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Salvatore Frolo, da poco dimesso da un ospedale psichiatrico, uccide a colpi di
pistola Antonio Tindari, che ritiene responsabile della morte di sua moglie e
di sua figlia. Il commissario Corrado Cattani, incaricato dell'inchiesta
insieme alla coraggiosa giudice Silvia Conti, di cui a poco a poco si innamora,
risale tassello dopo tassello verso le oscure ragioni di quella lontana
barbarie. Nel corso della sua lunga indagine, Corrado rincontra sulla sua
strada Tano Cariddi, che sta segretamente investendo in borsa un
enorme capitale mafioso e che a questo scopo ha fatto un matrimonio d'affari
con la giovane Esther Rasi, figlia di un facoltoso finanziere che Tano, con l
'aiuto del misterioso Espinosa, costringe al suicidio.
Mentre Esther, che ha compreso la vera natura di Tano, decide di restargli
accanto per portarlo alla rovina, Tano si prepara al suo capolavoro, la
conquista in borsa delle assicurazioni internazionali.
collaborano alla losca impresa Espinosa, il senatore Salimbeni e gli anonimi
componenti della cupola mafiosa.
Un treno che trasporta un terribile carico di morte verso il sud dell'Italia
suggella l'infame accordo.
Corrado, dal canto suo, seguendo il proprio istinto e tenendo fede a una
promessa fatta a Salvatore Frolo, ridotto in fin di vita da un atroce
agguato, ritrova Lorella, quella figlia che Salvatore Frolo credeva morta.
e la conduce alla comunità di frate Bernardo, uno dei pochi amici sui quali
Corrado può ancora contare.
Raggiunto qui dalla giudice Silvia Conti, Corrado attende con trepidazione
lo scioglimento del mistero. Infatti, avvertito telefonicamente dalla ragazza,
un personaggio cui ancora non si è riusciti a dare un volto, accetta di
venire a un incontro con Corrado. Chi è l'uomo che Lorella crede suo padre?
ci sto un po' io qua commissario in cucina c'è del caffè caldo
apri non voglio essere disturbato da nessuno va
bene
Grazie.
Quando partì Ocuparo?
Stanotte con Sanduzzo.
Ha chiamato prima l'aeroporto per sapere se c'era l'apparecchio. Dove andava?
Tu la telefonata l'hai sentita?
L'ho scritto qua.
Va bene, ci pensiamo noi.
Cominciate.
Tano tornerà più tardi. È andato ad Ascuna.
Ascuna?
A Villa Pausania?
Non lo so.
Perché? Chi c'è a Villa Pausania?
Espinosa. E chi è Espinosa?
Un uomo importante, che non credevo Tano conoscesse.
Un collezionista.
Ricordi la bambola antica che ho nel mio studio? Sono anni che Espinosa me la
chiede.
Sta avvenendo trevi con due persone.
Dov'è mia figlia?
Addosso aveva queste.
Lui invece è pulito.
Lei... Lei chi è?
Sono quello che pensi.
Il poparo.
È meravigliosa.
Lei non immagina quante volte ho chiesto questa bambola a suo padre.
Ormai disperavo proprio di poterla avere.
E invece ora... non so veramente come ringraziarla.
Venga, le farò vedere una cosa.
Prego.
Vede?
La collezione completa è composta di cinque bambole.
La bontà, la malvagità, il dolore, la gioia.
I quattro sentimenti che dominano l'uomo.
E poi c'è questa.
La doppiezza.
Non mi è mai piaciuta questa bambola.
Mette paura.
Ah, è vero.
L'artigiano danese che le costruì si chiamava Kirstensen.
E da quanto si sa era massone.
Ma in quel periodo lo era anche Mozart.
Anche lei lo è?
Io sono un po' tutto e un po' niente.
Un po' come questa bambola.
Deve scusarmi. A me piace scherzare.
Parliamo d'affari, invece.
Allora, mi dica, cosa vuole per questa meraviglia?
Nulla.
Gliela regalo.
Mio padre mi diceva sempre che gli erano rimasti pochi amici e che lei era uno di
questi.
Non è vero?
Intende davvero farmi questo dono?
Senza chiedermi nulla in cambio.
Sì.
Voglio solo una cosa.
Voglio sapere la verità su mio padre.
Voglio sapere perché si è ucciso.
E cosa le fa pensare che io la possa aiutare?
Lei è l'ultima persona che l'ha visto.
Me l'ha detto il nostro autista.
Perché era venuto da lei quel pomeriggio.
Era venuto per propormi un affare al quale purtroppo ho dovuto dire di no.
Perché?
Perché mi ero già impegnato con un'altra persona.
Questo non posso dirglielo.
Era Tanno Cariti, vero?
Mi dica la verità, era lui?
Sì.
Però suo marito non c'entra niente con la morte di suo padre e io neppure
centro.
Suo padre ha preso la decisione di fare quello che ha fatto perché era un uomo
solo, stanco e molto depresso.
Questa è la verità.
Non ci sono altri motivi.
Ha decodificato quei numeri.
Non
puoi
immaginare cosa prova un collezionista quando anche l'ultima tessera va al suo
posto e il mosaico è completo.
A che sta pensando?
A niente.
Cioè, che cos'è questo?
È un gioco.
Un gioco molto complicato.
Ecco, vede?
Si tratta di far arrivare un treno a destinazione superando un mucchio di
ostacoli.
E lei le gioca da solo?
Il suo candore è disarmante.
Suo marito è fortunato.
No, non lo gioco da solo.
Ma alla fine sarò io a vincere.
La prima volta che vedi Lorella fu al collegio.
Aveva pochi mesi.
Non si chiama Lorella, si chiama Paola.
Paola Frolo.
E me e Lorella.
Questo è il nome che le avevano dato le suore.
E questo è rimasto.
La presi con me.
Piangeva sempre i primi giorni. Piangeva perché sua madre era stata ammazzata da
Tindari. Su tuo ordine.
Ma che ne sai tu di come andarono le cose, eh?
Non fu Tindari a fare il massacro.
Anzi, fu proprio lui che quando gli altri se ne andarono, si buttò giù per
la scarpata e tirò fuori la bambina dalle fiamme.
Ho comandato tanti morti in vita mia, che a me ne importa adesso di ammetterne
uno in più o uno in meno.
Ma questo no, questo non lo volevo.
Non volevo che ce la pigliassimo con una bambina e con una donna.
Con Frollo sì.
Lui aveva disobbedito, aveva tradito e doveva morire.
Ma quella carogna era scomparsa.
E allora le famiglie decisero.
Chi non paga col sangue, paga con le lacrime.
Era il 1970,
l'anno in cui qualcosa cominciò ad avvelenarci dentro.
Dicono che un topo, di notte, settentra nella stanza.
Te può mangiare un dito del piede senza che te ne accorgi, perché nei denti ha
un succo che non te fa sentire il dolore.
Così fu per noi.
E quel topo cattivo, traditore, era la droga.
L'avevamo accettata senza pensiero.
E invece a chi se la buttava nelle vene avvelenava il sangue.
A noi avvelenò la testa.
Saltarono in poco tempo regole, giuramenti, batti che erano durati
secoli. In nome della droga si poteva tutto.
Rubare al padre, tradire la propria femmina, uccidere il
fratello e persino bruciare vive una donna e la sua bambina.
Ma io non sono venuto qui per parlare.
Voglio sapere chi oltre voi sa di Lorella.
Nessuno.
E nessuno dovrà saperlo.
Guarda che tu non dai più ordini.
Aspetta, commissario.
Hai pigliato il puparo.
Non te basta?
Che altro vuoi ancora?
Voglio riportarla a suo padre, ma a quello vero.
Non lo fare, commissario.
Quello che tu chiami il padre vero per lei è nessuno.
E in una sola volta tu dei padri gliene togli i due.
Questo che ti sta davanti perché passerà il resto della sua vita in galera.
E quell'altro perché non c'è più, perché è solo un rottame.
Ma che cosa ti credi?
Vieni qui e ci fai la morale.
E vuoi comandare ancora, a destra e a sinistra. Tu che sei lo schifo di questa
terra. Io penso a Lorella.
Eppure tu ci devi pensare.
Per tanti anni l'ho tenuta lontana da tutto.
Se adesso le famiglie che mi vogliono morto e sotterrato vengono a sapere che
lei esiste, che è la cosa mia più importante, l'ammazzano! Lo capisci
questo?
Tu la devi portare via.
Lontano all'estero.
Lei deve essere Lorella de Pisis.
Per tutti, per sempre.
Se tu fai questo, io ti racconto 30 anni di mafia.
Vedi,
a quell'uomo che tu chiami un rottame, io ho fatto una promessa.
E la manterrò.
Non faccio patti con te.
Fammi passare, voglio passare.
Lasciami. Lo so che sta qui. Seduto.
Papà.
Che succede, papà? Chi sono loro? Niente. Cosa vogliono? Niente, Lorin,
niente.
Che cosa vogliono da noi? Perché hanno le pistole? Non devi avere paura. Ci
sono io adesso.
Se si stema tutto, non ti preoccupare.
Potete lasciarmi solo con lei per qualche minuto.
D'accordo, aspetteremo qua fuori.
Solo cinque minuti.
Stammi a sentire, Lurie.
C'è poco tempo.
Te diranno molte brutte cose di me.
E saranno tutte vere.
Devi accettare la sua proposta. È troppo importante che lui parli.
Conosce nomi che noi neanche immaginiamo, gli insospettabili.
Tu devi accettare.
E Frollo?
Dovrà continuare a credere che sua figlia è morta?
Va bene.
Dimmi che giustizia è questa, però.
Una giustizia che chiede alle vittime di continuare a pagare per il male subito.
È l'unica che abbiamo.
Altrimenti ce l'ho loro.
Quella della vendetta.
Preferisci quella?
Vuoi comportarti come loro? Occhio per occhio, dente per dente?
Va da Lorella, raccontale tutto.
E diventa come lui, vendetta per vendetta.
Ma non sarà vera giustizia.
No, noi... Siamo diversi di te. Perché tu mi continui a parlare di giustizia,
di legge, tutte...
Tutte quelle cose con le maiuscole. Io invece penso a Frollo, penso a Faeti che
è stato ammazzato come un cane.
E penso anche a tuo marito.
E credi che io non ci pensi?
Che ne sai tu di quello che provo?
Credi di essere il solo a soffrire.
Io però sono un giudice.
E devo decidere. Devo scegliere. Per tutti.
Sì, ma non scegliere per me.
Io scelgo da solo.
Dammi la mano. Vieni qua.
Ma che c'è? Che succede?
Sono venuti a prenderselo.
Bisogna portarlo via.
Subito. Su, muoviti.
Forza.
Senti, ci stanno perlomeno dieci uomini qua fuori. Ma prima di darti a loro io t
'ammazzo.
Non sono venuti per salvarmi.
Mi vogliono uccidere.
Non ti credo.
Non ti credo. È la verità.
Lo giuro.
Stanno arrivando.
Di là, vai!
Mettete via quelle armi.
Qui ci sono solo bambini.
Che volete?
Dice dov'è il puparo?
Non so di chi parlate.
Dove è?
Non lo so.
Allora, sono venuti in due.
Noi lo sappiamo.
Perché dici di no?
Parla! Vuoi vedere che fine gli faccio fare ai due bambini?
Lo vuoi vedere?
Guarda!
Te l'ho detto, me vogliono ammazzare! Non ho altra scelta, cammina!
Fateli uscire!
Fermi!
Fermatevi! Ecco, ve lo consegno!
Adesso tirate fuori i bambini di lì!
Il santuzzo dove l'avete lasciato?
Pure lui vogliamo!
Papà!
Ma che fai?
Sul fondo, dove non c'è ancora il fuoco.
State vicini, tutti insieme, da quella parte.
Coraggio, adesso mi tiriamo fuori.
Santuzzo!
Tutti sul pulmone!
Laggiù sembra che stia succedendo una guerra. Stanno arrivando chiamate da
tutte le parti.
Anche le auto del quarto settore convergano sul posto. Signor capitano, c
'è una chiamata in allarme. È stato richiesto l'intervento di un elicottero
nella zona gasola. Hanno segnalato una sparatoria tra due mezzi. Non abbiamo
altre informazioni? No, signore. Chiamile al centro e faccia dirigere un
elicottero nella zona indicata.
Ci stanno dietro!
Giù! Non vi muovete!
Giù!
Adesso non c'è tempo. Ti prego, è una cosa importante. Sali, forza.
Ci stanno addosso. Non riesco a tenere lontano.
Mi è rimasta solo una raffica. Dammi la tua pistola.
La scarica.
Ma che fa la polizia?
Dove cavolo stiamo? In un deserto?
Vedi, tra un po' ti dirò di buttarti sulla sinistra, fallo!
Bambini, giù! Tutti giù! Non alzate la testa!
Mi raccomando, commissario, non sbagli! Se questa cosa si ferma, non riparta
più!
Dai, buttati sulla sinistra, vai!
Le abbiamo trovate, da qui sembra un macello.
Ci appassiamo per vedere.
Una delle due macchine è in fiamma.
Ci sono anche dei bambini.
Andiamo, forza, forza.
Sì, così andiamo benissimo.
No, non preoccupatevi, continuate a vendere.
Bene, e non molate la media ressa, altrimenti ci inchiodano.
Tenete sempre d'occhio la Bartone e la Selis, tra poco dobbiamo iniziare la
manovra da giramento.
Sì?
Cosa fanno le società del sindacato di controllo?
Tra 45 minuti esatti... Cominciate a comprare la Fresia, la Smat e la Prima.
Dove li portate adesso?
Non lo so, un posto si trova. Tu devi stare tranquillo. Li sistemiamo noi. Hai
visto? È destino.
La chiesa per i bambini non la finirò mai.
È colpa tua. Hai voluto fare l'eroe e guarda un po' che casino hai combinato.
Io a te certe volte... Stai calmo, stai calmo.
E voi chi siete? Si può sapere?
Sono il giudice Silvia Conti. Agente Maurizio Trevi, aggregato al primo
reparto, squadra speciale. E lei?
Sono il commissario Cattani.
Ah, lo sa che c'è un mandato di cattura contro di lei?
Sì, lo so.
Beh, ora mi spieghi quello che è successo qui, se non le dispiace.
Va bene, vengo subito.
Ma, signor procuratore, dove va così di corsa?
C'è il suo caffè.
A proposito, ce n'è un poco anche per me? Come no? Prego Giulio, venga, si
accomodi, l'ho appena fatto.
Grazie.
Eccolo qui, fresco fresco. Ah, bene.
Ma che sarà successo?
Eh, che ne so.
Qua ogni giorno ci sta qualche novità.
Poi alla fine... Beh, il resto lo potete vedere da soli.
Ma lo so nemmeno io come siamo riusciti ad arrivare qui.
Come abbiamo fatto a uscirne vivi.
E lei chi è?
Una ragazza che dà una mano a frate Bernardo ogni tanto.
Eccolo lì.
Digli che io lo aspetto qui.
Pungi. Perché sei venuta qui?
Ho scoperto cosa sono quei nomi che erano sull'agenda di Tano.
Ti ricordi? Si tratta del percorso di un treno.
Come hai fatto a saperlo?
Sono andata ad Ascona.
Un paesino svizzero vicino Locarno, da un uomo che si chiama Espinosa.
Lui fa affari con Tano.
Beh, sul suo tavolo c'era una cartina con tutto il percorso del treno.
Che cosa può essere?
Non lo so.
Forse lui lo sa.
Chi è lui?
È un uomo molto importante, uno che sa molte cose, anche di Tano.
E quella donna?
E Silvia?
Lo so, ma... le vuoi bene?
Sì.
Dovrei essere felice.
Tra poco Tano sarà arrestato.
E io avrò quello che volevo.
E invece mi sento così sola.
Per me sei importante.
Importante?
Sì, ti voglio bene.
Per me però è diverso.
Io, dalla prima volta che ti ho visto, non lo so.
Che stupida.
No.
Sì.
Perché non mi hai tenuto così sempre?
Perché?
Va adesso.
È quella la cosa importante.
Va, io ti aspetto qui.
Si tratta di un treno che deve attraversare mezza Europa con un carico
di 500 tonnellate di roba radioattiva, rifiuti, veleni.
È un treno di morte.
Deve arrivare giù fino a Napoli e da lì imbarcarsi per scaricare tutto
in un'isola abbandonata che si chiama Tirene.
Non troverà neanche un controllo.
Nessuno deve fermarlo e non lo fermerà nessuno.
È protetto in alto.
Da chi?
Da tanti.
E siete già in grado di dirmi dove si trova esattamente in questo momento?
È in Italia?
Ci andiamo noi.
E anche noi? D'accordo, salite, forza!
Adesso devi andare, Greta.
Io voglio restare con te e con Rado.
Veniamo domani, però adesso dobbiamo curare Bernardo. Gli hanno fatto tanto
male. No, non tanto. Domani verrà da te anche lui.
Domani ti riportano in Svizzera.
Me l'hanno promesso.
E tu te la ricordi la promessa tua?
Te devi dimenticare che esisto.
È promesso.
Ciao, Lori.
Sì, la giudice Conti sta bene.
È stata lei a dirmi come si sono svolti i fatti. Mi raccomando, la massima
efficienza. Esatto.
Sì, certo.
D'accordo, grazie.
Ho fatto diramare un invito a tutti i magistrati coinvolti in inchieste di
mafia. Dobbiamo tenere la cosa più segreta possibile. Se quell'uomo parla
senza che sappiano che lo abbiamo preso, forse stavolta riusciamo a mettere le
mani sulla cupola. Ma se invece quell'elicottero riesce a intercettare
il treno, allora sarà stato tutto inutile. Ci scapperanno tutti.
Passate in Krypton.
Va bene, vi sento. Parlate pure.
Ho capito.
Sì, ho capito. D'accordo.
Ma che sta facendo?
C'è l'ordine di rientrare.
Ma sono diventati matti?
Quel treno deve essere bloccato. Sei deciso di tenerlo d'occhio ma senza
fermarlo.
Ho appena ricevuto i dati di New York.
Coincidono con quelli di Francoforte. Come previsto sulle piazze estere, ci
lasciano fare.
I titoli aumentano continuamente di valore.
I piccoli azionisti vendono.
Questo è il momento di uscire allo scoperto.
Comprate tutto quello che viene offerto.
Sì, ora, subito.
Fate salire i titoli al doppio del loro valore. A quel punto la Barton e la
Salis abboccheranno.
A metà mattina il volume di scambi risultava assolutamente impressionante.
Inspiegabilmente una quantità enorme di azioni delle internazionali è entrata in
una zona vendita e il titolo si è talmente ribassato che qui si sono
verificate vere e proprie scene di panico. Le internazionali sembravano sul
punto di affondare. Per più di un'ora è stato un vero caos. Poi di colpo,
altrettanto misteriosamente, il titolo ha cominciato a risalire.
Tutti i piccoli azionisti hanno cominciato a vendere. Ma la domanda
essenziale in questo momento è...
Chi sta comprando? Chi è così pazzo da rischiare tali capitali in una giornata
come questa? Si parla addirittura di anticipare il fixing per bloccare
eventuali manovre speculative.
Sono io, ho le ultime notizie. Il puparo... Lo sapevo che eri tu.
Schifoso! Ma che dici, Giugni? Io le assicuro... Bartoli, Thierry, Caria,
Salvati, Ceresa, Brocchieri, Leffredi e io.
Questi sono i nomi della cupola degli anni settanta.
Quella che decise di accettare il traffico della droga.
Da allora a oggi, quattro di questi che ho appena nominato sono stati
eliminati. All'Iffredi ci spararono mentre era fermo a un semaforo.
Dentro la sua auto.
Quelli che lo fecero erano miei uomini.
Sciarra, Corona, Busacca e Ritolo.
Invece a Thierry e Caria ci pensò Santuzzo, che è de là e ve lo potrà
confermare. L'ultimo fu Brocchieri, col veleno.
L'esecutore materiale fu Sciarra.
Se scatenò la guerra tra le famiglie.
È durata anni.
E i nomi dei morti, se volete, ve li posso dire uno a uno.
Tanti... Stanno sepolti in fondo al mare, un chilometro a largo di
Altavilla.
Quando non li buttavamo nell'acido o non decidavamo di farveli ritrovare per
strada, li scaricavamo lì.
Ce ne saranno perlomeno 200.
Attualmente la cupola è composta da 12 persone.
Anzi undici.
Perché quello che doveva sostituire me, mio fratello salvo, è morto
su mio ordine.
Ora ci parli dei rapporti fra mafia e mondo politico.
Vuole dei nomi?
Sì.
Ma quei nomi li sanno tutti.
Me li dica.
Davvero li vuole sapere?
E allora decidiamo chi dei due morirà per primo, se io o lei.
Non deve preoccuparsi per me, si limiti a rispondere.
Per esempio, che cosa sa del senatore Salindeni?
Ha in affari con noi, ma da poco tempo.
È stato Tano Cariddi che ci ha messo in contatto con lui.
Lei dunque mi sta dicendo che il banchiere Gaetano Caritti fa parte di
Cosa Nostra?
Lui non ha mai giurato, ma è Cosa Nostra.
Ci appartiene.
Noi l'abbiamo messo alla guida della banca.
Noi l'abbiamo fatto crescere fino a farlo diventare quello che è.
E noi gli abbiamo dato 5.000 miliardi liquidi.
con i quali oggi, in questo momento, lui sta comprando per noi le assicurazioni
internazionali.
Sono quasi le due. Questo significa che... Che l'ha già fatto.
Ecco, proprio in questo momento Gaetano Caridi, come vedete, sta lasciando la
sede della banca Antinari dopo aver concluso la sua straordinaria operazione
finanziaria. I giornalisti e i fotoreporter gli si accalcano attorno.
Speriamo di poter ascoltare un suo commento in diretta. Cambierà qualcosa
nella politica economica del gruppo? Si sente appagato dal triunfo di oggi o
pensa in futuro di varcare l'oceano? Dottor Caridi, faccia qualche
dichiarazione.
Quale sarà la sua prossima mossa ora che ha la maggioranza delle assicurazioni
internazionali?
Dica almeno questo, oggi lei è felice?
Sì.
Di un po', non avevi la laurea tu oggi? Eh?
Oddio, me ne sono completamente dimenticato.
Stia attento a quello che dice perché altrimenti dal carcere lei non uscirà
mai più.
Forza.
Sì, pronto.
Sono... sono io.
No, niente, va tutto bene.
Il puparo è morto.
Era a Milano, il vecchio se ne andava.
In tutta questa storia c'è un'altra persona molto importante.
Forse la più importante di tutte.
È lui che ci ha permesso di attaccare le internazionali.
È lui che ha organizzato l'affare del treno.
Si chiama Antonio Espinosa.
Io questo Espinosa non lo conosco e neanche il senatore Salimbeni conosco.
Però loro sono come le due facce della medaglia delle streghe.
Su una c'è il serpente che
striscia.
Che lo confondi con l'erba.
E sull'altra c'è il falco.
Che lo vedi, ma non lo puoi prendere perché vola troppo alto.
Sta troppo su.
C'è qualcuno che può confermare le sue dichiarazioni?
Santuzzo Salieri.
Lui è l'unico che mi è rimasto fedele.
fino alla fine.
Lui non apre bocca.
Fatelo venire.
È tutto finito, Sentuzza.
Adesso puoi parlare.
Ecco, adesso so tutto.
È stata Esther Rasi a darci la prima indicazione sul treno e su Espinosa.
Dov'era Espinosa?
Fuori dalla nostra portata, in Svizzera.
E... e questa Esther?
Con tutto quello che è successo l'ho persa di vista.
Ho paura che sia tornata a casa di Tano.
Non voglio che stia lì.
Vorrei andarla a riprendere, magari con Trevi. No.
No, per ora, commissario, lei non va da nessuna parte.
Ma guardi che io devo andare. No.
Lì là stiamo preparando decine di mandati di cattura.
L'azione degli arresti dovrà essere coordinata in modo da scattare
contemporaneamente e se lei va adesso rischia di far saltare tutto.
Però c'è una cosa che lei può fare.
Mi dica.
Deve portare qui una persona, ma senza arrestarla.
Prego.
Cos'è questa messa in scena?
Buonasera, senatore.
Si ricorda di me?
Cattani. Che cosa fa qui? Che cosa vuole?
Questi signori li facciamo accomodare in questa stanza.
Ma non è giusto! Trevi, da quella parte.
Naturalmente non devono fare né ricevere telefonate, né vedere nessuno.
Commissario, lei dovrà rendermi conto di tutto questo.
Lo sa, senatore.
Sembra che il denaro sottratto ai cittadini sotto forma di tangenti e di
corruzioni equivalga all'intero passivo dello Stato.
Più di centomila miliardi in questi ultimi anni.
È impressionante, no?
Se non esistesse gente come lei, noi potremmo risanare il nostro disavanzo
pubblico.
Stavolta Catani l'ha fatta davvero grossa.
Io sono... Lasci perdere le chiacchiere. Qui è inutile che recita. Non c'è
nessuno da prendere in giro.
Ma lei... lei è pazzo.
Guardi, senatore, mi vede?
Io non la tocco.
Vede? Io non la sfioro neppure.
Anche se avrei una gran voglia di spaccarle la faccia. Le chiedo soltanto
di venire con me in procura dove c'è qualcuno che vuole interrogarla.
Glielo chiedo per favore.
Prego.
Da quella parte.
È qui.
Prego, senatore, sieda.
La ringrazio di aver accettato il nostro invito.
E grazie anche a lei, commissario Cartani.
In nome del popolo italiano, la Commissione parlamentare da me
presieduta, in considerazione di alcuni nuovi elementi emersi in queste ultime
ore e dell'eccezionale importanza dell'azione giudiziaria in corso, ha
ritenuto doveroso accettare la richiesta del Procuratore Capo Falisci, disponendo
il proprio immediato trasferimento a Milano in seduta straordinaria.
Siamo qui per ascoltarla, Senatore.
È dunque Tano Cariddi, l'artefice di questa straordinaria impresa
finanziaria, con la quale, sovvertendo ogni regola, crolla un mito che sembrava
finora inattaccabile.
Le assicurazioni internazionali, roccaforte del capitale italiano,
passano nelle sue mani con una incredibile manovra borsistica che
resterà probabilmente negli annali. Con la vittoria di Tano Cariddi tramonta per
sempre l'utopia di un grande gruppo finanziario senza padroni, per cui si
era battuto tanto a lungo il suo presidente.
Filippo Rasi In Cecoslovacia il drammaturgo Václav Havel è stato
condannato
Hai sentito la televisione?
Bravo, Tano.
Bravo.
Complimenti.
Straordinaria impresa finanziaria.
Incredibile manovra borsistica. Bravo.
Non mi piace essere preso in giro, lo sai.
Ma davvero?
Pensa. Non ho fatto altro in questi ultimi tempi.
E invece a te non piace.
Ma che ti succede?
Sei ubriaca? No.
Sono lucida.
Sono lucida e lo sono sempre stata.
Per imparare da te. Tu mi hai insegnato come si possono uccidere le persone
senza farle mai urlare.
La forza non serve, vero? Basta una minaccia, un ricatto. È stato così con
mio padre, vero?
Beh, dovevi farlo anche con me.
Dovevi impedirmi di pensare e farmi vivere nel terrore come sempre fatto con
tutti gli altri.
E invece ti sei innamorato di me.
Di me che ti odiavo come non ho mai odiato nessun altro.
Non è vero. Sì che è vero. Lo vuoi sapere? Fare l'amore con te mi dava
disgusto. E dormire accanto a te. E svegliarmi accanto a te. E doverti
sorridere, doverti toccare.
Tutto mi faceva così orrore.
Lo sai, l'ho sempre tradito.
Ho sfiato le tue mosse, ho rubato dei tuoi cassetti, ho ucciso.
E lo sai, è che passavo le informazioni che ti rubavo.
Basta, tu non puoi aver fatto questo, non è vero.
Dimmi che non è vero.
Dimmi che non è vero.
Oggi hai vinto, ma domani tornerai ad essere quello che sei, un volcare
mascalzone come te.
Che c'è?
Andiamo a prendere Esther.
Ma Felicia ha detto che non si... Va bene, vado da solo.
Aspetti.
grazie
È questo il treno.
È appena passato.
Tu aspetta qui.
Sì, sono io.
No, non è andato tutto bene.
Ci sono stati dei problemi. Che cosa è successo?
Mi risponda!
Se spieghi, avanti!
Io sto bruciando tutto.
Sì, tutto.
Faccia lo stesso anche lei, Espinosa.
È bello il fuoco.
Sei arrivato.
Dov'è Esther?
Voleva venire da te.
Ma io non potevo dartela.
Tu lo capisci, vero?
Mi hai già preso Greta.
La banca.
Devo andarsene, lasciarmi.
Anche lei, come gli altri.
Adesso invece non se ne andrà più.
Resteremo qui, in questa grande casa.
Io e lei, per sempre.
Aveva solo vent'anni.
Commissario! No, commissario, ferma!
Fermo, lo lascio!
Lo lascio!
Grazie.
Passaporto, prego Ecco
Vada pure Grazie
Anche questo.
Purtroppo, come vede, sto partendo, commissario.
Non potrò dedicarle che... Ecco.
Dieci minuti.
Lo consideri un privilegio.
Ai tanti che vengono a trovarmi in genere non ne concedo che cinque.
Ma la sua tenacia merita un premio in più. È armato per caso.
Mi hanno detto che lei è una specie di crociato del bene.
Le piace lottare contro il drago.
Però... Mi scusi, commissario, posto che effettivamente io sia il male, pensava
di potermi sconfiggere con questa?
Ma via.
Guardi, guardi questi splendori.
Le sembra forse la casa di un bandito?
Io sono un collezionista e quella è la
collezione alla quale tengo di più.
Una collezione di anime.
Ecco, qui dentro c'è un grosso industriale.
Qui un altro funzionario di un ente pubblico.
Questo è tra i più grandi banchieri d'Europa.
Questo è un ministro.
Io colleziono le loro malattie nascoste, il loro marciume.
I loro segreti.
Per ricattarli?
Ricattarli?
No, commissario.
Non esistono ricatti nel nostro ambiente.
Esistono solo contratti, merci di scambio, come queste informazioni
riservate. Per la democrazia, la corruzione è esattamente come il
lubrificante per un motore.
Ha un odore nauseabondo e sporca, ma non se ne può fare a meno.
Ma adesso il suo affare è saltato.
Sarebbe a dire?
Le do qualche informazione.
Tano Caridi è stato arrestato. Il senatore Salimbeni dovrà rispondere al
Parlamento. E l'affare delle internazionali è fallito.
E presto anche il suo treno verrà fermato.
Ha perso Espinosa.
È tutto?
Sì, credo proprio di sì.
E penso che basti.
Così è riuscito a metterci i bastoni tra le ruote.
Bravo, le faccio i miei complimenti.
Però... lei si sbaglia.
Si sbaglia, commissario.
Io non ho affatto perso e vuole sapere perché?
Perché quelli che comandano e decidono davvero sono con me.
Quel treno era solo il primo di una lunga serie.
Altri ne verranno.
Perché tutto il mondo è d'accordo.
Tutto il mondo!
Questo affare è necessario ai governi di molti paesi.
E noi lo faremo, che a lei piaccia o no.
Noi chi?
Noi che comandiamo, noi che siamo al di sopra di tutto, perfino al di sopra di
quella legge con la L maiuscola di cui lei è un così strenuo paladino.
Sa commissario, gli uomini come me sono un po' come quegli artisti che sanno
creare il capolavoro mettendo insieme materiali diversi.
La creta con i diamanti, l'oro con il rame, la pietra grigia con i colori
della tavolozza.
Lo capisce, io mi occupo solamente di assemblare la grande finanza, la grande
criminalità, il potere politico, tutto insieme.
Questo è il potere.
Il suo tempo è finito, commissario.
Finito davvero.
In tutti i sensi del termine.
Mi farò uccidere?
No.
Non adesso.
Non qui.
Non io.
Che allora?
La forza delle cose.
Lei è un uomo intelligente, commissario, lo capisce, non è vero?
Ormai conosce troppo.
È il capolinea.
Non le sarà permesso di fare un passo di più.
Espinosa! Si ricordi che dovunque andrà la seguirò. Finché potrò io resterò
dietro.
Addio, commissario.
E onore al merito.
Che succede ancora?
Niente.
Niente, sono io che ho chiesto di farti venire qua.
Prima che parti voglio farti conoscere una persona.
È un uomo che sta molto male e che era molto amico di tuo padre.
Ti ha tenuto anche sulle sue ginocchia tanto tempo fa.
Si chiama Salvatore Frollo, ma tutti l'hanno sempre chiamato Aciduzzo.
Aciduzzo? Sì, vuol dire uccellino.
Su, vieni.
Hai visto?
Ho mantenuto la promessa.
Può muoversi.
Non può parlare però, voleva vederti.
Ha gli occhi buoni.
Pover uccellino.
Una volta la maestra ci parlò della stella polare.
Mi ricordo che era il mese di maggio.
E io, quella notte stessa, invece di andare a dormire,
zitto zitto, piano piano, mi arrampicai fino alla
soffitta, poi attraverso una scala sul terrazzino.
Avevo in mente ancora le parole della maestra.
dovete cercare il piccolo carro che si trova fra il drago
cefeo e l'orsa maggiore e poi risalire su su su tutto il timone
e lassù c'è la stella polare che è fissa ha
indicato la strada per secoli e secoli ai marinai e ai viandanti
Quella notte in cielo c'erano miliardi di stelle.
E io mi sentivo così, così piccolo, così confuso.
Avevo otto anni.
E dov'era il quadrato di Pegaso? E Orione? E le Pleiadi? Dov'era il carro?
Mi sembrava... Come potevo io trovare una cosa tanto piccola, ma così
importante?
Da solo.
Come si fa?
Per un po' noi ci vedremo.
Grazie.
Sono qua.
Interrompiamo le trasmissioni per comunicare una tragica notizia.
Questa mattina alle ore 7 e 30 il commissario Corrado Cattani è stato
barbaramente assassinato.
L'agguato è avvenuto in un cortile secondario dell'ospedale maggiore di
Milano e si è consumato nel giro di pochi secondi.
Sul commissario gli assassini hanno riversato un vero e proprio torrente di
fuoco.
Sembra infatti che il povero corpo sia stato straziato da più di 70 proiettili.
Purtroppo Cattani, che nelle ultime ore aveva dato il suo contributo alla grande
retata da poco conclusa contro i vertici italiani di Cosa Nostra, stamane era
disarmato e per sua espressa volontà senza scorta.
Avete detto e avete scritto che era un uomo irresponsabile, patetico,
che viveva fuori del mondo.
Sì, è la verità. Era proprio così.
Avete scritto che non rispettava le regole.
Che faceva di testa sua.
Che non faceva mai un passo indietro.
Ridicolo, vero?
E poi era ambizioso.
Voleva arrivare lontano.
Ecco dove è arrivato.
Scrivetelo. E ora andatevene. Tutti.
Andate via.
un passo indietro, fino a quando non li avrò trovati.
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