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Original subtitles

Non avrei dimenticato i flash.

Ci sono, ci sono.

Se fosse una notizia falsa. Ti ho detto che si tratta di uno che conosco. Uno

che abita proprio là dove è successo il fatto. Era terrorizzato. Ha detto che

telefonava prima a noi che alla polizia. Per farci un favore.

Ecco la macchina, là.

Avvicina, avvicina. È lui, è lui. È la persona che conosco.

Accostati.

Fermati qua.

Morto, morto.

Io uscivo di casa presto, perché lavoro ai mercati generali. Io parcheggio la

macchina qua vicino.

Aspetta.

Aspetta, aspetta.

Dobbiamo essere sicuri che è lui.

Non toccate niente, eh?

Sì, sì è lui.

Forza, forza, sta arrivando la polizia. Parti vicinissimo, primo piano. Poi man

mano che parlo allarghi su di me.

Soltanto pochi giorni or sono, cari telespettatori.

Costatavamo con soddisfazione come la nostra città sembrasse rimanere

incontaminata dal bagno di sangue che pare ricoprire la Sicilia. Ma questa

mattina il dottor Augusto Marineo, capo della squadra mobile, è stato trovato

assassinato nella sua auto.

Lascia moglie e una figlia.

Era un uomo onesto, un funzionario validissimo e stimato che da più di 12

anni combatteva tra noi e per noi la criminalità organizzata. Vedete adesso

le macchine della polizia che stanno arrivando.

Il dottore Augusto Marineo aveva condotto negli ultimi tempi...

Operazioni molto importanti. Ecco, scende dalla prima macchina il dottor

Giuseppe Albero, vicecommissario, il più stretto collaboratore di Augusto

Marinelli.

Non è difficile immaginare lo stato d'animo di quest'uomo di fronte al

cadavere del suo superiore amico, che è stato così barbaramente trucidato.

Via la televisione, basta, basta!

Aspettate le cose che diciamo, non hanno senso.

Sono come per te, per litigare!

Casa Catani, dica. Qui è Roma, Ministero degli Interni. Dottor Catani è in casa.

Sì, ora vedo.

Da Roma.

Sì. Dottor Catani. Sì, sono io. Dica. Qui è il Ministero. Il dottor Delbalzo

la deve parlare. Sì.

Chi era?

Da Roma. Stavate litigando?

Stavamo discutendo. Quando discutete litigate.

E sempre alla mattina presto. Bel modo di cominciare la giornata.

Mamma. Sì?

Pensi che il vostro matrimonio che va a rovina?

Quando si vive insieme, vengono fuori ogni tanto dei contrasti. Ma per voi non

è ogni tanto, sono anni.

Non è che io diventerò una di quelle figlie che fanno sei mesi con uno, sei

mesi con l'altro.

Questo non accadrà mai.

Allora, questo caffè.

Subito. Bello ristretto.

Mi hanno offerto di andare in Sicilia.

Come nuova destinazione?

Sì. Non sarebbe meglio un posto più tranquillo?

Secondo te ci sono ancora dei posti tranquilli in Italia.

Poi la Sicilia è bella. Ci sono stato due anni all'inizio, prima di

incontrarti. Io non ci sono mai stata.

In Sicilia.

Chissà, forse un'esperienza così nuova, diversa, potrebbe aiutarci a

riaccendere tutto tra noi.

Dai che tra di noi non si è mai spento niente.

Solo che siamo molto spesso due tipi differenti.

Tu che ne dici?

Tua figlia vorrebbe sempre vederci in grande tenerezza.

Dai, aiutami a preparare la valigia. Parto subito.

E noi due?

Per adesso vado io. Ci vado da solo. Vado in aereo per un giorno.

Ho un amico laggiù alla mobile, vorrei parlargli.

Sai, si tratta di sostituire il commissario capo che è stato ammazzato.

E allora, prima di accettare, vorrei vedere bene come sono andate le cose.

Da qualche tempo la mafia uccide per difendere le migliaia di miliardi che

ricava ogni anno dal traffico della droga.

Uccide senza un'ombra di pietà umana e in offesa a Dio stesso.

Uccide chi vuole impedirle di uccidere con l'eroina, qui, come in tutto il

mondo, giovani, meno giovani.

Chi la contrasta è sofferto. Don Manfredi.

il più ascoltato quaresimalista della nostra città, braccio destro del

vescovo.

Leggiù in prima fine il fratello, Ranni Santa Maria, giornalista, direttore di

tele Sicilio Occidentale, trasmittente locale. Come dire l'acqua sente al

diavolo. Dobbiamo quindi reagire e non rassegnarci davanti allo sciagurato

intreccio tra chi uccide e chi ordina le uccisioni.

nascondendole nel gioco criminale dei propri interessi, con protezioni

e coperture.

Ricordatevi che chiunque si macchia di un delitto come questo è scomunicato, è

fuori dalla Chiesa, dai suoi sacramenti, lontano dalla grazia divina.

Tra le autorità il più anziano è Scardona, procuratore della Repubblica.

Onesto. Dicono.

Vicino c'è Morelli, il questore.

E vicino a Morelli il vice commissario Altero, che in questi giorni dirige l

'ufficio dopo la morte di Marineo.

E come si muove?

Fa il suo lavoro.

La famiglia Marineo.

La vedova.

La figlia.

Sì, ma le famiglie importanti dove sono?

C'è un funerale che conta di più per certa gente oggi in città.

Il funerale della

Marchesa è l'Onora Pecci-Scialoio.

Morta anche lei tre giorni fa, suicida.

Una grande famiglia.

Tutti i duchi e le contesse su piazza.

È arrivata anche gente da Palermo.

Quelli sono i Palamitone, moglie mia.

Il padre di lui pisciava in testa ai contadini.

quando si radunavano nel cortile del palazzo per fargli gli auguri di buon

anno. Barone Platto, poeta, capo affittando il palazzo per i matrimoni e

i nuovi ricchi.

Signorina Ravanusa, detta la Spilungona, è Ravanusa padre, padrone della banca di

risparmio e credito.

Quella vecchietta è la zia della morte, dei Marchesi Pegora di Salemi, il marito

parente povero.

Terrasini. Uno degli avvocati più famosi della Sicilia occidentale.

Molto ricco.

Ha le mani in pasta.

E le nipoti?

Nubili, un po' chiacchierati.

Il principe e la principessa Trizzolentini.

Che si sono mangiato una fortuna in opere di bene con la confraternita di

San Vincenzo de Paolo.

Adesso sono stati interdetti dai figli.

I Cecili.

Il figlio di lui è fidanzato con la figlia di Ravanusa, la Spilungone.

E quella signora elegante? Olga Camastra, contessa per virtù di

matrimonio. Figlia di serbo. Ha sposato il conte quando stava più di là che di

qua. Adesso vedova, costruisce.

Sta in affari.

Raffaella Pecci-Scialoia, figlia unica di Donna Eleonora, la morta.

La chiamano Titti.

Faccia strana.

Un po' malato.

Era il dispiacere.

Santino! A moto.

Scusate, posso passare?

E quello è Santa Cirinna.

Lo sciolto in istruttoria per associazione a delinquere e traffico di

droga. Mancavano le prove.

Possiede un autosalone nella città bene.

Discende da una dinastia di mafiosi che gli ha riempiti di fascicoli in quest

'ora.

Ma quelli, i nobili, a Cirinna lo accettano?

Non lo vedono nemmeno. Ma lui si intrua qua.

Guarda là, fate passare. È la figlia della morta, quella che si è ammazzata.

Sono

vicino.

Così dicono, con le voci.

Ma io non ci credo.

Una perciscia l'oglia non si abbassa con uno così.

Però, chi lo sa.

E' un film? Il televisore collegato direttamente con la luce. Americano? Hai

trovato niente?

No, niente. Continua tu.

Senti, ma la famiglia Marineo non era qui al momento dell'omicidio? No, si era

già trasferita a Salerno da sei o sette mesi. E perché li aveva spediti via in

anticipo? C'era qualche ragione per restare solo?

Vorrei poterle rispondere a questa domanda.

E chi frequentava?

Fuori l'ufficio, vuole dire.

Il circolo dei notabili.

La solita vita.

E dopo il delitto è venuto qualcuno a perquisire la casa?

È venuto il vicecommissario Altero a dare un'occhiata.

Quella notte sono successe cose strane.

Io dovevo comunicare col commissario Marineo per ragioni di lavoro.

Lo cerco a casa, non c'è.

Lo cerco in ufficio, non c'è. Guardo l'orologio le due di notte, nessuno sa

dov'è. Mi sono preoccupato.

Perché non hai avvertito il terzo?

Era fuori anche lui.

Aveva telefonato una donna per lui, due ore prima. Io gli ho passato la

chiamata, prima di uscire di pattuglia notturna al porto.

Sai chi era la donna? Non l'ha detto.

Senti, non è che niente niente gli tiene il gioco con l'amante, eh?

Dottore, pure ruffiano mi fanno.

Com'era la voce della donna che ha telefonato ad Altero?

Un po' ansiosa, mi pare.

E poi, che cosa è successo?

Era quasi l'alba quando sono arrivato dal servizio.

Altero era lì nel suo ufficio, seduto.

Fumava senza dire una parola.

Io gli ho fatto rapporto e non mi ascoltava.

Gli ho detto che non avevo trovato il commissario.

Niente, non rispondeva.

Poi è arrivata la telefonata anonima. Uno sconosciuto che aveva trovato l

'automobile.

Quando siamo arrivati lì c'era già la televisione.

Abbiamo trovato il commissario Marineo morto e ammazzato.

L'avevano tirato fuori dall'automobile, sparato a bruciapelo e rimesso dentro.

Ma non c'erano pallottole, bossoli nella macchina, da qualche parte?

No, bossoli no, era un'arma a tamburo. E non c'erano neanche tracce di colpi nell

'automobile, nella carrozzeria, né dentro né fuori.

Quanto all'assassino doveva conoscere molto bene Marineo.

Un confidente magari.

Uno importante, se gli ha dato un appuntamento così in un luogo deserto di

notte. Di confidenti il dottor Marineo ne aveva di ogni genere, piccoli,

grandi.

E adesso?

E adesso finiti, finiti con lui.

Dei confidenti che aveva Marineo non aveva mai parlato a nessuno, nemmeno con

Alter.

Peccato, eh?

Eccoci all'aeroporto, dottore.

E allora, ufficialmente, quando ci rivediamo?

Ufficialmente arrivo fra qualche giorno.

Ma non sono ancora sicuro che accetterò questo posto. Mi aspettavo un incarico

più importante.

Devo parlare con un pezzo di rosso che conosco a Roma.

Perché il suo corpo è stato trovato all'estrema periferia. Allora questo che

vuol dire?

O lui è stato ucciso altrove...

e poi è stato trasportato lì e non si sa perché.

Oppure non si è trattato di un agguato, ma di un semplice appuntamento a cui si

è regato in un modo molto imprudente.

Cominci con un incarico impegnativo, ma non mi sembri entusiasta di questo nuovo

posto. Beh, certo, finire in provincia non è che sia... Lo so che meriti di

più, lo so.

Ma anche tu sai che da tre anni sono stato messo da parte.

E da questo esilio che devo a certi amici...

Per quello che riguarda la polizia non ho più voce in capitolo, ma ho trovato

nuovi amici e l'ingiustizia che ho subito sarà riparata.

E se avrò una certa nomina, la mia autorità sarà decisiva in molti

ambienti.

Quindi io ti consiglierei di accettare.

Molto bello qua.

Lo sa cosa mi fa pensare?

A quando ero ragazzo al paese.

Lei era già un mito. E sa come la chiamavano?

Come?

L'uomo di Roma.

Io, l'uomo di Roma.

Mi ricordo che c'era un sacco di gente che le chiedeva favori e lei era gentile

con tutti.

Eravamo a casa di quel nostro cugino in comune, Don Peppino La Luce.

Io stavo in un angolo, bevevo la mia aranciata e la guardavo.

E pensavo che quando uno diventa famoso, in fondo ha anche un sacco di seccature.

Tu sei un'eccezione.

Sei il solo che non mi ha mai chiesto niente.

Teoricamente dovrei diffidare di te.

Ma dimmi, come vanno le cose con tua moglie?

Nel bene e nel male sono 13 anni che siamo insieme.

Io sono stato testimone del vostro matrimonio e mi sento un po'

responsabile della felicità di tutte e due.

Dottor Catani, commissario Altero a sua disposizione. Buongiorno. Il vice

commissario Leo De Maria. Lo conosco, è stato mio allievo alla scuola di

polizia. Venite.

Mia moglie e mia figlia. Piacere.

Bagagli su quella macchina.

Buongiorno, De Maria. Ciao, Paola.

Non ti ricordi di lui?

Sì, ci siamo conosciuti a Firenze due anni fa. Era una bambina, non ti

ricordi? Ah, sì.

Venga, signora, la macchina è da questa parte.

Dottor Catani, mi dispiace ridiscendere la passerella.

E perché?

Sono Nanni Santamaria, della Tele Sicilia Occidentale.

Senta, lei dovrebbe risalire sulla nave e redescendere la passarella.

È questione di un attimo, scusi, siamo arrivati in ritardo.

Le occasioni si prendono a volo, mi dispiace. Ma qualche dichiarazione, un

'intervista. La prossima volta.

Arrivederci.

Che mare meraviglioso.

Ma è una città piccola.

Non tanto, ha 70.000 abitanti.

È stata veramente un'occasione. Dopo la morte dei vecchi, figli e nipoti si sono

trasferiti a Palermo ed hanno lasciato questo appartamento disponibile.

Ben arrivati.

Prego, prego signore.

Chi ha messo questi fiori?

È stata lei? Sì, signora. Come si chiama?

Irina. È stata la domestica dei padroni.

Resterà con voi.

Grazie, Irina.

Beh, io adesso devo andare.

Spero che la casa vi piaccia.

Papà, si sente l'odore del mare.

Esagerata. Tu hai troppa fantasia.

Ma no.

Prova a respirare forte.

Sì, si sente, prova.

Sì, si sente qualche cosa.

Papà, hai visto che la cameriera ci ha preparato un mazzo di fiori? Come sono

gentili qui. Sì, è vero, sono molto gentili.

Benvenuto, commissario, nella nostra città.

Buongiorno. Buongiorno. Cominciamo bene.

Ciao, signorina, come ti chiami?

Paola Catani, e tu?

Pesce. Che cos'hai? Sei incantata?

Non so.

Forse questa casa.

Ci sono tanti ricordi di cose solide, di sentimenti

incrollabili.

Gente che è entrata qui giovane ed è invecchiata.

Insieme.

Piatto speciale? Speriamo che vi piaccia. Sarà sicuramente un capolavoro.

Buongiorno, signor Procuratore. Buongiorno. Dovete che rappresenti il

dottor Cantani, il nuovo capo della squadra mobile.

Signor Procuratore.

Non me l'aspettavo così giovane il capo della squadra mobile. Se vuole mi

rimetto subito.

Che dice mai, che dice mai, mi congratulo. Da Roma mi hanno parlato

molto bene di lei, sa. È un uomo energico, capace, intelligente,

preparato.

Prego, prego.

Dunque, devo continuare con i complimenti? Devo confessare che i

complimenti mi fanno molto piacere.

Lo credo, lo credo.

Grazie per la visita premurosa. Dovere. Poi ho bisogno del suo aiuto. Io questa

città praticamente non la conosco.

Io poco meglio di lei e ci sto da vent'anni. In ogni modo, se posso

esserle utile, si figuri.

Non ho notato molta indignazione tra la gente qui per gli ultimi fatti accaduti.

Non so.

Ormai qui come altrove ci si sta abituando a tutto.

Da queste parti le paure e i sentimenti non si gridano.

Ma questi silenzi possono aumentare la confusione.

Onestamente questa sua confusione io non la vedo.

Qui è tutto limpido.

Marineo era già stato minacciato.

Un funzionario di prim'ordine che ha pagato con la vita la sua onestà. Che

cosa ci trova di confuso lei in tutto questo?

Certo che una pallottola sia uscita dalla canna di una rivoltella, abbia

colpito Marineo e Marineo sia morto, tutto è assolutamente indiscutibile,

anzi limpido, come dice lei.

Ma è dietro che non... Non mi sorprenda con dei pregiudizi, eh?

Anche lei.

Qui lei deve fare giustizia.

Arrestare l'assassino e gli assassini di Marineo e fornirmi le prove per mandarle

all'elcastolo.

Stavo pensando, quante stanze matrimoniali abbiamo avuto?

Sei credo.

Forse ce la facciamo a ricostruire questo nostro matrimonio.

Non lo credo.

È un'idea fissa la tua.

Per te è già a pezzi.

Ma no, è quello che è.

Sono noiosa, monotona.

Petulante? Ma non ti diverto un po'? Un po'? Sì, sì.

Dopo tanti anni non mi hai ancora perdonato. Senti, non ricominciamo. Non

lo so. Ma avevamo detto che non se ne parlava più.

Dopo tanto tempo.

Ma se avessimo un altro bambino?

Non credo che servirebbe se per questo.

Ma avvengono tanti nuovi sentimenti quando nasce un bambino.

Perché no?

Ma perché no?

Credi?

Tutte queste indagini bisogna riprenderle da zero.

Comincerei per esempio da questo santo Cirinna.

Esatto. Marineo ha condotto due inchieste su di lui.

Tutte e due le volte prosciotti in istruttore.

Perché gli elementi d'accusa erano abbastanza deboli.

Questioni di donne mascherate da questioni razzali.

Accuse di mariti cornuti.

Cirina prima di tutto è un femminario.

Lo sai cosa vuol dire da queste parti?

Io non ci perderai tempo.

Per non perdere tempo dove dovrei puntare gli occhi secondo lei?

Sul quadro generale della malavita di questa città.

Ma quali erano le indagini pericolose che Marineo conduceva nel quadro

generale della malavita di questa città?

Allo stato delle cose, direi tutte.

O nessuna.

Insomma, lei non ha idea di chi l'abbia uccisa?

No, prendendo in mano le indagini e portandole a fondo, come dice lei.

È quello che faremo, quantomeno.

Beh, se ha bisogno di me io al caso mangio.

Commissario, l'agente Martini vorrebbe dirle qualcosa.

A proposito di Marineo.

Fallo accomodare.

Vieni, Martini.

Allora, Martini. Ecco, il febbraio scorso il dottor Marineo mi incaricò di

pedinare una persona.

La marchesa Pecciscialoia. E l'onore a Pecciscialoia? No, la figlia.

E che cosa hai scoperto?

Niente, perché la sera stessa il comitare mi telefona a casa dicendomi di

sospendere tutto.

Come se lo spiega De Martini?

Non so, è come se improvvisamente avesse cambiato idea.

Vabbè, certo che ha cambiato idea.

È tutto?

È tutto.

Può andare, grazie.

Marino e Titti Vecci sono noi.

Che cos'è questa storia?

Io non so che cosa dire.

Comunque posso cercare di sapere di più su quella ragazza.

La conosci?

È l'ultima discendente di una nobile famiglia siciliana.

È bella?

Sì, è bella.

Pensa che sua madre si è suicidata, giorni fa.

Allora la conosci bene.

La conoscerò.

Dovrò farle qualche domanda.

Formalità.

Signora, sempre bellissima. Sempre gentile.

Buongiorno.

Assessore, ma che fai? Sempre al basso?

Quel

giovanotto

la sta abbracciando.

Ma chi è?

Ecco, questo è il tuo primo amico siciliano.

È grandissimo!

Certo. Grazie.

Mamma, puoi risparmiarti il gelato? Ma no, Paola, non devi mai rinunciare a

qualche cosa se ti piace. Prendi le due, casomai.

Tano, agli ordini della signorina.

Quanto sei grande.

E anche pesante.

Credo che lei abbia esagerato con quel burazzino.

Non ho protestato prima perché Paola era felice. La lasci felice finché si può.

A proposito, come sa che mia figlia si chiama Paola?

Sono informato.

Ma anche su di lei, Else.

Svizzera di lingua francese, francese e svizzera.

Parigi, Sorbona, belle arti.

Ma non è corretto?

È piacevole.

Che cos'è, guarda?

La sua bellezza.

Prevedibile, vero? Glielo dicono tutti.

Un'invenzione che usano in molti. Nei paesi civilizzati.

Basta, basta, basta, non parlerò più della sua bellezza per oggi.

Poi invece alla fine del secolo scorso questo termine mafioso entrò nella

nostra lingua come ad esprimere un esagerato concetto della forza

individuale. Sì, insopportazione della prepotenza altrui, ma amore per la

propria. e diritto a farsi giustizia anche al di fuori della legge.

E' interessante come ritratto. Ma diciamo che il mafioso rispettava,

voleva essere rispettato, era un uomo coraggioso che non sopportava la mosca

al naso.

Ma che è venuto a farci la lezione di storia?

Stai sicuro di conoscerlo bene?

Non sarà un fesso?

No, sta sicura.

E' emersa la verità.

Cioè la mafia esiste là dove i cittadini non credono nello Stato e dove lo Stato

è debole.

Ma... Sul piano pratico, lei cosa... Sul piano pratico io mi rivolgo a tutti i

cittadini perché mi dimostrino che credono nello Stato.

Aiutandomi nel mio lavoro, dandomi i loro consigli, segnalandomi i casi

sospetti, con le loro intuizioni.

Ha ragione, lo aiuteranno tutti.

Speriamo.

L'aiuteranno tutti, non è vero Irina?

Insomma un invito alla delazione.

Diciamo che i ramisecchi si tagliano con qualsiasi scure, purché sia una scure

armata di buona volontà e con una lama bene affilata.

Cos'hai?

Ti ha messo di cattivo umore?

Tu vuoi veramente sposarmi?

Ma certo!

Non hai cambiato idea, in fondo l'amore l'abbiamo già fatto.

E potresti anche chiudere questa bella avventura. No, zitta, io voglio restare

con te.

Ti sei informato sulla mia famiglia?

No, perché?

Sei della polizia, avresti dovuto farlo.

Se proprio vuoi sposarmi, ti devo dire una cosa.

La mia famiglia ha avuto a che fare con la giustizia.

Mio padre, poveretto, è morto.

Ma mio fratello è in prigione, a Volterra.

Sei rimasto male, eh?

Ma che cosa ha fatto?

Riciclaggio di denaro sporco, tre anni.

È solo un ragazzo debole.

Adesso possiamo anche dirci addio da buoni amici.

Io voglio sposare te, non la tua famiglia.

È arrivata la conferma dalla clinica di Palermo.

È tossicodipendente.

La madre l'ha fatta ricoverare un paio di volte per tentare di farla smettere.

Niente altro.

Ecco perché si è attaccata a Cirinna.

Lui la rifornisce di droga.

E lei in qualche modo deve ricambiare.

Per Cirinna potrebbe essere solo un fatto di ruina e di soldi. Lei ne ha

molti. Nel caso Pecci e Scialoia c'è da spremere.

Comunque noi seguiamo le indicazioni di Marinelli.

Lui l'ha controllata, noi faremo la stessa cosa.

Andiamoci a prendere un caffè.

Non dire nulla ad Altero di quello che stiamo facendo.

Perché?

Perché gli ho chiesto se ha qualche idea sugli assassini di Marineo. Mi ha detto

nessuna. E nessuna mi pare un po' troppo.

È stato per anni con Marineo e non ha nessuna idea di chi lo ha ammazzato.

Magari è anche un'idea sbagliata.

Marineo è uno che parlava poco, dottore. Posso assicurarglielo anch'io. Si, ma

Altero non mi convince.

Ho dei dubbi.

E magari dubita anche di me. Io dubito di tutti.

Dubito anche di me.

Comunque fissiamo un appuntamento con Titti Pecci Scialoia. Domani in ufficio

va bene?

No, a casa sua.

Interessa vedere dove vive.

Zucchero, dottore.

Dove?

Stasera. Ti fai bellissimo.

Celebriamo. Che cosa?

Noi tre insieme.

Cena sul mare a Palermo, si ti va di guidare.

La mia Santa Maria mi ha dato due o tre indirizzi.

Hai dimenticato una buona abitudine che avevi. Quale? Lavarmi la schiena.

Ah,

le buone abitudini non si dimenticano mai, dai.

Mi siete visti?

Alla piscina, al circolo.

Ha stato molto gentile.

È stato molto gentile.

Ha stato molto gentile, è galante.

Sei geloso?

Vuoi sempre l'aria di una che corre dietro un autobus e che non lo raggiunge

mai.

Fermati e aspetta e vedrai che l'autobus ripassa.

Invece niente, sempre con questi giochetti dalla gelosia.

Se non sono geloso non ti amo, se sono geloso ti amo, ma sono moralista.

Comunque stasera non posso.

Allora, che cos'è questa? Una punizione?

Ma quale punizione, dai?

Perché ho fatto la civetta? No, è solo perché stasera ho da fare.

E adesso chi lo dice a Paola? Eh, glielo dico io.

Paoletta, guarda che io stasera devo andare a lavorare, mi dispiace.

E quel bamboccio da dove esce? È un pupo siciliano regalato da Nanni Santa Maria.

Vabbè, ma io questo Santa Maria me lo ritrovo dappertutto.

E poi perché non l'ho visto prima?

L'ho tenuto una settimana nell'armadio. Nell'armadio?

Ma questa è follia pura, perché l'hai nascosta nell'armadio? Perché se tu lo

vedevi il primo giorno me lo facevi ridare indietro, non è vero? Certo,

perché sono un commissario di polizia e non posso ricevere regali, e tantomeno i

miei familiari. Scuso, ho sbagliato. Vedi Paola, se noi cominciamo ad

accettare regali, la gente può anche pensare che siamo disposti a farci

comprare, capito?

A me questo pupazzo piace, però se la gente dovesse pensare male di noi,

io posso restituirlo.

Questa volta tienilo.

Ciao.

Ciao, Alessandro.

No, perché noi dormiamo all'altra parte del palazzo.

Sono andato dalla signora Titti e mi è svegliato. E sono arrivato fin qua,

finché ho visto la signora Marchese morta per terra e suicidata.

Sì, è vero. Mia madre si è uccisa proprio lì, sulla soglia di quella

porta. Il suo guardaspalle poteva chiederlo direttamente a me.

Senza infastidire un vecchio domestico.

Veramente quel signore non è un guardaspalle.

Ha un giovane funzionario di polizia, come l'ho detto prima.

Guardaspalle? È una parola offensiva?

No, è soltanto inesatta.

Allora mi scusi. Si figure, mi chiami pure come vuole.

L'interrogatorio continua.

Mi rendo conto che la stiamo disturbando in un momento particolarmente doloroso

per lei, d'altra parte... Sì, insomma, anche se si tratta di una visita

ufficiale, il nostro...

Il nostro incontro si può considerare anche un incontro amichevole, se vuole.

Ruggero, ci porti qualcosa da bere, per favore? Ci dispiace molto tormentarla

con questi ricordi.

Lei era al corrente che sua madre possedeva una rivoltella?

Nero al corrente?

Io?

No. Io?

No.

Le dispiace se andiamo a parlare di là?

Venga.

Grazie, Ruggero, vada pure.

Facciamo noi.

Allora, bibite o liquore? Ma io direi bibite. Abbiamo un po' sete.

Dottor Catani, io torno in ufficio.

Va bene. Grazie per l'aranciata.

Mi scusi ancora, non volevo... Non lo dica nemmeno. Non si disturbi, conosco

la strada.

Buongiorno.

E adesso che l'ha mandato via, qual è la prima domanda?

Posso sedermi da qualche parte?

Prego.

Un po' meglio adesso.

La ringrazio di avermi portato via da là.

Quella porta, quella soglia, è un posto della casa che vorrei dimenticare per

sempre.

Lei ha mai avuto il sospetto di essere piedinata?

Io? No, mi dica soltanto se ha mai avuto questo sospetto.

Ma non lo so, se poi uno...

Se uno ti pedina, come te ne accorgi? E poi... Poi?

Ma perché poi? No, no, non importa, guardi, era soltanto una domanda.

Vuole fumare?

No, grazie, non mi va. Le dispiace se vuoi? No, no.

Immagina qualche motivo per il suicidio di sua madre.

Beh, i giornali hanno scritto tante cose.

Figuriamoci, una nobildonna di una famiglia che discende dai normanni si

uccide qui.

in una piccola città dove non succede mai niente di simile.

Si sono buttati sull'argomento e hanno anche scritto che eravamo rovinati

economicamente.

Non mi interessa quello che hanno scritto i giornali.

Mi interessa quello che pensa lei.

Mia madre non era felice.

Io credo che sentiva di invecchiare.

La giovinezza per lei era tutto.

Gli altri sfiorivano, lei no.

Passava in mezzo a quelle della sua età come...

A me pareva come un fiore fresco in un mazzo di fiori appassiti.

Ma poi, improvvisamente, la salute cominciò ad abbandonare.

E lei passava il tempo, terrorizzata, ad esaminare la sua pelle, le prime rughe,

a contare i capelli bianchi, come una che si sente in agonia.

Così.

Era stata una bellissima donna.

Anzi, lo era ancora.

Io glielo dicevo sempre.

Sei bella, mamma.

Lei era triste, aveva i nervi a pezzi.

Beveva? Ma no, assolutamente.

Era una depressione morale, psicologica.

E poi quando lei ha trovato il corpo di sua madre ha chiamato la polizia.

No, io ho chiamato il medico. Perché avrei dovuto chiamare la polizia?

Allora è stato il medico a chiamare la polizia dopo.

Ma che ne so io, non lo so. Io ero sotto l'effetto di un tranquillante, non mi

ricordo. Mi scusi, sono un po' crudele.

Lei è molto provata e io... Io non capisco.

Che cosa non capisci?

Io non capisco perché lei è venuto qui.

Io sono venuto qui per... per conoscerla.

Tentare di diventare suo amico.

Buonasera. Dottore, è sangue.

Quale gruppo appartiene?

Un gruppo molto raro, una BRH negativo.

Il tecnico dell'elaboratorio dice che c'è stato uno qui da noi con lo stesso

gruppo sanguigno.

Gli ha fatto la scheda quando ha dovuto eseguire l'atopsia.

Marineo?

Esattamente, lei lo saprà, dottore.

No. Come no?

Mi sorprende.

Allora, mi scusi, mi sveglia il mistero di questi fiammiferi. Ma lei dove li ha

trovati?

Sotto un posacenere, a Palazzo Pinci-Scialovai.

Chi doveva pulire intorno non ci aveva fatto caso.

Era molto più preoccupato dalla poltrona che doveva essere inondata del sangue

della vittima.

Infatti gli hanno cambiato la tappezzeria.

Lo sai com'è? Trovarne uno uguale uguale è molto difficile, dopo tanti anni.

Ma tu potresti dirmi giustamente, quel sangue appartiene all'Onora Pecci

-Scialoia. E invece no.

Vedi, pure io c'ho i miei fogliettini.

E l'Onora Pecci-Scialoia ha un altro gruppo sanguigno.

Quindi quello non è il suo.

Ma è il sangue del dottor Marinetti.

L'assassinato a Palazzo Becciscialoia.

Certo.

Lo spanno?

Dica al dottor Avanusa che sono qui. Subito, signora Contessa. Buongiorno,

Contessa. Buongiorno.

Senta, una merda. Usi la mia.

Lei è molto gentile.

Non l'avevo mai vista qui. Vive in città.

Sì, da poco.

Mi dicono che questa sia una buona banca.

È la mia.

Di quali affari si occupa? O sono indiscreta?

No, affari.

Io mi occupo, per così dire, di delinquenti.

Non mi dica.

Allora lei sarebbe... Esatto.

Il nuovo capo della squadra mobile.

Vuole aprire un conto qui.

Conosce già il dottor Cattano? Certo.

Permette, Alfredo Ravanusa.

Onorato di averla come correntista. Per qualsiasi cosa chieda di me o del

ragioniere Lospano qui presente.

Sì, in effetti vorrei evitare le seccature degli assegni fuori piazza. La

mia banca è a Milano.

Immagino che anche il mio predecessore, grazie, il dottor Marineo, avrà fatto la

stessa cosa.

No, no.

Purtroppo non odierò mai con noi.

Ma questa è la banca numero uno, no? Sì, ma non ci onorerò mai.

Contessa, vuole accomodarsi?

Commissario. Grazie, arrivederla. Arrivederla.

Sempatico, educato, una brava persona.

Sì, bisogna frequentarlo.

Questo è il mio libretto.

E questo è il libretto, diciamo, misterioso.

Stessi timbri, stessi caratteri.

Su questo libretto c'è scritto annullato. E da una perizia calligrafica

risulta che è stato scritto dal commissario Marineo.

Quindi Marineo ha un conto segreto alla banca di Ravenosa. Leo, devo scappare da

Don Manfredi, ci pensi tu?

Sì, sì, vai, Anna, non ti preoccupare. Arrivederci, commissario. Arrivederci. A

proposito, io vorrei sapere che regalo vi posso fare per le nozze.

Beh, per me un giradischi e per Leo una racchetta da tennis.

Differenze culturali.

Benissimo. Ciao, Anna. Ciao.

Grazie per gli spaghetti, eh.

Un bravo ragazzo. Assiste tossicodipendenti. Bravissimo.

Senti, adesso noi dobbiamo sapere assolutamente con quale falso nome

Marineo firmava questi assegni.

Così noi possiamo scoprire quanto denaro muoveva, perché lo muoveva e perché.

Dottore, quando si tratta di sagrato bancario tutti fanno quadrato. Sì, ma io

non voglio assolutamente chiasso. Nessuno deve scoprire che cosa facciamo.

Allora?

Forse la strada ce l'ho.

Quello è uno che lavora nella banca di Ravanosa. Mi deve molta riconoscenza.

Due anni fa, se poco poco era una carogna, lo mettevo dentro.

Allora? Allora, banca di risparmio e credito, il conto 804-36 appartiene a un

certo Antonio Fiordaliso.

E chi c'è dietro?

Questo non lo sa.

Comunque il conto è stato chiuso il 14 di giugno scorso.

Il giorno dopo l'assassino di Marinè.

Questo rapinatore è sistemato, dottore. Non è stato stamattina.

Chi era la donna che le telefonò la notte della morte di Marineo?

Non mi ricordo adesso.

Ho ricevuto un sacco di telefonate. Eh sì, tre per l'esattezza.

Sono segnate sul registro del centralino.

Due erano telefonate di servizio e la terza era una voce di donna.

Le arrivò due ore prima della telefonata anonima che annunciava la morte di

Marineo.

Beh, sarà stata mia moglie, non mi ricordo.

Subito dopo lei è scappato di corso, per andare dove?

A casa, probabilmente. No, a casa non c'era.

La chiamò Leode Maria, lei non rispose.

Invece ha richiamato lei mezz'ora dopo.

Dottore, ma cosa le passa per la testa?

Non si agiti così, altero. È solo un controllo delle telefonate in entrata e

in uscita.

C'è chi va e c'è chi viene.

Però per quelle due ore lei non ha un alibi.

Ma insomma, Altero, da uomo a uomo, mi dica la verità.

C'è una femmina?

Da uomo a uomo, non glielo dico.

Ah, lo sa che siamo stati invitati, mia moglie ed io, dal banchiere Ravanusa ad

una festa presso un circolo privato.

Un circolo con un nome strano.

I Culturati, credo.

E' socio anche a lei?

Perché non risponde? Non vuole che ci vada?

Dottore, io l'avverto.

Quello è un circolo chiacchierato.

Se non lo sa e ci va, fa da copertura.

Se invece lo sa e ci va lo stesso, significa che è pronto a trattare con

certi ambienti. A trattare che cosa? Il mio prezzo?

Forse io sono un po' troppo caro, però, per Ravenous.

Ma forse no.

Comunque ho promesso a mia moglie di portarla e ce la porterò. Sa come sono

le nostre mogli. Un po' dispotiche. La mia come la sua.

Infatti quella notte bastarono due parole di una donna al telefono.

E lei fuggì di corsa.

Come una lepre.

E che fa, non balla? È ancora un ragazzo, capirei se adesso ha la mia

età. Mi dicono invece che lei è un buon giocatore di tennis.

Eh, ultime poche. Il buio della vecchiaia è vicino. Bugie.

Io finirò per le strade con i pensionati a manifestare per un piccolo aumento.

Lei avrà una vecchiaia opulenta, la sua banca un fiore d'oro. E chi gliela deve?

Che poliziotto sarei se non facessi delle indagini sulla banca dove ho

depositato i miei risparmi. Allora avrà anche saputo che il fiore dà frutti

profumati. Profumati sì.

Il fiore ha uno spelo delicato.

Forse è un fiordaliso. Mai visto un fiordaliso in vita mia. Non mentendo del

botano. Lei beve?

No, grazie.

Eccola qua, finalmente.

L'ho cercata dappertutto, le devo parlare. Ha visto? Alla mia età bisogna

appoggiarsi a qualcuno. Direi sostegni invidiabili per ogni età. Sono le mie

due care nipotine, Rosa e Silvana.

Andate a ballare ora, figliole belle.

Ci vediamo dopo.

Io spero che lei chiarirà l'affare Mareneo.

Come saprà, io difendo gli interessi della vedova. Ha già dei sospetti?

Avvocato, ma le sembrano cose da chiedere proprio al capo della mobile.

A che dovrei chiedere? Ciao, caro. No, parliamo seriamente.

Quando posso vederla? Nel suo ufficio, naturalmente.

Quando vuoi.

A proposito, poco fa un tizio mi ha parlato proprio di Marineo.

E poi è sparito.

E non riesco più a trovarlo.

Le ha detto il suo nome?

Sì, Fior d'Aliso.

Fior d'Aliso?

Curioso. Mai sentito un nome simile. Pure ridicolo, eh?

Sì? È arrivato l'onorevole. Vengo.

Se ritrova quel tale, lo presenti anche a me.

Con permesso.

Queste poltrone sono scomode. Tritano il fondo schiena.

Dottor Cattani.

Buonasera. Lei è da quando ci siamo conosciuti che mi sfugge?

Ha paura di me?

Forse.

Non ci ho pensato.

Dica la verità, quanti orribili delitti mi carica sulla coscienza, visto che mi

occupo di edilizia. Cioè lei vuol dire quanti cadaveri avrebbe messo nei piloni

di cemento?

Mi vede così.

Posso essere sincero?

Non si offenda.

Non esageri però.

Nemmeno uno.

È quasi offensivo.

Però lei ha ragione. Mettere i cadaveri nei piloni di cemento non è una cosa

molto elegante.

Basta, basta. No, no, no, è troppo. Però lei in compenso ha fatto ammalare molte

persone vive.

Che cosa vorrebbe dire?

Dicono che lei è una regina di cuore.

Come vorrei che lei mi pedinasse.

Mi dispiace.

Ma non ho ancora motivo per farlo.

È un po' brilla, eh?

No, dottore, è solo un'affermazione sacrosanta di proprietà.

Siete una bella coppia.

Anche voi due?

Troppo tardi, è arrivata prima lei, qualche anno fa.

E di me Santa Maria, che cosa pensa?

Io male.

Sa, Nani, che mio marito è geloso di lei.

Ecco, adesso comincia col discorso disinvolto e spregiudicato. E anche

fuori moda, scusatela.

Ha bevuto un po'. Nemmeno un goccio, vero, Nani? Sì, sì, sì, sì, confermo. E

allora ancora peggio.

Lui è geloso di Santa Maria e io sono gelosa della Contessa Camastra.

Siamo una copia gelosa.

Che cos'è questa?

Un regalo della Contessa.

Mi ha detto che mi sta bene.

Scusami.

Passi per il pupo siciliano regalato alla bambina, ma un prezioso è un

prezioso.

Grazie. Ma perché?

A sua moglie piaceva tanto e per me era solo un gesto di simpatia. Ma una

farfalla di brillanti in casa può essere un totem pericoloso.

Una fattura magica per farti innamorare.

Tu parli sempre d'amore.

E tu ne parli troppo poco.

Scusate.

Parliamo? Certo.

Grazie a tutti.

Buonasera. Buonasera.

Ciao,

Anna.

Ciao, Anna, ci vediamo.

Un esame così importante, non potevo non venire. Allora, com'è andata?

Bene, bene. Quanto hai preso?

Trento. E allora, perché quella faccia?

Si tratta di mio fratello.

Dal carcere di Volterra lo hanno trasferito qui.

Beh, meglio, no?

Sì, ma non so perché, mi ha detto che ha paura.

Paura?

Ha detto che ti vuole parlare, che ha qualcosa da dirti.

Ci andrai?

Sì, certo ci andrò, se mi deve parlare ci andrò, sì. Oggi?

Va bene, sì.

Mi ha detto una cosa molto importante.

Adesso non ti posso dire niente, devo parlare subito col commissario Cattani.

Tuo fratello è d'accordo.

Vado a casa, aspetto le tue notizie. Va bene.

Ciao Anna, io appena ho finito ti raggiungo. Ciao.

Allora, che cosa facciamo oggi?

Usiamo con Paola?

Va bene.

Pensi ancora a quella ragazza?

Ti prego, non cerchiamo altri argomenti che potrebbero rendere ancora più

difficile la nostra vita.

Sì?

Pronto?

Pronto?

Pronto?

Ma chi è che fa questa telefonata?

I soliti gentiluomini che vogliono sapere i miei movimenti.

Lo sai, per prima, io non volevo... No, non ti preoccupare.

Anzi, scusami tu.

Sì, pronto?

Commissario? Ah, sei tu, Leo?

Scusa, ma eri tu un minuto fa?

No, perché? No, no, non fa niente, era... Dimmi, che succede?

In carcere qui in città. A chi è il fratello della tua ragazza? Sono stato a

parlargli poco fa e mi ha detto delle cose che credo siano molto importanti

riguardo alle indagini che stiamo facendo adesso.

Sono al bar della piazza, dietro casa sua, dove gira l'autobus.

Va bene, lo aspetto qui.

Io l'avevo pregato, molto caldo.

E ancora questo cappuccino è troppo freddo e non mi va.

Dica pure. Un'aranciata.

Aranciata o... Muta!

Voglio uccidere.

Fermi. Guai che si muove. Fermi. State fermi. Guai che si muove.

Fermi. Fermi. Non va a muovere.

Fermi. Fermi, ho detto.

Vi ammazzo a tutti quanti.

Fermi. Fermi.

Che proprietà!

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