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Original subtitles

Grazie.

Ma questo dossier, lei lo ha letto?

Come potrei offrirle una cosa che non conosco?

E di che cosa si tratta?

Non si tratta più di pettegolezzi, avvocato.

Che del resto, a suo tempo, noi usammo con molta discrezione, facendo solo

allusioni. Ma qui ci sono anche i nomi.

E ci sono le prove di tutto.

Il dossier è diviso in due parti.

Nella prima si parla di un grosso favore fatto da Cannito a un suo protettore

anni fa. Fu una brutta storia.

Fu messo tutto a tacere.

Ma Cannito ci rimise il posto.

Sul momento.

E la seconda parte?

Tratta dalla recente nomina di Cannito, al capo del reparto Z del servizio

segreto, grazie all'apporto dell'associazione di Laudeo.

C'è anche una storia di traffico di armi e delle tangenti versate gli in

Svizzera.

E come ne è venuto in possesso?

Ho degli amici in polizia e c'è ancora molta gente che odia Cannito.

E lei perché lo fa?

Ho le mie ragioni.

Il mio rapporto con Cannito.

E il mio rapporto con lei.

Del resto ne abbiamo già parlato per telefono.

Questo è il suo anticipo.

Lei è giovane.

Io lo so quanto guadagna un commissario di polizia.

Siete aperto ora.

Se la goda la vita.

Va bene così.

Va bene.

Vedo che finalmente sta cominciando a capire molte cose.

E non si preoccupi dei soldi.

Basta chiederli.

Grazie.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, così sia.

Senta padre, io non ho tempo. Le lascio qui un pacco con del denaro. Lo utilizzi

come meglio crede.

Aspetti, aspetti!

Ma dove va?

Senta! Si fermi! Signore!

Beh, è favoloso.

C'è da farsi un sacco di risate a pensare alla fascia che farà Cannido

quando gli pubblicheremo sta roba.

Perché lui, di certo, non si divertirà.

Sai che c'è? Forse la scrittura è ancora un po' sgrammaticata, ma d'altronde è

come succede un po' con questi mariscialluzzi che vengono promossi

agenti segreti.

Perché è da lì che viene, no?

Lei è il punto d'arrivo, Maurino, e non si preoccupi del punto di partenza.

Come disse Garibaldi, obbedisco.

E allora?

Che ci volevo fare con sta roba? Lei ha due settimane per far uscire un altro

fascicolo con la foto di Cannito in prima pagina e l'annuncio di prossime

rivelazioni sensazionali. Ho capito.

Solo l'annuncio.

E dopo lo sistemiamo per i festi.

A noi basta avere 500 copie subito.

E intanto si tenga pronto con il pezzo forte.

Non devo insegnarle io come confezionarlo con il materiale in suo

possesso. Allora qui me ne devo andare subito.

C'è manca il tempo per i fiatà.

Scusi, se mi potesse fare accompagna a casa, perché c'è una macchina che mi è

nata in grippa proprio adesso.

Non si preoccupi, l'autista è già avvertito.

Avvocato... Dottore... Arrivederci.

Lei è d'accordo su quest'idea di aggredirli?

È Carrisi che lo vuole. Dobbiamo adeguarci. Speriamo che non porti altri

ostacoli alla conclusione dell'affare. Altri rinvii. Secondo me no.

Dovrebbero scedere subito.

Forse per qualche punto in meno di percentuale non valeva la pena di

scatenare una guerra del genere. Non è più questione di percentuali.

Eccole le conseguenze del tradimento di Ferretti.

Comunque, deve finire questa storia.

Farò tutto il possibile.

Faccia anche l'impossibile.

Se affondo io, affondiamo tutti.

Non lo dimentichi.

E non si illuda che a pagare sia solo io perché occupo un posto pubblico.

Lei sa bene che da certe situazioni non ci si salva dicendo io non c'ero. Perché

lei c'è invece.

Con me e insieme a me.

Su, non perdiamo la calma.

Se no facciamo il loro gioco.

Voglio solo ricordarle che io agito sempre per il comune interesse.

In ogni modo queste infamie non devono essere pubblicate.

Ha qualche suggerimento da darmi?

Suggerimenti da darle?

Lei non ha mai avuto esitazioni.

Ma adesso sa che non posso muovermi.

Ormai ci sono dentro fino al collo.

Credo di sapere chi è il giornalista responsabile di quella pubblicazione. Lo

contatterò. Non esiti un momento.

La forza della nostra associazione deve manifestarsi subito. Stia tranquillo.

Quello puscolo non uscirà più.

Nel frattempo io metto in moto un'interrogazione parlamentare su quello

che hanno fatto con i terreni in Sicilia. Non so se sia opportuno.

Vorrebbe dire la guerra.

Perché? Lei ha qualche timore? No, no.

Terrasini deve pagare il suo tradimento.

Eravamo suoi amici. Noi l'abbiamo tolto dal fondo della provincia siciliana.

Avrà dovuto sottostare a Carrisi.

I suoi legami con l'America sono più forti di quelli che ha con noi.

Voglio vederli tutti in ginocchio.

Quelle carogne.

Le farò avere notizie. Gabriele!

Accompagna il professor Laudeo. Arrivederci.

Ah, professore, buonasera. Non mi aspettavo di trovarla in un posto come

questo. Io sì, invece, come vede.

Ho bisogno di parlarle subito, Maurilio.

Beh, adesso veramente sarei un attimino impegnato, ecco. È una cosa breve, solo

pochi minuti.

Aspettami un attimo, bella, fammi il favore.

Venga.

Chi ha fornito quel dossier a Terrasini?

Ma non lo so. E nemmeno cerco di saperlo, guardi.

Perché questa è una storia che più si sa e più si rischiano guai.

Ma Aurili, quando ho saputo che c'era lei di mezzo sono rimasto profondamente

deluso. Lei sa che presso la mia associazione avrebbe trovato protezione,

solidarietà, come sempre.

Mi sarebbe bastata una telefonata.

Quanto le danno quelli?

Venti a numero.

È ridicolo, sono briciole. Io posso darle in mano a una stazione televisiva

e raddoppiarle quanto prende da quelle sanguisue.

Come si fa, professore?

Rompere l'accordo con quelli lì?

Non c'è compenso, lei lo capisce, no?

Certo che capisco, ma si può sempre trovare un accomodamento.

E ci parlerei con loro?

Non faccia l'ingenuo.

Non si tratta di fare l'ingenuo, perché qui al mondo amici e nemici si cambiano

ogni ora.

Va bene tutto, soldi, gloria.

Ma la cosa più importante per me è la mia sicurezza.

Stia tranquillo, Maurili.

La sicurezza gliela possiamo garantire noi.

Lei mi dovrà solo avvertire di ogni iniziativa futura.

E non faccia errori, eh?

Beh, si figuri.

In questo lei c'ha ragione. Un colpo di telefono non costa niente.

Anzi, può essere molto redditizio.

Ti vedo così contento, così euforico. Sì, sto bene con te, con Corrado.

No, aspetta, ci vuole un altro vino. Non va bene questo.

Ma no, non importa, io non sono un intenditore.

Faremo torto alla cucina di mia moglie. Vado a prendere un'altra bottiglia.

Lei ha visto quell'ignobile pubblicazione con la fotografia e le

minacce?

Sì, ne ho visto una copia.

È una cosa vergognosa.

Sono delle iene.

Suo marito ha molti nemici.

Lo so, lo so.

È proprio per questo che mi raccomando a lei.

Gli stia vicino.

Lo protegga, faccia qualcosa.

Sebastiano non mi ha detto niente, ma credo che l'abbia invitata qui per

parlare di questo.

Da amico più che da superiore.

Ma io... Non so se non ho una posizione tale. Posso fare ben poco.

Non è così poco.

Non è così poco quello che puoi fare.

Scusami, Sebastiano.

Forse non avrei dovuto.

Mi sono permessa di parlare di questa brutta storia con Corrado.

Hai fatto bene, cara.

Io non ho segreti per Corrado.

Dottore, c'è un modo per mettersi al sicuro, per evitare ogni forma di

ricatto.

Se lei avrà la forza di accettarlo, non le potranno fare più niente.

Attaccarla diventerebbe inutile.

E qual è questo modo?

Su, avanti parla, ti ascolto.

Lasci il suo incarico.

Di alle dimissioni.

Dovrei rinunciare alla mia carriera per quattro sporchi ricattatori.

Se questo le può salvare la vita, il suo onore, il suo passato, la tranquillità

della sua famiglia.

Come sarebbe a dire?

Tu credi che quelli siano in grado di distruggermi?

Credi che io abbia paura?

Credi che sia così vigliacco da fuggire?

Tu non mi conosci allora.

Eviterebbe di vedere il suo nome sui giornali.

Potrebbe ricominciare un'esistenza diversa, più serena.

Oddio mio.

Lei davvero non conosce Sebastiano?

Mio marito vive nel suo lavoro.

Tutto il resto non conta per lui.

Mi adora.

Ma lui senza il suo lavoro non vivrebbe neanche un giorno.

Non insista, Corrado.

È inutile.

Gliel'ho detto anch'io tante volte di lasciare stare tutto.

Tu sola, tu sola mi chiamisci fino in fondo.

Se ti avessi ascoltata sempre, se ti fossi stato più vicino,

forse oggi non saremmo qui a parlare di questa brutta storia.

Chiedo scusa.

Le ho parlato ad amico.

Capisco i tuoi sentimenti, ma... non dirmelo più.

Hanno deciso di pubblicare, così ho dovuto consegnare materiale in

tipografia.

Ecco, qui c'è un piccolo premio per lei.

Quando pensate di uscire?

Fra tre, quattro giorni.

Domani notte stampiamo. La tipografia è sempre quella indicata nel bollettino?

No, quella non esiste proprio.

Stampiamo la tipografia Stella, in via della Stella, ma mi faccio il favore,

dottore. Non mi metta nei guai, non mi metta nei guai. Va bene, va bene,

grazie.

Get up and make a move, you've got to go.

He'll be here soon, I'm sure you know.

Wanting all the things that I can't give you now.

Tables are turning, it's a shame. Ellis, selfie!

Scusa, ma adesso non posso, vengo dopo.

Ehi, ciao.

Ciao. Ma con chi ce l'hai tu?

Con nessuno, perché?

Hai sempre un muso. Mica me la racconti giusta.

Che cosa?

Il Medio Oriente sta diventando...

Mi dà un whisky, per favore?

Scusatemi, ma ho dei doveri di padrone di casa.

Sentite quest'ultima. Me l'ha detta stamattina un mio amico al telefono.

Ecco perché le linee per New York sono sempre intasate.

Ambrogio.

Ambrogio.

Non abbandonare mai questo tavolo. Sì, Comendatore.

Dottor Catani, dove va?

Perché non si accomoda qui con noi?

Grazie.

La signora Cucillo, l'ingegner Cucillo e il dottor Catani. Buonasera, molto

piacere.

Non mi ha ancora salutato questa sera.

Mi scusi, Contessa.

Non l'avevo ancora vista.

Io la rimprovero di non avermi nemmeno cercata.

Eh sì, ha ragione.

Sono proprio imperdonabile.

Alice! Come va, cara?

Bene, paparino. E tu?

Bene, bene.

Sono stanca morta, però la festa sta venendo bene, no? Sì, cara, sei stata

bravissima. Domani e domenica staremo più tranquilli da soli. Sei una perfetta

padrona di casa.

Grazie, amore mio. Come va con l'americano?

Cominciamo a capirci.

C'è stato qualche intoppo, ma si sta risolvendo.

Ho visto che ha invitato anche il poliziotto.

Non è un'idea mia, è stato Terasini che ha voluto invitarlo.

Credevo che ti fosse simpatico. No.

Ma perché?

Non lo so, così.

Fermare, fermare qui.

E questo è posto? Sì, aspettami un attimo. Va bene.

Stai indietro, signore, stai indietro, per cortesia. Ma chi è stato? Io non

faccio mai del male a nessuno.

Ma chi è stato? Stai indietro, stai indietro.

Disgraziato. Ma questa è una casa di bene, non lo dovevano fare, è una

catastrofe. Ma che ne faccio? Ti aiuto a me.

La porta è tenera, prende il cortino.

Io non faccio male a nessuno.

Mi hanno fatto zompa.

Indietro, per cortesia, fare l'indietro.

Che è successo?

Un attentato a quadripografia. Ma perché avranno fatto questo attentato? Non lo

so.

Fammi il fuori porta e me l'aeroporto, subito però. E va bene.

Certo che ce ne stanno dei figli di una mignotta, proprio tanti, tanti. Ma si

rende conto se si trovava a passare qualche poveraccio lì, quando è

scoppiata la bomba, che macello che poteva succedere. Tutti i criminali

sarebbe proprio da piccarli tutti.

Ma che lei conosce qualcuno che lavora lì dentro?

Sì. Gli è successo niente? No, per un pelo.

Meno male.

Non ti muovi.

Pronto? Uè, ah, ciao. Sono Maurili.

Senti, mi devi fare un favore, un favore grosso, eh. Scusami, ma... Mi servono 5

milioni. Sì.

Ma guarda che ti do fra una settimana, non c'è problema.

Di che?

Ma quanto c'hai?

Oh, ma guarda che io non te credo. Ogni volta che a me mi servono le tue

sordine, sono finito, oh!

Ma come sarebbe a dinarsi la voce? È appena settimana!

Devo sparire, devo sparire. La vuoi capire? Devo sparire. C'ho un problema,

è per pochi giorni.

Ma, ma a te ridà tutto, no?

Se non presto in casa tua, in campagna, dove stai? A Vindoli?

Passa, passa io, passa io a prendermi la chiave, ci metto un attimo che ce l'ho.

Ma sbrigati che c'ho un gettone solo.

Passo io, presteme casa tua, ti ho detto, pronto!

Oh, pronto!

Ma vaffanculo, va!

Che c'ha il problema?

Torniamo indietro.

Arrivederla, signora.

Comendatore. Sì? È arrivato il dottor Maurini.

È di là? Sì, vuole parlare.

Va bene.

Comendatore.

Una brutta notizia.

Hanno fatto saltare la tipografia. È bruciato tutto.

Io sono corso subito a dirglielo perché ho pensato... Mi dispiace che lei sia

gente, c'è una festa, ma... Vada nel mio studio.

Scusate, scusatemi tutti i signori. Sono desolato, ma devo rubarvi per un momento

il signor Carrisi e... e l'avvocato Terrasini.

Mi dispiace di interrompere la vostra cena.

Caro Salve, questa davvero non me l'aspettavo da lei. Ma come? Adesso che

è arrivata questa meravigliosa spigola, lei mi impedisce di godermela.

Sapevi che mi avresti trovato qui?

Oh no, assolutamente.

Ma neanche tu immaginavi che avresti trovato me. Oh no, assolutamente.

Però mi diverte questa cosa.

di non darci mai appuntamento per l'incontro successivo.

Ogni volta c'è il vantaggio della sorpresa.

Ma l'ho telefonato che sarà manco un'ora. Stavo a casa. Ho preso un taxi

perché c'ho la macchina in officina.

È un macello. Hanno bruciato tutto.

Proprio il giorno che si doveva stampare.

In tempo perfetto.

Di sicuro c'è una talpa, avvocato. Ma chi va a dare quel materiale? Il marcio

sta lì, secondo me.

È andato tutto perduto.

I piombi, i lastri. Meno male che mi ero premonito, avevo fatto fare dei

fotocopie. Per preparare un altro numero, quanto ci vuole? Ma una decina

di giorni, 15.

No, lasciamo perdere, Sorbi.

Come?

Smettiamo? Chi sapeva, oltre lei, della tipografia?

Nessuno. Va bene, le daremo notizie.

Fotocopie ne teniamo anche noi, quante ne vogliamo.

Beh... Allora, se non c'è altro, io... Caro Maurini, che fretta

ha adesso?

Vado a bere qualche cosa anche lei, no? Lei mi permette, commendatore Sorbi, di

invitare a casa sua un amico?

Sì, certo.

Grazie, volentieri. Ho bisogno di tirarmi un attimino su.

Messer Carisi, avvocato.

Maurini, quando è stanco e se ne vuole andare, ce lo dica.

E la faremo accompagnare con una macchina. Grazie.

A che cosa pensi?

Non è molto chiaro.

Al di fuori di noi, chi conosceva l'importanza del dossier?

Maurili e Cattani.

È la prima volta che balliamo insieme.

Anzi, è la prima volta che stiamo insieme in mezzo alla gente.

Mi piace.

Ma perché noi dobbiamo fare i clandestini?

Perché tu sei una mezza mafiosa e io sono un poliziotto.

E sarebbe così compromettente, dici?

Specia per te.

Commissario Cattani.

Non credere che siano tanti gli uomini a cui è stata offerta questa occasione.

Mi scusi, quale occasione?

Di essere pubblicamente l'amante della Contessa Olga Cavastre.

L'ho singato per l'onora, signora Contessa.

Che stupido.

Un po'.

Sì, no, non si dà parte.

Dottor Maurini, l'avvocato Terrasini mi ha detto di accompagnarla.

Quando lei vuole la macchina è là.

Grazie, allora andiamo subito.

Le dispiace se do un passaggio a questi miei amici? No, perché?

Si è comodi.

Dottor Cattani, lei gioca a poker?

Sì, ogni tanto, perché?

Perché il nostro amico Carri si ha voglia di fare una partitina. Ma

domattina mi dovrei alzare molto presto, anzi pensavo di andare via tra un poco.

Ho già invitato anche la contessa Camastra, che ha accettato.

Sa, ho notato che la nostra contessa l'ha proprio sequestrato stasera.

Mi dispiace insistere, avvocato, ma io la mattina devo andare presto in

ufficio. Avanti, andiamo, lei è un giovanotto, non ha bisogno di dormire

molto.

Questa partita può essere molto importante per lei, se avrà fortuna.

Ma dove andiamo?

Ma siete sicuri che questa è la strada per Roma?

Al buio, sai, ci vuole niente andare a finire un sprofondo.

Ma che c'è che succede ora?

Ma dove stiamo?

Ho capito, te ne va di una necessità, tutte e tre insieme.

Aiuto, ma che me lo deve fare?

Aiuto, ma chi mi ha fatto niente?

Ma che sono male?

Aiuto!

Mi ha lasciato il mio verde!

Aiuto, ma chi mi ha fatto niente?

Avrò due centomila.

Ok.

Duecentomila?

Beh, va bene.

Anch'io.

Quante carte?

Una.

Due.

Una.

E due.

Ma chi ha parlato? Ma da che?

Ma voi state sbagliati, lui ha parlato con nessuno, ma da che devo parlare?

E com'è andata a fuoco la tipografia? Da sola? Da sola?

Parla! Se parli te lasciamo andare!

Parla! Parla!

O chi hai parlato? Dì la verità!

O chi hai parlato?

Dì la verità!

Forza! Ma così mi ha ammazzato!

E dilla la verità, dilla!

Chi è?

Non so niente.

Il nome vogliamo, con chi hai parlato? Con chi hai parlato?

Allora!

Una, cara contessa.

Due.

Servite.

Parola, servite.

Cinquecentomila.

Passo.

Due milioni.

Tempo.

È

stato lui.

Non si affarne, Contessa, non le conviene vedere.

Ho un po' per dire Eurasio.

Buonanotte. Scusatemi, ma la serata è stata piuttosto fatecosa.

Buonanotte a tutti.

Maniera curiosa di giocare.

Perché?

Io direi normale.

Hanno voluto tenermi qui finché non arrivava una certa notizia. Vero, dottor

Sorbi?

Quale notizia?

Niente, niente. Non si preoccupi, contessa.

Non mi piace partecipare a un gioco che non conosco.

Ha vinto o ha perso, commissario?

Sono riuscito anche a vincere.

Lei è un uomo fortunato. Eh sì, lo credo anch'io.

Che notizie aspettavano?

No, non lo so.

Ho sentito come... come se la mia vita fosse in sospeso.

L'hai fatto da ostaggio, insomma.

Già, da ostaggio.

A me stesso.

E tu?

Qual era la tua parte?

Dovresti, dovresti saperlo ormai. Non li sopporto più.

Ma ci sono in mezzo.

Certe volte penso che basterebbe così poco per essere felice.

Se tu mi amassi, come ti amo io?

Signorina. Sì, dottore. Ha chiamato il professor Laudeo?

Sì, glielo ho già detto, dottore. In albergo non c'è, non ha lasciato detto

dove sia rintracciabile. Il suo ufficio di Roma non risponde.

Insista. Provi a cercarlo al suo ufficio di Milano, di Firenze. Subito, dottore.

Lo trovi, devo assolutamente parlargli. È urgente.

D'accordo. Ah, scusi, dottore. Hanno consegnato una busta per lei. Posso

portargliela? Va bene.

Avanti. Grazie, vada pure.

Signorina, mi mandi Catani subito.

Nessuna notizia del professor Laudeo.

No, anche all'ufficio di Milano non ne sanno niente. Stiamo facendo altre

telefonate.

Controlli se l'ufficio di Roma ha il telefono guasto. Comandi casomai un

motociclista, ma si sbrighi.

Se ci sono novità o se riesci a rintracciarlo, me lo comunichi

immediatamente. Bene, dottore.

Vieni, vieni, Corrado.

Guarda qui.

Lo conoscevi?

Sai qualcosa di lui?

Sì, ne ho sentito parlare.

Bene, vedi di occupartene.

Voglio sapere se c'è una connessione tra questi due fatti.

La morte di Maurili e l'incendio di questa tipografia.

Si dimetta.

La prego, dottor Cannito.

Mi dia retta. Lasci questo ufficio.

No.

No.

Non sarebbe la fine.

Lo è in ogni caso.

Così almeno salverebbe la faccia.

Salvare la faccia?

E come?

Diranno che l'ho fatto fuori io, quel giornalista.

Perché aveva annunciato delle rivelazioni sul mio conto molto gravi.

Certo, tutto è contro di lei.

Non c'è altra via d'uscita, secondo te?

No, credo proprio di no.

Ma che scusa trovo ufficialmente?

Come faccio a dire me ne vado senza dare spiegazioni?

Esistono sempre le ragioni di salute.

Non riesco a capire, l'audeo non si trova, si fa negare.

L'audeo gioca sicuramente su due fronti. Per lui tutto è più facile.

È un semplice cittadino e non ha responsabilità pubbliche, come invece le

ha lei.

Anche se mi dimetto.

Che garanzia ho che non pubblicheranno quei documenti? Una volta che lei avrà

lasciato il suo posto, tutti avranno interesse ad evitare lo scandalo, che

comunque coinvolgerebbe anche altri.

Si ritiri, dignitosamente.

Cosa c'è?

Alla portineria dell'albergo mi hanno comunicato ora che il professor Laudeo è

partito. Non si sa quando tornerà.

Partito per dove?

Non lo sanno, dottore.

Va bene, ho capito.

Non mi chiami più e non passi nessuna comunicazione.

Mi hanno mollato tutti.

Guarda qui.

Sono le bozze dell'opuscolo che doveva stampare la tipografia bruciata.

Non le leggi nemmeno?

Conosco già il contenuto.

Com'è possibile?

Ho fornito io stesso il materiale a Terrasini.

Tu?

E chi te l'ha dato?

Ferretti.

Sei tu.

Sei tu che mi hai tradito.

Sei stato tu.

Sì, però non voglio che la uccidano.

O peggio ancora, la costringono a tirare avanti come un relitto in mezzo ad altri

omicidi, truffe, illegalità.

Si dimetta, sparisca.

Che ci creda o no, c'è anche dell'amicizia in quello che ho fatto.

Io vorrei che lei ritrovasse l'uomo che era, che ho sempre stimato.

Mi hai rovinato.

Mi hai rovinato.

Proprio tu.

Io potevo tacere.

Continuare a recitare con lei.

Ma non posso più.

Faccia quello che vuole.

Sei pazzo.

Sei più pazzo di tutti.

Dici cose insensate, assurde. Ma perché non vuole capire? Perché?

No! E se lo vuoi sapere io non ti credo nemmeno.

Sono stato io.

Sono stato io a darle a Terrasini.

No, no, non ti credo.

Io non ti credo.

Non è possibile.

Non è possibile che tu mi odi tanto.

Vattene.

Vattene via.

Io non ho bisogno di uno che mi copra di pietà.

Ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a salvarmi.

È troppo tardi.

Lei non si salverà più.

A meno che non si dimetta.

Ma prima che esca il dossier.

A questo punto è inutile continuare a prenderci in giro.

Con Cannito andremo fino in fondo una volta per tutte. E lei lo sa.

Non lasciamo mai a mezzo quello che abbiamo cominciato.

E continueremo così con chiunque altro ci si metta contro.

E poi... è un uomo invecchiato.

È diventato un emotivo.

Il posto che occupa è troppo importante.

Bisogna prendere provvedimenti.

Non possiamo più fidarci.

Non è stata la sua associazione che lo ha collocato lì?

E anche la sua opinione, dottor Sorbi?

Sì, certo, certo.

Gliel'ho detto che il problema non è più quello della percentuale, il 15, il 10 o

il 5%. E perché?

Perché so che le cose hanno seguito un'evoluzione diversa.

Siete fantastici voi, italiani.

Voi la chiamate evoluzione diversa. Ma se è stato l'audeo a compararlo, quel

Maureli, che miglia dite?

Non posso negarlo.

Lo credo.

È stato lui stesso a dirci.

Prima di morire?

Esattamente. Che cos'altro potevo fare, avvocato?

Avreste commesso un grave errore a pubblicare il dossier contro Cannito.

Un errore politico.

Mi perdoni la parola, mister Carrisi, ma l'avvocato Terrasini e il dottor Sorbi

ne capiscono certamente il senso.

Prendete.

Grazie.

La mia nocciolina la prendete e la mia amicizia no.

Non l'ho mai detto.

E nessuno me l'ha mai offerta.

Ma è quello che stiamo facendo.

Perché non si decide?

A fare cosa?

Lasci perdere Cannito e si unisca a noi.

Professore, impegni la sua associazione ad affiancarci a livello politico.

Possiamo anche fare senza di voi. Ne avete avuto la prova, non è vero?

Su questo punto sarei più prudente, Mr. Carrisi.

Sto rivedendo i miei rapporti con Cannitu.

Ma prima di tutto questa corsa alle rivelazioni e ai dossier deve finire.

Voi capite che ne può nascere una catastrofe tale da travolgerci tutti.

Certamente.

Professore, lei sa quello che deve fare.

Cannitu ormai è un uomo bruciato.

Reg, ma è un nome o un diminutivo?

Sì? Corrado, è tutto il pomeriggio che ti cerco.

Ho assolutamente bisogno di vederti.

È una cosa urgente.

Ho preso una decisione importantissima.

Vieni subito.

Vieni subito, ti prego.

Va bene.

Va bene, vengo subito. Mi aspetti?

serve altro signore? va pure a dormire Gabriele grazie buonanotte buonanotte

mi arrendo me ne vado

ho preso la mia decisione avevi ragione tu

si avevi ragione

Do le dimissioni.

Lascio l'incarico proprio come volevi tu. Sono contento che abbia accettato il

mio consiglio.

La mia lettera di dimissioni partirà domani mattina.

Esco da questa sporca commedia.

D'ora in poi diventerò un uomo senza importanza.

Più sereno vicino a mia moglie e ai miei amici.

Ho così poco da vivere ormai.

Vieni, fa un po' freddo. Andiamo in casa.

Avevo proprio bisogno di passare la serata con te.

In fondo, malgrado tutto, sei il mio unico amico.

Gli altri sono solo dei complici e basta.

Ma il rospa gli resterà in gola.

Ho già portato via dagli archivi un fascicolo molto interessante.

L'ho portato al sicuro.

Nella mia casa di campagna in Umbria.

E quando un giorno salterà fuori, molta gente che conta tremerà.

E allora... Io sarò di nuovo importante.

Perché mi guardi

così e mi disprezzi?

Ti faccio schifo?

No.

È che è difficile tornare indietro.

Sia per me che per lei.

Sì, è vero.

E io non ho agito sempre bene nei tuoi riguardi.

Avrei dovuto parlarti più francamente.

Ma non l'ho fatto.

L'avevo sbagliato.

È sicuro di essere sincero con me, almeno adesso?

Perché me lo domande?

Perché vorrei che lei, questa sera, andasse fino in fondo con me.

Sincero? Su che cosa?

I suoi legami con il gruppo di Terrasini.

Forse il consiglio di rapire mia figlia

partì da Roma.

Non sono stato io!

Io sono soltanto responsabile di un silenzio colpevole e di aver

cercato di... di frenarti in qualche modo.

E colonnello Ferretti, mi dica la verità, è stata lei a farlo ammazzare.

Ma come vuoi pensare questo?

Io non ho mai fatto una cosa simile.

Certo, io sapevo molte cose, quello che si preparava, ma non dipendeva mai da me

direttamente. L'ordine non sono io che l'ho dato!

Peccato che io non possa crederle come le credevo una volta.

Hai ragione.

Al tuo posto penserei come te.

Perché si è fatto trascinare in una storia così squallida?

Non lo so.

Non lo so.

è stato quasi senza accorgermene prima un piacere fatto a un amico

poi l'insistenza di un superiore

un altro favore a un uomo politico per

ottenere una promozione un

regalo Troppo grande che ti arriva a Natale.

E poi la carriera facilitata

iscrivendomi all'associazione di Laudeo.

E quando sei diventato importante ecco arrivare un primo assegno accettato

come un gesto di cortesia.

Poi un secondo.

E poi un terzo è una piccola compromissione. E poi una più grande.

Un primo ricatto da subire, un ricatto da restituire ad altri. E i

ricatti aumentano, si moltiplicano, diventano la condizione stessa della tua

vita.

Ti rendi conto che non puoi più vivere senza subire.

o fare subire dei ricatti.

E dopo il ricatto si arriva al crimine.

Finisci per vivere in compagnia del crimine.

Non ti rendi più conto della gravità delle tue azioni.

Intorno a te vedi gente che commette azioni fuori dal comune.

Gente che appartiene a un mondo fuori dal comune.

Sempre illuminato dai riflettori, della televisione,

della stampa, dei congressi, delle conferenze

internazionali.

E allora il prezzo sanguinoso che devi pagare per restare al centro del gioco.

Ci sembra quasi sopportabile.

E un uomo si può perdere così.

Vediamo.

E a che cosa?

No, non ci sono celebrazioni da fare.

Lei ha avuto quello che cercava.

È vero.

Hai ragione.

Ma non riusciranno a distruggermi così facilmente!

Sono rimasto in casa, ho parlato a lungo con Corrado.

Volevo solo dirti che ti voglio molto bene.

Lo so, te ne voglio anch'io.

Sebastiano, perché non vieni su venerdì?

Ti prego. Sì, certo.

Farò il possibile.

Cerca di riposare adesso.

Buonanotte. No, aspetta.

Aspetta. Aspetta.

Dimmi.

Stasera a cena, che cosa hai mangiato?

Pensa, Luisa mi ha preparato la zuppa di pane.

Mi lo dici per farmi un dispetto.

Lo sai che vado matto per la zuppa di pane.

Ti ricordi?

Tua madre me la faceva sempre, quando mi invitava.

Poi dopo pranzo, i tuoi andavano a dormire.

E ci lasciavano soli. Sebastiano, perché questi ricordi? Che cosa è successo?

Ma no, no, niente di straordinario, è che mi sei tornato in mente.

Come eri allora, in quel tempo così felice.

Vedo gli occhi così sereni e il tuo sorriso così.

Io avrei voluto offrirti il mondo.

Corrado, perché non parli?

Perché te la prendi tanto?

Sembra quasi che l'abbia ucciso tu, Cannito.

Vuoi che ti dica di sì?

Vorrei che tu fossi chiaro una buona volta.

Io non ti capisco.

Con chi stai?

Chi perseguite? Chi difende? Che cosa c'è sotto tutto questo imbroglio?

C'è un gruppo di uomini corrotti.

Accecati dall'avidità di potere, di danaro.

Affaristi italo-americani.

Mafia siciliana.

Una piovra.

Che si vuole impadronire dell'Italia.

E tu cosa vuoi fare?

Devo sapere.

Mi devi dire la verità, se no divento matta.

Vuoi sapere tutta la verità?

Adesso tu parli.

Hai capito?

I soldi.

Anche le briciole che arrivano a te.

Sai che cosa sono? Da dove vengono?

Sono lire e dollari sporchi.

Che un mostruoso potere economico fa diventare denaro rispettabile.

Ma sono soldi di armi.

Di droga, di morte, di violenza.

Allora che cosa vuoi da me?

E da tutti gli altri?

Vuoi distruggere tutti?

Che vuoi?

Ma tu davvero credi che io potessi subire il ricatto di Terrasini?

Vuoi sapere chi ha portato Canneto al suicidio? Io!

Li voglio distruggere tutti!

Terrasini, Laudeo, Sorbi, Carisi, tutti!

Ma sei pazzo?

Di che cosa vuoi vendicarti?

Pensi ancora a tua figlia?

Non c'è bisogno di scusa tra noi.

Avevo un amico a cui facevo rapporto.

E lo hanno ammazzato.

Era uno dei servizi segreti.

A lui riferivo tutte le parole... Sì, tutte le notizie che vi strappavo.

Anche le mie?

Certo, anche le tue.

Allora quando mi parlavi... Non ti parlavo.

Ti interrogavo.

Cercavo di tirarti fuori tutto quello che sapevi.

Non ho mai pensato che tu mi amassi.

Del resto non ti sei mai sognato di dirmelo.

Ma tu mi hai usata.

Di liacco schifoso.

Io ti odio.

Ti odio!

E adesso dove pensi di arrivare?

Vado avanti.

Ho deciso, ormai non posso più fermarmi.

E niente mi fermerà.

Cannito è finito.

Adesso tocca a Laudeo.

Poi Terrasini.

Carrisi.

Avanti, avanti.

Fino a dove riesco ad arrivare. A me.

Fino a che non sarai arrivato a me.

Fino a che non ti sarai vendicato di me. Non lo so.

Ma se fosse necessario...

Mi hai fatto questa confessione perché non ti servo più.

Ti ho detto la verità.

Non posso più continuare ad ingannarti.

Avrei voglia di ucciderti per il male che mi hai fatto.

Puoi farlo.

Telefono ai tuoi amici.

E domani stesso farò la fine di Maurili. Ma come potrei? Pensi davvero che potrei

ancora tradirti?

Anch'io ti ho tradito.

Mi hai calpestata.

Umiliata. È come se mi avessi sputato in faccia.

Pentivi anche quando facevamo l'amore.

No.

Questo no.

amore mio

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