Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
In una cittadina della Sicilia, un detenuto appena estradato dalla
Germania, Rosario Granchio, chiede di rivelare alla giudice Silvia Conti un
terribile segreto. Ma prima che possa parlare, viene ucciso, quasi sotto gli
occhi del giovane vicecommissario cui era affidato, Gianni Breda.
Silvia Conti chiede di essere inviata a indagare.
C'è un motivo particolare.
Quella cittadina siciliana è la stessa dove il commissario Corrado Cattani
aveva iniziato la battaglia con la piovra.
che si era conclusa con la sua morte.
È come se il destino la chiamasse.
Silvia trova una città molto cambiata. Il potere della vecchia mafia è messo in
discussione da una sempre più agguerrita coscienza civile, cui dà voce Daniele
Rannisi, uno strano personaggio, un po' giornalista, un po' disc jockey.
Intanto la morte di Rosario Granchio scatena una faida.
Sara, la figlia di Granchio, uccide l'amante di Nuzzo Marciano, il boss
assassino di suo padre e del suo fidanzato Antonio.
Nell'attentato muore anche il figlio della donna, il piccolo Nino Rodio.
Sara, pentita di quanto ha fatto, ora è sola e disperata.
Silvia Conti sospetta che l'origine di questa catena di delitti sia proprio il
segreto di Rosario Granchio, un segreto che affonda nel passato. Dal passato
emerge anche la contessa Olga Camastra e la sua controversa relazione con il
commissario Cattani.
Intanto Saverio Bronta, un italiano espatriato che vive in Russia come in
esilio, indaga sui traffici della camastra in quel paese, una colossale
operazione di esportazione di denaro sporco dall'Italia.
Credono tutti che ad ammazzare la donna e il bambino siamo stati noi, la
stirrata e il parrote.
Adesso siamo nei guai. E invece è tutta colpa di tua sorella.
Mia sorella ha fatto quello che voi non avete avuto il coraggio di fare.
O ti sei già dimenticato di Antonio?
Era uno di voi.
Tu e tua sorella con Nuzzo ci avete altri conti in sospeso e non li voglio
pagare io.
Lino ha ragione. Se tu e tua sorella volete la vostra vendetta, non contate
su di me.
E questa che cos'è?
Quella me l'ha data il gioielliere di Via de Mille. È un anticipo sul pizzo. E
io se credono che siamo stati noi, così tutti i negozi che pagavano Nuzzo, da
oggi pagheranno noi, la stitta di Baroti.
Io ci so, piatto ricco mi ci ficco. Fate come volete, le donne pazze portano
malaugurio. Sì, vabbè, ti saluto Procida.
Ha dei nemici che la odiano tanto da vendicarsi in modo così crudele sulla
sua famiglia?
Nemici? Io?
Signor giudice, io il geometra faccio da vent'anni.
Non ho soldi, non ho potere, che se ne fanno i nemici di me? Se lei non ci
aiuta sarà difficile trovare gli assassini.
Perché? A voi che cosa ve ne importa?
Tanto lo stipendio lo prendete lo stesso.
Signor Rodio, quella di sua moglie e di suo figlio è stata un'esecuzione.
Lei deve aver fatto qualche sgarro. Volete sapere l'unico sgarro che ho
fatto io in vita mia qual è stato?
A me mi piaceva avere una bella moglie e un bel figlio.
Più belli di quelli che dovevano toccare a uno come me.
A un niente.
E poi mi piaceva stare tranquillo.
Non avere fastidi.
E mi piaceva che la gente mi invidiava.
Questo è stato il mio peccato.
Così non c'è di molto aiuto.
Chi è che le fa paura?
Io ho paura di tutto, signor giudice. Pure di lei.
Ma ora non mi importa più di niente.
Io sono... E so solo che mio figlio è morto e teneva appena sette anni.
Ma che mi può capitare di peggio?
Posso andare ora?
Vada.
Ma che gli deve succedere a uno qua per farlo parlare?
Per me sta coprendo qualcuno.
È probabile.
Però si vergogna.
Si vergogna di aver paura.
Ecco, quella è banca.
È poco più che cambia valute.
Sembra impossibile che tutti quei miliardi vengano di qui.
Il computer parlava chiaro.
Oggi in quella banca miserabile transiteranno 50 miliardi.
E nei prossimi giorni molti, molti di più.
Subchak è contabile di banca. Dirà a te tutto quello che vuoi sapere per un
mille rubli.
Domandagli di chi è il conto croce del sud.
Dice che è il conto dove arrivano soldi di tuo paese.
Lui vuole ancora.
Avanti.
Croce di sud e nave italiana. Lei è appena arrivata.
Come una nave?
Che c'entra una nave con una batta?
Hanno aperto conto, ma lui non sa cosa fanno. È riservato.
Eccoli.
Pensi che i soldi sono lì dentro? Non possono spostare i soldi per via
telematica perché li scoprirebbero. E allora sono tornati ai sistemi di una
volta.
Gli spalloni che attraversano la frontiera con valigie piene di denaro.
Solo che questa volta l'hanno fatto su scala gigantesca.
Tu hai trovato quello che cerca.
Adesso tu torni in Italia, vero?
So che io non conto niente per te, ma cosa dirai a tua moglie?
Oggi non si farà lezione.
O meglio, faremo una lezione un po' speciale.
È per questo che abbiamo un ospite qua con noi.
L'abbiamo invitata per capire tutti insieme perché Nino non c'è più.
Io penso che quando succede una cosa così terribile,
il modo giusto per reagire...
Sia di ragionare sul perché è successo.
Non ci restituirà Nino, ma servirà a tenerlo vivo almeno dentro di noi.
Qua stava Nino.
Anche se non era facile farlo stare seduto.
Come ti chiami tu?
Io mi chiamo Silvia.
Tu sei una poliziotta, ti ho visto alla tv.
Non esattamente. Io lavoro insieme alla polizia.
Cerco di trovare chi vi ha portato via Nino.
Non lo conoscevo bene come voi, così ho pensato di chiedervi una mano.
Io non dico niente, perché non sono un infame.
Tu lo sai che cosa vuol dire la parola infame?
C'è qualcuno che sa dirmi chi è un infame?
Io. Il mio papà dice che un infame è una persona che non si fa mai gli affari
suoi. È uno che fa la spia.
Un infame è stato Pasquale, quando ha detto alla maestra che Marco aveva dato
un pugno a Lucio. Ma che dici? Non è vero.
Sì che è vero. Ha fatto la spia. Non è vero. Non è vero.
Uno alla volta, bambini, per favore, uno alla volta.
C'è qualcuno fra di voi?
Che la pensa diversamente.
Io.
Qual è il tuo nome?
Marco. Sono quello che ha dato il pugno a Lucio.
Per me è un infame.
E ti ha ammazzato Nino. E tutti quelli come lui.
Io non so chi è stato a portarvi via Nino, ma so che è qualcuno che usa
spesso questa parola, infame.
Sarei felice che voi non la pronunciaste mai.
Anzi, se qualcuno la dice, voi lasciatelo solo.
E se lui vi chiedesse perché, voi rispondetegli che l'avete promesso a
Nino.
Devo chiedere a mia mamma.
L'assassino non l'ho visto in faccia.
Aveva il casco.
Era un ragazzo giovane, piccolo di statura, magro.
Che cosa sa dei genitori di Nino?
Ma sembrava una famiglia normale.
Non ha mai notato nulla di particolare?
Beh, veramente spesso veniva un uomo a prenderlo a scuola. Uno ricco, con una
macchina di lusso.
Ma non aveva l'aria di un signore.
Quanto spesso veniva?
Ma un paio di volte alla settimana.
E c'era anche quando hanno portato via il corpo di Nino.
Pensa che abbia a che fare con l'omicidio?
No. No, quell'uomo era sconvolto.
Era terribilmente sofferente per la morte del bambino, non lo escludo.
Conosci il suo nome?
No.
Non sai nient'altro di lui?
No, non so altro.
Ciao.
Ciao. Allora, sei pronta? Sì, certo.
Siedi qui.
Ecco il microfono.
La mia famiglia, di Nino Rodio.
Non faccio per vantarmi, ma la mia è una famiglia un po' speciale, e adesso ve la
presento.
La mia famiglia è composta da tre persone, anzi, a pensarci bene, siamo
quattro. Perché c'è anche lo zio Nuzzo, che non è proprio uno zio, ma noi lo
chiamiamo zio.
Io, che sarei Nino, la mamma, che si chiama Marcella, e il papà che si chiama
Giuseppe.
Non ho altri fratellini perché la mia mamma dice che non ce li possiamo
permettere. L'ho chiesto anche al mio papà che mi ha risposto male e mi ha
detto che non sono affari miei.
Sindaco Arambaudo, una dichiarazione.
Non ora.
Signor Sindaco, è un momento di grande commozione.
L'animo della città è straziato.
Oggi subiamo una sconfitta, ma posso assicurare che verrà il giorno del
riscatto. Stiamo lavorando perché possa essere già domani.
Anche l'Onorevole Monteverde ha sentito il bisogno di stringersi ai suoi
concittadini in questo giorno di lutto, abbandonando i suoi impegni alla Regione
Sicilia. Una dichiarazione, Onorevole.
Mi dispiace.
Non mi sento di dire nulla, scusate.
Il mio papà ha 48 anni ed è un tipo molto ordenato e buono che non si
arrabbia mai.
Per esempio, è l'unico della famiglia che usa il pedale per aprire il
frigorifero. Ma il tipo più favoloso della mia famiglia è lo zio Nuzzo perché
gli piacciono le automobili e mi ha anche fatto guidare la sua.
che è uno zio veramente molto generoso. Lo zio Nuzzo mi ha regalato.
Un robot modello guerra totale, una misceglia d'acqua compressa, una pistola
quasi vera e una macchina verissima, che io ci sto seduto dentro e va abbastanza
forte.
Hai bisogno di soldi per il funerale?
Almeno il funerale a Marcella e a Nino glielo voglio pagare io.
Mi avete levato tutto.
Anche la soddisfazione di farci un regalo.
Avevamo dei patti.
C'erano dei patti, avete ragione.
Ma ora li dovete rispettare anche voi.
Dovete trovare chi li ha ammazzati.
Non c'è bisogno di chiedermelo.
Forse l'ultima cosa che faccio a questo mondo lo troverò.
Volevo bene a Nino.
Io non lo voglio sapere.
Voi fate quello che dovete fare.
Il mio papà ha 48 anni, ma il tipo più favoloso della mia famiglia è lo zio
Nuzzo.
Queste erano le ultime parole che Nino ha scritto nel suo quaderno.
La sua famiglia speciale gli è costata cara.
Un suggerimento per le nostre valorose forze dell'ordine.
Allo zio dal cuore d'oro gli si potrebbe chiedere da dove vengono i soldi per
tutti questi regali?
Trovate questo giornalista, voglio parlarci.
Ma dove vai?
Sara!
Sara!
Dove sei stata?
Risponda, dove sei stata?
Che ci fai qui? Vatti in casa.
Tu hai ammazzato mio padre Antonio.
Per cosa?
Che sta dicendo, disgraziato? Te lo ricordi quello che mi ha insegnato? Non
era vero! Io a te dovevo ammazzare, no a loro!
Facci dietro, picchiala!
La mano e la città si è stretta attorno ai feretri del piccolo Nino e della sua
povera mamma.
I cittadini, le istituzioni, Hanno riaffermato i valori più autentici della
nostra società.
Poche decine di delinquenti non riusciranno a macchiare l'onore della
città, ha dichiarato il sindaco.
Che c'hai a che fare tu con quel Nuzzo Marciano?
Io ti ho visto in negozio con lui.
Quello è lo stesso uomo che veniva a prendere Nino a scuola, ne sono sicura.
L'hai detto alla giudice questa?
No.
Però lo farò se non mi dici la verità.
Chi è?
Rispondimi.
Era in negozio con te e l'ho visto il giorno che hanno ucciso quei due
disgraziati.
Non erano due disgraziati, erano due estorsori.
È Nuzzo.
È quello che veniva prima di loro.
E perché non l'hai detto alla giudice?
Perché non me ne importa niente se si scannano tra loro, anzi ci godo.
Ma... ma allora quel nozzo... è lui che ha ucciso quei due?
Ho cercato sempre di tenerti fuori da queste storie.
Ringrazio Dio.
Ma da cosa? Da che cosa hai cercato di tenermi fuori?
Lo vedi com'è piccolo questo?
Per metterlo nella cassa ci vuole mano ferma. E io non ne sono più capace.
Sono sei mesi che al primo rumore che sento mi saltano le mani.
Giulia, qui c'è una guerra in corso. Io non mi ci voglio mischiare, capito?
E il bambino?
Anche lui è morto per la tua guerra.
Neanche di lui ti importa niente. Io sono una vittima come lui.
Io ho fatto 200 milioni di cambiali per pagare questi maledetti fottuti ladri
bastardi.
Adesso mi devo preoccupare pure se si ammazzano tra loro.
Ma lui aveva solo 7 anni. Non lo voglio sapere!
Ma tu da che parte stai?
La ragazza lasciatela a me.
Lei è mia e voi non la dovete sfiorare nemmeno con un dito, capito?
Quando entriamo voi occupatevi solo di quei quattro fecchi di bottana.
Al resto ci penso io.
Don Nuzzo, c'è Sarcoli.
Non lo voglio vedere, digli di ritornare.
E perché non mi vuoi ricevere, Nuzzo?
Che cosa vuoi?
Io non ho parole mie, lo sai.
Però su in montagna c'è qualcuno che ti vuole parlare.
Degli che ci vado domani mattina.
No domani mattina, questa sera.
Redire i tuoi uomini. Non ci saranno guerra stanotte.
No, tu non entri, porti malattie.
Devo chiedere una cosa a Don Aragonese.
Che bisogno c'ha di te quando c'è già lui?
Come vi sentite?
Ormai non c'ho più nemmeno una goccia di sangue mio nelle vene.
Questo male infame me sta mangiando dentro.
La contessa se lamenta di te.
Dice che te sei mazza a fare la guerra con queste sterrare.
Andando contro gli ordini miei. E si è fatto anche tradire da una ragazzina che
teneva in casa sua.
Come uno stupido.
La figlia di Granchio.
Mi hanno ammazzato un figlio.
E io mi devo vendicare. Devo farlo per il vostro stesso onore.
Se non reagisco subito, tutta la città non avrà più rispetto per me. E
soprattutto per voi.
Deve farlo per il mio onore, dice.
Però anche tu ci spodaste sopra al mio onore.
Perché non mi hai detto che c'avevi un figlio?
Sua madre era sposata.
Decisi di farlo crescere a suo marito e a lei.
Così l'avrei tenuto al sicuro dai miei nemici.
Nessuno lo doveva sapere.
E che sono nemico tuo io?
Ci aveva paura anche di me.
Io pure avevo tre figli e me li uccisero tutti nella guerra del 1970.
Patì come un cane rabbioso come te ora, ma la famiglia mi chiese di fare la pace
con chi aveva ordinato la loro morte, perché era quello che gli affari
richiedevano.
E oggi io ti devo chiedere di fare come io feci allora.
No.
Per me tu non c'avevi nessun figlio, quindi non hai nessuno da vendegare.
Come volete voi, don Aragonese.
Così va bene.
Ricordati che quello che dice la Contessa è come se fosse parola mia.
Ora te ne puoi andare.
I camion arrivano tra pochi giorni.
Forse dovremmo sostituire Nuzzo con Sarcone.
No, Sarcone mi serve qua.
Nuzzo non lo sa cosa c'è dentro i camion, quindi non avrà tentazione.
È una notte senza luna.
E le stelle si nascondono.
È una notte troppo scura per sognare.
Solamente un secondo.
Amici miei, adesso vi devo proprio lasciare. C'è l'ospite che stavo
aspettando. Un eroe.
Anzi, un'eroina. Provate a indovinare chi è.
Sì, è proprio lei. Il magistrato che non guarda in faccia nessuno. La donna dei
vostri sogni. E chissà, forse anche un po' dei miei.
Giorgio Rambaudo, anni 58, ragioniere, sposato con due figli, passioni, auto d
'epoca. Eletto sindaco con l'appoggio massiccio dei quartieri a più alta
densità mafiosa.
Panarea Lucio, anni 40, conduttore e anima di Diana TV, l'emittente più
seguita di questa città.
Daniele Arannisi, anni 25, concessione per trasmissioni radiofoniche scaduta e
mai rinnovata.
Figliastro di Olga Camastra, nota industriale della città. Possiede beni
mobili per una cifra intorno a 200 miliardi.
Solo 200?
Io credevo di più.
Ah, ma comunque, quella è roba di famiglia.
Personalmente io ho solo questo.
È intimo, comodo.
E se non mi piace il panorama davanti alla finestra, lo cambio.
Lo zio di Nino è Nazareno Marciano, il peggior taglieggiatore della città.
E tu come lo sai?
Ho le mie fonti.
Non mi interessano le voci. A me servono le prove.
Io sono un giornalista.
Le informazioni sono il mio patrimonio.
Perché dividerlo con te?
Perché devo trovare chi ha ucciso un bambino di sette anni.
Senti, senza offesa, a me i giudici non piacciono. Non mi piacciono le manette,
i ceppi, le sbarre.
Alla fine ci fa sempre di mezzo la povera gente, come Irodio.
Tu non credi a niente, vero?
Io credo solo a quello che dico.
Credo alla vita che io mi sono scelto.
Ma non potrò mai credere alle cosiddette giustizia, verità, istituzioni e a tutte
le altre cose con la maiuscola.
Tu sei come tutti gli altri, giochi a fare il dissacratore.
E quando le cose si fanno serie, ti nascondi. Come molti tuoi concittadini.
Ennuzio è il vero padre di Nino.
E tu come lo sai?
Diciamo...
che Nuzio è un amico di famiglia.
Cosa vorrebbe dire?
Ora mi stai chiedendo troppo.
Accontentati.
Grazie per il caffè.
State ascoltando La Buonanotte di Radio Tam Tam.
Mi dicono tutti che devo crescere.
che devo mettere la testa a posto.
Ma io sono come Peter Pan.
Se crescessi, poi non potrei più volare.
In che rapporti era con la famiglia Rodio?
Io e Giuseppe Rodio siamo compari.
Amici e di famiglia.
Lei è in rapporto anche con un'altra famiglia, i Granchio.
Il padre, Rosario, viene ucciso prima di potermi parlare. E subito dopo lei
prende in casa la figlia.
Anche con Rosario Granchio.
Eravamo in amicizia. È forse un reato aiutare un amico?
Offrendo un lavoro alla figlia.
Comunque ora questa Sara non sta più a casa mia.
Quella ragazza non ci sta con la testa.
Forse non ci sta con la testa perché qualcuno, dopo pochi giorni dalla morte
del padre, le ha ucciso anche il fidanzato per una storia di racket.
Lei ha qualcosa da dichiarare a riguardo?
Avanti, sforzatevi un po', almeno una formula di rito.
Il mio assistito non è a conoscenza di fatti rilevanti al riguardo. Ecco,
appunto. Possiamo andare, giudice? No, non ancora.
Lei ha intenzione di vendicare la morte di suo figlio Nina.
Io non ho nessun figlio.
Ho solamente amici.
Sono siciliano!
Sono siciliano! Ve ne ricordate le ultime parole del tema del piccolo
Nino Rodios?
Le abbiamo lette ieri. E se indovinate chi è veramente il favoloso zio Nuzzo,
scoprirete uno dei segreti della nostra meravigliosa città e vincerete un
bellissimo disco di... Infame come quella puttana della camastra!
Che vuoi ancora?
I soldi per l'affetto.
Eccoli, tieni, mangiateli. Marcella e Nino sono morti da una settimana.
E allora?
Voi che cosa avete fatto per vendicarli?
Prendi questi.
E trovati una donna se sei capace.
Io una donna ce l'avevo.
E me l'avete presa voi.
E neanche vi bastava.
Vi ricordate come mi diceste Don Nuzzo?
Fammi questo piacere, Rodio.
Marcella rimane con te per la gente e pure per Nino.
E io ho dovuto dire di sì, lo so solo io con quale vergogna.
E non l'ho mantenuta io a tutta la famiglia. E anche a te che hai fatto la
bella vita a spese mie. La bella vita io?
Ma quando mai Don Nuzzo?
Ma come facevo l'ospite in casa mia, nel mio letto? La bella vita?
La mia vita è un inferno è stata.
Io all'inizio quanto lo odiavo a quel figlio vostro.
Ma che volete? Io non sono capace di odiare. Sono un debole, no? Come dite
voi.
E così alla fine a me non gli ho voluto bene come fosse figlio mio veramente.
Ma mi sono sbagliato. Voi non gli avete voluto bene come a me.
Perché non solo non siete stato capace di difenderli, ma neanche di vendicarli.
E chi li vendicherà? Tu?
Vai, vai a casa. Non c'ho tempo per le tue cazzate.
E che cosa vorreste fare?
Quello che non sapete fare voi.
Bollettino meteorologico. La serata è bella, il cielo è sereno, ma l'aria è
carica di tensione. È in arrivo una perturbazione che non dimentica...
E
hai la paura, la medicina del coraggio.
Lo stiamo fottendo a noi.
Oggi quelli della banda di Porta Garibaldi mi hanno chiesto se si
potevano mettere con noi.
E anche Nini Carbone, quello delle vissie clandestine, ha chiesto la nostra
protezione. Nini Carbone?
E tu che gli hai detto?
Gli ho detto che accettiamo se ci dà almeno il 20% su ogni scommessa.
E questi dai supermercati.
Minchia, quanti soldi!
Eh, non sei culi, sei culi. Hai visto?
La città comincia a pagare il pizza a noi e Nuzio non ha mosso un dito.
Sì, ma quando scopre che gli stiamo fottendo tutto quanto, per noi sarà la
fine. Tutti ne sono paura.
Bisogna attaccare. Finché Nuzio è tempo di si nascondere, dobbiamo sputtare loro
davanti a tutti.
Sì, c'ha per ragione il viaggio. Io sempre.
No, c'è da...
Tu sei stata.
Tu ti sei presa mio figlio, mia moglie e mio figlio.
Li hai ammazzati tutti.
Perché Nuzza ha mandato a te?
Tu non c'entri.
Erano mia moglie e mio figlio.
Chi doveva venire?
Ero io che dovevo venire.
Basta che avremo un brilletto e tu non c'è più niente.
Lui non voleva ammazzarmi, voleva solo dimostrare che aveva il coraggio di
farlo.
L'hanno lasciato al pronto soccorso. È in condizioni disperate.
Rodio.
Chi è stato?
Mi dica chi è stato.
Era mio.
Nino ora è figlio mio.
Saverio è andato via.
Tu dovevi sapere la verità.
Il passaggio è chiesto di passare.
Ripeto.
Il passaggio numero 7, a Pitercourt, a Mosca, è andato dalla seconda
piattaforma, dopo 10 minuti. Dio, con voi, amici, dite un copio.
Dite un copio, non c'è niente. Dio, con voi, amici,
dite un copio. Un giovane, un buon presentato.
Un buon presentato.
Un buon presentato.
Un buon presentato.
E per il vostro amico, la vostra donna.
Tieni questa tra le tue mani.
Durante il viaggio ti scalda.
Qui da noi si dice, finché il carbone brucia, c'è qualcuno che ti aspetta.
E quando il fuoco finisce, c'è qualcuno che pensa di te.
E meglio che menti, menti.
Io ti avrei portato solo male.
Brasciai.
Tu sei Chiara?
Tu chi sei?
Ha voluto te per dirgli addio.
Pronto? Chi è avvocato?
Ah, sì, me lo passi.
Buongiorno, avvocato.
No, no, mi dispiace, ma non ho avuto il tempo di studiare il caso del suo
cliente. Il procuratore capo Orione mi ha passato il fascicolo.
Stefano Mure?
Sì, eccolo.
Stefano Mure.
Furto aggravato.
Sarebbe possibile riparlarne domani, magari?
No, aspetti un attimo.
Furto aggravato a mezzo telematico ai danni delle imprese Camastra.
Ci ho ripensato, vorrei vederlo subito. È possibile?
D'accordo.
Esperto informatico si inseriva nella rete dati delle imprese camastra
perpetrando ripetute sottrazioni di denaro che faceva accreditare sul suo
conto bancario.
E certo!
È una procedura insolita, dottoressa. La procedura è strana se l'imputato è
strano. Come si fa a tenere uno agli arresti domiciliari se è proprio a casa
sua che ruba? Dovrebbe stare in galera.
Ma è stata una specie di scherzo. Ha restituito tutto.
Cos'è questa musica? È lui.
In effetti non è una storia complicata.
La Gamastra aveva offerto una borsa di studio per giovani musicisti. Un milione
al mese.
Io ero arrivato prima in graduatoria.
Ma loro se ne sono fregati.
e hanno segnato il sussidio al figlio del sindaco, che fra l'altro è stonato
come una campana.
Mi sono talmente infuriato che me lo sono ripreso.
Con questo computer?
Sì.
Avvocato, le dispiacerebbe lasciarci sole?
Come vuole.
Ho scoperto che la chiave d'accesso alla rete informatica della camastra era una
combinazione dei segnali elettromagnetici. Non è diversa da una
composizione musicale. Il resto è stato facile.
È come ricostruire una canzone partendo dalle note iniziali. Un gioco da
ragazzi.
Ecco, ora siamo nel sistema.
Questo che appare adesso è il file per la compilazione delle buste paga.
Mi è bastato mettere il mio nome fra gli altri per avere quello che mi aspettava.
Con questo sistema sei in grado di conoscere ogni operazione finanziaria
della camastra?
Sì, ma le giuro che non lo faccio più.
Ma io aspetterei a giurare.
Ho bisogno di un piccolo favore.
Devo sapere se la Camastra ha rapporti con un certo Nazareno Marciano.
E perché non glielo chiede direttamente?
Ho capito.
Conghiagini, tempi burocratici.
Eccolo qua.
Marciano Nazareno.
Figura come ha detto alla vigilanza.
Certo, non stipendio niente male per una mansione di quel tipo.
Dieci milioni.
Le occorre altro?
No, per ora mi basta.
Allora, me le revo che gli arresti domiciliari. La tua pericolosità non è
diminuita. Però, ho deciso di darti un'occasione.
Ti piacerebbe lavorare per me?
Sì? C'è la giudice Conte. Ha detto cosa è venuto a fare?
No, la sta accompagnando Carmela. Fatela passare.
Si accomodi, prego. Grazie.
Ho saputo che ha lasciato la casa di mia proprietà.
Non era sufficientemente spaziosa?
No, al contrario. Ma non è di questo che le volevo parlare.
Come lei sa, stiamo indagando sulla morte di Marcella e Nino Rodio.
Anche noi siamo esasperati da questo orrore.
C'è molta paura in giro e anche gli affari ne risentono, purtroppo.
Non ci pensavo all'effetto negativo sugli affari.
Volevo delle informazioni su un suo dipendente, Nazareno Marciano.
Marciano? Sì, credo che lavori da me. Ma perché?
Abbiamo avuto una segnalazione su di lui.
Ogni tanto sento anch'io la radio del mio figliastro. Daniele non crescerà
mai. Per lui il mondo è diviso in buoni e cattivi e Marciano è uno dei cattivi.
Forse in passato sarà stata una testa calda, però adesso è soltanto un
guardiano fidato per la mia fabbrica. Una sorta di protezione, come quella che
offre ai negozi dei quartieri di Portuni, Garibaldi e San Vincenzo.
Io non uso fare indagini sui dipendenti.
Se poi ha commesso un reato, tocca a voi accertarlo.
Per me è soltanto un guardiano che ha sempre fatto bene il suo lavoro.
Tutto a posto? Sì, signora Contessa.
Dov'è Nuzzo? Non è venuto. Quei tempestici danno un sacco di problemi.
Ha detto a me di sostituirlo.
Lo voglio qua, giorno e notte.
Va bene, signora Contessa.
Il dottor Corinto, per cortesia.
Sì? Inserisca lo scrambler.
La nostra amica di Palazzo di Giustizia è venuta a trovarmi.
Lei mi aveva assicurato che non aveva sospetti sul nostro affare.
E non credo che ne abbia.
Ma non mi sento tranquilla.
Quella è una donna ossessionata dal passato ed è venuta qua per quel
granchio. E non vorrei che finisse per riaprire quella vecchia storia.
Cosa vuole dire?
Sta indagando su quegli anni?
No, ma sono preoccupata.
Dobbiamo cercare di allontanarla da qua.
Cercherò di risolvere anche questo problema.
Ho ancora qualche amico.
Ma non sarà facile convincerla con le buone. D'accordo.
Sento un rumore sordo che proviene direttamente dalle viscere della città.
Come una scossa che annuncia un terremoto in grande stile.
Così anche noi avremo il nostro Big One.
E quando sarà finito, pochi saranno riusciti a rimanere in piedi.
Il vento della paura soffia in ogni strada questa notte.
Nessuno gli resiste e chi non si piega viene spezzato.
Non si ferma davanti a niente.
Quello stesso vento che ha già travolto anche le donne.
Anche i bambini.
I vecchi signori della guerra non ce la fanno più a
reggere il passo.
Stanno cedendo il campo alle nuove stelle del firmamento.
I barbari del ventunesimo secolo.
La banda di Barroti.
You gotta fight the fighter!
fare castrare, dal potere criminale che ti vuole fermare. Basta di la testa,
basta di la cresta, guarda la sua testa rotolare nella cesta, libera la mente da
ogni assurdo pregiudice.
C'è ancora qualche pazzo che non vuole abbassare la testa.
Se ci fosse, si faccia avanti.
Dobbiamo alzare la voce, urlare i loro nomi ed è quello che Radio Tam Tam farà.
Attenti a voi, stittari.
Credete che la città sia vostra.
Scorrazzate in lungo e in largo, ma vi sbagliate, stittari.
Questa città è stanca.
Questa città ha esaurito le scorte di paura.
Questa città non ne può più.
State attenti a quello che fate. Vi credete forti, vi credete potenti. Ma
basterà solo una voce per fermarvi. Un sussurro basterà per fermarvi.
Lannese!
A noi non ci piace la musica che fai sentire alla tua rado di merda.
O la cambi, oppure la cambiamo noi.
Fate prima a cambiare canale, ve l'assicuro.
Io ci sono affezionato alla mia musica. Ma perché non ti godi i soldi della
contessa e la smetti di impicciarti negli affari degli altri?
La vita è breve, la vuoi buttare?
che colori la prossima volta è benzina
amore ne piaccio a te
Dallo sette mentegato.
Chiamiamo la polizia. Non dire fesserie, stai buono.
Voglio parlare con il commissario. È urgente.
Attenzione a tutte le auto in zona.
Tentativo di estorsione in corso.
Convergere su via De Mille e dare assistenza al commissario Breda.
Amore, mi piace!
Che hai fatto? Non sono stato, giuro.
Via, via, picciotta! Amore!
Che volevano da lei quei disgraziati?
Gliel'ho detto, sono clienti.
E perché sua moglie ci ha chiamato allora?
Mia moglie non sta bene, è malata di nervi.
Devi solo fare una denuncia, è nel tuo interesse.
Lascia perdere, falli a scuola questi bei discorsi.
Niente, l'abbiamo cercati tutta la notte.
Grazie per la collaborazione.
Se cambia idea, mi chiami.
E sarò pronta ad ascoltarla.
Sei brava a giudicare.
Non ti sto giudicando.
Ti sto solo guardando.
Sei cambiato.
Io sono sempre lo stesso.
Allora sono cambiata io.
Che vuoi dire?
Non ce la faccio più, mi dispiace.
Buongiorno. Arrivederci.
Arrivederci. Ciao.
Arrivederci signora maestra.
Signora maestra, non ci va a casa oggi?
No, oggi no.
Arrivederci. Ciao.
Sto sbagliando qualcosa.
La situazione peggiora ogni giorno che passa.
Ce la stiamo mettendo tu. Allora evidentemente non basta.
Hanno paura di parlare con noi, non si fidano. Non so come convincerli.
Hanno paura di quei delinquenti.
Se potessi averne fra le mani uno solo.
Ancora non ce l'hai però.
Una sorpresa, dottoressa.
È arrivata poco fa.
Che cos'è?
Una lettera del ministero.
Beh, sarà contenta, no?
Ma io non posso partire. Non per il momento.
Ma perché?
Qua c'è il commissario.
E in caso di necessità ci sono io.
Ah, congratulazioni ancora.
Grazie.
Buone notizie.
Non lo so, devo andare a Roma.
Come si fa qui?
Non ti preoccupare, riuscirò a cavarmela.
Qualche sospetto l'ho avuto anch'io. Di solito le nomine per incarichi di questo
genere hanno un iter decisamente più laborioso.
E allora ho pensato di indagare sulla serietà della proposta.
Questa nuova agenzia dell'ONU contro il narcotraffico avrà uomini validi e
grandissimi mezzi.
Ma perché vogliono me?
Perché tu sei la migliore.
Non lo so.
Forse perché do fastidio a qualcuno in Sicilia.
Sì, è possibile.
È per questo che ho voluto vederti subito.
Che cosa hai trovato in quella città? Sono convinta che Aragonese sia lì.
E che elementi hai per dirlo?
Nessuno.
Ma sento che non posso abbandonare questa inchiesta.
Puoi contare sul mio appoggio.
Ma francamente non so.
Possiamo sprecare un'occasione di questo genere.
Difficilmente si ripresenterà.
Questo è un riconoscimento internazionale al nostro gruppo.
E da quella posizione ci potrai aiutare molto di più.
Tieni presente che in Sicilia ti posso sempre sostituire.
Manderei un giovane in gamba.
Ci devo pensare.
Ma per una volta pensa anche a te stessa.
Da quanti anni non ti fai una passeggiata senza avere la scorta?
Non è detto che le guerre si debbano vincere solo dalle trincee.
Ma se decidi di restare là, sappi che io ti sosterrò, fino in fondo.
Aspettiamo che torna la giudice. È meglio.
La sua è una testimonianza indiretta.
Riferisce quello che ha detto il marito. Non basta per un arresto di Nuzzo.
Ma per un fermo sì.
Che cosa vuoi fare?
Lo so io.
Guarda che la responsabilità te la pigli tu.
Che fa? Ha cambiato idea?
No, mancava solo un apostrofo.
Ah.
E mio marito?
Altofonte Mario mi confida in data medesima di essere stato sottoposto a
taglieggiamento da parte di Marciano Nazareno e che fra tale Marciano
Nazareno e detti Sidari è in atto uno scontro di interessi illegali per l
'esercizio dell'estorsione.
A questo riguardo aggiungo di aver appreso dalla medesima fonte che il
sopraindicato Marciano Nazareno è da ritenersi responsabile dell'omicidio dei
due giovani.
perpetrato nei pressi dell'esercizio commerciale di proprietà di mio marito.
Che cercate?
Marciano Nazareno, detto Nuzzo.
Che cosa vuole?
Lei è stato di fermo per omicidio e associazione a delinquere di stampo
mafioso.
Tutto qua?
Tutto qua.
Rocco, prenotami al ristorante che torno per cena.
Ecco, guarda.
Non può farti niente.
Non devi più aver paura di lui.
Sì, ma prima o poi esce, però.
Se confermi la dichiarazione di tua moglie, quello non esce più di qua.
Non ce la faccio, mi dispiace.
Io non ce la faccio.
Mario, Mario pensaci.
Anch'io ho paura come te.
Ti prego non mi lasciare sola.
Va bene.
Ma se la conti domani non torna. Chi te lo comparli dalla festa?
Tornerà. Ma se non torna?
Portati una squadra e resta con loro tutta la notte.
Vabbè.
Grazie.
Prego, signore.
Accompagnatelo da sopra, noi restiamo alla macchina.
Andate.
Non abbiamo neanche i contatti con nessuno.
Industria e camastra.
Ma che cos'è, Mario?
Non l'ha detto.
Aspetti, fermiamoci qua.
Ma, signor giudice, non è prudente.
Accosti, per favore.
Voglio fare due passi.
L'avete detto, l'avete scritto, che era un uomo irresponsabile,
patetico, che viveva fuori del mondo.
Sì, è la verità, era proprio così.
Avete scritto che non rispettava le regole, che faceva di testa sua, che non
faceva mai un passo indietro.
Ridicolo, vero?
E poi era ambizioso, voleva arrivare lontano.
Ecco dove è arrivato.
Scrivetelo.
Te lo giuro, Corrado, te lo giuro.
Mai un passo indietro.
Fino a quando non li avrò trovati.
Per ora sono soltanto delle voci bene informate.
Ma sembra che la dottoressa Conti abbia ormai deciso di accettare un prestigioso
incarico internazionale, la direzione di una nuova agenzia dell'ONU per la lotta
al narcotraffico. Questo incarico arriva a coronamento di una lunga e prestigiosa
carriera.
La giovane Conti, sostituto procuratore della Repubblica, già 20 anni inizia la
sua attività nella periferica...
dove si distingue per tenacia e preparazione in un'efficace inchiesta
sull'usura e sul riciclaggio.
Ma il salto di qualità nella carriera di questo valente registrato avviene a
Milano, dove fu promossa qualche anno prima.
La giudice Conti, per favore.
Cerchi il ristorante, è urgente.
Ma non ha lasciato detto niente per il commissario Breda?
A Milano avviene l'incontro che risulterà decisivo per la legge di
Conti.
Tutti ricordano le infeste che la Conti condusse in collaborazione con un eroe
dell'antimafia, il commissario Cattani.
La squadra che si strinse intorno alla giudice Conti e al commissario Cattani
fu uno dei migliori fuldi investigatori che il nostro paese abbia mai avuto.
Cattani e la giudice Conti, diventati in seguito compagni nella vita, oltre che
nel lavoro, ottennero risultati ineguagliabili nella lotta al crimine
mafioso.
E proprio questi risultati portarono alla vendetta della mafia. Il
commissario Cattani fu assassinato in un acquato... Il procuratore Caporione.
Allora, è sicuro?
Non conferma la dichiarazione di sua moglie?
Ma certo che conferma, gli dia un attimo.
È preso un impegno con me.
Con Giulia.
Non ti puoi tirare indietro adesso.
Ora basta, signor procuratore.
Il test è una persona adulta e ha già chiarito la sua volontà.
Ma come fate a non vederlo? È terrorizzato da quel bastardo.
Come serio?
Un'altra parola e la faccio uscire.
Allora, conferma la dichiarazione resa da sua moglie o no?
Allora? Cazzo c'ho io in c***o!
Ma che succede qui?
Se Altofonte fermava, Anuzzo era fregato.
E te lo sei chiesto perché Altofonte ha ritrattato? Perché ha avuto paura. È
crollato davanti a Anuzzo.
E che ti aspettavi? Se non fosse crollato oggi l'avrebbe fatto in
tribunale. E che cosa dovevo fare?
Aspettare!
L'esempio della moglie lo avrebbe convinto piano piano.
Invece ora Altofonte non parlerà più. E va bene, ho sbagliato. È colpa mia.
Ma tu dov'eri? A festeggiare la promozione?
Si può sapere che stai dicendo?
Che io non sono Cattani e non lo sarò mai.
Mi dispiace, trovate un altro. Esci di qui!
Ne parliamo quando ti sarai calmato.
Se non c'è nessuna promozione comunque io resto qui.
Gli ho detto che deve farsi annunciare, lei è un pazzo!
Non sono riuscita a fermarmi. Lasci stare, signorina. Non tollero scenate. E
ho pure poco tempo. Lei mi manda in protesto tutte le mie cambiali proprio
la sera prima che devo testimoniare contro Marciano.
Lo sa che succede se porto questa roba alla giudice?
Niente.
Io ho tutti i diritti di recuperare i miei crediti. Lei è d'accordo con Nuzzo
Marciano. Lui ci taglieggia, lei ci strangola coi debiti e poi per due lire
si compra tutti i negozi che hanno fallito. Ma perché si scalda tanto?
Se lei si metteva contro Nuzzo, la sua azienda rischiava di finire in fumo e io
avrei perso i miei crediti.
Ma lei ha ritrattato, mi pare.
Ragioniere, interrompa il procedimento di sequestro nei confronti di Altofonte.
Ha visto?
Non sono così cattiva.
Io spero solo una cosa.
Che qualcuno prima o poi trovi il coraggio di mandarla in galera.
Il coraggio è una bella cosa, ma molto rara, caro Altofonte.
Tieni questo tra le tue mani.
Durante il viaggio ti scalda.
Qui da noi si dice che finché il carbone brucia c'è qualcuno che ti aspetta.
Quando il fuoco finisce c'è qualcuno che pensa di te.
Qualcuno ha tolto queste dischette e le ha riempite. Il direttore mi ha
detto che solo tu avevi le chiavi.
Non le ho fatte io.
Non so niente.
E ora mi dirai dove è andato il tuo amico Saverio Bronto.
E se non mi dirai, ti smetterò.
Andiamo. Noi dobbiamo andare via.
Davai, Chiara, davai, non ha tempo, mostra, fuori.
Salta, non paura, salta.
Non ce la faccio.
Davai, salta.
Ora siamo fratelli, Saverio. Fratelli.
Maledetta, queste mie gambe malate.
Non me le seccono più.
Riportatemi a letto, tanto è inutile.
E quella, quella giudice, mi vorrebbe fare finire in prigione.
Lei non lo sa che io ci sto già chiuso dentro una galera.
Che è questo mio vecchio corpo malato.
Ora vai, Sarcone.
Lasciami parlare un poco con Nuzzo.
Sei contento allora?
La Contessa ti ha levato di torno quell'alto fonte.
Se l'ha fatto vuol dire che anche lei ci aveva il suo interesse.
Io non ti chiedo di dirle grazie.
Certi amici mi hanno fatto sapere una cosa che mi ha avvelenato il sangue e
questo non me lo posso permettere.
Mi hanno detto che appena tornato in Sicilia...
Qualcuno che tu conosci bene, qualcuno che ti sei già lasciato sfuggire di mano
una volta.
Saverio Bronta.
Ma forse è meglio che è tornato qua.
Lui oramai è l'ultimo che rimane, a parte te.
Che però sei figlioccio mio.
Me la devi lavare questa spena dal fianco.
Però non te sbagliare stavolta.
Oppure penserò che tieni più a lui che a me.
Che ci fate con quel temperino?
Era mio una volta.
Tanto tempo fa.
L'avevo perduto.
Però... Oggi qualcuno me l'ha mandato.
Demmi una cosa, Rocco. Tu ce l'hai un amico?
Voglio dire, se c'hai un amico vero, non un compare.
Si chiama Ranuccio, ma sta lontano in Argentina.
Torna a casa ogni anno a Natale.
E che cosa fate quando vi incontrate?
Ma davvero vi interessa?
La sera di Natale ci uniamo le famiglie.
E si fa una gran mangiata.
Le donne chiacchierano dei figli, scambiamo i regali.
E poi parliamo di quello che fa lui in America.
Partì dieci anni fa e ora tiene un banco di frutta e verdura.
Poveraccio era e poveraccio è rimasto.
Ma io gli voglio bene perché ci conosciamo da bambini.
Fermate qua.
C'è una cosa che devo fare prima.
Avete bisogno di me?
No.
La devo fare da solo.
Era molto meglio per tutti quanti che tu rimanevi dove stavi.
Questo non servirà a salvarti.
Se hai deciso di farlo, fallo subito, come hai fatto con Rosario e gli altri.
Era un ordine dall'alto.
Eravamo come fratelli.
Ci fidavamo l'uno dall'altro.
Ora siamo fratelli, Saverio. Fratelli.
Gli altri non li ho potuti salvare.
Ma per far scappare a te mi sono quasi fatto ammazzare.
Stavolta non posso fare più niente.
Perché sei tornato?
Perché la mia vita laggiù non era vita.
Sei anni ci ho passato.
E avevo un'idea sola in testa.
Tornare.
E pensavo continuamente a quello che era successo, giorno e notte, notte e
giorno.
Te lo ricordi come ci dicesti?
È l'occasione della nostra vita.
E lo è stata.
Gli altri sono morti, io ho perso tutto e tu?
Tu che ci hai guadagnato?
Io ci ho guadagnato questa città.
Aragonese l'ha data a me.
Ne sei proprio sicuro?
Pensaci bene, chi è che comanda qua?
Pensi che ci stanno solo quei quattro negozi che ti hanno dato?
Tu sei solo un servo.
A cui non si fa toccare l'argenteria di casa.
Ti danno gli avanzi, ma devi stare zitto.
L'hanno usato anche a te come a noi.
Non vuoi sentire quello che sono venuto a dirti?
In Russia ho visto arrivare una nave carica di miliardi.
Veniva da qua.
Dalla tua città.
Fuori! Tutti fuori, forza! Apri un container!
Non voglio nessuno qui!
Uscite!
Se mi imbrogli la nostra amicizia non vale niente.
Io t'ammazzo.
Ti devi fidare di me.
qua dietro
vieni
Mi avevano detto che c'era droga qua dentro. Mi hanno fatto credere che era
un affare di contrabbando. E per questo mi hanno impedito di vendicare a mio
figlio.
Stanno scappando con i soldi della famiglia.
Non sono mica solo soldi di mafia questi.
Questo è un tesoro vero.
Migliaia di miliardi.
Ed è solo uno dei carichi che faranno.
I soldi sporchi di tutto il paese stanno qua dentro.
Aragonese e la Camastra sono solo i custodi di questo tesoro, ma dietro di
loro c'è qualcun altro, gente importante, che ora ha paura.
Lo sai che li aspetta questi soldi in Russia?
E tu che cosa pensi di fare?
Io voglio rinnovare il nostro patto.
Ricchi. Hai sbagliato a non accettare quell'incarico, giudici.
La lettera di promozione te l'abbiamo mandata noi. È sotto la porta.
Che succede?
Mi hanno mandato questa.
Sei anni fa.
Capisci?
Ma come funziona?
Ci vuole un colpo secco.
No, non così.
Aspetta.
Prova a tenerla con due mani, così non ti sfugge.
Vai.
Ancora.
Ancora.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.