qui ! Riparatemi con il vostro mantello !
Tenetelo, tanto sono piccola, non occupo molto posto.
- Andiamo sotto I'aIbero ? - Come piove !
Avevate ragione, poco fa. Vi rincresce se vi resto vicino ?
Guardate Sergio ! Quant'é buffo ! E' simpatico, perb.
Con quel Ienzuolo in testa sembra un fantasma !
Mascia ! Mascia, Andrea, venite, qui non piove!
- Volete andare da lui ? - Non Io direte a nessuno ?
Dirb a vostra zia che vi ho Iasciata al sicuro nella capanna dei Iegnaioli.
Come siete buono a proteggere i giovani!
- Signori, buonasera ! - Buonasera.
Andrea, dove sei stato ? Le signore erano preoccupate per te.
Io sono stato da Ioro ad asciugarmi. E' stata una vera bufera.
- Mascia aveva paura. - Scusa. - A ogni tuono si turava Ie orecchie.
E Antonietta ! Che tipo ! Durante il temporale voleva venire a cercarti.
Sbagliato, quel colpo. Sei di cattivo umore ?
Cosa dicevo ? Ah, si. Lo sai che Mascia é una creatura deliziosa ?
Non ridere, ma se dicessi che a volte immagino quadri di vita famiIiare,...
..naturaImente con Mascia, mi crederesti ?
- Non so Ie I'amo, ma mia madre sarebbe cosi contenta ! - Scusami.
So che sei stato indiscreto su una confidenza che ti ho fatto qui.
Indiscreto ? Ah, vuoi dire Ie dimissioni ?
Avresti dovuto dirmelo che era un segreto anche per Mascia.
- Oddio ! - Signori! - Che succede ? - Cos'é stato ?
E' Ia terza Volta che siedi sul tavolo dove sto giocando. Sei un villano !
Se non vuoi essere un vigIiacco,...
..ti aspetto domani alle 06:00 al bosco dei ciliegi in riva fiume!
Prego voi, signori, di essere i nlieitestinloni !
Sono Ie 06:00.
- Andrea ! - II capitano Ivanov, il capitano Bolkov.
Suppongo che siamo tutti d'accordo sulle condizioni dell'incontro.
Volete scrivere sui biglietti i nomi dei vostri primi ?
Le solite condizioni ?
- Perla scelta delle armi ? - E Ia distanza ?
12 passi di distanza, un solo colpo ciascuno.
Avete scritto i nomi per Ia scelta delle armi ?
- Ecco il mio biglietto. - Ecco il mio.
Per il duello sono scelte Ie armi del principe Drutzky.
il primo colpo é riservato al principe Drutzky.
II primo colpo é per me ? Sempre troppo fortunato !
Volete scegliere I'arma, conte Anickoff ? Prego.
Andrea, non é colpa mia.
Avrei voluto che tu sparassi per primo, ma forse é meglio cosi.
Sei tanto abile, che non mi avresti Iasciato il gusto di sparare.
Ora che Ie armi sono pronte e si sta per comandare il fuoco,...
..vi domando se volete riconciliarvi.
- Per me, sono d'accordo. - Non perdiamo tempo.
Allora avanti, signori.
Andrea... Sei molto arrabbiato, Andrea ?
Vedo da qui Ia ruga che hai sulla fronte.
Se devi ammazzarmi, almeno non farlo con tanto odio.
Hai paura ?
Che fate, Drutzky ?
E' caricata bene ? Sarebbe un peccato, se fosse scarica.
Devo aspettare che tu abbia finito di mangiare ?
Spara pure, ciliegia Piil, ciliegia meno...
Ah, mi dispiacerebbe non mangiare questa!
Mi pare che tu non pensi alla morte, in questo momento.
II mio colpo ti priverebbe della vita e non te ne importa niente ?
- Nicola BoIkov! - Non vuoi Piil sparare ?
Tenete ! Non voglio sparare. Per or a.
Tu in fondo non ami nessuno, nulla ti Iega alla vita.
Che vantaggio avrei ad anlnlazzarti or a, se non te ne importa nulla di nlorire ?
Come vuoi. II colpo ti resta riservato per il momento che preferirai.
Per il momento che sarai feIi¢:e,...
_.per il momento che ti rincresceré di morire!
Per il momento che mi rincresceré di morire. A tua scelta.
Non avrai che da presentarti e chiamare: "Sergio".
Conteremo i 12 passi, io mi metterb davanti a te e tu sparerai.
- E' nelle regole ? - Nelle regole o no, io accetto.
Bravo, Andrea !
- Non potete accettare ! - Io invece Io accetto.
Un duello cosi non si é mai visto, ne parleranno tutti a Pietroburgo.
Verrb a riprendere il mio colpo, un giorno.
II giorno in cui sarai veramente attaccato alla vita !
Quel giorno mi supplicherai di risparmiarti!
E io ti aspetterb !
Ecco, questa pallottola I'ho conservata.
Mentre il mio odio aveva voluto ritardare per maggiore crudelté...
..queI colpo che mi era dovuto, Sergio mi aveva risparmiato Ia vita.
Allora, quando avete rivisto Sergio...
Non Io rividi Piil, anzi, provai per lui un odio maggiore.
Quel suo atto generoso impediva ogni mia vendetta.
Come un forsennato, Iasciai Ia Russia e non rividi Piil Mascia.
Per due anni corsi per I'Europa cercando sollievo alla mia angoscia.
Poi, a poco a poco, si fece strada nel mio animo Ia vanité del mio odio,...
..Ia vanité della mia vita vuota e tormentata.
Signor di Valmont, vi ringrazio per cib che avete impedito stamane.
Quando si é scelto un destino,...
..bisogna avere il coraggio di viverlo fino in fondo.
E questa... é Ia storia che avete voluto sapere.
Ma perché vivete sempre cosi in disparte ?
Se cercaste di coltivare meno Ia vostra maIinconia,...
..i rapporti con Ia gente potrebbero distrarvi...
..e potreste ritrovare Ia simpatia di qualche amico.
Vi ringrazio.
E' gié sorta Ia Iuna. Guardate come brilla Ia cima del monte!
Volete venire con me, domani ?
L'ascensione non é difficile, saremo di ritorno prima di sera. Accettate ?
Presto vi annoierete con un compagno cosi poco socievole come me.
Darb ordini che ci sveglino alle sei.
Signor conte, nel salone due signore desiderano vedervi.
- Chi? Me ? - Veramente, hanno chiesto del maggiore Anickoff.
Del maggiore Anickoff ? Non capisco. Dovete scusarmi, ma...
- Allora, a domani. Siamo intesi ? - A domani.
Vorrei essere svegliato domattina alle 06:30, io e il conte Anickoff.
- Anche il signor conte ? - Si. Facciamo un'escursione.
- Fate avvertire Hans, Ia guida. Partiremo alle 07:00. - Va bene.
Anickoff ! Mi riconoscete ? Sono molto cambiata ?
- Buongiorno, Hans. - Buongiorno, signore.
II mio compagno verré subito. Com'é Ia mattinata per Ia gita ?
Non molto buona, aII'aIba Ia cima era coperta di nebbia.
- E' sceso il conte Anickoff ? - II conte é partito stanotte.
- Non ha Iasciato detto niente ? - Ha scritto dove spedire il bagaglio.
Partito ? Questa notte ? E per dove ?
- Signor di Valmontl - Di qua ! Di qua!
II cinghiale é scappato da quella parte!
- Li c'é Diana. - Non é niente, Ia portiamo al cascinale qui vicino.
- Sono arrivati quelli del principe di Rignano ? - Non ancora.
Porta qui un po' d'acqua. Che ve ne pare delle nostre cacce ?
Molto interessanti. Questi Iuoghi sono pieni di fascino.
- Versa, ragazzo. - II cinghiale vi é sfuggito.
Sara andato a imbattersi nel gruppo che era alla posta dall'altra parte.
Che vi dicevo ?
- E' stato lui che I'ha colpito. - Chi? Anickoff ?
Non so come ha fatto, gli ha sparato da cavallo. Un vero colpo da maestro.
Un colpo di Anickoff non pub essere che un colpo da maestro.
Di Valmont, voi qui! Mi fa molto piacere rivedervi.
- Ma come, vi conoscete ? - Ci siamo visti un anno fa. Non é cosi ? - Si.
Signori, a cavallo, se vogliamo essere a Roma in tempo!
A cavallo, andiamo!
Signor di Valmont, sono veramente contento di avervi incontrato.
In queII'occasione sono sparito cosi d'improvviso.
- Abitate a Roma adesso ? - Si, da circa sei mesi.
Una villa fuoriporta a San Sebastiano.
Vi ho trattenuto perché volevo dirvi che non saprb mai darmi pace...
..finché non mi avrete detto di scusarmi per Ia mia improvvisa...
Anzi, dovrei dire: "Per Ia mia villana partenza".
Siete gié scusato.
Avvenne un fatto quella sera, quando ci Iasciammo. Ricordate ?
Voi salivate Ia scala, io invece mi dirigevo verso I'atrio...
..dove, ad attendermi, c'erano due signore.
Le riconobbi subito: erano Antonietta e sua madre.
Anickoff ! Oh, Anickoff ! Come sono contenta !
- Mi riconoscete ? - Certo. - Quanto tempo é passato !
- Mi trovate molto cambiata ? - Per nulla, anzi!
- Buonasera, Antonietta. - Ma, Antonietta !
Hai tanto voluto venire e adesso non dici Piil nulla ?
Lei si che é tanto cambiata. Ricordate quant'era vivace ?
- Una bimba tanto vivace. - Gié.
- Ma or a si avvia a diventare una signorina. - Ma come é bello qui !
- Molto Piil bello che nel nostro albergo ! - Non volete accomodarvi ?
Scusatemi, ma non so Piil se posso chiamarvi Antonietta.
Sono venuta per parlarvi.
Cosa state bisbigliando ? Come é diventata strana questa ragazza !
C'é un'aria cosi buona da queste parti !
Abbiamo saputo per caso che eravate qui...
..e lei ha voluto venire subito a trovarvi.
"A quest'ora ?", ho detto. Antonietta ha sempre avuto un debole per voi.
Oh, il té in un samovar! Ma che bella sorpresa !
E poi, cosi Iontano dalla nostra Russia !
Sianlo proprio delle foglie sbattute dal Vento, non e vero ?
- Avete viaggiato molto, vero ? - Si, tanto. Troppo.
- Antonietta é tanto malata. - Dammi. Servo io il té.
Certo, cara, grazie ! Cosi ti rendi utile a qualche cosa.
Avevate ragione, ormai é diventata quasi una signorina.
- Oh ! Mi hai versato il té addosso! - Scusa, non ho fatto apposta.
Come si é ridotto il vestito nuovo ! Se Io sapesse Ia zia Anastasia !
La cameriera potré smacchiarlo, non é vero, Anickoff ?
Ma si, certamente. Venite, signora, vi prego.
- Dite che si potré smacchiare ? - Certo. Ecco, signora.
Mi é successa una piccola disgrazia.
Cosa significa tutto questo ?
Volevate che restassimo soli e mi pare che ci siate riuscita.
Dovete parlarmi ? Avanti, allora, cos'é questo grande segreto ?
- Antonietta, che vi succede ? - E' inutile, non mi perdonerete mai.
Dovete essere stato cosi infelice, in questi due anni!
- Non vi capisco. - Ho tanta vergogna, non so come cominciare.
Se voi sapeste... Mascia...
Forse vostra madre ha bisogno di voi. Ed é meglio che vi accompagni.
Ero tanto bambina, allora !
E voi mi trattavate con tanta indifferenza !
Ma dopo sono stata tanto male!
La mamma credeva che fossi ammalata, ma solo io sapevo quello che avevo.
Era questo: avevo distrutto Ia vostra felicité.
Insomma, di che cosa parlate ?
Se volete parlare, fatelo. Vostra madre saré presto qui.
Mascia mi aveva incaricato di consegnarvelo...
..queIIa sera della scampagnata, due anni fa.
Mascia vi amava e credo che anch'io fossi un po' innamorata di voi.
Ero tanto gelosa di Mascia !
Prima di partire, I'ho rivista. Ho capito che vi ama ancora.
Vive a Kiev con sua madre, non vede nessuno, é infelice !
Vi ha sempre voluto bene, vi aspetta !
Presto ! Frusta !
Ehi, gente ! Non c'é nessuno qui? Come tutto é cambiato !
Nonno ! Macché... Bambino, non é qui che si cambiano i cavalli ?
Papé, c'é un signore che ha fretta.
Vengo subito. Intanto volete bere qualcosa ? Dora ! - Eh ?
- Da' da bere al signore, io intanto cambio i cavalli. - Bene.
Dora, non mi riconoscete ? Ero qui due anni fa per Ie manovre!
Si, mi pare. Se volete bere, entrate.
- Ehi, Pietro ! - Prego, venite avanti.
Pietro, fai cambiare i cavalli e poi avvertimi !
Accomodatevi. Adesso faccio entrare un po' di Iuce.
- Cosa vi do da bere ? - Quello che volete.
Vassilj, da bravo, aiutami, tieni il vassoio.
Che bella veduta, vero ? Quella |3ggiil e Kiev.
- Non c'era una vite, una Volta, I5 ? - Si, é Vero.
Col gelo si é seccata. E' stata un'annata, I'anno scorso!
La neve era alta cosi, non si poteva uscire dalla porta.
- Qui c'é della vodka, ma se avete tempo, vi preparo del te. - No.
Allora vi darb questa vodka. E' speciale !
Ma voi siete il maggiore Anickoff, quello che giocava sempre a biIiardo!
Chissé dove avevo Ia testa ! Venite, eccellenza, non state qui al buio.
- Mi fa piacere vedere un signore come voi. - Mamma, mamma...
Petrouschka, non gridare, non vedi com'é buono Vassilj ?
- Tommaso, vieni a vedere chi c'é! - Mamma, guarda ! "Bum bum"!
- Oddio, cosa fai ? Lascia stare ! - Non abbiate paura, non funziona.
- Siete sicuro ? - Si, é rotta ed é scarica.
- Levategliela di mano. - Dammi, caro. - Grazie, eccellenza.
- Cosa bevi ? E' buono ? - Si, ma non é per te.
Petrouschka, non dare noia al signore ! In castigo!
Mi hai chiamato ? - Velo ricordate ? E' Tommaso, il cameriere.
L'ho sposato ! Dove hai Ia testa ? Non riconosci sua eccellenza ?
- Come no ! - Su, saluta !
- Cosi siete venuto ad aspettare il vostro amico. - Petrouschka, vieni.
Saré qui a momenti. Ha detto: "Ripasso il sette", che é oggi.
- Di chi parlate ? - Del principe Drutzky!
Drutzky ? Deve passare di qui ?
Un mese fa era qui, andava a Kiev per servizio e ha detto:...
.."0ggi é il sette, il sette del mese venturo ripasso".
Appunto ! Oggi ne abbiamo sette!
- Eccellenza, i cavalli sono pronti. - Un momento. - Devo aspettare ?
Un signore cosi allegro come il principe non I'ho mai visto.
- Loro erano sempre insieme ! - Non ho mai visto due amici come Ioro!
Che spavento ci avete fatto passare, quando vi siete bisticciati.
Proprio Ii, al biliardo. Come eravate inquieto quella sera.
II principe invece per niente. Disse: "GIi passa, vedrai."
"Come pub succedere qualcosa con un'amicizia come Ia nostra ?".
Ha passato tutta Ia sera a dire che in fondo avete un cuore d'oro.
Credo proprio che avesse ragione.
Siete proprio sicura che passeré di qui il mio amico ?
Certo ! Dovrebbe essere gié arrivato. Vedrete che non tarderé.
- I cavalli ? - Falli staccare, aspettiamo il principe Drutzky.
Presto, vieni gif! ad aiutare Pietro per i cavalli.
- Cosa guardi ? - Guardo quel paese Ié.
Quel grosso paese si chiama Kiev. Ci sono stato con mamma.
- Ah, si ? - Perché Io guardi sempre ?
- Perché quando arriverb Ié, sarb felice. - E perché non ci vai ?
Perché per essere felice del tutto...
Bella ! Cos'é ? E' d'oro ? Me Ia dai?
Non posso, devo darla a quel signore che passeré da qui.
E devo chiedergli scusa, perché quel signore é mio amico!
Sono tenente e rimarrb tenente per tutta Ia mia carriera !
Fra qualche anno, mi chiameranno semplicemente "II Tenente".
- Siamo al bivio, svolta a sinistra. - Non passiamo dalla Iocanda ?
- II capitano ha fretta. - Mi spiace obbligarti a fare un'aItra strada.
Entreremo in citté dalla parte della tua caserma.
- Cosa vi preparo per Ia cena, eccellenza ? - Niente, niente.
Vedrete che il principe saré presto qui.
Ma guarda quel monello dove si é addormentato !
- Lasciatelo stare. - Vi metto qui il Iume.
- Buonasera, eccellenza. - Buonasera.
- Rimani a disposizione del capitano. Addio, Alessio. - A domani!
- Si é poi sposato Adriano, il cuoco ? - Si, ma é Io staffiere.
Si bisticcia gié con Ia moglie ?
- Buonasera, eccellenza. - Buonasera. La contessa é in casa ?
- E' di sopra, Ia chiamo subito. - Grazie.
- Buonasera, Eccellenza. - Buonasera. Dove vai con quel Iume ?
- Maria Nicolajevna ! - Buonasera ! - Ho avuto una nuova Iicenza.
- Questo é per Ia camera grande. - Avete un colorito meraviglioso.
Sua eccellenza vuole scherzare. Questo é per il piccolo boudoir.
- Qual é il Iume per Ia biblioteca ? - Questo. - La signorina Mascia é I5 ?
Si. Oggi dé Iezione ai bambini poveri del quartiere.
Va bene. Grazie.
Buonasera, contessa. Ho trovato un'occupazione, Io porto a Mascia.
Sergio, vi ringrazio tanto di essere venuto.
Credete che anche Mascia saré contenta ?
Mascia non dice nulla, ma in cuor suo é contenta.
Signorina, signorina...
Io I'ho disegnato bene il fiore.
Quando avrete disegnato il fiore, faremo Ia casetta.
Dove poso il Iume, eccellenza ?
Sul tavolo, naturalmente.
Ssh.
- Mascia ! - Sergio, siete voi !
Ma avete sbagliato, quello é il posto del primo della classe.
Mi considerate dunque cosi poco ? Guardate che capolavoro !
Su, bambini, é tardi, andate a casa.
Mamma, vi rincrescerebbe distribuire i pacchi, questa sera ?
- Posso aiutarvi ? - No, stasera aiuterete Ia mamma.
Io... io... torno subito.
- Mascia, anima mia, che fai ? - Questo... no!
E questo... neppure!
Questo mi invecchia.
E questo ? Forse questo.
Guardami, Maria. No, stai Ii!
- Guardami ! Ti piace ? - Si, é tanto bello !
- No, non mi piace Piil. - Perché ? - Non so cosa mettermi.
Sono due anni che non mi faccio un vestito.
- Ma se ce n'é tanti qui! - Forse quello nero!
- Che ne dici ? Tutta di nero con una rosa nei capelli. - Si!
- No, quello bianco, il Piil allegro di tutti. E' il Piil bello. - Certo.
- Maria, fa' presto, vieni qui! - Un minuto, c'é un tale disordine...
- Lascia stare e vieni qui! - Un momento!
- Avverti Anastasia, che prepari per il pranzo. - Lo sa gia.
Appena arriva, tutti in casa Io sanno.
Tutti gli vogliono bene, é cosi simpatico !
Ne siete tutti innamorati. Maria, vergognati.
- Non dovrei essere Ia sola a vergognarmi. - Brutta pettegola !
Non mi importa niente di lui. Mi é completamente indifferente.
Si, indifferente.
Indifferente...
0 forse... chissé...
- Mascia, sei sparita aII'improvviso. - Non sono Piil bella cosi ?
- Sei bellissima, cara. Ma che hai fatto ? - Lascia, ci penseré Maria.
- Ha fatto un tale disordine. - E' vero ? - Ma si, cara.
Non sai che piacere mi fa vederti finalmente contenta.
Mi pare come se finalmente fosse entrata un po' d'aria in questa casa.
La prima Volta che é venuto Sergio, due nlesi fa,...
..non Io vedevo da due anni, dal tempo di Andrea.
Appena mi ha visto, mi ha detto: "Dovete sposarmi !".
Io non ho saputo cosa rispondergli.
Mi pareva impossibile, vivevo cosi sola, dopo Andrea.
Allora ha detto: "Fra un mese ritorno".
II mese scorso é tornato e mi ha chiesto di nuovo: "VoIete ?".
Io... Che sciocca sono stata ! Gli ho detto di no.
Quanto mi sono pentita, dopo.
Poi ha detto: "Fra un nlese tornerb per Ia terza Volta".
Temevo che non tornasse!
E se ora si é stancato e non mi dice Piil nulla ?
Mi ha appena chiesto se non avevo nulla in contrario alla vostra unione.
- Oh, Mascia... Mascia, che splendore ! - Vi piace ?
Vi piace ? Allora volete che Io metta per Ia festa ?
Per il fidanzamento ci vorré una bellissima festa,...
..una festa meravigliosa.
Venite con me.
Da quanto tempo non si apre questo Vecchio salone !
Subito una festa con tanti invitati, tanta musica, tanta Iuce !
Aiutatemi ad aprire ! Aprite !
- Vi piacerebbe domani ? - Forse é troppo presto.
- Ma ho solo pochi giorni di Iicenza. - Allora domani. Meglio, subito!
Oh, ballare, ballare, ballare !
Mascia, che avete ?
Sono stata tanto infelice, questi due anni, ma or a basta.
Dovete aiutarmi a essere felice. Sento che con voi sarb felice.
Andremo ad abitare a Mosca ! Dobbiamo essere felici, tanto felici.
Entrai in citté nel tarda pameriggia.
La mia felicité nan aveva nulla di ansiasa. Mascia mi ama va !
Vaga va alla ricerca della sua casa e mi sentiva leggera.
- Ehi, amico, sveglia ! - Carrozza, eccellenza ? - No.
- Hai mai sentito nominare... - Andrea, non mi riconosci ?
Alessio ! Non sei cambiato affatto, tranne i gradi, che sono fiammanti.
- Se tu sei qui, dov'é Sergio ? - Come ? Non sai ? Vieni con me!
- Dove ? - Come, dove! Da Sergio!
- Ma qui c'é una festa. - Lo credo bene.
- E' Ia casa di Sergio ? - No.
II signore é con me.
Aspetta qui, vado a cercare Sergio.
Oh, scusate.
- Sergio! - Auguri di felicité a voi e alla vostra fidanzata.
Grazie di essere venuto, ammiraglio. Buonasera.
- Sergio! Sergio! - Tu... tu qui?
Ieri alla Iocanda ti ho aspettato tanto.
Ci siamo Iasciati in una circostanza piuttosto strana.
Ti assicuro che sono contento di vederti felice.
Perb quel giorno hai dimenticato una cosa.
- Tu invece non hai dimenticato. - Io ? - Vieni.
- Bella serata, principe ! - Certo. - Che hai? - Non qui. Vieni.
- Tu non hai dimenticato. - Cosa ? - E non sei nemmeno mutato.
Riconosco Ia tua fredda ostinazione, il tuo diabolico orgogIio!
Hai aspettato due anni che io fossi felice e sei tornato proprio stasera !
- Hai scelto bene il momento. - Sergio, ti inganni.
Ho accettato Ia tua proposta. Stavolta tocca a te, come d'accordo.
Conteremo 12 passi e tu sparerai il tuo coIpo,...
..ma io non ti pregherb di risparmiarmi.
Puoi adoperare anche questa, se ti fidi.
Anch'io ti riconosco, sei sempre spavaldo.
Non crederai che abbia paura, spero.
Sei sicuro di non avere paura ? E vorresti turbare cosi questa festa ?
- Stanno suonando Ia polka. E' rumorosa, approfittane. - Certo.
No, in questo caso preferisco Ia mia.
Peccato perb che non sia caricata con noccioli di ciliegia.
Sergio ! Sergio !
Lasciaci, Mascia.
Quest'uomo ha reso infelice Ia mia vita. Non voglio che ti porti via.
Andate via ! Andate via ! Vi odio !
Sergio, ti aspetto allo stesso posto dell'altra Volta all'alba,...
..se non sei un vigliacco.
Scusate.
Sono cosi contenta, per te e per Mascia.
Mascia ha tanto sofferto, ma per fortuna é una cosa finita.
Eccoli.
Permettete ?
Sergio, ho paura per voi. Perché non volete parlare ?
Qui, in mezzo alla gente ?
Perché ha detto: "Allo stesso posto dell'altra Volta" ?
- Cosa c'é fra voi ? Parlatel - Fate attenzione, ci guardano.
Dove vi aspetta Andrea ? Ho paura. Non voglio questo orribile duello.
- Avete capito ? - Ornoloff !
Buonasera. Non ti avevo ancora visto.
- Mascia, non avevate promesso questo valzer al mio amico ? - Si.
Sarei felicissimo.
Siete pensierosa. Forse Ia musica ?
Certo, in fondo a ogni felicité, c'é sempre un po' di malinconia.
Scusatemi, sono un po' stanca. Vorreste accompagnarmi a sedere ?
Vi rincrescerebbe andare a dire a Sergio... E' un gioco fra noi.
Dite che se lui non vuole parlare, I'aItra persona parleré.
Subito.
Uscita can l7mpassibile speranza di tra varmL...
..Mascia mi cercd tutta la natte per chiedermi di risparmiare Sergio.
L bssurdité dell Tmpresa inizid ad apparirle...
..dapa che ebbe visitata tutti gli alberghi della citté.
Can il passare del tempo le veniva mena la speranza.
Erré perfino nei quartieri pic? unrili cercandonri a casa-
Valeva travarmi a agni costa prima dell Galba, ara del duella.
Ma I blba era armai vicina.
Il giarna era armai venuta e can essa I 'ara dell7ncantra.
Farse era gié trappa tardi.
Mascia riprese a carrere, a camminare senza meta,...
..senza sapere casa stesse facenda, came una farsennata.
Su, Nicoletta, se vogliamo andare alla messa.
E' tardi ? Oh ! Che cosa fate qui ? Che cosa avete ?
- Su, andiamo ! Certo che é tardi. - Hai visto quella donna ?
E' tardi, sono Ie 07:00 !
Fortuna che Ia chiesa non é Iontana, ma é gié giorno da un pezzo.
Andrea ! Andrea... non siete andato ?
- No. - Perché ?
- Addio, Mascia. - Andrea! - Ssh.
Un momento... Grazie, siete stato generoso.
Ho girato tutta Ia notte sperando di incontrarvi...
_.per supplicarvi di risparmiare Sergio, e voi non eravate andato.
- Gli volete molto bene ? - Ancora un momento.
Presto saremo arrivati a casa e ci dovremo Iasciare.
Quando ho perso Ia speranza di incontrarvi, sono entrata in chiesa.
Ho pregato, ho pregato... e voi eravate Ii.
Perché non siete andato ? Per me, vero ?
Perché mi volete un po' di bene.
Anch'io ve ne ho voluto, tanto!
Posso dirvelo, or a che e tutto finito e che devo sposare Sergio.
- Addio, Mascia. - Si, é meglio. Addio.
Oh, Andrea ! Perché non siete tornato prima ?
- Mascia... - Perché non siete tornato in tempo ?
Antonietta, per una gelosia di bambina cattiva,...
..soIo Ia settimana scorsa mi ha consegnato il vostro biglietto.
II mio biglietto ? Quale ?
Quel biglietto che mi scriveste Ia sera della scampagnata.
- Non I'avevate mai ricevuto ? - No, mai. - 0ddio!
Me I'ha consegnato solo Ia settimana scorsa.
Come un pazzo ho percorso 600 miglia ammazzando i cavalli...
_.per arrivare in tempo da voi.
Ma quando sono arrivato...
Bastava un giorno, bastava che giungeste un giorno prima !
Bastava che giungeste ieri ! Solo ieri ho dato Ia mia parola a Sergio.
Se mi amate davvero, cosa volete che conti Ia parola ?
No, Andrea, ho dato Ia mia parola e Ia devo mantenere.
Ci dobbiamo Iasciare.
- Partirete ? - Si, oggi stesso.
Addio.
- Addio, Mascia. - Addio.
Mascia ! Mascia ! Mascia !
Li, sul Ietto.
Faccio un po' di Iuce.
Andrea... Andrea!
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