All language subtitles for Images in a Convent -- Length 1;42;29 -- (1979) - Joe D'Amato

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Original subtitles

Allora, Cesco, l'avete raccolta o no questa frutta? Lo sapete che sta

arrivando su Eminenza?

Suor Marta, dovete scusarmi, ma è successo ancora.

È stato lui.

Sciocchezze, non voglio più sentirvi parlare di queste superstizioni, avete

capito?

Sì. Su, andate, stanno arrivando.

Dovete scusarmi, Eminenza, ma gli echi del mondo non arrivano così forti fra

queste mura.

Parole degne di voi, madre superiore.

Vedete, so bene che quello che vi chiedo non è facile.

Il padre della contessina Isabella era un uomo pio e giusto.

Prima di morire l'ha affidata alla mia protezione per sottrarla alla vicinanza

di suo zio Don Ascanio.

Dicono che sia un uomo senza scrupoli.

Un uomo addirittura peggiore della sua fama, vizioso e corrotto. E purtroppo

Isabella gli è molto legata.

Temete, Eminenza, che lo zio possa plagiarla?

Siamo ancora in tempo a salvare la sua anima.

Per questo l'ho condotta qui.

Non posso che rispettare il vostro desiderio, Eminenza.

So che ogni vostra azione è improntata al bene.

Ve ne sono grato, madre.

Isabella è altera e orgogliosa, ma mi auguro che con il vostro aiuto finirà

con l'accettare di prendere i voti.

Contro la sua volontà?

Senza un'autentica vocazione?

Beh... Ciò offenderebbe Dio, Eminenza.

Solo gli ordini minori, sua Angela.

Questo la difenderebbe da ogni tentativo di Don Ascanio di riportarla fuori di

qui.

Quando le cose si saranno appianate, potremo scioglierla dal voto.

facendola quindi tornare di nuovo allo stato secolare, se lo desidera.

Io non chiedo che di obbedire alla Chiesa di Dio, ma voi, Eminenza, mi

chiedete di obbedire alla Chiesa del mondo.

Purtroppo, nella mia posizione, è anche di questa che mi devo occupare.

Ma non ho dubbi, Suor Angela, che la vostra bontà e la serenità di questo

luogo possano operare il miracolo.

Dovete scusarmi, ma adesso devo tornare di corsa a Milano.

Come desiderate, Eminenza.

Ma dite al vostro cocchiere di evitare il bosco.

Specie la sera è pericoloso attraversarlo.

Benvenuta a Santa Fiora. Io sono Suor Giulia e lei è Suor Consolata. E io sono

Isabella, Contessa di Lignate.

Cosa volete?

Vi hanno messo al mio servizio? Che dite mai?

Vogliamo solo aiutarvi come si aiuta una sorella. La Superiore Madre Angela vuole

che indossiate questo.

E io secondo voi dovrei indossare questa roba.

Mi si rovinerebbe la pelle.

Due sottogonne, quattro camicie e poi due paia di calze, tre soggoli e inoltre

ancora una, due, tre sottane.

Madre, ecco Isabella, madre.

Andate pure, Sor Giulia.

Anche voi, Sor Veronica.

Benvenuta a Santa Fiora, Isabella, in questo luogo di serenità.

Copritevi! Ho detto di coprirvi!

Non spetta a me giudicarvi per la vostra insolenza, figliola.

Il mio dovere è di perdonare e di capire.

Siete stata affidata a noi per trovare la serenità nella pace di questo

convento. Ed è per questo che mi tenete prigioniera?

Voi siete qui per volontà di vostro padre e per consiglio della chiesa.

Non vi sembrano due buone ragioni per l'obbedienza?

Dite piuttosto che sono qui per gli intrighi del cardinale Dell'Ario.

Figliola, come potete parlare così di un santo uomo?

Badate a voi, madre.

Mio zio mi ama troppo per tollerare quest'affronto e farà di tutto per

portarmi via di qui.

Non vi chiederò certo di prendere i voti sacri, Isabella.

È una lotta contro natura, il noviziato.

I sacrifici che ci vengono richiesti sono addirittura inumani e valgono solo

se fatti in umiltà.

Attimo per attimo bisogna vivere per l'amore e la carità.

È quello che a voi non riuscirebbe.

Dovreste distruggere l'amore per voi stessa, il vostro smisurato orgoglio.

Che ne sapete voi dell'amore, dei baci dell'uomo che vi ama, delle braccia di

un uomo che vi... Isabella!

Io l'ho provato tutto questo e non sarete voi a farmelo dimenticare.

E in che modo? Con le vostre inutili preghiere? Figliola, voi bestemmiate!

Non voglio più ascoltarvi. Tornate nella vostra cella. È un ordine.

No!

Grazie.

Suor Marta, vi prego, perdonatemi.

La vostra lussuria non merita pietà.

Seguitemi.

Calma, sorelle. Calma, non vi allarmate, per favore. Non è successo niente. State

tranquille. Cercate di stare tranquille. Sono certa che non c'è niente da

preoccuparsi. Sorelle, calmatevi, per favore. Dov'è suor Marco?

Starà nella sua cella. Chiamate la suor Veronica, presto. Subito. Vado di corsa.

Ho vergogna di me, signore.

Ma tu sai che io non volevo.

È successo qualcosa.

Che non so spiegare, qualcosa a cui non ho saputo resistere.

Perdonami.

Suor Marta, finalmente, dove eravate? Nella cappella pregare. Ma che sta

succedendo, madre? Non lo so ancora, ma ho paura che sia qualcosa di grave.

O Signore, sarà morto? Non lo so.

Respira, tornate dalle altre.

Piano, fate piano.

Eccola.

Allora, sorella, siamo in pericolo? No, no, state tranquille.

Vergine benedetta, ti ringrazio. Ma cos'era quel colpo? C'è un giovane

ferito nell'orto. Sor Angela lo sta curando.

Ah, un giovane ferito.

La nostra regola ci vieta di ospitare uomini sotto il nostro tetto. Lo so,

Suor Marta, ma abbiamo anche l'obbligo della carità e quello del rispetto del

diritto d'asilo.

E poi il convento è troppo lontano dai centri abitati. Chi altro potrebbe

soccorrere quel poveretto?

Avete ragione, madre, ma non è strano ciò che accaduto. Oh no, purtroppo non è

la prima volta che i briganti aggrediscono chi passa nel bosco.

Sì, ma non capisco che cosa abbia condotto quel giovane fino qui.

C'è soltanto il nostro convento su queste colline.

Forse si sarà smarrito, chissà.

Ma ora vi prego, andate e fate che i miei ordini vengano rispettati.

Scusate, madre, mi avete fatto chiamare.

Sì, suor Veronica.

Andate da Cesco e ditegli di venire da me.

E poi bisogna portare da mangiare a quel giovane.

Voglio che ve ne occupiate voi personalmente.

Sarà fatto, madre.

Sono abbastanza vecchia per non farmi indurre in tentazione. Suor Veronica,

non tollero un simile linguaggio.

Oh, scusate, madre.

Dicono che sia molto bello e gentile e che si sia battuto come un leone contro

i briganti. Oh, madre santa. E forse sono ancora qua fuori.

Oddio, vuoi farmi morire? No, voglio prepararti. Che faresti se quei figli di

Satana venissero qui, eh?

Credo che morirei di paura, che altro?

No, voglio dire se ti violentassero. Mai, preferirei la morte. Io invece

credo che preferirei il martirio. Oh, madonna santa, ma cosa dici?

Non ne volete un po', Suor Marta?

Dopotutto siete voi a portarmi questa roba di nascosto.

No, vi ringrazio. Vi ho detto che ho imparato a reprimere ogni desiderio

della carne.

Oh, lo so bene. Al punto che avete rifiutato una collana che farebbe morire

di invidia qualsiasi donna.

Sedete qui vicino a me.

Il dono migliore è la vostra amicizia.

Meritate di più, Suor Marta.

Lasciate che esca di qui e vedrete. Ho i mezzi per convincere perfino il

cardinale che questo convento non può avere una superiore più degna di voi.

Volete che commetta un peccato di superbia?

Oh no!

Voglio soltanto che siamo amiche.

Dovete toglierlo di là.

La regola ci impone di non tenere immagini profane nelle nostre celle.

Non ci vedo niente di male.

È Don Ascanio, il mio affezionatissimo zio.

Non potrà aiutarmi se qualcuno non lo avverte che sono qui.

Pensavo a quel giovane. Che ne sapete di lui?

Solo quello che ho detto. Si chiama Guido Bencio, è un artista o qualcosa

del genere.

Suor Marta, fate in modo che io possa avvicinarlo, parlargli.

No, è impossibile.

Farei qualunque cosa per voi, ma la superiore ha dato ordini severissimi. Mi

dispiace. Allora inventate qualcosa.

Una scusa, un pretesto, un trucco, ma io voglio parlare con quel giovane

assolutamente.

Sublime, celestiale.

Dovrebbero farvi santa per come cucinare. Tacete, non sarete mica un

miscredente?

Al contrario, come indole sarei molto più piove e devoto di voi. Mi spaventa l

'idea del paradiso, deve essere un posto terribilmente noioso.

Oh Gesù Maria!

Potrei sempre ricredermi.

Forse non è per caso che sono arrivato qui.

Potreste curare la mia anima come state facendo con il mio cuore? Certo,

signore. C'è un solo problema.

Dovrei starvi molto vicino.

Se potessi avere una stanza al convento?

Non si può, è la regola.

Potrei provare a convincere la superiore, chissà. Deve essere una donna

eccezionale, magari altrettanto inflessibile nei suoi principi. Potete

ben dirlo.

Già, però non è tornata, è mandato voi. Ditele che le devo parlare.

Datemi retta, non è quello il modo migliore.

Dovreste ragionare, Isabella, invece di cedere ai vostri impulsi.

Se fingete di assecondare la superiore, potrete realizzare meglio quello che

avete in mente.

Per essere una suora, parlate meglio di una donna di mondo.

Attenta, Isabella, se volete avermi dalla vostra parte.

E non dimenticate l'abito che porto.

Scusate, suor Marta, ma credetemi.

Se resto ancora qua dentro impazzisco. Va bene, cara, vi aiuterò. Ma chi ci

dice che possiamo fidarci di quell'uomo?

Avete detto che sembra un gentiluomo.

È quello che credo io, ma non sempre l'aspetto corrisponde a quello che uno

ha dentro di sé.

Non capiterà un'altra volta, ve ne prego. Fate che gli parli.

No, Isabella, non vi lascerò mai sola con un uomo.

Sarò io a parlargli, ve lo prometto.

Ma dovrò aspettare il momento giusto.

Guai se la superiore lo scoprisse.

Lo faccio soltanto per voi, Isabella.

Volevate parlarmi, signore?

Volevo rivedervi, soprattutto.

Dite, non ho molto tempo.

Sto morendo.

No, non è per la ferita.

Le vostre mani hanno fatto il miracolo.

Morirò di freddo e di solitudine.

Suor Veronica mi ha riferito.

Quello che chiedete è impossibile.

Impossibile è un termine crudele, e voi non lo siete.

Ne sono sicuro.

Sapete perché ho chiesto di essere portato al convento?

Faremo... Faremo del nostro meglio anche qui per curarvi.

Non è per questo.

È per starvi vicino.

Signore, non sopporterò oltre il vostro linguaggio.

No, vi prego, non fraintendetemi. Fuori di qui si annida il pericolo.

E io, anche se in queste condizioni, sono l'unico che possa difendervi.

Noi siamo rassegnate alla volontà del Signore e poi non abbiamo ricchezze qua

dentro per attirare dei malintenzionati, solo qualche candelabro d'argento nella

cappella.

Avete ben altri tesori, madre, la vostra virtù per esempio.

Che intendete dire?

Che io sono un uomo e che voi sotto quell'abito siete una donna.

Signore! No, non mentite a voi stessa.

Perché avete mandato via il giardiniere? Volevate che rimanessimo soli? Come vi

permettete?

Madre.

Vi siete fatto male.

Vi prego, non mi lasciate.

Lasciatemi. Ho bisogno di voi. Siete pazzo. Di sentire il vostro respiro.

No. No.

Zitta.

Adesso siete... No, lasciatemi.

Dimenticate tutto.

No, vi prego.

No, non resistetemi. Io ho bisogno di voi.

Di sentire il vostro corpo fremente contro il mio.

Lasciatevi! Non dite con la bocca quello che non dite con il cuore.

State ferme.

Vedrete che non vi farò del male.

Madre! Sor Marta, aiutatemi!

Lasciatela, siete impazzito!

Venite, madre.

Venite via di qui.

Suor Marta, siete voi.

Isabella! Capisco la vostra sorpresa. So chi stavate aspettando.

Scommetto che la superiore non immagina nemmeno quello che succede in questo

letto. Vero, suor Licinia?

Ci pensate a cosa succederebbe se qualcuno glielo dicesse?

No, vi prego, vi scongiuro.

Non mi tradite, non lo farò più, ve lo giuro.

E che volete che me ne importi del vostro pentimento?

Non dirò nulla.

Grazie, avrete la mia eterna riconoscenza.

Sono parole, suor Vicinia, dovete dimostrarmelo. Sì, qualunque cosa,

chiedetemi qualunque cosa.

Voglio che portiate un mio messaggio a quell'uomo.

Ma è impossibile. È impossibile per me, ma non per voi.

Io sono troppo sorvegliata.

Avevo sperato che sua Marta mi aiutasse, ma sono certa che non lo farà e quindi

tocca a voi.

Fate pure come volete, non mi importa in che modo, ma dovete riuscirci,

altrimenti sarò costretta a parlare.

Suor Licinia, suor Licinia.

Suor Marta, io non... No, non dite niente. So perché siete venuta nella mia

cella.

Vi fa ancora male?

Sì, suor Marta, sono tutta un fuoco.

Un fuoco che purifica, sorella. Che allontana da voi le fiamme dell'inferno.

Quando mi toccate sembra quasi che il dolore sparisca.

È perché vi amo, sorella. Perché siete la più dolce di tutte.

E io voglio salvarvi dal desiderio e dal peccato.

Grazie

Su, consolata, svegliati. Il demonio è qui nel convento.

Suor Veronica, che vi succede? Parlate, parlate. Sempre legio, madre.

Sto in chiesa, testo, venite.

Ma che succede a lei?

Grazie

Sì, suor Marta, è terribile.

O siamo tutte vittime di un incubo, o Dio ci ha abbandonato. Non può essere

stata un'allucinazione, madre.

Tutte noi abbiamo visto bene quell'immagine sacrilega al posto di

nostro signore.

Devo arrendermi all'evidenza, suor Marta.

Non so in cosa abbiamo peccato o sbagliato, ma non ci resta che liberare

il convento da questa maledizione.

Che intendete fare, madre?

Rivolgermi a padre Arnaldo.

Vi prego di andare alla pazzia a chiamarlo.

Con il suo aiuto, se Dio vuole, riporteremo la calma e la serenità nel

convento. E appena potremo comunicare con il cardinale, vi rimetterò l

'autorità che mi ha conferito, indicando voi, suor Marta, come la più degna a

succedermi in questo difficile incarico. Che dite mai, madre? Io non ne sono

degna.

Vi prego, obbedite.

Potrete andar via all'alba, ma mi raccomando, Suor Marta, prudenza.

Non mi perdonerei mai se vi succedesse qualcosa.

Grazie, Madre.

Passerò per il bosco e per le colline, così eviterò ogni brutto incontro.

Andate pure, Suor Marta.

Io vado a pregare.

La contessina Isabella vi attende, tenente. Ditele che sarò da lei fra un

'ora. Aspetterò che tutte dormano.

Ricordatevi bene, il secondo corridoio, la prima porta a sinistra. La prima

porta, vi ringrazio, sorella.

Aspettate un momento.

Lo vedete? Si direbbe che il dio sconosciuto ci stia osservando.

Conoscete anche voi la leggenda?

Il convento fu edificato sulle rovine di un tempio pagano e questo sembra abbia

fatto arrabbiare quel tipo là. Tanto che nei secoli vi è successo di tutto.

Incendi, pestilenze.

Saccheggi. Sapete, io sono un artista, uno scultore, e sono venuto fin qui per

vederlo. Avevo sentito parlare di un'opera d'arte, ma lui è molto di più.

Sembra vivo, crudele, sprigiona una forza che atterrisce.

Vedete i suoi occhi?

Sono gelidi come quelli della guerra. Vi prego, signore, lasciatemi. Non pensate

che potrebbe essere il diavolo?

Mi hai dato un'idea, vecchio mio. Il diavolo. Avranno tanta paura che nessuna

di loro oserà fermarmi.

Avanti. Allora, com'è andata? Sbrigati. Verrà fra un'ora. Che tipo è? È bello

come un'altra. Ma no, stupida, non è questo che volevo sapere. Gli hai detto

cosa voglio da lui?

Ma sì, certo, ha detto che vi aiuterà. E ti è sembrato sincero? Voglio dire, è

davvero un gentiluomo?

Già, che stupida che sono.

Che cosa vuoi saperne tu di gentiluomini?

Ha qualcosa.

Che c'è? Parla.

Il modo come ti guarda.

una luce perfida, falsa, ti mette addosso la febbre, la paura, come gli

occhi del dio sconosciuto.

Se non mi aiuta, per me sarà la fine.

Vi prego, no, non voglio. Non fate la stupida, camminate.

È per me.

È una meraviglia, ma non posso.

E perché?

Voglio provarti che ti sono amica.

E che non sono superba come credi.

Grazie, non ho mai visto niente di più bello, ma non posso accettare. La regola

non ci permette di possedere nulla e poi sarebbe peccato.

Lo sarebbe se tu avessi già preso gli ordini, ma non lo hai fatto ancora come

me. Potresti venire via quando uscirò di qui. Ci pensi Giulia?

Nel mio palazzo, come mia dama ed amica, avresti abiti bellissimi, gioielli come

questo. I signori ti farebbero la corte. No, vi prego.

Non mentire, ti si vede negli occhi che invece lo vorresti e adesso ascoltami,

devi fare qualcosa per me, per tutte e due.

Ave Maria grazie plena Dominus tecum benedicta tui mulieribus et benedictus

fructus ventris tui Jesus.

Grazie a tutti.

Servo vostro, Contessina.

O sorella, se preferite.

Il mio nome è Guido Bencio. Ma dovevate già saperlo dal momento che avete

mandato a chiedere il mio aiuto.

A quanto pare vi tengono prigioniera o qualcosa del genere.

Non parlate?

Capisco, non vi fidate.

È logico, non mi conoscete.

Ma anch'io devo fidarmi di voi, non vi pare?

Rischio grosso e un rapimento e un sacrilegio vogliono dire la forca.

Io ci tengo al mio collo, a meno che la posta in gioco non valga il rischio.

Permettete?

Fatemi vedere.

Questo sarebbe il mio prezzo?

Ammetto che è un gioiello stupendo, dovrebbe valere molto.

Ma non abbastanza.

Ma c'è un'altra gemma che potrebbe convincermi ad usare, la vostra

bellezza.

Sapete, bisogna dare per poter chiedere.

E voi avete molto da offrire.

Non potete.

Stupendo, finalmente sento la tua voce. Mi avevano detto che eri una tigre e

invece tremi come un agnello.

Non ci indurre in tentazione, Signore, ma liberaci dal male.

Andiamo.

Sono Isabella di Lignate.

Voi?

Già. E non sono la baldracca che credete, pronta a strofinarsi al primo

maschio in calore. È un vero peccato, anche se mi permetto di dubitarne.

E adesso che ci siamo presentati, vi dispiace spiegarmi che significa questo

scambio di persone? Volevo essere sicura di potermi fidare di voi.

Qual è il risultato?

Siete uno sporco, insolente e miserabile.

Sono molto di più, un peccatore e un uomo senza scrupoli.

Insomma, siete in vendita? Anche.

È solo questione di prezzo.

Presto, arriva qualcuno.

Sveglio.

Sapete dove trovarmi.

Il diavolo!

Svelta, torna nella tua cella e non una parola su quanto è successo o te ne

pentirai. E questo vale anche per te.

Gesù, Giuseppe e Maria, dovevo diventare vecchia per vedere certe cose io. E poi

come si fa a non credere alla maledizione del Dio sconosciuto?

Tacete, Sor Veronica, non vi accorgete che state bestemmiando. Mi raccomando,

fate in fretta, Sor Marta, e speriamo che quel santo uomo riesca a cacciare

via il demonio. Sia lodato Gesù Cristo.

Sempre sia lodato.

Che diavolo ci farà quella monaca in mezzo al bosco? E che ne so io.

Mica starà facendo una passeggiata.

E allora che ci fa?

Forse sta andando giù al paese.

Che facciamo?

Secondo me hanno saputo di noi da quel tizio che ci ha scappato. E quella va a

portare in paese le cose di valore.

Andiamogli dietro.

Non fare una mossa e non urlare, sennò ti ammazziamo.

Uè,

non sarà mica morta? Ma che morta?

Presto, leviamola dallo stradello, così la frughiamo dappertutto.

Avanti su.

Sarà quanto pesa. Le mora che mangiano tutti i giorni, mica sono come noi che

mangiamo quando capita.

E devono mangiare pure bene.

Fermiamoci qua.

Guardiamo che ci ha preso.

Guardaci tu.

Qui non c'è niente.

Neanche un soldo.

Ha due tette. Ce li avrà addosso.

Oh, è fatta proprio come le altre donne.

Non è mica male questa monaca però.

C'ha la coscia dura.

Di un po', te la sei mai fatta una monaca tu? Eh, hai voglia. Quando stavo

con la banda del Guercio ci siamo ripassati un convento intero.

Vediamo un po'. Come è fatta sotto.

Ehi, ma questa è vergine. Ma no.

Cazzo, è vergine davvero.

Falcone, è proprio vergine questa.

Per me si deve essere fatta monaca da poco. Ora siamo costretti, se no che

figura ci fanno i briganti. Hai ragione. E visto che tu ti sei ripassato un

convento intero, a questa la prima botta gliela do io.

Allegra sorella, che ora ti suono sto trombone.

No! No!

Lasciatemi! Stai ferma!

Così dai

Lasciala andare, non vedi che pare una matta? Ma dai, vaglia presso!

Grazie.

grazie

Voi dunque asserite, sorella, che quelle apparizioni infernali hanno avuto inizio

con l'arrivo in convento di quella giovane. Sì, e forse è stata l'anima

tormentata di quella povera Isabella ad evocarle.

Se in lei già si annidava il peccato, era vostro dovere punirla immediatamente

e non comprenderla.

Purtroppo, padre, non sempre ci rendiamo conto che la carità e la pietà...

Sono ormai troppo fragili.

Per questo, al minimo cedimento, al minimo segno di tolleranza, Satana

trionfa.

Il santo ammonisce.

Non lasciatevi appagare dalle brutture, non lasciatevi appagare da ciò che non

appaga il cuore.

Prendo su di me tutta la colpa davanti a Dio.

E voi credete che basti?

La vostra fede è un muro di superbia, madre.

Voi e soltanto voi, col vostro comportamento, avete permesso che la

lussuria e il peccato infrangessero questa casa del Signore.

Non ci sono dubbi sulla presenza del demonio nel convento.

E se mai qualche dubbio potesse ancora esserci, vi siete domandata per quale

motivo io sia venuto sin qui senza che nessuno sia arrivato a chiamarmi?

È vero.

Voi non potevate sapere, visto che Suor Marta non è arrivata in paese. Ho avuto

una specie di presentimento.

Come se il demonio, nella sua infinita presunzione, mi avesse lanciato una

sfida.

Ma io lo vincerò.

Che il Signore vi ascolti.

Tacete, madre!

Perché con la vostra sciocca condotta avete offeso il suo santo nome.

Penso che Isabella sia solo uno strumento inconsapevole del maligno.

E che si serva anche...

di quell'uomo che voi avete assai incautamente ospitato.

E quanto a voi, madre, ditemi,

non avete mica,

Dio mi perdoni, fornicato con quell'uomo?

Mia buona sorella, dovrei sentirmi in colpa anche per ciò che è accaduto.

Perdonatemi.

Ma forse il Signore è stato buono con voi.

Vi ha regalato questa dolce follia.

E voi non avete più memoria della crudeltà degli uomini.

Per me, per tutte noi, sarà molto più. difficile

dovremmo espiare la nostra debolezza giorno per giorno e

forse non ci saranno preghiere sufficienti per curare

le ferite della nostra disperazione e per farci perdonare i nostri peccati

la nostra lussuria

Ascoltami, chiunque tu sia io non ti temo e non voglio che siano gli altri a

pagare per me.

Sono io che ti sfido.

Vincimi, se puoi, Dio sconosciuto.

Esorcizzerò tutti gli ambienti del convento. Che nessuno di voi si muova

dalla propria cella per nessun motivo finché non avrò finito. Va bene padre,

ci raccoglieremo in meditazione.

Ma senza pregare però, sarebbe peggio visto che il Signore è in collera con

voi. Ma padre, è proprio chi ha bisogno di perdono che prega.

Obedite senza discutere e adesso potete anche andare.

Confido nella tua grandezza, oh Signore, per vincere la potenza del principe

delle tenebre.

Eccomi bestia immonda, con l'aiuto di Dio io presto ti annienterò. Amen.

Grazie.

Così ci hanno creduto, eh?

Datemi retta, il diavolo non esiste. Se esistesse, non sarebbe peggiore di noi

uomini. Ma sì, mia cara, lo abbiamo inventato noi, come la religione o le

leggi, per mettere un freno alla nostra natura.

Non avete paura della vostra coscienza?

Assolutamente no. Ho una sola regola, io.

Prendi quello che ti piace quando ti piace. Non rimandare a domani il peccato

che puoi commettere oggi.

Dite che non credete al demonio e poi invece vi comportate come se lo aveste

dentro. Che cosa?

Non mi direte che una ragazza intelligente come voi crede a queste

sciocchezze? È una questione di nome, di definizione, ma il male esiste.

E spesso lo facciamo per capriccio o per dimostrare di essere più forti. Siete

venute a parlare della vostra fuga o a tenere una lezione di filosofia?

profondo dell'inferno dovrei tornare presto sconfitto quale forza potrà mai

vincere l'indistruttibile potenza del dio degli eserciti perché io solo sono

il signore dell'universo e il male non prevarrà su ciò che il signore ha voluto

per sé e soltanto per sé ed è per questo che ti impongo di tornare agli inferi

questa è la mensa del signore e mai potrai sedere a fianco del padre mio

Perciò mi obbedirai.

Allontanati subito dalla mia casa.

La cosa mi eccita molto.

Ma c'è troppo rischio, mia cara.

Ho già avuto il piacere di andare a letto con due monache.

Ma rapirne una terza e per di più nobile sarebbe un po' troppo.

E poi non dimenticatelo, i governi ci trovano più gusto ad impiccare i liberi

pensatori. Ma ditemi, non avete mica deciso... Di restare in convento?

No, di certo.

Non ho mai avuto la vocazione di indossare quest'abito, ma almeno mi

aspettavo un'emozione che non ho avuto.

Che cos'è, signor Pencio?

È la mancanza di un compenso che vi ha tolto la voglia di osare.

Io posso sempre pagare un delitto e magari far assolvere da un delitto.

Ti voglio, Isabella.

Viva!

Grazie a

tutti.

Sì.

Sì.

No, sa direzione al nero, per il clamo del merito, a dover venire.

Eccolo qui.

... ...

...

...

Vincitato in vigne, vigo avarizio, causa discordia, esicitato in vigne.

Grazie a

tutti.

Grazie a tutti.

Ehi, guarda!

Guarda! Guarda!

Mortis attumis, videratum, justitiae divinatum, malorum

gratis, comes viziorum, seductorum, proditor cesium, incitatum

invidium, trigo evaizium, cause discordia, esicitatum comor,

recede erbum in nomine vates, et figli et esplicius sancti,

davarum in spiritui sancti. Grazie a tutti.

Grazie a tutti.

Grazie a tutti.

Grazie a tutti.

Grazie.

Grazie.

Cesco, sta arrivando Monsignore il Cardinale.

Perché non avete portato la frutta?

È successo di nuovo.

È stato ancora lui.

Cesco, quando la finirete con queste sciocche superstizioni?

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