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Original subtitles

Lo posso.

Paul, svegliati.

Paul,

svegliati. Paul!

Paul, mi riconosci? Sono Carlo.

Paul!

Paul, dov'è la mamma?

Paul!

Paul, devi dirmi dov'è la mamma, è importante!

No, non lo faccio, non la volevi? Il fuoco l'ha distrutta, il marito con lei.

Mi dispiace. Mi lasci.

Abbiamo appena fatto irruzione nel palmento. Della droga non c'è la

traccia. Sapevano tutto.

Stia zitto!

Un giorno la vincerà la sua guerra, colonnello.

Ma sarà il giorno più brutto della sua vita.

Perché scoprirà di essere diventato come i suoi nemici.

Non si riconoscono neanche.

Non è stato un incidente, vero?

Qualcuno ha spinto l'auto nel burrone.

Perché?

Perché? Non riesci a immaginarlo, assessore.

Eppure lei e il barone eravate molto amici.

Che cosa vuol dire?

Che lei sa bene con chi.

Altamura era in affari. Lei cosa vuole insinuare?

Lei chi vuole difendere?

Io voglio difendere la memoria di Francesco Altamura.

Lui aveva un sogno, colonnello.

Aveva girato tanto, aveva visto il mondo.

Ma diceva sempre a Sicilia potrebbe essere il paradiso.

Chi vuole il paradiso in terra finisce per fare parti col diavolo.

Basterebbe ristabilire la legalità.

Se lei vuole può fare molto per questo, Assessore.

Ma occorre fare chiarezza, presto. Non è tempo di ambiguità di mezze misure.

Oggi hanno colpito Francesco Altamura, domani potrebbero colpire molto più in

alto.

Francesco... Meglio che la tenete.

Vi fa freddo.

Dove sono? Dov'è Francesco?

Dovete stare tranquilli.

Qui siete al sicuro.

Nessuno vi trova.

Ma perché sono qua?

Chi mi ci ha portato?

Se avete fame, andate a mangiare.

Tornerò presto, vi porterò altre cose.

È stato mio marito a ordinartelo.

Perché mi vuole tenere qua?

Vostro marito non può più farvi del male.

Non capisco che vuoi dire.

Aspetta, non andartene!

Ti prego, aspetta!

Che cosa sta facendo?

Sembra evidente.

Ho dato la dimissione e parto. E crede con questo atteggiamento di riportare

Barbara in vita?

Lei vuole punirmi? Bene. Le offro io l'occasione per farlo. Mi dimostri

quanto poco valgo.

Concluda lei le indagini. Trovi gli assassini di Barbara.

C'è Paul, c'è il bambino. Che cosa gli racconterà?

Che sua madre è stata uccisa ma lei non ha voluto trovare gli assassini perché è

stato convolto da uno stupido scatto d'orgoglio. Noi non possiamo fermarci

adesso. Quelli hanno compiuto un errore grave.

Quei vigliacchi hanno compiuto un errore molto grave. Se lei molla adesso la

morte di Barbara sarà stata inutile.

Resterò. Ma soltanto alle mie condizioni.

Parli.

Voglio carta bianca.

L'avrà.

Aspetti.

Questo non significa che ho cambiato idea sul suo conto e sulle mie

dimissioni.

Le ripresenterò alla fine in ogni caso.

Le sue opinioni su di me sono irrilevanti.

Faccia il suo lavoro. Non le chiedo altro.

Lei riesce a dormire la notte, colonnello?

O non le importa niente di averla mandata a morire?

È una cosa grave quella che mi chiedete.

Non posso ragionare con questa babbele. Maggiore, fatemi la cortesia. Fateli

stare zitti.

Il procuratore risponderà tra voi. Seguite.

Procuratore!

Dottore, io comprendo il vostro imbarazzo nel firmare quei mandati.

Ma quello che è accaduto è un fatto troppo grave.

Assessore, lei ha ragione.

Ma sono io che devo assumermi la responsabilità di mandare a comparire

persone onorate che versano i loro nomi in pasto alle farneticazioni dell'ultima

canaglia che scrive su un giornale.

Altamura era uno dei migliori rappresentanti della nostra classe

dirigente. Uno di noi.

E noi non possiamo tollerare quello che è accaduto.

Soprattutto in questo momento.

Con le elezioni alle porte.

Se tolleriamo ora non li fermeremo più.

Mi faccio protocollare immediatamente.

Signor Procuratore, è confermata la tesi dell'omicidio? Non confermo e non

smentisco. E adesso scusatemi.

Signor Covallero, Maggiore, seguitemi. Assessore, come commenta la morte del

suo amico? È un delitto di mafia.

Lei ha detto bene.

E voi tutti mi siete testimoni che fino a ieri io non l'ho mai pronunciata

quella parola.

Mafia. Mi rifiutavo di ammetterla nel vocabolario dei siciliani onesti.

Ma ora devo gridarla forte come un allarme, anche se mi costa un grande

dolore. Ma in concreto che cosa farà?

Se sarò eletto io proporrò in Parlamento leggi speciali e l'invio di nuove forze

di polizia e carabinieri.

E appoggerò il discusso progetto di legge urbanistica che taglia l'erba

sotto i piedi alla speculazione, che fornisce capitali e copertura a questi

banditi. Ma che sta dicendo?

Assessore, mi perdoni, lei ha sempre osteggiato quel progetto. Come mai ha

cambiato idea?

La legge urbanistica è un rimedio estremo, brutale.

che contraddice i miei ideali in campo economico, ma di fronte alla morte di un

uomo come Francesco Altamuro non c'è più spazio per gli ideali, sono diventati un

lusso. Perché siete stati convocati, avvocato? Per la morte del barone

Altamuro e di sua moglie. Una domanda, avvocato, per favore. È vero che il

vostro fratello si è sassato di essere in affari con la mafia? Come vi

difendete?

Quanto è stato a casa?

Mi convoca in caserma come fosse un delinquente qualsiasi. Che cosa

significa questa sceneggiata, signor capitano?

Conosce quest'uomo?

L'ho visto qualche volta.

Faceva l'audito in casa del compianto barone.

Mi sembra.

C'è giunta voce che farla assumere dagli Altamura è stata una sua

raccomandazione. Può essere, raccomando tanta gente, cerco di aiutare il

prossimo. Ma non ho l'abitudine di frequentare gli autisti.

Quest'autista, come lo chiama lei, ha una lunga lista di precedenti penali.

E guarda caso il palmento dove c'è stata segnalata una raffineria di droga.

Si trova in un terreno che appartiene proprio a lui.

E perché me ne viene a raccontare a me queste cose?

C'è che questo signore se le faccia spiegare da lui.

Lo stiamo già facendo, non si preoccupi.

Quest'uomo lo conosce?

Non so chi sia.

Non l'ho mai visto, almeno non mi ricordo.

Conosco tanta gente.

Forse queste la possono aiutare.

E si vede come era sfuggito.

È un francese, mi sembra.

Un rappresentante di Fertilezzante.

Non mi ricordo neanche come si chiama. Si chiama Didier Martin.

Anzi, si chiamava dato che è morto.

Morto? Sì, ma ha fatto in tempo a raccontarci molte cose interessanti.

Era un esperto nella raffinazione dell'eroina e si trovava in Sicilia per

organizzare una raffineria di droga per conto di un gruppo di persone... Ma se

ne sa tante cose perché le viene a chiedere a me?

Se lei pensa che io sia coinvolto in questo fantomatico traffico di

stupefacente perché non mi fa restare...

Io invece penso che lei non sappia molto.

E soprattutto che non abbia prove.

Sta furreando di fantasia, vero capitano?

Dove sono questi suoi presunti informatori? Eh, li tiri fuori. Eh, li

tiri fuori e mi metto a confronto con... Non faccio l'arrogante con me, avvocato.

Io la capisco, capitano.

Al suo posto io forse ci metterei la stessa passione.

Ma perseguitare dei galantuomini non le servirà a riacquistare quello che ha

perduto. Lei è sconvolto dalla morte della baronessa, lo ammetta.

Io non le darò quest'arma, avvocato.

Lei uscirà di qua come c'è entrato.

Voglio che vada con i suoi piedi in tribunale.

Io la manderò sotto processo, glielo giuro.

Non dovreste agitarvi, siete ancora troppo deboli.

Che cosa vuoi da me, eh?

Vuoi soldi?

Rispondi, ti ho fatto una domanda.

Voglio un riscatto.

Ma perché non avete preso, signora abbandonessa?

Non avete mangiato?

Lo so che non è il cibo a cui siete abituati.

Quando ci sarà più calma, vi porterò qualche cosa di meglio, ve lo prometto.

Così vi potete cambiare.

Mi ho preso dal vostro guardarolo.

Prima di venire a casa vostra non avevo mai visto di vestiti così belli addosso

alla donna.

Non ci faccio niente.

Io non voglio vestiti, voglio uscire di qua.

Dov'è mio figlio?

Come sta?

Bene sta.

L'hanno messo dai preti.

Nel più bel collegio che c'è in città.

Ma voi a vostro figlio non ci dovete più.

Voi è come se siete morta.

Che stai dicendo?

Io vi ho salvato.

Ma nessuno lo deve sapere, altrimenti siete morta davvero.

Adesso voi siete viva soltanto per me.

Possibile. Qualcuno l'avrà vista. Qualche traccia.

Cos'è questa donna? Un fantasma? Se Augusto Altamura era un fantasma, l

'avevamo già trovata, capitano.

L'abbiamo cercato dappertutto, abbiamo interrogato chiunque, parenti, amici,

conoscenti. Niente di niente.

Lui Mondello?

Per lui ancora peggio.

Si capisce che molti sanno dove si nasconde, ma... Ma nessuno lo vuole

raccontare ai carabinieri.

La solita storia.

Continuare a cercarli tutti e due.

O sono responsabili dell'assassinio, o sanno qualcosa che non vogliono dire.

Nessuno sava pronunciare ad alta voce il nostro nome.

E ora siamo su tutti i giornali. E quel minchione di cinesi che va dicendo in

giro che vuole ripulire la Sicilia.

Ma dimmi una cosa, non lo faceste tu assessore? E poi c'è sto capitano dei

carabinieri che si permette di metterti sotto inchiesta.

Ci avevi detto che di questo banchiere ci potevamo fidare e si scopre che la

moglie è una tragediatrice.

E questo Turi, che ci aveva messo da guardia un barone, con me, che ci voglio

scippare un giorno, chi è me mano?

Io ci ho messo un mare di soldi in questo affare e li rivolgo tutti

indietro con l'interesse.

E credo di parlare a nome di tutti.

Sì, sì, sì, sì, sono stati fatti degli errori. Questo non lo voglio e non lo

posso contestare. Ma alla fine quello che dobbiamo giudicare è il risultato.

Il risultato è capessimo i soldi e pure la faccia. Non è vero.

Non è vero. La morfina a base è stata quasi tutta raffinata. La merce adesso è

nelle nostre mani, pronta per essere venduta. I carabinieri sono rimasti con

un pugno di mosche. Il chimico francese e il barone sono morti. E a noi che ce

ne fotte? Il capitano si diverte ad interrogarmi e lasciamolo fare.

Non ha uno straccio di prova.

Ma il capitano ha la protezione del tuo cinese. Quello onorevole non lo

diventerà mai.

Se non ce lo facciamo diventare noi.

E poi c'è un modo per farli contenti tutti quanti.

Vogliono un colpevole e noi glielo daremo.

Quando troveranno Turi morto o ammazzato con un po' di rovina addosso, si

metteranno l'anima in pace.

E noi faremo girare la voce che a punirlo sono stati gli uomini d'onore,

perché sono contrari alla droga e sono più bravi dei carabinieri a mantenere l

'ordine.

I figli di buttana hanno rivoltato tutto il paese.

Quando sono arrivati qua stava partorendo una vacca.

Ci dice se mi davano una mano a far nascere il vitello e se ne sono andati

con la faccia schivata.

Quella, Turi, gente di città è... Sei stato bravo, Nino.

Il francese mi disse che con uno di questi se ne possono accattare almeno

cento di vacche, vero?

E noi tutto l'avvocato ce lo dobbiamo dare.

Non ti preoccupare.

Avremo la nostra parte.

E chi lo decide quant'è?

Turi, glielo devi dire all'avvocato che se i carabinieri ci trovavano con questa

roba, noi vent'anni di galera ci facevamo. Nino!

Lo so io quello che ci debbo dire all'avvocato.

Ma che?

Ancora non è arrivato?

Noi andiamo a vedere l'altro cancello, mi raccomando, accogliamolo con tutti i

riguardi. Quando ci ha portato la merce, lo sistemiamo.

Tranquillo.

Speriamo che si muove, che io battessimo le mie nipote.

Minghia, prima un funerale e poi un battesimo. E che vuoi? Chi sta a vita

disgraziata? Ma lo sai?

Un poco mi dispiace spararci a tutti. E perché?

Ci fece soldata a Milano.

Certefimile a Milano, che bando te le può suonare?

Ora questa che si chiama Cecilia, ma oggi mi faceva morire.

Non vi faccio niente.

Nino! Nino!

Nino!

Nino!

Niente ti faceste, niente ti faceste, niente!

Niente ti facesti!

Vetti alla pazzaro, è colpa tua che sto solo mi ha arrestato.

Non ha pianto, non ha pianto niente.

Mangia da solo, non vuole parlare né con me né con gli altri bambini dell

'istituto.

Don Pietro mi ha detto che ti hanno spiegato tutto.

Non è stato un incidente, Paul.

Ma qualcuno li ha voluti uccidere.

Gente cattiva.

Criminali.

Persone che tua madre ci stava aiutando a far arrestare.

Ti voglio dire anche un'altra cosa.

Ti prometto che quelle persone finiranno in galera.

E non avrò pace finché non saranno punite. Non mi importa di quello che

farai. Mamma e papà sono morti per colpa tua.

Hai ragione.

È stata colpa mia.

Don Pietro ha detto che mi devi far vedere delle cose.

E io ti devo dire se sono di mamma e papà.

Solo se te la senti.

Se vuoi.

Dove sono?

Sarà di papà.

E questo era di mamma.

Che cosa c'è?

Paul? Voglio andare via.

Aspetta, che cosa c'è?

Aspetta! Ho detto che voglio andare via! Aspetta, aspetta! Va bene, va bene.

Adesso chiamo Don Pietro.

Pronto?

Sì, glielo passo subito. È il prete dell'istituto.

Buongiorno, Don Pietro.

Si è messa in camera sua.

Dice che vuole restare solo.

Borghi, vieni qui!

Fermati!

Calmati!

Fermati! Basta!

Basta!

Che cosa è successo? Eh?

Perché si è scappato?

La mamma è viva. Io lo so.

Vorrei che fosse come dici tu.

Quegli orecchini non sono di mamma, sono di Augusta.

Manca quello che la povera signora portò alla festa.

Quello di organza bianco con le rose nere. E anche quello nero con le

paillette e quello rosa plissè.

Chi può aver preso degli abiti di sera?

Io non tocca mai niente, nemmeno uno spillo. Nessuno la sta accusando.

Piuttosto mi dica se manca qualcos'altro.

Qua ce n'era una pila alta alta.

Hai idea se qualcuno della servitù può aver preso queste cose?

No, qua ci stava solo gente fidata. E poi magari su quei vestiti così belli

qualche carusa ci poteva pure mettere l'occhio. Ma i libri? Erano pure scritti

in straniero. E chi se li pigliava?

Dell'autista? Turi? No, lui no.

Cosa mi sa dire? Per carità.

Perché così sicura?

Lo conosceva bene?

No, ma non dovete pensare che è stato lui a rubare.

Casomai era lui che metteva in riga tutti.

Che significa?

L'autista mi metteva in riga?

No, così, per dire che era il più onesto di tutti, onestissimo. E poi per la

signora aveva un rispetto speciale.

Pensi che una volta a un garzone che si permise una sconvenienza su di lei, per

vire quello scandalo, Gesù che dissi.

Che cosa ha fatto al garzone?

Gli diete una lezione, che quello non si permise più un fiato.

Santino, fascia d'addontore.

E ora che succede?

Niente, che vuoi che succeda? Si metteranno d'accordo e tutti amici come

prima. Sì, ma la ragazza non è più come prima.

Sono contento che sei venuto, Durio.

Così possiamo parlare con calma, da uomo a uomo.

E siete?

Lo so, ci sono stati...

Tanti equivoci tra noi, incomprensione. Ma ora bisogna rimediare.

Ognuno ammettendo i propri torti, ognuno impegnandosi a ripararli.

Io ero venuto a portarvi la merce e a fare l'ultimo gramma per riconsegnarlo.

E mi sono trovato davanti a gente armata.

I capi delle famiglie erano molto in collera con te.

Ma io ora ho chiesto alla commissione di sospendere la pena, di perdonarti e di

riammetterti nella famiglia.

Tutto questo se ci consegnerai la merce e quel libretto nero che teneva il

barone. Il libretto è andato bruciato con il barone.

Meglio così.

Anch'io voglio che la cosa sia giusta.

E nell'interesse mio è vostro.

Ma non credo di domandarvi troppo se vi chiedo di farmi vedere mia sorella.

Vito!

Chiamo mio fratello Carmine.

E digli di venire qua con la ragazza.

Ecco la nostra Teresa.

Come vede sta bene.

Teresa.

Io la droga ve la riporto per come l'ho trovata, intatta.

Mia sorella è levanata per sempre.

Tu ci hai ammazzato due uomini.

Per me il conto torna solo se a questa storia ci mettiamo il reparo.

D'altra parte, l'ho detto con scienza, un uomo d'onore deve sapere riparare i

suoi torti.

Vi riporto la droga il giorno in cui vostro fratello si esposa a mia sorella.

Ma che dice questo?

Il caldo da dare alla testa.

Se ci riflettete capite che l'unica cosa da fare, quando saremo diventati

parenti, saprò anche che non c'ho più bisogno di guardarmi alle spalle dalla

mattina alla sera.

Ma lo sente questo peggio?

Che sta dicendo?

Quello che dice tu è logico. Ma che sei, impazzito? Sta zitto.

La ragazza è stata offesa e tu ora devi ripararla.

Di Turi non so niente.

E mio figlio ci disse, fu una disgrazia. Certo.

Suo figlio si è infilato un coltello in pancia da solo.

Lei ha perso già un marito e un figlio in questi strani incidenti.

E' già stato versato molto sangue.

E molto se ne verserà se non riusciamo a trovare Turi.

Io le posso dare giustizia, signora.

Se ne fosse, mi lasciassi andare a pace.

Non avete mangiato nemmeno oggi.

Voi dovete mangiare.

Mangiate un po' di carne.

Su.

Mangiare non sai dire altro.

Come vuoi che faccia.

Non hai nemmeno un coltello con cui tagliarla, questa carne.

Non pretendi che la morda come una bestia.

Chissà, magari tu sei abituato così.

Se vado domangiata.

I vostri nemici sono i miei nemici.

Loro hanno voluto la morte di vostro marito e quella vostra.

Loro, sempre loro.

Hanno distrutto la vostra famiglia.

E adesso ci provano a distruggere anche la mia.

Non capisco a chi alludi.

Chi sono loro?

Chi sono?

Sono quelli che comandano.

Ma che comandano da tanto tempo che si sono dimenticati che non basta

comandare.

Ma che bisogna avere il rispetto per farsi obbedire.

Rispetto. La capite questa parola? Rispetto.

Se quello che stai dicendo è vero, se davvero loro sono anche nemici tuoi,

Vado al Capitano Arcuti, ci aiuterà tutti e due.

Ancora che pensate al Capitano Arcuti?

Se era per il Capitano Arcuti a quest'ora che voi stavate in fondo alla

montagna della Vaccalizza, bruciata viva,

contro di quelli

non ci bastano tutti i carabinieri del mondo.

In cambio tu che cosa?

Bene.

Bene.

Grazie.

Com'è possibile?

Dove sono le folle che mi avevate promesso? Ma che minchia d

'organizzazione è questa? Ce lo giuro, assessore. Sono 15 giorni che lavoriamo

per questo comizio.

Abbiamo girato casa per casa. Abbiamo attaccato manifesti per tutte le strade.

E allora perché non ce ne sono?

Perché? A chi lo faccio il discorso? Sua madre?

Bacio le mani a tutti!

Borgervi il mio rispetto, assessore.

Qui fuori c'è mio fratello che gradirebbe parlarvi da persona.

Siamo venuti a sentire il vostro discorso.

Ma che?

Non c'è nessuno in piazza.

Non lo fate più il comizio.

Degli che se vuole parlare con me, si rivolga alla mia segretaria.

Refererò, parola per parola.

Basta con questa buffonata, me ne vado a casa.

Perdonate una parola, assessore.

Io ve lo voglio dire, come militante di partito e come amico.

Se vi mettete contro l'avvocato Torrisi, ma anche i cani verranno più ai vostri

comizi.

Ancora una parola, Assessore?

Domenica prossima è una giornata importante per la mia famiglia.

Mi sposo.

Mio fratello e io desideriamo che tutte le persone che ci sono amiche festeggino

insieme a noi.

Se verrete ci farete un grande onore.

Se invece non verrete ci dispiacerà molto, perché vorrà dire che non ci

considerate, che ci mancate dei rispetti.

Se volete vi mando una macchina, così non mi incomodate.

Arrivederci, Assessore.

Se non torno a te che ci penso?

Chi mi dice che questa è la stessa quantità che hai trovato nel palmento?

Io che interessi ciò a rubare la mia stessa famiglia.

Giusto.

Oramai siamo parenti, no?

Non so parlare io. So solo

cantare.

Sette femmine

Se divertono i ragazzi, certo è brutto festeggiare così in segreto, ma sarebbe

stato un peccato fare rovinare la festa dei carabinieri.

Vorrà dire che quando nascerà il primo figlio...

E le acque si saranno calmate e faremo un battesimo di cui si parlerà in tutta

la Sicilia.

Deve cantare pure tu.

Forza, facci sentire.

Forza, forza Teresa!

Ma un'amestà deportante, ma che razza di matrimonio è questo?

È un matrimonio reparatore, assessore.

La cerimonia è riservata per pochi intimi.

L'assessore ha accettato l'invito.

Sta arrivando, Cinese. Tu è meglio che sparisci per ora.

Prego.

Sono felice che sia divenuto assessore.

Venite, accomodatevi.

Vedrete che davanti a un buon bicchiere di vino si trova la soluzione per tutti

i problemi.

Per una vergine disonorata basta un matrimonio a riparare il guaio.

Io non mi lascerò fottere con la stessa facilità, avvocato.

Assessore, siete qua.

E questo per me è un gesto molto importante.

Venite, accomodatevi.

Un momento di silenzio, voglio fare un brindisi.

Oggi è festa.

E certi argomenti dovrebbero rimanere fuori dalla porta di casa.

Ma proprio perché siamo in un giorno lieto vorrei approfittarne per

rasserenare gli animi.

Salute!

Lei, Assessore, si è detto il convolto.

È un recente episodio che l'ha colpita nelle sue amicizie più care.

E non le nascondo che noi tutti siamo turbati, profondamente turbati dal clima

pesante che si respira oggi in conseguenza di questo fatto.

Carabinieri dappertutto, dall'antuomine trascinati nel fango sotto inchiesta.

Lei ha parlato addirittura di leggi speciali, di repressione, di mafia.

Io dico che quello che è successo è successo per uno sbaglio, per un fatto

malaugurato. E sono sicuro che fatti come questo non avranno a ripetersi.

Quando lei andrà al Parlamento nazionale sarà con animo sereno.

E con tutto il nostro appoggio. Ci manca solo che c'è domanda scusa.

All'onorevole Cinesi. Alla salute.

Io venendo qua mi sono esposto in prima persona.

Ho compiuto un gesto di buona volontà che rischia di risultare inutile se non

ci intendiamo bene.

Ve li ricordate i primi tempi del dopoguerra?

Fame, macerie, miseria.

E chi ha cambiato tutto questo?

Noi, i politici.

Chi ha fatto arrivare in Sicilia i miliardi della ricostruzione?

Ci siamo ispirati al principio che uno sviluppo, seppur impetuoso e

disordinato, fosse preferibile a nessuno sviluppo.

E voi ci avete lucrato sopra.

Abbiamo perfino tollerato qualche violenza.

Ma si è sempre rimasti nell'ambito della misura. È sempre stato chiaro a tutti

gli uomini d'onore di chi era la mano che li nutriva, chi è che teneva il

bastone del comando.

E ora questa misura è stata oltrepassata.

Io devo subire minacce inaudite e pressioni vergognose sui miei elettori.

E soprattutto sento parlare di traffici nuovi pericolosi.

che con le leggi dell'onore non hanno niente a che fare.

Io ve lo ripeto, attenzione.

Ognuno sappia stare al proprio posto.

Ognuno riconosca chi deve avere l'ultima parola.

Ma che può fare?

Voi altri non dovete fare niente.

Accetterò volentieri di brindare alla salute di questi sposi che si preparano

a formare una famiglia cristiana.

Quello che chiedete non è poco, ma un uomo d'onore sa quando è il momento

di fare un passo indietro.

Alla vostra!

Avvocato!

Assessore! Io non ci posso prendere con voi!

Sono in più.

Ma che significa?

Significa che avete finito di dire minchiate.

Significa che avete finito di dire minchiate.

Comodo, assessore, comodo.

Ma che minchia stai facendo?

Ma che sei impazzito? Sentite condoglianza, avvocato.

Tu lo devi fare.

La stessa cosa che tu hai fatto a Nino. Prendi questo coltello.

Non può farlo. È mia moglie. Siamo solo una cosa stile.

Teresa. Non può farlo.

Prendi questo coltello e scandalo.

Vendica Nino. E vendica il disonore che ti ha fatto.

Mi sto giurando un fatto, un fatto. Teresa.

Guarda che se tu non lo fai, rimani disonorata per tutta la vita e getti

fango su di me.

Teresa!

Teresa!

Spargete la voce che è Tullio Mandello!

Allavate il disonore che imbacchiamo la sua famiglia!

E da oggi è lui che comanda.

Venite, Assessore.

Venite.

Coraggio.

Vi do un passaggio in città.

Sua eccellenza è servita.

Coraggio Assessore, per questa volta non morite.

Vi lascio campare.

Voi mi servite vivo.

Ma non pensate di farmi la pedica come all'avvocato.

Voi con me non ci dovete parlare proprio.

Dovete soltanto venire.

Se lo farete, avrete la vostra parte.

Se invece non lo farete, non ci basteranno tutti i carabinieri d'Italia

per proteggervi.

Perché vi giuro che vengo, vi trovo e vi scanno con questa mania.

Parola d'onore.

Ma voi già lo sapete.

Avete già capito che cosa ci conviene a tutti e due?

Io vi darò tanto potere che non ci sarà nessun politico in Sicilia che potrà

stare a pari a voi.

Nessuno.

Adesso andate a casa e fatevi una bella dormita.

Il sogno deve essere a Roma, al Parlamento.

E magari un giorno dovete diventare ministro.

Sant'Anotto, onorevole.

Vai fuori a prendere aria.

Era un macimonio riparatore, ma quel pazzo non ha ritenuto la riparazione

sufficiente. È un regolamento di conti fra mafiosi, e lei lo sa bene.

Torrisi e il suo fratello erano coinvolti in un traffico di droghe.

Questa storia del traffico del gioco si sta rivelando un'enorme panzana, un

abbaglio. E non sarebbe la prima volta che lei incorre in errore di questo

genere, capitano.

Preoccupatevi di trovare il colpevole di questo errore, anziché almanaccare in

ipotesi fantastiche.

Povera figlia, che c'entravi tu?

Non era questo quello che volevate.

L'onore è salvo e vostro figlio è vendicato.

Ma lei, l'avete detto bene.

Che cosa c'entrava lei?

Quando tu hai ucciso tutta questa gente non pensava alla vendetta.

Non è questo quello che gli importa.

L'ha fatto solamente per se stesso.

Lui vuole diventare il capo.

E chiunque gli servirà di sacrificare per questo scopo lo sacrificherà.

Perché continuate a proteggerlo?

Che cosa ve ne viene?

Voi siete sbirro. Ci saranno altri morti.

E altre madri come voi che piangeranno.

Io non lo so, Onestà.

Lo so che è furbo come il diavolo.

E il diavolo va cercato nel cestao fuoco.

Che volete dire?

Mia madre era piccolina a San Martino alle scale.

Quando la lava ci passava, ora là ci sono foreste e serpe.

Tenete cura che ha un fuoco se lo mangiava a San Martino alle scale.

Buongiorno Don Vincenzo. Il fascista è una bella rivoluzione. L'avvocato era

una persona rispettata, qua e pure negli States.

Ma come si dice, seppellito il morto pensiamo al vivo.

E brava Don Turi.

I miei soci mi hanno detto che il tuo prezzo è un po' caro. Ma io ho risposto

che più che il prezzo in un business come questo conta l'uomo. E su un uomo

come te vogliamo investire.

Don Controlli?

Don Vincenzo, anch'io saccio riconoscere gli uomini.

Ci vediamo al prossimo carico.

Speriamo.

Che ci fate?

Vi sentite male?

Il deputato ha una notizia che vi farà felice.

grazie

Ho bisogno d'aiuto.

Mi sono perse.

Ti prego, portami a casa tua, tesoro.

Capitano.

San Martino delle Scarpe. E' la vallata dietro a quel costone.

Giriamogli intorno.

L'uomo che mi ha rapito è pericoloso.

Mi teneva prigioniera lassù, in quel paese abbandonato.

Mi devo mettere in contatto con i carabinieri.

I carabinieri sono giù al paese.

Voi mangiate qualche cosa che le porto io qua.

Non toccare!

No, la lasci fare.

Su, se vuoi toccare il vestito fa pure.

Mi hai salvata e non so nemmeno come ti chiami.

Si chiama Antonia.

Antonia?

È un bel nome.

Che cosa ha detto?

Niente.

La dovete perdonare, signora.

Questa figlia mia mi è nata un poco strana.

Sembra con la testa in mezzo alle nuvole.

Vieni qua, Antonia.

Che cosa vuoi sapere, sentiamo?

Avanti, non ti vergognare.

Voi siete una principessa, vero? Beh, una principessa sfortunata.

Venite. No!

Buongiorno a tutti.

Buongiorno.

Un'esasta puttana.

A San Martino delle Scave, a Mucin, la ruta.

Scendete o vi butto di sotto.

Dai! Tutti con me! Da questa parte!

Capitano!

Ci sono centinaia di nasconditi!

Dovremmo avere il doppio degli uomini! Non ce l'abbiamo, brigadiere! Che cosa

facciamo? Abbandoniamo le ricerche perché siamo stanchi? Continua a

cercare!

Pensare al vostro capitano.

Laggiù, forza!

Capitano, lui l'ha già guardato, non c'è niente.

Continuate a cercare. Signor Sì. Brigadiere!

Comandi!

Questo è o non è San Martino delle Scale? Tutta la zona la chiamavano così.

Erano sette frazioni e... Fermi!

Fermati!

Sto pensando a prendere l'ammazza.

Neanche tu l'hai mai visti? Non vediamo nessuna di queste signore, ve lo dissi

già. E lasciate stare la carusa.

Prego, caro Antonio.

Si può sapere cosa vuoi? Hai intenzione di tenermi qua sotto tutta la vita? Cosa

vuoi? Non vi preoccupate, presto uscirete.

Non mi avrai mai neanche se mi tieni qua cent'anni.

Imparerete.

Povera, povera principessa.

Scappa, scappa, meschino. Non ti fermare, che l'orco ti picchia.

Come si chiama la tua bambola?

Non è una bambola, è una principessa.

Ah, è vero.

Si vede benissimo che è una principessa.

Chi s'è l'orco?

Aiuto, aiuto, Antonia.

Capitano, Guagnini, possiamo andare?

L'orco non ti trova, ma l'orco viene lo stesso.

Ciao, Precipesa. Ci stringi, ci stringi, che ci fa male.

Se la porta via.

Vi faccio una mano a tutti.

Mi sono permesso di chiedere questa riunione.

Innanzitutto per dimostrare che tu di Mondello c'hai una parola sola.

E che quando ha preso l'impegno lo mantiene.

In questo libretto c'è segnato tutto quello che le famiglie ci hanno messo

nell'affare.

E le famiglie questa notte stessa riceveranno il frutto del proprio

investimento.

Guardate, consolato con gli occhi a costa.

Don Adonino, ci arricchiste, eh?

Mi compiaccio.

Queste meleone.

Queste dollare sono tutte per voi grazie a me.

A me che mi volevate vendere i carabinieri per accontentare i politici.

E voi pensate veramente che i politici si accontentano?

Voi pensate veramente che i politici ci lasciano continuare in questa affare?

E fino a quando?

Fino al giorno dell'elezione forse. Poi faranno come hanno sempre fatto.

Manderanno altri giudici.

Andranno altre profeziotte, altre carabiniere, che andranno a metterci la

raccuccia. L'ha fatto.

Io dico che è arrivato il momento di cambiare.

Se veramente vogliamo essere noi a comandare, non dobbiamo più emozionare

favore da loro.

Ci dobbiamo essere noi là dove si decide, nella stanza dei bottoni.

E che facciamo? Ci buttiamo addio al Parlamento?

Giusto.

Ora, ogni famiglia ha il suo politico, il suo compadre.

Una famiglia volta per questo partito, un'altra famiglia volta per l'altro

partito. Don Antonio ha il suo uomo.

Ma le dita di una mano messe ognuno per conto suo non valgono niente, non hanno

nessuna forza.

Se invece queste dita si stringono, questa mano diventa un pugno.

Se noi mettiamo tutti i voti su un uomo solo, un uomo!

che il mestiere di politico lo conosce molto bene.

Don Antonio, io vi garantisco che quest'uomo porterà a Roma tutta la

nostra forza.

Ed è per questo che io questa notte mi sono permesso di portare un uomo che

vale molto di più di questi quattro soldi.

Perché, amici miei, noi non dobbiamo essere contro lo Stato.

Ma dentro lo Stato.

Assesso, non esser cane.

Coraggio.

Non abbia paura.

Oggi è una grande giornata per voi.

Giuro di essere fedele ai miei fratelli, di non tradirli mai e di aiutarli

sempre.

Giuro di essere fedele ai miei fratelli, di non tradirli mai e di aiutarli

sempre.

Le mie carni bruceranno come questo santino se non manterrò fede al

giuramento. Le mie carni bruceranno come questo santino se non manterrò fede al

giuramento.

Benveduto fra noi.

Papà e mamma dove sono?

A Cialagliari.

Vieni qui.

Ho pensato alla storia che mi hai raccontato l'altra volta.

Quella della principessa e dell'orco.

La principessa è venuta qui, vero?

È venuta a nascondersi dall'orco.

Voglio solo sapere dove sta ora.

Dove l'ha portata l'orco quando sarebbe venuto a riprendere.

Perché?

Perché la principessa ha un figlio.

Un bambino grande come te.

E sono molti giorni che piange perché non sa dove è finita la sua mamma.

L'orco l'ha presa.

Sì.

Lo so.

Ma io voglio sapere dove l'ha portata.

Se tu non me lo dici...

Finirà che l'orco le farà molto male.

Tu non vuoi questo, vero?

Su! Vai!

Vai! Vai!

Vai!

Vai! Vai!

Guardatelo il vostro capitano.

Guardatelo! Nel tempo di due giorni non ci resteranno nemmeno le ossa.

Se lo mangeranno i cani.

E voi gli farete compagnia.

Io volevo soltanto che voi mi stavate vicino.

Che vi potevo guardare.

Che potevo pensare che voi eravate vivi soltanto per me e per nessun altro.

Potevate avere tutto, come una regina.

Mi faceva piacere darle la notizia faccia a faccia.

L'ho saputa in via confidenziale, è meglio che rimanga ancora riservata.

Lei è stato proposto per il comando di una legione dell'arma al nord Italia.

Naturalmente il capitano Arcuti potrebbe venire al suo seguito, so che è un

collaboratore prezioso per lei.

Cosa c'è, non le fa piacere?

C'è un'indagine ancora in corso.

Se noi ce ne andiamo, chi la continuerà?

Nessuno è indispensabile.

E per quanto ne so, l'inchiesta è praticamente conclusa. L'hanno informata

male. L'arresto di Turi Mondello è soltanto un piccolo successo. Ci sono

ben altre cose da chiarire.

Se riferisci a quel libriccino nero per cui tanto vi siete dati da fare.

A proposito, che fine ha fatto?

Perché me lo domanda?

Si favoleggia che in quel libriccino ci siano nomi insospettabili, importanti.

E lei capisce che sotto elezione se ne potrebbe fare un uso strumentale, salvo

dopo magari scoprire che era un falso.

Io non la posso aiutare, dottor Cinisi.

Ma io so che è stato lei a perquisire il covo di quel mondello subito dopo il suo

arresto. Se avessi trovato quel libretto c'è qualche ragione per cui non avrei

dovuto consegnarlo al procuratore.

Ma lei è sicuro che con un ulteriore sforzo investigativo non possa

essere reperito?

Forse. Dipende da molte cose.

Per esempio, se rimarrò in Sicilia o verrò trasferito, da come continuerà

questa inchiesta?

Lei è un militare, ma a sua moda non è diverso da me.

Siamo entrambi uomini con responsabilità di governo.

E governare significa soprattutto avere il senso del limite.

Sapere dove bisogna fermarsi.

Ho capito.

Ne riparleremo dopo le elezioni.

Chissà, quelle che oggi le sembrano ostacoli insormontabili potrebbero

allora svanire.

O viceversa.

Ci vediamo, colonnello.

I miei omaggi.

Aspetta un momento.

Controllate, controllate. Magari c'è una bomba in mezzo alle mutande.

Nene, portami le stampelle e lavami questa cosa.

Se voglio andate con le gambe mie a fare il dovere di cittadino.

Fatevi pulire questa stanza, che c'è troppa monnezza.

Salutiamo, salutiamo, salutiamo.

Salutiamo.

Infermieri, una cortesia. Un caffè per tutti.

Buongiorno. Buongiorno.

Potete favorire in cabina. Ma quando mai?

Io segreti non ce n'ho.

Mica mi vergogno delle medie. Avate, sa come darsi in cabina.

Adagio.

Signor Presidente, chiedo scusa, siccome io non ho molto a scuola, ho fatto

soltanto la seconda elementare, come si scrive cinese o cinese?

No, perché l'accento è importante.

Così ha deciso, lascerà questa casa?

Sì, sono fermamente intenzionata a rinunciare all'eredità di mio marito,

non voglio niente del suo patrimonio. La capisco, anche se non molti

condividerebbero la sua scelta.

Il successo di Calogero Cinisi è tale, stando ai risultati non ancora

confermati, che la sua corrente potrebbe raggiungere la maggioranza relativa all

'interno della direzione nazionale del suo partito e quindi condizionarne la

politica. Perché non viene con me a Roma?

Da là potremo fare i nostri piani e quando saremo più forti torneremo. Io

sento che siamo vicini ora.

Ci basterebbe dare una spallata per sfondare il muro che ci separa dagli

interessi che stanno dietro ai turi mondello.

È una spallata che non siamo in grado di dare ora.

Dopo queste elezioni il muro è diventato molto più solido di prima. Non posso

credere che sia vero.

Ascolti, qui ci sono nuovi rapporti di forza.

Fare un passo indietro adesso significa poterne fare due in avanti dopo.

Per cambiare le cose qui, mi creda, ci vuole pazienza. Io non ne ho di

pazienza.

E soprattutto non è conclusa la missione che lei mi ha affidato.

Ci vuole qualcuno che gridi forte.

Che di fronte al male dica questo è male.

E di fronte all'ingiustizia dica questo è ingiusto.

Se lei pensa di poter vincere ora, si illude.

I suoi metodi sono troppo tortuosi, colonnello.

E sono troppo simili a quelli che usano le persone che le combatte.

Lì troverà qualche cosa che l'aiuterà a dare quella spallata e a darla molto

forte.

Ma si ricordi, se lei non riuscisse o se dovesse cambiare idea, può sempre

contare su di me, voglio che lo sappia.

Aspetti, colonnello.

Glielo chiedo subito.

Resti. Io devo usare i miei metodi, lei è libero di usare i suoi.

Carlo.

Arrivederci.

Lì ci sono nomi, cognomi, date e quanto ciascuno ha investito nell'affare.

E qui ci sono i primi riscontri e le prime indagini.

Proprio questo è il punto, capitano.

Le prove che sia affare del gioco non ci sono.

La raffineria ci è sfuggita perché qualcuno li ha avvisati.

A quest'ora i capitali saranno già rientrati dall'America.

E li reinvestiranno di nuovo.

Sempre più denaro.

Sempre più potere di influenza.

Sempre più capacità distruttiva se non li fermiamo in tempo.

Sono nomi eccellenti. Le sue sono soltanto congetture, indizi forse.

Lei mi mette in condizione di andare avanti.

Io le porterò le prove.

Sì, l'azione penale è obbligatoria. Ci ho fatto la tesi di laurea sull

'obbligatorietà dell'azione penale.

Va bene, capitano.

Andremo avanti perché Dio ci aiuti.

Grazie.

Mi vuoi sposare?

Ehi, aspetta!

Dammi dodici rose.

Che colore le vuoi?

Sono per la mamma o per l'innamorata?

Per mia moglie. Allora, rossi.

che ha travolto e ucciso il capitano Carlo Arcudi, il coraggioso ufficiale

che aveva recentemente arrestato il temibile assassino Turimondello.

Vincenzino, viene qua per cortesia.

Fammi il favore, questo fascicolo va portato in archivio.

Avevi deciso di procedere?

Ma qua tutto il lavoro del capitano c'è? Il capitano non c'è più.

E queste carte valgono poco senza di lui. Non bastano per istruire un

processo. Ma come zio? Basta!

Vincenzino, da questa storia c'è molto da imparare sulla responsabilità che

incombe su un magistrato.

Non sempre è facile.

Beh, è stato tutto molto istruttivo.

Mi manda il procuratore.

Ah sì, mi telefonavo.

Mi dispiace se vengo con lei a vedere dove va.

Ho seguito questo caso fin dall'inizio. È un fatto che se ne ha parlato assai.

Benissimo, e se con me?

Dottore, magari mettiamo qua.

Ma così l'avevamo appuntato in mano.

Sapesse quanto se non ha perso carincia.

Grazie, ma sono sicuro che questo non lo perderemo.

Dei profondi sclamavi a te, Domine.

Domine, salve, voce mea.

Fiantau, sentendente, sin voce di pregazione smet.

Siniquitati, se osservavi il Domine.

Domine, pi sostinevi.

Quegli acchi, nessuno, non è venuto nessuno.

Condoglianze, signore.

Condoglianze.

non dovevo lasciarlo solo è colpa mia è

soltanto colpa mia

Signora Altamura, io avevo conosciuto il capitano.

Se c'è qualche cosa che posso fare per lei, qualsiasi cosa.

Signora, mi scusi ancora.

Volevo dirle che non finirà così.

Sì, lo so, hanno detto che non hanno avuto la vergogna.

Di dire che è stato un incidente.

E noi sappiamo che non è vero.

Non finirà così.

Grazie

Grazie.

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