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In una cittadina della Sicilia, un detenuto appena estradato dalla
Germania, Rosario Granchio, chiede di rivelare alla giudice Silvia Conti un
terribile segreto. Ma prima che possa parlare, viene ucciso, quasi sotto gli
occhi del giovane vicecommissario cui era affidato, Gianni Breda. Silvia
ottiene di essere inviata ad indagare.
Quella cittadina siciliana è la stessa dove Corrado Cattani aveva iniziato la
battaglia con la piovra, che si era conclusa con la sua morte.
Intanto la morte di Rosario Granchio scatena una faida.
Sara, la figlia di Granchio, uccide l'amante di Nuzzo Marciano, il boss
assassino di suo padre e del suo fidanzato Antonio.
Nell'attentato muore anche il figlio della donna, il piccolo Nino Rodio. Sola
e disperata, Sara si unisce alla banda di suo fratello Biaggio. La loro guerra
contro la cosca di Marciano sembra un'impresa suicida, ma il boss mafioso è
costretto dal suo capo, il vecchio padrino aragonese nascosto sulle
montagne, a non reagire. In realtà, Aragonese pilota un colossale affare di
esportazione di denaro sporco in Russia insieme alla contessa Olga Kamastra, un
tempo legata sentimentalmente al commissario Cattani.
Intanto Saverio Bronta, un italiano espatriato in Russia, scopre il progetto
della contessa e dei suoi misteriosi soci e torna in Sicilia, abbandonando la
moglie Chiara.
Saputo del suo arrivo, Aragonese ordina a Nuzzo Marciano di ucciderlo.
Ma Bronta si fa ascoltare da Nuzzo in virtù di un'antica amicizia che li
legava anche a Rosario Granchio e gli rivela il colossale traffico di denaro
sporco che ha scoperto. Nuzzo decide di allearsi con Saverio contro il suo capo
e la contessa Camastra per impadronirsi del tesoro mafioso.
Luigi Aragonese, il capo della famiglia. Nessuno sa dove si nasconde, né che
faccia abbia. L'ultima foto che abbiamo di lui risale a 30 anni fa.
Ma Rosario Granchio, un piccolo mafioso della sua cosca, torna in Italia.
Vuole fare rivelazioni su Aragonese e viene ammazzato.
Subito dopo, sua figlia Sara viene mandata a servizio da Nuzzo Marciano.
Da quello che sappiamo, Nuzzo gestiva il racket in città.
Prima che una gang di teppisti della periferia di Barroti glielo portasse
via. E qui racket vuol dire mafia. E quindi aragonesi.
Sara va a servizio da Nuzzo.
E la donna e il figlio di Nuzzo vengono assassinati.
Sara scompare.
A questo punto scopriamo che Nuzzo lavora per la contessa Olga Camastra.
E cercano di mandarti via allettandoti con un incarico all'estero.
Io convico il commerciante, Altofonte, a denunciare Nuzzo come estorsore.
E lui ritratta subito dopo. Forse è stato costretto.
Ma c'è una cosa che vorrei sapere.
Perché quella notte Rosario Granchio voleva parlare proprio con te?
È come se quello che voleva dire potevi capirlo solo tu.
Granchio voleva parlarti e lo ammazzano.
Interroghi la figlia, le va a Danuzzo e poi sparisce.
Indaghi su di lui e guarda caso cercano di allontanarti.
Io dico che qui c'è qualcuno che ha paura di te.
Ho finito.
Secondo me questo è Aragonese oggi.
Con un margine di approssimazione del 20%.
I miei uomini hanno rivoltato la città.
Saverio non c'è.
Ne sono sicuro.
Se c'era lo trovavo.
Saverio è qua.
Perciò cerca ancora.
Ma perché vi preoccupate tanto di quello?
Ormai è un uomo solo.
Non c'ha armi, non c'ha uomini.
Se un uomo ci leve tutto, poi lo deve pure ammazzare, altrimenti crei
la bestia più pericolosa che esiste.
Un uomo che ormai non c'ha più niente da perdere, manco la vita sua che
desprezza.
E se uno così decide di ritornare, allora vuol dire che ha trovato il modo
per farti soffrire.
Fa sempre freddo.
Il sangue mio non mi scalda più.
È come se nelle vene ormai ci avesse solo un vento rabbioso che mi sta
gelando dentro.
Vai in città.
Scopri cosa combina Nuzzo.
Dobbiamo prendere i soldi subito. Aragonese è sospettoso.
Se gli prendiamo i soldi, dovremo nasconderci per tutta la vita.
Invece dobbiamo lasciarli a lui, per ora.
Sarà più preoccupato di difendere i suoi miliardi che se stesso.
Ma non lo possiamo ammazzare.
Sta su quella montagna, circondato dagli uomini di Sarcone.
No, prendiamoci i soldi finché siamo in tempo.
Non so.
Io ti offro molto di più dei soldi.
Aragonese è il capo della famiglia.
Eliminato lui, la commissione ti dovrà accettare come suo successore.
Perché poi lo capiranno che gli abbiamo fatto un favore.
Morto Aragonese, lo Stato si illuderà di non avere più nemici qui e abbasserà la
guardia. E tu che cosa vuoi?
Perché fai questo?
Dietro Aragonese e la Camastra c'è qualcun altro.
I veri padroni di quei miliardi.
Sono loro che io voglio.
È quasi mezzanotte, manca pochissimo alla nuova rubrica di Radio Tam Tam. Un
po' di musica e poi saremo di nuovo insieme.
E quando ti ho visto uscire dall'ufficio del procuratore?
E tu non hai avuto il coraggio?
di dirmi quello che era successo, ho capito che quel silenzio si sarebbe
prolungato la sera, a casa, il mattino dopo, per
sempre.
In questa storia nessuno ha torto e nessuno ha ragione.
Cerca di volermi ancora bene, ma per un po' ho bisogno di stare sola, di
riflettere.
Ehi, ehi, ehi! È mezzanotte! È arrivata l'ora di Radio Tam Tam! E
questa notte è una notte davvero speciale. Ho un appuntamento con uno
spettro, se avrà il coraggio di venire.
Questa è una città piena di segreti.
Segreti... di cui solo un fantasma può avere la forza di parlare.
Va dietro.
Altofonte è entrato da quello schifoso del Radio Tantan.
Sono sicuro era lui.
Ci siamo quasi.
Non andate a dormire, perché vi perdereste qualcosa di veramente
eccitante. Ancora qualche minuto e sentirete la voce del fantasma che è
venuto a trovarvi.
Eccoci qua.
Allora.
È sicuro che non mi riconoscerà nessuno? Ah.
Con questo la tua voce sarà irriconoscibile.
Forza, prova a parlare.
Non ho mai parlato alla radio. Non so cosa devo fare.
Coraggio. Sei pronto?
Sarà divertente, vedrai.
Siete ancora all'ascolto? Spero proprio di sì, perché una nuova rubrica di Radio
Tam Tam per la prima volta sta per appiccare fuoco all'etere. Stanotte, l
'ora dell'innominato.
Sì, cari amici, da questa sera abbiamo deciso di mandare in onda le
confessioni, le delazioni, le accuse di chiunque abbia deciso di fare la spia.
Perché? Perché fare la spia non è peccato. Sono anni che vi tenete tutto
dentro. Lo so che morite dalla voglia di parlare.
Basta fare un numero.
116-646.
Ma ora voglio presentarvi l'ospite di questa sera, il signor X, un
commerciante della nostra città.
Buonasera, signor X.
Buonasera.
Io mi sento molto imbarazzato perché non ho mai fatto una cosa del genere, però
credo sia importante che io... Puoi anche riaccendere.
Quel pazzo di tuo figlio ha deciso di superare se stesso stasera.
Che vuoi dire?
Riaccendi, avanti.
Di cosa ci sei venuto a parlare?
Io sono un commerciante e sono... Sono venuto qua per dire che è da molti anni
che pago il pizzo.
Prima si pagava la mafia.
Ora invece bisogna pagare a questi nuovi delinquenti.
Questi dibarroti che si fanno chiamare stittari.
Allora, che aspetti?
Che hai paura?
I miei complimenti, signor X. Uno a zero per te, visto che non è così difficile.
Ma non ti fermare adesso.
Chi sono quelli dibarroti che accusi? Vuoi dirci i loro nomi?
No, i nomi io non li so.
Però so che sono saltati fuori dopo che hanno ammazzato quel bambino.
E secondo me sono loro che l'hanno ammazzato.
È un passo avanti, ma non basta.
I loro nomi.
Dici i loro nomi, non farci sospirare, signor X.
No, questo non me lo può chiedere.
È troppo pericoloso.
Body Suspense, è giusto che ci sia. Non trovate? Ma restate in ascolto e vedrete
che la vostra pazienza sarà premiata.
Dobbiamo andare via subito! Reacciti forte!
Ci stanno inseguendo!
Ci manca una tazza! Non riusciremo a scappare, ci ammazzeranno!
Continua a parlare!
Ci stanno inseguendo!
Ci manca una tazza, non è morto!
Chiedi aiuto, avanti! Di dove siamo?
Venite, siamo in via Medina! Siamo in via Medina, capito?
Aiutateci! Sono gli esploratori, ci stanno sparando! Vogliono avanzarci!
Ci stanno sparando!
Qui Breda, sono sul lungomare. C'è una sparatoria in corso, intervengo subito.
Commissario, non si muova, stanno arrivando due volanti.
Aiutateci, vi prego!
Io devo andare, ti lascio qua. Vengo con te.
Non se ne parla. Vengo con te, Altofonte, l'unico testimone che
abbiamo. Va, che aspetti?
Coraggio, continua a parlare, non fermarti!
Di tutto!
Va avanti, parla.
Sono Mario Altofonte. Mi chiamo Mario Altofonte.
Abbiamo bisogno d'aiuto.
Ci seguono con le moto, sono gli stettari.
Aiutateci, si avanzano.
Io denuncio Nuzio Marciano di aver messo orto soldi per anni. Di avermi dato
tutto quanto quello che avevo. E di avermi fatto suo complice.
Mi senti Giulia? Giulia mi senti?
Sono Mario, Giulia. Sono tuo marito. Sono riuscito a parlare.
Continua, devi continuare, non ti fermare. Di tutto, va avanti.
Non ci porti, non mi porti di quello che mi può succedere. Non mi farò più
regattare da nessuno.
Continua a parlare, continua a parlare. Non mi faccio quello che mi obbiano.
Bisogna aiutarli.
Non smettere.
Deve chiamare Nuzio.
Anche se volessi non potrei fare nulla. Ma è mio figlio, mio figlio, capisci?
Mi dispiace.
Tuo figlio ha quello che si è cercato.
Non sarai tu, voglio che altri numeri che si meritano, anche se per l'altro.
Avanti, di nomi.
Mentre noi ci dissanguiamo per pagare il pizzo, c'è una che si arricchisce alle
nostre spalle.
Una che si ruba i frutti del nostro lavoro, che ci rovina la vita.
Così, bravo, e adesso fuori i nomi.
Di nomi, avanti, non fermarti.
Non ti salta nessuna finica, se ne sta nella sua bella casa e manda in giro il
suo tirapiede, che sarà il pizzo.
Racconta tutto, ma fino in fondo di i nomi!
Olga Gamastra! È Olga Gamastra che mi ha rovinato!
Olga Gamastra è d'accordo con Nuzio Marciano!
Impare!
Teniti forte!
Vai giù!
Coprimi! Dovrei arrivare a casa! No!
Spara!
Vattene! Va via, va via!
Facciamo la finita.
Spara.
Spara!
Altofonte! Bisogna aiutarlo! Bisogna aiutarlo!
È morto.
Vieni via. No, no! Sto male! Sono svenuto! Possiamo fare più niente!
Bisogna aiutarlo! Non possiamo fare più niente per lui!
No! Bisogna aiutarlo!
Bisogna... Brenda, ma che è successo? Pensaci tu.
Aiutati.
Stai bene?
Presto il medico! C'ero stato io.
Non è niente, è solo ferito.
Su.
Vieni.
No, non sembra niente di grave.
L'ho ucciso io.
Sono stata io.
Non l'hai ucciso, è solo ferito.
Altofonte non ce l'ha fatta.
Con loro c'era Sara, la figlia di Granchio.
Sara, sei sicuro?
Era lei, l'ho vista bene.
Poteva spararmi, ma non l'ha fatto.
Non so perché.
Non c'era bisogno che venivi, non ho niente.
Potevi farti uccidere.
C'è chi si è fatto ammazzare davvero.
Ah, già, sì.
Quel povero commerciante.
Come si chiamava?
Perché non lo chiedi a Olga?
Lei lo sa benissimo.
Ho sentito quello che ha detto.
Ma tu non devi esagerare.
In affari ci si approfitta sempre di chi si trova in difficoltà. È il mercato. Il
mercato. Allora io non farò mai l'imprenditore.
Papà, perché hai lasciato il controllo del nostro patrimonio a Olga?
Ci sono tante cose che tu non sai.
Olga ha fatto molto per noi.
Sì, ha coperto i suoi sporchi affari con il nostro nome.
Scusa papà, non... Non volevo dire questo.
Io non pretendo che tu la voglia bene, ma che almeno la rispetti perché
la voglio bene io.
Mi dispiace papà, però io continuerò a dire quello che penso.
Scusate ma ora dobbiamo andare a fare una lastra.
Venga.
Per la tua radio.
Continua a dire quello che pensi.
Papa, la vuoi consegnare a Daniele Rannisi?
Sì, certo.
Grazie.
Siete pronti, ragazzi? Siamo i primi.
Ah, tu.
Mi raccomando, appena esce, stringi in primo piano.
Signora, permette, sono Lucio Panarea, di Diana TV.
E che è successo? Tutta la città le è vicina in questo momento.
Mi state scambiando per qualcun'altra?
Te è successa una disgrazia.
Suo marito... Mio marito?
Che cosa è successo a mio marito? Ecco... Signora... Signora, si faccia
forza. È all'ospedale.
È morto? È morto, vero? È morto, vero? È morto? Purtroppo sì, signora. L
'abbiamo appena saputo.
Signora, cosa prova in questo momento?
Lei sapeva, signora, cosa aveva intenzione di fare?
Signora, che cosa stiamo facendo? Lei sta esagerando. È lei che sta
esagerando. Metta giù le mani. Vada via. È un nostro diritto. Sparisca!
Noi abbiamo il dovere. Vada via!
Hai ripreso tutto?
Tutto. Bene.
Non mi potete interrogare. Io in ospedale devo stare.
Siediti.
Quanti anni hai?
Venti. Hai un padre, una madre, una fidanzata.
Ma dove stiamo? A scuola.
Rispondi. E certo, c'ho i miei e anche la ragazza.
Lo sanno cosa sei?
Ma cosa volete dire?
Voglio dire che tu dalla galera non esci più. Ma siete impazzita? Io mica ho
ammazzato nessuno. Ah no?
Altofonte è morto. E che centro io?
Io stavo a terra ferito, lo sapete bene.
E granchio.
Marcella Rodio.
Nino, un bambino di sette anni, siete stati voi di barroti che li avete
ammazzati? No, non è vero, non siamo stati noi.
E chi allora?
È per la guerra sul controllo del pizzo che hanno pagato. No, noi non c
'entriamo, neanche il pizzo.
E per cosa è stato allora?
È l'incriminazione per omicidio e banda armata, portalo via.
No, aspettate, col bambino io non c'entro, ve lo giuro.
Chi è stato?
È stata Sara, Sara Grangio.
Fa molta attenzione a quello che dici, Procida. Ve lo metto a verbale, è stata
lei per vendicarsi di Nuzzo che gli ha ammazzato il fidanzato e il padre e ci
ha rovinato a tutti.
State!
Deve essere la casa.
Sembra deserto. Di qua!
Se ne sono andati!
È scappato.
Bastava arrivare cinque minuti prima.
Qualcuno l'ha avvisato? Viramate l'ordine di cattura per Marciano su
tutto il territorio nazionale. Bene.
Io a mio marito gli volevo bene.
Tenevamo la casa, lavoravamo. I nostri figli erano belli e forti.
Ma quando sei troppo felice, il diavolo ti manda la disgrazia.
Perché il suo marito era scappato in Germania?
Lui e gli altri avevano fatto un favore a gente importante.
Gente in alto.
Di che favore si trattava?
Un favore grosso.
Lui diceva che la nostra vita cambiava da così a così.
Ma alla gente importante non ci piace essere in debito.
Vennero una notte d'estate.
Li ammazzarono ai suoi compagni.
Lui scappò.
E non lo vedi più.
Chi è questa gente importante di cui sta parlando?
Non lo so, ve lo giuro.
Nuzzo Marciano è uno di loro?
No. Nuzzo era amico di Rosario.
E' lui che ci ha fatto campare mentre Rosario stava in Germania.
Andiamo, ci vuole prendere in giro.
Tutti i mesi mi arrivano i soldi alla banca dei due mari.
Perché Sara ha ucciso il figlio di Nuzzo, se è il vostro benefattore?
Perché sapeva che Nuzzo ha ammazzato suo padre?
No.
E perché sapeva che lei, sua madre, ha preso i soldi che le dava Nuzzo per
tutti questi anni?
E sapeva che chi vi manteneva erano gli assassini di suo padre?
Sara è diventata matta, non è più figlia mia.
E matta, gli ha rovinato pure suo fratello.
Povera Sara.
Andiamo.
Trovate Sara.
Aiutatela voi.
Sta arrivando Don Nozio.
Adesso vediamo.
Questa storia non gli piacerà.
Ce lo dice lui a Sarcona.
Che succede qua?
Tu che minchia vuoi? La città è mandamento mio, il posto tuo è con le
capre. Sei tu che l'hai voluto. Don Aragonese ti ha chiesto un favore e tu
niente. Saverio non è qua, sono sicuro. Magari è che non sei riuscito a
trovarlo, c'hai troppe cose da fare.
E allora Don Aragonese, che tu vuole bene, mi ha detto.
Sarcone, dacci una mano tua a guardare i magazzini e dici di venire subito.
E tu dici che appena è possibile ci vado.
La polizia mi sta dando la caccia.
Perciò se vado adesso da donna Aragonese rischio di portarmeli dietro.
Questa donna Aragonese non gli piacerà.
Aragonese vuole che vado da lui e io gli ho detto di no, come d'accordo.
Così ora è sicuro che sono un traditore.
Senti qua, compare.
Ma che c'è visto la Inter?
Macchine da ospedale per la Croce del Sud.
Dentro la nave stanno facendo un'infermeria così attrezzata che manca
il policlinico di Palermo ce l'ha.
Sei sicuro?
Quel vigliacco scappa coi soldi, mi hanno dato la conferma.
Aragonese lascerà l'Italia con la croce del sud.
Ma ha paura che gli prendiamo il carico appena esce dai magazzini.
Perciò prima cercherà di ucciderci.
Farà in modo di arrivare a te tramite qualcuno di cui ti fidi.
Vedrai che fra poco un amico si farà garante di un incontro di
riconciliazione con lui.
Un traditore.
Da dove venite?
Da lontano.
Dove di preciso?
Dalla Russia.
Non giochiamo o me ne vado a casa!
Aspetta un minuto!
Mamma, tira la salina e tira la palla!
Allora, me la passi questa palla?
Io la lancio!
Questa è tua casa?
Sì.
Questa è casa mia.
La chiave non c'è.
L'ha presa lui.
Senza la chiave non si apre.
Chi è? No.
Nessuno lo deve sapere che stai qua, nemmeno lei. Non la chiamare.
Ora che facciamo?
Rompiamo una finestra?
No, lui qui non c'è. Tutto chiuso. Io sono sicura che sta qua da qualche
parte, ma qua in Sicilia.
Lui non viene a casa.
Troppo pericoloso.
E noi anche, non può stare qua.
Ma è possibile che non ti ha detto niente di dove andava?
O sei tu che non me lo vuoi dire?
Io lo devo trovare.
Io so una cosa, Chiara, che è meglio andare via subito da qua.
Non ci resta che andare da una persona.
Bisogna andare via da questa casa.
Ecco qui.
Siamo collegati con la banca dei due mari.
L'accesso alla memoria è bloccato e con un programma di copertura che non
conosco.
È strano per una banca così piccola.
E allora come si fa?
L'uomo deve essere più intelligente di un computer, se no è finita.
Ma che hai fatto? Distrugge tutto.
No.
Questo è uno dei virus più comuni. Se il programma non fosse protetto, lo
cancellerebbe tutto.
Ma in questo caso è sicuramente protetto.
Ecco fatto.
L'ho fregato.
Il computer in questo momento ha individuato il virus.
E sta riproducendo una copia di sicurezza della memoria. Io non posso
penetrare nella memoria.
Ma posso rubare la copia?
Ecco fatto.
Cosa volevate sapere?
I movimenti sul conto di Giovanna Granchio.
Granchio, Giovanni.
Ogni mese versa due milioni.
Puoi vedere da quando ha cominciato?
Ottobre 89.
Lo sta stampando.
Quando suo marito è fuggito dalla Sicilia.
Ma avversarle non è Nuzio Marciano. È una società. La Caran Immobiliare.
La Caran Immobiliare è una società che ha costruito mezza città.
Il cui amministratore è Aldo Rannisi, marito della Camastra. Ma è lei che
decide tutto.
Che tipo è suo marito? Un vero signore, ma ha le mani bucate. Lo sanno tutti.
Chi comanda la camastra?
Combo con la camastra?
No. Cominciamo dal merito.
Oh, non ti preoccupare. Se ancora insiste, lo denuncio.
Davai, Chiara, andiamo.
Tu non vede? Nessuno ascolta noi qui.
E dove altro possiamo andare?
Io non mi muovo di qua finché non ci abbiamo parlato con questa giudice.
Oleg, io sono stanca di nascondermi. Io voglio sapere.
Hanno cercato di ammazzarci come al Rosario.
Saverio è sparito.
È in pericolo, peggio.
La Conti è l'unica che ci può aiutare a trovarlo.
Breda lo porterà qua, stia tranquilla. Ma sarà uno scandalo. E poi bisogna
andarci cauti, Rannisi è cardiopatico.
È lei, giudice Conti! La giudice è impegnata, deve aspettare.
Ma sono ora che stiamo qui, quando mi riceve?
Quando ha finito.
Io le devo parlare, glielo dica, è una cosa importante.
Che cosa è importante?
Io questo lo conoscevo.
Grazie. Prego.
Saverio non mi diceva mai le cose fino in fondo.
Ma io lo capivo.
Lui per tutta la vita ha cercato di diventare qualcuno.
E qua in Sicilia, appena sposati, sembrava che ci fosse riuscito.
Gli avevano promesso una carriera importante.
Lui aveva studiato.
Si intendeva d'affare, di politica.
Ma poi qualche cosa andò male.
Un giorno torno a casa disparato.
Tremava. E non ci stava più con la testa.
Mi disse, ci dobbiamo andare via, subito.
E poi hai saputo il motivo?
No. Lui mi ripeteva che aveva commesso uno sbaglio. E che lo doveva scontare
lui, da solo.
Io non ci dovevo entrare.
Tu conoscevi Nuzzo Marciano?
Era lui che vi minacciava?
No. Lui ci ha aiutato a scappare.
Ci ha salvato.
Come siete arrivati in Russia?
Prima ce ne siamo andati in Germania, insieme a Rosario Granchio.
Ma loro, che erano come fratelli, adesso litigavano sempre, per tutto.
E così ci siamo separate.
Abbiamo cambiato tante città, sempre con la paura addosso.
E alla fine siamo arrivati a Piegioburgo.
Là sembrava che finalmente potevamo fermarci, ma lui no, non poteva.
Perché era la sua testa che non si fermava mai.
Diceva sempre, prima o dopo ci dovrò tornare in Sicilia.
E leggeva, studiava.
Si faceva mandare i libri, i giornali dall'Italia.
Finché non è arrivato questo.
Rosario ammazzato.
Dall'ora era come stare dentro un incubo.
Tu lo sai che Nuzzo è un mafioso?
No, non lo so, ma Saverio... Si è fatto qualcosa di male perché l'hanno
costretto.
Lui voleva solo fare qualcosa di importante nella vita e gliel'hanno
distrutta.
Voi lo dovete aiutare, sennò si farà ammazzare.
Per oggi basta, ora dovete riposare.
Avete un posto dove stare?
A casa mia.
Meglio di no, è pericoloso Vi troviamo noi una sistemazione Beh, forse
potrebbero venire da me
Da
lui starete bene, vedrete È un bravo ragazzo
Buonasera. Buonasera, contessa. Come stai, ingegnere? Buonasera. Buonasera.
Contessa.
Spero di non essermi perso l'arrivo della dea della giustizia, la nostra
procuratrice antimafia. Sarà qua a momenti.
Un momento d'attenzione, per favore.
Grazie. Questa preziosa statua della Vergine con il bambino.
Fu donata la città Don Mia Antenato più di 300 anni fa, ma un incendio qualche
anno dopo la donazione devastò la cattedrale nella quale era stata
collocata e danneggiò la statua.
Allora la mia famiglia decise di riprendersela perché la città che l
'aveva lasciata bruciare non se la meritava.
Oggi io cambierò.
Questa decisione? Quello che mio marito intende dire è che il nostro caro
sindaco si ripresenterà alle elezioni e per dimostrare la nostra piena fiducia
in lui restituiremo questa statua alla nostra città, al nostro sindaco.
Permettetemi. di manifestarvi profonda gratitudine a nome di tutti i cittadini.
Questo splendido dono è un segno evidente della collaborazione e della
stima reciproca fra gli imprenditori e la città.
Che sta succedendo, commissario?
Il procuratore Conti vuole vedere subito il dottor Rannisi.
Come persona informata di fatti su cui sta negando.
Ma che modo di fare? Non potevo aspettare domani.
Adesso la chiamo.
L'ha fatto apposta.
Noi non abbiamo nulla da nascondere.
Mi scusi, ma la sua presenza non è richiesta.
È stato convocato solo il dottor Rannisi.
Ma si può sapere perché?
Per alcune informazioni sulla cara in immobiliare.
Olga, sarà meglio che tu rimanga qui.
Non possiamo lasciare solo i nostri ospiti.
Va bene.
D'accordo, vengo con lei.
Mi dispiace, Contessa.
Da quanti anni è presidente della Caran Immobiliare?
Da molto tempo.
E prima di me lo era mio padre.
Ma io... Io non mi sono mai occupato di affari.
Fa tutto mia moglie.
Lei conosce Giovanna Granchio?
La sua società mantiene lei e la sua famiglia ad anni.
Il mio cliente non può ricordare ogni famiglia a cui la società fa
beneficenza. Il marito della signora Granchio era un mafioso ed è stato
assassinato poche settimane fa, dopo una lunga latitanza.
Andiamo, la società non può mica chiedere il certificato antimafia a
tutti quelli a cui fa l'elemosina.
No, no, state comodi.
Vorrei assistere a questo colloquio, se permette.
Sarà mia cura farle avere il verbale domani.
Preferisco essere presente.
Quei pagamenti hanno cominciato ad essere effettuati alla signora Granchio
esattamente dopo la scomparsa del marito.
Quasi si trattasse di una riparazione, oppure del prezzo per il suo silenzio.
Abbiamo un documento con la sua firma, ottobre 89.
Ma io non so, non... firmo tante cose io.
Chi vi ha segnalato il Granchio?
Non lo so.
Le giuro che non lo so.
E Nuzzo Marciano non conosce neanche lui?
Marciano?
E io... È stato lui che vi ha chiesto di mantenere il granchio? Ma non lo so,
Marciano. Non lavora più con noi.
Allora ammette che conosceva Marciano.
Mi scusi.
Ma io non... Io non mi sento bene.
Non...
Io non mi occupo della società.
Comunque ne è legalmente responsabile. Mi risponda.
Con tutto il rispetto, procuratore, io devo protestare per questo modo di
procedere. Il mio cliente è ammalato di cuore.
Avvocato, io voglio una semplice risposta. E dal suo cliente, non da lei.
Le giuro che io non... Non sto... Credo che possa bastare.
Il dottor Rammisi sta male. Mi ha collaborato con la massima
disponibilità. Come vuole.
Ma le devo chiedere di tenersi a disposizione.
Certo. Grazie.
Grazie a lei.
La ringrazio di essere venuta abbandonando i suoi ospiti.
Buonasera, avvocato.
Senta, se lei interferirà ancora con una mia inchiesta, dovrò inoltrare una
protesta al Consiglio Superiore.
Ascolti lei ora.
Questa procura ha sempre svolto il suo lavoro con onestà. Lei non è l'unica
depositaria della giustizia. Io non sono più disposta a tollerare il suo
atteggiamento offensivo verso di me e i suoi colleghi. Io faccio il mio lavoro.
Lei vede il male dappertutto. Rannese è un galantuomo. Non merita di essere
trattato come se fosse un mafioso.
Sarà trattato come gli altri.
Lo spero.
Buonanotte. Buonanotte.
Ma adesso basta.
Ho sempre fatto quello che hai voluto tu.
Ma adesso basta.
Ne sono responsabile io.
Quello se ne deve andare.
Subito.
Anzi, questa notte stessa.
La Caran Immobiliare ha decine di proprietà. Perché dovrebbero controllare
proprio quella?
Ma se scoprono Aragonese là, io finisco in galera.
Se non pagavo io i tuoi debiti, in galera ci stavi già da un pezzo. Ti
chiedo soltanto di mandarlo via.
In fondo ti ho sempre permesso di usare il mio nome per tutti i tuoi affari,
senza mai chiederti nulla. Il tuo nome, il tuo nome, il tuo nome l'ho comprato
io, quando ti ho salvato dalla bancarrotta.
Ma per cosa credi che ti abbia sposato?
No.
No, non è vero.
Non è così.
E non fare l'ingenuo.
L'hai sempre saputo.
Io ho mantenuto te, le tue manie e quel parassita di tuo figlio per anni.
Chi c'è di là?
Chi c'è?
Sono io, papà.
Eri qua da prima.
Allora hai sentito quello che ha detto.
Ma non è vero. Io so che non è vero.
Sì, forse all'inizio.
Ma sposato per il nome.
Ma poi, certe cose non si possono fingere.
No. Mi vuole bene.
Tu sai dove si trova Aragonese.
Lo stai aiutando a nascondersi.
Ma io gliel'ho detto di mandarlo via.
L'hai sentito?
Io questa responsabilità non me l'assumo più.
Ma cosa stai dicendo, papà?
Aragonese significa mafia.
È un assassino.
Noi dobbiamo andare dalla giudice.
La giudice?
La giudice?
No.
No. Devi andare da lei, è l'unico modo.
Se non lo fai tu, ci andrò io.
E le dirò ogni cosa.
Tu?
Tu mi vuoi denunciare?
Mi vuoi mandare in galera?
E perché?
Non ho mica fatto niente io.
È stata lei, Olga, a fare tutto.
Io non c'entro.
Io mi ci sono trovato in mezzo. E che dovevo fare?
Ho avuto paura.
Ma non ho mica ammazzato nessuno io.
Promettimi che non lo farai.
Daniele, promettimelo.
Adesso glielo chiedo.
Lei è lui, vero?
Quello della radio?
Sì.
Ma sa una cosa?
Da quando ha cominciato la trasmissione sul pizzo, noi commercianti della strada
abbiamo deciso di non pagare più.
È vero. Ed è tutto merito suo. È di quel poveraccio che è morto, Altofonte.
Volevamo dirle grazie per quello che fa.
No.
No, mi dispiace. Io non sono quello che credete.
Io vi ho preso in giro.
Questa è l'ora di Radio Tantam!
Vorrei mandare un po' di musica, amici miei, ma non posso.
Mi hanno rotto il mio giocattolo.
Chissà se potete sentirmi, ma tanto questa è comunque la mia ultima
trasmissione, perciò non fa molta differenza.
Per tutto questo tempo vi ho preso in giro.
Facevo l'eroe.
Ma era solo un gioco.
Eh già.
Tutti i ragazzi ricchi fanno giochi pericolosi.
Vanno a 200 all'ora con le loro belle macchine e affari spenti.
Ma per me la macchina era troppo poco.
Però... adesso basta.
Perché vedete, adesso ho scoperto che anch'io ho una famiglia.
E voi lo sapete bene.
La famiglia non si tocca.
Hai ragione tu, Olga.
Siamo tutti complici.
Che diritto ho di accusare io?
Farò come tu mi hai insegnato.
Terrò la bocca chiusa.
Mi farò gli affari miei.
Me fanno tutti.
Perché in questa città tutti hanno qualcosa da nascondere.
Anche se non hanno fatto niente di cui devono vergognarsi.
È sicuro che non mi riconoscerà nessuno. Con questo, la tua voce sarà
irriconoscibile. Forza, prova a parlare.
Non ho mai parlato alla radio. Non so cosa devo fare.
Sono Mario Altofonte. Mi chiamo Mario Altofonte.
Continua, continua, non ti fermare. Di tutto, tutto.
Va avanti. Io denuncio Nuzio Marciano di aver messo orto soldi per anni.
Di avermi dotto tutto quanto quello che avevo. E di avermi fatto suo complice.
Mi senti Giulia?
Giulia, mi senti? Continuo a parlare.
Continuo a parlare.
Sono Mario, Giulia. Sono tuo marito. Sono riuscito a parlare.
Ti stavo aspettando.
Non riuscivo a dormire e ti ho sentito la radio.
Non mi farò più recattare da nessuno. Sono anni che faccio quello che mi
ordinano.
A quel poveretto di Altafonte l'ho ubriacato con tutte le mie chiacchiere.
Sono io che l'ho fatto ammazzare.
Hanno quasi ammazzato anche te?
Già.
Però vedi, alla mia età è soltanto un gioco eccitante.
E fare quello che ha fatto lui che è difficile.
Ma avere il coraggio di tirare fuori la sporcizia.
Tu cos'hai da tirare fuori?
Niente.
Niente.
Ho soltanto scoperto di essere un buffone e nient'altro.
Era tutto così chiaro per me.
Da una parte c'erano i buoni e dall'altra c'erano i cattivi. Bastava
solamente stare dalla parte giusta.
Però io ci sono nato dalla parte sbagliata.
Io credo che bisogna rispettare una persona per le scelte che fa.
Non certo per dove è nato.
Ma quando c'è in gioco la vita di un'altra persona...
Qualcuno a cui vuoi bene, quando sai che le farai del male.
Allora?
Io avevo un marito.
E ci volevamo bene.
Certo, io facevo la giudice, ma pensavo che la mia vita privata potesse
coesistere con la mia vita professionale.
Ma poi successe che... che un giorno incontrai Corrado Cattani.
E all'improvviso scoprì un mondo diverso.
E mi resi conto che non era quella la mia vita.
Allora lasciai mio marito.
Che non volle opporsi alla nostra separazione.
Perché mi rispettava troppo.
Però poi fece...
Una cosa che in realtà non mi sarei mai aspettata.
Fece un atto tanto coraggioso quanto... quanto imprudente.
Decise di denunciare un politico mafioso.
E per questo lo uccisero.
Pensi di essere stata tua a spingerlo a quel lato?
Perché voleva dimostrarti di valere quanto Cattani?
Penso che mi voleva dimostrare il suo amore
e che condivideva la mia scelta.
Ma io sono responsabile della sua morte.
Tuo marito è morto.
Ma la persona che penso io capiterebbe qualcosa
di molto peggio. La sua vita verrebbe trascinata nel fango.
Andrebbe in prigione.
E so che non potrebbe resistere.
Sei una persona che ti ama.
Ha già perso la cosa più importante.
Il tuo rispetto.
E può darsi che la sofferenza gli
servirà a riconquistarlo.
Sei solo tu che devi decidere.
Buonanotte, Daniele.
Silvia, aspetta!
Si tratta di mio padre.
Ho mandato Rocco a sentire come la pensano gli uomini di Sarcone.
Se leviamo di mezzo lui, passano dalla parte nostra.
Sono dei professionisti.
Basta che ci diamo un poco di soldi in più.
Va bene.
Ma ricordati che fra poco manderanno qualcuno di cutifiti a tradirti.
Villa Ramonte.
È chiusa da quando il professor Ramonte è scomparso. Ma anche prima era un bel
pezzo che non ci veniva. Avevi ragione. A nessuno verrà in mente ricercarci qua.
Don Luzio, è tutto a posto. Il custode è persona nostra.
Quanto l'hai aspettato questo momento?
L'ultima volta avevo 15 anni e entravo dalla porta di servizio.
Da piccolo pensavo che qui ci stava un re.
Quanto t'ho odiato, perché tu ci potevi entrare e io no.
In paradiso è meglio non entrarci, se poi non ti ci fanno arrestare.
Ma adesso ci stai tu al posto suo.
E Ramonte sta seppellito da qualche parte a nascondersi.
Non importa.
Il male che mi ha attaccato oramai me lo porto dentro.
Da bambino mi infilavo di nascosto in questa biblioteca e mi mettevo a leggere
questi libri.
I miei mi avevano lavato da scuola perché non c'erano soldi.
Questo palazzo era sempre vuoto da quando Ramonte si era dato la politica a
Roma.
Ma un giorno tornò all'improvviso e mi sorprese qua.
Una scognezza con le scarpe sfondate e con un libro in mano.
Me lo ricordo ancora, era Marco Aurelio.
Invece di punirmi, lui, padrone di mezza Sicilia, si appassionò al mio caso e si
mise in testa di pagarmi gli studi.
È stato il tuo benefattore?
No, Nuzzo. Lui mi ha illuso di poter diventare qualcuno.
Ma mi ha solo sfruttato.
E poi mi ha buttato via.
Solamente i sogni mi sono rimasti.
Non c'è più motivo di sognare ora. Le cose ce le hai.
Questo palazzo è nostro, questa città sarà nostra.
Prendi esempio da me.
Io di notte non sogno mai.
Io dormo.
Allora, hai fatto come ti ho detto?
Sono andato ai magazzini Camastra, ma c'era Salcone.
Mi ha dato una proposta per voi.
Ma che tipo di proposta?
Mi ha detto che Don Aragonese è vecchio, è malato e che non ci sta più con la
testa. Voi e lui dovete parlare e dimenticare i vecchi rancori.
Dice che in questa città c'è posto per tutti e due.
Ah, dice così?
È bravo il nostro Sarkone.
E che garanzie mi dà? Come faccio a federmi di lui?
È disposto ad incontrarsi con voi e con me.
In un posto scelto da voi stesso.
E io garantirò per tutti.
E tu faccia dire che accettiamo l'incontro.
È per domani notte.
Alle nuove serre sull'autostrada.
Vai.
Rocco, sono io che l'ho fatto.
Era un figlio per me.
I figli sono i migliori traditori.
Quello è un villaggio turistico abbandonato. Shelly, fai un totale e poi
i dettagli delle costruzioni.
Buono, Black.
Cos'è questo rumore?
Vai fuori a vedere che c'è e poi torna qua.
Vai.
Fotografa anche tutti i fabbricati laggiù in fondo.
Era solo un'elicottero dei pompieri che passava. Non mi convince.
Devi agli uomini di non farsi vedere.
E dici di fare venire quel maledetto dottore con l'iniezione.
Ma sembrano solo dei ruderi.
Questo qui doveva essere un villaggio turistico. La Carano Immobiliare
cominciò a costruirlo nell'82 grazie a un finanziamento. Quando il
finanziamento si esaurì, il villaggio fu lasciato a metà.
Non si può fare un ingrandimento?
Perché no?
Inquadra quell'edificio a destra.
No, no, non c'è niente.
Quante altre sono le proprietà della Karan? Aspetta un attimo, voglio fare
una prova.
Complimenti, hai scoperto un bel muro.
Sì, troppo bello.
Guarda le altre costruzioni.
Sicuramente sono abbandonate. L'acqua si infiltra nei muri e dappertutto cresce l
'erba e il muschio. Invece questo è perfetto. E poi, guarda lì, due
sacchette della spazzatura.
Secondo me, là ci abita qualcuno.
Ecco, siamo arrivati.
Qual è il segnale per Sarcona?
È strano. Il segnale era questo.
Se vede che se lo sono scordato.
Andiamo a vedere.
Che c'è? Che aspetti?
C'è qualcosa che non va. Non risponde.
E perché? Hai organizzato tutto tu, no?
Dai, avanti. Scendi.
Don Salcone, siamo noi.
Avete avuto problemi, Tori?
Nessun problema.
D'Annunzio, non mi ammazzate.
Io vi servirò come prima, meglio di prima.
Io non ti ammazzo, Rocco.
Ti sei ammazzato con le mani tue.
Don Nuzio, vi sopplico!
No, non mi ammazzate! Non mi ammazzate!
Don Nuzio, no!
Sbrigamoci, abbiamo parecchie cose da fare stanotte.
Si devono accorgere di noi solo quando gli saremo addosso. Ci fermiamo a un
chilometro dagli edifici e circondiamo la zona.
Al segnale entriamo in azione.
Aragonese conosce i segreti di 40 anni di mafia. Ci serve vivo.
Black!
Viene qua.
Black.
Sarcone, dove sei ?
Schiaffosi.
Dove siete, maledetti?
Dove siete?
Donna Raconese. Non mi toccare infame.
A voi vi interessava solamente scappare dalla Sicilia con tutti i soldi. E la
famicchia poteva pure sprofondare.
E che vuoi fare? La vuoi salvare tu?
Io non sono solo.
Ma certo, i tradettori vanno sempre in coppia.
Lo sciacallo è troppo stupido per agire da solo.
Gli serve il serpente.
Avete detto giusto.
Tutti questi anni io sono stato sotto un sasso come un serpente, ad aspettare che
voi lo sollevaste.
E mi chiedevo quale sarebbe stato il veleno adatto per la vostra mano.
Ora lo so qual è quello giusto.
Vi ricordate?
C'è stato un giorno in cui io e i miei amici abbiamo dovuto fare una cosa che
ci avete domandato.
Ma come ricompensa ci avete dato solo morte.
Perché questi erano gli interessi della famiglia.
Oggi tocca a voi quello che allora successe a noi.
E che cosa sarebbe?
Doveva morire bene.
Oggi questo conviene alla famiglia.
Vi ricordate quando eravate giovani e il prefetto Morisi mise in testa di
distruggere Cosa Nostra?
Molti ne fece ammazzare e altri ne mandò all'isola.
E i capi dell'epoca compresero che l'unica speranza era quella di fare
credere che la mafia era morta.
Così lo Stato si dimenticò di loro.
E intanto la creavano più potente di prima.
Qua voi siete la mafia.
Se vi togliete la vita, sarà per tutti quanti la fine della vostra famiglia.
E toglieranno gli occhi da questa città.
E perché mai dovrei fare questo favore a voi?
Perché così vi procurerete una morte dal re.
I re non si ammazzano come i cani.
Tu hai paura di toccare il sangue mio.
Sei sempre stato un signorino, Saverio.
Pure quella volta non ti piaceva.
Però non ti sei tirato indietro. A Cartani hai sparato come gli altri
perché volevi fare carriera.
Che hai fatto? Dopo hai vomitato? O sei andato in chiesa a confessarti?
Levami quella mano di addosso, faccio da solo.
Addio, don Aragonese.
Guardate da lui.
Lui i suoi peccati non le fa con le mani.
Le fa con il cervello.
E che cosa ne sai di quello che c'è là dentro?
Oggi si vendica di me, ma non gli basterà.
Poi toccherà a te.
Pulite questo posto.
Bruciate tutto, avete capito? A cominciare dalla sotto nella grotta. E
Don Aragonese? A lui non lo toccate.
Così lo Stato potrà fare i funerari alla mafia.
Don Nuzio, l'uomo nostro è in questura.
Sono Nuzio, parla.
Che cosa?
Lasciate perdere, ce ne dobbiamo andare subito.
Pare un suicidio, ma per avere la conferma dovremo aspettare i risultati
dell'autopsia.
E gli uomini di Aragonese? Hanno sentito gli elicotteri e sono fuggiti.
Lo hanno abbandonato e lui si è ucciso per non essere preso.
Questa è la fine di un'epoca nella nostra città.
Voglio che smonti questo posto pezzo per pezzo. Qua è successo qualcosa di
strano.
Dottor Nannese,
guarda qua.
Dottor Nannese, è vero che Aragonese è stato trovato in un terreno di sua
proprietà? Lo nascondeva lei?
È una dichiarazione, dottor Nannese.
Contessa, contessa Camastra, lei si aspettava l'arresto di suo marito.
Noi siamo vittime di una persecuzione. Mio marito è un uomo onesto. Ma
Aragonese era in uno dei suoi terreni.
Era una proprietà abbandonata da anni.
Cosa poteva saperne mio marito? Quindi lei crede che la giudice sia prevenuta
nei vostri confronti?
Io le dico solo una cosa.
Come mai voi giornalisti siete stati avvertiti di questo presto, prima di
noi? A mio marito non è stata risparmiata neanche questa umiliazione.
Dietro questa persecuzione c'è qualcosa di molto sporco.
Rancori personali.
E perché no una questione di... eredità?
La ringrazio. Parlando di eredità, si riferisce a Daniele Rannese.
Aspetta, signora Contesi!
Alfonso, tira fuori le caramelle che le deve assaggiare pure lei.
Non vi voglio.
Avanti, prendi. Che c'è? Non vuoi festeggiare con me quei rotti in culo di
aragonese? No.
E' all'eredità che ci ha lasciato tutta sta città.
Stupido. Sei uno stupido.
Eppure voi.
Che credete di essere? Non siete a niente. Siete solo dei tappisti.
Ma che c'ho? Non ti sopporto più.
Ringrazio Dio che sei mia sorella.
Se non ti prendevo io con me dopo che hai ammazzato quel ragazzino, stavi già
in galera.
Mi raccomando, si esponga il meno possibile.
Lasci fare a me.
Questo mandato di cattura è immotivato. Non c'è nessuna prova che il mio cliente
fosse a conoscenza della presenza di quei mafiosi nel suo terreno.
Una prova c'è.
Un testimone che afferma di aver sentito il dottor Rannisi parlare della presenza
di Aragonese in una sua proprietà.
Ma chi può aver mai sentito una cosa del genere? È impossibile.
Mi dispiace.
Daniele? Quel ragazzo ha dei motivi di risentimento verso la famiglia. Non è
attendibile. Adesso basta, avvocato, basta!
Sì, vi firmerò la confessione.
Dirò tutto.
Ma adesso io vorrei... Vorrei tornare in carcere.
Non mi sento bene.
Io non mi sento bene.
Chiama un medico. Un medico, presto!
Papà!
Papà!
Papà.
Papà, perdonami.
Ti ho rovinato, perdona. No, no.
Grazie.
Si può sapere quanto ci vuole per questo ospedale?
Mio marito è qua?
Sì.
Sarai soddisfatto adesso.
Come sta?
Ha superato la crisi. Ma è stato un brutto infarto. Posso vederlo?
Non adesso.
Forse stasera.
Mi scusi, ma suo marito è sempre stato di arresto.
Lei non può incontrarlo senza un'autorizzazione.
anche per morire dovrà chiedere un'autorizzazione.
Non ti preoccupare, andrà tutto bene.
Hai fatto la cosa più giusta.
Qui Breda. Sono Livoti, ti ascolto.
Ispettore, dia a Silvia che Rannisi ha superato la crisi.
Va bene, d'accordo. A più tardi.
Non ti muovere, metti le mani sul volante.
Che cosa vuoi? Che cosa avete scoperto sul nozzo tua e la giudice?
Che gli hai ucciso il figlio.
Perché l'hai fatto, Sara?
Perché? Perché Nuzio ha ammazzato mio padre Antonio?
Ma non lo so chi l'ha cominciata questa storia. Non lo so chi voleva la morte di
mio padre e perché.
È per questo che sono venuta.
Tu lo sai.
Tu mi devi dire chi mi ha fatto diventare un'assassina.
Io non la volevo ammazzare il bambino, non volevo.
Tuo padre insieme ai suoi amici aveva fatto un favore a gente molto
importante.
Prima di morire mi disse che lui sapeva un segreto.
Che se viene fuori casca giù il mondo.
Per questo l'hanno ucciso.
Ma qual era questo segreto? Non lo so.
Bugiardo! Io t'ammazzo!
Se sapessi la verità te la direi.
Perché penso che hai il diritto di saperla.
Ma non la so.
Addio, commissario.
Aspetta.
Io ti posso aiutare.
Ma devi venire con me.
Vuoi che vada in carcere?
Io subisco tutti i giorni cose molto più brutte nella galera.
E allora che cosa vuoi fare?
Vuoi continuare a fare la mafiosa?
Vuoi diventare come Nuzzo? E che cosa potevo diventare?
Forse pure a mio padre è successo così.
Ha fatto uno sbaglio e non ha potuto più tirarsi indietro.
Allora perché non mi hai sparato quando potevi?
L'Italia ha avuto un mortale ucciso della mafia.
Uno dei suoi amici, тяжelovolio, si è scoperto in una città di Alderanizzi, un
famoso azionista siciliano.
Il nostro reportage.
Contessa, sono io.
Inseriscono Scrambler.
Che cosa intende fare?
La morte di Aragonese non cambia nulla.
Lei deve rassicurare i suoi soci.
E il resto di suo marito?
La Conti lo farà parlare.
Mio marito sa pochissimo del nostro affare.
Sa della nave.
Non possiamo rischiare a questo punto. Dobbiamo fermare tutto.
Fermarci adesso sarebbe ancora più pericoloso.
La nave è appena arrivata e... Il carico partirà domani notte.
Resta il problema del suo marito.
Ricorda i suoi impegni.
Noi le abbiamo dato 50.000 miliardi.
Se qualcosa va male, ne risponde lei.
Ha capito bene?
Sì, ho capito.
No, questo non lo posso fare.
Non mi può chiedere una cosa del genere.
Non si ricorda più come ha avuto il posto di primario.
Ha chiesto e ha ottenuto molto. Adesso è arrivato il momento di pagare.
Lei è un ottimo medico.
Sono sicura che troverà una soluzione.
Per il suo bene.
Per il bene di tutti.
Mi scusi, ma ho l'ordine di restare di guardia.
Non si preoccupi.
Come stai?
Sono contento che sei venuto.
Io desideravo parlarti.
Ho preso una decisione.
Collaborerò con la giudice, ma cercherò di tenerti fuori da tutto.
Io non posso fare altrimenti.
Non era più vita la mia.
Mi assumerò ogni responsabilità.
Te lo prometto.
La colpa è mia.
Tutte le cose che ti ho detto quella volta a casa non sono vere.
La mia vita con te non è stata un modello di passione.
Ma tu sei stato il migliore dei mariti.
Io sono qui per chiederti scusa.
Anche se non sono stata tanto brava.
Non ho niente da perdonarti.
I miei anni con te sono stati felici.
E ce ne saranno ancora.
Io... gli ho parlato con Daniele.
Ci siamo chiariti.
E anche tu... devi spiegarti con lui.
Promettimelo.
Sì, te lo prometto, Aldo. Mi scusi, signora Contessa. Il tempo è finito.
Signore, si sente male? Non è nulla.
Un medico, presto!
Ecco il figlio, riprende.
Daniele, una domanda. È vero che... Daniele!
Lasciatevi passare, sono Daniele Rannisi.
Fermi, per favore, non si può passare! Fermi! E basta!
Sei contento adesso?
Hai ottenuto quello che volevi.
Sei stata tu! Sei stata tu! Vieni!
Signor procuratore, il mio avvocato presenterà un esposto contro Silvia
Conti. per accertare le sue responsabilità nella morte di mio
marito. Suo marito aveva deciso di collaborare. Non l'ho ammazzato certo
io. Vi prego, vorrei restare sola con lui.
Almeno adesso.
Ha ragione.
Andiamo, dottoressa.
Che cosa farà? Guardate la causa!
Dottore, passate!
Voglio un rapporto sulla detenzione dei rannesi. La prego di farmela avere per
domani. E io chiederò l'autopsia. Stava per fare importanti rivelazioni.
Ed è morto subito dopo aver parlato con la moglie. Lo voglio per domani sul mio
tavolo.
Consente alcun rimorso per la morte di rannesi? Per favore, indietro!
Sono io. I camion sono già partiti.
Sì, signora Contessa, sono appena usciti dal magazzino.
Rispondo, signore.
Ma gli ordini Sarconio non erano questi?
Sarconio è morto.
Ho capito.
Non c'è più.
Rispondo al Signore.
È inutile, non c'è più nessuno al magazzino.
Che vuole fare, signora Contessa? Mi vuole ammazzare.
E chi glielo dice poi dove stanno i soldi?
Dove li hai portati, miserabile?
C'è qualcuno che le vuole parlare dentro quella macchina.
Ma no, signora Contessa, non si preoccupi, non le facciamo niente.
Buonasera, signora Contessa.
Tu sei Saverio.
Sei tornato.
Dovevo immaginare che quella bestia non poteva fare una cosa del genere da sol.
Dove tenete il denaro?
Lei farà quello che dico io.
Non ha scelta e lo sa.
Che cosa faranno i suoi soci quando sapranno che si è fatta portare via il
loro denaro?
Che cosa vuoi?
Voglio la lista delle persone coinvolte in quest'affare.
I proprietari di quei 50.000 miliardi.
Lei me li deve far incontrare.
Loro non accetteranno mai se tu non restituisci quei soldi.
E allora perderanno tutto.
Faccia come le ho detto.
Buonanotte, signora Contessa.
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