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(CLACSON) ''Topola'', amore !
Finalmente !
39 secondi di ritardo, ''Topolo'' !
Lo so, quella sveglia maledetta non funziona mai !
Bacetto !
''Topolo'', non ti metti mai a posto la cravatta ! - Dai, ''Topola''.
- Suona, c'è il passaggio pedonale. - Se non togli la testa non vedo.
- Che c'è ? - Brufolino ! - Ahi, mi fai male ! Non vedo niente !
- Suona, c'è un incrocio. - E' una fissazione la tua !
Qualche mattina mi farai un naso così !
La mattina non si fuma, fa male allo stomaco.
- Sorpresina ! - Un'altra medicina. - Questa è miracolosa, ''Topolo''.
Ma cos'è questa roba ?
E' sedativa e anche un po' afrodisiaca.
- La freccia. - Sì.
Vedrai che questi due giorni di mare ti faranno bene.
Ho prenotato al Delfino di Rapallo, ho detto che arriveremo alle 14:10.
Alle 11:30 usciamo dal lavoro, alle 14:00 siamo al casello...
..14:10 alla pensione, perfetto ! - ''Perfettolo'' !
- Ce la farai ? - Certo che ce la faccio. - Non ce la fai !
- Non ce la fai con quel semaforo. - Non lo vedi che è verde ?
Ma poi diventa giallo, frena ! (URLA)
(TONFO)
- Mamma ! - Hai visto, è giallo. - Grazie al ''cavolo'' !
Ehi, ''pistola'', cosa combini ? Freni con il semaforo verde ?
Scusi, ha ragione.
Ma la mia fidanzata ha detto: ''ll giallo, il verde...''
- Ci siamo incasinati ! - Cosa dice questo ?
- Ha detto che abbiamo ragione noi, caro signore. - Ah, sì !
(in milanese) Vieni qui, ''terrone''.
Non fare la traduzione, questo si incazza ! Scusi, signore !
- Allora, chi ha ragione ? - Semplice, chi tampona paga !
- Ci sono almeno 173.000 lire di danno. - Anche meno.
- Che fa, paga ? - lntanto ti do un acconto !
(TONFO)
Madonna Benedetta dell'lncoronata ! Qui le acque si ingarbugliano !
- Ha detto che è delinquente, villano e cretino ! - Ma no !
(Uomo) A me ?
- (Uomo) Cretino a me ? - (Clelia) Villano ! - Smettila !
Dove vai ? Vieni qui !
Vieni, cafone di un delinquente !
No, così è peggio ! Cerchiamo di ragionare, tra gentiluomini...
(NlCOLA URLA) Madonna Benedetta !
Vieni, non vale la pena di discutere.
(Clelia) Ci vedremo in tribunale !
- Ti ha dato l'acconto, lui ! - Meno male che non mi ha saldato !
- (Nicola) Che è ? Non parte ? - Ehi, tu ! - Che c'è ?
Che fai, scappi ? Cagone !
- Ti ha detto cagone, torniamo. - Ma no ! Avrà detto cafone !
Anche se fosse, che importa ? Vuol dire che digerisco bene !
Cosa c'è signorina ?
Ci sono delle complicazioni per l'ingegner Tokimoto.
L'ingegnere della ditta a Tokio.
- Viene a Milano e si ferma 24 ore. - E allora ?
- Arriva fra 6 ore. - Faccia preparare l'appartamento di sopra.
- Avverta quelli delle Pubbliche Relazioni. - E' qui il problema !
Gavazzi è in ferie, il dottor Ruta ha la suocera gravissima.
- Ci mandi Martinelli. - Parla solo il tedesco. Dovrà andare lei.
- Vuole scherzare ?! - E allora, chi ci va ?
Non ho voglio rovinarmi il sabato sera spupazzandomi questo...
- Come ha detto che si chiama ? - Tokimoto. - Mai sentito !
- Dev'essere un pesce piccolo. - E allora ? - Cerchiamo qualcuno.
ll primo fesso che rinunci al suo week-end e parli un po' d'inglese.
E che sia disposto a sacrificarsi per la ditta.
lnsomma, un tipo che non pianti grane.
- Ecco, quello ! Come si chiama ? - E' il ragioniere La Brocca.
E allora mi mandi questo ragioniere La Brocca.
- No, no, no e no ! - Cerca di ragionare. - Mi conosci !
Quando ho programmato una cosa la faccio comunque. Vado da sola.
- Non mi ha lasciato parlare. - Diglielo adesso che rifiuti !
Eccolo ! Su, fa valere i tuoi diritti. Dimostrati uomo !
- Certo ! - Perfetto ? - Perfetto !
Direttore, che non posso andare con l'ingegnere giapponese.
Sa che se ci tolgono la licenza, si troverà con il culo per terra ?
Lei ci andrà ! E poi non c'è più nessuno in ditta che parla inglese.
Anzi, si sbrighi ! Lo scarrozzi per Milano, lo faccia divertire !
Non dubiti, sarà fatto ! Arrivederla ! La mano !
- Va bene, ecco la mano. - No ! Ho la mano dentro lo sportello !
Non si agiti tanto ! Arrivederci.
Taxi !
Clelia ! Clelia ! Taxi, un momento !
''Topola'' perché dobbiamo litigare ?
(NlCOLA URLA) La mano !
(NlCOLA URLA)
(Clelia) Stazione !
(NlCOLA Sl LAMENTA DAL DOLORE)
(NlCOLA Sl LAMENTA DAL DOLORE)
(Nicola) Lo sapevo, l'aereo è già arrivato.
Ecco i nipponici.
Tokimoto ?
Mister Tokimoto ?
(in inglese) E' Mister Tokimoto ? Grazie.
Mister Tokimoto ? lngegner Tokimoto ?
(in inglese) E' l'ingegner Tokimoto della Zaikoto ? - Zaikoto ?
- lo sono il ragioniere... - (in inglese) Zaikoto, 60 dollari.
(in inglese) Questo 20 dollari. E questo 40 dollari.
- (in inglese) Vuoi comprarne uno ? - Vaffanculo ! - ''A te e soreta''.
Mah ! lngegner Tokimoto ?
- Finalmente ! - Hai visto l'ingegnere giapponese ?
- Qui dentro ne vedo tanti ! - Bella questa casa !
Questo è l'appartamento degli ospiti. Le spiego tutto e poi vado.
E' il prototipo Zaikoto della casa del futuro.
Le porte si aprono battendo le mani. Così.
- Per richiuderle è la stessa cosa. - Che bello... - Silenzio, venga !
Questo è il letto di emergenza. Per aprirlo si soffia.
- Per richiuderlo, idem ! - E' facile, perché... - Zitto.
Qui le finestre rimangono sempre chiuse, per cui c'è l'aeratore.
- Ambrogio, sei un po' culattone ? - E' per l'aeratore.
Faccio io !
- Bello ! Ma bisogna ricordarsi tante cose. - Per le luci... Sch !
- Adesso non ho parlato ! - Basta fare ''sch'' nella direzione. Guardi.
Per spegnerle, allo stesso modo.
Poi, per qualunque cosa, qui ci sono le istruzioni in tre lingue.
- Arrivederla, ragioniere ! - Ciao, Ambrogio, ci vediamo.
Ambrogio, non ho capito se l'ingegnere è arrivato.
- lo non ho visto nessuno, arrivederla. - Ciao.
Meglio così ! Adesso chiamo ''Topola'', sarà contenta.
''Urca'' ! O è sotto controllo o è sottovuoto spinto.
(ridendo) Che stronzate che dico ! Certo che oggi la tecnica...
Sch ! Sch ! Vuoi resistermi ? (NlCOLA FA UNA PERNACCHlA)
Hai visto ? ll cervello umano è più avanti di te.
''Perfettolo'' !
- Buongiorno, signorina. - Ciao, Gustavo, come va ?
- Ora che ci siete voi va meglio. - Ma che fai, sei pazzo ?
- Signorina, ho una telefonata per lei da Milano. - Per me ? - Sì.
Dev'essere il mio fidanzato.
- Prego, signorina. - Grazie.
- Pronto. - (Nicola) Ti chiamo dall'appartamento. - Finalmente !
- (Clelia) E' arrivato ? - No. Per questo ho telefonato.
Sì, vengo ! Fra due ore sono lì.
Ricordati della crema solare, se no ti bruci tutto !
Lo so, la crema solare, la crema per l'artrosi...
..e poi faremo cose ''turcole''. - (Clelia) Ti aspetto.
Scusa, hanno suonato alla porta. Attendi in linea.
''Uomo arancione con i baffi, detto me, tu La Blaca.''
- Non ho capito. - ''Tu La Blaca ?''
Ho capito. (in inglese) ll mio nome è La Brocca.
(in inglese) Mi scusi, io sono l'ingegnere Tokimoto.
- Tokimoto ?! L'ingegnere progettista dalla Zaikoto ? - Sì.
- Ma lei è una donna. - ''lo donna. Tu dispiace ?''
No, mi fa piacere. Non l'ho fatta entrare perché ero frastornato.
Non mi aspettavo un ingegnere così donna.
- Sono lieto di fare la sua conoscenza. - Piacere.
Figuriamoci ! Lo sapevo ! Mi scusi !
Aria condizionata elettronica !
lo sono stato all'aeroporto, e ho fatto anche un cartello.
''Mi scusi, onorevole ragioniere, ho fatto attesa in dogana per questo.''
- ''Finanzieri molto sospettosi''. - (Clelia) Pronto ? - Non importa.
Questo appartamento è a disposizione degli ospiti d'onore.
- Tu devi andare, ora ? - No. Sono l'addetto alle Pubbliche Relazioni.
- Oggi è sabato. ''No bambini !'' - (Nicola) No.
- ''No moglie'' ! - No, sono solo, sono libero.
Sono libero come un uccello !
- (Clelia) Pronto ? - Mi scusi, devo rispondere.
Prego, fai con comodo.
''lo come sorda, non sentire.''
''Topolo, mi senti ?''
Pronto ?
- Finito ! - ''lo un po' stanca. Volere fare doccia''.
Certamente. La camera da letto è di là.
Grazie.
E' di là.
- (Tokimoto) Permesso. - Prego.
Questa è droga, sì.
Droga orientale.
E' liofilizzata.
Questa è hashish, KB o LSD.
(SQUlLLO DEL TELEFONO) Pronto ? Chi parla ?
(Clelia) Sono ''Topola''. Perché hai riattaccato ?
- Non ho riattaccato. - (Clelia) Sentivo una voce di donna.
No, qui è tutto supersonico, si intromettono delle voci.
- (Clelia) Siamo d'accordo, arrivi tra due ore ! - Non posso.
- (Clelia) Non puoi ?! - No, è arrivato il giapponese.
- (Clelia) Allora non vieni ? - Come faccio ? Lo lascio qua.
Va bene, ho capito, tanto qui mi diverto moltissimo anche da sola.
Questa pensione è piena di bella gioventù.
Poi c'è un professionista che mi fa una corte spietata.
Se qualcuno mi farà fare una ''sciocchezzina'', sarà colpa tua.
Non fa niente. Ora ti devo salutare. Ciao.
- (Clelia) Mi racconti com'è ? - Un giapponese normale.
''Bruttarello'', nanerottolo, con due chiappe... due occhi a mandorla.
- (Clelia) Non ti invidio, ''Topolo''. - Va bene, ciao.
- Bacetto. - Non posso, se no viene fuori una tramontana.
- Quando ti richiamo ? - Mai ! E' meglio che non chiami tu.
- (Clelia) Ciao, ''Topolo''. - Ciao.
(Nicola) Hai capito l'ingegnere ! Questa è provocazione nipponica.
Se avessi il coraggio... ''lo mi drogo tutto.''
Sì !
lngegnere, con me non ti salvi !
Come si prende questa roba ?
Cocaina orientale, mi sento già tutto agitato.
- Che c'è ? - ''Che hai fatto ? Hai mangiato nonno ?''
- Che nonno ? - ''Quelle, ceneri di povero nonno morto.''
Ho mangiato le ceneri di un defunto ! Sto male !
lo credevo che era una cosa eccitante.
''lo avevo nonno italiano, di Milano.''
''Perciò io non molto gialla e parlare un po' italiano.''
''Lui venuto tanti anni fa in Giappone.''
''Conosciuto geisha, come Pinkerton. Tu conosci Pinkerton ?''
- Sì, quello della televisione. - No.
Pinkerton è di Butterfly.
''La nonna geisha. Lui sposato lei e avuto bambina, mia madre.''
''Ora lui morto. Mi ha dato l'ultimo desiderio.''
''Cremare suo corpo.''
''lo, vestita geisha, gettare ceneri in limpido fiume Naviglio.''
- ''Perciò, io Milano.'' - E' una storia romantica.
lo sto male, ho l'ulcera duodenale. Si sarà perforata.
- A proposito, com'è morto ? - Di Mochitachi. - E' contagioso ?
- ''Molto. No, non buone, medicine veleno. Fa male.'' - Sto male.
Ho l'ulcera duodenale, il fegato a pezzi, mi viene da vomitare.
''lo orientale. Noi orientali buon rimedio per ogni male del corpo.''
''Tu molto bello ! Somigliare a mia statua di Buddha.''
Che io somigli a Buddha va bene, ma non mi dire molto bello.
''Ora, con agopuntura, tu non più sentire malanni.''
(Nicola) Questa spilletta fra i capelli mi piace.
- ''Tu sentire male ?'' - No. Sento un po' di solletico.
''Questo punto molto stimolante per zona amorosa.''
Che simpatico ! Sembro un rinoceronte.
- Come ti senti, ora ? - L'aghetto stimola !
Mi sento uno strano rimescolamento.
- ''Vedrai, tuoi malanni finiti, questa cura molto buona.'' - Sì.
Metti, non ti preoccupare.
Ti piace questo punto ?
Bello !
- Allunga la vista. - Non solo.
- E' bello. - Tutto bene ? - Vista perfetta !
Stomaco, fegato, tutto a posto.
''lo avevo detto: medicina orientale.''
- ''Ora io vado di là, tu sta' rilassato.'' - Sembra facile.
(NlCOLA FlSCHlA)
(NlCOLA URLA)
- Ma cosa fa quella lì ? - Sta facendo i funerali del nonno.
- Ma dov'è la bara ? - Non c'è. C'è la cenere.
Povero nonno. (NlCOLA SOSPlRA)
(NlCOLA TOSSlSCE)
- Grazie. - Prego.
''Piangi anche tu per povero nonno''.
Sì. lo piango.
- Signorina Benelli, ancora per lei da Milano. - Grazie.
- Non tenga il telefono occupato. - Va bene. Sei tu, ''Topolo'' ?
- Ce l'hai fatta ? - lo sto lavorando.
Peggio per te. Qui sono in ottima compagnia.
Ho ritrovato uno spasimante che sembra il sosia di John Travolta.
Vedessi che portamento !
- Va bene, ti chiamo io dopo. - (Tokimoto) Nicola, guarda.
- Ti piace ? - (Clelia) Mi senti ? - Stupenda ! Non ho parole.
Ciao, cara, ti richiamo.
(Clelia) Nicola, con chi parli ?
(TONFO)
- Svengo, amore ! - Nicola ! Nicola !
- Gran figlio di puttana ! - Che le ho fatto ? - Non tu, lui !
ll mio fidanzato ! Se la sta spassando con una femmina.
Se volete, gli spacco il muso. Venite.
(GUSTAVO FlSCHlA) Quelli sono i miei fratelli.
- Ci daranno una mano. - Benissimo, allora sarà una strage. Partiamo !
- ''Ecco, questi fiori regalo per te.'' - Grazie.
''lo domani partire e voglio tu ricordare me.''
Peccato, sei un ingegnere formidabile.
- Crisantemi ? - ''Non piace crisantemi ?'' - Sì.
ln ltalia i crisantemi portano fortuna. Grazie.
Prego.
- Andiamo. - Andiamo.
- Ma come cammina ? - Siccome lei viene dal Giappone...
Ma cosa gliene frega ?
- Sayonara ! Sayonara. - Sayonara.
Volate, onorevoli uccellini. E fate tanti nidi negli alberi.
Volate, onorevoli, volate ! (NlCOLA URLA)
''Cane non molto onorevole.''
- E neanche il padrone. - Senta. - Sì, vengo.
Splendida iniziativa. Veramente poetica.
Ripopolare i parchi di Milano di uccellini.
- Bello, proprio bello ! - E' stata lei. - Complimenti.
- Grazie. - Ma che cos'è ? - Porta fortuna.
Allora, 56 canarini, 12 fringuelli, 18 pettirossi e 2 tortorelle.
- Fanno 590.000 più lVA. - Sayonara.
- Questo è un lembo della Puglia al centro di Milano. - Ecco qua.
- Queste sono state fatte in casa. - Grazie. - Buon appetito.
- Sentirai che delizia, sono le orecchiette. - Orecchiette ?
- (in inglese) Piccole orecchie. - ''Tu cannibale.'' - Ma no !
E' come il vostro riso, è solo un po' più grande.
E' una pasta pugliese che facciamo con il grano duro.
- lmpastato con ''Chateau la fontaine''. - Che ?
- Acqua dalla fontana. - ''Perfettolo''.
(APPLAUSl)
Mi sta venendo in mente... Non so come dirlo. Ti piace sognare ?
A me tanto, c'è chi sogna di essere un generale,...
..chi sogna di essere miliardario.
A me piacerebbe tanto...
- Mi piacerebbe... - Sì ? - Aprire un ristorante di orecchiette.
- Buonasera. - Cos'è che ci trovi in questo posto ? E' così kitch !
E' solo per cambiare una volta, non ti va mai bene niente.
''Tu molto dolce.''
- Senta, faccia venire quel signore. - Subito.
- Chi è, un tuo amico ? - No, è un lavativo di merda !
- Ok, ti aspetto al bar. - Sì. Che rompiballe.
(CANZONE PUGLlESE)
Buonasera, direttore.
Ragioniere, se non sbaglio lei ha avuto un grosso incarico.
lnvece di portare in giro l'ingegnere, esce con le ragazze.
- Mi lasci... - Voglio sapere dov'è l'ingegnere !
Ma se non mi lascia spiegare !
L'ingegnere che è arrivato dal Giappone è quello.
- Quella lì ? - Lei.
(Direttore) Osteria ! Proprio in gamba !
- Che pezzo di ingegnere ! - Bella, eh ?
- Mi dica, è noiosa ? - E' una cosa meravigliosa.
La fine del mondo.
Senta, se non sbaglio, mi aveva detto di avere un impegno.
Ho già sistemato tutto.
Non faccia complimenti, all'ingegnere ci penso io.
- Stavamo già mangiando. - Ho capito, teme di rimanere solo.
- Non è questo. - Non mi dica niente. - Così non parliamo mai !
- Ragioniere, le cedo la ''baby''. - Chi è ? - Come chi è ?
Una ''pupa'' incandescente. Serata assicurata con finale extra sexy.
E poi, ragioniere, tutto pagato !
- Cosa mi interessa ? Non la conosco. - Ma l'ha guardata bene ?
- Non so neanche chi è ? - Baby ? - Vieni qua.
- Ti presento il nostro ragioniere La Brocca. - Lietissimo.
- Ti terrà compagnia per il resto della serata. - No, direttore.
- Non mi piace il ''barattolo''. - Barattolo a me ?
- Senti chi parla, cretino ! - Lui non voleva...
Va' al diavolo anche te ! Stupido !
- E' contento ? - Contentissimo. - Lei è rimasto senza compagnia.
C'è Tokimoto che mi sta aspettando.
- Abbiamo detto che a Tokimoto ci penso io. - Veramente no !
- Guardi che la mando via ! - Direttore, faccia come vuole.
Parliamoci da uomo ad uomo.
Una volta che mi capita una donna così stupenda,...
..che sarà perché ha gli occhi a mandorla, mi vede bello.
Domani parte, è l'ultima sera, mi lasci perdere.
E va bene, mi ha convinto. Si vede che ci tiene da impazzire.
Ceni pure con il suo ingegnere. Anzi, venga con me.
ln questa ghiacciaia c'è di tutto. Lepri, fagiani, caviale, tartufi.
- Lei è mio ospite. - ll tartufo è una bella idea ! Posso scegliere ?
- Prego, prego, scelga lei. Più in basso, ancora. - Che cosa ?
(PAROLE NON UDlBlLl)
- Signorina Tokimoto ? - Sì.
(in inglese) Sono il direttore della filiale italiana Zaikoto.
(in inglese) Felice di conoscerla. E' inglese ?
- (inglese) Sono italiano. - ''Lei potere parlare italiano.''
Parla italiano ? Fantastico ! Posso sedere qui ?
Sì. ''Questo posto Nicola, prego.''
- Nicola è dovuto andare via, purtroppo non tornerà. - Perché ?
E' dovuto scappare in Svizzera. Sa, congelamento di fondi.
Oh, no !
- Mi ha pregato di salutarla molto. - ''Tu amico Nicola ?''
Molto di più, fratello ! E' un uomo di grandi qualità.
''Uomo straordinario. Però è andato via così ?''
Non si preoccupi, noi potremmo terminare la serata insieme e...
..poi l'accompagnerò a casa dove Nicola ci raggiungerà.
- E' vero ? - Così mi ha assicurato.
''lo ho finito. Più fame. Andiamo.''
Sch.
Ecco, potremmo accomodarci su questi comodi cuscini !
- ''lo aspettare Nicola qui.'' - Non è detto che arrivi subito.
Alla dogana di Chiasso a volte fanno perdere delle ore.
Ci sono io a farle compagnia. (SQUlLLO DEL TELEFONO)
- ''Forse Nicola.'' - Nicola !
''Hello ! Hello !''
Pronto ?
Sono lì, la ''zozzona'' ha risposto.
Madonna mia !
Signore, che ci fa là dentro ? Venga, vuole morire surgelato ?
(NlCOLA Sl LAMENTA) Che c'è ? Come sta ? Chi è stato ?
Disgraziato ! Maledetto ! Figlio di puttana ! ll direttore !
Per rimanere solo con Tokimoto a momenti mi ammazzava.
- Mi ha lasciato di ghiaccio ! - Stai su ! Stai su !
Oh, ma che cazzo meni ?
- Mi permetta. - Per me ? - Sì, voglio brindare al nostro incontro.
''No, io non brindare con nessuno, solo con Nicola !''
Ma guardi che probabilmente non viene. Forse era lui al telefono.
E di quel terrone non mi fiderei neanche un po'.
''lo non credere te. Nicola molto delizioso.''
Ma allora per me non c'è proprio nessuna speranza ?
- lo sono così solo. - ''Tu brutto porco, volere provare con me.''
lo ?! lo sono una persona serissima.
''Ora io stanca, andare a letto. Non cercare venire, perché io menare.''
(CAMPANELLO) Chi è a quest'ora ?
- Buonasera, desiderano ? - Porcone !
Ma chi siete ? Che cosa volete ?
lncredibile ! Che cosa può aver trovato di meglio ?
(TONFO)
(in milanese) Oh, signore ! Ma cosa ho fatto di male ?
Prendi questa ! (lL DlRETTORE URLA)
E questa ! (lL DlRETTORE URLA)
- Nicola ? - Tokimoto, amore, sapessi quello che ho passato !
Finalmente sei tornato ! Tutto bene ai fondi congelati ?
Congelati ! Surgelati ! Ma vaffa...
- Che ci fa quell'abominevole direttore qua ? - Non lo so.
- E quelli chi sono ? - Meglio andare di là.
Attenzione !
Sapessi come ti ho sognato, amore.
- ''Tu avere mani gelate.'' - Sapessi cosa ho passato !
- Allora, l'avete trovato ? - E' chiuso nel letto dentro al muro...
Bene, molto bene.
- No ! ll direttore ! - Questa è la voce di Clelia.
- Chi è ? - E' un'impiegata che mi vuole sposare a tutti i costi.
Una pazza scatenata !
Lei si consideri licenziata, quanto al suo fidanzato...
A proposito, dov'è il porco ?
''Cosa essere tutto questo casino ?''
lngegnere, sono desolato.
lo non so come può essere successo.
''Permette, presentare mia zia Yukishu.''
''Lei venuta farmi visita e ora andare !''
Tanto piacere.
(PAROLE CONClTATE)
E' lui ! Nicola ! Si è travestito, ammazzatelo !
Presto, prendiamolo !
- Ma che fa ? - Fetentone !
- Ti stacco ''un'orecchia'' ! - Si ricordi chi sono io.
E' per questo che gliela stacco !
(URLO)
(TONFO)
(URLO)
- Oh ! - Ringrazia Dio che c'è questa di mezzo. Mefistofele !
Oh Dio, le palle !
(URLO E TONFO)
A noi due !
(TONFO)
Ragioniere La Brocca, lei è licenziato !
(PERNACCHlA)
Eccomi qua !
Ecco le orecchiette. Alle cime di rapa, al sugo o alle alghe marine.
Onorevole signore, è arrivato onorevole ingegnere.
Grazie. Signore, e signori vado e vengo.
- Ciao papà. - Michelino, Domenichella, belli.
- lncoronata ! - Ciao. - E' ora di andare a casa, onorevole marito.
- Troppo lavoro, stanca. Giusto ? - (in coro) ''Giustolo'' !
(PARLANO lN GlAPPONESE) ''Perfettolo''.
(in coro) Perfettolo !
(STRlDlO DEl PNEUMATlCl)
(in milanese) Ma vaffanculo !
(CLACSON E RUMORE Dl FRENATA)
(TONFO) (Uomo) Fermo ! Fermo !
(Uomo nell'auto) Delinquente !
Disgraziato !
(TONFO)
Mario !
Ma che c'è ? Ti senti male ? Mario, rispondi.
Sono arrivato ! Lo sai, mi stavo addormentando.
Ho fatto un viaggio di merda.
Sull'autostrada c'era un nebbione stramaledetto.
Poi, da Piacenza a Bologna ho trovato il diluvio.
A Lodi... è scoppiato un copertone. Ci ho messo due ore a cambiarlo.
Magari avessi io la patente ! Ti avrei dato il cambio.
Ma guarda ! Hai spaccato tutto ! Ci vorrà un ''centomila'' a dir poco.
Domani ci scade la cambiale di questo ''bestione''. Eccola qui !
- Lo so, ma ho sonno. - Sono 470.000 lire.
ln cassa abbiamo meno di 300.000. Se non paghiamo ce lo sequestrano.
lo mi ammazzo di fatica che posso fare di più ?
Ciao, vado a dormire.
(RUMORl DALL'ESTERNO)
(RUMORE Dl PASSl)
Che cosa fanno ?
(RUMORE Dl PASSl)
Ma che cazzo succede ?
Aprite !
Ecco, alla Di Biasi !
Ma cosa c'è qui ? La piscina condominiale.
Signora ? C'è qualcuno ?
Mamma mia !
- Ma cosa fa ? E' matta ? - Voglio morire, mi lasci morire.
Ma lei è matta ! Stia ferma !
(piangendo) Non si può neanche morire in pace. Mi lasci stare.
- Si calmi. - Se ne vada, la prego, voglio morire.
Si calmi, altrimenti telefono alla ''neuro deliri''.
(LA DONNA TOSSlSCE) Ecco.
Ma che cosa fa ? Mi bacia ?
(in siciliano) Le sembra bello approfittare di una moribonda ?
- Le stavo facendo la respirazione artificiale. - Respiro benissimo.
- E ora se ne vada che mi devo ammazzare. - Perché vuole farlo ?
- A lei cosa importa ? - Niente. E' così giovane.
Neanche brutta.
- Anzi, una bella figliola. - Poi mi vede così, disordinata...
(piangendo) Cosa devo vivere a fare ?
Tanto, se non mi ammazzo io, mi ammazza mio padre.
- Lo vede questo ? - Suo padre. - No, è un figlio di puttana.
- Camillo Magnaghi, ragioniere e mio fidanzato. - Bell'uomo.
Dopo 8 mesi di fidanzamento ho scoperto che ha moglie e 3 figli !
Senta, c'è qualcosa per asciugare ? Uno straccio, un secchio.
- Perché vuole asciugare ? - Perché abito al piano di sotto.
Dal soffitto cola acqua. Capito ?
(Mario) E mi devo riposare.
ll fatto è che stamattina è arrivato un telegramma.
- (Mario) Da dove ? - Dalla Sicilia.
Mio padre e mia madre vengono qui.
Ho chiamato Camillo per farlo venire subito qui.
- Sa cosa mi ha risposto ? - No. - Che oggi è domenica.
Lui deve restare in famiglia.
- Mio padre mi ammazza ! - Non la seguo.
Due mesi fa gli ho scritto una lettera dicendo che mi ero sposata.
Adesso, quando arriva papà, mi trova senza marito e mi ammazza.
Scusi, non potrebbe dire... Forse ho trovato la soluzione.
Dice a suo padre che Camillo è fuori per lavoro.
Non mi risponde ? (RUMORE)
Signorina ?
Signorina ? Ma cosa fa ? Lei è proprio pazza ! Venga dentro.
Mi lasci !
Soluzione del cavolo ! l mariti stanno a casa la domenica.
- Si metta le pantofole. - (piangendo) Perché non se ne va ?
Non posso lasciarla così. Si metta la vestaglia se no si ammala.
- Tanto devo morire. - L'accompagno di là.
Basta !
Enza, figlia mia !
- Ciao, papà. - Ti trovo bene.
- Tu sei Camillo ! - Figlia mia ! - Mamma !
- E' tuo marito ? - Sì. - Bacialo anche tu. - Certo.
Come ti mantieni giovane, non sembri un uomo di 40 anni.
- Li porto bene. - Andiamo di là. Venite.
Camillo !
Mi compiaccio, ti sei preso un bel fiorellino !
(con accentosiciliano) Bella, la mia bambina.
lo sono contento. Sai, al paese si mormorava...
..che questo marito di Enza non esisteva.
- Davvero ? - Se non lo trovavo facevo una pazzia.
Parola di Nicola Paternò. Simpatico !
E tu ! Non potevi venire a farci una visita ?
''Legnate ti darei !'' Sono proprio contento.
Che cosa è successo ? Cos'è tutta quest'acqua ?
- Stavamo pulendo la casa. - Noi la domenica facciamo le pulizie.
- Mamma, vado a fare il caffè. - No, aspetta, lo preparo io.
- Voi andate a vestirvi. - Vado ad asciugarmi i capelli.
(con accento siciliano) L'onda si fece !
- Sei piaciuto molto a mio padre. - Quanto deve durare questa farsa ?
- Vorrei tornare a dormire. - Proprio ora vuoi rovinare tutto ?
- Allora mi vuoi vedere morta ? - No. - Vatti a fare la barba.
Di là c'è il rasoio e la schiuma di Camillo.
La schiuma di Camillo !
Camillo ! E' meglio che ti nasconda !
Senti, ci ho ripensato. Non c'è nessun motivo che io resti qui.
Mi piaci per questo. Fai le cose senza un motivo.
Va bene, mi faccio la barba. Come mi presento, in pigiama ?
Hai ragione. Nell'armadio c'è una vestaglia di Camillo. Eccola.
Tieni.
E grazie !
(con accento siciliano) Oh, come si è combinato ?
Enzuccia, ti sei sposata Sandokan ? (TUTTl RlDONO)
- Tutti i miei vestiti sono giù in... - Lavanderia.
Nelle lavanderie sono solo succhia soldi.
lo a tua madre ho comprato una lavatrice automatica a 8 canali.
- Vuoi ? - No, grazie, non fumo.
Meglio. Risparmio una sigaretta.
Mi devi fare un piacere.
Voglio vedere le fotografie del vostro matrimonio.
- Non ci sono le foto. - Perché ? - Le ho prestate a una mia amica.
Peccato ! Dimmi una cosa, i tuoi genitori sono vivi ?
Sì, stavano male, ma ora sono guariti. Dove vai ?
Porto le tazzine in cucina !
Permesso !
Che bravo marito hai. E' servizievole.
Sì, continentale.
Ora basta. Vado a dormire.
- ll matrimonio di Rosalia. - Che bel vestito.
Una cerimonia indimenticabile, vero ?
Si va a dormire.
La chiave.
La finestra !
Chiusa !
Si torna su.
Ci siamo.
E' aperta.
Speriamo bene !
La signorina Enza non abita qui ?
Al piano di sotto.
- Ho fatto male i calcoli. Le dispiace se passo da qui ? - Passi.
Grazie.
Piacere, Solvetti Mario. No, stia, faccia con comodo.
Uno sopra, uno sotto, sono salito di due piani...
Forse è lì...
Vediamo l'interno.
Giusto.
Già, l'ho chiusa io. La finestra !
Ahi !
(Madre) Anche sua cugina Maddalena si è sistemata.
- (Enza) Sì è sposata ? - (Padre) No, si è fatta monaca.
A proposito, oggi è domenica. Dobbiamo andare a messa.
- Vatti a preparare. - Certo. Dobbiamo ringraziare il Signore.
- Non credo che Camillo voglia andare a messa. - E' comunista ?
- No. - Allora deve venire. Se è un buon cristiano, viene.
- (Madre) Papà ha ragione. - Sì, vado a chiamarlo.
- Spero di sbagliarmi, ma per me è comunista. - Ma no !
Svegliati ! Su !
Che ore sono ? Oh ! Ancora tu ? Per favore, lasciamo dormire.
Non è possibile, dobbiamo uscire.
Allora vado a dormire in casa mia. A proposito, dov'è la chiave ?
Mi prendi la roba dalle tasche ?
Pensavo che magari volevi andartene. Ci hai provato ?
lo ? Figurati !
L'ho capito, sai. Sei un bravo ragazzo.
Senti, se non mi lasci dormire un paio d'ore posso anche morire.
- Non ce la faccio più. - Dormirai dopo la messa. - Quale messa ?
Mamma e papà vogliono che andiamo tutti a messa.
(Prete) Vi benedica Dio Padre Onnipotente...
..in nome del Padre del Figliolo e dello Spirito Santo.
- Andate in pace, la messa è finita. - Amen.
- Che fa Camillo, dorme ? - No, sta pregando.
Alzati !
Andiamo !
- Andiamo a casa, adesso ? - Sì.
- Ciao. - Ciao, Silvia.
- Tu in chiesa ? - Sai, ''una tantum''.
- E questa ragazza chi è ? - Chi ? - Questa chi è ? - Non lo so.
- E' mia moglie. - Piacere. Tanto piacere.
- Senti... Scusate un momento. - Sì, vai.
- Silvia, ti spiego tutto. - Non c'è niente da spiegare.
- Potevi dirmelo che sei sposato. - Quella non è mia moglie.
Non me ne frega ! A me non piacciono le bugie !
- Guarda che nemmeno la conosco. - Addio, pirla !
(Padre) ''Cose buone arrivano !''
Sentirai che sapore ! Sono tutti piatti speciali !
- Poco. - No, devi mangiare tanto. - Assaggia la caponata.
L'ha fatta con le sue mani.
Con la caponata ci stanno bene i calamari ripieni.
- Basta, sono veramente pieno. - Camillo ! - Non ce la faccio più.
Devi assaggiare un'ultima cosa. Chiudi gli occhi e apri la bocca.
(MARlO RUSSA)
(RlDONO)
- (Padre) Camillo, che fai, russi ? - Camillo ?
Hai sentito che squisitezza ?
- Buono. - E ora devi prendere un bel caffè.
- No. - (Padre) Perché ? - Poi non dormo...
(TUTTl RlDONO)
(SQUlLLl DEL TELEFONO)
E adesso ti fai un bel riposino, almeno fino all'ora di cena.
Sì, grazie.
- Lo so che sei tanto arrabbiato con me. - lo ? No.
Devi sopportare ancora per poco, i miei partono domani mattina.
- E stanotte ? - Mi sistemo qua.
Quando si saranno addormentati potrai tornartene a casa.
Domani mattina dirò che sei dovuto andare a lavorare presto.
Lavorare ? ll mio socio mi avrà cercato.
Posso fare una telefonata ?
- Tu sei il padrone qua ! - Sai, non sono stato a casa.
Oggi è domenica, avrai chiuso. (lL TELEFONO SUONA LlBERO)
(MARlO RUSSA)
Mario !
(Carlo dalla strada) Mario !
Carlo ?
- Rispondi, sono Mario. (Carlo dalla strada) Mario !
(Carlo dalla strada) Mario !
Arrivo subito !
Mario ! C'è l'hai fatta, eh ? Scendi giù subito !
- Che c'è ? - Fai presto, è una cosa importante.
Scendo !
(TONFO) Porca vacca !
Lo sapevo !
- (Enza) Cosa mi racconti di Concettina ? - (Madre) E'incinta.
(Madre) Spera che questa volta sia un maschio.
- (Madre) Ha già 8 femmine. - (Enza) Otto ?
Camillo. Ma non ti eri andato a coricare ?
- Vado a comprare le sigarette. - Hai detto che non fumavi.
- Di mattina, il pomeriggio ne fumo volentieri una. - Fumati questa.
- No, fumo solo Marlboro. - Queste sono Marlboro. - Grazie.
- Ne hai solo una. - Ne ho ancora. - Vado a comprarle, a dopo.
Finalmente ! E' più di mezz'ora che ti telefono.
Dormivi come un masso, vero ?
- Dai, andiamo. - Dove ? - Un colpo di fortuna !
Ho rimediato un trasporto urgente. Roba delicata !
200.000 lire, così domani paghiamo la cambiale.
- Camillo mi sembra proprio un bravo ragazzo. - Sì, è carino.
- E' gentile. - Ti vuole bene. - Enza, è lontano il tabaccaio ?
No, è qui all'angolo. Perché ?
Tuo marito un'ora fa è andato a comprare le sigarette !
(TONFO) - Cos'è successo ? - Niente.
- Perché non ritorna ? - Avrà trovato chiuso.
Oggi è domenica, sarà andato al centro.
(Poliziotto) Che disastro !
- E' morto ? - Non vedi che dorme ?
ll centro di Milano è così distante ?
Tuo marito mi ricorda uno che disse alla moglie che usciva...
- Tornò dopo cinque anni. - Con una puttana. - ''Lui puttane frequenta.''
- E' un uomo del nord, poco serio. - L'avevo detto io.
Basta, non ne posso più.
Mi devo levare un peso, poi se mi volete ammazzare sono pronta !
- Figlia mia, cosa c'è ? - Camillo non è...
(CAMPANELLO) E' lui, è ritornato.
- Cosa ti è successo ? - Niente.
- 60 cessi rotti e un camion ridotto di merda ! - Che camion ?
- Ti vuoi spiegare ? - Un incidente con un camion ?
- Deve andare subito all'ospedale. - No, sto bene, grazie.
Bisogna essere ciechi per non vedere un camion.
(CAMPANELLO)
- Camillo Magnaghi ? - E' lui.
Oh, Dio ! Amore, hai molto male ?
- Ma quello chi è ? - Chi cazzo lo conosce ! - Vieni.
Qui sono tutti pazzi ! C'è qualcosa sotto !
- A proposito, Enza, che ci volevi dire poco fa ? - Niente.
- Perché ti dovrei ammazzare ? - Niente.
Enza, Enza...
Ma siete sicuri che dobbiamo dormire in camera vostra ?
Questo divano mi sembra troppo stretto per voi.
Per noi va benissimo così, grazie. Andate a dormire.
- Davvero ?- No, mamma, voi siete ospiti. Noi ci sistemiamo qui.
- Allora buonanotte. - Buonanotte.- Buonanotte.
Adesso, se Dio vuole, la recita è finita.
- Allora posso andare ? - Aspetta.
- La tua chiave. - Sì. - Grazie.
- Scusami se ti ho creato tanti problemi. - Figurati, mica tanti.
- Ti ho fatto sprecare la giornata intera. - Tanto era domenica.
- Ti ho fatto litigare con la tua ragazza. - Figurati !
- Hai preso pure un pugno per conto di Camillo. - Un equivoco.
- Hai rotto anche il tuo camion. - ll camion si ripara.
- Be', ciao, ci vediamo. Chiamami qualche volta. - Va bene.
- Be', non vai a casa tua ? - Se proprio mi vuoi cacciare, vado.
Come puoi pensare che ti caccio via dopo quello che hai fatto per me ?
- Lo fai solo per riconoscenza ? - Perché sei così stupido ?
- Non hai sonno ? - lo ? Ho dormito sul camion.
Enza ? Dormi, eh ? Ora ti sveglio io, amore mio.
Bello il culetto. Ti è cresciuto ? Non me lo ricordavo così grande.
Amore mio. Ma mi piace di più.
Nicolino ! Nicolino !
Che vuoi da Nicolino tuo ?
Chi è questo ?
- ''Fetusa'', puttana ! - Cosa pensi ? - Nel mio letto !
Ci dev'essere un equivoco.
Avrò sbagliato casa, si calmi.
- Santa Rosalia, aiutami tu. - Ti ammazzo.
Datemi un coltello ! ''ll cuore le devo scippare.''
L'anima da quella bocca peccaminosa ti faccio uscire.
- Volevi scappare, eh ? - Calmati, Nicolino ! - A pezzi ti faccio.
Ma non dica stronzate, io l'amante di quella vecchiaccia ?
lo sono un tipo giovanile !
Vigliacco, invece di difenderla la maltratti ?
(URLA E DlALOGHl lNCOMPRENSlBlLl)
- Sto ammazzando l'amante di mia moglie. - Ma che cazzo dice ?
lo sono l'amante di questa. Diglielo a questo pazzo !
Enza ? Dimmi che non è vero. Difendi il tuo onore.
Sì, è vero.
- Tieni, allora tocca a te. - Cosa devo fare ?
Tua moglie ti ha messo le corna, ammazza prima lei e poi lui.
- Non farlo, perdonala ! - Tu sta' zitta. - A chi ?
- Ma chi ammazzo ! - Sapevo che eri un bravo ragazzo.
Si può sapere che succede qui ?
- Quest'uomo in pigiama chi è ? - ll marito di Enza.
Tu sei sposata ?
Fingi pure di non saperlo, eh ?
Mia figlia si è sposata con il ragioniere Camillo Magnaghi. Lui.
- Camillo Magnaghi sono io. - Sei bugiardo !
Camillo, diglielo che sei tu.
- Non sono né Camillo né ragioniere. - Non è ragioniere ?
No, sono camionista.
Anzi, nemmeno quello, visto che il mio camion si è scassato.
- Tu non ti sei sposato con Enza ? - Basta ! lo non sono sposata !
Tutto è chiaro. Sei la puttana del camionista !
Ma come ? Non sei il marito e ti corichi accanto a lei ?
(MARCO URLA)
Basta ! Lei non ammazza nessuno perché...
lo sono andato a letto con Enza perché l'amo.
- ''Disse che l'ama.'' - Non me ne fotte niente !
Andiamocene via da questa casa disonorata.
Andiamo, vestiti. Vestiti e partiamo.
E così mi hai fatto le corna ? Brava !
E io che ho dovuto inventare una scusa a mia moglie per venire qui.
Dovevi venire stamattina. Ma tu mi hai sbattuto il telefono in faccia.
- Hai ragione. Senti, Ciccina. - Non chiamarmi Ciccina !
- Ti perdono ! - Troppo comodo. Sono io che non ti perdono.
- lo me ne vado. - Tu devi rimanere qua.
Vuoi i testimoni ? Parla, cosa pretendi da me ?
Non le faccio mancare nulla, le do tutto quello che mi chiede.
Non capisci proprio niente.
Da te volevo solo un po' d'amore.
Porca miseria, non voglio piangere. Non meriti nemmeno una lacrima.
Non fare così ''Ciccina''. Ti faccio un bel regalo, vuoi ?
Un anello, un brillante. Certo dovrò fare qualche sacrificio.
Mia moglie mi ha chiesto il visone, invece le comprerò l'agnellino.
A te non interessa che io sono stata a letto con lui.
Cosa vuol dire ? Ogni tanto qualche scappatella la faccio anche io.
Tu non ti vuoi rendere conto. Questa non è stata una scappatella.
Adesso vattene ! Vattene !
(LA MADRE PlANGE) Ciao papà. Ciao mamma.
E' facile, eh ? Dopo quello che hai preteso da me.
L'appartamento, il guardaroba, la colf a ore...
- E ora mi metti alla porta ? - Hai ragione, è tutta roba tua.
Ti puoi riprendere tutto. La casa, la pelliccia, l'anello.
- La vestaglia, e anche la camicia. - No, aspetta !
Scusi. Tieni. lnfila.
- Questa è roba mia, personale. Brava ! - Grazie. - Andiamo.
No, aspetta, dimenticavo.
- Devo restituire una cosa che mi hanno dato per lei. - Cosa vuole ?
Possiamo andare.
Vai a preparare il bagno, svelto.
(SUONA lL PlANOFORTE)
Felice giornata, signor Constantin, sono le 08:00.
Buongiorno, dove siamo ?
Stiamo sorvolando i Pirenei.
(SQUlLLO DELL'lNTERFONO)
(Interfono) Qui è il comandante. Le do i dati di volo.
(Interfono) Quota 17 45 piedi, velocità 800 Km orari.
- Tra quanto arriveremo ? - 43 minuti, 16 primi, 2 secondi.
- Non potrebbe essere più preciso ? - E 4 centesimi.
(SQUlLLO DEL TELEFONO) Mister Constantin, il suo agente.
Passamelo sulla linea 24.
Sì,
Il Metropolitan di New York vuole il balletto.
Offre il massimo. Chiedi il doppio.
Le ragazze del balletto vorrebbero augurarti il buon giorno.
Bene, falle entrare.
Jaqueline, sempre in ritardo.
Uno, due, tre.
(LE RAGAZZE CANTANO lN LlNGUA STRANlERA)
- Jaqueline ? - Ma tu sei pazza, pazza !
Le pensi tutte per distinguerti. Non solo arrivi in ritardo.
Ma dimentichi che le ragazze del balletto devono essere uguali.
lo, Ambros, il vostro coreografo mi distruggo per rendervi uguali !
- E tu ti presenti con quegli orribili cosi ? - Sono miope !
- (Ambros) Esistono anche le lenti a contatto. - Basta così.
Scusami, Constantin, non volevo disturbarti, tu sei superiore.
Bambine, andate a cambiarvi, tra poco arriviamo a Milano.
Buongiorno, padrone. ll bagno è pronto.
- Hai dormito male ? - Perché ?
Ti vedo nero. (lL CAMERlERE RlDE)
Buona questa. Buona !
Possibile che da 5 anni, ogni mattina, ridi alla stessa battuta.
(ridendo) Sì, mi fa sempre ridere. E' fantastica !
- (ridendo) E' buona ! - Sì, buona. Mi fa sempre ridere.
Mi fa scompisciare, eccezionale.
- Vuoi che ti lavi la schiena ? - No. - Come non detto.
Eccoli, sono loro, arrivano.
(Fotografo) E' mister Constantin con le ragazze del balletto.
(MlSTER CONSTANTlN PARLA lN lNGLESE)
(in francese) Forza, signorine !
(PAROLE lNCOMPRENSlBlLl)
(PAROLE lNCOMPRENSlBlLl)
- Eccolo, eccolo. - Perché le ragazze del balletto sono 13 ?
E' il mio numero fortunato. Sono nato il giorno 13.
Ho creato le ''Port Bonneur'' il 13 giugno 1976. 7 + 6 = 13.
A Parigi abito a Rue des Anglais al numero 14. 4 + 1 = 5.
- Cosa c'entra ? - Niente, anche il 5 può essere fortunato. Altro ?
- Perché non si è mai sposato ? - Le ragazze sono la mia famiglia.
Si dice che abbia ingenti depositi nelle banche svizzere.
E' falso ! La Svizzera ha ingenti depositi nelle mie banche.
- Ancora una domanda. - Ragazzi, lasciatelo vivere.
Andate di là, ci vedremo alla conferenza stampa.
- Vuoi che venga con te per farti un massaggino alla canfora ? - No !
Come non detto ! Ragazze, siete libere per due ore !
Ma non sparite come al solito. Alle 10:00 abbiamo le prove.
- Che appartamento preferisce, Mr. Constantin ? - ll solito.
- La suite imperiale per Mr. Constantin. - C'è posta per me.
- E' di oggi ? - No, è di una settimana.
- Ci deve essere stato lo sciopero delle Poste. Provveda ! - Subito !
- Provvedo a tutto. - A cosa ? - A tutto. - Ci pensa lei ? - Sì.
- E io a cosa penso ? - Ad altro. - Bene. - Grazie.
- Arthur, ha un fiammifero ? - Un momento.
Accendo io.
Mi scusi !
- Arthur, accendi tu. - Ma lei è il famoso Constantin ?
ll grande, meraviglioso, stupendo Constantin.
- Continui. - E' l'eccezionale, l'unico, il divino Constantin.
- ln persona. - Posso toccarla ? - Qui.
Ma allora lei esiste !
Sono anni che la inseguo. lo ardo per lei ! Ma che dico ?
lo brucio, divampo, sono pazza di lei !
lo voglio un incontro galante con lei.
- Posso sperare ? - Vediamo, consulto la mia agenda.
Spugnetta.
- Le va bene subito ? - Grazie. - Prego.
(Signora) Oggi non ho proprio fortuna.
(TlNTlNNlO DELLE MONETE DALLA SLOT MACHlNE)
Oh ! ll grande Constantin !
(Cameriere) Fiore per il balletto Port Bonneur.
Sì, un momento. Arrivo subito.
Dalli a me, bel fiorellino, li consegnerò io.
- Veramente sono per una ragazza. - Cosa ? - Una certa Jaqueline.
Oh ! Maledizione !
- Dov'è Jaqueline ! Qualcuno l'ha vista ? - No.
- Ditemi dov'è Jaqueline. Voglio sapere dov'è. - Non l'ho vista.
- lo so dov'è. E' andata in piscina. - ln piscina !
Jaqueline ! Ecco dove si era cacciata !
Vuole vedermi cadavere ! Mi vuole morto !
Jaqueline, il regolamento vieta di ricevere omaggi da uomini.
Chi è questo Fred che ti ha mandato i fiori ?
Sul regolamento non c'è scritto nulla che mi obbliga a dirtelo !
Però c'è scritto che dovete essere tutte bianche.
Tu stai prendendo il sole ! Fila con le altre !
''Merd'' !
(MUSlCA DAL REGlSTRATORE)
(LE RAGAZZE CANTANO)
- Come vanno le prenotazioni per questa sera ? - Un successo !
- E' tutto esaurito ! - Credevo meglio.
(LE RAGAZZE CANTANO)
- Ti avevo detto che le palline devono essere dispari ! - Provvedo.
(LE RAGAZZE CANTANO)
(LE RAGAZZE CANTANO)
(LE RAGAZZE CANTANO)
- Mi sembra che fosse perfetto, no ? - Si può fare meglio !
Lucy ha alzato troppo il mignolo della sinistra.
Ma la cosa grave è che Jaqueline ha sbattuto gli occhi contro tempo.
Tutte le sere le stesse mosse, gli stessi passi ! Che noia !
ll ballo è invenzione, istinto... sesso !
Eh, no ! Fa' vedere come sto !
- Questo è un ammutinamento ! - Non ti arrabbiare.
Vuoi che ti faccia un massaggino ?
- No. Come non detto. Pausa ! Andate a cambiarvi.
- Ha un minuto per me ? - Mezzo. - Anch'io ho un'anima da artista.
Sono anni che preparo un numero molto bello. Vuole vederlo ?
- Vai. - Musica.
(MUSlCA) Presto, luci su di me.
Piaciuto ? (COSTANTlN RUSSA)
Bambine, svelte. Andiamo per la prova del numero finale.
Dai, tutte in ordine, in fila, per favore.
Benissimo. Contiamo... 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12.
Dobbiamo essere in 13, chi manca ? Jaqueline, la solita.
- Jaqueline ? Dov'è ? - E' partita. - E quando torna ? - Mai più.
- Come ? E' morta ? - Si sposa.
- Si sposa ? - Sì, oggi stesso. - E con chi ?
Scommetto con quel Fred del bigliettino.
E chi lo dice a Constantin ? Quello fa una pazzia.
- Avanti, cosa sai di questo Fred. - E' un boss della malavita.
Mai colto in flagrante. 15 processi, 15 assoluzioni.
Tutte per mancanza di prove.
(Autista) Non capisco come si sia potuta innamorare di un gangster.
Devi essere prudente. Fred è una bestiaccia. E' pericoloso !
E' un duro senza scrupoli, violento spietato.
Sono molto preoccupato...
Per lui !
- Be' ? - Tu non sei Fred. - Fred è il mio capo.
Sono Constantin, digli che voglio vedere la signorina Jaqueline.
- Attenda. - Quanto ? - Quanto mi pare. - Ma non di più.
Bel colpo, Fred.
Capo, è arrivato un tale che cerca la signorina.
Quell'uomo non deve mettere piede in questa casa. Tocca a te.
(COLPl Dl BASTONE) - Chi bussa ? - Sei tu, Constantin.
ln questa casa lei non è gradito, signor Constantin.
- Voglio vedere Jaqueline. - Posso farle vedere Roberta.
E' carica ?
(COLPl Dl BASTONE RlPETUTl)
Dio santo, che tipaccio orribile e sanguinario.
Forse sarebbe meglio rinunciare.
- Constantin non rinuncia mai. - E allora che facciamo ?
Lasciami concentrare. Qui ci vuole un'idea !
(CAMPANELLO) Trovato !
(SUONO RlPETUTO DEL CAMPANELLO)
Vengo ! (SUONO RlPETUTO DEL CAMPANELLO)
- Chi siete ? - Regalo di nozze.
- Cos'è ? - Negretto portalampada in legno pregiato del '700.
Va messo nella stanza dei regali.
- Lo porta lei ? - E' pesante ? - Moltissimo.
- E allora lo portate voi. - Non so se ce la facciamo.
ln fondo a sinistra.
- Ehi ! - Cosa c'è ? - Credevo che eri morto.
Ciao.
Frankie, porta questi dolci agli ospiti invece di leggere i fumetti.
E non mangiare i cioccolatini !
Via libera, padrone.
- Tu torna di là. - Sì. - Noi andiamo di qua.
- E ora dove andiamo ? - Tu di qua, io di là.
(BRUSlO DEGLl lNVlTATl)
Pardon !
Jaqueline, Jaqueline !
Mi scusi !
- Ma tu non sei... ? - Non fiatare o sparo, girati e cammina.
- Vai. - Subito.
Frena. Vai un po' alla tua sinistra. Più sotto.
- Così va bene ? - lndietreggia. Alt.
E ora, se ti muovi o osi fiatare, io sparo !
lo sparo, capito ?
lntesi ? (FRANKlE ANNUlSCE)
- Jaqueline ? - Niente.
Allora, io di qua e tu di là. Anzi, tutti e due di qua.
Ma qui ci sono 6 porte. Quali proviamo ?
Ci sono 6 porte...
Un momento, diamo una ''chance'' alla fortuna.
Sei ! 1, 2, 3, 4, 5, 6.
- C'è una porta qui dietro ? - Sì. - Aprila !
Oh, Constantin !
Che c'è ?
Guarda cos'è ?
- Ma io... - Bestia !
Ti ordino di tornare in teatro ! (AMBROS RlPETE)
- L'avevo detto io. - Allora, cosa fai ? - Cosa fai ? - Uffa !
Pensa al teatro, al fascino del palcoscenico !
Ecco, le luci si spengono l'orchestra comincia a suonare.
l riflettori sono puntati su di te. Entri e cominci a ballare !
lmprovvisamente scoppia un applauso, il pubblico è in delirio.
l fan cominciano a gridare, Jaqueline ! Allora vieni ?
- Giammai. - Non potresti darmi una risposta meno evasiva ?
- Chi sarebbe il famoso Constantin ? - Lui. - ln persona.
- C'è bisogno di dirlo a tutti ? - Constantin ! - Sì ?
Sei entrato in casa mia con l'inganno. Hai offeso un mio uomo.
lmportunato la mia futura sposa.
Un altro avrebbe fatto un tuffo nel fiume con le scarpe di cemento.
Perciò vattene ! Capito ? Vai !
Senti, Fred, tu mi hai portato via una ragazza del mio balletto.
Mi hai rovinato le prove, e mi impedisci di debuttare questa sera.
Altri starebbero già chiedendo l'elemosina in strada !
- Hai un po' di paura ? - No.
lo sì. Però ho un contratto di ferro che ti può rovinare !
(AMBROS RlPETE) lo me ne frego dei contratti.
- Questo l'ho già detto io. - Sbatteteli fuori !
- Scusa, Fred, posso darti un consiglio ? - Non mi interessa.
Fred, mi sembra il caso di evitare guai con la giustizia.
C'è un contratto ? Esaminiamolo.
Clausola numero 13.
Dunque, vediamo un po'.
Se per qualsiasi motivo...
..la contraente abbandonasse il corpo di ballo,...
..il signor Constantin avrà diritto a un adeguato risarcimento danni.
Bene.
- Tutto qui ? - E' tutto. - Ti voglio fare un'offerta.
Vanno bene 5 milioni ?
10 milioni ?
D'accordo, mi voglio rovinare. Vanno bene 20 milioni ?
Ma insomma ! Quanto vuoi ?
Un miliardo ! (FRED RlDE)
(TUTTl RlDONO)
Di dollari !
- La clausola 13 non c'è più. La cancello. - No !
(AMBROS URLA)
Ti posso accendere ?
Sì. Grazie. (FRED URLA)
(DlALOGHl CONClTATl)
- Serve niente ? - Prendeteli ! Vivi o morti !
lo di qua e tu di là. Anzi, tu di là e io di qua.
- lo di qua. - Sì. E io di là.
(MUSlCA DA BALLO)
(BRUSlO DEGLl lNVlTATl)
Dio santo !
Adesso io e te facciamo i conti. (URLO)
Odio la violenza ! Odio la violenza !
Oh, Dio ! Ma che ho fatto ?
- Cosa fai con quegli orrendi calzini ? - Fermi o sparo !
Dove credevate di andare ? Andiamo dal capo a fare due chiacchiere.
Dietro di te c'è uno che ti vuole spaccare in testa una lampada !
Pensate che creda ancora a questi trucchi ?
Ascolta, hai presente quel negretto che portavamo noi prima ?
- Quello con la lampada così ? - Esatto. - lmpossibile. - Vai !
- Andiamo ora ! - No ! Le scarpe ! - Già.
(CONSTANTlN FlSCHlA)
(RUMORE Dl PASSl)
Di solito arrivano prima.
Accidenti ! Scappano !
- lo li ammazzo ! - Non usare le armi ! - Lasciami.
La polizia non cerca altro.
Andiamo, manca solo mezz'ora al tuo matrimonio.
Ormai quel pazzo non ci riproverà più.
(BUSSA ALLA FlNESTRA)
Ma che matto !
- Che cosa vuoi ancora ? - Jaqueline, devi fare una scelta.
Lo so. Fra Constantin e il matrimonio ho scelto il secondo.
No ! Una scelta tra due uomini. Tra me e lui !
Ma... non capisco !
Ebbene sì. Anche il gelido Constantin ha un cuore.
La gente già si domanda: ''E' vero che Constantin si è innamorato ?''.
Ebbene, insomma, io sono innamorato !
- Jaqueline, io ti amo ! - Hai una scarpa da ballo al posto del cuore.
- E' un trucco. - Un trucco ?
Questo è il contratto che ti lega a me.
- Ma allora è vero ? - Certo.
- Perché non me l'hai detto prima ? - Perché non lo sapevo.
Ma mi tratti peggio delle altre ! E mi dai lo stipendio più basso.
Facevo così per non fare vedere alle altre che ti trattavo meglio.
ln effetti volevo trattare te meglio delle altre.
Me lo dici soltanto adesso. Ormai mi sono impegnata.
Fred non mi lascerebbe mai andare.
Un momento, prima di prendere una decisione dammi un bacio...
Poi deciderai.
(MUGOLll E SOSPlRl)
Non fare così ! Mi fai male, sei troppo passionale.
Che passionale ?! Dammi qualcosa per attaccarmi, sto cadendo !
- Dammi ! - Tieni ! (CONSTANTlN URLA)
- Jaqueline, che sta succedendo ? - Niente, caro !
- Sei pronta ? - Sì. - Andiamo, il prete ci aspetta.
- Ma lei chi è ? - Sono il campanaro !
(MUSlCA DALL'ORGANO)
Come dice il Vangelo di San Matteo...
..beato l'uomo che vede il Signore e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani, godrai dei suoi frutti.
La tua sposa come la vita feconda nell'intimità della sua casa,...
..i tuoi figli come teneri virgulti di ulivo intorno alla tua mensa.
Siamo qui convenuti per unire in matrimonio Fred e Jaqueline.
Se qualcuno fosse a conoscenza di qualsiasi motivo...
..per opporsi a questo matrimonio...
..parli ora o taccia per sempre.
Sospendete tutto ! Fred, fermati, non puoi sposarti.
Guarda, ecco il frutto del nostro peccato !
Non puoi sposare quella là. Tu mi hai reso donna e madre.
- lo ti amo. - Chi è questa baldracca ? - Baldracca ?!
Fred, amore mio, ma cosa dici ? Ti prego fallo per me, per il bambino.
(Fred) Ma io non la conosco ?
- Jaqueline ! - Che fai, sei pazzo ?
Sì, sono pazzo di te !
(Ambros) Mi lasci ! Mi fa male !
Lo riconosco !
- Dove credi di andare ? - Fermati ! - Un momento.
(Fred) Non ve li lasciate scappare. lnseguiteli !
- Fermi ! Fermi ! lnseguiamoli ! - Presto, alle macchine !
Hanno tagliato le gomme ! Hanno tagliato tutto !
Prendiamo quella macchina !
Fila via o ti sparo !
Fred, ma sei impazzito ? Ti vuoi fare arrestare ?
- Sei un rompicoglioni, avvocato ! - Ti arresteranno !
Non fare colpi di testa... (TONFO)
Su, presto, accelera.
- Padrone, i banditi ci inseguono. - Stanno arrivando con una Jeep.
Constantin, restituiscimi la mia sposa. Fermati !
Di là.
Spara alle gomme ! (SPARl Dl PlSTOLA)
Cretino ! Che fai, idiota ?
Dai a me quella pistola.
Adesso gli faccio vedere...
Dov'è ?... Eccoti.
Ecco, adesso sì...
(SPARl)
- Hai avuto paura ? - Sì, padrone !
- Ci stanno sempre dietro ! - Non mi piacciono i tipi appiccicosi !
Permetti ?
- Non ci vedo ! - Reggi il volante. - Non ci vedo più.
(Constantin) Noi di qua, loro di là.
(Frankie) Ma dove stiamo andando ?
(TONFO E URLA)
Ci arrendiamo !
Perché corriamo così ? Si può sapere dove andiamo ?
Torniamo in teatro. Fra un'ora c'è il debutto.
No ! Fermati subito ! Te lo ordino !
Mi hai presa in giro. Non ci vengo più in teatro.
- Ma tu hai un contratto. - Non lo avevi stracciato ?
lngenua ! Era il mio contratto di assicurazione, scaduto da un anno.
No, non ci vengo in teatro. E io che ti avevo creduto.
- Avevi detto pure di amarmi. - Ma io ti amo. - E allora sposami.
- Come si fa ? - Sono già vestita e abbiamo un'ora di tempo.
Dai, sposami subito ! O non mi rivedrai mai più in teatro.
E' tardi e le gioiellerie sono chiuse.
Non abbiamo neanche gli anelli.
- Ecco gli anelli. - Veramente sarebbero dei ricordi sentimentali.
- Allora ? - Non mi sento maturo.
E' una decisione troppo importante, dammi il tempo di pensarci.
- 10 anni. - Hai deciso così ? So io cosa fare.
Alì.
- Cosa fai ? - (in francese) Addio, Constantin.
Lasciala andare, che ti importa ?
ll matrimonio con una donna è una catena, un vincolo.
Ci sono cose più importanti... L'amicizia.
- Jaqueline ? - Sì. - Ti sposo.
(MUSlCA)
(in coro, in inglese) Constantin è bello !
(in coro, in inglese) Port Bonneur è bello !
Che trionfo, padrone, il pubblico è in delirio !
Sì, credevo meglio !
Però l'hai pagata cara.
Pensa se te ne dovesse scappare un'altra ?
E' impossibile, le ho già sposate tutte !
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