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Ma che succede?
C'è un ingorgo dei lavori, forse. Ma non l'avete controllato ieri?
Ieri era libera, capo.
Non ti infilare, ragazzi.
Lo so, lo so.
Fermi!
Fermi!
Fermi! Fermi!
Fermi! Fermi! Fermi! Fermi!
Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi!
Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi!
Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi!
Fermi! Fermi! Fermi! Fermi!
Fermi! Fermi!
Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi! Fermi!
Fermi! Fermi!
Fermi
Venitevi pronti, esce da questo cazzo di ingorgo! Ti stanno vicino!
Prenditi la targa, testa di minchia.
Salvo, fatti aprire un palco dalla destra qua, va?
Capo, ma cos'allunghiamo? Non me ne frega una minchia, fatti aprire un cazzo
di palco sulla destra!
Dottore, se vuoi chiamare Giada, vuol dire che arriviamo alla ruota in
ritardo, ma arriviamo, eh?
No, no, torniamo indietro.
Un momento.
Sei sicuro? Sì, dietro. Andiamo a Palermo, andiamo a Palermo. Andiamo a
Palermo. Senti, devo... Dov'è la bottiglia?
L'ho passata prima.
Vediamo se riusciamo a fermarci da qualche parte.
Andiamo, andiamo, andiamo.
Mi dispiace già da per oggi, ma sulla strada c'erano troppi trattamenti e
Zazza non si senteva sicura. Come sta Carlotta?
Bene, bene, sta, non ti preoccupare, vedrai che ora si calma. Sei tranquillo.
Va bene, ci sentiamo più tardi. Ciao.
Grazie.
Lo so cosa sta pensando.
Ma una scrivania ordinata è frutto di una mente malata.
Aveva promesso che avrebbe riordinato un po'. Lei dice sempre che prometto troppe
cose.
Perché siamo qui?
Fuori dagli orari stabiliti.
Ha avuto un'altra crisi durante lo spostamento?
Sì. Ha preso le pillole che le ho dato?
E quella roba non la prendo. In questo momento possono servire.
A me serve rivedere Giuseppe.
Giuseppe è di Matteo, quindi per questo mi ha chiamato.
E lo devo rivedere lì.
Dove si metteva sempre.
Lì, su quel divano.
Ne abbiamo già parlato.
È la parte dei nostri accordi.
Far sparire lo stress e anche Giuseppe da questa stanza. Non è stress.
Giuseppe è la mia forza. Quando lo vedevo non avevo paura.
Vedevo quel bambino perché stava promettendo sconte dei pene ai suoi
assassini. Lo abbiamo già superato.
Ci deve essere un modo.
Lei deve rimettere a posto le cose. Lei lo deve fare. Perché io la pago per
questo? Lei mi paga per stare meglio, Saverio.
Abbiamo fatto tanta strada.
Abbiamo sconfitto il suo tic alla testa. Abbiamo lavorato sul rapporto con la sua
ex moglie.
Su sua figlia.
Io non posso avere paura.
Paura? Di che cosa?
Paura di morire.
Prima di averlo vendicato.
Prima di prenderli tutti.
Ha paura di questo?
O ha paura di diventare qualcos'altro?
Posso farle una domanda?
Sì. Ma lei, come si vede tra vent'anni?
Tra vent'anni?
Quei bastardi saranno tutti in galera.
Altrimenti si sarebbero mangiati tutta l'Italia.
Pietro Aghieri e Bernardo Provenzano, capi indiscussi di Cosa Nostra.
Assassini, stragisti che a metà degli anni 90 avevano cambiato faccia.
Inquinamento, rifiuti tossici, appalti, corruzione politica.
e imprese infiltrate nella realizzazione delle grandi opere pubbliche.
Inafferrabili, mitizzati.
Da di tanti le cui ricerche erano affidate ad altri colleghi.
Ma che mi ero messo in testa di catturare con un'indagine irriservata di
cui pochi erano a conoscenza.
Perché solo io potevo prenderli e rendere possibile Quello che allora
veniva ritenuto impossibile.
Agendo nell'ombra, con pochi mezzi, senza appoggio ufficiale.
Dovevo rimediare perché io li avevo resi più forti.
Togliendo di mezzo tutti i loro nemici.
Tutti, già ne uno.
Quello che da otto mesi mi costringeva in questo buco vuoto.
Puntandomi in faccia, il suo lancia messili.
Vito vitale.
L'ultimo Corleonese.
Re senza regno.
Odiato da provenzane aglieri e con un unico sogno.
Ammazzare un magistrato.
Otto mesi inchiodato qui dentro a cercarlo, mentre lui girava libero per
tutta la Sicilia. A godersi la vita. A organizzare la mia morte, senza mai
usare lo stesso cellulare per più di 48 ore.
Senza lasciare traccia.
Nulla funzionava. Io non funzionavo. Ma ogni sera rimettevo le cose a posto
nella mia testa. Prima Vitale, poi Aglieri e Provenzano.
Uno dietro l'altro.
Perché prima o poi, l'occasione arriva.
Arriva sempre.
Curaro!
Cucù!
Non vale un cazzo!
Diglielo al Provenzano che il vetale ti ha lasciato vivo!
Però non ci credo che domani, non ci credo.
Oggi?
Mezzanotte e due.
C'è nove ore e sono là.
Allora è vero, Dio ti punisce quando esaudisce i tuoi desideri, Lisa.
A me non mi è mai capitato, però guardarti meglio così... Era chissà.
Brindiamo? No, una da voi.
Ja, muoviti. Ma si fa?
Muoviti, dai.
Su.
Vabbè, sì, sì.
Così domani sono in comitivo e mi salvo.
Oh! A tutti quelli che non credono in te.
Quindi a me stessa.
Maronna mia, Paola, che musciaria, eh? Lo so, lo sai, chi lo strunzi da padre
ne va ragione.
Che ci faccio io? È tipo il contrario di quello che ti dice lui, no?
Dai, su, tocca a te.
Prova.
più convinzione, Paola.
Pensa se qui becchi qualcuno che vede i domani, no? E ti vede tutta così in
molla. Ma che dici?
Ma ti pare?
Qua?
Paola, all'antimafia c'hanno tutti quanti il bastone nel culo, quindi tu
andrai una bomba, benissimo.
Sei simpatica.
Sì.
Andrà bene.
Io non ho capito qual è il tuo problema, Barone. Se si tratta di Vito Vitale, tu
devi chiamarmi. Che è il suo problema?
Infatti t'ho chiamato. Non mai chiamate, è convocato in DDA.
Ci sono dei problemi.
I fratelli Curaro sono uomini di Provenzano.
Mia è l'indagine, mio è il mandamento. Adesso sono qua per aggiornarvi. Non
capisco che cosa ti sfugge. Il mandante qui, qui è il mandante.
Vitale. Usa come quando c'è un omicidio, forse è più importante l'assassino,
quindi non puoi escludermi. Avete finito?
Sì. Sì.
Bene.
Allora, voglio presentarvi la nuova collega, Paola Romano. Buongiorno.
Buongiorno. Arriva dalla procura di Napoli, l'ho fatta applicare di dia.
Vieni Paola, accomodati qua.
Grazie. Avrete tutti sentito parlare della sua indagine Sisma. E sono certo
che la sua esperienza su narcotraffico e pubblica amministrazione sarà utile a
tutti voi.
Ah, Paola, qua ti chiameranno Cacanito, così cosa così.
Cacanito. Più che altro è il re di C.
È tradizione, quindi cerca di non offenderti invece come ha fatto qualcun
altro, eh?
No, amore, sono abituata molto peggio.
Bene, possiamo cominciare ma senza alzare la voce, eh?
Grazie.
Allora, ieri incontrata Santa Marinella.
Vittime della guada i fratelli Guraro.
Uno è morto e l'altro è gravemente ferito.
Sono in contatto con l'ospedale, appena migliora lo interrogo.
Ancora ci sono troppi buchi da colmare sul sistema provenzano.
Il provenzano non ti darà mai niente, lo sai pure tu.
Se parla, se parla, parlerà di chi gli ha sparato.
Vito Vitale. Quindi è giusto che ci sia anche io all'interrogatorio. Io non ne
vedo il motivo, questa è competenza mia.
Però Vitale è me che vuole ammazzare.
Senti, barone.
Io capisco la tua tensione. Ma è da stamattina che mi rompi i coglioni.
Minella... Allora, dimmi.
Ho violato qualche regola? Saltato qualche protocollo?
Altrimenti, lasciami lavorare.
E c'è la vaglia, c'è la vaglia.
Allora, c'è una perizia sulla macchina.
A quanto pare i colpi sono stati sparati da un fucile mitragliatore.
Tutti i bossoli ritrovati... Paola, aspettami qua in corridoio. Va bene.
Allora, È essenziale che ci sia anche io al primo incontro con Curaro. Ma devi
farlo portare qui perché io non posso uscire.
Sì, sarebbe utile, sì, certo. Perché magari quello a Vitale se lo vende pure.
Ma quando mai abbiamo parlato direttamente con qualcuno così vicino a
Ieri e Provenzano? Tre piccioni con una fava, Andrea.
Ma tu lo devi far portare qui per un interrogatorio congiunto con Bennella.
Io mi apro un barco e poi cerco di vederlo da solo. Ti vedo velo carico,
Saverio. Bene, perfetto.
Così potrai allargire un po' di energia qui in giro.
Palo Romano, la cacca nido, te la prendi carico tu. Ne hai bisogno, credimi. Ma
stai scherzando?
RDC, raccomandata del cazzo, non esiste. No, non mi offendere, qui per meriti. A
Napoli ha fatto un gran lavoro.
È figlia del romano.
Il padre, ex membro laico del CSM. Tutti e due penalisti che venderebbero la
madre pur di vincere una causa.
Io non la voglio tra i piedi. Cos'è che guardiamo i genitori adesso per capire
se è un adatto oppure no? Va bene, la prendo.
Affidamela.
Che le faccio fare?
La metto su Vitale?
O magari sulle nostre indagini riservate su Provenzano.
Ammonì. A che minchia me serve sta spina nel fianco? A farti sentire la mia
grossa spina nel fianco. Farti sembrare un PM senza ambizioni, pronto a tirarsi
un'oveleve.
E non uno che usa un uomo ferito per potersi filare anche dentro l'indagine
su Provenzano.
Allora, Guarero, me lo fai portare qui?
Hai trovato il muto? È così?
Romano!
Vieni.
Barone non vede l'ora di cominciare a lavorare con te.
Vi lascio soli.
Allora, che devo fare?
Vito vitale?
Cominciamo dalle basi, va.
Veramente io non fumo.
Tu non fumi.
Perfetto.
Avere, nessuno ha reagito ai morti che facciamo. Lo sa perché?
Perché non ci credono che io vado fino in fondo.
O Mattia.
Non c'hai paura a venirmi a dire che ammazzare un magistrato è difficile?
Io risse solo che non c'è più andata in quell'aeroporto. Ma tu ti metti già e
aspetti che il magistrato passa.
Se no che fa?
Niente. Prova a corrompere qualcuno, lo dici?
Vito, chi è il suo nome letale? Se mi denuncia non mi consumano.
Ma tu devi avere paura di me.
No ad una denuncia.
Facciamo così, se tu non mi porti una buona notizia entro due giorni, io ti
ammazzo.
Che dici?
Allora vado in mezzo alla minchia, capisci? La guardi e la facesti.
Chi è che deve ammazzare?
Gioia mia.
Ma tutti quelli che ti hanno messo gli occhi addosso stasera. Oh, che carino.
Allora devi fare una strage.
Sì. Perché invece non ammazzi tutte quelle che ti fai?
Sì. Sì. Tipo la pasticcera?
Ah. Poi così tu diventi l'unica regina.
Sì. Sì.
Vieni qua.
Dove vai?
Dove vai?
Andrea. Ehi, ti è arrivato il giornale?
Minchia, sì.
Così vuoi proprio deprimermi, però. Sei anni di antimafia all'estero ci vedono
così. Pietro Aglieri, l'italiano più inflente del mondo.
Roba da pazzi. L'hanno capito pure gli inglesi, che è più pericoloso di
Provenzano. Comunque niente a depressione, eh?
Non te lo avrai mai mandato se non avessi anche una buona notizia.
Ma che curaro?
Esatto, sta meglio. Domani lo portano in procura per interrogarlo. Che dici?
Grazie. Grazie, capo.
Vedrai che qualcosa gliela dirò fuori.
Senza dubbio un agguato di stampo mafioso.
A bordo della vettura i due fratelli Guraro sono stati falciati dai
proiettili di due fucili mitragliatori.
Barone Barolo, ma come io ho scommesso tutto su di te e ancora non mi hai preso
a stupitare.
Davide, vieni a vedere il telegiornale!
Ma dove?
Davide!
Guarda chi c'è.
Davide.
Ancora in giro stai? Eri sparita e ci stavo più contenta. Non è vero,
sogniuccia. Ti sono mancato, dimmela vedere.
Sai, ti piacesse.
Moni, come stai?
Mamma, come sta?
Vado, accompagni al lavoro, forza. No, ma hanno cambiato i turni un po', mi fai
fare sicuro tardi.
Moni, che c'è? Chi boh? Sembra più stato Cassuta, sì. Chi boh? E ci facciamo
fidanzati, questo?
Aspetta, sogniuccio, un minuto. Ti fai guardare un minuto?
Sei bellissima.
Grazie. Il vestito era nuovo, c'è lei, ha il borsetto. Questo originale te lo
compro. Ah, sì?
E ce l'hai un milione, vero? Questo un milione.
Se non posso, posso partecipare.
Ma caliare.
Ja, caliare.
Ma non posso.
Con un tipo.
Un'acqua semplice da immaginare, Sogniuccia.
È speciale, non si può spiegare.
Troppo diversa.
E questo è troppo diverso? Parla piano, Sogniuccia, non si può dire questo. Su
Moporini è sempre la solita cosa, Davide.
Sogniuccia, Sogniuccia, Sogniuccia.
Un secondo.
In diretta da Sanremo, la città dei fiori, tutto.
Anche se il fiore più bello sei tu.
Davide. Che c'è? C'è una pistola là sotto.
Non è cambiato niente da quando ti mettevi nei casini.
Oh, qua la pistola me la porto qua quando sono in questa zona perché ho cos
'è in sospeso del passato.
Ma tu non ti devi preoccupare, Davido.
Perché qua nessuno ti caca.
Manco io.
Tanto io domani torno, sono uscita. E torna.
Ah, domani torno.
Non so,
è tardi.
Scusa.
Tieni, continua.
Entra, l'ha posto.
Ma perché la prendi ogni volta che esci?
Ti piace così tanto?
È bella.
Cioè, mica col calice liturgico faccio un pesapura.
Hai qualcuno da impressionare.
Che è, una ragazza?
Lasciamo stare, va.
Ha già la visa e mi ha mandato a fanculo.
Ha fatto bene.
Mi ricordo di me alla tua età.
Anch'io mi andavo in giro portandola per sentirmi più forte.
Tu più forte?
Vedi Davide, questa pistola sono dieci anni che sta qua.
E tu non puoi neanche immaginare quanta gente ci ha ammazzato.
Poi però un giornorina mi dissi di sparare a uno.
Ma io non l'ho fatto.
E da quel giorno ho giurato a Gesù Cristo che non avrei più ucciso.
E allora hanno cominciato a ridere di me tutti quanti.
E non vuoi sapere che è stato l'unico ad essermi rimasto accanto?
Mi ha protetto.
E mi ha reso quel che sono.
Se vuoi restare qua, ricordati che a casa mia le cose di nascosto non si
prendono.
Vuoi portartela appresso?
Fallo.
Pietro, ha così tanto dei figli di me?
No.
Ma so che non la prenderei più.
Mi pare di capire che a quella ragazza ci tieni.
È arrivato Curaro. Arrivo, Leo.
Scusa, la luce rossa era spenta. Che vuoi?
No, ho fatto tutto quello che mi hai chiesto di fare e... Eh?
Ti volevo chiedere se posso venire con te all'interrogatorio. Ma stai
scherzando? Prima di entrare in un interrogatorio del genere, guarda, devi
mangiare tanta merda.
Sì, un secondo, Teo. Per favore, basta con queste fotocopie da saggista. Voglio
imparare.
Hai ragione. Quello che è giusto è giusto.
È giusto.
Allora, ti do un caso complicato, vediamo.
Eccolo qua.
Il favoreggiamento di Michele Greco.
Interrogatori, intercettazioni. Io non sono mai riuscito a prenderla a capo.
Magari tu ci riesci. Fammi sapere. Adesso, per favore.
Andiamo, Leo.
Aspettare e curarlo qui.
Ma che senso c'ha? Un vantaggio su Minnelli è minimo. Sempre vantaggio, eh?
Spazio gratis, Diego.
Minimo, ma gratis. E da questi vantaggi ci ricavo qualcosa, sempre.
Barone, stiamo andando in ospedale. Curaro si è sentito male, non ce lo
portano più qui. Ci vediamo là.
Chiamo la mobile e facciamo andare due auto aggiuntive. Così siamo più
protetti.
Ho parlato con i ragazzi di Minnella, loro passano dalla circomballazione. E
noi pigliamo la cunigliera.
Sì, ma è un po' improvvisato, no? È improvvisato, però siamo in sicurezza,
si può fare.
Tranquillo, Saverio.
Dottore.
Va bene, vado a prendere le mie cose su.
No, aspetta Leonardo, torno subito.
Deve andare tu.
Ma perché?
Perché sì, perché se vuole la stessa cosa è a te, giusto?
Se vuole la stessa cosa o no.
Allora vai, amore!
Vai che è tardi, forza!
Vai!
Ma come fai a mandarsene tutto? Sono
centinaia di pagine, eh?
Ah sì, lo so, lo so. Volevo solo confrontarmi un poco con voi.
Tesoro, il favoreggiamento di Michele Greco è vecchio come un cazzo d'adamo.
Un caso vecchio di anni.
Non se ne esce un piccolo cieco.
Quello Barone me l'ha dato solo per tenermi buona.
Ma l'avevo capito. Ma in prescrizione tra due settimane. Ma che stronzo. Ma si
vedeva che era uno stronzo. Non potete immaginare quanto.
Vabbò, Ia, se... Vabbò, se più tardi mi ci metto e trovo qualcosa, vi chiamo?
Eh, non ti preoccupare. Noi siamo sempre qui pronto a darti dei consigli, tesoro
mio. Va bene?
Ciao. Ciao, ciao, ciao.
Indagini scadute e prescrizione tra due settimane.
Ma vaffanculo, Barone.
Niente, sono arrivato tardi che Minnella aveva già cominciato.
Non sono riuscito a entrare subito e quando ce l'ho fatta, Curaro era già
morto.
Ho provato a far parlare qualcuno dei Rossi, ma che trovo di caffè a bocca e
lucide.
Comunque Minnella avrà avuto sì o no un quarto d'ora.
Vaffanculo.
Ora lo chiamo.
Aspetta, Saverio, sei troppo incazzato.
E se ha avuto un quarto d'ora non credo che ci abbia cavato molto. Ma non lo
possiamo sapere cosa ci hanno cavato, dai!
Perché magari, proprio perché il curaro è crepato, magari si è lavato la
coscienza parlando.
Cristo!
Era la nostra grande occasione, capite?
Vitale, Aglieri, Provenzano, tutti e tre in un colpo solo.
Però scusate, Provenzano e Aglieri dovranno rispondere all'omicidio.
Scoppierà una faida.
Basterà seguire l'ascia dei sangue e ritorneremo in pesta.
Che c'è?
Più morti più indizi, no?
Anzi, vi dirò di più.
Potremmo addirittura supporre i nomi delle famiglie che cominceranno a
spararsi addosso per prime. Saverio Diego è in ritardo. Ha dei problemi a
casa, non vuole dirtelo lui, quindi lo faccio io.
Va bene, vai. Devi andare, vai.
Va bene, grazie. Prego.
E per qualsiasi cosa poi ci aggiorniamo a domani. Sì.
Ma per chi l'ha mandato via, scusa me? Perché ha veramente dei problemi a casa.
E perché penso che dovresti riposarti per una sera.
Senza fare niente.
Giochi.
Beh, non vuoi giocare?
Ma tu ti rendi conto che noi del sistema provenzano non sappiamo niente?
Provenzani allievi chiamano i loro uomini con questi numeri di merda per
non farli identificare.
Mennella magari dopo Curaro qualche nome l'ha tirato fuori. Non voglio parlare di
lavoro.
È un gioco stupido tirare la pallina nel cestino.
Manco quella raccomandata della Romano lo farebbe. Che stronzo che sei. La
tratti male e ne parli peggio. Guarda che non è facile stare qui. Sì, stare
qui dentro per una donna, sì.
No, non qui dentro, qui con te.
Le vuoi dare una possibilità a mettere alla prova, no? Ma lo faccio, Francesca,
lo faccio sempre.
E che ha?
Come ti posso dire?
Quell'atteggiamento, ecco, l'atteggiamento da sticchio afflitto.
Quando si tira i capelli qui, così, dietro l'orecchio, quando si caga sotto.
Poi, secondo me, tutta sta voglia di lavorare non ce l'ave. L'ho capita.
Perché come capisci tu le donne?
Perché pensi che io non t'abbia capito te?
Non lo so, è un po' che gioco. Non hai capito?
Sì che l'ho capito.
Che qua dentro, Fra, vai, con tutto quello che succede, curare morto, la
mazzata di oggi.
Minchia che mazzata l'ho preso. Eh no.
Non hai capito che io ho una pista alternativa su Aglieri e Provenzano?
Veramente? Adesso non ti eccitare.
Non te ne parlo perché mi metti ansia da prestazione.
Va bene.
Con calma.
Quando vuoi tu.
Quando voglio.
E poi c'è sta.
Che cosa?
Che mi pulisco la chiesa, i calici sacri, è giusto che non devo avere la
pistola.
Io ti devo ringraziare assai a te, che tu mi permetti di stare a casa tua e
questa cosa non è da tutte.
Perché io mi pensavo che con te mi trovavo un posto tipo capiscina,
femmine, invece... Invece?
Invece mi fai fare altre cose, mi fai leggere libri, mi fai studiare.
Mi fa fare cose che io non lo so a che cosa servono.
Un giorno lo saprò.
Speriamola.
Tu sei a tipo Miyagi?
A tipo chi?
Ah, Miyagi, no? Mette la cela, toglie la cela.
Miyagi di karate chi? Di film di maestro di karate?
Mai visto.
Minchia romotore!
Fammi la cortesia, scende un attimo.
Buongiorno Pietro, è simpatico sto ragazzo.
Già me l'immagino quello che c'è scritto.
Ma poi dico io con tutto quello che c'è da fare, tra la mentalizzazione e le
lezioni regionali, adesso che faccio ci si mette pure Provenzano.
Che vuole fare la guerra vitale per due morti e ammazzati?
C'è una risposta che devo portare?
Digli, come eravamo già d'accordo, che a vitale ci penso io.
Nessuno spargimento di sangue. Questo territorio dobbiamo mantenerlo pulito.
Invece a curare o in ospedale?
Ci ho pensato io.
Me l'ha detto Zubino.
Ma pensavo che pure tu forse potevi essere contento. Un problema in meno.
Secondo te sono contento?
Adesso ascoltami bene, numero cinque.
Da questo momento in poi si fa silenzio.
Puoi andare.
Capisci bene che vuoi diventare nella vita, Davide, un ingranaggio del
sistema o un meccanismo invisibile che cambia per sempre
tutto il sistema.
Pensaci, pensaci tranquillo, ci rifletti e poi ne parliamo.
Andiamo, va?
Io non capisco.
Qual è il problema?
Se a Provenzano non ci piace come io amministro il territorio, se non ci
piace che io voglia ammazzare un magistrato, allora noi gli andiamo a
dire che è lui che non ci piace più a noi.
Vito, che cosa ci stai chiedendo?
Di metterci a disposizione per una guerra?
Sì.
E la guerra?
Si fa con gli amici.
E chi di?
Sì, i politi.
Da oggi sono amici vostri.
Ma in Correina e Bagarella ci fece la guerra a Provenzano. Perché Provenzano è
corleonese. I corleonese... No.
Provenzano non è corleonese. Lui è nato a Corleone, ma non è corleonese. Lui se
l'è dimenticato da dove viene.
E quando uno non ama più la sua terra...
Ciò va a finire subito.
Ti piace la musica? Che muove sempre queste dita?
Ma che cazzo fai?
Perché tu non mi devi andare contro quando io parlo. Tu sei pazzo, Vito!
Voglio sentire silenzio quando parlo. E poi, quando ho finito,
la risposta deve essere sempre sì, Vito.
E la G2 ti lascio.
Perchè stasera ti faccio tornare a casa?
Chi ce li fa ammazzare a tutti?
A tutti, capisci? Vito, non ho voglia di parlare, vado a supera.
Aspetta, aspetta, aspetta. Non devi girare da solo, hai di stare attento.
Chiedi potessero cercare vendetta.
Levati.
Amanda.
Sei finita nella donna del lupo, signorina.
È tutto mio.
No, no, l'hai finita.
Scusa un attimo.
Prego.
Grazie.
Quando è che quelli del borgo si mettono a poi, so?
O mi voglio incazzare, Riccilla, tuo marito?
Intanto ti porto i saluti di quelli di Re Suttana.
Lucy.
Che è successo, Renda?
Lucy, io... Io gliela faccio, la guardi a tuo fratello.
Ma Edo continua a raschiare.
Vede un sacco di femmine.
Tutto qua?
Mi posso permettere?
Lo faccio solo per l'amicizia che ci lega.
Il tuo fratello ci sta prendendo controllo.
La gente si lamenta?
No, ancora no.
E che forse...
Forse non doveva essere Itto.
Eri tu che dovevi essere capo.
E queste cose le pensi solo tu?
Oppure le hai sentito dire anche a qualcun altro?
No, Giusy.
Solo io.
Va bene.
Allora ci parlo io con Vito.
Non ti preoccupare.
Non glielo dico che hai fatto la spia.
Io l'ho fatto solo perché vi voglio bene.
Certo.
Che ci fai qua?
Amanda non viene più.
Ci ho parlato io. Ma vaffanculo, Giuse. Vito, la gente parla.
E tu tutte queste parole non te le puoi permettere.
Voglio che la finisci di vedere i filmini. Di girare Pissutera,
Pialtavilla, pure a Caccamo.
Ma lo capisci che la picciotti di guardia non ne abbiamo?
È pericoloso.
È pieno di uomini di aglieri.
Guarda, guarda.
Ida.
Come raggiungere una piccolina.
Come alzare la testa.
Però non esagerare, Giuseppe. Non voglio che ti arrestino.
O che ti ammazzino.
Sono solo preoccupata. Tu sei preoccupata.
La prossima volta che sei preoccupata, vieni da me.
Invece di andare a minacciare i miei figli.
Il capo sono io.
Bello capo che sei.
Non capisci nemmeno di chi ti puoi fidare.
Non ti accorgi che c'è qualcuno che ti osserva da mesi e poi viene da me a
dirmi che non c'hai cuglione per comandare? Dimmi come inchiesto un fame.
Maravi tu.
E che non ci arrivi da solo?
Renta, vediamoci stasera.
Che è un problema?
No, c'è mancasse.
Allora, le indagini sono scadute due volte. Mancano due giorni dall'ultima
riapertura e comunque tra due settimane è tutto prescritto. Mi hai dato una cosa
inutile. No, non è inutile.
Manca poco la prescrizione. Gli altri non ci sono riusciti. Magari potevi
riuscirci tu.
Risposta brillante, ma resta comunque un lavoro inutile.
E il fatto è che non mi serve, Paola.
Non mi serve qualcuno convinto di non poter fare la differenza.
Niente di personale, eh. Te lo dico perché sono sincero.
Scusami.
Navarra, dimmi.
Ma come?
Ma non hai visto il fax che ti ho inviato?
Il fax?
Quale fax? No.
Vuole parlare soltanto con te. Io adesso sto andando là. Poi domani troveremo...
Dove sta?
Manda l'inderezzo.
Ammeazzazza, adesso!
Ora! Diego, manda questo cazzo d'inderezzo! Va bene?
Stavolta è diverso!
Gira qua, gira qua.
Chi è stato questo?
Mi dia almeno qualche ora di luce. È il tempo di far arrivare Gista a supporto.
Voglio il giubbotto, fammi salire. Infilarsi di notte per i piccoli di
bagheria è il posto ideale per un agguato. Mi stai chiedendo questo?
Leonardo, ti prego, aiutami.
È l'unico modo per finire sta cosa, per uscire da sto buco. Quel pezzo di merda
ha fatto foto a mia figlia e a Giada. Ti prego.
Grazie. Vamone.
Pronto Navarra?
Quanto manca?
30 minuti.
30 sono tanti, voglio cominciare subito. Ogni minuto è perso. Ce lo devi dire
adesso dove sta a guidare.
Allora cominciamo.
È
lui.
Sta venendo qui.
Mi sentite?
Sono Saverio Barone, sostituto procuratore che può richiedere per lei
la protezione dello Stato.
Ma per ottenerla ci deve dare adesso l'esatta posizione del suo capo.
Le dirò tutto, procuratore.
Non appena arriverà qui con i documenti.
Senza di chi dà, mia vita accambale niente.
Non sono mai venuto a me nella parola data, Renda. E questo dovrebbe saperlo
bene, visto che è lei che ha fatto quelle fotografie. Giusto?
All'incrocio gira a destra.
Associazione mafiosa.
Tentato omicidio di un pubblico ufficiale.
Io non posso decidere se la mia vita valga più della sua, ma quello che posso
fare, se non parla adesso, è garantirle 30 anni di 41 piste per ognuna di quelle
fotografie.
Allora, cosa ha deciso?
Cosa cazzo ha deciso, orrenda? Ma che cazzo mi ha visto?
Ma che cazzo ci viene addosso?
Un pezzo di merda, se ne riesca!
Dimmelo, se ne riesca! Oh, che sta facendo? Saverio, qualcuno mi riceve!
Dove lo stavate aspettando?
Dimmelo! Io non faccio niente, non faccio niente io!
Saverio, zazza, qualcuno riceve!
come stai?
uscite con le mani in alto!
uscite con le cazzo di mani in alto!
fuori!
metti le mani sulla macchina, sta fermo! metti le cazzo di mani sulla macchina!
sta fermo!
Francesca, Francesca, stiamo bene, stiamo bene, è stato un incidente, è
stato un incidente, stiamo bene.
Adesso tu mi dici subito dove sta il tuo capo.
Io non ho capito, ma come ha fatto dentro a sapere che lo voleva ammazzare?
Vabbè, se non ci pensare chi ora?
Sto nella merda, sto giù, sì.
Se quel cretino racconta anche solo la metà delle cose che sa, che ne facciamo
vent'anni di calera l'uno. Tenete, che chi sa brutta, eh?
Ma come fai a fare queste curve senza una minchia di luce?
Fino a che ci stai io io, tu non ti preoccupare, capisci?
Ora ti sto portando in un po' di merda, ma se ci stai tranquillo, ne usciamo.
Hai capito, Vito?
E come no, come no.
Zuppino, che succede?
Nessuno mi ha avvisato del suo arrivo. Ho fatto fatica a venire da te.
Dopo l'incidente del magistrato, le sade sono tutte chiene alle poliziotte.
Allora, io ho cominciato a immaginarmelo morto, questo magistrato.
E non sa fare femme.
E' funerale.
Palermo che chiange. E' Roma.
Roma che chiede spiegazioni.
Se sto magistrato muore, la pace che ho garantito salta.
E tutti e mezzo ci andiamo a piegio.
Noi dobbiamo mantenere il controllo.
Non voglio nessuna guerra.
Uno solo scannato.
Vito vitale.
Fallo sparire tu personalmente.
Io rispetto la tua promessa fatta a Dio.
Ma ora tu devi mantenere quella che hai fatto a me.
So bene, dico... Con tutto rispetto, il sangue non è l'unica posizione. Li
chiamavano un signorino.
Dove vuoi?
Perciò un signorino senza i cugliona, che non spara quando gli è stato
ordenato.
E allora ti ho protetto.
Non me lo farei chiedere un'altra volta.
Come stai?
Ma come sto?
In stato confusionale.
Totale.
Finire lassù, nei monti, nel nulla. E poi la paranoia del viaggio. Ma tu
veramente non riesci a trovare un cavillo per farmi restare qui? Ma ci ho
provato. Il ministro dell'interno non ne vuol sapere.
È arrivato a dirmi che puoi anche morire.
Sì, ma che non hai diritto di mettere a rischio la vita degli uomini che ti
fanno la scorta.
Facciamo calmare per tutti.
Andare allo scontro adesso non ci conviene. Ho capito, ma sono 1700
chilometri di viaggio in macchina, porca buttara. Io non so che ce la faccio.
Ascoltami. So che non vuoi.
Ma forse è arrivato il momento di prendere quelle pastiglie.
Evita almeno il panico del viaggio, ti prego. No.
Poi ci divento dipendente, lo sai.
Hai ragione.
Ma tu sai trovarla alla forza.
Come hai fatto l'altro giorno, prenderla da renda.
Ho visto la foto di Carlotta.
Sono partito e basta.
Allora fallo per lei.
Dal trentino potrai gestire tranquillamente l'indagine subitale, ma
soprattutto stare un po' con lei.
Ma tu lo sai che succede quando ci vediamo?
Non mi riconosce, Andrea.
Scoppia a piangere all'improvviso.
Non vuole che la prenda in braccio.
Si calma soltanto quando è momento di andare via.
Salerio...
Ci eravamo promessi che saremmo arrivati fino in fondo, al Provenzano. E ce la
stiamo mettendo tutta.
E guarda come siamo ridotti.
Come cazzo è che siamo così soli?
Puro tu.
Io lo so i sacrifici che stai facendo.
La politica ti ha isolato.
Non te fa incazzare sta cosa.
Come la vivi? Come la vivo?
Non ti piacerà la risposta, ma... la vivo da uomo di Stato, Saverio.
Andiamo?
Che succede?
Niente. Siamo venuti a salutarti.
Ciao.
Per dirti che siamo la stessa cosa sul tour, prendiamo un bastardo.
Volete un lavoro vero, giusto?
Pegliatello. Con questo parli solo con me, non spegnerlo mai.
H24. Io ti chiamo e tu maggiori, chiaro?
Ma quindi sono conti su Vitale?
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