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Original subtitles

Io per una piccola parte delle riprese di Malena ho reinventato uno

spicchio di Sicilia in Marocco, ma non è stato particolarmente difficile e devo

dire che reinventare un ambiente altrove forse è la cosa più semplice e più

divertente che possa accadere nel cinema, ma mi era già successo altre

volte, persino quando si reinventa in teatro un ambiente che nella realtà è

poco accessibile.

Ecco qui in Marocco abbiamo reinventato la casa di Malena perché

avevamo bisogno di un ambiente dal punto di vista climatico più mite che non in

Sicilia oggi che inverno.

Ed è stato facilissimo e anche molto divertente perché abbiamo ricostruito

tutto ex novo, la casa, le piante, gli alberi, le foglie, la vegetazione.

Per me è quasi un risultato superiore all'idea di trovare nella realtà un

villaggio in Sicilia vicino al mare, pieno di cavi elettrici moderni, pieno

di insegne moderne che non riesci mai a cancellare. Invece qui non c'era niente,

tabula rasa, e io ho potuto fare un villaggio di pescatori perfettamente

identico a come era un villaggio di pescatori negli anni 40.

Ma quasi mai, ma questo anche quando giro davvero.

Quando vai in qualunque luogo della Sicilia e cominci a togliere insegni,

cominci a coprire le finestre d'alluminio, cominci a coprire i cavi

elettrici con i panni, io quando guardo in macchina vedo sempre queste cose, ho

paura che non sia credibile, però cerco di fare l'impossibile perché lo diventi.

Io però purtroppo il mio occhio è viziato da tutto questo.

Quindi talvolta non riesco, però mi piace, mi piace la verosimiglianza.

Abbiamo costruito a un certo punto un passaggio a livello, proprio

completamente ex novo, in Sicilia lo abbiamo fatto, che è stato un ambiente

abbastanza costoso, ma non lo capirà nessuno che è stato costoso, perché

sembra un qualunque passaggio a livello, l'ho trovato da qualche parte, l'ho

ripreso.

La realtà presa così com'è spesso sullo schermo non è credibile.

L'invenzione spesso lo è molto di più.

Ma chi fa questo è viziato dal fatto di sapere, dalla consapevolezza, per cui

non è il test più adatto.

Tutto ciò naturalmente è detto in linea generale, ma nel caso specifico si

tratta di ricreare gli anni 40.

Ti posso anche dire una cosa.

Ho trovato molto più credibili le comparse che ho trovato in

Marocco che non quelle che ho trovato in Sicilia. Perché?

Perché oggi in Sicilia è difficilissimo trovare la gente che messa sullo schermo

diventa credibile gente della Sicilia degli anni 40.

Perché in qualunque maniera c'è un certo benessere, la gente sta bene.

Qua ancora trovi la gente magra, immaciata, scura.

di quell'epoca mi sono sembrati molto più credibili, molto più veri rispetto a

quel tipo di epoca.

Allora sempre più mi viene talvolta di pensare che quel tipo di

epoca in realtà andrebbe veramente ricostruita ex norma. Se io domani

dovessi fare da capo questo film lo ricostruirei totalmente altrove, non

girerei un solo fotogramma del film.

Ma io voglio chiarire che non ho girato un film ambientato in Sicilia, in

Marocco. Ho fatto un sesto del film in

Marocco, cioè una piccola parte.

E quindi dovendo fare questa piccola parte ho dovuto necessariamente portare

qui tutti i personaggi del film, ovviamente tranne la folla, tranne le

comparse.

È fondamentale che l'attore sia siciliano o che...

impari la gestualità il modo di parlare almeno la musica del modo di parlare

siciliano cosa che per esempio ha fatto Monica Bellucci che non è siciliana

anche se è meridionale ma non è siciliana ebbene ha studiato e è

riuscita a restituire una certa musicalità del linguaggio siciliano e

questo è importante perché forse per l'audience internazionale non è

fondamentale ma per l'audience italiana che sa distinguere l'accento romanesco

da quello milanese, da quello napoletano, da quello siciliano, se

assiste alla proiezione di un film che si svolge in Sicilia vuole sentire,

vuole avvertire il profumo di quel linguaggio lì e non gliene puoi

spacciare un altro.

Trovare un ragazzino dalla strada per fare il protagonista di un film non è

una cosa semplice.

Anche se già questa esperienza l'avevo fatta altre volte.

Generalmente avevo pensato e avevo cercato il ragazzino nelle scuole. Per

un nuovo cinema da paradiso mandai i miei collaboratori in giro per le scuole

a cercare tutti i ragazzini dai sette ai nove anni.

Ma quando si trattò di cercare il ragazzo di Malena, le scuole erano

chiuse, eravamo già all'inizio dell'estate.

Allora questi collaboratori sono stati sventagliati in giro per la Sicilia a

cercare sulle spiagge, nelle piazze, nei negozi, negli istituti, nei

convitti, in giro insomma, veramente per strada.

E quando incontravano ragazzi che avevano quel tipo di età che io avevo

descritto, li fermavano e gli chiedevano se se la sentivano di farsi fotografare

per essere presi in considerazione per un eventuale film.

Grazie a questo sistema io ho avuto la possibilità di visionare circa 3.000

ragazzi proprio presi da tutta la Sicilia.

Di questi 3.000 ne ho selezionati una trentina.

Io poi ho incontrato personalmente questi 30, ho cercato di capire la loro

disinvoltura, la loro capacità, le loro intuizioni, la loro sensibilità,

le loro caratteristiche.

come dire, espressive.

Sulla base di questi incontri ne ho selezionati sette o nove, non ricordo

bene, questi poi li ho convocati, ho fatto un lungo lavoro e li ho portati a

fare un provino cinematografico, girando dei pezzetti di scene, facendo anche

degli esercizi per far capire loro qual erano gli elementi basilari della

tecnica.

E sulla base di questa esperienza ho tirato fuori due o tre più svegli, più

interessanti.

Poi li ho visti, guardati in proiezione a lungo, visti e rivisti, visti e

rivisti, e ho cercato di capire quale potrebbe essere quello più giusto.

Ed è venuto fuori Giuseppe Soffrano.

Non era giusto perché c'erano pochi elementi...

che concordavano con il periodo storico della Sicilia e non era credibile come

mercato siciliano di una cittadina come quella che io ho raffigurato nel film.

C'erano dei cesti che non erano siciliani, c'erano delle pentole che all

'epoca non esistevano, c'era della frutta che all'epoca non esisteva.

Siccome questi elementi erano preponderanti ho preferito non girare la

scena anche se magari ho messo con i guai la produzione per un giorno.

e chiedere loro di ricostruire l'ambiente ex norma.

No, questo non è vero, perché quando fai un film, adesso sai, questo è il mio

settimo film, ma sulla Sicilia ne ho fatti solo tre.

Quando faccio un film e affronto un'epoca, un periodo, la cosa più bella

del fare quel film e dell'affrontare quell'epoca, quell'ambiente, è la

documentazione, il cercare di studiare.

attraverso tutti i mezzi che tu vuoi avere a disposizione in modo tale da

capire quell'epoca in modo tale da arrivare in un luogo e anche se stai

girando un film che si svolge su una nave all'inizio del secolo dove tu non c

'eri mai stato sai se quell'oggetto della nave c'era o no o se quel costume

c'era o no questo è il bello del cinema riuscire a sentirsi sempre in qualunque

ambiente in cui giri come un siciliano che sta girando un film in Sicilia anche

quando non è così

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