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Original subtitles

L'ex poliziotto Davide Licata, dopo essere rientrato in Italia e aver

infiltrato la famiglia del barone Linori, presidente del consorzio Sicil

Tecno Plus, entra nel mirino della giudice Silvia Conti, che prima lo

arresta e poi, davanti alla rivelazione della sua vera identità, gli chiede di

continuare per lei il lavoro di infiltrazione iniziato col capitano

della squadra antinarcotici Simon Barth.

Davide, che ha assistito alla morte del barone Linori e ne ha raccolto le ultime

parole, A Garmisch. Andrea deve andare a Garmisch.

Porta Silvia sulla pista di Tano Cariddi, che una volta evaso dal

manicomio giudiziario nel quale era rinchiuso, ha accettato di lavorare per

la famiglia Linori, ora guidata dal giovane Andrea, da poco rientrato dagli

Stati Uniti, assieme alla moglie Gloria e al figlio Ninni.

Silvia non sa che Tano è stato contattato da Antonio Espinosa.

che attualmente intesse i suoi intrighi criminosi con Annibale Corvo, uomo della

cupola, e con Riccardo Respighi, un ex politico che sta tentando di tornare

spregiudicatamente alla ribalta.

E né Silvia né Davide sanno che Espinosa e Tano lavorano sotterraneamente per

condurre il giovane Andrea alla rovina, facendolo entrare attraverso il

consorzio Sicil Tecnoplus di cui è diventato presidente in un giro

criminale affaristico dal quale, appena non sarà più utile, provvederanno a

spazzarlo via.

Per far questo Tano ha bisogno di bruciare Corvo, il manager della cupola,

che infatti con un'abile manovra fa arrestare.

Intanto Silvia viene allontanata temporaneamente dall'inchiesta e Davide,

impotente, assiste alla tragica morte di Nini, il figlio di Andrea e di Gloria,

che viene ucciso nel corso di un terribile agguato, ordito da Corvo, da

poco tornato in libertà.

In altre parole, lei è convinta che questi terribili lutti che si sono

abbattuti sulla famiglia Linori, l'ultimo dei quali non più di tre ore

fa,

Già erogati in base alla legge Respighi.

Sì, è quello che penso.

Gli orrori di questi ultimi tempi non si spiegano altrimenti.

Perfino la mafia, prima di uccidere un bambino... Sembra che volessero

solamente rapirlo.

Senta, io sono molto stanca e nauseata per quanto sta accadendo.

Il procuratore capo mi ha invitato a non occuparmi per il momento dell'inchiesta.

Lei è il presidente di una commissione parlamentare che indaga sui rapporti fra

crimine organizzato e politica.

Lei ha bisogno di prove, ma io non ne ho.

Se non ha prove non importa, non fa niente.

Io vorrei solo che lei ci dicesse tutto quello che pensa.

Quanto ci dirà sarà semplicemente l'espressione di ciò che lei, con la sua

esperienza, avrà voluto suggerire a questa commissione.

Io penso che anni fa Giovanni Linori...

sia stato un uomo molto legato alla mafia.

Penso però che per qualche motivo che non conosco, stavolta non fosse d

'accordo con loro sulla manovra dei 20.000 miliardi.

Lei mi sta dicendo delle cose molto gravi.

Giovanni Linori sarebbe stato in rapporto con Cosa Nostra.

Faccio solo delle supposizioni.

Ma mi scusi, non capisco.

Come può pensare la mafia di mettere le mani anche solo sui primi 20.000

miliardi?

Chiunque controllerà quel denaro dovrà poi realizzare le opere programmate

dallo Stato e non potrà quindi usarlo per altri scopi.

È quello che stavo cercando di scoprire.

Come fa lei a sapere queste cose e nello stesso tempo a sostenere che non ha

alcuna prova?

Come ha acquisito le sue convinzioni?

Non posso dirglielo.

Lei... Ha forse un informatore all'interno di... No, la prego,

Presidente. Non ho intenzione di rispondere a questa domanda.

Dentro quel freddo.

Dentro quel buio.

Come farai senza la tua mamma?

Sei così pic...

Un momento.

Vieni, Gloria.

Vieni via.

Vieni qui.

Ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.

Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.

dona a noi la pace.

Cammina.

Tira su le braccia.

Tirale su.

Voltati.

Foggia le mani al muro.

Schifo da terra.

Tradettore!

Carta te manda a dire che hai finito di fare... Stavamo in polizia!

Tutto bene?

Sì, sì, tutto bene.

Per questo invece non c'è più niente da fare.

Per fortuna siamo arrivati in tempo.

Perché ci avevi chiamati?

È sicuramente un messaggio in codice.

Faccio dei tentativi.

Forse questa è la chiave per decodificare.

Sì, ci siamo, è questa.

From Sicil Techno Plus Italia to Waxman Bank Gesselstrasse 451 Lussemburgo.

Operazione trasferimento 5.000 miliardi iniziata.

La cifra verrà versata sul conto 7453 221.

5.000 miliardi. Ci deve essere un errore.

No, no, forse no. Continua.

No, è proprio 5.000 miliardi.

Cioè Andrea Linori avrebbe spostato all'estero 5.000 miliardi?

Non sono suo e non della famiglia Linori, è denaro dello Stato. È il primo

stanziamento della legge Respighi.

È vero.

Sì, ma perché li stanno spostando in Lussemburgo?

Che cos'è questa Waxman Bank?

Non saprei, non capisco.

Io andrei a dare un'occhiata in Lussemburgo.

E come facciamo senza mandato, senza... Ho parlato solo di dare un'occhiata,

nient'altro.

Secondo me quella banca è di proprietà dei Lenori.

Sì, può anche darsi.

E c'è qualcuno che lo può confermare.

Chi?

Il Puparo.

Il Puparo?

Il vecchio capo della cupola?

Ma sta negli Stati Uniti.

Gli americani l'hanno rilasciato.

E tu sai dov'è?

In Germania, in un posto segreto.

Io devo parlare con quell'uomo. Non credo che lui potrà raccontarti...

Invece io credo di sì.

Io credo che nel 1970 nessuno poteva eliminare un'intera squadra di polizia

senza averlo prima sentito.

Loro due vanno in Lussemburgo, io e te andiamo in Germania.

Voi che ne dite?

Per me va bene.

Anche per me.

Quando si parte.

Non vi pare che dovrei essere io a decidere?

Hanno appena compiuto la loro buona azione quotidiana e io non li ho neanche

ringraziati. Non trattarli male.

Ma non è possibile.

Quell'uomo ha rischiato la vita per salvarci.

L'ho visto con questi occhi.

Lavora per la giudice Silvia Conti.

Io non so se è un poliziotto o che altro è.

Però so che pochi minuti fa è partito, insieme alla giudice per la Germania.

E io gli ho messo di erradonato e altri due uomini.

Nini gli aveva regalato il suo sasso col sole.

Quando avremo capito cosa andate a cercare in Germania, che dobbiamo fare?

Uccidetelo.

La moglie di Andrea Linori, Gloria, non c'entra.

È l'unica persona innocente in tutta questa storia. Quando saremo arrivati

alla fine vorrei che tu la lasciassi fuori.

Ma come puoi essere sicuro che... Lo so.

Come so che tu non cerchi soltanto dei criminali, degli assassini.

Lo sento.

E che cosa cerco?

Ma quello che cerchiamo tutti.

Poter dormire una notte in pace senza incubi, senza fantasmi, senza ricordi.

Non tutti i ricordi fanno male.

Quelli che vengono in mente a te o a me, sì.

Perché a te e a me?

Perché ci costringono a vivere più il passato che il presente.

Qualche giorno fa è venuto tuo figlio in procura.

Lui non è soltanto il passato, c'è, esiste.

E dovrei affrontarlo prima o poi.

Di lui mi sono perso troppe cose.

I primi passi, le prime parole, tutto.

Anni fa, una di quelle notti in cui non riuscivo a prendere sonno, ho pensato

che magari...

Proprio in quel momento lui si stava staccando dalla mano di Marta per

entrare per la prima volta in una scuola.

Ho cercato di immaginarlo mentre si azzuffava con un compagno, mentre girava

sull'aeroplano della giostra.

L'unica cosa che mi ha dato forza in questi anni è stato pensare che tutta la

vita che aveva

La scuola, i compagni, i giubbotti colorati, i libri, la musica, lo sport.

Il primo bacio.

Tutto questo gli era concesso dal fatto che io ero lontano.

Se fossi rimasto prima o poi l'avrebbero ammazzato.

Questo è l'indirizzo che mi hai dato.

Andiamo.

Ciao Lorella, ti ricordi di me?

Devo parlare con tuo padre.

Non c'è mio padre, non è qui oggi.

No, non aver paura, si tratta di una visita personale.

Non ti credo, tu vuoi arrestarlo?

Lasciala entrare, Lore.

Lui chi è?

Un collega.

Mi avevate promesso che mi avreste lasciato in pace.

Ma che volete ancora di me? Ho parlato con i giudici di Mezzomondo.

Mi ho fatto avere le prime pagine sui giornali, le promozioni, gli aumenti del

stipendio. Ancora non vi basta?

Quello che vi dovevo dire ve l'ho detto.

Non tutto.

Ma certo, non tutto.

E voi a me?

Avete forse restituito tutto, tutto quello che mi avete tolto per sempre?

Non sono venuta qui per discutere, ma per sapere.

Sapere che cosa?

Che cos'era esattamente all'inizio degli anni settanta la Sicil Tecno Plus di

Giovanni Linore?

Noi la chiamavamo Opignattuni, che sarebbe poi una pentola ma grande

assai e piena di miliardi.

Una cosa miracolosa, che più scarti ci buttavi dentro e più debigliava

sapore e più uno ne mangiava.

Più c'era da mangiare.

E qual era il segreto?

E quale vuole che fosse il segreto?

Era la troca.

Giovanni Lenori fu il primo a farla entrare in grande in Italia.

E i miliardi finivano sulla Waxman Bank in Lussemburgo, è così?

È così.

Ma a voi la cupola non c'entrava niente con il traffico di droghe iniziato da

Lenori?

Niente.

C'era stato l'accordo.

Quale accordo? Per due anni prendeva tutto Lenori.

Lui aveva trovato il modo di finanziare i primi carichi.

Dopo quel periodo iniziale tutto sarebbe passato a noi.

E così fu.

Il grande affare dell'eroina.

Quello che avrebbe fatto la rivoluzione.

come dicono gli esperti dell'economia mondiale, è nato così.

Vieni fuori, bastardo!

Non mi accidere, ti prego, non mi accidere! Chi ti manda? Non lo so, a me

mi dissero di venire dietro a voi e basta!

Che c'era dietro la costruzione del porto di Alcantara?

Io non so niente del porto di Alcantara. Non è vero.

Il porto fu costruito proprio in quegli anni e il capo della mobile, Giorgi, fu

ucciso perché aveva scoperto qualcosa che riguardava Alcantara. Non voglio

parlare di questo.

Era nei nostri patti.

Fermi! Così, buoni!

Ossia qua.

Don Retto, lasciala stare.

Lasciala andare via. Lei non c'entra niente con noi.

E dove sta l'americano?

Papà! Papà!

Sta fermo!

T'ammazzo!

No!

No, Davide, lascialo! Lascialo!

Via! Bisogna andarsene! Prendete la vostra roba! Via! Presto!

Dove andiamo?

A Garmisch.

Perché a Garmisch?

Papà! Tu lo sai cosa c'è a Garmisch? Io non so perché lo sai.

E quando saremo lì me lo dirai se non ti sparo in testa.

Davide, io non ti permetto di far... Io non sono un giudice. Io non sono un

poliziotto. Io non sono niente.

Lo vuoi capire?

Io non sto alle regole, non conosco accordi, non rispetto patti.

Sono vent'anni che aspetto e non sarai tu a fermarmi.

Chiaro? Né tu né nessun altro.

Devi prendere qualcosa.

Devi muoverti da qui.

Ti va di fare una passeggiata nel bosco?

Prima di morire il vecchio Linori ha detto che suo figlio doveva venire qui,

a Garmisch.

Probabilmente perché proprio qui c'è qualcosa di cui Andrea poteva servirsi

per difendersi dai suoi nemici.

Ma io non ho trovato niente, proprio niente.

Non un documento, non un foglio, niente.

Aiutami.

Quanti anni hai tu?

18.

Io ho un figlio più o meno della tua età che mi odia.

Che pensa che sono un poco di buono. Sai perché?

Perché tanti anni fa avevo dato fastidio agli amici di tuo padre. Non erano amici

miei. Io la droga non la volevo.

E Giovanni Lenori era indipendente, come diceva sempre lui.

Però tu lo sai cosa c'è di tanto importante in questa casa, vero?

Vero?

Tu eri il capo, tu sapevi tutto.

È

così?

Papà, ma che ti serve aver raccontato tutto quello che hai raccontato ai

giudici se poi dentro di te sei le cose più brutte, più spaventose?

Una mezza verità. Che verità è? È quella che ci permette di essere qui.

Vivi.

Non lo capisci che ci sono cose, persone, che non si possono toccare?

No, non lo capisco.

Io capisco solo che tu stai continuando a mentire.

Me ne vado, papà.

Ma dove vai?

Hai solo un modo per convincermi a restare.

Di quello che sai.

Cos'è che accadde vent'anni fa?

Avanti. Qual è il segreto nascosto in questa casa?

Io mi ricordo...

che quando Giovanni Eleonori tornò dal suo viaggio in Asia era talmente sicuro,

si sentiva talmente forte.

Quale viaggio in Asia?

Un viaggio che aveva fatto durante l'inverno di quell'anno. Era stato lì

che aveva preso contatto con i paesi fornitori di morfina base.

E quando ci propose di finanziare lui il traffico per poi passarla a noi,

lui era certo...

Che nessuno gli avrebbe messo i bastoni tra le ruote Diceva di avere le spalle

coperte

Secondo

me

Lenori era tornato dall'Asia con qualcosa che gli permetteva di ricattare

qualcuno.

Qualcosa che aveva preso laggiù e che deve aver nascosto qui, nel

posto dove nessuno avrebbe mai pensato di venirla a cercare.

Però deve essere una cosa.

Che non ha potuto tirare fuori nemmeno quando gli hanno ammazzato il figlio.

Altrimenti l'avrebbe fatto.

E invece ne ha parlato solo quando ha capito che stava per morire.

Tu che cosa cercheresti in questa casa?

Io cercherei una cosa portata da uno di quei paesi.

Una cosa come quella.

Grazie a tutti.

Grazie.

Sono sicuro che questo Licata lavora qui e ci voglio parlare.

Ma perché?

Beh, questi sono affari miei, se non ti dispiace.

E tu chi saresti?

Sono il figlio, va bene?

Mi vuoi rispondere, c'è o non c'è?

Aspetta qui.

Hai fatto mettere sotto controllo la casa della giudice, quell'albergo e l

'appartamento di quei due poliziotti?

Ho fatto tutto quello che dovevo fare.

Sì.

Vedi che Licata l'abbiamo licenziato.

E mettigli qualcuno dietro.

Forse...

Abbiamo trovato l'amo.

Non si riesce a vedere niente, solo ombre.

È tutto rovinato. Deve essere stata l'umidità.

Pensi che forse, passandola alla scientifica... Dobbiamo rientrare in

Italia.

Trevi e Quadri ci stanno aspettando in Lussemburgo. Qui vicino c'è un piccolo

campo d'aviazione. Per portar via anche la ragazza e il suo padre ci conviene

affittare un elicottero. Io non vengo.

Lei non può restare qui.

Verrò con voi fino all'elicottero.

Voi farete salire Lorella per prima e poi cederete che suo padre

ha deciso di rimanere solo.

È l'ultimo favore che le chiedo.

La porti via.

La porti lontano da me.

Faremo così.

Lo so.

Da bambino volevo fare il muratore, tirare su dei bei muri dritti come

questi, col filo che cade a piombo,

senza aver fatto nemmeno un calcolo, e magari

senza sapere né leggere né scrivere.

Ma io ero il figlio di Don Raffaele.

che non faceva niente, eppure era rispettato da tutti.

Uno che quando qualcuno gli chiedeva, Don Raffaele, ma

come ve tratta voi la vita?

Iddo rispondia, dare.

E dare doveva trattare anche a me.

L'aveva deciso lui.

E da regina io volevo che la vita trattasse Lorella.

E invece...

Dalle parti mie

dicono che se un mali non ci puoi fare niente, sai a vivere accanto.

Se hai una malattia e non la puoi guarire, ti tocca viverci insieme.

La sua malattia sono io.

No, Loretta, no. Papà, ti prego, non puoi farlo.

Calma. Papà.

No. L'ha deciso lui, ha detto che vuole rimanere solo. Non mi lasciare, ti

prego. No.

No.

Non possiamo fare niente. Ti prego, non farlo, non lasciarli.

Papà!

No!

No!

L'ha voluto lui.

L'ha fatto per il tuo bene.

Per non farti vivere nel pericolo, l'ha fatto per te.

Papà!

Mi sono venute in mente tante cose.

Per esempio, quando da piccolo ti chiedevo perché non ti eri sposata.

Quando cercavo tra le foto per vedere se ce n'era una di lui.

Invece niente. Non trovavo proprio niente.

O quella volta in cui mi hai scoperto che frugavo nei tuoi cassetti, nella

speranza di trovare una lettera o un diario.

Niente.

L'unica cosa che sapevo era quella favola che mi avevi raccontato tu.

Che un giorno se n'era andato così, senza spiegazioni.

Forse perché sarà innamorato di un altro, lasciando un fesso senza cognome

e una vecchia lambretta scassata.

Credimi, non poteva fare altrimenti. Non lo difendere, mamma, non ce n'è bisogno.

Io ho capito tutto.

Cosa hai capito?

Che lui era un disgraziato, senza arte né parte, uno che sta nella malavita.

Guarda, l'ho capito.

Quando è entrato nella stanza d'albergo con la pistola in mano, si vedeva che è

un abituato.

Uno che con la pistola ci dorme sotto il cuscino, io sono sicuro che è così.

Quello è uno che ha ammazzato della gente.

Gli si vede in faccia.

Tu l'hai incontrato, vero?

Tu gli vuoi ancora bene a lui?

Rispondimi, è per questo che te ne stai zitta, vero?

Stefano, mi fa male vederti soffrire così.

Io non soffro per niente.

Se a quel loro incontro gli sputo in faccia, giuro, lo prendo a calci.

Venite. Ma chi sei?

Vi dobbiamo parlare. Che vuoi da me?

No!

Stefano! No!

No!

Lasciateci! Cosa volete?

No!

Andiamo. Ecco, quella è la Waxman Bank.

È una cosa incredibile.

La banca è tutta qui, solo tre stanze.

Nella prima ci lavora quell'impiegato, che sta lì tutto il giorno senza far

niente.

E nella seconda c'è il direttore.

Ecco poi, in quella terza stanza, vedete?

C'è il centro elaborazione date.

Ed è lì che dobbiamo arrivare.

Vedete là, sulla destra, la cassaforte?

Là dentro ci stanno i dischetti con le memorie di tutte le operazioni

effettuate.

Qui dentro ci sono registrati i bip della combinazione. Li abbiamo

decodificati. Questa è la sequenza numerica. 8, 32, 9, 58, 43, 11.

Il problema adesso è come arrivare alla cassaforte.

Dobbiamo aver sbagliato qualcosa.

Non è possibile che una banca come questa riceva migliaia di miliardi.

Non avete visto niente di strano in questi giorni?

La cosa strana è che non ci va mai nessuno.

L'unico cliente entrato da quella porta in quattro giorni sono stato io.

E com'è andata?

Malissimo.

Accettano solo correntisti da cento milioni in su.

Siete riusciti a raccogliere qualche notizia sulla proprietà?

Sì.

Ecco, la banca appartiene a una società per azioni. È stata fondata nel 1970,

però mai niente di irregolare. Mai un'inchiesta, mai uno scandalo. Dobbiamo

cercare di entrare là dentro in qualche modo, non so, magari di notte, magari...

Io sono un giudice, non svaliggio banche.

E poi ora siamo tutti molto stanchi.

Anche tu non dormi da due notti.

Andiamo a dormire.

Stefano... Stai calma.

Chi siete? Che volete?

Lasciami!

Vogliamo sapere chi è Dave Licata.

Noi... Noi non sappiamo di chi stia parlando.

Non mi fate perdere tempo, non ne ho.

Io so che quell'uomo è una spia.

Ma non so niente altro.

Dimmelo tu.

Io lo conoscevo, ma era... Era tanto tempo fa, oramai sono vent'anni che

non...

Vai a parlare.

Stronza.

Vai a dire quello che sai.

Lasciala, ferme.

Casinosta, bella faccia.

Lasciala. Pari tu ca pezzi.

Lasciala, figlio di puttana.

E va bene, la lasciamo.

Parla tu allora.

Non so niente. Non so di che state parlando. Io non lo so.

Ti odio, bastardo, non la toccare!

Maiale!

Porco!

Sei un porco schifoso, mi fai schifo! Lasciala, ti ammazzo, no!

Lasciala!

Porco, no!

Tuccio, basta.

Lasciala stare.

Tu non sai niente davvero, altrimenti avresti già parlato.

Tu vuoi fare la santa, eh?

Vuoi fare Giovanna d'Arco?

E va bene, sta a guardare allora.

Se lo taglio appena, e il cuore fa il lavoro suo,

gli ci vorrà un giorno per morire dissanguato.

Ma se taglio anche qui, bastano 12 ore.

E qui, se ne va in pochi minuti, dimmelo tu quello che preferisci. No, no, no,

lascialo, lascialo, ti dico tutto, tutto quello che so.

Delicata.

Non è quello il suo nome.

Lui si chiama Davide Pardi.

Tanti anni fa faceva parte della squadra... del capo della mobile,

Giorgi. Li ammazzarono tutti, solo lui riuscì a fuggire.

Uno della squadra di Giorgi.

Sta' attenta. Sta' attenta a quello che dici!

Era quello che se ne scappò a Zurigo e poi sparì? Sì!

Sì, era lui, quello che non siete riusciti ad ammazzare! Perché ti dovrei

credere? Perché?

Tu a mia non mi picchi il po' culo! Arrusa!

Qui, nella tasca della giacca, c'è l'ultima lettera che Davide mi ha

scritto, tanti anni fa.

Volevo che Stefano la leggesse, che sapesse di suo padre.

Davide!

Vieni, devo parlarti.

Entra, per favore.

Che c'è?

Senti, se vuoi entrare in quella banca io posso aiutarti.

Come?

Prima di andarsene mio padre mi ha lasciato questo.

È un conto corrente su una banca svizzera intestato a mio nome.

Ci sono 800 milioni.

Io non li voglio quei soldi.

È denaro che mio padre ha messo da parte facendo del male alla gente.

Senti, se è vero quello che dice Quadri, che la banca non accetta versamenti

inferiori a 100 milioni, andiamo lì e versiamo questi.

Sono strani i figli, fanno sempre il contrario di quello che uno si aspetta.

Va bene, se faremo così.

Ma tu non dire niente agli altri, mi raccomando. D'accordo.

Marta, amore mio, sono qui a Tolone da solo in una piccola pensione sul fiume e

ti penso.

Non so dove ho sbagliato, non so perché gli altri sono morti, non so perché

continuano a cercarmi.

So solo che un giorno o l'altro mi troveranno.

Tu però devi promettermi, devi giurarmi, che a Stefano non dirai mai niente di

quanto è accaduto.

Tienilo lontano da questo orrore, non farlo crescere nella paura.

Raccontagli invece anche da parte mia che il mondo, malgrado tutto,

È bello.

Ricordi quando giorni fa con la sua piccola mano mi ha strappato via la

catenina?

Ho qui con me la medaglietta.

Di voi non mi resta che questo.

Vi voglio bene.

Davide.

E tu ti sei tenuta tutto dentro per tutti questi anni?

Gliel'avevo promesso.

Ma come hai fatto?

Come hai potuto avere così tanta forza?

La forza... La forza ti viene quando ti serve.

E a me serviva per difendere te.

Tu gli vuoi ancora bene?

Come si fa a non volere bene a uno come tuo padre?

Cioè no, dico se... se ora non fossimo qua.

torneresti con lui?

Sono passati troppi anni.

Eravamo quasi dei ragazzi allora.

E poi siamo diventati grandi stando lontani e... Io me ne sono fatta una

ragione, pensavo che fosse morto.

E poi un giorno mi sono accorta che ero innamorata di un altro.

Succede.

Tu forse non puoi capire, ma...

Lo capisco mamma, io capisco tutto.

Adesso capisco tutto.

Tano dice che devi chiudere l'operazione.

Dice che devi spedire all'estero l'ultima parte del danaro.

Non ti preoccupare.

Questo lo decido io.

Dì a Tano che voglio Corvo.

Diggli che firmerò tutto quello che vuole.

Ma prima voglio Corvo.

E lo voglio morto.

Ehi!

Ehi!

Senti, dammi il cambio, io sono morto.

Davide e Lorella, dove sono?

Ho bussato alle stanze ma non rispondo. Non so, qui non si sono visti. Porca

miseria! Stanno là, sono andate alla banca!

Fammi vedere.

Fammi vedere, dai.

Sì, è vero.

Volo AZ142 in partenza per Milano. Ma ciao, tutto bene?

Dottor Respighi, buongiorno. Per lei, urgente.

Papà, non dirmi che... Scusami, cara, un impegno improvviso. Ma io volevo farti

vedere il mio vestito da sposa.

Tra poco sarò qui di nuovo.

Vai presto.

Che stanno facendo? Sono impazziti.

Sta cercando di prendere i dischetti. Ma come cavolo hanno fatto a farsi ricevere

dal direttore?

Non ce la faccio a guardare. Ditemi voi che succede.

Svelto. Su, svelto.

Dai.

Dai, forza, trovalo.

Dai, Davide, trova Siciltecon Plus.

Sicil Tecno Plus, forza!

E dai!

Li ha trovati! Li ha presi!

Squadri, dammi una mano.

Te l'ho detto che prima o poi ci serviva.

E tu non la volevi portare, eh? Mi prendevi in giro, facevi lo spiritoso.

Si può sapere di che parlate?

Di questo.

Che sta succedendo?

Perché mi hai fatto venire qui? Io non sono abituato a cambiare i miei

programmi.

C'è qui una persona che vorrebbe parlarti.

Buongiorno.

Ben arrivato.

Non dovevi farmi questo.

Non dovevi assolutamente permetterti.

Stia tranquillo, non le ruberò che pochi secondi. Lei è un criminale, un

assassino, è evaso da un manicomio giudiziario.

È vero, per lo Stato io sono un pazzo criminale. Ma lei?

Lei che dice di difendere la sua legge per il bene del paese?

Lei che si considera un uomo destinato a una missione storica?

Lei che accetta ricatti e assassini e chi pensa di essere?

Lei è molto più pazzo di me.

Tieni, mandalo giù.

Ditemi quello che dovete dirmi e facciamola finita. Mia figlia mi sta

aspettando. È proprio per questo che sono qui.

Per evitare che domani sua figlia corra un grave pericolo.

Domani?

Al matrimonio?

Domattina, quando arriverà a Corvo, tra la folla ci saranno alcuni uomini di

Andrea Linori. E lo uccideranno.

Le sono grato dell'informazione.

Ma aveva già deciso di non venire. Al contrario.

Lei dovrà rassicurarlo e farlo partecipare.

Che cosa?

Ma lei è... Mi stia a sentire.

Io e il dottore Spinosa abbiamo fatto quello che potevamo per riattivare l

'antico meccanismo ideato da Giovanni Linori tanti anni fa. Siamo a buon

punto.

Andrea Linori ha già versato sulla banca estera una buona parte della cifra

affidata dallo Stato alla Siciltecno Plus.

Ma per concludere vuole la testa di Corvo.

E noi dovremo dargliela, altrimenti bisognerà rinunciare.

E in quel caso avremo tutti molto da temere per la nostra vita. Alla mafia

non piace vedere sfumare un affare già concluso. Ma la cupola non permetterà

mai una cosa del genere.

Corvo è sempre stato un loro uomo.

Corvo è arrivato al punto di far uccidere un bambino. È inaffidabile,

incontrollabile. Non serve più a nessuno.

Lui è un mio amico.

È il padre dell'uomo che domani sposerà mia figlia.

Come potete chiedermi?

La morte di Corvo è un prezzo che dobbiamo assolutamente pagare per ora.

In seguito ci libereremo anche di Andrea Linori.

E chi gestirà i fondi che verranno ancora assegnati dallo Stato?

Tu in persona.

Io?

Non da solo, naturalmente.

Diciamo con la nostra consulenza.

Una volta finito il rumore sul caso Sicil Tecno Plus, verrà creato un nuovo

consorzio di imprese.

Anni fa ti sei allontanato dalla politica giusto in tempo per evitare di

essere coinvolto in un grande scandalo.

Così adesso sei un uomo rispettato, stimato, hai una forte immagine

pubblica. Ti basterà offrire la tua disponibilità, non troverai opposizioni.

E comunque, in caso di necessità, siamo pronti a ricorrere a interventi

straordinari.

E dai, svegliati.

Che c'è che non va?

Ah, sei tu.

È un gran casino.

Questo coso è bravo, però ha un cervello piccolo piccolo e gli ci vuole un po' di

tempo.

Io ero... ero venuta per restituirlo a quadri.

È di là che dorme. Non so come fa, però dorme. Beato lui.

Ho inciso qualcosa qua sopra.

Un po' di pensieri.

Su di te.

Su Quadri. E anche su Silvia.

E Davide.

Per dirvi quello che sento.

Che vi stimo.

Che vi voglio bene.

Vuoi? No.

No, grazie.

Me ne vado a dormire.

Tu fai delle cose che io non... Non ti importa della vita. È come se fossi

pronto a gettarla via a ogni passo.

Forse è così.

E si può sapere perché? Perché lo fai?

Ma non lo so.

Forse perché... Quando hanno ucciso Giorgio e gli altri della squadra mi è

sembrata un'ingiustizia che il destino avesse deciso di risparmiare proprio me.

Allora... Anni fa ce l'ho messa proprio tutto per farla finita.

Credo che cercassi...

Di farmi ammazzare anch'io in qualche modo.

I giornali scrivono che in certe strade di New York t'ammazzano per pochi

dollari.

Ma invece è strano, quelli... senza speranza, quelli che veramente hanno

toccato il fondo è come se ti fiutassero da lontano.

Lo sanno.

Lo sentono che... che sei più disperato di loro e ti lasciano in pace.

Ma adesso no.

Adesso non voglio morire.

Adesso voglio... voglio capire, voglio sapere.

Apri!

Davide, apri!

Ce l'ho fatta, ho decodificato il floppy più antico, quello del 1970.

Nel 1970 la Sicil Tecno Plus, che era stata appena fondata, versò sul conto

della Waxman Bank attraverso quattro operazioni successive da 30 miliardi in

una un totale di 120 miliardi.

Per gente come Linoria, girare i controlli sull'esportazione di capitali

all'estero è un gioco da ragazzi. Basta una rete di fornitori di fatture false e

la complicità di qualche funzionario corrotto.

Successivamente, e questa è la cosa più interessante, il denaro scompare. Ma

come scompare?

Scompare, in banca non c'è più. Ecco, vedete, all'inizio del 1971 i 120

miliardi non risultano.

Beh, saranno finiti in qualche altra banca. No, non c'è traccia di nessun

'altra operazione.

Non capisco.

Secondo me se li sono portati via in contanti.

Ma certo, quel codice, l'X900, significa contanti e viene ripetuto su tutti e

quattro i versamenti.

E regolarmente dopo 15 giorni il denaro scompare.

Vabbè, cerchiamo di capire. Nel 1970 Giovanni Linori crea la Sicil Tecno Plus

e riceve dallo Stato un grosso finanziamento per costruire il porto di

Alcantara. Ci sono intracci burocratici, i lavori si fermano per un anno e quel

denaro finisce alla Waxman Bank.

Da cui esce in contanti, ma per andare dove?

Che dice il computer?

Mi dà un nuovo codice, è il 900.

Ripetuto quattro volte.

Che significa?

Non lo so, adesso provo a chiamarlo.

Oddio. Su, parla.

I 120 miliardi che erano spariti rientrano, però moltiplicati per 5.

Guardate, i 120 miliardi sono diventati 600, 480 restano alla Waxman Bank e 120

rientrano in Italia alla Siciltecno Plus.

Quanto tempo è passato dall'inizio dell'operazione?

Un anno.

C'è una sola attività commerciale che moltiplica per 5 l'investimento in un

giro di tempo così breve.

La droga l'hanno fatto col denaro dello Stato, col denaro dei contribuenti.

Dopo 20 anni adesso faranno lo stesso.

I 20.000 miliardi già erogati serviranno a un enorme traffico di droga.

Ma allora questo significa che quella pellicola che abbiamo trovato a

Garmisch... Deve essere la documentazione dell'accordo, il momento

in cui Linori tratta con i mercanti di droga.

Dobbiamo tornare in Italia, va a chiamare Lorella.

Ma veramente l'ho vista poco fa dalla finestra andare via in taxi.

Anzi volevo chiedergli se... Che scemo.

Voi tutti avete fatto molto per me, ma ora non voglio più che dobbiate

preoccuparvi per la mia vita.

Chissà perché ho sempre avuto la sensazione di essere nata povera. E ora

sono povera di nuovo.

Troverò un lavoro da qualche parte, il più lontano possibile.

E vi penserò spesso, tutti quanti. Vi abbraccio, vi bacio.

Ah, per Trevi che è molto carino, un bacione speciale.

Dove vanno i viaggi?

Grazie.

Papà, ancora così? Ma è tardissimo.

Possibile che non hai ancora finito di vestirti?

Sei bellissima.

Marco è davvero un uomo fortunato.

Dai, non è il momento adesso di fare i complimenti.

Scusami, ma sto facendo di tutto per ritardare il momento in cui dovrei

separarti da me.

Sono un po' geloso, sai?

Su, aiutami a mettermi la cravatta.

Sì, è eccezionale.

Auguri.

Grazie dell'invito.

Queste telefonate di auguri non finiranno mai, sì?

Fiorella.

Che c'è, papà?

Sei impallidito? Ti senti male?

Purtroppo, cara.

Devi essere molto, molto forte.

È successo una disgrazia.

Sì, dottore. Signorina, ho bisogno di lei.

Dica pure.

C'è da spedire un telex.

Avverta la Waxman Bank che sta per arrivare l'ultimo versamento.

Non le nascondo che sono stato molto incerto se chiederle un colloquio,

specie in un momento tragico come questo.

Ma ho l'impressione che ci troviamo di fronte a qualcosa di enorme, di

spaventoso. Mi dica.

Spero di poterle aiutare.

Sebbene, lei lo sa, sono da qualche anno fuori della vita politica.

Lo so, lo so.

Ma la sua autorità personale, il suo passato e non da ultimo il fatto che la

legge che io intendo denunciare porti il suo nome.

Lei ha intenzione di denunciare la legge Respighi?

Sì.

Voglio chiedere al Parlamento l'immediata interruzione dei

finanziamenti e il congelamento dei fondi erogati.

Per lo meno finché tutte le ditte impegnate a partire dalla Sicil Tecno

Plus non verranno sottoposte a un accurato controllo.

Ma nessuna commissione parlamentare di inchiesta ha mai fatto una cosa del

genere.

Questa commissione lo farà.

È davvero così grave quello che lei finora ha accertato?

Giudichi lei stesso.

Mentre lo Stato erogava al consorzio guidato dalla Sicil Tecnoclusi i primi

20.000 miliardi, una violenza inaudita si abbatteva sulla famiglia Linori.

Perfino un bambino è stato ucciso solo perché portava quel nome.

Uno dei nostri più importanti manager, Annibale Corvo, che lei ben conosceva.

È stato prima accusato di corruzione e messo fuori gioco nella corsa alla

direzione generale della Siciltecno Plus.

E poi assassinato.

Annibale Corvo era innocente. Ha pagato per tutti.

Insomma, attorno a tutto questo denaro si sta scatenando una lotta spietata.

Bisogna essere cauti. Bisogna controllare.

Verificare. Capire.

Sì, ma in tutto questo come potrei esserle utile?

Domani stesso io manderò una relazione dettagliata al Parlamento.

Vorrei che lei, non appena rientrato a Roma, facesse una dichiarazione pubblica

a favore della mia iniziativa.

Lei sa cosa significa questa legge per me.

La presenta il punto più alto della mia carriera politica, della mia battaglia

ideale. So di chiederle molto, ma conosco il suo senso di responsabilità

ed è al politico che io mi rivolgo, non all'uomo.

Lei faccia ciò che deve.

Io sarò con lei.

Sono io.

Inserisci il deco di file.

Ascoltami.

Domani il presidente della commissione d'inchiesta chiederà di bloccare tutti i

finanziamenti della Ligere Spighi. Si tratta di un errore enorme.

Una mossa che provocherà danni incalcolabili all'economia della

Sicilia, del Sud, del paese intero.

Io ormai non posso fare più niente per impedirlo.

Va bene, ho capito.

Grazie.

Non sapevo che lei fosse a conoscenza di questo posto.

Perché è venuto qui?

Per questo.

Si tratta di un messaggio che deve essere fatto arrivare alla commissione

parlamentare e al governo.

Il testo è mio.

Ma la spedizione e l'affrancatura vorrei che fossero a suo carico.

Lei vuole una strage.

Dove?

Alla stazione centrale.

Moriranno molti innocenti.

È la guerra.

E le guerre molto spesso si sono fatte con motivazioni non migliori di questa.

Lei non penserà che io possa andare in giro a mettere delle bombe come se...

Non lei in persona.

Lei dovrà limitarsi a mandare sua

sorella.

So da anni di sua sorella.

Come poteva sperare di tenere un segreto del genere a me.

Ma Maria non può... Sì, sì, lo so.

È una povera infelice.

Ma proprio per questo è la persona ideale.

Una strage non ha prezzo.

Non possiamo trovare nessuno disponibile a un'impresa di questo genere per

denaro.

Ne possiamo rivolgerci alla cupola.

Chiederebbero troppo e in cambio del servizio ci legherebbero a loro per l

'eternità.

E poi ci pensi.

Chi sarebbe ingrato di resistere al senso di colpa generato da un'azione

così orrenda?

Mentre invece sua sorella non sa niente, non può capire.

E se per caso qualcosa andasse storto, chi vuole che se la prenda con una

povera demente?

E poi al massimo risalirebbero a me.

Mi spiace davvero, ma stavolta credo che lei non abbia scelta.

I suoi progetti per il futuro, per i quali ho trovato il consenso di molti

amici comuni, dipendono da questa valigetta.

Che cosa stai facendo?

È tua.

Lo so che è tua.

Sì.

Lei è mia.

Ma tu non ti devi permettere mai più di frugare nei miei cassetti, hai capito?

Maria, ho bisogno di te.

Per una cosa molto importante.

Dovrai portare una cosa alla stazione centrale.

Nella sala d'aspetto.

E poi dovrai tornare da me.

Guarda cosa ti ho comprato.

Vedi? Non riescono a stare lontani.

Quanto si vogliono bene.

Allora mi farai il favore che ti ho chiesto?

Quanto si vogliono bene.

Grazie.

Il miracolo dell'amore

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