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Siamo alla fine degli anni 50.
Il barone Francesco Altamura è rientrato in Sicilia dagli Stati Uniti con un
grande sogno.
Realizzare nella sua terra un progetto di sviluppo agroalimentare che valorizzi
le risorse naturali nel rispetto dell'ambiente e del patrimonio
archeologico. La moglie Barbara, sposata in America, sostiene con passione gli
ideali del marito.
La vecchia mafia, che controlla la burocrazia locale, cerca di snaturare il
progetto con modifiche e piani regolatori.
Colate di cemento, appalti truccati, ma Francesco non è disposto ad accettare
compromessi. Pietro Favignana, leader della mafia emergente, fa allora rapire
il figlio degli Altamura, Paul.
Il bambino viene tenuto nascosto in una masseria isolata sulle montagne dove
vive Salvatore con il figlio Tano.
Tra il piccolo Paul e Tano, analfabeta, si stabilisce una curiosa amicizia, dove
il piccolo insegna al grande a leggere e scrivere e dove il carceriere protegge
il prigioniero.
Il rapimento tenuto nascosto alle forze dell'ordine per paura di ritorsioni crea
una grave spaccatura tra i genitori colpiti.
Francesco non vuole cedere, sicuro che non oseranno toccare il bambino.
Barbara, convinta che tutto debba essere accettato pur di salvare il figlio,
accusa il marito di egoismo, cecità, disamore.
All'insaputa di lui si rivolge alla moglie del console americano a Palermo,
sua amica, in cerca di aiuto.
Attraverso il consolato viene messa in contatto con l'ufficiale dei carabinieri
Carlo Arcuti che sotto la copertura di ispettore del lavoro inizia a indagare.
Nel frattempo Pietro Flavignana costruisce sfietatamente la propria
scesa. Fa morire il vecchio e malato capomafia che non tollera l'affronto
agli alcunura obbligandolo a ingerire zuccheri fino a cadere in coma
diabetico. Seduce quindi l'inconsapevole figlia Rosaria e la sposa prendendo
definitivamente il potere sul territorio.
Pietro mostra anche una forte simpatia per Tano. È attratto dall'intelligenza
del ragazzo i cui occhi gli ricordano quelli della madre.
Pietro la conosceva ma Tano non la ricorda. È morta quando lui era bambino.
Pietro non riesce a piegare Francesco Altamura e quando scopre la vera
identità di Arcuti che aveva creduto di corrompere decide di ammazzare il
bambino ed eliminare l'ufficiale. Il giovane Tano, che fino ad ora aveva
servito Pietro, non accetta che il suo amico Paul venga ucciso e avverte
Arcuti.
Salvatore, morente, confessa a Tano di non essere suo padre.
Neanche Pietro gli dice chi sia suo padre quando Tano, incurante della sua
furia, glielo chiede.
Arcuti, inseguito, conduce in salvo Paul in una fuga disperata.
I picciotti di Pietro vengono arrestati, ma lui riesce a fuggire, imbarcandosi a
bordo di una nave per l'America.
Tano, interrogato da Arcuti, non denuncia Pietro, ne lo fa Paul, legato a
Tano da un fraterno patto di sangue. Il ragazzo viene accolto da Francesco
Altamura, in riconoscenza per quanto ha fatto per la vita del figlio, e Tano, in
cambio, chiede di poter studiare.
Tra l'ufficiale e la baronessa Altamura c'è una forte attrazione, maturata
inconsciamente nei giorni della paura.
Barbara sa che Carlo le ha salvato il figlio quando Francesco era pronto a
sacrificarlo in una prova di forza per lei incomprensibile.
Ma chi ha vinto per ora è Francesco. Il bambino è salvo e anche il suo progetto
è il suo sogno.
Come ti senti? Sei contento? Hai messo in galera dei galantoni.
Pazzo di famiglia innocente.
Invece noi siamo gentilisti. E tu sei un farabutto. Un quacqualaquà. Un pubblico.
Una copattia sullo carabiniero.
Senza sangue. La morte è proprio bella la divisa. La morte è proprio bella la
divisa.
In nome del popolo italiano, la Corte d'Assise, visto l'articolo 699 del
Codice Penale, dichiara gli imputati Frustaci Rocco, Cascio Santino inteso
Ciaramedda, Cavataio Turi, Laporta Nicola inteso Ubbabbano,
Gennavito inteso Mamma Draga, Mondello Antonio inteso Purci Duzzo
e Geraci Francesco colpevoli.
del reato di porto abusivo di armi e li condanna a mesi 2 e giorni 4 di arresto.
Visti gli articoli 56 e 575 del codice penale e l'articolo 479,3
del codice di procedura penale, li assolvo.
Grazie a tutti.
che ci trovano in questo gioco cretino.
Mio figlio invece era un campione a baseball.
Era più americano degli americani.
Non c'aveva mai stato in Sicilia, Vincent.
E' partito contento.
Teddy, mi disse, vada a leperare la nostra terra.
E anche l'ha toccata la terra.
E' saltato in aria con un mezzo da sbarco.
E tua figlia come si chiama?
Maria, tutto affare è un figlio mascolo. Solo il sangue tuo può continuare quello
che hai fatto tu.
Tienela a mente.
Siete stato come un padre per me.
Ringrazio Dio di non esserlo veramente.
Mi farebbe troppa paura avere un figlio come a te.
Vi ho mai mancato del rispetto?
I figli che non mancano del rispetto, eh, parce, non servono a niente.
L'America è grande e piena di ricchezze, ma gli americani non sanno che fare sin
di tutte queste soldi. Hanno sempre bisogno di qualcosa che le fa sognare.
E sto qualche cosa si trova qua.
Dall'altra parte trovo uno.
E' un fiore che fa nascere i sogni. Li puoi comprare per pochi dollari questi
fiori. Ma senti ma buono, quando arrivano qua in Turchia valgono già
cento voti più assai.
Sono state seccate.
Cattate, sono diventata un'altra cosa che si chiama morfina.
Da Turchia, in Uau, questa morfina l'avevamo a portare fino a qua.
Raffinarla, tagliarla, e allora quei pochi dollari che hai pagato per i fiori
diventano centinaia, migliaia.
Tu hai visto mai centomila dollari tutti insieme?
Eccole.
Ma un viaggio è lungo.
Lavorare la morfina qui in America è diventato pericoloso e costa caro.
Devi pagare troppi poliziotti, troppi politici e non stai sicuro lo stesso.
E poi sapessi quanto ne perdiamo per sata e quanto ne arrobbano i turchi.
La Sicilia è vicina alla Turchia e i nostri poliziotti non sanno niente di
questa roba. Bravo Pietro, hai capito subito. Ma bisogna farlo capire anche
alle altre famiglie in Sicilia.
Quelli non vorranno neanche ascoltare. E tu avacchiesi alla voce, gli deve
mancare del rispetto.
Se hanno perso il gusto del sangue, glielo devi fare tornare.
Hai paura di morire, Pietro?
Se c'è la morte non ci sono io.
E se ci sono io, la morte non c'è.
Signor Sindaco, reggio onorevole.
Signori e signori, questo è un grande giorno per tutti i siciliani, oserei
dire. Quella che vedete è la rappresentazione di un sogno che sta per
diventare realtà.
Io mi onoro di essere stato fra i sostenitori della prima ora di questo
grande progetto.
Quando tanti miei colleghi erano scettici, io mi battevo perché tutto
questo si realizzasse.
Non mi sento bene, vado via.
Aspetta almeno il discorso di Riccardo.
Sono i discorsi dal Mila Nausea. E con vera gioia che cedo la parola all
'onorevole Riccardo Massarino, appena eletto deputato all'Assemblea regionale,
che è venuto appositamente da Palermo per presiedere a questa fausta
cerimonia.
Conosco Francesco fin da quando eravamo ragazzi e al liceo i professori gli
dicevano tutti la stessa cosa.
Altamura, tu sei il più bravo di tutti, ma...
Sei un sognatore.
Ebbene sì, Francesco Altamura è un sognatore, lo è sempre stato.
Del resto chi, se non un sognatore ostenato, poteva immaginare di fare la
California in Sicilia?
Credevo non venissi più.
Sì. Picciridda è contenta perché è tornato suo padre. Siamo tutti contenti
perché è tornato suo padre.
Aveva gli occhi di sua madre.
No.
Tiene gli occhi di suo nonno.
Vero, Rosario?
È stanca Picciridda, Pietro. La metto a dormire, va bene?
Vai, vai.
Tieni, amore.
Pietro!
Cent'anni saluto a te e alla peceretta. Salute!
Salute! Salute!
Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute!
Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute!
Salute! Salute! Salute!
Salute!
Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute!
Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute!
Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute!
Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute!
Salute!
Salute!
Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute! Salute!
Sal
E tu che cosa gli dici al barone?
Grazie, barone, di non trattarmi più come uno schiavo. E di farmi la grazia
di considerarmi come uno di voi, vero?
Non vi ho tradito.
Adesso che sono tornato, non devi più strisciare davanti a nessuno.
Chiaro?
Vieni.
Dove mi portate?
Non deve avere paura di me.
Vieni a vivere con me, a casa mia.
Io sto bene, dove sto?
A casa del barone.
Bene.
Vai.
Imparerai da solo qual è il posto tuo.
Vai, vai, vai, vai!
Danuzio!
Giovedì battezzo mia figlia.
Tu farai il padrino.
Domus casa, domus, domus, domui, domum, domus, domo. Stato in luogo locativo, in
casa, domi irregolari.
Domus è anche famiglia, patria, luogo di pace.
Infatti Cicerone dice, domi bellique, in pace e in guerra.
Plurale. Domus domum o domorum, domibus domos o domus,
domus domibus. Che fai? Stai macchiando tutto.
Guarda che hai combinato.
Sarò costretto a fare rapporto al tuo padre.
Se continui così non supererai mai l'esame.
Non ci vedo. È diventato tutto buono. Smettile! E che fai, piccola Iena?
Non ci vedo. Non ci vedo.
Paul!
Che ti succede, Paul?
Paul! Oh mio Dio!
Tano!
È tornata la luce.
Sei pazzo? Ti sei fatto male veramente?
Almeno ogni tanto mi diverto un po'. Non mi mandano più neanche a scuola.
Anche a passeggio ci devo andare con quello lì.
E con i carabinieri dietro. E tuo padre?
Sempre fuori, per lavoro.
Anche mamma la vedo poco.
Non mi porto più con lei.
È diventata strana.
Perché? Non lo so.
Corte volte è triste.
Lei crede che io non me ne accorgo.
Ma l'ho vista anche piangere.
Non ti ho mai visto di notte.
Non ho mai visto come ti addormenti.
Quando ti svegli al mattino.
Da quel giorno, quando sei arrivata con mio figlio tra le braccia,
ho desiderato che fossi tu suo padre e che potessimo andarcene insieme.
Nessuno può impedirci niente.
Nessuno.
Io non sono capace di parlare d'amore.
Non l'ho mai fatto.
È difficile per me spiegarti quello che sento veramente.
Ora devo andare, è tardi.
Domani vieni.
Domani è Natale.
Lo sai che ho scoperto come ha fatto Archimeda di incendiare le navi dei
Romani? Si chiama effetto di riflessione su specchi concreti. Forza, andiamo a
giocare, dai, usciamo! Infatti non ti raggiungo dopo.
Uffa!
C'è una pazienza nella vita selvaggio, qualcosa di testardo, instancabile,
persistente, come l'esistenza stessa, che mantiene immobile per ore e ore, all
'infinito, il ragno nella sua regnatela, il serpente nelle sue spire, la pantera
in agguato. Questa è la pazienza che una vita impiega quando si tratta di dare la
caccia ad altre vite per nutrirsele.
Scusate, signor Baroni, non lo tocco più.
Non ti preoccupare, Tano.
Portalo giù.
Il tuo maestro mi ha scritto che hai fatto progressi straordinari.
Bravo, sono fiero di te.
Il richiamo della foresta era il mio libro preferito quando avevo la tua età.
Sostiene che la natura non si può cambiare, che i lupi restano lupi anche
se vengono domesticati.
Ma è vero?
Gli uomini possono dominarla la natura.
I libri servono a questo.
Voglio leggerli tutti.
Non c'è bisogno.
Basta leggere quelli giusti.
Ogni libro te ne suggerirà un altro, un altro ancora.
È una catena infinita, è un viaggio che continua tutta la vita.
E ti ricorderai che l'hai cominciato qua e che sono stato io a farti partire.
Grazie.
La slitta di papà Natale!
Mi avevi promesso il cavallo, l'avevi promesso.
Oh, smettila. Non voglio la televisione, voglio il cavallo.
Senti, non farmi perdere la pazienza. No, aspetta.
Il cavallo potrai averlo più in là, comunque ora sarebbe inutile.
Non potresti cavalcare fuori dalla villa, lo sai.
Papà ha deciso che per adesso è meglio così.
Ma è un bellissimo regalo, tesoro.
Bambino viziato e bambino rovinato.
Non voglio la televisione, voglio il cavallo.
Adesso basta.
Chiedi scusa ai nostri ospiti.
No! Gli devi obbedire a tuo padre. Non gli devi mancare del rispetto.
Siete tutti bugiardi.
Anche tu. Vi odio e vieni a tutti.
Fila in camera tua.
Lascialo. Deve imparare come ci si comporta.
Maria, qua.
Ecco qua.
E questo lo mettiamo qua.
E questa si chiama Maria.
Come te.
Ed è la mamma del bambinello.
Perché continua a pensare ai morti?
Adesso siamo noi la tua famiglia.
Mettila a dormire.
E poi vieni a letto.
Vieni pure.
Vieni con la mamma.
Ma tre torri. Prima erano muti.
Ora che è tornato a Favignana sono diventati sordi e pure ciechi.
Buon Natale, comandante.
Grazie.
Le è piaciuta la torta?
Buonissima.
Ringrazio la signora.
Anzi, vada pure a casa, maresciallo.
Fa ancora in tempo per la messa di mezzanotte.
Ci resto io in caserma.
Grazie.
resta a dormire con me mi piacerebbe tanto sai ma poi papà resta solo tanto
non ti vuole più bene perché dici questo? non è vero
quando ti voleva bene ti baciava forse non ti vuole più bene perché non vuole
più bene a me no tesoro non devi pensare a queste cose
Adesso cerca di dormire.
Tornerà tutto come prima, te lo giuro.
Te lo giuro.
Questo è il regalo che vi ho portato dalla Nuova York.
Spara 200 colpi al minuto.
Ne avrete una per uno.
I carabinieri nemmeno se ne sognano queste.
Però dovrete imparare ad usarle.
Esercitarvi tutti i giorni, come i soldati.
Perché da oggi ci sarà la guerra.
Quando sentiranno l'odore del sangue...
I forti ci seguiranno e i deboli piegheranno la testa. Giusto. E quelli
che credono di comandare capiranno che non contano più niente.
Decidiamo noi chi lavora e chi no.
Cosa si costruisce e cosa si distrugge.
Decidiamo noi chi vive e chi muore.
E chi è con me deve essere pronto ad uccidere.
E a morire.
Che c'è, Saruzzo?
Non sei convinto?
Parla, perché io voglio sentire l'opinione di tutti.
Troppo tempo fuori sei stato, Pietro.
Qua le cose sono cambiate.
Fatti di sangue, ora, non è più cosa. È pericoloso.
Troppi che stavano con noi ci hanno voltato le spalle. Eh, ho sentito.
L'assessore Silla.
Il giorno dopo che sono partito si è messo d'accordo con il barone e gli ha
dato le licenze per i cantieri.
Sui giornali ha anche detto che sono un delinquente.
E che nemmeno mi conosceva.
Ma che ci fa paura a noi uno spingolato come l'assessore, Saro?
Chi non è un cristiano, è pieno!
Però ho saputo pure un'altra cosa.
Che anche tu, mentre i tuoi compagni venivano arrestati, Ti sei messo sotto
la sua protezione.
Non è così, Pietro. È che l'assessore ha testimoniato in tuo favore.
E tu non ti sei fatta nemmeno un giorno di galera.
E che adesso ti ha preso come autista.
E ti ha promesso anche il controllo sulle assunzioni ai cantieri del barone.
Io ho soltanto cercato di aggiustare le cose per tutti quanti noi. Vero è. È
bravo.
Bravo.
Io ti perdono.
Perché tu mi piaci perché hai spirito d'iniziativa.
Dovremmo averlo tutti.
Comunque quello che è mio è tuo, Pietro. Io con te sogno.
Che picciotto.
Mi è scappato.
Come si chiamava?
Tu sei cittadina americana e ti sei sposata in America.
Quindi puoi tenere il divorzio.
Io darò le dimissioni dall'arma.
Ho già scritto la lettera.
Non mi importa niente degli scandali, delle chiacchiere.
Troveranno qualcun altro a posto mio.
Ce ne andremo via dalla Sicilia.
Io, tu e tuo figlio.
gli voglio bene a Paul.
Da quando l'ho salvato è come se fosse anche un po' figlio mio.
Io non ho famiglia, sarete voi la mia famiglia, solo voi.
Carlo, sono venuta per dirti che...
Per dirti che ci dobbiamo lasciare e che non ti
voglio vedere mai più. Mi dispiace.
Il bacino avrà una capacità di un milione di metri cubi d'acqua.
A quanti litri corrisponde un milione di metri cubi, Tano?
Un miliardo.
È un portento in matematica. I soldi della banca sono partiti stamani da
Palermo con la scorta e finalmente cominciamo.
Per avere questo prestito ho dovuto ipotecare tutto il mio patrimonio
personale.
Non sei solo, Francesco.
I finanziamenti che ti avevo promesso stanno per arrivare. Non ti devi
preoccupare, ormai è questione di giorni.
Il congresso regionale, meglio di così, non poteva andare.
E ora i nostri amici controllano la maggioranza del partito in Sicilia.
E i voti della Sicilia a livello nazionale possono decidere chi diventa
ministro e chi no.
E noi vogliamo uomini nuovi al governo, che abbiano a cuore lo sviluppo del
mezzogiorno. Ne arriveranno tante, dei soldi da Roma, Francesco. E il primo a
beneficiarne sarai tu.
Dove devo guardare?
Là dentro.
Ma poi questa pellicola passa dentro la televisione? Sì, è al telegiornale. La
vedranno in tutta Italia.
Io mi onoro di essere stato fra i sostenitori della prima ora di questo
grandioso progetto. Quella è terra fertile, aspetta solo di essere irrigata
e cambieranno i colori.
Il rosso delle arance, il giallo dei limoni, il bianco dei mandorle e i
vigneti. Riccardo, se mantieni le tue promesse di amenizio alla costruzione
del porto, in tre anni saranno disponibili almeno 3.000 posti di
lavoro.
Aspettami qua.
Dai! Torna subito.
Oh,
eccolo il Pesino.
Credi in Dio Padre Onnipotente, Creatore Cielo e Terra?
Credo. Credo.
E' stata una bellissima intervista.
Grazie ancora di tutto. E mi saluta il suo direttore.
Ma Saro, dove minchia sei andato che ancora non sei giovane?
Il fratello dice che è andato in contenente.
Ma come, se ne vai in continente senza dire niente questo?
Va bene, vai, ci vediamo questa sera in assessorato.
Ego te battizio Maria Assunta, in nomine Pages, et Filii, et Spiritus Sancti.
Amen. Amen.
... ...
...
... ...
Si rende conto che è una chiesa? Mi rendo conto benissimo.
Comandante, io sto fortezzando mio figlio, non vi vergogno di entrare in
chiesa con le armi in pugno. Siete pochi, non dovreste mettere neanche un
piede in chiesa. Comandante!
Portatela in caserma.
Cosa pensa degli attentati? A che punto sono andati? Chi c'è dietro?
Siamo naturalmente vicini ai famigliari delle vittime.
Io sono ancora sconvolto e commosso da quanto è successo.
Lo Stato farà giustizia. È un debito che abbiamo verso questi poveri caduti.
Crede che la rapina al furgone e la morte dell'assessore Silla siano
collegate? Mi sembra un po' troppo presto per fare delle ipotesi. Le forze
dell'ordine stanno ancora lavorando. È stata la mafia?
Ecco, ogni volta che succede un fatto di sangue in Sicilia si tira in ballo la
mafia. Ma esiste veramente poi questa mafia, eh?
No, bisogna trovare i colpevoli e arrestarli, questo bisogna fare.
E non nascondersi dietro ipotesi fantasiose. Il governo manderà l
'esercito? Cosa ne pensa della proposta di approvare la legge speciale di
polizia per la Sicilia? Io lo escludo perché la Sicilia non è una colonia.
E di leggi speciali noi non ne vogliamo.
Non siamo più ai tempi di Mussolini, se Dio vuole. Ora, se volete... Onorevole,
aspetta, onorevole!
Onorevole, lei ha paura? ...la giunta provinciale, che ne pensa?
Ve lo faccio vedere.
Ecco. Come vedete è tutto in ordine. Bolli, firmi e non poteva essere
altrimenti. Il mio cliente e i suoi amici, da uomini timorati di Dio, tutti
in chiesa erano al momento dei fatti. Il signor procuratore non ha potuto che
prenderne atto e firmare l'ordine di rilascio.
Signor Capitano, è chiaro che io ho voluto dimenticare i suoi metodi di
interrogatorio. Quello che è successo stanotte sarebbe passibile di denuncia.
Ma io capisco l'animo esacerbato dei suoi uomini e non ne ho fatto cenno al
procuratore. Non si preoccupi, comandante. Lo so che il buon Dio la
perdonerà pure di essere entrato in chiesa senza essersi fatto il segno
della croce.
Uscite!
Sparite da qua!
Ammonenne, picciotti, siamo lì!
E la
quinta
volta che chiamo sta sempre in riunione.
Sono due giorni che sta in riunione.
Sì.
Sì, va bene, ho capito.
Richiamo. Anzi no, dita all'onorevole che chiami lui quando sta comodo.
Quel vigliaco di Riccardo non si fa trovare.
Prima prometteva a Mari Monti. Oggi ho saputo che i finanziamenti sono bloccati
al ministero.
Senza quei soldi sono rovinato.
Non è solo il danno della rapina.
Dopo quello che è successo le banche non si fidano più. Hanno paura di nuovi
attentati e non rischiano più una lira su di me.
Lo sai che mi ha detto Paul l'altra notte?
Che non gli vuoi più bene.
Ma non è vero.
Cosa c'entra questo?
Ma non capisci che è l'unica cosa che conta invece?
Eravamo una famiglia unita e felice e adesso... Adesso viviamo sempre nella
paura, siamo diventati estranei.
Lascia perdere tutto e andiamocene via.
Partiamo, torniamo in America dove siamo stati felici.
Siamo ancora in tempo a salvare tutto, ma dobbiamo andare via, ti prego.
È l'unico modo, Francesco.
Sarei un vigliacco.
Non posso scappare proprio ora.
Non gliela posso dare vinta.
Lo capisci?
Il mio progetto deve andare avanti.
Ma deve andare avanti.
Hai detto così anche quando si trattava di Paul, della sua vita.
E che cosa hai ottenuto?
Io parto e Paul viene con me.
Cosa dici?
Per ora vado a Palermo da Elisabetta.
E poi partirò per San Francisco.
Non pensi che ho bisogno di te in questo momento?
Sei libero di raggiungerci, sai dove cercarmi.
Ci stai mettendo in imbarazzo, Pietro.
Noi siamo sempre stati custodi dell'ordine.
Abbiamo sempre operato per assicurare protezione e tranquillità.
E l'abbiamo sempre fatto nel silenzio, con discrezione.
Perché col silenzio e la tranquillità gli affari prosperano.
Tu invece hai fatto troppo chiasso, Piaggio.
Sei riuscito perfino a preoccupare i politici di Roma, quelli che la Sicilia
se la ricordano solo al tempo delle elezioni.
Certo, chi non fa niente non sbaglia mai, ma rimane con le mani vuote.
Ce ne sono altre venti di borse come questa.
E sono tutte per voi.
Per dimostrarvi la mia buona fede e il rispetto che vi porto.
E sono a vostra disposizione anche le nuove armi e l'esplosivo che mi è
arrivato dall'America.
Io dico che bisogna finirla qua.
E insegnare a questo picciotto arrogante che cosa significa il rispetto.
Ma che mi volete insegnare voi, che lo sanno tutti come campate voi?
Vi fate pagare da quattro contadini morti di fame e sparate ai laggi di
pecore? Sei ancora in tempo a uscire da questa stanza coi piedi tuoi? Calma,
calma.
Io voglio sentire parlare a sto picciotto.
E va bene.
Vuol dire che questo discorso lo riprenderemo dopo, quando saremo da
soli.
Quando volete.
Allora, lo vogliamo sentire a peggio e speriamo solo che ci parli in
modo convincente.
Più che convincente.
Stanno per arrivare migliaia di miliardi dal governo.
Generoso, verso il mezzogiorno. E che cosa dovremmo fare noi?
Ammazzare centinaia di carabinieri?
Per rapinare tutti i furgoni e tutte le banche.
Non ce n'è bisogno.
A noi ci basta convincere i proprietari delle imprese che prendono questi soldi
dallo Stato ad accettarci come soci.
In questo modo noi avremo libero accesso al denaro che verrà depositato nelle
banche siciliane dove abbiamo molti amici.
Noi prenderemo questi soldi e li investiremo in un nuovo affare.
E poi li restituiremo allo Stato.
Senza gli interessi.
Però nel frattempo le abbiamo fatti fruttare mille volte tanto.
E che razza d'affare sarebbe che può rendere più di mille volte?
Questa in Sicilia vale 10.000 lire.
Questa è una polvere.
Magica.
Che comparata all'ingrosso in Turchia fa diventare queste 10.000 lire 100.000.
E poi quando viene venduta...
Al dettaglio, negli Stati Uniti, queste centomila lire tornano in Sicilia che
sono diventate un milione.
E tutto questo sarà nostro se saremo uniti.
Un'unica testa che ragiona per tutti e che impone il rispetto e l'obbedienza
a tutte le famiglie della Sicilia.
Mentre ti scrivo ancora davanti agli occhi le immagini di quei ragazzi
ammazzati a sangue freddo.
Vedendole mi sono sentita soffocare.
Mi è salita dentro una nausea che non controllo più.
Per tutto.
Per questa terra che divora i suoi figli migliori. Per la paura egoista che provo
per mio figlio.
E alla fine ho provato nausea anche per noi, Carlo.
Per questo amore assurdo che ci lega.
È doloroso dirlo, scriverlo, ma è così.
Questa violenza folle mi ha riportato alla realtà.
dopo troppo tempo che giocavo con un sogno insensato.
Non ho la forza di dirtele in faccia queste cose.
Forse sono una vigliacca, ma ho paura di non farcela ancora una volta, di non
riuscire a parlare guardandoti negli occhi.
Pronto, vorrei parlare con la signora.
Ah, non c'è.
No, niente.
Ora non posso fare altro che stare da sola con mio figlio, lontano da te,
lontano da mio marito, che mi fa pena e rabbia nello stesso tempo.
Pena per lo sgretolarsi del suo sogno, per le difficoltà in cui si dibatte dopo
gli attentati, e rabbia per la sua ostinazione, per il delirio di ogni
potenza che gli ha fatto perdere di vista le cose importanti della vita.
Cosa stai leggendo?
La storia di Don Quixote.
Il libro dei lupi l'ho finito.
Mi è piaciuto tanto.
I libri non servono a niente.
Tutto è tutore minchiate.
I lupi restano lupi, anche se sanno leggere e scrivere.
Mi stanno aspettando a Palermo, al Consolato.
Dovrei essere là, con mia moglie e mio figlio, a brindare, a festeggiare.
La Sicilia che sogna Barbara non c'è più. Greci, romani, arabi.
È roba morte e sepolta.
Ho sbagliato.
Non stiamo più insieme.
Non mi riconoscono più.
Tutto si paga.
Ha ragione, Barbara.
Bisogna tornare dove siamo stati felici.
Santino, fai preparare la macchina.
È bellissima.
Grazie. Francesco, come mai non è ancora arrivato?
Beh, non lo so.
Non so nemmeno se lui verrà.
Sai, non ama le feste. Poi, in un momento come questo... E ora scusami,
Riccardo.
Sei pazzo, cosa ci fai qui?
Io non posso immaginare di perderti.
Di avere senza di te, senza i tuoi occhi, la tua voce.
Carlo, dopo tutto quello che è successo, pensi davvero che riuscirei a fare come
mi hai detto?
Provaci.
Lascia tutto, dalle dimissioni.
Spiega a mio marito che non puoi proteggerlo dalle bombe perché sei
innamorato di sua moglie.
Comunica al comando che non sei in grado di continuare le indagini perché devi
seguire la tua amante.
O diserta e lascia che sia qualcun altro a fare giustizia di quei ragazzi morti.
Non lo puoi fare.
Io lo so e lo sai anche tu.
Francesco, oh Francesco, finalmente sei arrivato, ti devo parlare.
Oh, ho grandi notizie.
Forse ho trovato la strada per risolvere tutti i problemi.
E Barbara l'hai vista? Sua moglie?
Mi pare che è uscita prima in giardino, ma ti devo parlare subito, Francesco.
Bisogna prendere delle decisioni stasera stessa. Va bene, va bene, più tardi ne
parliamo, o è più tardi.
Addio, Carlo.
È finita.
Francesco! L'hai trovata, Barbara?
Oh, tutto a posto?
Sì, tutto a posto.
Bene.
Come ti avevo accennato, si comincia a vedere un po' di luce.
I finanziamenti si possono sbloccare da un momento all'altro, ma tutto dipende
da te.
Ci sono delle persone che ti vogliono conoscere, degli amici potenti.
Sono pronto a ragionare con te e ad aiutarci a trovare una soluzione ai tuoi
problemi. Francesco, ma tu mi stai ascoltando? Sì, certo.
Se tu li convinci, il tuo progetto è salvo.
Aspettano solo un gesto di buona volontà da parte tua.
Francesco, in politica noi diciamo sempre se il tuo nemico è troppo forte,
l'unica maniera di batterlo è allearsi con lui.
L'avvocato Torrisi.
Il dottor Trezza, primario all'ospedale dell'Annunziata.
E il dottor Santo Stasi, dalla banca di sviluppo.
Anche noi abbiamo molto a cuore come lei e come l'onorevole il futuro della
Sicilia. E siamo d'accordo che il suo progetto è per renderla più bella,
più...
Non vada lasciato cadere.
Stanno cambiando tante cose, Francesco. E oggi, grazie all'appoggio dei nostri
amici, abbiamo l'occasione irripetibile di cogliere queste novità.
Vi ringrazio.
Ma di quale occasione parlate? L'occasione di coinvolgere forze potenti
nel tuo progetto.
Forse che fino adesso si sono sempre dichiarate ostili ad ogni ipotesi di
modernizzazione, ma che adesso... Ne hanno capito la necessità e l'urgenza.
Per il bene di tutti.
Senza il consenso e l'appoggio di queste forze non è possibile realizzare niente
in Sicilia.
Lo stesso Francesco ne ha avuto recentemente una dolorosa esperienza.
Che cosa vuoi dire?
Che è giunto il momento di cambiare strategia.
Non serve opporre violenza alla violenza. Ci infileremo in una spirala
senza uscita che non conviene a nessuno.
Bisogna quindi...
che queste forze siano responsabilizzate.
E come?
Facendoli partecipare.
Facendoli partecipare a cosa?
Il mio compito come politico l'ho svolto.
Ora certi dettagli tecnici è meglio che li chiariate fra di voi.
Ci vediamo più tardi, Francesco.
La nostra proposta è molto semplice.
Noi siamo pronti a ripianare tutti i suoi debiti.
Una banca di nostra fiducia rifinanzierà una nuova società per azioni.
E sarà questa nuova società che potrà usufruire dei finanziamenti statali che
l'onorevole ha già garantito. Ma questa nuova impresa, che continuerebbe a
portare il glorioso nome degli Altamura, dovrebbe aprirsi alla partecipazione di
nuovi soci.
Chi sarebbero questi nuovi soci?
Nella sua provincia c'è una persona di grande capacità.
Anche se in passato si è scontrato con lei, ora è disposto a collaborare, ad
offrire tutta la sua influenza e il suo potere.
Sto parlando di Pietro Favignana.
Favignana è un criminale. Un criminale.
Non esageriamo, barone. Ha avuto qualche piccolo guaio con la giustizia, ma è
stato regolarmente processato ed è uscito pulito da ogni accusa. Avendo
contro Pavignana, lei non è in grado di cosciuire neanche un bollaio.
E poi dico, perché rimbangare vecchi rancori? Quello che conta è fare,
guardare al futuro.
Scusate, io non mi sento bene.
Non si preoccupi, Barone.
Vada fuori a prendere un po' d'aria fresca, le farà bene.
rifletta, si prenda tutto il tempo che vuole, non ci serve una risposta subita.
Ma tenga presente che quello che noi le proponiamo è qualcosa di più che una
semplice transazione da fare, accettando lei sarà fra i pochi che in Sicilia
decidono veramente.
If I give my heart to you Will
you handle it with care
Mamma ti stava cercando.
Mi sei mancato molto, lo sai?
Molto in questi giorni.
Piano papà, mi stringi troppo.
Paul, ti ricordi il cavallino che ti avevo promesso?
Se stasera vieni a casa con me, domani lo andiamo a comprare.
Davvero mi compri il cavallo? Sì.
Ora vai da mamma a dirglielo.
Francesco, mi avevano detto che eri arrivato, ma non sono riuscita... Non ti
preoccupare, è colpa mia, cara.
Mi sono lasciato intrappolare da Riccardo e certi amici.
Sei meravigliosa.
Non ti avevo mai visto così bella.
Grazie.
Ho riflettuto molto in questi giorni, Barbara.
Hai ragione tu.
Penso che un viaggio negli Stati Uniti potrebbe farci bene a tutti quanti.
Io verrei con voi, se non è niente in contrario.
No, perché... anzi, sono felice per questa tua decisione.
Credo sia la scelta più giusta. Ho pensato di fare così.
Tu potresti rimanere qua e organizzare la partenza.
Prendiamo la nave da Palermo, faremo una bella crociera.
Io torno a casa con Paul.
Ho bisogno di qualche giorno per sistemare le mie cose e mi piacerebbe
averlo con me alla villa.
Mi sono sentito molto solo in questi giorni.
Sì, va bene.
Va bene.
Ma sei proprio sicuro che non vuoi che venga anch'io con voi? No.
È meglio.
È più pratico.
Volsì è benvenuto. Il barone l'aspetta.
Che fai, Danuzzo?
Giochi al nascondino?
Vieni qua.
Voglio che mi ci porti tu dal barone.
Ci siamo incollati una volta in questa stanza.
Ma il tempo passa.
Il vento caccia le nuvole in barone.
Sono contento di essere qui con Giochettano. Come volete voi.
Buona parola.
Nano, torna a prendere un altro libro in biblioteca.
I libri non servono a niente.
Quello che ho imparato oggi, Perone, vale cento dei vostri libri.
Venite.
Il comandante Arcuti ce l'ha morte con voi.
Non avrà pace finché non riuscirà a mettervi dentro.
Il comandante abbaglia come il cane alla luna.
Ha anche denti buoni, ve l'assicuro.
E io credo che sarebbe meglio per tutti se qualcuno gli rilevasse per sempre.
Volete dire... Avete capito benissimo.
Troppo rischioso in questo momento.
I pevaveri che stanno sopra di lui si sentirebbero in dovere di reagire.
No, ci sono altri modi per metterlo a cuci. Lo facciamo già sferire.
Allora diciamo che si tratta di un favore personale.
A sugello del nostro accordo.
Ho capito.
È una questione privata.
Allora consideratelo come cosa fatta.
Anch'io ho una richiesta a parole.
Voi avete qualcosa di mio che mi dovete restituire.
Tano, viene via con me.
Non si metterà mai più piede in casa vostra.
Come sta, Paul? Sta tranquilla, non è niente di grave.
Il medico ha detto che è solo un'infrezzatura.
Buonasera, signora. Bentornata.
Grazie, Rosalia. Ora può andare.
Come stai, amore mio?
Ma dov'eri?
Ora sono qui, qui con te, tesoro.
L'ho visto, mamma.
Chi?
È venuto qui a casa.
Chi è venuto?
Erano insieme. Papà lo ha baciato.
Papà, non ti capisco. Che stai dicendo?
Papà, ho visto la masseria quando ero prigioniera.
Lo stesso uomo.
Quello che mi voleva uccidere.
Perché, papà? Perché, mamma?
Ma tu sei un bastardo, stai giù.
Al paese suo era sindaco, parlo che maresciallo.
Si vedeva a die e metteva paura a tutti.
Devi mangiare il goli, mi aveva detto.
Ti piaceva rubare sull'oliva, eh?
E adesso nell'olio ci hai lassato l'ana, ma ci hai lassato.
Ti ha fatto bene, eh?
Se l'avessi lasciato respirare, avrebbe ammazzato lui e me.
Ti devi ricordare una cosa.
Mai lasciarsi dietro questioni irresolte.
Mai.
Io lo so, tu hai sentito tanti bei discorsi a casa del barone sulla bontà,
l'onestà, la legge.
Il lupo si mette alla pelle dell'agnello per poterti azzannare a cedimento.
Sta tranquillo, facciamo presto.
Andiamo.
Bene. Se vuole firmare, signor Altamura.
Ora che succede?
Al processo d'appello le cose cambieranno.
Anche Paul dovrà essere presente?
Si può evitare.
Ma lei dovrà testimoniare al suo posto.
E fino a quel giorno è importante che tutto rimanga assolutamente segreto.
Certo.
Sarebbe meglio che Paul non restasse alla villa.
Lo porti dai suoi amici.
A Palermo.
E lo lasci lì fino a quando tutto sarà finito.
Ah, ci posso presentarvi una persona che mi sta molto a cuore. Eh certo, ci manca
salto. Tanozzi, vieni qua.
Questo è Tano, un giorno sarà lui a prendere il mio posto.
Speriamoci a cent'anni.
Bravo Tano, bravo. Bene, vatti a comprare due taralli e il resto te lo
tieni.
Mi piace, ave l'occhio capuncelo.
Ah, voi non conoscete ancora Don Antonio Spegozza?
Sono nonato. Il piacere è mio.
Io conoscivo il tuo padre da quando era piccolino e mi ricordo che prima di
partire mi risse.
Antonio, io me ne vado in America, non è che ci sono i marciapiedi d'oro.
I marciapiedi d'oro. Venite, accomodatevi, che qua stiamo più
tranquilli. I marciapiedi d'oro. In America.
È difficile figurarsi che cosa porterà all'accordo che stiamo festeggiando, ma
io dico che i nostri figli e i nostri nepoti si ricorderanno di questo giorno
come l'inizio di un'epoca di ricchezza e di prosperità per tutte le nostre
famiglie.
E di questo dovete ringraziare la tenacia, il coraggio e, perché no,
anche la sfacciadaggine.
Di Pietro Favignana.
Favignana Pietro, un ordine d'arresto per lei.
Deve seguirmi in caserma.
Non vi spaventate, è solo una buffonata.
Comandante, adesso state esagerando.
Non vi è bastata la brutta figura dell'ultima volta?
Lo vedremo in tribunale chi farà brutta figura.
Questo è un mandato di cattura per il sequestro di Polo Altamura.
Portatelo via! Devi aiutare a inventare questa infamia. Ah, qualche bottata!
Indietro! Muovete, cammina!
Muovete, cammina! C
'è molta attesa in
Sicilia per il processo d'appello che vede Pietro Favignana...
accusato ancora una volta di avere circa un anno fa rapito e tentato di uccidere
il piccolo Polo Altamura, figlio di un noto latifondista della zona.
Il processo è stato riaperto dopo le rivelazioni di un misterioso testimone
la cui identità è protetta dall'assoluto risargo delle autorità.
Soltanto fra qualche giorno in tribunale...
Vedrai che anche stavolta finirà tutto in una bolla di sapone.
Mi sa tanto che questo super testimone segreto è solo una trovata pubblicitaria
del nostro comandante. Non vedo perché dovrebbe fare una cosa simile.
Perché ha fatto un sacco di sciocchezze.
Ecco perché.
La rapina dei miei soldi.
L'assessore Silla ha fatto a pezzetti e tutto sotto il suo naso.
No, ma proprio deluso.
Mi chiedo dov'è che tiene la testa il nostro bel capitano.
Non ho fame.
Non hai mai fame?
Non hai mai voglia di fare una passeggiata? Non hai mai sonno?
Sono settimane che mi addormento da solo, mentre tu leggi in biblioteca.
Mi chiedo dov'è che tiene la testa anche tu.
Scusami, non mi sento molto bene.
Il nostro informatore si è detto sicuro che non sarà il bambino a testimoniare,
ma la madre.
Legalmente lo possono fare.
E allora dovete dire a Turi che li voglio morti tutti e due, ma te figlio!
Parlate piano e state calmo!
Io mi calmerò solo quando li avrò visti sottoterra.
E quando avrò scanato quell'infame del capitano con le mani mie? Ce l'avrete la
vostra vendetta, ma non adesso.
Adesso quei morti chiederebbero il nome del loro assassino ai quattroventi e voi
di qua non uscireste mai più.
Avvocato, io qua dentro già ci sono e voi mi dovete tirare fuori.
Favignana, quelli che oggi vi accusano domani vi libereranno.
Che minchia dite, avvocato?
Beato, ci sono armi che fanno più male delle pistole.
Avevate detto che era solo questione di un minuto, avvocato. Voi americani avete
sempre fretta e non vi sapete gustare le cose autentiche.
Ho un messaggio per voi da parte del mio cliente, Pietro Favignana.
Dopodomani comincerà il processo contro lui in base alle rivelazioni di un
testimone segreto.
Quel testimone siete voi, baronessa.
Ma che state dicendo? Come potete... Io ho saltato i preamboli, voi evitatemi la
commedia. Tanto noi sappiamo tutto di quello che direte.
Parola per parola.
Cosa volete da me?
Ecco, questo mi piace di voi americani. Siete delle persone pratiche. Voi mi
date una cosa e io ve ne do un'altra. Così abbiamo fatto un bel business.
Finitela e siate chiaro.
Se voi confermate al processo quello che vi ha raccontato vostro figlio,
condannate Pietro Favignano all'ergassolo, ma nello stesso istante
firmate un'altra condanna alla pena capitale, questa senza appello.
per una persona che vi sta molto a cuore, il comandante Arcuti.
Credetemi, baronessa, potrà nascondersi ovunque, farsi proteggere da un intero
corpo d'armata. Un giorno qualcuno riuscirà ad arrivare da lui ed eseguirà
la condanna. Perché loro hanno la memoria lunga e non perdonano.
Avete capito qual è il business?
Voi ritrattate, dite che non siete sicura.
Che magari sono fantasie di vostro figlio. Da quel momento in poi il
comandante Arcudi sarà in una botte di ferro e nessuno gli torcerà un capello
finché campa.
Un'ultima cosa.
Pietro Favignano ci tiene a farvi sapere che qualcun altro aveva condannato a
morte il capitano Arcudi prima di lui.
Un altro business.
Esattamente come il nostro.
Chi? Che volete. I mariti siciliani sono fatti così.
Le corna non le sopportano proprio.
Il mio cliente da uomo uomo non ha potuto rifiutarsi.
Ma adesso le cose sono cambiate.
Se fosse la signora baronessa a chiedergli il favore di risparmiare il
suo bel capitano, Famignana non potrebbe dire di no, perché non scontenterebbe
mai una signora.
Il barone, vostro marito, credetemi, capirà. E se ne farà una ragione.
Chi è?
Sono io.
Ti amo, Carlo.
Ti amo.
Io ti amo, ti amerò per sempre.
Giuri di dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità. Dica
lo giuro.
Lo giuro.
Capitano Arcuti, lei ha fatto pervenire al tribunale la deposizione giurata di
un testimone.
che sostiene di aver avuto diretta cognizione del fatto che l'imputato ha
organizzato e attuato il sequestro del minore Paul Altamura e che ne ha
successivamente ordinato la morte.
Circostanza questa da lei stesso sventata.
È esatto?
È esatto, signor Presidente. L'identità del testimone è stata tenuta segreta su
sua richiesta e invia del tutto eccezionale fino ad oggi.
Ora però è venuto il momento che venga a deporre davanti a questa corte.
Ci vuole dire, comandante, se la persona in questione è presente in quest'aula?
Sì, è presente.
Ce la vuole indicare?
È la baronessa Barbara Altamura.
Sei un pazzo.
Ma cos'è sta storia?
Silenzio!
Grazie, comandante, può andare.
Chiamo a deporre la baronessa Barbara Altamura.
Declini le sue generalità.
Barbara Altamura nata a Grunberg.
Giuri di dire la verità. Tutta la verità, nient'altro che la verità.
Dica lo giuro.
Lo giuro. Lei, nella deposizione resa al comandante Arcuti...
Ha dichiarato di avere raccolto le confidenze di suo figlio Poole sul
periodo in cui è stato sotto sequestro.
Lo conferma?
Sì. Dichiara altresì che suo figlio Poole le ha indicato senza ombra di
dubbio nell'imputato il suo sequestratore.
Conferma anche questo?
No, non posso confermare.
Silenzio! Silenzio!
Signora Altamore.
Si vuole spiegare meglio?
Mio figlio in realtà non mi ha mai fatto il nome dell'accusato.
La verità è che sono stata io che ho fatto delle elezioni. In questo periodo
ho avuto modo di rifletterci a lungo.
E adesso ho deciso che non me la sento di far condannare una persona soltanto
per un sospetto. È assurdo, Presidente! La destra è stata sicuramente
intimidita! Intimidita da chi?
Se solo voi sapevate chi era!
Avvocato!
Signora Altamura, ha ricevuto delle pressioni per ritrattare quanto aveva
denunciato al comandante Arcuti? Si ricordi che è sotto giuramento?
No, è una mia libera scelta. Signor Presidente, può chiedere alla testa se
non abbia per caso ricevuto pressioni prima di fare quell'assurda denuncia?
Ma che significa? Significa che la testa può essere stata indotta ad accusare il
mio cliente da qualcuno che aveva un forte ascendente su di lei e che voleva
vedere Pietro Favignana dietro quelle sbarre.
Signora, ha ricevuto delle pressioni nel senso che dice l'avvocato?
No, nessuna pressione. Il comandante Arcuti ha pubblicamente dichiarato che
non avrebbe avuto pace.
finché non fosse riuscito a sbattere in galera Pietro Famignana.
Signor Presidente, può chiedere alla testa se non sia stato lui a indurla a
fare quell'assurda denuncia?
No, no!
Non gliel'ha chiesto per caso, in base ai vostri rapporti, diciamo così,
intimi? Avvocato, togli il suo posto!
Le domande le faccio io. Non capisco che c'entra questa storia col processo in
cui... Mi scusi, signor Presidente.
Ma questa storia invece può spiegare tutto.
Può spiegare perché un innocente si trovi dietro quelle sbarre e soprattutto
può spiegare perché qui si è tentato di truffare la giustizia.
Ma è chiaro che io sono qui per difendere Pietro Favignana, non per
accusare la baronessa Altamura.
E allora io le chiedo, sotto giuramento, se intrattiene o no col comandante
Arcuti una relazione adulterina!
Signora Altamura, risponda alla domanda dell'avvocato.
No.
Dove stai andando?
Aspetta, dobbiamo parlare.
Barbara, sono disposto a perdonarti, a ricominciare.
Tu sei disposto a perdonare? Tu che hai chiesto a un mafioso di uccidere il tuo
rivale?
Barbara, io ero come impazzito.
Non volevo perderti.
Siamo stati tutti pazzi.
Io per prima.
Addio, Francesco.
Barbara!
Datteli a me.
Faccio da sola.
Tano, che ci fai qua?
Perché quella faccia?
Non sei contento? Il tuo amico domani esce.
Non è amico mio.
Se Favignano è libero è anche per colpa tua.
Mi scantate di lui.
State scappando.
Io non sto scappando.
Sto tornando a Roma e sarò punito.
Invece Pietro Favignano ormai lo può punire solo Dio.
La carezza del vento, il profumo dei fioi,
un lontano lamento prende il mio cuore.
E' una musica il sole, e' una musica il
bar.
... ...
...
... ...
Maia!
Maia!
Maia!
Danuzio, ma che hai, perché piaci?
Che ti succede?
Pensavo a mia magia. È morta che eri piccerito, non è vero?
Pure io ero piccerita quando mia magia morì.
Io non mi ricordo neanche la sua faccia.
Mio padre mi diceva, Che era scesa dal cielo, mi aveva apposata ed era tornata
su.
Lo volevate bene a vostro paggio?
Era tutta la mia vita.
Quando è morto credevo di morire pure io.
E invece vi siete sposate.
Pietro ha voluto così.
Pietro vi ha portato all'altare con le mani ancora sporche di sangue. Ma che
dici, di quale sangue? Lo sangue di vostro paggio.
Ma mio padre era malato. Ha approfittato di questo per ammazzarlo, così nessuno
lo poteva sospettare, voi per prima. Ma io l'ho visto con gli occhi miei.
Ma che dici?
Mi ha dato da bere una bottiglia, tutta se la doveva bere. Lo stupaggio è caduto
con la faccia nella polvere. Gli chiedeva aiuto con la bava alla bocca. E
Pietro rideva, rideva. Si è inginocchiato e gli ha detto, adesso è
tutto mio. La casa, le proprietà. E lo sarebbe la sposa prima che finita sotto
te.
L'ha ammazzato.
Come ha fatto con mia madre.
Non è vero!
Perché non portaste la vicerita?
L
'ammazzaste
tu, mio padre.
Grazie.
Fate come vi ho detto, avvocato.
La conosco la legge e voglio andare fino in fondo.
Tenetemi informato.
Arrivederci.
Tano, che fai qua?
Pietro Favignano non c'è più, ma il patto che avete stretto con lui vale
ancora e dovrete obbedire.
Il vostro sogno è finito per sempre, barone.
E tu cosa vuoi? Solo due cose, una per me e una per mia sorella Maria.
Dua sorella?
Voglio che la mettiate dalle monache e che abbia una rendita per tutta la vita.
dovrete trattarla come fosse figlia vostra.
E tu?
Me l'avete insegnato voi che la scienza è più forte di tutto.
Io voglio andare via dalla Sicilia, lontano, all'estero, nella scuola più
importante che c'è.
Così non sentirete più parlare di Tano Cariddi.
Ciao Paul, vedi quella macchina? C'è qualcuno che ti vuole dare un regalo.
Non so cosa avrei fatto senza di voi.
Grazie ancora di tutto. A presto.
Dov'è Paul?
Paul!
Un momento, baronessa.
Pubblica sicurezza. Deve seguire un ordine del tribunale. Suo figlio è stato
affidato alla custodia del padre.
Questo non potete farlo, sono cittadina americana.
Infatti lei è libera di partire. Suo marito non ha sporto denuncia nei suoi
confronti. Che devo fare, signora?
Vorrei vederti morto.
Bentornata.
Portate i bagagli della signora a Villa Altamura.
grazie a tutti
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