All language subtitles for Il commissario Montalbano s14 e01 - Salvo amato, Livia mia

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Original subtitles

Fischiettìo

Pasquale !

Cirrinciò !

(in siciliano) Esci fuori ! So che sei qui !

- Pasquale, non mi fai fesso ! (in siciliano) Che posso farci io ?

Tu ti basti da solo.

- Chiamo subito la polizia. - Romi' ! - Eh ?

Ricordi quando da "picciriddi" giocavamo a rubabandiera ?

- Sì. Allora ? - Chi vinceva sempre, tu o io ?

- Tu. - E allora... Tie' !

Minchia !

Pasquale ! Vieni qua !

Sei peggiorato !

Pasquale. Vieni qua.

Romi' !

Io vado via e ti saluto.

- Perdono, mi scappò ! - Che c'è ?

- "Bufala e Ceci" venne ora per "vossia". - "Bufala e Ceci" ?

- Sì. - E' una pizza ? - No, dottore.

Trattasi di un "cristiano" vestito da guardia GIURANTE.

- Una guardia giurata ? - GIURANTE ! - Fallo entrare.

Prego, si accomodi.

- Buongiorno, commissario. - Buongiorno.

E' un onore fare la vostra conoscenza.

Grazie, si accomodi.

- Lei è ? - Romildo Bufardeci.

Dottore, in vita mia

misi sempre al primo posto la Legge e la giustizia.

Mi fa piacere.

Da "nicu" il mio sogno era diventare poliziotto.

Poi mi sono rotto un ginocchio... Era anche il sogno di vossia ?

Non lo so... non credo. Piuttosto mi dica della sua visita.

Certo ! Stanotte vidi un ladro entrare in una villa.

Provai a fermarlo

ma quel grandissimo cornuto riuscì a scappare.

- Ha avvertito i proprietari ? - Sì.

Il ladro non riuscì ad aprire la porta

quindi i padroni decisero di non fare la denuncia.

Allora perché mi fa questa segnalazione ?

Io conosco bene questo ladro.

- Anche vossia lo conosce. - Io ?

E' Pasquale Cirrinciò.

-Non si era messo a "travagghiare" ? -Ma quando mai !

Io conosco Pasquale dai tempi delle elementari.

Per questo sono venuto da vossia

per chiedervi se può dargli l'avviso.

- Che avviso ? - Deve pensarci bene prima di rubare un'altra volta.

- Mi scappò e mi prese per il culo. - Mmm.

Non posso essere preso per il culo due volte di seguito.

Io mi impegno a mandarlo in carcere.

Va bene, ho capito.

Gli parlo io. Grazie di essere passato.

Ci mancherebbe.

- Buona giornata, commissario. - A lei.

Il bottone di sopra.

- Una "fimmina" morì archiviata. - Non si può morire archiviati.

Fazio disse che una fimmina morì nell'Archivio Comunale.

- "Nell'Archivio Comunale" ? - Così disse.

- Commissario. - La vittima ?

Una "picciotta" di 27 anni, lavorava qui.

- L'hanno trovata i colleghi ? - No, l'archivio è chiuso per ferie.

-Chi l'ha trovata ? -Il capocantiere della ditta di ristrutturazione.

Da questa parte.

Era figlia di una coppia di parrucchieri.

- L'abbiamo identificata ? - Sì, aveva documenti e cellulare.

- Si chiamava Agata Cosentino. - Agata Cosentino ?

- La conosceva ? - Io no, la conosceva Livia.

- Come l'hanno ammazzata ? - Credo con un corpo contundente.

Un massacro, una violenza indicibile.

Le ferite sono tante e profonde. Fa impressione.

- Non c'è sangue intorno al corpo. - L'ho notato anche io.

L'assassino ha ripulito il pavimento per cancellare le tracce.

C'è ancora odore di varechina.

In bagno c'è un secchio con uno straccio bagnato.

- Hai visto che roba ? - Che idea ti sei fatto ?

Forse un tentativo di stupro. La ragazza reagì

lui fu preso dalla rabbia e la ammazzò.

Poi sentiamo la dottoressa Barresi.

Se l'archivio è chiuso per ferie, perché la ragazza era qui ?

Magari aveva dimenticato qualcosa. A proposito, come è entrata ?

Il palazzo è aperto per i lavori di ristrutturazione.

Mimì, fai una cosa. Vai a parlare con i genitori.

Forse sanno perché è venuta qui.

Chiedi anche che cosa ha fatto stamattina.

- Come si chiama il caposquadra che l'ha trovata ? - Gaspare Raccuglia.

- Andiamo a parlargli. - Sì, di qua.

Signor Raccuglia, venga.

Prego.

- Il signor Raccuglia. - Commissario Montalbano.

- Commissario. - Mi racconti tutto.

(in siciliano) Io e i miei operai tornammo dalla pausa pranzo

e ci mettemmo a lavorare. Io salii al primo piano.

In mezzo al corridoio...

trovai quella poverina.

Salì al primo piano anche durante la mattinata ?

Sì, poco prima di andare a mangiare.

Non c'era nessuno, era tutto tranquillo.

Lo dicevo ai miei operai.

Non abbiamo visto né la ragazza né nessun altro.

- Quanto dura la pausa pranzo ? - Da mezzogiorno alle due.

- Dove andate ? - In una rosticceria qui vicino.

- Tra mezzogiorno e le due qui non c'era nessuno ? - Nessuno.

Mi dica un'altra cosa.

Durante la pausa pranzo è sparito qualche vostro attrezzo ?

E' vero ! Me ne sono accorto dopo che vi ho chiamato.

Avevo lasciato nel corridoio degli attrezzi da lavoro.

Mancava un martello da carpentiere, quelli con la punta da una parte.

Vossia pensa...

Io prendo atto che è sparito un martello con la punta.

-Salve. -Salve. Antonio Cannizzaro, il direttore dell'archivio.

- Il commissario Montalbano sono. - Non riesco a crederci.

Come è possibile ?

Qui non c'è niente da rubare, ci sono solo documenti.

-L'assassino non era qui per rubare. -E allora perché ? -Chissà !

Ci fa vedere dove lavorava Agata ?

Sì, venite.

Ecco qua.

Al piano di sotto ci sono tutti i fondi preunitari

le sale dei manoscritti e rari e due sale di lettura.

Qui ci sono i fondi postunitari e i nostri uffici.

Quanti impiegati ci sono qui ?

Tra fissi e precari siamo circa quindici persone.

Proprio questa è la scrivania di Agata.

- Questa ? - Sì.

- Agata come era sul lavoro ? - Era responsabile e coscienziosa.

Era un'archivista preparatissima.

Con chi divideva la stanza ?

Con Danilo Alessi e Caterina Giunta.

- In che rapporti erano con Agata ? - Buoni.

Con Caterina erano diventate molto amiche.

- Forse ogni tanto magari... - Che cosa ?

Niente, pensavo... Magari che c'è stato qualche contrasto con Danilo

ma Alessi ha un carattere difficile. Comunque niente di serio.

In questo periodo Alessi sta a Vigata ?

Non lo so, ci ha salutati in fretta. Forse andava in vacanza.

Come erano i rapporti con gli altri colleghi ?

Molto formali, niente che andasse oltre i saluti.

Agata era una persona molto chiusa.

Aveva fatto amicizia solo con Caterina.

Le faccio una domanda importante.

Forse stamattina Agata è venuta qui

perché aveva lasciato qualcosa sulla scrivania ? - No, lo escludo.

- Perché ? - Prima della chiusura ho raccomandato ai dipendenti

di togliere ogni effetto personale dalle scrivanie

e lo hanno fatto.

- Come mai ? - Qui restava tutto aperto per i lavori.

Non volevo che mancasse qualcosa al ritorno dalle ferie.

Ho capito.

Secondo lei perché stamattina Agata è tornata qui ?

Ci penso e ci ripenso...

ma non riesco a immaginare il motivo.

Bussano alla porta Avanti !

- Salvu'. - Vieni.

- Sono stato dai Cosentino. - Eh.

Sono distrutti, Agata era figlia unica.

Il padre mi disse che dovevano partire oggi pomeriggio per il mare.

Agata era uscita per comprare le ultime cose

la crema solare, le ciabattine, cose così.

- Invece... - Perché era andata all'archivio ?

Non sa per quale ragione. L'archivio era chiuso da una settimana.

Bussano alla porta - Avanti. - Posso ?

Vieni.

- Ehi. - Ho preso informazioni

sul collega con cui Agata ha avuto contrasti.

Da qualche giorno Danilo Alessi non sta a Vigata, nessuno sa dov'è.

- Parenti, amici, vicini di casa ? - Viveva solo.

I vicini dicono che le finestre di casa sua sono chiuse da giorni.

Informati se ci sono biglietti aerei o di treni a suo nome.

Va bene.

Giuse', ragionavamo sul perché Agata fosse andata all'archivio.

E perché ci andò da mezzogiorno alle quattordici.

- Già ! - Le uniche due ore in cui lì non c'è mai nessuno.

C'è anche l'ipotesi

che lei non avesse intenzione di entrare dentro.

- Magari il maniaco l'ha costretta. - Comunque, maniaco o no

sicuramente l'assassino si è sporcato di sangue.

Come ha fatto a uscire dall'archivio senza essere notato ?

Fazio, informati su Agata e la sua famiglia.

Acquisiamo tutte le immagini delle telecamere della zona.

Magari l'assassino è stato ripreso.

Chiedi alla gente della zona se ha notato

individui loschi.

Vuole parlare con Caterina Giunta, la collega di Agata ?

Buona idea.

- Pasquale ! - Commissario, a che debbo l'onore ?

- Lasciamolo fottere l'onore. - Bufardeci ha fatto la spia ?

Lui mi ha detto che la prossima volta ti manda in carcere.

- Non mi prenderà mai. - Allora ti mando in carcere io

anche se rubi un leccalecca ! - Dottore, che capitò ?

Adelina ! Niente, è una visita di cortesia.

Non mi prenda per fessa.

Come puoi scomodare un uomo pieno di pensieri come il commissario ?

Mamma ! Non l'ho scomodato, figuriamoci !

- Muto, delinquente ! - Noi ci siamo capiti, è vero ?

- Ci vediamo ! - Sali, scostumato !

- Devo parlarti. - Sì.

(in siciliano) Salgo... salgo !

Lo ammazzerei.

- Pronto ? - Oh, Livia. - Salvo, ciao.

- Purtroppo devo darti una brutta notizia. - Che cosa ?

Ricordi la figlia della tua parrucchiera di Vigata ?

- Sì, Agata. - E' stata ammazzata.

- Ma che dici ? - Oggi all'ora di pranzo.

- Nell'archivio dove lavorava. - Mio Dio !

Prendo il primo aereo domattina.

- Vengo a prenderti alla corriera ? - Sì, grazie.

- Ci mettiamo d'accordo domattina.

- Ciao. - Ciao.

Salvo.

- Vorrei andare dai genitori di Agata. - Ti accompagno.

Mi dici come è successo ?

E' stata colpita alla testa con un oggetto contundente.

Livia, grazie di essere venuta.

Non dirlo nemmeno, Cristina.

- Sentitissime condoglianze. - Grazie.

Prego, accomodatevi.

Eravamo una famiglia felice.

Poi mio marito ha avuto un incidente

ed è andato tutto storto.

Non volevamo che Agata tornasse a Vigata.

A Genova aveva trovato un bel lavoro.

Guadagnava bene, doveva farsi la sua vita.

Qualcuno ci avrebbe aiutato con Mario.

Ma non è stato possibile, lei era fatta così.

Era generosa, altruista.

Pensava sempre agli altri e mai a se stessa.

Signora, sua figlia aveva un fidanzato o una relazione ?

No. Agata diceva sempre che non aveva tempo per l'amore.

Il suo grande amore erano i bambini della sua associazione.

- Commissario. - Mmm ?

Quando possiamo abbracciare il corpo di mia figlia ?

- Credo domani. Parlerò con il medico legale. - Grazie.

Scusate, è possibile vedere la camera di Agata ?

Certo.

Venga con me.

Non so dove trovo la forza per entrare qui.

Posso tenerlo ? Glielo restituisco fra qualche giorno.

- Certo, qualunque cosa. - Grazie.

Sono i libri e i quaderni della scuola.

Agata aveva conservato tutto, anche i disegni.

A volte tutti e tre ci mettevamo qua

e li guardavamo insieme.

Agata era tutta la nostra gioia.

- Permesso ? - Buongiorno ! - Buongiorno a lei.

- Disturbo ? - Affatto, si accomodi. - Grazie.

Sono venuto per farle una domanda. Conosce l'autore di questo libro ?

Certo, Giorgio Scalia, frequenta l'archivio.

- Chi è ? - E' uno storico molto bravo.

E' specializzato nella storia di tutta la provincia di Montelusa.

Ho capito.

Nel libro c'è una dedica ad Agata. Sa che rapporti avevano ?

Direi cordialissimi. Scalia aveva molta stima di Agata.

Lui veniva qui per lunghi periodi e chiedeva sempre di Agata.

Perché ?

Agata era un'archivista veramente molto competente.

Infatti ha aiutato molto Scalia nei suoi studi.

- Anche di recente ? - Sì.

Prima della chiusura lui è stato qua tutti i giorni, da almeno tre mesi.

Ho capito. I due si vedevano anche fuori dall'archivio ?

Questo non lo so.

In cuor mio sono sicuro di no.

Agata era una persona molto seria, non dava confidenza.

Mi sembra tutto, la ringrazio. E' stato molto cortese.

- Ci mancherebbe, quando vuole. - Grazie.

Squilli di cellulare

- Fazio, dimmi. - So dove si trova Danilo Alessi, il collega di Agata.

- Dimmi un po'. - E' in vacanza.

E' da cinque giorni in Croazia, a Pola.

In albergo mi hanno confermato che sta lì a godersi le ferie.

Almeno possiamo escludere lui.

- Bravo, Fazio. - Grazie.

Venne qui di persona personalmente Carolina GIUNGLA.

Sì, la signorina Giunta.

- Falla entrare e chiama Fazio. - Agli ordini, dottore.

- Si accomodi. Ispettore Fazio ! - Buongiorno.

- Buongiorno. Prego, si accomodi. - Grazie.

- Che terribile tragedia ! - So che eravate molto amiche.

Agata era come una sorella per me.

Iniziai a lavorare all'archivio sei mesi fa e legai subito con lei.

Venivo da Montereale e a Vigata non conoscevo nessuno.

Agata... come posso dire ? Lei mi accolse.

- Lei mi fece conoscere la "Noi Vigata". - Che cos'è ?

L'associazione dove lavorava Agata.

Si occupa di minori immigrati senza genitori.

Prima me ne fregavo di certe cose.

Da quando lavoro alla "Noi Vigata", la mia vita è cambiata.

Secondo lei perché Agata è stata uccisa ?

Non lo so.

Agata era così buona, la amavano tutti.

Nessuno aveva motivo di ucciderla.

- Agata non aveva un fidanzato... - Un fidanzato no

ma una relazione credo di sì.

- Che tipo di relazione ? - Lei non mi ha mai detto nulla

ma credo che avesse una relazione con un uomo sposato.

Una relazione turbolenta.

- Ha idea di chi può essere ? - Non saprei.

- Però posso dirle una cosa. - Mi dica.

Prima della chiusura dell'archivio Agata ricevette un messaggio

e scoppiò a piangere. - Parlò di questo con lei ?

Le chiesi che cosa fosse successo, ma lei fu evasiva.

Ieri dov'era tra le dodici e le due ?

- Perché ? - Sono le ore in cui Agata è stata uccisa.

Mi sta chiedendo se ho un alibi ?

No, signorina, è la prassi.

- Ero in vacanza a Noto, da sola. - Come ha saputo di Agata ?

Mi ha telefonato sua madre. Di colpo mi hanno ceduto le gambe.

Sono andata subito da loro per non lasciarli da soli.

Va bene. Per il momento abbiamo terminato.

- La ringrazio. - Arrivederci. - Arrivederci.

Mi servono i tabulati del cellulare di Agata.

Prendi informazioni sul professor Scalia.

Sì.

- Quando vi siete conosciute ? - Due anni fa.

Ero andata da sua mamma per farmi la piega e l'ho vista entrare.

Era in partenza per Genova

perché aveva vinto il concorso all'Archivio di Stato.

A Genova vi frequentavate ?

Sì, lei lì non conosceva nessuno e allora siamo diventate amiche.

Andavamo al cinema, a cena.

Anche a Vigata abbiamo continuato a vederci.

Quando vi siete viste l'ultima volta ?

L'ho sentita una settimana fa.

Era felicissima.

Aveva ricevuto un finanziamento per la sua associazione.

Si occupava di bambini immigrati.

Mi ha detto che dopo l'estate avrebbero cominciato a lavorarci.

- Era fidanzata ? - Quando l'ho conosciuta

era uscita da una storia con un suo compagno di Università.

Non so se ha avuto altre storie.

Secondo me non voleva legarsi a nessuno.

Mi aveva raccontato

che qualcuno le metteva dei bigliettini d'amore nella borsa.

- Chi era ? - Lo sapeva, ma non voleva dirmelo.

Fischiettìo

Pasquale Cirrinciò, sei in arresto per flagranza di reato.

- Quale reato ? - Furto con scasso ! Sei uscito dal cancello della villa.

Sono uscito dal giardino, avevo un bisogno urgente. Non è un reato.

Al Commissariato ti faranno dire tutta la verità.

- Stavolta fai brutta figura con gli sbirri. - Forza, cammina !

- Farai una figuraccia. - Cammina !

- Ditemi come è andata. - Pasqualino usciva dal cancello della villa.

Quindi fece il furto sicuramente, non come l'altra volta.

- Tu che dici ? - Che devo dire ? Io innocente sono.

- Non prendermi per fesso, eh ! - Dov'è la refurtiva ?

Dov'è lo scasso ?

Se non mi crede, vada a controllare porte e finestre.

- L'hai perquisito ? - Sì.

In tasca aveva solo il portafoglio, le chiavi di casa e il telefonino.

Questa è la chiave di una porta blindata fatta con un calco.

- Sei entrato con questa, ecco perché non ci sono segni di scasso. - Vero !

Non è vero ! Non ho mai visto quella chiave.

Forse uno dei miei "picciriddi" la trovò e me la mise in tasca.

- Furfante ! - Ooh ! - Bufardeci !

Stia calmo.

Adesso vada. Grazie di tutto, ci pensiamo noi.

- Sempre a disposizione. - Grazie.

- Vada pure. - Prego.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Dimmi come sono andate veramente le cose.

-Tu sei entrato in quella villetta. -Come glielo devo dire ?

Non ho fatto niente. Se non mi crede, chiami i padroni di casa.

- Catarella ! - Comandi !

- Portalo in cella di sicurezza. - Subito ! - Con quale imputazione ?

- Con l'imputazione che mi hai rotto i "cabbasisi" ! - Sempre io !

- Cammina ! - Commissario !

Di chi è la villetta ?

Dell'avvocato Francesco Caruana, abita con la moglie a Montelusa.

- Quella di Vigata è una casa di villeggiatura. - Chiamalo.

Dagli appuntamento nella villetta e vedete se manca qualcosa.

- Sì. - Che mi dici di Agata ?

- Agata era irreprensibile. - I genitori ?

Mai avuto problemi con nessuno.

- Telecamere, testimoni ? - Per le telecamere ci vuole tempo.

Riguardo i testimoni, nessuno ha visto personaggi strani.

Livia mi ha detto che qualcuno scriveva "pizzini" d'amore ad Agata.

- Vai a casa Cosentino e cercali. - Sì.

Di Giorgio Scalia che mi dici ?

E' un noto storico, insegna all'Università di Montelusa.

E' sposato con una canadese molto ricca e hanno tre figli.

Fedina penale immacolata.

E' un bell'uomo. Le studentesse sono pazze di lui.

- Dove posso trovarlo ? - Sicuramente All'università.

* Ad alcuni di voi è piaciuta la lezione oggi. - E' qui. - Grazie.

Piacerà a tutti un tema a me molto caro

che affronteremo la settimana prossima

la Nouvelle Histoire. Vi aspetto qui lunedì prossimo, tutti.

Riposatevi, fate un buon week-end. Divertitevi... ma non troppo.

Ci rivediamo qui lunedì. Grazie a tutti.

Buongiorno, il commissario Montalbano sono.

- So che è qui per Agata. - Sì. - Possiamo parlarne strada facendo ?

- Devo recuperare mio figlio al campo estivo. - Certo.

Povera Agata. Morire a 27 anni e in quel modo così orrendo.

Non posso immaginare come si sentano i suoi genitori.

- In che rapporti eravate ? - Mi ha aiutato per la mia ricerca.

Era molto preparata.

Abbiamo lavorato insieme per diversi mesi.

-Vi vedevate fuori dal lavoro ? -No i nostri rapporti erano lavorativi.

- A volte parlavamo di cose personali. - Tipo ?

Agata aveva organizzato una vacanza con i genitori.

Il padre era depresso

e lei sperava che quella vacanza lo distogliesse dai brutti pensieri.

Ha notato qualcosa di strano in Agata ?

No. Agata era sempre gentile e professionale.

Lei dov'era ieri tra mezzogiorno e le due ?

- Lavoravo a casa. - Era solo ?

Mia moglie era al lavoro e i miei figli erano al campo estivo.

- Scusi, devo andare. - Prego. - Arrivederci. - Arrivederci.

Bussano alla porta Avanti !

- Mi ha cercato ? - A che ora hai appuntamento con Caruana ?

Alle sedici. Verrà la moglie, l'avvocato è a Milano.

Quando ho detto alla signora del furto, non ha fatto una piega.

- Andiamo un'ora prima. - Perché ? - Diamo un'occhiata con calma.

E' fuori legge.

Non cominciamo. Avanti ! Bussano alla porta

- Permesso ? Buongiorno ! - Buongiorno !

- Mi offrite un caffè ? - Dipende da che cosa ci racconti.

Ho parlato con la dottoressa Barrese e posso dirti dell'autopsia.

- Dicci. - Agata è morta dissanguata

per le copiose emorragie dovute a tutte le ferite.

L'arma, come confermano le mie analisi

è sicuramente un martello da carpentiere

usato dalla parte della punta, chiamata "penna".

Sull'ipotesi dello stupro che dici ?

Non c'è stato nessuno stupro.

- Ti do un'informazione importante. - Dimmi un po'.

I vestiti della ragazza sono stati lacerati dopo le martellate

cioè post-mortem. Mi capisci ? - Che significa ?

Forse un po' di teatro o per simulare uno stupro.

- Altro ? - Niente impronte digitali.

L'assassino ha pulito tutto

ma io e la mia squadra stiamo "travagghiannu"

ai rilievi che abbiamo acquisito.

Ti sei meritato il caffè, con la panna ! Andiamo.

-Pasquale si è fatto fare la chiave. -Avevi dubbi ? -No.

"Taliamu" bene. Tu vai al piano di sopra.

Più che un ladro sembra che sia passata una squadra di camerieri.

- Lo sente ? - Che cosa ? - Puzza di sigaro. - Eh.

Questo è stato lavato da poco.

Nelle ultime ventiquattro ore qua c'è stato qualcuno.

Andiamo ad aspettare la signora Caruana.

- Salve ! - Salve ! Giulia Caruana. - Il commissario Montalbano sono.

- L'ispettore Fazio. - Alberto Caruana.

- Mia cognata ha voluto che venissi. - Mi "scantavo" a venire da sola.

- Ha fatto bene. Prego ! - Sì.

- La porta non è stata scassinata ? - No.

Qui è tutto a posto.

Manca solo questa. Aspettavo di farla come ultima cosa.

Non manca niente.

La casa è come l'abbiamo lasciata io e mio marito.

Da quanto non venite ?

Da più di un mese.

- Siete sicuro che sono venuti i ladri ? - Ci hanno telefonato.

Mi dispiace avervi disturbato per nulla.

No, è meglio che è stato un falso allarme.

- Prendi informazioni sulla Caruana e sul cognato. - Sì.

Pasquale, se tua mamma non fosse Adelina

direi che sei un figlio di...

Apri la cella di sicurezza, cortesemente ?

- Subito, dottore. - Grazie.

- Dottore, finalmente. - Allora.

- La signora Caruana dice che non è stato rubato niente. - Ha visto ?

- Dimmi che è successo lì veramente. - Io non feci niente !

- Non facesti niente ? - Niente !

Allora tu resti qui un altro po'

così se vuoi dirmi qualcosa, io sono qui vicino. D'accordo ? Ciao.

Apri ! E chiudi.

Commissario !

Agata sarebbe stata una mamma dolcissima.

Brava... Brava !

Perché dici questo ?

Una volta mi ha invitata a uscire con i ragazzi dell'associazione.

Ho visto come ci giocava.

* Agata adorava i bambini.

Sono arrivati i tabulati telefonici.

Sul telefonino di Agata non c'è nessun messaggio amoroso.

- Le chiamate ? - Sono poche e con dei numeri prevedibili.

Quelli del padre, della madre, di Caterina e di un certo Messineo.

- Chi è ? - Il direttore dell'associazione di "Noi Vigata".

- Forse aveva una relazione con lui. - Lo escluderei, è un "parrino".

A casa hai trovato niente ?

No, ho "taliato" dappertutto, ma non ci sono pizzini amorosi.

- Sei sicuro ? - L'unica cosa che non ho fatto è picconare i muri.

"Gelato..." Gruppo "GE", tre sillabe.

"Ge-la-to".

Questo è il gruppo "GN", un po' più difficile.

Parola semplice, simpatica, "ragno". "Ra-gno".

Per il gruppo "GA"...

- C'è il commissario Montalbano. - Salve. - Piacere.

-Sono Paolo Messineo, ditemi. -Vorrei parlare con Caterina Giunta.

Certo. Accompagno il commissario.

- Continui tu ? - Sì.

- Da questa parte. - Grazie.

(insieme) "H".

(insieme) "Imbuto".

La morte di Agata è stata un trauma terribile per noi.

Lei qui era molto amata.

Ha lasciato un vuoto incolmabile.

- Ecco Caterina. Torno alla lezione, arrivederci. - Arrivederci.

- Salve, Caterina. - Commissario. - Posso parlarle ? - Certo.

- Giocate da soli. - Andiamo.

- Mettiamoci qui. - Sì. - Mi dica.

Nel cellulare di Agata

non ci sono telefonate o messaggi

di qualcuno con cui potesse avere avuto una relazione.

- Ah ! Avete provato su Robin ? - Chi è Robin ?

- Un'applicazione per chattare in segreto. - Mi spieghi meglio.

Una volta, mentre eravamo sedute in macchina

sentii il bip del suo cellulare.

Agata lesse il messaggio

e il suo volto si illuminò, era contenta.

Capii che messaggiava con un uomo. Istintivamente sbirciai.

Sembrava questa chat, Robin.

Sul telefonino di Agata non l'abbiamo trovata.

Questa app ha un codice segreto.

Solo digitandolo, la puoi aprire.

- Ne è sicura ? - Sì, l'ho usata anch'io.

- Controlli tu ? - Sì.

Commissario, mi hanno detto che era qua.

- Mi scusi, ma porto "carrico". - Grosso ?

- Bastevole. - Allora accomodati. - In merito al furto nel villino

ho preso informazioni sulla Caruana e su suo cognato Alberto.

- Pare che i due avessero una relazione. - Ah.

Ancora prima che la signora sposasse Francesco Caruana.

- E allora ? - Tra i due

la relazione continuò anche dopo il matrimonio.

- E poi ? - Ricorda che nel villino sentimmo puzza di sigaro. - E' vero.

- Alberto Caruana è il fondatore del Club del Sigaro di Montelusa. - Mmm.

Di questo ne parlo con Pasquale.

Che mi dici dell'applicazione di cui ci ha parlato Caterina ?

Un mio amico della Polizia Postale è riuscito a verificare

che sul telefonino di Agata c'è veramente questa app.

- Ci è entrato ? - No, serve la password.

- Il profilo di Agata fu cancellato il giorno in cui morì. - Da chi ?

Non lo so, forse da chi comunicava con lei.

Non possiamo sapere con chi messaggiava ?

Il PM dovrebbe richiedere al gestore della chat

di poter accedere al profilo.

E' una trafila lunga. Squilli di cellulare

- Ci vorranno delle mesate. - Scusa.

- Livia ? - Sono da Cristina, la madre di Agata.

- Suo marito è andato alla banca Trinacria e si è sentito male. - Ah.

- Ci vado subito. - Grazie. - Ciao.

Vieni con me.

* Signor Cosentino, che è successo ?

Sono Pappagallo, il direttore dell'agenzia.

- Piacere. - Piacere mio.

Il signor Cosentino doveva sbrigare

le formalità che sono necessarie dopo la morte di un congiunto.

Quando ha visto che il conto di Agata era vuoto, si è sentito male.

Non può essere stata la mia Agata. Ecco i prelievi degli ultimi mesi.

Quasi 50.000 euro ! Praticamente "svacantò" il conto.

Agata non aveva grandi spese, stava in casa con me e mia moglie.

- Non si comprava mai niente. - A me risulta

che i prelievi sono stati fatti da Agata. - E che significa ?

Di sicuro qualcuno la imbrogliava o la minacciava.

Povera figlia mia.

Volevo raccontarle una cosa, non so se può essere utile.

Un giorno io uscii dalla banca subito dopo un prelievo di Agata.

La vidi avvicinarsi a un uomo e consegnargli qualcosa.

Non so se fossero i soldi che aveva appena prelevato.

- Saprebbe riconoscere l'uomo ? - Purtroppo no.

Era di spalle.

Posso dire che non era giovanissimo.

Salirono su un'auto d'epoca rossa con il tettuccio nero.

Una di quelle basse, sportive, di moda tanti anni fa.

- Tipo una spider ? - Proprio così.

Bussano alla porta Avanti !

- "Scusasse" il disturbo. - Adelina ! Vieni, accomodati.

Sono venuta per mio figlio Pasqualino.

Non preoccuparti, lo tengo finché non mi dice la verità.

Non sono qui per questo.

Dovrebbe restare lì due o tre mesi così impara.

- Sono qui per un altro motivo. - Dimmi.

Ho portato qualcosa per Pasqualino. Dice che qui cucina Catarella.

- Eh. - Però...

Senza offesa, cucina male assai !

Pasqualino, "angileddu" mio, ha lo stomaco fino fino

perché è abituato alla mia cucina. - Tu lo vizi !

- Dài a me. - Glielo porto io.

- Ci penso io. - Glielo porta vossia ?

Di persona personalmente. Te lo saluto pure, va bene ?

Va bene.

- Arrivederci. - Arrivederci.

No ! Ma non è giusto !

Iih !

Bussano alla porta - Chi è ? - Fazio sono !

Un attimo !

- Avanti. - Commissario, posso ? - Ah.

"Scusasse" il disturbo.

- Il direttore "c'inzirtò". - Cioè. - Ho controllato il conto di Scalia.

- Allora ? - Agata ha fatto tre prelievi da 15.000 euro.

L'indomani di ogni prelievo risulta un versamento sul conto di Scalia.

- Vieni con me. - Sì.

Voci non udibili

Scusa un attimo.

- Buongiorno, commissario. - Buongiorno, professore.

Lei mi ha detto che con Agata aveva avuto solo rapporti di lavoro.

Venga, commissario.

- Le ho mentito. Io e Agata avevamo una relazione. - Da quando ?

La conobbi un anno e mezzo fa all'archivio.

Ne rimasi colpito, ma non feci nulla per la nostra differenza d'età.

Non è un problema per lei.

- Sappiamo delle storie con le sue studentesse. - Stavolta era diverso.

Non so nemmeno come... ma una sera, mentre la riaccompagnavo a casa

ci ritrovammo abbracciati e ci baciammo.

Nessuno dei due riuscì più a fare a meno dell'altro.

Le scriveva lei i bigliettini d'amore ?

Non le ho mai scritto biglietti. Comunicavamo con Robin.

Perché avrei dovuto scriverle dei biglietti ?

Perché Agata le ha dato 45.000 euro ?

Anni fa ho aperto una casa editrice.

Ha accumulato dei debiti e sono arrivati gli avvisi di pignoramento.

Ci avrebbero portato via tutto, non sapevo come fare.

Agata mi offrì il suo aiuto.

Mi dette i suoi risparmi con i quali coprii tutti i debiti.

- Le promisi di restituirle tutto. - Poteva rivolgersi a sua moglie.

Mia moglie non voleva che io aprissi la casa editrice.

A differenza di Agata, lei non credeva in me.

Non volevo che lei mi rinfacciasse il fallimento.

Ha mai pensato di lasciare sua moglie per Agata ?

Sì, più volte. Ho tentato più volte, ma poi...

- Poi ? - Mia moglie è una donna fragile.

Un colpo simile l'avrebbe distrutta e io avrei perso i miei figli.

Sarebbe tornata in Canada con i nostri tre figli.

Agata ed io litigavamo per questo

finché non ne ha potuto più e ha deciso di chiudere.

Quando Agata è stata uccisa, non stavamo più insieme.

Lei ha raccontato una storia molto romantica.

La paura per sua moglie e per i suoi figli.

Adesso le racconto io come è andata, in maniera molto più prosaica.

Lei aveva una moglie ricca e l'amante giovane e bella.

Forse per recuperare i soldi... oppure stanca del suo tira e molla

Agata ha minacciato di dire tutto a sua moglie.

- Allora lei le ha dato appuntamento e l'ha ammazzata. - Ma che dice ?

Io la amavo.

Sono un vigliacco, non un assassino.

Mi dispiace, di questo ne parlerà con il giudice.

Adesso venga con noi. Prego.

* Lo abbiamo arrestato, ma non c'entra niente.

Forse il PM è convinto che fu Scalia a ucciderla

e l'ha messo in prigione. - Secondo me ha avuto fretta.

Che dubbi hai, scusa ?

Bisogna capire se è stato un delitto d'impeto o premeditato.

In entrambi i casi l'ipotesi Scalia non funziona.

- Perché ? - Se l'ha uccisa d'impeto

come ha fatto a uscire dall'archivio "lordu" di sangue ?

Se era premeditato, poteva portarsi un cambio.

Sì, ma l'avrebbe portata in un posto più sicuro.

Lì lo conoscevano tutti. Era molto pericoloso come luogo.

E poi ci sono i pizzini.

Magari Scalia non te ne parlò

perché dentro c'erano cose compromettenti.

- Minacce... cose così. - Intanto i pizzini non si trovano.

- Dove sono ? - Magari Agata li ha buttati via.

Ma dài, non credo.

Agata teneva tutto, persino i quaderni di quando era piccolina.

- Non può averli buttati. - In casa non ci sono.

- Abbiamo cercato ovunque. - Forse non li teneva a casa

per paura che i genitori scoprissero la sua relazione.

- Forse li ha "ammucciati" da un'altra parte. - Dove ?

Dove ?

- Dottor Cannizzaro ! - Signor commissario !

- Posso aiutarla ? - Sì.

Forse Agata ha nascosto una cosa, ma a casa sua non l'abbiamo trovata.

- Immagino nemmeno nel suo ufficio. - Esatto.

Forse l'ha nascosta in un altro posto sempre qui in archivio.

C'è un luogo dove non va nessuno ?

Un posto dove ti viene voglia di nascondere qualcosa ?

- La stanza delle memorie inutili. - Prego ?

Seguitemi.

Spero che qualcuno di voi non sia allergico alla polvere.

Tra '800 e '900

molti nobili di Vigata pensarono di scrivere le proprie memorie.

Ci fu un profluvio di diari, di memoriali.

Non essendoci la televisione

in qualche modo dovevano passare le serate in famiglia !

Spesso leggevano queste memorie

che rievocavano epoche passate.

A un certo punto questa moda finì.

Le famiglie si ritrovarono con questi memoriali

e li portarono all'Archivio Comunale.

- Sono tantissimi volumi. - Centinaia.

Centinaia di memorie di decine e decine di "voscenza" di Vigata.

Non solo nobili, anche professori di scuola, avvocati

medici, notai, ragionieri, impiegati delle Poste.

Con gli anni è stato tutto raccolto e stipato qui dentro.

Racconti di vite passate di cui non importa niente a nessuno

e che nessuno ha mai letto e leggerà.

Invece adesso saranno controllati da Fazio e Augello.

- "Augello" ? - Non può fare tutto Fazio.

Non vuoi sfogliare centinaia di memorie inutili ?

-Posso dirti una cosa all'orecchio ? -Un'altra volta.

- Dottor Cannizzaro, grazie mille. - Arrivederci. - Arrivederci.

Bussano alla porta - Avanti ! - Si può ?

Venite ! Posso offrirvi una prelibatezza di Adelina ?

Certo !

- Grazie. - Grazie.

- Com'è ? - E' !

- Buonissimo. - Che volevate ?

Dopo ore di "camurriusu travagghiu" nella stanza delle memorie

abbiamo trovato qualcosa. - Che cosa ?

Quello che cercavamo.

- I pizzini d'amore ? - Sì.

Erano nascosti nel diario di un nobile dell'Ottocento.

- Dobbiamo scoprire l'autore. - Già fatto.

Lo abbiamo identificato, non è il professor Scalia.

Chi è ?

Permesso ?

- E' permesso ? - Buongiorno.

- Buongiorno, Caterina. - Ci sono novità ? - Sì.

- Riguardano lei. - Me ?

Abbiamo trovato i biglietti d'amore.

Che cosa le devo dire ?

I biglietti...

I biglietti erano solo baci in forma di parole.

Solo così potevo mostrarle il mio amore.

Non erano solo baci. Nei biglietti c'erano anche rabbia e disperazione.

- Lei non sa niente. - Allora me lo dica lei.

Nei primi tempi le dicevo solo dei miei sentimenti, nulla di più.

Non volevo metterle pressione. Fu lei a cambiare le cose.

Un giorno, mentre eravamo qua, scoppiò a piangere.

Cercai di capire che avesse, ma non mi disse niente.

Piangeva come una bambina e io l'abbracciai per consolarla.

Ad un tratto Agata mi guardò negli occhi.

Non capii più nulla e la baciai.

Lei non si sottrasse. Anzi, mi baciò con una passione mai vista prima.

Le dissi che avevo bisogno di lei

e che la amavo più di chiunque altra.

Pensavo che quello fosse l'inizio di qualcosa, invece...

- Invece ? - Il giorno dopo mi disse che era stato un incidente

e che voleva essermi solo amica. - Lei che fece ? - Che potevo fare ?

Nell'arco di una notte passai dalla felicità allo sconforto.

Capii che era tornata dal suo uomo.

Per alleviare la mia sofferenza, io mi allontanai...

però con il tempo tornammo a essere amiche inseparabili.

Adesso provo solo... un grande senso di colpa.

- Perché un senso di colpa ? - Perché avrei potuto fare qualcosa.

Scoprire chi la faceva soffrire.

- Parla di Scalia ? - Certo.

Dopo quello che abbiamo scoperto, anche lei ha un movente.

Scatto della serratura

Catarella, non ho fame.

- Hai iniziato lo sciopero della fame ? - Dottore !

- "Amuninni". - Dove ? - Zitto e cammina.

Perché siamo venuti qui ?

L'assassino torna sempre sul luogo del delitto.

- Ma quale assassino ? Non ho fatto niente ! - Pasqua'.

Tu sei ladro dentro.

Sapevi che i Caruana non venivano qui da un po' e sei venuto a rubare.

* Qualche giorno prima avevi fatto il calco della chiave.

* Una volta dentro, hai fatto attenzione a non fare rumore.

* A un certo punto devi aver sentito tu un rumore.

Gemiti Così ti piace !

* Sì ! * Più forte !

Così ! Ti piace ?

Gemiti

Picchiami ! Picchiami tu !

* Temevi che Alberto Caruana ti riempisse di botte o ti denunciasse.

* Ma non poteva perché lui non doveva stare lì con la cognata.

* Quindi vi "appattaste".

* I due adulteri ripagarono il tuo silenzio profumatamente.

- Dottore, "c'inzirtò". - Eh.

Io dissi ad Alberto Caruana

che fuori c'era la guardia che faceva il suo giro.

Gli dissi di darmi i "piccioli" il giorno dopo

così se Bufardeci mi avesse preso, non avrebbe trovato niente in tasca.

- Perché ridi ? - Commissario, era una "farfantaria".

Quella notte non vidi Bufardeci, glielo dissi per alzare il prezzo.

- Alberto Caruana mi dette 5000 euro. - Ti dette ?

- Ti promise ! - Certo.

No, mi sbagliai, mi "promittiu".

Però appena uscii dalla villa, la mia fortuna finì.

Romildo Bufardeci c'era veramente.

Mi prese, ma non mi trovò niente addosso.

Se non ti avessi tenuto due giorni in cella

saresti tornato qui e avresti riscosso i 5000 euro ?

Sì, commissario. Ormai li ho persi.

Ci siamo detti tutto quello che ci dovevamo dire.

- Buona fortuna, me ne vado. - Buona giornata. - Ciao.

- Ma come ? - Cercavi questa ?

Davvero pensi che io sia fesso e che creda alle tue stronzate ?

- Le ho detto la verità. - No, tu mi hai raccontato una mezza verità.

Non mi hai raccontato tutta la verità. Te la racconto io ?

Sì, commissario.

Alberto Caruana mi dette 5000 euro subito, ma fuori dalla villa

c'era davvero Romildo.

Fischiettìo

- Per fortuna i soldi li ho trovati io. - Grazie !

E' il corpo di reato, devo darlo alla Caruana.

- Potrebbe averlo trovato nell'albero. - No !

- Tu hai confessato. - Commissario !

Per una volta che ho un guadagno onesto !

Tu nemmeno sai dove sta di casa l'onestà. Cammina !

Livia !

("Salvo, sono andata dai genitori di Agata.")

("Dormo da loro. Stanno male, non possono rimanere soli.")

("Mi dispiace non mangiare con te. A domattina, ti bacio.")

- Domando perdono, mi "sciddicò". - Che c'è ?

La signorina GIUNGLA vuole parlare con vossia.

Giunta, Catare'. Caterina Giunta. Giunta !

E' appena giunta e gliel'ho detto.

- E' qua fuori. - Va bene, falla "trasiri".

Prego, si accomodi, signorina.

- Buongiorno. - Buongiorno. Si accomodi.

- Mi è venuta in mente una cosa. - Mi dica.

Agata aveva una particolare fobia.

- Che fobia ? - Aveva una fissazione.

Non riusciva a usare i bagni dei luoghi che non conosceva.

Non poteva andare nei bagni pubblici ?

Esatto. Non riusciva a usare i bagni dei bar, dei negozi

o dei cinema, di qualunque luogo pubblico.

Forse è entrata in archivio perché doveva andare in bagno.

- Era successo altre volte ? - Sì, commissario.

- L'idea di andare nel bagno di un bar la agitava. - Ah.

La ringrazio.

Mi ha dato un'informazione importantissima.

Sono contenta.

- Arrivederci. - Arrivederci.

- Pronto ? - Dottoressa Barresi, Montalbano sono.

- Buongiorno, mi dica pure. - Buongiorno.

Prima di essere uccisa, Agata potrebbe essere andata al bagno ?

- In effetti... - E' così ? - Sì, la vescica era vuota.

Potrebbe essere andata in bagno prima di essere uccisa.

- Grazie, arrivederci. - Arrivederci.

- Questa ipotesi non mi convince. - Agata è in giro a fare compere.

Deve andare in bagno, ma non può usarne uno qualsiasi.

Così decide di andare a quello dell'archivio.

Fa quello che deve fare, esce e vede qualcosa che non deve vedere.

- A quel punto l'ammazzano. - Che ha visto ?

- Questo è il busillis. * Salvo !

- Jacomuzzi ! - Ho rischiato di non trovarti. - Che fortuna !

L'informazione che ti darò ti aiuterà nelle indagini.

- Addirittura ! - Allora...

Grazie al "travagghiu" di tutta la mia squadra

malgrado l'assassino abbia pulito tutto con la varechina

ho trovato una piccola traccia sul pavimento dell'archivio.

- Bravo. - Troppo piccola per fare una qualsiasi identificazione

ma trattasi chiaramente della traccia di un piede nudo.

- "Un piede nudo" ? - Trattasi sicuramente di un piede nudo

trattasi del piede dell'assassino. La vittima indossava le scarpe.

- Che minchia significa ? - Io non ne ho la minima idea.

Sono sicuro che grazie a questa informazione preziosissima

degli sbirri di razza come voi risolveranno il caso in poche ore.

Adesso sono atteso in tribunale.

Come diceva qualcuno che abbiamo nel cuore: "Vi saluto e sono !"

Il giorno del ritrovamento del cadavere in archivio

quando ho radunato tutti gli operai

uno di loro era senza una scarpa. - Davvero ? - Sì.

- Allora... - Convoco l'operaio. - No, convoca il capocantiere.

- Vado. - Non adesso. Ora ci andiamo a prendere il caffè.

* Sì, commissario.

L'egiziano si chiama Ismael.

Il giorno prima ha preso una storta e ha messo una fasciatura.

Con la caviglia gonfia e la fasciatura

la scarpa gli dava fastidio e ha lavorato con il piede nudo.

Ho capito. Ismael è rimasto con voi, con tutti gli altri muratori

durante la pausa pranzo, cioè da mezzogiorno alle due ?

- Le dico la verità, commissario ? - Certo.

Ismael non è mai venuto con noi.

A mezzogiorno disse che andava a mangiare a casa sua

e che sarebbe tornato alle due.

Quindi da mezzogiorno alle due non lo avete mai visto ?

No. Lo abbiamo visto alle due.

Anzi, quando tornammo al cantiere

lui era già lì con la tuta addosso.

-Signor Raccuglia, ci è stato utile. -Posso dirle una cosa ?

Certo.

Ismael lavora nella mia squadra da un anno.

E' stato sempre un gran lavoratore e sempre correttissimo.

Per me è un gran bravo picciotto.

Ne terremo conto, grazie mille. Fazio !

Prego.

Io conosco Ismael. Fu denunciato per furto in una tabaccheria

ma non fu trovato niente contro di lui.

Per questo Raccuglia teme che lo accusiamo nuovamente.

A suo carico c'è l'indizio del piede nudo.

Inoltre non si sa dov'era da mezzogiorno alle due.

Potrebbe essersi messo la tuta sopra i vestiti sporchi di sangue

per uscire indisturbato dall'archivio.

Quali altri uffici ci sono nel palazzo dell'archivio ?

L'ufficio di un notaio e due uffici di commercialisti.

- Sono aperti o chiusi per ferie ? - Sono chiusi per ferie.

Cerca di sapere il più possibile su Ismael Bozan.

Sì, vado subito.

- Mimì, tu hai da fare ? - No.

Allora vieni con me.

Aveva ragione, il vetro è rotto. E' lo studio del notaio Carluccio.

Galluzzo, prova a entrare e dài un'occhiata intorno.

- Poi scendi, ti aspettiamo fuori. - Agli ordini.

Di sicuro c'è stato un furto, lo studio è sottosopra.

Hanno forzato armadi, cassoni e hanno svuotato una cassaforte.

Nessuno ha sentito niente ?

Il notaio è in ferie e l'allarme non ha funzionato.

Potrebbe essere stato Ismael, lavorava qui tutti i giorni.

Non lo so, andiamo.

Possiamo collegare la morte di Agata al furto ?

Non lo so, Mimì... veramente.

Signora Caruana, che piacere vederla !

- Devo parlarle con urgenza. Prego, si accomodi. - Grazie.

La sua telefonata mi ha preso alla sprovvista.

Pensavo che questa storia fosse finita.

E' stato preso per un altro furto Pasquale Cirrinciò

il ladro che si è introdotto a casa sua quella sera

e ha visto...

Ci siamo capiti.

Commissario...

Mio cognato è troppo "duci".

E' comprensivo...

Non è come mio marito Francesco. Lui non c'è mai a casa.

Quando c'è, mi tratta come una bambola da tappezzeria.

Non giudico quello che succede nella camera da letto delle persone.

Per carità ! Io l'ho chiamata per ridarle questo.

Che cos'è ?

Sono 5000 euro. Sono suoi, è giusto che li riprenda.

Ma mi deve firmare questa denuncia contro Pasquale Cirrinciò

che verrà accusato di questo furto.

E' probabile che sentiremo suo marito come testimone

visto che è il proprietario della casa.

Per forza bisogna fare questa cosa ?

Signora... è una formalità, è la prassi.

Non posso restituire i soldi a Cirrinciò ?

Dopotutto abbiamo fatto un accordo.

Mi chiede una cosa un po' inusuale.

Io non posso impedirle di fare una donazione.

Se faccio questa donazione, non coinvolgerete più mio marito.

Se lei fa questa donazione

non lo coinvolgerò, la denuncia non c'è.

Allora questi sono di Pasquale Cirrinciò.

- Come vuole lei. - Arrivederci. - Arrivederci.

Voci indistinte

Ma chi è ?

- Si calmi ! - Io sono calmo ! - Lei si deve calmare !

Ooh ! Che cos'è questo "mutuperio" ?

Pure vossia si fece fare fesso da Pasqualino ?

- Stia calmo e lasci i miei uomini ! - Veramente loro tengono me.

Allora lasciatelo voi !

- Voleva spaccare tutto. - Mi fece "scantari" !

- Stai calmo, è tutto a posto. - Il signor Bozan.

- Benarrivato ! Portalo nel mio ufficio. - Prego.

Bufardeci, che vuole ?

Ho visto Pasqualino libero che girava per il corso.

Non abbiamo trovato la refurtiva e nessuno l'ha denunciato.

Lei ha fatto un lavoro egregio. Ma io che dovevo fare ?

Ah ! Va bene... va bene.

Buongiorno, signor Bozan. Prego, si accomodi.

L'ho convocata per farle alcune domande

sulla giornata in cui è stata uccisa Agata Cosentino.

- Lei la conosceva ? - No, mai vista.

E' vero che quel giorno non pranzò con i suoi colleghi, ma andò a casa ?

(in siciliano) Sì, volevo rimanere per i fatti miei.

Come mai parla così bene il nostro dialetto ?

L'ho imparato. E' un fatto di orecchio.

Anni fa in Belgio imparai il fiammingo.

Complimenti al suo orecchio.

Qualche giorno fa nello studio del notaio Carluccio

nello stabile dell'archivio, c'è stato un furto. - Non so niente.

Tempo fa passai i guai per una denuncia. Io non sono un ladro.

- Lei lavora spesso senza scarpe ? - Sì.

L'altro giorno avevo la caviglia gonfia e la scarpa mi stringeva.

Nel luogo in cui è stata uccisa Agata Cosentino

c'era l'impronta di un piede. Fazio, come pensiamo che sia andata ?

Quel giorno Bozan non è andato a pranzo a casa sua

ma è tornato indietro. Siccome il cantiere era vuoto

è salito sul ponteggio per andare a rubare nell'ufficio del notaio.

Agata ha visto tutto dalla finestra del bagno.

Allora lui si è infilato nella finestra del bagno e l'ha ammazzata.

- Ecco qua. - Ma che dice ? Non ho rubato né ammazzato nessuno !

Non sono scemo. Ammazzo una femmina per "ammucciari" un furto ?

Rischio l'ergastolo per risparmiarmi qualche mese di carcere ?

Guardi, commissario.

Mia moglie Aisha e mia figlia Amina.

Quel giorno ho pranzato a casa perché volevo stare con loro.

Sono arrivate in Italia quella mattina stessa.

Non ero andato a prenderle perché lavoravo.

Perché non l'ha detto ai suoi colleghi ?

Volevo dirglielo, ma non ho ancora un contratto regolare.

Che c'entra questo ?

Il padrone preferisce far lavorare uomini che non hanno famiglia

così nessuno può chiedere i danni se capita qualcosa di brutto.

Secondo vossia io mi mettevo a rubare

o a fare "ammazzatine" proprio ora che ho ritrovato la mia famiglia ?

Può andare, ma resti reperibile. Fazio, accompagnalo.

Grazie.

Se è venuto per la storia di Bufardeci...

Adesso devi stare muto e lasciarmi parlare.

Qui ci sono i "piccioli" del tuo accordo con la Caruana.

Te li restituisco a patto che li darai in beneficenza.

Cinquemila euro in beneficenza ? Ma non è peccato di Dio ?

Lascia perdere Dio. Io te li do se lo prometti davanti a tua madre.

Commissario... Mamma mi "facisti" male !

Ti "fici" male ? Fai come ti dice il commissario o ti spacco la testa.

Vergogna ! Ma che ho fatto per avere un figlio delinquente ?

Va bene, va bene.

Ecco qua. Un'altra cosa.

Dimmi se Ismael è tuo collega o no.

Io non conosco questo egiziano.

Quindi non è un ladro abituale.

In paese c'è qualcuno che riconosce se un furto è stato fatto da un ladro

piuttosto che da un altro ? - Noi ladri siamo come artisti.

- Ognuno ha il proprio stile. - Chi sa riconoscere questo stile ?

Romildo Bufardeci...

ma è ancora incazzato per la vicenda della villetta.

- Non so se l'aiuterà. - Troverò un modo.

- Tu domattina alle nove vieni in commissariato. - Va bene.

Grazie, Adelina.

Grazie, ma'.

"Cu è" ?

Signor Bufardeci, il commissario Montalbano sono.

- Posso parlarle un attimo ? - Sì, scendo subito. - Grazie.

- Eccomi. - Buongiorno.

Voglio mostrarle una cosa, venga con me.

Esci, animale.

Cammina !

Che minchia significa ?

Le dobbiamo delle scuse.

Abbiamo trovato la refurtiva. Il disgraziato l'aveva "ammucciata".

Prima di portarlo in carcere, volevo che lo vedesse in manette.

Grazie, commissario.

Piuttosto mi scusi per la "cavuciata" di ieri.

Le chiedo scusa io per non averle creduto.

- "Tutto è bene quel che finisce bene". - Già.

Permette due secondi ?

Come no ! Ci mancherebbe.

Pasqua'...

Mi dispiace, ma la Legge è Legge.

Hai bisogno di qualcosa per tua moglie e i tuoi figli ?

No, tutto a posto, non preoccuparti.

C'è mia madre, è tutto a posto.

- Ho fatto, commissario. - Bufardeci, posso dirle una cosa ?

Sì.

Tu stai in macchina. Cammina, animale !

Potrebbe aiutarmi per un'altra faccenda ?

- Ci mancherebbe altro ! - Davvero ? - Sì.

Allora, senta...

Voce non udibile

- Allora, che mi dice ? - Dottore, nello studio del notaio

le serrature dei cassetti e della cassaforte

sono state aperte con una chiave bulgara.

In paese solo un ladro ce l'ha, si chiama Calogero Spallina.

Sicuramente ha fatto lui il furto.

Adesso lo interroghiamo.

Grazie mille. Vuole un passaggio a casa ?

- No, faccio una passeggiata. - Bene.

"Chi nasce tondo non può morire quadrato".

- Alla prossima, Romi'. - Salutiamo. - Di nuovo.

Non farti vedere in paese per un mese.

- Deve pensare che sei carcerato. - Nessun problema.

- Ho trovato un affare a Fela. - "A Fela" ?

- C'è una spiaggia piena di nudisti. - "Nudisti" ?

Mica vanno in spiaggia già nudi !

Lasciano in macchina tablet, cellulari, borse, collane, anelli.

In macchina c'è ogni bendiddio.

Non dirmi queste cose. Io commissario sono !

Fela non è giurisdizione di vossia.

Cammina, vai.

- Pasquale ! - Sì ? - Hai detto "nudisti" ?

Anche vossia vuole fare il nudista ?

Bussano alla porta - Avanti. - Commissario.

Vieni, vieni.

- Porto "carrico". - Cioè ? - Calogero Spallina ha confessato.

Ha rubato lui dal notaio la notte prima dell'omicidio di Agata.

- "Siamo da capo a dodici". - No, abbiamo sempre il piede nudo.

- Se non è stato Ismael... - Ascoltatemi.

Un mio amico frequenta una spiaggia di nudisti a Fela.

I nudisti non vanno in spiaggia già nudi.

Lasciano i vestiti in macchina.

Allora mi è venuta un'idea.

Forse l'assassino di Agata l'ha ammazzata quando era già nudo.

Poi ha fatto una doccia e si è rimesso i vestiti di prima.

Perché doveva essere nudo ?

Perché secondo me stava facendo sesso nell'archivio con qualcuno.

Agata è stata ammazzata

perché l'ha sorpreso in un atto che doveva restare segreto.

- Esatto. - Allora viene un'altra domanda.

Chi sceglierebbe l'archivio per farsi una "futtitina" ?

Uno che conosce benissimo l'archivio.

Uno che sapeva che tra mezzogiorno e le due

i muratori erano andati in pausa. - Uno che lavora lì dentro.

- Ecco. - Ci lavorano otto persone, poi ci sono più di cinque volontari

il personale delle pulizie e quelli che consultano i libri.

- Un certo numero di persone. - Fazio, prendi informazioni.

Bussano alla porta - Avanti. - Commissario.

- Ho fatto bingo. - Cioè ?

Stamattina ho ricevuto i video

della telecamera di una banca vicina all'archivio.

Solo ora li ho visionati e indovina che è venuto fuori.

- Che cosa ? - Questo è un fermoimmagine.

E' Cannizzaro alla guida di un'auto con a fianco un "picciutteddu".

L'ora è quella sovrimpressa, le dodici e venti.

Quindi non stava a casa dalle dodici alle due, ha detto una farfantaria.

Sì. Nelle due ore in cui Agata potrebbe essere stata uccisa

il suo telefono ha agganciato una cella che copriva l'archivio.

Risulta dai tabulati.

Cannizzaro è una persona specchiata.

Da molti anni non risulta nulla su di lui.

Quindi prima di questi "molti anni" è successo qualcosa.

Sì, c'è un precedente. E' molto lontano, ma c'è.

Dimmelo. Facciamo gli indovinelli ?

Da giovane Cannizzaro fu denunciato da un "picciutteddu".

Questo "picciutteddu" disse che Cannizzaro lo aveva molestato.

Alt !

Aspetta.

Mimì, puoi venire nella mia stanza ?

Questo suo precedente non c'è nell'archivio generale.

Ho controllato io.

Dopo pochi giorni la denuncia fu ritirata

perché la famiglia di Cannizzaro pagò i genitori del ragazzo.

L'ho saputo da un carabiniere in pensione.

Forse il vizio non gli è passato

anche se in questi anni l'ha fatta franca.

Perché non l'ha portato in un posto più sicuro ?

Forse non aveva un posto più sicuro.

Nella casa di Favara ci sono la moglie e i figli.

In quella di Vigata c'è la mamma che non è andata a Favara.

Cannizzaro ha ucciso Agata

perché l'ha sorpreso a fare sesso con un "picciutteddu".

Sono solo supposizioni, non abbiamo prove.

Lo so. Dobbiamo farlo confessare.

Musica di pianoforte

Campanello

- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.

- Ci sono novità ? - Sì e no.

- Posso aiutarvi ? - Certo.

- Prego ! - Grazie.

- Come posso aiutarla ? - Ci siamo sempre fatti una domanda.

Perché Agata è andata all'archivio, che era chiuso per ferie

poche ore prima di partire ?

Forse aveva un appuntamento segreto.

Oppure la risposta è più banale.

Caterina ci ha detto che Agata aveva una fobia.

Non andava nei gabinetti pubblici, ma in uno che lei già conosceva.

- Ah... Non lo sapevo. - Eh.

Quindi quel giorno, trovandosi dalle parti dell'archivio

ha pensato di andare in bagno lì. Allora io ho pensato

che sia stata uccisa perché era nel momento sbagliato al posto sbagliato.

Che intende dire ?

Poi c'è un'altra domanda.

Di sicuro l'assassino si è sporcato di sangue.

Come è uscito dall'archivio senza essere notato ?

Come ha fatto ?

Non lo so, non lo so.

Si sarà lavato, rivestito ed è uscito senza farsi notare.

Forse aveva dei vestiti di ricambio.

Forse. Oppure... Sa che cosa ? Era nudo.

- "Nudo" ? - Sì. - Uno stupro ?

Non necessariamente. Magari Agata li ha visti fare del sesso proibito.

Ma che dice ? Sesso nell'archivio ? E chi ?

Bravo. Chi ?

- Chi ? - Qualcuno che conosceva gli orari dell'archivio

e sapeva che a quell'ora i muratori erano in pausa pranzo.

Lei sa di un suo dipendente che ha una relazione proibita ?

No... non saprei.

Forse Agata si è incontrata con il professore Scalia.

No, lo escluderei.

Lei che ha fatto quel giorno tra le dodici e le quattordici ?

Ero qui a casa.

- L'ho già detto all'ispettore Fazio. - Ah !

Che strano però ! Vede ?

La telecamera di sorveglianza di una banca vicino all'archivio

ha registrato questa immagine. E' lei in macchina con un ragazzino.

C'è anche l'orario impresso, dodici e venti.

Ero andato a comprare delle medicine

e ho incontrato questo ragazzo che mi ha chiesto un passaggio.

- Lo conosceva ? - Chi ?

- Il ragazzo. - No, mai visto.

- Forse lei sta mentendo ? - Ma che dice ?

Dai tabulati telefonici risulta

che il suo cellulare è rimasto agganciato

alla cella della zona dell'archivio per circa un'ora.

E' possibile.

Prima di rientrare a casa

sono andato al bar lì vicino per prendere una cosa fresca.

Siccome nel bar c'è l'aria condizionata

mi sono fermato a leggere il giornale.

Noi abbiamo controllato il bar. Vero, Fazio ?

Non risulta che lei sia stato lì.

Non c'era perché era in archivio a uccidere Agata Cosentino.

Che dice, commissario ? E' impazzito ?

Chiamo subito il mio avvocato e vediamo.

Lo chiamerà dalla Questura.

Lei l'ha uccisa perché Agata ha visto qualcosa che non doveva vedere

lei mentre faceva sesso con un ragazzino. - Come si permette ?

Con quali prove mi accusa ?

Lei ha cercato di cancellare tutte le sue tracce

ma noi abbiamo trovato l'impronta del suo piede sul luogo del delitto.

Le faccio una domanda.

Vuole che le snoccioli tutte le prove che abbiamo

oppure vuole collaborare per non aggravare la sua situazione ?

Che cosa ci faceva lì ?

Non doveva esserci nessuno.

Tutti erano in ferie.

I muratori erano in pausa.

Invece all'improvviso mi sono trovato Agata lì davanti.

Dove cazzo vai ?

Aiuto !

L'ho colpita non so neanche quante volte.

Povera Agata !

Era sempre stata così buona con me.

Sirena

- Meno male che non ci ha chiesto il mandato di cattura. - Sì.

Con quella mezza impronta di piede non potevamo identificarlo.

Scopriamo se dietro a questi ragazzini che si portava

c'è un'organizzazione criminale.

("Salvo amato...")

("dormivi così bene e non ho voluto svegliarti.")

("Ieri sera mi hai detto")

("che la confessione di Cannizzaro ha permesso l'arresto")

("della banda che gestisce la prostituzione minorile.")

("Penso che Agata non sia morta invano.")

("In questi giorni ho capito che quello che conta veramente")

("è che Agata sicuramente non è vissuta invano.")

("Una volta sono andata a casa sua")

("e ho visto quanto era tenera con i suoi genitori.")

("Mi aveva molto commosso.")

("Le ho raccontato di me")

("del fatto che non ho avuto figli")

("e che avere una figlia come lei sarebbe stata una gioia per me.")

("Allora Agata mi ha abbracciato")

("e mi ha detto di non essere triste")

("perché avere figli è senz'altro meraviglioso, ma non è tutto.")

("Mi ha detto che quello che conta di più")

("è lasciare qualcosa di bello e importante a chi amiamo.")

("Se penso a me, non so se Agata avesse ragione")

("ma sicuramente lei ha lasciato qualcosa di unico in me")

("e in tutti quelli che le sono stati vicino.")

("Tua Livia.")

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