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Original subtitles

In una cittadina della Sicilia, un detenuto appena estradato dalla

Germania, Rosario Granchio, chiede di rivelare alla giudice Silvia Conti, ma

viene ucciso. La giudice, trasferitasi in Sicilia per indagare con l'aiuto del

giovane vicecommissario Breda, fa arrestare per un traffico di denaro

sporco la contessa Camastra, industriale della città e un tempo amante di

Cattani. Nonostante il caso le venga tolto dal procuratore capo Orione, la

Conti, in un drammatico interrogatorio notturno, strappa alla sua antica rivale

in amore una confessione. Fu lei a organizzare l'omicidio di Cattani per

conto di oscuri mandanti.

In cambio, la camastra fu assolta dalle accuse mossele da Cattani, grazie alla

corruzione del giudice Orione. Ma gli esecutori materiali dell'omicidio

Cattani, Saverio Bronta e Nuzzo Marciano, ora alla testa di una cosca e

in affari con i misteriosi soci della camastra, fanno uccidere la contessa e

ne simulano il suicidio prima che possa confermare le rivelazioni fatte alla

Conti. La giudice, accusata di aver effettuato un interrogatorio illegale,

viene sospesa dal suo incarico, ma continua ugualmente le indagini e

consegna al deputato regionale Monteverde le prove delle attività

illegali delle industrie camastre.

Monteverde, aiutato da Daniele Rannisi, figliastro della contessa e suo erede,

avvia un'inchiesta sul riciclaggio nella città, ma incontra la dura opposizione

di Lucio Panarea, popolare conduttore di una televisione locale legata alla

mafia. Saverio Bronta, con un dossier fornitogli dal professor Ramonte, un

politico siciliano ritiratosi in un paese dell'est perché travolto dagli

scandali, ricatta Monteverde affinché insabbi l'inchiesta che mette in

pericolo l'immenso capitale sporco di una misteriosa associazione, l'Accademia

di Tule. Ma la Conti e Breda trovano le prove che il giudice Orione truccò il

processo alla camastra. La reazione è immediata. In un attentato, Breda viene

ferito e la sua ex moglie, Tiziana, viene uccisa.

Intanto Chiara, moglie di Bronta, passata sotto la protezione della Conti,

e legata sentimentalmente a Stefano Mura, un giovane collaboratore della

giudice, decifra, grazie a un medaglione datole dal marito, la lista in codice

dei membri dell'Accademia di Tule.

Orione decide di confessare.

La Conti e Stefano Mura si recano dal magistrato e raccolgono le sue

rivelazioni. Ma la casa è sorvegliata e gli uomini di Marciano sono in agguato.

L'ordine è uccidere Silvia Conti.

Grazie.

È solo per scrupolo.

Non si sa mai.

Sono usciti.

Si stanno muovendo. Bene.

Oleg, stanno arrivando.

Ma guarda quel furgone.

Sembra che la strada sia tutta sua.

Torniamo indietro.

Svetto!

Gira, gira!

Non posso, ci hanno bloccato.

Fermati!

Usciamo!

Andiamo via, presto!

Vieni, Cynthia!

Corri! Vieni!

Oh! Mi sta scappando quella puttana!

Fuori, Silvia!

Stefano!

È ora.

finisti romper i palmi. Buon viaggio, giudice.

Ma che fai?

Sei impazzito?

Saverio vuole lei. Viene con noi. Viva!

Degnalata a sparatori e località opportuni. A tutte le auto in zona.

Dirigersi verso il crocio statale 44 Ferrovia.

Stefano!

Stefano!

Aiuto, ho sete, ho sete.

Stefano, state calmi, non ti muovere, sono le ruote.

Chiara, Chiara, Chiara, Chiara, voglio vederla.

Stai tranquillo, ha mangiato tutto bene, sta arrivando un dottore, te la dà.

aiutami aiutami mi

rispio ciò che ti sto facendo

Stefano

Stefano

Maledetto assassino, t'ammazzo!

Se lo fai, Silvia non la vede più.

E anche se mi denunci, lei muore. Non fare lo stronzo. E allora cammina,

forza!

Oggi per la prima volta mi sento meglio. Da tanto tempo avevo un peso qui sul

petto.

Non respiravo bene.

Come se l'aria di qua fosse più torbida della nostra.

Ho provveduto.

Quella faccenda resterà sepolta.

Ma non dimentico che è stato Saverio a minacciare di coinvolgermi in questa

vecchia storia.

e già allora fosti tu a provvedere in piena autonomia. Sono anni che ti assumi

i fardelli che io non sono in grado di portare.

Mi ringrazierà quando saremo in Italia.

Sì, certo, purché Monteverde faccia davvero quanto Salerio ha promesso.

Sarebbe così triste morire con quest'aria dentro i polmoni dopo quello

che ho fatto per la mia terra.

Dov'è Silvia?

L'ho detto che non lo so dove l'hanno portata.

A me non le dicono queste cose.

E come fai a contattarli quando gli devi passare le tue sporche soffiate?

Ce l'avrai un modo.

Chiamo un numero e mi risponde una segreteria telefonica.

Loro mi richiamano a casa.

E va bene.

Andiamo a casa tua.

Chi c'è?

Levami le manette.

Vitya, sei tu?

Levamele. Non voglio che mi veda così.

Non fare scherzi.

Sono io, Liliusca.

Che è successo? Cosa ha fatto?

Non è niente, questione di servizio. Ah, questo è un mio collega, il

commissario Breda.

Io torno a tardi, forse non torna.

Ciao. Ciao.

Ciao.

Fa quella telefonata.

E sta attento.

Se torcono un capello a Silvia, t'ammazzo.

Sono io.

Le voti. Ho bisogno di parlarvi.

Pensaci tu. Bene.

Su, va.

Che è

successo?

Tu non prova di toccare lei.

Saverio ha detto.

Portatela alla villa.

Quella bottana doveva morire!

Così mi hai fatto fare la figura del fesso davanti ai miei uomini!

Tu sei rimasto solo un killer da quattro soldi. Se ti avessi detto di salvarla

non mi avresti dato retta.

Attento! Stai attento, Saverio.

Devi imparare a ragionare da capo.

Hai un'arma preziosa in mano e io non ti permetterò di sprecarla.

Anche il professor Ramonte era d'accordo.

Lei sa tutto di Cattani.

Io non mi posso fidare di Ramonte.

Mi ha usato contro Cattani e poi non ha mosso un dito per salvarmi.

Tutti questi anni sono stato a pensare a come fargli passare quello che lui ha

fatto passare a me.

E questa è la mia grande occasione.

È come se lo vedessi.

Sta lì che conta le ore, medita le sue vendette, sogna il suo grande ritorno.

Era un vecchio senza speranze e io gli ho ridato il tormento della giovinezza.

E invece lo lascerò morire là, da solo, dopo che avrà perso tutto.

E quel potere che gli ho promesso sarà riservato a noi.

Ti sei tenuto tutto questo per te senza dirmi niente.

Mi ha tirato ai fili come se fossi un popo.

Tu ti devi fidare di me.

Se le cose andranno bene, noi avremo quello che volevamo.

Ma se andranno male, allora Silvia Conti compierà la vendetta per me.

Siamo noi che abbiamo ammazzato Cattani.

Noi abbiamo premuto il grilletto e la Conti lo sa.

Lei è come una bomba atomica.

Se scoppia noi non ci salviamo.

Ma nemmeno Ramonte.

Dovunque si nasconda.

E questo mi basta.

Va bene, Saverio.

La lascio viva, come dici tu.

Ma non t'azzardare a ingannarmi ancora.

Se lo fai, anche se sei mio amico, io t'ammazzo.

La casa è sorvegliata.

Loro sanno tutto.

Non puoi sfuggire.

Quando vorranno ammazzarti lo faranno.

E tu non puoi farci niente.

Per questo ti sei venduto?

L'Ediusca viene da un posto dove fa così freddo che il mare si gela sei mesi all

'anno.

Qual era sembrato di stare in paradiso.

E ci è voluto arrestare.

E tu lo sai che il paradiso costa. È per questo ha ucciso Stefano.

Per comprare vestiti di sete a una puttana.

La mia vita prima era niente.

Se succede qualcosa a Silvia... Finiscila di dire menchiate. E

ascoltami. Devi dare all'ispettore quel nastro di Orione.

Nessuno sa che Silvia era con il procuratore e nessuno la deve cercare.

Altrimenti noi te la facciamo ritrovare un pezzo alla volta.

Hai capito?

Ho detto un pezzo alla volta.

Voglio parlare con lei.

Voglio sentire la sua voce.

Pronto? Pronto?

Te l'avevo detto.

Dammi il nastro e vattene.

Se succede qualcosa a Silvia tu non vai in galera.

T'ammazzo prima io.

Sono stati ritrovati i corpi del procuratore capo Orione e di un giovane

identificato come Stefano Mura.

Un tecnico informatico della procura. Certamente un'esecuzione mafiosa.

Ancora un terribile lutto ha colpito la nostra città. Il procuratore capo

Orione, un giovane colombiano, è stato insolvato tutti sotto i colpi di idioti.

Non è il nostro compito di pagare né cercare di pagare.

Noi possiamo solo sperare che i responsabili vengano al più presto.

Dobbiamo assolutamente evitare.

Non gli hanno dato il tempo di finirla.

La nostra canzone.

Non ci hanno dato il tempo.

L'ho fatto morire io, lui che c'entrava.

È stato Saveri.

Non è stata colpa tua, Chiara.

Non devi pensarlo mai.

Dobbiamo trovare la forza di andare avanti.

Per loro.

Un po' di forza.

Anche se non ce l'abbiamo.

L'onorevole Monteverde ci può anticipare la sua posizione sull'inchiesta?

Davvero vuole distruggere la città? L'inchiesta ammazza città, va avanti!

Come avete visto, l'onorevole non ha voluto rilasciare dichiarazione.

Trasmettiamo in diretta la seduta della Commissione regionale antiriciclaggio.

Il primo punto all'ordine del giorno è la relazione dell'onorevole Monteverde

riguardo all'eventuale apertura di un'inchiesta su presunte infiltrazioni

mafiose nell'economia sana della regione tramite le industrie camastra. Quest

'inchiesta ancora prima di nascere ha sollevato vivaci, polemiche e

preoccupazioni per la grave incertezza in cui getterebbe gli operatori

economici di un'intera città.

con rischio di paralizzarne l'economia e di provocare la perdita di posti di

lavoro. Prende ora la parola il Presidente della Commissione, Onorevole

Antares.

L'Onorevole Monteverde ha condotto un'indagine preliminare sulle attività

dell'industria camastra, sospettate di ricevere finanziamenti mafiosi e di

riciclarli in attività legite.

Onorevole, a lei la parola.

Signor Presidente, per l'esiguità del tempo a disposizione,

Mi vedo costretto a chiedere di poter svolgere un supplemento di indagine.

Chiede un rinvio? La documentazione prodotta nel corso dell'indagine non è

sufficiente per aprire un'inchiesta di questa portata, ma non escludo di farlo

in seguito. Vi sono domande?

È bravo Monteverde, è riuscito anche a salvare la faccia. Ha imparato subito

come si fa ad insabbiare le inchieste.

Mi sembra che non resti che passare... Leva l'audio.

L'hai sentito?

Che bravo.

L'onorevole Monteverde.

L'incorruttibile.

Sto cominciando a sentire di nuovo l'aria di una volta.

Grazie a Saverio.

Saverio ha salvato Silvia Conti. Sta lavorando contro di noi.

Ci tradirà.

Quella donna per ora è neutralizzata, è la cosa più importante.

È da Saverio che vuoi temere.

Lui non può farci niente.

Me la ricordo ancora oggi, com'era da bambino. Si metteva il vestito della

festa ma aveva le unghie sudice.

È rimasto quello di allora.

Con lui è soltanto una questione di prezzo.

E se il prezzo fosse troppo alto?

C'è sempre il suo socio, Nuzzo Marciano.

Avrà anche lui delle lagnanze contro Saverio. Contattalo.

Ma fammi respirare.

Che cosa meravigliosa.

Il momento in cui un uomo come Monteverde si copre di fango.

Grazie a tutti.

Chi sei?

Ah, certo.

Immagino che tu sia Saverio Bronta.

Sì, sono io.

Perché non hai fatto ammazzare anche me, come hai fatto con Stefano e Orione?

Io non sono un assassino.

E che cosa sei allora?

L'hai ucciso anche tu, Cattani?

Ho recitato una piccola parte.

Sì, è vero. Tu hai fatto solo il boia per Aragonese, per Corinto o per qualcun

altro che sta sopra di lui.

Qualcuno il cui nome non si può pronunciare.

A che serve? Tu lo sai già.

Sì, certo.

Il professor Ramonte.

Anche lui.

Ma ci sono mille stanze chiuse, mille corridoi bui, dove quella morte è stata

pensata, accettata, sussurrata o magari soltanto ignorata.

Che cosa rimane di quella colpa quando la si divide fra mille?

E a te cosa avevano promesso?

Dei soldi?

O di fare carriera?

Era questo che volevi?

Per questo tu hai rinunciato a Chiara, a tua moglie.

E ti sei legato con chi ha assassinato i tuoi amici.

È vero.

I miei amici sono morti. E questo mi addolora.

Ma io ho dovuto scegliere anche che cosa ricordare, che cosa dimenticare.

La memoria è un lusso che non mi posso permettere.

Guarda le mie mani.

Sono pulite.

Nessuno mi chiederà che cosa hanno fatto.

Anzi, faranno a gara per stringerle.

Purché siano mani ricche, mani pene di promesse.

Povero Bronta.

Quei tempi ormai sono finiti.

E grazie a voi.

Sì, quando avete ucciso Corrado Cattani, voi avete aperto gli occhi a tanti.

Puoi anche ammazzarmi, ma non servirà a niente.

Troverai nuovi avversari.

Daniele, Giulia Altofonte, Monteverde.

Monteverde.

Un nuovo tragico lutto ha colpito la nostra città. Tra due giorni si

svolgeranno in forma solenne nella splendida chiesa di San Teustachio, in

una delle zone archeologiche più suggestive della nostra Sicilia,

I funerali del procuratore capo Orione e del giovane Stefano Mure.

I tuoi amici sono morti e già dimenticati.

Come te.

Mi dispiace, giudice.

E Monteverde ha stretto la mia mano soltanto qualche giorno fa.

Dove vuoi arrivare?

Qualcuno ha deciso per me per troppo tempo.

Ora voglio essere uno dei pochi che decidono per gli altri.

E pensi che te lo lasceranno fare?

Sei solo l'ultimo arrivato.

Sono venuto appositamente per conoscerla.

Veramente anch'io ho sempre voluto incontrarla.

Ma lo capisco, uno importante come lei non si poteva certo abbassare a uno come

me. Lei preferiva parlare con la contessa.

Noi abbiamo sempre apprezzato quello che lei faceva per noi.

Il professor Ramonte le manda i suoi saluti.

E perché non volete che Saverio sappia dell'incontro?

Sono qui per parlarle di questo.

Noi siamo molto delusi di come Saverio Brunta gestisce l'affare Conti e siamo

convinti che anche lei non sia soddisfatta. Come ma giusto io con

Saverio sono fatti. Lei non avrebbe accettato questo incontro se non avesse

qualche dubbio sull'operato del suo socio.

È stato lui ad avere l'idea di questo affare.

Saverio Brunta ha salvato Silvia Conti per usarla contro di noi e anche lei

sarebbe in pericolo se la giudice fosse liberata.

Chi può dire cosa vuole veramente quell'uomo?

Ha accumulato tanto rancore dentro di sé per come è stato trattato dopo l'affare

Cattani. Ma in suo livore potrebbe anche avere un altro obiettivo.

Non dimentichi che è stata lei che ha ucciso i suoi amici.

Saverio non mi tradirebbe mai.

Vedi, noi rappresentiamo due forze reali che in questo momento hanno interesse ad

essere amici. Lei rappresenta la violenza, noi il potere.

Saverio Brunta rappresenta soltanto se stesso.

Ma cosa fa, è pazzo? Voi ora non siete niente.

Io ho il denaro, ho gli uomini, ho le armi, ho una città e voi avete soltanto

i vostri imbrogli come Saverio. Ora sono io che comando. Sono stanco di tutti

voi.

Io sono il padrone di questa città.

Diglielo al professore.

Chiara, dove sei?

Aiutami.

Chiara, dove sei?

Che cosa hai fatto, Saverio? Che cosa hai fatto?

Ma che è successo? Che cosa?

Su, calmati.

Lo vedi? Sta passando.

Calmati, Saverio.

Si tratta di un vero attacco mafioso.

Il procuratore capo è stato ucciso insieme al giovane Stefano Mura e temo

sia accaduto qualcosa di grave a Silvia Conti che non dà notizie di sé da

qualche giorno.

Non aspetta a noi assumere un ruolo che competa alle forze dell'ordine e la sua

retorica dell'antimafia rannisi non fa che turbare la città. Questa città così

non può essere serena.

Questa città non è libera finché c'è un delinquente di nome Nuzzo Marciano che

pretende di controllarla.

Fino a ieri era solamente un serbo.

E adesso, a quanto pare, vuole fare il padrone.

È lui che controlla il racket su ogni attività produttiva. È lui che ha fatto

ammazzare Orione e Stefano Mura. Ma il suo potere può finire domani stesso.

Io voglio chiedere a tutti i cittadini onesti di partecipare domani ai funerali

del procuratore capo e di Stefano per dimostrare a questo marciano che questa

città non è sua.

Che lui non ci fa nessuna paura. Né a me, né a nessun altro.

Bastardo, io ti ammazzo!

Vi faccio vedere io a tutti.

Tu vai fuori.

Aspetta, dammi il conto.

Vattinior.

Lo sai?

Mi sono stancato dei tuoi amici.

Sì, eppure dei miei.

È arrivato il momento che imparate chi è che comanda.

Va a cominciare da te.

Su, fallo.

Che aspetti?

Sono l'ultima testimone, ma non ti servirà. La città intera ti è contro.

Continueranno altri dopo di me.

Se serve, io ammazzo tutta la città. Questa volta non ti salverà nessuno.

Lasciala stare.

Fermati. Non mi dire quello che devo fare. Tu non mi dai ordini. Io non

prendo più ordini, hai capito?

Ti ho detto di lasciarla stare.

Tu sei malato, Saverio.

Tu hai la testa malata.

Ti capitava anche da bambino.

Sul più bello cadevi a terra, rovesciavi gli occhi e cominciavi a tremare come

una foglia.

Tutti dicevano che eri matto e mi toccava difenderti. Nella testa di

Saverio ci sta un mistero, dicevo. È strano, ma è proprio per questo che ho

quelle idee che ti incantano. Te lo ricordi? Ma adesso hai finito di

incantarmi. Hai finito di incantarmi!

Adesso non siamo più bambini.

Non la devi toccare.

Lei ci serve.

Te la regalo.

Facci quello che vuoi.

Ma non mi dire mai più quello che devo fare. Non lo permetto neanche a te.

Pensa alla tua politica, ai tuoi intrallazzi. Quella è roba che fa per

te. Ma questa città è mia.

E se non lo capite ve lo insegno io. Tutti lo dovete imparare.

sottoscrivere per la ricostruzione della fabbrica.

È una firma contro il racket.

Domani vi aspettiamo tutti ai funerali. Questa città non deve avere più padroni.

Dobbiamo dire basta con Nuzzo Marciano.

Dobbiamo dire basta con il terrore.

Dimostriamo domani con la nostra presenza ai funerali che Nuzzo Marciano

e la mafia ormai sono finiti per sempre.

Sconfiggiamo il racket.

nel nome di Mario Altofonte.

E appoggiamo Daniele Rannisi per un'economia pulita.

Siamo stanchi di vivere nella paura.

Siamo stanchi di vivere nella violenza.

Domani, ai funerali, è l'occasione per dire tutti insieme che vogliamo che la

nostra città sia libera. Breda, ma dov'eri finito?

Non so che fare.

Sei scomparso. Devo prendere una decisione terribile.

Sono disperato.

E tu e Daniele siete gli unici amici che ho.

Ma perché? Che succede?

Hanno rapito Silvia.

Questa lista è la prova che insieme a Boss Matiosi, dietro l'affare Croce del

Sud, c'è una qualità di insospettabili.

Industriali, politici, banchieri.

Il cui capo è Corinto.

E non basta.

Orione ha confessato che sono coinvolti anche nell'omicidio Cattani.

Per quale motivo non hai consegnato queste prove al questore? Perché Silvia

morirebbe.

È nel peggiore dei modi.

Io dico che non possiamo cedere al ricatto.

E Silvia?

Questo pezzo di carta è più importante di me, di te e anche di Silvia. Non lo

possiamo tenere nascosto. Ma non abbiamo il diritto di decidere della sua vita.

E cosa dirai alle famiglie dei tuoi colleghi uccisi dalla mafia?

Che cosa dirai a Chiara?

Gli dirai che potevi dargli giustizia, salvare altre vite e non l'hai fatto?

Ragioni come un politico.

Sacrificare una vita per salvarne cento.

Non ti riconosco più.

È stata Silvia di insegnarmi che bisogna andare fino in fondo.

Silvia non chiederebbe a nessuno un sacrificio così.

L'ha chiesto a me.

E io ho sacrificato mio padre perché aveva ragione lei.

Questa è gente importante.

Gente che nessuno è riuscito mai a toccare.

Chi ci crederebbe?

L'unica soluzione è spargere la notizia dappertutto, immediatamente.

Ne dobbiamo fare un caso nazionale, non devono avere il tempo di reagire.

E come facciamo?

Monteverde.

Lui ha l'autorità per denunciare questo complotto.

È un rischio troppo grosso. Non capisci che non c'è alternativa.

Non ha pensato che un giudice non avrebbe dovuto incontrare delle persone

come Olga Camastra?

Sì, in Italia da retta le chiacchiere un giudice potrebbe uscire a malapena con

sua madre. No, io avevo la coscienza a posto.

Se mi fossero arrivate delle proposte poco chiare, le avrei rifiutate.

Chi le chiese di aggiustare il processo Camastra?

Corinto.

Corinto era un politico molto influente prima dello scandalo.

Chi altro ne ha conoscenza?

Soltanto noi.

Lei ha fiducia in me.

Perché?

Silvia si fidava di lei.

E poi?

E poi?

Bisogna credere in qualcuno.

E io che cosa dovrei fare?

Domani ai funerali.

Ci saranno le televisioni, i giornali.

Potrebbe fare una denuncia pubblica.

Di fronte al clamore dovranno trattare. Non uccideranno la Conti.

Va bene.

Lasciatemi ogni cosa.

Avete portato i soldi?

Tore, dagli la busta.

Questi sono solo alla metà.

Che significa?

Mi avevate detto che dopo Rione ero libero.

Sì, però prima mi deve fare un altro piccolo favore.

Che altro volete?

Qua domani sarà pieno di gente.

Per i funerali di quei due.

Ci saranno le TV.

Rannesi e gli altri faranno sicuramente dei bei discorsi contro di me.

E io gli voglio rispondere con un bel botto così forte che lo sentiranno fino

a Roma.

Una bomba.

Non è possibile.

Da ora prima della cerimonia la zona sarà chiusa e dopo non passerà nessuno

senza essere perquisito.

Per questo ci serve tu.

Ti devi fare mettere di guardia e fai passare Tore con il pacco.

Un po' di morte serviranno a ricordare a tutti quanti chi è che comanda veramente

qua.

E ti posso assicurare che dopo mi vorranno ancora più bene di prima.

Avanti, scendi, ho fretta mattina.

Allora avevo solamente 19 anni e lui aveva un coltello.

Assassino!

Assassino!

Lei non è solo.

Cerchi di vedere i volti di quelli che la stimano, dei suoi amici.

Se li immagini davanti a questa foto e pensi a quante cose potrebbe fare ancora

per la Sicilia, per la sua causa.

Onorevole!

Mi scusi, io sono Orso.

Si ricorda di me?

Vengo a dare il cambio qua.

Facciamo la guardia alla fabbrica, giorno e notte.

Perché non viene a prendere un caffè con noi?

Grazie.

No.

Che ci fa qui?

Non riuscivo a dormire.

La capisco.

Mi capita lo stesso.

Stefano era come un fratello per me.

Allora ci vediamo domani, ai funerali.

Sì.

Devi solo collegare i poli.

È pronta.

Piazzala nella cripta sotto la chiesa.

Così salteranno i muri maestri.

Il timer è per mezzogiorno, giusto in tempo per i telegiornali. Andiamo.

È un momento, lo state vedendo, di grande commozione.

La città saluta un giudice, un giudice valoroso e un collaboratore delle forze

dell'ordine che con il loro sacrificio hanno pagato ancora una volta un tributo

e ancora un tributo di sangue nella lotta di questa città contro il crimine

organizzato.

Questo funerale rappresenta un momento di alta tensione morale.

Un comitato civico ha chiesto a tutti i cittadini onesti di parteciparvi per

testimoniare il proprio risultato della violenza mafiosa.

La tua amica giudice se lo merita un posto in prima fila.

Ci stanno i funerali del suo amico, no?

Così si gode lo spettacolo.

Anche tu devi imparare qualcosa.

C'è una sorpresa.

Che cosa vuoi fare?

Lo vedrete.

Io resto ad aspettarti sul lungomare, così ci godiamo il botto insieme.

A quando arriva Monteverdi?

Arriverà.

Vedrai che arriverà.

Buongiorno.

Andiamo alla cattedrale, dottore?

No, ho cambiato idea.

Torniamo a Palermo.

Che cosa aspetti?

Ti ho detto a Palermo.

Da quella parte.

Vada, vada.

Passi pure.

Prego.

Lei aspetti, si metta là.

No, no, va bene, è della TV, può passare.

Vado.

In nome del padre, del figlio, dello spirito santo.

Perché la violenza cessi, perché le nostre strade siano sicure, perché gli

uomini onesti siano lasciati in pace, ascoltaci, oh Signore.

Perché gli uomini violenti possano comprendere l'orrore dei loro atti,

perché si possano pentire, perché la loro violenza non induca in noi altra

violenza o odio, perché la loro sfida rafforzi in tutti noi l'ansia di pace e

di giustizia, ascoltaci, oh Signore.

Perché il sangue non sia sparso in vano, perché diventi marchio di orrore sulla

pelle degli assassini, perché oscuri la luce, perché muti i loro cuori. Tu

diceli, dice o ammazzo te.

Abbiamo messo una bomba. Una bomba? Ma che cosa stai dicendo, disgraziato? Don

Nuzio l'ha voluto.

Dove? Dove l'hanno portato? In chiesa.

Quando? Quando scoppierà?

Fra poco, a mezzogiorno.

Ma oggi, oggi devo trovare le parole per Stefano.

E le ho trovate qui, in questo libro, nella Bibbia.

Sono le parole giuste, quelle che io non avrei saputo trovare.

Quelle che a Stefano piacerebbe sentire oggi.

Se mi avesse insultato un nemico,

L'avrei sopportato.

Se mi avesse assalito un avversario, da lui mi sarei nascosto.

Ma sei tu, mio compagno,

mio amico e

confidente.

Ci legava una dolce amicizia.

Verso la casa del Dio camminavamo in festa.

Più untuosa del burro è la sua bocca.

Ma nel cuore ha la guerra.

Più fluide dell'olio le sue parole.

Ma sono spade.

Sguainate.

Guardala.

li sprofonderà nella tomba gli uomini sanguenari

e traditori

essi non giungeranno alla metà dei loro

giorni piompi su di loro la morte

scendano vivi negli imperi perché il male è nella loro casa e nel loro

cuore

Io voglio Dio e il Signore mi salva, ma io, Signore, te confido.

Guardala, la vedi?

Non è niente lei.

Che ti importa di lei?

Tu sei di un'altra razza, di una razza superiore.

A me non è rimasto niente, solo il ricordo di Stefano.

Lui era buono, buono con tutti.

Buono con me.

Io lo so che me l'ha portato via.

Lo so.

Ci ho vissuto accanto per tutta la mia vita.

E io non mi rendevo conto del male che faceva.

Non mi rendevo conto. Io non posso.

Lei morirà.

E lasciala morire.

Tu hai bisogno di Nuzio perché riesca il tuo piano.

Non lo puoi deludere.

Che cosa c'è?

Hai paura?

Hai paura di non poter essere il mostro che sogni?

L'amore per Chiara ti fa paura?

Ma basta che te ne stai seduto su questa poltrona e resti a guardare. E l'ultima

persona che ti vuole bene non sarà più un ostacolo.

Saverio, io ti maledico.

Tu mi hai portato via la cosa più buona che mi è capitata nella mia vita.

E mi fai così male.

Così male.

Saverio, tu devi salvarla o ti rovinerai per sempre.

Basta, portala via.

Non ti servirà a niente.

Anche tu morirai con lei.

T'ho detto portala via.

Leggiamo qualcosa che vi devo leggere.

Morirei anche tu con lei.

Era un sogno, un sogno che non si avvererà mai se continuiamo a fuggire.

Si sente poco bene?

Vuole che ci fermiamo?

No, torniamo indietro, alla chiesa.

Scenderà come pioggia sulle erbe.

Cosa vuoi fare, Chiara?

Voglio non stare solo.

Fatele!

Io voglio giustizia.

E solo voi me la potete dare.

Solo di voi hanno paura.

E se non lo fate voi, non lo farà nessuno.

E loro continueranno a fare del male.

Del male a tutti.

Per questo io voglio giustizia.

Monteverde ci ha tradito.

Ormai non viene più.

No, non ci credo.

La messa non è finita.

Fermi! Tu sei quello che mi veniva a chiedere il pizzo al bar.

Che cosa sta succedendo?

Lasciami perdere, che dura.

Sei tu, non mi sbagli. Che cosa ci fai qua?

Che cosa sei venuto a fare?

Ma sappi, non vi conosco. È venuto fuori da là sotto. Che ci combinavi là?

Perché tutta questa paura? Che c'è qua sotto?

Camminiamo tutti quanti, lo capisci?

Dobbiamo uscire.

Che hai fatto, disgraziato?

La bomba. Ci mesi la bomba. Una bomba? Dobbiamo andare via.

Adesso non ci porti. Muoviti.

E' schifoso,

cammina. Che cosa vuoi fare? Non c'è tempo, qua scoppia tutto.

Mamma mia tu pazza sei.

Qua a mezzogiorno scoppia tutto. Se non la disinneschi saltiamo insieme. Manca

un minuto, vieni. E allora va bene.

E di là, raggiungo in fondo, dietro la grata.

Disgraziato, corri!

Ci ammuriamo tutti.

E adesso mi dici dove è Silvia?

Non lo capisci che stiamo per saltare per aria? No, perché non mi rispondi?

Dov'è Silvia?

A Villaramonte.

Tori si è fatto fottere.

Mezzogiorno è passato, non è scoppiata.

Presto, a Villa Ramonte.

Ehi, ma che sollevati! Lasciami la macchina!

Ma dove va così di costa? Commissario!

In nome del Padre,

del Figlio, dello Spirito Santo.

Amen. La messa è finita.

Andiamo in pace.

Dove era finita la vita di Silvia e nelle sue mani?

Aspettate!

Aspettate!

Non andate ancora via.

Ho qualcosa da dirvi.

Ecco, questa è la prova.

In questi documenti è contenuta la prova che c'è un gruppo di affaristi e persino

politici e uomini delle istituzioni che erano

collegati con i mafiosi.

Sono le stesse persone che in questo momento tengono prigioniera Silvia Conti

e che hanno minacciato di ucciderla se non avessimo ceduto.

al loro ricatto.

Esattamente le stesse persone che ordinarono l'assassinio

del commissario Cattani.

Questa gente, questa gente ha utilizzato le istituzioni

per realizzare affari sporchi.

E ha eliminato, corrotto chiunque gli si oponesse.

L'hanno fatto anche con me.

E ho ceduto.

Sono doppiamente colpevole.

Io vent'anni fa ho commesso un reato gravissimo.

E l'ho nascosto.

E poi sono tornato a fare politica, sapendo di esserne indegno.

E di essere anche facilmente ricattabile.

E oggi qui, finalmente, mi libero di un peso.

Lascio ogni responsabilità pubblica.

E mi metto a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Con la speranza che in questo modo potrò... Tornare a guardarmi

in faccia senza vergognarmi.

Scusatemi.

Sei libera, vattene.

Cosa è successo?

È viva.

Chiara è viva.

Ma io l'ho uccisa. È come se l'avessi fatto.

Vattene.

Dimmi solo perché lo fai.

Perché lo faccio.

Chi nasce storpio, storpio rimane.

Io... Io ci ho provato, ma non ce l'ho fatta.

Il mio destino era un altro.

Dovrai farla tu, la mia vendetta.

Lo so che non lo farai per me.

Fallo per la giustizia.

Fallo per quelli che ci credono.

Fallo per chi ti pare, ma fallo!

Oleg, portala via.

Salvola.

È l'ultima cosa che ti chiedo.

Aspetta. Dì a Chiara che aveva ragione lei e che io...

Non importa.

Non dirle niente.

Vai!

Preparate i camion, ce ne andiamo.

Dobbiamo andare via subito.

Stanno per arrivare. Prendiamo la giudice e troviamo un altro posto.

Hai fatto male a non dimmi della bomba.

Avevi paura che non fossi all'altezza.

Invece io sono stato all'altezza.

Tu non mi conosci.

Sono rimasto qui ad aspettare.

Ad aspettare che Chiara morisse per gli affari.

Dov'è la giudice?

Dov'è? Io mi fidavo di te.

Ho incarnato tanta gente.

Me per primo.

Perché l'hai fatta scappare?

Sto... Sto male, Nuzio.

Sono tanto stanco.

Tu non sei stanco.

Farò presto.

Tu sei un malato.

Sei un mezzo uomo e ti farei un favore se t'ammazzassi.

Dirigere su Pillaramonte il gruppo di elicotteri. Il commissario Breda segnala

che quello è il copo di Ruzzo Marciano. Attenzione, ha in ostaggio la dottoressa

Conti. Priorità assoluta. Ruzzo Marciano si nasconde a Pillaramonte e tiene in

ostaggio la dottoressa Sigliaconti. Concedere con la massima cautela.

Fornire assistenza al commissario Breda. Anche le auto del quinto settore si

dirigano sul posto. Priorità assoluta. Procedere con la massima cautela.

Forza, muoviamoci.

Ho trovato che scappava verso la strada. Il russo è morto. Bravo, lo useremo come

ostaccio. Sei finito ormai. È inutile far ammazzare altre persone.

Se io sono ferito, tu finisci con me.

Non puoi farcela.

Lo capisci che è inutile?

Via elicottero Icaro 1.

Il convoglio di camion è uscito da Villa Ramonte e si allontana sulla statale

305. Ripeto, il convoglio di camion è uscito da Villa Ramonte e si allontana

sulla statale 305.

Tu sei un pazzo, ma dove vuoi andare?

Arrenditi! La mia razza in galera non ci finisce!

Greta. Quel bastardo.

Sei finito. Che vuoi fare?

Non mi arrendo.

Tu parla con me. Lasciami, vigliacco.

Lasciami.

Lasciami.

Ti ammazzerai, fermati!

No, io v'ammazzo, v'ammazzo!

FIGA!

Sì, credevo fossi morta.

È finita Gianni, questa volta è finita davvero.

Salemi, 8 luglio 1964.

Il professore oggi aveva tanto da fare, ma mi ha fatto stare qua lo stesso.

L'ho guardato che lavorava, scriveva, telefonava. E veniva anche tanta gente a

chiedergli cose.

E lui gli rispondeva a tutti.

Oggi sono stato contento.

Sono qua.

Ricorda, ti stringi sul primo piano di Ramonte solo quando te lo dico. Voglio

avere io il controllo assoluto sul suo primo piano.

Va bene.

Qualche mese fa raggiunsi il professor Ramonte a Sofia e lo rigattai.

E quali erano i termini del ricatto?

Gli chiesi l'appoggio dell'Accademia di Thule.

Una vera e propria associazione a delinquere.

di cui lui era ispiratore e guida.

In cambio, gli promisi di mantenere il silenzio sulla sua responsabilità nell

'omicidio del commissario Cattani.

Ma è assurdo.

È assurdo.

E il professore non negò un'accusa così grave?

No.

Accettò l'accordo.

Non ho altre domande, Presidente.

Le dichiarazioni di Bronta confermano i capi d'accusa.

Associazione per delinquere di stampo mafioso e omicidio.

Professor Ramonte, ha chiesto lei che fosse effettuato questo confronto.

Conosce il testimone Saverio Bronta?

Sì, lo conosco.

Bronta era povero.

E io lo feci studiare, come ho sempre fatto nella mia vita, con tanti altri

bambini sfortunati. Ed ecco la sua riconoscenza.

Da allora, però, io non l'ho più visto.

Il professore ha perso la memoria.

Presidente, quest'uomo è malato.

Sì, certo.

Ed il resto è un criminale. Reo, confesso, ha ammesso le sue colpe.

Che valore può avere la sua parola?

È uno psicopatico. Sì, certo. Che si è messo in testa, chissà

perché, che io ho la colpa di tutti i suoi guai.

Un malato di mente.

E poi non sarebbe certo la prima volta che una procura fa balenare la

possibilità di consistenti sconti di pena in cambio di qualche nome

eccellente.

Le assicuro che l'ultima cosa che ci si augurava di trovare era il suo nome fra

quello di criminali. È una vergogna per me, per i cittadini che le hanno dato

fiducia e per il paese.

Quella che lei definisce è una vergogna.

Sicuramente dottoressa le fa una notevole pubblicità.

Questo è uno show, un circo.

E se uno è stato importante, un uomo pubblico, agli spettatori dà ancora più

gusto vederlo trascinato nel fango dall'ultimo dei clown.

E se gli si muovono accuse folli, lo spettacolo ne guadagna.

Io avrei organizzato... ...omicidi.

associazioni occulte, rapimenti, fantomatici convegni via cavo.

Ma via, signor Presidente.

Veramente lei mi riconosce nella descrizione che ha fatto quest'uomo?

Ma lei dimentica le confessioni di Olga Camastra e del procuratore Orione?

Morti.

Tutti morti.

Si stanno usando le parole dei morti o dei pazzi contro di me.

Questa non è affatto giustizia.

Questo è un processo politico. Voi, voi... In effetti non state processando

me.

State processando quello che io ho rappresentato.

Lei è qui per delle accuse circostanziate. Ci sono prove

testimoniali e documentali e una lista di Olga Camastra da cui emerge che lei

fu tra i mandanti dell'omicidio del commissario Cattani. Lo ha condannato

perché si era avvicinato troppo a quell'intreccio tra la mafia, gli

affari, e la sua associazione segreta. Ecco quello che lei rappresenta.

Sono spiacente, ma la devo smentire.

Le cose sono molto diverse.

La realtà è che io ho rappresentato, per questa gente che

ora mi guarda come un criminale, una fonte di aiuti, di protezione, di

favori.

Io non avevo bisogno di ammazzare nessuno.

Altro che affari oscuri, che riunioni segrete di cui parla la mia vita.

È stata a disposizione di tutti.

No, lei l'ha ingannata questa gente, con la sua ipocrita facciata, con le sue

menzogne.

Se davvero sono un criminale, allora tutti.

Sono stati miei complici.

Suoi complici?

Ma li guardi?

I loro nomi non sono famosi come il suo.

Sono giudici, poliziotti, commercianti, studenti, giornalisti,

uomini dello Stato.

Ma anche persone comuni che hanno sacrificato il loro lavoro, i loro

affetti, molti la loro vita per fermare quelli come lei.

Ma ora basta, professore.

Lei non inganna più nessuno.

Certo, certo.

È lei l'imputato di questo processo e lei dovrà rispondere delle accuse.

Io non sono colpevole, la mia coscienza è a posto anche se mi condannerete.

Lo so, professore, che è riuscito a evitare la verità, nascondendosi persino

di fronte alla sua coscienza. Ma adesso è troppo... Lei non può più ingannare

noi, ma non deve ingannarsi.

A te è coraggio sguardarsi.

Grazie.

Sali per il sentiero.

Lui ti aspetta.

Vieni su, ti stavo aspettando.

Vieni.

Tano Karidi?

Non badare al mio aspetto.

Io ho conosciuto la ricchezza e il potere.

Io ho ucciso per conquistarli.

Ma la vita mi ha costretto a sopravvivere alle mie passioni.

Restituisci questa cosa al professor Ramonte.

Per tutta la vita ho rifiutato di appartenere a una qualsiasi delle tribù

cui si aggrappano gli uomini.

Partiti politici, società, famiglie.

Tano è solo di Tano.

Se aiuterò il professor Ramonte sarà solo perché io lo voglio.

E ora mostrami il suo vero dono.

L'archivio del professore.

Qua c'è un pezzo di storia.

Una storia segreta dove non ci sono eroi, grandi uomini, ideali, ma solo

battaglie di interessi, oscuri compromessi, tradimenti e ricatti.

Una storia forse meno edificante, ma tanto meno ipocrita di quella ufficiale.

Al professore è rimasta solo la sua memoria.

L'ultima è la più pericolosa delle sue armi.

O la più inutile.

E vuole che io la usi per lui.

Tu di al professore che io custodirò il suo tesoro, ma che non ne farò uso.

Per ora.

Di tutta la sua potenza è rimasto solo questo seme.

E io lo lascerò dormire qui, in questa terra inaridita.

Lo sorveglierò.

Lo nutrirò con i miei incubi, con i miei rimorsi.

Gli darò l'acqua del mio odio.

Fino a che non passerà l'inverno.

Per quel giorno forse le forze contenute in questo seme si saranno risvegliate e

cominceranno a scavarsi una strada verso la luce.

Per quel giorno forse la solitudine che ho scelto mi apparirà senza significato.

Se sarà così, da questo seme torneranno a sbocciare, terribili e

meravigliosi, i fiori del male.

Tu di al professore che li raccoglierò per lui.

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