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Zulu
tutto nudo, ed ho aiutato a davanti.
Non mi ero mai accorto che fosse così piccolo, così corto.
Sì, signor Ispettore, il popolatore Varga veniva qua tutte
le domeniche, gli piaceva parlare come bugna.
Si faceva dire dai morti i segreti.
Che gli dice? Parlava con le mumie? Certamente!
Lei viene dalla capitale e queste cose non le può capire.
Va bene.
i parenti dei nostri venivano qua a raccontare i loro segreti ai
defunti e Don Bernardino
di tutte le persone.
Avvisate los casmines con su blancura pequeña.
La fatalità di questo fiore appena colto è il simbolo della sua
vita incontaminata.
È il profumo della bontà che recava nelle aule giudiziarie in seno alla
famiglia. È questo gelsomino che ha colto l'ultimo anelito del
nostro procuratore Varga.
Era trasmesso al giudice dei giudici che lo chiamerà nel paradiso dei giusti.
Per 30 anni ha combattuto la delinquenza e la mafia
e la mafia lo ha ucciso.
la prima volta
Mettono insieme lei, il morto e la spazzatura.
Ce l'hanno con me, perché ero il suo migliore amico.
E la spazzatura?
Questi non scioperano per i soldi, questi vengono qui tutti a lavorare con
le automobili.
Stanno infestando la città di colera soltanto per fottere me.
Ma il procuratore Varga che c'entra?
L'hanno ammazzato apposta perché stava per arrestarli.
Non questi miserabili, ma quelli che li manovrano.
Vede, il procuratore Larga conosceva i segreti di tutta la città.
Aveva i cassetti pieni di processi.
Alcuni li tirava fuori al momento opportuno, altri mai.
Ma lei, signor generale, era amico del procuratore? Lo stimava molto?
Mi piaceva.
Non lo faceva per denaro.
Viveva solo per il potere.
Signor ispettore, la telefonata dalla capitale. Ah.
Scusi se lo fate chiamare, ma avrei bisogno subito della sua autorizzazione
per spostarmi. Perché?
Dove vuole andare?
Come lei avrà già saputo, hanno ucciso un altro giudice a 100 km da qui.
E magari c'è qualcosa che collega i due delitti.
Vada, ma mi faccia sapere subito perché il ministro è molto allarmato.
Che faccio? Lo arrestiamo. Perché? Come al solito, non parlano. Questo qui non
ha sentito niente, non ha visto niente e non sa niente.
Parisi!
Ne fai molti di limoni?
Moltissimi. Però la vogliono tagliare per costruirci i casi.
Ma dimmi un po'. Tu questo giudice lo conoscevi?
Come lo conoscevo?
Era quello che faceva le sproprie.
E com'era?
Come questa città.
Sono loro che l'hanno voluta così.
Maresciallo! Forza!
E lei è questa?
Potrei anche essere io.
Ed è per questo che lei ci ha portato fino qua?
Per farci riconoscere una fotografia?
Che ci faceva lei ai funerari del procuratore Varga?
Anche lei era un amico.
Non mi salutava più, nemmeno io salutavo lui.
Ma prima, quando era soltanto un piccolo giudice di provincia... Quando avete
ammazzato quel sindacalista, furono tutti... Tutti assolti.
Sì, sì.
Ma stavolta l'avete fatto un po' troppo grossa, però, eh?
I giudici non dovevate toccarli.
Ispettore, lei sta perdendo il tempo con noi.
E lei lo sa.
Se è un regolamento di conti, come dite voi, è cosa tra magistrati.
Il valoroso presidente Calamo è morto.
È il terzo giudice che viene ucciso.
La polizia non fa niente per fermare la mano degli assassini e con la sua
inerzia alimenta ogni sorta di speculazione.
Ci fanno ammazzare e poi fanno anche infangare la nostra onorabilità.
Ma la magistratura è sana.
È il Parlamento che non riesce a funzionare.
Ha il governo che è debole.
Per colpa loro il nostro paese sta precipitando nel caos.
Trovatemi questo pazzo furioso.
Soltanto un pazzo furioso può andare in giro ammazzando giudici.
Se lo ricordi bene, è lei il capo della polizia. Non si faccia illusioni, sarà
lei il primo a saltare.
Lei è il nostro miglior poliziotto. Però se devo saltare io salta prima lei.
E almeno cercate di non far venire fuori tutte queste porcherie sui giudici
morti.
Che cos'è?
Li ho trovati nei cassetti del valoroso presidente Calamo, l'ultimo giudice
assassinato. Aveva centinaia di milioni in banca.
Ma che cosa sta facendo?
Ricostruisco tre vite.
Lei perde tempo con i morti, mentre noi abbiamo bisogno di un uomo vivo e
colpevole. La smetta con queste geometrie.
Lei va alla ricerca di una logica, questi invece sono i delitti di un
pazzo.
Se è un pazzo, è la pazzia di un innocente.
Che cosa ha voluto dire quando alludeva al pazzo innocente?
Voglio dire questo.
Tre magistrati sono stati ammazzati nel giro di venti giorni in tre cittadini
non molto distanti tra loro.
Allo stesso mono, con proiettile dello stesso carico, sparati dalla stessa
arma, sicuramente un fucile con silenziatore.
Mi pare che ci siano abbastanza elementi per lavorare sulla ipotesi di una
vendetta. Vendetta? Da parte di chi?
Qualcuno condannato ingiustamente.
Ma le risulta che il procuratore Varga, i giudici Sanza e Calamo siano stati
insieme in uno o più processi?
Sì, hanno lavorato qui otto anni assieme.
Dottore, l'aereo è pronto.
Vi dirò di più.
Mi aspettavo che ci sarebbe stato un altro morto in questa città e non mi
sono sbagliato.
Ero presente quando hanno ucciso Calamo.
Ma allora è vero quello che dicono i giornali, che lei è il portagliella?
In ogni modo ormai mi sono fatto una convinzione precisa.
In questa zona ci sono tre persone innocenti, insomma gente che ha fatto
anni di galera senza averne colpa.
Sono un farmacista rovinato dalla moglie, che è riuscito a impietosire i
giudici, un meccanico supposto omosessuale e un camionista che ormai è
diventato un vagabondo.
E allora, che cosa vuole fare?
Uno di questi tre è l'assassino.
Non va.
Che cos'è che non va?
Tutto.
E prima?
Prima di che?
Prima di quando dava?
No.
E allora?
Allora eccoci qua.
Che cosa ne pensi di questi ammazzamenti di giudici?
Fu Varga che ti condannò?
Era il pubblico ministero in quel processo.
Mi voleva fare dare i 30 anni.
Mi dispiaceva di sé che non c'era più la pena di morte.
E fu il presidente Sanza a emettere la sentenza?
Il giudice Sanza mi fece uno sconto.
Mi fece dare 27 anni.
Ma non c'era solo lui.
Lo so, c'era anche il giudice Erasto.
Erasto è ancora vivo.
Che vuole da me lei?
Hanno provato che ero innocente.
Appunto.
Eri innocente e ti sei fatto 4 anni di carcere ingiustamente.
Ne ho fatti 52 di vita, ingiustamente.
I 4 che ho passato in carcere non mi pesano.
Il carcere è sicuro.
Inizia!
Sente Sanza e quell'altro Calavon.
Carogne, erano tutte carogne.
E tu li hai uccisi.
Magari. Abiti lì?
Il fucile ce l'hai?
Fammela prendere.
Te lo trovi tu.
Lascia via, tu, lascia via!
Amore, non si risponde così, hai capito?
Cosa facciamo?
Non l'hanno visto, forse starà dormendo.
Tu resta qua e fammi avvertire se dovrei uscire o entrare, va bene?
Sì, dottore.
Dottor Maxia, per favore.
Sono io.
Desidera? Sono l'Ispettore Rogas. Vorrei parlarle.
Eccomi qua.
Scusate, dormo subito.
Si accomodi. Grazie.
Le volevo parlare, perché mi hanno detto che lei è l'unico amico del farmacista
Kress. Amico?
È difficile parlare di amicizia per uno come Kress.
Diciamo che lo frequento.
Insomma, lei lo vede spesso?
Sì, sì.
Anzi, sono io che lo cerco.
Che tento di tirarlo fuori dal suo guscio e di portarlo un po' in mezzo
alla gente.
Oggi l'ha visto? No, oggi no, anzi, credo che Cress oggi non sia uscito per
niente di casa.
A casa ci sono andato. Ho bussato più volte, ma non risponde mai nessuno. Non
ci faccia caso, fa sempre così.
Anche con me, spesso fa finta di non esserci.
Ha capitato anche a lei in questi ultimi tempi di bussare a vuoto? Sì, spesso.
Ed è sicuro che Cress fosse sempre in casa?
Che non fosse andato da qualche altra parte?
Che io sappia, caro ispettore, gli unici viaggi di Cress sono quelli che si fa da
solo, tra le quattro mura della sua casa.
Ha visto che non c'è?
Allora non è vero che se ne sta sempre chiusi in casa?
Strano.
Forse è partito.
E come al solito avrà staccato il contatore.
Vado a vedere.
Questa musica che cos'è?
Cress è un maniaco di tagli.
Ne ha più di mille, ne faccio vedere, ispettore.
Ne ha di tutti i tempi e di tutti i paesi.
Sta sempre a sentire tagli. A me sono operanti dappertutto, in tutte le
stanze.
Questa è la moglie di Cress.
Lo ha fatto condannare con l'aiuto della protezione degli animali.
Anche lei è convinto che Cress fosse innocente.
Il riso al cioccolato lo ha preparato lui.
Lo cucinava sempre lui.
Mio marito.
Allora, possiamo avere ancora dei dubbi?
No.
A meno di pensare che il cervello di quella povera donna abbia freddamente
preparato un così diabolico disegno per accusare il proprio marito. E fino al
punto di sacrificare al suo piano una innocente bestiola, il gatto, che da
tanti anni costituiva l'unica compagnia delle sue giornate solitarie. È assurdo,
impossibile! È lui che voleva assassinare la moglie! È lui che ha
preparato un finto suicidio!
Dovete condannarlo.
Ma questa signora dove è andata? Ah, questo caro ispettore non si sa proprio.
Se l'è scappata mentre lui era ancora in carcere.
Si è portata via mezza casa e gli ha lasciato solo il ritratto.
E lui si è rimesso davanti al letto.
Dottore. È Cress quello a cui manca la testa?
Penso di sì.
Forse è stata la moglie per sfregio.
Questa è lei, ma l'altro chi era?
Dovrebbe essere Cress.
Dovrebbe.
Scusi, ma fotografie di Cress lei non ne ha?
Ne avevo qualcuna, ma le ha volute tutte indietro.
Chi è?
Sono l'ispettore Logan.
Si accomodi, il signor giudice l'aspetta.
Avanti.
C'è l'ispettore di polizia.
Signor giudice.
Buonasera. Ispettore Rogas.
Si accomodi pure.
Prego. Grazie.
Mi permette un istante?
La prego.
E allora?
Sono spiacente di disturbarla a quest'ora, ma... sono due giorni che
cerco di vedere il signor Kress, il farmacista.
E non riesco mai a trovarlo.
A casa sua è tutto chiuso e non risponde nessuno.
Ma che cosa vuole? Che cosa cerca lei dal farmacista?
Niente di preciso.
Ho guardato il fascicolo del suo processo.
Una strana storia.
Ma una storia è un sacco vuoto finché non ci mettiamo l'uomo dentro.
Voglio conoscere quest'uomo.
Ma il processo Cress è una storia vecchia. Non vedo nessun rapporto con i
fatti d'oggi.
Fu un processo clamoroso e la sentenza suscitò moltissime polemiche.
Ma non c'era anche lei in quel processo.
Io ero solo il giudice a latere.
Se ne occuparono quasi esclusivamente il procuratore Barga e il presidente Sanza.
E li hanno uccisi.
il mio mestiere questo.
Grazie.
Hanno sparato di là, non c'è dubbio.
Chi ci abita?
È un edificio disabitato, non c'è nemmeno un custode.
Abbiamo trovato dei fuochi accesi in una stanza. È segno che l'assassino ci ha
trascorso la notte.
Comunque era qualcuno che conosceva bene le abitudini del giudice.
Adesso fatelo portare via, no?
Dottore, le ambulanze sono in sciopero. Abbiamo telefonato all'aeroporto perché
mandino qualcuno.
E allora fatelo caricare su una delle nostre macchine.
Che cosa aspettate, permesso ai sindacati?
Permesso. Ma è vero che lei era qui quando l'hanno ammazzato?
Non è esatto, sono stato dal giudice di arrastro ieri sera e non l'ho ucciso io.
Scusi, ma allora che ci ha venuto a fare ieri sera lei del giudice?
Niente di importante, è normale amministrazione.
Ispettore, possibili che oggi siano degli indizi? E il quarto giudice che
fanno fuori da quando lei si occupa di questa storia?
Signori, fatevelo spiegare dal commissario.
Ispettore, noi non dobbiamo fare un pezzo di colore, la gente deve sapere.
E' arrivato pure tu, eh?
Sai, un giudice è roba da poliziotto, quattro sono una questione politica.
Allora se è politica sei venuto a spiegarmi tutto tu, eh?
Ma li leggi i giornali?
No, specialmente il tuo.
Bravo. Andiamo via di qua, andiamo. Già ci sono tutti i tuoi colleghi che mi
stanno addosso, dai.
Sali, sali, fai il giro e sali.
non leggere il nostro giornale. Nel fondo è l'unico che ti difende.
Mi difende?
E come?
Noi non facciamo la caccia alle streghe, non cerchiamo il pazzo ad ogni costo,
non vogliamo aumentare la tensione che c'è già nel paese.
Vediamo che tu faccia il tuo mestiere di poliziotto senza intercarenza dall'auto.
Ah, in questo lo scrivo?
Grazie.
Allora qualche volta i poliziotti vanno bene anche per il partito comunista, eh?
Quando fanno seriamente il loro mestiere come te, sì.
Ma io lo faccio bene per te.
Perché siamo stati a scuola insieme e insieme andiamo a pesca.
Ma i tuoi amici, ti raccomando, fanno presto a buttare tutti in politica.
Sono i tuoi amici del governo che la buttano in politica e in quella sporca.
Senti, me lo puoi dire.
Che cosa c'è sotto?
Niente di quello che pensate voi.
E nemmeno di quello che penso nei miei amici del governo, come dici tu.
Se mi prometti di non scrivere, ti racconto una storia.
Una bella storia.
E' la storia di un uomo, di sua moglie e di un gatto.
Questo? No!
Questo?
No, questo proprio no.
Questo?
Questo mi pare che gli somigli un po'. Certo, è un disegno, non è una
fotografia. Adesso basta, perché qua bisogna fare la penita, eh?
Tu, fammi sentire un po', che cosa hai trasmesso?
Cercasi un uomo alto, un metro e settantacinque, robusto, bruno, qualche
capello bianco, dentatura perfetta.
Naso leggermente aquilino.
Questi delitti efferati e assurdi sono una rivolta contro l'ordine, l'autorità
e la legge. Sono il frutto diabolico dell'azione di questi gruppuscoli di
giovani esagitati.
che predicano la violenza come mezzo e come fine, seminando il delirio e
infiammando le menti più deboli. È tempo di dire basta, faremo quadrato.
Ho sentito un sparo, ho visto due ragazzi scappare, tutto là.
E lei stava passando di lì in quel momento?
Sì, ma io non ho sentito niente.
Stavo lì in bicicletta quando mi sono venuti addosso questi due qua, non ho
visto niente.
E lei che ci faceva?
Non ero sul luogo del delitto, io stavo lì sotto.
Io sono un tipologo, ero venuto su a prendere una boccata d'aria. Ho sentito
la donna che strillava e ho visto lui che scappava in bicicletta.
Finalmente è arrivato.
Ha visto? Mentre lei perdeva tempo con i suoi giochetti di pazienza, inseguendo
il fantasma del pazzo furioso, i veri pazzi stanno sterminando la magistratura
e mandano per aria il paese.
Ma della verità del pazzo furioso siete stati voi a parlarne.
Siete venuti fin laggiù a dirmelo. Ma laggiù c'era lei, ed era lei che avrebbe
dovuto vedere ciò che non ha voluto vedere.
Sarebbe a dire?
Prego.
Sarebbe a dire che quelli lì erano dappertutto, ai funerali di Varga.
Dove hanno ucciso il giudice Sanza? La giudice aveva fatto addirittura un
campeggio. Non mi pare che una dimostrazione e un campeggio non siano
indizi seri per accusare l'agente di assassino. E i testimoni oculari? Non ha
sentito che per il giudice Perro ci sono testimoni oculari?
Che io sappia, nessuno li ha visti sparare.
Dicono soltanto che li hanno visti correre.
Basta con le chiacchiere.
Lei è un eccellente segugio, Rogas.
Sicuramente il miglior cacciatore di ladri e assassini che abbiamo.
Ma questo ormai è un affare politico.
Abbiamo già commesso troppi errori.
È interesse anche suo che il buon nome della polizia venga riscattato.
Si metta a disposizione della squadra politica e cerchi di collaborare con il
dottor Bloma.
Questa va subito al ministero. Sì, signore.
Continuate a registrare le telefonate.
A dove le mettete tutte ste bovine?
Non ti preoccupare. Ci pensano al Palazzo di Giustizia a farle sparire.
Vieni.
Eh,
Arduini, ciao.
Rogas, vieni un po' qua.
Non è quell'amico tuo?
Il giornalista comunista?
Ma perché, sorvegliato anche lui?
No, teniamo d'occhio solo il loro capo, Amman.
Il momento è difficile.
Da questa riunione dobbiamo uscire con una decisione chiara.
Un partito come il nostro non deve lasciarsi sorprendere e trascinare dall
'azione del governo.
Vediamo cosa manda adesso.
Ah, Palazzo di Giustizia.
Allora, cancelliere, scrivo. A domanda rispondo.
Venivo nella capitale tutti i mesi e consegnavo personalmente gli assegni
raccolti dall'associazione petrolifera.
alla segreteria del partito della democrazia cristiana, appunto. Era
questa che provvedeva a dividerli secondo le varie quote a tutti gli altri
partiti, tranne che al partito comunista, appunto.
Proprio niente al partito comunista. Al partito no, a qualche organismo lui
vicino. Una volta, proprio a poco.
Senta, mi faccia mettere in moviola il filmato del gruppo Z. Sì, dottore.
Stiamo leggendo le pubblicazioni dei gruppuscoli di questi ultimi sei mesi e
ci fermiamo in modo particolare su quegli articoli che attaccano la
magistratura e i giudici.
Mi dà quell'articolo della rivista Rivoluzione Permanente?
Grazie.
È il giornale del gruppo Z.
Questo è Galano, il capo del gruppo Z, il più fanatico di tutti. Poi ci sono
quelli seri. E senti, senti che scrivono questi dei giudici. L'articolo si
intitola I mostri.
Ossuti e avvizziti, più spesso obesi e flaccidi, col viso marcato dalle
nefandezze del loro mestiere, ogni anno ci appaiono vestiti da pagliacci come
non osano più nemmeno gli alti prelati. Chi sono?
Sono gli alti magistrati che inaugurano l'anno giudiziario per dirci che bisogna
mettere più gente in galera e tenercela.
Tu alzati.
Cammina. Dove?
Cammina qui dentro finché non ti diciamo noi di fermarti.
Girati.
Cammina.
Girati.
Cammina. Su, avanti.
E muoviti.
Su. Lo riconosce, lui.
Cammina, cammina.
Ricominciamo tutto da capo.
Dunque, tu hai detto che i due giovani ti sono venuti addosso e tu sei caduto
di bicicletta.
Io non ho detto che sono caduto, ho detto che mi hanno fatto cadere.
È lo stesso.
Comunque hai visto che scappavano e quello con la pelle scura zoppicava.
Io non ho visto se aveva la pelle scura.
È lo stesso.
Zoppicava però.
Forse, ma è stata questione di un attimo. Un attimo quanto?
Un attimo, così.
Poi sono saliti subito sulla macchina. Una macchina?
Non hai mai parlato di una macchina?
E non me l'avete lasciato dire.
Voi volevate solo sapere di quei ragazzi.
Fai venire dentro la ragazza.
Siedi qua.
Tu l'hai vista la macchina, no?
Quale macchina? Una macchina. C'era una macchina per la strada quando hanno
sparato a perno. Ah sì, quella grande macchina straniera.
Straniera come?
E perché non l'hai detto subito che c'era una macchina?
Che c'entra la macchina?
Ne vedo tante di macchine. Io ci lavoro con le automobile.
Era ferma la macchina?
Sì che era ferma.
Io volevo avvicinarmi per vedere se potevo fare qualche affare e così ho
notato che la macchina era grande, bella, straniera, svizzera.
E poi?
E poi niente.
Ha messo in moto ed è partita.
È partita con i ragazzi? Che ragazzi?
I cappelloni, quelli che scappavano. Si sono messi a correre all'improvviso. E
li ho visti salire sulla macchina.
Ma che dice questo?
La macchina è partita subito, i capelloni sono scappati a piedi.
Va bene, ricominciamo da capo.
Questa è la tua deposizione, te la leggo. Erano circa le ore 18 di
mercoledì 25 corrente mese, mi trovavo davanti al palazzo di giustizia e nel
mentre mi accingeva ad attraversare la strada mi accorsi che il cinturino della
mia scarpa destra si era slacciato.
Mi chinai per riallacciarlo e fu allora che udì uno sparo.
E dopo? Quando ho sentito il botto mi son voltata. E che hai visto? Ho visto i
ragazzi che correvano e sono andata a finire proprio contro questo qui.
E poi?
Poi si sono allantenati di corsa girando dietro l'angolo della strada. E la
macchina? La macchina invece è partita subito dell'altra parte.
Ma questo qua non ha visto niente perché era chinato sul morto con le spalle
voltate. E io insisto, ci sono saliti sopra.
Ma si è rimorto di paura con il culo per terra.
Non hai visto niente?
Senti, Bloma, guarda che io ci ho pensato bene.
Io non mi metto a disposizione di nessuno.
Forse tra l'altro ci avrà ragione il capo quando dice che tutta questa roba
non è per me.
Ma sì, forse hai ragione.
Un periodo di riposo ti farà anche bene.
Sì, sì.
Ma prima però voglio fare una cosa, per scrupolo di coscienza.
Vado a dire a un tale che sta per morire.
Piano, piano, parlatemi una alla volta.
No, a questo mi dispiace, non posso rispondere.
Se abbiamo delle tracce abbastanza precise.
sicuro e lo faremo sapendo.
Vorrei parlare col Presidente Rickes. Chi è lei?
Sono l'Ispettore Rogas.
Attenda.
Ispettore?
Il presidente la prega di passare domani sera alle 8, non la può ricevere.
Va bene.
C'è lì la macchina del capo della polizia.
È lui che sta del presidente?
Perché lo vuole sapere?
Ah, ricordati che c'è da pagare la rata del collegio. Ma sì, ma sì, stai
tranquilla. Lo sai che sono stato fuori, no?
Domani ci penso senz'altro. Marco si lamenta che non vai mai a trovarlo. Ma
tu quando l'hai visto l'ultima volta? L'altra domenica, come al solito. Ah,
stava bene?
Sì, insomma, abbastanza bene.
Mi raccomando la rata del collegio. Sì, sì.
Ciao.
Fresca per te, sicura fra gli altri perché tu sei l'aria che gli altri
respirano.
Fresca e sicura, il nuovo deodorante personale.
Fresca per te, sicura fra gli altri perché tu sei l'aria che gli altri
respirano. Fresca e sicura.
Ed ora eccovi le ultime notizie.
È stato nominato capo supremo delle forze armate il generale Edoardo de
Sarmiento.
Si sono presentati al nuovo capo supremo delle forze armate i comandanti dell
'aviazione, dell'esercito e della marina.
A conclusione della cerimonia hanno sfilato reparti delle varie armi e corpi
speciali della polizia.
Assistevano alla sfilata le rappresentanze delle delegazioni
militari.
È stato nominato capo supremo delle forze armate il generale Edoardo De
Sarmiento.
Si sono presentati al nuovo capo supremo delle forze armate i comandanti dell
'aviazione, dell'esercito e della marina.
Sì, buonasera dottore. Cosa vuole dal presidente Rickes?
Voglio avvertirlo del pericolo che corre.
Lei insiste, insegue sempre il suo pazzo.
Sarà il mio pazzo o i suoi grubuscoli, ma il presidente verrà ucciso. Il
presidente è ben guardato.
Lo so.
Oggi c'era tutto lo stato maggiore a guardarlo e ho visto anche la sua
macchina.
Non eravamo da Rickes.
C'era un ricevimento all'ambasciata portoghese che è lì accanto.
Va bene, vada pure da Riches.
Ma mi raccomando, non lo spaventi.
Pronto? Ambasciata portoghese?
Sì, che parla? Guardi, sono l'ottista del capo della polizia. Mi scusi, ma il
capo è stato lì da voi dal ricevimento e deve aver dimenticato una borsa.
Ma che ricevimento?
L'ambasciata è chiusa da una settimana.
L'ambasciatore è a Lisbona.
Allora mi scusi, devo aver capito male. Grazie.
Sì? Pronto? Sono Rogas. Oh, ciao.
Ciao. Senti un po', ti do un problemino da risolvere. Ho bisogno di sapere di
chi è una Mercedes bianca con una targa svizzera.
È una parola. È tutto quello che sai.
Beh, i due primi numeri sono nove e sette. E gli altri li devi trovare tu.
Lei crede che mi ammazzeranno?
Sì, credo che tenteranno.
Saranno i groppuscoli o quel tale?
Quel tale?
Cress?
Ah, già.
Quel farmacista.
Tentò di uccidere la moglie.
Era ingenuo il suo piano.
Che condanna gli fu data?
Cinque anni in prima istanza confermati da lei in appello. Non da me.
Mi scusi, volevo dire, dalla corte presieduta da lei.
E dunque?
Era innocente.
Ma davvero?
Credo di sì.
Era innocente?
Oppure è lei che crede che fosse innocente?
Credo che fosse innocente, non posso esserne certo.
Ah, non può esserne certo allora.
Sì, ho il dubbio, che è stato un errore, un errore giudiziario.
L'errore giudiziario non esiste.
Lei è cattolico praticante?
Praticante no.
Ma è cattolico?
Certo, cattolico come tutti.
E come tutti quanti penso che andrà ogni tanto a sentire la messa.
Ha mai considerato il problema del pane e del vino, che diventano corpo, sangue
e anima di Cristo?
Ogni volta.
Dico ogni volta che il prete mangia quel pane e beve quel vino, il mistero si
compie.
Mai, dico mai, accade che il mistero non avvenga.
Il prete può anche essere indegno nella sua vita o nei suoi pensieri, ma il solo
fatto che sia stato investito dell'ordine permette sempre a ogni
celebrazione della messa che il mistero si realizzi.
Quando il giudice celebra la legge, è esattamente come il prete che dice
la messa.
Il giudice può dubitare, interrogare, interrogare se stesso, tormentarsi
anche, ma nel momento in cui pronuncia la sentenza, allora
non più.
In quel momento la giustizia si è compiuta.
Sempre? C'è stato un prete che mentre rompeva l'ostia si è trovato il sangue
sulle vesti.
Perché dubitava?
A me non è successo mai.
Nessuna sentenza ha mai sporcato di sangue le mie mani.
Nessuna condanna ha macchiato mai la mia toga.
Certo, è sempre una questione di fede.
Non ci siamo capiti a quanto vedo.
Non sono cattolico.
E naturalmente non sono neanche cristiano.
Comunque, non ho mai avuto di queste debolezze. Non ho mai creduto a
Voltaire, al suo trattato sulla tolleranza.
Lui ha cominciato con la storia dell'errore giudiziario.
La virtù, la pietà, l'innocente caduto nelle mani dell'errore.
Quale errore?
Il giudice che con una sentenza può uccidere impunemente.
E Voltaire?
che per primo ha seminato dubbi sull'amministrazione della giustizia.
Ma guai, quando una religione comincia a tenere conto dei dubbi della gente,
allora vuol dire che è già morta.
È così che siamo arrivati a Bertrand Russell, a Sartre, a Marcuse, e a tutti
i deliri di questi giovani di oggi.
Allora è tutta colpa di Voltaire.
Sì, ma Voltaire aveva una scusante.
Ai suoi tempi. Non ci si rendeva conto fino in fondo del pericolo di quelle
idee, ma oggi, con l'avvento delle masse, il pericolo è diventato mortale.
Se si continua così, la sola forma di giustizia sarà quella che i militari in
guerra chiamano decimazione.
Uccidere per punizione un soldato ogni dieci.
Niente, non esistono più individui oggi, non esistono più responsabilità
individuali oggi.
Il suo mestiere, mio caro amico, è diventato ridicolo.
Andava bene in tempo di pace, ma oggi siamo in guerra.
Rapine, sequestri, uccisioni, sabotaggi, questa è guerra.
E come in tempo di guerra, la risposta è decimazione.
Uno, due, tre, quattro, cinque, fuori!
Uno, due, tre, quattro, cinque, fuori!
Uno, due, tre, quattro, cinque, Kress condannato!
Kress va in giro con un calibro 22 e in canna c'è una pallotola per lei.
Dietro!
Dietro! Parteccio in fondo, dai così! Tutto sottosverso!
Vai, vai, vai!
Out!
Chi abita sotto il presidente Ripes? Il signor Pathos. Pathos. Salvatore. Sì.
Signore ispettore, c'è il signor Pathos.
Che cosa cerca lei qui?
Le chiedo scusa, eccellenza, ma non credevo... Cos'è che non credeva?
Incontrarmi qui, in casa del mio amico Pathos?
Volevo dire, non credevo di disturbare una serata tra amici.
Va disturbata.
Dunque?
Cercavo qualcuno. Cercavo me.
No, cercavo qualcuno che è entrato qui poco fa. E penso di trovarlo in mezzo ai
miei invitati. Je vous en prie.
Venga.
L'ispettore sicuramente cercava me.
È venuto per arrestarmi?
Ti devo dire, mio caro Evaristo, che sei un gran bugiardo.
È sempre negato che la polizia controlli i nostri telefoni, invece la presenza
dell'ispettore qua ne dà prove più sicure.
È vero.
Non mi risulta.
Che bellezza!
Lui chiede se è vero, quello risponde che non è vero.
Io non so niente di controlli telefonici, non nego che qualche volta
si facciano, però se si fanno è sempre col permesso dei magistrati e a carico
di persone seriamente indiziate.
Ma controlli politici mai, lo escludo decisamente.
E allora vuol dire che sono seriamente indiziato perché il mio telefono è
certamente sotto controllo.
Non il mio, per essere esatti, ma quello della casa in cui io vivo. Il telefono
di Nocio. Dov'è? Ah, eccolo, il grande scrittore progressista. No, no, non sei
mio ospite, sei ospite di mia moglie.
Io non mi sarei mai messo in casa uno stronzo intellettuale di provincia come
te. Vogliono fare la rivoluzione permanente. Ti sarebbe piaciuto che l
'ispettore fosse venuto qui per arrestarti, per passare da eroe.
Wilfredo, non essere ridicolo.
Chiudi il becco tu.
Ecco la dimostrazione di quanto sei reazionario. Chiudi il becco tu, perché
sono una donna, perché sono tua moglie. No, perché non hai una bocca, hai un
becco da pappagallo.
Non c'è niente da fare, sei un comunista, un cattolico e un borghese.
Sì, ma da lunga data non ho aspettato l'ultima moda io.
Adesso che stiamo vincendo noi, comunisti, cattolici, borghesi, fate
tutti la fila.
Per saltare sulla stessa barca.
No, caro, mi dispiace. E questo stronto che voleva fare la rivoluzione. Allora,
allora, allora, mes'enfant.
Signori, signori, vi prego, smettiamola con queste scenate di famiglia. Siamo
qua per divertirci, per mangiare.
Campania, o preferisci uno scotch? No, grazie.
Viva, rogas.
Beva, non è il servizio.
Il servizio per il quale è venuto qui è terminato.
Venga.
Venga. Vi ha sentiti?
Giocano.
Giocano? Mica tanto. Sì, sì, giocano, giocano.
E anch'io sto a questo gioco.
Vede, ci sto in mezzo.
Alternando la protezione alla minaccia.
Non si lasci ingannare dalle apparenze, Rogas.
Sembrano tutti sicuri di avere già vinto.
Ma hanno ancora paura.
Forse hanno più paura di prima.
Quando la festa sarà terminata scapperanno.
Scapperanno da tutte le parti.
Questa notte cambieranno letti e case.
Ma perché? Hanno paura di chi?
Penseranno che io e lei eravamo d'accordo. E che la sua improvvisa
apparizione qui sia stata preparata.
Caro Rogas, i gruppuscoli come quelli di Galano a noi fanno comodo e anche ai
nostri amici del partito comunista.
Amici?
Lei sa perfettamente qual è la situazione.
Il mio partito che malgoverna questo paese da ormai 30 anni sarà obbligato a
malgovernare insieme al partito comunista.
E probabilmente anche lei, caro Rogas, farebbe meglio il suo mestiere se al
posto mio ci fosse già il signor Amar, il capo di quel partito. Questo
ministero della sicurezza funzionerebbe. E mi divertirei anch'io a vedere il
signor Amar seduto sulla mia poltrona che perseguita lui i gruppuscoli.
Sì, va bene. E noi cosa dovremmo fare?
Continuare, continuare. Continuate a dar fastidio ai gruppuscoli fin dove potete
spingervi.
Arresti, fermi, perquisizioni.
Però sempre con l'autorizzazione dei magistrati, che certamente non ve la
negheranno.
Continuano ad ammazzare. Allora, iscritto, lei pensa sempre di arrestare
il galano?
Ma ci rende almeno il nostro ministro.
Non se ne vada, Rogas, riprenderemo il nostro discorso. Grazie.
Cameriere, un whisky.
Voglio sapere chi sono e che cosa vogliono da me.
Ma come facciamo?
Lì dentro abbiamo addosso gli occhi di tutti.
Se si accorgono di qualche cosa, finisce male anche per me.
Mica ti ho detto di farlo lì dentro.
Puoi usare il tuo laboratorio personale, no? È già fatto per i petrolieri.
Dammi una sigaretta.
Mettere un microfono sotto il culo del capo della polizia.
Sono cazzi.
E adesso, signor Ministro, vengo a parlare dell'argomento più scottante.
Dal momento in cui il sottoscritto ha lasciato la casa del Presidente della
Corte Suprema, ha la precisa impressione di essere pedinato da persone esperte,
cioè particolarmente idonee a tale compito.
come fossero stati istruiti in un corpo di polizia statale o privato.
Se organi superiori si sono preoccupati di predisporre un servizio a protezione
del sottoscritto, io non posso che esprimere gratitudine, ma al tempo
stesso permettermi di fare notare come tale vigilanza, così costosa per l
'impiego di tanti uomini che si succedono nel pedinamento, meglio
sarebbe svolgerla a protezione dei giudici.
Voi non uscirete da qui se prima non avete...
Sono i motori dei carri armati, li tengono accesi tutta la notte.
Si sono riuniti nella caserma dei corpi corrazzati.
Senti, questo è lui.
Siamo a posto.
Ferma, ferma, fammelo sentire di nuovo, dai.
E dopo?
Dopo che?
Non ti basta?
Sì, buonasera, dottore.
Cosa vuole dal presidente Rickes?
Voglio avvertirlo del pericolo che corre.
Lei insiste, insegue sempre il suo pazzo.
Sarà il mio pazzo o i suoi grubuscoli, ma il presidente verrà ucciso.
Il presidente è ben guardato.
Lo so.
Oggi c'era tutto lo Stato Maggiore a guardarlo e ho visto anche la sua
macchina.
Il farmacista Cress ha ammazzato i suoi. E loro continuano a ammazzare gli altri.
Ma di complotti ne abbiamo visti tanti.
Ne preparano uno al giorno.
E siamo sempre riusciti a controllare la situazione.
Ma però questa volta se non vi muovete subito finisci male.
Tu devi capire che non possiamo rischiare di compromettere tutto con
mosse azzardate. Siete voi che parlate così. Io non vi dico di fare la
rivoluzione. Prima che loro facciano la contro-rivoluzione.
Ma denunciatelo in Parlamento o nei giornali. Ma non possiamo mettere in
allarme un paese solo per delle impressioni che hai avuto tu.
Ma che impressioni?
Ho le prove, ci sono dentro tutti.
Quando è così, è inutile che continuiamo a parlare tra di voi.
Devi vedere a mano.
A questo punto solo il segretario del partito può decidere. Per me amare come
gli altri.
La polizia subito a corsa ha identificato nei morti il segretario del
partito comunista Amar e l'ispettore di polizia Amerigo Rogas, entrambi colpiti
da proiettili probabilmente sparati dalla stessa arma, la pistola che l
'ispettore Rogas stringeva ancora in cui.
Ed ecco l'interpretazione dei fatti data dal capo della polizia.
L'ispettore Rogas, che veniva da un incarico molto gravoso svolto in
provincia alla ricerca dell'assassino dei giudici, tornato nella capitale, ha
dato segni di squilibrio, tanto che era stato messo in congedo.
Vedeva dappertutto complotti e si era messo a seguirne gli inesistenti fini.
Forse si era convinto che persino il segretario del Partito Comunista facesse
parte di questa immaginaria macchinazione.
Lo ha ucciso e si è ucciso.
Noi abbiamo già accettato questa versione.
Come stanno le cose?
Tutto fa pensare che sia stato lui a ucciderlo.
Non ci credo.
Io conoscivo bene Rocas, non era un pazzo. Il complotto c'era.
E questi si sono sentiti così sicuri da spingere fino in fondo.
Ed ora hanno inventato l'ultima provocazione.
Un ispettore di polizia che uccide il segretario del partito.
E se anche fosse così?
Che cosa vuoi?
La guerra civile, lo scontro frontale?
No, ma nemmeno essere complici. Ma che complici?
Saremmo complici se ci prestassimo al loro gioco.
Scatenare la piazza, questo vogliono.
Allora la gente non dovrà mai sapere la verità.
La verità non è sempre rivoluzionaria.
Grazie
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