All language subtitles for Il.Patriarca.1x01.Episodio.01.iTALiAN.WEBRip.XviD-Pir8

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Original subtitles

Dottoressa, sono i mesi che facciamo test e colloqui.

È in grado di fare una diagnosi?

Direi di sì.

Prego.

Quello che ascolto io può ascoltarlo pure lui.

Signor Bandera, mi dispiace molto.

Lei ha l'Alzheimer.

Promettimi una cosa, Ferro.

Qualunque cosa.

Un colpo in testa.

Quando non ricorderò più il nome dei miei figli, tu mi dovrai sparare un

colpo in testa.

Promettimelo, Ferro. Ti do la mia parola.

Voglio andare a trovare Ada.

È già tardi, Nemo. Ci stanno aspettando.

Aspetteranno ancora un po'.

Voglio due persone all'ingresso e una a parcheggio. Occhio, voglio uno.

Veloce.

Tutto a posto?

Tutto a posto, pochino.

Beh, ci vediamo dopo. Rosa, vedi che il bicchiere dell'amministra è vuoto. Vieni

facendo, per favore. Va bene.

Signor sindaco, che piacere averla qui.

Andiamo ad accelerare la riforma del posto, ok? Vediamo se me lo fanno fare,

è complicato.

Ma volere è potere.

Bentrovati.

Serena, scusate. Ehi.

Nemo, dov'è? Si sta cambiando. Ha trovato traffico tornando a casa.

Solo lui può andare a Roma nel giorno del suo compleanno.

Vado a chiamarlo.

Vado a proseguirmi.

Carlo,

come stai?

Il tuo padre sarà felicissimo di vederti. Dammi un abbraccio, forse.

Aspetta a dirlo.

Ciao Alessandro.

Ciao Mario. Come stai? Bene e te? Bene, bene.

Guarda chi arriva.

Sorella! Fratellino!

Come va? Come stai?

Ciao Ale.

Ciao Nino. Allora?

Sei super sexy.

Ti ha fatto bene a Parigi? Hai visto?

Quando sei arrivata? Stamattina. E le altre le ha già fatte sparire così.

Anche tu mica scherzi? Grazie. Quanto tempo, come stai? Bene.

Bene.

Amore, allora... Non so che cravatta mettermi.

Nessuna.

Sei molto più sexy così.

Grazie.

Tu sei incantevole. Questo vestito si sposa perfettamente col colore degli

occhi. Ben nuovo.

Amore, ma te l'ho mostrato ieri.

Ricordi?

Sì, certo, è che... vederlo indossato è tutta un'altra cosa.

Sbrigati, ti stiamo tutti aspettando giù. Arrivo.

Grazie per avermi invitato.

Ormai sono quattro mesi che lavori che non è arrivato il tempo di conoscere il

capo personalmente.

È così che mi metti ansia.

No, devi stare tranquillo. Il tuo curriculum parla da solo.

Poi a noi mi interessano i conti e questo sei uno dei migliori, giusto?

Un attimo di attenzione.

Grazie per essere qui in questo giorno speciale.

Sessant'anni.

Vedo che c'è tutta la mia famiglia, mia moglie Serena, cosa farei senza di te?

Mia figlia Nina, appena rientrata da Parigi, e che esporrà le sue opere qui a

Levante, perché la cultura è importante.

E noi che ne abbiamo poca lo sappiamo bene.

E c'è persino mio figlio Carlo, che da qualche anno si occupa del nostro

settore alberghiero.

E poi c'è anche il mio figlioccio, Mario, dove sei?

Eccolo.

Quando suo padre è morto ho detto che mi sarei occupato di lui. Beh, è stato il

contrario. Se la nostra azienda madre, la Dipsy, è leader nel settore, lo

dobbiamo a lui. Quindi, grazie avvocato.

E adesso permettetemi di dire due parole sul Levante, il posto dove sono nato e

cresciuto. Sul Levante e il suo mare.

Quel mare che ci ha sempre garantito un piatto caldo a tavola. Ci siamo

guadagnati da vivere pescando.

costruendo le barche migliori e trasportando il nostro prodotto più

velocemente di chiunque altro.

E questo è stato possibile solo grazie alla gente che ho avuto vicino. Gente

leale, sempre pronta a dare una mano. Eh sì.

Apile nel gioco di squadra, perché quello che fa bene a uno fa bene a

tutti. Oggi posso dire con certezza che la più grande risorsa di Levante è la

sua gente.

Che non mi tradirebbe mai.

E che si taglierebbe una mano per me.

Ho lavorato da quando ero un bambino e non devo aver fatto male perché un

giorno il mio suocero, dopo avermi affidato sua figlia, mi ha affidato

anche la sua azienda. E io ho investito nelle tecnologie migliori per far sì che

il nostro prodotto andasse a finire sulle tavole di tutti quanti, ricchi e

poveri. Certo, non è stato un cammino privo di intoppi, ma l'abbiamo superato

con la forza degli argomenti.

E oggi Deep Sea è presente in 12 paesi.

Abbiamo anche diversificato gli investimenti, siamo un punto di

riferimento nel settore alberghiero, in quello edilizio e in quello dei

trasporti. Ma abbiamo partecipato anche a tante iniziative sociali, costruendo

scuole di calcio, scuole di musica, centri per anziani, perché il denaro è

buono solo se è in buone mani. E quello che mi inorgoglisce di più è sapere che

ho fatto tutto questo per i miei cari, per voi e per Levante.

Ma tutte le storie, anche le più belle, prima o poi devono finire.

E prima o poi qualcuno dovrà prendere il mio posto.

E prima di quello che possiate immaginare.

Adesso però basta con i discorsi, voglio che vi divertiate, che prendiate alla

mia salute, a Levante e al suo...

Al suo mare.

Al suo mare, Ferro.

Esattamente.

Mare.

Quante volte l'avrò detta questa parola, Ferro?

Quasi quanto il mio nome, Nemo.

Ce l'avevo qua.

Ce l'avevo in testa. La sapevo, la volevo dire, ma non uscivano.

E mi sono sentito un idiota.

Tranquillo, Kumba.

La prossima volta ci oscriviamo il discorso.

E' meglio che non li faccio i discorsi.

Tanti auguri, Nemo.

Buscelli, sei venuto a chiedere soldi anche il giorno del mio compleanno?

Sono venuto a dirti che il nuovo giudice che si occuperà di Ada è un tipo tosto,

Nemo.

Che vuol dire tosto?

Sì, tosto, diciamo così.

Ma non preoccuparti, ci ho già parlato io.

Ho solo bisogno di più soldi rispetto al solito per convincerlo.

Fidati di me.

Lavori per me da dieci anni.

E sai bene che quando si tratta di Ada non sono permessi a ferire.

Nessuno dovrà staccare quella spina, nessuno.

Fagli capire che qui a Levante anche i giudici campano con il mio permesso.

Sarà fatto, Nemo.

Fuori c'è Mario che ti vuole presentare il nuovo contabile.

Falli entrare.

Dottor Bandera.

Salve.

Questo è per lei.

Grazie.

Anche se di solito qui a Levante i regali li faccio io.

Ma se quello che dice Mario è vero, potrei esserci molto utile. Ha lavorato

a Londra, in Bersa e in una compagnia di Rotterdam.

E come mai è finito qua giù?

Mi piace il clima.

E indubbiamente le vostre aziende hanno enormi potenziali di crescita.

E la scelta di entrare in borsa non potrebbe venire in un momento migliore.

Il mercato è molto favorevole. Io sono qui per suggerire la strada.

Per fare un lavoro pulito bisogna avere le mani pulite.

Ma se vuoi lavorare con noi devi essere disposto a sporcartele.

Col pesce.

Portalo alla spiaggia stasera, lo mettiamo alla prova.

Certo.

Come hai detto che ti chiami?

Malcolm.

Sei pazzo?

Sei mio padre, mi direi. Il tuo padre è moderno, capito? Non capisco.

Non capisco. Non capisco.

Non capisco.

Non capisco.

Comunque dopo domani faccio lezioni ai ragazzi dell'associazione.

Vieni a vederla. Sì, così se scoprono che stai con il figlio di Nemo Bandera

perdi tutta la credibilità.

Pare del diavolo.

Ciao Alessandro, piacere di vederti.

Buon compleanno.

Grazie.

Io vado a cercare mio padre che lo saluto, ok? Sì.

Quindi tua madre ti ha convinto a venire?

È stato merito di Alessandro.

Sempre stato un bravo ragazzo Alessandro.

Peccato che è il padre poliziotto. Che tanto sempre per te lavora, no?

Tu come stai?

Bene. Carlo, ti ho chiesto come stai. Sto bene, papà.

Sono pulito da più di un mese.

Vedremo come starai tra un anno.

Io che ero venuto a farti gli auguri.

Grazie.

E adesso dimmi cosa ti serve.

Non ti si può nascondere niente, eh?

Avrei bisogno di un prestito per comprarmi un cavallo.

L'ultima volta che ti ho prestato dei soldi mi sembra che sei finito in

clinica, no?

Non se ne parla.

Se ti avessi chiesto una galleria d'arte come ha fatto Nina, mi avresti aiutato.

Guadagnati la mia fiducia e potrai avere tutto quello che vuoi.

E stasera vieni alla spiaggia.

Lara, tu sei proprio un tesoro.

Vieni qua tutti i giorni, poverina.

Avvocato? Sì?

Da quando?

Sì, no, è una buona notizia.

Allora a presto.

Hanno assegnato un nuovo giudice per il caso di mia madre. L'avvocato dice che

questo potrebbe accettare le nostre richieste.

Sempre che è tuo padre non gli faccio cambiare idea come quell'altro.

Ciao.

Grazie, grazie di essere venuti, grazie di essere qui e soprattutto grazie per

la vostra amicizia.

Non voglio fare lunghi discorsi, voglio soltanto che vi godiate questa

bellissima cena.

Tu sei il più buono del Mediterraneo. Sono da pulire, ci diverto io.

Nemo, tanti auguri.

Grazie. Non me lo ricordavo cosa informa Mario, eh?

Facci piano, è come se fosse tuo fratello.

Appunto, come sia.

Il sangue non è lo stesso, per papà conta solo quello.

Certo, non è niente male il nostro avvocato, no?

Lei che cazzo ci fa qui?

Nemo!

Sarai venuto a fare gli auguri a papà? Certo.

Pur sempre soffrivo, no? Non sono venuta per farti gli auguri.

Non me lo aspettavo. Ascoltami bene.

Non metterti in mezzo con il nuovo giudice.

È chiaro?

Ada potrebbe svegliarsi. Questo è quello che ti racconti tu.

E ti stai comportando come un'egoista del cazzo.

Sei ingiusta, Lara. Io ho pagato le cure di tua madre da quando è stata

ricoverata. E quindi?

Pensavi di esserti lavato la coscienza? Mi stai mettendo in imbarazzo. Bene.

Non metterti in mezzo.

Vuoi che ci vada a parlare io col giudice?

No, lasciamo che se ne occupi i buscemi.

Come dici tu?

Come si?

Serve aiuto?

Chi sei tu? Che vuoi?

Aiutarti ad andartene? Perché?

Perché sono una persona gentile e tu mi sei simpatica.

Tu sei quello che veniva a pagare i conti in clinica, vero?

Sì, ci siamo incrociati un paio di volte.

Lavori per lui.

Santi, fammi un favore, torna a scodinzolare dal tuo padrone e lasciami

in pace. Io non ho padroni.

E se me lo permetti, ti aiuto ad andartene via da qua.

Grazie.

Allora, com'è andata la pesca?

Bene, come tutti gli anni.

Anzi, come tutti gli anni, ma con un'improvvisata.

Cioè? Ma no, però è una stupidaggine.

Oggi è passata l'ara.

Ah, ed era questa la cosa che mi volevi dire?

No, Nemo ha chiesto a tutta la famiglia domani di stare a pranzo insieme.

Forse è arrivato il momento.

Speriamo, perché con Nemo non si può mai stare tranquilli.

Sì, ma è anche vero che il tempo passa per tutti inesorabilmente. Lo ha anche

ammesso lui nel suo discorso di oggi.

E sono il suo delfino.

Un delfino bello e arrogante.

Allora promettimi una cosa.

Che quando prenderai il suo posto, ci sposeremo.

Siamo insieme da otto anni, quanto mi vuoi far aspettare?

Eh?

Senti, ma ho saputo che ieri gli hai fatto una scenata a Nemo.

Lascia stare, sono in età.

Pare che il nuovo giudice potrebbe essere dalla nostra parte.

Potrebbe prendere una decisione oggi stesso. Ma dai, sul serio?

Già. Ma tu sei sicura di voler andare più in fondo?

Rosy, lo sai, erano le ultime volontà di mia madre prima che entrasse in coma. Io

devo rispettarle.

Senti, piuttosto tuo fratello per quel lavoro?

Pensa, non ci ho parlato, ma...

Non può prendere altro personale, gli affari vanno un po' così così.

Va bene, tranquilla, non ti preoccupare.

Telefono all'avvocato.

Grazie.

Nina, buongiorno.

Che eleganza.

Beh, anche tu non scherzi.

Mi piace questo vestito.

Se vuoi te lo presto.

A proposito di prestiti, come li trovo 100.000 euro da qui a venerdì?

Beh, chiedigli al tuo padre. Ah, ecco.

Allora aspetterò l'eredità.

Vostra madre dice che è pronto il pranzo. Potete accumularlo.

Perfetto.

Nemo.

Ciao, Mario.

Abbiamo un problema.

Un giornalista sta facendo un'inchiesta su di te.

Fa molte domande, sembra uno molto deciso. Ok.

Io vorrei controllarmi. No, io non farei affidamento. Tra il gioco e il vino,

quello si è fottuto il cervello.

Allora parlaci tu, con le buone.

Poi se non funziona... Ci penso io.

Prima di cominciare voglio dirvi una cosa importante.

Mario e io abbiamo lavorato duramente per far sì che la Dipsy fosse votata in

borsa. E finalmente siamo vicini alla meta.

Questa è una cosa molto importante per la Dipsy, ma significa anche che a capo

di un'azienda in espansione come la nostra ci vuole una persona che sia in

grado di gestirla. Beh, quella persona non sarò più io.

Ho deciso di farmi da parte, di passare la mano.

Nina, Carlo, voglio che da oggi pensiate seriamente a questa cosa.

Voglio capire quale dei miei figli sarà in grado di prendere il mio posto.

Ma dici sul serio che uno di noi... Uno dei miei figli non può essere nessun

altro.

Credevo toccasse a Mario.

Lo credevamo tutti.

Soprattutto lui.

La successione è una questione di sangue.

E voi siete sangue del mio sangue.

Mi ha tagliato fuori.

Ti rendi conto? Quello stronzo mi ha escluso da tutto perché vuole che sia

uno dei suoi figli a prendere il suo posto.

Io ho passato la vita a dover dirgli che ho fatto tutto quello che mi ha chiesto

di fare. Per cosa?

Per cosa? Per niente.

Io ho creato la Dipsy, è più mia che di chiunque altro.

È tutto merito mio.

Ok.

Adesso ti devi calmare.

Non devi far capire a Nemo quello che provi.

Quindi adesso vai in ufficio e fai finta di niente.

Sì, ma non è facile. Non è facile affatto. Che cosa ti ho insegnato?

Non smettere mai di sorridere.

Perché rispondere con un sorriso a volte è peggio di una pugnalata.

Non dimenticartelo.

Come l'ha presa l'avvocato?

Ha fatto la stessa faccia che fece il padre quando gli dissi che avrei scelto

te.

Ho visto un lampo d'odio nei suoi occhi.

Lo stesso che vedi negli occhi di Tony.

Avvocato, sono Lera De Grecis.

Quindi, il giudice?

Sì, certo.

Posso passare anche subito, mi dia solo il tempo di arrivare.

Grazie, a tra poco.

È un peccato che tuo padre non possa vedere cosa sei diventato.

Tony non aveva la testa buona come la tua, ma con le barche era il migliore.

Quando la finanza capiva che eravamo noi, smetteva di seguirci.

A me papà diceva lo stesso di te.

Ti chiamava il pirata.

Avevi nove anni quando è morto.

E undici quando ho perso mia madre, sì.

E tutte e due le volte io ti ho detto la stessa cosa, che mi sarei occupato dei

tetti e avrei trattato come un figlio. Io non mi sarebbe mai mancato nulla che

avresti pagato i miei studi. Sì, e l'ho fatto.

Altro che se l'hai fatto.

E tu mi hai ripagato, sei diventato il miglior legale sulla piazza. E la Dipsy

è leader nel settore grazie a te.

Ma la successione è un fatto di famiglia.

Lo so, ma io questo lo so.

Sapevo che avresti capito.

Mario, io voglio lasciare ai miei figli un'azienda pulita.

Quindi il carico che stiamo aspettando sarà l'ultimo, poi ci reggeremo su altri

assi. Sai che non è possibile, se siamo in attesa... Adesso sì.

Ora che stiamo per quotarci in borsa è possibile.

Ma senza quelle risorse i conti non quadreranno mai.

Fidati di me Mario, so quello che faccio.

Però voglio che tu sappia una cosa.

Sì. Per te non cambierà nulla. Hai sempre gestito questa azienda e

continuerai a farlo.

I miei figli prenderanno il mio posto, non il tuo.

Sì. E c'è un'altra cosa. Tu e Lara eravate molto amici da piccoli.

Sì.

Sì, sono cambiate tante cose nel frattempo. Noi siamo cambiati, quindi...

Però forse puoi riuscire dove ho fallito io.

Prova a parlarle.

Prova a farle cambiare idea sulla madre.

Ma non se ne sta occupando Busciamini al giudice. Non mi posso fidare.

Tu lo sai quanto ci tengo, Dada.

Certo.

Non sei contenta?

Contenta?

Ho passato la mattinata a firmare scartoffie e l'avvocato non sa nemmeno

quando lo faranno.

Ha aspettato un anno, un'ora in più che fa.

Il mio padre non si sa mai.

Ecco appunto, a mano a tuo avvocato.

Chi, Mario?

Eh.

Come lo conosci tu?

Qui a Levante e Bandera ti insegnano a scuola a sapere chi sono.

Forse è meglio che ti lascio da soli, eh?

Senti, io passo dalla spiaggia.

Così semmai faccio sto rincontro.

Bene. Ciao.

Lara.

Lara.

Ehi.

Ciao. Il cancello era aperto, quindi mi sono permesso di entrare.

Certo, figurati, sparisci per vent'anni e puoi tornare come ti pare nella mia

vita. Beh, non credi che fosse arrivato il momento di recuperare?

Credo che avresti dovuto pensarci prima di diventare lo schiavetto di Nemo.

Sono solo suo avvocato.

Ecco, magari da avvocato potresti dargli un consiglio.

Di lasciar perdere.

Ho vinto io, il giudice è dalla mia parte, non puoi fare niente.

Lara, tuo padre vuole solo sdebitarsi.

Scusami, è che... Come?

Vorrebbe sdevitarsi, non ho capito perché se ne è fregato per vent'anni e

ha lasciato che mia madre si facesse il culo in fabbrica, quindi perdonami se

non capisco come vorrebbe sdevitarsi. Ascolta, ha saputo che sta cercando un

lavoro, vuole offrirtene uno che ti permetta di vivere tranquilla. No, lui

vuole offrirmi un lavoro e in cambio si aspetta che io mi dimentichi le ultime

volontà di mia madre, cosa che non farò. Ti sta soltanto offrendo una

possibilità, ok? Così come ha fatto con me.

Senti, scusa, spiegamelo perché io dovrei voler diventare come te?

Ti sei visto?

Ti rendi conto? Ti ricordi come eri da ragazzino?

Non lo so, tu ti piaci così?

Davvero? Te lo ripeto, sono un avvocato.

Devo solo accontentare i miei clienti.

Tu pensaci.

Guarda che è una buona offerta. Senti, mia madre mi ha insegnato a non

accettare la carità.

Specialmente quando arriva da Nemo Bandera.

Quindi, se non ti dispiace.

Pronto? Sono Nemo Bandera.

Signor Bandera, mi dica.

Per quanto tempo rimarrò me stesso?

Beh, l'Alzheimer è una malattia lenta all'inizio.

Secondo le ultime analisi direi che lei è ancora nella prima fase della

malattia. Poi gli episodi di cui mi ha parlato si faranno più frequenti.

Quindi?

Quindi inizierà a perdere la memoria a breve termine, conservando quella

storica, cioè i ricordi radicati in lei.

Ma prima o poi toccherà anche a loro, alle cose quotidiane, i luoghi, le date.

Finché le sarà difficile riconoscere i volti delle persone care, ricordare i

loro nomi. E questo la farà sentire confuso, irritabile, persino violento.

So quello che prova, signor Pantera, ma io devo essere onesta.

Purtroppo ad oggi l'Alzheimer è una malattia incurabile.

Mi dispiace moltissimo.

Buongiorno papà.

Ciao Nina, buongiorno.

Ha fatto un diluvio stanotte, si sono rovinate le rose? No, l'acqua gli fa

bene.

Ci siamo, stasera è la grande sera.

La tua mostra.

Non dirmi che non puoi venire.

Scherzi, certo che ci sarò.

Ma sei bella. Dove vai? A Cavallo.

Saluto mi carlo. Ok.

Buona giornata.

Così saresti tu il famoso OR che scrive sulla Dipsy. Senta, sei venuto a

comprarmi o minacciarmi casca male?

No, al contrario, sono venuto a congratularmi. A Levante c'è bisogno di

una voce fuori dal coro.

Capisco, lei non lavora per Nemo Bandera? Io lavoro per me stesso e ti

propongo un patto.

Ti lascio finire la tua inchiesta.

Ma in cambio, se in futuro ti passerò qualche dritta, tu la pubblicherai senza

fare troppe storie e senza citare la fonte. D'accordo? Continua a non capire,

se per favore... Capirai quando sarà il momento.

Allora?

Ascoltati, conviene accettare, ci ho messo due minuti a scoprire il tuo nome

e me ne basterà uno solo per cancellarlo per sempre.

Ma ci vuoi? Ti dai tranquillo?

Ehi, vieni con me.

Lara, tua madre?

Non mi stanno facendo sapere niente.

Hai accettato l'impiego o ti hanno trovato qualcosa?

Ma che?

Lara, secondo me devi accettare l'offerta che ti ha fatto tuo padre. No,

no, scusa.

Quanto c'hai ancora?

Poco. Ma non ti preoccupare, penso di passare in banca e farmi

dare un prestito per restituire i soldi a quel bastardo.

Non voglio avere debiti con lui.

Non dovere niente a Nemo Pandera è quasi impossibile.

Appunto.

Quasi.

Senti, mo ti devo lasciare. Vento, vento, lezzo mio.

Vento, vento, lezzo mio.

Che parlavi? Mandavi un bacio fidanzata?

Novità? Novità?

Roba grossa in vista.

Non si smette di vendere anguille.

Cioè?

Faremo capire ai levanti che noi non viviamo con permesso di Nemo Bandera.

Hai inserito?

Enzo, vai.

Sei grigio? Ti controllo.

Sei grigio?

Oferro, volo che me ne tieni mente di qualche cosa.

Che devo fare?

Quello che hai sempre fatto.

Ascolta e riferisci.

Non sono mai stata in questo posto.

Beh, si presta per questo genere di cose, ora potrai. Sì. È bello, sì.

Buonasera. Buonasera.

Grazie.

Certo, Nina si è fatta regalare un bel giochetto da Nemo, eh?

Dovresti chiedergli qualcosa anche tu.

Amore, sua figlia.

Prendiamo conto solo quello.

Allora fai in modo di diventare uno di famiglia anche tu.

Ciao, Serena!

Grazie. Come stai?

Bene, e tu?

Bene, grazie.

Grazie di essere venuta. Ma di che? Grazie a voi, che è una location

bellissima. Sì, devo dire sì.

Vado a salutare l'assessore. Grazie ancora.

Ciao. Come stai?

Bene, e tu? Bene.

Allora, che ne dici?

È stupendo.

È un successo, papà, hai visto?

Ne dubitavi?

Stai dicendo che tutto il successo della mostra è solo merito tuo?

Viene come sta nervosa.

Un po'. È anche giusto, nella sua serata.

Nemo?

Un po' meno.

L'hai venduto questo quadro?

No. Ti sei chiesta perché?

Te lo dico io perché.

Perché nessuno sarebbe a prendere il quadro della figlia di Nemo Bandera,

nuda, nel suo salotto.

Che cosa pensavi di fare?

Che stavo facendo un'opera d'arte?

No, stavi facendo una stronzata, Nina.

Se mai un giorno tu dovessi prendere il mio posto, credi che questo ti aiuterà?

Ci vuole una vita per guadagnarsi il rispetto della gente, ma per perderlo

basta una figa di due metri per uno.

Si è incazzato.

Sì, ma fa tutta questa scena, ma alla fine ha già deciso a chi lascerà la

zietta. È davvero un... A Nina.

Grazie. O meglio, a quello che la sposerà.

Come è successo a me?

Non siamo cambiati molto in questi anni.

Mi resti.

Vedo.

Doppia gli assi.

Tre donne.

A papà non è piaciuto molto.

A te? Io lo trovo bellissimo.

Hai colto una tua essenza.

E tu che ne sai? Non mi hai mai visto nudo.

Forse sì, avevo quattro anni.

Sono cambiata, sai?

Ah, sicuramente.

Che getto ha scandalizzato?

No, per niente.

Secondo me sì.

Tu mi vedi solo come una sorella, no?

Dina, ascolta, se fossimo fratelli, come dici tu, non credi che tuo padre avrebbe

lasciato l'azienda a me?

Ma l'abbiamo venduto.

Lo so, l'ho comprato io.

Amore. Sì?

Io vado. Domani mattina ho un appuntamento molto presto.

Ma tu rimani.

Io prendo un taxi.

Grazie per essere venuta.

Grazie a te per avermi invitata.

Mi raccomando, eh?

Te lo affido.

Che fai?

Entri a bere un'ultima cosa?

No, meglio di no.

Come vuoi.

Buonanotte.

Bentornato. Amore, pensavo dormissi.

Domani mattina non hai quella riunione importante.

Sai che ti facevo più intelligente?

In che senso, scusa?

Ti ho lasciato con la giovane bandera solo per sondare il terreno.

Allora com'è andata?

Vuoi sapere se me la sono scopata?

Quello che fai con lei non mi interessa. L'importante è il risultato. Arriveresti

a tanto.

Nemo ti ha escluso dall'eredità.

Prendiamola come una dichiarazione di guerra. E in guerra, come in amore,

ognuno sceglie le proprie armi.

E grazie, Boucher.

Mi è stato un piacere.

Mio padre dice che imparare la matematica è una perizia di tempo.

Faccio più andare con lui sui pescherecci.

E secondo me, Ferdinando, tuo padre sbaglia.

Ragazzi, la matematica è fondamentale a qualsiasi cosa vogliate fare.

Eh, ma questo è il padre. No? Va bene, ok.

Facciamo un esempio. Cosa volete fare da grandi?

La spia. La spia? Ok. E il narcos.

Il Narcos, Vincenzo? Perché il Narcos?

Spiegamelo un po'. I soldi, le ragazze, i soldi, le ragazze.

Beh, anche per quel mestiere serve la matematica, non ti crede? Ma che state

dicendo? Sennò come fai a calcolare quanti grammi di droga c'è in ogni dose?

Non puoi!

Ragazzi, la matematica è utile per tutto, per fare un ponte, per fare la

spesa. Soprattutto, Vincenzo, è fondamentale per calcolare quanti anni

di carcere ti daranno se diventerai spacciatore.

E appunto, mettiti a risolvere l'equazione.

Figura!

Ciao, Carl.

È quello il cavallo che vuoi comprare?

No, quello è il mio.

Quello che volevo comprare costa un milione di euro.

È un cavallo celeste.

Celeste?

E anche se fossi di platino a quel prezzo?

Celeste è il nome della razza, anche se non ti piace.

Il nome non c'entra. È che mi piacerebbe vederti a capo della Dipsy e non a fare

il cavallaro.

Senti papà, finiscila con questa storia.

Tanto sappiamo tutti e due che te l'hai l'azienda Nina.

Perché dici così?

Perché sono gay.

Questo non è un problema, lo sai.

Il fatto che sei un drogato sì.

Lo sai che ho smesso?

Stai provando a smettere, non hai smesso.

Davvero pensi che potrei prendere il tuo posto?

Dimostrami che sei in grado di smettere con quella merda e poi ne riparliamo.

Come stai, tigre?

Ah, così?

Non ci possiamo lamentare.

E tu?

Che cos'è questa faccia?

Ho un regalo per te.

Non mi fido dello soupire che fai regali.

Questo ti piacerà.

Ti interessa un carico di droga di Nemo Bandera?

Dipendo. Qual è l'offerta?

Io ti sto offrendo la possibilità di prenderti il nuovo carico che arriva dal

Sud America.

Mandela in questo momento si sente intoccabile e quindi tutta la merce

viene trasportata praticamente senza protezione.

Scusa Buscemi, ma tu non lavoravi per lui?

Io lavoro perché mi paga.

Hai visto che lui ti ha chiuso i rubinetti?

Io dovrei credere a sta cacata.

E non solo a questa.

Ti faccio un altro regalo, tigre.

Nemo ha infiltrato qualcuno nella tua banda.

E chi sarebbe?

Vento.

Quello che sta con la figlia bastarda di Bandera.

Eccola.

C'era fatta.

Buscemi è scomparso, ne sai qualcosa?

No.

Lo vado a cercare.

Cerca di capire se ha parlato con quel giudice. Non voglio sorpresa.

Ti ricordi cosa mi dicesti sui poliziotti corrotti? Sì, che sono utili

ma sono i più infami tra gli infami e questo neanche l'Alzheimer me lo può far

scordare.

Stavo ripensando alla faccia che hanno fatto l'altro giorno i tuoi figli, anche

Mario.

Li hai sorpresi.

Veramente hai sorpreso anche me.

Io già mi sto domandando se ho fatto bene o male.

Nina ha la testa da un'altra parte, Carlo non è affidabile.

Carlo è molto meglio di quello che ha dimostrato fino adesso, credimi.

Ho parlato oggi.

È stato un po' teatrale, però abbiamo fatto un patto e spero lo mantenga.

Non ti deluderà, vedrai.

E comunque c'è sempre Mario che si occuperà di tutto, giusto?

Già, c'è sempre Mario.

Vieni a letto.

Ehi!

Wow, elegance.

Tu m'hai visto con la gonna, Lara?

Ti servite per avere il prestito almeno?

Ci devono pensare.

Mangiamo insieme?

No, me ne devo andare.

Però prima, devo darti questi.

Un po' per le spese, fino a che non trovi lavoro.

Poi anche per il funerale di tua madre.

Non so se basterà, no? No, no, dai, non posso, lo sai.

Perché no?

Tanto stiamo insieme, eh?

Noi non stiamo insieme. Come no?

Ci stiamo conoscendo.

Lo sai, finché non ho risolto questa questione con mia madre, io non ho la

testa proprio di... Ho capito, dai.

Diciamo che è un prestito. Poi quando ce li hai, me li dai.

Prendi.

Sono più stato l'ora finalmente.

Stasera.

Alle sette.

Ci sarai?

Certo.

Sì. Dove sei?

In giro, perché?

Muovi il culo e raggiungimi al solito posto dove ti ho detto io. Adesso? Ma

abbiamo detto che... Adesso! Se no chiamo qualcun altro. No, no, arrivo,

arrivo, arrivo.

Era freddi?

No.

Non mi piace quel tipo.

Mi dà i brividi.

Nemmeno a me, Lara.

Sca...

Che succede, ispettore?

Devo controllare i container.

Ma non ha letto le bolle? C'è scritto che contengono pannelli di legno per i

nostri alberi.

Le ho lette, ma questa è un'ispezione a campione.

Da quant'è che lavora qui, scusi? Da una settimana.

E allora sarà il caso che chiami il suo capo. Così le spiega bene le regole.

Il suo nome?

Come si chiama?

Massimo Villari. Benvenuto a Levante, Massimo.

Sì, dottor Trombetti.

Buongiorno. Sono qui con il suo nuovo ispettore.

Sì, un piccolo problema, ma niente di grave.

Aspetti che glielo passi.

Sì.

Ok.

Diventeremo grandi amici.

Buona giornata.

E vuoi dire che stiamo aspettando?

Quante domande?

Stiamo aspettando carico di Nemo Bandera.

Un quintale di coca purissima.

Che cazzo dici?

Rapigniamo un camion in due?

E quanti vuoi? Votto.

Noi due non bastiamo?

Chi siamo partiti? Va bene.

Sono usciti di porto.

A poco ci divertiamo.

Dove vai?

Vado a pisciare. Vai a pisciare?

O ti stai cagando sotto?

Stai scrivendo a tua fidanzata?

Che seguiamo dopo?

Questa è tua. Tieni. Sai usare.

Ma che cazzo succede?

Ma fermo!

Fermo!

Togli le chiavi di cruscotto!

Togli le chiavi di cruscotto!

Apro il container, vi do tutto!

Ci dai tutto?

Ci prendiamo tutto!

Così facile!

Così facile!

E' tutto!

E' tutto!

Andiamo a tagliare.

Maio! Senti, capace di fare un cazzo!

Dobbiamo scaricare la roba e dobbiamo trovare quel pezzo di merda di vento.

Vado pure da tua madre, qua ci pensiamo noi.

Grazie.

Comunque oggi dovrebbero arrivare i buoni spesa dalla regione, quindi magari

quando arrivano si comincia già a distribuirli. Tranquilla, lo facciamo

noi. Vai pure. Grazie. Ci vediamo dopo. Ciao.

Cosa fai, mi segui?

Se ti ha mandato Nemo, puoi dirgli che questa volta ha perso.

Veramente sono venuto ad ascoltare un po' di musica.

Dimmi la verità, cosa vuoi?

Non voglio niente.

Ma se ti interessa la mia opinione, io sono d'accordo con te.

Ho grande rispetto per quello che stai facendo con tua madre.

E se hai bisogno di una mano, puoi contare su di me.

Perché?

Perché sei l'unica qui intorno che vive senza chiedere il permesso a Nemo

Bandera.

E perché mi sei simpatica.

Se non ti piace Nemo, allora perché lavori per lui?

Io faccio solo quadrare i conti.

E ti assicuro che ne ho conosciuti di peggio.

Vuol dire che ancora non lo conosci bene.

Com'è che hai detto che ti chiami tu?

Malcolm.

Malcolm?

E che ci fai qua a Levante? Mi piace il clima.

Ok, allora sei tutto strano tu, non è solo il nome.

Che ne dici?

Sei pronto per un po' di galoppo?

Carlo, sei pazzo, no? Non oggi.

Ma poi ti tocca, però.

No, oggi, però.

Aspetta che mi parla.

Ciao, Pac, dimmi tutto.

Niente, volevo sapere se ti va di venire a pescare con me. Ma adesso sono al

maneggio con Carlo.

Ah, ok.

Allora non ti preoccupare, ti ho provato.

Ma stai bene?

Sì, sì.

Ma ci andiamo un'altra volta, no? Certo.

Ci andiamo un'altra volta.

Ok. Ciao.

Che c'è?

È successo qualcosa?

Ma il mio padre era un po' strano. Beh, sembra un po' strano tuo padre, eh?

Beh, stai tranquillo.

Eh?

Guarda che bravi.

Nemo!

Nemo!

Che succede?

Brutta notizia, Nemo.

Quel bastardo di Buscemi non ha mai parlato col giudice.

Uno dei nostri mi ha detto che si è giocato a carte tutti i soldi che gli ha

dato.

Questo vuol dire... Sì, Nemo.

Stanno per staccare la spina data.

Vento, dove cazzo sei?

Sbrigati per favore, io... Io non voglio rimanere da sola.

D'accordo?

Ciao.

Non devi neanche aprire bocca che tutti eseguono i tuoi ordini. Tutti tranne te?

Ho preso da lei.

Che cosa vuoi? Non posso impedirti di staccare la spina.

E posso pregarti di non farlo.

Ti supplico Lara a non lo fare. Tu non c'eri.

Quando è stata male c'ero io con lei, non tu.

Sono io quella che le vuole bene, non tu.

E lo sapevi quanto soffriva.

Perché hai cercato di fermarmi? Perché credo nei miracoli.

E perché tua madre era tutto il mio passato.

Se staccherai la spina lo cancellerai.

E come potevo stare a guardare?

Vattene via.

Non la toccare.

Per questo non mi serve il tuo permesso.

Non ci ha messo molto a trovarmi.

Sarebbe grave se non sapessi dove trovare gli amici.

Non è servito a niente.

Tutto quello che ho fatto per te in tutti questi anni.

Tutto per niente.

Ma cosa hai fatto per me?

Tu una cosa dovevi fare, fermare quel giudice.

E non ci sei riuscito.

Sappiamo tutti e due che non hai le palle per farlo.

Se no l'avresti già usato contro te stesso.

Tutto questo casino per una che era già morta.

Ada non era morta.

Ada non era morta. L'hai ammazzata tu.

L'hai ammazzata tu!

Monte Rosso.

Questa è un'azione di guerra.

Roba del genere non l'ho vista nemmeno negli assalti a Porto Valore.

Che cosa ha trasportato?

Secondo la Dipsy, dei pannelli di legno destinati al loro hotel.

E secondo te per dei pannelli di legno si ammazzano tre persone?

Voglio parlare con Nemo Bandera.

E a che titolo?

Intanto deve spiegarmi perché non ha denunciato la scomparsa dei camion e

degli autisti.

E anche se è arrivato è già appunti ai pezzi grossi.

A Levante può essere pericoloso.

Lo conosco bene questo posto. Vent'anni fa ha iniziato da qui con Buscemi. Ed

era un bravo ispettore.

Sveglio, appassionato.

Poi è passato con i Bandera.

Non voglio che altri facciano la sua stessa fine.

Ciao, mamma.

Volevo prenderti le margherite, ma non le avevano.

Manchi tanto.

Manchi tanto.

Vorrei prenotare un taxi.

Beh, invece dovresti prendere questa faccenda più seriamente.

Tuo padre sceglierà fra voi due e secondo me tu hai molte più possibilità

rispetto a tuo fratello.

Mario, a me non mi riempie un cazzo della diossi.

Io voglio soltanto dipingere e vivere la mia vita.

Quindi, cambiamo discorso.

Il quadro dove l'hai appeso?

Per ora è ancora in attesa di una parita.

Beh, sbrigati a trovargli un posto.

I quadri sono fatti per essere guardati.

Bene, effetti.

Facciamo un brindisi ai frutti di mare.

Perché ai frutti di mare?

Perché sono afrodisiaci.

Mi dispiace per quello che è successo con Ada. So quanto è relegato a me.

Avrei fatto meglio a rivolgermi a te.

Se quelle erano le sue volontà, ci sarebbe stato comunque poco da fare.

Anche per una come me.

Però tu puoi aiutarmi con le mie di volontà.

Eh, mi ha detto Mario che stai valutando chi sarà il tuo erede tra Carlo e Nina.

Non solo tra Carlo e Nina.

C'è anche Lara.

Se ne vedranno delle belle.

Penso proprio di sì.

Prego. Grazie.

Ciao. Ciao.

Amore, che ci fai qui?

L'Evo doveva firmare dei documenti urgenti e ho preferito venire di

persona. Ma adesso abbiamo finito, quindi sto tornando in studio.

Bene. Mi fai sapere allora, eh?

Sì, certo.

Ok. Io vado. Ciao Elisa, è stato un piacere rivederti. Ciao Nino. Ciao

tesoro. Ciao.

Ciao amore, noi ci vediamo stasera. Grazie. A tu.

Ultimamente passi un sacco di tempo con Nina.

È una ragazza molto in gamba.

Credo che sia la persona giusta per prendere il tuo posto. Ma questo dipende

da un sacco di cose.

Tipo?

Tipo chi sposerà Nina, per esempio.

Beh, chiunque sarà, credo che capirà molto velocemente chi comanda in

famiglia.

Papà? Ho bisogno di una mano.

Il padre di Alex è sparito nel nulla. Sì, ne ho mostrato che non è rientrato a

casa.

Ce l'ha rispinto e non so che cosa pensare io.

Non lo so, Ale.

Sono un paio di giorni che non lo vedo.

Però lo sai com'è fatto tuo padre, no?

Magari si è infilato in qualche bisca. Tra l'altro l'ultima volta che l'ho

sentito sembrava preoccupato.

Non vorrei che gli fossi... Ale, il problema è che tuo padre ha le mani

bucate e deve soldi a mezza levante.

Facciamo così.

Faccio un paio di telefonate, chiedo un po' in giro e se scopro qualcosa vi

avverto, ok?

Grazie.

Che facciamo adesso?

Trova quel moccioso.

Un cioccolato.

No.

Vai a comprare i croccandini.

Che cazzo, ma pezzi più piccoli no, eh? E come no, muovati in banca e te li

cambio. Vuoi pure un caffè? Senti, facciamo in fretta per favore, che c'ho

un nuovo ispettore che non testa di cazzo.

Ah, e come si chiama il nuovo ispettore?

Monterosso.

Monterosso, sembra il nome di una mara del discavo.

Mi stacco il fiato sul collo. E qual è il problema Riccardi?

I capi passano, noi restiamo, siamo come le cozze.

Non ci stacchiamo nemmeno con la tempesta.

Ok. Che devo fare?

Devi trovare un ragazzino.

Un ragazzino che ha visto qualcosa che non doveva vedere.

Va.

Non ti sembra di rischiare un po' troppo?

Guarda che l'idea di puntare su Nina è stata tua, non mia.

Sì, ma non davanti a Nemo.

Sottovalutarlo può essere molto pericoloso. No, è lui che sta

sottovalutando me.

E con Carlo cosa pensi di fare?

Vuoi sedurre anche lui?

Carlo mi vede come un fratello, sfrutteremo la cosa al nostro vantaggio.

Ovviamente Serena farà di tutto per sostenerlo, ma dentro di sé lui sa di

non avere la stoffa.

E di Lara cosa mi dici?

Lara?

Amore, quella odia Nemo, non lo considera nemmeno suo padre.

Eh, ma lui la considera come?

È la sua primogenita, sangue del suo sangue.

È l'unica che gli tiene testa. L'hai vista anche tu.

Vuoi che mi scopri anche a lei?

No.

Però tienila d'occhio.

Anzi, cerca di metterle contro Serena.

Quella è nata povera, come Nemo. E chi viene dal basso vuole solo una cosa.

Risalire. Beh, anche io sono partito dal basso. Ho imparato a mordere per primo.

Grazie per quello che stai facendo.

Veramente ancora non ho fatto niente.

Allora, vedi?

Hai ereditato la casa di tua madre, ma anche i suoi debiti.

Debiti? Mia madre?

Non ha mai voluto accettare aiuti da Nemo.

E forse non dovresti fare neanche tu questo errore.

No.

Mai.

Io mi rifiuto di indebitarmi con quell'uomo come il resto di questa città

di merda.

Comunque grazie.

E il caffè lo offro io.

Almeno questo posso ancora permettermelo.

Vorrei spostare la prenotazione del taxi.

Ehi.

Questi puoi metterli sul mio conto? Lascia stare offre la casa. Grazie.

Senti, piuttosto poco fa è passato freddi.

Cercava Vento, ma ha chiesto anche di te.

Grazie.

Vento, dove sei?

Senti, quando senti questo messaggio per favore richiamami.

Senti, quando senti questo messaggio, per favore, richiamami.

No, Vito, non mi basta.

Dovete scoprire dove cazzo hanno scosso il carico, hai capito?

Mu!

Comunque è chiaro.

È stato Tigre a fregarci la droga con me.

Andiamo via da qui, non mi piace questo posto.

Sì,

come le avevo anticipato, c'è tanto lavoro da fare. Quello che le

interesserà sapere è tutta la condizione.

Mario!

Sì?

Prego, la ragione. Prego, grazie.

Che succede?

Botta di nostalgia?

Beh, ci ha passato l'infanzia qui.

Si vede infatti quanto ci tieni.

Ma infatti ho deciso di ristrutturarla. Quell'uomo è dell'impresa che se ne

occuperà.

Senti, ma tu lo sapevi che l'hanno costruita Nemo e mio padre da soli?

Forse è per questo che non mi è mai piaciuto.

Ogni tanto mi ci portavano, dicevano che era per aiutarli. Mi facevano preparare

la malta, ma io ero un disastro.

Fortuna che tuo padre mi difendeva sempre.

Beh, si vede che gli conveniva.

Guarda che Nemo non è così.

No.

Guardati.

Ti fa fare tutto quello che vuole.

Questo è quello che credi tu.

Comunque, se hai bisogno di qualcosa, insomma... Non ho bisogno di niente.

Grazie.

Forse i ragazzi dovrebbero collaborare.

Ognuno con le proprie qualità, con le proprie idee.

Nemo, che hai?

Pensavo a Lara, Serena. Lo so che l'argomento non ti piace. Lara non ti

considera un padre.

E tu non hai il dovere di esserlo. Ma è mia figlia. È rimasta sola. Io me ne

devo occupare. Quella ragazza ti odia.

Ci odia a tutti.

Ti prego, fattene una ragione.

Hai visto la foto di papà?

Quella dove giocavano a fare i pirati.

Una roba vecchia. Grazie.

Papà? Ferro?

Questo chi è?

È Tony, il padre di Mario.

Ma non gli somiglia per niente.

Ciao!

Ci sto prendendo gusto a vedervi qui.

Sì, ma io ho fretta, non potremo venire al punto.

Il punto è scritto qua dentro, leggelo.

Rapporto vendite. È la tua ultima occasione, Carlo.

Cerca di non sprecarla.

Grazie papà.

Nina, tu invece potresti occuparti del design dei nostri alberghi.

Grazie per la fiducia papà, ma credo che allestirò un'altra mostra.

Alla prima ho fatto sold out.

E non ti sei chiesta perché?

Nina, io già te l'ho spiegato, ma te lo dico un'altra volta, visto che fai finta

di non capire.

La gente non compra i tuoi quadri per appenderli al muro, ma perché quando ci

deve chiedere un favore noi non possiamo negarglielo. Mi dispiace, ma funziona

così. Bene.

Se è così ci metto niente a tornarmene a Parigi. Non con i miei soldi. La tua

vita adesso è qua, Nina.

Quindi prenditi il tempo che ti serve. Proprio non mi ascolti. Sei tu che devi

ascoltare me.

Cercate di capirlo, non è facile mettersi da parte.

Proveremo ad essere all'altezza.

Ne sono sicura.

Tieni. Questi sono i miei impegni della giornata, ricordameli ogni mezz'ora.

E la segretaria che ci sta a fare? Se lo dicessi alle segretarie si

insospettirebbero.

Appuntali sul telefono, non voglio che li veda nessuno.

Di solito appena uso un cellulare lo butto giù da un po'. I tempi cambiano.

Buongiorno, ispettore. Sono Mario Rizzi, l'avvocato del signor Bandera.

Buongiorno, avvocato. Il signor Bandera dov'è?

Aveva un impegno di lavoro urgente, quindi ha mandato me per sentire il

motivo della sua convocazione.

Capisco.

Bene, sia comodo. Grazie.

Allora, avvocato.

Avrete a fare alcune domande sulla rapina al vostro cane?

Sì.

Iniziamo dalla fine.

Come mai avete tardato così tanto a denunciare la scomparsa del camion?

Senza offesa.

Ma in passato la polizia non si è dimostrata molto efficiente.

Ma ora di mezzo ci sono tre morti.

Già, una tragedia.

Ci stiamo già occupando delle famiglie.

Immagino.

Ma, vedi, non ne sembra un po' strano?

Voglio dire, per un carico di legname si ammazzano tre persone.

Infatti. Ma questo aspetta a lei spiegarlo.

Senza dubbio.

Infatti ho appena contattato i nostri colleghi peruviani.

Ma la rapina è stata fatta qui. Che cosa c'entrano i peruviani?

Eh beh, non si sa mai.

Già è capitato in passato che in queste spedizioni internazionali all'interno

del carico ci finisse dentro anche qualcos'altro. E lei era esperto.

Ha fatto un buon lavoro a Napoli con la camorra.

Vedo che ha preso informazioni. È il mio lavoro.

Quello che non capisco però...

E per quale motivo l'abbiano sbattuta qui?

Perché l'ho chiesto io.

E allora benvenuto a Levante.

Se non c'è altro io andrei.

Per ora può andare.

Grazie e buon lavoro.

A lei.

Sì, Alice, dimmi.

Arrivo.

Quindi non ha visto niente di strano? Non ha visto nulla di strano, come tutti

i giorni.

Lavorava, tranne quando il mare... Abbiamo trovato l'auto di Buscemi.

C'era il documento dentro.

Nient'altro.

Che cosa può essere successo?

Ispettore, abbiamo trovato questo.

Dalla alla scientifica.

Non avvertiamo la famiglia. Dobbiamo guadagnare tempo.

Non possiamo non avvertire la famiglia. Certo che possiamo. In pochi giorni

abbiamo avuto tre morti per rapire un ex poliziotto scomparso. Che cos'altro ci

serve?

Sì.

I pescatori hanno trovato il corpo di Buscemi.

Buongiorno, Patrizia. Buongiorno.

Ciao, Fabio.

Buongiorno.

Entra Mario.

Allora, come è andata con quel poliziotto? Al momento non ha prove, ma

indagherà sui nostri clienti peruviani, sicuro. Vabbè, di quelli mi occupo io.

Tu fagli capire da che parte deve stare.

Guarda, tuo padre, Ferro e io ho sbattuto in prima pagina.

Cerca di scoprire chi è quel OR che firma l'articolo e soprattutto chi gli

passa le informazioni. Certo.

Che è? Hanno trovato Buscemi. Questo pure da morto rompe le palle.

Riccardi dice che per il momento non diranno niente alla famiglia e dice pure

che questo Monte Rosso ce l'ha con te.

Questo lo avevo capito.

D'altra parte anche Buscemi all'inizio era così.

Fino a quando non si è beccato un coltello nella pancia.

Quale coltello? Io l'ho strozzato.

L'ho coltellato.

E se ho usato un coltello ci saranno le mie impronte.

Riccardi l'ha già fatto sparire.

Tra dieci minuti hai una riunione con Malcolm Rossi.

Chi è? È il contabile.

Ah, sì.

No.

Come eravamo giovani.

Tutto bene, Alex?

Mara, sono preoccupato. Cioè, mio padre non è un santo, tutto quello che vuoi.

Ma così a lungo non è mai stato via.

Cioè, sono giorni strani.

Anche il vento è scomparso.

Non lo so.

Ho paura possa entrarci qualcosa col freddo.

Stai attenta a quella gente che è pericolosa, ok?

Allora, Malcolm, vediamo se sei così bravo con i soldi come dicono.

Vorrei aprire un fondo e intestarlo a Lara, ma non lo deve sapere nessuno.

Serena non lo accetterebbe mai.

Se posso permettermi, credo che neanche Lara accetterebbe.

E tu che ne sei?

L'altro giorno abbiamo preso un caffè insieme e mi ha chiesto di dare un

'occhiata ai documenti di successione.

Allora fammi un piacere personale.

Continua a prendere il caffè con Lara.

Capisci se ha bisogno di qualcosa.

Se è così, me lo viene a dire a me.

No, di qua, sì.

Questo è il mio biglietto da visita, mi puoi chiamare quando vuoi.

Che ne pensi?

Boh.

Diciamo che non ha fatto domande.

È un buon segno.

Ci sono novità, dobbiamo vederci.

Ricevuto.

No, guardi, non so se ci sarà un'altra mostra.

Non credo.

Mi dispiace.

Arrivederci.

Arrivederci.

Ehi.

Come non ci sarà un'altra mostra? Che vuol dire?

Tutte le cose prima o poi finiscono, no?

Papà dice che è solo una perdita di tempo.

È sbaglia?

Non sono tornata da Parigi per mettermi dietro una scrivania.

Beh, ci sono scrivanie e scrivanie. Quella di chi comanda può essere molto

comoda. Beh, anche se dovesse comandare Carlo resterebbe tutto in famiglia, no?

No, è qui che sbagli. Tu e Carlo non siete gli uomini. Tu non sei l'unica

figlia di Giammo.

Ma Lara è rimasta sempre fuori da tutto.

Ma è proprio per questo che un giorno potrebbe volere tutto.

È la primogenita, non dimenticartelo.

Perché mi dici queste cose?

Perché?

Perché voglio proteggerti, Nina.

Allora dovresti starmi lontano.

Stai con un'altra, Mario.

Sì, ma io è te che voglio. Ah, sì? Sì.

Allora dimostramelo.

Bel cappotto.

Se Nemo scopre che ti vedo io nascosto, mi taglia le gambe, lo sai?

Figurati.

Sei l'unica persona a cui Nemo non farebbe del male.

Soprattutto se è per aiutare me.

E non ci mettere la mano sul fuoco.

Perché mi hai chiamato? Che è successo?

Vento, il mio amico, è scomparso da qualche giorno. E sono un po'

preoccupata perché ultimamente frequentava della gente.

Insomma, credo che possa essersi infilato in qualche guaio. Ci penso io.

Vedrai che non è successo niente. Vento è un bravo ragazzo.

E che ne sai tu?

Lara, a Levante forse sei l'unica che non lavora per Nemo Bandera.

E forse è per questo che la città fa schifo.

Te lo trovo io, Vento, ma tu stai tranquilla.

Grazie.

Però, per favore, non dire a Nemo che te l'ho chiesto. Solo se non me lo

chiederà. Come che dicevi sempre tu?

Non riesco a dire le bugie.

Scemo. Grazie.

Tieni.

Mettici tu.

Questi sono da parte mia.

E questi sono per te. No.

Per una volta?

Oh, sei capatosto.

Scusami Anna, dovrei fare una telefonata, ti dispiace?

Grazie.

Serena, dimmi. Ciao Mario.

Vorrei che aiutassi Carlo a prendere il posto di Nemo alla Dipsy.

E Nina?

Oh, Nina non si è mai interessata agli affari di suo padre.

E poi non ha bisogno di me, l'ho cresciuta troppo bene.

Carlo invece sì.

E tu per lui sei come un fratello, quindi?

Mi aiuterai?

Ma certo, certo.

Bisognerà guardarsi da Lara a questo punto.

Cosa c'entra Lara?

Beh, io so che Nemo ha dei progetti per lei, almeno questo è quello che ha detto

a Elisa.

A Nemo ci penso.

Oh, Lara.

Che c'hai?

Ah, brutta faccia. Grazie.

Che faccia devo avere, dai.

Ho perso mia madre, il lavoro, non ho più un soldo. Il dente è scomparso.

Guarda chi c'è.

Se sei venuto a dirmi che dovrei lavorare per Nemo, allora puoi... Ho

portato l'ultimo carico dei libri. E Alessandro dice che i ragazzi hanno

gradito.

No, perché lavori per il diavolo.

Comunque, ho parlato con il mio amico della banca. Purtroppo non ti daranno il

prestito che hai chiesto.

Certamente.

Vabbè, tanto non ci facevo molto affidamento.

Questi sai dove metterli? Sì, certo.

Stai aspettando che lo faccia io?

Allora, non mi devi dire niente?

Che cosa ti devo dire?

Ma dai, sembravate usciti da un film.

Intanto lavora per Nemo.

E poi è tipo scozzese o qualcosa del genere.

E vabbè, almeno vi potete scambiare le gonne.

Questi dove vanno?

Complimenti, è una bella bambina.

E lei che cazzo vuole? Solo aiutarla.

Sua moglie non le permette di vedere sua figlia. Io potrei darle una mano,

conosco i giudici. E potremmo trovare un nuovo accordo per le visite.

Io non ho bisogno del suo aiuto. Ecco, questo è un gran peccato perché io ho

bisogno del suo.

La manda Bandera?

No. Il signor Bandera non sa nulla. Ne dubito.

Ascolti, alcuni dipendenti stanno commettendo dei piccoli furti.

Non li denunciamo per una questione d'immagine, ma a noi non piace che un

crimine rimanga impunito.

Certo che no.

Abbiamo bisogno di una persona che indaghi senza fare troppo rumore.

Qualcuno come lei.

Io un lavoro ce l'ho già.

Ma questo lo può fare nel tempo libero.

La pagheremo bene, molto bene.

È così che avete accalappiato Buscemi, vero?

Non mi pare che si sia lamentato. È diventato capo della sicurezza della

Dipsy.

Potremmo darle un anticipo. Che ne dice?

Ancora con queste cazzate, pocavole.

Come questi giochetti non funzionano?

Adesso ne ho cinque secondi per scendere, altrimenti viene come un

commissariato.

Ah, tesoro, ci ho pensato e ho la risposta alle tue preghiere.

Non sono una che prega molto, lo sai. Vabbè, per questo ci sono qua io, non

Brad Pitt.

Comunque so dove trovare i soldi che ti servono.

Tu scegli le cose che non usi più e le vendiamo online.

Online? E che dovrei vendere?

Tutto quello che non usi, anzi più è vecchio meglio è.

Ora andiamo a casa tua, fotografiamo tutto e poi mandi le foto ai tuoi

contatti. Tu vedrai che qualcuno compra.

È un'idea.

Sarebbe stato meglio se me l'avessi detta Brad Pitt, ma è un'idea.

Ciao, ho bisogno di soldi, sto prendendo delle cose. Clicca sul link.

Dimmi, Malcolm.

Volevo avvisarla che Lara mi ha mandato un messaggio.

Ha bisogno di soldi. Ha messo così male?

Sembra di sì.

Ho messo in vendita un po' di cose.

Cerca di comprarne il più possibile senza fargli capire che dietro ci sono

io.

Ok? D'accordo.

E questo dove pensi di appenderlo?

Non lo so, pensavo in ufficio.

Per far arrabbiare Nemo?

No. Facciamo le cose per bene.

Quindi a modo tuo, no?

No. A modo nostro.

Non ti dimenticare che noi siamo una squadra.

Quindi adesso questo finisce in cantina.

Niente, è ancora staccato.

Va alla polizia, no?

Era uno di loro, magari gli danno una mano.

Ma no Carlo, sono già andato alla polizia, mi hanno detto che secondo loro

è scappato per i debiti di gioco.

Lui dà soluzione che vado a Bari e vedo se è in qualche ospitale.

Mi accompagni?

Eh, ora non posso, devo finire di leggere sta palla.

Sì, i compiti di papà è vero.

Scusa, non dite che mi dici che mi devo dare da fare.

E adesso che finalmente ce la metto tutta? Ma infatti io sono molto contento

che tu ti dia da fare.

Però vorrei vederti fare qualcosa che piace a te, non solo quello che piace

alla tua famiglia.

Il tuo padre è sempre stato orgoglioso di te.

No?

E allora che c'è di male se anche io cerco di guadagnarmi rispetto dei miei?

Niente, hai ragione.

Scusa.

Dai.

Ti accompagno.

Davvero? Sì.

Andiamo.

Che faccia!

Oggi esco.

Oggi? Io giudice penale, volevo l'attico.

E' usato, non so dire di no.

Bello.

Allora, ci si dice da fuori?

Abbiamo un problema.

Vento è scappato.

Ma tranquillo boss, ho occhi anche dietro la testa. Salterà fuori.

E' sicuro?

Stai malinistito.

Cosa sta a dire?

Parli Italia?

Ti ho detto che mi sarei occupato di tutto mentre stavi qui dentro, no? Lo

trovo e lo faccio fuori.

E poi c'è cosa?

Hai tenuto una bucarest?

Bucaresti.

No, grazie.

Adesso Italia è casa mia.

Brave, finché stai con me, il lavoro non ti mancherà.

Ce l'hai fatta a dirlo, eh? Figlio di puttana.

Oh!

Mia madre non ci tocca.

Con tutto rispetto, boss.

Mi raccomando.

Mezzino!

Vanni, cos'hai qua?

Non ti appossi.

Senti un po'. Che fine ha fatto il vento?

Non lo so, da poco non lo vedo.

E come, non lavorate sempre insieme?

Eh sì, soltanto che Pento ora mi ha dato ancora 300 euro. E mi sa che per un po'

di tempo non si farà vedere.

300 euro?

Allora facciamo così.

Appena si fa vivo tu mi chiami.

Di quei 300 euro vedi di farti la verifica.

Ok?

Pento dove cazzo stai?

Ti conviene farti sentire.

Ciao, mamma.

Amore. Buongiorno.

Buongiorno a te. Caffè? Sì, grazie.

Tutto ok?

Sì.

Lo pensi anche tu, vero?

Cosa?

Che i miei quadri sono solo una perdita di tempo.

Penso che dovresti dare retta a tuo padre.

Sei una bandiera, approfittane.

Anche Lara è una bandiera, tecnicamente.

Non permetterò mai a quella ragazza di avvicinarsi a questa famiglia, è chiaro?

Non hai mai accettato che papà avesse un'altra donna prima di te, vero?

Ada fa parte del passato e quel passato è morto con lei.

Non è quello che pensa Mario.

No.

Secondo lui lei un giorno avrà diritto alla sua parte e noi non potremo fare

niente per impedirglielo.

Allora è per questo che devi aiutare tuo fratello a diventare l'erete.

Così avremo tutto sotto controllo. Vuoi farcelo?

Sì.

Bene.

E questo che cazzo è?

Oh! Che cazzo è questo?

Non è il coltello che ha ucciso Buscemi!

Questo cazzo di commissariato qualcuno ha scambiato le prove. E l'ha scambiato

anche le foto.

Senti, lo so che non è il momento, ma dovremo avvertire la famiglia. Ancora

no!

Nemo, dovresti firmarmi questi documenti. Sì.

Guarda.

E questo?

Che cos'è?

Ho comprato una vergine del rosario dei due metri, la mando in un villaggio del

Perù. Un capriccio del capo della polizia peruviana, con buona pace dell

'indagine di Monterosso.

Sei il numero uno.

Sarò il numero uno quando troverò chi ci ha fottuto il carico.

Bella, no?

Molto.

Ma tu le chiami di casa mia?

Casa tua?

Da quando questa casa tua?

Da quando ci vivo.

Ah, ci vivi, ma non è casa tua.

Dai mamma, dammi le chiavi.

Dammene per favore, giurami che non ne hai altre però.

Dai!

Va bene, te lo giuro.

Ma tu mi accompagni a un pranzo di beneficenza?

No, devo vedere Alex.

Ancora per questa sera del padre?

Sì, all'associazione hanno organizzato le ricerche.

Lo so, ma loro non hanno bisogno di te.

Io sì.

Quindi mandi un messaggio e dici che è un impegno.

Dai, per favore, non ci voglio andare da sola.

Ehi!

Tu non hai di meglio da fare che stare qua intorno?

Ho sentito che hai bisogno di soldi.

E che ti frega?

Niente, volevo comprare qualcosa.

Ho venduto tutto.

Anche questa?

Aspetta lì.

Allora?

Cosa ci faresti con una barca così vecchia?

Io le colleziono.

Ah, sì? Sì.

Quante ne hai? Questa è la prima.

Beh, è antica.

Quindi è cara.

Speriamo che questi possano bastare.

Sei matto.

Beh, mi è stato detto di peggio.

Sì, fai l'avvocato, quindi ci credo.

Ciao. Ah, lo sbierro buono.

Comunque, grazie.

Ho le cose che hai ordinato, le ho messe nelle scatole.

Intanto vi faccio un caffè. Volentieri.

Nemo ha mandato anche te?

No. Io volevo solo aiutarla.

Vento dove cazzo stai.

Mi conviene farti sentire.

Enzo, ma dove cazzo stavi?

Enzo, stavo assente.

Sto ancora nella mente.

C'ho bisogno di un dottore.

Oh, non dirà nessuno che ti ho chiamato. Dove lo trovo un dottore, io?

Enzo, che cazzo ne so, Enzo. Lo devi trovare. Io non so quando posso

resistere, Enzo.

Babà, stati tranquillo. Lo dico il prima possibile. Mandami la posizione.

Sicuro al cento per cento?

Babbo?

Trovati.

Adesso ci divertiamo un po'. Eh.

Avverti i ragazzi.

Organizza la batteria.

Grazie ancora.

Grazie a te per il caffè.

Come procede?

Bene. Nessuno sospetta niente.

Non è che perdi un po' troppo tempo dietro quella ragazza?

È grazie a lei se ne ho iniziato a considerarmi.

Vabbè, vedi di darti una mossa. Ho bisogno di risultati. Voglio i suoi

conti esteri e capire come riciclano i soldi.

Pensi di farcela?

Certo.

Allora ragazzi, io ho già controllato tutti gli ospedali della regione,

mancano alberghi e dormitori, ok?

Le betto e le lasciate a me.

Sono esperto.

Bene dai, muoviamoci.

Grazie a tutti ragazzi.

Sai che non pensavo saresti venuto.

E ti sbagliavi, me lo merito un 10.

Carica, carica, ma riepi, riepi, riepi, riepi.

Se è

divertito,

adesso ci divertiamo noi.

Vieni qua e impara questa lezione. Adesso impara questa lezione.

E dì al tuo capo che qua a Levante comanda ancora il ruolo.

Forza, caricate tutti.

Avanti. Quagliù, vedete i cassi e portiamoci questa roba che non si può.

Questa porta c'era in offerta a San Nicola, ciccio bello.

No.

Dai!

Veloci! Non ti preoccupare, non ti muovi.

Portate tutto al bunker. Io torno in villa.

Ok.

Vito, è controllato da qua.

E che stai aspettando? Andiamo a vedere cosa facciamo tu. Merga, me e te.

E questa qua? Questa roba che vale? Questa qua?

Non va a dare maniera.

Ehi! Ehi! Ehi! Ehi! Ehi!

Ehi!

Vito! Dobbiamo recuperare il tempo perduto. Entro domani e devi nevicare da

qua fino a base. Ma è buio!

Brighiamoci, dai, dai, dai!

Veloci, voglio... A presto, a presto!

Io non culpo santo, puh!

Vento!

Enzo... Perdonami, Vento.

Ciao, vento.

Mamma, papà, guardate!

Grazie. Prego.

C'è la polizia.

Buongiorno.

Ispettore Monterosso, benvenuto. Che notizie mi porta? Ha trovato il mio

camion? No.

Però vorrei parlarle della morte di un nostro amico comune.

Chi sarebbe?

Ispettore Franco Buscemi. Io ora mi posso seguire in commissariato.

E perché?

Perché è stata lei ad ucciderlo.

Grazie.

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