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Il professor Ramonte, capo di un'associazione affaristico-mafiosa,
dopo essere stato portato alla sbarra dalla giudice Silvia Conti come mandante
dell'omicidio del commissario Cattani, nel processo d'appello viene assolto e
riabilitato. Il suo potere è intatto ed è basato su un archivio che contiene
dossier e informative segrete, un formidabile strumento di ricatto.
Nel suo progetto di rivalsa, Ramonte si allea con Tano Caritti,
Invecchiato, stanco, ossessionato dai fantasmi del suo passato, Tano si è
appartato in un castello semidiroccato alle pendici dell'Etna.
Ma il gusto del potere lo eccita ancora.
Per Ramonte è l'ora della vendetta contro gli ex amici che lo hanno
abbandonato, tra questi il senatore Mercuri, che è in possesso della chiave
elettronica che permette di accedere all'archivio.
Mercuri è debole e malato.
ma è sua figlia a ergersi a difesa del padre.
Giulia non sa niente dell'oscuro passato di suo padre o del padre di Marco, il
suo ragazzo, l'avvocato Rittone, che ancora oggi è il braccio destro di
Ramonte. Quando si rende conto di quale minaccia pesa su di loro, Giulia chiede
di parlare con Silvia Conti.
Silvia nel frattempo è cambiata, ha lasciato la procura per dedicarsi all
'uomo che ha sposato, Alfredo, e con lui sta per adottare una bambina.
Giulia scongiura Silvia di darle ascolto.
Cerca di parlarle, ma non arriverà mai all'appuntamento con lei.
Tano Cariddi, che si è reso conto del pericolo, fa rapire la ragazza
rinchiudendola nel castello alle falde dell'Etna e intanto con l'aiuto di
Vania, il pupillo di Ramonte, sta avvelenando il vecchio professore per
prendere il suo posto.
Silvia, che piacere vederti, Silvia.
Ho avuto spesso tue notizie dai giornali, ma per il resto pensavo che ti
fossi dimenticata di me.
E come avrei potuto?
Lei mi ha insegnato tutto. Senza di lei non sarei quella che sono.
Ricordo che ti toccavano tutte le seccature.
Eri la più giovane, la mascotte del gruppo.
Ogni tanto ho nostalgia di quegli anni.
Io no, Silvia.
Erano tempi oscuri, violenti.
Combattevamo contro nemici spietati, terrorismo, la criminalità organizzata
che cercava di mettere in ginocchio lo Stato.
E quanti morti abbiamo pianto?
Troppi.
No, ti dirò che sono contento oggi di occuparmi solo dei miei studenti e
dei miei libri.
E sapere che ci sono persone come te a presidiare la legalità.
Beh, anch'io mi sono fatta da parte.
Ho lasciato la procura.
Speravo che quei tempi fossero finiti e invece... Invece?
Ecco.
Ecco qua.
Si chiama Giulia Mercuri.
Credo che sia stata rapita.
La vittima si chiamava Paolo Tripoli e, come il padre di Giulia, il senatore
Mercuri, il suo nome compariva nella lista degli appartenenti all
'associazione del professor Ramonte. Ma quell'associazione è stata sciolta
diversi anni fa, mi pare.
Sì, e molti dei suoi membri sono stati messi sotto inchiesta, ma con scarsi
risultati. Per la maggior parte c'è stata l'archiviazione o la prescrizione
del reato.
Sì, sì, qualcuno è stato anche condannato, ma appena irrisori.
In ogni caso ora sono tutti a piede libero. E una volta che la stampa ha
spento i riflettori su di loro, sono tornati alle consuete attività e hanno
continuato le loro carriere.
E tu ora hai motivo di credere che siano di nuovo pericolosi?
Ramonte è stato assolto e riabilitato.
Ma è stata una corte d'appello a decidere in questo senso. Sì, ma non
contesto la sentenza. Mi preoccupa invece quello che ha detto la ragazza.
Giulia mi ha parlato di un archivio. Che genere d'archivio?
Dei dossier, informative raccolte dai servizi segreti, forse anche documenti
di Stato.
Carte riservatissime che potrebbero svelare 30 anni di misteri del nostro
paese. E sarebbe di nuovo Emanuele Ramonte?
Molto probabile.
Ma chiunque lo possieda ha un'arma di ricatto enorme.
Può condizionare la vita delle istituzioni. Un potere diabolico.
Ne hai parlato in procura?
Sì, ma nessuno mi ascolta.
Ramonte è tornato ad essere un intoccabile.
Anzi, è più forte di prima.
Io non me la sento di mollare, anche se... se questa storia sta sconvolgendo
la mia vita privata.
Da lei ho imparato che abbiamo responsabilità che non possiamo
ignorare. E vuoi...
Andare avanti da sola?
Sono qui per chiederle aiuto.
Io non conto più molto, lo sai?
Per me lei conta molto.
Non ho cambiato idea.
In certi momenti non ci si può e non ci si deve fermare.
Continua ad ascoltare la tua coscienza, Silvia.
E io cercherò di fare in modo di non darti solo un appoggio morale.
Grazie.
Grazie, professore.
No, no.
Questa lasciala a me.
La terrò fino a che non me la farai conoscere di persona.
Cosa vuole?
Devo fare una fotografia, signorina. Mi stia lontano.
Deve tenere davanti che si legga la data.
Io non faccio nessuna foto.
Cosa volete?
Che cosa volete?
Deve stare ferma, signorina.
Lasciala, che hai fatto a lei?
Una fotografia.
Il giornale può pure tenerlo.
Che cos'è quella?
Io non so.
Perché mi hanno rapito? Che cosa volete?
Aspetta, io lo so chi sei, ti ho visto all'ospedale, sei la madre di Dimitri,
vero?
Tuo figlio è molto malato.
Come sta?
Male.
Sta peggio.
I medici dicono che è grave.
Perché non sei con lui?
Cosa fai qui con questa gente?
Perché sei l'unica a viso scoperto?
Io non conto niente.
Se hai bisogno di qualcosa, dia a me. Ho ordine di trattare te bene.
Ordine di chi?
Chi si nasconde dietro quella camera?
Vania, sono io.
Ecco qua.
Arrivederci. Arrivederci.
Ciao. Ciao.
Ho appena fatto il caffè, ne vuoi?
Grazie.
È andato tutto bene a Roma?
Sì, più o meno.
Hai visto il professore?
Sì, e mi è stato di grande conforto.
Mi ha detto che ho ragione, che devo andare avanti.
E ora? Che farai?
Non lo so proprio.
Purtroppo sono sola.
Se le cose stanno come dici, com'è possibile che non si muova nessuno?
Beh, Ramonte è stato assolto e nessuno osa più toccarlo.
E il padre di Giulia continua a tacere, perché ha paura che facciano del male a
sua figlia. Ma prima o poi si accorgeranno di te.
È quello che spero.
Voglio andare a stanarli.
Voglio farli venire allo scoperto.
Vuoi fare da isca?
Ma ti rendi conto del rischio che corri?
Non posso fare altro.
Io vado in laboratorio.
Ti vedo stasera? Sì, penso di sì.
Ah, Alfredo. Sì?
Hai notizie di Anna?
No.
Non ho più avuto il coraggio di chiamare l'istituto dopo quanto è successo.
La bambina è stata troppo male.
Le avevamo promesso che sarebbe venuta a casa.
Invece...
Pronto?
Ah, buongiorno, dottoressa.
Volevo avere notizie di Anna.
Vorrei tanto vederla. Non mi sembra il caso. La bambina ha sofferto molto l
'ultima volta.
La delusione è stata terribile.
Lo so, lo so, è stato difficile anche per me.
Ma è successo un fatto del tutto imprevisto, un problema grave.
Ma le assicuro che non è cambiato niente. E molto presto Anna potrà venire
da noi. Anna ha bisogno di certezze. Se lei in questo momento non può dargliene,
è molto meglio che la lasci in pace.
Ma lei mi può assicurare che tutto come prima avremo comunque l'adozione? Il
giudice per i minori deciderà nell'esclusivo interesse della bambina.
Adesso mi scusi, ma devo andare.
Sì, sì, capisco.
Arrivederci.
Ancora un po' di tè.
Povero Vanya.
Adesso devi preoccuparti di un malato.
Le forze mi stanno abbandonando sempre di più.
Presto starai meglio.
Bevi. Vedrai, ti farà bene.
Guarirai, sono sicuro.
Grazie, ragazzo mio. Ora io però devo andare.
Continuiamo nostra partita più tardi.
Sì, naturalmente.
Dammi la mano.
Sono felice che tu sia tornato.
Portale a ritorno, le devi consegnare personalmente.
Vado subito. Il professore come sta?
Male.
Deve continuare la cura.
Ora va.
Mi servono soldi. Hai avuto un anticipo. Il resto quando il lavoro sarà finito.
Dove va, scusi, non si può entrare a quest'ora. Sono un magistrato, Silvia
Conti, vorrei parlare con il direttore. Sono io, mi dica.
Ecco, io sto cercando una ragazza che fa volontariato qui da voi, Giulia Mercuri.
Ah, Giulia, ma cosa le è successo? Dove è finita?
E veramente speravo che lei potesse aiutarmi a scoprirla. Noi l'aspettavamo,
come sempre, ma non si è fatta più viva, neanche per telefono. L'ha cercata anche
il suo ragazzo.
Ha un ragazzo. Come si chiama? Marco Rittone. Il figlio dell'avvocato. La
conosce?
Aveva saputo che Giulia era partita per Londra, ma senza lasciare alcun
recapito, nulla.
E a lei non aveva parlato di questo viaggio a Londra? Assolutamente no. L'ho
detto anche al suo ragazzo.
Stiamo perdendo un altro bambino.
Che cos'è? È nato leucemico.
Una delle vittime dell'esplosione di quella centrale nucleare russa.
Certo, Bill.
Pronto? Buongiorno, sono Silvia Conti. Vorrei parlare con Marco Rittori. Mio
figlio non è in casa.
Buongiorno, avvocato. Cosa vuole da Marco? Sto cercando la sua ragazza,
Giulia Mercuri.
La conoscerà certamente?
Io non so niente di Giulia. Può dirmi perlomeno quando l'ha vista l'ultima
volta? Ma cosa vuole lei? Chi l'autorizza a fare queste domande?
Le sto chiedendo solamente di... Io non ho niente da dirle e neanche mio figlio.
Addio, dottoressa.
Vieni a tavola, papà?
Sì, sì, arrivo. Chi era al telefono?
Niente, un rompiscatolo.
Non è possibile che sia scomparsa così all'improvviso. Chi è che è scomparsa
così? Giulia.
Giulia? È andata a Londra così all'improvviso perché aveva litigato con
Marco. Se io fossi sparito ogni volta che ho litigato con tuo padre, a quest
'ora avrei fatto il giro del mondo.
Avevi detto che negli ultimi tempi era nervosa, agitata.
Aveva tirato fuori delle strane storie su suo padre.
Diceva che suo padre era in pericolo.
Che quel tuo amico, Ramonte, lo stava minacciando.
Marco, io devo essere sincero con te.
Non so se una ragazza che si comporta in questo modo sia quella giusta per te.
Chi è adesso?
Serva pure, vado io.
Buongiorno.
Buongiorno. Avvocato Rittone. Sono il figlio, può dare a me?
Mi dispiace, ho compito di consegnare personalmente.
Chi devo dire?
Vania.
Prego, si accomodi.
Un momento.
Papà è per te.
Chi è?
Un certo Vania.
Buongiorno, mi dici?
Buongiorno.
Solo un minuto, Marco, se non ti dispiace.
Insomma, ma che fa tuo padre?
Venire a disturbare all'ora di pranzo.
E allora?
Neanche di sabato si può pranzare tranquilli.
Chi era quel tipo?
Il segretario di un cliente.
Insomma, vogliamo mangiare o no?
Buon appetito.
Commissario Leonardi, signor procuratore, buongiorno, voleva vedermi.
Facciamo due passi. Volentieri.
È una faccenda un po' delicata, so che la dottoressa Conti è stata da lei.
Sì, stava cercando una ragazza.
Una certa Giulia Mercuri, l'avevo sentita come testimonio di un incidente.
E infatti, lei abbia avuto notizie di quella ragazza?
No, la dottoressa Conti mi ha detto che era partita per Londra, così almeno
diceva il padre.
Però non era convinta, infatti mi ha fatto controllare in aeroporto e non
risultava partita, almeno in aereo. Ecco, il problema è proprio questo.
La dottoressa Conti non ha alcun titolo per indagare su questa presunta
sparizione.
E del resto tutt'oggi in procura non è arrivata nessuna notizia di reato.
Però... Le hanno portate poco fa.
Come vedi è viva e sta bene.
Perché?
A questo punto il suo destino dipende solo da te. Tu hai in mano qualcosa che
vale molto e che Ramonte è disposto a pagare qualsiasi prezzo.
Quel maledetto dischetto che gli permette di leggere il suo archivio.
Ormai è solo una mania senile di Ramonte.
Ci ha messo trent'anni a metterlo insieme, adesso lo rivuole indietro,
tutto qui. E per questo ha fatto rapire mia figlia.
Sono sicuro che se consegnerai quel dischetto potrai riabbracciare Giulia un
'ora dopo.
Scusi, senatore, è ora della pillola.
L'aiuto a prenderla?
Lascia tutto riedi.
Cosa sa lui di questa storia? Non parlerà con nessuno. Mi deve tutto.
Poi... è molto affezionato a Giulia. Speriamo che sia vero.
Una parola di troppo può uccidere la tua figlia.
Io torno domani. Fammi trovare quel dischetto e tiriamo tutti un sospiro di
sollievo.
Credo che dovremmo rinunciare alle regine.
Questa è bella idea.
Non riesco a fare più nulla. Mi sento come svanire.
Che idea? Di cosa stai parlando?
Pensavo mio locale, cambiare nome, le due regine, che ne pensi?
Che orrore, anziché rilevare quel locale non ci metterei più
piede se fossi in te. No Vania, non ti ho preso in questa casa, levato come un
principe perché finissi a fare la puttana in un posto come quello.
Ti porto in mio locale, quando starei meglio, vedrai, cambierai idea, ti
piacerà.
Aspettiamo almeno qualche giorno. Io non posso muovermi senza un reato.
Sì, lo so, ma questo non ci autorizza ad abbandonare Giulia.
Lei mi mette in una posizione imbarazzante.
Io sono tenuto al rispetto di certe regole.
Bene.
Allora, tornerò a trovarla non appena avrò qualche notizia da darle.
Sperando che non sia un altro incidente mortale.
Quando è successo?
Questa mattina presto.
Dio ha avuto pietà e ha preso lui con sé.
Non era più mio Dimitri.
Era come un uccellino ferito.
Era tutta mia vita.
Ora io non ho più niente.
E il papà di Dimitri?
Morto anche lui.
Lavorava a centrale nucleare.
È stato tra primi a essere contaminato.
Ha lottato con male e con tanta forza.
Ha appena fatto in tempo a vedere nascere il suo figlio.
Ha avuto questa gioia.
tuo figlio Viera.
Sono rimasta sola.
Questa è casa tua, puoi restare qui se vuoi.
consapevole di non essere più in grado, a causa del mio attuale stato di salute,
di guidare la nostra associazione.
Ed è per questo motivo che rassegno le mie dimissioni da presidente e nomino il
nostro legale avvocato, Edoardo Ritone, come mio successore.
Il fatto è che io sto benissimo, sono ormai quasi guarito.
Via, Ramonte.
Sappiamo tutti che purtroppo non è così.
Noi ti siamo molto grati.
Ma devi capire che a questo punto... Lo dovete soltanto a me se siete qui.
A me.
Tutti. Tutti.
Senza di me non siete niente.
Niente. Non esistete neppure.
Nessuno mette in discussione i tuoi meriti, Ramonte.
Nessuno dimentica quello che ti deve.
Ma sei stato proprio tu ad insegnarci che le persone non contano, conto il
progetto. Per questo è necessario che tu dia le dimissioni e consegni l'archivio.
Ho passato praticamente tutta la vita a mettere insieme quei
documenti. Ho pagato, corrotto, estorto, ucciso, sì, sono arrivato persino a
uccidere. Per avere quelle carte.
E adesso dovrei consegnarle a voi? No.
Non a noi, Ramonti.
Al progetto.
Tano Cariddi.
Buffo. Pensare che il nostro Tano non voleva partecipare al banchetto. Ho
dovuto insistere. Io ho dovuto insistere perché oggi fosse qui con noi.
Ti prego, non rendere tutto più difficile e penoso.
La morte è sempre difficile e penosa. Io sto morendo.
Immagino di essere obbligato ad accettare.
Immagino di sì.
Va di là, prendi i dischetti, Vanya. Per favore.
Non vi serviranno a niente se Mercuri non vi darà il dischetto con il codice
per leggerli.
Anche Mercuri sarà obbligata ad accettare.
Sei tu, Vanya.
Dovevo capirlo che eri tu l'angelo della morte.
Avanti, dammela ancora.
Fa quello che devi fare.
Fa il tuo dovere.
Fino in fondo.
Perché, Vania?
Perché? Per denaro?
Ed è per rispetto delle sue ultime volontà che questa triste cerimonia
viene celebrata nel modo più intimo e discreto alla presenza solo dei suoi
amici più cari, i membri dell'Associazione a cui il professore
Ramonte ha dedicato gran parte della sua vita.
Chi fosse Ramonte del resto non ce n'è pure bisogno di ricordarlo al mondo.
E cosa nota a tutti?
Anche a coloro che con vergognosa e tragica determinazione lo
perseguitarono. Sì, amici, chiamiamo le cose con il loro nome.
Qui, di fronte alle sfoglie di un uomo che è stato piegato dalle infanie dei
suoi nemici, non possiamo tacere e soprattutto non possiamo perdonare.
Sapete tutti com'è l'ingiusto.
e penoso processo che dovette subire avesse prostrato l'energia del
professore. Sapete tutti come gli amici gli furono vicini quando lasciò
finalmente il carcere ormai gravemente malato.
Qui, oggi, nel dare l'estremo saluto al professore Ramonte,
Mi sento di potergli assicurare a nome dei suoi amici e di gridare ai suoi
nemici che le sue idee e il suo progetto sono ancora vivi e più attuali di
prima.
Ed io personalmente, che ho l'onore di raccogliere la sua eredità e di essere
il suo esecutore testamentario, giuro di adoperarmi con tutte le mie forze.
A far sì che la sua opera non venga dimenticata.
Che nulla venga dimenticato.
Quella donna è... Lo so chi è.
È Silvia Conti.
Una donna coraggiosa.
La grande accusatrice ha osato venire qui oggi.
Mio lavoro finito.
Che ci fa lei qui?
E lei?
Volevo vedere gli amici di Ramonte.
I nuovi e i vecchi.
E non ha paura a farsi vedere da loro?
È esattamente quello che voglio. Che sappiano che c'è una persona che non ha
dimenticato e che li segue da vicino. E potrebbe essere pericoloso.
Perché? Sono tutte brave persone, no?
Ma non ha risposto alla mia domanda.
Che cosa ci faccio qua?
È un normale controllo.
Ramonte aveva anche molti nemici e qualcuno potrebbe essere venuto qui a
dargli l'estremo saluto con intenzioni un po' più bellicose delle sue.
Vania Marinov, 22 anni, incensurato, omosessuale molto noto nell'ambiente,
appena rilevato un locale, diciamo così, specializzato.
In che rapporti era con Ramonte? Era l'amico del professore.
Ramonte l'ha preso sotto la sua ala quando era poco più che un bambino.
E' restato con lui fino all'ultimo. Io credo che sappia molte cose della vita
pubblica e privata del suo protettore.
Grazie, commissario.
Mi scusi, senatore.
C'è signor Marco Rittone.
Buonasera, senatore. Mi scusi per il disturbo, ma... Rimanda a tuo padre?
No, perché?
Che cosa... Che cosa vuoi?
Senatore, io so benissimo che lei non ha mai provato la mia relazione con sua
figlia. Ma io sono molto preoccupato per Giulia.
Non è possibile che sia scomparsa così senza una ragione.
Tu le vuoi bene, vero? Io la amo.
Giulia sta attraversando un momento difficile, sai?
Deve prendere delle decisioni importanti.
Ma dov'è?
Perché non mi risponde al telefono? Io non te lo posso dire dov'è.
D'altra parte non lo so neanche io.
Però tornerà molto presto, sai?
Devi avere fiducia. Cosa sono tutti questi misteri?
Tu sei molto giovane, Marco.
Ma devi avere pazienza.
Giulia tornerà oramai.
Oramai è questione di ore, sai?
Io vorrei aiutarla, senatore.
Non ci sarà bisogno di fare nulla. Se la sente, gli dica che la penso e che l
'aspetto.
Arrivederci, senatore.
Marco...
Ti devo delle scuse.
Ti avevo giudicato male, sai, ma... Giulia tornerà.
E così potremo riabbracciarla.
Questo è un club privato. Per entrare bisogna essere iscritti. Lo so, vorrei
vedere Vania. Gli dica che Silvia Conti gli vuole parlare.
Venga con me.
Aspetti qui.
Cos'è?
Le hanno dato indirizzo sbagliato? O cerca sensazioni nuove?
Vorrei parlare con lei del professor Ramonte.
Pensavo che dopo sua morte, sua sete di vendetta si fosse placata.
Non ho mai desiderato la sua morte.
È morto tra mie braccia, sa? Ma certo che sa, se no non sarebbe venuta qui a
cercarmi.
Sì, lei ha vissuto col professore i suoi ultimi giorni. Potrei sapere di cosa è
morto.
Era molto logorato.
Ma di che dobbiamo parlare, dottoressa?
Sono indiziato, testimone, interrogato, cosa?
Si tratta solo di una conversazione amichevole.
Ma io i miei amici li scelgo.
A proposito di amici, so che il professore ha ricevuto nella sua villa i
membri dell'associazione di cui era presidente.
Lei li avrà certo conosciuti, dato che erano gli stessi presenti oggi all
'esequie. Io non ho visto nessuno.
C'è stata una riunione, diciamo così, plenaria, alla quale ha assistito una
ragazza. Una ragazza? Sì, Bruna, all'incirca della sua età. E dopo essere
stata a quella riunione è sparita. E io che c'entro, scusa?
E c'era anche un vecchio amico del professore, il dottor Tripoli, che il
giorno dopo è stato investito e ucciso da una macchina.
Ma vuole smettere di raccontarmi queste storie?
Io non ho assolutamente voglia di parlare con lei. Non capisco perché lei
sia così nervoso.
Perché Dottor Ramonte mi parlava spesso di lei.
Mi diceva sempre di starle lontano.
E siccome questo è il mio locale, la prego di uscire, grazie.
Scusa, signorina.
Tu volevi bene a Dimitri.
Giocavi con lui. Io invece faccio male a te.
Immagino che tu non possa fare altrimenti.
Lui è stato buono con me, Dimitri.
Ha dato a me lavoro.
Ha permesso a me curare mio figlio.
Chi è lui?
È un uomo che ha sofferto molto.
Perché mi tiene qui?
Che cosa vuole da me?
Ramonte è morto.
Non c'è più ragione.
Ramonte non contava più molto ormai.
E poi il suo archivio, se non consegni quel disco, non vale niente.
Quell'archivio ora è il nostro, Aldo.
Marco... Marco è stato da me ieri sera.
Cosa gli hai detto?
Ha paura.
Non si è ancora reso conto di quello che può essere successo a Giulia.
Io gli ho mentito.
L'ho tranquillizzato.
Io ero convinto che morto Ramonte tutto si sarebbe risolto con il tuo aiuto. Io
voglio aiutarti, non lo capisci?
Ma non posso fare niente per Giulia.
Solo tu la puoi salvare. Che razza di padre sei?
Stai mettendo a rischio la vita di tua figlia per un puntiglio.
Lì dentro.
Dove?
Apri la cornice sotto.
Dietro la fotografia.
Adesso chiamali. Qui, in mia presenza.
Giulia deve essere liberata questa sera stessa. Non è così semplice.
Guarda che io so tutto, sai.
Di te, di Ramonte, dell'omicidio del commissario Cattane.
Diglielo ai tuoi amici che adesso sono io a dettare loro l'ultimatum. Finché
tua figlia è in mano nostra tu non puoi dare ordini a nessuno. Devi stare solo
zitto. Perché se dici una sola parola la condanni a morte.
Non me la riterete mai.
Giulia è l'unica garanzia che abbiamo che tu non faccia sciocchezze.
Non ci possiamo più fidare di te.
Aldo.
Aldo, che ti succede, Aldo?
Oh, madonna santissima, Aldo.
Edi, edi, presto, il senatore sta male.
Senatore, senatore.
Senatore, che ti succede?
Lascia, lascia.
Lascia, lascia.
Senatore, rispondimi.
Cari amici, questo giorno resterà scolpito nella memoria di tutti noi.
Siamo stati perseguitati, incarcerati e messi ai margini della vita sociale.
Ma adesso tutto questo è finito e oggi possiamo dirlo...
diventeremo più forti di prima.
Questo lo dobbiamo ad un uomo che ha capito prima di tutti noi qual è la
strada da seguire e soprattutto quali rami tagliare perché l'albero potesse
rifiorire. A nome di tutti propongo come nostra guida Tano Cariddi.
Noi abbiamo di fronte a una grande occasione.
Un grande progetto da realizzare.
Per imporlo non serviranno armi, esplosivi, stragi. Tutto ciò in passato
ha portato solo alla vittoria dei nostri nemici e al loro rafforzamento.
Non ci saranno più leggi da trasgredire e da combattere semplicemente perché le
leggi saremo noi a farle, a misura dei nostri interessi e del grande disegno
che perseguiamo. Far sì che la Sicilia diventi un grande porto franco della
nuova economia globale.
Questa è l'arma che ci permetterà di raggiungere il nostro obiettivo.
L'archivio che Ramonte ha messo insieme in tutta una vita.
Il professore sapeva guardare lontano, era paziente e meticoloso. In questi
dossier ha raccolto giorno dopo giorno, per oltre 30 anni, i peccati pubblici e
privati di molti uomini politici potenti e di oscuri funzionari dello Stato, di
magistrati, di poliziotti, di industriali, di persone all'apice della
carriera e di giovani promettenti che avrebbero fatto strada.
Quando sapranno che li abbiamo in pugno saranno in tanti a tremare e a voler
comprare il nostro silenzio.
Molti di quelli che ci hanno voltato le spalle torneranno al nostro servizio.
Ad alcuni chiederemo un'aperta adesione, ad altri una silenziosa disponibilità ai
nostri voleri. A tutti il prezzo che faremo pagare sarà il più alto. Dovranno
trasferire a noi il loro potere, metterlo nelle nostre mani e lasciare a
noi e solo a noi la facoltà di gestirlo.
Tu sai tutto.
Tu hai visto tutto.
Vuoi piangere anche Giulia? Vuoi che finisca come suo padre?
Io non so niente. Non ho mai saputo niente. Ho fatto semplicemente il mio
lavoro. No, tu sai benissimo che Giulia è in pericolo.
Che è stata sequestrata.
Hanno ricattato suo padre.
Lo hanno terrorizzato al punto da rimetterci la vita.
E ora che lui è morto, la vita di Giulia non vale più niente.
Potrebbero sbarazzarsene da un momento all'altro. Ma che sta dicendo? No,
aspetta, Marco, che fai? Che ne sale di Giulia?
Quello che era evidente, Marco.
Sai quanto Giulia amasse suo padre.
Eppure non è qui a piangere la sua morte e non verrà.
Perché ora si trova nelle mani di un mostro che la priva anche di questo.
L'hanno rapita perché ha saputo cose terribili sul conto di suo padre e su
quello dei suoi amici.
Perché aveva assistito alla morte di uno di loro.
E non aveva finto, come gli altri, di non vedere e di non sentire. Adesso
basta. Lei non si ferma neanche davanti alla morte.
Continua ad infierire sui corpi delle persone che lei stessa ha ucciso con le
sue calunnie. Perché non racconta tutto quanto al suo figlio, se trova un po' di
coraggio?
Faccia anche a lui l'elogio del povero professor Ramonte, lei che era il
consigliere più vicino a lui, il suo esecutore testamentario.
Perché non ti fai raccontare?
Chiedi che ti parli di Ramonte e dei suoi amici.
Giulia aveva saputo.
È per questo che è stata rapita.
La sua vita dipende anche da te, Marco.
Le persone che l'hanno amata forse possono ancora salvarla.
Quella donna ha ragione, papà. Quella donna è solo una pazza fanatica.
No, non è vero papà, anche Giulia me l'aveva detto.
Cosa ti aveva detto?
Di una strana riunione a casa di Ramonte, una riunione in cui c'eri anche
tu.
Ramonte era tuo amico.
Avanti, andiamo.
Non ti ho detto nulla per non allarmarti, ma purtroppo è vero, Giulia
è stata rapita. E tu lo sapevi, lo sapevi.
Ma com'è successo? Mi hanno contattato loro proprio perché ero amico di suo
padre.
Loro chi? No Marco, meno cosa sai, meglio è.
Sto già soffrendo abbastanza io per questa storia. Ma tu che c'entri con
questi criminali? Niente, sono loro a conoscere me.
Sono un avvocato molto noto, lo sai benissimo.
Mi hanno chiesto di fare da mediatore, di convincere suo padre a fare quello
che loro volevano. E cosa volevano? Non lo so, lo vuoi capire che io non so
niente? Sono solo un intermediario.
Mi sono prestato solo per amore tuo e di quella povera ragazza.
E Dio sa quello che mi è costato.
È toccato a me dire al povero Aldo che sua figlia... Uno strazio che non
scorderò mai, figliolo.
Ho fatto di tutto per tenere al riparo Giulia. Ho offerto dei soldi, ho chiesto
pietà. E adesso?
Adesso dov'è Giulia? E chi lo sa?
La morte di suo padre ha complicato tutto.
O forse no, forse a questo punto la lasceranno libera.
Ecco, adesso sai tutto e puoi giudicare tuo padre.
Io continuerò a fare l'impossibile per fare in modo che tutti noi possiamo
riabbracciare Giulia. Ma perché non abbiamo raccontato tutto alla polizia?
Sei pazzo?
A quest'ora Giulia sarebbe già morta.
No, per prima cosa bisogna riuscire a liberare Giulia.
Il vero pericolo adesso è quella giudice, Silvia Conti.
A lei di Giulia non gliene importa niente, vuole solo la rivincita dopo che
è stata sbugiardata in tribunale, che la sua carriera è finita.
A lei interessa solo trovare un colpevole qualunque e sbatterlo in
galera.
Stai lontano da quella donna, Marco.
Se ti cerca, rifiutati di parlarle e avvisami subito.
Per il bene di Giulia.
Adesso vai a casa, io devo ancora sbrigare un'altra faccenda.
Sono io.
Ci sono delle complicazioni serie, molto serie.
Dobbiamo vederci.
Ti prego, dai la dottoressa Conti. Beh, non siamo mica i postini noi, eh. Ti
prego, è molto importante, importantissimo.
Ma la dottoressa Conti lo sa.
Quando vede lei capisce.
Aspetta un attimo che chiamo il commissario.
No, non ho tempo, devo andare, devo andare.
Aspetta un attimo.
Dai la dottoressa, prego.
Ehi!
Quella donna è un'invasata.
Ha detto cose terribili a mio figlio. Ha terrorizzato quell'egiziano, quello
crollerà. Lo sento, è questione di ore.
Lui mi ha visto, capisci? Ha sentito quello che diceva Mercuri, sa tutto.
Tutto cosa?
Io ho eseguito i tuoi ordini, Tano.
Hai commesso molti errori, Rittone.
Possiamo ancora rimediare.
Speravo che questo momento non arrivasse mai.
Ho fatto di tutto per evitarlo.
Ma non basta la forza della mente a piegare il ferro, ci vuole il fuoco.
È arrivato il momento di giocare l'ultima carta, la più rischiosa.
Toccherà a noi due portare questo peso.
Ognuno la sua parte.
A me toccherà l'ultima e la più gravosa.
La ragazza.
Ma tu vuoi bene a me, proprio a me.
Sì, proprio a te.
Perché?
Perché sei buono.
Non è vero.
Non sono buono.
Non posso permettermela la bontà.
Mi manchi, Alfredo. Non sono mica andato via.
È peggio, perché tu sei qui, ma è come se non ci fossi.
Silvia... Non ti rimprovero niente.
Anch'io non ci sono.
Finirà mai questa storia?
Mi sto avvicinando alla fine.
Prima o poi qualcuno uscirà allo scoperto e... e commetterà un errore.
Stai giocando con il fuoco, Silvia.
E sei sola.
Non sono più sola.
Ho incontrato delle persone che rifiutano il male istintivamente.
Loro mi aiuteranno.
Finiranno tutti insieme a te.
Ho paura, Silvia.
Anche questo mi fa sentire meno sola.
Indice generale dossier informativi, indice cronologico, cariche dello Stato
e Ministeri, alta finanza e imprenditori, parlamentari,
ricattabili, corruttibili.
Devianze sessuali, economiche, tossicodipendenze.
La verità.
Roba di prima qualità, per le grandi occasioni.
Schede personali.
Avvocato, adesso tocca a voi.
Grazie.
Grazie.
Attenta la moto!
Camera centrale! Camera centrale!
Come sta Silvia, è qui? Sia tranquillo professore, non è stata colpita, solo
qualche scoriazione. Prego.
Ci sei riuscita.
Il domestico di Mercuri le ha lasciate ieri in un commissariato, la busta è
indirizzata alla dottoressa Conti, evidentemente voleva fargliele avere
prima di sparire, poveretto.
Come sta la dottoressa Conti? La dottoressa Conti sta bene, purtroppo
invece uno dei nostri agenti è gravissimo. Avete idea di chi sia stato?
Stiamo indagando in ogni direzione.
Un attentato subito dopo la morte del professore Ammonte, sembrerebbe una
vendetta postuma. Al momento non c'è nessun elemento che porti in questa
direzione. Procuratore, ma c'è un legame tra l'attentato e l'omicidio di quell
'egiziano avvenuto poco prima? A prima vista le modalità sembrerebbero le
stesse. Abbiamo appena cominciato l'indagine, abbiate pazienza.
Cosa sta succedendo, procuratore?
In città è tornata la paura. Tutti noi forse abbiamo cercato di chiudere i
conti col passato troppo in fretta e adesso ne paghiamo le conseguenze.
Povero Eddie.
Se solo mi avesse dato fiducia.
Gli agenti che mi seguivano.
Sono ferite. Uno è stato di shock e se la caverà, l'altro... è sotto i ferri,
sperano di salvarlo.
Mi dispiace.
È tutta colpa mia.
No, dottoressa.
Lei stessa è viva per miracolo.
Da quando mi seguivano?
Da quando ho capito che non si sarebbe più fermata.
Non ho neanche avuto il tempo di conoscerli.
È il loro lavoro.
Mi può dire che succede?
L'ultima volta che ci siamo visti...
Mi ha praticamente messo alla porta.
Diciamo che non era autorizzato a metterla a corrente.
Gli ordini erano di proteggerla con discrezione.
Ordini di chi?
Il tuo viaggio a Roma non è stato inutile.
Il tuo trasferimento è sospeso. Sei stata reintegrata nelle tue funzioni.
Silvia, io ti devo delle scuse. Avevi ragione tu.
Ad ogni modo adesso un reato ce l'abbiamo. Anzi due.
I killer di quel povero ragazzo e quelli che hanno tentato di uccidere lei hanno
agito in sincronia.
Come seguendo un unico piano.
Volevano fare piazza pulita. Da quando abbiamo saputo noi non ci siamo limitati
solo a proteggerti. Abbiamo anche avviato delle indagini. Nella direzione
che tu avevi suggerito. Quando ci siamo visti al funerale di Ramonte.
Io ero lì per quello.
Uno dei miei uomini stava fotografando tutti i presenti.
Ci sono tutti.
Tano Caridi.
Questa storia non finirà mai.
Erano anni che non avevamo più sua notizia. Sembrava svanito nel nulla.
Ho controllato la sua posizione ufficialmente a un latitante. Ha
collaborato anche con i servizi segreti. Ma credo che nessuno da anni lo cerchi
più. E invece eccolo qui, ai funerali di Ramonte.
Magari era soltanto lì come amico di Ramonte.
Tano Caridi non ha amici.
E poi non sembra tanto interessato alla cerimonia quanto piuttosto al giovane
amico della Monteguardia, gli sembrano due cospiratori.
Andiamo a prendere Vania.
Lasciatemi andare!
Dottoressa, io non c'entro niente! Mi lasci andare! Andiamo, via, via!
Mangia, signore.
La guardi bene.
E allora?
La conosce? Non mi occupo molto di donne. Si limiti a rispondere se non le
spiace.
Mai vista.
Si chiama Giulia Mercuri, è la figlia del senatore Mercuri, lui lo conosce.
Forse ho visto qualche volta a casa del professor Ramonte, molta gente veniva a
trovarlo la sera.
Tano Caridi ad esempio veniva spesso, no? E chi è?
Beh, sembrerebbe che sei in affari con lui. Ma quali affari?
L'avrò visto in chiesa, c'era tanta gente... Che cazzo c'hai in quella
valigetta?
Commissario, io sono Cittadino Onesto e sono qui per collaborare con giustizia.
Bene. Ma lei non mi può interrogare così.
Lasciamo perdere Caridi. Ora è Giulia che mi interessa. Sono due settimane che
è scomparsa.
Mercuri è uomo ricco. No, non così ricco. Provi con un'altra spiegazione.
Ma cos'è? Un quiz?
Se vuole posso aiutarla.
Prima della sua sparizione, Giulia mi ha telefonato. Suo padre le aveva rivelato
l'esistenza di un certo archivio in mano al professor Ramonte, ma lei di sicuro
non ne ha mai sentito parlare. Infatti.
Infatti. Dunque lei non può sapere che quest'archivio contiene dei dossier
segreti, dei documenti riservati.
Non capisco.
Non capisco, no. Non capisco. Perché stai rischiando l'ergastolo?
L'hai capito?
Voglio andarmene.
Vuole uscire di qui.
Continuiamo a torchiarlo, forse prima o poi cederà.
No, non c'è tempo.
Dottoressa, guardiamo in faccia la realtà.
Sanno quello che vogliono.
Forse a quest'ora Giulia è già morta.
Dobbiamo fare un ultimo tentativo.
Lei se la sente di rischiare il suo posto?
Questa la paga molto cara, dottoressa. Lei si sta mettendo nei guai. Il vento è
cambiato. Non si può prelevare un cittadino onesto in casa propria così.
Sono finiti i tempi dei processi di piazza. Lo chieda anche ai suoi amici.
Quelli come lei devono stare attenti, dottoressa. Molto attenti.
Spero che sappia quello che fa. Io lo spero per te.
Glielo ripeto per l'ennesima volta.
Io e il signore qui presente avremmo a malapena scambiato una decina di parole
in tutta la vita.
E la maggior parte erano buongiorno e buonasera.
Sì, conoscevamo tutte e due Ramonte, ma non credo che questo possa essere
considerato un reato.
Non eravate arrivati a tanto finora. Lo faccio uscire.
Non finisce qui, Sam.
Questa me la paga. Si rivolga a quelli che mi hanno sparato stamattina. O li
conosce già.
Sì, tu.
Benissimo. Guarda che quella non è in mano niente.
Tu quello lì dentro non lo conosci, non l'hai mai visto e non sai chi è, chiaro?
Ma... Fai come te dico io, andrà tutto bene.
A tra poco.
Tu resta seduto.
Con te non ho finito.
Se mi parla così gentilmente... Faccia entrare l'altro testimone.
Prego, accomodati.
Non ti dispiace, vero, se continuo a darti del tu?
No, certo.
Marco, tu sai che stiamo indagando sulla sparizione di una persona che tu conosci
molto bene, Giulia Mercuri.
La mia ipotesi è la seguente, che sia stata rapita allo scopo di ricattare suo
padre e che sia ancora nelle mani dei suoi rapitori.
È mio padre che c'entra.
Tuo padre e Mercuri erano legati.
Ho ragione di credere che abbia agito da tramite con i rapitori.
Che significa questo?
Mio padre è un noto avvocato.
Sicuramente avrà agito in buona fede.
Hai ragione.
Ed è appunto per chiarire questo che siamo qui.
Tu lo conosci, quest'uomo?
Una domanda?
Marco, ti ricordo che non abbiamo tempo.
Giulia è in pericolo.
Io questo non l'ho mai visto. Non è a te che l'ho chiesto.
Ecco qua.
Chi gliele ha date?
Come sono arrivate a lei?
Sei stato tu.
Tu che sei venuto a casa mia un paio di giorni dopo che Giulia era scomparsa.
Tu che hai consegnato una busta a mio padre. Sta calmo, calmo.
Sta calmo.
Calma.
Io questo non conosco.
Non so niente di buste e fotografie. Nessuno ha mai detto che in quella busta
c'erano delle fotografie. Invece è così ed erano queste fotografie. Vero?
Io questa ragazza non l'ho mai vista.
Ho solo consegnato busta, non so altro.
Tuo padre ha visto queste foto, Marco.
Ed è stato lui a portarle a Mercuri.
Marco, tutto bene?
Signor Rittone l'è in stato di fermo per sospetta complicità nel rapimento di
Giulia Mercuri. Cosa?
Che cosa ha raccontato, Marco?
Quello che dovevo, papà.
Dovevi. Ma che dici?
Quale storia hai raccontato al mio ragazzo? Quale falsità sei inventata
questa volta?
Questa donna ci ha atteso una trappola, non capisci Marco?
Una trappola!
Attento a quella donna!
Adesso andiamo a cercare Giulia.
Vagna non parlerà mai.
Muore di paura.
E non penso che sappia dove è Giulia.
Faccia parlare con mio padre.
Esther, assassinata.
Esther, ricevi questo anello.
In segno del mio amore e della mia fedeltà.
In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Tano.
Tu ricevi quest'anello.
In segno del mio amore e della mia fedeltà.
In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Papà, devo sapere la verità e devi dirmela tu.
Non potrai perdonarmi mai, vero?
Tu non sai che vuol dire entrare in quel meccanismo. Ma non mi interessano le tue
giustificazioni. Avrei tutto il tempo per pentirti.
Ma dimmi Giulia che fine ha fatto.
Dov'è Giulia, papà?
Non lo so.
Quello che so è che l'uomo che la tiene è sequestrato è Tano Cariddi e vive in
un vecchio castello alle pendici dell'Etna.
Ecco, guardate.
Ci sono pochissime abitazioni, sono tutte apparentemente abbandonate,
vecchie stalle, ovili per capre.
E quello che cos'è?
Stringi ancora un po'?
Il
rudere di un castello deve essere stato abbandonato quando si è aperta l'altra
bocca del vulcano.
Ma Rittone non ha parlato di un castello abbandonato?
Ci colleghiamo adesso con la Questura Centrale per gli ultimi sviluppi
relativi all'inchiesta sui tragici fatti che si sono verificati in città.
L'avvocato Edoardo Rittone è stato trasferito in carcere. Le manette sono
scattate anche ai polsi di Vania Marino, un giovane di origine slava,
proprietario di un locale notturno. Per entrambi l'accusa è complicità in
sequestro di persona.
Reato collegato, non sappiamo ancora perché, come a una vecchia storia di
sangue che sembrava chiusa per sempre. L'omicidio del commissario Corrado
Cattani.
Bene. La squadriglia di elicotteri è allertata, commissario. Pronta ad
alzarsi in volo appena farà giorno.
Noi serriamo il vulcano in macchina mentre loro ci vederanno dall'alto. Io
vengo con voi.
Non posso restare qui.
D'accordo.
Sei venuto per uccidermi.
Sei... Sei coraggiosa, Giulia.
Sei così... Così fiera.
Sei generosa.
Hai amato tuo padre al punto di sacrificare la tua vita per lui.
Mi avete rapita per ricattarlo.
Costringerlo al silenzio. È tutto finito.
Non è vero.
Non è vero.
Com'è morto?
Chi è stato?
Perché lui ti amava tanto.
Non ha sopportato l'idea che la tua sorte fosse segnata.
Siete voi che l'avete ucciso.
Perché l'avete lasciato morire senza di me?
Siete delle belve, siete tutti degli assassini!
Tu sei stata nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Tu hai visto quello che non avresti mai dovuto vedere.
Ma io... Io non volevo farti del male.
Io volevo solo sterilizzare il tuo coraggio.
Una piccola operazione chirurgica.
Sei solo un criminale.
Tu devi morire, Giulia.
più grande di te, perché la posta è il potere, è il potere,
ci trascende tutti, è l'unico Dio che io abbia mai avuto, l'unico per cui
valga la pena di lottare, di raffinare la propria intelligenza, di mortificare
le proprie passioni, ma vedi, il potere è un Dio ingordo, pretende sacrifici di
sangue, ti mette alla prova, mette sul tuo cammino tanti piccoli ostacoli che
devono essere rimossi.
piccoli uomini che credono di sconfiggere il male o che sono divorati
dalla paura e dai rimorsi piccole donne orgogliose e testarde che si sono
opposte ai grandi disegni piccole donne testarde e orgogliose come te e come
Esther
alla tua stessa età.
Anche lei era bella, piena di vita.
Ma lei non ti amava, vero?
Non ti ha mai amato?
Ma che ne sai del suo amore e del mio?
Avrei rinunciato a tutto per te.
Mestre, tu potevi essere la mia medicina.
Anche tu, tu mi hai lasciato solo.
Tu potevi guarirmi.
Hai visto lassù? Sì, ho visto.
Ci sono dei ruderi di un castello.
Qui Charlie 1, Poli 21.
Mi sentite? Passo.
Sentiamo, volante. Stiamo perlustrando il costone nord-nord-est.
Nulla da segnalare da questa parte.
Continuiamo in direzione est. Passo.
Buongiorno, Silvia. Tano.
Riconosci ancora la mia voce?
Lascia Giulia, Tano. Stiamo arrivando. Non ti serve più a niente ormai, lo sai?
Non ho solo la ragazza. Ho anche l'archivio di Ramonte.
Lascia Giulia e dammi quell'archivio.
Tu e io siamo dei sopravvissuti, è ora di metterci da parte.
Il nostro tempo è scaduto, Silvia.
Addio.
Ascoltami, Tano.
Ascolta.
Tano.
Rispondi.
Rispondi!
E dormire accanto a te, e svegliarmi accanto a te, e doverti sorridere,
doverti toccare.
Tutto mi faceva così orrore.
Lo sai, l'ho sempre tradito, sempre. Non è vero. Ho sfiato le tue mosse, ho
rubato dei tuoi cassetti, ho ucciso. Non è vero. E lo sai, è che passavo le
informazioni che ti rubavo, eh, lo sai. Basta, basta, tu non puoi aver fatto
questo, non è vero. Ma il commissario Cattani.
Dimmi che non è vero. Sì.
Dimmi che non è vero. Non so tutto, oggi hai vinto, ma domani tornerai ad essere
quello che sei, un volcano. ma scalzone come tanti! O niente! O niente!
Essa vive nelle nuvole ed è destinata a ritornare nell'oceano.
Ma le altre gocce non possono saperlo se non compiono lo stesso
cammino.
Sentite, gli elicotteri si stanno avvicinando.
Vieni, presto, vieni.
Ucciderà anche te. Ma che sta facendo?
No, non farà. Andiamo.
Dove la porta?
Lasciale andare.
Vattene, anche tu.
Vieni, da questa parte.
C'è una macchina, vediamo qualcuno.
Avete la possibilità di scendere, passo.
Dammi la posizione, stiamo arrivando, passo.
Ci hanno trovato
Vai,
corri, chiedi aiuto Vieni anche tu No, forse lui ancora ha bisogno di me
Ferma!
Niente, non ci sta nessuno in questo posto.
Avete trovato dei floppy disk? No, dottoressa.
Vi riceviamo, volante. Stiamo perlustrando il costone nord.
Poli 21, novità. Vedo una macchina rossa che risale la strada verso la buca del
vulcano. Un'auto, deve essere lui. Andiamo.
Deceso un uomo.
No, non è possibile atterrare, possiamo solo seguirlo.
Diamo la posizione alla squadra a terra.
Sta andando verso la bocca del cratere.
Ma che cazzo?
Ha tutta ragione lui.
È tutto finito.
Ricevi questo anello nel segno del mio amore e della mia fedeltà, nel nome del
Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Marco, ricevi questo anello, segno del mio amore e della mia fedeltà, nel nome
del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
È lui, è quel Signore importante.
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